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lunedì, 6 Aprile 2026
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Sassuolo: asta pubblica di beni rinvenuti

Sassuolo: asta pubblica di beni rinvenutiSi svolgerà sabato 22 novembre l’asta pubblica degli oggetti rinvenuti sul territorio e non rivendicati dai proprietari nei termini di legge.

L’Asta indetta dall’Amministrazione Comunale presso i Magazzini Comunali di Via Radici in Piano nr.441, nell’edificio ex Sat a fianco dei Vigili del Fuoco, si svolgerà con banditore ed al miglior offerente.

I beni verranno consegnati all’aggiudicatario nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano al momento dello svolgimento dell’asta.

Si tratta, nel complesso, di nr.25 lotti di cui: nr.22 lotti di biciclette, nr.3 lotti di oggetti vari quali: una valigetta porta mixer, una chitarra classica completa di custodia e nr.1 navigatore marca Tom Tom.

Ogni lotto partirà da una base d’asta, che oscilla dai € 5,00 ai € 30,00 a seconda del lotto, e verrà aggiudicato al miglior offerente.

L’elenco completo, comprensivo di fotografie, dei singoli lotti sarà pubblicato sul sito internet del Comune di Sassuolo a partire da lunedì 10 novembre.

Chiunque potrà partecipare: sarà sufficiente presentarsi, in Via Radici in Piano nr.441 (Ex Sat) a partire dalle ore 10 di sabato 22 novembre, muniti di documenti personali (patente o carta di identità) e di codice fiscale.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 9 novembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 9 novembre 2025Da nuvoloso a molto nuvoloso sul settore centro-orientale, dove al mattino potranno verificarsi deboli precipitazioni. Attenuazione della nuvolosità in serata.

Temperature valori minimi compresi tra 4 gradi sulla pianura occidentale e 9 gradi sulla costa. Massime con valori tra 12 e 14 gradi. Venti deboli occidentali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Legame scuola ed impresa: quasi 300 studenti protagonisti del programma formativo di Marazzi Group

Legame scuola ed impresa: quasi 300 studenti protagonisti del programma formativo di Marazzi Group

Marazzi Group conferma il proprio impegno verso il territorio e le nuove generazioni con “Welcome to Marazzi for School”, il programma dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo grado del comprensorio sassolese che prende il via oggi.

Realizzata in collaborazione con il Servizio Istruzione del Comune di Sassuolo, l’iniziativa rafforza il dialogo tra scuola ed impresa, permettendo agli studenti di conoscere da vicino una realtà storica del distretto ceramico, come Marazzi, e di esplorarne il ruolo nel tessuto economico e sociale del territorio, oltre alle opportunità professionali che ne derivano.

Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, 275 studenti provenienti da tre istituti secondari di primo grado “Giacomo Cavedoni”, “Parco Ducale” e “Leonardo Da Vinci” – parteciperanno a un ciclo di sei incontri formativi ospitati presso il Centro di Formazione Pietro e Maria Marazzi.

Gli appuntamenti, in programma tra novembre 2025 e marzo 2026, offriranno ai ragazzi un’esperienza immersiva e laboratoriale, capace di unire creatività, conoscenza tecnica e sensibilità verso la sostenibilità.

Il percorso prevede un racconto coinvolgente sulla storia di Marazzi e del distretto ceramico, un laboratorio creativo di modellazione e decorazione artigianale delle piastrelle, l’approfondimento del moderno processo produttivo industriale e un focus sui temi ESG, con particolare attenzione all’impatto ambientale e sociale delle imprese.

Attraverso questa iniziativa, Marazzi intende rafforzare il legame tra scuola e impresa, promuovendo la scoperta delle professioni del territorio e lo sviluppo di competenze trasversali come la creatività, il pensiero critico e il problem solving.
I manufatti realizzati dagli studenti durante il percorso daranno vita a una grande opera collettiva, che sarà valorizzata e troverà spazio all’interno degli ambienti aziendali.

Coinvolgere i giovani nella scoperta del patrimonio culturale e industriale del nostro territorio è un’occasione preziosa.” – ha dichiarato Maria Savigni, assessore all’Istruzione del Comune di Sassuolo – “Iniziative come questa di Marazzi Group rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e imprese per valorizzare la formazione, la cultura e le competenze delle nuove generazioni. Sono esperienze che hanno anche un importante valore orientativo, perché permettono ai ragazzi di misurarsi in prima persona con la vocazione produttiva del territorio”.

“Con ‘Welcome to Marazzi for School’ offriamo ai giovani un’esperienza di conoscenza diretta e stimolante, che unisce formazione, creatività e consapevolezza del valore del nostro distretto.” – ha dichiarato Leonardo Tavani, Direttore Generale di Marazzi Group “Crediamo che avvicinare le nuove generazioni alla cultura industriale e ai valori della sostenibilità sia un investimento concreto nel futuro del territorio.”

Il progetto rappresenta la prosecuzione del programma “Welcome to Marazzi for Schools”, rivolto alle scuole primarie, che nelle edizioni 2023/2024 e 2024/2025 ha già coinvolto oltre 600 bambini. Con questa nuova edizione, Marazzi prosegue il proprio percorso di responsabilità sociale, educativa e culturale nel distretto ceramico di Sassuolo.

Difesa del suolo, sopralluogo della sottosegretaria Rontini sull’Appennino parmense

Difesa del suolo, sopralluogo della sottosegretaria Rontini sull’Appennino parmenseTizzano, Borgo Val di Taro, Bedonia. Un’intera giornata dedicata all’Appennino parmense, interessato da oltre 10mila movimenti franosi di varie dimensioni ed entità, tra le Valli Parma, Taro e Ceno: è il sopralluogo svolto oggi dalla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, insieme ai sindaci del territorio e ai tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale.

“Siamo qui per toccare con mano le criticità e confrontarci con gli amministratori e i cittadini- ha commentato la sottosegretaria-. Questo è un territorio bellissimo, ricco di risorse naturali e culturali, ma minacciato purtroppo dal dissesto, contro il quale vogliamo fare fronte comune insieme alle istituzioni. Con il secondo stralcio del Piano da 28 milioni di euro per interventi di ripristino dopo l’ondata di maltempo di giugno 2024, ben 5,8 milioni sono stati erogati alla provincia di Parma, per finanziare 69 interventi di messa in sicurezza del territorio”, ha ricordato Rontini.

Prima tappa della giornata a Tizzano, in municipio, con la sindaca Isabella Rossi; poi il ⁠sopralluogo in via Brigate Partigiane e via Ertola, dove si sono verificati importanti problemi di dissesto. Nello specifico, in via Ertola l’Ufficio territoriale di Parma dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile sta concludendo la realizzazione di una paratia con tiranti, con risorse Fsc (circa 650mila euro) a protezione di una serie di edifici. In via Brigate Partigiane, con fondi del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (1 milione di euro), si sta completando la progettazione di due nuove paratie, per 100 metri complessivi di lunghezza: i lavori partiranno la prossima primavera.

Successivamente la sottosegretaria ha raggiunto Borgo Val di Taro, per la visita all’area logistica a supporto del Centro sovracomunale di Protezione civile: l’Agenzia regionale ha assegnato un contributo di 200mila euro per il suo potenziamento, mentre il Comune contribuirà con 65mila euro alla realizzazione della nuova struttura, di circa 150 metri quadrati, con sala radio e attrezzature. A seguire, la visita al distaccamento dei Vigili del Fuoco.

Altra tappa Bedonia, per l’inaugurazione dei lavori realizzati al cimitero di Cornolo, con un contributo di 150mila euro (risorse del Dipartimento nazionale Protezione civile) assegnato dalla Regione: il consolidamento delle fondazioni è stato fatto attraverso la creazione di una palificata per contrastare il movimento franoso della scarpata sottostante, insieme a interventi sulle lesioni presenti nelle strutture portanti. Poi il sopralluogo in località Libbia, colpita dalle esondazioni del novembre 2023: in seguito a un sopralluogo con il Dipartimento nazionale, è stato concesso un finanziamento di 20mila euro per interventi di ripristino stradale in somma urgenza.

Infine, il ritrovo alla sede della Protezione civile, nella Casa del Volontariato, con i sindaci e gli amministratori di Albareto, Borgo Val di Taro, Compiano e Tornolo per un breve confronto sui temi della protezione civile.

Le dichiarazioni dei sindaci

“Questo per noi è un momento importante: la visita ai cantieri è un segnale concreto da parte della Regione, che qui ha fatto investimenti importanti- ha commentato la sindaca di Tizzano, Isabella Rossi-. Siamo in un territorio molto fragile, per cui collaborare è fondamentale per risolvere i problemi, a partire da quelli della viabilità, minacciata dal dissesto. Salvaguardando la montagna, si salvaguarda anche la valle”.

“Tre anni fa, quando si sono verificati i primi problemi e il cimitero ha iniziato a cedere, non pensavo sinceramente che saremmo riusciti a trovare una soluzione- ha spiegato Gianpaolo Serpagli, sindaco di Bedonia-. Grazie all’Agenzia regionale abbiamo ricevuto questi fondi importanti, che ci hanno permesso di procedere alla sistemazione complessiva e il consolidamento statico di tutto il fronte del cimitero”.

Regione Emilia-Romagna, Wellness Foundation e Università di Bologna insieme per promuovere il benessere e i corretti stili di vita attraverso l’attività fisico-motoria

Regione Emilia-Romagna, Wellness Foundation e Università di Bologna insieme per promuovere il benessere e i corretti stili di vita attraverso l’attività fisico-motoriaPromozione dell’esercizio fisico come ‘strumento terapeutico’, programmi contro l’abbandono sportivo e per incentivare la salute nei luoghi di lavoro, promozione di eventi, come la wellness week, e la creazione dell’Osservatorio regionale.

Sono questi i capi saldi del nuovo Protocollo d’Intesa per la promozione del benessere e di corretti stili di vita 2025-2028 (approvato con delibera di Giunta regionale n. 1167 del 14 luglio 2025) siglato oggi, nell’ambito del Meeting annuale della Wellness Valley a Cesena, incontro rivolto a oltre 400 stakeholder pubblici e privati e occasione per presentare la sesta edizione del Wellness Valley Report (inserire il link).

L’accordo, di durata triennale e rinnovabile, è stato sottoscritto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, dal presidente di Wellness Foundation e Technogym, Nerio Alessandri, e in rappresentanza del rettore dell’Alma Mater, dal prof. Emanuele Menegatti, presidente del Consiglio di Campus di Forlì, alla presenza dell’assessora regionale a Turismo e Sport, Roberta Frisoni.

L’intesa rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia regionale di promozione del benessere e della salute, consolidando la visione dell’Emilia-Romagna come Sport Valley d’Italia e punto di riferimento internazionale per la cultura del Wellness.

Il Protocollo ha l’obiettivo in particolare di diffondere stili di vita sani e sostenibili e di rafforzare l’integrazione tra politiche sportive, sanitarie, sociali, educative e di sviluppo economico.

“Confermiamo e diamo nuova energia alla visione di una intera comunità che mette al centro salute, qualità della vita e benessere delle cittadine e dei cittadini- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni-. Il lavoro congiunto con Technogym e Università di Bologna rafforza la Wellness Valley Emilia-Romagna che coniuga innovazione, ricerca e sviluppo sostenibile. Vogliamo essere un punto di riferimento nazionale per la cultura del wellness. Promuovere il movimento, investire nella prevenzione e in corretti stili di vita è un progetto politico che guarda al futuro della nostra comunità, alla coesione sociale e alla salute delle persone di tutte le età”.

“L’Alma Mater è da sempre molto attenta al tema del benessere- commenta il presidente del Campus di Forlì, Emanuele Menegatti-, inteso non solo come condizione individuale, ma come valore collettivo e leva per lo sviluppo sostenibile, sociale ed economico. In questa prospettiva si colloca la collaborazione con la Wellness Foundation e la Regione Emilia-Romagna nell’ambito del protocollo che oggi andiamo a rinnovare. Un protocollo frutto di un impegno condiviso, volto a promuovere uno stile di vita più sano attraverso un’integrazione tra ricerca, formazione e politiche pubbliche”.

“Star bene conviene a tutti gli stakeholder: Governi, Imprese e Cittadini. La Wellness Valley- dichiara Nerio Alessandri, presidente di Wellness Foundation e Technogym-, ne è una dimostrazione tangibile, il cui valore è dimostrato da dati concreti. Il rinnovo del Protocollo di Intesa – per la quarta volta – è per noi motivo di orgoglio ma soprattutto una spinta a proseguire il cammino con ancora più determinazione, con l’auspicio che la Wellness Valley possa ispirare la transizione verso modelli innovativi e sostenibili nell’intero Paese e altrove. Da parte nostra, confermiamo l’impegno della fondazione e siamo grati ai tanti attori che lavorano ogni giorno per diffondere la cultura del wellness e dei sani stili di vita”.

I contenuti del protocollo

Le azioni previste  dal protocollo riguardano diversi ambiti di intervento: Salute e prevenzione,  con la promozione dell’esercizio fisico come strumento terapeutico e l’implementazione di progetti innovativi legati al Fascicolo sanitario elettronico; Istruzione e Formazione, con moduli accademici sull’esercizio fisico e programmi contro l’abbandono sportivo; Sviluppo economico e promozione del territorio, per valorizzare eventi come la Wellness Week e incentivare la salute nei luoghi di lavoro. Infine l’azione di Ricerca e comunicazione, attraverso la creazione di un Osservatorio regionale sul Wellness e la misurazione dell’impatto sociale ed economico delle politiche di benessere.

Il Protocollo non comporta oneri economici diretti per la Regione; eventuali attività progettuali saranno oggetto di specifici atti, previa verifica delle risorse disponibili. È prevista la possibilità di adesione di ulteriori soggetti pubblici e privati, in particolare Università e centri di innovazione.

Le attività saranno monitorate annualmente da un tavolo di coordinamento regionale, con il coinvolgimento dell’Osservatorio sul Wellness, per garantire trasparenza, efficacia e continuità nel raggiungimento degli obiettivi condivisi.

Chiusure programmate sul Raccordo A13 e sulla A14

Chiusure programmate sul Raccordo A13 e sulla A14Sul Raccordo A13 Bologna-Padova-Tangenziale di Bologna (R13), per consentire attività di ispezione e manutenzione dei cavalcavia, dalle 21:00 di lunedì 10 alle 5:00 di martedì 11 novembre, sarà chiuso lo svincolo che dall’uscita della stazione di Bologna Arcoveggio immette sulla Tangenziale di Bologna, verso San Lazzaro di Savena/A14 Bologna-Taranto.

In alternativa, immettersi sulla Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli, uscire allo svincolo 5 Quartiere Lame e rientrare dallo stesso svincolo in direzione San Lazzaro/A14.

Si ricorda la chiusura, in modalità permanente, dello svincolo 6 Castelmaggiore, in entrata verso San Lazzaro di Savena/A14 Bologna-Taranto e in uscita per chi proviene da Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di competenza del Comune di Bologna relativi alla realizzazione della nuova linea tramviaria di Bologna denominata “Linea Verde”.

Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di manutenzione del margine, nelle due notti di lunedì 10 con orario 21:00-5:00 e venerdì 14 novembre con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con R14 Raccordo di Casalecchio e l’allacciamento con A1 Milano-Napoli in direzione di quest’ultima.

Nella notte di lunedì 10, con orario 20:00-5:00, e nella notte di venerdì 14, con orario 22:00-6:00, sarà inoltre chiusa l’area di servizio “La Pioppa Est”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa, per chi proviene da Ancona o da Padova ed è diretto verso la A1 Milano-Napoli, percorrere il Raccordo di Casalecchio e immettersi in A1.

***

Sulla A14 Bologna-Taranto sarà inoltre chiusa la stazione di Bologna Borgo Panigale in entrata verso entrambe le direzioni, Ancona e A1 Milano-Napoli.

Pertanto, sul Ramo Verde sarà chiuso il tratto compreso tra lo svincolo SS9 Via Emilia e Borgo Panigale verso la A1 Milano-Napoli.

In alternativa, utilizzare le stazioni di Bologna Casalecchio in R14, Bologna Arcoveggio in A13, Valsamoggia in A1, Bologna Fiera o Bologna San Lazzaro in A14.

Miglioramento della rete fognaria in via Lombardia e via Sant’Onofrio a Formigine

Miglioramento della rete fognaria in via Lombardia e via Sant’Onofrio a FormigineSono in corso i lavori di potenziamento della rete fognaria in via Lombardia, all’altezza dell’incrocio con via Sant’Onofrio, a Formigine. L’intervento realizzato da Hera spa, che prevede il collegamento (oggi mancante) della linea fognaria con quella di via Sant’Onofrio, oltre alla realizzazione di nuove caditoie e alla verifica e pulizia di quelle esistenti. L’obiettivo è migliorare la capacità di raccolta e smaltimento delle acque in una delle zone individuate come più critiche, anche a seguito delle piogge intense dello scorso giugno.

Per consentire il corretto svolgimento dei lavori, l’incrocio tra via Lombardia e via Sant’Onofrio resterà chiuso al traffico veicolare fino a martedì. Al termine dell’intervento, la circolazione sarà ripristinata regolarmente.

Parallelamente, nella giornata di oggi ha preso avvio anche la pulizia delle caditoie stradali sull’intero territorio comunale, anch’essa a cura di Hera. L’operazione mira a garantire un corretto deflusso delle acque piovane e a prevenire eventuali criticità in vista delle prossime precipitazioni. I cittadini possono segnalare caditoie ostruite contattando il servizio di pronto intervento di Hera al numero verde 800 701709.

Dichiara l’Assessore alla manutenzione del territorio Andrea Corradini: “Si tratta del primo intervento avviato da Hera spa a seguito dei lavori della commissione consiliare ‘Pianificazione territoriale’ del 14 ottobre scorso, a cui hanno partecipato gli stessi tecnici di Hera e nell’ambito della quale si sono analizzate le zone del territorio che presentano le maggiori criticità a seguito degli eventi meteo particolarmente intensi. In queste ultime zone, l’obiettivo è stato quello di gestire prioritariamente le aree che presentavano un quadro definito delle criticità e sulle quali si poteva quindi intervenire da subito. L’intervento in corso in questi giorni su via Lombardia e Via Sant’Onofrio va proprio in questa direzione e ha l’obiettivo  di migliorare lo smaltimento delle acque, ridurre il rischio di ristagni e quindi di allagamenti. È un primo passo del piano complessivo di studio, prevenzione e manutenzione che proseguirà nei prossimi mesi”.

L’Indonesia ospita il 32o Forum Mondiale della Ceramica

L’Indonesia ospita il 32o Forum Mondiale della CeramicaDal 9 al 12 novembre si terrà a Yogyakarta, Indonesia, la 32a edizione del World Ceramic Tiles Forum (WCTF), l’incontro annuale dei produttori di piastrelle di ceramica di tutto il mondo, nato nel 1994 come piattaforma di discussione delle principali problematiche e best practice del settore.

L’evento, che sarà ospitato da ASAKI, l’associazione indonesiana dell’industria ceramica, vedrà la partecipazione dei rappresentanti dei principali paesi produttori di ceramica di tutto il mondo, tra i quali anche la delegazione di Confindustria Ceramica, guidata dal Direttore Generale Armando Cafiero.

Al termine del WCTF si terranno le riunioni dell’ISO/TC 189, il comitato tecnico dell’organizzazione mondiale per la normazione tecnica del settore, che avranno luogo nella stessa sede.

 

Alcune chiusure programmate sulla Autostrada A1 nella nostra regione

Alcune chiusure programmate sulla Autostrada A1 nella nostra regionePer consentire lavori di manutenzione della segnaletica orizzontale, nelle due notti di lunedì 10 e martedì 11 novembre, con orario 21:00-5:00, sarà completamente chiusa la stazione di Reggio Emilia, in entrata e in uscita.  In alternativa, si consiglia di utilizzare le stazioni di Terre di Canossa, Modena Nord o Campogalliano sulla A22 Brennero-Modena.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione della barriere di sicurezza, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

DALLE 21:00 DI LUNEDI’ 10 NOVEMBRE ALLE 5:00 DI MARTEDI’ 11 NOVEMBRE

sarà chiuso il ramo di immissione su R14 Raccordo di Casalecchio per chi proviene da Firenze ed è diretto verso A14 Bologna-Taranto.

In alternativa: per chi è diretto verso Casalecchio di Reno, si consiglia di uscire alla stazione di Sasso Marconi, proseguire per Raccordo di Sasso Marconi, SS64 VAR Porrettana, SS64 Porrettana; per chi è diretto verso Ancona, si consiglia di uscire alla stazione di Sasso Marconi, proseguire per Raccordo di Sasso Marconi, SS64 VAR Porrettana, SS64 Porrettana, SP569 Asse Attrezzato Sud – Ovest, T06 Tangenziale di Bologna e rientrare in A14 a Bologna San Lazzaro; per chi è diretto verso Padova si consiglia di uscire alla stazione di Sasso Marconi, proseguire per Raccordo di Sasso Marconi, SS64 VAR Porrettana, SS64 Porrettana, SP569 Asse Attrezzato Sud – Ovest, T06 Tangenziale di Bologna e rientrare in A13 a Bologna Arcoveggio.

 

DALLE 21:00 DI MERCOLEDI’ 12 NOVEMBRE ALLE 5:00 DI GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE

sarà chiuso il ramo di immissione su R14 Raccordo di Casalecchio per chi proviene da Milano ed è diretto verso A14 Bologna-Taranto.

In alternativa, per chi è diretto verso Casalecchio di Reno, si consiglia di percorrere la A14 Bologna-Taranto, uscire alla stazione di Bologna Borgo Panigale e proseguire sulla Tangenziale di Bologna in direzione Casalecchio di Reno.

 

Legambiente diffonde i dati del suo nuovo report “CittàClima”

Legambiente diffonde i dati del suo nuovo report “CittàClima”In Italia la crisi climatica corre veloce, mentre le città fanno fatica a controrispondere in maniera rapida ed efficace. Nella Penisola negli ultimi 11 anni – dal 2015 a settembre 2025 – sono ben 811 gli eventi meteo estremi, di cui 97 nel 2025 (gennaio-settembre), registrati in 136 comuni sopra i 50mila abitanti dove vivono in tutto 18,6 milioni di persone, ossia il 31,5% della popolazione nel nostro Paese. Eppure, solo il 39,7% dei comuni in questione ha messo in campo un piano o una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

A scattare questa fotografia è Legambiente che, a pochi giorni dall’avvio della COP30 sul clima in Brasile e in vista della seconda edizione del “Climate Pride”, la mobilitazione nazionale per il clima del 15 novembre a Roma, diffonde oggi i dati del suo nuovo report “CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane” – realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol – focalizzandosi sugli impatti che la crisi climatica sta avendo nei comuni con oltre 50mila abitanti e rilanciando le sue proposte per città più resilienti.

Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite c’è anche Forlì con 11 episodi. Nelle prime 10 città tra i 150 e i 500 mila abitanti troviamo Bologna con 18 eventi e poi Modena con 9.

Questi dati non devono stupire, secondo l’ultimo Rapporto Idro-Meteo-Clima di ARPA Emilia Romagna nel solo 2024 nella nostra regione si sono verificati 19 eventi meteo rilevanti con forti nevicate a fine marzo, temporali con carattere di supercella a maggio, precipitazioni intense e persistenti a fine giungo, ondate di calore tra luglio e agosto e di nuovo precipitazioni intense tra settembre e ottobre.

 

FOCUS PIANI DI ADATTAMENTO E STRATEGIE:

Come stanno rispondendo le città a tutto questo? La Regione dal 2018 ha adottato una strategia di adattamento climatico fornendo per ogni città capoluogo e per aree omogenee una proiezione climatica utile per redigere piani locali e mettere in atto azioni puntuali. Bologna ha realizzato il piano di adattamento climatico già nel 2015 e attualmente è una delle 9 città, insieme a Parma che sta seguendo un percorso per diventare carbon neutral al 2030, ma ci sono altri esempi di azioni virtuose in regione.

La città di Ferrara attraverso varie progettazioni sta aumentando il verde e applicando la nature based solution per contrastare le isole di calore e l’accumulo idrico dovuto ad eventi estremi, la città di Forlì ha realizzato uno studio per identificare le aree che saranno maggiormente soggette a temperature elevate e poter quindi lavorare paritariamente su quelle

 

I GRANDI DIMENTICATI, PNACC E LEGGE CONTRO IL CONSUMO di SUOLO:

Alla luce di questa fotografia, per Legambiente l’Italia paga sulla propria pelle i ritardi legati all’attuazione del PNACC e l’assenza di una legge contro il consumo di suolo. Priorità totalmente dimenticate dal Governo Meloni. Per questo l’associazione ambientalista, con il suo report CittàClima, torna a ribadire all’Esecutivo l’urgenza di stanziare le risorse per finanziare e dare piena attuazione al PNACC, che a distanza di due anni dalla sua approvazione, resta ancora un piano solo sulla carta insieme alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Un ritardo, denuncia Legambiente, inaccettabile dato che la mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Così come è urgente istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento. Il decreto doveva essere emanato entro il 21 marzo 2024, ossia a tre mesi dall’approvazione del PNACC, ma ad oggi non ha visto ancora la luce.

Il Paese ha bisogno di città in grado di puntare su mitigazione e adattamento. A tal riguardo, per l’associazione ambientalista è anche importante che venga redatto un Piano specifico per l’adattamento delle aree urbane intrecciando il tema anche con quello dell’adattamento per le coste, come fatto in Spagna nel 2016. L’altra grande priorità su cui deve lavorare il Governo Meloni è quella di approvare una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, il cui iter legislativo iniziato nel 2012 è fermo in Parlamento dal 2016. Occorre, inoltre, prevedere il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico, riaprire i fossi e i fiumi tombati nel passato, recuperare la permeabilità del suolo attraverso la diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS) che sostituiscano l’asfalto e il cemento. Avere città resilienti significa anche lavorare su una governance integrata, informare i cittadini, lavorare su innovazione e tecnologia, e al tempo stesso replicare le buone pratiche messe in campo in Italia e all’estero.

“La crisi climatica in atto e i pesanti impatti a livello ambientale, economico, sociale e sanitario – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di azioni concrete. In Italia al momento l’unica urgenza sembra essere quella legata al Ponte sullo Stretto di Messina, dimenticando la sicurezza delle persone esposte agli effetti del cambiamento climatico. Oggi occorre, invece, investire in interventi che incrementino la capacità di resilienza delle città in termini di mitigazione e adattamento. I dati del nostro report Città Clima confermano quanto le aree urbane siano vulnerabili ai cambiamenti climatici, così come il rapporto globale del Lancet Countdown on Health and Climate Change, e quello dell’IPCC, sottolineano l’urgenza di agire a livello mondiale e nazionale. Per questo chiediamo al Governo Meloni come prima priorità quella di inserire nella legge di Bilancio in lavorazione le risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e che a livello internazionale l’Italia faccia la sua parte alla COP30 in Brasile per dare concretezza agli impegni presi sia con l’Accordo di Parigi sia nei precedenti summit. In particolare, auspichiamo che il nostro Paese sostenga l’adozione di un Piano d’azione che delinei il percorso dei prossimi anni per accelerare l’azione climatica globale in coerenza con l’obiettivo di 1.5° dell’Accordo di Parigi”.

“L’assenza di una diffusione capillare di strumenti di pianificazione per l’adattamento climatico nei Comuni – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – è frutto dei mancati sviluppi attuativi del PNACC, della mancanza di risorse adeguate e di competenze specifiche nei comuni sugli eventi meteo estremi e sugli impatti che generano sui territori. Sulla questione delle risorse, si dovrebbe seguire l’esempio dei PUMS, i piani urbani di mobilità sostenibile, con il Governo che definisce i requisiti e i punti chiave minimi necessari per elaborare i Piani urbani di adattamento, vincolando e garantendo le risorse per la loro approvazione a chi soddisfa tali requisiti. In questo modo diventa possibile superare una programmazione fatta spesso a macchia di leopardo, rendendo omogenei le strutture dei piani delle diverse città e dando ai Sindaci strumenti di programmazione certi e di qualità”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 8 novembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 8 novembre 2025Al mattino cielo nuvoloso con deboli precipitazioni sparse sulla Romagna, localmente sotto forma di rovescio. Dalla tarda mattinata progressivo diradamento della nuvolosità.

Temperature valori minimi compresi tra 7 gradi sulla pianura occidentale e 11 gradi sulla costa. Massime con valori attorno ai 14/15 gradi. Venti deboli, in prevalenza dai quadranti settentrionali. Mare inizialmente mosso con moto ondoso in attenuazione dal pomeriggio.

(Arpae)

Presentato il volume d’arte “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini”

Presentato il volume d’arte “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini”

Ieri sera, giovedì 6 novembre 2025, presso la sala conferenze di Confindustria Ceramica in Viale Monte Santo 40, si è tenuta la presentazione del volume d’arte intitolato “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini.

L’evento, voluto e promosso dal Dott. Ivano Piccinini, presidente di Smaltochimica, ha offerto ai presenti l’opportunità di immergersi in una straordinaria raccolta di acquasantiere domestiche e devozionali risalenti al periodo compreso tra il Cinquecento e l’Ottocento. Questa collezione rappresenta un significativo patrimonio della tradizione ceramica italiana e della sua cultura religiosa.

L’incontro ha visto la partecipazione dei curatori del volume: l’ingegner Giuseppe Matricardi, il dottor Ivano Piccinini, la professoressa Carola Fiocco, Chiara Piccinini e la professoressa Gabriella Gherardi. A condurre e moderare l’evento è stato Claudio Casolari.

Organizzato da Smaltochimica, l’appuntamento è stato impreziosito dall’esposizione di alcuni pezzi originali della Collezione Piccinini. I visitatori hanno co avuto l’occasione unica di ammirare da vicino queste vere e proprie opere d’arte, testimonianze della maestria artigianale e dell’intensa spiritualità del passato.

Cinema, 5 documentari e 2 corti finanziati dalla Regione con ulteriori 260mila euro

Cinema, 5 documentari e 2 corti finanziati dalla Regione con ulteriori 260mila euroCinque documentari e due cortometraggi – tra cui i biopic dedicati all’attore bolognese Gianni Cavina e al lughese, principe del vintage, Angelo Caroli – sono i nuovi progetti che saranno finanziati dalla Regione grazie a un ulteriore contributo di oltre 260mila euro del Fondo audiovisivo regionale.

I sette nuovi progetti si aggiungono così all’elenco dei titoli sostenuti quest’anno dai bandi produzione della Regione.  In particolare, le nuove risorse, a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale, hanno permesso a sei nuovi progetti – giudicati ammissibili ma non finanziabili per esaurimento dei fondi -, di rientrare tra i titoli sostenuti, grazie ad un contributo complessivo di 223.518,20 euro su una spesa ammissibile totale di 836.403,76.  Lo stesso anche per la seconda finestra del bando nazionale e internazionale, con un progetto a cui andrà un contributo di 40mila euro su una spesa ammissibile totale di 74.700.

Salgono così a 48 i progetti sostenuti nel 2025 attraverso i bandi destinati alle produzioni regionali, nazionali e internazionali: 30 titoli sono stati finanziati con il bando nazionale e internazionale per un totale di circa 2milioni e 335mila euro; 18 titoli sono stati sostenuti con il bando destinato alle produzioni con sede o unità locale in Emilia-Romagna, circa 1 milione di euro di fondi europei Fesr. Complessivamente sono state sostenute 5 opere televisive (di cui 1 in animazione), 15 opere cinematografiche (di cui 1 in animazione), 21 documentari e 7 cortometraggi.

Si aggiungono poi 187mila euro destinati a 16 progetti del Bando per lo sviluppo di opere cinematografiche e audiovisive destinato a imprese con sede sul territorio: 7 opere cinematografiche, 6 documentari (di cui 1 in animazione) e 3 corti di animazione.

I nuovi sette progetti

Biopic, cultura, crime e fantascienza le tematiche affrontate nelle nuove storie sostenute dal bando per le imprese dell’Emilia-Romagna. Nel cortometraggio Un uomo fedele, prodotto da BLQREW, Daniele Balboni si interroga sul significato della parola “colpevole” attraverso un’indagine per omicidio, mentre sfocia nel science fiction Un cane, il secondo corto finanziato,  diretto da Giacomo Manghi e prodotto da Rawsight Srl, in cui una ricercatrice rende immortale il cane del padre.
Fabio Mollo e Together S.r.l. esplorano i luoghi verdiani dell’Emilia in Verdi reloaded, mentre Abbas Kiarostami è il protagonista di Ustad, doc di Costanza Quatriglio, su cui ha puntato Verdiana srl.
Stradedellest presenta L’irregolare Gianni Cavina: Il mistero dell’attore scomparso, di Andrea Maioli, che ci fa scoprire l’amico e attore feticcio di Pupi Avati e Kamera Film propone Angelo – Il principe del vintage di Francesca Zerbetto, in cui si entra nel mondo della moda, di Angelo Caroli e della sua inestimabile collezione.

Infine, dal Bando produzione nazionale e internazionale, troviamo Yagi Media che ha creduto in Terrific Sergio, storia del grande fotografo di scena Sergio Strizzi diretta dalle figlie Melissa e Vanessa Strizzi.

Al Santa Maria Bianca di Mirandola inaugurato il nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinare

Al Santa Maria Bianca di Mirandola inaugurato il nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinareUn deciso, ulteriore passo avanti per la sanità dell’Area Nord modenese, all’insegna della qualità del percorso di cura e assistenza del paziente, dell’ampliamento dei servizi e di una sempre più stretta collaborazione ospedale-territorio.

All’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola nascono, infatti, la Terapia semintensiva multidisciplinare dedicata alla gestione dei pazienti complessi e l’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare, con complessivamente otto nuovi posti letto. Avviata anche, nello stesso nosocomio, una nuova area diurna internistica, pensata per i pazienti che, dopo la dimissione, necessitano ancora di una rivalutazione clinica, perché pluripatologici e considerati ad alto rischio di re-ospedalizzazione.

Le novità sono state presentate questa mattina, in occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinare, realizzato grazie a un investimento di 300mila euro finanziato con risorse regionali.

Al taglio del nastro erano presenti la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, i sindaci dei Comuni dell’Area Nord e il Presidente dell’Unione Claudio Poletti, il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini, la direttrice sanitaria, Romana Bacchi, il direttore amministrativo, Luca Petraglia, e la direttrice del Distretto di Mirandola, Annamaria Ferraresi. Insieme a loro, la direttrice del Presidio Ospedaliero, Giulia Ciancia, Giuseppe Licitra e Anna Manduchi della Direzione sanitaria del Santa Maria Bianca, i direttori delle unità operative che operano nei nuovi servizi, Fabio Gilioli (Medicina Interna), Alessandro Pignatti (Rianimazione), Carlo Ratti (Cardiologia) e Alessandro Andreani (Pneumologia).

La Terapia semintensiva multidisciplinare è una nuova area a più elevata intensità di cura con quattro posti letto monitorati, destinata a pazienti con quadri clinici complessi: internistici (ad esempio scompenso cardiaco severo, insufficienza respiratoria con ventilazione non invasiva) e post-chirurgici fragili, che necessitano di un monitoraggio multiparametrico e di una gestione integrata tra internisti, pneumologi e anestesisti. L’unità dispone, tra l’altro, di impianti per la gestione di flussi d’aria a pressione negativa, con l’obiettivo di contenere il rischio infettivo. Il decorso medio sarà breve (indicativamente 3-5 giorni), contribuendo a migliorare i flussi di pazienti nell’ospedale.

L’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare è in continuità con la degenza pneumologica. Sono stati attivati altri quattro posti letto destinati a pazienti con prevalente sintomatologia cardiovascolare, spesso con comorbidità e necessità di telemetria Ecg. Il percorso diagnostico-terapeutico sarà deciso quotidianamente dall’equipe di cardiologi e internisti.

La nuova area diurna internistica per il post-dimissione ad alto rischio clinico rappresenta un innovativo servizio di raccordo tra ospedale e territorio. Il progetto, realizzato in collaborazione tra l’Azienda Usl e l’Azienda servizi alla persona di Mirandola, intende dare continuità assistenziale ai pazienti dimessi dall’ospedale ma valutati ‘ad alto rischio’ di riacutizzazione o ri-ospedalizzazione. Grazie a un protocollo integrato, la presa in carico coinvolge la Centrale operativa territoriale, l’assistenza domiciliare, l’infermiera di Comunità, i professionisti del reparto di Medicina Interna e il medico di medicina generale. Il percorso prevede: attivazione della Centrale operativa territoriale, invio al domicilio entro 7 giorni di un professionista sanitario per valutazione iniziale, monitoraggio telefonico da parte dell’équipe infermieristica, visita ambulatoriale entro 15-20 giorni, valutazione del medico di medicina generale e, a circa un mese dalla dimissione, un raccordo finale tra tutti i professionisti coinvolti per definire percorsi di cura specifici.

Le dichiarazioni

“Quello di oggi è un traguardo importante, frutto di un percorso atteso e condiviso- afferma l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi-. L’attivazione delle nuove aree rappresenta un investimento strategico per rafforzare ulteriormente l’ospedale di Mirandola come presidio capace di rispondere in modo sempre più efficace, tempestivo e completo ai bisogni di salute della comunità. Con il potenziamento dell’offerta assistenziale puntiamo a consolidare una rete ospedaliera fondata sulla valorizzazione delle specificità di ogni presidio e sull’eccellenza professionale degli operatori. Un sistema di integrazione ospedale-territorio, quello che stiamo realizzando nell’Area Nord, che guarda al futuro della sanità pubblica emiliano-romagnola: un sistema capace di innovare e di crescere restando saldamente radicato nella comunità e nei suoi bisogni di salute”.

“Con questi nuovi servizi- sottolinea il direttore Altini- facciamo un passo importante nel percorso di evoluzione dell’Ospedale di Mirandola, in coerenza con il progetto di integrazione della sanità dell’Area Nord. Stiamo costruendo una rete ospedaliera sempre più complementare, nella quale Mirandola e Carpi rafforzano le proprie specifiche vocazioni e si integrano in un sistema capace di garantire ai cittadini una risposta efficace e di qualità, vicina ai bisogni di salute del territorio. La nuova terapia semintensiva, l’area di medicina a indirizzo cardiovascolare e il progetto di continuità assistenziale post-dimissione rappresentano un modello di sanità moderna, che unisce innovazione clinica, competenze multidisciplinari e collaborazione tra ospedale e territorio. È questa la direzione verso cui stiamo andando: una sanità integrata, che valorizza le professionalità e mette al centro la persona e il suo percorso di cura”.

“L’apertura della nuova Terapia semintensiva multidisciplinare- dichiara la sindaca di Mirandola Budri- e dei nuovi servizi clinici rappresenta un passo significativo nel percorso di consolidamento del ruolo centrale dell’Ospedale Santa Maria Bianca, presidio di riferimento per tutti i cittadini dell’Area Nord della provincia di Modena. Mirandola si conferma snodo strategico e affidabile della rete sanitaria provinciale, capace di coniugare innovazione, qualità delle cure e integrazione con il territorio. Come Amministrazione continueremo a vigilare con determinazione affinché il rafforzamento del nostro ospedale prosegua in modo concreto e costante, nell’interesse dell’intera comunità. Il Santa Maria Bianca è, e deve rimanere, un punto fermo della sanità pubblica modenese: un presidio strategico che mette al centro la persona, la prossimità e la cura come valori fondanti del nostro territorio”.

“Oggi abbiamo una volta di più la conferma di come l’integrazione dei servizi sanitari dell’Area Nord sia un fatto concreto- spiega il presidente dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord e sindaco di Finale Emilia, Poletti-. Si tratta di un secondo importante passo, dopo il potenziamento del Pronto Soccorso, nell’ambito del progetto sanitario per il sistema nord modenese, di cui si è tanto parlato in questi giorni, che attiverà una gestione territoriale della salute pubblica sempre più integrata, condivisa e partecipata, grazie anche al lavoro del Comitato interdistrettuale che si andrà a costituire. L’obiettivo sarà quello di offrire alle comunità locali una sanità con standard di qualità elevati e sempre più vicina alle persone”.

Lavoro, Coldiretti: aumentano i giovani al lavoro nei campi, +18% nel 2025

Lavoro, Coldiretti: aumentano i giovani al lavoro nei campi, +18% nel 2025Aumentano i giovani al lavoro nei campi, con un incremento del 18% nel secondo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un ritorno degli under 35 in agricoltura dove le tradizionali mansioni si integrano sempre più spesso con nuove forme legate alla diffusione della digitalizzazione e della multifunzionalità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione della consegna dei premi Oscar Green regionali che ha inaugurato il grande Villaggio contadino di Bologna, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. L’aumento degli occupati dipendenti under 35 in agricoltura, saliti a 122mila unità, va in controtendenza rispetto al dato generale che vede un calo del 2% dei giovani in tutti i settori, dall’industria ai servizi.

Alle tradizionali attività di gestione delle attività, di raccolta e di allevamento si stanno affiancando nuove figure professionali che vanno da quelle “multifunzionali” a quelle ad alta specializzazione tecnologica, capaci di supportare le imprese nella digitalizzazione della propria azienda, sfruttando le nuove opportunità offerte dall’Agricoltura 4.0.

Tra le prime si registra una domanda per profili che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.Tra le seconde, alcuni esempi sono il data analyst agricolo che analizza i dati provenienti da sensori e macchine per ottimizzare operazioni e rese. Lo specialista in agricoltura di precisione utilizza Gps, satelliti e sensori per gestire le colture riducendo gli sprechi. Il prompt manager agronomico professionista supporta le imprese nell’uso dell’intelligenza artificiale per prevedere condizioni, ottimizzare risorse e migliorare la produttività.

Sono rilevanti anche lo specialista in sistemi IoT, che coordina dispositivi connessi, e l’esperto in blockchain per l’agricoltura, garante di trasparenza e sicurezza nelle filiere. Il consulente per l’innovazione agricola promuove l’adozione di tecnologie e pratiche sostenibili, mentre il consulente per la sostenibilità agricola aiuta a ridurre l’impatto ambientale. Il dronista svolge un ruolo essenziale nelle mappature e nella concimazione aerea. Il consulente per le energie rinnovabili sviluppa soluzioni come l’agrivoltaico e il biogas. Infine, il project manager filiere progetta sistemi di tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la catena produttiva. A completare il quadro emergono gli specialisti in biotecnologie agricole, cruciali per lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti attraverso le tecnologie di evoluzione assistita (Tea).

Non è un caso se per il 73% l’agricoltura è oggi capace di creare tante opportunità per i giovani, secondo il rapporto 2025 Coldiretti/Censis, una convinzione spinta dalla consapevolezza che il modello delle tipicità locali e lo sviluppo di filiere del cibo nei territori sono in grado di generare sviluppo e occupazione di qualità e, anche, di promuovere sostenibilità e rispetto di ambiente e qualità del vivere sociale.

La punta più avanzata dalla digitalizzazione dei campi è rappresentata peraltro proprio dalle giovani imprese. Non a caso – sottolinea Coldiretti – secondo l’ultimo rapporto della Rete Rurale nazionale la produttività media per superficie delle imprese giovanili italiane è pari a 4500 euro per ettaro, doppia rispetto a quella europea e francese, ma è superiore anche a quella della Germania e soprattutto della Spagna, grazie alla maggiore specializzazione in coltivazioni ad elevato valore aggiunto.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Centro Studi Divulga, sono circa 50mila le aziende under 35 al lavoro nelle campagne italiane. In valore assoluto le regioni con il maggior numero di imprese agricole giovanili sono la Sicilia (6.100 aziende), la Puglia (5.000 aziende) e la Campania (4.800 aziende). Una presenza importante che viene però messa a dura prova dai troppi ostacoli che impediscono o rallentano l’ingresso e la continuità nella gestione delle imprese agricole: la mancanza di accesso al credito, la burocrazia, la carenza di infrastrutture e il limitato accesso alla terra.

“I segnali positivi e la tenacia mostrata dai giovani agricoltori devono spingere l’Europa ad allentare ulteriormente la morsa di una burocrazia che frena gli insediamenti agricoli, specie per le nuove aziende, e che ha un ‘costo’ in termini di investimenti psicologici e di risorse umane tale da limitare e condizionare il desiderio di fare impresa. Non è più accettabile che le nostre aziende siano vessate da una normativa esasperata e spesso incomprensibile” ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

“I giovani agricoltori italiani stanno dimostrando come l’innovazione e la passione possano fare la differenza in un settore spesso considerato tradizionale. Sono sempre più impegnati in coltivazioni innovative e applicano tecniche avanzate come l’agricoltura di precisione. Dobbiamo sostenere queste nuove generazioni, offrendo loro prospettive di reddito e condizioni eque nelle filiere” ha rilevato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

“Nonostante le numerose difficoltà, i giovani agricoltori italiani si confermano come i più resistenti all’interno del complesso scenario dell’imprenditoria giovanile e ciò rappresenta una base di partenza fondamentale per affrontare e vincere la sfida del ricambio generazionale” ha ricordato il delegato nazionale dei Giovani Coldiretti Enrico Parisi.

Zuppa inglese, a Maranello una disfida per uno dei dolci più amati

Zuppa inglese, a Maranello una disfida per uno dei dolci più amatiTorna la disfida della zuppa inglese, ottava edizione del concorso dedicato a uno dei dolci più amati della tradizione, proposto dal Comitato Maranello Tipico e dall’Associazione Il Matraccio. Per chi vuole partecipare, come assaggiatore o concorrente, l’appuntamento è giovedì 13 novembre alle ore 19 alla Sala Bergonzoni in Via Cappella 115 a Gorzano di Maranello; i dolci che partecipano devono essere consegnati entro le ore 18.

La ricetta della zuppa inglese compare già alla fine dell’Ottocento nella “bibbia” della cucina italiana scritta da Pellegrino Artusi nel 1891, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.  La diffusione è attestata fin dall’Ottocento almeno in tre regioni italiane: Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Dolce al cucchiaio italiano, a base di crema pasticcera e pan di Spagna imbevuto in liquori quali alchermes, rosolio, amaretto o rum, la zuppa inglese  è diffusa in Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania: in ogni regione sono presenti alcune piccole variazioni alla ricetta. Il dolce si prepara sovrapponendo strati di pan di Spagna o savoiardi, inzuppati in diversi liquori, a strati di crema pasticcera. Il liquore usato di solito è l’alchermes, che oltre al sapore dona al dolce il colore rosso. A volte si prepara in una teglia trasparente, in modo da rendere visibile la colorazione a strati variamente colorati. Il dolce viene poi conservato in frigo perché assuma compattezza e si serve, solitamente, freddo. È un dolce che presenta alcune varianti. Oltre alla crema pasticcera, a volte si usa anche quella al cioccolato, contribuendo così non solo al gusto, ma anche ad una presentazione più colorata. In alcune ricette compare la confettura di albicocche, molto amata dai pasticceri ottocenteschi, e in altre le composte di frutta. Altre ricette ancora integrano la preparazione con il caffè, avvicinandola al tiramisù. Alcuni, infine, aggiungono una nota di cannella. In Romagna e a Ferrara, al posto del pan di Spagna spesso si usano fette sottili della locale ciambella o brazadèla, il tipico e semplice dolce tradizionale con impasto simile alla ciambella ma con la forma di un panetto schiacciato. Una variante della zona tra Modena e Ferrara, forse diffusasi negli anni ’60, vede l’uso di sciroppo di menta aggiungersi alla tradizionale miscela alcolica.

 

Nella foto: l’edizione della disfida del 2024

Addestramento SAF dei Vigili del fuoco ieri a Pian del Falco

Addestramento SAF dei Vigili del fuoco ieri a Pian del FalcoIeri, nel magnifico scenario del monte Cimone, presso gli impianti di risalita di Pian del Falco a Sestola a 1350 m.s.m., i vigili del fuoco con abilitazione avanzata e modulo neve e ghiaccio, hanno svolto l’addestramento SAF (speleo alpino fluviale) in previsione dell’apertura dell’anno sciistico, grazie alla collaborazione e disponibilità dei gestori degli impianti di risalita.

È stata simulata un’evacuazione degli occupanti della seggiovia, durante la quale si sono provate le varie tecniche operative, sia discendendo dal cavo portante, che risalendo da terra. Impegnati in totale 30 operatori dei Vigili del fuoco provenienti dalle varie provincie della regione. Sfruttando l’intera giornata addestrativa, si è testato l’utilizzo del mezzo speciale “SHERP” in dotazione al distaccamento di Sassuolo, capace di affrontare ogni tipologia di terreno e in grado di galleggiare e navigare persino in acqua.

«Situazione al limite»: l’incontro di quartiere tra la Giunta e i residenti del centro

«Situazione al limite»: l’incontro di quartiere tra la Giunta e i residenti del centro

Sicurezza, decoro urbano, viabilità, parcheggi e sosta selvaggia, crisi del commercio, con i piccoli negozi che ‘spariscono’. Questi, in sintesi, i macrotemi al centro dell’incontro di quartiere andato in scena ieri sera presso l’auditorium Bertoli tra la Giunta e i residenti del centro.

Assemblea partecipata e vivace, a tratti anche tesa, che ha visto i residenti manifestare il proprio malcontento in ordine ad una situazione «che – si è detto dalla platea – va facendosi insostenibile. Abitare in centro sta diventando un’impresa, e il problema è che ai nostri disagi non abbiamo risposte».

In platea anche gli esponenti dei diversi comitati che si sono costituiti di recente (a quelli di via Aravecchia e di viale San Giorgio se ne è aggiunto un terzo, che incontrerà la Giunta il prossimo 19 novembre) e che non hanno mancato di sottoporre all’Amministrazione le proprie rimostranze, cui la Giunta ha risposto di essere al lavoro per ovviare.

Potenziando ulteriormente i servizi di pulizia e di raccolta dei rifiuti e la sorveglianza ad opera della Polizia Locale, anche con pattuglie ‘dedicate’, implementando il controllo di vicinato e, per quanto riguarda il commercio, mappando i tanti negozi sfitti e incontrando i proprietari per capire i motivi della ‘desertificazione’ in atto.

Quanto alla viabilità, tutto ruota attorno al piano della sosta, attualmente in elaborazione, e al maxiparcheggio di via Pia, che dovrebbe essere ultimato entro l’autunno del 2026.

 

E’ morto Ermanno Pancani, storico presidente della Sanmichelese

E’ morto Ermanno Pancani, storico presidente della SanmicheleseCordoglio in città per la scomparsa di Ermanno Pancani, storico presidente della Sanmichelese, spentosi nel pomeriggio al Policlinico di Modena all’età di 70 anni.

«Giornata triste per la nostra società, che piange la scomparsa di Ermanno Pancani, per anni Presidente e storico dirigente, una figura di riferimento e un amico fraterno che mai dimenticheremo», ha scritto la società sulla sua pagina Facebook.

Numerosi i messaggi di cordoglio, tra cui quelli del sindaco di Sassuolo Matteo Mesini: “Per anni è stata la figura di riferimento della Sanmichelese, di quel calcio in cui, più che l’agonismo e la competizione, è importante la passione e l’educazione dei più giovani. Lascia tantissimi amici che lo hanno seguito ed ammirato”.

“Alla famiglia – prosegue il Sindaco – ai tanti amici che lascia ed alla Sanmichelese tutta, vanno le più sentite condoglianze a nome mio, della Giunta e dell’Amministrazione comunale oltre che dell’intera città di Sassuolo”.

 

 

 

Banchi frigoriferi nella GDO: un refrigerante su due è naturale

Banchi frigoriferi nella GDO: un refrigerante su due è naturaleIn Italia, nei banchi frigoriferi della grande distribuzione organizzata il 50% dei refrigeranti sono naturali, il 48% sintetici e il 2% di altro tipo. È quanto emerge dalla prima indagine su refrigeranti e GDO nel nostro Paese presentata oggi da Legambiente a Refrigera 2025, la fiera internazionale della refrigerazione industriale, commerciale, logistica, della surgelazione e della criogenia, che si svolge fino a domani a BolognaFiere.

La percentuale italiana sull’uso dei refrigeranti naturali è particolarmente significativa, se si considera che la media europea è del 30%. L’indagine ha preso in considerazione 3.899 banchi frigoriferi in 98 negozi di sei città e altrettante regioni.

“L’adozione di refrigeranti naturali è in rapida crescita, spinta da emergenze climatiche e regolamentari – ha commentato Marco Mancini dell’Ufficio Scientifico di Legambiente – Oggi i Pfas (le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate) sono il ‘nuovo amianto’ perché contaminano l’acqua e la catena alimentare. Bisogna quindi essere tutti parte attiva di un cambiamento basato su un principio di precauzione. In quest’ottica,  il mondo dell’industria e dell’innovazione sta facendo importanti passi avanti”.

Biagio Lamanna, Head of Knowledge Center di Carel Industries, ha detto che i refrigeranti naturali sono più presenti in ipermercati e discount, mentre i sintetici prevalgono ancora nei supermercati. Per area geografica esiste un sostanziale equilibrio.

“Un altro aspetto evidenziato dallo studio è relativo alle conseguenze dell’apertura o chiusura dei mobili frigoriferi – ha detto Enrico Zambotto, Refrigeration Engineering Manager di Arneg – La chiusura permette un risparmio energetico del 58% e meno energia significa anche minore CO₂: si stima che dieci metri di mobili frigoriferi con porte permettano di salvare 10/12 alberi l’anno. Ogni punto vendita diventa così un piccolo bosco urbano”.

La chiusura dei mobili frigoriferi migliora anche la qualità con prodotti più freschi e duraturi, riduzione degli scarti e  maggiore visibilità, perché il cliente si ferma più tempo.

A Refrigera 2025 oggi si è svolta anche la cerimonia dei PR Planet Refrigeration Awards, nati per valorizzare l’eccellenza e l’innovazione lungo tutta la filiera del freddo. Sono state premiate aziende e progetti che si sono distinti per tecnologia, sostenibilità, design e impegno sociale.

Nell’ambito di Applitech 2025, la fiera dedicata all’industria produttiva e alla filiera di elettrodomestici ed elettronica di consumo organizzata da A151 srl in collaborazione con Senaf srl, è intervenuto Mauro Barchiesi, presidente di Confapi Industria Ancona, che ha sottolineato come l’innovazione del prodotto finito nasca dalla subfornitura.

“Le Pmi hanno garantito la continuità del sistema italiano trovando soluzioni sempre migliori – ha detto Barchiesi – Oggi molte grandi aziende si limitano ad assemblare, ma la vera innovazione nasce dove si produce. Dobbiamo difendere la nostra industria manifatturiera e per farlo non basta progettare: il futuro del Made in Italy passa dalle aziende che producono”.

Regione e BolognaFiere insieme per valorizzare tra i visitatori italiani e internazionali i prodotti Dop e Igp e i vini Doc e Igt dell’Emilia-Romagna

Regione e BolognaFiere insieme per valorizzare tra i visitatori italiani e internazionali i prodotti Dop e Igp e i vini Doc e Igt dell’Emilia-RomagnaI prodotti e i vini di qualità dell’Emilia-Romagna sempre più protagonisti, anche sul nostro territorio. Regione e BolognaFiere hanno firmato un Protocollo d’intesa per promuovere e valorizzare il patrimonio enogastronomico e agroalimentare regionale di qualità nelle principali fiere in Italia e all’estero.

L’accordo, sottoscritto durante la riunione della Consulta agricola regionale dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, e dal presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, rafforza la collaborazione tra istituzioni e sistema fieristico per aumentare la conoscenza delle eccellenze agroalimentari emiliano-romagnole, dai prodotti Dop e Igp ai vini Doc e Igt, sui mercati internazionali.

In base al Protocollo, BolognaFiere si impegna a favorire la presenza, all’interno delle proprie manifestazioni, di fornitori autorizzati e operatori accreditati che utilizzino prioritariamente produzioni Dop, Igp, Doc e Igt dell’Emilia-Romagna. In questo modo, anche attraverso la somministrazione e i punti ristoro, i visitatori potranno conoscere e apprezzare direttamente la qualità e la tipicità dei prodotti regionali.

“Vogliamo continuare a rafforzare l’immagine dei prodotti regionali e valorizzarne le caratteristiche uniche, frutto di tradizioni, saperi e qualità riconosciute a livello internazionale- afferma l’assessore Mammi-. L’accordo siglato rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari. Grazie alla collaborazione con BolognaFiere, una realtà che da sempre promuove l’agroalimentare di qualità nei contesti internazionali, potremo far conoscere sempre di più le nostre eccellenze agli operatori e ai visitatori di tutto il mondo. È un modo concreto per sostenere i nostri produttori, rafforzare l’identità del territorio e diffondere la cultura della qualità che ci contraddistingue”.

Con oltre cento eventi fieristici l’anno, organizzati in Italia e in Paesi come Stati Uniti, Cina, India e Tailandia, BolognaFiere rappresenta una vetrina strategica per portare le eccellenze emiliano-romagnole nel mondo, promuovendo la sostenibilità e la filiera agroalimentare di qualità.

“Il protocollo sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna- dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere-, rafforza una collaborazione di lungo periodo e conferma l’impegno condiviso per valorizzare le eccellenze agroalimentari della nostra regione. Attraverso manifestazioni di riferimento come Marca, SANA Food, Slow Wine Fair e il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, BolognaFiere continuerà a promuovere i prodotti Dop, Igp, Doc e Igt dell’Emilia-Romagna, mettendone in luce la qualità, la sostenibilità e il legame con il territorio. In un quartiere fieristico che accoglie ogni anno oltre due milioni di visitatori, vogliamo che i sapori e i saperi della nostra terra siano ambasciatori del Made in Emilia-Romagna in Italia e nel mondo”.

Il Protocollo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027.

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