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mercoledì, 8 Luglio 2026
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Il dott. Stefano Rossi a Formigine lunedì 2 febbraio

Il dott. Stefano Rossi a Formigine lunedì 2 febbraio
immagine fornita dal Comune di Formigine

Continua il ciclo di incontri “Giovani e responsabilità”, ideato dal Comune di Formigine, sul rapporto tra generazioni e la ricerca di strumenti per favorirne il dialogo. Questioni che riguardano famiglie, educatori, insegnanti, che in questo nuovo appuntamento saranno affrontate dal punto di vista della psicologia e della pedagogia.

Lunedì 2 febbraio, alle ore 21 presso l’Auditorium Spira mirabilis (via Pagani 25), Stefano Rossi – psicopedagogista tra i massimi esperti di adolescenza in Italia – terrà la conferenza “Sarò il tuo porto sicuro”.

Superando i poli opposti dell’autoritarismo e del permissivismo, il dott. Rossi aiuta il genitore a costruire una relazione empatica, fondamentale per insegnare “ai nostri velieri l’arte di navigare nel mare delle emozioni”.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. Info: Servizio Politiche giovanili, T. 059 416355.

 

L’Agenda Digitale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna

Semplificazione dei procedimenti amministrativi grazie a un nuovo sistema unificato di servizi digitali per imprese, professionisti, associazioni di categoria e amministrazioni locali, ma anche software predittivi e “gemelli digitali” per assicurare manutenzione e messa in sicurezza del territorio e per supportare decisioni in merito alle condizioni dell’aria, dell’acqua e del traffico.

E poi infrastrutture digitali per tutte le scuole, con particolare attenzione alle aree montane, favorendo un uso consapevole e innovativo delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale  E ancora, un Fascicolo sanitario elettronico più semplice da utilizzare, potenziamento della telemedicina, utilizzo di big data per l’analisi in tempo reale delle presenze e flussi turistici, nuovi tralicci telefonici nelle zone dell’Appennino e della pianura per assicurare la connettività, software avanzati per la gestione dell’Edilizia residenziale pubblica, automazione per ridurre i costi e l’impatto ambientale in agricoltura, azioni per superare le disuguaglianze di genere nell’accesso e nell’uso delle tecnologie.

La Regione Emilia-Romagna mette nero su bianco gli obiettivi per lo sviluppo digitale, delle ICT (tecnologia dell’informazione e della comunicazione) e dell’innovazione nell’Agenda Digitale 2025-2029, il documento programmatico che indica le strategie per il territorio regionale su questi temi e che prosegue sulla scia della precedente Agenda 2020-2025.

“L’innovazione digitale non è più un’opzione, ma un imperativo strategico, che investe ogni aspetto della vita economica, sociale e ambientale- affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni-. L’Agenda Digitale si fonda su una visione chiara: orientare l’innovazione digitale al bene comune, mettendo al centro le persone, i diritti, i territori e la qualità dei servizi. Ed è con questo spirito che vogliamo tracciare una rotta chiara e condivisa per i prossimi anni. Innovazioni e sfide che devono essere al servizio e a supporto del nostro territorio, in particolare salute, lavoro, istruzione, cura e controllo del territorio regionale, capacità di competere e produrre valore sui mercati internazionale. Il digitale, quindi, come motore per dare risposte più snelle, efficaci e inclusive alla vita quotidiana di famiglie, imprese, enti locali e comunità”.

Approvata dalla Giunta regionale, a dicembre 2025, e in attesa della discussione in Assemblea Legislativa per l’approvazione, è strutturata in modo da raccordare gli interventi in ambito regionale ai programmi europei e statali, e si sviluppa attraverso tre principi guida: intelligenza artificiale affidabile, sviluppo digitale sostenibile, dati al servizio di territori e comunità.

Rispetto al primo principio, intelligenza artificiale affidabile, l’obiettivo è la definizione di un quadro per uno sviluppo e un uso etico, sicuro e responsabile, mentre per ciò che riguarda lo sviluppo digitale sostenibile si punta a favorire la digitalizzazione nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, assicurando che il progresso sia equo e non escluda nessuno. Il principio dei dati al servizio di territori e comunità ha invece l’obiettivo di valorizzare i dati come bene strategico, massimizzandone la disponibilità, anche attraverso la diffusione e il riutilizzo, per migliorare i servizi pubblici e supportare decisioni più informate e partecipate.

Il documento è strutturato in quattro aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity; competenze digitali; innovazione digitale della pubblica amministrazione; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese.

Tra gli strumenti di governance della nuova Agenda Digitale, sono previste l’attivazione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale e di un coordinamento interassessorile per garantire che l’innovazione tecnologica sia una leva trasversale a tutte le politiche regionali.

Il contesto in cui prende forma l’Agenda 2025-2029 è quella di un’Emilia-Romagna ai vertici nazionali dell’innovazione digitale. Sulla base dei dati pubblicati dal Politecnico di Milano nel 2025 la nostra regione registra il livello di digitalizzazione più elevato tra tutte le regioni italiane, con un indice DESI regionale (Digital Economy and Society Index) pari al 59%, seguita da Trentino-Alto Adige (58%) e Lombardia (57%). Nel 2024, infine, la Commissione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna il marchio ‘Regional Innovation Valley’, che vede tra i motivi del riconoscimento la gestione della trasformazione digitale.

Tutti i dettagli dell’Agenda digitale sono consultabili all’indirizzo: https://digitale.regione.emilia-romagna.it

Venerdì notte in A13 chiuso l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona

Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di ordinaria manutenzione del sottopasso di interconnessione, dalle 22:00 di venerdì 30 alle 6:00 di sabato 31 gennaio, sarà chiuso, per chi proviene da Padova, l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona.

In alternativa si consiglia di uscire anticipatamente alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla stessa A13, percorrere la Tangenziale di Bologna in direzione A14/San Lazzaro di Savena e entrare in autostrada dalla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla A14.

Dimensionamento scolastico, Cgil e Flc Cgil: “un colpo di mano che penalizza territori e lavoratori”

Dimensionamento scolastico, Cgil e Flc Cgil: “un colpo di mano che penalizza territori e lavoratori”
Eleonora Verde e Aurora Ferrari

La Flc Cgil e la Cgil di Modena esprimono profonda contrarietà e sconcerto in merito alla decisione del Commissario ad acta, Bruno Di Palma, relativa all’accorpamento degli istituti scolastici IC Ferrari con IC Stradi di Maranello e IC Fiorano con IC Bursi di Fiorano Modenese.

“Ciò che emerge dal decreto è un quadro allarmante: la scelta appare, come riportato nel testo del decreto stesso, diretta conseguenza della lettera inviata dal Presidente della Provincia, Braglia, in data 26 gennaio (protocollo n.107). È inaccettabile che indicazioni di tale portata, che stravolgono la geografia scolastica del territorio, vengano calate dall’alto senza un reale confronto con le parti sociali e le comunità scolastiche”, dichiarano Eleonora Verde, segretaria Flc Cgil Modena e Aurora Ferrari, segreteria Cgil Modena.

“Con questo accorpamento nasceranno due “mega-istituti” che supereranno la soglia dei 1.400 studenti, balzando tristemente in vetta alla classifica delle scuole più numerose della provincia.

Come si può garantire la qualità dell’offerta formativa, la sicurezza e l’inclusione in strutture di queste dimensioni? La domanda che poniamo con forza alle istituzioni è: chi pagherà il prezzo di questa operazione? E quali sono stati i criteri che hanno portato a una scelta così irresponsabile? L’accorpamento non è un gioco di incastri, ma una scelta che impatta direttamente sulla vita di studenti, famiglie e lavoratori.

La fusione porterà inevitabilmente a una contrazione degli organici per i profili di Assistente Amministrativo e di Collaboratore Scolastico, a causa dei parametri ministeriali che penalizzano le scuole eccessivamente grandi. Si perde un posto di Direttore dei Servizi Amministrativi e un posto di Dirigente Scolastico per ogni accorpamento. Il rischio di docenti soprannumerari è concreto, specialmente per coloro che ricoprono ruoli di potenziamento.

E anche questa volta la scuola pubblica ne esce sconfitta!

Riteniamo sia urgente e doveroso un incontro chiarificatore con la Provincia e le Amministrazioni comunali coinvolte che hanno deciso, senza alcun confronto con le parti sociali, quali realtà scolastiche colpire, a fronte del vergognoso commissariamento che la regione Emilia Romagna non meritava visto che aveva già ampiamente rispettato il coefficiente fissato a 938 alunni medi per scuola”, concludono Eleonora Verde e Aurora Ferrari.

 

Dimensionamento scolastico, UIL Scuola RUA: a Fiorano e Maranello due autonomie cancellate senza confronto

Dimensionamento scolastico, UIL Scuola RUA: a Fiorano e Maranello due autonomie cancellate senza confronto“Con la pubblicazione odierna del decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento della rete scolastica in Emilia-Romagna, anche la provincia di Modena subisce un arretramento significativo: vengono ridotte due autonomie scolastiche attraverso gli accorpamenti che riguardano Fiorano e Maranello, con la conseguente ridenominazione degli istituti.

Ciò che colpisce, oltre al merito delle scelte, è soprattutto il metodo: nessuna condivisione, nessun confronto reale, nonostante le Organizzazioni Sindacali avessero richiesto informazioni e un incontro. Per settimane il silenzio delle istituzioni è stato tale da trasformare questa fase in un vero “totodimensionamento”: si è tirato a indovinare, senza criteri dichiarati, senza dati ufficiali, senza risposte. È un trattamento inaccettabile verso chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola sul territorio.

Ancora una volta si assiste a un taglio presentato come “razionalizzazione”, ma che appare dettato principalmente da logiche di risparmio, senza una valutazione credibile delle ricadute sulla qualità del servizio. Le rassicurazioni secondo cui “non si perderanno posti di lavoro” non convincono: gli effetti veri emergono nel medio e lungo periodo, quando istituti più grandi e complessi finiscono per comprimere gli organici, aumentare il carico sulle segreterie e indebolire i servizi, a partire dal personale ATA, con ricadute anche su sicurezza e funzionamento quotidiano delle scuole.

La UIL Scuola RUA di Modena ribadisce la propria contrarietà a decisioni calate dall’alto e chiede che qualsiasi scelta sulla rete scolastica passi attraverso un confronto trasparente e responsabile con tutte le parti interessate. La scuola non è un capitolo di spesa da ridurre: è un presidio pubblico essenziale, e indebolirne l’organizzazione significa colpire studenti, famiglie, lavoratori e comunità”.

Dario Catapano
Segretario UIL Scuola RUA – Modena

Scuola: pubblicato il decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento

Scuola: pubblicato il decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento“Oggi il Commissario ad acta Di Palma ha pubblicato il decreto relativo al dimensionamento della rete scolastica dell’Emilia Romagna, indicando le istituzioni scolastiche coinvolte dall’operazione di chiusura e relativo accorpamento e riduzione di 17 autonomie. Un atto che arriva senza un confronto reale e dopo settimane in cui, a fronte delle nostre richieste, non sono stati forniti elementi concreti su criteri, tempistiche e perimetro dell’intervento.

Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF ribadiscono la propria posizione di netta contrarietà.
Con la pubblicazione del decreto, che investe tutte le province della regione e non risparmia nessuno, si aprono scenari pesanti nei territori. La conseguenza immediata è quella di istituzioni scolastiche eccessivamente grandi anche con sedi a scavalco su più comuni, segreterie e servizi amministrativi ulteriormente sotto pressione, riduzione dell’occupazione, e della capacità organizzativa delle comunità educanti che vedranno il coinvolgimento del personale della scuola, di studenti, famiglie e comuni, con criticità territoriali. Inaccettabile poi è il taglio previsto per il personale ATA che porterà conseguenze alla sicurezza all’interno degli istituti.

L’operazione di taglio si è abbattuta esclusivamente sugli istituti del primo ciclo (infanzia, primaria e scuola media) con aggregazioni e accorpamenti che hanno generato istituzioni scolastiche “monstre” che oscillano tra i 1000 e i 1800 alunni.
Di seguito l’elenco dei tagli: Piacenza -1; Parma -2; Reggio Emilia -2; Modena -2; Bologna -3; Ferrara -2; Ravenna -1; Forlì Cesena -3; Rimini -1.
Una decisione – lo rimarchiamo -, presa senza alcun confronto e senza nessuna chiarezza su criteri e dati utilizzati in un contesto regionale con i numeri in ordine, a cui si aggiunge l’opacità del Ministero che ha imposto il taglio all’Emilia Romagna senza fornire spiegazioni per la chiusura delle 17 autonomie.

Per queste ragioni chiediamo la sospensione degli effetti del decreto, che riteniamo grave e dannoso per l’offerta formativa e per l’organizzazione già di suo complessa del servizio scolastico nei territori. Si rende necessario mantenere alta l’attenzione attraverso la continua interlocuzione con Regione, enti locali e comunità scolastiche, per monitorare gli effetti delle ricadute di tale decisione iniqua e sbagliata, attraverso l’attivazione di misure a supporto degli organici, del diritto allo studio e dell’organizzazione complessiva.
Auspichiamo altresì l’impegno di tutte le parti politiche ad intervenire a livello parlamentare per modificare una scelta ingiusta e dannosa, operata nei confronti della scuola della nostra regione.

Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF, continueranno tenacemente a vigilare e ad al fianco della comunità educante e delle rappresentanze istituzionali nella battaglia a difesa del sistema d’istruzione pubblico”.

Febbraio in ludoteca a Fiorano Modenese: un mese di appuntamenti gratuiti

Febbraio in ludoteca a Fiorano Modenese: un mese di appuntamenti gratuitiLa Ludoteca comunale di Fiorano Modenese offre nel mese di febbraio un ricco calendario di appuntamenti gratuiti per bambini e ragazzi, che spaziano dai giochi di società ai laboratori creativi di Carnevale, fino ai corsi di disegno d’autore.

Tutte le attività sono progettate per fasce d’età specifiche, sotto la guida di personale esperto.

Lunedì 2 e martedì 3 febbraio ritorna “Giochiamo insieme” per scoprire il mondo dei giochi da tavola moderni. Le ludotecarie proporranno giochi in base al numero dei partecipanti; la prenotazione è obbligatoria. Appuntamento alle 17 presso il BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storio) in via Silvio Pellico 9-11 a Fiorano Modenese.

La settimana seguente (lunedì 9, martedì 10 e giovedì 12 febbraio), sempre alle 17, ci saranno i laboratori creativi di carnevale “Coriandoli e Maschere”. È possibile partecipare gratuitamente a un laboratorio; per i successivi è richiesta l’adesione alla ludoteca (che consente anche l’accesso al servizio di prestito giochi).

Replica del laboratorio per i bambini dai 4 ai 5 anni (richiesta la presenza di un adulto) sabato 14 febbraio alle ore 10.30.

Infine dal 13 febbraio, alle 17, tre venerdì dedicati al disegno artistico “Diseegna con me”, curati dall’artista Maria Elisa De Benedetti (@nuvoleintesta). Il laboratorio è rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni.

La ludoteca comunale “Barone rosso” è aperta, nel periodo invernale, il lunedì, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. L’accesso è libero e gratuito, solo per prendere in prestito i giochi occorre fare una tessera annuale al costo di 5 euro per residenti a Fiorano Modenese e 10 euro per i non residenti.

Per informazioni: tel. 0536 833414, email ludoteca@fiorano.it.

Pd Sassuolo, censimenti ideologici a scuola: “Un attacco alla libertà di insegnamento. Da destra solo silenzio”

Pd Sassuolo, censimenti ideologici a scuola: “Un attacco alla libertà di insegnamento. Da destra solo silenzio”Una nota del Partito Democratico di Sassuolo:

“Il Partito Democratico di Sassuolo esprime profonda preoccupazione e una ferma condanna per le iniziative di “censimento” dei cosiddetti “professori di sinistra” promosse da Azione Studentesca, organizzazione studentesca direttamente collegata a Gioventù Nazionale e, quindi, a Fratelli d’Italia.

L’utilizzo di manifesti, QR code e moduli anonimi per segnalare docenti in base alle loro presunte idee politiche rappresenta una pratica grave e inaccettabile, che richiama esplicitamente le liste di proscrizione del passato. Non a caso, su quanto accaduto, la magistratura ha aperto un fascicolo e sono state annunciate interrogazioni parlamentari al Ministro dell’Istruzione.

In situazioni di questo tipo, una presa di distanza netta dovrebbe essere un fatto naturale, soprattutto a livello territoriale. L’assenza, finora, di una posizione pubblica da parte di Fratelli d’Italia a livello locale non è un dettaglio irrilevante: anche il silenzio, quando si parla di scuola e libertà democratiche, finisce per parlare.

La scuola non è un terreno di controllo ideologico né uno spazio di sorveglianza politica. È il luogo in cui si formano coscienze critiche, si impara il confronto e si studia la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sui valori dell’antifascismo, della libertà di pensiero e del pluralismo. Colpire gli insegnanti perché parlano di antifascismo, diritti o cittadinanza significa colpire la democrazia alla radice e mettere in discussione la libertà di insegnamento garantita dalla nostra Carta.

Il Partito Democratico di Sassuolo chiede una presa di posizione chiara da parte del Governo e del Ministro dell’Istruzione e ribadisce con forza la propria vicinanza alle insegnanti e agli insegnanti, a difesa di una scuola pubblica libera, autonoma e pluralista”.

Contratto di Sviluppo Ducati, un incontro dedicato all’andamento del programma

Contratto di Sviluppo Ducati, un incontro dedicato all’andamento del programma“È importante che l’Europa prenda le giuste decisioni in difesa della propria produzione industriale e del proprio mercato. Come Regione, da convinti europeisti, vogliamo continuare a far sentire a Bruxelles la nostra voce e confermiamo il nostro impegno a sostegno degli investimenti industriali, accompagnando e garantendo, in relazione con i ministeri competenti, i contratti di sviluppo come quello di Ducati”.

Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia, commentano così l’esito del confronto di stamattina a Bologna in viale Aldo Moro con il management Ducati e le organizzazioni sindacali sui primi passaggi del Contratto di Sviluppo dell’azienda di Borgo Panigale, su cui la Regione ha dato parere favorevole nell’agosto 2025.

Un tavolo a cui, oltre ai due assessori, hanno partecipato rappresentanti del Board di Ducati Motor Holding, tra cui l’Amministratore Delegato Claudio Domenicali, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Uilm Uil, Fiom Cgil e Fim Cisl.

Un incontro utile anche per un confronto sulle dinamiche industriali e di vendita, in un momento di difficoltà legate ai grandi cambiamenti geoeconomici, in particolare in riferimento ai dazi statunitensi e alle politiche particolarmente aggressive, dal punto di vista economico, di posizionamento dei prodotti cinesi.

“Siamo dentro un nuovo mondo che sta cambiando le catene del valore. I dazi americani hanno creato incertezza e l’incertezza ha un forte impatto sul mercato perché blocca gli investimenti- sottolineano Colla e Paglia- Ora si vede un assestamento in atto per i nostri prodotti di grande qualità, come Ducati. Ci sono quindi tutte le condizioni per continuare a rimanere competitivi a livello globale, sia confermando i mercati tradizionali, sia guardando alla crescita dei Paesi asiatici. La forza della Ducati- concludono- è nella sua storia centenaria, nell’eccellenza tecnologica, nei suoi successi sportivi e nell’identità territoriale, che è sia relazione che legame geografico inscindibile. Questi sono fattori che i nostri competitor non potranno mai vantare”.

Visite specialistiche e in libera professione, si ampliano gli orari dei call center di prenotazione

Visite specialistiche e in libera professione, si ampliano gli orari dei call center di prenotazioneDal prossimo lunedì 2 febbraio si ampliano gli orari dei call center per prenotare le visite specialistiche in regime SSN (numero verde 800239123) e le prestazioni in libera professione (0592025805).

L’estensione delle fasce orarie rende il servizio telefonico di prenotazione ancora più accessibile e vicino alle esigenze dei cittadini.

In particolare, il servizio di call center sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19 (precedentemente la fascia era 8-18) e il sabato dalle 7.30 alle 13 (precedentemente era 8-13).

L’Azienda USL di Modena ricorda anche che in caso di attesa il call center offre la possibilità di richiamata in giornata (con scelta della fascia oraria): il servizio è una modalità semplicità ed affidabile, che consente di effettuare la prenotazione senza spostamenti e con la massima comodità per il cittadino. A seguito della prenotazione telefonica, arriverà conferma dell’appuntamento tramite AppIO o sms.

Il 29 gennaio si riunisce il Consiglio comunale di Formigine

Il 29 gennaio si riunisce il Consiglio comunale di Formigine
immagine d’archivio

Si riunisce giovedì 29 gennaio, alle 20.30 presso le sale del Castello, il Consiglio comunale di Formigine, presieduto da Antonietta Vastola.

All’ordine del giorno, sono iscritte quattro interpellanze e una interrogazione (su casa vacanze “Baciccia”, segnalazioni di odore, concessione servizi di ristorazione, riqualificazione Piazza Kennedy).

La parte deliberativa approfondirà due atti: la surroga di un rappresentante di maggioranza quale componente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico a seguito delle dimissioni del consigliere Neviani, e un atto di interpretazione del Regolamento del Consiglio comunale che norma il diritto di presentazione di atti da parte dei consiglieri.

La parte finale della seduta discuterà sei mozioni presentate dai gruppi consiliari su educazione sessuo-affettiva, riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari, 80esimo anniversario dell’Assemblea Costituente e del voto alle donne, gestione rifiuti e modalità di pulizia delle strade.

Come di consueto, sarà disponibile la trasmissione della seduta in diretta streaming grazie al sistema audio-video in alta definizione sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

Operazione “Petrolio dorato”: sequestro preventivo di beni per circa 3 milioni di euro

Operazione “Petrolio dorato”: sequestro preventivo di beni per circa 3 milioni di euroNell’ambito di un’operazione condotta nelle Regioni Lazio e Campania, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e del Nucleo Operativo Ecologico di Bologna stanno dando esecuzione ad un provvedimento che dispone il sequestro preventivo di beni emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Petrolio dorato”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo -, nei confronti di 6 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e abuso d’ufficio, in relazione ai fatti accertati in Emilia-Romagna, Veneto, Trentino Alto-Adige e Campania nel periodo 2021 – 2022.

L’inchiesta ha consentito di documentare l’operatività di un sodalizio che, attraverso società autorizzate alla raccolta di oli vegetali esausti, traeva ingiusti profitti dagli introiti derivanti dal trattamento e dalla rivendita del pregiato rifiuto, utilizzato per la produzione del biodiesel.

Il 14 maggio 2025, accogliendo le richieste del P.M., il G.I.P. aveva già disposto una prima misura cautelare nei confronti di 11 indagati (5 dei quali agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 3 con divieto di esercitare imprese o uffici direttivi in società del settore della gestione dei rifiuti) ed il sequestro preventivo dei compendi societari e delle strutture aziendali delle due società al centro delle investigazioni.

Il nuovo provvedimento cautelare, emesso sulla scorta degli accertamenti patrimoniali eseguiti, prevede il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili nella disponibilità diretta o per interposta persona dei 6 indagati fino al raggiungimento della somma di circa 3 milioni di euro, costituente l’illecito profitto derivato dalla commissione dei reati sopra evidenziati, in particolare per quanto concerne il delitto previsto dall’art.452 quaterdecies c.p. “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari ed è quindi necessario rilevare che gli odierni indagati e destinatari della misura cautelare, sono, allo stato, indiziati di delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

 

Tangenziale Modena–Fiorano: i Sindaci di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello scrivono all’Anas

Tangenziale Modena–Fiorano: i Sindaci di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello scrivono all’Anas
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I Sindaci dei Comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, con una lettera congiunta hanno richiesto ad ANAS un intervento urgente sulla Superstrada Modena–Fiorano (SS 724), infrastruttura strategica per la mobilità del distretto e quotidianamente percorsa da un elevato numero di veicoli.

Da tempo le Amministrazioni comunali segnalano, anche sulla base delle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini, la necessità di introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti lungo il tracciato della SS 724, per evidenti ragioni di sicurezza stradale.

Già nei mesi scorsi è stato aperto un confronto con ANAS che aveva espresso parere favorevole all’intervento, subordinandone l’attuazione alla disponibilità della segnaletica necessaria; i sindaci sollecitano ora l’aggiornamento della segnaletica per poter arrivare nel più breve tempo possibile al provvedimento, ritenendo non più rinviabile un’azione concreta a tutela della sicurezza degli utenti della strada.

Una lettera che è stata anche l’occasione per evidenziare la necessità di intensificare i servizi di pulizia, in particolare nelle piazzole di sosta, dove si registra un crescente fenomeno di abbandono dei rifiuti, con conseguenze negative sul decoro e sull’ambiente.

Le Amministrazioni comunali ribadiscono la piena disponibilità a collaborare con ANAS e a partecipare a un eventuale incontro operativo nelle prossime settimane, con l’obiettivo di individuare soluzioni rapide ed efficaci nell’interesse dei cittadini e del territorio.

Stop a fiamme libere e fuochi pirotecnici nei locali sassolesi

Stop a fiamme libere e fuochi pirotecnici nei locali sassolesi“Quanto accaduto a Capodanno a Crans-Montana – afferma il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – ci ha colpiti profondamente come amministratori, ma prima ancora come persone. Davanti a tragedie di questo tipo non si può restare indifferenti: abbiamo il dovere di chiederci se tutto ciò che è nelle nostre possibilità per prevenire situazioni di pericolo sia stato fatto. Questa proposta nasce da un sentimento di responsabilità verso la nostra comunità e dal rispetto per le vittime e le loro famiglie. La sicurezza non è mai un limite alla libertà, ma una condizione necessaria per vivere e stare insieme serenamente”.

A seguito dei tragici fatti avvenuti nella notte di Capodanno a Crans-Montana, infatti, il Comune di Sassuolo ha deciso di intervenire sul fronte della prevenzione e della sicurezza.  La Giunta  ha predisposto una modifica al Regolamento di Polizia Urbana che introduce il nuovo articolo 46-bis, dedicato al divieto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di pubblici esercizi, locali di pubblico spettacolo, circoli e strutture ricettive con somministrazione.

La proposta di modifica regolamentare sarà sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale nella prossima seduta e nasce dalla volontà dell’Amministrazione di rafforzare le misure di tutela dell’incolumità pubblica, alla luce di episodi che hanno drammaticamente dimostrato quanto l’uso improprio di fuochi e fiamme in ambienti chiusi possa avere conseguenze gravissime.

Il nuovo articolo vieta l’utilizzo di articoli pirotecnici di qualsiasi categoria e l’accensione di fiamme libere all’interno dei locali, prevedendo alcune eccezioni limitate e ben definite, come l’uso di candeline per torte in occasione di ricorrenze, purché in condizioni di sicurezza e sotto costante vigilanza, o l’impiego tecnico di fiamme legato all’attività professionale, come nelle cucine o nelle attrezzature per il flambage, nel rispetto delle normative antincendio vigenti.

La modifica regolamentare introduce anche un sistema sanzionatorio chiaro: in caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa da 250 a 500 euro, con sequestro cautelare del materiale pirotecnico e degli oggetti utilizzati, salvo che il fatto non costituisca reato o violazione di norme più gravi.

“L’obiettivo – aggiunge il Sindaco – non è certamente quello di penalizzare le attività economiche o i momenti di festa, ma di promuovere una cultura della sicurezza condivisa, che tuteli cittadini, lavoratori e clienti dei locali”.

La proposta rappresenta un ulteriore passo nel percorso di attenzione e prevenzione portato avanti dal Comune di Sassuolo, nella convinzione che anche piccoli gesti normativi possano contribuire a evitare conseguenze irreparabili e a rafforzare la sicurezza collettiva.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 29 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 29 gennaio 2026Cielo in prevalenza molto nuvoloso, con deboli precipitazioni intermittenti ed irregolari sul settore più occidentale e sulla fascia appenninica. Fenomeni in esaurimento entro il pomeriggio con le ultime piogge residue sulla Romagna e quota neve superiore ai 1000/1200 metri. Ampie schiarite in serata sulle pianure.

Temperature minime in calo, con valori attorno a 2/4 gradi. Massime perlopiù stazionarie sul settore centro-occidentale, in lieve calo sulla costa, comprese tra 8/10 gradi. Venti deboli da direzione variabile. Mare poco mosso.

(Arpae)

La Regione cede 28 dispositivi informatici al Tribunale per i Minorenni di Bologna per sostenere la digitalizzazione degli uffici giudiziari e il lavoro del personale

La Regione cede 28 dispositivi informatici al Tribunale per i Minorenni di Bologna per sostenere la digitalizzazione degli uffici giudiziari e il lavoro del personaleRafforzare la digitalizzazione degli uffici giudiziari e sostenere il lavoro quotidiano di chi opera a tutela dei diritti dei minori. È questo l’obiettivo della cessione gratuita di dispositivi informatici dalla Regione al Tribunale per i Minorenni di Bologna, formalizzata nell’ambito del Patto per la Giustizia, tavolo interistituzionale coordinato dal Comune di Bologna per una giustizia più efficiente, efficace, integrata, digitale e vicina ai cittadini.

La dotazione comprende 8 pc portatili, 8 mini pc desktop, 8 monitor da 22 pollici e 4 smartphone, beni regionali dichiarati fuori uso ma ancora pienamente funzionanti, messi a disposizione per migliorare l’operatività degli uffici e favorire l’innovazione tecnologica del sistema giudiziario.

La consegna simbolica dei dispositivi si è svolta negli uffici della Terza Torre della Regione, a Bologna, da parte dell’assessora regionale all’Agenda digitale, Legalità e Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, alla presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, dott.ssa Gabriella Tomai. Presente anche la dirigente amministrativa, dott.ssa Luciana Sileo e il Magrif del Tribunale, dott.ssa Giulia Ferratini, oltre all’avvocato Giovanni Berti Arnoaldi Veli, coordinatore del Patto per la Giustizia, promotore dell’iniziativa.

“La trasformazione digitale della pubblica amministrazione passa anche da azioni concrete come questa- sottolinea l’assessora Mazzoni-. Riutilizzare in modo intelligente dotazioni informatiche ancora funzionanti significa generare valore pubblico, rafforzare l’efficienza degli uffici giudiziari, sostenere il lavoro quotidiano di chi tutela i diritti dei più giovani e contribuire a rendere i servizi della giustizia più moderni, accessibili e vicini alle cittadine e ai cittadini, in particolare di chi si trova in condizioni di fragilità”.

“L’iniziativa che oggi trova compimento- afferma la presidente del Tribunale, la dottoressa Tomai- si colloca all’interno del più generale obiettivo di implementazione del Processo civile telematico introdotto di recente negli Uffici minorili ponendosi come modello di una fruttuosa sinergia interistituzionale”.

Il Patto per la Giustizia

La donazione dei dispositivi dà attuazione agli impegni previsti dal Patto per la Giustizia, sottoscritto tra Regione, Comune e Città Metropolitana di Bologna, ministero della Giustizia e tutte le istituzioni giudiziarie del territorio bolognese, che promuove anche lo scambio e la messa a disposizione di beni strumentali per sostenere l’attività giudiziaria, con particolare attenzione a hardware e software.

Nell’ambito del citato patto, la cessione dei beni è stata disposta a seguito della manifestazione di interesse da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, ed è regolata dalla normativa regionale che consente la cessione gratuita di beni mobili dichiarati fuori uso a enti pubblici operanti sul territorio. I dispositivi, completamente ammortizzati e privi di copertura manutentiva, vengono così restituiti a nuova utilità, evitando sprechi e contribuendo a un uso più sostenibile delle risorse pubbliche.

Accordo di libero scambio UE – India: necessarie clausole di salvaguardia contro concorrenza sleale

Accordo di libero scambio UE – India: necessarie clausole di salvaguardia contro concorrenza slealeIl settore delle piastrelle di ceramica, che esporta oltre l’80% del proprio fatturato ed è tra i più internazionalizzati d’Europa, accoglie con favore la conclusione del negoziato per l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India. Da sempre sostenitore della liberalizzazione degli scambi commerciali, l’industria ceramica italiana auspica che questo trattato, come tutti quelli europei, garantisca piena reciprocità e adeguate tutele per i comparti più esposti.

Perché l’Accordo sia equo e sostenibile, è essenziale che venga accompagnato da standard normativi elevati, in particolare in campo ambientale e sociale, e da efficaci clausole di salvaguardia contro ogni forma di concorrenza sleale. Nel caso specifico delle piastrelle di ceramica, permangono pratiche di dumping nelle esportazioni indiane verso l’UE, comprovate dalla Commissione europea. Su tali prodotti vigono, infatti, dal 2023 specifici dazi antidumping, che si aggiungono al dazio erga omnes del 5% ora in vigore.

In questo contesto, l’eliminazione di tale dazio base anche per le linee tariffarie ceramiche sarebbe non solo illogica, ma indebolirebbe l’efficacia delle misure di difesa commerciale, premiando al contrario comportamenti scorretti ed abusivi. Questo danneggerebbe la competitività del settore italiano ed europeo, che si trova già a dover competere con un’industria indiana estremamente aggressiva, dotata di forti sovracapacità produttive, che vengono portate in condizioni di dumping sui mercati europei.

La manifattura italiana richiede pertanto che nella fase finale del negoziato le nostre Istituzioni sappiano contemperare con realismo un’apertura strategica dei mercati certamente necessaria in questa fase con la tutela degli interessi delle imprese e dell’occupazione di qualità che assicurano i nostri distretti.

Un Alt(r)o Everest di Compagnia (S)legati mercoledì 28 al Teatro Carani di Sassuolo

Un Alt(r)o Everest di Compagnia (S)legati mercoledì 28 al Teatro Carani di Sassuolo
immagine a corredo fornita dall’Ufficio Stampa del Teatro Carani

Una serata dedicata al teatro di narrazione e all’alpinismo al Teatro Carani di Sassuolo mercoledì 28 gennaio alle ore 21:00 con “Un alt(r)o Everest”, una produzione di ATIR Teatro Ringhiera scritta e interpretata da Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi.

“Un alt(r)o Everest” non è solo il racconto di un’impresa sportiva, ma un viaggio profondo nel legame umano. Al centro della vicenda ci sono Jim e Mike, due amici che nel 1992 decidono di scalare il Monte Rainier, nello Stato di Washington. Quella che doveva essere la conquista della “Montagna” per eccellenza si trasforma in un punto di non ritorno: un percorso tra crepacci reali ed esistenziali, che affronta con linguaggio poetico e universale temi come la perdita, la resilienza e il dialogo silenzioso con chi non c’è più. La pièce, della durata di circa 70 minuti, fonde prosa e riflessione esistenziale, portando lo spettatore a confrontarsi con le proprie “vette” interiori.

Ad arricchire la serata, alle ore 18:30, nel foyer del teatro, si terrà un incontro con gli attori della compagnia e l’alpinista Filippo Sala. L’evento, organizzato in collaborazione con il CAI Sassuolo, è a ingresso libero e rappresenta un’occasione unica per dialogare sullo spirito della montagna e sulla genesi dello spettacolo.

 

Posto unico € 15. Biglietti disponibili online sul circuito Vivaticket o presso la biglietteria del teatro. Info: www.teatrocarani.it

Giorno della Memoria, in Emilia-Romagna al via il nuovo bando regionale per il 2026

Giorno della Memoria, in Emilia-Romagna al via il nuovo bando regionale per il 2026Al via in Emilia-Romagna il nuovo bando per la valorizzazione di luoghi, progetti e attività legati alla storia e alla memoria del Novecento.

Proprio alla vigilia del Giorno della Memoria, che si celebra oggi, la Giunta ha approvato nell’ultima seduta di ieri l’avviso annuale rivolto a Organizzazioni, Associazioni, Fondazioni, Comuni e Unioni di Comuni per sostenere, con contributi fino al 70% dei costi, iniziative che abbiano come principali obiettivi, per il 2026, tre linee di intervento: valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria, organizzazione di iniziative per celebrare l’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne.

Ci sono luoghi, infatti, diventati un simbolo delle atrocità compiute nel secolo scorso, come i due visitati oggi a Carpi, nel modenese, dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni: il Campo di Fossoli, il principale luogo di transito per la deportazione dall’Italia verso i lager nazisti, e il Museo Monumento al Deportato, con le parole incise sui muri, tratte dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza europea, i nomi di 15.000 deportati italiani e le opere di Guttuso, Léger, Picasso.

“Essere qui oggi significa confrontarsi con una delle pagine più dolorose della storia- afferma Allegni-.  Questi luoghi non sono semplici testimonianze del passato: sono spazi che parlano al presente, che interrogano le nostre coscienze e ci consegnano la responsabilità non solo di custodire la memoria, ma di trasmetterla alle nuove generazioni. Camminare tra le baracche del Campo di Fossoli significa sentire il peso di vite spezzate, di una dignità calpestata e annientata; il Museo-Monumento al Deportato di Carpi, con la sua straordinaria forza evocativa ci restituisce la dimensione umana di quella tragedia: tutto concorre a creare un’esperienza che scuote profondamente le nostre coscienze”.

“Ricordare l’orrore dell’Olocausto e i crimini del nazifascismo- aggiunge Allegni- non può ridursi ad un atto formale, ma deve tradursi nel dovere di comprendere e contrastare l’odio e l’antisemitismo, in qualunque forma si ripresentino. Lo è tanto di più nel tempo in cui viviamo, attraversato da tragedie umanitarie, guerre, crisi istituzionali, nuovi autoritarismi. Prendersi cura dei luoghi della memoria significa coltivare, testardamente, la possibilità di costruire un futuro più giusto, fondato sui valori del rispetto, della pace, del dialogo”.

Da questa radicata convinzione, l’impegno della Regione Emilia-Romagna che si rinnova ogni anno, anche grazie al bando sulla storia e la memoria del Novecento previsto dalla legge regionale n.3/2016, nell’ambito della quale, con una specifica convenzione, viene dato anche un sostegno economico alla Fondazione Fossoli.

“É un impegno concreto- chiude Allegni- perché riconosciamo in questi luoghi un patrimonio collettivo da preservare, valorizzare e rendere accessibile, soprattutto alle ragazze e ai ragazzi”.

Il bando 2026

Il bando di quest’anno finanzia in particolare attività e iniziative di dimensione sovralocale che abbiano questi obiettivi: interventi di valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria come i musei dedicati alla conservazione, alla ricerca e alla presentazione della storia del XX secolo; interventi di studio, ricerca e raccolta di testimonianze sui luoghi della storia del Novecento in Emilia-Romagna; interventi di valorizzazione dei luoghi e del patrimonio culturale insistente sulla Linea Gotica e sul Cammino di Pace da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema e dei luoghi della memoria presenti sui percorsi nelle rotte di commemorazione europea. E ancora, progetti a sostegno della valorizzazione dei luoghi della memoria e dei percorsi regionali ad essi collegati, anche ai fini della promozione del patrimonio culturale del territorio regionale; infine, eventi che possano commemorare incisivamente ed efficacemente la memoria del Novecento, in particolare la promozione di iniziative per celebrare l’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne, nel giugno 1946.

I beneficiari dei contributi devono avere sede legale o operativa in Emilia-Romagna; i progetti presentati devono essere realizzati nell’anno solare 2026 e svolgersi sempre all’interno del territorio regionale.

L’intervallo di tempo – quindi data di apertura e chiusura del bando – nel quale sarà possibile presentare la  domande di contributo, unicamente sul portale Sfinge 2020, sarà reso noto nelle prossime settimane sul portale regionale https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/avvisi-e-bandi e alla pagina https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/memoria2026 (non ancora attiva).

La percentuale di contributo regionale varia in base alle categorie di beneficiari (Comuni e Unioni con meno di 15mila abitanti; Comuni e Unioni con oltre 15mila abitanti; Associazioni, Fondazioni, Enti morali), dal 30 al 70%, a fronte di un costo massimo di progetto di 50mila euro.

Attrazione e permanenza dei giovani talenti in Emilia-Romagna: via ai progetti finanziati dalla Regione con 1,3 milioni di euro

Attrazione e permanenza dei giovani talenti in Emilia-Romagna: via ai progetti finanziati dalla Regione con 1,3 milioni di euroCollaborazione costante con imprese, enti territoriali, associazioni di categoria, istituti dell’Alta formazione artistica e musicale, Università e Istituti tecnici superiori. E poi sportelli con informazioni multilingue, supporto personalizzato e percorsi per semplificare l’accesso ai servizi di base, assicurando anche formazione professionale e incontri informativi per facilitare una piena conoscenza del territorio e viverne pienamente la vita sociale e culturale.

Sono queste le caratteristiche principali dei progetti presentati dai Comuni capoluogo di provincia e dalla Città Metropolitana di Bologna, nell’ambito del nuovo bando regionale dedicato ai servizi di accoglienza, attrazione e permanenza di talenti a elevata specializzazione nei contesti locali, approvati dalla Regione Emilia-Romagna con un finanziamento complessivo di 1,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

“Il finanziamento punta ad attrarre professionalità qualificate, italiane e internazionali e a rendere il territorio dell’Emilia-Romagna sempre più attrattivo per professionalità – commenta il vicepresidente con delega a Formazione professionale, Università e ricerca, Vincenzo Colla-. Queste politiche contribuiscono all’attrattività e all’internazionalizzazione dell’ecosistema regionale dell’innovazione. Il risultato atteso è l’aumento della competitività economica, unita alla capacità di inclusione sociale del territorio”.

I nuovi progetti dei Comuni danno continuità al precedente bando attivo nel periodo 2023-2025 nell’ambito della legge regionale n. 2/2023, che rappresenta il quadro di riferimento delle politiche regionali dedicate all’attrazione, alla permanenza e alla valorizzazione dei talenti.

Le iniziative finanziate coinvolgono i Comuni di Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e la Città metropolitana di Bologna e sono organizzate su diverse linee di azione che accompagnano i talenti in tutte le fasi del loro percorso di inserimento: dall’arrivo sul territorio alla piena partecipazione alla vita economica e sociale delle comunità locali.

Una novità rilevante dei progetti presentati per il nuovo bando è rappresentata dall’obiettivo di assicurare la permanenza dei talenti nel territorio, non solo di attrarli: molti progetti puntano su iniziative di costruzione di comunità, orientamento a servizi, integrazione familiare, eventi ricorrenti e accompagnamento personalizzato come elemento che può facilitare il radicamento. Inoltre, sono previste campagne di comunicazione mirate (spesso digitali e multilingue), organizzazione di eventi informativi come welcome days e webinar e partecipazione a fiere e convegni internazionali.

Gli sportelli dei comuni rappresentano in tal senso i punti di accesso unici e personalizzati per l’accoglienza e puntano su semplificazione burocratica, supporto logistico, integrazione sociale culturale, orientamento al lavoro e accoglienza del nucleo famigliare.

Il tema della questione abitativa, infine, è presente trasversalmente nei progetti approvati, e viene declinata in proposte che vanno dal supporto informativo tramite sportello, alla mappatura dell’offerta, fino alla messa a disposizione di posti letto.

Rio Madonna a San Michele, via libera ai lavori

Rio Madonna a San Michele, via libera ai lavori70.000 euro per la messa in sicurezza del Rio Madonna dopo i danni causati dagli eventi meteorologici estremi del giugno 2024.

Sono state avviate le procedure per la messa in sicurezza e il ripristino di un tratto tombato del corso d’acqua in via San Michele, dove il cedimento della tubazione aveva provocato una voragine sulla sede stradale e allagamenti alle abitazioni vicine.

“Avevamo garantito ai cittadini che saremmo intervenuti – sottolinea il sindaco Matteo Mesini – ed oggi avviamo il percorso per la messa in sicurezza dell’area ed il ripristino di una situazione che servirà a gestire eventi eccezionali che ormai hanno una frequenza sempre maggiore. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni meteorologici sempre più violenti e imprevedibili che in più di un’occasione hanno creato ingenti danni ad abitazioni, auto e cittadini: investire in opere come questa significa prevenire danni a persone e cose e rendere il nostro territorio più resiliente di fronte a un clima che sta cambiando rapidamente”.

Il tratto interessato è quello in cui il Rio Madonna, incanalato in una tubazione in calcestruzzo, si innesta nel voltone in muratura che passa sotto via San Michele. Proprio nel punto di cambio di sezione, durante le piogge eccezionali del 2024, la condotta è scoppiata causando il collasso del terreno circostante e rendendo necessario un intervento strutturale per ripristinare la sicurezza dell’area.

I lavori prevedono la ricostruzione della tubazione in calcestruzzo, la realizzazione delle opere di raccordo con le sezioni di monte e di valle, l’installazione di un pozzetto di ispezione e il successivo ripristino con materiali idonei. L’obiettivo è duplice: garantire la pubblica incolumità e ristabilire le corrette condizioni di deflusso del torrente, preservando al tempo stesso la viabilità di via San Michele.

Con questo intervento, l’Amministrazione comunale conferma l’attenzione alla manutenzione e alla messa in sicurezza del territorio, puntando sulla prevenzione come risposta concreta agli effetti del cambiamento climatico.

L’intervento ha un costo complessivo di 70.000 euro, finanziato attraverso fondi del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e inserito nel Bilancio di previsione 2025-2027 del Comune di Sassuolo.

Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia, che ringrazia il lavoro svolto dagli uffici tecnici e dai professionisti coinvolti nella progettazione:

“Lavori assolutamente indispensabili – conclude l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia – per i quali ringrazio tecnici e professionisti di Sgp che per mesi si sono prodigati nella progettazione e nel reperimento delle risorse. Ora l’auspicio è che il cantiere possa creare il minor disagio possibile ai residenti e a chi percorre quotidianamente via San Michele. L’obiettivo è procedere con rapidità, restituendo in tempi brevi sicurezza e funzionalità a un’area strategica per il quartiere”.

 

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