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lunedì, 22 Giugno 2026
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Sassuolo, furto in palestra alla Consolata: responsabile individuato in poche ore

Sassuolo, furto in palestra alla Consolata: responsabile individuato in poche oreNella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Sassuolo hanno deferito in stato di libertà un uomo italiano di 59 anni, ritenuto responsabile di un furto aggravato e di indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.

I fatti risalgono alla serata di mercoledì scorso, quando, all’interno della palestra di pertinenza della chiesa parrocchiale “SS. Vergine Maria Consolata”, un uomo si era introdotto negli spogliatoi lasciati momentaneamente incustoditi, sottraendo tre telefoni cellulari, un paio di cuffie auricolari, capi di abbigliamento e la somma in contanti di 100,00 euro, il tutto di proprietà di alcune giovani ragazze impegnate in attività ludiche e motorie. Venivano inoltre sottratte carte di pagamento elettronico successivamente utilizzate per effettuare modesti acquisti presso distributori automatici della zona.

Ricevuta la segnalazione, i militari hanno avviato immediati e mirati accertamenti che, in poche ore, hanno consentito di raccogliere elementi utili all’identificazione del presunto autore. L’uomo è stato quindi rintracciato presso la propria abitazione dove ha spontaneamente consegnato gran parte della refurtiva ancora in suo possesso.

La tempestività dell’intervento ha permesso di recuperare e restituire ai legittimi proprietari tutti i telefoni cellulari, gli effetti personali e gli altri beni sottratti, limitando significativamente il danno subito dalle giovani vittime.

Sono in corso ulteriori accertamenti per completare la ricostruzione dell’episodio e verificare l’eventuale ulteriore utilizzo delle carte di pagamento sottratte.

Dialetti, al via il bando regionale 2026: 100mila euro per salvaguardare e valorizzare le lingue locali

Dialetti, al via il bando regionale 2026: 100mila euro per salvaguardare e valorizzare le lingue localiIl dialetto come memoria identitaria e creativa. Parole e suoni che tengono insieme generazioni diverse attorno ad una storia. Questo è il valore del patrimonio linguistico del territorio su cui la Regione Emilia-Romagna rilancia il proprio sostegno.

Via libera dalla Giunta, con un finanziamento complessivo di 100mila euro, al bando per la concessione di contributi destinati a progetti di salvaguardia e valorizzazione dei dialetti, in attuazione della Legge regionale 16/2014.

Possono accedere ai finanziamenti Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitana di Bologna, associazioni culturali e organizzazioni con sede legale in Emilia-Romagna iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore, oltre ad altri soggetti privati senza scopo di lucro che operano sul territorio regionale per finalità culturali previste dal proprio statuto o atto istitutivo. Le domande possono essere presentate (una sola per ogni soggetto) esclusivamente online, attraverso la piattaforma Elixforms, da oggi, 19 febbraio, al 23 marzo 2026.

“I dialetti non sono soltanto una memoria del passato, ma una voce viva che continua ad abitare le nostre comunità- dichiara l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Questa misura, legata alla legge regionale 16 del 2014, si è dimostrata incisiva perché promuove percorsi di qualità capaci di unire la ricerca storica e la voce viva, mettendo in dialogo le diverse generazioni, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione delle comunità. Promuovere la cultura dialettale significa investire nella ricchezza plurale dell’Emilia-Romagna e nella capacità delle nuove generazioni di custodirla e reinterpretarla nel presente”.

Saranno ammessi alla valutazione i progetti coerenti con le azioni previste dalla legge regionale, orientati alla promozione di studi e ricerche sui dialetti locali anche in collaborazione con Università, centri di ricerca ed esperti; alla realizzazione di percorsi didattici rivolti alle scuole e alle nuove generazioni, con particolare attenzione allo scambio tra giovani e anziani; e ancora, alla promozione di manifestazioni, spettacoli, produzioni artistiche, iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali dedicate alle lingue dell’Emilia-Romagna e alle realtà culturali che ad esse si intrecciano.

La valutazione terrà conto della qualità e coerenza delle proposte rispetto agli obiettivi della legge, della capacità innovativa dei progetti e della loro ricaduta nel contesto contemporaneo, del coinvolgimento delle giovani generazioni e delle comunità, dell’impatto territoriale anche attraverso la partecipazione di istituzioni culturali e accademiche, nonché della sostenibilità finanziaria complessiva, valorizzando la presenza di ulteriori risorse economiche accanto al contributo regionale.

I progetti dovranno essere avviati e realizzati entro il 31 dicembre 2026. Non saranno ammissibili le iniziative già concluse alla data di presentazione della domanda.

Informazioni approfondite e questo link (https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/dialetti).

De Pascale e Lepore in merito al trasferimento a Roma dell’Agenzia ItaliaMeteo

De Pascale e Lepore in merito al trasferimento a Roma dell’Agenzia ItaliaMeteoLe modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’assetto di governance dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo aprono una fase delicata per il futuro del servizio meteorologico nazionale. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, richiamano l’attenzione sulla necessità che le scelte in corso non indeboliscano autonomia, competenze e continuità operativa dell’Agenzia.

“Siamo stati informati che il Governo vuole procedere al trasferimento a Roma dell’Agenzia che oggi ha sede al Dama di Bologna, con evidentissimi rischi di smantellamento- affermano de Pascale e Lepore-. Questo, assieme alla nuova configurazione che esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce gli indirizzi al Dipartimento nazionale di Protezione civile, è estremamente preoccupante. In un Paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e devastanti, è incomprensibile ridurre il coinvolgimento dei territori e delle Regioni, che sono in prima linea nella gestione delle emergenze e nell’adattamento climatico”.

Pur non modificando formalmente i compiti dell’Agenzia previsti dalla legge istitutiva (art. 551, legge 205/2017), la nuova governance ne limita di fatto l’autonomia tecnico-scientifica e la capacità di agire con agilità e rapidità. “Un servizio meteorologico nazionale moderno- proseguono presidente e sindaco- deve poter operare con indipendenza, competenza e responsabilità, e non trasformarsi in una struttura meramente esecutiva”.

Al centro la scelta di superare la sede di Bologna e di prevedere un’unica sede a Roma, da definire nello Statuto. Una prospettiva che rischia di sradicare l’Agenzia dall’ecosistema scientifico e tecnologico del Dama Tecnopolo di Bologna, dove è già insediata e dove ha investito anche in infrastrutture di supercalcolo dedicate alla modellistica meteorologica italiana.

Il Dama rappresenta uno dei principali hub europei nel campo del calcolo ad alte prestazioni, dell’intelligenza artificiale e delle scienze del clima. Al suo interno operano il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), il Cineca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima e all’Università di Bologna. A queste realtà si affiancherà l’Università delle Nazioni Unite con un centro dedicato all’intelligenza artificiale. Una concentrazione di competenze e tecnologie che costituisce un’infrastruttura strategica per il Paese.

“Si tratta – sottolineano presidente e sindaco – di un unicum scientifico e tecnologico a livello nazionale ed europeo, capace di integrare ricerca, modellistica, supercalcolo, formazione e trasferimento tecnologico. L’Agenzia ItaliaMeteo inserita stabilmente in questo contesto rafforza l’intero sistema Paese e consente all’Italia di presentarsi compatta e competitiva nello scenario internazionale”.

La Regione Emilia-Romagna, con la legge 7 del 17 giugno 2019, ha messo a disposizione a titolo gratuito gli spazi del Dama per favorire il consolidamento della sede tecnica dell’Agenzia. Una scelta che ha rappresentato e rappresenta un investimento strategico per il Paese, non per un singolo territorio.

Accanto al tema della governance e della sede, vi è quello della continuità delle attività e della valorizzazione del personale. ItaliaMeteo, in questi anni, ha svolto funzioni decisive: accentramento e ridistribuzione dei dati osservativi nazionali, gestione della modellistica operativa italiana a supporto dei Centri funzionali di Protezione civile, previsioni stagionali per il sistema produttivo, sorveglianza meteorologica e marina, aggiornamento del quadro climatico nazionale, progetti internazionali, applicazioni di intelligenza artificiale.

“Interrompere o rallentare questo percorso – evidenziano de Pascale e Lepore – significherebbe creare un vuoto proprio nel momento in cui la crisi climatica richiede più integrazione, più capacità previsionale e più coordinamento”. I due amministratori sottolineano inoltre come i due mesi di commissariamento non abbiano prodotto, ad oggi, risultati concreti sul piano organizzativo e strategico.

“ItaliaMeteo non è una struttura locale – concludono de Pascale e Lepore – ma un presidio nazionale fondamentale per la sicurezza delle cittadine e dei cittadini, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la competitività del sistema produttivo. Le decisioni sulla sua governance e sulla sua collocazione devono puntare a rafforzarne stabilità, autonomia tecnico-scientifica e piena integrazione con i poli di eccellenza già presenti in Italia. È su questa prospettiva che chiediamo al Governo un confronto serio e costruttivo nell’interesse del Paese”.

“Fazzoletti tricolore”: a Magreta si parla di Resistenza con il libro di don Adriano Tollari

“Fazzoletti tricolore”: a Magreta si parla di Resistenza con il libro di don Adriano TollariSi terrà domenica 22 febbraio alle ore 15.45 presso la Chiesa parrocchiale di Magreta la presentazione del libro “Fazzoletti tricolore” di don Adriano Tollari, compianto sacerdote originario di Frassinoro, stimato educatore e studioso.

Il volume, curato e presentato per l’occasione da Giuliano Tollari, fratello dell’autore, offre una prospettiva inedita sulla “Resistenza bianca” nella Repubblica di Montefiorino. Attraverso l’analisi di diari e memorie autografe di sacerdoti e religiosi dell’epoca, l’opera mette in luce il ruolo cruciale, e spesso silenzioso, del mondo cattolico nel sostegno alla popolazione civile durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’evento, patrocinato dal Comune di Formigine, è organizzato dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e dalla Fondazione Ermanno Gorrieri, in collaborazione con Edizioni Artestampa e grazie al contributo del Comune di Frassinoro e di Lapam.

Il programma della giornata prevede l’apertura di Claudio Gorrieri (Fondazione Gorrieri), seguita dai saluti istituzionali della Sindaca di Formigine Elisa Parenti e del Sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi. L’incontro si concluderà con il commento di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi.

 

Colpo allo spaccio nella zona delle ceramiche

Colpo allo spaccio nella zona delle ceramicheOltre un mese di indagini serrate, pedinamenti e osservazioni sul campo, che si sono conclusi anche con l’arresto di 3 persone: è questo il lavoro silenzioso e costante condotto dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti congiuntamente ai colleghi di Casalgrande e Castellarano, che ha portato a individuare un’importante piazza di spaccio attiva tra le province di Reggio Emilia e Modena. Un’attività investigativa approfondita che non si è fermata ai primi riscontri, ma che ha voluto risalire la filiera fino a intercettare un ingente quantitativo di droga pronto per essere immesso sul mercato.

L’intera operazione è stata sviluppata seguendo una precisa strategia concordata con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia. L’Autorità Giudiziaria, condividendo appieno le risultanze investigative prodotte dai militari dell’Arma durante le settimane di indagine, ha emesso i provvedimenti necessari per operare con lo strumento dell’arresto e del sequestro in esecuzione ritardata. Questa scelta tecnica è stata fondamentale per permettere agli investigatori di monitorare l’intera presunta dinamica criminale senza interromperla prematuramente, arrivando così a colpire nel momento di massima efficacia.

L’origine dei fatti risale ai primi giorni di gennaio 2026. L’indagine è partita da un’attenta attività di osservazione su una sospetta rete di spaccio di cocaina che operava stabilmente nel comprensorio ceramico, tra il comune di Casalgrande e la vicina provincia modenese. Sotto la lente degli investigatori sono finiti tre giovani – un 26enne italiano residente a Casalgrande e due nordafricani di 26 e 27 anni domiciliati a Scandiano – sospettati di gestire i via presuntiva un rilevante traffico di stupefacenti. Da quel momento, per settimane, gli uomini dell’Arma hanno monitorato ogni loro movimento. Ogni spostamento, ogni incontro e ogni singola cessione di droga è stato documentato passo dopo passo dai Carabinieri reggiani. Questo controllo costante del territorio ha permesso di ricostruire con precisione le abitudini dei tre.

I presunti gestori di tale illecita attività, in più circostanze durante i controlli mirati operati dai carabinieri nelle arterie stradali del comprensorio ceramico, sono stati costretti a fuggire abbandonando ingenti quantitativi di stupefacenti. Nello specifico i militari hanno intercetto auto cariche di droga, prevalentemente hascisc, ma anche cocaina, per oltre 6 chili di stupefacente. Droga abbandonata durante i controlli dai diretti interessati datisi sempre alla fuga. Una volta raccolte prove ed elementi di presunta responsabilità, nel corso dell’esecuzione degli arresti ritardati i Carabinieri tra le province di Modena e Reggio Emila, supportati nel capoluogo modenese dai colleghi di quel nucleo investigativo, hanno rinvenuto e sequestrato un etto tra hascisc e chetamina. Un colpo durissimo al mercato locale, che ha sottratto alla disponibilità del gruppo un carico dal valore economico rilevante.

Alla luce degli elementi acquisiti a carico dei tre, gli stessi sono stati tratti in arresto e, concluse le formalità di rito, associati presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia.

Uno dei tre, il marocchino 26enne, era già stato fermato e arrestato pochi giorni fa a Casalgrande, poiché trovato in possesso di 30 chili di droga, un episodio già noto alle cronache. Durante la sua detenzione in carcere, gli è stato notificato l’ulteriore provvedimento di arresto ritardato, connesso ai fatti ora descritti. L’altro connazionale, anch’egli destinatario di un arresto ritardato, è l’uomo che era riuscito a fuggire dall’auto che trasportava i 30 chili di droga, risultando così coinvolto anche in quellindagine.

Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

“Il Codice Rosso”: lunedì mattina il Convegno al teatro Carani di Sassuolo

“Il Codice Rosso”: lunedì mattina il Convegno al teatro Carani di SassuoloSi svolgerà lunedì prossimo, 23 febbraio, a partire dalle ore 9 presso il teatro Carani di Sassuolo, il convegno dal titolo “Il Codice Rosso alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge 2 dicembre 2025, n. 181”. Un appuntamento che vedrà tra i relatori il Procuratore Capo di Modena, Dott. Luca Masini.

A partire dalle ore 8:15 sarà possibile accreditarsi alla mattinata che prevede il rilascio di crediti formativi sia per Avvocati che per Assistenti Sociali.

Dopo il saluto del Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini, previsto per le ore 9, si terrà la Lectio del Procuratore Capo Procura di Modena Dott. Luca Masini.

Alle ore 12:30 uno spazio per le domande con il convegno che si concluderà alle ore 13.

Donato a tutte le donne dell’Ospedale di Sassuolo un dispositivo ‘anti-violenza’

Donato a tutte le donne dell’Ospedale di Sassuolo un dispositivo ‘anti-violenza’Un comodo ‘device’ da indossare al polso, che può scongiurare aggressioni contro le donne, in ogni contesto. È questo il dono pensato dalla Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus per tutte le professioniste donne che operano in ospedale: medici, infermiere, oss, impiegate e anche per tutte le collaboratrici delle aziende di servizi presenti all’interno della struttura sanitaria.

Stamattina la Presidente della Fondazione Micol Pifferi ha simbolicamente consegnato il primo ‘WinLet’ ad alcune operatrici che operano in ospedale. Nei prossimi giorni, tutte le donne che lavorano in ospedale potranno ritirare il proprio dispositivo, direttamente alla reception dell’Ospedale di Sassuolo.

All’evento ha partecipato anche Pier Carlo Montali, CEO dell’azienda milanese Security Watch, premiata come Start Up dell’anno da Amazon, che ha brevettato il dispositivo e che ha spiegato alle donne riunite nella sala convegni, per l’occasione, come funziona e a cosa serve questo innovativo ‘strumento’ di difesa personale. Un aiuto importante per evitare aggressioni e violenze, semplice da usare ed efficace.

WinLet è un dispositivo per la sicurezza pensato per prevenire le aggressioni di cui, purtroppo, sono vittime in modo particolare le donne. Dal bracciale elettronico, infatti, può partire un allarme sonoro e chiamate d’emergenza, premendo tre volte il ‘Panic Button’. Il dispositivo ha l’aspetto di uno smartwatch, e può essere un alleato fondamentale per chi si trova in una situazione di potenziale pericolo.

WinLet si attiva premendo il ‘Panic Button’ tre volte. Un’operazione che richiede pochissimo tempo, ma decisiva perché, così facendo, scattano immediatamente tre differenti funzionalità. Una volta attivato, WinLet emette un suono ad alta frequenza superiore ai 110 decibel che ha lo scopo di scoraggiare potenziali aggressori e metterli in fuga. Nel contempo, invia un messaggio di allarme ad una serie di contatti selezionati dall’utente, avvisando che è in atto un tentativo di aggressione e inviando anche la posizione in tempo reale. Infine, WinLet inoltra una chiamata alla centrale operativa di Civis Spa, società di vigilanza attiva 24 ore su 24, che prova a contattare la persona da cui è arrivata la richiesta di intervento e, in caso di assenza di risposta, contatta le forze dell’ordine. Per attivare queste due ultime funzioni, basta scaricare l’App del dispositivo e sottoscrivere un abbonamento mensile.

“Ho sempre pensato e sperimentato – spiega Micol Pifferi, Presidente della Fondazione – che la relazione tra le persone sia parte integrante della cura. L’ospedale è luogo di cura: la serenità dei rapporti interpersonali è fondamentale. Come Fondazione ci auguriamo che il dono di oggi possa essere di conforto e aiuto agli operatoti per permettere loro di preservare questa condizione”.

 

 

Cisl Emilia Romagna: “Priorità salute e sicurezza sul lavoro”

Secondo i più recenti dati Inail, nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro in Emilia-Romagna sono state 76.818, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2024, pari a 950 casi in più.

Sul piano territoriale, le province in cui si è registrato un aumento sono quelle di Forlì-Cesena (+6,1% e 7.236 denunce), Bologna (+2,00% e 16.877 denunce), Ravenna (+2% e 7.155 denunce,) Ferrara (+1,7% e 4.242 casi), Modena (+1,4% e 14.823 casi), mentre risultano in controtendenza Parma (-1,6% e 7.605 denunce) e Piacenza (-1,2% e 4.413 denunce); stabili Reggio nell’Emilia (9.277) e Rimini (5.190).

Pur trattandosi di aumenti percentuali in prevalenza contenuti e inferiori alle cifre regionali e provinciali di infortuni del 2019 (84.941 denunce a livello regionale) e con un numero di occupati attuali superiore, continuano a persistere settori a rischio elevato (pur se si nota un miglioramento nel settore dell’agricoltura), rimangono pressoché stabili gli infortuni gravi, aumentano gli infortuni in itinere (+10%, da 11.127 nel 2024 a 12.245 nel 2025).

Ma soprattutto, drammaticamente, si continua a morire sul lavoro: 92 le vittime nel 2025, 96 nel 2024.

Le denunce di malattie professionali, infine, sono aumentate del 7,5%, da 7.543 nel 2024 a 8.106 nel 2025: al primo posto con oltre il 70% del totale troviamo le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguono le malattie del sistema nervoso e l’ipoacusia da rumore. Questo aumento ci ricorda la necessità di rafforzare l’impegno di prevenzione in tema di malattie professionali, ma anche lavorare sulle difficoltà di individuazione e accertamento del nesso causale e le “sotto denunce”. Un numero più elevato può quindi riflettere anche l’emersione di casi prima invisibili, attraverso una maggiore consapevolezza di lavoratrici e lavoratori.

La salute e la sicurezza sul lavoro devono essere la nostra priorità” – sottolinea Filippo Pieri, segretario generale CISL ER. “Parlare di sicurezza non significa solo affrontare emergenze, ma indicare una prospettiva: il lavoro non può che essere un lavoro sicuro.  Investire sulla sicurezza non deve essere considerato un costo. È il punto di partenza di una produttività sana e di una crescita sostenibile. Dove si lavora sicuri si lavora meglio, si innova di più, si costruisce benessere.”

“Gli interventi più efficaci sono quelli che puntano sulla prevenzione e che vedono il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, valorizzando il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali.

Assieme ai rischi fisici, è necessario, inoltre, promuovere una corretta valutazione e prevenzione dei rischi psicosociali, come ad esempio le molestie e la violenza, così presenti nel settore sociosanitario e dei trasporti. Così come è fondamentale la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro, a partire dalle scuole”.

“Nella nostra regione – continua – ci sono già alcune esperienze incoraggianti, tra cui la nostra iniziativa “Spazio Lavoro Scuole”. Un progetto che abbiamo fortemente voluto e che coinvolge le classi di istituti di scuola secondaria di secondo grado con l’obiettivo di dialogare con le ragazze e i ragazzi (circa 600 in totale) non solo su lavoro e orientamento, ma anche su salute e sicurezza.” Ma non sono sufficienti singole buone pratiche.

Ed è anche questo uno dei motivi per cui da via Milazzo, oltre a ribadire la necessità di stringere i tempi per arrivare subito a siglare un nuovo Patto regionale, arriva la richiesta di una verifica e una piena attuazione degli impegni presi nel Protocollo per la salute e sicurezza sul lavoro, che tutti i firmatari del Patto per il lavoro e per il clima hanno siglato nel settembre del 2022, assumendosi una responsabilità collettiva.

“E’ tempo di imprimere una svolta vera – conclude Pieri -, solo dopo anni siamo riusciti a istituire una “patente a punti” nel settore edile, ma un sistema di qualificazione delle imprese andrebbe esteso a tutti i settori, specie a quelli più a rischio. Così come servono altri meccanismi premianti per le aziende che investono sulla formazione e sulla sicurezza, e in particolare nelle nuove tecnologie legate alla sicurezza”.

 

Sanità: via libera in Emilia-Romagna all’Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni

Sanità: via libera in Emilia-Romagna all’Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni
Assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi

Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sanità di prossimità in Emilia-Romagna: siglato il nuovo Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie, come biologi, chimici e psicologi.

Viene così consolidato il percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, mettendo in rete tutte le professioniste e i professionisti coinvolti con l’obiettivo di garantire continuità e presa in carico dei pazienti, in particolare cronici e fragili, rafforzando in modo strutturale il collegamento tra territorio e ospedale. Tra i principali obiettivi anche la riduzione delle liste d’attesa, l’appropriatezza clinica e prescrittiva, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e nelle strutture intermedie, la telemedicina, la corretta gestione dei flussi informativi (Fse, ricetta dematerializzata).

Cuore dell’Accordo sono le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Uccp), che diventano modelli organizzativi obbligatori per gli specialisti ambulatoriali e le altre professionalità coinvolte. Strutture che favoriscono il lavoro in équipe, l’integrazione ospedale-territorio e la continuità assistenziale, riducendo la frammentazione dei percorsi di cura e migliorando l’accesso alle prestazioni.

“L’ Accordo integrativo regionale rappresenta uno strumento di governance fondamentale nel percorso che stiamo portando avanti per ottimizzare l’appropriatezza e l’efficacia della cura- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Aggiungiamo un tassello essenziale della riforma territoriale, mettendo al centro l’integrazione tra professionisti e la presa in carico delle persone, in particolare dei pazienti cronici e fragili. Investiamo su organizzazione, innovazione digitale e qualità delle cure per garantire ai cittadini e alle cittadine risposte tempestive, coordinate e sempre più vicine ai loro bisogni”.

“Ma non è tutto- aggiunge Fabi- perché il nuovo Accordo integrativo, come quello per la Medicina generale, guarda anche alla tutela e alla valorizzazione dei professionisti, prevedendo ad esempio indennità per sedi disagiate, tutele assicurative e legali e fondi specifici per gli accordi attuativi aziendali. Ringraziamo le Organizzazioni sindacali, con cui abbiamo condotto un lavoro complesso ma molto proficuo”.

Il nuovo Accordo pone attenzione particolare al tema delle liste d’attesa, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle agende, favorire il recupero delle prestazioni e promuovere un uso appropriato di visite ed esami, così da garantire tempi più rapidi di presa in carico a chi ne ha realmente bisogno. Parallelamente, si rafforzano l’assistenza domiciliare e le cure nelle strutture intermedie, per evitare ricoveri non necessari e consentire alle persone più fragili di essere seguite nel proprio contesto di vita. Si prevedono programmi e progetti finalizzati su day service, urgenze a bassa complessità, ricerca e psicologia dell’emergenza.

Ampio spazio è dedicato alla telemedicina, che viene riconosciuta come parte integrante dell’attività lavorativa degli specialisti: televisite, teleconsulti e telerefertazione ridurranno gli spostamenti, velocizzeranno i tempi decisionali e miglioreranno il confronto clinico, con benefici concreti per gli stessi professionisti e per i pazienti, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri.

L’ Accordo introduce inoltre indicatori chiari e misurabili per valutare i risultati delle équipe territoriali, collegando una parte della remunerazione agli obiettivi di integrazione, gestione efficace delle agende e reale presa in carico. Un modello di assistenza che rafforza la multiprofessionalità e rende la specialistica territoriale più organizzata e integrata nella sanità territoriale.

Per quanto riguarda i professionisti, vengono previsti specifici fondi per gli Accordi attuativi aziendali, indennità per sedi disagiate e per attività sanitaria all’interno degli Istituti penitenziari, tutele assicurative e legali. Vengono infine rafforzati i ruoli organizzativi e i percorsi di formazione continua, prevedendo un monte ore annuo strutturato e integrato con gli altri professionisti del sistema sanitario.

Barbabietola, rinnovato in Regione il contratto quadro per la moltiplicazione delle sement

Barbabietola, rinnovato in Regione il contratto quadro per la moltiplicazione delle sement
L’assessore Alessio Mammi con i rappresentanti di Assosementi e Coams

Valorizzare la semente certificata di barbabietola da zucchero, salvaguardarne la selezione e la moltiplicazione e dare garanzie alle aziende sementiere e agli agricoltori moltiplicatori per mantenere il ruolo centrale dell’Emilia-Romagna, in Italia e in Europa.

Sono i punti principali al centro del rinnovo del Contratto quadro per la moltiplicazione delle sementi di barbabietola da zucchero firmato nella sede della Regione Emilia-Romagna da Assosementi, l’Associazione italiana sementieri e vivaisti, e Coams, il Consorzio delle organizzazioni di agricoltori moltiplicatori di sementi, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi.

L’intesa, che sarà valida per il triennio 2026-2028, punta a mantenere la sinergia tra le aziende e gli agricoltori nel processo di programmazione e qualificazione della produzione delle sementi, per favorire la competitività del settore sementiero e distribuire equamente la creazione di valore lungo tutta la filiera.

Un comparto che in Emilia-Romagna ha assunto negli anni una dimensione strategica, fino a rendere la regione punto di riferimento a livello nazionale ed europeo per la produzione di sementi di barbabietola da zucchero. Qui si concentra infatti circa il 90% della produzione italiana, che rappresenta a sua volta circa il 70% di quella europea. Una leadership sostenuta anche dalla crescita costante delle superfici coltivate, più che raddoppiate negli ultimi quindici anni, passando dai circa 2.800 ettari del 2010 ai circa 6.000 ettari nel 2025. Il nuovo accordo triennale si inserisce in questo percorso di sviluppo e punta ad accompagnare un’ulteriore espansione del settore, rafforzando la competitività e la capacità produttiva della filiera sementiera regionale.

“L’agricoltura di moltiplicazione del seme di barbabietola da zucchero – afferma l’assessore Mammi- è un settore di grande importanza strategica per l’agricoltura italiana che ha in Emilia-Romagna uno dei suoi centri di eccellenza grazie alle particolari condizioni climatiche, alla competenza tecnica dei moltiplicatori e alla presenza delle imprese sementiere. Il rinnovo dell’accordo rafforza il dialogo tra le aziende coinvolte: la Regione continuerà a sostenere questi percorsi di collaborazione di filiera che permettono di tutelare il reddito agricolo, rafforzare le imprese e consolidare la leadership dell’Emilia-Romagna in un settore chiave come quello sementiero”.

I contenuti del contratto e le dimensioni del comparto

Il rinnovo del contratto quadro per la moltiplicazione delle sementi di barbabietola da zucchero rappresenta uno strumento di programmazione fondamentale per aumentare la competitività del settore. L’intesa stabilisce la definizione della quantità di prodotto contrattata e la definizione di parametri di qualità a cui può essere collegato un premio economico.

Parte integrante del contratto è costituita dai disciplinari tecnici di coltivazione, specifici per la coltura sementiera della barbabietola da zucchero. Sono previste garanzie sotto il profilo della sicurezza fitosanitaria e sono definiti i riferimenti a precisi standard per favorire, nel rispetto di tecniche razionali di produzione, il miglioramento dei parametri qualitativi del prodotto ottenuto quali germinabilità, impurità e umidità del prodotto. Confermato, infine, il ruolo centrale del Comitato tecnico interprofessionale sementi barbabietola da zucchero, che ha lo scopo di verificare l’applicazione del presente contratto quadro, con particolare riguardo al monitoraggio di eventuali criticità tecniche, fitosanitarie e organizzative.

Sassuolo–Modena, CNA FITA: servono interventi strutturali, non soluzioni parziali

Sassuolo–Modena, CNA FITA: servono interventi strutturali, non soluzioni parziali

La lettera inviata dai Sindaci ad ANAS riguardo la Sassuolo–Modena solleva molte questioni, ma purtroppo lascia irrisolti i nodi fondamentali che da anni rendono quella strada critica sia per la sicurezza sia per la fluidità del traffico.

“Il tema della sicurezza è centrale per tutto il settore dell’autotrasporto, – commenta Enrico Tangerini, Presidente CNA FITA Autotrasporto Modena – ma ancora una volta vengono proposti interventi che agiscono sugli effetti e non sulle cause.
Tra questi, il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti: una misura che, da sola, non può rappresentare una soluzione se non si affrontano i problemi strutturali della tratta”.

“La strada presenta infatti criticità note da tempo: immissioni pericolose, carreggiate insufficienti e tratti progettati in modo inadeguato e mai realmente corretti. – continua Tangerini – In alcune situazioni, i mezzi pesanti sono perfino costretti a compiere manovre come il superamento di altri veicoli per evitare scenari di maggiore rischio. Criminalizzare tali comportamenti senza intervenire sull’infrastruttura significa ignorare la realtà operativa quotidiana. Scaricare le responsabilità su chi quella strada la percorre ogni giorno non contribuisce a migliorare la situazione. Servono invece scelte chiare e visione strategica”.

In questo contesto, appare poco convincente anche la tempistica della lettera, arrivata a ridosso della sospensione del sistema di rilevazione della velocità media, risultato non omologato.

Gli enti locali, in primis i comuni, devono farsi anche parte attiva nelle richieste di miglioramento dell’infrastruttura presso ANAS e ascoltare le indicazioni degli operatori economici.

La sicurezza stradale non si garantisce con divieti isolati o con comunicazioni formali: si garantisce con infrastrutture adeguate, pianificazione, prevenzione e responsabilità condivisa tra istituzioni e operatori.

CNA FITA Autotrasporto Modena ribadisce che, finché non verranno affrontate le criticità strutturali della Sassuolo–Modena, continueremo ad assistere a interventi parziali che non risolvono i problemi reali e quotidiani di chi lavora su quella strada. I cittadini e le imprese meritano soluzioni concrete e durature.

 

Herpes Zoster e Pneumococco, via alle vaccinazioni gratuite per i 65enni

Herpes Zoster e Pneumococco, via alle vaccinazioni gratuite per i 65enniRipartono le sedute gratuite per vaccinarsi contro l’Herpes Zoster, conosciuto più comunemente come Fuoco di Sant’Antonio, e lo Pneumococco. La nuova campagna dell’Azienda USL di Modena è rivolta alle persone nate dal 1/1/1961 al 31/12/1961 non vaccinate in precedenza.

Da quest’anno i cittadini interessati potranno rivolgersi direttamente al proprio Medico di Medicina Generale. Proprio in questi giorni, infatti, inizierà la distribuzione ai MMG della provincia, che potranno somministrare entrambi i vaccini ai 65enni.

HERPES ZOSTER

L’Herpes Zoster, comunemente noto come Fuoco di Sant’Antonio, è una patologia frequente: si stima che circa una persona su quattro sviluppi un episodio nel corso della vita, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età. La malattia è causata dalla riattivazione del virus della varicella che, dopo l’infezione primaria, permane in forma latente nel sistema nervoso e può riattivarsi anche a distanza di anni, in particolare nelle persone anziane o con sistema immunitario indebolito. Si manifesta con la comparsa di vescicole cutanee localizzate, generalmente associate a dolore intenso. La complicanza più comune è la nevralgia post-erpetica, una sindrome dolorosa cronica che può persistere per mesi o, in alcuni casi, per anni dopo la guarigione delle lesioni cutanee. La vaccinazione rappresenta uno strumento efficace di prevenzione, in quanto riduce il rischio di sviluppare l’Herpes Zoster e, soprattutto, di incorrere nella nevralgia post-erpetica.

 

PNEUMOCOCCO

Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente denominato pneumococco, è un batterio caratterizzato dalla presenza di una capsula costituita da polisaccaridi. In base alla composizione di tale capsula sono stati identificati oltre 90 sierotipi, alcuni dei quali possono causare malattie anche gravi. Il pneumococco può essere presente nel naso e nella gola senza determinare sintomi (condizione di portatore sano). Tuttavia, in determinate circostanze, può provocare infezioni di diversa entità, come otiti, sinusiti e bronchiti.

In alcuni casi può causare forme invasive più severe, interessando i polmoni, il sangue o le meningi e determinando polmoniti, meningiti o infezioni generalizzate (sepsi).

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 20 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 20 febbraio 2026Sereno o poco nuvoloso sul settore centro-occidentale, con residua nuvolosità su quello orientale fino al pomeriggio.

Temperature minime comprese tra 1 e 3 gradi sulla pianura emiliana e tra 4 e 6 gradi tra pianura romagnola e settore costiero. Massime tra 11 e 15 gradi. Venti inizialmente deboli occidentali, in rotazione da est nel pomeriggio tendenti a rinforzare da nord-est sul mare e sulla costa. Mare mosso, molto mosso al largo.

(Arpae)

Arma Carabinieri: al via il 16° concorso per il reclutamento di 898 allievi Marescialli

Arma Carabinieri: al via il 16° concorso per il reclutamento di 898 allievi Marescialli“Se vuoi metterti in gioco e costruire il tuo futuro nell’Arma dei Carabinieri, questo è il momento!”, dal 18 febbraio al 19 marzo, è possibile candidarsi per il concorso Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri. Un’opportunità di crescita personale e professionale per 898 giovani, tra i 17 ed i 26 anni, che vogliano mettersi al servizio della collettività, beneficiando di una formazione di alto livello e conseguendo una laurea triennale in Scienze Giuridiche e della Sicurezza.

Gli aspiranti potranno presentare la domanda online fino al 19 marzo, attraverso il sito www.carabinieri.it nell’area concorsi, seguendo l’apposito iter e sostenendo le prove previste dal bando (scritte di preselezione, di composizione italiana, di efficienza fisica, accertamenti psico-fisici e attitudinali e, infine, la prova orale).

Decidere di arruolarsi nell’Arma significa entrare a far parte di un’Istituzione ricca di tradizioni e valori, in grado di garantire elevate esperienze formative, attraverso l’impiego nelle sue diverse articolazioni: dai reparti Territoriali a quelli Speciali, distribuiti su tutto il territorio nazionale, a partire dalle Stazioni dei Carabinieri, un presidio di prossimità a tutela della legalità e della sicurezza delle nostre comunità.

Al concorso possono partecipare i cittadini italiani in possesso del titolo di diploma, o che siano in grado di conseguirlo nell’anno scolastico 2025/2026 che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, abbiano compiuto il 17° anno di età e non abbiano superato il 26° anno di età. I vincitori del concorso, ammessi al 16° Corso Triennale Allievi Marescialli, frequenteranno un periodo di formazione della durata di tre anni, che prevede lo svolgimento di corsi militari e universitari ad indirizzo giuridico-amministrativo presso la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, conseguendo una laurea di 1° livello. Una volta completato il ciclo di studi, i giovani Marescialli ricopriranno incarichi di responsabilità nelle varie organizzazioni e reparti dell’Arma dei Carabinieri rappresentando un insostituibile punto di riferimento per la collettività e svolgendo un’attività lavorativa dinamica, in grado di garantire importanti soddisfazioni, sul piano umano e professionale.

“Non serve spegnere gli schermi”, il 21 febbraio al Bertoli incontro con la pedagogista Emilia Dotto

“Non serve spegnere gli schermi”, il 21 febbraio al Bertoli incontro con la pedagogista Emilia Dotto

Nessuno è un genitore perfetto. Non cresciamo bambini senza tecnologia. Cresciamo bambini capaci di scegliere, di creare, di pensare criticamente. Cresciamo bambini che non sono soli davanti al digitale, ma accompagnati. Perché alla fine, lo strumento più potente non è il tablet, non è il robot, non è l’app. È l’adulto che siede accanto e dice: “Raccontami cosa stai facendo”. E questo, oggi più che mai, è un atto educativo di grande valore.

Sabato al Bertoli un incontro rivolto a tutti per parlare di schermi, emozioni, limiti e possibilità educative. Non per trovare regole perfette, ma per riflettere insieme su come accompagnare i bambini nel mondo digitale con consapevolezza e relazione.

“Non serve spegnere gli schermi”

Kikko Casolari intervista la pedagogista Emilia Dotto

sabato 21 febbraio dalle 17:30 all’Auditorium Bertoli in via Pia a Sassuolo.

Ingresso gratuito, per prenotazioni info@prolocosassuolo.it

Carnevali storici, aumentano a 250mila euro le risorse della Regione per sostenerne 11 in Emilia-Romagna

Carnevali storici, aumentano a 250mila euro le risorse della Regione per sostenerne 11 in Emilia-Romagna
Carnevale Vergato (archivio)

Mentre l’allegria di carri, maschere e musiche anima città e province dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo nell’organizzazione intere comunità e richiamando sempre più pubblico, la Giunta regionale ha approvato la concessione di 250mila euro di contributi per sostenere e valorizzare i Carnevali storici per l’anno 2026.

Sono 11 le domande presentate, tutte accolte e quindi finanziate; rispetto allo scorso anno, aumentano le risorse stanziate e il numero di Carnevali sostenuti: nel 2025 infatti i contributi ammontavano a 200mila euro, assegnati a 8 rassegne.

“Abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno a sostegno dei Carnevali storici regionali perché ne riconosciamo il forte valore culturale, sociale, aggregativo e creativo- commenta l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni-. È molto significativo che attorno a questi eventi si mobilitino associazioni, gruppi informali, istituzioni locali, scuole che lavorano insieme durante l’anno per preparare momenti di festa collettiva, con orgoglio e senso di appartenenza alle comunità”.

La valutazione delle domande ha tenuto conto della rilevanza storica e culturale dei Carnevali combinata con lo slancio innovativo, della risonanza delle manifestazioni, della loro capacità di integrarsi con il territorio e di porsi come occasione di partecipazione attiva delle comunità locali. Tra i criteri di merito, anche il lavoro di studio e ricerca, che include la realizzazione di attività collaterali come corsi dedicati all’arte della cartapesta, alla costruzione di carri e maschere.

“Vogliamo custodirli- conclude Allegni-, valorizzarli, mantenerli vivi e vivaci, per la loro capacità di unire le generazioni e raccontare l’identità di una comunità, tramandando tradizioni, antichi saperi come la lavorazione della cartapesta, ma anche sapendo introdurre con equilibrio le nuove tecnologie come le stampanti 3D e l’intelligenza artificiale, a servizio di creazioni sempre più sorprendenti”.

I Carnevali storici dell’Emilia-Romagna

La legge regionale n.14/2022 è stata varata con finalità di tutela e valorizzazione dei numerosi Carnevali storici presenti sull’intero territorio regionale. Prevede, oltre ai bandi di finanziamento annuale, l’istituzione dell’Albo dei Carnevali storici, come strumento utile a riconoscere e sostenere gli eventi più radicati nella storia e nella cultura dei diversi territori, in grado di contribuire a definirne l’identità. Ad oggi sono iscritte all’albo 20 manifestazioni. A questo link si può consultare l’Albo con la descrizione e alcuni cenni storici dei Carnevali: https://promozioneculturale.emiliaromagnacultura.it/carnevali-storici/

I Carnevali storici destinatari dei contributi

  • Carnevale storico di Casola Valsenio (RA) 7.800
  • Carnevale di San Lazzaro in Borgo – Faenza (RA) 3.700
  • Carnevale di Gambettola (FC) 39.900 euro
  • Carnevale di Forlimpopoli-Segavecchia (FC) 18.700
  • Carnevale di San Giovanni in Persiceto (BO) 24.300
  • Carnevale di San Pietro in Casale (BO) 17.000
  • Carnevale dei Fantaveicoli (BO) 16.200
  • Carnevale di Pieve di Cento (BO) 11.200
  • Carnevale vergatese (BO) 3.500
  • Carnevale di Cento (FE) 100.000
  • Carnevale dei bambini di Poggio Renatico (FE) 7.700

Accanto ai beneficiari consolidati, tre manifestazioni accedono per la prima volta al contributo regionale: Poggio Renatico, Vergato, San Lazzaro in Borgo.

Maranello, Goldoni: “Serve più confronto in Consiglio comunale”

Maranello, Goldoni: “Serve più confronto in Consiglio comunale”Il consigliere di Fratelli d’Italia a Maranello, Barbara Goldoni, interviene sul clima istituzionale in Consiglio comunale, segnalando una crescente difficoltà nel confronto tra maggioranza e opposizione.

«Riteniamo che il dibattito consiliare debba essere il luogo principale del confronto politico e amministrativo – dichiara Goldoni – ma negli ultimi mesi le nostre proposte non hanno trovato adeguato spazio di discussione e spesso sono state respinte senza un approfondimento nel merito».

Tra gli episodi citati vi è la proposta di modifica al regolamento comunale, che avrebbe consentito anche ai consiglieri di minoranza di utilizzare supporti multimediali, come presentazioni o documentazione fotografica, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. «Si trattava – spiega – di uno strumento volto a migliorare la chiarezza e la trasparenza degli ordini del giorno, ma la proposta non è stata accolta».

Goldoni segnala inoltre la prassi di ricevere la documentazione oggetto di discussione in Commissione con tempi molto ristretti, talvolta a ridosso della seduta. «Analizzare atti complessi, come il bilancio, richiede tempo e attenzione. È fondamentale garantire ai consiglieri condizioni adeguate per svolgere al meglio il proprio ruolo».

Secondo il consigliere, anche in Consiglio comunale il confronto dovrebbe poter proseguire nel merito delle questioni, senza limitazioni legate esclusivamente alla fase precedente in Commissione, non registrata tra l’altro per il pubblico.

Goldoni richiama infine il tema della trasparenza amministrativa, ricordando la proposta di istituire una Commissione di Vigilanza e Controllo presso l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, che non ha trovato accoglimento.

«Alla luce delle recenti vicende che hanno interessato realtà come AMO e Fondazione Modena, riteniamo che rafforzare gli strumenti di controllo possa contribuire a tutelare la credibilità delle istituzioni».

Il consigliere invita la maggioranza a garantire tempi adeguati per l’analisi dei documenti – almeno una settimana prima della discussione – e a permettere alla minoranza di presentare materiale integrativo in Consiglio. Chiede inoltre che sia finalmente istituita la Commissione di Vigilanza e Controllo, iniziativa che dovrebbe partire dalla stessa maggioranza per rafforzare trasparenza e responsabilità.

«Come ricordava Antonio Gramsci, alla sinistra tanto caro, “la democrazia non è solo un diritto, ma un impegno quotidiano”. Ogni consigliere deve poter partecipare pienamente al dibattito, con trasparenza e strumenti adeguati, a tutela dei cittadini, in nome della democrazia e del confronto costruttivo».

Al via il corso per aspiranti volontari AVF a Fiorano Modenese

Al via il corso per aspiranti volontari AVF a Fiorano ModeneseL’Associazione Volontari Fiorano (AVF), con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, promuove il “Corso base trasporti ordinari”, un percorso formativo gratuito rivolto ad aspiranti volontari interessati a operare nei servizi non urgenti a supporto della comunità.

La prima lezione si terrà martedì 24 febbraio alle ore 20.30 presso la sala civica di Ubersetto, in via Monte Ave 1/2.

Il corso, completamente gratuito e riservato ai maggiorenni, abilita allo svolgimento di attività di trasporto di emoderivati, trasporto in ambulanza per servizi non urgenti, servizi ordinari di assistenza e accompagnamento.

L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per i cittadini che desiderano dedicare parte del proprio tempo al volontariato, con un impegno previsto di uno o due turni al mese, contribuendo in modo concreto al benessere della collettività.

Per partecipare occorre iscriversi, contattando il numero 0536 910386 (dal lunedì al venerdì, ore 8.00–16.00) o la mail formazione@avfiorano.it

L’Associazione Volontari Fiorano invita tutti i cittadini interessati a cogliere questa occasione di formazione e servizio, entrando a far parte di una rete di volontari impegnati quotidianamente a sostegno della comunità locale.

 

Simeone (PD): “Conclusa la fase congressuale provinciale, ora al lavoro per il territorio. Il Distretto Ceramico come laboratorio di politiche e alleanze sociali”

Simeone (PD): “Conclusa la fase congressuale provinciale, ora al lavoro per il territorio. Il Distretto Ceramico come laboratorio di politiche e alleanze sociali”Conclusa la fase congressuale e completata la nuova guida politica del Pd Provinciale, il Partito Democratico del Distretto Ceramico riavvia ufficialmente la propria iniziativa territoriale con la convocazione dell’Assemblea distrettuale in programma venerdì 20 febbraio alle ore 20.30, presso il Circolo ARCI Alete Pagliani, in via Monchio 1 a Sassuolo.

L’obiettivo è rilanciare il protagonismo politico del Distretto e rafforzarne il ruolo nel dibattito pubblico provinciale e regionale. Cuore manifatturiero del territorio, il Distretto ceramico vuole tornare a essere luogo di elaborazione politica, proposta amministrativa e iniziativa sui grandi temi che riguardano lavoro, transizione industriale, sostenibilità e sviluppo, con particolare attenzione alle trasformazioni dell’industria nella nuova fase tecnologica.

Tra gli impegni del percorso che si apre la promozione, nei prossimi mesi, di un momento pubblico di riflessione dedicato al futuro del settore industriale: innovazione, digitalizzazione, competitività ed equilibrio sociale saranno al centro di un confronto che intende coinvolgere istituzioni, imprese e mondo del lavoro.

“Conclusa la fase congressuale, ora inizia il lavoro politico — dichiara il coordinatore del Pd del Distretto Filippo Simeone —. Era fondamentale dotarci di una guida completa e stabile; adesso il nostro compito è costruire proposta, presenza e mobilitazione sui temi che riguardano direttamente lavoratrici, lavoratori e imprese, partiamo da qui per le proposte del 2027”.

I lavori si apriranno con la relazione del coordinatore di zona e proseguiranno con la presentazione delle linee politiche della segreteria provinciale, alla presenza del segretario Massimo Paradisi e del vicesegretario Diego Lenzini, a conferma dell’attenzione della federazione verso il ruolo strategico del distretto nelle dinamiche politiche provinciali.

L’assemblea sarà inoltre il primo momento organizzativo in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, con l’avvio di un percorso di informazione e mobilitazione che troverà una prima tappa pubblica nell’iniziativa promossa dal distretto per il 26 febbraio, interamente dedicata ai contenuti della consultazione con l’on. Serracchiani”.

Si inserisce in questo quadro anche il rafforzamento della presenza politica sui territori attraverso momenti di confronto pubblico e campagne di informazione sui temi della sicurezza urbana, letti da una prospettiva progressista e sociale e strettamente connessi alla difesa dei servizi pubblici locali.

“Sicurezza e tagli agli enti locali sono due facce della stessa medaglia — sottolinea Simeone —. La destra alimenta paure ma riduce risorse e strumenti ai Comuni, aggravando i problemi che dice di voler risolvere. Noi vogliamo riportare il tema della sicurezza dentro una visione di coesione sociale, presidio del territorio e rafforzamento delle istituzioni locali”.

“Vogliamo costruire una mobilitazione capillare, che parta dai circoli, dai luoghi di lavoro e dalle comunità locali — conclude Simeone —. Difendere la qualità della nostra democrazia significa attivare partecipazione e consapevolezza, e il Distretto Ceramico vuole fare fino in fondo la propria parte”.

L’appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza.

In Emilia-Romagna si rafforza il sostegno alle persone con disabilità

In Emilia-Romagna si rafforza il sostegno alle persone con disabilitàAl centro dell’azione le persone con disabilità; l’obiettivo comune, migliorarne la qualità della vita, insieme a quella delle loro famiglie; la strategia, mettere insieme l’impegno di istituzioni e associazioni per individuare le azioni più adatte a intercettare i bisogni, e dare risposte, nei diversi ambiti: dalla salute ai servizi sociali, dalla mobilità all’integrazione lavorativa e scolastica; il percorso, un Tavolo regionale che si occupi di coordinare tutte le politiche del settore.

A questo guarda il Protocollo d’intesa sottoscritto oggi in viale Aldo Moro tra Regione Emilia-Romagna e le sezioni regionali di Fish – Federazione italiana per il superamento dell’handicap e Fand – Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità.

Approvato dalla Giunta e firmato dal presidente della Regione, Michele de Pascale, dall’assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti, e dalla vicepresidente Fish Emilia-Romagna, Barbara Bentivogli, e dal presidente Fand Emilia-Romagna, Gabriele Cuzzocrea, il documento rinnova formalmente l’intesa sottoscritta per la prima volta nel 2015, che vede quindi lavorare insieme da oltre un decennio la Regione e le due realtà maggiormente rappresentative delle persone con disabilità. Un impegno portato avanti nella cornice della riforma nazionale per la disabilità approvata nel 2024 e che si sta attuando, a livello regionale, con la collaborazione di Inps, Aziende sanitarie, Comuni e associazioni.

La premessa dell’accordo è chiara: continuare ad assicurare il massimo impegno per garantire loro la tutela dei diritti e la fruizione dei servizi, proseguendo a operare per il mantenimento e lo sviluppo di una comunità solidale.

“Uno strumento di reciproco scambio e collaborazione, ciascuno per le proprie competenze, con l’obiettivo, estremamente importante, di realizzare politiche e interventi che in tutti gli ambiti della vita possano offrire un sostegno concreto alle persone con disabilità e alle loro famiglie- sottolineano de Pascale e Conti-.  Nel solco di quanto già fatto e dei risultati ottenuti, rinnoviamo con fiducia questa intesa, rafforzando il ruolo di un’unica cabina di regia regionale che favorisca azioni comuni, omogenee e integrate su tutto il territorio regionale. Parliamo di interventi di sostegno anche molto concreti, come la facilitazione all’accesso al lavoro, l’integrazione scolastica, più opportunità per il tempo libero e l’abbattimento delle barriere, sia quelle che ostacolano la mobilità urbana e l’accesso ai trasporti, sia quelle che limitano la comunicazione e l’informazione. Ringraziamo Fish e Fand per l’importante lavoro svolto finora, consapevoli che questa intesa rinnova l’impegno e moltiplica lo sforzo sia loro che della Regione”.

“La firma del Protocollo tra Regione Emilia-Romagna, Fish e Fand- dichiarano la vicepresidente Bentivogli e il presidente Cuzzocrea- rappresenta un passaggio strategico per consolidare un modello di governance partecipata e realmente inclusiva. Le politiche in materia di disabilità trovano infatti nelle Federazioni Fish e Fand i principali soggetti di rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie, garanti di un confronto strutturato, competente e continuo con le istituzioni. Questo Protocollo rafforza il principio di co-progettazione e valorizza il ruolo del movimento associativo quale interlocutore essenziale nella definizione, attuazione e monitoraggio delle politiche regionali”.

Attraverso un’unica cabina di regia, il Tavolo regionale – di cui fanno parte, oltre al presidente della Regione e all’assessora al Welfare, tutti gli assessori regionali competenti per i vari ambiti d’interesse e i presidenti delle due associazioni – ha il compito di approfondire tematiche specifiche in merito alla programmazione e organizzazione delle politiche regionali che hanno impatto sulla qualità della vita delle persone con disabilità; promuovere il coordinamento delle politiche per le persone con disabilità nei diversi ambiti di intervento regionale (in particolare casa, scuola, formazione, lavoro, mobilità, sanità e servizi sociali), anche grazie a Gruppi tecnici interassessorili; dare attuazione alla legge regionale n. 17 del 2005 in merito agli interventi di integrazione al lavoro delle persone con disabilità, e di condivisione dei dati e delle informazioni. E, ancora, sostenere le iniziative organizzate da Fish e Fand, anche in collaborazione con altri soggetti del Terzo settore, per la nascita di un osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità in Emilia-Romagna.

Al tempo stesso, le Federazioni firmatarie si impegnano ad assicurare una funzione di sintesi a livello regionale della rappresentanza delle associazioni delle persone con disabilità, diffondendo le decisioni, le azioni, i risultati e le informazioni elaborate nel Tavolo politico di coordinamento.

Il quadro dell’assistenza alle persone con disabilità in Emilia-Romagna

Nel 2024 sono state oltre 22mila le persone con disabilità grave e gravissima assistite in Emilia-Romagna grazie alla rete dei servizi socio-sanitari. Di queste, 8.400 hanno ricevuto assistenza domiciliare, 12.400 hanno frequentato centri socioriabilitativi diurni e residenziali e centri diurni socio-occupazionali (strutture che rispondono agli standard di qualità delle norme regionali sull’accreditamento), 1.500 hanno beneficiato dell’assegno di cura.

Nel 2024 oltre un terzo delle risorse regionali del Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna) viene destinato  ai servizi domiciliari, diurni e residenziali per le persone con disabilità, con una spesa che ha raggiunto i 174 milioni di euro, ai quali si aggiungono le risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze (37,8 milioni) e le risorse dedicate agli interventi per il cosiddetto Dopo di noi, pari a oltre 6 milioni e circa 600.000 euro per interventi a sostegno dei caregiver, sostenuti con lo specifico fondo nazionale.

Il Frna è passato dai 482 milioni di euro del 2024 ai 564 milioni di euro del 2025.

Italcer Group protagonista dell’eco-innovazione italiana

Italcer Group protagonista dell’eco-innovazione italiana
Graziano Verdi, CEO di Italcer

Italcer, gruppo italiano di riferimento nella ceramica di alta gamma, ha partecipato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presentazione del rapporto “Competitivi perché sostenibili. Geografia dell’eco-innovazione made in Italy”, promosso da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne e di DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica.

I lavori sono stati introdotti da Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, e Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere, alla presenza dell’architetto Domenico Sturabotti direttore di Symbola Fondazione per le Qualità Italiane. I dati del rapporto sono stati presentati da Antonio Romeo, dirigente Area Innovazione e Digitale Unioncamere, con le conclusioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Il rapporto analizza l’eco-innovazione italiana attraverso lo studio dei brevetti green, evidenziando settori e territori dove la sostenibilità si concentra con forza. I dati confermano l’Italia tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti ambientali e diffusione tra le imprese, legando sostenibilità e competitività del Made in Italy. Le domande di brevetto green in Italia sono aumentate significativamente del 55,6% dal 2016 al 2024, evidenziando un crescente impegno verso la sostenibilità. ​

Italcer, società Benefit partecipata dai fondi Mindful Capital Partners, Miura Partners e Capital Dynamics, è citata tra le 10 migliori aziende green per il suo brevetto rivoluzionario, che trasforma le emissioni di un settore “hard to abate” come la ceramica, con forni ad altissime temperature e consumi energetici elevati, in nuove materie prime ad alto valore aggiunto. Italcer si posiziona così come potenziale player tecnologico nella decarbonizzazione industriale.

La tecnologia che Italcer ha sviluppato e brevettato è capace non solo di abbattere completamente le emissioni dei propri stabilimenti, ma anche di trasformarle in nuova materia prima a elevato valore aggiunto, generando nuove opportunità di mercato e un vantaggio competitivo significativo.

Un’innovazione unica a livello internazionale, sostenuta dall’UE con oltre 4 milioni di euro, che apre a licenze per settori come vetro, laterizi, edilizia e automotive. Questa tecnologia cattura e converte i gas di scarico (CO2 e altri composti) in carbonato di calcio precipitato (PCC) per l’industria farmaceutica e cosmetica, nitrato di calcio utile per i fertilizzanti, solfito di calcio per l’industria alimentare e gesso. Prodotto “a chilometro zero” senza costi di trasporto, il processo elimina totalmente le emissioni, recupera 2.000 litri/ora di acqua e 750 kW termici/ora di calore, reintegrandoli nel ciclo produttivo.

Con il primo impianto, se i test di laboratorio saranno confermati, Italcer genererà circa 10.000 tonnellate annue di materie prime seconde, evitando oltre 5.000 tonnellate di CO2, con prospettive di 100 milioni di euro di ricavi aggiuntivi.

Graziano Verdi, CEO di Italcer spiega: “Questa tecnologia rappresenta la concretizzazione di una strategia di lungo periodo che Italcer ha adottato da anni, pienamente coerente con la nostra mission di produrre ceramica di alta gamma in modo sostenibile e innovativo. Non si tratta di una risposta reattiva alle normative, fra l’altro fin troppo stringenti rispetto all’utilizzo di gas naturale che ad oggi rimane l’unica soluzione possibile, ma di un impegno strutturale per trasformare le sfide ambientali in opportunità competitive, creando valore per l’azienda, i nostri stakeholder e l’intero ecosistema industriale”.

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