Questa settimana è iniziato un intervento straordinario di manutenzione nel parco di Villa Pace, in centro a Fiorano Modenese, allo scopo di restituire ai cittadini un’area verde più sicura, sana e accessibile a tutti.
La durata prevista dei lavori è di circa dieci giorni e il costo stimato dell’intervento ammonta a oltre 24.000 euro. Un investimento importante per ripristinare le condizioni di fruibilità, sicurezza e decoro del parco, attraverso una gestione mirata della vegetazione e del patrimonio arboreo.
L’intervento prevede, in primo luogo, la rimozione delle siepi perimetrali e interne, la cui attuale densità ha favorito la creazione di zone non visibili, utilizzate impropriamente e divenute nel tempo ricettacolo di rifiuti.
L’eliminazione delle siepi consentirà di migliorare la visibilità nell’area verde, aumentando la sicurezza reale e percepita di chi frequenta il parco e faciliterà le operazioni di pulizia e manutenzione.
Nei primi giorni è prevista anche un’indagine strumentale sui tronchi di alcune piante, tra cui un esemplare di Sophora, per valutarne con precisione la salubrità interna e la stabilità meccanica, per poi eventualmente rimuovere quelle secche o compromesse da malattie irreversibili, prevenendo così eventuali cedimenti improvvisi e la diffusione di parassiti.
Gli esemplari di pregio, tra cui tassi e cipressi, saranno sottoposti a interventi di risagomatura per il ripristino del corretto assetto vegetativo, mentre le magnolie saranno interessate da una potatura di innalzamento della chioma (spalcatura) per favorire il passaggio della luce e una migliore aerazione.
Inoltre, le scarpate del parco che danno sulla Circondariale san Francesco saranno oggetto di una pulizia radicale dalla vegetazione spontanea e infestante, con l’obiettivo di migliorare il decoro complessivo.
Infine verranno ripristinate alcune panchine, le cui assi in legno sono visibilmente rovinate.
“Con questo intervento, il parco di Villa Pace sarà pronto per una nuova vita a partire già dall’ormai imminente primavera. Ringraziamo i cittadini per la collaborazione e la comprensione rispetto a eventuali temporanei disagi, ribadendo l’impegno costante dell’Amministrazione per la tutela, la valorizzazione e la piena fruibilità degli spazi pubblici” sottolinea l’assessore all’Ambiente Luca Busani.
“Dal giorno 21 ottobre scorso (4 mesi fa), in prossimità della rotatoria a San Michele il paletto col lampeggiante visibile in foto ha subito un urto da un veicolo che lo ha abbattuto. Successivamente il palo è stato reinserito malamente senza fissaggio nella sede alla base, ma purtroppo mai ripristinato a livello elettrico.
Ho scritto ad URP ben sei email per sollecitare il suo ripristino che fino ad oggi NON c’è stato, a testimonianza della lentezza con cui troppo spesso vengono gestite le manutenzioni stradali.
Quel lampeggiante segnala un cordolo divisorio ora del tutto sprovvisto di adeguata segnaletica e pericoloso per auto e moto, soprattutto alla notte”.
Prosegue e s’intensifica l’impegno della Regione Emilia-Romagna per la sicurezza, la prevenzione e la salute sul lavoro, in particolare di chi opera nell’industria ceramica.
È alle lavoratrici, ai lavoratori, ai datori di lavoro del distretto concentrato nei territori delle province di Reggio Emilia e Modena, considerato tra quelli di maggior rilievo a livello internazionale, che si rivolge il Protocollo d’intesa, siglato da Regione, Confindustria ceramica, Acimac (Associazione costruttori italiani macchine attrezzature per ceramica) e dalle Organizzazioni sindacali di settore Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, con l’obiettivo di tutelarne il benessere e diffondere buone pratiche nei luoghi di lavoro del comparto per la produzione delle piastrelle di ceramica. Al centro dell’accordo la “Definizione dei criteri per l’individuazione dei lavori comportanti esposizione a silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”.
Il Protocollo, di durata quadriennale, è stato sottoscritto questa mattina in Regione a Bologna dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, dal direttore generale di Confindustria ceramica, Armando Cafiero, in rappresentanza del presidente Augusto Ciarrocchi, dal presidente di Acimac, Paolo Lamberti, e dai segretari generali regionali dei sindacati, Simone Cavalieri (Filctem Cgil), Stefano Perazzini (Femca Cisl) e Filippo Spada (Uiltec Uil). Si inserisce nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, prorogato al 31 dicembre 2026, a supporto delle azioni che devono essere realizzate in attuazione del nuovo Piano nazionale 2026-2031.
La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che rinnova per altri quattro anni l’intesa già sottoscritta nel giugno 2021, al fine di assicurare continuità al percorso condiviso finora, aggiornare la documentazione alla luce dell’evoluzione tecnica e tecnologica del comparto e, in generale, continuare a garantire all’industria ceramica un’attenta applicazione delle disposizioni in materia di silice cristallina respirabile.
“Esiste una prassi ormai consolidata di condivisione per il comparto delle piastrelle, grazie ad accordi con le associazioni di categoria, le Aziende sanitarie locali e le organizzazioni sindacali, che ci ha consentito di ottenere risultati importanti- sottolineano l’assessore Massimo Fabi e l’assessore Giovanni Paglia, che ha la delega per la sicurezza e la legalità del lavoro-. Le condizioni di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del comparto ceramica sono migliorate e si è registrato un costante calo di malattie professionali. Questo è strettamente correlato all’adozione di buone pratiche per la riduzione dell’esposizione alle polveri contenenti silice libera cristallina e ai percorsi di formazione e informazione dei lavoratori esposti. Con il rinnovo del Protocollo, proseguiamo nella direzione delle buone prassi, impegnandoci tutti a promuoverle e diffonderle il più possibile, mettendo sempre al centro il benessere sui luoghi di lavoro”.
“Il rinnovo dell’accordo del 2021- afferma il direttore di Confindustria ceramica, Armando Cafiero – conferma la validità del metodo di lavoro applicato nel distretto ceramico, che ci ha resi un modello di eccellenza anche a livello internazionale. La collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, le Aziende sanitarie, le Organizzazioni sindacali e Acimac ha infatti permesso al settore di migliorare costantemente le condizioni di salute e sicurezza nei nostri stabilimenti. I risultati raggiunti hanno portato la nostra esperienza ad essere riconosciuta in vari contesti istituzionali, anche in ambito Ue, come una best practice, ed abbiamo avuto diverse occasioni per approfondirla con il modo accademico. Tali risultati- chiude Cafiero- sono un sicuro stimolo per proseguire in un lavoro di sistema per coniugare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e l’adempimento delle più rigorose normative comunitarie senza penalizzare la produttività, così garantendo la necessaria competitività delle nostre imprese”.
Nel 2017 una direttiva dell’Unione europea ha incluso tra le attività regolate sulla protezione dei lavoratori dalle sostanze cancerogene e mutagene anche i lavori che comportano l’esposizione alla silice cristallina respirabile, prevedendo un valore limite di esposizione professionale di 0,1mg/m3.
Secondo gli studi in materia, la silice libera cristallina penetra nell’organismo umano per via inalatoria e può portare, a fronte di esposizioni elevate e/o prolungate, allo sviluppo di diverse patologie dell’apparato respiratorio. La direttiva è stata poi recepita dall’ordinamento italiano nel giugno 2020. Da qui, la sottoscrizione del primo Protocollo di intesa da parte della Regione Emilia-Romagna (il 7 giungo 2021), tenuto conto della specificità del comparto ceramico, che oggi viene aggiornato e adottato fino al 2030.
Danneggiamento basculanti e parte della refurtiva rinvenuta
Nella notte del 19 febbraio scorso, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della
Compagnia di Sassuolo hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo italiano, di
36 anni, gravemente indiziato della commissione di dieci furti aggravati commessi all’interno di altrettanti garage pertinenziali ad abitazioni, nonché di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.
Dalla ricostruzione emergeva che l’indagato aveva forzato dieci garage condominiali
tra Vignola e Spilamberto, danneggiando le basculanti mediante il taglio della lamiera in
corrispondenza della maniglia, in modo da poter azionare il meccanismo di apertura ed
accedere agevolmente ai locali.
L’uomo aveva asportati utensili e attrezzature professionali, quali trapani, avvitatori,
flessibili, batterie e caricabatterie, nonché un monopattino elettrico, generi alimentari e
prodotti per la casa, per un valore complessivo di alcune migliaia di euro.
L’attività di monitoraggio dei Carabinieri consentiva di individuare, in concomitanza
con gli avvenuti furti, un veicolo sospetto in prossimità degli obiettivi colpiti, seguendo in
tempo reale gli spostamenti lungo l’asse Vignola–Spilamberto.
Intercettato nel territorio del Comune di Spilamberto, il conducente, al momento
dell’intimazione dell’alt, tentava la fuga percorrendo circa 13 chilometri ad elevata velocità
e ponendo in essere manovre pericolose per la circolazione, sino a raggiungere la frazione
Levizzano Rangone di Castelvetro di Modena, dove veniva raggiunto e bloccato in prossimità della propria abitazione.
Le immediate ricerche consentivano di rinvenire, a Spilamberto, all’interno di un suo
garage, gran parte della refurtiva, poi restituita ai legittimi proprietari.
Ulteriore materiale, ritenuto di presumibile provenienza illecita, veniva sottoposto a
sequestro, in attesa di accertamenti finalizzati all’individuazione degli aventi diritto.
All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale
di Modena convalidava l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la misura della
custodia cautelare in carcere. Si rammenta che la persona sottoposta a indagini deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.
Chiunque avesse subito furti in garage condominiali negli ultimi 40 giorni, è invitato a contattare la Tenenza di Vignola (059 771008) per eventuali segnalazioni o riconoscimento di quella refurtiva che, allo stato, è sequestrata ma senza attribuzione del legittimo proprietario.
Saverio e Fausto Cigarini, Matteo Pigoni (immagini fornite dal Comune)
Questa settimana, sul palco del Festival di Sanremo, sarà presente anche un po’ di Fiorano Modenese con tre giovani musicisti spezzanesi che, a vario titolo, saranno protagonisti accanto all’artista Chiello che presenterà il brano “Ti penso sempre”.
Si tratta di Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni, professionisti affermati nel panorama musicale contemporaneo, legati da un percorso artistico comune e da solide radici nel territorio fioranese.
Saverio Cigarini, laureato in pianoforte e in composizione per la musica applicata alle immagini presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna, collabora stabilmente con Chiello come musicista e co-compositore. Ha lavorato come arrangiatore, compositore e performer con numerosi artisti della scena italiana, tra cui Colombre, Maria Antonietta, Giorgio Poi, Lucio Corsi e Tommaso Ottomano. Al Festival accompagnerà Chiello al pianoforte nella serata dei duetti, eseguendo con l’orchestra lo spartito dell’arrangiamento originale, da lui composto insieme al fratello Fausto. E’ inoltre co-compositore del brano in gara.
Fausto Cigarini, laureato in violino presso il Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena, ha perfezionato la propria formazione con un Master in violino ad Hannover e un Master in quartetto d’archi a Berlino. Da anni collabora come polistrumentista, arrangiatore, compositore e produttore con artisti della scena indie-pop italiana. Oltre che con Chiello, già dal primo album, vanta una collaborazione pluriennale con Colombre e Maria Antonietta e, nel corso della sua carriera, ha arrangiato brani per Lucio Corsi, Rose Villain, Gue e Giorgio Poi, oltre ad aver registrato, fra gli altri, per Franco126 e Ornella Vanoni. Co-compositore del brano che Chiello presenterà Sanremo, ha scritto insieme a Saverio Cigarini l’arrangiamento originale della cover proposta nella serata dei duetti. Esordirà a Sanremo nel ruolo di direttore d’orchestra.
Matteo Pigoni, chitarrista, produttore e arrangiatore, collabora fin dagli esordi con Fausto Cigarini, formando un sodalizio artistico consolidato. Performer attivissimo nella scena indie-rock e nel panorama alternativo, ha maturato nell’ambito del suo percorso artistico una competenza specifica nel sound-engeneering e nella produzione. Nel corso della sua carriera ha preso parte a tour e produzioni in studio con diversi protagonisti della musica italiana contemporanea, tra cui Chiello, Colombre, Greg Willen e Zucchero. Ha contribuito attivamente alla scrittura e alle registrazioni dell’ultimo album di Chiello “Agonia” di prossima uscita ed è co-compositore insieme agli altri due spezzanesi del brano “Ti penso sempre” che sarà presentato sul palco del Festival.
Prosegue il cantiere per la ricostruzione del Ponte di via Regina Pacis: l’infrastruttura che collega i comuni di Sassuolo e Formigine, chiusa dal maggio 2023 a seguito degli eventi alluvionali.
Nelle ultime settimane, completata la fase di demolizione della vecchia struttura, i lavori si sono concentrati sulla preparazione delle nuove fondazioni e delle spalle del ponte. L’intervento, finanziato con circa 700.000 euro provenienti dai fondi PNRR, mira non solo al ripristino del collegamento, ma a una totale messa in sicurezza idraulica e strutturale.
Per verificare l’avanzamento della produzione, l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia, accompagnata dai tecnici comunali, si è recata nei giorni scorsi presso lo stabilimento incaricato della carpenteria metallica. Qui si sta ultimando la realizzazione dei prefabbricati in acciaio Corten, materiale scelto per la sua elevata resistenza alla corrosione e per il ridotto impatto manutentivo nel tempo.
La strategia del “fuori opera” (costruzione degli elementi in officina per poi assemblarli in loco) permetterà di accelerare sensibilmente le operazioni finali.
Entro la primavera verrà completata la soletta e verranno eseguiti i lavori di asfaltatura: entro il secondo trimestre 2026 la riapertura totale al traffico veicolare.
La pace come presupposto per il dialogo, l’educazione alla cittadinanza globale quale pratica educativa, il confronto tra culture per favorire la conoscenza.
Sono alcuni degli obiettivi del nuovo bando approvato e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, che mette a disposizione 220mila euro per sostenere i progetti presentati da Enti locali (Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitana), Università, organizzazioni della società civile e altri soggetti senza finalità di lucro (organizzazioni di utilità sociale, volontariato, promozione sociale, cooperative sociali e fondazioni) che abbiano sede legale o operativa in Emilia-Romagna.
I contributi, che possono coprire fino al 70% delle spese ritenute ammissibili – da 5mila a 20mila euro – sono destinati a finanziare progetti da realizzare e concludere entro il 31 dicembre 2026, che riguardano iniziative culturali, educative, informative, didattiche e di ricerca rivolte alla comunità regionale, in particolare alle giovani generazioni, per sensibilizzarla ai valori della pace, dei diritti umani, dell’educazione alla cittadinanza globale e della solidarietà internazionale. I progetti possono prevedere, ad esempio, cicli di conferenze, seminari, workshop; festival, rassegne, spettacoli, mostre; attività di formazione e di sensibilizzazione; scambio e diffusione di buone pratiche; attività di ricerca; sviluppo di strumenti di comunicazione e uso dei social media.
Avranno priorità le iniziative che incoraggiano la partecipazione dei giovani fin dalla fase di progettazione, quelle che valorizzano attività sinergiche tra soggetti pubblici e privati e quelle che favoriscono la riduzione dei divari territoriali con interventi nelle aree interne e montane del territorio regionale.
“Coltivare e praticare la pace e favorire il dialogo in un mondo segnato da conflitti e intolleranza è un impegno forte e concreto che la Regione porta avanti con l’obiettivo di coinvolgere soprattutto le ragazze e i ragazzi- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Grazie alle risorse messe a disposizione diamo la possibilità di costruire relazioni improntate al dialogo, al confronto, all’inclusione, alla costruzione di ponti. Come ha ricordato di recente anche il cardinale Matteo Zuppi, ‘le comunità siano case di pace’, dobbiamo collaborare per costruire insieme comunità più dialoganti partendo da piccoli gesti, imparando ad ascoltare e a confrontarci, nel rispetto reciproco. Questo può e deve fare la cultura, e questo deve essere anche l’impegno delle istituzioni”.
Il bando, che ha avuto il via libera dalla Giunta regionale, dà attuazione al documento di indirizzo programmatico 2021-2023 approvato dall’Assemblea legislativa nel 2022.
Le proposte potranno essere inviate esclusivamente online tramite la piattaforma Siber da giovedì 26 febbraio al 26 marzo 2026.
Lo screening uditivo neonatale è fondamentale per riconoscere da subito l’ipoacusia; riconoscerla significa modificare, in meglio, la storia della malattia e attuare interventi precoci, di tipo protesico o chirurgico; quindi, ridurre la disabilità favorendo un normale sviluppo del linguaggio e il pieno inserimento sociale del paziente, a partire dalla primissima età.
L’Emilia-Romagna è stata tra le prime Regioni a istituire nel 2012 questo screening su tutti i nati, che diverrà legge nazionale cinque anni dopo, nel 2017. Non solo, perché per rendere ancora più puntuale il modello di presa in carico di bimbe e bimbi con risposta dubbia al test, in novembre 2025 ha elaborato, insieme alle associazioni di pazienti, le nuove Linee di indirizzo regionali, con l’obiettivo di perfezionare le diagnosi precoci di ipoacusia congenita e mettere in campo percorsi di assistenza che prevengano il più possibile future difficoltà psicologiche, scolastiche e sociali.
Il punto su quanto è stato fatto e sulle prospettive di impegno futuro è al centro del convegno organizzato dalla Regione assieme all’Ausl Irccs di Reggio Emilia e in corso di svolgimento in viale Aldo Moro 30, con la partecipazione dell’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e il saluto inviato dall’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti.
Le Linee di indirizzo sono state aggiornate, rispetto alle precedenti del 2011, alla luce dell’evoluzione delle conoscenze medico scientifiche, delle raccomandazioni pubblicate dall’Istituto superiore di sanità, dell’esperienza in rapporto alle problematiche di ipoacusia e sordità e dell’ampliamento delle possibilità terapeutiche. Inoltre, la Regione ha formulato innovative raccomandazioni per l’inclusione sociale delle persone con gravi difficoltà uditive e ha anche esteso l’impegno alle persone con difficoltà uditive medio gravi, in particolare gli adulti che sono in continua crescita, raggiungendo il 6-8% della popolazione, a causa dell’invecchiamento e dell’inquinamento acustico, ambientale e lavorativo.
“Prevenzione, presa in carico precoce fin di primi giorni di vita, tecnologie e protesi all’avanguardia, ma anche massima attenzione all’inclusione e all’accessibilità. Queste- affermano gli assessori Fabi e Conti – sono le linee di azione con cui da sempre si è mossa la Regione Emilia-Romagna, arrivando in tanti ambiti, a partire dall’introduzione dello screening uditivo neonatale, ben prima di quanto è avvenuto a livello nazionale. Continuiamo a lavorare in questa direzione, consapevoli che le sfide future sono importanti, dall’aumento delle difficoltà uditive legate all’invecchiamento della popolazione ai cambiamenti nei bisogni delle persone adulte e anziane, che richiedono politiche sempre più mirate e innovative, da costruire insieme”.
“Solo- aggiungono Conti e Fabi- con un approccio integrato tra servizi sanitari, sociali, scolastici, culturali e del lavoro, come quello che l’Emilia-Romagna ha scelto di adottare, si possono dare risposte concrete alle persone con ipoacusia e sordità, proprio perché non si tratta soltanto di condizioni sanitarie, ma che toccano l’inclusione sociale, le opportunità educative, la partecipazione al lavoro, le relazioni e l’autonomia delle persone”.
Le novità introdotte dalle nuove Linee di indirizzo regionali
Tra le novità introdotte ci sono alcune modifiche alla lista dei fattori di rischio audiologici e dei tempi di sorveglianza; viene ribadita l’importanza della formazione del personale coinvolto nel percorso e l’elaborazione di un opuscolo informativo condiviso per tutti i punti nascita. In ambito riabilitativo viene confermata la necessità di assicurare tempestivamente i servizi di riabilitazione per permettere il più adeguato sviluppo comunicativo e linguistico compatibile con la patologia di base e viene confermato il criterio di priorità dei bimbi con sordità rispetto alle liste d’attesa con trattamenti logopedici. Ancora, viene meglio definito il percorso di presa in carico sia in termini di tipologia di trattamento diretto e indiretto, sia in termini di trattamento rispetto alla tipologia di ipoacusia; infine, viene sottolineata l’importanza di adottare il modello operativo di rete per consentire la maggior evoluzione possibile dello sviluppo del bambino prevenendone le difficoltà psicologiche, scolastiche e sociali.
La legge regionale per l’inclusione delle persone sorde
Accanto alla dimensione sanitaria, la Regione ha investito con decisione sull’inclusione e sull’accessibilità. La legge regionale n. 9 del 2019 rappresenta un riferimento importante per il sostegno alle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva, promuovendo il diritto alla comunicazione, all’informazione e alla partecipazione sociale. In questi anni la Regione ha sostenuto servizi di interpretariato, sottotitolazione e mediazione alla comunicazione, oltre a interventi per l’accessibilità nei contesti pubblici e nei servizi. Un impegno che si affianca alle risorse destinate, attraverso i fondi sociali e per la disabilità, al sostegno alla vita indipendente, all’inclusione scolastica e lavorativa e al supporto alle famiglie, nonché agli interventi del Servizio sanitario regionale per la fornitura di protesi acustiche e ausili tecnologici, fondamentali per l’autonomia delle persone. Particolarmente rilevante è anche il lavoro di rete con le Associazioni, che rappresentano un interlocutore essenziale: non solo portatrici di bisogni, ma partner nella costruzione delle politiche pubbliche.
I numeri della sordità in Emilia-Romagna
Ogni anno nascono in Emilia-Romagna circa 120 bambini affetti da sordità: ovvero 3,02 ogni 1.000 nati; sono calate le nascite, ma è aumentata la sopravvivenza dei gravi pretermine, con conseguente aumento del numero assoluto di neonati con danni uditivi. Attorno a ogni bimbo nato sordo ruotano almeno 15 figure tra genitori, insegnanti, educatori e medici; in particolare quelli in cui si rende necessario avviare tempestivamente una riabilitazione sia di tipo protesico che chirurgico (impianti cocleari) sono presi in carico dai Servizi territoriali e rappresentano, per la fascia di età 0-17, quasi il 2% di tutti i bambini in carico alle Unità Operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Emilia-Romagna. In termini numerici è invece estremamente più diffuso il numero delle persone adulte affette da sordità: in un recente studio è stato identificato che circa il 4% della popolazione emiliano-romagnola, ovvero 200mila individui, sono affetti da situazioni di ipoacusia con compromissione parziale o grave della comunicazione sociale.
Al via il progetto Mùvet, cambia mezzo, una maratona di idee (hackathon) rivolta ai giovani e alle giovani dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di dare vita a soluzioni creative e innovative per promuovere la mobilità attiva, collettiva e sostenibile.
L’iniziativa è rivolta a coloro che risiedono, studiano o lavorano in regione e hanno tra i 17 e i 25 anni: dovranno immaginare idee creative per comunicare ai loro coetanei la mobilità sostenibile e l’uso di mezzi alternativi all’auto privata, come l’andare a piedi, in bicicletta, con i mezzi di trasporto pubblico o la mobilità integrata.
La sfida
L’hackathon è una sfida collaborativa in cui i partecipanti, divisi in squadre, lavoreranno su temi specifici: mobilità pedonale e ciclabile, trasporto pubblico, accessibilità ed economia della mobilità, con il supporto di coach e facilitatori.
In palio per ciascun componente del gruppo vincitore un Interrail pass Europe, premio che incarna perfettamente l’idea di viaggio sostenibile promossa dall’evento.
Le date
Fino al 15 marzo 2026 è possibile presentare la propria candidatura online, tramite il sito ufficiale www.muvet-cambiamezzo.it
Il 28 marzo dalle ore 15.00 alle 19.30 è in programma la pre-maratona formativa presso l’Ex Dynamo, (via Indipendenza 71/z, Bologna).
Il 12 aprile dalle 9.00 alle 19.00 ci sarà la maratona di idee vera e propria, che si terrà negli spazi di Filla, al parco della Montagnola di Bologna. Alla fine della gara i gruppi presenteranno i propri progetti a una giuria di esperti, che decreterà i vincitori e saranno consegnati i premi.
I promotori dell’iniziativa
La maratona di idee è promossa dal Centro per l’Educazione alla sostenibilità e reporting ambientale di Arpae con la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Cultura per la sostenibilità, iniziative per la creazione di strumenti di comunicazione da e per le nuove generazioni” finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica in attuazione dell’Agenda 2030. Il progetto è sviluppato e organizzato insieme al Ceas Aess (Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile di Modena).
Scegliere la copertura ideale per la propria due ruote è un processo che richiede un’analisi attenta, capace di andare oltre il semplice confronto dei premi più bassi offerti dal mercato. Ogni motociclista, infatti, ha abitudini e necessità differenti: c’è chi utilizza lo scooter esclusivamente per districarsi nel traffico cittadino durante l’anno e chi, invece, riserva la moto di grossa cilindrata solo per i lunghi tour estivi o per le uscite domenicali.
Il punto di partenza fondamentale nella valutazione di un’assicurazione moto efficace riguarda l’analisi delle garanzie accessorie, poiché la sola Responsabilità Civile obbligatoria protegge esclusivamente dai danni arrecati agli altri, lasciando totalmente scoperto il conducente e il proprio veicolo in caso di imprevisti. Uno degli elementi più importanti da considerare è senza dubbio quello relativo agli Infortuni del Conducente: a differenza dei passeggeri, che sono sempre tutelati dalla RC, chi si trova alla guida non riceve alcun indennizzo in caso di sinistro con colpa, a meno che non abbia sottoscritto questa specifica garanzia, che copre spese mediche o invalidità permanenti nei limiti definiti dalle diverse compagnie..
Oltre alla protezione fisica, è essenziale valutare garanzie che tutelino il valore economico del mezzo e la continuità del viaggio. Per chi possiede una moto nuova o di particolare valore, la garanzia Furto e Incendio è un investimento imprescindibile, così come l’Assistenza Stradale, che si rivela un vero e proprio “salvavita” in caso di guasto meccanico lontano da casa. Restare a piedi a chilometri di distanza dal centro abitato più vicino può comportare costi di traino esorbitanti se non si dispone di un servizio di soccorso h24 incluso nel contratto. Un altro aspetto tecnico spesso trascurato ma di grande rilevanza è la Tutela Legale, utile per affrontare eventuali controversie derivanti da sinistri complessi.
È buona prassi, inoltre, ricordare che la consapevolezza alla guida deve essere sempre accompagnata dalla regolarità amministrativa del mezzo: consultare periodicamente le scadenze e le normative sul Portale dell’Automobilistaè un’ottima abitudine per assicurarsi, ad esempio, di circolare sempre in piena regola con la revisione, evitando che la compagnia possa esercitare il diritto di rivalsa in caso di sinistro.
In questo panorama, la solidità e l’efficienza digitale di realtà come Allianz Direct offrono al motociclista un supporto completo e trasparente. Uno dei maggiori pregi di Allianz Direct è la possibilità di costruire una polizza “sartoriale”, aggiungendo o rimuovendo le garanzie accessorie con estrema semplicità attraverso una piattaforma online chiara e intuitiva. Questa flessibilità permette di adattare la protezione alle proprie reali necessità, pagando solo per ciò che serve effettivamente. Inoltre, la gestione digitale dei documenti e la rapidità nelle procedure di denuncia dei sinistri garantiscono una tranquillità che solo un grande gruppo assicurativo può offrire.
Scegliere Allianz Direct significa dunque affidarsi a un partner che comprende le dinamiche del mondo delle due ruote e che offre non solo una protezione burocratica, ma un servizio di assistenza reale capace di intervenire con precisione quando il motociclista ne ha più bisogno, trasformando l’assicurazione da obbligo di legge a un alleato fondamentale per ogni chilometro percorso.
Le videocamere di sorveglianza installate in centro a Maranello hanno immortalato ieri notte tre lupi nei pressi di Piazza Libertà.
Nei filmati si notano i tre animali azzuffarsi, due contro uno, per un paio di minuti. L’esperto tecnico-faunistico del Wolf Apennine Center – specializzato nella gestione e nel monitoraggio dei lupi in Emilia-Romagna e contattato immediatamente dall’Amministrazione comunale – ha spiegato che tale comportamento è dovuto “ad un meccanismo noto tra i lupi, legato ad interazioni sociali conflittuali che vedono il più debole infilarsi appositamente in aree abitate per sfuggire agli altri animali”.
In altre parole la loro presenza non avrebbe a che fare con la ricerca di cibo, ma a dinamiche conflittuali ben riconoscibili.
L’Amministrazione si è subito rivolta, per competenza sulle azioni di prevenzione e tutela, al Nucleo Carabinieri Forestale, già attivo nel monitoraggio sulla presenza di animali selvatici in aree urbane.
L’Amministrazione resterà in stretto contatto con il Nucleo Carabinieri Forestale e con gli esperti faunistici per costanti aggiornamenti sul fenomeno e sugli eventuali interventi da mettere in campo.
Sono quattro tifosi padovani ed un tifoso del Parma i cinque soggetti destinatari della misura preventiva del Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive (comunemente chiamato DASpo.) emesso nei giorni scorsi dal Questore della Provincia di Reggio Emilia per il tramite dell’ufficio preposto ovvero la Divisione Anticrimine.
I suddetti provvedimenti amministrativi sono stati adottati in virtù dei fatti accaduti il 13 dicembre 2025, in occasione dell’incontro di calcio di Serie B Reggiana-Venezia, e il 3 gennaio 2026, in occasione dell’incontro di calcio di Serie A Sassuolo-Parma, che si sono svolti entrambi al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia.
Nello specifico, durante l’incontro di calcio Reggiana-Padova, già ad alto rischio in considerazione dell’alta rivalità esistente tra i supporters delle due compagini, ma che comunque non aveva fatto registrare alcun disordine o turbativa anche grazie al servizio di ordine pubblico organizzato dalla Questura di Reggio Emilia, erano stati accesi ben sei petardi ad alto potenziale rumoroso (cosiddette “bombe carta”) all’interno del settore occupato dai tifosi padovani.
In tali circostanze, l’accensione e la successiva esplosione dei petardi avevano, da un lato, messo a repentaglio l’incolumità dei tanti spettatori presenti, alcuni dei quali si trovavano pericolosamente vicini al luogo dell’esplosione, e, dall’altro, avevano comportato la distruzione di alcuni seggiolini dello stadio provocando, in un’occasione, addirittura un principio di incendio immediatamente domato.
Grazie alle immediate attività poste in essere da personale della D.I.G.O.S. di Reggio Emilia, tramite un’accurata visione delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio, è stato possibile individuare e successivamente identificare quattro tifosi padovani che si sarebbero resi responsabili, in momenti diversi del match, dell’accensione ed esplosione di tutti e sei i petardi.
In occasione dell’incontro Sassuolo-Parma, invece, durante i primi minuti della partita, era stata registrata anche in questo caso l’accensione e l’esplosione di un altro petardo che aveva provocato un fortissimo boato e messo a repentaglio l’incolumità sia dei tifosi vicini che del soggetto stesso che lo aveva acceso.
Anche in questo caso, l’attività immediata posta in essere dagli operatori della D.I.G.O.S. di Reggio Emilia aveva portato all’identificazione del tifoso parmigiano che avrebbe acceso e poi fatto esplodere il petardo appurando che lo stesso lo aveva legato con una cordicella per poi farlo esplodere dopo averlo calato nel fossato che divide il campo di gioco con il settore ospiti del Mapei Stadium.
Sulla base di quanto sopra, i cinque soggetti, oltre che destinatari del D.A.Spo., sono stati anche tutti deferiti in stato di libertà per l’ipotesi di reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di una manifestazione sportiva nonché, per due tifosi padovani, anche per l’ipotesi di reato di danneggiamento aggravato.
Cielo parzialmente nuvoloso con foschie anche dense nelle prime ore del mattino sulle zone di pianura. Durante la giornata prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso.
Temperature minime in aumento, con valori intorno a 8/9 gradi, di qualche grado inferiori al di fuori dei centri urbani. Massime in lieve calo, con valori intorno a 14/15 gradi nelle zone interne e 12/13 gradi lungo la fascia costiera. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo.
“Non c’è alcuna volontà di “scaricare responsabilità” sugli autotrasportatori: al contrario, siamo fermamente convinti che la sicurezza si costruisca attraverso la responsabilità condivisa. Per questo motivo, confermiamo la nostra piena disponibilità a convocare un tavolo di confronto con le associazioni di categoria”.
I Sindaci del Distretto ceramico, con queste parole, chiariscono il loro obiettivo alla luce delle dichiarazioni delle associazioni di categoria dell’autotrasporto in merito alla richiesta di un divieto di sorpasso per i mezzi pesanti richiesto ad Anas sulla Modena – Sassuolo.
“La sicurezza stradale non è un tema di bandiera, né una misura punitiva contro una categoria economica fondamentale come quella dell’autotrasporto – proseguono – la richiesta ad Anas che, è bene ribadirlo, è l’Ente competente, nascono da un’analisi oggettiva della pericolosità di un’arteria che registra volumi di traffico tra i più alti della regione. Il nostro primo dovere, come rappresentanti delle comunità, è la tutela dell’incolumità di chiunque percorra quella strada: lavoratori, pendolari e famiglie”.
Le Amministrazioni concordano con le associazioni di categoria circa la natura “strutturale” delle criticità: svincoli complessi, corsie di accelerazione ridotte e un assetto progettuale ormai superato.
“La richiesta di investimenti per l’ammodernamento tecnologico e la manutenzione , sia ordinaria che straordinaria – concludono – è una battaglia che vede il territorio unito, ben oltre i singoli divieti e che condividiamo con le Associazioni di Categoria: la sicurezza per chiunque transiti sulla Modena – Sassuolo deve assolutamente venire di tutto”.
Una vittoria (10 mete fatte e 9 subite) contro Ufo Trento e una sconfitta (6-15) contro Bologna Flying Disc Redbulls.
È stato tutto sommato soddisfacente il debutto nel campionato open serie A di ultimate frisbee della PGS Smile Rams Blu, nata nel 2014 e alla sua prima stagione nel massimo campionato.
Il format del torneo consiste in due gironi (X e Y) composti da otto squadre. Al termine della fase a gironi le squadre sono ordinate in due classifiche.
Le prime quattro di ogni girone giocano quarti, semifinali e finali per il primo e ottavo posto nazionale, le altre per il nono e 16 esimo. Le ultime due retrocedono in serie B.
La PGS Smile Rams Blu, la cui spina dorsale è formata da giocatori formiginesi, punta alla salvezza. La polisportiva ha anche una seconda squadra di frisbee (Rams White), militante nella serie C.
La cultura e la valorizzazione del patrimonio culturale come leve fondamentali di sviluppo civile, economico e sociale, non solo in termini di produzione artistica, ma anche di coesione territoriale.
Sulla base di questa visione strategica comune, si è svolto oggi a Bologna, in viale Aldo Moro, il primo incontro istituzionale tra l’assessora alla Cultura e Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, e l’assessora, collega di deleghe per la Regione Toscana, Cristina Manetti, nominata pochi mesi fa nella nuova Giunta guidata dal presidente Eugenio Giani.
L’appuntamento ha rappresentato la volontà di rinnovare il dialogo diretto e costruttivo tra le due Amministrazioni, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la collaborazione su temi culturali di interesse comune. Nel corso del confronto è emersa una piena sintonia di vedute sulle priorità che caratterizzano oggi il settore: dalla valorizzazione del patrimonio diffuso alle politiche per lo spettacolo dal vivo, dal sostegno alle filiere creative alle strategie per garantire un accesso sempre più ampio, inclusivo e partecipato alla cultura. Al centro dell’incontro anche le preoccupazioni condivise sulle scelte del Governo nazionale, in particolare per quanto riguarda gli ambiti dello spettacolo dal vivo e del cinema.
Allegni e Manetti hanno ribadito l’importanza di politiche capaci di sostenere gli operatori, le imprese culturali, gli artisti e i territori, al fine di difendere e promuovere un modello di intervento che riconosca il ruolo strategico della cultura in ogni comunità.
Emilia-Romagna e Toscana intendono dunque rafforzare e intensificare la collaborazione già esistente, mettendo a sistema esperienze, progettualità e buone pratiche maturate negli anni nei rispettivi territori. Il confronto proseguirà con incontri periodici; si lavorerà anche per progettare iniziative interregionali e fare fronte comune nelle sedi istituzionali competenti per la tutela del sistema culturale e la promozione di politiche coordinate a sostegno delle arti e della creatività.
Le eccellenze certificate Dop e Igp e le filiere sostenibili e di qualità dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna tornano protagoniste a Sana Food, la fiera b2b dell’alimentazione consapevole e di qualità, e a Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale del vino sostenibile ed etico, in programma anche quest’anno in contemporanea a Bologna Fiere dal 22 al 24 febbraio.
La Regione Emilia-Romagna conferma la propria presenza, anche per il 2026, al Sana Food con uno stand istituzionale, allestito al padiglione 18, per valorizzare e promuovere le produzioni agroalimentari biologiche e di qualità regionali. Nelle giornate di fiera lo stand ospiterà incontri tematici e degustazioni in collaborazione con i 13 Consorzi di tutela delle Dop e Igp (Aceto balsamico di Modena Igp, Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop, Aglio di Voghiera Dop, Anguria reggiana Igp, Casciotta d’Urbino Dop, Fungo di Borgotaro Igp, Marrone di Castel del Rio Igp, Patata di Bologna Dop, Prosciutto di Modena Dop, Prosciutto di Parma Dop, Scalogno di Romagna Igp, Vitellone bianco dell’Appennino centrale Igp), l’Enoteca Regionale e i produttori che aderiscono a Comunità Slow Food dell’Emilia-Romagna.
Ampia la partecipazione delle realtà regionali anche alla Slow Wine Fair, che porta a Bologna Fiere oltre 7.000 etichette in degustazione e circa 350 buyer internazionali. Sono, infatti, 94 gli espositori emiliano-romagnoli su un totale di oltre 1.100 cantine, provenienti da tutte le regioni italiane e 27 Paesi, il 60% delle quali certificate bio. Cifre che confermano l’importanza della filiera vitivinicola biologica dell’Emilia-Romagna che può contare su 511 aziende certificate.
Tra gli appuntamenti centrali del Sana Food, il convegno ‘Rivoluzione Bio’, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Un’occasione di confronto tra istituzioni, business leader ed esperti del settore, nel corso della quale sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Sana, dedicato ai numeri chiave del settore biologico. La riflessione si è poi spostata sul futuro del comparto e sulla ricerca degli strumenti per supportare le piccole e medie imprese bio e sulla valorizzazione delle produzioni locali come leva di sviluppo del comparto.
“La nostra presenza a Sana Food e alla Slow Wine Fair testimonia l’importanza che attribuiamo al biologico, e alle filiere sostenibili, partendo dalle produzioni certificate Dop e Igp e di qualità- spiega l’assessore Mammi-. Parliamo di un comparto che, nonostante una fase di contrazione legata ad aspetti congiunturali, continua a rappresentare un pilastro strategico della nostra agricoltura che, per dimensione, diffusione territoriale e qualità delle produzioni esprime un’eccellenza di livello nazionale ed europeo, con territori che già oggi superano gli obiettivi europei fissati dal Green Deal al 2030. Un’attenzione al rispetto dei territori messa in evidenza anche dall’ampia partecipazione delle nostre cantine alla Slow Wine Fair, che testimoniano come il vino etico e di qualità sia parte integrante del nostro sistema agroalimentare, in linea con la filosofia di sviluppo delle comunità contadine promossa da Slow Food”.
“Con i nuovi strumenti della programmazione regionale dello sviluppo rurale vogliamo stimolare una nuova fase di crescita delle adesioni al biologico- prosegue l’assessore-, sia in termini di numero di aziende agricole, sia di superfici coltivate e allevamenti. L’obiettivo è garantire continuità alle imprese già convertite e favorire nuove adesioni, confermando la centralità del metodo biologico e delle altre tecniche a ridotto impatto ambientale. Vanno in questa direzione i bandi attivati e quelli in apertura nel 2026, che mettono a disposizione oltre 26 milioni di euro per rafforzare l’agricoltura sostenibile, la tutela dei suoli, l’agrobiodiversità e la competitività delle nostre imprese, accompagnando il settore in una fase di transizione complessa ma decisiva per il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola”.
L’impegno della Regione per il biologico
L’impegno sul biologico della Regione Emilia-Romagna sta proseguendo anche con la nuova programmazione dello Sviluppo Rurale 2023- 2027, che sostiene con importanti risorse chi sceglie il metodo biologico certificato e concede finanziamenti per la conversione e il mantenimento dell’agricoltura biologica.
Nel corso del 2025 le risorse finanziarie dello Sviluppo rurale destinate al sostegno dell’agricoltura biologica hanno superato i 30 milioni di euro e hanno interessano l’80% delle superfici biologiche regionali.
A inizio 2026 è stato aperto un bando, che prevede impegni per un valore complessivo di 14 milioni di euro a sostegno delle coltivazioni biologiche, e a fine 2026 aprirà un ulteriore bando per sostenere e promuovere sempre le coltivazioni biologiche per altri 12 milioni di euro.
La nuova programmazione, in continuità con quelle precedenti, prevede altri tipi di interventi per le aziende biologiche, relativamente a: formazione, consulenza, copertura costi di promozione, investimenti aziendali e di filiera, insediamento giovani agricoltori, interventi di cooperazione per innovazione (Goi), interventi di assistenza tecnica per i quali è prevista un’adesione preferenziale agli aderenti all’agricoltura biologica, rendendo più organico il supporto al settore da parte del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale (CoPsr) 2023-27.
I distretti del biologico. Sul territorio dell’Emilia-Romagna si sono costituiti, inoltre, 6 distretti del biologico. Con la Legge Regionale 14/2023 la Regione ha finanziato attività di conoscenza e informazione sulla produzione del bio e inoltre azioni promozionali destinati ai distretti del biologico per veicolare la qualità e il valore dei prodotti agricoli biologici. In tutto sono stati messi a disposizione 300 mila euro nelle annualità 2024 e 2025, con contributo al 100% della spesa ammessa. Nel nuovo bilancio regionale sono stati previsti 400 mila euro per le annualità 2026 e 2027 ed è in preparazione il bando per l’annualità 2026.
Il panorama dell’agricoltura biologica in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane più avanzate nel settore dell’agricoltura biologica, grazie a un insieme di tradizioni agricole radicate, innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilità ambientale.
In Emilia-Romagna le aziende agricole bio rappresentano il 10,3% delle aziende regionali e la superficie media delle aziende biologiche raggiunge i 34,7 ettari.
I dati regionali al 31 dicembre 2025 mostrano un totale di 6.586 imprese certificate, di cui 5.396 agricole e 1.190 imprese di trasformazione di prodotti biologici.
Per quanto riguarda le superfici coltivate con metodo biologico in regione, nel 2025 queste si attestano a 187.595 Ha, che rappresentano il 18% circa della Superficie agricola utilizzata (Sau) regionale.
da sin Mori, Onofrio, Fogagnolo, Zironi, Bortolamasi, Bosi, Bizzini, Busani
L’attesa si fa alta nei Comuni che accoglieranno una delle competizioni di punta del calendario podistico del 2026, in cui il connubio fra il Cavallino Rampante e il territorio si conferma una unione solida fatta di tradizione, passione e visione. L’ultimo weekend di marzo la Mezza Maratona d’Italia “Memorial Enzo Ferrari”,organizzata da RCS Sports & Event e di cui Ferrari è hosting partner, attraverserà Maranello, Fiorano Modenese, Formigine, Modena, e farà sognare e battere i cuori di tutti i presenti ben oltre i 15 mila giri al minuto: i runner sulla linea di partenza come i loro accompagnatori, ma anche i tantissimi spettatori e tifosi vivranno insieme un momento di sport e festa nei luoghi del mito scoprendone le bellezze e l’unicità. La nuova edizione della manifestazione si avvicina al sold out con record di iscritti su tutte le distanze: più di 15 mila iscritti con una impennata di partecipazioni dall’estero, ben un terzo del totale.
Oggi presso il Museo Enzo Ferrari di Modena, alla presenza di Luca Onofrio Responsabile Mass Events per RCS Sports & Events, Luigi Zironi Sindaco di Maranello, Luca Busani Assessore all’Ambiente di Fiorano Modenese, Giulia Bosi Assessora allo Sport di Formigine, Andrea Bortolamasi Assessore allo Sport e Giovani di Modena, Emilio Mori per il Coordinamento Podistico Modenese e Martina Fogagnolo Marketing Manager Brooks Italia sono stati svelati il percorso di gara rinnovato e le tre maglie ufficiali, realizzate in collaborazione con Brooks Running, in qualità di sponsor tecnico.
La comunità locale si conferma al centro dell’iniziativa: il ricavato delle iscrizioni e dei contributi dei partner, al netto dei costi organizzativi, sarà devoluto a supporto di progetti di riqualificazione delle attrezzature sportive delle scuole dei Comuni coinvolti nel percorso di gara.
Una linea rossa che unisce
L’eccezionalità del percorso rende l’esperienza indimenticabile e caratterizza in maniera indelebile la Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari all’interno del panorama delle corse su strada e soprattutto negli animi degli appassionati.
L’intero tracciato è il racconto della storia che unisce il cuore pulsante della Ferrari ai territori circostanti. Una storia che è l’evoluzione di un sogno nato nel lontano marzo 1947. Fu proprio a marzo, infatti – quasi ottanta anni fa – che uscì dalla fabbrica di Maranello la prima vettura con il marchio del Cavallino Rampante. Maranello, Fiorano, Formigine, Modena saranno il palcoscenico di uno spettacolo dove corsa e velocità la faranno da padrone e si apriranno in una tre giorni di festa condivisa e accogliente per tutti -atleti, famiglie, tifosi e dipendenti.
Il cuore pulsante di tutte e tre le distanze, 21Km, 10Km e la Family Run da 5 Km, sarà lo stabilimento Ferrari. Le gomme delle suole si scalderanno alla partenza, uguale per tutti, di fronte al Museo Ferrari a Maranello, pronte ad attraversare le piste del sogno. Il primo passaggio sarà sulla storica Pista di Fiorano per poi dirigersi sull’asfalto del neonato circuito e-Vortex, realizzato in pochi mesi per i collaudi delle Ferrari per garantire una valutazione ancor più oggettiva delle performance, contribuendo anche a ridurre l’impatto sulla viabilità del territorio: qui l’esperienza per i runner sarà indimenticabile con il passaggio attorno alla innovativa parabolica. Da qui si rientrerà di nuovo nell’attiguo storico circuito di Fiorano, roboante teatro dei test su pista.
Il percorso si dirigerà poi verso la Scuderia Ferrari, dove nascono le monoposto di Formula 1, per poi dirigersi e attraversare l’ingresso storico dello stabilimento. Di corsa, o forse con qualche “pit stop” per scattare foto ricordo, gli atleti sfileranno sul viale Enzo Ferrari, asse centrale che attraversa la cittadella aziendale. Correre su questo viale significa varcare una soglia simbolica: è il cammino che porta dal cuore produttivo alla città, dal mondo Ferrari alla comunità che la ospita. Il passaggio sarà un vero e proprio viaggio dentro l’identità Ferrari, tra architetture firmate da grandi maestri dell’architettura del Novecento e viali che raccontano e testimoniano decenni di avanguardia ingegneristica e tradizione manifatturiera. Non mancherà il passaggio davanti all’avveniristico e-Building, testimonianza della innovazione continua del marchio.
Lasciato il complesso Ferrari, la gara proseguirà ancora attraverso Maranello e Fiorano Modenese. Per i runner della 21Km, si proseguirà verso Modena lungo un itinerario ricco di suggestioni, tra cui Formigine e il suo castello, per poi entrare in città con uno sguardo al meraviglioso centro storico e alla Torre Ghirlandina. La gara terminerà di fronte al Palazzo Ducale, dove i maratoneti potranno spendere l’ultimo fiato per arrivare alla finish line. Una linea rossa di 21,097 km dove ogni metro percorso rimarrà impresso come ricordo indelebile nella mente di tutti i runner partecipanti.
Le maglie ufficiali e l’iconica identità della gara
Non solo percorso, ma anche identità visiva forte e riconoscibile, in linea con tutta la comunicazione, a rendere omaggio alla iconica gara: durante la conferenza stampa sono state presentate le maglie ufficiali dell’edizione 2026, firmate Brooks Running, partner tecnico della manifestazione. Un design che interpreta i valori di performance, precisione e stile che caratterizzano questi luoghi, declinato in una maglia per la mezza maratona e nelle versioni dedicate alle distanze di 10 e 5 km.
Ogni maglia rappresenta il simbolo del viaggio che il runner sta per vivere e diviene un tributo grafico ai territori attraversati raccontati con linee e colori distintivi: il rosso richiama la passione e la velocità, in omaggio al mondo delle “rosse”, mentre il giallo e il blu rappresentano un riferimento diretto ai colori della città di Modena. Dalla 5 km, inclusiva e vivace, alla 10 km, dinamica ed energica, fino alla 21 km, la sfida regina dal carattere e colore iconico e deciso, ogni maglia incarna spirito, velocità e determinazione, trasformando la gara in un segno da indossare con orgoglio.
I partner
Molti i Partner che hanno scelto di correre con RCS Sports & Events la Mezza Maratona d’Italia. Le istituzioni la Provincia di Modena, i Comuni di Maranello, Fiorano Modenese, Formigine, Modena, ma anche la Federazione Italiana Atletica Leggera sotto la cui egida si svolge l’evento, OPES (Organizzazione per l’Educazione allo Sport) e FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali). Fondamentali per il loro supporto oltre al partner tecnico Brooks Running, gli sponsor Cetilar Nutrition (Sport Nutrition Partner), Fiat (Mobility Partner), Acqua Panna (Official Mineral Water), Dole (Official Supplier) e Kerakoll (Official Supplier) e i media partner Gazzetta di Modena e Radio Bruno.
I Volontari in prima linea
Un ruolo rilevante nel percorso di coinvolgimento del territorio sarà svolto dal Coordinamento Podistico Modenese, che riunisce circa sessanta società sportive del territorio, gli Enti di Promozione Sportiva, il CSV Terre Estensi e molte realtà del terzo settore che collaboreranno con RCS Sports & Events per il recruiting e la gestione di più di trecento volontari a supporto della logistica dell’evento. Un lavoro condiviso che valorizza il movimento sportivo locale e rafforza il legame tra la manifestazione e la comunità del modenese – e non solo – chiamata a essere parte attiva della Mezza Maratona d’Italia dal forte richiamo nazionale e internazionale.
La call a partecipare è ancora aperta, per informazioni https://mezzamaratonaditalia.it/diventa-volontario/.
Come ricorda la celebre frase di Enzo Ferrari “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”,
questa edizione della Mezza Maratona d’Italia dal 27 al 29 marzo prossimi sarà un concentrato di passione ed emozioni allo stato puro tutto da vivere in prima persona per tutti, fuori o dentro il percorso di gara.
Guida alle corse, orari di partenza
5 km – sabato 28 marzo ore 15.00
21 km – domenica 29 marzo ore 9.30
10 km – domenica 29 marzo ore 10.30
Dichiarazioni
Luca Onofrio, Responsabile Mass Events per RCS Sports & Events: «Siamo orgogliosi di organizzare l’edizione 2026 della Mezza Maratona d’Italia “Memorial Enzo Ferrari “con l’ambizione di costruire un evento unico nel panorama italiano e internazionale. Il nostro obiettivo è far vivere ai runner un’esperienza che vada oltre la gara, permettendo loro di correre in luoghi iconici che raccontano un patrimonio industriale e culturale riconosciuto nel mondo. Grazie alla collaborazione con Ferrari, in qualità di hosting partner, apriremo le porte a location straordinarie, dalla Pista di Fiorano al nuovo circuito Ferrari e-Vortex, offrendo un’opportunità esclusiva che rende questa manifestazione davvero irripetibile.
Non solo una competizione di un giorno, ma un weekend unico e speciale con anime diverse capace di includere tutti. Vogliamo che sia un evento in cui le persone si sentano accolte, sia dal punto di vista agonistico e sportivo, sia come parte di una grande festa collettiva che coinvolge l’intero territorio. In quest’ottica, tra le novità dell’edizione 2026, il Villaggio che sarà aperto dalle 10 alle 20, da venerdì a domenica, diventando uno spazio vivo e inclusivo. Si inizierà a correre già sabato 28 marzo con la 5 km, aperta a famiglie e bambini, per dare a tutti la possibilità di essere parte di questo appuntamento. Domenica 29 marzo alle 9.30 prenderà il via la mezza maratona, seguita alle 10.30 dalla partenza della 10 km.
L’auspicio è che ogni partecipante viva un’esperienza così coinvolgente da non vedere l’ora di iscriversi all’edizione successiva, contribuendo a far crescere nel tempo una manifestazione che ambisce a diventare sempre più un punto di riferimento stabile e riconoscibile nel calendario nazionale e internazionale».
Luigi Zironi, Sindaco di Maranello: “Quest’anno la Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari coinvolgerà Maranello per un intero week-end: gli atleti, le loro famiglie e coloro che vorranno cimentarsi nei due percorsi non competitivi avranno l’occasione di passare un po’ di tempo sul nostro territorio, dove la passione per i motori, i paesaggi e il buon cibo offrono esperienze uniche. Faremo del nostro meglio per supportare gli organizzatori nell’accoglienza delle migliaia di persone previste, con l’aiuto prezioso di sponsor e volontari ai quali vanno i nostri ringraziamenti più sinceri. Sarà una grande festa dello sport e Maranello è orgogliosa di esserne il cuore pulsante”.
Marco Biagini, Sindaco di Fiorano Modenese – rappresentato in conferenza stampa dall’Assessore Sport, Ambiente Luca Busani: “Anche quest’anno l’attesa manifestazione sportiva della Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari e degli altri percorsi podistici, permetteranno a migliaia di atleti e appassionati di partecipare con la propria presenza del fenomeno Ferrari.
L’iniziativa tiene insieme aspetti importantissimi, tra cui quello della restituzione di valore in sport e sani stili di vita nei territori interessati dal passaggio della corsa e per questo non possiamoche essere onorati e orgogliosi di esserne parte, con la fantastica vetrina della nuova pista e-Vortex, sorta accanto al circuito storico“.
Elisa Parenti, Sindaca di Formigine – rappresentata in conferenza stampa dall’Assessora allo sport Giulia Bosi: “Per la nostra città è un onore accogliere i tantissimi partecipanti di questo appuntamento unico, capace di coniugare sport, passione e solidarietà. Il dato sulle iscrizioni, con un terzo dei runner provenienti dall’estero, conferma la grande forza attrattiva del nostro territorio e delle sue eccellenze. Un ringraziamento sentito va a RCS Sports & Events per l’organizzazione e a Ferrari, hosting partner della manifestazione. È inoltre fondamentale sottolineare il valore sociale dell’iniziativa: il ricavato sarà destinato ai Comuni coinvolti per riqualificare strutture e attrezzature sportive, confermando ancora una volta lo sport quale beneficio concreto e duraturo per tutta la comunità”.
Andrea Bortolamasi, Assessore di Modena con deleghe a Cultura, Industrie culturali e creative, Turismo, Centro storico, Promozione della città, Sport, Politiche giovanili: “Modena è città di sport e la Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari si inserisce nel calendario di eventi e appuntamenti sportivi di alto livello; non solo sport, ma anche promozione del territorio, solidarietà, grazie anche all’impegno di Ferrari, che supporta questo progetto. Una festa, per tutti e tutte, resa possibile dal grande lavoro di squadra tra partner pubblici e privati“.
Emilio Mori, rappresentante del Comitato Podistico Modenese e membro del Comitato direttivo: “La Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari rappresenta per noi molto più di una competizione sportiva: è un progetto di territorio, un investimento sociale e culturale che parla di identità, appartenenza e visione. Siamo orgogliosi di contribuire a un evento che porterà migliaia di persone a vivere la nostra provincia non solo correndo, ma respirandone la storia, le tradizioni e l’eccellenza che la contraddistinguono.
Come Comitato Podistico Modenese ci siamo assunti la responsabilità di costruire ponti: tra associazioni sportive, enti di promozione, polisportive, gruppi spontanei e realtà del terzo settore. Crediamo che lo sport debba essere uno strumento di coesione e crescita collettiva. Inclusività, per noi significa coinvolgere, ascoltare e valorizzare ogni energia disponibile. Vogliamo che questa manifestazione sia una grande festa popolare, capace di unire istituzioni, volontari, atleti e cittadini in un’unica direzione: promuovere il nostro territorio attraverso i valori più autentici dello sport”.
Martina Fogagnolo, Marketing Manager Brooks Italia: “Per noi di Brooks è un orgoglio rinnovare questa partnership con la Mezza Maratona d’Italia, una gara simbolica, capace di fondere la passione per la corsa con il fascino di luoghi iconici per sport e performance. Brooks si ritrova in questa energia. Da sempre, infatti, punta a ispirare e accompagnare ogni runner, dall’allenamento alla gara, con prodotti ad alto valore tecnico, per garantire loro comfort e affidabilità, passo dopo passo.
Le maglie ufficiali 2026 incarnano proprio questo obiettivo: tessuto di alta qualità e un design che omaggia i luoghi attraversati e i loro colori distintivi – il rosso e il nero della passione e della velocità, il giallo e il blu legati a Modena – trasformando l’esperienza di gara in un segno distintivo da indossare con fierezza.
Saremo presenti come sempre con cheering point lungo il percorso e momenti di preparazione; al Running Show con la personalizzazione delle maglie, che l’anno scorso ha avuto grande successo con oltre 1.500 capi personalizzati. Non mancheranno poi la possibilità di testare i prodotti e il supporto dei nostri tecnici, per aiutare ciascuno a trovare la soluzione più adatta”.
Al centro ci sono i giovani. È a loro, alle ragazze e ai ragazzi dell’Emilia-Romagna, al presente della nostra Costituzione, che Casa Cervi dedica il programma di iniziative organizzate per celebrare l’80^ anniversario della nascita della Repubblica e l’ingresso delle donne nella vita pubblica italiana, con il primo voto amministrativo il 10 marzo 1946 e quello per l’Assemblea costituente, il 2 giugno 1946.
Saranno le giovani generazioni a essere protagoniste di un percorso fatto di musica, letteratura, testimonianze e Memoria, alla scoperta della nascita della democrazia in Italia. Il progetto, dal titolo “Il presente della Costituzione. I giovani, gli studenti e le agenzie educative di fronte all’80esimo”, è stato presentato oggi a Bologna dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dal presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Vasco Errani. Presenti, l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, il consigliere regionale, con delega ai programmi sulla Memoria del Novecento, Paolo Trande, in rappresentanza della presidenza dell’Assemblea legislativa, il sindaco e il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Marco Massari e Giorgio Zanni.
Il percorso ha raccolto l’adesione attiva del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, inserendosi nel quadro delle politiche regionali dedicate alla valorizzazione della storia del Novecento e dell’educazione civica delle nuove generazioni. Un ‘viaggio’ che nasce da una scelta precisa: vivere questo 80^ anniversario, non come una ricorrenza da commemorare in modo rituale, ma come un’occasione per rinnovare il patto democratico con le nuove generazioni, chiamate, non solo ad ascoltare, ma a interrogare la Costituzione, a misurarsi con i suoi principi e a renderli parola viva nel presente. Le iniziative in programma sono in collaborazione con Anpi, Alpi-Apc, Anpc e Istoreco.
“L’80^ anniversario della Repubblica, del primo voto alle donne e dell’avvio dell’Assemblea Costituente richiama uno dei momenti più alti della nostra storia democratica- afferma il presidente de Pascale-. Nel 1946 il Paese allargò definitivamente i diritti di cittadinanza e scelse una direzione chiara: libertà, uguaglianza, responsabilità. Oggi, in un tempo segnato da conflitti, tensioni sociali e crescenti disuguaglianze, quei principi non sono un richiamo simbolico ma un impegno concreto per le istituzioni. Per questo è particolarmente importante che Casa Cervi abbia scelto di dedicare questo anniversario alle nuove generazioni. Una comunità che sa fare Memoria è una comunità che sa tenere insieme diritti e responsabilità, libertà e coesione. Coinvolgere le nostre ragazze e i nostri ragazzi significa rafforzare le fondamenta della democrazia e riconoscere che il futuro della Repubblica si costruisce oggi, con loro”.
“Questo progetto mette insieme memoria, cultura e formazione in modo concreto- sottolinea l’assessora Allegni-. Non si limita a ricordare un passaggio storico fondamentale, ma costruisce occasioni reali di confronto nei luoghi della cultura e nelle scuole, con linguaggi capaci di parlare alle nuove generazioni. La Costituzione è anche un patrimonio culturale vivo, che si trasmette attraverso il dialogo tra generazioni, l’arte, il teatro, la parola pubblica. Rafforzare questo legame significa investire sulla qualità della nostra democrazia e sulla capacità dei territori di essere comunità consapevoli e inclusive”.
“L’ottantesimo anniversario della Repubblica e della Costituzione rappresenta per noi un passaggio civile fondamentale, che vogliamo vivere insieme alle giovani generazioni, rendendole protagoniste- sottolinea il presidente dell’Istituto Cervi, Errani-. Questa iniziativa mette al centro il valore del voto, della partecipazione e della democrazia, a partire dal primo suffragio universale e dal primo voto delle donne del 1946. L’Istituto Alcide Cervi, insieme alla Regione Emilia-Romagna, alla Provincia e al Comune di Reggio Emilia, intende trasformare la Memoria in un impegno vivo nel presente, attraverso un progetto ambizioso di dialogo e confronto. La Costituzione è una promessa da rinnovare ogni giorno: ai ragazzi e alle ragazze affidiamo il compito di farla vivere nel futuro”.
“E’ particolarmente importante che l’Istituto Alcide Cervi abbia deciso di dedicare il proprio programma alla attualità della Costituzione con un focus su giovani, studenti e le agenzie educative- afferma il consigliere Trande-. L’Assemblea legislativa da molti anni, con diversi strumenti, dai Viaggi della Memoria e in Europa ai programmi di collaborazione con le scuole emiliano-romagnole, ‘concittadini’, svolge un ruolo di divulgazione e sensibilizzazione attiva sulla memoria del ‘900, sulle tragedie del ‘secolo breve’, dalle guerre all’Olocausto, e sulla Costituzione, che da quelle tragedie nasce e che quei valori di libertà, solidarietà, fratellanza e giustizia contiene. Solo per i Viaggi della Memoria, negli ultimi cinque anni, l’Assemblea Legislativa ha stanziato più di 2,5 milioni di euro per progetti che hanno coinvolto centinaia di scuole e circa 18 mila ragazzi e ragazze in tutta l’Emilia-Romagna. Insomma, insieme all’Istituto Alcide cervi, ai tanti Istituti Storici, alle Associazioni e alle Scuole siamo applicati perché ‘memoria del passato e impegno per il futuro’ siano elementi indisgiungibili di un comune destino democratico e costituzionale”.
“L’80^ anniversario della Repubblica e del primo voto alle donne ci richiama alle radici della nostra democrazia- dichiara il sindaco Massari-. Sono passaggi che hanno cambiato la storia del Paese e che oggi, grazie al programma ‘Il presente della Costituzione’ promosso da Casa Cervi, tornano a essere occasione di riflessione e crescita per le nuove generazioni. Per Reggio Emilia, terra profondamente legata ai valori della Resistenza e della partecipazione, questo percorso rappresenta un impegno civile che sentiamo particolarmente vicino. La Costituzione non è solo memoria, ma uno strumento vivo per leggere il presente e costruire il futuro”.
“L’ottantesimo della Repubblica e della Costituzione è molto più di una semplice ricorrenza- dichiara il presidente della Provincia Zanni-. Vogliamo che diventi occasione viva di confronto con le nuove generazioni. La Provincia di Reggio Emilia ha scelto di sostenere con convinzione il percorso promosso da Casa Cervi, che mette al centro ragazze e ragazzi non come spettatori, ma come protagonisti di un dialogo autentico con la Carta costituzionale. Coinvolgere gli studenti nei luoghi simbolo della nostra storia democratica, dalla Sala del Tricolore ai teatri del territorio provinciale, significa chiedere loro di interrogare la Costituzione sul presente: sul lavoro, sulla pace, sulla partecipazione, sull’uguaglianza. Significa riconoscere che la democrazia non è un’eredità da custodire in modo rituale, ma un patto da rinnovare e attualizzare oltre che uno strumento con cui leggere il presente”.
Il programma: eventi, didattica e nuovi linguaggi
Il programma di Casa Cervi è un filo rosso che unisce calendario civile, attività didattica continuativa e nuove forme di racconto. L’obiettivo è costruire un percorso strutturale, capace di accompagnare ragazze e ragazzi, studentesse e studenti dentro i luoghi e i significati della democrazia italiana. Il 2026 sarà dedicato, in modo particolare, al voto alle donne, alla scelta repubblicana e all’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente. Il primo appuntamento sarà il 25 marzo nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia: l’incontro “1946: la prima cosa bella” coinvolgerà in particolare le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, chiamati a essere pubblico attivo e parte integrante del confronto.
Il 2 giugno, Festa della Repubblica, Casa Cervi ospiterà “La Repubblica dai Campirossi”, un grande evento tra letteratura, testimonianze e musica, che vedrà la partecipazione di scrittori, artisti e content creator – tra cui Marco Balzano, Dario Vergassola, Nicola Lagioia e Raissa & Momo – per restituire, con linguaggi diversi, il significato della scelta repubblicana e della nascita della democrazia italiana. Il 25 giugno, al Teatro Asioli di Correggio, nel giorno della prima convocazione dell’Assemblea Costituente, l’incontro “Un lavoro per il futuro” metterà al centro il rapporto tra lavoro e democrazia. I giovani dialogheranno con la giurista Silvana Sciarra, già presidente della Corte costituzionale, e con Renato Balduzzi, presidente dell’Associazione Costituzionalisti, in un confronto che intreccerà l’attualità dell’articolo 1 della Carta con le domande sul lavoro e sulle opportunità delle nuove generazioni.
Il percorso culminerà il 25 settembre al Teatro Valli di Reggio Emilia con il primo grande dialogo pubblico dedicato all’articolo 11 della Costituzione, “L’Italia ripudia la guerra”. Un confronto tra il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), la storica Anna Foa e Pierluigi Bersani.
Accanto a questi appuntamenti, il calendario civile – dal 25 aprile al 25 luglio, passando per il 2 giugno – continuerà a rappresentare l’ossatura del percorso, con uno spazio permanente dedicato ai giovani all’interno dei grandi eventi di Casa Cervi, dal Festival di Resistenza alle celebrazioni istituzionali.
Le iniziative didattiche: un percorso triennale
Cuore del progetto è il percorso educativo “Artigiani della memoria”, che si sviluppa lungo il triennio 2026-2028 e coinvolge studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado in un lavoro continuativo di analisi e interpretazione di alcuni articoli della Carta costituzionale. Dall’articolo 11 sul ripudio della guerra all’articolo 3 sull’uguaglianza, dall’articolo 5 sulle autonomie all’articolo 32 sulla salute, i ragazzi saranno chiamati a confrontarsi con domande dirette: in che modo questi principi toccano il mio presente? Le parole della Costituzione sono ancora le nostre parole? Quali diritti e quali responsabilità immaginiamo per il XXI secolo?
Gli esiti del lavoro laboratoriale prenderanno forma in mostre, elaborati grafici, installazioni e momenti pubblici di restituzione: dall’esposizione a Casa Cervi tra il 1^ maggio e il 2 giugno, alla selezione di opere in sedi istituzionali, fino alla riproduzione di alcuni “manifesti” ispirati al clima del 1946 negli spazi urbani.
Il percorso prevede inoltre la creazione di canali social dedicati alle “domande dei giovani alla Costituzione”, la sinergia con Parma European Youth Capital 2027, la riedizione della mostra regionale sulla Costituzione a Casa Cervi e l’avvio di un concorso illustrato rivolto a grandi disegnatori italiani per realizzare un’installazione permanente sull’educazione costituzionale negli spazi esterni dell’Istituto.
Motociclisti, ciclisti e pedoni. Sono i cosiddetti ‘utenti vulnerabili’ della strada, e rappresentano quasi la metà delle vittime degli incidenti stradali. Lo confermano gli ultimi dati disponibili riferiti all’Emilia-Romagna, dove nel 2024, su un totale di 273 decessi a causa delle conseguenze di un incidente su strada, 135 appartenevano a questa categoria: nel dettaglio, 69 persone sono decedute mentre si spostavano a bordo di moto o scooter, 30 in bici, mentre 36 erano pedoni.
È proprio agli utenti vulnerabili della strada che si rivolge ‘Guardiamoci negli occhi’, la nuova campagna dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, segmentata per ognuno dei tre gruppi. Oggi, a Rimini, in piazza Fellini, l’illustrazione della parte che riguarda motociclisti e scooteristi con l’assessora regionale alla Mobilità, Irene Priolo. Volto di questa prima parte è il creator e testimonial della campagna Luca Bellei: a bordo dello scooter elettrico, intercetterà motociclisti, scooteristi, automobilisti e passanti per coinvolgerli in interviste e challenge sui temi della sicurezza stradale e sui fattori di rischio alla guida.
Presenti all’evento, oltre all’assessora Priolo, il presidente dell’Osservatorio, Marco Pollastri, l’assessore alle Politiche per la mobilità e Trasporto pubblico locale, Mattia Mario Morolli, rappresentanti delle realtà locali (Prefettura, Forze dell’ordine, Ufficio scolastico provinciale, associazioni dei ciclisti, motociclisti, sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil per i pedoni). Il secondo appuntamento, con la campagna per i ciclisti, sarà il 6 marzo a Cesena.
“Proteggere gli utenti vulnerabili della strada significa ripensare le strade e realizzare interventi strutturali per renderle sempre più sicure- ha sottolineato Priolo-. Questo, però, deve andare di pari passo con una sempre maggiore sensibilizzazione alla responsabilità e all’attenzione: sia da parte di chi guida un mezzo come può essere un’auto, un bus, un camion, ma anche da parte degli stessi utenti vulnerabili”.
“I dati continuano a mostrare la necessità di proteggere gli utenti più vulnerabili della strada- ha ricordato Pollastri-. Ricordiamoci, inoltre, che la quasi totalità degli incidenti che coinvolgono questi utenti sono provocati dallo scontro con automobili e che per i pedoni la gran parte dei morti hanno più di 65 anni. Con questa nuova campagna vogliamo aumentare ancora di più la cultura del rispetto, quando si va in strada, e ricordare che chiunque prima o poi è un pedone”.
Guardiamoci negli occhi
La campagna ‘Guardiamoci negli occhi’ organizza due iniziative in ciascuna delle città capoluogo dell’Emilia-Romagna, dove due creator e testimonial – Luca Bellei per la parte dei motociclisti e Paolo Franceschini per la parte dei ciclisti – gireranno per intercettare e coinvolgere le persone che ogni giorno, a vario titolo, condividono la strada. I due creator ricorderanno le diverse vulnerabilità degli utenti, richiamando ciascuno alla responsabilità reciproca e all’importanza del rispetto delle regole e di comportamenti corretti. Gli eventi hanno lo scopo di coinvolgere i passanti, creare dei momenti di condivisione dal vivo e contenuti da veicolare tramite i canali social, per intercettare più persone possibili: ogni volta verrà generato un reel dedicato all’evento in una città.
Il dialogo tra i testimonial e le persone ‘intercettate’ sarà dinamico e divertente: l’obiettivo è far arrivare i messaggi a più gente possibile, trovando un equilibrio tra una corretta informazione e un approccio leggero e positivo. L’attività si baserà sul gaming e l’interazione: questo permetterà di coinvolgere più facilmente il pubblico dal vivo, invogliando al tempo stesso chi usa i social a seguire i contenuti. I testimonial coinvolgeranno i passanti e faranno una serie di domande sui loro comportamenti in strada, aprendo così una riflessione per trovare insieme la risposta corretta e incentivare il cambiamento.
In occasione del primo evento, in ogni città capoluogo viene organizzato, in collaborazione con l’amministrazione locale, un momento di confronto con rappresentanti delle realtà istituzionali e associative attive su queste tematiche per raccogliere stimoli utili a orientare le prossime azioni.
I materiali sono disponibili all’indirizzo https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/osservatorio/campagne/guardiamoci-negli-occhi
I consigli per motociclisti e scooteristi
In Emilia-Romagna un morto su quattro, in incidente stradale, viaggia a bordo di un motociclo (dato 2024): la libertà di movimento che si ha in moto e in scooter può rappresentare dunque una grande vulnerabilità. Come ricorda la campagna dell’Osservatorio, ciascuno di noi può fare la propria parte per rendere le strade un luogo più sicuro: a partire da un abbigliamento adeguato, e alla protezione della testa e degli occhi con casco e visiera. Occorre poi prestare massima attenzione al fondo stradale, al peso del bauletto, al freno posteriore in curva e a tenere pulito il parabrezza. Ancora, serve prudenza rispetto ai comportamenti degli altri utenti della strada, al sorpasso e al trasporto di un passeggero. Agli automobilisti e agli altri conducenti è richiesta la massima cautela nei confronti dei motociclisti e degli scooteristi: sono meno visibili rispetto ad altri mezzi e pertanto più vulnerabili.
A seguito di un incidente stradale avvenuto durante la scorsa notte in via Pascoli a Formigine, si sono registrati gravi danni alle infrastrutture pubbliche che hanno reso necessaria l’interdizione di un tratto della pista ciclabile. Il provvedimento riguarda in particolare l’area all’altezza del civico 54, per un’estensione di circa 80 metri, al fine di garantire la sicurezza della circolazione in attesa del ripristino dei luoghi.
Gli agenti della Polizia Locale, intervenuti prontamente per i rilievi, hanno avviato le indagini che hanno permesso di rintracciare il responsabile in tempi brevissimi. Il veicolo coinvolto è stato infatti individuato nelle vicinanze del luogo del sinistro, consentendo così la piena identificazione del conducente.
Grazie al rapido accertamento dell’autore dell’incidente, le procedure per il risarcimento dei danni alle infrastrutture comunali saranno attivate direttamente nei confronti della compagnia assicurativa del soggetto coinvolto. Questo passaggio permetterà di coprire integralmente i costi di riparazione del patrimonio pubblico senza oneri per il bilancio comunale.