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sabato, 4 Luglio 2026
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Agricoltura, neuroscienze e intelligenza artificiale: l’Assemblea legislativa ha ratificato il nuovo accordo tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine

Dalla viticoltura sostenibile all’intelligenza artificiale applicata alle imprese, dalle neuroscienze all’aerospazio, fino alle future politiche europee per la coesione e la transizione climatica. Dalla salute alla ricerca, dall’agroalimentare all’innovazione tecnologica, fino alle politiche europee per il clima, la coesione e lo sviluppo dei territori. Si rafforza l’asse tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine: dopo il voto favorevole e unanime della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti, l’Assemblea legislativa ha approvato l’accordo di collaborazione tra le due Regioni sottoscritto nel maggio scorso dai rispettivi presidenti Michele de Pascale e Alain Rousset e che rinnova e amplia una cooperazione avviata ormai da quasi vent’anni.

L’accordo tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine ha raccolto il sostegno unanime delle forze politiche. Per Fabrizio Castellari e Simona Lembi del Partito democratico l’accordo è la conferma della collocazione internazionale della Regione Emilia-Romagna, mentre Alberto Ferrero e Ferdinando Pulitanò di Fratelli d’Italia sono a favore della collaborazione tra le due Regioni, ma invitano a evitare contrapposizioni tra l’attività del Governo sul tema.

L’accordo in breve

L’intesa, che rinnova il precedente accordo siglato nel 2022, definisce un quadro stabile di cooperazione in 12 ambiti strategici: sviluppo economico, ricerca e innovazione, agricoltura e agroalimentare, salute, aerospazio, transizione digitale ed energetica, cultura, giovani e affari europei. Un asse che punta a rafforzare le relazioni tra università, centri di ricerca, imprese, cluster tecnologici e istituzioni territoriali, anche attraverso la partecipazione congiunta a programmi e reti europee.

Una parte centrale della collaborazione tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine riguarda innovazione, trasferimento tecnologico e trasformazione dei sistemi produttivi, con particolare attenzione alla transizione digitale ed energetica, alla decarbonizzazione e alle nuove applicazioni tecnologiche per l’agroalimentare.

L’intesa dedica inoltre una particolare attenzione al tema dell’adattamento climatico in agricoltura, prevedendo azioni comuni su riduzione delle emissioni, conservazione delle risorse idriche, agricoltura di precisione e nuove tecnologie applicate alle filiere agroalimentari, oltre alla valorizzazione delle produzioni biologiche e a denominazione di origine.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 25 giugno 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 25 giugno 2026Cielo sereno o poco nuvoloso; addensamenti pomeridiani sui crinali appenninici emiliani associati a brevi rovesci.

Temperature minime stazionarie tra 22 e 25 gradi, massime in lieve aumento tra 31/33 gradi della costa e 35/36 gradi delle pianure interne. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo o poco mosso.

(Arpae)

Resi noti i 22 prefinalisti del Premio Bertoli 2026. Prefinale 8 luglio largo Sant’Agostino Modena

Resi noti i 22 prefinalisti del Premio Bertoli 2026. Prefinale 8 luglio largo Sant’Agostino Modena
Bertoli Benini Dieci

Dopo un’approfondita e attenta valutazione, la Commissione Artistica del Premio Pierangelo Bertoli 2026 ha decretato i 22 Prefinalisti che si esibiranno Mercoledì 8 Luglio alle ore 21:00 a Modena, in Largo Sant’Agostino, nell’ambito di “Estate Modenese” per conquistare uno degli 8 posti previsti per le serate finali del 7 e 8 Novembre al Teatro Carani di Sassuolo (Modena). Sono (in ordine alfabetico):

  • BAMBINA (all’anagrafe BAMBINA CESARIO) da COSENZA, brano presentato: “SCELTE PATETICHE”
  • CARLOT (ELISA CARLOTTI) da BRESCIA con il brano “TURNI DI NOTTE”
  • MARCO CATENA (CATENA) da PADOVA, con “HOUSTON”
  • DANIELE GALA da OLBIA, con “VISERAS”
  • EDOARDO CHIESA da SAVONA, con “QUALCOSA CAMBIARE TE”
  • EMMA PANATO da VERONA, con “NUOVO ATTIMO”
  • ERICA SINACORI (ERICA SI’) da MODENA, con “SE SCEGLI ME”
  • GAETANO MORAGAS da MILANO, con “LEI”
  • GIULIA MAGRO da MODENA, con “NON SCAPPO PIU’ ”
  • GUIDOBONI (FILIPPO GUIDOBONI) da VERONA, con “CERTE GIORNATE”
  • IRENE CAROLEO da GENOVA, con “FORTUNA”
  • IZINE (MARCO RAVASINI) da PARMA, con “PIANETA B”
  • KALOXS (MATTIA CALOCERO) da POTENZA, con “QUANDO TE NE VAI”
  • LAURA PIRRIGHEDDU da LODI, con “INCHIOSTRO”
  • LUCANINT (LUCA VALENTI) da ROMA, con “COME MILLE PAROLE”
  • MALTO (CHIARA CECCATELLI) da SIENA, con “TETTE”
  • MANCINO (IVO ROBERTO MANCINO) da NAPOLI, con “COLPA DEL MONDO”
  • MANGI (MARIANGELA DI GRAZIA) da POTENZA, con “IL RE DEI GUAI”
  • RAFFAE’ (RAFFAELLA SCAGLIOLA) da COSENZA, con “PRATO”
  • RUBEN COCO da L’AQUILA, con “FORSE E’ MEGLIO STARE MALE”
  • SARA BRONZINI da BRESCIA, con “LE PAROLE DELL’ADDIO”
  • SERAFICO (VINCENZO FACCHINIERI) da MANTOVA, con “DICO NO”

    La Commissione Artistica ha scelto anche una ventitreesima cantautrice che, in caso di qualche defezione, entrerà a far parte dei 22 Prefinalisti. Si tratta di:

  • ERICE (ALESSIA TORRIGINO) da GENOVA, con il brano “GRETA E LA SUA RIVOLUZIONE”

La Prefinale di Mercoledì 8 Luglio a Modena sarà condotta da RICCARDO BENINI e vedrà come Ospiti MATTEO FAUSTINI, Vincitore della Sezione Nuovi Cantautori Premio Pierangelo Bertoli 2025 e ALBERTO BERTOLI che presenterà in anteprima assoluta il nuovo singolo “L’AMORE IN E.R.” cantato con MIRKO CASADEI.

In Giuria si segnalano, tra le altre,  le presenze di MAURIZIO TIRELLI Musicista, direttore d’orchestra; MARCO DIECI Musicista e autore di successi di Pierangelo Bertoli; GIGI CERVI e MORENO BARTOLACELLI Musicisti di Pierangelo Bertoli; ALBERTO BERTONI Produttore discografico; WILKO Cantante, leader dei Rats; MIRCO PEDRETTI Responsabile Arci; ALBERTO BERTOLI e RICCARDO BENINI Direttori Artistici Premio Pierangelo Bertoli.

“Racconti per chef dannati” approda a Villa Giacobazzi

“Racconti per chef dannati” approda a Villa GiacobazziL’appuntamento è mercoledì 24 giugno alle 21: Antonio T. Maltese, tra parole e musica, con microfono e chitarra, parlerà del suo RACCONTI PER CHEF DANNATI, la raccolta di racconti pubblicata da Incontri editrice. La presentazione è promossa da Incontri editrice in collaborazione con Associazione Biasin grazie al patrocinio del Comune di Sassuolo.

Ricette per chef dannati è un’opera prima che si legge tutta d’un fiato, sorridendo e commuovendosi, magari sorseggiando un bicchiere di rosso del Conero, tra il profumo dell’aglio e le note dei Nirvana.

Nei racconti di Antonio T. Maltese c’è la sgangherata vita da eterni coinquilini degli studenti fuori sede, c’è la nostalgia dell’emigrato che tesse, disfa e ritesse i fili che lo legano all’Italia, c’è il quarantenne in bilico tra l’arroganza e la fragilità. E poi c’è Campobasso, c’è Venezia, c’è Procida. C’è il mare e c’è la città. E Benevento, con il suo Triggio.

Ma soprattutto, al centro di tutto, due cose: le ricette, perché è ai fornelli, tra una chiucchiarella, un’alice e un peperoncino, che i nodi delle esistenze si allentano per poi sciogliersi.

E c’è la musica, tanta musica, che accompagna ogni piatto. Dai Nirvana a Pino Daniele, da Thelonius Monk ai Pink Floyd. Perché, scrive Maltese nei ringraziamenti (quasi un capitolo a sé che racconta la nascita del libro), se Racconti per chef dannati è nato “è merito della musica e della sofferenza che riesco a sentire nel suono di una voce e nel rumore della sua chitarra”.

Antonio T. Maltese, musicista dilettante e aspirante scrittore, sostiene di saperci fare ai fornelli. Per sua fortuna, ha – come ama dire – l’hobby dell’ingegnere, che gli permette di arrivare a fine mese.

In questa raccolta di racconti, musica e cucina si mescolano in un impasto narrativo cinico, condito con uno stile punk e scanzonato. Questo è il suo primo libro.

Meteo, si avvicina una rara massa d’aria tropicale: Lombroso, estate da record in arrivo come nel 2003?

Meteo, si avvicina una rara massa d’aria tropicale: Lombroso, estate da record in arrivo come nel 2003?Il caldo intenso non molla il Centro-Nord e l’interno della Sardegna, dove le massime toccano diffusamente i 37-38°C. Il clima resta invece più sopportabile al Sud grazie a deboli correnti da nord-est, sebbene le aree interne di Campania e Calabria debbano comunque fare i conti con picchi isolati della stessa intensità.

Finora non si sono toccati record assoluti estivi, ma sono stati sfiorati quelli di giugno, in qualche caso per la II decade superati, come all’Osservatorio dell’Università di Parma. E non è finita, l’ondata di caldo si prepara a un nuovo acuto e durerà a lungo.

Previsioni di Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia

Quadro metereologico

Luca Lombroso – Al momento il Nord Italia non si trova sotto il cuore dell’anticiclone africano – posizionato invece tra Spagna e Francia – ma risente di un secondo massimo di alta pressione sull’Europa centrale. Sulla Pianura Padana sta infatti transitando una massa d’aria di tipo “tropicale trasformata” (xT): un flusso nato in Africa che, pur essendosi modificato e lungo il tragitto, mantiene caratteristiche molto calde e secche.

Lo scenario, tuttavia, è destinato a peggiorare drasticamente a fine mese. Gli esperti temono l’arrivo diretto della ben più temibile massa d’aria continentale Tropicale (cT): una bolla rovente e ultra-secca capace di portare un caldo torrido e persistente, un fenomeno raro registrato in passato solo durante le storiche estati del 2003, 2017 e 2022.

Mercoledì 24 giugno: caldo e sole, nel pomeriggio temporali in pianura

Ci attendono “notti tropicali” diffuse che renderanno il clima invivibile nelle città. Mercoledì 24 giugno, dopo un inizio soleggiato, l’instabilità pomeridiana porta brevi ma intensi temporali di calore dalle Prealpi e dagli Appennini verso le pianure del Nord e le conche di Toscana e Lazio, restando invece confinati all’interno al Sud. Leggera flessione al Nord, pur assestandosi su valori elevati tra i 33 e i 35°C. Il picco della calura si concentra così al Centro e in Sardegna, dove si vanno a toccare punte di 36-38°C, mentre il Sud e la Sicilia possono godere di un clima più respirabile con temperature comprese tra i 30 e i 34°C.

Giornate roventi: caldo opprimente ovunque

Giovedì e venerdì sono previste due giornate roventi e soleggiate, con temperature in ulteriore aumento al Nord e al Centro fino a punte di 37-39°C e un caldo anomalo che stupisce soprattutto per la sua persistenza. L’instabilità pomeridiana si limiterà a isolati e irregolari rovesci sui rilievi alpini, prealpini e appenninici; i modelli escludono sconfinamenti significativi in pianura, anche se non si può del tutto escludere la formazione improvvisa di qualche piccolo e localizzato temporale di calore.

Il picco nel fine settimana

Nel weekend del 27-28 giugno la calura si intensificherà, portando afa notturna non solo nelle città del Centro-Nord – con minime tra 23 e 25°C per l’effetto isola di calore – ma perfino in campagna e in quota fino a 1000 metri. Di giorno le massime potranno sfiorare i 40°C al nord e al centro, in particolare a Bologna, Firenze, Roma e nell’interno della Puglia, mentre il resto del Sud e la Sicilia oscilleranno tra i 32 e i 35°C.

Si tratterà di un caldo torrido e secco che, unito alla scarsa ventilazione, causerà un forte disagio fisiologico. Sul fronte precipitazioni, i temporali pomeridiani saranno frequenti solo sull’arco alpino, rimanendo altrove eventi isolati e del tutto insufficienti a mitigare la morsa della calura.

Quanto durerà il caldo?

Il modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ipotizza un break fresco a inizio luglio, ma l’orizzonte previsionale continua a slittare oltre i 12 giorni. Preoccupa la durata eccezionale di questa ondata, con oltre dieci giorni consecutivi sopra i 35°C e picchi di 40°C pronti a impattare pesantemente su salute, agricoltura e risorse idriche. Attenzione anche a quanto previsto in altre aree d’Europa, come Francia e Germania, dove avremo valori assolutamente eccezionali e senza precedenti.

“Una drammatica normalità – sottolinea Lombroso – impressa dalla crisi climatica che impone ormai azioni urgenti”.

Sassuolo, proiezione del filmato filorusso: nessuna autorizzazione dal Comune

Sassuolo, proiezione del filmato filorusso: nessuna autorizzazione dal Comune“L’iniziativa non è benvenuta a Sassuolo: l’Amministrazione comunale non ha concesso alcun tipo di autorizzazione, né tanto meno il proprio patrocinio”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini interviene con fermezza sulla questione sollevata dal Comitato direttivo nazionale Fiap riguardo alla proiezione del filmato filorusso prevista per il prossimo 11 luglio.

“L’evento non si terrà in uno spazio pubblico – prosegue il Sindaco – ma all’interno di un circolo privato della città. Il Comune non ha il potere giuridico di autorizzare o vietare eventi che si svolgono in contesti privati, a meno che non vi siano accertate violazioni della sicurezza: comprendo e condivido le forti preoccupazioni  espresse dal comitato in merito ai contenuti del documentario di Russia Today e alla parzialità nel ricordare le vittime dei conflitti”.

Ricostruzione dei fatti tra via Crispi, via San Giorgio e piazza Martiri Partigiani

Ricostruzione dei fatti tra via Crispi, via San Giorgio e piazza Martiri Partigiani“Questa mattina la Polizia Locale ha visionato le immagini delle telecamere per verificare con precisione i fatti accaduti”, dichiara il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, a seguito dell’analisi delle immagini della videosorveglianza cittadina.

Dalle verifiche effettuate è stato possibile ricostruire la sequenza degli eventi avvenuti nella serata di ieri. L’episodio ha avuto origine in via Crispi, dove è stato richiesto l’intervento dei soccorsi per una persona in evidente stato di alterazione. Sul posto è giunta un’ambulanza, dalla quale l’uomo si è successivamente allontanato prima di ricevere assistenza sanitaria.

La persona si è quindi spostata lungo via San Giorgio, dove ha iniziato a fermare i veicoli in transito e ad assumere comportamenti molesti nei confronti degli automobilisti. Da tali episodi sono poi scaturite alcune colluttazioni, nel corso delle quali l’uomo è stato colpito e fatto cadere a terra. Le immagini escludono la presenza di armi e non confermano le ricostruzioni circolate nelle ore successive sui social, che parlavano di risse tra gruppi organizzati.

“Ringrazio Carabinieri e Croce Rossa – aggiunge il Sindaco – che hanno gestito tempestivamente la situazione e prestato assistenza. Un ringraziamento va anche ai cittadini intervenuti per contattare i sanitari e le forze dell’ordine, fin dall’inizio dell’episodio, e anche chi è intervenuto nei momenti finali di maggiore tensione come il consigliere Lucenti”.

“Ho voluto ricostruire i fatti, esattamente come sono successi – aggiunge il Sindaco – nel rispetto della trasparenza e della corretta informazione, di un episodio violento da condannare che ha creato grande preoccupazione tra i cittadini presenti e dalle prime informazioni inesatte circolate”.

Al tempo stesso, evidenzia come la comunità abbia espresso una comprensibile preoccupazione, che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e prendere in carico.

“Il nostro compito è farsi carico della richiesta di attenzione e sicurezza che arriva dalle aree più frequentate della città. Per questo stiamo dedicando grande attenzione al dialogo con i cittadini, che ci segnalano criticità e necessità di intervento, e stiamo rafforzando il presidio e la presenza sul territorio.  Penso, in particolare, alle aree di via San Giorgio, Sassuolo 2, via Aravecchia e via Menotti, zone sulle quali ci è stato chiesto di intervenire e sulle quali stiamo già mettendo in campo azioni antidegrado e di maggiore controllo. Uno sforzo che intendiamo proseguire e rafforzare, consapevoli che si può e si deve fare ancora di più. Per farlo al meglio, però, è indispensabile che tutte le forze politiche lavorino nella stessa direzione, evitando di alimentare tensioni e contribuendo, al contrario, con proposte concrete per una città più sicura. In questo quadro, è altrettanto evidente come il tema del rafforzamento degli organici delle Forze dell’Ordine e della presenza sul territorio richieda un impegno diretto da parte delle istituzioni competenti a livello nazionale”.

“Le Forze dell’Ordine – conclude il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – stanno già garantendo un lavoro importante e una collaborazione quotidiana efficace, ma la domanda di sicurezza che arriva dai cittadini richiede una risposta strutturale e condivisa, che vada nella direzione di un potenziamento stabile degli organici e, quindi, della presenza sul territorio”.

Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare

Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentareLa salute inizia a tavola, con una dieta equilibrata e stili di vita sani, ma una corretta educazione alimentare non riguarda solo la dimensione nutrizionale perché il cibo è anche cultura, storia, identità, relazione con il territorio, espressione di tradizioni e saperi locali.

Sono questi i pilastri del nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare del triennio 2026-28 dell’Emilia-Romagna, la misura, approvata dalla Giunta regionale e approdata oggi in Aula, che definisce le linee guida regionali, in accordo con gli indirizzi dei principali e più recenti documenti europei, nazionali e regionali in materia.

Il documento integra diversi approcci che offrono una maggiore conoscenza del mondo rurale, delle filiere agroalimentari, delle produzioni a qualità regolamentata e dei principi di sostenibilità ambientale e sociale. Tra le finalità del Programma, rafforzare la coerenza tra le politiche agricole, sanitarie, ambientali ed educative, contribuendo a raccordare obiettivi diversi in una visione unitaria, attraverso un insieme coordinato di azioni informative, educative e di qualificazione dei consumi.

Tra i principali strumenti operativi individuati dal Programma, sono le scuole e la rete delle fattorie didattiche a essere le protagoniste con progetti educativi regionali. Parallelamente la qualità dei consumi viene sostenuta dal fondo mense scolastiche biologiche. Infine, la diffusione a tutta la cittadinanza viene garantita grazie a un programma esteso di eventi di educazione e divulgazione.

Le risorse messe a disposizione dalla Regione ammontano a oltre 400mila euro nel triennio, cui si aggiungono quelle del “Fondo mense scolastiche biologiche” annualmente assegnate alle Regioni dal Masaf, ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

“Fare educazione alimentare significa fornire strumenti concreti per comprendere il valore del cibo lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo- commenta l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. In una regione come l’Emilia-Romagna, che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e riconosciuti d’Europa, con ben 46 produzioni Dop e Igp, il valore del cibo è profondamente e tradizionalmente legato alla conoscenza del territorio, delle sue tradizioni, del lavoro degli agricoltori e della qualità che caratterizza le nostre eccellenze”.

“Il Programma approvato oggi rappresenta quindi uno strumento strategico per costruire una maggiore consapevolezza sull’alimentazione e sulle scelte di consumo quotidiane- spiega Mammi-. L’obiettivo è accompagnare cittadine, cittadini e famiglie, in particolare le giovani generazioni, verso l’adozione di comportamenti alimentari più informati e responsabili, incentivando l’utilizzo di prodotti sostenibili e a qualità regolamentata nella ristorazione collettiva. Allo stesso tempo, puntiamo a ridurre gli sprechi e a promuovere il territorio rurale e le filiere locali, creando un legame sempre più forte tra le comunità e gli agricoltori, valorizzando le produzioni locali. Per fare questo è stato istituito un gruppo di lavoro che coinvolge i diversi assessorati competenti, interfacciandosi con i portatori d’interesse esterni all’amministrazione. Vogliamo condividere e diffondere una cultura alimentare che abbia al centro la promozione della salute e dei corretti stili di vita, ma allo stesso tempo, capace di sostenere la crescita economica, sociale e culturale delle nostre comunità e il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola”

Il Programma in sintesi

Il Programma triennale si inserisce in un percorso di continuità con le esperienze già maturate a livello regionale, valorizzandone i risultati e orientando le azioni future verso una sempre maggiore integrazione tra educazione, territorio, filiere produttive e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una cultura del cibo capace di guardare al benessere delle persone e delle generazioni future.

Il piano individua tre filoni di intervento, che vedono come destinatario principale il mondo della scuola, ma che, più complessivamente, coinvolgono tutta la cittadinanza attraverso progettazioni specifiche che vengono proposte di anno in anno.

Il primo ambito di azione riguarda il sostegno a iniziative e progetti di educazione alimentare nelle scuole, anche attraverso la rete delle fattorie didattiche. Lo svolgimento di attività pratiche come la realizzazione di orti scolastici, laboratori esperienziali e percorsi all’aperto nelle aziende agricole, favorisce una maggiore consapevolezza nei confronti del cibo e la comprensione dell’importanza della sostenibilità, della tutela delle risorse naturali, della valorizzazione delle filiere produttive e della prevenzione dello spreco alimentare.

Il secondo settore di lavoro punta a favorire la presenza di prodotti a qualità regolamentata nelle scuole e nella ristorazione collettiva pubblica, rafforzando i percorsi già avviati per garantire pasti di elevata qualità. In questa prospettiva, particolare attenzione viene riservata alle produzioni biologiche e ai prodotti Dop e Igp legati al territorio, per promuovere salute, sostenibilità ambientale e conoscenza del patrimonio agroalimentare regionale.

Infine, il sostegno alla creazione e allo sviluppo di una rete di aziende agricole come realtà capaci di integrare la produzione agricola con attività educative e sociali, che rappresentano un’importante opportunità di integrazione del reddito per gli agricoltori e contribuiscono alla vitalità economica e culturale delle aree rurali. In particolare, le fattorie didattiche, che svolgono un ruolo centrale nell’orientamento dei consumi e nell’educazione alimentare, rafforzando il legame tra cittadini, agricoltori e prodotti locali.

Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare

Cibo e salute, approvato oggi in Aula il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentareLa salute inizia a tavola, con una dieta equilibrata e stili di vita sani, ma una corretta educazione alimentare non riguarda solo la dimensione nutrizionale perché il cibo è anche cultura, storia, identità, relazione con il territorio, espressione di tradizioni e saperi locali.

Sono questi i pilastri del nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare del triennio 2026-28 dell’Emilia-Romagna, la misura, approvata dalla Giunta regionale e approdata oggi in Aula, che definisce le linee guida regionali, in accordo con gli indirizzi dei principali e più recenti documenti europei, nazionali e regionali in materia.

Il documento integra diversi approcci che offrono una maggiore conoscenza del mondo rurale, delle filiere agroalimentari, delle produzioni a qualità regolamentata e dei principi di sostenibilità ambientale e sociale. Tra le finalità del Programma, rafforzare la coerenza tra le politiche agricole, sanitarie, ambientali ed educative, contribuendo a raccordare obiettivi diversi in una visione unitaria, attraverso un insieme coordinato di azioni informative, educative e di qualificazione dei consumi.

Tra i principali strumenti operativi individuati dal Programma, sono le scuole e la rete delle fattorie didattiche a essere le protagoniste con progetti educativi regionali. Parallelamente la qualità dei consumi viene sostenuta dal fondo mense scolastiche biologiche. Infine, la diffusione a tutta la cittadinanza viene garantita grazie a un programma esteso di eventi di educazione e divulgazione.

Le risorse messe a disposizione dalla Regione ammontano a oltre 400mila euro nel triennio, cui si aggiungono quelle del “Fondo mense scolastiche biologiche” annualmente assegnate alle Regioni dal Masaf, ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

“Fare educazione alimentare significa fornire strumenti concreti per comprendere il valore del cibo lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo- commenta l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. In una regione come l’Emilia-Romagna, che vanta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e riconosciuti d’Europa, con ben 46 produzioni Dop e Igp, il valore del cibo è profondamente e tradizionalmente legato alla conoscenza del territorio, delle sue tradizioni, del lavoro degli agricoltori e della qualità che caratterizza le nostre eccellenze”.

“Il Programma approvato oggi rappresenta quindi uno strumento strategico per costruire una maggiore consapevolezza sull’alimentazione e sulle scelte di consumo quotidiane- spiega Mammi-. L’obiettivo è accompagnare cittadine, cittadini e famiglie, in particolare le giovani generazioni, verso l’adozione di comportamenti alimentari più informati e responsabili, incentivando l’utilizzo di prodotti sostenibili e a qualità regolamentata nella ristorazione collettiva. Allo stesso tempo, puntiamo a ridurre gli sprechi e a promuovere il territorio rurale e le filiere locali, creando un legame sempre più forte tra le comunità e gli agricoltori, valorizzando le produzioni locali. Per fare questo è stato istituito un gruppo di lavoro che coinvolge i diversi assessorati competenti, interfacciandosi con i portatori d’interesse esterni all’amministrazione. Vogliamo condividere e diffondere una cultura alimentare che abbia al centro la promozione della salute e dei corretti stili di vita, ma allo stesso tempo, capace di sostenere la crescita economica, sociale e culturale delle nostre comunità e il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola”

Il Programma in sintesi

Il Programma triennale si inserisce in un percorso di continuità con le esperienze già maturate a livello regionale, valorizzandone i risultati e orientando le azioni future verso una sempre maggiore integrazione tra educazione, territorio, filiere produttive e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una cultura del cibo capace di guardare al benessere delle persone e delle generazioni future.

Il piano individua tre filoni di intervento, che vedono come destinatario principale il mondo della scuola, ma che, più complessivamente, coinvolgono tutta la cittadinanza attraverso progettazioni specifiche che vengono proposte di anno in anno.

Il primo ambito di azione riguarda il sostegno a iniziative e progetti di educazione alimentare nelle scuole, anche attraverso la rete delle fattorie didattiche. Lo svolgimento di attività pratiche come la realizzazione di orti scolastici, laboratori esperienziali e percorsi all’aperto nelle aziende agricole, favorisce una maggiore consapevolezza nei confronti del cibo e la comprensione dell’importanza della sostenibilità, della tutela delle risorse naturali, della valorizzazione delle filiere produttive e della prevenzione dello spreco alimentare.

Il secondo settore di lavoro punta a favorire la presenza di prodotti a qualità regolamentata nelle scuole e nella ristorazione collettiva pubblica, rafforzando i percorsi già avviati per garantire pasti di elevata qualità. In questa prospettiva, particolare attenzione viene riservata alle produzioni biologiche e ai prodotti Dop e Igp legati al territorio, per promuovere salute, sostenibilità ambientale e conoscenza del patrimonio agroalimentare regionale.

Infine, il sostegno alla creazione e allo sviluppo di una rete di aziende agricole come realtà capaci di integrare la produzione agricola con attività educative e sociali, che rappresentano un’importante opportunità di integrazione del reddito per gli agricoltori e contribuiscono alla vitalità economica e culturale delle aree rurali. In particolare, le fattorie didattiche, che svolgono un ruolo centrale nell’orientamento dei consumi e nell’educazione alimentare, rafforzando il legame tra cittadini, agricoltori e prodotti locali.

I Sindaci delle città capoluogo della Regione scrivono al CSM preoccupati dalla sottovalutazione del contrasto delle mafie nel Nord Italia

I Sindaci delle città capoluogo della Regione scrivono al CSM preoccupati dalla sottovalutazione del contrasto delle mafie nel Nord ItaliaI sindaci delle città capoluogo dell’Emilia-Romagna hanno inviato una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura per chiedere che l’esperienza maturata nel contrasto alle organizzazioni mafiose operanti nel Nord Italia sia adeguatamente riconosciuta tra i criteri che orientano il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi nelle procure.

La lettera, sottoscritta da Matteo Lepore (Bologna), Enzo Lattuca (Cesena), Alan Fabbri (Ferrara), Gian Luca Zattini (Forlì), Massimo Mezzetti (Modena), Michele Guerra (Parma), Katia Tarasconi (Piacenza), Alessandro Barattoni (Ravenna), Marco Massari (Reggio Emilia), Jamil Sadegholvaad (Rimini) è indirizzata al presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Sergio Mattarella, al vicepresidente Fabio Pinelli e ai componenti della Quinta Commissione del CSM.

L’iniziativa nasce in seguito alla delibera approvata l’11 giugno scorso dalla Quinta Commissione del CSM, che individua le procure situate nelle cosiddette “zone ad alta densità mafiosa” ai fini delle nomine dei vertici degli uffici giudiziari, escludendo di fatto i territori del Nord Italia.

Nella lettera, i sindaci esprimono preoccupazione per una scelta che rischia di non rappresentare adeguatamente l’evoluzione del fenomeno mafioso nel nostro Paese. Gli amministratori ricordano come le risultanze giudiziarie, le sentenze definitive e le relazioni della Commissione parlamentare antimafia abbiano documentato da tempo il radicamento stabile delle organizzazioni criminali anche nelle regioni del Centro-Nord, con particolare riferimento all’Emilia-Romagna.

Tra gli elementi richiamati vi è il processo Aemilia, il più rilevante procedimento contro la ‘ndrangheta celebrato proprio a Reggio Emilia, che ha accertato in via definitiva la presenza strutturata delle organizzazioni mafiose sul territorio regionale e la loro capacità di infiltrazione nel sistema economico e imprenditoriale.

Nella lettera i sindaci sottolineano inoltre che il contrasto alle mafie nelle regioni del Nord richiede competenze investigative altamente specialistiche e capacità di individuare forme sempre più evolute e meno appariscenti di infiltrazione criminale. Professionalità che, secondo i firmatari, meritano pari considerazione rispetto a quelle maturate nelle aree storicamente caratterizzate dalla presenza delle organizzazioni mafiose.

L’appello rivolto al Consiglio Superiore della Magistratura è quello di adottare criteri coerenti con quanto emerso dalla giurisprudenza, dagli organismi parlamentari e dalle autorità di contrasto, riconoscendo adeguatamente il valore dell’attività svolta dai magistrati impegnati nel contrasto alle mafie anche nei territori del Nord Italia.

I Sindaci delle città capoluogo della Regione scrivono al CSM preoccupati dalla sottovalutazione del contrasto delle mafie nel Nord Italia

I Sindaci delle città capoluogo della Regione scrivono al CSM preoccupati dalla sottovalutazione del contrasto delle mafie nel Nord ItaliaI sindaci delle città capoluogo dell’Emilia-Romagna hanno inviato una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura per chiedere che l’esperienza maturata nel contrasto alle organizzazioni mafiose operanti nel Nord Italia sia adeguatamente riconosciuta tra i criteri che orientano il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi nelle procure.

La lettera, sottoscritta da Matteo Lepore (Bologna), Enzo Lattuca (Cesena), Alan Fabbri (Ferrara), Gian Luca Zattini (Forlì), Massimo Mezzetti (Modena), Michele Guerra (Parma), Katia Tarasconi (Piacenza), Alessandro Barattoni (Ravenna), Marco Massari (Reggio Emilia), Jamil Sadegholvaad (Rimini) è indirizzata al presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Sergio Mattarella, al vicepresidente Fabio Pinelli e ai componenti della Quinta Commissione del CSM.

L’iniziativa nasce in seguito alla delibera approvata l’11 giugno scorso dalla Quinta Commissione del CSM, che individua le procure situate nelle cosiddette “zone ad alta densità mafiosa” ai fini delle nomine dei vertici degli uffici giudiziari, escludendo di fatto i territori del Nord Italia.

Nella lettera, i sindaci esprimono preoccupazione per una scelta che rischia di non rappresentare adeguatamente l’evoluzione del fenomeno mafioso nel nostro Paese. Gli amministratori ricordano come le risultanze giudiziarie, le sentenze definitive e le relazioni della Commissione parlamentare antimafia abbiano documentato da tempo il radicamento stabile delle organizzazioni criminali anche nelle regioni del Centro-Nord, con particolare riferimento all’Emilia-Romagna.

Tra gli elementi richiamati vi è il processo Aemilia, il più rilevante procedimento contro la ‘ndrangheta celebrato proprio a Reggio Emilia, che ha accertato in via definitiva la presenza strutturata delle organizzazioni mafiose sul territorio regionale e la loro capacità di infiltrazione nel sistema economico e imprenditoriale.

Nella lettera i sindaci sottolineano inoltre che il contrasto alle mafie nelle regioni del Nord richiede competenze investigative altamente specialistiche e capacità di individuare forme sempre più evolute e meno appariscenti di infiltrazione criminale. Professionalità che, secondo i firmatari, meritano pari considerazione rispetto a quelle maturate nelle aree storicamente caratterizzate dalla presenza delle organizzazioni mafiose.

L’appello rivolto al Consiglio Superiore della Magistratura è quello di adottare criteri coerenti con quanto emerso dalla giurisprudenza, dagli organismi parlamentari e dalle autorità di contrasto, riconoscendo adeguatamente il valore dell’attività svolta dai magistrati impegnati nel contrasto alle mafie anche nei territori del Nord Italia.

“Incanti di Stelle” a Fiorano Modenese: tre serate di teatro e fantasia per le famiglie

“Incanti di Stelle” a Fiorano Modenese: tre serate di teatro e fantasia per le famiglieMercoledì 24 giugno inaugura la rassegna “Incanti di Stelle” a Fiorano Modenese: tre serate di teatro, magia, fiabe ed emozioni per bambini e famiglie, a cura dell’Associazione culturale Quelli del 29, con il sostegno e patrocinio del Comune.

Alle ore 21, nella suggestiva cornice del parco di Villa Pace, va in scena “Unci Dunci Trinci”, concerto-spettacolo tra filastrocche, storielle, conte e musiche popolari  di e con Gianluca Magnani e Fabio Bonvicini, dedicato ai bambini dai 3 agli 8 anni.

La rassegna continua mercoledì 1 luglio con “Magia e magia della voce” della Compagnia Tamayo, spettacolo che unisce illusionismo e ventriloquia per bambini dai 5 ai 10 anni;

Infine mercoledì 8 luglio arriva “Cappuccetto… in giallo” della Compagnia Laboratorio del Mago, una divertente rivisitazione della celebre fiaba in chiave investigativa, rivolta ai bambini dai 3 agli 8 anni.

L’ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito. Il pubblico è invitato a portare con sé un telo o un plaid per assistere agli spettacoli in modo confortevole.

In caso di maltempo, gli appuntamenti saranno annullati

“Incanti stelle” fa parte del calendario di “Evviva l’Estate!”, il programma dell’estate del Comune di Fiorano Modenese per bambini, ragazzi e famiglie, con tanti appuntamenti, dai giochi, ai laboratori, dal teatro alle letture, fino al 29 luglio.

La rassegna è realizzata dal Comune, in collaborazione con il Centro per le Famiglie dell’Unione, le associazioni Librarsi, Gruppo Babele Oratorio, Quelli del ’29 e Quinta Parete.

Con questa proposta estiva, il Comune di Fiorano Modenese conferma l’attenzione verso le famiglie e la valorizzazione degli spazi pubblici come luoghi di cultura, socialità e partecipazione, offrendo ai cittadini un calendario di iniziative gratuite capaci di coniugare intrattenimento, educazione e qualità artistica.

 

Cena Generazionale sabato a Spezzano

Cena Generazionale sabato a SpezzanoUna lunga tavolata sotto le stelle, il piacere di stare insieme e la volontà di rafforzare il senso di comunità. Torna anche nel 2026 la Cena Generazionale, in programma sabato 27 giugno alle ore 20:30 in Piazza Falcone Borsellino.

L’iniziativa, promossa congiuntamente da Fiera di San Rocco, G.S. Spezzanese, Associazione Volontari Fiorano, ANA Gruppo Fiorano e con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, nasce con l’obiettivo di creare un momento di incontro capace di coinvolgere persone di tutte le età, valorizzando lo spirito di collaborazione che da sempre caratterizza il territorio.

Il menù proposto per la serata prevede gramigna alla salsiccia, arrosto di maiale con patate al forno, dolce, acqua e vino. La quota di partecipazione è di 25 euro per gli adulti. Le prenotazioni sono aperte presso la Tabaccheria Montorsi Lorenzo, Pedemontana Spurghi e la segreteria G.S. Spezzanese.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione la viabilità sarà modificata su via Statale nel tratto tra via F.lli Cervi e via A Cervi: chiusura stradale con divieto di transito, eccetto veicoli dei residenti, dei mezzi di soccorso e dei veicoli autorizzati dalla Polizia locale nel tratto di via Statale dalle ore 18 alle ore 24 del 27 giugno 2026.

In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato al giorno successivo.

Autotrasporto: UNATRAS scrive al governo, “attuare subito gli impegni assunti”

Autotrasporto: UNATRAS scrive al governo, “attuare subito gli impegni assunti”UNATRAS il coordinamento delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fanno parte Fita CNA e Lapam Confartigianato Trasporti, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti per sollecitare la rapida attuazione delle misure concordate con il Governo che hanno portato alla sospensione del fermo nazionale dell’autotrasporto previsto nel mese di maggio.

A oltre un mese dall’incontro tenutosi a Palazzo Chigi, le imprese attendono ancora indicazioni certe sui tempi e sulle modalità operative per accedere alle misure annunciate, a partire dal credito d’imposta di 300 milioni per il caro gasolio.

Restano inoltre aperte questioni importanti come la costituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica. A ciò si aggiunge la mancata definizione, da parte del MEF, degli importi delle deduzioni forfettarie misura indispensabile per la dichiarazione dei redditi di artigiani e microimprese dell’autotrasportato.

UNATRAS sottolinea come le imprese abbiano dimostrato senso di responsabilità evitando iniziative che avrebbero potuto arrecare gravi conseguenze al sistema produttivo nazionale, confidando nel rispetto degli impegni assunti dal Governo.

Per questo il coordinamento unitario chiede un urgente incontro con l’Esecutivo per conoscere lo stato di attuazione degli interventi annunciati e il cronoprogramma delle ulteriori misure attese dal settore.

Cersaie forma gli addetti di sala mostra: un corso nei cinque giorni della manifestazione

Cersaie forma gli addetti di sala mostra: un corso nei cinque giorni della manifestazioneCersaie, la più importante esposizione internazionale per la ceramica e l’arredobagno, organizza da sempre anche una attività culturale e formativa sui temi di maggiore attualità ed interesse per i visitatori. Questo con l’obiettivo di confermare il Salone di Bologna come imprescindibile appuntamento e luogo di incontro tra tutti i professionisti della filiera, impegnati a commercializzare, sviluppare progetti ed utilizzare i prodotti in esposizione.

Questa 43° edizione di Cersaie si caratterizza per un innovativo ciclo di incontri formativi dedicati agli addetti italiani della sala mostra. In ciascuno dei cinque giorni della manifestazione, Veronica Verona, titolare de L’Accademia dello Showroom, tiene un incontro finalizzato a qualificare le competenze di questi protagonisti nel quotidiano rapporto commerciale con i clienti.

I contenuti del corso sono funzionali ad aiutare i partecipanti a gestire, con maggiore efficacia, la vendita di prodotti premium superando la semplice descrizione tecnica e imparando a guidare il cliente nella costruzione di una scelta consapevole. Attraverso tecniche di informazione evolute, gli addetti di showroom acquisiranno strumenti per valorizzare il prodotto, difenderne il prezzo e rendere tangibili i benefici estetici, funzionali ed emozionali che ne giustificano il valore. Completa il percorso, dal taglio operativo, un approfondimento sulla sostenibilità e la visita alla Città della Posa presso il Padiglione 19.

L’appuntamento, organizzato da Cersaie assieme a L’Accademia dello Showroom, gode del patrocinio di Confindustria Ceramica, ANGAISA, Federcomated e di Assoposa, le Associazioni nazionali di categoria che riuniscono le aziende della produzione, della distribuzione e dei posatori.

I laboratori di microbiologia dell’Emilia-Romagna insieme per contrastare l’antibiotico resistenza

I laboratori di microbiologia dell’Emilia-Romagna insieme per contrastare l’antibiotico resistenza
Copyright: Meridiana Immagini – Autore: Paolo Righi

Una rete regionale per monitorare la resistenza agli antibiotici con l’obiettivo di definire interventi di contrasto più efficaci rispetto a quelli tradizionali in uso oggi.

È il progetto Genera, che potenzia la rete dei laboratori pubblici di microbiologia clinica con l’aggiunta del monitoraggio genomico. In un’ottica one health, tutti i laboratori delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna lavoreranno a stretto contatto con l’Istituto zooprofilattico sperimentale Lombardia Emilia-Romagna ‘Bruno Ubertini’ (Izsler) e Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna. Capofila e promotore del progetto è la Regione Emilia-Romagna.

Il risultato sarà la nascita dell’Osservatorio molecolare regionale delle infezioni e dell’antibiotico-resistenza, che sfrutterà il valore aggiunto delle analisi dei genomi batterici responsabili di infezioni antibiotico-resistenti per comprendere i meccanismi di resistenza, come si diffondono nell’ambiente, nella popolazione umana e in quella animale. Permetterà, inoltre, di identificare i canali e i fattori che ne determinano la disseminazione per implementare interventi mirati negli ambiti in cui sono più necessari. Le caratteristiche di questa rete sono in piena sintonia con i principi di preparazione indicati dal nuovo Piano pandemico 2025-2029, che prevede, tra gli obiettivi prioritari, la costruzione di reti di laboratorio con capacità di analisi molecolari dei patogeni pandemici.

“L’antibiotico-resistenza rappresenta una delle più grandi sfide per la salute pubblica del nostro tempo- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Si tratta di un fenomeno che mette a rischio la capacità della medicina moderna di curare infezioni che fino a pochi anni fa erano considerate facilmente trattabili, con conseguenze rilevanti per le cittadine e i cittadini, per gli operatori sanitari e per la sostenibilità dell’intero sistema sanitario. Questo progetto- ha proseguito l’assessore- rafforza la strategia regionale, fondata sulla prevenzione, sull’appropriatezza prescrittiva e sul controllo delle infezioni con gli interventi più moderni grazie allo straordinario livello di eccellenza raggiunto dai nostri laboratori”.

La Regione Emilia-Romagna da anni promuove un programma one health di contrasto all’antibiotico resistenza basato su interventi volti a ridurre la pressione antibiotica, migliorando l’appropriatezza prescrittiva in ambito umano e veterinario. Nel contempo, ha sviluppato sistemi di sorveglianza che hanno permesso, nel corso degli anni, di monitorare il fenomeno, intercettare tempestivamente nuove resistenze e verificare l’efficacia dei programmi di prevenzione e controllo messi in atto. L’Emilia-Romagna è stata la prima regione italiana a dotarsi di un sistema di sorveglianza dell’antibiotico resistenza in ambito umano e dal 2007, centralizzando i dati dei principali laboratori di microbiologia clinica, è possibile valutare l’andamento delle resistenze e identificare l’emersione di nuove combinazioni microrganismo-resistenza che sono sottoposti alla costante attenzione per gli interventi di mitigazione.

Giovedì 25 giugno Consiglio comunale a Formigine

Giovedì 25 giugno Consiglio comunale a Formigine
immagine d’archivio

Si riunirà giovedì 25 giugno alle ore 20.30 nelle sale del Castello il Consiglio comunale di Formigine.

L’ordine del giorno si aprirà con la discussione di tre tra interrogazioni e interpellanze relative agli incassi sui canoni di locazione di immobili pubblici, i dati statistici sui servizi di salute mentale e la richiesta di chiarimenti sulla sperimentazione regionale per l’apertura anticipata delle scuole.

A seguire, la parte deliberativa prenderà in esame importanti atti economico-finanziari, tra cui il secondo aggiornamento degli allegati al Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028, la variazione del budget della società Formigine Patrimonio srl e l’approvazione dell’assestamento generale con la salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Per quanto riguarda la gestione del territorio e delle attività produttive, l’aula sarà chiamata a esprimersi sul protocollo d’intesa per un permesso di costruire convenzionato volto alla realizzazione di un nuovo magazzino in via Aldo Moro.

La parte finale della seduta sarà occupata dalla discussione e risoluzione di due mozioni. I temi proposti dai gruppi consiliari riguarderanno il disegno di legge sul consenso e il rafforzamento della tutela delle vittime di violenza a sostegno della riforma Bongiorno.

 

Come di consueto, sarà disponibile la trasmissione della seduta in diretta streaming grazie al sistema audio-video in alta definizione sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

La crisi abitativa del Distretto Ceramico: riassunto del report di Sunia Modena

La crisi abitativa del Distretto Ceramico: riassunto del report di Sunia ModenaIl rapporto del Sunia di Modena ha esaminato l’evoluzione negli ultimi otto anni del mercato dell’affitto nei principali Comuni del Distretto Ceramico, unitamente ad alcune tendenze demografiche. Ne esce un quadro complesso e preoccupante.

DEMOGRAFIA: dal punto di vista demografico i quattro Comuni sono da alcuni anni immobili. Negli ultimi sei anni, in un aggregato di 110.000 abitanti, la popolazione è calata di 41 unità. Una immobilità che però va collegata ad altri fenomeni, come la crescita del numero delle famiglie del 3,5%; in sei anni quelle unifamiliari crescono del 15%, a Sassuolo e Fiorano,  molto oltre la media provinciale. Evidenti i segnali di invecchiamento di un territorio che era il più giovane della provincia, evidente la progressiva polverizzazione dei nuclei familiari, forse in misura maggiore che altrove. La maggiore precarietà nel mercato del lavoro, l’assenza di significative migrazioni, la denatalità, uniti ai problemi di accoglienza, con la forte crescita dei costi della casa e degli affitti, stanno cambiando un Distretto che comunque resta tra i più importanti della provincia di Modena e della Regione.

AFFITTI. Nei quattro Comuni si restringe in modo significativo il mercato dell’affitto. Tra il 2018 ed il 2025 i contratti di affitto stipulati calano del 12,7%, ma dentro questo numero si registrano dinamiche diverse. I contratti a canone libero calano dell’8,6%, mentre quelli concordati calano di un pesantissimo 35%. Un crollo al quale ha corrisposto la forte crescita dei contratti transitori, da uno a diciotto mesi, cresciuti del 70%. Ai contratti più tutelanti per la fascia di redditi media e medio bassa, si stanno sostituendo, come una mala pianta, i contratti più precari, con maggiori elementi di abuso, e più costosi per cittadini e famiglie.

A Sassuolo in otto anni il calo dei concordati stipulati è stato del 34,5%, mentre i transitori sono cresciuti di ben il 185%. Nello stesso periodo il costo dei canoni concordati è salito del 13,3%, mentre quelli liberi sono cresciuti del 24,3%. Il canone dei transitori, in prevalenza irregolari, è cresciuto dell’80% in sei anni, con un +32% nel solo 2025. Sassuolo resta il Comune coi canoni più bassi, con un -9% rispetto agli altri esaminati. A Fiorano si registrano numerosi record negativi. Il calo complessivo dei contratti stipulati è stato in otto anni del 17,4%, mentre i canoni medi sono cresciuti del 35,6%. I canoni concordati sono in questo Comune residuali, soltanto il 17% del mercato (a Sassuolo è il 50%), e sono doppiati da  quelli transitori, cresciuti del 64,5%. Fiorano è l’unico Comune della provincia a non godere della cedolare secca per i canoni concordati. A Formigine il calo dei contratti di affitto è stato nel complesso del 16,3%, con i contratti a lungo termine che calano del 21%. Ma dentro questo numero i concordati si riducono di ben il 41%, peggior dato nel distretto. I canoni medi, allo stesso tempo, sono cresciuti del 30%; Formigine è il Comune più caro, con 7.593 euro medi per contratto, ma a pochissima distanza da Fiorano e Maranello. I contratti da uno a 18 mesi sono cresciuti a Formigine del 73% in otto anni. Maranello è l’unico Comune dove i contratti d’affitto, nel loro complesso, sono cresciuti, anche se solo dell’1,6%. Ma le anomalie sono tante, a partire da un misero 10% di quota di mercato dei contratti concordati, mentre i liberi sono il 54%. L’anomalia maggiore è data dai canoni transitori, che hanno a Maranello una incredibile quota di mercato del 37%, con i canoni di questa tipologia saliti del 53%. La presenza della Ferrari è determinante per questi numeri, con una forte incidenza di affitti a stanze.

IN CONCLUSIONE. In una crisi dai molteplici risvolti il report si concentra su alcune urgenze nel Distretto. La prima è contrastare gli abusi, che stanno crescendo, trasformando velocemente questo distretto. Vanno, per quanto possibile, contrastati gli eccessi speculativi e le irregolarità sul fronte degli affitti. In particolare nella formula dei transitori, segnaliamo nell’arco di otto anni oltre 2.000 contratti stipulati senza il rispetto dei canoni concordati, quindi con forti dubbi di regolarità. Non va poi dimenticata la diffusa abitudine di attribuire costi di utenze superiori alla realtà, senza il necessario conguaglio. I Comuni debbono fare il possibile per far crescere i contratti a canone concordato; in questo senso Sassuolo, Formigine e Maranello dovrebbero ridurre l’IMU sui concordati a livello di Maranello (8,8 per mille) o di Modena (8 per mille). Infine è necessario che la Regione riconosca Fiorano e Maranello quali Comuni ad alta tensione abitativa, con i relativi benefici fiscali per chi affitta a canone concordato. Infine, tra gli aspetti positivi, registriamo la progressiva riduzione degli alloggi non occupati, calati del 18% tra il 2019 ed il 2023, quando nei quattro Comuni risultavano essere 6.875. Certamente un’area di lavoro per tutti, per ridurli ulteriormente.

Qui il rapporto completo

(Sunia Modena)

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 24 giugno 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 24 giugno 2026Cielo sereno o poco nuvoloso con temporanei addensamenti pomeridiani sui crinali appenninici emiliani, associati a locali rovesci temporaleschi. Sereno ovunque dalla sera.

Temperature minime stazionarie tra 21 e 25 gradi, massime in lieve diminuzione con valori compresi tra 30 gradi dei settori costieri e 33/35 gradi delle pianure interne. Venti deboli variabili e a regime di brezza. Mare calmo o poco mosso.

(Arpae)

Amico (Italia Viva): “Basta propaganda russa a Sassuolo”

Amico (Italia Viva): “Basta propaganda russa a Sassuolo”Abbiamo appreso della proiezione a Sassuolo, sabato 11 luglio, degli ennesimi documentari targati Russia Today. Come Italia Viva siamo ormai stanchi, seppur non sorpresi, della costante propaganda filorussa che continua a colpire il nostro territorio.
Da oltre quattro anni ci battiamo contro queste iniziative, il cui scopo è diffondere una narrazione distorta della guerra d’aggressione contro l’Ucraina. Evidentemente, nemmeno il drammatico bilancio quotidiano di vittime causato dall’autocrazia di Putin basta a fermare simili eventi.

Ci teniamo a precisare che il dormitorio di Starobil’s’k non era un obiettivo civile, ma militare, e che si trova in un territorio brutalmente occupato dalle forze russe.
Inoltre, Russia Today è oggetto di sanzioni dell’Unione Europea per il suo ruolo nella diffusione di disinformazione e propaganda di guerra, ai sensi del Regolamento (UE) 2022/350 e successive modifiche. Tale normativa vieta la trasmissione, promozione e pubblicità di contenuti prodotti o diffusi da organi di informazione russi e considera una grave violazione qualsiasi tentativo di aggirare tali divieti.
Anche la regista e firmataria dell’opera, Olga Kiriy, è stata inserita dal Consiglio dell’Unione Europea tra i soggetti sottoposti a sanzioni personali in base al recente Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/1356.

Per questi motivi riteniamo assolutamente illegittima la proiezione in programma e ne chiediamo l’annullamento. Sassuolo non deve essere ancora una volta teatro della propaganda di un regime sanguinario come quello russo.
Un regime che non sta cercando una pace giusta: le attuali richieste del Cremlino equivalgono a una resa totale di Kyiv, in aperta violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli.

È evidente la volontà di proseguire con violenze e soprusi contro una popolazione che difende la propria libertà. Per questo l’Europa ha il dovere morale e politico di sostenere l’Ucraina: sotto attacco non c’è solo un Paese, ma anche i valori di democrazia e libertà su cui si fonda il nostro continente.

(Carmelo Amico – Coordinatore Italia Viva Sassuolo)

Amico (Italia Viva): “Basta propaganda russa a Sassuolo”

Amico (Italia Viva): “Basta propaganda russa a Sassuolo”Abbiamo appreso della proiezione a Sassuolo, sabato 11 luglio, degli ennesimi documentari targati Russia Today. Come Italia Viva siamo ormai stanchi, seppur non sorpresi, della costante propaganda filorussa che continua a colpire il nostro territorio.
Da oltre quattro anni ci battiamo contro queste iniziative, il cui scopo è diffondere una narrazione distorta della guerra d’aggressione contro l’Ucraina. Evidentemente, nemmeno il drammatico bilancio quotidiano di vittime causato dall’autocrazia di Putin basta a fermare simili eventi.

Ci teniamo a precisare che il dormitorio di Starobil’s’k non era un obiettivo civile, ma militare, e che si trova in un territorio brutalmente occupato dalle forze russe.
Inoltre, Russia Today è oggetto di sanzioni dell’Unione Europea per il suo ruolo nella diffusione di disinformazione e propaganda di guerra, ai sensi del Regolamento (UE) 2022/350 e successive modifiche. Tale normativa vieta la trasmissione, promozione e pubblicità di contenuti prodotti o diffusi da organi di informazione russi e considera una grave violazione qualsiasi tentativo di aggirare tali divieti.
Anche la regista e firmataria dell’opera, Olga Kiriy, è stata inserita dal Consiglio dell’Unione Europea tra i soggetti sottoposti a sanzioni personali in base al recente Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/1356.

Per questi motivi riteniamo assolutamente illegittima la proiezione in programma e ne chiediamo l’annullamento. Sassuolo non deve essere ancora una volta teatro della propaganda di un regime sanguinario come quello russo.
Un regime che non sta cercando una pace giusta: le attuali richieste del Cremlino equivalgono a una resa totale di Kyiv, in aperta violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli.

È evidente la volontà di proseguire con violenze e soprusi contro una popolazione che difende la propria libertà. Per questo l’Europa ha il dovere morale e politico di sostenere l’Ucraina: sotto attacco non c’è solo un Paese, ma anche i valori di democrazia e libertà su cui si fonda il nostro continente.

(Carmelo Amico – Coordinatore Italia Viva Sassuolo)

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