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martedì, 23 Giugno 2026
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La Polizia Locale del Distretto Ceramico celebra San Sebastiano

La Polizia Locale del Distretto Ceramico celebra San SebastianoSabato 24 gennaio 2026, alle ore 11, presso la Basilica pontificia di Fiorano Modenese, si svolgerà la celebrazione eucaristica in onore a San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, presieduta da don Roberto Montecchi, rettore del Santuario. Parteciperanno i Comandi delle polizie locali dell’Unione del Comuni del Distretto Ceramico e sarà l’occasione per ringraziare dell’attività di tanti uomini e donne in divisa a servizio dei cittadini.

Quest’anno il momento iniziale delle celebrazioni sarà a Maranello: in piazza Libertà, alle 9.30, il ritrovo di tutti gli agenti del Distretto, seguito dai saluti istituzionali e dalla benedizione delle vetture. Poi il corteo dei mezzi della Polizia Locale raggiungerà il Santuario, attraversando Maranello (via Claudia), Spezzano (via Statale) e Fiorano ( via Vittorio Veneto – via del Santuario).

Dalle ore 10.15 le vetture saranno esposte sul sagrato, dove avverrà l’accoglienza delle autorità civili e militari che parteciperanno alla santa Messa. Per l’occasione piazzale Papa Giovanni Paolo II sarà chiuso con divieto di sosta dalle 7 alle 14 di sabato 24 gennaio 2026.

Su proposta della Basilica, in piena sinergia con le centrali di Polizia Locale e le rispettive amministrazioni, si ripropone questo momento prezioso per rinnovare l’amicizia e la collaborazione con questo corpo di sicurezza, che tanto si spende a servizio del Santuario durante i mesi dell’anno e rende sempre concreta quella nobile missione di prossimità, portando alti i valori della giustizia e della pace.”, sottolineano dalla Basilica pontificia di Fiorano.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 gennaio 2026Coperto per tutto l’arco della giornata con precipitazioni che, nel corso della mattina, interesseranno l’Appennino emiliano estendendosi anche alla relativa pianura e assumendo carattere nevoso a quote comprese tra 700 e 1000 metri. Dal pomeriggio, progressivamente le precipitazioni si estenderanno anche al settore centrale e al resto del territorio regionale in serata e saranno nevose sui settori appenninici emiliani occidentali a quote superiori ai 400/500 metri e su quelli centrali sopra i 1000 metri. Non si escludono episodi di pioggia mista a neve sulla pianura piacentina.

Temperature minime senza variazioni di rilievo con valori tra 1 e 3 gradi; massime comprese tra 4 e 7 gradi sulla pianura emiliana e tra 8 e 9 gradi tra Romagna e fascia costiera, Venti deboli tendenti a ruotare dai quadranti orientali, ed in rinforzo sui settori costieri dalla sera da sud-est. Mare poco mosso in giornata tendente a divenire mosso in serata.

(Arpae)

Congiuntura imprese artigiane emiliano-romagnole: alcuni segnali di alleviamento della tendenza negativa

Congiuntura imprese artigiane emiliano-romagnole: alcuni segnali di alleviamento della tendenza negativa
immagine di repertorio

Fra luglio e settembre 2025 le imprese artigiane attive nella manifattura in Emilia-Romagna hanno alleviato la tendenza negativa. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la produzione è diminuita del -0,7%: è la flessione più contenuta dall’inverno del 2023; il fatturato è in rallentamento del -0,4%, ma quello dall’estero registra -1,2%; gli ordini sono rimasti sostanzialmente stabili: -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.

E’ proseguita la diminuzione nel numero delle imprese (-683), che continua a colpire soprattutto quelle della moda (-196). Nelle imprese artigiane di costruzioni il volume d’affari ha ottenuto in lieve incremento, +0,4%, ma continuano a diminuire di numero (-885).

È quanto risulta dalla congiuntura dell’artigianato di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

 

L’artigianato nell’industria: produzione, fatturato e ordini

La produzione delle imprese artigiane della manifattura regionale ha fatto registrare una flessione di solo lo 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è la più contenuta dall’inverno del 2023, ovvero dall’avvio della recessione tuttora in corso.

Nei giudizi sull’andamento la quota delle imprese artigiane manifatturiere che hanno rilevato un incremento della produzione è salita ulteriormente dal precedente 29,2% fino al 31,6%.

L’andamento tendenziale del fatturato ha segnato -0,4% (dopo il -2,2% del precedente trimestre), facendo segnare così la flessione tendenziale più contenuta dall’avvio della recessione. Diverso l’andamento del fatturato estero che ha segnato -1,2%.

Gli ordini hanno avuto solo un minimo arretramento tendenziale -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.

 

Il periodo di produzione assicurato dalla consistenza del portafoglio ordini è di poco inferiore ai due mesi (7,6 settimane), in aumento rispetto allo stesso trimestre del 2024.

Nonostante la tendenza leggermente negativa della produzione, il grado di utilizzo degli impianti delle imprese artigiane è aumentato rispetto allo stesso trimestre del 2024, risultando pari al 70%.

 

La dimensione delle imprese

La produzione delle imprese minori è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al trimestre precedente (-0,8%). Stesso andamento per il fatturato, -0,5%, mentre gli ordini sono ancora in rallentamento -2,1%

Nelle piccole imprese la tendenza negativa della produzione si è alleviata, -0,7%, il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile -0,3%, gli ordini hanno segnato un piccolo segno positivo +0,2%.

 

Il numero delle imprese artigiane industriali

A fine settembre le imprese attive ammontavano a 24.087 con una notevole riduzione del 2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che ha comportato una perdita di 683 imprese.

Le sole imprese artigiane hanno determinato quasi l’85% della diminuzione della base imprenditoriale dell’industria regionale.

La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata soprattutto dall’ampia e rapida caduta nel settore della moda (-196 imprese, -5%), oltre che dal più contenuto e meno veloce taglio delle imprese della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-149 unità, -2,4%) e dalle perdite subite dall’aggregato dell’“altra manifattura” (-109 unità, -3,3%). Continua la non più sorprendente riduzione nel settore dell’industria alimentare e delle bevande (-87 imprese, -3,1%), mentre, al contrario, è da notare la relativa tenuta della base imprenditoriale dall’ampio raggruppamento della “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-66 unità, -1,3%).

 

La forma giuridica

Sono lievemente aumentate solo le società di capitale (+0,3%, +11 imprese), che ora rappresentano il 18,6% delle imprese artigiane attive dell’industria in senso stretto. In contrapposizione continua la diminuzione delle società di persone (-335 imprese, -5,6%).

Ma sono state le ditte individuali a dare il maggiore contributo negativo, con una nuova ampia flessione (-358 unità, -2,5%).

 

L’artigianato nelle costruzioni

Il volume d’affari dell’artigianato delle costruzioni ha ottenuto in lieve incremento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+0,4%), dato in miglioramento rispetto alla flessione del -4,4% del trimestre precedente.

La quota delle imprese che hanno realizzato un aumento del volume è salita decisamente: dal 12,6% fino al 30%.

 

L’artigianato nelle costruzioni: quante imprese

Alla fine dello scorso settembre la consistenza delle imprese attive artigiane che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale nelle costruzioni è scesa a 48.638 unità con una diminuzione di 885 imprese (-1,8%) rispetto a un anno prima.

La riduzione della base imprenditoriale è derivata dall’ampia flessione delle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (-703 unità, -1,6%), ma le attive nella costruzione di edifici hanno subito una diminuzione più rapida (-165 unità, -2,6%).

 

La forma giuridica delle imprese artigiane delle costruzioni

Le società di capitali hanno continuato a crescere e molto rapidamente (+6,4%, 324 unità), tanto che questa classe di imprese è giunta a costituire l’11% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni.

La flessione della base imprenditoriale artigiana si è tradotta soprattutto in una decisa riduzione delle ditte individuali (-1.021 unità, -2,5%) ed in una ulteriore rapida discesa delle società di persone (-4,3%, -180 unità).

 

 

Il Circolo culturale Artemisia in occasione del Giorno della Memoria 2026

Il Circolo culturale Artemisia in occasione del Giorno della Memoria 2026Nei tempi tristi che stiamo vivendo la voce della Memoria è sovrastata dal fragore della cronaca.

Ogni giorno le immagini e le notizie che provengono da luoghi di guerra e di oppressione in varie parti del mondo ci dicono come sia stata illusoria l’invocazione “Mai più” suscitata dalla scoperta della Shoah e dei molteplici crimini messi in atto dai nazi-fascisti.

Tuttavia, per non soccombere al senso di impotenza e di frustrazione che ci assale di fronte ad un presente spaventoso, per non rassegnarci ad un futuro di rinnovate discriminazioni e sopraffazioni, dobbiamo ancora, e oggi più che mai,  ritrovare nella memoria del passato le ragioni per ripetere con rinnovata forza “Mai più”.

È con questo spirito che, anche quest’anno, il Circolo culturale Artemisia, in occasione del Giorno della Memoria, propone non uno ma ben due incontri, come sempre ideati e curati con perizia e dedizione da Rita Turrini, per non dimenticare che cosa è capitato all’umanità quando il pregiudizio e la violenza cieca hanno prevalso sulla ragione e sulla comprensione e il rispetto per le diversità.

Il primo “Il nazismo contro l’arte degenerata”, che si terrà sabato 24 gennaio alle ore 17.00 nella Sala delle vedute al Castello di Spezzano, è dedicato al tema dell’Arte degenerata e ripropone la persecuzione dei nazisti contro le avanguardie e gli artisti che ne furono protagonisti. Letture a cura di Davide Matteo Sala, intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti.

Il secondo “Porrajmos – Lo sterminio degli ultimi. Il silenzio della storia”, che si terrà martedì 27 gennaio alle ore 20.30 presso l’Auditorium P.A. Bertoli di Sassuolo, intende sottrarre all’oblio la discriminazione e le vessazioni di cui furono vittime i Rom e i Sinti, che condivisero con gli ebrei la sorte nei campi di sterminio. Letture a cura di Davide Matteo Sala, intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti.

Due temi che lasceranno nelle nostre menti diversi spunti di riflessione sulle brutture del passato ma soprattutto su quelle presente per dire, oggi più che mai, ancora più forte “Mai più”.

Ingresso gratuito per entrambi gli eventi.

 

“Bottega della Pasta” dona un defibrillatore al Comune di Formigine

“Bottega della Pasta” dona un defibrillatore al Comune di FormigineUn nuovo defibrillatore al servizio della comunità formiginese. Bottega della Pasta, impresa associata Lapam Confartigianato, ha deciso di donare al Comune di Formigine il dispositivo salvavita.

Il DAE è stato installato presso il condominio Due Torri di Via Val d’Aosta 19, dove è presente la sede formiginese di Lapam Confartigianato.

Al momento ufficiale della consegna hanno partecipato la sindaca Elisa Parenti, l’assessore alle Politiche sociali Armando Pagliani, Beatrice Bastia, socia titolare dell’attività “Bottega della Pasta”, Giordano Giovanardi, presidente Lapam Confartigianato Formigine e Alberto Filippini, responsabile della sede formiginese dell’associazione.

Commenta la sindaca Elisa Parenti: «Ringrazio i titolari della Bottega della Pasta per la generosità. Si dice che il dono si moltiplica: è questo che sta accadendo qui a Formigine, dove ci sono tanti cittadini, aziende e associazioni che decidono di implementare la dotazione pubblica di defibrillatori. Grazie al progetto di AVAP e ANPAS, questi saranno mappati e si auspica la formazione di ben mille persone in grado di utilizzare questi dispositivi salvavita».

«Abbiamo scelto di donare un defibrillatore perché crediamo che la sicurezza e la prevenzione siano responsabilità condivise – spiega Beatrice Bastia di Bottega della Pasta –. Essere parte attiva del territorio significa anche questo. La donazione rappresenta un gesto concreto di attenzione alla sicurezza e alla salute dei cittadini, rafforzando la dotazione di strumenti salvavita sul territorio comunale».

«Questa iniziativa – conclude Giordano Giovanardi, presidente Lapam Confartigianato Formigine – dimostra come le imprese del territorio possano svolgere un ruolo attivo non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, contribuendo in modo diretto al benessere della comunità».

 

Fabrizio Giorgini presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna

Fabrizio Giorgini presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna
Fabrizio Giorgini, presidente dell’OGER

All’elezione di Fabrizio Giorgini nel ruolo di presidente alla guida dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna corrisponde il sostanziale rinnovamento anche delle cariche nel Consiglio e l’istituzione delle singole consulte provinciali, con la nomina delle figure locali di riferimento dei responsabili d’area. Al termine dei tavoli tecnici svolti in questi ultimi mesi e suddivisi per le diverse zone interessate, il nuovo asset della governance dell’Ordine è dunque attivo e la sua ritrovata operatività arriva anche da un ricco calendario di eventi e workshop tematici.

Questi sono volti non solo a valorizzare la funzione imprescindibile del geologo nelle analisi territoriali, monitoraggi, indagini e verifiche progettuali dei singoli interventi nelle zone della regione interessate dai fenomeni di dissesto idrogeologico o nuovi insediamenti, ma anche ad incrementare il livello formativo e di partecipazione pubblica di chi studia il territorio in modo approfondito, per poter contribuire fattivamente alla qualità stessa dei progetti in essere. Fabrizio Giorgini è nato a Reggio nell’Emilia nel 1965. Residente a Parma, si è laureato all’Università di Parma con una tesi in Geologia Applicata ed è iscritto dal 1995 all’Ordine dei Geologi. Titolare e direttore tecnico di impresa specializzata nel settore delle indagini geologiche, geofisiche e ambientali, si è occupato di innumerevoli progetti e lavori con massima attenzione alle indagini geognostiche, monitoraggi geotecnici e ai controlli non distruttivi su murature e calcestruzzo. “Secondo i dati ISPRA aggiornati al 2026 – ha evidenziato il presidente Giorginile aree a rischio frana in Italia sono aumentate del 15% negli ultimi quattro anni e l’Emilia-Romagna, in particolar modo, resta tra le regioni con la popolazione più esposta. Il territorio gestisce ancora i drammatici effetti delle innumerevoli frane censite dopo l’alluvione del maggio 2023 e le ferite delle molteplici alluvioni che si sono susseguite nell’ultima decade; questo fa chiaramente emergere come il ruolo e la professionalità specifica del geologo vadano riconsiderate, valorizzate e coinvolte nel dibattito pubblico prima dei disastri, in fase di prevenzione e progettazione e non quando le criticità hanno già colpito duramente le comunità e l’habitat generando costi esorbitanti”.

 Il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna vede Maria Teresa De Nardo in qualità di vice presidente e come consiglieri: Fabrizio Bassi, Alessandro Bertoni, Nicola Caroli, Linda Collina, Francesco Dettori, Massimiliano Flamigni, Antonello Livi, Giulio Torri, Davide Zucchi. 

I nuovi responsabili territoriali delle Consulte nelle singole province della regione sono: Massimo Mannini e Filippo Segalini (Piacenza); Carlo Alberto De Risio e Gian Marco Veneziani (Parma); Alberto Iotti (Reggio Emilia); Paolo Calicetti e Stefano Capocchi (Modena); Livia Soliani (Bologna); Anna Rita Bernardi (Ferrara); Sergio Sprocati (Ravenna); Paride Antolini (Forlì-Cesena); Cristiano Guerra (Rimini). 

Consiglio di disciplina, componenti nominati dal Tribunale di Bologna: Fabio Bussetti, Andrea Carpena, Mariantonietta Sileo.

Segreteria: Annalisa Parisi (info@geologiemiliaromagna.it ; tel. 051.2750142). Portale istituzionale: geologiemiliaromagna.it .

Alcuni aggiornamenti in merito alle chiusure previste su A1 e A14

Alcuni aggiornamenti in merito alle chiusure previste su A1 e A14Sulla A1 Milano-Napoli, sono state annullate le chiusure dell’entrata della stazione di Modena nord, previste nelle due notti di giovedì 22 e venerdì 23 gennaio.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione giunti del ponte “SS9 via Emilia”, dalle 22:00 di domenica 25 alle 5:00 di lunedì 26 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Modena sud e Modena nord, verso Milano. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Modena sud, percorrere la viabilità ordinaria: SP623 Vignolese, SS12 via Nuova Estense, Tangenziale nord Giosuè Carducci, SS9 via Emilia, Tangenziale nord Luigi Pirandello fino all’uscita 15, viale Virgilio e rientrare in A1 alla stazione di Modena nord.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, è stata invece annullata la chiusura dell’entrata della stazione di Castel San Pietro, che era prevista dalle 22:00 di venerdì 23 alle 6:00 di sabato 24 gennaio.

 

 

La percezione del rischio alluvionale in Emilia-Romagna e Toscana è ancora molto bassa

La percezione del rischio alluvionale in Emilia-Romagna e Toscana è ancora molto bassaNelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna e della Toscana c’è ancora una diffusa sottostima del rischio di eventi meteorologici estremi, e il livello di preparazione dei cittadini in caso di emergenza è ancora scarso, come anche la conoscenza relativa ai piani di gestione del rischio alluvionale, soprattutto tra le famiglie a basso reddito e le persone più anziane. A evidenziarlo è un’indagine realizzata da un gruppo multidisciplinare di studiose dell’Università di Bologna e pubblicata sull’International Journal of Disaster Risk Reduction.

I risultati nascono da uno studio condotto nell’estate del 2024 su un campione rappresentativo di 3.423 adulti residenti in Emilia-Romagna e Toscana. I dati raccolti sulla percezione individuale del rischio sono stati poi integrati con mappe ufficiali di pericolosità idraulica: in questo modo è stato possibile confrontare le valutazioni soggettive con l’esposizione reale al rischio di alluvione.

“La nostra indagine mostra che essere stati colpiti in prima persona da un’alluvione non è sufficiente a garantire una preparazione adeguata, soprattutto rispetto a eventi estremi ma poco frequenti”, dice Irene Palazzoli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater e prima autrice dello studio.

“Nonostante i residenti dei comuni colpiti dalle alluvioni del 2023 riportino una percezione della pericolosità alluvionale più elevata rispetto a chi vive in aree non colpite – aggiunge Serena Ceola, professoressa al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, che ha coordinato lo studio – questa percezione è allineata con il livello di pericolosità reale solo per le alluvioni ad alta e media probabilità, mentre i rischi legati a eventi rari ma ad alto impatto sono ancora fortemente sottostimati“.

In Europa, gli ultimi trent’anni sono stati uno dei periodi in cui si sono registrate più alluvioni: si stima che questi eventi colpiscano ogni anno 1,6 milioni di persone e che siano causa dell’81% delle perdite economiche connesse a eventi climatici. L’Italia è il secondo paese più colpito, dopo la Germania: negli ultimi decenni, sul nostro territorio si sono registrate il 17% di tutte le alluvioni avvenute in Europa e il 38% delle morti causate da eventi alluvionali.

“Gli eventi alluvionali degli ultimi anni hanno mostrato che le comunità locali sono ancora vulnerabili: sono necessarie strategie di gestione e mitigazione del rischio più specifiche, che includano anche un aumento della consapevolezza e della preparazione dei cittadini”, dice Chiara Binelli, professoressa associata al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Alma Mater.

“I dati che abbiamo raccolto – evidenziano Chiara Puglisi e Raya Muttarak del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna – mostrano infatti come l’esperienza diretta, le caratteristiche socioeconomiche e le pratiche di comunicazione possano influenzare il livello di preparazione agli eventi alluvionali in contesti ad alto rischio”.

Prima delle alluvioni che hanno colpito Emilia-Romagna e Toscana, infatti, quasi la metà dei cittadini intervistati non aveva adottato alcuna misura preventiva. In particolare, le famiglie a basso reddito, gli affittuari e le persone più anziane sono significativamente meno propense ad adottare misure di mitigazione, sia di tipo strutturale che non strutturale. In generale, infatti, gli interventi strutturali di mitigazione – come barriere anti-alluvione, sopraelevazione delle abitazioni o scorte alimentari di emergenza – sono ancora poco diffusi (meno del 25% degli intervistati) e concentrati prevalentemente tra le fasce di popolazione più avvantaggiate.

“È però interessante notare un dato”, sottolinea Irene Palazzoli. “Il 63% degli intervistati ha dichiarato che si sarebbe comportato in modo diverso se fosse stato a conoscenza della pericolosità alluvionale reale, e il 30% sarebbe anche disponibile ad un’eventuale rilocalizzazione”.

Anche la diffusione delle informazioni istituzionali, inoltre, è stata ritenuta limitata: più della metà dei cittadini intervistati non sa se il proprio Comune disponga di piani di gestione del rischio di alluvione o di evacuazione, con una consapevolezza solo lievemente più alta tra i residenti dei Comuni colpiti direttamente da eventi alluvionali. Ma circa due terzi degli intervistati ritiene che la conoscenza di questi piani migliorerebbe la percezione del rischio alluvionale, riducendone in modo significativo il rischio.

Del resto, nove intervistati su dieci non si ritengono soddisfatti delle informazioni in loro possesso, che derivano soprattutto da previsioni meteo, televisione e social media. La richiesta da parte dei cittadini è di ricevere indicazioni più chiare sui livelli di rischio locali e sulle azioni concrete possibili per ridurre gli impatti delle alluvioni.

Cosa si può fare quindi? Le studiose suggeriscono prima di tutto di rafforzare e ampliare la conoscenza dei piani di gestione del rischio di alluvione e dei sistemi di allerta, sia attraverso nuovi canali di comunicazione che con il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Disaster Risk Reduction con il titolo “Public perceptions and responses to flood risk: Evidence from the 2023 flood events in Italy”. Le autrici, tutte dell’Università di Bologna, sono Irene Palazzoli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari), Chiara Puglisi (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”), Chiara Binelli (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), Raya Muttarak (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”) e Serena Ceola (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali).

Adozione di misure di prevenzione durante le alluvioni di maggio 2023 e novembre 2023 in Emilia-Romagna e Toscana (3.423 intervistati)

 

Sassuolo: Gugliucci (Noi Moderati) ringrazia Sindaco e Vice Sindaca

Sassuolo: Gugliucci (Noi Moderati) ringrazia Sindaco e Vice Sindaca“Desidero esprimere, a nome degli esponenti di Noi Moderati, un sincero ringraziamento al Sindaco Matteo Mesini e alla Vice Sindaca Serena Lenzotti per l’attenzione e la concretezza dimostrate negli ultimi giorni”, così il Segretario Cittadino di Noi Moderati Cristiano Gugliucci.

“È per noi motivo di grande soddisfazione constatare come le nostre denunce e segnalazioni siano state non solo ascoltate, ma recepite con tempestività. L’attivazione immediata della Giunta per far fronte ad alcune delle problematiche sollevate rappresenta quel forte segnale di presenza che i cittadini si aspettano.
Siamo fermamente convinti che la vera politica sia quella del fare: segnalare con spirito critico ma costruttivo, affinché l’Amministrazione possa intervenire per il bene esclusivo di Sassuolo.

Siamo consapevoli che la strada sia ancora lunga e che non sia semplice risolvere istantaneamente situazioni complesse; restano infatti diversi disservizi su cui è necessario continuare a lavorare. Tuttavia, l’impegno e la professionalità dimostrati in questa occasione ci permettono di guardare con fiducia ai prossimi passi. La promessa dell’amministrazioneconclude Gugliucci – è quella di sistemare quanto prima le situazioni critiche che presenta attualmente Sassuolo attraverso una valutazione ed una programmazione ben ponderata”.

Influenza stagionale: picco superato ma l’incidenza rimane alta. I medici: “Evitare il fai da te e prestare attenzione ai sintomi”

Influenza stagionale: picco superato ma l’incidenza rimane alta. I medici: “Evitare il fai da te e prestare attenzione ai sintomi”Secondo gli ultimi dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (Bollettino n.11 del 09 gennaio 2026) la diffusione dei virus respiratori in Italia continua a essere particolarmente intensa su tutto il territorio nazionale, anche se il picco epidemiologico è stato raggiunto nella settimana di Natale con 18 nuovi casi ogni mille assistiti, tra infezioni respiratorie acute e sindromi simil-influenzali.

Il dato scorporato per fasce di età ha visto un’incidenza di 50 casi ogni mille assistiti per i bambini sotto i 4 anni, rimanendo alto (23 casi) anche in quelli sotto i 14. Nella settimana tra il 5 e l’11 gennaio il numero complessivo di nuovi casi è stato di 14 ogni mille abitanti ma nei bambini ha continuato a mantenersi importante con 36 su mille per i bimbi sotto i 4 anni.

Per quanto riguarda l’andamento in provincia di Modena, l’incidenza è salita fino a 19 casi per 1.000 abitanti nella settimana dal 22 al 28 dicembre e poi è diminuita fino a 13 per 1.000 abitanti nella seconda settimana di gennaio, con impatto maggiore sempre nella fascia d’età 0 4 anni.

La curva epidemica di questo inverno è dunque sovrapponibile a quella del periodo influenzale 2023-2024, quando il picco si è verificato nella stessa settimana di quest’anno, mentre nel 2024-2025 il picco è stato a fine gennaio.

Interessante notare come l’incidenza dell’influenza tra gli over 65 sia sensibilmente più bassa – 8/9 casi ogni mille abitanti nelle ultime tre settimane – ma anche più costante, dato che può essere certamente collegato con la fragilità di questa fascia di età ma, allo stesso tempo, con i buoni esiti della campagna di vaccinazione. Sono oltre 103mila gli over65 vaccinati nella nostra provincia, pari a 605,5 ogni mille abitanti, tra le coperture vaccinali più alte in Regione.

La vaccinazione può limitare non solo il contagio diretto, ma anche le complicanze che colpiscono soprattutto persone anziane che soffrono di patologie di carattere respiratorio e cardiovascolare, per lo più croniche, e che possono avere esiti particolarmente gravi e portare al ricovero in ospedale.

Effettuare la vaccinazione consente dunque una riduzione delle cosiddette “ospedalizzazioni evitabili”, e quindi di conseguenza riduce l’impatto organizzativo e il sovraffollamento delle strutture sanitarie. Un impatto che non solo porta a situazioni di complessa gestione quali l’aumento degli accessi in PS per sintomi respiratori e la pressione sui reparti per l’aumento dei ricoveri, ma si ripercuote su pazienti e caregiver. Si pensi all’utilizzo di importanti terapie farmacologiche e ai sistemi di ventilazione all’interno delle rianimazioni, sistemi anche invasivi nei casi particolarmente gravi, ma anche alla necessità di spostare i pazienti dal proprio domicilio, causa di disagio per i nuclei familiari.

I dati confermano, quindi, il passaggio del picco stagionale, con casi in calo, ma negli studi dei medici di famiglia così come nei pronto soccorso e nei reparti internistici e pneumologici continua a registrarsi un’importante pressione organizzativa: aumentano gli accessi per febbre, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie, così come le richieste di orientamento clinico da parte di pazienti che spesso non sanno come gestire i primi segni dell’infezione.

I medici del territorio e degli ospedali provinciali invitano la popolazione a non sottovalutare la circolazione virale, che resta molto elevata e, aspetto fondamentale, a evitare l’uso improprio dei farmaci. È bene monitorare con attenzione insieme al proprio medico di medicina generale i sintomi, soprattutto nei soggetti più fragili, al fine di intervenire tempestivamente.

Anche la vaccinazione antinfluenzale è ancora disponibile e mantiene la sua utilità per proteggere la popolazione durante la coda epidemica. Così come sono importanti le regole di prevenzione e di buon senso: distanziamento nei luoghi affollati, uso della mascherina in presenza di persone fragili, lavaggio frequente delle mani e corretta idratazione, soprattutto in corso di malattia.

I sintomi

Fra i sintomi più frequenti delle sindromi influenzali si segnalano:

  • raffreddore e rinite
  • mal di testa
  • dolori articolari
  • tosse persistente
  • mal di gola
  • febbre variabile

 

Sebbene la febbre possa essere anche elevata, i clinici ricordano che non è di per sé un indicatore di gravità. Diventa invece necessario un consulto medico quando:

  • la temperatura resta elevata per molti giorni
  • gli antipiretici non risultano efficaci
  • compaiono difficoltà respiratorie, forte debilitazione o sintomi atipici

Assolutamente da evitare il “fai da te”, soprattutto nell’uso di antinfiammatori e ovviamente antibiotici: l’influenza è causata da virus, e una loro eventuale prescrizione può avvenire solo dopo valutazione clinica per sospetta sovrainfezione batterica.

 

I dati provinciali

Nel complesso, il sistema ospedaliero sta affrontando una fase di intensa attività legata all’influenza stagionale, con Pronto Soccorso e reparti medici fortemente impegnati. La circolazione dei virus respiratori stagionali resta elevata e si riflette in un numero consistente di accessi ai Pronto Soccorso e di ricoveri, in particolare tra la popolazione adulta e anziana. La situazione è costantemente monitorata e gestita grazie alle misure organizzative messe in campo, ma richiede ancora attenzione, in particolare per la tutela dei pazienti più fragili e per un utilizzo appropriato dei servizi sanitari.

Gli accessi complessivi ai PS di tutta la provincia per tutte le patologie sono stati costanti nel periodo 29 dicembre-11 gennaio, per un totale complessivo di oltre 4800 ogni settimana, con un lieve calo solo nell’ultima settimana (12-18 gennaio), quando gli accessi sono stati 4716. Gli accessi ai PS della provincia (Mirandola, Carpi, Vignola, Sassuolo, Pavullo) si sono mantenuti intorno ai 3000 la settimana – confermato il picco natalizio quando la soglia è stata superata – mentre la parte restante ha avuto accesso negli ospedali della città di Modena.

Moda, riunito oggi in Regione il Tavolo permanente

Moda, riunito oggi in Regione il Tavolo permanente“Il settore va aiutato a uscire dalla crisi e rilanciato, puntando a una transizione sostenibile che coinvolga tutti gli operatori della moda. Per rafforzare competitività e innovazione sono necessari investimenti in tecnologie avanzate, sostegno alle microimprese, sostenibilità come leva strategica, diversificazione dei canali di vendita e servizi personalizzati, oltre a continuare a investire sulla formazione. Come Regione Emilia-Romagna continuiamo ad assicurare ogni sforzo attraverso i bandi, per garantire il sostegno a uno dei comparti strategici del nostro territorio”.

Con questo impegno il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha chiuso i lavori del Tavolo regionale permanente della moda, a cui siedono i rappresentanti delle imprese, del mondo della formazione e delle parti sociali, riunito oggi in viale Aldo Moro con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.

“Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso- ha aggiunto il vicepresidente Colla-perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici. Per questo dobbiamo continuare a distinguerci su un segmento alto, con produzioni di nicchia di grande qualità, e puntare ai nuovi mercati. Ma soprattutto, vogliamo accorciare e qualificare la filiera e guardare alle politiche industriali e commerciali delle eccellenze del nostro territorio che continuano a crescere, nonostante la difficile congiuntura geoeconomica, per emularle”.

Il vicepresidente Colla, parlando alle imprese, ha ricordato che l’attuazione della programmazione europea 2021-2027 è molto avanzata ma non è esaurita, tanto che sul Fesr nel 2025 sono state aggiunte ulteriori importati misure che hanno consentito di sostenere 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, concessi a fronte di investimenti per 4,6 milioni di euro. Tra questi, il bando per il sostegno della transizione digitale delle imprese, la seconda edizione del bando economia circolare e il bando Step. Parallelamente con l’Fse+ nel 2025 sono state finanziate 12 operazioni di formazione sulla moda, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

A livello regionale sono inoltre previste nuove importanti opportunità di sostegno, tra cui la seconda edizione del bando Step per investimenti e ricerca: le imprese potranno presentare domanda di contributo nel corso di tutto il 2026 perché il bando prevede l’apertura di 3 finestre, ciascuna con una dotazione dedicata di 15 milioni di euro. In programma anche un nuovo bando per sostenere le certificazioni.

A livello nazionale, infine, un’importante opportunità è legata al disegno di legge sulle Pmi che prevede fino a 100 milioni di euro per mini-contratti di sviluppo per le piccole e medi imprese del settore moda con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, puntare sull’innovazione del sistema produttivo e facilitare l’accesso al credito.

Nell’incontro di oggi è stata anche presentata una sintesi dei risultati del progetto il “Futuro della moda in Emilia-Romagna” voluto dalla Regione in collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Università di Bologna (Dipartimento di scienze aziendali) e di Enea (Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali). La ricerca fotografa accuratamente i produttori e le catene di fornitura, nonché le iniziative per l’adeguamento delle imprese alla normativa europea sulla sostenibilità e in particolare ai requisiti per ecodesign richiesti dal regolamento europeo. Con l’ambizione di portare il punto di vista della moda emiliano-romagnola sui tavoli nazionali ed europei impegnati in questa regolamentazione.

I numeri del settore tessile-abbigliamento

Gli ultimi dati congiunturali segnano un calo della produzione del 6,6% nel tessile abbigliamento nei primi otto mesi del 2025 a livello nazionale. Nella nostra regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto moda.
Inoltre, dopo una diminuzione nel 2024 del -2,0%, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale).

Sempre riguardo all’export, nel primo semestre 2025 segno positivo per Reggio Emilia (+7,1% sul primo semestre 2024) e Bologna (+5,1%), che sono anche le due province che esportano oltre la metà della Moda regionale (il 51,7%). Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%).  Il valore delle importazioni, poi, è di 5,3 miliardi di euro nei primi 6 mesi del 2025.
Due terzi del valore (il 62,3%) proviene da paesi extra Ue, in crescita del 17,9% nel I semestre 2025, trainato dalla Cina (+18,8%), che rappresenta da sola il 18,4% dell’import.
Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane.  Le province più colpite sono Modena, con 26 cessazioni di cui 24 artigiane (il 38,1% delle 63 cessazioni regionali artigiane), Forlì-Cesena, con 12 cessazioni di cui 11 artigiane (17,5%) e Reggio-Emilia, con 12 cessazioni di cui 9 artigiane (14,3%).
Sulla crisi della moda italiana, infine, pesano anche altri fattori, tra cui la propensione al risparmio e i dazi, a cui fa fronte per il momento il robusto posizionamento qualitativo del made in Italy della moda.

Spettacolo a Formigine per la Giornata della Memoria

Spettacolo a Formigine per la Giornata della MemoriaIn occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Formigine propone per Venerdì 23 gennaio alle ore 21, presso l’Auditorium Spira mirabilis (Via Pagani 25), lo spettacolo “Il bambino nel vento”.

Lo spettacolo, curato da Modena per gli altri ODV, è un viaggio toccante, che ci porta in un luogo oscuro della nostra storia, un luogo che non possiamo permetterci di dimenticare. Attraverso le parole, cariche di umanità e di saggezza, di Sami Modiano, uno dei pochissimi sopravvissuti ad Auschwitz, ci immergiamo in una testimonianza vivente che ci parla della resilienza dell’animo umano di fronte all’orrore.

Sami, attraverso il narratore interpretato da Giuseppe Sepe, ci racconta le sue terribili esperienze, le sue paure e anche la speranza che non lo ha mai abbandonato nemmeno nei momenti più bui. La sua testimonianza ci ricorda quanto sia importante mantenere viva la memoria, affinché tali atrocità non si ripetano mai più.

Durante lo spettacolo passano in sottofondo immagini di repertorio che ci portano direttamente nei luoghi simbolo dell’orrore, Auschwitz e Birkenau. Le musiche e alcune canzoni dei Nomadi, eseguite dal vivo dalla tribute band “Allegri Vagabondi”, accompagnano questa narrazione, rendendo più intense le emozioni e ancora più potenti le parole di Sami.

La sceneggiatura è firmata da Maurizio Adani, da un’idea di Rodolfo “Giobbe” Giovenzana.

Lo spettacolo non vuole essere solo un omaggio a chi ha sofferto, ma anche e soprattutto un invito a riflettere su cosa possiamo fare noi, oggi, per garantire che il passato non si ripeta.

Venti progetti per città più sicure e vivibili, oltre 2,5 milioni di euro dalla Regione nel 2025 per gli Accordi di programma con Comuni e Unioni

Venti progetti per città più sicure e vivibili, oltre 2,5 milioni di euro dalla Regione nel 2025 per gli Accordi di programma con Comuni e Unioni
Michele de Pascale e Gian Guido Nobili

Venti accordi di programma per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità con i Comuni e le Unioni, grazie ad un investimento oltre 2,5 milioni di euro. La Regione Emilia-Romagna continua a investire nei progetti di prevenzione integrata, costruiti insieme ai territori, che hanno permesso di consolidare una strategia basata su sicurezza, coesione sociale e qualità degli spazi pubblici. Risorse che saranno più che raddoppiate per il 2026: entro febbraio di quest’anno partiranno le negoziazioni per le attività di sostegno a Comuni e Unioni, con l’obiettivo di rendere operativi i progetti entro la fine dell’estate.

Obiettivo, promuovere una maggiore sicurezza nei territori, sostenendo interventi di rigenerazione urbana, potenziamento della videosorveglianza e attività di mediazione sociale e culturale. Una priorità, per la Regione, anche a fronte dei dati 2023 forniti dall’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano sulla distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio nazionale che classificano l’Emilia-Romagna agli ultimi posti, con 235 agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100mila abitanti, tra i valori più bassi a livello nazionale. Emilia-Romagna in fondo alla classifica delle regioni anche per il rapporto tra forze di polizia e criminalità, che è pari a 0,13, uno dei più critici in Italia.

“La sicurezza è oggi una delle principali criticità segnalate dalle cittadine e dai cittadini e rappresenta una sfida che le istituzioni – Comuni, Regioni e Governo – possono e devono affrontare insieme- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Come Emilia-Romagna abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno, più che raddoppiando nel 2026 le risorse messe a disposizione per sostenere i progetti di Comuni e Unioni. I fatti di cronaca registrati anche in queste ultime settimane dimostrano quanto sia urgente affrontare questo tema con serietà, superando le divergenze politiche e costruendo un patto istituzionale per la sicurezza pubblica fondato su un forte coordinamento territoriale. È con questo obiettivo che ho scritto alla presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno e a tutti i presidenti di Regione, per sollecitare un confronto istituzionale e chiedere un maggiore coinvolgimento delle Regioni nelle politiche di sicurezza urbana e integrata, nel rispetto di una necessaria regia statale, ma valorizzando il ruolo attivo dei territori”.

Gli accordi di programma sulla sicurezza urbana in Emilia-Romagna stipulati nel 2025

Nel corso del 2025 la regione Emilia-Romagna ha stipulato 20 Accordi di programma per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità, coinvolgendo 18 Comuni, tra cui tutti i capoluoghi, e due Unioni di Comuni. Obiettivo, realizzare azioni di prevenzione integrata, costruite insieme ai territori, basate su sicurezza, coesione sociale e qualità degli spazi pubblici.

Dalla Regione sono stati messi a disposizione oltre 2,5 milioni di euro, già tutti impegnati, che sono serviti a contribuire, totalmente o in parte, alla realizzazione di progetti di prevenzione come ad esempio la costruzione o il rinnovamento di impianti di videosorveglianza e illuminazione, gestione partecipata degli spazi pubblici, eventi culturali e sportivi, attività di mediazione sociale e culturale, presenza di street tutor ed educatori di strada, iniziative di contrasto alla dispersione scolastica e al disagio giovanile.

Lo studio dell’Università Cattolica

I dati dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano relativi al 2023 sulla distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio nazionale mettono in luce che l’Emilia-Romagna, con un tasso di reati pari a 1.821 ogni 100mila abitanti, si trova agli ultimi posti per presenza di forze dell’ordine, con 235 agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100mila abitanti, uno dei valori più bassi a livello nazionale. Emilia-Romagna in fondo alla classifica delle regioni anche per quanto riguarda il rapporto tra forze di polizia e criminalità, pari a 0,13, uno dei più critici a livello nazionale. Questo squilibrio si traduce in una maggior pressione sulle forze presenti, difficoltà nel presidio del territorio, crescente percezione di insicurezza e necessità di ricorrere a soluzioni emergenziali.

Giorno della Memoria 2026 a Fiorano Modenese

Giorno della Memoria 2026 a Fiorano ModeneseIn occasione del Giorno della Memoria 2026, Il Comune di Fiorano Modenese promuove due iniziative culturali aperte al pubblico, dedicate favorire la conoscenza storica e la riflessione sui crimini del nazismo e sulla persecuzione degli ebrei, attraverso linguaggi diversi: la storia dell’arte, la musica, la lettura e il cinema.

Il primo appuntamento è in programma sabato 24 gennaio alle ore 17, presso la Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, con l’incontro dal titolo “Il nazismo contro l’arte degenerata”. Rita Turrini, che guiderà il pubblico in un percorso di analisi sulla repressione culturale operata dal regime nazista e sulla persecuzione degli artisti considerati “degenerati”. L’incontro sarà accompagnato da intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti e da letture a cura di Davide Matteo Sala. L’evento è realizzato in collaborazione con il Circolo Culturale Artemisia APS. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Il secondo appuntamento sarà martedì 27 gennaio alle ore 20.45, presso il cinema teatro Astoria di Fiorano Modenese, con la proiezione del film “La zona d’interesse”, vincitore di due Premi Oscar nel 2024. La pellicola, che affronta in modo originale il tema della Shoah, sarà introdotta da Giulia Ricci, docente ed esperta di didattica della storia dell’Istituto Storico di Modena, che offrirà una chiave di lettura storica e contestuale dell’opera. Anche per questo evento l’ingresso è libero e gratuito.

In Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di euro per progetti destinati a promuovere il welfare di comunità

In Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di euro per progetti destinati a promuovere il welfare di comunitàOltre 2,6 milioni di euro per sostenere progetti destinati a promuovere il welfare di comunità. Via libera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna al bando per associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e fondazioni del Terzo settore, in attuazione dell’Accordo di programma tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Regione siglato nei mesi scorsi.

A disposizione ci sono complessivamente 2.685.212 euro, di cui 1.736.303,50 come quota massima attribuita alle fondazioni. Sono nove le aree di intervento, in continuità con i bandi precedenti, che riguardano gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile su cui dovranno essere sviluppati i progetti: il contrasto delle solitudini involontarie, soprattutto negli anziani; il sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti; il sostegno scolastico al di fuori dell’orario didattico. E ancora, il contrasto al cambiamento climatico e sviluppo dell’economia circolare; il rafforzamento dei legami sociali nelle aree urbane ed extraurbane disgregate o disagiate; lo sviluppo e il rafforzamento della cittadinanza attiva; lo sviluppo di forme di welfare generativo di comunità; il contrasto delle condizioni di fragilità, marginalità ed esclusione; la promozione di attività per i giovani.

“Grazie alle risorse messe a disposizione dal bando – sottolinea l’assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti – le nostre comunità potranno contare su progetti e modelli innovativi, capaci di generare inclusione e opportunità per tutti. Il Terzo Settore è uno strumento di leva per i nostri territori e il bando permetterà di realizzare interventi che mettono al centro le relazioni e le reti sociali e di sviluppare la capacità delle comunità di rispondere ai nuovi bisogni. Un’occasione per le nostre comunità di fare rete e crescere insieme”.

Destinatari

Possono presentare la domanda organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni del Terzo settore iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts), fondazioni onlus iscritte all’anagrafe di cui all’articolo 11 del Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Anagrafe Onlus) alla data di approvazione del bando con sede legale in Emilia-Romagna. Novità di questa edizione, potranno presentare domanda anche organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni che hanno sede legale fuori dalla regione purché abbiano adottato un modello organizzativo interno decentrato, caratterizzato da un unico codice fiscale cui fanno capo varie sedi operative regionali, provinciali e sub-provinciali, aventi sede operativa stabile in Emilia-Romagna.

I progetti dovranno essere progettati e realizzati da partnership interassociative composte da organizzazioni di volontariato e/o associazioni di promozione sociale e/o fondazioni del Terzo settore, in un numero minimo di tre enti.

Risorse per distretto

Il bando individua anche l’importo dei finanziamenti disponibili per ogni territorio distrettuale in base al numero dei residenti. Complessivamente il budget massimo disponibile è di 2.685.212 euro così ripartito: alla provincia di Piacenza sono assegnati 172.618 euro (così suddivisi per ambito distrettuale: Levante 46.615 euro, Città di Piacenza 62.584, Ponente 46.615); alla provincia di Parma 275.741 euro (Parma 139.011 euro, Fidenza 63.467, Sud Est 47.221, Valli Taro e Ceno 26.042), alla provincia di Reggio Emilia 318.800 euro (Reggio Emilia 136.728 euro, Scandiano 48.987, Guastalla 42.197, Montecchio Emilia 37.906, Correggio 33.625, Castelnuovo ne’ Monti 19.357), alla provincia di Modena 426.003 euro (Modena 110.296 euro, Sassuolo 71.767, Carpi 65.190, Vignola 55.572, Mirandola 51.684, Castelfranco Emilia 46.299, Pavullo nel Frignano 25.195), alla provincia di Bologna 614.273 euro (Città di Bologna 235.273 euro, Pianura Est 99.488, Imola 79.575, Reno, Lavino e Samoggia 67.691, Pianura Ovest 50.504, Appennino Bolognese 33.885, San Lazzaro di Savena 47.857), alla provincia di Ferrara 204.282 euro (Centro-Nord 101.076 euro, Sud-Est 56.685, Ovest 46.341), alla provincia di Ravenna 232.656 euro (Ravenna 118.661 euro, Lugo 61.063, Faenza 52.932), alla provincia di Forlì-Cesena 236.081 euro (Forlì 111.002 euro, Cesena-Valle del Savio 69.080, Rubicone 55.999) e, infine, alla provincia di Rimini 204.758 euro (Rimini 135.350 euro, Riccione 69.408).

Tempi e modalità per presentare domanda

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica al link che verrà pubblicato su questa pagina web Bando per progetti di rilevanza locale 2026/2027 – Sociale   a partire dalle ore 9 del 19 febbraio 2026 ed entro le ore 13 del 13 marzo 2026.

Il finanziamento massimo per singolo progetto è di 25mila euro e non saranno ammessi progetti che presentano un costo totale inferiore a 12mila euro. I progetti dovranno avere una durata minima di sei mesi e potranno essere avviati dal 1^ maggio 2026 e conclusi entro il 31 dicembre 2027.

La “lezione” di Antonio Cederna: saranno donate alle 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna le copie del libro che raccoglie gli scritti del giornalista-ambientalista

La “lezione” di Antonio Cederna: saranno donate alle 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna le copie del libro che raccoglie gli scritti del giornalista-ambientalistaUn libro sulla protezione della natura e dei suoi delicati equilibri, sulla bellezza del paesaggio e le sue peculiarità da preservare, ma anche sui rischi dell’intervento dell’uomo, non sempre illuminato e rispettoso, fino alle denunce di una serie di casi di degrado urbanistico lungo la Penisola e alle misure per contrastarlo.

La pubblicazione, che promuove la tutela del territorio e la consapevolezza della sua fragilità, attuale oggi più che mai, arricchirà già dai prossimi giorni gli scaffali di tutte le 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna, così da farsi tesoro culturale collettivo e monito per l’avvenire.

È un’antologia di scritti di Antonio Cederna, giornalista, ambientalista, archeologo, studioso poliedrico, figura di riferimento dell’urbanistica italiana della seconda metà del ‘900, protagonista di numerose battaglie a tutela del patrimonio paesaggistico del nostro Paese, tra i padri della prima legge nazionale sulla difesa del suolo. Grazie all’intuizione degli autori e all’impegno dell’associazione Italia Nostra, il volume “Antonio Cederna, un giro d’orizzonte. Scritti, discorsi parlamentari e proposte di legge”, a cura di Andrea Costa e Sauro Turroni, edito da Biblion edizioni, sarà donato a tutte le 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna.

A presentare il libro e l’iniziativa, questa mattina in Regione a Bologna, il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni, con il commissario per la ricostruzione Fabrizio Curcio, il presidente di Italia Nostra nazionale, Edoardo Croci, il presidente di Italia Nostra consiglio regionale Emilia-Romagna, Claudio Ferrari, la vicepresidente della sezione di Forlì di Italia Nostra, Marina Foschi, e uno degli autori, Sauro Turroni.

L’idea di Italia Nostra e degli autori di riscoprire e tornare a divulgare il pensiero di Cederna, rendendolo facilmente disponibile attraverso la donazione del libro alle biblioteche comunali, è nata nei giorni seguenti le alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna: anche molte biblioteche e archivi non sono stati risparmiati, 32 quelli invasi dall’acqua e dal fango, con numerosi volumi andati perduti per sempre, altri salvati, e ancora casse di libri sottratti dalla furia dell’esondazione tuttora congelati per essere recuperati. Allora, sarà proprio un libro, che contiene un messaggio forte sulla prevenzione e sulla difesa del suolo, ad entrare, con tutta la sua portata simbolica, sugli scaffali delle biblioteche: lì a testimoniare, citando le parole di Cederna “la lotta contro la turpitudine ambientale e la lotta per un ragionevole uso del territorio”, come a voler rimarcare la continuità tra le sue battaglie di alcuni decenni fa e le stringenti sfide del nostro tempo. La donazione è resa possibile anche grazie alla generosità dell’editore e degli autori che hanno rinunciato a qualsiasi compenso o diritto.

Il volume, edito per la prima volta nel 2022, in occasione del centenario della nascita di Cederna, è stato pubblicato in una seconda versione alla fine del 2025: 474 pagine che contengono un’accurata selezione di articoli scritti tra il 1949 e il 1993, assieme agli interventi parlamentari e alle proposte di legge a sua prima firma, con l’integrazione di un intero capitolo dedicato alle alluvioni e alle frane. La pubblicazione è stata realizzata con il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna e di Italia Nostra.

“Rileggendo quei testi della seconda metà del ‘900, anche alla luce degli eventi alluvionali del 2023 e del 2024 che hanno duramente colpito il nostro territorio, ritroviamo importanti spunti di riflessione per affrontare le sfide di oggi in tema di prevenzione, difesa del suolo e tutela del paesaggio e per progettare un futuro migliore- commentano de Pascale e Allegni-. Quello di Cederna è uno sguardo critico, deciso, innovativo per l’epoca, che merita di essere conosciuto ancora oggi e valorizzato. Rendere disponibile la sua opera nelle biblioteche comunali è il modo migliore per conservare la sua eredità e i suoi insegnamenti. Le biblioteche svolgono un ruolo centrale nella diffusione del sapere, rendendolo accessibile a tutti e tutte, senza dimenticare- concludono- che anche alcuni di questi luoghi sono stati attraversati e segnati dalle conseguenze dell’alluvione, per poi riemergere dal fango”.

“Italia Nostra ha sostenuto con convinzione questa riedizione del volume su Antonio Cederna, tra i fondatori dell’associazione, arricchita da contenuti nuovi e inediti che si affiancano ai testi storici- aggiunge Croci-. Ci auguriamo che questa riedizione dei suoi scritti, caratterizzati dal suo modo di essere giornalista, informatore, comunicatore, costituisca un materiale utile per gli studiosi, ma soprattutto serva da esempio per i giovani in un percorso di scoperta e apprendimento per farne cittadini responsabili”.

“È un contributo esemplare quello dato da una personalità straordinaria come Antonio Cederna per fare comprendere a cittadini e istituzioni l’importanza del corretto uso del territorio insieme con la cura e la conservazione dei beni culturali e del paesaggio- commentano gli autori Costa e Turroni-.  La sua lezione rimane un punto di riferimento imprescindibile: un metodo di analisi e di proposta che oggi, di fronte all’emergenza climatica e al degrado urbanistico, si rivela più che mai necessario. Gli eventi alluvionali che si sono ripetuti in Emilia-Romagna hanno fatto ritenere importante che ogni biblioteca comunale nella nostra regione contenesse una raccolta degli scritti di Cederna, affinché il suo insegnamento possa essere utilmente posto a servizio di tutti, a cominciare dalle giovani generazioni”.

Andamento del settore industriale in Emilia-Romagna: -0,5%

Andamento del settore industriale in Emilia-Romagna: -0,5%L’andamento nell’industria

Tra luglio e settembre il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è sceso dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Fra aprile e giugno la flessione era stata del -1,4%: potrebbero quindi emergere i primi segnali di una possibile fuoriuscita a breve da una fase di recessione durata due anni e mezzo.

I giudizi delle imprese sembrano anticipare un possibile cambiamento di tendenza. Il saldo tra le quote delle imprese che hanno rilevato un aumento della produzione e quelle che ne hanno riferito una riduzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è passato da -4,3 punti a +1,8 punti, un dato che rappresenta il livello più elevato degli ultimi 30 mesi.

Anche l’andamento del fatturato complessivo ha segnato il primo lieve incremento dopo 24 mesi di flessione (+0,3%). Ma il fatturato estero ha confermato la flessione primaverile (-0,6%).

Il processo di acquisizione degli ordini ha interrotto la tendenza negativa, facendo registrare la prima variazione tendenziale positiva (+0,4%) dopo ventisette mesi di arretramento. Anche gli ordini provenienti dall’estero si sono confermati positivi (+0,3%) ma nel trimestre precedente erano a +1%.

Le imprese hanno indicato anche un incremento del grado di utilizzo degli impianti al 74,3%. Si è registrata però una lievissima flessione del periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini, passato da tre mesi a 11,8 settimane.

I settori industriali

L’alimentare è l’unico settore che realizza solo segnali positivi: fatturato +1,5%, quello dall’estero +3%, produzione +1%, ordini complessivi +0,7%, quelli dall’estero a +1,9%.

Per le industrie della moda nel corso dell’estate il fatturato complessivo ha registrato un primo marginale incremento (+0,7%) dopo due anni di decisa contrazione. La tendenza negativa del fatturato estero si è alleviata ma è rimasta comunque sostenuta (-2,6%). La produzione è ancora in flessione (-1,4%) ma veniva dal -4,7% del trimestre precedente. Il segno rosso degli ordini complessivi (-0,5%) è risultato decisamente meno ampio di quello del trimestre precedente che era -5,7%. Anche la dinamica negativa della componente estera degli ordini si è alleviata sensibilmente: -2,5% dal -5,9% del trimestre precedente.

La piccola industria del legno e del mobile realizza un piccolo incremento del fatturato (+0,2% dopo il -5,8% del trimestre precedente). Il fatturato dall’estero è ancora negativo -3,4% (ma era a -10,5% a giugno). Produzione +0,2%, ordini -1,1%, quelli dall’estero -3,3%.

Nell’estate 2024 si è sensibilmente alleviata la profonda fase di recessione dell’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche con fatturato complessivo ridotto del -1%, la riduzione minore dalla primavera 2023.  Sul risultato ha gravato la più pesante tendenza negativa del fatturato estero (-2,5%). La produzione si è assestata a fine settembre a -1%. Mentre gli ordini complessivi hanno fatto registrare un lieve incremento (+0,3%) quelli dall’estero sono rimasti stabili.

Nell’importante raggruppamento delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto l’andamento del fatturato è divenuto positivo (+0,7%) per la prima volta dopo 18 mesi, mentre quello estero si è fermato a +0,1%. Ma l’andamento dell’inflazione ha portato ad una flessione in termini reali. La produzione è diminuita del –0,7%. Gli ordini complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,2%), anche se quelli dall’estero si sono ridimensionati al +0,1% (dal +2% del trimestre precedente).

Nel gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (che comprende le industrie dell’estrazione, della carta e stampa, della raffinazione, della chimica, farmaceutica, plastica e gomma e quelle della trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro, di altre industrie manifatturiere minori e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata) il fatturato complessivo ha segnato un contenuto incremento tendenziale (+0,2%), influenzato dal -1% del fatturato estero. La produzione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre si è rafforzata la nuova tendenza positiva degli ordini complessivi (+1,6% sia per il valore complessivo che per quelli dall’estero).

 

L’andamento economico e la dimensione delle imprese

Le imprese minori hanno diminuito la produzione del -1,5%, il fatturato del -1,3%, gli ordini del -1,4%.

Meglio hanno fatto le piccole imprese dove la produzione ha fatto segnare un lieve incremento (+0,2%), il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%), ma soprattutto gli ordini hanno fatto registrare la prima variazione tendenziale positiva dopo 30 mesi (+0,9%).

L’attività delle imprese medio-grandi ha portato ad un più contenuto calo della produzione (-0,6%), ad un’inversione della tendenza del fatturato (+1,1%) ed anche alla conferma dell’inversione in positivo della tendenza degli ordini complessivi registrata già la scorsa primavera (+0,7%). Ad incidere è stato il mercato interno a fronte di una leggera contrazione del fatturato e di una marginale crescita degli ordini sui mercati esteri.

 

Il Registro delle Imprese

Al 30 settembre le imprese registrate dell’industria sono risultate 44.599.

Nell’industria alimentare e delle bevande il saldo delle dichiarazioni delle imprese è risultato lievemente negativo (-10 imprese, -0,2%).

Al contrario, l’industria della moda ha contenuto sensibilmente la riduzione della base imprenditoriale (-5 unità, -0,1%).

Lievemente negativo l’andamento nell’industria della ceramica, del vetro e dei materiali refrattari (-6 imprese, -0,4%) e della piccola industria del legno e del mobile (-6 imprese, -0,2%).

Nell’importante comparto della metallurgia e dell’industria dei prodotti in metallo, che è il secondo per ampiezza della base imprenditoriale con 10.778 imprese, il saldo fra aperture e cessazioni è risultato lievemente positivo (+9 imprese, +0,1%).

Andamento analogo (+14 imprese, +0,1%) per l’ampio aggregato composto dalle industrie elettroniche, delle apparecchiature elettriche, dei macchinari e apparecchiature, degli autoveicoli e rimorchi, degli altri mezzi di trasporto e della riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature che è costituito da 10.971 imprese. Questo risultato è frutto della compensazione tra il saldo ampiamente positivo nell’industria della riparazione e manutenzione di macchine (+22 unità, +0,5%) ed il contributo negativo delle imprese operanti nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi (-6 imprese, -0,7%) e nel fondamentale e ampio settore della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-5 imprese, -0,1%).

Un altro contributo positivo alla variazione dello stock delle imprese è derivato dalle dichiarazioni delle imprese dell’insieme dell’altra manifattura (+13 imprese, +0,2%).

L’occupazione

Secondo l’indagine Istat, l’occupazione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna nel terzo trimestre ha subito un sensibile arretramento rispetto allo stesso periodo del 2024 (-7,1%, -37.761 unità) ed è scesa a quota 496.592.

La tendenza dell’occupazione nell’industria regionale contrasta con l’andamento dell’occupazione complessiva in regione che nello stesso periodo ha avuto un discreto aumento (+1,4%, +27.610 unità).

Secondo Istat, il risultato negativo per l’industria in senso stretto regionale è stato determinato sia da una rapida diminuzione degli occupati alle dipendenze (-6,9%, -33.551 unità), che sono scesi a quota 454 mila, sia dall’ancora più rapida diminuzione dell’occupazione indipendente (-9,1%, -4.211 unità), che si è attestata poco al di sopra di quota 42.200.

La previsione

Secondo la stima elaborata a ottobre da Prometeia in “Scenari per le economie locali” nel 2025 il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe riprendersi e mettere a segno un leggero recupero (+0,9%).

Nel 2026, nonostante la limitata crescita della domanda interna nazionale, la ripresa del commercio estero regionale dovrebbe sostenere la crescita valore aggiunto industriale (+1,1%).

Pesano le incertezze nello scenario internazionale, ma nel biennio l’industria è prevista essere la fonte più dinamica del valore aggiunto regionale.

 

Con la Marilyn di Andy Warhol inaugura a Sassuolo la nuova biblioteca Cionini

Con la Marilyn di Andy Warhol inaugura a Sassuolo la nuova biblioteca CioniniUn evento culturale di rilievo internazionale renderà unica la giornata d’inaugurazione della Biblioteca Cionini: per la prima volta la città ospiterà un’opera di Andy Warhol, uno dei più influenti artisti del Novecento. Sabato 24 gennaio, dalle ore 9.30, presso la Sala G.P. Biasin, sarà infatti esposta l’opera “Marilyn” (1982), serigrafia su lastra di metallo, 50 x 50 cm, proveniente da una collezione privata.

“Ancora non mi sembra possibile che un’opera in grado di fare la storia dell’arte, della cultura ma anche della cinematografia mondiale arrivi in città – afferma il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – per essere ammirata gratuitamente da chiunque voglia ammirarla dal vivo. Ospitare per la prima volta un’opera di Andy Warhol, artista simbolo della cultura contemporanea, è un privilegio e un grande orgoglio per la nostra città. Opere simili sono solitamente racchiuse in collezioni private, esposte in musei: Sassuolo la rende disponibile in un’occasione unica che testimonia la vitalità culturale della nostra città e la nostra intenzione di renderla sempre più protagonista di iniziative di alto valore artistico, culturale ed internazionale”.

Grazie alla generosità di un collezionista, che ha concesso il prestito dell’opera, Sassuolo avrà l’opportunità unica di ammirare un capolavoro dal valore inestimabile, simbolo universale della Pop Art e della poetica warholiana. L’esposizione sarà eccezionalmente aperta al pubblico solo per la giornata del 24 gennaio, rendendo l’appuntamento ancora più esclusivo.

“Voglio personalmente ringraziare il collezionista – aggiunge l’Assessore alla Cultura Federico Ferrari – che ha deciso di aiutarci a rendere unica la giornata d’inaugurazione, mettendoci a disposizione Marilyn gratuitamente. Sono poche le realtà in tutta Italia che possono vantare eventi di questa portata: grazie ad uno straordinario lavoro di squadra Sassuolo è tra queste e ne siamo orgogliosi”.

La visita all’opera sarà organizzata in piccoli gruppi con accessi ogni 30 minuti, accompagnati dalla curatrice Federica Franceschini, che guiderà il pubblico alla scoperta della storia dell’artista statunitense, del contesto culturale della Pop Art e del significato iconico dell’immagine di Marilyn Monroe, icona senza tempo della cultura di massa. L’iniziativa, curata da Federica Franceschini, intende offrire non solo una visione ravvicinata dell’opera, ma anche un’esperienza di approfondimento e dialogo, capace di avvicinare un pubblico ampio all’arte contemporanea.

La giornata si concluderà alle ore 17,30 con un talk dedicato alla Pop Art, che vedrà protagonista Nicolas Ballario, critico e divulgatore d’arte contemporanea, in un incontro aperto al pubblico per riflettere sull’eredità di Andy Warhol e sull’attualità del suo linguaggio artistico.

L’esposizione di Marilyn rappresenta un momento storico per Sassuolo e un forte segnale di rilancio culturale, in linea con la riapertura della Biblioteca Comunale N. Cionini, che si conferma luogo vivo di incontro, conoscenza e sperimentazione culturale.

 

Post alluvione: il Commissario Curcio che estende le misure di sostegno anche alle imprese agricole danneggiate dal maltempo dell’autunno 2024

Post alluvione: il Commissario Curcio che estende le misure di sostegno anche alle imprese agricole danneggiate dal maltempo dell’autunno 2024
(immagine di Confagricoltura) alluvione ottobre 24

Le imprese agricole colpite dalle alluvioni che hanno interessato l’Emilia-Romagna nell’autunno 2024 potranno accedere alle stesse misure di sostegno già previste per gli eventi del 2023, con procedure più semplici e criteri aggiornati per il ripristino dei terreni e delle colture danneggiate.

È quanto stabilisce l’ordinanza commissariale n. 55, che estende il perimetro degli interventi, semplifica la documentazione tecnica richiesta e aggiorna i costi parametrici per ettaro, calcolati sui prezzari 2024, per il ripristino funzionale dei terreni della Superficie agricola utilizzata (Sau).

Il provvedimento aggiorna e semplifica le disposizioni contenute nelle ordinanze n. 11 del 2023 e n. 20 del 2024, introducendo ulteriori strumenti a supporto della ricostruzione privata delle imprese agricole colpite dagli eventi alluvionali. L’obiettivo è rendere più fluido l’accesso ai contributi e più efficace l’attuazione degli interventi, tenendo conto della continuità e della ripetizione dei danni subiti dalle aziende in diversi territori della regione.

“Anche quest’ordinanza scaturisce da un lavoro di squadra, sviluppato all’interno di un tavolo tecnico specifico, che ha coinvolto le strutture regionali competenti- sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Voglio ringraziare il commissario Curcio e ricordare come anche questo provvedimento sia frutto di un confronto, poiché recepisce una serie di indicazioni e suggerimenti emersi dagli incontri con gli interessati: amministratrici e amministratori locali, comunità, professioniste, professionisti e associazioni di categoria”.

“Agricoltura e agroalimentare sono tra i settori che hanno subito i danni più pesanti a seguito delle alluvioni del 2023 e del 2024- aggiunge l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Con quest’ordinanza facciamo un passo avanti importante nella direzione che, come Regione, abbiamo indicato fin dall’inizio. L’estensione delle misure anche agli eventi dell’autunno 2024 e la riduzione degli adempimenti tecnici rispondono a un’esigenza concreta delle imprese, che devono poter gestire le pratiche in modo più fluido mentre lavorano al ripristino di terreni, colture e strutture produttive. È un intervento che rafforza un percorso di ricostruzione indispensabile per un comparto strategico dell’economia e dell’identità dell’Emilia-Romagna”.

Nello specifico, le principali integrazioni riguardano l’estensione delle misure anche agli eventi alluvionali avvenuti in Emilia-Romagna nei mesi di settembre e ottobre 2024; l’aggiornamento dei costi parametrici per interventi di ripristino funzionale eseguiti su terreni che costituiscono la Superficie agricola utilizzata (Sau), calcolati sui prezzari 2024;  la definizione di nuovi parametri per gli interventi di espianto e successivo reimpianto di colture permanenti e dei costi parametrici per quelli particolari di rimozione di sedimenti e detriti; il superamento della distinzione tra lavori svolti in proprio e lavori affidati a terzi; la semplificazione della documentazione tecnica richiesta per le perizie asseverate e nelle modalità di rendicontazione gli interventi.

Il testo dell’ordinanza con i relativi allegati è disponibile all’indirizzo https://commissari.gov.it/media/fbpjxujw/ordinanza-55-2026.pdf.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026In prevalenza molto nuvoloso o coperto, ma con assenza di precipitazioni. Temperature in aumento, valori minimi intorno allo zero sull’ Emilia occidentale e tra 2 e 4 gradi sul resto del territorio regionale; valori massimi tra 6 e 8 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo.

(Arpae)

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026In prevalenza molto nuvoloso o coperto, ma con assenza di precipitazioni. Temperature in aumento, valori minimi intorno allo zero sull’ Emilia occidentale e tra 2 e 4 gradi sul resto del territorio regionale; valori massimi tra 6 e 8 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo.

(Arpae)

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