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lunedì, 6 Aprile 2026
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Referendum: Severi (FI), quasi la metà dei sassolesi ha votato SI. Con la campagna ideologica della sinistra persa una grande occasione

Referendum: Severi (FI), quasi la metà dei sassolesi ha votato SI. Con la campagna ideologica della sinistra persa una grande occasioneA Sassuolo il risultato della consultazione parla chiaro: quasi metà della città ha scelto il SÌ. Con un’affluenza del 64,14%, superiore alla media nazionale, ben 9.363 cittadini hanno espresso la volontà di cambiare, di superare un sistema che da troppo tempo mostra limiti evidenti. Il dato finale – 51,21% per il NO contro il 48,79% per il SÌ – racconta di uno scarto minimo, appena 463 voti. Altro che vittoria netta.

Nonostante una campagna nazionale fortemente politicizzata dalla sinistra, più impegnata a utilizzare il tema della giustizia come arma contro il governo che a discutere seriamente la riforma, il SÌ ha raggiunto quasi il 50%. È un risultato che non può essere minimizzato  e sicuramente non può giustificare i trionfalismi del fronte del NO. A Sassuolo esiste un’area ampia, concreta e determinata che non si riconosce nello status quo e che chiede riforme vere, non slogan.

La sinistra ha scelto di sacrificare una riforma necessaria sull’altare dell’ideologia e del contrasto al governo. Ha trasformato un passaggio istituzionale in un terreno di scontro politico, perdendo di vista l’interesse generale. I nodi della giustizia restano irrisolti, e un’occasione straordinaria è stata sprecata.

A nome di Forza Italia Sassuolo desidero ringraziare tutti i cittadini che si sono recati alle urne e, in particolare, coloro che hanno scelto il SÌ: avete dato voce a un’idea chiara di futuro, a una richiesta di modernità e responsabilità. Noi ce la abbiamo messa tutta per una campagna seria, nel merito dei contenuti e con confronti aperti.  A Sassuolo il messaggio è limpido: il cambiamento è già realtà per metà della città. Da qui si riparte, con ancora più determinazione.

Claudia Severi
Coordinatrice cittadina Forza Italia – Sassuolo

Difesa del suolo. Nuovi argini, opere di difesa e alvei più capienti

Difesa del suolo. Nuovi argini, opere di difesa e alvei più capientiOtto interventi per la messa in sicurezza di fiumi e torrenti, in tutto il territorio regionale da Piacenza fino alla costa. È il programma di opere che la Regione Emilia-Romagna sosterrà con un nuovo stanziamento di quasi 24 milioni, provenienti da un decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in accordo con il ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare.

I lavori prevedono la realizzazione di nuove aree di laminazione, lavori di risagomatura e adeguamento di argini, ripascimento e manutenzione delle opere di difesa del litorale, mitigazione del rischio idrogeologico. Il pacchetto di risorse copre il costo totale dei vari interventi: sei sono in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, gli altri due all’Agenzia interregionale per il fiume Po (AiPo).

“Si tratta di interventi importanti, inseriti nel nuovo Piano per il contrasto al rischio idrogeologico, che la Regione ha candidato nel 2025 al finanziamento statale ottenendolo- spiega la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Grazie a queste risorse potremo avviare una serie di cantieri molto attesi nei territori, con opere che riguardano argini, aree di laminazione e difesa del litorale. È un ulteriore passo avanti nel lavoro di rafforzamento della sicurezza idraulica della nostra regione, ridurre i rischi legati agli eventi estremi e garantire una maggiore tutela alle comunità”.

Gli interventi, divisi per provincia

Provincia di Piacenza

In località San Vincenzo di Cadeo, verrà costruito un corpo arginale per contenere le onde di piena del torrente Chero, con 1,5 milioni di euro. Sempre nel Piacentino, a Caorso, il torrente Chiavenna sarà interessato da lavori di consolidamento, ripristino e nuove opere idrauliche per 3,5 milioni di euro.

Provincia di Parma

A Collecchio, nell’area che va dalla tangenziale sud di Parma fino alla Strada comunale Farnese, verranno effettuati lavori di risagomatura e adeguamento degli argini del torrente Baganza (circa 3,7 milioni di euro). Sempre nel Parmense, a Fornovo di Taro, con 1,8 milioni di euro saranno eseguiti interventi di mitigazione dei rischi idrogeologici (Stralcio I).

Provincia di Reggio Emilia

A Cadelbosco di Sopra, con 4 milioni di euro si procederà alla realizzazione di un’area di laminazione delle piene del torrente Crostolo e del Cavo Cava.

Provincia di Ferrara

A Pontelagoscuro verranno effettuati interventi di consolidamento dei muri laterali della Conca di Pontelagoscuro lato Canale Boicelli, per 2,5 milioni di euro.

Provincia di Ravenna

A Cervia (Ra) si interverrà sul Savio, con lavori di riqualificazione fluviale e realizzazione di aree di laminazione a monte di Castiglione di Cervia, per un totale di 3,7 milioni di euro.

Gli interventi sulla costa

Diverse località saranno interessate da interventi, per 3,2 milioni di euro, di messa in sicurezza tramite ripascimento e manutenzione delle opere di difesa e del litorale: Porto Corsini/Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima nel Ravennate, Ponente nel comune di Cesenatico (FC) e Alba in quello di Riccione (Rn).

Fiorano: “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”

Fiorano: “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”Villa Rossi, lo storico asilo di Spezzano che ha accolto per decenni generazioni di bambini, chiude definitivamente le porte, dopo il trasferimento di alunni e personale nella nuova scuola dell’infanzia “Margherita Hack” a gennaio 2026.

Molti fioranesi sono legati da ricordi al vecchio edificio su via Nirano 7, per dare a tutti la possibilità di varcare un’ultima volta la soglia della “loro scuola”, l’Amministrazione comunale ha organizzato l’iniziativa “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”. Un momento aperto a tutta la comunità per salutare uno dei luoghi più significativi del territorio e custodirne la memoria collettiva.

L’evento si terrà sabato 28 marzo 2026, dalle ore 14.30 alle ore 16.30, presso la ex scuola. Nel corso del pomeriggio, i partecipanti potranno visitare gli spazi della Villa, aperti al pubblico; riscoprire ambienti e ricordi condivisi; scattare una ricordo da conservare; condividere un momento di saluto e gratitudine.

I cittadini sono inoltre invitati a condividere i propri scatti sui social con l’hashtag #amarcordvillarossi, contribuendo così a costruire un archivio collettivo di ricordi.

Villa Rossi non è stata solo una scuola, ma uno spazio di crescita, relazioni e ricordi per intere generazioni. Aprire nuovamente le sue porte, anche solo per un pomeriggio, significa offrire alla comunità un’occasione per ritrovarsi, condividere emozioni e riportare alla memoria momenti importanti della propria infanzia. Sarà un momento semplice, ma autentico, capace di unire le persone nel segno dei ricordi e del senso di appartenenza al nostro territorio.”, sottolinea l’assessora alla Scuola, Monica Lusetti.

La partecipazione è libera e aperta a tutti.

Cura del verde pubblico: a Formigine in corso il piano sfalci 2026

Cura del verde pubblico: a Formigine in corso il piano sfalci 2026Proseguono sul territorio del Comune di Formigine le operazioni di manutenzione del verde pubblico. Si tratta di un impegno massiccio che copre una superficie complessiva di circa 800.000 metri quadrati, un’attività volta a garantire il decoro urbano e la piena fruibilità delle aree ricreative, dei giardini scolastici e dei cigli stradali.

La programmazione degli interventi non è statica, ma si adatta dinamicamente all’andamento stagionale e alle condizioni meteorologiche. Generalmente, il ciclo delle operazioni si sviluppa tra marzo e agosto in modo continuativo. Dopo una breve pausa estiva, dettata dal naturale rallentamento della crescita dell’erba dovuto alle alte temperature, il servizio riprende a pieno regime a fine agosto per concludersi indicativamente a ottobre. In caso di stagioni particolarmente miti, gli interventi possono estendersi fino a novembre, mentre nei mesi invernali l’attività si concentra sullo sminuzzamento del fogliame, specialmente nei parchi più alberati e nei pressi dei plessi scolastici.

Come previsto dalla normativa nazionale, l’erba tagliata non viene raccolta ma viene lasciata in loco. Questa pratica, denominata “mulching”, contribuisce in modo decisivo alla salute del suolo: l’erba finemente sminuzzata si decompone trasformandosi in un fertilizzante naturale che arricchisce il terreno di sostanza organica, favorendo la biodiversità.

“La cura del nostro territorio – afferma l’Assessora al Verde pubblico Giulia Malvolti – è una priorità. Chiediamo ai cittadini un pizzico di pazienza se l’erba tagliata resta a terra per qualche giorno: è un metodo naturale per nutrire il prato e gestire le risorse in modo intelligente, garantendo al contempo che i nostri parchi siano pronti ad accogliere i cittadini per tutta la stagione. In particolare, nel periodo primaverile, la crescita dell’erba è particolarmente rapida a causa dell’alternanza tra piogge intense e giornate di sole, per cui potrà capitare che per qualche giorno l’erba risulti più alta della norma. Gli sfalci sono comunque organizzati a ciclo continuo: stiamo lavorando senza sosta su tutto il territorio e l’erba sarà tagliata ovunque seguendo il cronoprogramma stabilito”.

 

L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è Igp

L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è IgpUn ‘piatto povero’ contadino, tra i più amati della tradizione reggiana. Un prodotto tramandato da generazioni, profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità, ma anche alle imprese del territorio. È l’Erbazzone reggiano che, dopo un lungo percorso, ha ottenuto ufficialmente il marchio Igp (Indicazione geografica protetta). La procedura per l’ufficialità è stata adottata dalla Commissione Ue lo scorso 20 marzo e verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale europea nei prossimi giorni.

Il già ricco paniere Dop e Igp dell’Emilia-Romagna acquisisce così con un prodotto in più e arriva a quota 45, confermando l’Emilia-Romagna come prima regione in Europa per numero di prodotti di qualità certificata.

Il percorso per il riconoscimento dell’Erbazzone è partito nel 2019, quando cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – hanno creduto fortemente nel progetto di elevare la produzione dell’Erbazzone all’Indicazione geografica protetta; nel 2022 si sono costituite in “Associazione Produttori Erbazzone reggiano” per dare avvio all’iter di riconoscimento, con il sostegno e il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna.

“È un risultato molto atteso, su cui abbiamo lavorato in squadra, e che rappresenta un riconoscimento importantissimo per il territorio reggiano, per i produttori e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna- ha commentato oggi, nel corso della conferenza stampa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Parliamo del riconoscimento di una ricetta storica, che la tradizione riconduce addirittura al Medioevo; un cibo quotidiano, che racconta il territorio e chi lo vive. Con l’Indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo e potrà essere promosso con più forza. L’Igp- ha aggiunto Mammi- è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, assicurare trasparenza ai consumatori, sostenere il reddito dei produttori locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo. Voglio ricordare- ha concluso l’assessore- che l’Emilia-Romagna è chiamata la Food Valley d’Italia, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola Dop Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.

“Questo percorso viene da lontano, da una sfida che alcune imprese reggiane hanno voluto intraprendere per dare risalto a un prodotto straordinario: tutelarlo e allo stesso tempo promuoverlo- ha sottolineato Matteo Cugini, vicepresidente dell’Associazione Produttori Erbazzone reggiano-. L’Igp è un risultato per l’intero territorio, nel quale abbiamo creduto da subito e ci siamo impegnati a conseguire consapevoli della bontà dell’Erbazzone, della sua versatilità e della qualità delle materie prime che servono per cucinarlo. Oggi è un giorno da festeggiare, perché l’Indicazione geografica sarà l’inizio di un nuovo percorso, capace di dare più visibilità al prodotto e alla sua promozione. È molto bello condividere insieme questo risultato, che rappresenta un valore economico, ma anche l’identità della provincia di Reggio Emilia, delle persone e delle comunità locali. L’Erbazzone Igp- conclude Cugini- andrà sempre più valorizzato e fatto conoscere a tutti, perché è un prodotto che merita attenzione, tutela e l’adesione di tutte quelle realtà del territorio che vorranno farlo”.

L’Erbazzone reggiano Igp

Una torta salata ripiena di erbe, fatta con due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali c’è un ripieno di verdure e Parmigiano Reggiano. L’Erbazzone reggiano ha forma rotonda o rettangolare, uno spessore compreso tra 1 e 3 centimetri e un peso tra i 200 grammi e i 3 chilogrammi. La pasta è fatta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo che può essere aromatizzato con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato; si possono anche usare, volendo, latte, olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. La zona di produzione è l’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

Il percorso verso il riconoscimento europeo

Il riconoscimento dell’Erbazzone reggiano come Igp è frutto di un percorso pluriennale avviato su iniziativa dei produttori locali e accompagnato dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è passato all’esame dal ministero dell’Agricoltura che, nel 2024, ha espresso parere favorevole, dopo aver verificato la coerenza con la normativa europea in tema di indicazioni geografiche. Dopo la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea. Nel corso dell’iter europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo così il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati.

Oggi la Giornata nazionale della lettura: Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna insieme per la valorizzazione di archivi e biblioteche ecclesiastiche e religiose

Oggi la Giornata nazionale della lettura: Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna insieme per la valorizzazione di archivi e biblioteche ecclesiastiche e religioseValorizzare e rendere fruibile a un pubblico più ampio il grande patrimonio culturale custodito negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche e religiose che si trovano in Emilia-Romagna.

Con questo obiettivo, la Giunta regionale ha approvato una convezione di durata triennale (2026-2028) tra Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna che include la promozione di bandi dedicati al potenziamento dei servizi, dell’accessibilità e catalogazione di biblioteche e archivi storici diocesani, monastici, conventuali, parrocchiali, religiosi e della loro integrazione all’interno dell’organizzazione bibliotecaria regionale.

La Regione si impegna a finanziare i progetti presentati dagli Istituti ecclesiastici ammessi a contributo per un totale di 100mila euro per ciascuno dei tre anni della durata della convenzione. Per la prima volta potranno quindi accedere a un Avviso dedicato sulla base di priorità, obiettivi e modalità definiti con la Cei Emilia-Romagna, in una logica di sistema.

Prima, l’accesso ai contributi pubblici da parte di biblioteche ecclesiastiche o religiose avveniva attraverso singole convenzioni con i soggetti titolati di tali istituti. Il nuovo accordo, invece, intende includere un maggior numero di beneficiari in una visione più integrata, così che il prezioso patrimonio custodito negli archivi e nelle biblioteche possa essere più facilmente disponibile, conosciuto, letto, condiviso, studiato, dopo l’opportuna catalogazione, in molti casi non ancora realizzata.

“Nella Giornata nazionale della lettura siamo veramente soddisfatti di dare questa notizia- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Parliamo di un accordo innovativo, che ha la finalità principale di rendere sempre più accessibile a cittadini e cittadine il maggior numero di volumi possibile e di ampliare così la possibilità di conoscenza, lettura e studio. Contribuiamo a sostenere, per esempio, interventi di catalogazione e miglioramento delle sale di consultazione, rendendo disponibile un numero maggiore di fondi librari e spazi più ampi per lo studio e la ricerca”.

“Si tratta di un insieme di beni di straordinario valore e interesse pubblico, che include libri antichi, documenti preziosi a testimonianza di passaggi storici delle nostre comunità e non solo. Un tesoro, un’eredità culturale- aggiunge Allegni- da valorizzare e integrare al meglio nel sistema bibliotecario regionale. Pensiamo che questo possa essere un primo passo sostanziale per un più ampio lavoro comune nel settore del patrimonio culturale”.

Il patrimonio conta circa mezzo milione di volumi, solo per quanto riguarda i fondi librari catalogati. Il sistema delle biblioteche ecclesiastiche, di proprietà di diocesi, parrocchie, seminari e uffici diocesani, delle biblioteche religiose, di proprietà di Ordini religiosi, congregazioni o monasteri, degli archivi ecclesiastici e religiosi conta in Emilia-Romagna circa 90 biblioteche e circa 45 archivi di varie dimensioni e di grande valore storico e documentario. Oltre a libri antichi e moderni, si possono trovare collezioni di testamenti, documenti con le gestioni amministrative e scolastiche dei collegi, registri battesimali di secoli passati, carteggi, cronache e memorie, fotografie, manoscritti decorati.

La Convenzione tra Regione e Cei Emilia-Romagna

La Convezione si fonda su uno spirito di leale collaborazione tra la Regione e la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, nel rispetto delle specifiche identità istituzionali degli enti ecclesiastici e della peculiarità dei beni archivistici e bibliotecari da essi custoditi.

La Regione Emilia-Romagna favorisce (ai sensi dell’art. 6, comma 3, della legge regionale n.18 del 24 marzo 2000) interventi volti a migliorare l’organizzazione, i servizi e l’accessibilità degli istituti ecclesiastici, promuovendone l’integrazione nelle reti bibliotecarie e documentarie regionali, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede. Allo scopo la Regione finanzierà la convenzione con 100mila euro annui per il triennio 2026-2028.

La Conferenza Episcopale si impegna, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, a garantire la fruibilità del patrimonio culturale conservato presso gli istituti ecclesiastici, assicurando il flusso dei dati verso le reti bibliotecarie territoriali per concorrere alla realizzazione di servizi comuni, nel rispetto della propria identità istituzionale e delle tutele necessarie alla salvaguardia dei documenti.

I programmi triennali potranno includere, in via non esclusiva, l’attivazione di nuovi servizi, l’introduzione di tecnologie innovative, interventi di catalogazione, conservazione, restauro, digitalizzazione del patrimonio documentario e iniziative di promozione del patrimonio culturale, l’adeguata conservazione dei beni librari antichi.

Gli istituti ecclesiastici che intendono accedere ai finanziamenti dovranno seguire la procedura stabilita nell’Avviso bandito dalla Conferenza Episcopale. I contributi saranno liquidati dalla Regione direttamente alla Cei Emilia-Romagna e da questa agli istituti beneficiari.

Tecnologie quantistiche, la Regione Emilia-Romagna aderisce al progetto europeo del programma Horizon Europe

Consolidare e collegare le Regional innovation valleys di diverse realtà continentali dedicate alle tecnologie quantistiche, accelerando il trasferimento tecnologico dalla ricerca al mercato. La Regione Emilia-Romagna conferma il suo ruolo di primo piano nell’innovazione tecnologica europea partecipando, come partner, al progetto Equivalemt – European quantum innovation Valleys, finanziata nell’ambito del programma Horizon Europe.
La scelta è stata approvata oggi nel corso della riunione della Giunta regionale. L’obiettivo principale è creare una rete per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche tra cui computazione, simulazione e sensori. L’Emilia-Romagna, già riconosciuta come Regional innovation valley dalla Commissione europea, si distingue per la sua capacità di integrare ricerca e industria, sostenendo la competitività europea.

La Regione contribuisce con un budget complessivo di 903.750 euro, cofinanziato al 50% dalla Commissione europea. Il progetto partirà verso ottobre 2026 e avrà una durata di cinque anni.
Al progetto lavoreranno 17 partner, facilitando la collaborazione tra regioni, istituti di ricerca e attori industriali per rafforzare l’ecosistema quantistico europeo e sviluppare e collegare Regional innovation valleys.

“La partecipazione a questo progetto rappresenta un’opportunità per consolidare ulteriormente la presenza dell’Emilia-Romagna nelle reti europee dell’innovazione- spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. L’ambito quantistico è un settore in evoluzione, che richiede collaborazione tra territori, istituzioni di ricerca e imprese. Con Equivalemt intendiamo contribuire a questo percorso, valorizzando le competenze già attive nel nostro ecosistema regionale. Un’ulteriore iniziativa per rispondere alla necessità di rafforzare la sovranità tecnologica europea nel campo quantistico, agendo come azione chiave della nuova Agenda europea per l’innovazione, per la tenuta democratica socioeconomica”.

Le Regional innovation valleys

Le Regional innovation valleys (Riv) sono iniziative della Commissione europea pensate per rafforzare la cooperazione tra regioni, collegare ecosistemi territoriali e sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche. Favoriscono progetti congiunti, condivisione di competenze, investimenti comuni e coinvolgimento di imprese e centri di ricerca.
Il consorzio comprende istituzioni pubbliche, università, centri di ricerca e attori industriali. Tra questi: Gain e Cesga (Spagna); Regione Emilia-Romagna, Clust-ER Innovazione nei servizi, Politecnico di Milano, Orthokey (Italia); Ccdr-n e Inl (Portogallo); Technische universiteit Delft (Paesi Bassi); Università di Tampere (Finlandia); Région Île-de-France, Cea, Teratec, systematic Paris-Region (Francia); Welsh Government (Galles); Eads (Romania); Dcs Computing (Austria). I partner rappresentano differenti competenze quali supercalcolo, nanotecnologie, ricerca quantistica, innovazione regionale e sviluppo industriale.
L’iniziativa si lega localmente ad altre eccellenze come il Centro nazionale Icsc (supercalcolo, Big Data e Quantum Computing) e le azioni della Bologna Quantum Alliance. Il progetto sostiene attività congiunte tra i partner per lo sviluppo di soluzioni quantistiche, la condivisione di competenze, il coinvolgimento di imprese e startup, e l’utilizzo di strumenti come il cascade funding: una modalità di finanziamento della Commissione europea per erogare alle piccole e medie imprese, attraverso bandi gestiti da consorzi, contributi a fondo perduto sull’innovazione.

Eventi sportivi in Emilia-Romagna: al via un bando da 1 milione di euro per sostenere iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionale

Eventi sportivi in Emilia-Romagna: al via un bando da 1 milione di euro per sostenere iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionaleTornei locali, gare podistiche, festival sportivi per tutte le età, iniziative nei quartieri e nei parchi. La Regione mette a disposizione 1 milione di euro per il 2026, attraverso un bando, per finanziare iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionale con l’obiettivo di sostenere gli eventi sportivi che animano città e comunità locali, promuovendo stili di vita sani, inclusione e partecipazione attiva.

L’intervento si colloca nell’ambito della legge regionale per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive e del Piano triennale dello sport 2024-2026, che riconoscono nello sport una leva strategica per la salute, il benessere psico-fisico e la coesione sociale delle comunità.

L’avviso è rivolto a enti sportivi dilettantistici, federazioni, enti di promozione sportiva, organizzazioni di volontariato e associazioni del Terzo settore attivi in Emilia-Romagna, chiamati a presentare progetti per la realizzazione di eventi nel corso del 2026.

“Con questo bando rafforziamo il nostro impegno a sostegno dello sport diffuso e accessibile- afferma l’assessora regionale allo Sport, Roberta Frisoni-. Gli eventi sportivi rappresentano un’occasione preziosa per coinvolgere le comunità, stimolare lo sport di base, valorizzare i territori e promuovere stili di vita sani. Ed è anche per questo che quest’anno abbiamo scelto di anticiparne l’uscita: per consentire alle realtà sportive tempi più adeguati di programmazione delle iniziative. Come Regione vogliamo continuare a sostenere il lavoro delle associazioni e del volontariato sportivo, che ogni giorno contribuiscono a rendere l’Emilia-Romagna una vera terra di sport e di passione sportiva”.

“Per tale motivo- prosegue l’assessora-, fin dall’inizio del mandato ci siamo impegnati ad attivare tavoli di confronto costanti tra Assessorato e i rappresentanti del mondo sportivo affinché tutti gli strumenti di sostegno messi in campo dalla Regione siano sempre condivisi e in grado di rispondere alle necessità e cambiamenti che questo settore sta affrontando nel tempo. L’obiettivo è quello di dare un supporto a iniziative capaci di animare ed aggregare le comunità locali, incentivare la pratica sportiva per tutte e tutti: dai giovani agli anziani, favorire l’inclusione delle persone con disabilità e delle fasce più fragili, promuovere le pari opportunità e diffondere una cultura dello sport sostenibile, attenta anche agli aspetti ambientali”.

Il bando

I contributi, a fondo perduto, saranno assegnati sulla base di una graduatoria che terrà conto npn soltanto della qualità dei progetti, ma anche del numero di partecipanti coinvolti, dell’attenzione a inclusione, salute, sostenibilità ambientale ed alla capacità di attivare collaborazioni territoriali.

Saranno finanziati eventi sportivi realizzati in Emilia-Romagna tra il 1^ gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata limitata e rivolti prevalentemente a un bacino di utenza locale. Il contributo potrà coprire fino al 70% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 15mila euro per ciascun progetto.

L’adesione alla Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna, istituita nel 2022, continua ad essere un criterio fondamentale per l’ammissibilità dei progetti. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma regionale dedicata a partire dalle ore 9 del 31 marzo, fino alle ore 15 del 30 aprile 2026. Link al bando .

Sempre nell’ambito delle politiche regionali volte a promuovere lo sport come strumento educativo, inclusivo e di benessere, è in fase di approvazione un ulteriore bando che mette a disposizione 100mila euro complessivi a sostegno di progetti, da realizzarsi nel 2026, per favorire la continuità della pratica sportiva, il rientro dei giovani che hanno interrotto l’attività e per ampliare l’accesso allo sport, con particolare attenzione alle fasce di età più esposte al rischio di abbandono e ai contesti territoriali di maggiore fragilità sociale. L’avviso, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, è rivolto ad associazioni e società sportive dilettantistiche, Coni e Cip, enti locali, istituzioni scolastiche e organismi sportivi riconosciuti. Le domande di contributo dovranno essere presentate attraverso l’applicativo web dedicato, che sarà disponibile sul portale della Regione Emilia-Romagna, dalle ore 9 del 19 maggio 2026 fino alle ore 15 del 12 giugno 2026.

Oltre le calorie: i pilastri medici per una gestione del peso a lungo termine

Oltre le calorie: i pilastri medici per una gestione del peso a lungo terminePer decenni, il consiglio universale per chiunque desiderasse perdere peso è stato riassunto in una formula apparentemente infallibile: “mangia meno e muoviti di più”. Questo approccio, basato esclusivamente sul deficit calorico, suggerisce che il corpo umano funzioni come una semplice calcolatrice. Tuttavia, la realtà biologica è molto più complessa e questa narrazione semplificata ha spesso generato un profondo senso di colpa in chi, pur impegnandosi con diete restrittive, non riusciva a mantenere i risultati nel tempo.

La scienza medica moderna sta finalmente scardinando l’idea che il peso corporeo dipenda solo dalla forza di volontà. Molte persone lottano contro meccanismi di difesa biologica che si oppongono attivamente alla perdita di grasso. Il corpo umano non è un sistema statico, ma un ecosistema dinamico che cerca costantemente l’omeostasi, ovvero una condizione di equilibrio interno che spesso include la conservazione delle riserve energetiche.

Il “set-point” metabolico: perché il corpo oppone resistenza

Uno dei concetti fondamentali per comprendere la gestione del peso è il cosiddetto set-point metabolico. Possiamo immaginarlo come un termostato interno, regolato principalmente dall’ipotalamo, che stabilisce quale debba essere il peso ideale per la sopravvivenza dell’individuo. Quando iniziamo una dieta eccessivamente restrittiva, il nostro cervello interpreta la carenza di cibo come un segnale di pericolo o di carestia imminente.

In risposta a questo allarme, l’organismo mette in atto una strategia di risparmio energetico: il metabolismo basale rallenta e il senso di fame aumenta drasticamente. Questo fenomeno spiega il celebre “effetto yo-yo“, in cui i chili persi vengono recuperati rapidamente non appena si allenta la restrizione. Il corpo, in sostanza, combatte per tornare al suo set-point originale, rendendo la battaglia contro la bilancia una sfida contro la nostra stessa biologia.

Ormoni e infiammazione silente: i registi invisibili del peso

La gestione del peso è orchestrata da un complesso sistema ormonale che va ben oltre il conteggio dei nutrienti. La resistenza insulinica rappresenta uno degli ostacoli principali in questo processo. Quando le cellule smettono di rispondere correttamente all’insulina, il corpo fatica a utilizzare gli zuccheri come fonte di energia, trasformandoli invece in grasso di deposito. Non si tratta solo di quanto si mangia, ma di come il metabolismo gestisce i picchi glicemici.

A questo si aggiunge l’azione di due ormoni chiave: la leptina, che segnala la sazietà, e la grelina, che stimola l’appetito. In molti soggetti in sovrappeso, questo equilibrio si spezza, portando a una sorta di “sordità” ai segnali di sazietà. Parallelamente, l’accumulo di tessuto adiposo può alimentare un’infiammazione di basso grado. Questo stato infiammatorio cronico altera ulteriormente i segnali metabolici e blocca il dimagrimento, creando un circolo vizioso che richiede un intervento mirato e multidisciplinare.

La nuova frontiera clinica: il ruolo dei farmaci per il controllo del peso

Negli ultimi anni, la medicina ha fatto passi da gigante introducendo strumenti farmacologici innovativi, come i farmaci analoghi del recettore GLP-1. Questi farmaci rappresentano una vera svolta, ma è fondamentale inquadrarli nel modo corretto: non sono “pillole magiche” per fini estetici, bensì supporti clinici volti a correggere una biologia alterata.

Questi presidi agiscono direttamente sui centri cerebrali che regolano la fame biologica, quella sensazione viscerale che la semplice forza di volontà non può sopprimere a lungo. Migliorando la risposta metabolica e rallentando lo svuotamento gastrico, gli analoghi del GLP-1 aiutano i pazienti a seguire un piano alimentare senza lo stress costante della fame chimica. È imperativo sottolineare che la prescrizione medica è obbligatoria e che tali farmaci devono essere assunti sotto stretto controllo specialistico. Essi funzionano efficacemente solo se integrati in un percorso che preveda una corretta alimentazione e un’attività fisica regolare.

Gestione del peso a lungo termine: una strategia multidisciplinare

Abbandonare la logica della “dieta lampo” è il primo passo verso una salute duratura. La gestione del peso a lungo termine richiede una visione d’insieme che consideri la qualità del sonno, la gestione dello stress e, soprattutto, la composizione corporea. L’obiettivo non deve essere semplicemente abbassare il numero sulla bilancia, ma preservare la massa magra riducendo quella grassa.

Un approccio multidisciplinare, che veda la collaborazione tra endocrinologi, nutrizionisti e, se necessario, professionisti del benessere psicofisico, permette di costruire uno stile di vita sostenibile.

Affrontare il sovrappeso non deve essere un percorso di privazione, ma un atto di profonda cura verso se stessi. Comprendere che esistono ostacoli biologici reali permette di eliminare lo stigma del fallimento e di approcciarsi alla salute con una nuova consapevolezza.

Prendersi cura del proprio metabolismo significa ripristinare la funzionalità del proprio corpo, garantendogli l’energia e la vitalità necessarie per vivere appieno. Se senti che i tuoi sforzi non portano ai risultati sperati, consulta sempre un medico specialista per individuare la strategia più adatta alle tue specifiche esigenze biologiche.

 

Panariagroup annuncia la sua partecipazione a Coverings 2026

Panariagroup annuncia la sua partecipazione a Coverings 2026
Panaria Group (ph Ottani)

Panariagroup, player internazionale di riferimento nella produzione e distribuzione di superfici ceramiche, conferma la propria partecipazione a Coverings 2026, il principale appuntamento fieristico del settore in Nord America, in programma a Las Vegas (Nevada) dal 30 marzo al 2 aprile.

In questo contesto strategico, il Gruppo presenta un’offerta che integra produzione locale, eccellenza industriale internazionale e cultura progettuale italiana, interpretando in chiave contemporanea le evoluzioni dell’abitare e consolidando la propria presenza nel mercato statunitense.

La partecipazione si articola in due spazi espositivi. Nel padiglione americano, uno stand di forte impatto scenografico accoglie Florida Tile – solido riferimento nel mercato USA – insieme ai brand italiani Panaria Ceramica e Lea Ceramiche. Nell’area Ceramics of Italy, è invece protagonista Cotto d’Este, espressione dell’eccellenza premium del Made in Italy.

 

PANARIA CERAMICA: UN’OFFERTA TRASVERSALE TRA CULTURA ITALIANA E MERCATO USA – Panariagroup USA – Booth 6250 (Central Hall)

Panaria Ceramica presenta a Coverings un’offerta completa e articolata, che unisce il valore del Made in Italy a una proposta sviluppata appositamente per il mercato statunitense.

Revel e Perpetual, espressione della cultura progettuale italiana e già consolidate a livello internazionale, si affiancano a Moondance, Luxe Ensemble e alla novità 2026 – Encore – ampliando l’offerta con soluzioni capaci di interpretare le specificità del contesto nordamericano.

La proposta evidenzia la capacità del brand e del Gruppo di operare con efficacia su scala globale, interpretando linguaggi, esigenze e modelli abitativi differenti.

 

LEA CERAMICHE: DESIGN, RICERCA E VISIONE PROGETTUALE  – Panariagroup USA – Booth 6250 (Central Hall)

Lea Ceramiche propone alla kermesse le collezioni Pulse e Intense, risultato della più recente evoluzione del marchio in termini di linguaggio, ricerca e innovazione.

Il percorso espositivo è arricchito da superfici iconiche come Pigmenti, firmata da Ferruccio Laviani, e Noblesse, che reinterpreta i marmi più pregiati in chiave contemporanea.

Queste si inseriscono in un dialogo progettuale esteso, che coinvolge trasversalmente gran parte delle collezioni del brand, dando forma a un racconto di mix & match materico e sartoriale, orientato alla massima libertà compositiva.

Un approccio che esprime la capacità di Lea Ceramiche di interpretare il design contemporaneo con un linguaggio distintivo e riconoscibile, rivolgendosi a un pubblico internazionale attento al progetto.

 

COTTO D’ESTE: L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY IN ANTEPRIMA A COVERINGS

Booth 1419 (North Hall)

Nello spazio Ceramics of Italy, Cotto d’Este espone in anteprima Legend, nuova collezione che interpreta la materia con profondità e sensibilità contemporanea, tra stratificazioni, tracce fossili e delicate vibrazioni tono su tono.

Un debutto che rafforza il posizionamento dell’azienda nel segmento più alto del mercato, espressione di un know-how tutto italiano capace di coniugare cultura materica, ricerca estetica e innovazione tecnologica.

Accanto a Legend, il percorso espositivo valorizza alcune delle collezioni più iconiche del brand: Solaris, con le sue atmosfere mediterranee; Arketipo, manifesto di una materia ricca e primigenia; Geos, ampliata con nuove tonalità; Lithos e Secret Stone, evolute con nuovi formati che estendono le possibilità compositive.

 

UNA STRATEGIA INTEGRATA PER IL MERCATO NORDAMERICANO

La partecipazione a Coverings 2026 conferma la vocazione internazionale di Panariagroup, da sempre orientata a presidiare i principali mercati globali attraverso un modello che integra radicamento industriale locale, cultura progettuale italiana e attenzione al cliente.

Un approccio che permette al Gruppo di leggere con chiarezza le evoluzioni del mercato e tradurle in soluzioni ad alto valore concettuale, tecnologico e qualitativo, capaci di rispondere con precisione alle esigenze di un contesto sempre più evoluto e competitivo.

Gruppo Romani a Coverings 2026: il colore come linguaggio, la superficie come dialogo

Gruppo Romani a Coverings 2026: il colore come linguaggio, la superficie come dialogoIl tema del colore protagonista dell’interior design. A Coverings 2026 il Gruppo Romani propone un racconto in cui innovazione e cultura del progetto si intrecciano: il colore è la chiave interpretativa del presente, mentre la superficie è spazio di relazione, dove identità diverse convivono in un equilibrio armonico e contemporaneo, sempre in movimento.

Dal 30 marzo al 2 aprile 2026 il gruppo di Casalgrande (RE) è presente al Las Vegas Convention Center di Las Vegas, all’interno degli spazi espositivi di Ceramics of Italy, con tutte le novità dei brand Serenissima, CIR, Cercom, Verde e Cerasarda. 

Il filo conduttore è, dunque, il colore inteso non come semplice scelta cromatica ma elemento generativo dell’interior design, insieme al dialogo tra effetti e ispirazioni.

La bellezza autentica delle superfici ceramiche racchiude un’anima tecnologica: è il processo produttivo 3D “affondante”, che modula la materia in profondità, lavorandola a più livelli. Il supporto ceramico diventa una base viva, cromatica e materica, su cui la stampa digitale “affonda” generando movimenti di superficie percepibili al tatto, perfettamente sincronizzati alla grafica, fino a ottenere una vera tridimensionalità e un naturale realismo.

Le collezioni dei brand di Gruppo Romani sono concepite per incontrarsi, creare accostamenti armonici e abbinamenti tra effetti materici, texture e formati per progetti unici e creativi.

 

Le nuove proposte in mostra a Coverings

Tra le novità in esposizione, in primo piano la bellezza naturale delle pietre ceramiche. Silentstone di Cercom rilegge la pietra egiziana caratterizzata da un’eleganza essenziale e moderna, mentre Calcarea di CIR e Cava di Serenissima sono percorsi materici attraverso diverse varietà di pietre distinte per colore e texture, sempre dal mood contemporaneo. Verde propone Essenziale, una pietra calcarea con inclusioni fossili, e Cortina, ispirata a una versione rosata della pietra onice.

Tre delle collezioni di Gruppo Romani presenti a Coverings esplorano il mondo delle graniglie. Lo charme del battuto veneziano per l’architettura di oggi è il tema sviluppato da La Serenissima, in un gioco di rimandi dal nome della collezione al brand. Interessante la sintesi tra gusto retrò e design contemporaneo offerta da Milano, un gres porcellanato di Verde che interpreta uno dei simboli più iconici dell’architettura milanese: gli androni dei palazzi storici del centro.

Decori ludici e pattern decorativi sono il linguaggio di Marmetta di CIR, che porta alla ribalta la cementina, sviluppata in nove tonalità gourmand dedicate alla gelateria, a cui si aggiungono dieci proposte decorative, da mixare con fantasia.

Per quanto riguarda l’effetto legno, Artwood di Verde torna alla fiera americana arricchita del nuovo formato ottagonale, che richiama il fascino dell’intarsio, per superfici dinamiche e ricche di profondità visiva. Presente anche Cerasarda, uno dei brand più apprezzati al mondo, che racconta il fascino esclusivo della Costa Smeralda attraverso collezioni glamour, sempre di tendenza, come Porto Rotondo.

Gruppo Romani vi aspetta a Coverings, presso il Las Vegas Convention Center, nel Booth #1630.

Ulteriore improvvisa impennata del costo del gasolio

Ulteriore improvvisa impennata del costo del gasolioSono passati ormai sei giorni da quando il Governo Meloni ha decretato il taglio delle accise, che dovrebbe durare altri quattordici giorni. Con i dati di stamane si chiarisce ulteriormente il rapido assorbimento da parte dei petrolieri del taglio di 0,25 centesimi.

Nella giornata di oggi, nell’arco delle prime nove ore, il 47% dei distributori della provincia ha aumentato i prezzi. Tenendo in conto quanto accaduto ieri, nell’arco di 24 ore o poco più l’84% dei distributori modenesi ha incrementato i prezzi del gasolio self.

Se domenica aveva superato il limite dei due euro (1,999) il 50% dei distributori, stamattina alle nove la percentuale è salita al 70%.

Due distributori in provincia hanno raggiunto o superato i 2,2 euro al litro; se aggiungiamo a quel prezzo il taglio delle accise, si raggiungono per quei distributori i 2,45 euro.

Oggi, martedì 24 marzo, il prezzo medio del diesel servito in Emilia-Romagna ha superato i 2 euro, arrivando a 2,023 euro al litro; il giorno prima era 1,986

E’ evidente che con la progressione in corso tra pochi giorni sarà completato l’assorbimento del taglio delle accise, a favore dei margini dei petrolieri, mentre gli annunciati controlli sono rimasti, appunto, solo degli annunci.

(Federconsumatori Modena APS)

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 25 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 25 marzo 2026Al mattino poco nuvoloso per nubi alte e sottili con buone condizioni di soleggiamento. Dal pomeriggio aumento della nuvolosità più compatta a partire da occidente, in estensione all’intera regione dalla serata. Piogge pomeridiane, localmente anche a carattere di rovescio, ad iniziare dai rilievi centro-occidentali in estensione all’intera regione in serata-nottata. Non si esclude qualche fiocco di neve sulle cime dei rilievi centrali della regione.

Temperature minime attorno a 5/8 gradi. Massime in lieve aumento, comprese tra 18 e 20 gradi. Venti inizialmente deboli meridionali, tendenti a rinforzare dal primo pomeriggio fino a divenire forti sui rilievi. Mare inizialmente poco mosso, tendente a divenire molto mosso dalla serata.

(Arpae)

R14 Raccordo di Casalecchio: chiuso per una notte il tratto Bologna Casalecchio-allacciamento A14 verso Ancona

Sul Raccordo di Casalecchio (R14), per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di venerdì 27 alle 6:00 di sabato 28 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Casalecchio e l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona/Pescara.

Sarà chiuso anche, per chi percorre la A1 e proviene da Milano, il Ramo di immissione sul Raccordo di Casalecchio; pertanto, per chi proviene da Milano, non sarà raggiungibile l’uscita di Bologna Casalecchio.

In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:

per chi è in transito sulla A1, con provenienza Milano, ed è diretto verso Casalecchio di Reno, immettersi in A14 Bologna-Taranto e uscire a Bologna Borgo Panigale, percorrere il Ramo Verde (Raccordo stazione Bologna Borgo Panigale-Tangenziale) e proseguire sulla Tangenziale, verso Casalecchio di Reno/A1.

Chi proviene da Milano deve raggiungere Ancona/Padova, potrà regolarmente transitare sulla A14 direzione Ancona/Padova;

per chi è in transito sulla A1, con provenienza Firenze, ed è diretto verso Ancona/Pescara, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, percorrere la Tangenziale verso San Lazzaro di Savena/A14 ed entrare in A14 alla stazione di Bologna San Lazzaro;

per chi è in transito sulla A1, con provenienza Firenze, ed è diretto verso Padova, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, percorrere la Tangenziale verso San Lazzaro di Savena/A14 ed entrare in A13 Bologna-Padova alla stazione di Bologna Arcoveggio.

Vertenza Gambro Vantive di Medolla, i vertici della società confermano la vendita dello stabilimento della bassa pianura modenese

Vertenza Gambro Vantive di Medolla, i vertici della società confermano la vendita dello stabilimento della bassa pianura modenese“Riteniamo che gli impegni presi oggi siano vincolanti così da poter rappresentare con correttezza la situazione alle lavoratrici e ai lavoratori: non sull’esito della vicenda, ma sul metodo con cui affrontare questo percorso. È positivo che l’azienda abbia comunicato che garantirà, nel periodo che anticipa l’eventuale programmata cessione del sito di Medolla, la liquidità e gli investimenti necessari a garantire la piena funzionalità del sito e la completa tenuta occupazionale. Ribadiamo la necessità che il piano di cessione sia condotto secondo i principi di massima trasparenza e condivisione delle scelte con il Governo italiano, la Regione Emilia-Romagna, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. Fondamentale evitare atti unilaterali in assenza di un accordo, privilegiando gli attori industriali e l’unitarietà del sito”.

Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, commenta l’esito del tavolo convocato oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy per fare il punto sulla situazione della Gambro Vantive di Medolla, nella bassa pianura modenese, dopo l’annuncio della vendita dello stabilimento.
La conferma è arrivata oggi da Roma durante l’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy con Regione Emilia-Romagna e Lombardia, enti locali (Comune di Medolla e Unione Comuni modenesi Area Nord), organizzazioni sindacali, vertici dell’azienda e della controllante, la società di investimento globale statunitense The Carlyle Group che domani saranno allo stabilimento di Medolla.

“Abbiamo ribadito- ha concluso Paglia- che il sito produttivo di Gambro Vantive di Medolla è una realtà indusriale rilente che ha contribuito a fare la storia del distretto biomedicale emiliano-romagnolo, un polo di eccellenza di livello europeo”.

Il prossimo incontro al Mimit è stato fissato per martedì 19 maggio alle ore 11.

Così Filctem Cgil Modena – Femca Cisl Emilia Centrale – Uiltec Uil Modena e Reggio Emilia

La vendita di Gambro Vantive di Medolla  non ha ancora controrni definiti, serve massima attenzione. Prendiamo atto degli impegni dichiarati dall’azienda oggi in sede ministeriale al Mimit, ma resta la preoccupazione per l’incertezza.

L’azienda ha confermato la scelta strategica di vendere non solo lo stabilimento di Medolla bensì tutto il business mondiale dell’emodialisi, che conta circa 10mila dipendenti nel mondo.

L’azienda dichiara che questo cambiamento di orientamento, rispetto a quanto annunciato lo scorso 16 febbraio al tavolo regionale, fa sì che ora la ricerca dell’acquirente si rivolga a grandi gruppi multinazionali già leader nel settore, con la taglia necessaria a gestire questa operazione.

L’azienda si è impegnata a mantenere attivo il business attuale attraverso investimenti per il prosieguo dell’attività, la conferma della piena occupazione e l’avvio di un percorso istituzionale di ricerca dell’acquirente per tutto il settore emodialisi, possibilmente di natura industriale, da condividere con trasparenza con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali.

L’attenzione deve restare massima in una fase così delicata. Ora monitoreremo ogni evoluzione attraverso incontri con la direzione locale del sito di Medolla e naturalmente al prossimo tavolo ministeriale, già convocato per il prossimo 19 maggio: in quella sede sarà presente l’advisor, con il quale sarà possibile entrare nel merito dei criteri che guideranno la scelta dell’acquirente”.

Già da domani mattina, le organizzazioni sindacali e le Rsu illustreranno ai lavoratori di Gambro Vantive nel dettaglio l’esito dell’incontro odierno al Mimit.

 

Referendum costituzionale, in regione l’affluenza più alta d’Italia. De Pascale: l’Emilia-Romagna si conferma una comunità che non delega e che vuole essere protagonista

Referendum costituzionale, in regione l’affluenza più alta d’Italia. De Pascale: l’Emilia-Romagna si conferma una comunità che non delega e che vuole essere protagonistaÈ l’Emilia-Romagna la regione dove si è votato di più in Italia al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: alle urne il 66,67% delle cittadine e dei cittadini; in tutte le province l’affluenza supera il 62%, senza eccezioni. Un dato netto, uniforme, che fotografa una partecipazione alta e radicata su tutto il territorio.

Nella provincia di Bologna si registra il dato più alto del Paese, con il 70,26%. Seguono Modena (67,20%), Reggio Emilia (66,86%), Ravenna (66,57%), Forlì-Cesena (66,02%), Parma (64,77%), Rimini (64,04%), Ferrara (63,79%) e Piacenza (62,83%).

“L’affluenza è grande soddisfazione, l’Emilia-Romagna ha sempre fatto della partecipazione democratica una delle sue cifre e ancora una volta si conferma una comunità che non delega, ma che vuole essere protagonista- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Al netto della legittima soddisfazione, che personalmente condivido, di chi si è battuto sul fronte del No, in questa Regione va riconosciuto a entrambi i fronti di aver prodotto un dibattito di merito di gran lunga migliore di quello sviluppatosi a livello nazionale”.

“Va oggettivamente riconosciuto che, per l’ennesima volta, il Popolo italiano ha respinto una riforma costituzionale promossa, sostanzialmente, da una sola parte politica- conclude il presidente-. La mia speranza è che possa essere un monito definitivo e trasversale a tutte le parti politiche affinché i progetti di riforma costituzionale in futuro si possano muovere esclusivamente a larghissima maggioranza, come avvenne 80 anni fa”.

Referendum 2026: i risultati definitivi, anche a Sassuolo vince il NO con il 51,21%

Referendum 2026: i risultati definitivi, anche a Sassuolo vince il NO con il 51,21%Si è conclusa con la vittoria del “NO” la Consultazione referendaria costituzionale confermativa del 22 e 23 marzo a Sassuolo.

Nell’intera giornata di domenica 22 marzo e fino alle ore 15 di lunedì 23 marzo in città ha votato il 64,14% degli aventi diritto.

Il NO al quesito referendario ha incassato 9.826 voti validi, pari al 51,21% degli aventi diritto.

Il SI al quesito referendario ha incassato 9.363 voti validi, pari al 48,79% degli aventi diritto.

 

Referendum sulla giustizia, vince il No. L’affluenza sfiora il 59%

Referendum sulla giustizia, vince il No. L’affluenza sfiora il 59%
– Foto IPA Agency –

ROMA (ITALPRESS) – In corso lo spoglio dei voti per il referendum sulla riforma della giustizia. È del 58,93% l’affluenza, secondo quanto riferito sul sito del Viminale, quando sono disponibili 61.528 sezioni su 61.533.

Il No al 54,01%, il Sì al 45,99%. Questa la situazione degli scrutini, quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 51.020 su 61.533 sezioni.

LE REAZIONI

“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così su X il premier Giorgia Meloni sul referendum.

“La sovranità appartiene al popolo, e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. I cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. La premier ha inoltre postato un video sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia – prosegue Meloni -, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.

“Si esce con un risultato abbastanza definito per il no. Ci rallegriamo comunque per la grande partecipazione al voto. C’è un Paese abbastanza spaccato, non sulla Costituzione. Sulla Costituzione tutti siamo solidali e a favore. La stessa Costituzione prevede dei meccanismi per essere riformata. C’è una spaccatura sul sentimento nei confronti della magistratura. Da domani c’è da rimettere insieme le macerie che questa campagna ha lasciato. L’ordine giudiziario è una colonna portante della nostra società”. Così in conferenza stampa Nicolò Zanon, presidente del Comitato “Sì Riforma”.

“Se questi primi dati saranno confermati occorre dare atto, come è doveroso in democrazia, che la maggioranza del Paese ha bocciato questa riforma costituzionale. Il nostro impegno come comitato per il sì è stato quello di informare i cittadini sul reale contenuto della riforma, per contrastare una formidabile campagna di mistificazione e di disinformazione che, evidentemente, ha dato i suoi frutti. Ciò ha determinato lo snaturamento del confronto referendario in uno scontro politico del tutto estraneo al contenuto della riforma. Resta un fatto molto grave, con il quale il Paese dovrà fare i conti nei prossimi anni: la magistratura si è fatta partito, e ha condotto duramente una battaglia politica con una parte del Paese contro un’altra. Ci vorranno anni, e l’impegno di tutti noi cittadini che coltiviamo e difendiamo l’idea dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, per rimediare a questo disastro. Esprimiamo la nostra più viva solidarietà e ammirazione per quei magistrati coraggiosi si sono espressi per il sì anche a nome dei tanti loro colleghi che lo hanno certamente fatto senza dirlo”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente del Comitato Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, e il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto.

“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Così su X il presidente del M5S Giuseppe Conte, in merito al referendum sulla giustizia. “Quattro anni di governo, zero riforme. Il voto degli italiani è un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al governo”, ha aggiunto Conte nel corso di una conferenza stampa sul referendum. “Fino a qualche mese fa tutte le previsioni davano per scontata una robusta vittoria del sì: si apre una nuova primavera politica, dove i cittadini sono protagonisti e vogliono voltare pagina, segnando la richiesta di una politica più attenta ai bisogni delle persone e meno occupata a tutelare i politici dalle inchieste”, ha aggiunto. “Il M5S ha tutto il diritto di interpretare questa nuova stagione da protagonista. Questo è un voto molto politico, ma molti degli argomenti utilizzati da Meloni sono stati menzogneri ed esposti a travisamenti. Si è parlato di maggior efficienza della giustizia e rimedi a errori giudiziari, ma in questo modo – ha aggiunto – si è fatta molta confusione con i messaggi veicolati dalla presidente del Consiglio: in quattro anni questo governo ha fatto zero riforme, i cittadini e le imprese hanno altre urgenze relativamente a lavoro povero, scarsa produzione industriale, un quadro internazionale in cui l’Italia non tocca palla”.

“Noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto ciò” che potevamo fare entrando “nel merito della riforma. Intorno a noi c’era il chiasso della propaganda che ha i deviato temi referendum, mentre noi siamo sempre stati sul punto spiegando le nostre ragioni nel merito. Il popolo ha parlato e significa che ha ragione, noi rifletteremo su ciò che non ha funzionato ma senza fare processi” a nessuno. Così il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, nel corso di un punto stampa nella sala Colletti. “Speriamo che le opposizioni inizino a collaborare e iniziano a ragionare di un problema costituzionale, non è una sconfitta di FI”, aggiunge.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Referendum, in Emilia Romagna l’affluenza supera il 66%

Supera abbondantemente il 66% l’affluenza complessiva in Emilia-Romagna al referendum sulla riforma della giustizia. Ieri, dopo la prima giornata di urne aperte, il dato si era fermato al 53,68%. Oggi, alla chiusura delle votazioni, raggiunge il 66,67%. E’ il dato più alto a livello italiano, superando anche Toscana (66,27%) e Umbria (65,05%), oltre che Lombardia (63,76%) e Veneto (63,45%).

La provincia di Bologna si conferma quella con la maggiore partecipazione a livello regionale col 70,26%. Sopra la media regionale sono anche i territori di Modena (67,2%) e Reggio Emilia (66,85%). Per quanto riguarda le altre province, l’affluenza di Ravenna è al 66,57%, a Forlì-Cesena è del 66%, a Parma è del 64,76%, a Rimini del 64,04% e a Ferrara del 63,78%. Chiude Piacenza col 62,83%.

Patto per il Lavoro e per il Clima. Oggi in Regione una prima analisi sull’impatto socioeconomico del conflitto in Medio Oriente

Patto per il Lavoro e per il Clima. Oggi in Regione una prima analisi sull’impatto socioeconomico del conflitto in Medio Oriente“La guerra che sta interessando il Medio Oriente configura una situazione molto preoccupante per l’intera Europa. Siamo chiamati, tutti insieme, a fare un salto di qualità: l’Emilia-Romagna deve guardare all’autoproduzione dell’energia. Nell’attuale scenario geopolitico, che impatta pesantemente sui flussi energetici globali, dobbiamo spingere sulle comunità energetiche e in particolare su quelle industriali, per promuovere e tutelare le nostre imprese. E dobbiamo anche pensare di orientare parte delle risorse per il sistema produttivo al fine di incentivare l’autoproduzione”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, concludendo oggi l’incontro del Patto per il Lavoro e per il Clima convocato in Regione per analizzare l’impatto socioeconomico dei conflitti in corso in Medio Oriente e condividere con i firmatari le iniziative da assumere. Accanto a lui il vicepresidente Vincenzo Colla, che ha presentato in apertura i dati dell’export dell’Emilia-Romagna e il raffronto tra i dati economici previsionali elaborati a fine 2025 e quelli alla luce dell’instabilità geopolitica a livello internazionale.

“Abbiamo ritenuto necessario convocare il tavolo del Patto per confrontarci sulla situazione attuale perché in un momento geopolitico inedito quale quello attuale, dobbiamo essere pronti a cambiamenti inediti- afferma Colla-. Il 2025 era stato chiuso con uno scenario molto positivo per le esportazioni dell’Emilia-Romagna, che è risultata la prima regione italiana per saldo commerciale con l’estero, pari a 33,2 miliardi di euro. Ora il conflitto nel Golfo ci fa rientrare nella crisi, il costo dell’energia trascina i prezzi delle materie prime e della logistica e in questo scenario, come sempre in occasione di eventi storici di forte instabilità, aumenta l’incertezza”.

Dopo gli impatti sull’economia del conflitto russo-ucraino, che per quanto riguarda gli scambi commerciali con Russia e Ucraina ha visto un crollo nel 2022 (-42,7% rispetto al 2021) e una leggera ripresa negli anni successivi restando comunque inferiori al periodo pre-bellico (-23,6%), dai dati risulta che l’escalation del conflitto nel Golfo Persico rappresenta un fattore di rischio significativo per la stabilità del commercio internazionale, in particolare per i flussi energetici globali. Un nodo centrale di questa vulnerabilità è rappresentato dallo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi marittimi per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto (Gnl). Secondo le stime presentate, circa 14,3 milioni di barili al giorno di petrolio e condensati transitano attraverso lo stretto, pari a una quota molto rilevante del commercio marittimo mondiale di greggio. La gran parte di questi flussi è diretta verso i mercati asiatici: oltre l’83% del petrolio esportato attraverso Hormuz è destinato all’Asia, mentre l’Europa assorbe una quota più contenuta, pari a circa 0,7 milioni di barili al giorno (5% del totale).

Una struttura simile caratterizza anche i flussi di gas naturale liquefatto. Nel 2024 circa 115,5 milioni di tonnellate di Gnl sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz, e anche in questo caso oltre l’80% delle esportazioni è diretto verso l’Asia.  L’Europa assorbe circa 14,6 milioni di tonnellate (12,6%), mentre l’Italia importa circa 6,6 milioni di tonnellate di Gnl attraverso questo corridoio, pari a circa il 5,8% del totale dei flussi. Il quadro risulta più critico, nel caso italiano per quanto riguarda le importazioni dal Qatar, oltre il 36%, il cui export dipende quasi interamente dal passaggio nello Stretto.

“Quello di oggi vuole essere un Patto di confronto- aggiunge il presidente de Pascale-. Alla luce di questo scenario nelle prossime settimane porteremo al tavolo con il Governo la posizione dell’Emilia-Romagna perché pensiamo che il Paese non sia stato all’altezza di programmare interventi significativi dopo l’emergenza della guerra in Ucraina: l’Italia ha reagito nella fase di emergenza, poi il tema è stato derubricato e ora siamo in una nuova emergenza. Anche per questo dobbiamo pensare a un aggiornamento del Patto e provare a guardare a nuovi mercati, come Mercosur e India. È necessario che tutte e tutti insieme elaboriamo una grande operazione di sistema per aprire nuove strade alle imprese emiliano-romagnole sui mercati internazionali”.

Fiorano, Casanostra: da bene confiscato a casa di speranza

Fiorano, Casanostra: da bene confiscato a casa di speranzaSabato 28 marzo, alle ore 10, verrà inaugurata CASANOSTRA, alloggi emergenza abitativa situati presso il Centro della legalità Luogotenente Lorenzo Mosto, nell’immobile confiscato alla criminalità organizzata di via del Commercio,19 a Fiorano Modenese. Un progetto di housing first, promosso dai Servizi sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico e gestito dall’associazione Porta Aperta di Modena, realtà impegnata da anni nel sostegno alle persone più fragili.

All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini, la parlamentare Enza Rando, la dirigente del settore Politiche sociali dell’Unione, Paola Elisa Rossetti, il presidente di Porta Aperta onlus, Alberto Caldana, la moglie del luogotenente Mosto a cui è intitolato il Centro, Lidia Perri, insieme ai consiglieri regionali Maria Costi, Luca Sabattini e Ludovica Carla Ferrari, ad altre autorità civili e religiose, alla Giunta e ai consiglieri comunali di Fiorano Modenese, ai referenti delle associazioni Il Melograno e Porta Aperta, dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata e di Avviso Pubblico.

Dopo i saluti istituzionali e i discorsi, alle 10.30 esibizione della banda Flos Frugi e a seguire lettura di pensieri e frasi sulla legalità dei bambini delle scuole elementari di Fiorano e Spezzano.

CASANOSTRA è una struttura di housing temporaneo e housing first, che accoglie persone senza fissa dimora e/o in condizioni di povertà estrema, per un massimo di 18 posti, offrendo non solo un tetto, ma un percorso di accompagnamento verso l’autonomia. Sono previste due aree distinte ed autonome: una riservata a persone senza fissa dimora con problemi di salute mentale e/o dipendenza o in situazioni di disagio socio–abitativo cronico, per le quali l’abitazione rappresenta un primo passo verso la costruzione di benessere ed integrazione sociale; l’altra destinata ad interventi temporanei rivolti a persone in condizione di fragilità e grave precarietà abitativa per cui può essere realizzato un percorso individualizzato verso l’autonomia, proponendo soluzioni abitative in convivenza.

“Un immobile legato al malaffare è oggi la casa per chi una casa non ce l’ha. Questo credo sia il messaggio positivo, di speranza e fiducia nelle istituzioni, che serve a tutti noi per rilanciare un’idea di società dove il lavoro di prossimità e aiuto sociali del Comune e del Terzo settore, con la collaborazione dello Stato e delle forze dell’ordine, permette di costruire un pezzo importante di comunità solidale e giusta”, dichiara il sindaco, Marco Biagini.

Il progetto di housing first ha beneficiato di un finanziamento PNRR (M5C2-1.3.1) di 710.000 euro, di cui 500.000 euro (IVA inclusa) destinati all’intervento strutturale e all’allestimento degli alloggi.

Un investimento importante che non riguarda solo muri e mobili, ma la costruzione di nuove possibilità di vita. Un progetto all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata che rinasce come luogo di accoglienza e solidarietà, di riscatto e legalità e che dimostra che i beni confiscati possono tornare alla collettività con un valore ancora più grande di quello economico: diventare strumenti di giustizia sociale.

Nel Centro della legalità fioranese, che rientra nel progetto GAL (GenerAzione Legale), verrà ospitata prossimamente anche Arnia – la dispensa del Distretto, gestita dall’associazione il Melograno, hub logistico dove saranno stoccate le derrate alimentari raccolte che andranno a rifornire i punti territoriali di distribuzione alle famiglie in condizioni di povertà (Caritas, emporio solidale e altri).

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