Sospensione a tempo determinato delle forniture di luce e gas per seconde case, case disabitate e negozi chiusi. A chiederlo Consumerismo No profit, associazione dei consumatori che lancia oggi in Emilia Romagna la petizione STACCALABOLLETTA con una raccolta firme sul web.
Oggi, con la crisi sanitaria e i divieti agli spostamenti, i cittadini dell’Emilia Romagna sono costretti a pagare le bollette energetiche sulle seconde case o su immobili disabitati, anche in assenza di consumi – spiega Consumerismo – Lo stesso vale per i negozi che, nonostante le chiusure imposte dal Covid, continuano a pagare le forniture energetiche.
Questo perché su ogni singola bolletta di luce e gas vengono imposti costi, come oneri di sistema e spese di distribuzione e trasporto dell’energia, che incidono sulle fatture anche in caso di consumi pari a zero. Nello specifico, analizza Consumerismo, sia sulla spesa annua per la fornitura di energia elettrica che sul gas, si paga oggi il 19% per la voce “trasporto e gestione del contatore”, mentre gli per oneri di sistema pesano per il 20% sulla voce e per il 4% sul gas.
Famiglie ed esercenti sono così costretti a pagare miliardi di euro all’anno anche senza fruire dei servizi elettricità e gas, e l’unica possibilità per azzerare tale spesa è chiudere definitivamente i contratti, sostenendo i relativi costi imposti dai gestori.
“Con tale petizione chiediamo ad Arera e al Governo di introdurre la sospensione temporanea dei contratti di fornitura dell’energia, al pari di quanto avviene con l’Rc auto – afferma il presidente Luigi Gabriele – E’ un diritto di chi non può recarsi nella seconda casa e degli esercenti che hanno dovuto momentaneamente chiudere il proprio negozio interrompere le forniture di luce e gas e riattivarle in un successivo momento, per non incorrere nei costi fissi in bolletta indipendenti dai consumi. Una possibilità questa che viene garantita dai contatori elettronici (per cui lo Stato ha speso 14 miliardi di euro) grazie ai quali i gestori possono con un semplice click sospendere le forniture su richiesta del cliente. Misura che, se attuata, consentirebbe enormi risparmi a famiglie e commercianti, sempre più impoveriti dalla crisi Covid” – aggiunge Gabriele.
Il 1° aprile è stato approvato dalla Giunta Comunale il nuovo Piano dei Servizi Educativi per la Prima Infanzia, che definisce l’organizzazione dei servizi 0-3 anni di Fiorano Modenese per l’anno educativo 2021/2022.
Confermata la ricettività dei nidi comunali di Via Don Messori e di Piazza XVI Marzo 1978, oltreché dei posti previsti presso i nidi convenzionati, senza alcun aumento delle tariffe. Nell’anno 2021/22 saranno ben 100 i posti totali messi a disposizione. Considerando i bambini già presenti e i nuovi ingressi: 98 nelle strutture comunali e 2 in quella convenzionata, con possibilità di frequenza a tempo pieno o parziale.
I nidi d’infanzia comunali prenderanno avvio nel mese di settembre, e per il mese di luglio è stato confermato anche il centro estivo. Rimandata invece la definizione delle modalità di apertura del Centro per Bambini e Famiglie, che avverrò sulla base delle normative sanitarie che verranno. In base all’andamento dell’emergenza e ai relativi provvedimenti, l’organizzazione dei nidi d’infanzia potrà subire modifiche.
“Pensare al futuro è sempre positivo – afferma l’assessore Luca Busani – ma pensare a quello dei nostri bambini è addirittura un privilegio: l’ultimo anno educativo ha rappresentato una grande sfida, in cui sono stati affrontati cambiamenti e innovazioni senza precedenti, attraverso un impegno costante e diffuso, per garantire la sicurezza di tutti. Le iscrizioni per il prossimo anno si aprono proprio nel bel mezzo di una terribile “terza ondata”, eppure siamo fermamente convinti che sarà possibile affrontarlo nel migliore dei modi possibili, con tutti i servizi necessari e in presenza”.
Le iscrizioni per l’anno educativo 2021/22 saranno raccolte dal Servizio Istruzione a partire da venerdì 9 aprile, esclusivamente tramite mail. Possibilità di iscriversi fino al 30 aprile 2021, scaricando l’apposito modulo nella sezione “Scuola e Nidi” del sito del Comune, o chiedendo direttamente al Servizio Istruzione.
È stata pubblicata nella sezione specifica “Servizio Civile” del sito istituzionale del comune di Sassuolo la graduatoria provvisoria ad esito dei colloqui di selezione del mese di marzo a cura dell’associazione nazionale ASC ASP, con i candidati al servizio civile universale per 4 diverse sedi accreditate del Comune di Sassuolo, per complessivi 9 posti.
Gli esiti delle graduatorie sono provvisori perché in attesa della convalida del competente Dipartimento per le Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale (DPGSCU).
“Nonostante i cantieri abbiano interessato in tempi diversi le due porzioni nord e sud della piazza, e siano stati organizzati in modo da permettere la fruizione da parte dei cittadini di alcune porzioni dell’area, la tensione tra gli operatori commerciali e residenti è altissima” – afferma Macchioni.
“La maggior parte dei negozi, infatti, ha visto diminuire la propria clientela a causa del disagio dovuto a zone pesantemente transennate e dalla mancanza di parcheggi; problemi che hanno interessato in uguale misura anche il carico e lo scarico delle merci.
Commercianti e residenti hanno più volte sottolineato di non voler intralciare lo svolgimento dei lavori, ma lamentano la prolungata durata dei cantieri per le tempistiche non rispettate.
Se è vero che ad oggi i lavori di riqualificazione della Piazza Martiri Partigiani non sono ancora terminati, è altrettanto vero che questa problematica – ribadisce Macchioni – era stata sollevata e messa in evidenza di fronte all’Amministrazione e alla ditta appaltatrice già da tempo da parte nostra.
La scarsa presenza di operai sul cantiere ed una organizzazione del lavoro completamente inesistente, testimoniata dalla nostra partecipazione pressoché quotidiana sul cantiere, preludevano fin dall’inizio quello che si sarebbe verificato a distanza di mesi.
Il susseguirsi di promesse sulle date di fine lavori, fatte forse con troppa leggerezza dall’Amministrazione confidando in modo grossolano nel buon senso dell’impresa, non hanno fatto altro che alimentare nel tempo false speranze nella cittadinanza.
È bene tuttavia ricordare che il termine reale, stabilito da contratto, era stato fissato per il 31 dicembre 2020.
Nella consapevolezza che con l’evoluzione dei lavori alcuni fattori avversi hanno contribuito a rallentare le tempistiche concordate, si è ritenuto opportuno riconoscere all’impresa un periodo forfettario aggiuntivo di 90 giorni come proroga; portando di fatto il termine lavori definitivo al 31 marzo 2021.
A decorrere quindi da questa data – continua Macchioni – riteniamo non sia più possibile escludere la responsabilità della ditta appaltatrice per il prolungarsi dell’accantieramento.
Tuttavia è bene sapere che il contratto d’appalto prevede delle clausole penali come deterrente sui ritardi accumulati, per cui alla ditta appaltatrice, a nostro avviso, dovranno necessariamente essere applicati strumenti sanzionatori nella misura stabilita dal contratto.
Una chiusura prolungata della piazza in un momento già difficile come quello che stanno attraversando i commercianti, è visto come l’ennesima mazzata alla categoria.
A tal proposito, come lista Macchioni, abbiamo voluto proporre all’Amministrazione e alle associazioni di categorie una nostra iniziativa, per garantire che l’importo di questo ritorno economico dovuto ai ritardi, sia reso disponibile a supporto di chi in piazza, e nelle vie limitrofe, ci lavora e ne continua a subire i disagi: parliamo di commercianti sia in sede fissa che ambulanti.
Noi non siamo contro i lavori – conclude Macchioni – ma ci auspichiamo – visto anche il recente cambio di marcia da parte degli operatori sul cantiere – che siano portati a termine nel più breve tempo possibile, agevolando la quotidianità dei cittadini e mantenendo l’obiettivo comune del progetto che deve essere quello di farla rinascere, valorizzandola e migliorandola”.
Da venerdì 9 aprile, 127 chilometri di strade provinciali saranno trasferite ad Anas, con la firma del verbale di consegna tra la Regione e Anas, che ne assumerà la proprietà e la gestione.
Alla Provincia di Modena sarà ceduto invece un tratto di Statale 12 dell’Abetone di circa 25 chilometri, tra il bivio con la strada provinciale 40 a Lama Mocogno e l’innesto con la strada provinciale 324 a Pievepelago, e tre case cantoniere ubicate lungo il tratto stradale.
All’Anas passano la strada provinciale 413 Romana sud, da Modena al confine reggiano a Carpi, la provinciale 468 dal confine ferrarese all’innesto con la provinciale 568 a San Felice, tutta la provinciale 568 da San Felice a Ravarino, la strada provinciale 569 dall’innesto con la provinciale 623 Vignolese, fino al confine bolognese, l’intera provinciale 623 Vignolese da Modena a Bologna; viene inoltre ceduto il tratto della Modena-Sassuolo da Baggiovara a Casinalbo di competenza provinciale; in Appennino saranno trasferite la provinciale 40 di Vaglio a Lama Mocogno e la sua prosecuzione sulla provinciale 324 fino a Pievepelago.
Il trasferimento delle strade comporterà una riduzione complessiva dei chilometri in gestione alla Provincia dagli attuali 1.026 a 928. Ad eccezione della provinciale 40 e del tratto di Modena-Sassuolo, tutte le altre arterie sono di proprietà provinciale dal 2001, mentre in precedenza erano di competenza Anas.
Sereno o poco nuvoloso per il transito di nubi alte e stratificate. Temperature minime pressoché stazionarie, comprese tra 1 e 3 gradi nei centri urbani e con valori inferiori di qualche grado in aperta campagna, con possibilità di locali gelate. Massime in aumento, intorno a 15/16 gradi e con valori leggermente inferiori lungo la costa. Venti inizialmente deboli occidentali, tendenti a ruotare da sud-ovest e a rinforzare sui rilievi e zona pedecollinare. Mare poco mosso al mattino, temporaneamente mosso tra pomeriggio e sera.
Previsto per sabato 17 aprile, dalle 9 alle 13, il workshop online intitolato “Il desiderio di scrivere storie” tenuto da Diego Fontana. L’appuntamento è gratuito e aperto a tutti, ma è dedicato soprattutto a chi – per lavoro o per hobby – cerca strumenti per imparare a raccontare storie, quindi: autori, videomaker, comunicatori, copywriter, appassionati di cinema e di lettura. Le iscrizioni sono già aperte, attraverso la mail info@casacorsini.mo.it
Guidati da maestri come Campbell, Vogler e McKee, si affronteranno draghi di carta ed eroi del cinema, per cominciare a comprendere cosa sia davvero una storia e da quali meccanismi viene governata, cercando di trarre strumenti utili a costruire le proprie narrazioni. Il workshop è proposto dal Comune di Fiorano, Associazione Lumen e Bla – Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico di Fiorano.
Che cosa sono davvero le storie? Perché desideriamo guardare serie tv, leggere racconti, ascoltare podcast? Un workshop dove scoprire le strutture più antiche e profonde della narrazione e il suo indissolubile legame con il concetto di desiderio. Perché ogni storia inizia dove emerge un desiderio. Si varcherà così la soglia del mondo immaginario per avventurarsi in un viaggio alla ricerca della chiave magica che apre la serratura di ogni narrazione possibile.
Diego Fontana inizia come copywriter per le multinazionali della comunicazione Lowe Pirella e successivamente Saatchi & Saatchi. È stato collaboratore e co-autore di programmi per Rai e Sky, ideati dal campione di volley Andrea Zorzi. Insegna copywriting e progettazione visiva all’Istituto Europeo di Design, nelle sedi di Firenze e Torino, tecniche pubblicitarie presso IULM Milano, ed è docente IFOA Reggio Emilia. Tra le sue pubblicazioni: il romanzo di viaggio Sui Passi di Francesco e il saggio breve L’atlante delle parole, entrambi per Ediciclo Editore, e i manuali Digital Copywriter e SCREEN – Scrivere video per comunicare – per FrancoAngeli.
“Esprimo pieno sostegno all’ipotesi di mediazione sul riparto del Fondo europeo agricoltura e sviluppo rurale (Feasr) per il biennio di transizione 2021-2022 avanzata dal ministro delle Politiche agricole e alimentari, Stefano Patuanelli. Si tratta di una proposta equilibrata che prevede l’applicazione di criteri oggettivi a vantaggio dell’intero Paese e nell’esclusivo interesse delle imprese agricole italiane”.
Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, motiva la sottoscrizione, insieme ai colleghi di altre 12 Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, della lettera inviata allo stesso ministro Patuanelli e al commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, in appoggio al piano di ripartizione delle risorse europee per lo sviluppo rurale messa a punto dagli uffici del Mipaaf.
La proposta avanzata dal ministro italiano alle Regioni e Province autonome prevede l’introduzione nel 2021 di un 30% di criteri oggettivi e il mantenimento del 70% dei parametri storici, per poi ribaltare le stesse percentuali nel 2022, ovvero un 70% di criteri oggettivi e un 30% di parametri storici.
Tra i parametri utilizzati per l’ipotesi di suddivisone dei fondi comunitari, condivisa dal maggior numero di territori, spiccano tra l’altro il numero di aziende agricole, la Plv (Produzione lorda vendibile), la Sau (Superficie agricola utilizzata), oltre a quella forestale.
“Siamo tra le Regioni italiane più virtuose nell’utilizzo delle risorse europee-conclude Mammi-. Dagli inizi della programmazione al 10 marzo scorso avevamo già erogato alle imprese agricole oltre 840 milioni di euro, il 72% della disponibilità complessiva del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, che per l’Emilia-Romagna equivale a circa 1,2 miliardi di euro. Così facendo abbiamo rispettato, con ben 10 mesi di anticipo, la scadenza per pagare le risorse avute in assegnazione. Si tratta ora di proseguire in questa direzione con la stessa determinazione e con il senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue”.
Insieme a Mammi hanno sottoscritto la lettera al ministro Patuanelli e al commissario Ue Wojciechowski gli assessori all’Agricoltura di altre 12 Regioni (Veneto, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna e Toscana) e delle due Province Autonome di Trento e Bolzano.
E’ importante aver ottenuto il taglio del costo del lavoro ma occorre rafforzare le misure di sostegno all’agricoltura nei settori che hanno avuto perdite più rilevanti come quello dell’allevamento, dell’agriturismo, del vino e della birra ma anche promuovere l’economia circolare a favore del biogas.
E’ quanto ha chiesto la Coldiretti all’audizione sul Dl Sostegni alla Commissione Bilancio del Senato proprio in occasione della diffusione dei dati Istat dai quali emerge che più di quattro aziende agricole su dieci (40,8%) non hanno ricevuto alcun tipo di sostegno economico. La Coldiretti ha chiesto anche la proroga della sospensione delle rate di mutui bancari ed ha formulato al Ministero delle Politiche Agricole una proposta per il riparto del fondo filiere, a favore dei settori più danneggiati.
Pronti al rientro. Da domani, mercoledì 7 aprile, anche in Emilia-Romagna riaprono nidi e materne, e si torna in aula fino alla prima media (inclusa), come stabilito dal Governo.
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato un’ordinanza, che recepisce l’aggiornamento del protocollo per la gestione di casi Covid-19 confermati in ambito scolastico in aree a elevata prevalenza di varianti del virus, misure anticipate nei giorni scorsi.
“Siamo pronti a riaprire dopo un lavoro di condivisione che aveva l’obiettivo di creare le condizioni di sicurezza necessarie- sottolineano la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, e gli assessori regionali alla Scuola e alle Politiche per la Salute, Paola Salomoni e Raffaele Donini-. Misure che abbiamo presentato ai sindacati e sulle quali ci siamo confrontati con l’Ufficio scolastico regionale. Inoltre, stiamo proseguendo a vaccinare il personale scolastico, grazie alla preziosa collaborazione con i medici di base, un traguardo che vogliamo centrare al più presto. È però importante che la guardia non venga abbassata. Per questo, alla vigilia del rientro nelle aule, ci appelliamo a tutti affinché i comportamenti siano i più prudenti e cauti possibili, nel pieno rispetto delle regole di sicurezza e prevenzione”.
Le misure contenute nell’ordinanza
Modalità di contact tracing, tempi per la quarantena, modalità di riammissione a scuola, vaccinazione anti-Covid, misure aggiuntive di contenimento del contagio: allegate all’ordinanza ci sono le indicazioni per un rientro in piena sicurezza.
Sono allo studio da parte della Regione misure specifiche di sostegno destinate ai servizi educativi per l’infanzia e la scuola materna, per cui è già convocato il tavolo di monitoraggio sulle riaperture dei servizi educativi per l’infanzia (0-6 anni) con enti gestori pubblici e privati e organizzazioni sindacali.
Confermata anche l’impossibilità di svolgere lezioni di educazione fisica al chiuso, fatta eccezione per i licei ad indirizzo sportivo, e lezioni di canto e di musica con strumenti a fiato, fatta eccezione per i licei musicali.
L’ordinanza ha validità fino al 30 aprile. In questo periodo, in caso di passaggio della regione in fascia arancione, le misure previste saranno valide anche per il ritorno in presenza di altre classi fino al ciclo completo delle superiori.
Più controlli
Priorità al completamento della vaccinazione per tutti i lavoratori del mondo della scuola. Essa riguarda il personale educativo, insegnante, ausiliario e ai collaboratori a vario titolo coinvolti nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, con la possibilità per il personale scolastico assistito in altra regione di essere comunque vaccinato in Emilia-Romagna.
Confermata la campagna di screening in farmacia per alunni, familiari e per lo stesso personale scolastico, con la possibilità per tutti loro di effettuare gratuitamente tamponi rapidi.
Confermata la possibilità di maggiori controlli. Le Aziende sanitarie potranno effettuare interventi rapidi per la limitazione e il contenimento di focolai scolastici, lì dove dovessero nascere. Svolgeranno poi azioni preventive di controllo, d’intesa con i dirigenti scolastici, con l’effettuazione di tamponi a campione, su base volontaria.
Tale azione preventiva riguarderà in particolare i comuni o territori con alta incidenza di nuovi casi ogni 100mila abitanti: qui vi potrà essere un’estesa azione di screening in ambito scolastico utilizzando test antigenici molecolari sempre su base volontaria.
La circolazione del virus in Emilia-Romagna: per l’88% è variante inglese
L’attività regionale di sorveglianza sulla diffusione di varianti del virus SARS-CoV-2 ha documentato la crescente presenza in Emilia-Romagna della variante “VOC 202012/01, Regno Unito”, che è divenuta al momento prevalente rispetto al ceppo virale originario. Dall’ultima indagine effettuata su indicazione del ministero della Salute, la prevalenza di varianti in Emilia-Romagna è risultata complessivamente del 96,5% rispetto al virus originale (88% per la variante VOC 20212/01).
La variante VOC 20212/01 ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità (superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti), che si traduce in un maggior numero assoluto di infezioni, determinando un incremento anche nel numero di casi gravi con conseguente impatto sui sistemi sanitari.
È necessario, quindi, rafforzare le attività di tracciamento e gestione dei contatti dei casi Covid-19. Anche per questo, le persone contagiate, e per questo sottoposte a isolamento, divenute asintomatiche e trascorsi i 14 giorni previsti, potranno rientrare a scuola dopo aver effettuato il tampone che sancisca la negatività. In caso di positività effettueranno un ulteriore tampone al 21esimo giorno.
Potranno invece rientrare dopo 14 giorni con tampone negativo, le persone in quarantena perché contatti di positivi, ovviamente in assenza di sintomi e a seguito della comunicazione di fine quarantena rilasciato dalla Ausl. Per coloro che rifiuteranno di sottoporsi a tampone la quarantena durerà fino al 21esimo giorno.
Oggi in Emilia-Romagna si sono registrati 791 casi di positività in più rispetto a ieri, su un totale di 13.003 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in regione sono stati registrati complessivamente 345.196 casi di positività.
La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6,1%, comunque poco indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che nei giorni festivi sono in numero inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, sempre nei festivi, in particolare quelli molecolari vengono disposti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 75 anni in su; proseguono le vaccinazioni anche per il personale scolastico e le forze dell’ordine. Nessunapausa, infatti, anche durante le festività pasquali: gli operatori sono stati attivi, domenica, giorno di Pasqua, e ieri, lunedì dell’Angelo.
Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.
Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 966.150dosi; sul totale, 310.718 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 327 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 272 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 344 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43anni.
Sui 327asintomatici, 178 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 14 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 121 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 258 nuovi casi e Modena (179); poi Reggio Emilia (108), Cesena (71), Ravenna (43), Piacenza (41), Forlì (33), Rimini (22). Seguono le province di Ferrara (16), Parma (14) e Circondario imolese (6).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione è disponibile al link https://bit.ly/3unNflx e contiene anche i dati di contagio in ambito scolastico. In particolare, i dati sono relativi a tutti i contagi che, sul territorio regionale, hanno interessato, a partire dal 14 settembre 2020, inizio delle scuole, fino al 4 aprile 2021, rispettivamente studenti/alunni e docenti/operatori scolastici di servizi educativi 0-3 anni, scuole per l’infanzia, scuole primarie di I grado, scuole secondarie di I e II grado. Oltre al numero assoluto, è anche indicata la percentuale dei casi positivi rispetto a tutti i casi di positività registrati in Emilia-Romagna nello stesso periodo. Infine, una tabella fotografa la situazione contagi in ambito scolastico nel periodo 22 marzo- 4 aprile 2021, nel quale si sono registrati 1.703nuovi casi fra bambini e studenti/alunni dai servizi 0-3 anni alle superiori e 141 nuovi casi fra docenti e personale scolastico.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 8.434tamponi molecolari, per un totale di 4.066.564. A questi si aggiungono anche 4.569tamponi rapidi.
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.066 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 262.117.
I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 70.890 (-1.313 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 67.317 (-1.372), il 95% del totale dei casi attivi.
Purtroppo, si registrano 38nuovi decessi: 2 in provincia di Piacenza (entrambe donne, di 83 e 96 anni); 5 nel parmense (tre donne di 75, 86 e 93 anni e due uomini, di 70 e 84 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (due donne di 74 e 88 anni; due uomini, entrambi di 83 anni); 5 nella provincia di Modena (una donna di 83 anni, e 4 uomini, rispettivamente di 66, 92, 96 e 97 anni); 5 nella provincia di Bologna (una donna di 62 anni e 4 uomini: 61, 73, 77 e 84 anni); 5 nella provincia di Ferrara (tre donne di 78, 81 e 93 anni, e due uomini di 73 e 92 anni); 6 in provincia di Ravenna (una donne di 88 anni, e 5 uomini di 45, 79, 80 e due di 81 anni); 5 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 87 anni, e 4 uomini, rispettivamente di 69, 76, 79 e 88 anni). Nessun decesso nella provincia di Rimini. Infine, si segnala il decesso di una donna di 84 anni diagnosticata dall’Ausl di Modena ma residente in provincia di Mantova.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.189.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 367 (+1 rispetto a ieri), 3.206 quelli negli altri reparti Covid (+58).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (-1), 32 a Parma (+2), 33 a Reggio Emilia (+2), 65 a Modena (-2), 101 a Bologna (-2), 20 a Imola (numero invariato rispetto a ieri), 41 a Ferrara (+1), 18 a Ravenna (-1), 12 a Forlì (+1), 6 a Cesena (invariato) e 30 a Rimini (+1).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 21.998 a Piacenza (+41 rispetto a ieri, di cui 32 sintomatici), 24.013 a Parma (+14, di cui 7 sintomatici), 41.480 a Reggio Emilia (+108, di cui 61 sintomatici), 59.068 a Modena (+179, di cui 123 sintomatici), 74.456 a Bologna (+258, di cui 121 sintomatici), 11.778 casi a Imola (+6, di cui 4 sintomatici), 21.027 a Ferrara (+16, di cui 6 sintomatici), 27.077 a Ravenna (+43, di cui 27 sintomatici), 14.320 a Forlì (+33, di cui 26 sintomatici), 17.209 a Cesena (+ 71, di cui 51 sintomatici) e 32.770 a Rimini (+22, di cui 6 sintomatici).
Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 3 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.
“Ora è necessario prorogare la moratoria di prestiti, mutui e finanziamenti per imprese e titolari di partite Iva fino al 31 dicembre 2021 e dilazionare ulteriormente la restituzione del debito”.
È quanto chiesto dalla Regione, con una lettera dell’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, inviata al ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in cui si invita il Governo ad affrontare la questione della liquidità di imprese e famiglie nel prossimo scostamento di bilancio.
Secondo i dati diffusi a metà febbraio, a livello nazionale le domande di adesione alle moratorie su prestiti sono oltre 2,7 milioni per un valore di circa 300 miliardi, le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le Pmi ammontano a 136,8 miliardi, mentre i finanziamenti concessi attraverso Garanzia Italia arrivano a 21,2 miliardi. In Emilia-Romagna sono dunque interessate decine di migliaia di imprese e famiglie.
“L’ultima legge di Bilancio ha portato la sospensione del pagamento delle rate di prestiti e linee di credito fino alla fine di giugno 2021– scrive l’assessore Colla-. Purtroppo la situazione pandemica rimane ancora molto complessa e il Paese resterà in zona rossa o arancione fino alla fine di aprile, con le conseguenti chiusure di numerose attività economiche. Di fronte alle difficoltà, destinate dunque a perdurare e acuirsi, di tante micro, piccole e medie imprese e famiglie, nonché alle prospettive di recupero incerte, è fondamentale prevedere fin da ora un intervento che alleggerisca il peso creditizio. Per questo ritengo necessario che il Governo consideri un ulteriore allungamento dei termini delle moratorie e dei piani di ammortamento dei prestiti”.
“Dobbiamo evitare l’effetto precipizio a fine giugno- spiega l’assessore-, perché non è pensabile che all’abbassamento della curva dei contagi corrisponda come d’incanto l’innalzamento di quella della crescita. Serve un intervento che possa accompagnare imprese e famiglie fuori da questa fase pandemica e le aiuti a intercettare la ripresa quale diritto da garantire a tutti. Le imprese sono indispensabili per gestire la ripartenza e dobbiamo metterle nelle condizioni di farlo con i lavoratori al loro interno, perché senza questi ultimi muore tutta l’economia. È pertanto fondamentale che il Governo integri le giuste misure di ristoro e di sostegno ai redditi anche con interventi rivolti ad aziende, professionisti e famiglie indebitati con il sistema bancario”.
Prosegue il leggero calo del numero di nuovi casi e, pur di lieve entità, della percentuale di positività. Nell’ultima settimana il numero di ricoverati giornalieri mostra un dato altalenante, comunque al di sotto del picco massimo del 22 marzo scorso, con una tendenza alla diminuzione rispetto alla fine di marzo.
Situazione dei posti letto a lunedì 5 aprile
Sono 510 i pazienti Covid positivi ricoverati, a lunedì 5 aprile, negli ospedali modenesi. Di questi, 292 sono ricoverati presso gli ospedali gestiti dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria (Policlinico e Baggiovara), 154 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 64 all’Ospedale di Sassuolo Spa.
Nell’ultima settimana la curva relativa ai ricoveri ha mostrato una tendenza alla flessione, sebbene i numeri si mantengano ancora elevati.
ANDAMENTO GENERALE
Tamponi
Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino ad oggi (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 563mila tamponi. Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 5 aprile (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 58.889 (erano 57.089 lo scorso 30 marzo).
Casi
Al 5 aprile, in provincia di Modena erano accertati 6194 (erano 7413 il 29 marzo, -16%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 5684 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 510 ricoverati.
Ricoveri totali
Al 5 aprile erano 510 (erano 575 il 29 marzo, -11%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 292 pazienti covid positivi, 154 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 64 all’Ospedale di Sassuolo Spa.
Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)
Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, risultano occupati 67 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.
Persone in isolamento domiciliare
Al 5 aprile (ultimo dato disponibile) erano in isolamento 8.149 (erano 9.746 il 29 marzo, -16%) persone. In particolare:
· 5684 (erano 6838) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 40 sono accolti presso l’hotel Tiby e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
· 2465 (erano 2908) contatti stretti di casi accertati in isolamento.
Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.
Sul fronte delle USCA, nell’ultimo periodo di rilevazione (22 – 28 marzo 2021) le 13 Unità speciali di continuità assistenziale (di cui una pediatrica) attive in provincia hanno assistito 461 pazienti per un totale di 133 medici coinvolti.
Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 31 marzo)
Al 31 marzo sono stati eseguiti in totale 210.253 test sierologici di cui 13.163 con esito positivo.
L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.
Al 31 marzo sono state testate, almeno una volta, 133.560 persone di cui il 7,2% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino a massimi registrati nei mesi di gennaio (8,0%) e febbraio (19,1%)
Questi dati confermano quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.
Nelle scuole della Regione si continua a mangiare biologico. Un servizio di qualità che premia la salute degli studenti e l’economia delle famiglie.
Per il terzo anno consecutivo, infatti, l’Emilia-Romagna è – davanti a Liguria e Lombardia – la regione che si aggiudica la quota più alta prevista dal Fondo per le mense scolastiche biologiche: 1milione e 471mila euro di risorse su 5 milioni di euro complessivi.
La Giunta regionale ha approvato, con un provvedimento, la ripartizione dei fondi – relativi all’annualità 2020 – trasferiti dal ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali alle amministrazioni locali che offrono il servizio di refezione scolastica biologica.
Si tratta di risorse che servono a coprire le maggiori spese sostenute per l’erogazione dei pasti bio senza aumentare il costo della refezione scolastica a carico delle famiglie.
“Siamo la prima Regione in Italia per numero di pasti bio distribuiti nelle mense scolastiche e questo primato ci ricompensa dell’impegno con cui da anni sosteniamo i principi dell’agricoltura biologica e l’utilizzo di prodotti sani, non solo sulle tavole dei cittadini, ma anche nella ristorazione collettiva pubblica- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Queste risorse sono fondamentali per aumentare sempre più la qualità del servizio senza incidere sull’economia delle famiglie, ma soprattutto per continuare a promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alla propria alimentazione”.
La ripartizione del Fondo in Emilia-Romagna
Gli importi, che ammontano a 1 milione e 471mila euro corrispondenti a circa 8 milioni di pasti erogati nel 2020, sono calcolati in base al numero di beneficiari del servizio di ristorazione scolastica in ciascun ambito territoriale e relativi alle stazioni appaltanti che gestiscono le mense scolastiche biologiche, in possesso dei requisiti previsti dal decreto ministeriale.
Le amministrazioni locali e le imprese destinatarie
Questa la ripartizione dei fondi sul territorio regionale destinati alle amministrazioni che offrono il servizio di refezione scolastica biologica. Nel parmense al Comune di Sorbolo Mezzani (Pr) vanno 15mila euro; nel modenese arriveranno 24mila euro per il Comune di Fiorano Modenese e oltre 49mila euro a Formigine; nel bolognese 651mila euro sono destinati al Comune di Bologna, oltre 75mila euro a Casalecchio di Reno (Bo), oltre 32mila euro a Medicina (Bo) e 69mila euro a Solaris srl, la stazione appaltante per i Comuni di Sasso Marconi e Ozzano dell’Emilia. Ancora, al Comune di Ferrara sono destinati circa 130mila euro. In Romagna andranno arriveranno quasi 120mila euro al Comune di Cesena (Fc), 132mila euro al Comune di Rimini, oltre 14mila euro al Comune di Coriano (Rn), più di 15mila euro a San Giovanni in Marignano (Rn) e oltre 143mila euro all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna (Ra).
Riqualificazione di piazze e spazi pubblici, luoghi di aggregazione, strutture sanitarie; interventi per migliorare, rendere più sicuri e funzionali scuole ed impianti sportivi. Recupero di edifici storici e di interesse culturale. Manutenzione straordinaria della viabilità.
Parte il Programma di investimenti per i territori appenninici delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e per le areeinterne del Basso Ferrarese: 14,7 milioni di euro stanziati direttamente dal bilancio regionale – e che potranno coprire fino al 95% del costo dell’intervento – per sostenere la ripartenze di aree che per le loro caratteristiche geografiche, fisiche, socio-economiche rischiano di pagare un prezzo particolarmente alto alla pandemia.
Centocinque i Comuni coinvolti in 83 progetti dei quali un terzo già cantierabili per un investimento pubblico complessivo di quasi 27 milioni di euro.
Si completa così il “Programma straordinario per i territori colpiti dalla pandemia e aree montane e interne” sostenuto dalla Regione con uno stanziamento complessivo di 40 milioni di euro di cui 26 già assegnati ai Comuni delle province di Piacenza e Rimini e al comune di Medicina, nel Bolognese – ex zone rosse durante la prima ondata pandemica del 2020 -: qui sono già stati sostenuti 116 interventi, per un investimento generato di 35 milioni. L’attuazione del Programma, come previsto dalla Legge regionale 5/2018, si basa su un processo di co-decisione con i territori e con gli Enti locali, beneficiari delle risorse regionali, per identificare interventi in grado di innescare processi di sviluppo locale a beneficio dei territori e delle comunità. Complessivamente, compresa la quota di co-finanziamento degli enti locali, i 40 milioni regionali portano a uninvestimento totale di 62 milioni di euro e all’avvio di 200 cantieri.
Puntare sulla crescita sostenibile, dunque, e creare concrete opportunità lavoro, migliorando allo stesso tempo la rete dei servizi e rispondendo ai bisogni delle comunità locali.
Presentato oggi a Bologna in videoconferenza stampa dalla assessora regionale alla Montagna, aree interne e programmazione territoriale, Barbara Lori, insieme al sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, il pacchetto di interventi è stato messo a punto in pochi mesi grazie alla stretta collaborazione tra la Regione e le stesse amministrazioni locali.
“Sono molto soddisfatta dell’esito del percorso intrapreso dai Comuni, sia singolarmente, sia in forma associata, che già nella fase di confronto nell’ambito delle Conferenze territoriali provinciali hanno saputo cogliere, con spirito costruttivo e solidale, le sollecitazioni della Regione – sottolinea l’assessora Lori -. Sono così riusciti a dare il proprio contributo nell’elaborazione di progetti fondamentali per il territorio, che aumentano la capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini, in chiave d’implementazione dei servizi essenziali e potenziamento delle infrastrutture”.
“Con questi interventi lavoriamo per ridurre quella distanza tra centro e periferia e le distanze socioeconomiche fra territori che con la pandemia rischiano invece di aumentare – spiega il sottosegretario Baruffi -. Investire è condizione fondamentale per promuovere uno sviluppo di qualità, sostenibile e inclusivo per tutta l’Emilia-Romagna anche per essere pronti alla ripartenza non appena ci saremo lasciati alle spalle questi mesi molto duri”.
I progetti e le risorse per provincia
Sono 16 i progetti che interessano la montagna parmense per un contributo di 2 milioni e 490 mila euro; 11 quelli nel Reggiano grazie a uno stanziamento di 1 milione e 242 mila euro. Nell’Appennino modenese sono stati concessi 1 milione e 922 mila euro di contributi per 13 interventi, mentre in provincia di Bologna ne sono stati finanziati 22 con 4 milioni e 295 mila euro. Nel Forlivese-Cesenate gli interventi sono 11 a fronte di un contributo di 1 milione e 871 mila euro. Nel Ravennate è previsto un intervento per 456.209 euro. Infine, 9 interventi nell’area interna del Basso Ferrarese: 2 milioni e 449mila euro il contributo.
La tabella di marcia
Il percorso seguito ha visto la convocazione a settembre scorso delle Conferenze territoriali – una per ogni provincia interessata, con lo scopo di evidenziare le necessità dei singoli territori –, seguite a novembre dall’apertura del bando per la raccolta dei progetti. Già dalle prossime settimane è prevista la partenza degli interventi la cui attuazione dovrà avvenire entro il dicembre 2022. A poco più di sei mesi dall’atto di indirizzo votato all’unanimità in Assemblea legislativa, grazie a due bandi per complessivi 40 milioni di euro, entra dunque nella fase operativa uno dei provvedimenti voluti dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini per le aree più fragili e più duramente messe alla prova dalla pandemia.
I settori di intervento
Ottantatrè domande per 105 Comuni interessati. Un po’ meno della metà delle amministrazioni ha scelto una delle forme di aggregazione incentivate dal bando, o attraverso la designazione di un Comune capofila, o con la presentazione dei progetti da parte delle Unioni di Comuni, oppure presentando un piano di sviluppo dell’ambito dell’Unione di appartenenza. Quasi la metà delle domande propongono investimenti in ristrutturazione, adeguamento sismico e di accessibilità di edifici pubblici, spazi collettivi, anche sanitari, spazi di aggregazione urbani. Un terzo è dedicato alla ciclabilità, al decoro e qualità urbana, agli spazi (parcheggi, accessi sicuri) a servizio di edifici pubblici e scuole. Un quarto è destinato alla manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di strade comunali. Non mancano progetti per la riqualificazione di edifici storici e di interesse culturale.
Continuano i controlli delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) a Formigine sul corretto conferimento dei rifiuti e non solo. Nei primi tre mesi del 2021 sono stati svolti come da convenzione vigente con il Comune varie attività, con compiti di attività ispettiva sui rifiuti abbandonati in prossimità dei cassonetti, che hanno permesso di elevare 45 verbali per conferimento scorretto al di fuori degli spazi deputati, per omessa raccolta differenziata, nonché per migrazione abusiva di rifiuti con cittadini non residenti che hanno valicato i confini comunali per conferire scorrettamente i rifiuti in altro comune differente dal proprio.
Ai controlli in tema di rifiuti si aggiungono i controlli nei parchi e la vigilanza venatoria, nonché servizi di ausilio e assistenza alla popolazione per l’emergenza pandemica in supporto alla Polizia Locale. Le GEV impiegate sono quindi sei complessivamente con l’ausilio di due autoveicoli del corpo provinciale: grazie a tre uscite settimanali, con una media di 50 km percorsi ad ogni uscita, ammontano a oltre 1300 le ore di servizio complessive da inizio anno delle Guardie Ecologiche Volontarie sul territorio del Comune di Formigine. Nell’ambito poi del progetto Formigine Extrapulita, si prevede di ampliare l’intervento delle GEV con nuove attività di tutela ambientale, con particolare riferimento a censimento e controllo di abbandono dei rifiuti sul forese in cui insistono casolari abbandonati, in collaborazione con la Polizia Locale a cui rimane in capo la parte di sicurezza. Queste nuove iniziative sono orientate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 che prevede partnership associative anche per responsabilizzare le comunità locali in tema di consumo sostenibile e produzione di rifiuti.
I carabinieri del reparto operativo di Modena, in collaborazione con la Digos, in merito al pacco consegnato ieri a casa del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, avrebbero denunciato due persone. Nel fascicolo aperto dalla Procura di Modena i due sarebbero iscritti nel registro degli indagati per molestia aggravata. Il pacco, con un foglio con scritto ‘Frode Covid’, conteneva cartacce e pannolini sporchi. I fatti al momento non sembrerebbero ricollegabili a contesti violenti, ma continuano le indagini coordinate dalla Procura per una completa ricostruzione dei contorni del gesto.
L’Azienda sanitaria ricorda che tutte le figure professionali del mondo della scuola indicate nella sezione dedicata del sito Ausl www.ausl.mo.it/vaccino-covid-personale-scolastico possono vaccinarsi, autocertificando la propria condizione.
Sono oltre 11.800 gli appartenenti a questa categoria che sono stati vaccinati. Mentre gli insegnanti residenti e con medico in provincia possono farlo dal proprio Medico di medicina generale, l’Ausl ha predisposto anche il percorso per il personale scolastico che, pur lavorando nel territorio modenese, non rientra in queste condizioni (e che dunque non è residente e non è assistito da un Medico di medicina generale in provincia di Modena).
Si può accedere alla vaccinazione presentandosi al Punto Vaccinale di Modena (Hangar 3 ex Aeronautica Militare, Strada Minutara, 1) esclusivamente nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 20 alle 21.
Per accedere al Punto Vaccinale ed effettuare la vaccinazione è necessario presentarsi muniti di:
In questi giorni di festività non si è interrotta l’attività amministrativa dell’Azienda USL di Modena legata all’organizzazione delle vaccinazioni per le diverse categorie. E’ stato ulteriormente sviluppato il percorso per le persone definite “estremamente vulnerabili”: individuate dal Comitato scientifico nazionale (Cts) attraverso un confronto con società scientifiche di riferimento, si tratta di persone con specifiche patologie valutate come particolarmente critiche, poiché correlate al tasso di letalità associata a Covid-19 per danno d’organo preesistente o compromessa capacità di risposta immunitaria all’infezione da SARS-CoV-2.
La programmazione della prenotazione coinvolge diverse migliaia di cittadini sul territorio provinciale (oltre 40.000). Sono già state vaccinate oltre 8.600 persone vulnerabili per patologia, mentre sono 20mila quelle che hanno ricevuto, tra venerdì scorso e oggi, l’sms dell’Azienda sanitaria che informa sulle modalità di prenotazione dell’appuntamento. Un ulteriore invio di 10mila sms è stato programmato per domani, in modo da diluire il carico di persone che accedono ai canali, anche in relazione ai quantitativi di vaccino disponibili. Per tutti coloro che sanno di rientrare tra gli aventi diritto, è comunque già possibile fissare l’appuntamento.
Come prenotare
In questi giorni è in corso l’invio di un sms informativo, da parte dell’Ausl, alle persone appartenenti alla categoria degli “estremamente vulnerabili”.
È già possibile prenotare la vaccinazione scegliendo tra uno dei seguenti canali:
Farmacie private e comunali della provincia di Modena
Corner salute presenti in numerosi punti vendita Coop Alleanza 3.0 della provincia di Modena
Telefono: 059 2025333 da lunedì a venerdì dalle 8:00 alle 18:00 e il sabato dalle 8:00 alle 13:00
Come fare per sapere se si rientra nelle categorie
L’elenco delle patologie è disponibile alla pagina http://www.ausl.mo.it/vaccino-covid-estremamentevulnerabili. Può accadere che, al momento della prenotazione, il proprio codice fiscale non sia ancora inserito nell’elenco di “estremamente vulnerabili” aventi diritto al vaccino e dunque non si riesca a prenotare subito l’appuntamento.
Nel corso di tutto il mese di marzo l’Ausl ha lavorato per perfezionare l’elenco delle persone inserite in questa fascia, a partire dai dati forniti a livello regionale e per produrre una reportistica per consentire ai Medici di medicina generale di verificare se un assistito è compreso in questo elenco e di segnalare eventualmente ulteriori nominativi. Il codice fiscale sarà poi immesso nel sistema per la prenotazione (l’operazione potrà richiedere alcuni giorni di tempo, è consigliabile attendere 7 giorni prima di accedere nuovamente ai canali di prenotazione).
Ci potranno essere, infine, persone le cui fragilità (comorbidità) non hanno la connotazione di gravità riportata per le categorie degli “estremamente vulnerabili”, ma che saranno prese in carico successivamente secondo quanto previsto dal piano vaccinale nazionale, dopo la convocazione degli ultrasessantenni (le persone con età superiore saranno comunque vaccinate secondo la propria fascia d’età).
Conviventi
Sempre riportate nella pagina dedicata sono specificate le categorie di “estremamente vulnerabili” per le quali è prevista la vaccinazione dei conviventi. L’Ausl sta predisponendo il percorso per individuare e definire le modalità di accesso alla vaccinazione. Al momento è necessario attendere ulteriori informazioni.
A distanza di quasi un mese dall’ultimo match disputato, per la Green Warriors Sassuolo è finalmente pronta per ritornare in campo. Domani – mercoledì 7 aprile – Dhimitriadhi e compagne faranno visita alla Megabox Vallefoglia, nel match valido per seconda giornata di ritorno di Pool Promozione. Fischio di inizio alle 18.00 al Pala Dionigi di Vallefoglia, con direzione arbitrale affidata ad Alberto Dell’Orso ed Ugo Feriozzi.
Inizialmente in programma la domenica di Pasqua, il match contro la Megabox è stato posticipato per permettere alle due contendenti di riprendere il ritmo partita dopo lo stop causa Covid che aveva colpito nelle scorse settimane entrambe le formazioni: dopo il ritorno dalla vittoriosa trasferta a Cutrofiano, tra le fila sassolesi era stato riscontrato un caso di positività che ha tenuto le guerriere neroverdi ferme ai box per i canonici quattordici giorni previsti dal protocollo sanitario. Più lungo lo stop della Megobox, che si era dovuta fermare appena dopo la gara di andata contro Sassuolo lo scorso 7 marzo.
Proprio dallo stop delle scorse settimane parte l’analisi di coach Barbolini: “Partendo da un punto di vista prettamente sportivo, posso dire che abbiamo ripreso gli allenamenti da una settimana e tutto sommato stiamo bene. Nelle due settimane di isolamento, abbiamo cercato di lavorare individualmente come potevamo, ma ovviamente giocare e lavorare sul campo è una cosa diversa. Comunque siamo soddisfatti ed aspettiamo con curiosità la partita contro Vallefoglia per capire come stiamo e per testare tutti quegli aspetti che si possono valutare chiaramente solo con una partita ufficiale.
Prima della sosta stavamo giocando una buona pallavolo, che ho ritrovato anche in questi allenamenti ma le partite di campionato sono sempre un’altra cosa: siamo comunque ottimisti e scenderemo in campo con lo spirito di sempre. Ci manca giocare e ci manca quell’adrenalina che solo una partita può dare, facile o difficile che sia, anche se comunque – considerata la Pool in cui siamo ed il livello delle nostre avversarie – tutte le partite sono complicate e da giocare con il massimo dell’attenzione”.
Per entrambe le formazioni, quella di domani sarà quindi la partita che sancirà il tanto atteso ritorno in campo e darà l’avvio ad un vero e proprio tour de force, con le neroverdi che affronteranno sette gare in meno di mese e le pesaresi ben otto.
Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 9 alle 6:00 di sabato 10 aprile, sarà chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata in entrambe le direzioni, verso Milano e in direzione di Bologna/Firenze. In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Parma o di Reggio Emilia.
Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di manutenzione dell’impianto elettrico, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 9 alle 6:00 di sabato 10 aprile, sarà chiuso lo svincolo di immissione sulla A4 Torino-Trieste, per chi proviene da Bologna ed è diretto verso Brescia/Milano.
In alternativa si consiglia di uscire sulla A13 alla stazione di Padova Zona Industriale, percorrere la viabilità ordinaria: Corso Stati Uniti e Corso Argentina e rientrare sulla A4 alla stazione di Padova est, per proseguire in direzione di Brescia/Milano.