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Ripartenza scuola, l’assessore Corsini: “L’Emilia-Romagna è pronta a garantire il diritto allo studio e alla mobilità in sicurezza per i suoi studenti. Nessuna disorganizzazione o ritardi”

Ripartenza scuola, l’assessore Corsini: “L’Emilia-Romagna è pronta a garantire il diritto allo studio e alla mobilità in sicurezza per i suoi studenti. Nessuna disorganizzazione o ritardi”
Andrea Corsini (Copyright: Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore: Ballardini Pietro)

– “Il trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna è pronto alla ripartenza della scuola, lunedì 26 aprile, considerando che il Decreto legge del Governo fissa una soglia minima di lezioni in presenza al 70% nelle zone gialle e arancioni. Non c’è nessuna disorganizzazione né tantomeno ritardi o scaricabarile. Già da dicembre scorso avevamo preparato e pronto il piano che garantiva il trasporto in sicurezza al 50% della capienza dei mezzi per il 75% degli studenti, piano che stiamo aggiornando in queste ore e che avevamo sospeso per l’ingresso in zona arancione, prima, e poi in quella rossa della regione”.

Così l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini, replica alle polemiche sul Tpl innescate da alcuni esponenti della minoranza che siedono in Assemblea legislativa.

“Prima di lanciare accuse pretestuose- aggiunge Corsini– bisognerebbe informarsi e soprattutto conoscere ciò di cui si sta parlando. È infatti molto grave che un consigliere della Regione confonda il trasporto pubblico con gli scuolabus, servizi a domanda individuale organizzati dai Comuni, e ancora di più che utilizzi fake news per dimostrare una finta solidarietà con studenti, insegnanti e famiglie solo per scopi meramente politici ed elettorali”.

“La Regione è al fianco del mondo della scuola e delle famiglie- prosegue Corsini– senza ipocrisie e con fatti concreti. Come dimostra l’impegno con cui da più di un anno, insieme alle Agenzie e Aziende Tpl e con la collaborazione delle prefetture e delle forze dell’ordine, stiamo lavorando ogni giorno per garantire il diritto allo studio e il diritto alla mobilità in sicurezza. Bastano i numeri: 530 mezzi in più, oltre 10 milioni di chilometri aggiuntivi, 23 milioni di euro di risorse. Questo è quello che facciamo come sempre- chiude l’assessore- ci rimbocchiamo le maniche e troviamo soluzioni. Le chiacchiere a vuoto solo per seminare confusione e alzare il livello della tensione le lascio a chi non ha altri argomenti”.

Coronavirus: oggi (22/4) in regione, su 27.511 tamponi effettuati, 1.010 nuovi positivi. 28 i decessi

Coronavirus: oggi (22/4) in regione, su 27.511 tamponi effettuati, 1.010 nuovi positivi. 28 i decessi
Vaccino Covid (foto – copyright Brancolini Roberto)

1.010 in più rispetto a ieri i casi di positività in Regione su un totale di 27.511 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 70 anni in su.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.388.338 dosi; sul totale, 424.103 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale su: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 374 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 361 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 587 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,8 anni.

Sui 374 asintomatici, 276 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 35 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, e 8 tramite i test pre-ricovero. Per 55 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede al primo posto Bologna con 186 nuovi casi, seguita da Modena (179) e Reggio Emilia (149). Poi Parma (90), Ravenna (77), Rimini (76) e Cesena (75). Quindi Ferrara (59), Forlì (59), infine Piacenza (35) e il Circondario Imolese (25).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.615 tamponi molecolari, per un totale di 4.289.314. A questi si aggiungono anche 10.896 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.990 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 292.461.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 56.521 (-2.008 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 54.210 (-1.916), il 96% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 28 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 71 anni); 1 a Parma (una donna di 77 anni); 2 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 89 anni e un uomo di 85 anni); 8 nella provincia di Modena (quattro donne di 52, 79, 84, 90 anni, e quattro uomini di 48, 78, 87 e 89 anni); 3 in provincia di Bologna (tutte donne, di 84, 87 e 90 anni); 5 nel ferrarese (due donne di 82 e 90, e tre uomini di 51, 87 e 98 anni); 2 in provincia di Ravenna (entrambi uomini, di 53 e 89); 1 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 92 anni); 5 nel riminese (due donne di 48 e 75 anni, e tre uomini di 74, 79 e 91 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.718.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 282 (-5 rispetto a ieri), 2.029 quelli negli altri reparti Covid (-87).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:10 a Piacenza (-1), 32 a Parma (numero invariato rispetto a ieri), 31 a Reggio Emilia (invariato), 45 a Modena (+1), 75 a Bologna (-1), 12 a Imola (invariato), 35 a Ferrara (-2), 12 a Ravenna (invariato), 6 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 20 a Rimini (-2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.606 a Piacenza (+35 rispetto a ieri, di cui 26 sintomatici), 25.475 a Parma (+90, di cui 47 sintomatici), 43.657 a Reggio Emilia (+149, di cui 82 sintomatici), 61.731 a Modena (+179 – di questi 18 a Sassuolo –, di cui 119 sintomatici), 77.441 a Bologna (+186, di cui 144 sintomatici), 12.144 casi a Imola (+25, di cui 13 sintomatici), 22.238 a Ferrara (+59, di cui 22 sintomatici), 28.566 a Ravenna (+77, di cui 39 sintomatici), 15.504 a Forlì (+59, di cui 41 sintomatici), 18.151 a Cesena (+75, di cui 52 sintomatici) e 34.187 a Rimini (+76, di cui 51 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 4 casi, di cui 3 positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare e 1 caso risultato non Covid-19.

Decreto riaperture, le critiche del presidente Tomei: “territori non ascoltati, così si va verso la rottura”

Decreto riaperture, le critiche del presidente Tomei: “territori non ascoltati, così si va verso la rottura”«Il decreto Riaperture è uno schiaffo agli amministratori locali. Siamo stanchi di dover subire decisioni dal Governo che non fanno altro che inasprire le tensioni sociali delle nostre comunità e mettere in ginocchio interi territori, dopo che nei tavoli di concertazione avevamo espresso il bisogno di una cauta ma decisa ripartenza».

Con queste parole, il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei interviene sulle recenti disposizioni del Governo in merito alle riaperture che entreranno in vigore da lunedì 26 Aprile e che, per Tomei «dimostrano che ancora una volta i territori non sono stati ascoltati. In particolare – prosegue il presidente della Provincia – sul tema della ristorazione è impensabile ripartire con il solo servizio all’aperto, perché non tutti gli esercizi possono allestire spazi esterni, ma soprattutto perché ci sono zone nelle quali cenare all’aperto di sera è proibitivo dal punto di vista climatico».

Tomei critica anche la scelta di riaprire gli istituti secondari di secondo grado dal 70 per cento al 100 per cento in zona gialla e arancione, «poiché rimette ancora una volta in discussione quanto deciso nelle scorse settimane, imponendo a noi amministratori, alle istituzioni scolastiche e al servizio del trasporto pubblico, l’ennesima riprogrammazione con un preavviso di appena cinque giorni. Siamo stanchi di sottoscrivere accordi col Governo, nei tavoli di concertazione con le Regioni, Anci e Upi e venire sistematicamente smentiti. Per uscire dalla crisi e ripartire serve anzitutto condivisione e coesione tra tutti i soggetti istituzionali, questa è l’unica strada percorribile per far ripartire il Paese».

 

 

 

Centri estivi, la Regione conferma i ‘bonus rette’ alle famiglie e aumenta la platea dei nuclei beneficiari

Centri estivi, la Regione conferma i ‘bonus rette’ alle famiglie e aumenta la platea dei nuclei beneficiari
Copyright Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore Villani Daniela

Tornano in Emilia-Romagna i Centri estivi, e con essi i bonus alle famiglie per sostenere i costi delle rette di frequenza, finanziati dalla Regione per il quarto anno consecutivo.

La Giunta regionale ha infatti confermato anche per il 2021 lo stanziamento di 6 milioni di euro – provenienti dal Fondo sociale europeo – che vengono ripartiti tra i Comuni e le Unioni di Comuni per finanziare il progetto di conciliazione dei tempi famiglia- lavoro.

Risorse destinate a finanziare i bonus per le famiglie con figli dai 3 ai 13 anni, quindi nati dal 2008 al 2018, che potranno contare su un contributo massimo di 336 euro a figlio – nel limite di 112 euro a settimana per tre settimane – per la frequenza ai Centri estivi: i contributi verranno infatti erogati per concorrere alla copertura totale o parziale, in funzione del costo effettivo, della rata di frequenza settimanale.  E si alza, rispetto allo scorso anno, la soglia Isee entro la quale è possibile fare richiesta del sostegno, che passa da 28mila a 35mila euro.

Obiettivo del progetto è promuovere e sostenere l’accesso da parte delle famiglie a servizi che favoriscono la conciliazione vita-lavoro nel periodo di sospensione estiva delle attività scolastiche ed educative e allo stesso tempo contribuire a qualificare e ampliare le opportunità di apprendimento e integrazione, mediante esperienze utili per bambini e ragazzi.

“Anche quest’anno, il quarto consecutivo, la Regione non farà mancare il sostegno concreto ai genitori nella gestione dei figli e la graduale ripresa della loro socialità, dopo questi mesi durissimi- sottolineano la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, e l’assessore allo Sviluppo economico, Lavoro e Formazione, Vincenzo Colla-. Le famiglie non possono essere lasciate sole nei mesi estivi, a maggior ragione in un anno come questo in cui come non mai si sono trovate ad affrontare, le donne soprattutto, le estreme difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, svolto in tanti casi in smart working”.

“Per dare risposta alle esigenze giuste e comprensibili delle famiglie- aggiungono Schlein e Colla– ci siamo messi al lavoro, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, della sanità regionale e del Governo, con cui abbiamo avviato una specifica interlocuzione per valutare l’aggiornamento dei Protocolli di sicurezza già esistenti. Naturalmente i Centri riapriranno nelle condizioni di massima sicurezza possibile per i bambini, le famiglie e il personale impegnato in questa attività, la cui tutela rimane il nostro obiettivo prioritario”.

Destinatari e criteri di assegnazione dei contributi

Come per gli anni precedenti, anche nel 2021 i contributi vengono concessi alle famiglie (anche affidatarie) composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna, che intendono iscrivere i loro bambini e ragazzi di età compresa tra 3-13 anni, nati cioè dal 1^ gennaio 2008 al 31 dicembre 2018, alle attività estive.

Possono chiedere il bonus anche le famiglie nelle quali anche un solo genitore sia in cassa integrazione, mobilità, disoccupato purché partecipi alle misure di politica attiva del lavoro definite dal Patto di servizio (strumento utilizzato dai centri per l’impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto per l’inserimento lavorativo o la partecipazione ad un percorso formativo); infine, impegnato in modo continuativo in compiti di cura, se nel nucleo familiare è presente una persona con disabilità grave o non autosufficiente.

Per fare richiesta è necessario presentare l’attestazione Isee 2021 o, in alternativa per chi non ne fosse in possesso, quella 2020, con limite massimo di reddito entro i 35mila euro.

Protocolli di sicurezza e requisiti richiesti ai gestori 

A causa dell’emergenza Coronavirus, i soggetti gestori dei Centri estivi si impegnano ad adottare le indicazioni operative finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento per contrastare l’epidemia, che saranno contenute nei Protocolli nazionale e/o regionale per la riapertura in sicurezza dei servizi. Un protocollo al quale i Comuni e Unioni di Comuni, impegnati nel completare l’avvio dei bandi, dovranno attenersi per individuare i Centri estivi pubblici e privati (associazioni, cooperative, parrocchie e altri Enti religiosi).

La Regione ha già avviato l’interlocuzione con il governo e con il tavolo preposto per valutare eventuali modifiche ai protocolli già esistenti.

I soggetti gestori dei Centri estivi oltre alla presenza di un progetto educativo reso pubblico e accessibile alle famiglie, dovranno garantire l’accoglienza di tutti i bambini richiedenti, fino ad esaurimento dei posti disponibili, e dei bambini disabili certificati, in accordo con il Comune di residenza, per garantire le appropriate modalità di intervento e di sostegno. Inoltre, i gestori dei Centri estivi dovranno anche garantire l’erogazione di diete speciali per le esigenze dei bambini accolti nei casi sia servito il pasto.

Tempi per fare richiesta

Dopo la chiusura dei bandi comunali, saranno gli stessi Comuni a stilare l’elenco dei Centripubblici, gestiti cioè direttamente dal Comune, e privati accreditati – aderenti al progetto. Successivamente, i Comuni potranno ricevere le richieste di contributo: i genitori dovranno scegliere uno dei Centri inseriti nell’elenco comunale e la richiesta dovrà essere fatta presentando la dichiarazione Isee. Spettano al Comune l’istruttoria, il controllo dei requisiti e la successiva compilazione della graduatoria delle famiglie individuate come possibili beneficiare del contributo, fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria.

Ripartizione delle risorse sul territorio

A livello territoriale, i 6 milioni sono stati assegnati ai Comuni capofila dei Distretti in base al numero dei bambini residenti e in età compresa tra 3 e 13 anni (nati dal 1^ gennaio 2008 al 31 dicembre 2018), e vengono così ripartiti nelle province: Bologna 1.322.893 euro; Modena 1.000.316 euro; Reggio Emilia 797.628 euro; Parma 605.470 euro; Forlì-Cesena 536.896 euro; Ravenna 508.747 euro; Rimini 465.797 euro; Ferrara 394.604 euro; Piacenza 367.649 euro.

Lotta alle zanzare, c’è il prodotto larvicida

Lotta alle zanzare, c’è il prodotto larvicidaIl Comune di Maranello promuove un progetto di lotta alle zanzare che prevede la distribuzione gratuita ai cittadini di un prodotto larvicida ecologico per trattare i pozzetti e i tombini delle aree private. La distribuzione avverrà, su prenotazione, presso l’ufficio informazioni al piano terra della sede di via Vittorio Veneto 9 del Comune di Maranello a partire dal 26 aprile nei seguenti giorni e orari di apertura al pubblico: lunedì 8.30-13, mercoledì 8.30-13, giovedì 14.30-18.30 esclusivamente su appuntamento telefonico al numero 0536 240030.

Il prodotto agisce sulle larve impedendo che si sviluppino in insetti adulti; è da immettere esclusivamente nelle raccolte di acqua stagnante: nelle caditoie di raccolta delle acque piovane delle aree cortilive e nei pozzetti dei pluviali. Per ottenere gratuitamente il prodotto, gli interessati dovranno indicare ai tecnici addetti il nominativo, l’indirizzo e il numero di pozzetti da trattare. Il prodotto viene fornito non a famiglia ma ad edificio (es. condominio, casa bifamiliare, ecc…).

Nuove attività commerciali a Fiorano Modenese

Nuove attività commerciali a Fiorano ModeneseContinuano i focus del Comune circa i nuovi esercizi aperti sul territorio di Fiorano Modenese. Nonostante il difficile periodo che il mondo sta attraversando, tra criticità sanitarie e crisi economica, è molto positivo ci siano persone che continuano a credere nel futuro. Nel mese di aprile, sono due le attività neonate, mentre una ha visto un subentro.

Rispetto a quest’ultimo caso, si tratta di due giovani fratelli che hanno rilevato l’attività paterna di riparazione auto. I figli di Giuseppe De Simone, Andrea e Marco, rispettivamente 31 e 28 anni, sono infatti subentrati nella gestione dell’autofficina Quattroruote, aperta nel 2000.

“Abbiamo cominciato a dare una mano a nostro padre – dicono i ragazzi –  fin dai tempi della scuola, quando avevamo circa quindici anni. Terminati gli studi ci siamo buttati a capofitto e adesso sentiamo sia giunto il momento di prendere in mano le redini della piccola impresa di famiglia”. Pur consci del difficile periodo, Andrea e Marco si dicono fiduciosi, sperando la situazione migliori. “Cerchiamo di restare sempre aggiornati frequentando corsi e informandoci sulle novità che riguardano i motori. Dal 2007 siamo affiliati alla catena “a posto”, diffusa in tutta Italia, che ci obbliga a rispettare diversi standard di efficienza e offerta. Ci impegneremo per portare avanti nel modo migliore quello che i nostri genitori ci hanno insegnato”.

Le attività che hanno aperto ex novo sono invece: l’agenzia Disbrigo Pratiche di Giuliano Rosi, e l’azienda di vendita per corrispondenza 3D Cut di Davide Baranzoni.

L’assessore Morena Silingardi si dice contenta per l’avvio di queste nuove realtà, ribadendo il supporto dell’Amministrazione a tutti coloro che ne abbiano bisogno, adesso e in futuro, tale da rendere il Comune fioranese attrattivo per ogni tipo di impresa.

Casolari occupati, Lega: “Ormai fenomeno preoccupante a Formigine”

Casolari occupati, Lega: “Ormai fenomeno preoccupante a Formigine”“Il peggio questa volta è stato evitato.

Ringraziamo i Carabinieri della stazione di Formigine che, nel corso di un servizio perlustrativo, hanno individuato due cittadini tunisini che avevano occupato abusivamente un casolare di campagna di proprietà di un’anziana signora. I militari hanno compiuto una importante azione sia di contrasto, evitando che la struttura potesse divenire ricettacolo di attività illegali, come peraltro è già l’occupazione abusiva, sia di prevenzione, scongiurando scenari ancor più gravi. Ricordiamo infatti la terribile morte in un casolare di via Viazza del 60enne ghanese senza fissa dimora, che ha destato in tutti grande impressione e proprio a seguito della quale abbiamo interrogato l’amministrazione comunale.

Questo nuovo episodio ci pone davanti a quella che potrebbe essere la punta di iceberg: potremmo trovarci davanti a un fenomeno preoccupante in termini sociali e di legalità. Ci chiediamo se sindaco e giunta abbiamo valutato questa possibilità, che ci sembra ormai una evidenza. Sarebbe opportuno intensificare i controlli e le azioni di vigilanza in collaborazione con le proprietà”.

(Davide Romani, capogruppo consiliare e referente provinciale Lega Salvini Premier)

Avviso di manifestazione d’interesse per #sassuolocittattiva

Avviso di manifestazione d’interesse per #sassuolocittattivaÈ stato pubblicato all’Albo Pretorio l’avviso “di manifestazione di interesse per la presentazione di progetti per interventi di sviluppo di comunità #sassuolocittattiva rivolto ad associazioni di promozione sociale e a organizzazioni di volontariato. Anno 2021”.

Il Comune di Sassuolo intende assegnare contributi, fino all’ammontare complessivo di € 25.500,00 per la realizzazione – nelle varie aree e quartieri cittadini – di progettazioni e interventi volti alla promozione della coesione sociale e della solidarietà nella comunità, perseguendo la piena valorizzazione del principio di sussidiarietà e favorendo la partecipazione territoriale e la valorizzazione delle forme associative.

In via prioritaria saranno ammessi i progetti delle associazioni con sede nel Comune di Sassuolo, regolarmente iscritti ai Registri Regionali della Promozione sociale o del Volontariato e che operino prevalentemente nell’ambito territoriale del comune.

Non verranno presi in esame progetti che prevedano azioni ricomprese all’interno di Convenzioni a qualsiasi titolo in essere con l’Amministrazione comunale di Sassuolo.

Ciascun soggetto potrà presentare un solo progetto. Potrà viceversa essere presente come partner in altri progetti.

In caso di soggetti riuniti, dovrà essere individuato un capogruppo con il quale l’Amministrazione avrà rapporti gestionali esclusivi.

I progetti ammessi a contributo dovranno essere realizzati, a partire dalla comunicazione di accoglimento, entro il 31/12/2021.

La domanda, sottoscritta dal soggetto richiedente ovvero dal presidente o legale rappresentante dell’Associazione/Organizzazione di volontariato, deve essere presentata al Comune di Sassuolo entro e non oltre il 07/05/2021 alle ore 12.00, con una delle seguenti modalità:

• tramite posta elettronica certificata (comune.sassuolo@cert.comune.sassuolo.mo.it);

• consegnata a mano all’Ufficio protocollo, in via Fenuzzi n. 5, Sassuolo, aperto al pubblico con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13,30.

 

Il servizio .i.re.ne una soluzione per le imprese in difficoltà

Il servizio .i.re.ne una soluzione per le imprese in difficoltà.i.re.ne (Istituto per la Relazione e il Negoziato), è un nuovo strumento giuridico che si rivolge alle imprese, promosso dalle Camere di Commercio attraverso Unioncamere Emilia-Romagna, con il supporto delle Associazioni di Categoria, per incoraggiare e sostenere il negoziato tra le parti in situazioni di criticità nei loro rapporti contrattuali, spesso indotte da fattori esterni che subiscono reciprocamente.

Un obiettivo che si raggiunge attraverso l’assistenza nell’ideazione e nell’attuazione di soluzioni originali ed efficienti per la salvaguardia del tessuto delle reciproche relazioni.

Il servizio .i.re.ne (Istituto per la Relazione e il Negoziato), mira a  evitare il contenzioso, con corrispondente deflazione delle cause pendenti, ad anticipare situazioni di crisi riflesse dall’interruzione dei rapporti commerciali al fine di salvaguardare la continuità aziendale e l’occupazione, e ad affermare prassi uniformi di risoluzione preventiva delle criticità, riconosciute come virtuose dall’Autorità Giudiziaria e dal sistema creditizio.

A disposizione degli utenti, che possono accedere al servizio in modo semplice e immediato, assistenza e materiali operativi (schemi contrattuali, istanze).

.i.re.ne offe numerosi vantaggi. Innanzitutto, la durata del procedimento, che si riduce a soli 15 giorni, un tempo decisamente breve rispetto a qualsiasi altro procedimento. Poi il costo, che si limita a ad una quota di 100 euro più IVA per ciascuna parte per l’avvio del procedimento, più un importo limitato in caso di successo. Infine, la qualità del servizio offerto, grazie all’apporto di professionisti di primario standing nazionale, molti dei quali professori di principali Atenei italiani, comprovata esperienza.

Promuovere e far conoscere questa opportunità risponde quindi a una domanda di sostegno veloce ed efficace, perché può risolvere in maniera incisiva molte situazioni a rischio, in particolare nel contesto economico attuale, caratterizzato da sempre più frequenti situazioni di stress nei rapporti contrattuali, probabilmente destinate ad aumentare in modo devastante nella fase di uscita dall’emergenza Covid-19.

Per maggiori informazioni su .i.re.ne  consultare la pagina web

https://www.ucer.camcom.it/nuovi-servizi-unioncamere/i.re.ne

Giovedì 29 aprile si riunisce il consiglio comunale di Fiorano Modenese

Giovedì 29 aprile si riunisce il consiglio comunale di Fiorano ModeneseIl presidente Alessandro Reginato ha convocato il Consiglio comunale di Fiorano Modenese per giovedì 29 aprile 2021 alle ore 19, con il seguente ordine del giorno:

1.  Interrogazione presentata dal consigliere Bastai Graziano del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Interrogazione piscina comunale”.

2.  Interrogazione presentata dal consigliere Bastai Graziano del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Cedimento massicciata fiume Fossa – Cimitero Spezzano”.

3.  Interrogazione presentata dal consigliere Roggiani del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Progetto campo da calcio di Ubersetto”.

4.  Interrogazione presentata dal consigliere Roggiani del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Pista ciclabile di Via Cameazzo e di Via Ghiarola Vecchia”.

5.  D.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, art. 227 – Approvazione rendiconto della gestione 2020.

6.  D.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 art. 175 – Variazione al bilancio di previsione finanziario 2021/2023.

7.  Ordine del giorno presentato dal consigliere El Kholti del gruppo consiliare Partito Democratico portante ad oggetto: “Smaltimento piccola quantità di rifiuti speciali da parte di privati”.

8.   Ordine del giorno presentato dal consigliere Remigio del gruppo consiliare Partito Democratico portante ad oggetto: “Futuro della tratta ferroviaria Modena – Sassuolo (Gigetto)”.

La seduta si terrà in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet di Google (ottemperando il provvedimento n. 6810 del 8/4/2020 adottato dal Presidente del Consiglio Comunale) e sarà trasmessa in differita, il giorno successivo (30 aprile), sul canale You Tube del Comune.

 

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 aprile

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 aprileResidua nuvolosità nella prima parte della giornata sul settore centro-orientale, schiarite più ampie su quello occidentale , in estensione al rimanente territorio nel corso del pomeriggio, fino a cielo sereno ovunque in serata. Temperature minime in lieve diminuzione sulle pianure interne con valori attorno a 8 gradi, stazionarie lungo la costa, comprese tra 11 e 12 gradi. Massime in lieve aumento sui settori centro-occidentali con valori di 19/20 gradi, stazionarie in Romagna e lungo la fascia costiera intorno a 15/17 gradi. Venti deboli prevalentemente orientali. Mare poco mosso al primo mattino ma con rapido aumento del moto ondoso fino a mosso in giornata. Dalle ore serali nuovamente poco mosso.

(Arpae)

Deve scontare 5 anni per contrabbando di tabacchi, catturato dai carabinieri di San Prospero

Deve scontare 5 anni per contrabbando di tabacchi, catturato dai carabinieri di San ProsperoStanotte i carabinieri di San Prospero hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Palermo, con cui è stata disposta la cattura di un tunisino quarantenne, domiciliato a San Prospero, condannato a scontare la pena di cinque anni per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati, commesso qualche anno fa in Sicilia. L’uomo è stato rintracciato di ritorno da Maranello, dove da qualche settimana aveva trovato impiego. Ora si trova presso la casa circondariale di Modena.

Volley, Green Warriors ritrova la vittoria contro San Giovanni

Volley, Green Warriors ritrova la vittoria contro San GiovanniUna Green Warriors bella e concreta ritrova se stessa e la vittoria: con un’ottima prestazione di squadra, le neroverdi superano 0-3 (17-25 22-25 20-25) la Omag San Giovanni in Marignano, cancellando in fretta la sconfitta subita nello scorso turno di campionato e ritrovando il bel gioco che le aveva accompagnate per tutta la stagione. Dhimitriadhi e compagne si riprendono così l’ottavo posto in classifica generale e rimangono in corsa per un posto nei playoff promozione.

 

Il primo set è di marca sassolese: la Green Warriors trova fin dai primi scambi un buon vantaggio (1-6), che è brava ad amministrare (6-12). San Giovanni non si scompone e accorcia 12-14, ma di nuovo Sassuolo scappa avanti e chiude il set 17-25.

Il secondo parziale è più combattuto ed avvincente, con le due formazioni che procedono appaiate per tutto il parziale: sul 19-19 due muri della coppia Salinas – Civitico regalano a Sassuolo il break decisivo. Due errori in casa Omag, poi il mani out di Dhimitriadhi chiude il set (22-25), con la Green Warriors che allunga 0-2 nella conta dei parziali.

Il terzo parziale prosegue inizialmente sulla scia di quello precedente, con le due formazioni che vanno avanti a braccetto: il primo vero allungo è firmato Green Warriors (13-18). Coach Saja cerca nuova linfa dalla panchina e la Omag accorcia 20-23. Un errore al servizio però regala a Sassuolo la palla del match, con Antropova che dai nove metri non fallisce e chiude 20-25.

Domenica si replica, stesse formazioni ma a parte invertire con le romagnole che faranno visita a Sassuolo: fischio di inizio alle 17.00 al Pala Consolata.

Calcio: Serie A, Milan – Sassuolo 1 – 2. Doppietta Raspadori

Calcio: Serie A, Milan – Sassuolo 1 – 2. Doppietta Raspadori Dalle polemiche al campo, il Milan torna a inseguire il ‘vecchio’ obiettivo della qualificazione in Champions League ma subisce una brutta battuta d’arresto a San Siro.
Raspadori entra dalla panchina e ribalta sul 2-1 i rossoneri, fermi al palo a quota 66 in classifica.

Raspadori  veste i panni del trascinatore con una doppietta in sette minuti. Il centravanti dell’under 21 piazza la zampata da rapinatore d’area al 76′ per il pareggio, poi all’83’ finalizza una ripartenza con un diagonale che colpisce il palo e si infila in rete. Il Milan sbanda e non riesce a reagire, il Sassuolo festeggia così i tre punti a San Siro.

TABELLINO

MILAN (4-4-2): G. Donnarumma 6; Calabria 6.5 (42′ st Kalulu sv), Tomori 5, Kjaer 5.5, Dalot 6.5; Saelemaekers 6.5 (42′ st Castillejo sv), Kessie’ 6, Meite’ 5.5 (42′ st Diaz sv), Calhanoglu 7 (28′ st Krunic 5.5); Rebic 6 (28′ st Mandzukic 5.5), Leao 5.
In panchina: Tatarusanu, Jungdal, Romagnoli, Gabbia, Tonali, Hauge.
Allenatore: Pioli 5.5.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Muldur 6 (19′ st Toljan 6.5), Marlon 6.5, Ferrari 6.5, Kyriakopoulos 6.5; Locatelli 5.5, Obiang 5.5 (27′ st Maxime Lopez 6.5); Berardi 6, Djuricic 5 (19′ st Traore’ 6), Boga 5.5 (38′ st Haraslin sv); Defrel 5 (19′ st Raspadori 8).
In panchina: Pegolo, Peluso, Rogerio, Chiriches, Bourabia, Magnanelli, Oddei.
Allenatore: De Zerbi 6.5.

ARBITRO: Sacchi di Macerata 6.

RETI: 30′ pt Calhanoglu, 31′ st Raspadori, 38′ st Raspadori.

NOTE: serata piovosa, terreno in buone condizioni. Ammoniti:
Djuricic. Angoli: 7-3 per il Sassuolo. Recupero: 1′ pt; 3′ st.

Covid, l’assessore regionale Colla incontra i rappresentanti di acconciatori, estetisti, ristoratori e operatori della moda

Covid, l’assessore regionale Colla incontra i rappresentanti di acconciatori, estetisti, ristoratori e operatori della moda
Vincenzo Colla (Copyright Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore Ballardini Pietro)

“Appena arriveranno i fondi europei per l’assistenza alla ripresa, coinvolgeremo le associazioni imprenditoriali per pianificare un’operazione “ponte” di liquidità finanziaria per le imprese, e aiutarle così a incrociare la ripresa”.

È l’impegno comunicato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, a conclusione dell’incontro che si è svolto questa mattina in viale Aldo Moro, su richiesta del presidente di Cna di Bologna, Valerio Veronesi.

Un incontro cui hanno partecipato i rappresentanti delle categorie degli acconciatori-estetisti, della ristorazione e della moda, che hanno lamentato le difficoltà dovute alla crisi pandemica per le chiusure imposte, in particolare su accesso al credito e ristori. Presente anche il direttore di Cna di Bologna, Claudio Pazzaglia.

I presenti hanno chiesto più attenzione per i rispettivi settori, a partire dalla possibilità di una libera circolazione dei clienti a seguito di prenotazione. Inoltre, hanno chiesto di ridiscutere i protocolli di sicurezza per evitare chiusure in autunno, oltre che organizzare vaccinazioni anti covid per i lavoratori a contatto col pubblico. Durante l’incontro si è parlato anche della possibilità di una gestione “agile” dei pass per vaccinati/tamponati, e del problema delle infiltrazioni criminali che possono approfittare dell’attuale situazione.

Nel sottolineare la grande correttezza verso le istituzioni e il ruolo fondamentale per la tenuta sociale svolto nel corso della pandemia, l’assessore Colla ha ringraziato i presenti e affermato che “la Regione Emilia-Romagna sta dimostrando che la ripresa c’è ed è molto forte, ma polarizzata. Interi settori, i servizi in primis, avranno una ripartenza più lenta e noi abbiamo il dovere di accompagnarli per dare a tutti il diritto di agganciare la ripresa. Al Governo ho chiesto che il prossimo provvedimento ponga attenzione soprattutto a queste attività, concentrandosi sui settori che hanno vissuto la più grande crisi della storia contemporanea”.

“Ovviamente– ha continuato l’assessore- il Paese non può vivere di ristori, pur importanti. Dobbiamo superare l’emergenza dei sostegni a pioggia e garantire invece un accompagnamento finanziario che faccia da ponte rispetto a questi settori più in difficoltà e che potrebbe arrivare a breve con la liquidità del React_Ue”.

Colla ha infine ricordato la lettera scritta al Governo, con cui ha chiesto di prorogare le moratorie sui prestiti, ritenendo tuttavia necessario “anche un intervento per liberare le banche dal blocco della nuova normativa dell’Unione europea sulla centrale rischi, che rischia di far scivolare nella lista dei cattivi pagatori, bloccandone i finanziamenti, tante piccole imprese che hanno attività solo momentaneamente in difficoltà”.

Covid, Coldiretti: stop pratiche sleali ferma speculazioni cibo

Covid, Coldiretti: stop pratiche sleali ferma speculazioni ciboE’ importante lo stop alle aste capestro al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione in un momento proprio in cui è fondamentale difendere la sovranità alimentare del Paese con l’emergenza Covid. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente l’approvazione definitiva del Senato della Legge di Delegazione europea contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nelle filiere agricole e alimentari.

Un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della Gdo non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato. Le vendite sottocosto dovranno ora rispettare una serie di parametri a partire dal semplice superamento dei costi medi di produzione elaborati dall’ Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea).

Ma la legge colpisce anche il meccanismo delle aste al doppio ribasso che provoca forti distorsioni e speculazioni aggravando così i pesanti squilibri di filiera della ripartizione del valore visto che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo.

Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive è tra l’altro previsto – spiega la Coldiretti – si interviene anche sui ritardi di pagamento delle forniture e sulle modifiche non concordate dei contratti, fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti. E’ stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci.

Nel testo approvato è importante – conclude la Coldiretti – la valorizzazione dell’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentare (ICQRF) funzionale al rispetto del funzionamento del mercato e delle filiere per le acquisite competenze in ambito agroalimentare.

Il Pd di Sassuolo: “1000 Grazie Silvano! In Ricordo di Silvano Menabue fondatore dell’Anfass”

Il Pd di Sassuolo: “1000 Grazie Silvano! In Ricordo di Silvano Menabue fondatore dell’Anfass”“Il Partito Democratico di Sassuolo ricorda con riconoscenza l’azione generosa di Silvano Menabue, che ha fondato e fatto crescere, con il suo impegno, una realtà associativa importantissima per la nostra comunità, come l’Anffas. È  grazie al lavoro di persone come Silvano che tante famiglie hanno trovato e trovano spazi di accoglienza e inclusione, e opportunità di relazione. Non ringrazieremo mai abbastanza chi, come Silvano, ci ha lasciato un’eredità così importante”.

(Paolo Piccioli, Segretario PD Circolo di Sassuolo)

 

Danni da gelate, compromessa gran parte della produzione frutticola e vitivinicola dell’intero territorio regionale. Sopralluogo dell’assessore Mammi

Danni da gelate, compromessa gran parte della produzione frutticola e vitivinicola dell’intero territorio regionale. Sopralluogo dell’assessore MammiSono rilevanti i danni delle gelate degli scorsi giorni sulla produzione di ortofrutticola e vitivinicola dell’Emilia-Romagna. E ora, per sostenere gli agricoltori e risollevare il comparto, servono indennizzi e soprattutto una strategia nazionale.

È questo il punto della situazione dopo la visita di ieri nel Comune di Casola Valsenio (Ra) dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, insieme al sindaco, Giorgio Sagrini e agli agricoltori del territorio.

L’assessore si è recato presso alcune aziende zootecniche per verificare i danni provocati dalle gelate che hanno interessato l’Appennino ravennate e tante altre zone regionali e hanno duramente colpito le coltivazioni frutticole e i vigneti compromettendo buona parte della produzione del 2021.

Di fronte a un’emergenza che colpisce il comparto per il terzo anno consecutivo la Regione si è rivolta quindi al ministero delle Politiche agricole per richiedere sostegno e indennizzi economici per gli agricoltori e la riattivazione del tavolo ortofrutticolo nazionale.

“Quello dell’ortofrutta, per il valore economico e sociale che rappresenta, è un settore vitale non solo a livello regionale ma anche nazionale- spiega Mammi-, perché la nostra regione è uno dei cuori pulsanti della produzione e della trasformazione italiana. Sarebbe veramente poco lungimirante non investire e sostenere questo settore che ha tutti i numeri per poter continuare a crescere e a garantire occupazione e sostenibilità”.

L’assessore Mammi ha poi ricordato agli agricoltori presenti durante la visita di aver chiesto al ministero l’attivazione degli indennizzi per il 2021, la richiesta di deroga al decreto legislativo 102, la disponibilità dei 20 milioni di euro che erano stati previsti per le gelate del 2020 e i 70 milioni di euro impegnati per calamità ed emergenze nella legge di Stabilità del dicembre 2020.

Infine, da diversi mesi, è al vaglio del ministero un piano strategico per la frutticoltura promosso dall’Emilia-Romagna in collaborazione con le associazioni agricole, per chiedere la riduzione dei costi di produzione e il sostegno agli investimenti necessari per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la ricerca di nuove tecniche di difesa chimica e biologica, l’attivazione di strumenti per la gestione del rischio, l’incremento della sostenibilità lungo tutta la filiera, la riconversione varietale in funzione delle preferenze di gusto e la promozione delle eccellenze regionali.

“Proprio nei giorni scorsi- conclude Mammi– è giunta la notizia che il Governo italiano ha chiesto e ottenuto uno scostamento di bilancio per 40 miliardi di euro. Ci auguriamo quindi che una parte di queste risorse possa essere destinata all’agricoltura e al settore ortofrutticolo. Come Regione siamo pronti a fare la nostra parte continuando a garantire le risorse regionali e quelle previste dal Piano di sviluppo rurale”.

Nel frattempo, continuano le ricognizioni sulla piattaforma online regionale per raccogliere tutte le segnalazioni dei potenziali danni alle imprese agricole e permettere così una precisa valutazione della situazione sul territorio. L’indirizzo della piattaforma: https://questionari.regione.emilia-romagna.it/643362?lang=it

La Regione raddoppia: contributo fino a 30mila euro a fondo perduto ad altre 346 giovani coppie e famiglie per acquistare o ristrutturare casa in Appennino, per andare a viverci o rimanerci

La Regione raddoppia: contributo fino a 30mila euro a fondo perduto ad altre 346 giovani coppie e famiglie per acquistare o ristrutturare casa in Appennino, per andare a viverci o rimanerci
Barbara Lori (Copyright Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore Ballardini Pietro)

Andare a vivere in Appennino? La Regione rilancia e raddoppia, dando questa opportunità a ulteriori 346 giovani coppie o famiglie che si aggiungono alle prime 341 che si erano già aggiudicate il contributo nella prima graduatoria del Bando Montagna.

Salgono dunque a quasi 700 i nuclei familiari che su tutto il territorioriceveranno circa 30mila euro a fondo perduto per acquistare o ristrutturare un’abitazione in uno dei 119 comuni montani dell’Emilia-Romagna. Età media di poco superiore ai 30 anni, in 9 casi su 10 nuclei con figli: questo il profilo delle nuove famiglie che ottengono l’aiuto regionale, in linea con quelle della prima chiamata.

Una promessa mantenuta grazie a uno stanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro che porta a 20 milioni il totale delle risorse messe a disposizione dal Bilancio regionale: un plafond che mobilita ulteriori investimenti privati attraverso i lavori di ristrutturazione previsti in molti casi.

Per i territori montani una preziosa iniezione di risorse,anche occasione di sviluppo e lavoro, grazie ai cantieri che si apriranno. Anche per questa seconda tranche di domande ammesse a finanziamento, infatti, la gran parte dei lavori saranno affidati a imprese del territorio.

“Di fronte al successo di questa misura, unica nel suo genere nel Paese e citata da molti quale esempio virtuoso, e alle tante domande arrivate e giudicate idonee, ci eravamo subito impegnati a raddoppiare i fondi disponibili e, soprattutto, i beneficiari- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, presentando il provvedimento in videoconferenza stampa-. Lo facciamo a pochi mesi dalla prima tranche, con uno stanziamento rilevante, interamente dal bilancio regionale, e diamo gambe a ciò che avevamo detto rivolti alle tante famiglie e giovani coppie che hanno risposto con entusiasmo alla nostra proposta. Perché sia chiara una cosa: a vincere è la montagna, territorio splendido della nostra regione, con 700 giovani coppie, famiglie o nuclei aiutate nella loro decisione di voler vivere in appennino, o di rimanervi. Abbiamo centrato l’obiettivo, cogliendo un bisogno diffuso. Per questo renderemo strutturale questa misura, finanziandola anche nei prossimi anni. Mi auguro anzi che il Governo possa destinare fondi alle aree montane, sostenendo provvedimenti di questo tipo. Un bisogno che va nella stessa direzione delle nostre politiche di rilancio dei territori montani: un impegno a 360 gradi per promuovere uno sviluppo sostenibile di questa parte così importante del territorio regionale, con l’obiettivo di colmare il divario con la pianura e i grandi centri abitati, perché potremo ripartire più forti di prima solo se ripartiremo tutti insieme”.

“L’impressionante mole di richieste per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa in montagna- osserva l’assessore a Montagna, parchi e forestazione Barbara Lori– sono il segno tangibile che i nostri sforzi per andare incontro alle necessità delle persone e dei territori dell’Appennino hanno colto nel segno.  Abbiamo dato il via un progetto straordinario che mette al centro le giovani coppie e le famiglie, intervenendo in maniera concreta nel loro futuro. Il nostro obiettivo è anche valorizzare e promuovere queste aree scommettendo sulle opportunità che rappresentano in chiave sociale, ambientale ed economica. Il bando ‘Giovani coppie 2020’, che ha messo a disposizione complessivamente 20milioni di euro, ci ha permesso di avviare un percorso virtuoso per il nostro Appennino. Non si tratta ‘solo’ di una casa, ma di un ‘movimento’ che aiuta a contrastare lo spopolamento della montagna. Questo attraverso l’arrivo di nuove famiglie che scelgono di vivere fuori dai centri urbani contribuendo a dare nuova linfa vitale a questi territori e a rafforzare politiche di sostenibilità,a partire dal recupero di parte del patrimonio edilizio esistente”.

 

Il Bando

Uscito lo scorso maggio, con il via a settembre alla presentazione delle domande, il Bando Montagna aveva visto 2.310 domande ammissibili, di cui 341 appunto finanziate a novembre. Un successo e la conferma di un rinnovato interesse per questi territori così preziosi da un punto di vista ambientale, nei quali va scongiurato il rischio di spopolamento e invecchiamento demografico.

Un interesse che la Regione vuole dunque sostenere e accompagnare, perché anche da questo passa la possibilità di uno sviluppo più equilibrato e sostenibile per tutta l’Emilia-Romagna.

Da qui la scelta di scorrere la graduatoria, finanziando una seconda tranche di domande.

 

La fotografia delle domande

Con lo scorrimento della graduatoria vengono finanziate 346 domande per ulteriori 10 milioni di euro (per l’esattezza 9.988.280 euro). Di queste, 167 per l’acquisto di una abitazione, 84 per un intervento di ristrutturazione e 95 per un intervento misto di acquisto e ristrutturazione. L’analisi di questa seconda tranche di domande conferma complessivamente quanto era già emerso per la prima.  Nell’87 % dei casi si tratta di nuclei familiari o monoparentali con figli, nel 13% di single. L’età media continua ad essere bassa, di poco superiore ai 30 anni. Sostanzialmente in linea anche il valore dell’importo medio assegnato, di poco inferiore ai 29 mila euro.

 

Gli interventi per provincia

Su 346 interventi, 26 sono quelli che riguardano i comuni montani della provincia di Piacenza per un importo complessivo dei contributi di 770mila euro; 59 i comuni montani della provincia di Parma per un importo totale di 1.693.830 euro; 54 quelli del Reggiano per 1.527.500 euro; 60 quelli del Modenese per 1.737.550 euro. E ancora: vengono finanziati 59 interventi nell’Appennino bolognese per 1.711.000 euro; 47 nell’Appennino forlivese-cesenate per 1.362.900 euro; 16 in quello Ravennate per 475mila euro e 25 nei comuni montani del Riminese per 710.500 euro.

Considerando anche la prima tranche di interventi, su 687 interventi complessivamente finanziati: 68 nuclei familiari ricevono il contributo in provincia di Piacenza, per un importo complessivo di 1.985.576 euro; 123 in provincia di Parma per un importo di 3.578.580 euro; 124 in provincia di Reggio Emilia per 3.520.916 euro; 112 nel Modenese per 3.285.050 euro; 84 in provincia di Bologna per 2.449.000 euro; 94 in provincia di Forlì-Cesena per 2.765.400 euro; 33 in provincia di Ravenna per 977.061 euro. Infine, 49 gli interventi totali nel Riminese per 1.414.000 euro.

 

Il bando Montagna, le ragioni di un successo

Il successo del Bando Montagna è attestato dall’elevato numero di domande ammissibili: 2.310.  Così distribuite sempre per quanto riguarda la provincia interessata dall’intervento: 129 in quella di Piacenza, 335 in quella di Parma, 297 in quella di Reggio Emilia, 390 in quella di Modena, 624 in quella di Bologna, 99 in quella di Ravenna, 319 in quella di Forlì-Cesena, 120 in quella di Rimini.

Il bando prevede per tutti i beneficiari l’obbligo di trasferire la propria dimora abituale nell’alloggio acquistato o ristrutturato, entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’atto di acquisto o dalla data di ultimazione dei lavori, richiedendo contestualmente la residenza nel comune montano per almeno cinque anni. Tra le finalità – oltre a quella di rilanciare lo sviluppo di questi territori – anche quello di spingere sul recupero del patrimonio edilizio montano con criteri premianti per gli interventi su edifici di valore storico come le case in sasso, situati all’interno di aree di pregio ambientale, oppure dismessi e abbandonati.

I contributi sono a fondo perduto e vanno da un minimo di 10 mila euro, a un massimo di 30 mila euro, comunque non superiori al 50% delle spese sostenute in caso di acquisto dell’immobile e, in caso di ristrutturazione, al 50% dell’importo lavori e alla somma non portata in detrazione fiscale.

Per quanto riguarda la tempistica, il bando prevede la conclusione dell’intervento entro 9 mesi (in caso di acquisto dell’immobile) o di 24 mesi (in caso di recupero, con fine dei lavori).  In particolare, per questa seconda tranche di progetti i termini decorrono dalla data di approvazione della delibera di scorrimento della graduatoria.

Destinatarisono inuclei familiari in cui almeno uno dei componenti (ad esclusione dei figli) sia nato dopo il 1^ gennaio 1980 (età massima 40 anni) e abbia la residenza anagrafica in Emilia-Romagna o comunque svolga un’attività lavorativa esclusiva o principale nel territorio regionale. Tra i requisiti anche l’Isee inferiore a 50mila euro se relativo a un nucleo già formato, e fino a 60 mila per nuclei da formare. Tra le premialità, quelle a favore degli interventi realizzati in comuni montani in cosiddetta fascia 1 e 2 (su tre fasce, quelli più penalizzati sulla base degli indici di reddito, di anzianità e di spopolamento). Punteggi aggiuntivi anche per i nuclei familiari che trasferiscono la residenza da un comune non montano (in particolare se un componente del nucleo ha un lavoro in montagna); per le famiglie con figli conviventi e/o minori; per quelle già residenti, ma con attività lavorativa in altro comune montano.

Per i beneficiari della prima tornata, sono già state avviate le operazioni di rendicontazione delle domande e sono in dirittura d’arrivo le prime erogazioni.

Coronavirus, oggi (21/4) in regione su oltre 27mila tamponi effettuati, 760 nuovi positivi (2,8%), 3.160 i guariti. Calano ancora ricoveri e casi attivi. 23 i decessi

Coronavirus, oggi (21/4) in regione su oltre 27mila tamponi effettuati, 760 nuovi positivi (2,8%), 3.160 i guariti. Calano ancora ricoveri e casi attivi. 23 i decessi
Misurazione tempera (foto di Brancolini Roberto)

I casi di positività oggi sono 760 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.263 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 2,8%. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 360.694.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, le persone dai 75 anni in su e quelle nella fascia d’età 70-74 anni.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.361.309 dosi; 412.086 sul totale sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 355 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 269 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 443 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,2 anni.

Sui 355 asintomatici, 260 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 34 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 13 con gli screening sierologici, 7 tramite i test pre-ricovero. Per 41 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Reggio Emilia con 157 nuovi casi; poi Bologna (89) e Modena(83). Seguono Ravenna (76), Parma (67) e Ferrara (63); quindi Forlì (59), Rimini (57), Cesena (54). Infine, Piacenza, con 39 nuovi casi, e il Circondario Imolese con 16.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.627 tamponi molecolari, per un totale di 4.272.699. A questi si aggiungono anche 10.636 tamponi antigenici rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.160 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 289.471.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 58.533 (-2.423 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 56.130 (-2.364), il 96% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 23 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 79 anni), 3 a Parma (2 donne, di 88 e 93 anni, e un uomo di 91), 2 a Reggio Emilia (entrambi uomini, di 72 e 79 anni), 3 a Modena (tutti uomini, rispettivamente di 78, 80 e 84 anni), 3 a Bologna (un uomo di 52 anni e 2 donne, di 52 e 82 anni, quest’ultima deceduta a Imola), 2 a Ferrara (entrambi uomini, di 57 e 92 anni), 3 nel ravennate (una donna di 90 anni e 2 uomini, di 69 e 85 anni), 2 in provincia di Forlì-Cesena (entrambi uomini, di 78 e 84 anni), 4 nel riminese (un uomo di 70 anni e 3 donne, rispettivamente di 82, 85 e 91 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.690.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 287 (-4 rispetto a ieri), 2.116 quelli negli altri reparti Covid (-55).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 32 a Parma (+2), 31 a Reggio Emilia (+3), 44 a Modena (-4), 76 a Bologna (-6), 12 a Imola (+1), 37 a Ferrara (+2), 12 a Ravenna (+2), 6 a Forlì (-1), 4 a Cesena (invariato) e 22 a Rimini (-2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.571 a Piacenza (+39 rispetto a ieri, di cui 15 sintomatici), 25.385 a Parma (+67, di cui 27 sintomatici), 43.509 a Reggio Emilia (+157, di cui 76 sintomatici), 61.552 a Modena (+83, di cui 38 sintomatici), 77.258 a Bologna (+89, di cui 60 sintomatici), 12.119 casi a Imola (+16, di cui 7 sintomatici), 22.179 a Ferrara (+63, di cui 19 sintomatici), 28.489 a Ravenna (+76, di cui 55 sintomatici), 15.445 a Forlì (+59, di cui 40 sintomatici), 18.076 a Cesena (+54, di cui 37 sintomatici) e 34.111 a Rimini (+57, di cui 31 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni precedenti, sono stati eliminati 7 casi, di cui 6 positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare e uno giudicato non Covid-19.

Ristori regionali: ecco quelli ai gestori, privati e associazioni, delle piscine pubbliche di proprietà dei comuni: in totale 1,5 milioni di euro per 147 impianti

Ristori regionali: ecco quelli ai gestori, privati e associazioni, delle piscine pubbliche di proprietà dei comuni: in totale 1,5 milioni di euro per 147 impiantiPiscine, ecco i ristori regionali per i gestori. Minimo 6.674 euro a impianto, con cifre che salgono a seconda della tipologia, a partire dal numero di vasche e della classificazione (olimpionica o meno). Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha approvato la graduatoria del bando per il trasferimento dei fondi relativi a 147 piscine comunalidell’Emilia-Romagna, inattive o soggette a restrizioni a causa delle misure sanitarie legate al Covid-19.

Ristori per complessivi 1,5 milioni di euro che la delibera destina a 117 Comuni e da questi assegnati ai gestori degli impianti – in gran maggioranza soggetti privati e associazioni, nel resto dei casi gli stessi enti locali – che in questo durissimo periodo hanno dovuto sostenere le spese di gestione delle piscine.
Già avviato l’iter per l’impegno finanziario a favore di ciascun beneficiario.

Per quanto riguarda i contributi per ciascuna provincia, in quella di Bologna sono stati assegnati alle piscine di 23 Comuni 364 mila euro, a Forlì-Cesena 122 mila euro (11 Comuni), a Ferrara 97 mila euro (5 Comuni), a Modena 194 mila euro (16 Comuni), a Piacenza 190 mila euro (19 Comuni), a Parma 199 mila euro (14 Comuni), a Ravenna 100 mila euro (9 Comuni), a Reggio Emilia 179 mila euro (14 Comuni) e a Rimini 57 mila euro (6 Comuni).

“In attesa delle prossime riaperture- afferma Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna- abbiamo voluto sostenere i gestori delle piscine, in difficoltà per lo stato di emergenza. Queste chiusure hanno creato una situazione critica non solo per il blocco dei servizi a migliaia di utenti, ma anche per le esposizioni finanziarie che i gestori stessi hanno dovuto sopportare a fronte di spese necessarie per garantire comunque il buon funzionamento degli impianti. Il nostro impegno per lo sport non si ferma alla stagione di grandi eventi in Emilia-Romagna, lavoriamo perché la pratica sportiva di base sia un diritto per tutti”.

La suddivisione delle risorse finanziarie ai singoli Comuni varia appunto a seconda della tipologia dell’impianto, ovvero se presenti una o più vasche allo scoperto e/o anche al coperto, e se queste siano olimpioniche.
L’impegno della Regione è volto a far sì che non si vanifichi uno degli obiettivi fondamentali del Piano regionale dello Sport, cioè l’incremento della pratica motoria e sportiva e la lotta contro la sedentarietà, in particolare per le fasce d’età più giovani.

Il provvedimento adottato dalla Regione, sotto il coordinamento di Gianmaria Manghi, capo della segreteria politica della Presidenza della Giunta, si aggiunge ad altri già adottati, come l’intervento per sostenere, con uno stanziamento di 3 milioni di euro, le spese di iscrizione dei giovani a corsi, attività e campionati organizzati da associazioni e società sportive dilettantistiche, attraverso l’erogazione di oltre 22mila ‘voucher sport’ alle famiglie.

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