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martedì, 7 Luglio 2026
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Olimpiadi 2026, inviato a Livigno il super mezzo di soccorso Sherp ma con un solo pilota a combattere contro la neve

Olimpiadi 2026, inviato a Livigno il super mezzo di soccorso Sherp ma con un solo pilota a combattere contro la neveNel cuore delle operazioni di sicurezza per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, scoppia il caso dello Sherp N Rescue, il gioiello tecnologico dei Vigili del Fuoco, di stanza a Modena, destinato al soccorso estremo nelle aree innevate di Livigno.

Un mezzo unico in Italia, ma che – denuncia Ivano Maltoni, leader della Fns Cisl Emilia-Romagna – è stato inviato alle Olimpiadi con un “equipaggio fantasma”: un solo operatore ha dovuto farsi carico non solo della complessa guida del mezzo, ma anche della conduzione dell’autocarro per il trasporto e delle delicate fasi di carico e scarico sulle rampe. Severo il giudizio del sindacato: “Una scelta al risparmio inaccettabile, che parla di decisioni sbagliate e di sicurezza del personale non tutelata a dovere”.

UN GIGANTE ORFANO DI EQUIPAGGIO

Lo Sherp, in forza alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna e gestito dal comando di Modena, è stato schierato a Livigno il giorno prima dell’apertura dei Giochi. “Nonostante il comando modenese vanti quattro conduttori specializzati, gli unici in tutta Italia, la Direzione Centrale per le Emergenze di Roma ha disposto la dislocazione a Livigno di una sola unità, quando, invece, ne sarebbero occorse almeno due”, segnala Maltoni.

Lo Sherp non è un semplice fuoristrada: progettato per operare tra -40°C e +45°C, è fatto per arrivare dove gli altri si fermano. E’ un Utv (Utility Terrain Vehicle) dalle capacità quasi illimitate, ma il suo impiego richiede, però, un supporto costante.
Infatti, questo gigante delle nevi è dotato di un sistema Skid-Steer: si guida senza volante, tramite leve che bloccano le ruote di un lato per curvare. “Una manovra che in pendenza o su ghiaccio richiede massima concentrazione. In caso di guasto o bloccaggio in un’area isolata, un unico operatore rischierebbe l’assideramento o l’impossibilità di chiamare soccorsi. La neve e il gelo non perdonano l’isolamento”, evidenzia la Fns Cisl Cisl Emilia-Romagna.

“SI RISPARMIA SU UN SERVIZIO ESSENZIALE”

Per questo il sindacato stigmatizza “una politica di eccessivo risparmio su un servizio essenziale. Affidare la movimentazione di un mezzo così particolare a una sola unità è un rischio evidente”.

Per Maltoni e la Fns Cisl Emilia-Romagna “queste economie non solo minano la serenità del personale, ma abbassano la qualità del servizio in una vetrina internazionale prestigiosa quale è quella delle Olimpiadi invernali”. Ci fosse stata o si dovesse realizzare nelle ultime giornate una emergenza reale, “l’unico pilota sul posto rischierebbe di non potere garantire la continuità del soccorso, rendendo inutile la presenza di un mezzo tanto sofisticato quanto costoso”, chiosa il sindacato.

 

 

 

Un weekend di cultura tra poesia e memoria a Fiorano

Un weekend di cultura tra poesia e memoria a FioranoNel fine settimana sono due gli appuntamenti culturali organizzati da associazioni del territorio a Fiorano Modenese, con il patrocinio del Comune.

Sabato 21 febbraio 2026, a partire dalle ore 17, torna, in una location inedita la rassegna il “Tè delle 5”. Presso il Salone del pellegrino, a fianco del Santuario di Fiorano, prove di lettura del Cantico dei cantici, con Giampaolo Anderlini, in un incontro di riflessione, poesia e anche preghiera dal titolo “Io sono del mio amato e il mio amato è mio”. L’accompagnamento musicale è di Edda Chiari.

L’iniziativa è organizzato dall’associazione INarte, in collaborazione con l’associazione fotografica Framestorming, il Circolo culturale Nuraghe Pinuccio Sciola e Amici della Musica Nino Rota.

Al termine, come da tradizione della rassegna, il rito del tè, momento di condivisione e convivialità con il pubblico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Domenica 22 febbraio, sempre alle 17, presso il Centro di via Vittorio Veneto, inizia la rassegna “Incontri al Centro” che si propone di ospitare protagonisti della cultura, del giornalismo, della politica ed anche persone che hanno svolto un ruolo nella nostra società e nell’attualità.

Nel primo appuntamento 2026 l’ospite sarà Gina Giovanardi, che dalla guerra ai giorni nostri, ha attraversato epoche diverse, restando fedele ai propri valori, alla propria idea di famiglia e ai propri obiettivi. Una vita segnata da sacrifici, impegno e perseveranza, che l’hanno portata a raggiungere traguardi importanti. Sarà intervistata da Gian Carla Moscattini; l’accompagnamento musicale sarà curato dai Maestri Gen Llukaci al violino. L’iniziativa è a cura del Comitato Fiorano in festa e Centro culturale Via Vittorio Veneto.

Resoconto del Consiglio comunale formiginese del 19 febbraio

Resoconto del Consiglio comunale formiginese del 19 febbraio
immagine d’archivio

Urbanistica e bilancio al centro della seconda seduta annuale del Consiglio comunale di Formigine, riunitosi al castello giovedì 19 febbraio. Sono due le delibere di natura urbanistica approvate all’unanimità dai consiglieri, entrambi “procedimenti unici ex articolo 53 della legge 24/2017” che regola gli ampliamenti aziendali.

Il primo ha riguardato l’approvazione del progetto di costruzione di una nuova stalla per bovini a stabulazione libera proposto dall’azienda Agricola Vaccari di Corlo: grazie a questa autorizzazione l’azienda potrà sbloccare due milioni di euro di un investimento che è fra l’altro aggiudicatario di un bando regionale con un contributo di circa 350mila euro. Si prevede di realizzare in particolare tre cose: una nuova stalla a stabulazione libera dotata delle più moderne tecnologie per migliorare il benessere animale e ottimizzare il ciclo produttivo, un paddock esterno ombreggiato di 900 mq e la rifunzionalizzazione della stalla esistente. Stesso procedimento autorizzativo ex articolo 53 è quello che ha riguardato l’azienda Siti B&T che grazie a questa delibera potrà realizzare un ampliamento del fabbricato industriale con annessa palazzina uffici. Previste dal progetto anche la separazione degli accessi per mezzi pesanti e automobili (rispettivamente tra via del Ponte e via Viazza) anche al fine di una significativa riduzione del traffico pesante su Via Viazza e la creazione di una reception centralizzata. Il progetto prevede inoltre una attenzione particolare al tema della permeabilità del suolo in quanto, grazie anche all’uso di pavimentazioni drenanti di ultima generazione, essa raggiungerà – per l’interno comparto – il 31,4% superando ampiamente il minimo previsto dalle regole vigenti. Infine inserendosi l’intervento sul perimetro del Varco Ecologico individuato da PTCP e nuovo PUG, è stata prevista la messa a dimora di alberature ed arbusti per mitigare l’impatto del nuovo edificio verso l’adiacente area agricola.

I principali nuovi interventi che entrano a bilancio invece con l’ok alla variazione della pianificazione economico finanziaria sono la nuova casetta dell’acqua che sorgerà a Magreta e il progetto di tutela dei Ginkgo Biloba di Villa Gandini, entrambi destinatari di contributi esterni ottenuti vincendo bandi pubblici.

Approvate dall’aula infine due mozioni proposte dai gruppi, una sull’installazione di una bacheca sulla Costituzione italiana, e una sulla solidarietà alle vittime dei violenti fatti di Torino. A inizio seduta la giunta aveva dato riscontro a tre interpellanze a tema segnalazioni odori, concessione servizi ristorazione al castello e avanzamento della riqualificazione di Piazza Kennedy a Magreta.

Corso gratuito di fotografia con lo smartphone a Casa Corsini a Spezzano

Corso gratuito di fotografia con lo smartphone a Casa Corsini a SpezzanoA Casa Corsini, il polo della formazione e innovazione del Comune di Fiorano Modenese, prende avvio un corso gratuito di fotografia con lo smartphone, rivolto a ragazze e ragazzi dai 18 ai 35 anni. L’iniziativa propone un percorso pratico e creativo dedicato a chi desidera affinare lo sguardo e trasformare gli scatti quotidiani in immagini capaci di raccontare emozioni, luoghi e atmosfere.

Le lezioni si terranno presso la sala civica di Casa Corsini, in via Statale, 83 a Spezzano, nelle giornate di mercoledì 25 febbraio, mercoledì 4 marzo e mercoledì 11 marzo, dalle 18 alle 19,30.

Il corso accompagna i partecipanti nell’uso consapevole della fotocamera del telefono, con attenzione a luce, inquadrature, dettagli e costruzione dell’immagine. Gli incontri sviluppano anche il tema del racconto visivo, con esercizi utili a dare continuità e stile personale alle fotografie. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Cooperativa Aliante, Social Point Modena, Lumen APS e Comune di Fiorano Modenese.

Al corso, che ha un’impostazione inclusiva, partecipano anche utenti in situazione di fragilità psicologica. Gli incontri sono realizzati con la partecipazione di Onironautica ETS.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria fino a esaurimento posti. Ogni partecipante utilizza il proprio smartphone.

Per iscrizioni e informazioni è possibile scrivere a info@casacorsini.mo.it.

 

La startup emiliano-romagnola deep-tech Adaptronics si aggiudica 2,5 milioni di euro dall’European Innovation Council Accelerator

La startup emiliano-romagnola deep-tech Adaptronics si aggiudica 2,5 milioni di euro dall’European Innovation Council AcceleratorDall’automazione industriale alle operazioni in orbita. È questa la tecnologia messa a punto da Adaptronics, startup deep-tech nata e cresciuta in Emilia-Romagna, che apre nuove prospettive per le attività nello spazio, in particolare per la manutenzione dei satelliti e la rimozione dei detriti spaziali, trasformando il modo in cui i robot afferrano e manipolano gli oggetti.

Qui si inserisce il recente successo ottenuto nell’ambito dello European Innovation Council Accelerator, uno dei programmi europei più competitivi a sostegno dell’innovazione: selezionata tra 923 candidature provenienti da 32 Paesi, Adaptronics ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto di 2,5 milioni di euro e l’impegno della Banca europea d’investimento  a coinvestire nell’azienda.

“Innovazione, robotica e spazio, così la giovane startup, vincitrice di StartCup Emilia-Romagna e del Premio nazionale innovazione, conferma la sua vocazione all’interno dell’ecosistema della ricerca e della conoscenza che abbiamo costruito nel nostro territorio, un vero e proprio campus diffuso su digitalizzazione e sostenibilità- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Puntiamo a fare dell’Emilia-Romagna una realtà attrattiva per le startup così come delle ‘intelligenze’: non a caso abbiamo realizzato una legge per attrarre e trattenere talenti e competenze avanzate. Le startup sono parte integrante di questa rete e dobbiamo aiutarle con incubatori come quelli di Art-ER e le Serre e con strumenti di finanza che diano loro possibilità di crescere e diventare strutturali”.

La startup sviluppa, produce e commercializza dispositivi elettroadesivi capaci di garantire una presa sicura e controllata su oggetti di qualsiasi forma e materiale, con applicazioni che spaziano da automazione industriale e packaging fino allo spazio.
Proprio sulle prospettive di applicazione nel settore spaziale, Adaptronics individua uno dei fronti più strategici. Qui i dispositivi elettroadesivi possono abilitare operazioni complesse in orbita: dalla manutenzione e rifornimento dei satelliti fino alla rimozione dei detriti spaziali, un tema cruciale per la sostenibilità delle infrastrutture extraterrestri. Un risultato che non solo conferma la solidità della sua tecnologia, ma che consentirà alla startup di accelerare la validazione in orbita delle proprie soluzioni e di rafforzare il percorso di industrializzazione e commercializzazione delle sue soluzioni, contribuendo in modo concreto alla sicurezza, sostenibilità e crescita dell’intero ecosistema spaziale europeo.

“Questo risultato- spiega l‘amministratore delegato Lorenzo Agostini- conferma Adaptronics come un’azienda strategica per l’Europa e punto di riferimento mondiale per la tecnologia di sistemi di presa basati sull’elettroadesione. È un riconoscimento del percorso costruito fino ad oggi, con il sostegno di istituzioni e partner, a partire dal percorso per startup avviato con Regione e Art-Er, e del grande impatto che potremo generare nei prossimi anni in settori chiave come l’automazione industriale e lo spazio”.

Il 18 marzo al Dama Tecnopolo di Bologna una giornata organizzata da Art-ER in collaborazione con il ministero dell’Università e della Ricerca farà il punto sulle opportunità del programma European Innovation Council.

La startup
Fondata nel 2022 come spin-off dell’Università di Bologna, l’azienda nasce dalla visione di Lorenzo Agostini amministratore delegato, Camilla Conti cofondatrice e direttrice generale e Rocco Vertechy, di Unibo. Alla base, un forte Dna scientifico che si traduce in un gruppo altamente specializzato di 15 persone, la metà con dottorati di ricerca e per un terzo donne.
Il cuore dell’innovazione è la tecnologia Eaal (Electro-Active Adhesive Layer): una presa elettroadesiva controllabile, velocissima – meno di 10 millisecondi per attivazione e rilascio -, mentre l’efficienza energetica può risultare fino a mille volte superiore rispetto alle soluzioni standard. Quindi una soluzione estremamente efficiente dal punto di vista energetico, senza sistemi pneumatici o meccanici complessi: solo precisione, versatilità e semplicità. Anche la semplicità progettuale rappresenta un punto di forza: il prodotto è composto da soli due elementi – un modulo elettronico di controllo e un sistema di presa sostituibile – con benefici diretti sui costi operativi e di manutenzione.

Donazione di organi a cuore fermo, per la prima volta al Maggiore: prelevato anche il cuore

Donazione di organi a cuore fermo, per la prima volta al Maggiore: prelevato anche il cuoreUn evento di grande rilievo clinico, organizzativo e umano. Per la prima volta all’Ospedale Maggiore, nelle scorse settimane, è stato effettuato un prelievo combinato di cuore, fegato e reni da donatore a cuore fermo, procedura nota in medicina come cDCD – Donation after Circulatory Death.

La donazione di cuore DCD è una procedura di elevata complessità tecnica e organizzativa, possibile in Italia solo dal 2023 e diventata operativa nello stesso anno anche nel programma di donazione e trapianto della Regione Emilia-Romagna.
Al centro di questo percorso, prima di tutto, c’è l’atto di straordinaria generosità dei donatori e dei loro familiari, che hanno reso possibile un gesto di grande valore etico e umano, capace di trasformare una perdita in una concreta opportunità di vita per altri pazienti.

Il prelievo da donatore DCD rappresenta una procedura altamente complessa, fino a pochi anni fa tradizionalmente limitata agli organi addominali, meno sensibili alla carenza di ossigeno rispetto al cuore.
La procedura prevede il prelievo degli organi solo dopo che sia stato accertato il decesso tramite criteri cardiaci, con l’esecuzione di un elettrocardiogramma continuativo di 20 minuti, come stabilito dalla normativa italiana. Grazie ad avanzate tecniche di riperfusione è possibile recuperare pienamente le funzionalità del cuore e avviarlo al trapianto.

L’intervento è stato svolto grazie all’integrazione multidisciplinare e multiprofessionale tra le équipe della Rianimazione e della sala operatoria, il team ECMO e il Coordinamento Ospedaliero Procurement dell’Ospedale Maggiore, nonché dei cardiochirurghi, cardioanestesisti e tecnici di perfusione cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, nell’ambito del programma di donazione di organi e tessuti coordinato dal Centro Regionale Trapianti dell’Emilia-Romagna (CRT-ER).
Un lavoro di squadra che ha coinvolto oltre 30 professionisti che hanno lavorato in stretta collaborazione dell’Azienda USL di Bologna, dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola e del Policlinico di Modena, a conferma di una rete regionale capace di lavorare come un unico sistema.

Il prelievo di cuore da donatore a cuore fermo segna un passaggio fondamentale nello sviluppo delle strategie di donazione, ampliando le possibilità terapeutiche per i pazienti in lista di trapianto e dimostrando come l’innovazione clinica possa nascere solo dall’incontro tra competenze diverse, fiducia reciproca e organizzazioni integrate.
Un risultato che unisce eccellenza clinica, lavoro di squadra e profondo rispetto per il valore della donazione e che rafforza il ruolo dell’Ospedale Maggiore di Bologna all’interno della rete regionale e nazionale dei trapianti.

Il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna
Il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna è stato istituito nel 1997, primo in Italia. La sua sede operativa si trova all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ed è organizzato secondo il modello ‘Hub & Spoke’. In questo modo viene garantito il collegamento tra centri di alta specializzazione e gli ospedali del territorio con le sedi donative, i centri trapianto, le sedi delle banche di tessuti e cellule in rete tra loro.
Da Piacenza a Rimini sono 24 gli ospedali deputati alla segnalazione di donatori di organi e tessuti e cellule. Sono invece 3 i centri per le attività di trapianto d’organo: l’Azienda ospedaliero universitaria di Parma, che si occupa di trapianti di rene e rene-pancreas, quella di Modena, specializzata in fegato e rene, e quella di Bologna, dove vengono effettuati trapianti di rene, rene-pancreas, cuore, fegato, polmone, intestino e multiviscerali.

La Regione Emilia-Romagna è tra le regioni con il più alto numero di donatori in Italia e con questo programma di donazione DCD ha incrementato i trapianti di cuore in Regione di oltre il 20%. Dal 2016 sono stati eseguiti in regione più di 380 prelievi DCD di tutti gli organi, di cui 19 di cuore a partire dal 2023, anno in cui è stato reso possibile eseguire questa procedura in Italia.

Il sindaco di Sakahogi accolto in municipio a Maranello

Il sindaco di Sakahogi accolto in municipio a MaranelloSi consolida il legame tra Maranello e Sakahogi. Una delegazione guidata dal sindaco della città giapponese, Takahiro Ito, è stato accolta ieri in municipio dal primo cittadino Luigi Zironi e dall’assessore Davide Nostrini.

Dopo i saluti istituzionali di benvenuto, gli amministratori delle due città – che hanno sottoscritto un Patto di Amicizia nel 2012 – si sono confrontati sui progetti sviluppati assieme nel corso degli anni e sui futuri scambi culturali, linguistici, economici e formativi che continueranno a coinvolgere anche le scuole superiori dei rispettivi territori, l’IIS A. Ferrari  e il Nakanihon Automotive College (NAC).

Il sindaco Zironi ha poi mostrato alla delegazione nipponica i memorabilia esposti nell’atrio del municipio – dedicati al legame tra Maranello e Ferrari – per poi accompagnare gli ospiti in visita al Museo Ferrari e, questa mattina, presso l’Acetaia comunale di Maranello, dove i volontari del comitato ‘Maranello Tipico’ hanno raccontato agli ospiti la storia del Balsamico Tradizionale.

La delegazione di Sakahogi – della quale fa parte anche il delegato della scuola NAC, Shigeru Kinoshita, e alcuni studenti giapponesi – ha inoltre visitato in questi giorni lo stesso IIS Ferrari, per un ulteriore approfondimento sui progetti condivisi dai due istituti superiori, e le scuole secondarie di primo grado Ferrari.

“È stato un piacere conoscere di persona l’attuale sindaco di Sakahogi, in carica da poco più di un anno – spiega il primo cittadino maranellese Luigi Zironi – e la sua visita è stata un’ottima occasione per parlare di nuovi progetti da condividere, sia tra le due amministrazioni sia tra le rispettive scuole superiori. In questa amicizia il tema della formazione e dell’automotive è sempre più centrale, ma i nostri scambi culturali si stanno rafforzando anche su settori come l’enogastronomia e il turismo”.

Il Patto di Amicizia, firmato 14 anni fa dalle città di Maranello e Sakahogi, ha visto rafforzarsi nel tempo anche le relazioni tra l’IIS Ferrari e il Nakanihon Automotive College, che collaborano fin dal 2000 a progetti di ricerca legati alla mobilità sostenibile e che ospitano entrambi ogni anno gli studenti della ‘scuola gemella’.

La formalizzazione dell’intesa tra le due amministrazioni, in seguito, ha ampliato gli ambiti in cui poter approfondire una conoscenza tra i territori, con l’obiettivo di potenziare gli scambi culturali, linguistici, economici, industriali, ambientali ed educativi come fonti di opportunità per gli appartenenti alle due comunità.

Nuove tessere di riconoscimento per la Guardia di Finanza

Nuove tessere di riconoscimento per la Guardia di FinanzaDal 1° gennaio la Guardia di Finanza ha introdotto un nuovo modello di tessere di riconoscimento per il proprio personale, le quali sostituiranno progressivamente quelle in carta filigranata attualmente in uso.

La nuova card è un vero e proprio condensato di tecnologia, in grado di innalzarne il livello di sicurezza e scongiurare il più possibile il rischio di falsificazioni.

Tra le principali novità:

  • stampa ad alta precisione cromatica, caratterizzata da sfumature continue che impediranno di individuare i punti di variazione del colore, ostacolando qualsiasi tentativo di riproduzione;
  • ologramma trasparente incorporato all’interno di uno degli strati interni della tessera, a protezione dell’autenticità della fotografia del militare titolare della card;
  • personalizzazione con laser engraving, che rende impossibili alterazioni, modifiche o cancellazioni;
  • introduzione di elementi grafici innovativi e di elevata complessità, che non potranno essere replicati né con scanner né con comuni dispositivi fotografici.

Una rivoluzione discreta ma profonda, che gradualmente doterà le Fiamme Gialle di un documento più sicuro e moderno.

Il documento, realizzato su supporto in policarbonato, materiale prescelto per la sua elevata robustezza, resistenza alle sollecitazioni e lunga durata nel tempo, ha dimensioni analoghe a quelle in uso per le carte di credito e le moderne patenti di guida e manterrà l’aspetto grafico nonché i colori che da sempre contraddistinguono i tesserini identificativi dei Finanzieri in carta plastificata, così da preservarne l’immediata e certa riconoscibilità.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 febbraio 2026Sereno su tutta la regione, salvo qualche velatura nuvolosa in transito al mattino. Temperature minime stazionarie o in lieve diminuzione con valori tra 2 e 5 gradi ed anche leggermente inferiori in aree extraurbane; massime in lieve aumento sul settore orientale, generalmente comprese tra 12 e 14 gradi. Venti deboli variabili. Mare mosso al mattino, poi moto ondoso in attenuazione fino a poco mosso.

(Arpae)

Formigine: da lunedì lavori di rinnovo della rete idrica a Colombaro

Formigine: da lunedì lavori di rinnovo della rete idrica a Colombaro
immagine d’archivio

Lunedì 23 febbraio HERAcquaModena inizierà un importante intervento sull’acquedotto di Formigine, che s’inserisce in un ampio programma di manutenzione straordinaria per migliorare ulteriormente la disponibilità delle risorse idriche gestite dalla società del Gruppo Hera nel territorio comunale.

L’intervento, che prevede la posa di una nuova condotta e il rinnovo degli allacciamenti sottesi, interesserà la frazione di Colombaro e in particolare le vie Caduti in Guerra, Maestri del Lavoro, Taglio, Montagnani, Grizzaga e Secchia.

Per permettere l’esecuzione dei lavori, che dureranno circa quattro mesi per un investimento stimato di 120.000 euro a carico di HERAcquaModena, saranno necessarie, in accordo con l’amministrazione comunale, modifiche alla viabilità opportunamente segnalate. Sarà sempre garantito l’accesso ai residenti e ai mezzi di soccorso.

Durante le fasi di lavorazione saranno possibili brevi interruzioni della fornitura del servizio; nel caso in cui dovessero verificarsi interruzioni protratte nel tempo, gli utenti saranno puntualmente avvisati.

HERAcquaModena ricorda che in caso di urgenza è gratuito e attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, il nuovo numero di pronto intervento 800.713.888 per i servizi acqua, fognature e depurazione.

 

In biblioteca a Maranello si parla della Guerra delle Falkland

In biblioteca a Maranello si parla della Guerra delle FalklandNuovo appuntamento a Maranello con le conferenze di Giorgio Viola, scrittore e storico: sabato 21 febbraio alle ore 17 alla Biblioteca Mabic un incontro dal titolo “L’impero colpisce ancora. Isole Falkland: l’ultimo baluardo coloniale dell’Impero Britannico”, per approfondire le vicende legate alla guerra delle Falkland del 1982 tra Gran Bretagna e Argentina: un vero “paradosso della storia”.

La guerra delle Falkland fu un conflitto militare combattuto tra aprile e giugno 1982 tra Argentina e Regno Unito per il controllo e il possesso delle isole Falkland, della Georgia del Sud e delle Isole Sandwich Australi. Alla vigilia della guerra l’Argentina si trovava nel pieno di una devastante crisi economica e di una rivolta civile su larga scala contro la giunta militare che governava il Paese. Il governo, guidato dal generale Leopoldo Galtieri, l’allora presidente, decise di giocare la carta del sentimento nazionalistico lanciando quella che considerava una guerra facile e veloce per reclamare le Falkland, sotto il controllo del Regno Unito dal 1883, su cui l’Argentina rivendicava la sovranità. Sebbene colto di sorpresa dall’attacco, il Regno Unito organizzò una task force navale per respingere le forze argentine che avevano occupato gli arcipelaghi. Dopo pesanti combattimenti, i britannici prevalsero e le isole tornarono sotto il controllo del Regno Unito. Le conseguenze politiche della guerra furono profonde: in Argentina crebbero dissenso e proteste contro il governo militare, avviandolo alla caduta definitiva, mentre un’ondata di patriottismo si diffuse nel Regno Unito, ridando forza al governo della prima ministra Margaret Thatcher. Il vittorioso conflitto diede fiato alle ambizioni britanniche di potenza post imperiale (dopo la grave delusione seguita alla decolonizzazione e alla sconfitta nel conflitto di Suez), dimostrando che il Regno Unito aveva ancora la capacità di proiettare con successo la propria potenza militare anche in una guerra a enorme distanza dalla madrepatria.

 

Sassuolo, furto in palestra alla Consolata: responsabile individuato in poche ore

Sassuolo, furto in palestra alla Consolata: responsabile individuato in poche oreNella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Sassuolo hanno deferito in stato di libertà un uomo italiano di 59 anni, ritenuto responsabile di un furto aggravato e di indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.

I fatti risalgono alla serata di mercoledì scorso, quando, all’interno della palestra di pertinenza della chiesa parrocchiale “SS. Vergine Maria Consolata”, un uomo si era introdotto negli spogliatoi lasciati momentaneamente incustoditi, sottraendo tre telefoni cellulari, un paio di cuffie auricolari, capi di abbigliamento e la somma in contanti di 100,00 euro, il tutto di proprietà di alcune giovani ragazze impegnate in attività ludiche e motorie. Venivano inoltre sottratte carte di pagamento elettronico successivamente utilizzate per effettuare modesti acquisti presso distributori automatici della zona.

Ricevuta la segnalazione, i militari hanno avviato immediati e mirati accertamenti che, in poche ore, hanno consentito di raccogliere elementi utili all’identificazione del presunto autore. L’uomo è stato quindi rintracciato presso la propria abitazione dove ha spontaneamente consegnato gran parte della refurtiva ancora in suo possesso.

La tempestività dell’intervento ha permesso di recuperare e restituire ai legittimi proprietari tutti i telefoni cellulari, gli effetti personali e gli altri beni sottratti, limitando significativamente il danno subito dalle giovani vittime.

Sono in corso ulteriori accertamenti per completare la ricostruzione dell’episodio e verificare l’eventuale ulteriore utilizzo delle carte di pagamento sottratte.

Dialetti, al via il bando regionale 2026: 100mila euro per salvaguardare e valorizzare le lingue locali

Dialetti, al via il bando regionale 2026: 100mila euro per salvaguardare e valorizzare le lingue localiIl dialetto come memoria identitaria e creativa. Parole e suoni che tengono insieme generazioni diverse attorno ad una storia. Questo è il valore del patrimonio linguistico del territorio su cui la Regione Emilia-Romagna rilancia il proprio sostegno.

Via libera dalla Giunta, con un finanziamento complessivo di 100mila euro, al bando per la concessione di contributi destinati a progetti di salvaguardia e valorizzazione dei dialetti, in attuazione della Legge regionale 16/2014.

Possono accedere ai finanziamenti Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitana di Bologna, associazioni culturali e organizzazioni con sede legale in Emilia-Romagna iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore, oltre ad altri soggetti privati senza scopo di lucro che operano sul territorio regionale per finalità culturali previste dal proprio statuto o atto istitutivo. Le domande possono essere presentate (una sola per ogni soggetto) esclusivamente online, attraverso la piattaforma Elixforms, da oggi, 19 febbraio, al 23 marzo 2026.

“I dialetti non sono soltanto una memoria del passato, ma una voce viva che continua ad abitare le nostre comunità- dichiara l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Questa misura, legata alla legge regionale 16 del 2014, si è dimostrata incisiva perché promuove percorsi di qualità capaci di unire la ricerca storica e la voce viva, mettendo in dialogo le diverse generazioni, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione delle comunità. Promuovere la cultura dialettale significa investire nella ricchezza plurale dell’Emilia-Romagna e nella capacità delle nuove generazioni di custodirla e reinterpretarla nel presente”.

Saranno ammessi alla valutazione i progetti coerenti con le azioni previste dalla legge regionale, orientati alla promozione di studi e ricerche sui dialetti locali anche in collaborazione con Università, centri di ricerca ed esperti; alla realizzazione di percorsi didattici rivolti alle scuole e alle nuove generazioni, con particolare attenzione allo scambio tra giovani e anziani; e ancora, alla promozione di manifestazioni, spettacoli, produzioni artistiche, iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali dedicate alle lingue dell’Emilia-Romagna e alle realtà culturali che ad esse si intrecciano.

La valutazione terrà conto della qualità e coerenza delle proposte rispetto agli obiettivi della legge, della capacità innovativa dei progetti e della loro ricaduta nel contesto contemporaneo, del coinvolgimento delle giovani generazioni e delle comunità, dell’impatto territoriale anche attraverso la partecipazione di istituzioni culturali e accademiche, nonché della sostenibilità finanziaria complessiva, valorizzando la presenza di ulteriori risorse economiche accanto al contributo regionale.

I progetti dovranno essere avviati e realizzati entro il 31 dicembre 2026. Non saranno ammissibili le iniziative già concluse alla data di presentazione della domanda.

Informazioni approfondite e questo link (https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/dialetti).

De Pascale e Lepore in merito al trasferimento a Roma dell’Agenzia ItaliaMeteo

De Pascale e Lepore in merito al trasferimento a Roma dell’Agenzia ItaliaMeteoLe modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’assetto di governance dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo aprono una fase delicata per il futuro del servizio meteorologico nazionale. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, richiamano l’attenzione sulla necessità che le scelte in corso non indeboliscano autonomia, competenze e continuità operativa dell’Agenzia.

“Siamo stati informati che il Governo vuole procedere al trasferimento a Roma dell’Agenzia che oggi ha sede al Dama di Bologna, con evidentissimi rischi di smantellamento- affermano de Pascale e Lepore-. Questo, assieme alla nuova configurazione che esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce gli indirizzi al Dipartimento nazionale di Protezione civile, è estremamente preoccupante. In un Paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e devastanti, è incomprensibile ridurre il coinvolgimento dei territori e delle Regioni, che sono in prima linea nella gestione delle emergenze e nell’adattamento climatico”.

Pur non modificando formalmente i compiti dell’Agenzia previsti dalla legge istitutiva (art. 551, legge 205/2017), la nuova governance ne limita di fatto l’autonomia tecnico-scientifica e la capacità di agire con agilità e rapidità. “Un servizio meteorologico nazionale moderno- proseguono presidente e sindaco- deve poter operare con indipendenza, competenza e responsabilità, e non trasformarsi in una struttura meramente esecutiva”.

Al centro la scelta di superare la sede di Bologna e di prevedere un’unica sede a Roma, da definire nello Statuto. Una prospettiva che rischia di sradicare l’Agenzia dall’ecosistema scientifico e tecnologico del Dama Tecnopolo di Bologna, dove è già insediata e dove ha investito anche in infrastrutture di supercalcolo dedicate alla modellistica meteorologica italiana.

Il Dama rappresenta uno dei principali hub europei nel campo del calcolo ad alte prestazioni, dell’intelligenza artificiale e delle scienze del clima. Al suo interno operano il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), il Cineca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima e all’Università di Bologna. A queste realtà si affiancherà l’Università delle Nazioni Unite con un centro dedicato all’intelligenza artificiale. Una concentrazione di competenze e tecnologie che costituisce un’infrastruttura strategica per il Paese.

“Si tratta – sottolineano presidente e sindaco – di un unicum scientifico e tecnologico a livello nazionale ed europeo, capace di integrare ricerca, modellistica, supercalcolo, formazione e trasferimento tecnologico. L’Agenzia ItaliaMeteo inserita stabilmente in questo contesto rafforza l’intero sistema Paese e consente all’Italia di presentarsi compatta e competitiva nello scenario internazionale”.

La Regione Emilia-Romagna, con la legge 7 del 17 giugno 2019, ha messo a disposizione a titolo gratuito gli spazi del Dama per favorire il consolidamento della sede tecnica dell’Agenzia. Una scelta che ha rappresentato e rappresenta un investimento strategico per il Paese, non per un singolo territorio.

Accanto al tema della governance e della sede, vi è quello della continuità delle attività e della valorizzazione del personale. ItaliaMeteo, in questi anni, ha svolto funzioni decisive: accentramento e ridistribuzione dei dati osservativi nazionali, gestione della modellistica operativa italiana a supporto dei Centri funzionali di Protezione civile, previsioni stagionali per il sistema produttivo, sorveglianza meteorologica e marina, aggiornamento del quadro climatico nazionale, progetti internazionali, applicazioni di intelligenza artificiale.

“Interrompere o rallentare questo percorso – evidenziano de Pascale e Lepore – significherebbe creare un vuoto proprio nel momento in cui la crisi climatica richiede più integrazione, più capacità previsionale e più coordinamento”. I due amministratori sottolineano inoltre come i due mesi di commissariamento non abbiano prodotto, ad oggi, risultati concreti sul piano organizzativo e strategico.

“ItaliaMeteo non è una struttura locale – concludono de Pascale e Lepore – ma un presidio nazionale fondamentale per la sicurezza delle cittadine e dei cittadini, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la competitività del sistema produttivo. Le decisioni sulla sua governance e sulla sua collocazione devono puntare a rafforzarne stabilità, autonomia tecnico-scientifica e piena integrazione con i poli di eccellenza già presenti in Italia. È su questa prospettiva che chiediamo al Governo un confronto serio e costruttivo nell’interesse del Paese”.

“Fazzoletti tricolore”: a Magreta si parla di Resistenza con il libro di don Adriano Tollari

“Fazzoletti tricolore”: a Magreta si parla di Resistenza con il libro di don Adriano TollariSi terrà domenica 22 febbraio alle ore 15.45 presso la Chiesa parrocchiale di Magreta la presentazione del libro “Fazzoletti tricolore” di don Adriano Tollari, compianto sacerdote originario di Frassinoro, stimato educatore e studioso.

Il volume, curato e presentato per l’occasione da Giuliano Tollari, fratello dell’autore, offre una prospettiva inedita sulla “Resistenza bianca” nella Repubblica di Montefiorino. Attraverso l’analisi di diari e memorie autografe di sacerdoti e religiosi dell’epoca, l’opera mette in luce il ruolo cruciale, e spesso silenzioso, del mondo cattolico nel sostegno alla popolazione civile durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’evento, patrocinato dal Comune di Formigine, è organizzato dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e dalla Fondazione Ermanno Gorrieri, in collaborazione con Edizioni Artestampa e grazie al contributo del Comune di Frassinoro e di Lapam.

Il programma della giornata prevede l’apertura di Claudio Gorrieri (Fondazione Gorrieri), seguita dai saluti istituzionali della Sindaca di Formigine Elisa Parenti e del Sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi. L’incontro si concluderà con il commento di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi.

 

Colpo allo spaccio nella zona delle ceramiche

Colpo allo spaccio nella zona delle ceramicheOltre un mese di indagini serrate, pedinamenti e osservazioni sul campo, che si sono conclusi anche con l’arresto di 3 persone: è questo il lavoro silenzioso e costante condotto dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti congiuntamente ai colleghi di Casalgrande e Castellarano, che ha portato a individuare un’importante piazza di spaccio attiva tra le province di Reggio Emilia e Modena. Un’attività investigativa approfondita che non si è fermata ai primi riscontri, ma che ha voluto risalire la filiera fino a intercettare un ingente quantitativo di droga pronto per essere immesso sul mercato.

L’intera operazione è stata sviluppata seguendo una precisa strategia concordata con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia. L’Autorità Giudiziaria, condividendo appieno le risultanze investigative prodotte dai militari dell’Arma durante le settimane di indagine, ha emesso i provvedimenti necessari per operare con lo strumento dell’arresto e del sequestro in esecuzione ritardata. Questa scelta tecnica è stata fondamentale per permettere agli investigatori di monitorare l’intera presunta dinamica criminale senza interromperla prematuramente, arrivando così a colpire nel momento di massima efficacia.

L’origine dei fatti risale ai primi giorni di gennaio 2026. L’indagine è partita da un’attenta attività di osservazione su una sospetta rete di spaccio di cocaina che operava stabilmente nel comprensorio ceramico, tra il comune di Casalgrande e la vicina provincia modenese. Sotto la lente degli investigatori sono finiti tre giovani – un 26enne italiano residente a Casalgrande e due nordafricani di 26 e 27 anni domiciliati a Scandiano – sospettati di gestire i via presuntiva un rilevante traffico di stupefacenti. Da quel momento, per settimane, gli uomini dell’Arma hanno monitorato ogni loro movimento. Ogni spostamento, ogni incontro e ogni singola cessione di droga è stato documentato passo dopo passo dai Carabinieri reggiani. Questo controllo costante del territorio ha permesso di ricostruire con precisione le abitudini dei tre.

I presunti gestori di tale illecita attività, in più circostanze durante i controlli mirati operati dai carabinieri nelle arterie stradali del comprensorio ceramico, sono stati costretti a fuggire abbandonando ingenti quantitativi di stupefacenti. Nello specifico i militari hanno intercetto auto cariche di droga, prevalentemente hascisc, ma anche cocaina, per oltre 6 chili di stupefacente. Droga abbandonata durante i controlli dai diretti interessati datisi sempre alla fuga. Una volta raccolte prove ed elementi di presunta responsabilità, nel corso dell’esecuzione degli arresti ritardati i Carabinieri tra le province di Modena e Reggio Emila, supportati nel capoluogo modenese dai colleghi di quel nucleo investigativo, hanno rinvenuto e sequestrato un etto tra hascisc e chetamina. Un colpo durissimo al mercato locale, che ha sottratto alla disponibilità del gruppo un carico dal valore economico rilevante.

Alla luce degli elementi acquisiti a carico dei tre, gli stessi sono stati tratti in arresto e, concluse le formalità di rito, associati presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia.

Uno dei tre, il marocchino 26enne, era già stato fermato e arrestato pochi giorni fa a Casalgrande, poiché trovato in possesso di 30 chili di droga, un episodio già noto alle cronache. Durante la sua detenzione in carcere, gli è stato notificato l’ulteriore provvedimento di arresto ritardato, connesso ai fatti ora descritti. L’altro connazionale, anch’egli destinatario di un arresto ritardato, è l’uomo che era riuscito a fuggire dall’auto che trasportava i 30 chili di droga, risultando così coinvolto anche in quellindagine.

Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

“Il Codice Rosso”: lunedì mattina il Convegno al teatro Carani di Sassuolo

“Il Codice Rosso”: lunedì mattina il Convegno al teatro Carani di SassuoloSi svolgerà lunedì prossimo, 23 febbraio, a partire dalle ore 9 presso il teatro Carani di Sassuolo, il convegno dal titolo “Il Codice Rosso alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge 2 dicembre 2025, n. 181”. Un appuntamento che vedrà tra i relatori il Procuratore Capo di Modena, Dott. Luca Masini.

A partire dalle ore 8:15 sarà possibile accreditarsi alla mattinata che prevede il rilascio di crediti formativi sia per Avvocati che per Assistenti Sociali.

Dopo il saluto del Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini, previsto per le ore 9, si terrà la Lectio del Procuratore Capo Procura di Modena Dott. Luca Masini.

Alle ore 12:30 uno spazio per le domande con il convegno che si concluderà alle ore 13.

Donato a tutte le donne dell’Ospedale di Sassuolo un dispositivo ‘anti-violenza’

Donato a tutte le donne dell’Ospedale di Sassuolo un dispositivo ‘anti-violenza’Un comodo ‘device’ da indossare al polso, che può scongiurare aggressioni contro le donne, in ogni contesto. È questo il dono pensato dalla Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus per tutte le professioniste donne che operano in ospedale: medici, infermiere, oss, impiegate e anche per tutte le collaboratrici delle aziende di servizi presenti all’interno della struttura sanitaria.

Stamattina la Presidente della Fondazione Micol Pifferi ha simbolicamente consegnato il primo ‘WinLet’ ad alcune operatrici che operano in ospedale. Nei prossimi giorni, tutte le donne che lavorano in ospedale potranno ritirare il proprio dispositivo, direttamente alla reception dell’Ospedale di Sassuolo.

All’evento ha partecipato anche Pier Carlo Montali, CEO dell’azienda milanese Security Watch, premiata come Start Up dell’anno da Amazon, che ha brevettato il dispositivo e che ha spiegato alle donne riunite nella sala convegni, per l’occasione, come funziona e a cosa serve questo innovativo ‘strumento’ di difesa personale. Un aiuto importante per evitare aggressioni e violenze, semplice da usare ed efficace.

WinLet è un dispositivo per la sicurezza pensato per prevenire le aggressioni di cui, purtroppo, sono vittime in modo particolare le donne. Dal bracciale elettronico, infatti, può partire un allarme sonoro e chiamate d’emergenza, premendo tre volte il ‘Panic Button’. Il dispositivo ha l’aspetto di uno smartwatch, e può essere un alleato fondamentale per chi si trova in una situazione di potenziale pericolo.

WinLet si attiva premendo il ‘Panic Button’ tre volte. Un’operazione che richiede pochissimo tempo, ma decisiva perché, così facendo, scattano immediatamente tre differenti funzionalità. Una volta attivato, WinLet emette un suono ad alta frequenza superiore ai 110 decibel che ha lo scopo di scoraggiare potenziali aggressori e metterli in fuga. Nel contempo, invia un messaggio di allarme ad una serie di contatti selezionati dall’utente, avvisando che è in atto un tentativo di aggressione e inviando anche la posizione in tempo reale. Infine, WinLet inoltra una chiamata alla centrale operativa di Civis Spa, società di vigilanza attiva 24 ore su 24, che prova a contattare la persona da cui è arrivata la richiesta di intervento e, in caso di assenza di risposta, contatta le forze dell’ordine. Per attivare queste due ultime funzioni, basta scaricare l’App del dispositivo e sottoscrivere un abbonamento mensile.

“Ho sempre pensato e sperimentato – spiega Micol Pifferi, Presidente della Fondazione – che la relazione tra le persone sia parte integrante della cura. L’ospedale è luogo di cura: la serenità dei rapporti interpersonali è fondamentale. Come Fondazione ci auguriamo che il dono di oggi possa essere di conforto e aiuto agli operatoti per permettere loro di preservare questa condizione”.

 

 

Cisl Emilia Romagna: “Priorità salute e sicurezza sul lavoro”

Secondo i più recenti dati Inail, nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro in Emilia-Romagna sono state 76.818, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2024, pari a 950 casi in più.

Sul piano territoriale, le province in cui si è registrato un aumento sono quelle di Forlì-Cesena (+6,1% e 7.236 denunce), Bologna (+2,00% e 16.877 denunce), Ravenna (+2% e 7.155 denunce,) Ferrara (+1,7% e 4.242 casi), Modena (+1,4% e 14.823 casi), mentre risultano in controtendenza Parma (-1,6% e 7.605 denunce) e Piacenza (-1,2% e 4.413 denunce); stabili Reggio nell’Emilia (9.277) e Rimini (5.190).

Pur trattandosi di aumenti percentuali in prevalenza contenuti e inferiori alle cifre regionali e provinciali di infortuni del 2019 (84.941 denunce a livello regionale) e con un numero di occupati attuali superiore, continuano a persistere settori a rischio elevato (pur se si nota un miglioramento nel settore dell’agricoltura), rimangono pressoché stabili gli infortuni gravi, aumentano gli infortuni in itinere (+10%, da 11.127 nel 2024 a 12.245 nel 2025).

Ma soprattutto, drammaticamente, si continua a morire sul lavoro: 92 le vittime nel 2025, 96 nel 2024.

Le denunce di malattie professionali, infine, sono aumentate del 7,5%, da 7.543 nel 2024 a 8.106 nel 2025: al primo posto con oltre il 70% del totale troviamo le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguono le malattie del sistema nervoso e l’ipoacusia da rumore. Questo aumento ci ricorda la necessità di rafforzare l’impegno di prevenzione in tema di malattie professionali, ma anche lavorare sulle difficoltà di individuazione e accertamento del nesso causale e le “sotto denunce”. Un numero più elevato può quindi riflettere anche l’emersione di casi prima invisibili, attraverso una maggiore consapevolezza di lavoratrici e lavoratori.

La salute e la sicurezza sul lavoro devono essere la nostra priorità” – sottolinea Filippo Pieri, segretario generale CISL ER. “Parlare di sicurezza non significa solo affrontare emergenze, ma indicare una prospettiva: il lavoro non può che essere un lavoro sicuro.  Investire sulla sicurezza non deve essere considerato un costo. È il punto di partenza di una produttività sana e di una crescita sostenibile. Dove si lavora sicuri si lavora meglio, si innova di più, si costruisce benessere.”

“Gli interventi più efficaci sono quelli che puntano sulla prevenzione e che vedono il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, valorizzando il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali.

Assieme ai rischi fisici, è necessario, inoltre, promuovere una corretta valutazione e prevenzione dei rischi psicosociali, come ad esempio le molestie e la violenza, così presenti nel settore sociosanitario e dei trasporti. Così come è fondamentale la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro, a partire dalle scuole”.

“Nella nostra regione – continua – ci sono già alcune esperienze incoraggianti, tra cui la nostra iniziativa “Spazio Lavoro Scuole”. Un progetto che abbiamo fortemente voluto e che coinvolge le classi di istituti di scuola secondaria di secondo grado con l’obiettivo di dialogare con le ragazze e i ragazzi (circa 600 in totale) non solo su lavoro e orientamento, ma anche su salute e sicurezza.” Ma non sono sufficienti singole buone pratiche.

Ed è anche questo uno dei motivi per cui da via Milazzo, oltre a ribadire la necessità di stringere i tempi per arrivare subito a siglare un nuovo Patto regionale, arriva la richiesta di una verifica e una piena attuazione degli impegni presi nel Protocollo per la salute e sicurezza sul lavoro, che tutti i firmatari del Patto per il lavoro e per il clima hanno siglato nel settembre del 2022, assumendosi una responsabilità collettiva.

“E’ tempo di imprimere una svolta vera – conclude Pieri -, solo dopo anni siamo riusciti a istituire una “patente a punti” nel settore edile, ma un sistema di qualificazione delle imprese andrebbe esteso a tutti i settori, specie a quelli più a rischio. Così come servono altri meccanismi premianti per le aziende che investono sulla formazione e sulla sicurezza, e in particolare nelle nuove tecnologie legate alla sicurezza”.

 

Sanità: via libera in Emilia-Romagna all’Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni

Sanità: via libera in Emilia-Romagna all’Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni
Assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi

Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sanità di prossimità in Emilia-Romagna: siglato il nuovo Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie, come biologi, chimici e psicologi.

Viene così consolidato il percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, mettendo in rete tutte le professioniste e i professionisti coinvolti con l’obiettivo di garantire continuità e presa in carico dei pazienti, in particolare cronici e fragili, rafforzando in modo strutturale il collegamento tra territorio e ospedale. Tra i principali obiettivi anche la riduzione delle liste d’attesa, l’appropriatezza clinica e prescrittiva, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e nelle strutture intermedie, la telemedicina, la corretta gestione dei flussi informativi (Fse, ricetta dematerializzata).

Cuore dell’Accordo sono le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Uccp), che diventano modelli organizzativi obbligatori per gli specialisti ambulatoriali e le altre professionalità coinvolte. Strutture che favoriscono il lavoro in équipe, l’integrazione ospedale-territorio e la continuità assistenziale, riducendo la frammentazione dei percorsi di cura e migliorando l’accesso alle prestazioni.

“L’ Accordo integrativo regionale rappresenta uno strumento di governance fondamentale nel percorso che stiamo portando avanti per ottimizzare l’appropriatezza e l’efficacia della cura- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Aggiungiamo un tassello essenziale della riforma territoriale, mettendo al centro l’integrazione tra professionisti e la presa in carico delle persone, in particolare dei pazienti cronici e fragili. Investiamo su organizzazione, innovazione digitale e qualità delle cure per garantire ai cittadini e alle cittadine risposte tempestive, coordinate e sempre più vicine ai loro bisogni”.

“Ma non è tutto- aggiunge Fabi- perché il nuovo Accordo integrativo, come quello per la Medicina generale, guarda anche alla tutela e alla valorizzazione dei professionisti, prevedendo ad esempio indennità per sedi disagiate, tutele assicurative e legali e fondi specifici per gli accordi attuativi aziendali. Ringraziamo le Organizzazioni sindacali, con cui abbiamo condotto un lavoro complesso ma molto proficuo”.

Il nuovo Accordo pone attenzione particolare al tema delle liste d’attesa, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle agende, favorire il recupero delle prestazioni e promuovere un uso appropriato di visite ed esami, così da garantire tempi più rapidi di presa in carico a chi ne ha realmente bisogno. Parallelamente, si rafforzano l’assistenza domiciliare e le cure nelle strutture intermedie, per evitare ricoveri non necessari e consentire alle persone più fragili di essere seguite nel proprio contesto di vita. Si prevedono programmi e progetti finalizzati su day service, urgenze a bassa complessità, ricerca e psicologia dell’emergenza.

Ampio spazio è dedicato alla telemedicina, che viene riconosciuta come parte integrante dell’attività lavorativa degli specialisti: televisite, teleconsulti e telerefertazione ridurranno gli spostamenti, velocizzeranno i tempi decisionali e miglioreranno il confronto clinico, con benefici concreti per gli stessi professionisti e per i pazienti, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri.

L’ Accordo introduce inoltre indicatori chiari e misurabili per valutare i risultati delle équipe territoriali, collegando una parte della remunerazione agli obiettivi di integrazione, gestione efficace delle agende e reale presa in carico. Un modello di assistenza che rafforza la multiprofessionalità e rende la specialistica territoriale più organizzata e integrata nella sanità territoriale.

Per quanto riguarda i professionisti, vengono previsti specifici fondi per gli Accordi attuativi aziendali, indennità per sedi disagiate e per attività sanitaria all’interno degli Istituti penitenziari, tutele assicurative e legali. Vengono infine rafforzati i ruoli organizzativi e i percorsi di formazione continua, prevedendo un monte ore annuo strutturato e integrato con gli altri professionisti del sistema sanitario.

Barbabietola, rinnovato in Regione il contratto quadro per la moltiplicazione delle sement

Barbabietola, rinnovato in Regione il contratto quadro per la moltiplicazione delle sement
L’assessore Alessio Mammi con i rappresentanti di Assosementi e Coams

Valorizzare la semente certificata di barbabietola da zucchero, salvaguardarne la selezione e la moltiplicazione e dare garanzie alle aziende sementiere e agli agricoltori moltiplicatori per mantenere il ruolo centrale dell’Emilia-Romagna, in Italia e in Europa.

Sono i punti principali al centro del rinnovo del Contratto quadro per la moltiplicazione delle sementi di barbabietola da zucchero firmato nella sede della Regione Emilia-Romagna da Assosementi, l’Associazione italiana sementieri e vivaisti, e Coams, il Consorzio delle organizzazioni di agricoltori moltiplicatori di sementi, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi.

L’intesa, che sarà valida per il triennio 2026-2028, punta a mantenere la sinergia tra le aziende e gli agricoltori nel processo di programmazione e qualificazione della produzione delle sementi, per favorire la competitività del settore sementiero e distribuire equamente la creazione di valore lungo tutta la filiera.

Un comparto che in Emilia-Romagna ha assunto negli anni una dimensione strategica, fino a rendere la regione punto di riferimento a livello nazionale ed europeo per la produzione di sementi di barbabietola da zucchero. Qui si concentra infatti circa il 90% della produzione italiana, che rappresenta a sua volta circa il 70% di quella europea. Una leadership sostenuta anche dalla crescita costante delle superfici coltivate, più che raddoppiate negli ultimi quindici anni, passando dai circa 2.800 ettari del 2010 ai circa 6.000 ettari nel 2025. Il nuovo accordo triennale si inserisce in questo percorso di sviluppo e punta ad accompagnare un’ulteriore espansione del settore, rafforzando la competitività e la capacità produttiva della filiera sementiera regionale.

“L’agricoltura di moltiplicazione del seme di barbabietola da zucchero – afferma l’assessore Mammi- è un settore di grande importanza strategica per l’agricoltura italiana che ha in Emilia-Romagna uno dei suoi centri di eccellenza grazie alle particolari condizioni climatiche, alla competenza tecnica dei moltiplicatori e alla presenza delle imprese sementiere. Il rinnovo dell’accordo rafforza il dialogo tra le aziende coinvolte: la Regione continuerà a sostenere questi percorsi di collaborazione di filiera che permettono di tutelare il reddito agricolo, rafforzare le imprese e consolidare la leadership dell’Emilia-Romagna in un settore chiave come quello sementiero”.

I contenuti del contratto e le dimensioni del comparto

Il rinnovo del contratto quadro per la moltiplicazione delle sementi di barbabietola da zucchero rappresenta uno strumento di programmazione fondamentale per aumentare la competitività del settore. L’intesa stabilisce la definizione della quantità di prodotto contrattata e la definizione di parametri di qualità a cui può essere collegato un premio economico.

Parte integrante del contratto è costituita dai disciplinari tecnici di coltivazione, specifici per la coltura sementiera della barbabietola da zucchero. Sono previste garanzie sotto il profilo della sicurezza fitosanitaria e sono definiti i riferimenti a precisi standard per favorire, nel rispetto di tecniche razionali di produzione, il miglioramento dei parametri qualitativi del prodotto ottenuto quali germinabilità, impurità e umidità del prodotto. Confermato, infine, il ruolo centrale del Comitato tecnico interprofessionale sementi barbabietola da zucchero, che ha lo scopo di verificare l’applicazione del presente contratto quadro, con particolare riguardo al monitoraggio di eventuali criticità tecniche, fitosanitarie e organizzative.

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