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martedì, 28 Luglio 2026
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La posizione del Partito Democratico sull’acquisto dello stabile di via Brigata Folgore

La posizione del Partito Democratico sull’acquisto dello stabile di via Brigata Folgore“La maggioranza ha approvato lunedì sera, in consiglio comunale, la proposta di acquisto dell’immobile in via Brigata Folgore, dove pensa di trasferire gli uffici attualmente ai Quadrati , più altri servizi comunali.

Condividiamo la necessità di comprare una sede, per smettere di pagare degli affitti onerosi. L’obiettivo di razionalizzare gli spazi degli uffici e di smettere di pagare degli affitti ci trova assolutamente d’accordo. Anzi, il percorso  era stato iniziato già nel 2018.

Tuttavia, l’operazione che porterà all’acquisto dell’immobile scelto non ci convince del tutto. L’immobile appare adeguato, e in una buona posizione. Appare, appunto.

Lo stabile ci è stato detto che è in condizioni perfette; ma non è stata prodotta nessuna perizia tecnica da parte degli uffici  del comune, che si fida sostanzialmente delle valutazioni del venditore; dai documenti che ci sono stati forniti si evince che l’ultima manutenzione straordinaria risale a diversi anni fa. Ci auguriamo che sia così ma noi come consiglieri di opposizione non abbiamo potuto fare una valutazione approfondita perchè non ci sono stati consegnati allegati tecnici.

La trattativa per l’acquisto non è stata preceduta da un bando pubblico come una Pubblica Amministrazione dovrebbe fare: è stata fatta una trattativa diretta, con un venditore che si è proposto all’Amministrazione: le trattative erano già in corso da novembre 2020 ma noi ne siamo stati informati solo in occasione di questo consiglio comunale.

Inoltre sempre e solo in consiglio siamo venuti a conoscenza che alcuni consiglieri hanno avuto un ruolo centrale nella trattativa; lo hanno detto di persona. Ma ci chiediamo: con quale ruolo? Hanno avuto delle deleghe dal sindaco?

Non entriamo nel merito della validità dell’acquisto, perché abbiamo avuto in mano solo delle stime del valore ma nessuna certezza sull’effettivo stato dello stabile, né abbiamo potuto sapere  come saranno distribuiti gli uffici.  Per questo ci siamo astenuti: perché condividiamo le motivazioni del progetto, ma non il modo con cui si procede sempre poco trasparente, una caratteristica che contraddistingue questa giunta”.

(I consiglieri del gruppo del partito Democratico)

 

Emergenza Covid: trend in deciso aumento per tutti gli indicatori

Emergenza Covid: trend in deciso aumento per tutti gli indicatoriNell’ultima settimana si conferma il trend in deciso aumento di tutti gli indicatori: cresce notevolmente il numero di nuovi casi, così come quello delle persone esaminate ma anche la percentuale di positività, finora rimasta stabile. In rapida crescita anche il numero dei ricoverati, sia nei reparti per acuti che in quelli di terapia intensiva.

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure.

Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia (quest’ultimo attualmente non utilizzato) per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale.

A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

USCA (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 12 USCA*. Nell’ultimo periodo di rilevazione (15 – 21 febbraio 2021) hanno assistito 282 pazienti per un totale di 128 medici coinvolti.

*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni.

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino al 2 marzo (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 464mila tamponi. Il totale di positivi segnalati a livello regionale, all’1 marzo (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 46.041 (erano 42.963 lo scorso 22 febbraio).

Casi

Al 22 febbraio, in provincia di Modena erano accertati 5954 (erano 4549 il 22 febbraio, +30%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 5586 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 368 ricoverati.

Ricoveri totali

All’1 marzo erano 368 (erano 275 il 22 febbraio, +34%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 234 pazienti covid positivi, 86 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 48 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 51 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

Persone in isolamento domiciliare

All’1 marzo (ultimo dato disponibile) erano in isolamento 10275 (erano 7835 il 22 febbraio, +31%) persone. In particolare:

  • 5586 (erano 4274) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 48 sono accolti presso l’hotel Tiby e 38 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
  • 4689 (erano 3561) contatti stretti di casi accertati in isolamento.

Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 25 febbraio)

Al 25 febbraio sono stati eseguiti in totale 203.715 test sierologici di cui 11.741 con esito positivo.

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 25 febbraio sono state testate, almeno una volta, 130.719 persone; di queste, il 6,6% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo del 18,6% registrato nel mese di febbraio. Questi dati confermano quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

Programma di chiusure notturne sulla A14

Programma di chiusure notturne sulla A14Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, nei seguenti giorni e con le seguenti modalità:

  • dalle 22:00 di giovedì 4 alle 6:00 di venerdì 5 marzo, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in uscita per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli e da Pescara / Ancona;
  • dalle 22:00 di venerdì 5 alle 6:00 di sabato 6 marzo, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in entrata verso la A1 Milano-Napoli e in direzione di Ancona / Pescara.

In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna San Lazzaro sulla stessa A14 o di Bologna Arcoveggio sulla A13 Boogna-Padova.

  • dalle 22:00 di venerdì 5 alle 6:00 di sabato 6 marzo, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro, in entrata verso Ancona / Pescara.

In alternativa, si consiglia di entrare alla stazione di Imola o di Bologna San Lazzaro.

 

Gestione rifiuti, Severi (FI): ‘Nel 2020 più costi del 2019’

Gestione rifiuti, Severi (FI): ‘Nel 2020 più costi del 2019’“Un incremento inaccettabile che rende il PEF, Piano Economico e Finanziario elaborato da Atersir per la gestione dei rifiuti urbani in discussione in Consiglio Comunale a Sassuolo, un documento invotabile, nel metodo e nel merito. La cifra di 141.000 euro di maggiori costi che emergono dal Piano Atersir in più rispetto a quelli applicati alle tariffe dell’utenza dell’anno 2019 in deroga al 2020, rappresenta una beffa che si aggiunge al danno per centinaia di utenze, soprattutto imprese e attività commerciali obbligate alla chiusura. Con il Comune che, ancora una volta, si trova a dovere semplicemente prendere atto della situazione”.

Così il Consigliere comunale di Forza Italia, e già assessore all’urbanistica del Comune di Sassuolo, Claudia Severi, nel merito del voto, in Consiglio Comunale, del Piano Economico Finanziario per la gestione dei rifiuti del Comune di Sassuolo.

“Alla luce dell’emergenza già scattata ad inizio dello scorso anno, risultava iniquo ed inadeguato prevedere a carico delle aziende, nel 2020, le stesse tariffe del 2019.

Lo è tanto più oggi nel momento in cui, a consuntivo dei costi minori del servizio sostenuti da parte del gestore nel 2020, derivanti dall’interruzione del servizio di raccolta per bar ed esercizi commerciali, negozi, aziende, ci si aspettava un conguaglio favorevole per le utenze. Da trasferire, in termini di riduzione, sull’utenza nel Piano per il 2021. Invece abbiamo scoperto che il saldo anziché negativo è positivo per 141.000 euro. Ovvero la gestione dei rifiuti a Sassuolo sarebbe costata, nel 2020, a cittadini e alle imprese di più, nonostante il servizio sia stato, per le settimane ed i mesi di chiusura parziale o totale delle attività, interrotto. Con utenze obbligate a pagare per un servizio che non è stato svolto e per una chiusura che è stata imposta. Con l’aggravante da non riuscire ancora una volta ad avere, da parte di Atersir, una trasparenza su dati e calcoli scorporati per potere valutare, nel merito, i valori e le ragioni che hanno portato all’aumento. Un fatto che il Comune ha dovuto ancora una volta subire. Un problema, quest’ultimo, che già denunciammo negli passati ma che permane e che, insieme all’aumento al posto di una riduzione, ha motivato la scelta di non votare il documento”.

Venerdì 5 marzo possibili ritardi nell’apertura di alcuni sportelli Iren sul territorio emiliano per assemblee sindacali

Venerdì 5 marzo possibili ritardi nell’apertura di alcuni sportelli Iren sul territorio emiliano per assemblee sindacaliGli sportelli di Scandiano, Bibbiano, Castelnuovo nei Monti, Gualtieri, Pontetaro, Langhirano, Castel San Giovanni e Fiorenzuola D’Arda, a causa di un’assemblea sindacale, potrebbero essere temporaneamente chiusi venerdì 5 marzo dalle ore 8,00 alle 10,00.

Restano comunque attivi gli sportelli di

  • Reggio Emilia Piazza della Vittoria 3
  • Parma Strada S. Margherita 6/a
  • Parma Via Dante 3
  • Piacenza Largo Matteotti 16 dalle 8,30 alle 13,30

ai quali si consiglia di accedere tramite appuntamento utilizzando la APP UFIRST, un’innovativa piattaforma che consente di prenotare in maniera intelligente l’accesso senza fare la coda e nel rispetto della normativa Covid.

Rimane comunque disponibile il Numero Verde 800 969696, attivo dalle 8,00 alle 18,00, grazie al quale si possono effettuare tutte le operazioni come nuovi contratti o ottenere informazioni. Utilizzando la app IrenYou, o accedendo al proprio account Web è inoltre  possibile gestire i propri contratti, controllare le fatture e i pagamenti direttamente dal proprio telefono cellulare o computer.

Coronavirus, aggiornamento odierno (2/3): su oltre 40 mila tamponi eseguiti, 2.040 nuovi positivi in regione. 44 i decessi

Coronavirus, aggiornamento odierno (2/3): su oltre 40 mila tamponi eseguiti, 2.040 nuovi positivi in regione. 44 i decessi
Foto di DoroT Schenk da Pixabay

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 265.214 casi di positività, 2.040 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.171 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 5%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su. Da ieri, 1° marzo, sono iniziate le prenotazioni anche per gli anziani con età compresa tra 80 e 84 anni.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 14 di oggi sono state somministrate complessivamente 402.599 dosi; sul totale, 140.910 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Per quanto riguarda il personale scolastico, docente e no, ad oggi sono state somministrate dai medici di base 4.830 dosi AstraZeneca, per una campagna che si avvia ad andare a regime.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 834 sono asintomatici, individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 554 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 625 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Sugli 834 asintomatici, 361 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 39 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 26 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 402 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 791 nuovi casi e Modena con 310; poi Reggio Emilia (163), Rimini (136), Cesena (124), Imola (101), Ravenna (98), Ferrara (87) e Forlì (87). Seguono Parma (74) e Piacenza (69).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 21.921 tamponi molecolari, per un totale di 3.434.170. A questi si aggiungono anche 754 test sierologici e 19.050 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 407 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 208.757.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 45.847 (+1.589 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 43.132 (+1.483), il 94,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 44 nuovi decessi: 2 a Piacenza (un uomo di 89 e una donna di 94 anni) anni); 4 nella provincia di Parma (tre uomini di 82, 79 e 69 anni e una donna di 92 anni); 2 nella provincia di Reggio Emilia (due uomini di 81 e 77 anni); 6 nella provincia di Modena (due uomini di 89 e 78 anni e quattro donne, rispettivamente di 95, 88, 83 e 60 anni); 19 in provincia di Bologna (undici uomini di cui tre di 89 anni, 2 di 87, uno di 86, 85, 81, 80, 69 e 67 anni e otto donne di 96, 92, 91, 88, 83, 80, 71 e 67 anni); 3 nel ferrarese (tre uomini, rispettivamente di 84, 81 e 74 anni) e 3 nel ravennate (tre donne di 96, 94 e 81 anni). Poi 1 in provincia di Forlì-Cesena (un uomo di 71 anni) e, infine, 4 nel riminese (un uomo di 97 anni e tre donne di 90,84 e 83 anni).  

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.610.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 239 (+3 rispetto a ieri), 2.476 quelli negli altri reparti Covid (+103).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:10 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 12.a Parma (-1), 18 a Reggio Emilia (invariato), 51 a Modena (invariato), 67 a Bologna (+3), 20 a Imola (invariato), 24 a Ferrara (invariato), 10 a Ravenna (invariato), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 17 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 20.114 a Piacenza (+69 rispetto a ieri, di cui 38 sintomatici), 18.126 a Parma (+74, di cui 37 sintomatici), 33.671 a Reggio Emilia (+163, di cui 102 sintomatici), 46.335 a Modena (+310, di cui 207 sintomatici), 54.678 a Bologna (+791, di cui 674 sintomatici), 9.426 casi a Imola (+101, di cui 87 sintomatici), 15.277 a Ferrara (+87, di cui 79 sintomatici), 20.118 a Ravenna (+98, di cui 36 sintomatici), 10.048 a Forlì (+87, di cui 19 sintomatici), 12.286 a Cesena (+124, di cui 87 sintomatici) e 25.136 a Rimini (+136, di cui 37 sintomatici).

ll Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione è disponibile al link https://bit.ly/3uFFxEa

Aggiornamenti in merito alla serie di chiusure programmate sulla A13 e sulla Diramazione per Ravenna

Aggiornamenti in merito alla serie di chiusure programmate sulla A13 e sulla Diramazione per RavennaSulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, sarà chiuso il tratto compreso tra Boara e Rovigo, nei seguenti giorni e con le seguenti modalità:

  • dalle 22:00 di martedì 2 alle 6:00 di mercoledì 3 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Boara e Rovigo, verso Bologna.
    In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Boara, percorrere la viabilità ordinaria: SS16 adriatica, Viale Porta Adige, Via Merlin, SR 88 e rientrare sulla A13 alla stazione di Rovigo;
  • dalle 22:00 di mercoledì 3 alle 6:00 di giovedì 4 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Rovigo e Boara, verso Padova.
    In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Rovigo, percorrere la viabilità ordinaria: SR88, Viale Porta Adige, Via Merlin e SS16 adriatica e rientrare sulla A13 alla stazione di Boara.

E’ stata annullata la chiusura, che era prevista nella notte tra il 3 e il 4 marzo, del tratto Occhiobello-Rovigo sud, verso Padova. Per consentire lavori di pavimentazione, il tratto compreso tra Occhiobello e Rovigo sud Villamarzana verso Padova, sarà chiuso nei seguenti giorni e orari:

  • dalle 22:00 di martedì 2 alle 6:00 di mercoledì 3 marzo;
  • nelle due notti consecutive di giovedì 4 e venerdì 5 marzo, con orario 22:00-6:00.
    Nelle stesse notti, ma con orario 20:00-6:00, sarà chiusa anche l’area di parcheggio “Quattro vie”, situata al km 50+750, in direzione di Padova.
    In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Occhiobello, percorrere la viabilità ordinaria: Via Eridania, Santa Maria Maddalena, SS16 adriatica e SS434 Transpolesana e rientrare sulla A13 alla stazione di Rovigo sud Villamarzana.

Annullata anche la chiusura della stazione di Padova Zona Industriale che era prevista nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 marzo.
Per consentire lavori di pavimentazione, la stazione di Padova Zona Industriale sarà chiusa, in entrata verso Padova / A4 Torino-Trieste e in uscita per chi proviene da Bologna:

  • dalle 22:00 di mercoledì 3 alle 6:00 di giovedì 4 marzo.
    In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Padova sud.

***

Sulla Diramazione per Ravenna, è stato aggiornato il programma di chiusura dello svincolo di Bagnacavallo.
Il suddetto svincolo sarà chiuso, in entrata verso la A14 Bologna-Taranto, dalle 9:00 alle 12:00 di mercoledì 3 marzo.
In alternativa, si consiglia di utilizzare lo svincolo di Fornace Zarattini o di Lugo-Cotignola.

 

Congiuntura in Emilia Romagna: il 2020 è stato il peggior anno dal dopoguerra

Congiuntura in Emilia Romagna: il 2020 è stato il peggior anno dal dopoguerra

Il 2020 è stato il peggior anno dal dopoguerra e il consuntivo è ancora provvisorio perché la causa che ne è all’origine, la pandemia e le conseguenti misure di protezione adottate nel tentativo di limitarne la portata, sono ancora in essere. Questo senza che ancora si possa individuare la conclusione della fase di emergenza. Sarà possibile quantificare i veri effetti che la pandemia ha determinato sulla nostra economia solo quando il sistema economico riprenderà il suo corso naturale. Intanto c’è da notare come nel quarto trimestre del 2020 le conseguenze negative siano state più contenute rispetto ai trimestri precedenti, in particolare il secondo.

Con riferimento al comparto industriale, grazie a un’indubbia capacità di ripresa e a un pronto rimbalzo dell’attività, l’anno 2020 si è chiuso con un calo della produzione al 10,4 per cento rispetto all’anno precedente, quindi una recessione meno grave di quella subita nel 2009 (allora – 14,1 per cento).

Secondo le previsioni Prometeia per il 2021 ci dobbiamo attendere una buona ripartenza della nostra economia, mentre nel 2022 il PIL dovrebbe tornare sui livelli del 2019.

Sono questi alcuni dati dell’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre 2020 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia- Romagna si è ridotto del 5,0 per cento rispetto all’analogo periodo del 2019.

Il valore delle vendite è diminuito del 3,6 per cento, meglio decisamente rispetto al trimestre precedente (-6,2 per cento). Il fatturato estero ha contenuto la correzione (-1,4 per cento), un alleggerimento più marcato rispetto al trimestre precedente (-4,2 per cento).

Un elemento degno di attenzione si può individuare nel processo di acquisizione degli ordini, che limitato al – 2,0 per cento rispetto a 12 mesi prima, rispetto al – 5,2 per cento del trimestre precedente.

Il grado di utilizzo degli impianti si è riportato al 72,5 per cento, un dato non più così lontano rispetto al livello riferito allo stesso trimestre del 2019 (pari al 75,4 per cento).

Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini è risultato invariato rispetto al dato del trimestre precedente e pari a 9,2 settimane.

L’arretramento è evidente in tutti i settori industriali, anche se sono stati maggiormente colpiti quelli dipendenti dal mercato interno. Così anche l’industria alimentare ha fatto segnare un leggero passo indietro, anche se il più contenuto tra tutti i comparti: il fatturato si riduce appena dello 0,9 per cento, nonostante una flessione delle vendite anche sui mercati esteri (-1,5 per cento). Il calo della produzione è molto contenuto (-0,6 per cento), come la flessione degli ordini (-0,9 per cento).

All’estremo opposto è il sistema moda a pagare lo scotto più pesante come conseguenza dei cambiamenti di abitudini e comportamenti dei consumatori indotti dalla pandemia. Il crollo del fatturato complessivo si è accentuato (-16,5 per cento), anche nella componente estera (-12,1 per cento), nonostante che i mercati oltre confine tengano più di quello interno. La caduta della produzione è leggermente più marcata (-18,7 per cento), ma si è alleviata la tendenza negativa del processo di acquisizione degli ordini (-14,6 per cento).

L’altro settore maggiormente colpito è l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche, caratterizzata da una fitta rete di piccole e medie imprese al centro di molteplici catene produttive.

Il fatturato complessivo si è ridotto del 4,8 per cento, anche in questo caso grazie alla migliore tenuta di quello estero (-1,5 per cento), mentre la produzione ha avuto un andamento negativo più marcato (-5,8 per cento). Il processo di acquisizione degli ordini complessivi ha seguito una tendenza analoga.

Perde posizioni anche per l’industria del legno e del mobile: la discesa del fatturato si arresta a -3,6 per cento, grazie anche alla migliore tenuta della componente estera (-1,6 per cento), mentre più forte è l’arretramento della produzione (-4,2 per cento) e degli ordini (-4,3 per cento).

L’aggregato industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto ha contrastato la difficile fase, contenendo la tendenza negativa sia per il fatturato (-2,0 per cento) che per la produzione (-4,3 per cento). Positiva l’inversione di tendenza del processo di acquisizione ordini (+2,0 per cento).

Anche l’evoluzione congiunturale del gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (chimica, farmaceutica, plastica e gomma e trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro) testimonia la recessione, ma con effetti meno dirompenti. Il fatturato complessivo ha perso solo l’1,8 per cento, contenuto l’arretramento della produzione (-2,8 per cento) e degli ordini (-1,4 per cento).

Riguardo alla dimensione d’impresa, nel quarto trimestre 2020 la flessione è stata generalizzata, ma l’andamento congiunturale per fatturato, produzione e ordini è risultato meno grave al crescere della struttura aziendale e in particolare per le grandi imprese. In particolare, la produzione è scesa di più (-10 per cento) per le minori, poi per le piccole (-5,4 per cento) e le medio-grandi (-3,1 per cento).

Sulla base dei dati del Registro delle imprese, quelle attive dell’industria in senso stretto a fine giugno risultavano 43.667 (pari all’11 per cento del totale), con una diminuzione corrispondente a 543 imprese (-1,2 per cento) rispetto all’anno precedente.

Per quanto concerne la forma giuridica delle imprese, rispetto alla fine del 2019, si rileva ancora un aumento delle società di capitale (+0,9 per cento, +157 unità), giunte a rappresentare il 39,6 per cento, grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata che ha avuto un effetto negativo sulle società di persone, ridotte sensibilmente (-377 unità, -4,2 per cento) tanto che ora costituiscono solo il 19,7 per cento del totale. Le ditte individuali hanno subito una nuova ampia flessione (-318 unità, -1,8 per cento) e scendono al 39,1 per cento. Altre forme societarie (consorzi e cooperative) rappresentano l’1,6 per cento del totale(-0,7 per cento).

Riguardo al fronte occupazionale, fine settembre 2020, nell’industria manifatturiera gli addetti erano 397.767 quindi 9.979 in meno rispetto al 2019 (-2,1%). Gli scenari sotto questo aspetto sono tutti da delineare. Al calo dei fatturati delle imprese si è accompagnato quello dell’occupazione, oggi leggibile nei numeri senza precedenti del ricorso alla cassa integrazione, domani, probabilmente, verificabile nei licenziamenti e delle chiusure dell’attività di impresa. Le aziende dovendo affrontare un evento negativo esterno di portata enorme sulla propria attività, hanno reagito adottando forme organizzative differenti. La risposta è stata diversificata anche in base alla dimensione: ricorso allo smart working, riduzione dell’organico, utilizzo della Cig e ammortizzatori sociali, stop alle assunzioni, mancato rinnovo ai contratti in scadenza. Riguardo all’impatto della pandemia Covid-19, in base a un questionario sottoposto con l’indagine congiunturale, il 43% delle imprese non ha avuto alcun riflesso sulla produzione, il 27% ha cambiato alcune modalità nel processo che va dalla fase di approvvigionamento, produzione, fino alla distribuzione, il 42% ha modificato la struttura organizzativa e del personale.

Per quanto riguarda l’export, da sempre motore dell’economia regionale, nei primi nove mesi del 2020 le esportazioni dell’Emilia-Romagna sono diminuite del -10,6 per cento, e del –2,9 per cento nel terzo trimestre, ultimo periodo disponibile. Le variazioni negative più evidenti nel settore metalli (-19,2), sistema moda (-18,1 per cento), meccanica (-14 per cento). Spagna (-15 per cento), Stati Uniti e Regno Unito (-13,5 per cento) e Francia (-12,5) i Paesi con la più ampia variazione negativa.

 

«La peculiarità di questa crisi è di essere originata da un fenomeno esterno che ha fortemente rallentato ma non interrotto, il normale andamento del ciclo economico. – afferma il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Alberto Zambianchi – La prima reazione è stata, giustamente, quella di agire per limitare i danni e gestire l’emergenza originata dalla pandemia che ha colpito con forza devastante larga parte del tessuto economico. In Emilia-Romagna molto è stato fatto sulla rete degli ammortizzatori e per favorire l’accesso al credito delle imprese, concordando azioni con le Associazioni di Categoria e agendo in forte coordinamento con la Regione, mettendo a fattore comune idee e risorse. E’ un metodo questo che, creata una rete mirata a gestire l’emergenza, dovrà proseguire per interconnettere azioni coerenti sia con il piano per la ripresa nazionale, sia con la “vision” dell’Emilia-Romagna dei prossimi anni, ben delineata anche nel nuovo “Patto per il lavoro e per il clima”. Sottolineo pertanto che, accanto alle “politiche passive”, necessarie per contenere il disagio, occorre avviare “politiche attive”, mirate ad accompagnare i nostri giovani e le nostre imprese alla ripartenza. Ci attendono mesi decisivi per il nostro futuro, c’è bisogno del contributo di idee e di competenze di tutti e di tanto lavoro. Un impegno che, tutti insieme, possiamo affrontare e realizzare con successo».

 

In Emilia-Romagna, secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, i prestiti alle imprese hanno registrato una forte accelerazione nel 2° semestre 2020, chiudendo l’anno ai massimi, con un +6,7% a/a (variazione calcolata su dati al netto delle sofferenze). In valore assoluto nell’arco dell’anno l’aumento dello stock di prestiti è stato pari a 4,7 miliardi. Tuttavia la dinamica è più moderata rispetto alla media nazionale che registra a fine 2020 un ritmo del 9,4% a/a.

All’interno dell’aggregato dei prestiti alle imprese, spicca l’andamento di quelli all’industria che, in aumento da marzo 2020, hanno registrato una forte accelerazione fino al +11% a/a di fine 2020 in Emilia-Romagna. Dal 2° semestre, anche i prestiti ai servizi sono tornati in crescita, a un ritmo più contenuto rispetto all’industria (+5,6% a dicembre). Un chiaro miglioramento è stato registrato anche dai prestiti alle costruzioni che, dopo anni di forte calo, appaiono vicini alla svolta mostrando un’interruzione del trend negativo, col -0,3% a/a in Regione a novembre e -2,2% a fine anno, mentre il dato nazionale ha chiuso il 2020 invariato rispetto a fine 2019.

La rapida ripresa dei prestiti riguarda anche le imprese di minori dimensioni. In Emilia-Romagna nel 2° semestre 2020 i prestiti alle piccole imprese (fino a 20 addetti) hanno mostrato un’impennata della crescita, chiudendo l’anno ai massimi, con una dinamica in linea con quella dei prestiti alle imprese più grandi (+7% a/a a dicembre e +6,6% rispettivamente). Nel confronto nazionale (+9,6% le imprese con almeno 20 addetti e +8,2% le piccole a fine 2020), entrambi i segmenti dimensionali confermano la crescita più moderata rilevata in Regione.

La crescita dei prestiti alle imprese è sostenuta dalle erogazioni con garanzia pubblica. I dati sulle operazioni garantite arrivate al Fondo centrale per le PMI mostrano che al 24 febbraio 2021 l’Emilia-Romagna ha espresso un totale di 153mila domande pervenute al Fondo per un importo finanziato di 14 miliardi, un flusso in aumento del 34% rispetto a metà novembre e quasi triplicato da inizio luglio 2020. Di queste operazioni, oltre 97mila riguardano prestiti fino a 30mila euro, pari a un importo finanziato di 1,9 miliardi. Il tasso di crescita dei crediti di minore importo continua a essere più moderato (+9% su metà novembre) rispetto a quello del totale delle operazioni a favore delle PMI.

In parallelo, prosegue l’eccezionale aumento dei depositi delle imprese presso le banche, in un contesto di forte incertezza e di conseguente elevata propensione alla liquidità a fini precauzionali. In linea col trend nazionale, in Emilia-Romagna i depositi delle imprese continuano a registrare una forte dinamica, in notevole accelerazione da maggio 2020 fino al picco di +33% di fine anno. Si osserva che per otto mesi consecutivi in Emilia-Romagna la crescita è stata sempre superiore a quella dell’aggregato Italia (+27% a/a a dicembre). La dinamica è solo in parte alimentata dall’accesso alle misure temporanee di supporto al credito nella forma di garanzie pubbliche. Infatti, nel 2020, in Emilia-Romagna i depositi delle imprese sono aumentati di 12,5 miliardi, più del doppio della crescita dei prestiti (4,7 miliardi escluse le sofferenze). Ciò è coerente con le dinamiche nazionali (98 miliardi contro 61) anche se il divario tra i flussi è meno marcato di quanto emerso in Regione. Pertanto, a fine 2020 i depositi hanno raggiunto una dimensione pari a due terzi dei prestiti, 13 punti percentuali in più di fine 2019 in Regione e quasi tre volte il rapporto del 23% circa che si registrava dieci anni fa.

 

Cristina Balbo, Direttore regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo: «In un 2020 segnato dal Covid i finanziamenti alle imprese, supportati in maniera importante dai prestiti a garanzia pubblica, sono cresciuti in misura significativa per fare fronte dell’improvviso calo dei fatturati. Da parte nostra abbiamo erogato alle imprese della regione 3,2 miliardi di euro di nuovi finanziamenti e attivato 23mila sospensioni per un controvalore di 4,5 miliardi di euro. Una parte della nuova liquidità non è ancora stata utilizzata con l’effetto che nel breve termine si è registrato un aumento dei depositi. Un atteggiamento di comprensibile prudenza legata al contesto. Non di meno il ripristino degli investimenti sarà fondamentale per poter agganciare la ripresa. Il nostro impegno è di conseguenza concentrato nell’accompagnare le imprese nei percorsi di uscita dalla crisi. Da un lato sostenendo le progettualità degli imprenditori per agganciare i trend di sviluppo, anche quelli cui la crisi ha impresso una accelerazione come digitalizzazione, innovazione, sostenibilità, circular economy. Dall’altro consentendo loro di gestire le dinamiche finanziarie attuali e rendere più sostenibile il debito in una prospettiva di più lungo termine in attesa che avvenga un pieno recupero dei fatturati. Oggi l’arrivo dei vaccini ci permette di essere oggettivamente più ottimisti: nei prossimi mesi sarà fondamentale sostenere la fiducia e la ripartenza degli investimenti».

L’indagine semestrale di Confindustria Emilia-Romagna evidenzia un sentiment positivo da parte delle imprese della regione: le aspettative di crescita della produzione e degli ordini, migliori rispetto a sei mesi fa, danno il senso di una possibile ripresa significativa.

Nella prima metà del 2021 la differenza tra ottimisti e pessimisti torna su livelli più elevati rispetto a prima della pandemia. Il 37% degli imprenditori prevede un aumento della produzione e il 35% una crescita degli ordini: per la domanda il saldo tra ottimisti e pessimisti è di 20 punti, quando era di 2 punti a metà dell’anno scorso. Le previsioni per l’occupazione sono di sostanziale tenuta: tre imprese su quattro la prevedono stazionaria.

Le prospettive sono particolarmente positive per le grandi e medie imprese e migliorano con l’aumentare della dimensione.  Per quanto riguarda gli ordini, compresi quelli esteri, il saldo tra ottimisti e pessimisti è di 11 punti per le piccole, 22 per le medie e 33 per le grandi aziende.

Rispetto ai settori le aspettative più favorevoli si registrano per chimica farmaceutica, gomma plastica e ceramica. Si conferma la forte difficoltà del settore tessile abbigliamento. Nel settore metalmeccanico le previsioni sono migliori per metallurgia e meccanica rispetto al settore delle macchine elettriche e all’automotive, che prevede un ulteriore deficit di domanda.

 

«Le imprese industriali dell’Emilia-Romagna – dichiara il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari continuano a mostrare capacità di reazione e dinamismo: dietro alle aspettative di crescita ci sono progetti e programmi concreti di investimento.  Quello che preoccupa è che come Paese ancora una volta cresciamo meno dei nostri competitor e ad un ritmo inferiore a quello necessario per recuperare il terreno perduto».

Nel 2021 per l’Italia è previsto un aumento del Pil del 3,4% che segue una stima di perdita dell’8,8% nel 2020, mentre per la Germania la prospettiva è di una crescita del 3,2% dopo un calo inferiore al nostro (-5%) e per la Francia l’ipotesi è di un aumento del 5,5% che segue un calo dell’8,3 %.

«Se vogliamo guardare con fiducia al futuro – sottolinea il Presidente Ferrari – dobbiamo intensificare la campagna vaccinale, così da ottenere nei tempi più brevi possibili la più ampia immunizzazione della popolazione. Dobbiamo anche puntare, una volta terminata la fase dedicata alle categorie a rischio, ad una maggiore flessibilità organizzativa: le imprese dell’Emilia-Romagna sono pronte ad essere coinvolte per supportare la campagna vaccinale.

Per dare slancio alla ripresa è inoltre fondamentale partire da subito, anche a prescindere dal Recovery Plan, consolidando un piano di investimenti pubblici e privati, a partire dalle infrastrutture e dagli investimenti in campo energetico e ambientale. Questi ultimi in particolare sono spesso bloccati dall’eccessiva burocrazia».

Dal 4 all’8 marzo a Bologna le Final Eight della Coppa Italia Femminile di basket A1

Dal 4 all’8 marzo a Bologna le Final Eight della Coppa Italia Femminile di basket A1Ritorna il grande basket femminile in Emilia-Romagna. E ritorna a Bologna, dove, dal 4 all’8 marzo, alla Virtus Segafredo Arena si svolgeranno le Techfind Final Eight di Coppa Italia Serie A1. Proprio Bologna è stata la città ad ospitare nel 1969 la prima finale di questa competizione.

Dopo la pausa imposta lo scorso anno – con l’annullamento dell’edizione 2019-2020 a causa dell’inizio dell’epidemia – la Coppa Italia riparte dunque da un territorio e da una città – Basket City per antonomasia – in cui la pallacanestro vanta tradizioni illustri e un fortissimo seguito.  Ancora a Bologna, e sempre negli spazi della Virtus Segafredo Arena, lo scorso settembre si sono svolte le Final Four della Supercoppa del Cinquantenario Lega Basket.

L’evento è stato presentato oggi in Regione Emilia-Romagna, a Bologna, dal presidente Stefano Bonaccini, dal presidente della Lega Basket femminile, Massimo Protani, dal presidente della Federazione italiana pallacanestro, Giovanni Petrucci, e dall’amministratore delegato della Virtus Pallacanestro Bologna, Luca Baraldi.

“Ospitiamo uno degli appuntamenti più importanti della pallacanestro italiana- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini– e lo facciamo con l’orgoglio di chi, non da oggi, ha messo al centro delle proprio politiche il sostegno allo sport. Un sostegno a tutto campo, che va dai grandi eventi come la Coppa Italia femminile – con la finalissima che si giocherà simbolicamente proprio nel giorno dedicato al riconoscimento dei diritti delle donne –  all’attività sportiva di base, all’impegno per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete impiantistica. E lo facciamo pur in questi giorni difficili, in cui il contagio riparte e ci costringe a prendere misure ulteriormente restrittive, ma necessarie perché la salute delle persone viene prima di ogni altra considerazione, e in cui rinnovo un richiamo alla responsabilità di tutti al rispetto delle regole. Un anno fa lo sport agonistico venne sospeso, oggi ci accingiamo ad accogliere in piena sicurezza atleti e squadre. Un segnale di speranza e di fiducia nel futuro, così come lo sono tutti gli appuntamenti che abbiamo messo anche nel calendario sportivo 2021 dell’Emilia-Romagna. Guardiamo al domani, mentre rafforziamo l’impegno quotidiano e costante nel gestire l’emergenza sanitaria e nell’accelerare con la campagna vaccinale”.

Allianz Geas Sesto San Giovanni, Famila Wuber Schio, Fila San Martino di Lupari, Limonta Costa Masnaga, Passalacqua Ragusa, Umana Reyer Venezia, Use Rosa Scotti Empoli, Virtus Segafredo Bologna. Otto squadre per sette partite, in un crescendo che culminerà l’8 marzo. Con la Giornata internazionale della donna che si trasformerà anche in una grande festa dello sport al femminile.

Una 34esima edizione di particolare significato, dunque, promossa dalla Lega Basket Femminile con il contributo organizzativo della società Virtus Segafredo Bologna e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che viene ad arricchire ulteriormente il calendario di eventi sportivi che nel 2021 si svolgeranno lungo la Via Emilia e in tutto il territorio regionale. Un anno di grandi appuntamenti nazionali ed internazionali – oltre quaranta le date – per una regione che si conferma terra di competizioni di alto livello agonistico.


A canestro in piena sicurezza

Al centro la sicurezza di atleti, giornalisti e organizzatori. Le Final di Coppa Italia 2021   – oltre ad essere a porte chiuse – rispetteranno infatti un rigoroso protocollo che prevede la presenza negli spazi della Segafredo Arena di non più di 120 persone includendo tra queste, oltre alle giocatrici, anche giornalisti, fotografi ed addetti delle squadre.

Ma non solo. Oltre all’obbligo per le cestiste del tampone settimanale e prima di ogni partita, è stato anche modificato il tradizionale calendario di svolgimento delle partite che saranno distanziate di tre ore e mezza l’una dall’altra proprio per permettere le necessarie operazioni di sanificazione degli spazi.

Ampia la copertura televisiva grazie alla trasmissione in chiaro della Finale sia su Sky che sul digitale terrestre con la piattaforma Ms Channel, oltre che di tutte le partite su LBF TV.


La Coppa Italia a Bologna e in Emilia-Romagna

E’ stata dunque Bologna ad ospitare nel 1969 – anno dell’esordio di questa competizione – la prima fase finale di Coppa Italia femminile. Altre otto le finali ospitate in regione: tre volte a Parma (1998, 2001 e 2005), una a Faenza (2009), una volta a Cervia (1993) e per due volte di fila, nel 1971 e 1972, una Final Four co-organizzata da Imola e Faenza. L’Emilia-Romagna è anche tra le regioni, quella che ha portato a casa più trofei dopo Veneto (13 coppe conquistate) e Lombardia (10), con quattro vittorie finali: tre per Parma, una per Faenza che è l’ultima squadra della regione ad aver conquistato la Coppa, nell’edizione 2009 giocata in casa.

Per la Virtus Bologna si tratta della prima partecipazione nella sua recente storia nel basket femminile (poco meno di due anni di vita). L’ultima squadra dell’Emilia-Romagna a partecipare alla Coppa Italia è stata la Pallacanestro Vigarano, nel 2019 mentre l’ultima formazione di Bologna che ha partecipato alla Coppa invece è stata la Focus Bologna. Nell’Albo d’Oro la formazione con più trofei è il Famila Schio (11), seguita dalla Pool Comense con 5 e dalla Standa Milano con 4.

A Cattolica, completati i lavori di manutenzione e rinforzo della scogliera sul lungomare

A Cattolica, completati i lavori di manutenzione e rinforzo della scogliera sul lungomareOltre 4mila tonnellate di scogli calcarei per rinforzare le difese della spiaggia e del lungomare di Cattolica. Si sono conclusi i primi lavori di manutenzione delle scogliere del comune riminese, realizzati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile nell’ambito di un appalto di 400 mila euro complessivi. Fanno parte dei lavori programmati dalla Giunta regionale con il Piano triennale degli interventi per la messa in sicurezza del territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico.

“Siamo al lavoro per proteggere e salvaguardare le nostre coste anche in vista della stagione estiva- ha precisato l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Irene Priolo-. A queste opere appena concluse seguiranno entro l’anno ulteriori interventi di manutenzione delle scogliere già decisi dalla Regione e finanziati con 780 mila euro. Le opere saranno avviate al termine della stagione balneare e interesseranno in maniera diffusa gran parte del litorale del riminese, da Bellaria a Cattolica”.

Quello realizzato a Cattolica è un primo intervento di “rifioritura” delle scogliere poste a difesa del litorale negli anni ’60, necessario per garantirne la piena funzionalità e sicurezza. Si tratta di un’operazione di manutenzione e collocazione di nuovi scogli calcarei, provenienti da una cava in Croazia e traportati su grandi navi in prossimità della costa cattolichina. Qui, per mezzo di un pontone dotato di gru, i massi sono stati adeguatamente posizionati, raccogliendo anche le indicazioni dei gestori degli stabilimenti balneari, per ripristinare la sagoma ottimale delle scogliere e rafforzarne l’efficacia.

Intanto, prosegue anche la collocazione di oltre 1.300 sacchi per la manutenzione della barriera sommersa antistante la costa di Riccione e Misano Adriatico. L’obiettivo è contenere le sabbie dei fondali e della spiaggia, trasportate verso il largo dall’energia del moto ondoso e delle correnti marine, in un tratto di circa 200 metri compreso tra la riva e la barriera. Un lavoro necessario per ridurre le esigenze di ripascimento in significative porzioni di litorale riminese soggette a erosione per la scarsità di apporti naturali da parte delle foci fluviali.

Capezzera (FI) : “L’acquisto del Diamante arricchisce il patrimonio della città”

Capezzera (FI) : “L’acquisto del Diamante arricchisce il patrimonio della città”“Esprimo soddisfazione per  la volontà dell’ amministrazione comunale di voler acquistare  l’edificio denominato “Diamante” per trasferire gran parte degli uffici comunali, perseguendo l’obiettivo della razionalizzazione degli stessi. Ricordo che la scelta di trovare un’alternativa all’attuale sede ,nella quale noi siamo in affitto ,è stata obbligata dal fatto che l’immobile “I quadrati” verrà messo all’asta a fine marzo 2021.

Dai documenti che sono stati approvati nell’ultimo consiglio comunale, che permetterà al comune la firma di un contratto preliminare con l’attuale proprietà, si evince che l’edificio  è in ottimo stato essendo di recente costruzione e, vista la posizione centrale, risulta facilmente raggiungibile dai cittadini. Anche dal punto di vista economico l’offerta è ottima, visto che l’amministrazione dovrebbe acquistarlo ad un prezzo di circa 4.600.0000 a fronte di una valutazione che supera i 5 milioni e mezzo.

E’ bene evidenziare che il costo del mutuo annuo è quasi equivalente alla somma di affitto, che attualmente corrispondiamo ai “quadrati”, col vantaggio che si sta andando ad arricchire il patrimonio della città ed inoltre beneficeremo del compenso previsto dal contratto di locazione con il commissariato di polizia di stato.

Con la quasi totale unificazione degli uffici comunali si riuscirà a liberare gli uffici presenti in via rocca , destinandoli ad aree studio per i giovani della città , mantenendo un’ulteriore promessa fatta in campagna elettorale.

Sono certo che i Sassolesi saranno orgogliosi di questa scelta”.

(Davide Capezzera – Capogruppo Forza Italia Sassuolo)

Coronavirus, febbraio il mese più critico nelle classi dall’inizio dell’anno scolastico: oltre 6.000 positivi in regione tra alunni, insegnanti e personale

Coronavirus, febbraio il mese più critico nelle classi dall’inizio dell’anno scolastico: oltre 6.000 positivi in regione tra alunni, insegnanti e personale
Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

Mai così tanti casi di Coronavirus nelle scuole di ogni ordine e grado dell’Emilia-Romagna come nel mese di febbraio: dagli asili nido alle superiori sono stati in totale 6.080 tra bambini, ragazzi, insegnanti e personale gli emiliano-romagnoli ad aver contratto il Covid.

Un aumento quasi del 70% rispetto alle quattro settimane piene di gennaio, quando i casi erano stati 3.614, e che equivale, in 28 giorni, a quasi un terzo dei casi dalla riapertura delle scuole a settembre: negli ultimi sei mesi, infatti, complessivamente risultano 18.197 positivi in età scolastica e 3.043 contagi tra insegnanti e personale. I numeri indicano infatti nelle ultime due settimane – dal 15 al 21 e dal 22 al 28 febbraio – una incidenza superiore ai 350 casi ogni 100.000 persone per tutte le fasce d’età dai 6 ai 18 anni, mentre tra i bambini fino ai 5 anni l’incidenza è vicina ai 250 casi.

A presentare questa mattina i dati, l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, in presenza della collega con delega alla Scuola, Paola Salomoni, durante una informativa alle commissioni Politiche per la salute e politiche sociali e Cultura, scuola, formazione, lavoro riunite in seduta congiunta.

“Siamo in una situazione inedita, i dati parlano da soli- ha affermato Donini-: in un periodo di due settimane abbiamo avuto un picco di contagiati che non ha paragoni con i mesi precedenti. E secondo l’interpretazione unanime degli scienziati, compresi i nostri esperti, tutto questo è dovuto alla maggiore diffusività del virus a causa della predominanza della variante inglese. Abbiamo agito tempestivamente, la prevenzione è stata massiccia sia con i test in farmacia che con il contact tracing, ma nonostante ciò la situazione è molto pesante per questa fascia di età. Ecco perché- ha aggiunto l’assessore- abbiamo guardato i territori con maggiore incidenza di contagio, insieme ai parametri ospedalieri, e abbiamo condiviso con tutti gli enti locali e le aziende sanitarie delle misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per implementare ulteriori restrizioni che mettessero al riparo la fascia di età scolastica e riducessero la circolazione delle persone. Per il futuro, per quanto riguarda le scuole- ha anticipato l’assessore – speriamo di poter sviluppare test di massa vicino agli istituti, non solo nelle farmacie, per alunni, professori e personale”.

I dati, in dettaglio

Rispetto al totale dei positivi in età scolastica dal 14 settembre, data del primo giorno di apertura degli istituti, la diffusione maggiore si registra nelle scuole primarie (5.682 casi) e in quelle superiori di II grado (5.456 contagi), a seguire le secondarie di I grado (4.441 positivi), i servizi educativi 0-3 anni (1.919 casi) e infine le scuole per l’infanzia (699 contagi).

Tra gli insegnanti, il luogo dove ci sono stati più contagi sono le scuole elementari (975 casi), a seguire le superiori (654 positivi), poi gli asili nido (623 contagi), le medie (485 casi) e le materne (306 positivi).

Cifre che si fanno ancora più significative se si prende in esame il periodo dal 14 al 28 febbraio: 3.233 casi tra gli studenti (suddivisi tra 1.008 nelle primarie, 939 nelle secondarie di II grado, 723 nelle secondarie di I grado, 389 nei servizi 0-3 e 174 nelle scuole dell’infanzia) e 483 tra gli insegnanti (di cui 155 nelle primarie di I grado, 104 nei servizi 0-3 anni, 93 nelle secondarie di II grado, 69 nelle scuole per l’infanzia e 62 nelle secondarie di I grado).

I focolai nati specificatamente in ambito scolastico, dal 7 gennaio all’1 marzo, sono stati in totale 408, e hanno coinvolto complessivamente 2.314 persone tra allievi, insegnanti e personale: 125 nelle scuole elementari, con 763 casi, 83 nelle scuole medie, che hanno comportato 474 positivi, sempre 83 anche alle superiori, dove si sono registrati 400 casi, 76 alle materne, per un totale di 435 contagi, 31 negli asili nido, relativi a 203 casi, e 10 in altri istituti di vario genere, per 39 casi complessivi.

E tutto questo è successo nonostante gli sforzi per il tracciamento e il contenimento del virus siano stati massici: solo per le indagini epidemiologiche relative ai casi in ambito scolastico, dall’inizio delle lezioni sono stati effettuati 226.978 tamponi molecolari e 65.373 tamponi antigenici, a cui si devono poi aggiungere le centinaia di migliaia di test rapidi messi a disposizione nelle farmacie per la campagna di screening volontaria rivolta a studenti, familiari e personale della scuola avviata a metà dicembre.

L’8 marzo Lea ceramiche tiene un’assemblea sindacale sulla parità di genere

L’8 marzo Lea ceramiche tiene un’assemblea sindacale sulla parità di genere
(foto: Google Maps)

Con un’iniziativa inedita la RSU della Cgil delle Ceramiche Lea di Fiorano (Panariagroup) ha indetto per l’8 marzo un’assemblea sindacale di due ore dedicata alla parità di genere. La ricorrenza dell’8 marzo non è stata ovviamente scelta a caso, visto il tema dell’incontro.

Anche le recenti polemiche sulla formazione del governo nazionale hanno mostrato la disparità di trattamento esistente fra le figure professionali maschili e femminili, differenza che si manifesta non solo nei ruoli amministrativi ma spesso anche nel settore produttivo industriale, compreso quello ceramico.

La Rsu Cgil di Lea Ceramiche ha quindi ritenuto che il confronto dovesse avvenire, nel giorno dedicato alle donne, proprio alla presenza dei lavoratori e delle lavoratrici dell’unità produttiva.

 

 

Fiorano, regolamento di videosorveglianza comunale: documento approvato all’unanimità durante l’ultimo Consiglio

Fiorano, regolamento di videosorveglianza comunale: documento approvato all’unanimità durante l’ultimo ConsiglioDurante lo scorso Consiglio Comunale di giovedì 25 febbraio 2021, è stato approvato all’unanimità il “Regolamento Comunale per la disciplina e l’utilizzo degli impianti di Videosorveglianza”, a cui l’ente si atterrà da qui in futuro. Questo Regolamento tende a stabilire chiaramente i principi e le finalità della videosorveglianza del Comune, oltre ai doveri cui devono adempiere sia l’Amministrazione che la Polizia Locale nel trattare i dati, i diritti e le tutele del cittadino.

Recependo il GDPR sulla privacy (Regolamento generale sulla protezione dei dati, emanato dall’Unione Europea), viene così instaurato un equilibrio tra le esigenze di salvaguardia del patrimonio pubblico, la sicurezza della comunità e gli obblighi di tutela della privacy. Neanche a dirlo, equilibrio essenziale in uno Stato di Diritto.

Il Regolamento definisce altresì le procedure per la pianificazione dello sviluppo della videosorveglianza anche in una logica di sicurezza integrata, ossia di collaborazione con le forze dell’ordine, individuando il miglior punto di equilibrio tra le ragioni di sicurezza e gli interessi dei cittadini. Tutto ciò a favore di una pianificazione che tenga conto del parere della Polizia Locale, dei Carabinieri, e che nei casi più complessi si avvalga del parere del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

In ultimo, nel documento viene descritto l’impianto di videosorveglianza della sicurezza urbana e di lettura targhe – dispositivi già operativi sul territorio – e in aggiunta alcuni sistemi di sorveglianza mobile (quali foto-trappole, dash cam, bodycam) non ancora utilizzati dalle forze dell’ordine locali, ma che costituiscono i mezzi che con maggiori probabilità verranno attivati nel prossimo futuro.

“Con il Regolamento della Videosorveglianza – commenta l’assessore Davide Branduzzi – si è colta l’occasione di dotarsi di uno strumento normativo vicino alle nostre esigenze, evitando una mera trasposizione di norme nazionali. Si tratta del primo passo per una più generale riflessione sulla videosorveglianza nel nostro territorio, che successivamente riguarderà anche le tecnologie da impiegare e le aree da controllare con maggiore scrupolo”.

 

Dopo la Scuola Don Milani di Casinalbo, ora sono le Carducci di Formigine a investire sulla didattica all’aperto

Dopo la Scuola Don Milani di Casinalbo, ora sono le Carducci di Formigine a investire sulla didattica all’apertoIl Comune di Formigine, assieme alle istituzioni scolastiche del territorio, continua a credere in soluzioni che permettano la didattica all’aperto, sia come risposta alle nuove esigenze dettate dalla pandemia (così come suggerito anche dall’ufficio scolastico regionale con il progetto “Anche fuori si impara”) sia come nuovo modello pedagogico.

Dopo il progetto avviato alle Don Milani di Casinalbo, ora anche le primarie Carducci di Formigine intendono riorganizzare il giardino interno con spazi “strutturati” per favorire momenti d’incontro, socializzazione e didattica.

Il progetto prevede l’istallazione di strutture (anche per percorsi ginnici) e la realizzazione di decorazioni sulla pavimentazione esterna con giochi educativi e di svago che stimolino la creatività e l’immaginazione.

Afferma l’Assessore a Formigine Città dei Bambini Simona Sarracino: “La scuola nella natura non è solo ricreazione. Al contrario, si tratta di un modello pedagogico, didattico e organizzativo complesso, in cui il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento rimane centrale, anche se per arrivarci si utilizzano modalità di insegnamento e di apprendimento non tradizionali. Tra i benefici di questo nuovo approccio, l’educazione alla cittadinanza attiva e al concetto di bene comune: la cura degli spazi può trasformarsi in piacevoli momenti di coinvolgimento per genitori e nonni, contribuendo a rafforzare il senso di comunità. Non dimentichiamo, infatti, che la possibilità di realizzare il progetto è data dalla scuola, con il sostegno economico del Comitato dei genitori”.

 

Risposta all’interrogazione “I sassolini”

Risposta all’interrogazione “I sassolini”Quarta ed ultima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera è quella presentata da Maria Savigni, Serena Lenzotti e Vittorio Capitani del Partito Democratico, avente ad oggetto “I sassolini”.

“Considerato che – si legge nell’interrogazione – lo scorso 3 febbraio sulla stampa locale si è letto che l’Amministrazione ritenendo “Sasol” un brand spendibile, è intenzionata a valorizzare due prodotti locali, il Sassolino e la Sassolina, che sarebbero a detta dell’Amministrazione un forte attrattore per il turismo, soprattutto per quello nazionale e internazionale, mentre si riconosce che è consistente il turismo industriale. Il progetto intende valorizzare i prodotti enogastronomici locali; con un evento, da tenersi a fine novembre, e con l’avvio di un percorso per il riconoscimento e la registrazione come DOP della Sassolina. Il progetto prevede una spesa di circa 15.000 euro. Si interrogano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere: se questa Amministrazione è consapevole che il nome “Sasol” non è un brand ma un concetto culturale locale che peraltro potrebbe essere oggetto di un processo di brandizzazione, a fronte di una opportuna strategia di posizionamento territoriale e relativa pianificazione di investimenti mirati e continuativi nel tempo; se questo progetto di valorizzazione incentrato su un nome “Sasol” così fortemente autoreferenziale e localistico non costituisca ostacolo di sinergie con altre realtà territoriali, pubbliche e private, di carattere sovracomunale; se a fronte di un ambizioso obiettivo di notorietà nazionale ed internazionale che richiede una pianificazione pluriennale, è possibile conoscere nel dettaglio il piano strategico che dovrà seguire l’evento di lancio a novembre 2021; e quali accordi e quali strategie sono state messe in campo affinchè possa essere consolidato come un percorso turistico “enogastronomico”; se per la realizzazione di un evento per il quale è previsto un costo di 15.000 euro, si pensa di affidare un incarico a una ditta di promozione turistica; si chiede inoltre se questa Amministrazione è a conoscenza del fatto che il nome “Sasol” appartiene ad una multinazionale sudafricana che opera nel campo minerario, chimico ed energetico e che la medesima è presente con stabilimenti anche in Italia e che promuove la propria attività attraverso il sito www.sasolitaly.it. Se questa Amministrazione ritiene che tale coincidenza possa in qualche modo compromettere le pur condivisibili ambizioni di acquisire notorietà nazionale ed internazionale”.

 

Ha risposto l’Assessore al Turismo Massimo Malagoli.

“Cari Consiglieri, mi fa piacere che abbiate del tempo da passare in rete per trovare una ditta sudafricana che si chiama “Sasol”. Vi ringrazio per l’informazione. Vorrà dire che proporremo loro di acquistare la scritta “Sasol” che ora è in piazza Garibaldi; sempre che non si sia rovinata troppo a furia di essere fotografata, messa in rete e visionata da decine di migliaia di persone.  Web e social hanno come modello il gioco: su questo Vi consiglio la lettura di A. Baricco, The Game, Einaudi, 2019.  Noi abbiamo giocato e abbiamo vinto. Mi spiace per Voi, ma è un fatto: “Sasol” è piaciuta.

Vi tranquillizzo: la nostra amministrazione non ha intenzione di lanciare “Sasol” come elemento di attrazione turistica. Altrimenti ci saremmo comportati come la Vostra amministrazione quando ha sostituito la scritta “Sasol” con “Ceramicland” nei segnali turistici. A differenza Vostra, noi riconosciamo la validità delle iniziative altrui quando fanno il bene della nostra città e dei nostri cittadini.

Non sarebbe male, però, se un po’ di tempo lo dedicaste anche alla lettura delle delibere di Giunta. Avreste scoperto che il progetto “I Sassolini” è stato approvato per avviare la fase di ricerca dei finanziamenti. Leggendo con attenzione, avreste notato che il progetto “… prenderà avvio solo a seguito del reperimento delle risorse finanziarie necessarie.”. Quindi, non siamo ancora nelle fase di attuazione. E’ stata inviata una richiesta di contributo al Mibact e stiamo sviluppando altre azioni per il reperimento delle risorse finanziarie in collaborazione con la Camera di Commercio e Confcommercio Sassuolo. Infine, sulla vostra indicazione di “affidare un incarico a una ditta di promozione turistica” non intendo andare oltre su una questione che, in questa fase, ha più il sentore della turbativa che della richiesta di chiarimenti.

Se non fossi sicuro che Voi siete persone che amano Sassuolo, che hanno a cuore il bene della Città, che sentono profondamente il legame con le nostre tradizioni, mi sentirei allarmato da questo Vostro livore nei confronti del nome Sassuolo e delle sue declinazioni.

SASSUOLO, questo sì che sarebbe un bel marchio. Non è conosciuto al mondo come Ferrari, ma, a differenza di quello, ogni investimento su questo marchio avrebbe per la nostra comunità un ritorno diretto e immediato. In più è già molto usato.

Nel mondo della ceramica dalle nostre industrie. Nel mondo del calcio, almeno a livello nazionale, fa ormai parte del sentire comune.

Entrando in un supermercato, nel reparto dove ci sono i prodotti per la preparazione dei dolci, è lì che Vi stringe l’occhio con il Sassolino.

Consigliere Pistoni le faccio io una domanda: se si potesse, non le piacerebbe registrare in Camera di commercio la denominazione SASSUOLO, così come ha fatto con la denominazione CERAMICLAND? Sono sicuro di sì ed io sarei d’accordo con Lei. Anche perché, se avessimo nel bilancio comunale un centesimo di entrata per ogni volta che qualcuno usa SASSUOLO in campo commerciale, non staremmo qui ad accapigliarsi sui debiti di SGP o almeno lo faremmo con minore ansia.  Capisco il gioco delle parti, ma non fino al punto di sparare a zero su iniziative di successo, almeno di stampa finora, per il solo fatto che sono stati altri ad averle avviate.

Ma ora veniamo alla “visione” parola così cara all’attuale opposizione.

Ho un’altra domanda: che visione ha potuto mai avere un’amministrazione che per tanti anni ha delegato a terzi il Turismo della propria città?

Sassuolo si è trovato a ripartire dalle basi del turismo.

Ecco quello che stiamo cercando di fare, partendo anche da alcune valide esperienze della precedente amministrazione:

Ricettività:

è in fase di sottoscrizione un accordo tra Comune di Sassuolo e Gallerie Estensi, per l’implementazione dei servizi di informazione e accoglienza turista tramite la condivisione di spazi comuni che permettano di migliorare l’esperienza turistica dei visitatori del Palazzo Ducale di Sassuolo.

Offerta Turistica Condivisa:

per trasmettere al turista in arrivo nel nostro territorio un’immagine unitaria, forte, omogenea riguardo l’offerta turistica si è raggiunto un accordo con l’inserimento del nostro comune, nella rete IAT provinciale curata dal Comune di Modena, ne avete dimostrazione passeggiando per Modena dove nei cartelli Turistici posti in tutto il centro storico è ben visibile anche Sassuolo con la nostra Delizia.

Progetto Estense:

progetto promosso, finanziato e coordinato dal MiBACT in accordo con gli enti locali dei territori coinvolti, che ha come principale obiettivo la valorizzazione del territorio estense compreso tra Emilia–Romagna e Garfagnana, che vedrà Sassuolo come partner principale nella convenzione di sistema che si sta delineando insieme a Modena, Reggio Emilia, Ferrara e i Comuni della Garfagnana con l’obiettivo di coordinare e gestire itinerari culturali e tematici che permetteranno al turista di scoprire l’eredità estense assaporandone la bellezza ed il gusto, ancora oggi vivo e riconoscibile.

Collaborare in modo sinergico con società di incoming:

nella creazione di pacchetti ad hoc per le industrie, incentivando il turismo industriale del nostro distretto e i prodotti eno-gastronomici (vedi i Sassolini e il balsamico).

Il Museo Ferrari è e rimane un importante punto di attrazione per il nostro territorio in ambito turistico, ma fino a quando da una parte il nostro Comune non sarà in grado da dare una giusta e corretta dignità alla propria offerta turistica e dall’altra non si sarà capito come entrare nei pacchetti turistici che fanno di Maranello una meta mordi e fuggi, è inutile tentare di proporci come partner di completamento della visita alla Ferrari.

Ma noi stiamo lavorando proprio per raggiungere questo obiettivo.

Ps. Consiglio agli esponenti dell’opposizione di non fermarsi alle Premesse del Documento Unico di Programmazione, ma di leggere anche gli Obiettivi”.

 

Progetto Bike to work: interrogazione in Consiglio

Progetto Bike to work: interrogazione in Consiglio
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La terza interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri Serena Lenzotti e Vittorio Capitani del Pd, avente ad oggetto “Progetto Bike to work”.

“Considerato che – si legge nell’interrogazione – la Regione Emilia Romagna che assegna al Comune di Sassuolo un contributo pari ad euro 20.716,34 quale contributo per investimenti e euro 20.716,34 quale contributo per spesa corrente, per promuovere nuove strategie per un trasporto sostenibile al fine di contenere l’impatto negativo delle emissioni inquinanti nell’aria; si interrogano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere: quante domande sono pervenute agli uffici preposti per l’accoglimento delle stesse al 30.09.2020, quali le realtà che hanno aderito all’avviso pubblico Bike to Work promosso dal Comune di Sassuolo; che tipo di comunicazione e pubblicazione è stata fatta per promuovere l’avviso in questione volto all’erogazione dei contributi chilometrici per gli spostamenti casa lavoro effettuati con la bicicletta in sostituzione dell’automobile privata; perché non è stato prorogato il termine di scadenza del suddetto avviso pubblico nonostante siano ancora disponibili i fondi regionali; quale lo stato dei lavori relativamente all’azione 1 ossia la scelta di posare portabiciclette progetto definitivo-esecutivo, denominato “Progetto Bike to Work fornitura e posa in opera di portabiciclette sul territorio del Comune di Sassuolo”; se non ritengano che l’attuazione di un tale progetto, possa rappresentare un primo passo per rendere la città più sicura ed arrivare anche a dei percorsi protetti per permettere agli studenti di recarsi a scuola in bicicletta”.

 

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Ugo Liberi.

“Con riferimento al progetto “Bike to work” che prevede l’erogazione di incentivi chilometrici per gli spostamenti casa-lavoro effettuati in bicicletta, agli uffici preposti sono pervenute entro i termini previsti dal relativo avviso pubblico n.10 manifestazioni d’interesse da parte delle seguenti realtà: Studio dott Pizzetti Andrea; Autofficina San Giorgio srl; Foncer; Graniti Fiandre; Mattioli spa; Studio Immovilli Cristina; Autel srl; R.t.s. Srl; Liceo Scientifico “A.F. Formiggini”; Sassuolo Gestioni Patrimoniali srl.

Per promuovere e pubblicizzare l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per la partecipazione al progetto citato si è proceduto mediante: comunicati stampa (05/08/2020, 08/08/2020, 24/09/2020); pubblicazione sul sito internet istituzionale dell’ente (sia nella sezione Avvisi sia nella sezione Ambiente, verde e animali); avviso sulla pagina facebook istituzionale dell’ente.

Le azioni di comunicazione e pubblicizzazione del progetto sopraelencate sono state effettuate sia dopo l’approvazione con DGC e determina dirigenziale dei contenuti del progetto e dell’avviso pubblico, sia prima della scadenza dei termini per presentare la manifestazione di interesse.

Il termine di scadenza dell’avviso non è stato prorogato perché la scadenza del progetto prevista dal finanziamento regionale era fissata dalla Regione stessa al 31/12/2020. Con DGR n.1355/2020 tale termine è stato prorogato al 30/09/2021, pertanto gli Accordi attualmente sottoscritti saranno prorogati, con l’assenso delle realtà locali partecipanti al progetto, non appena arriverà la conferma da parte della Regione di riaccertamento sul 2021 delle somme impegnate a titolo di cofinanziamento in spesa corrente nel 2020. A gennaio infatti gli uffici preposti del Comune di Sassuolo hanno formalmente aggiornato la Regione sullo stato di attuazione dei progetti cofinanziati, chiedendo il riaccertamento sul 2021 delle somme non spese nel 2020.

Il progetto esecutivo “BIKE TO WORK – FORNITURA E POSA IN OPERA DI PORTABICICLETTE SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI SASSUOLO” è stato approvato con D.G.C. n.  265 del 23/12/2020 ed attualmente sono in fase di redazione da parte di SGP gli atti necessari all’affidamento dell’appalto di fornitura e posa.

Il progetto “BIKE TO WORK” ha l’obiettivo di promuovere modalità di trasporto che inducano alla progressiva riduzione dell’utilizzo del mezzo privato motorizzato a favore di modalità di trasporto, quali la bicicletta, orientate alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento della salute, della sicurezza e del benessere della popolazione.

L’iniziativa, in linea con l’obiettivo del PUMS di promuovere la mobilità sostenibile, si integra con le politiche attuate e in corso, che hanno portato appunto all’approvazione del PUMS e del biciplan di Distretto e prevedono attività di progettazione e realizzazione o miglioramento/adeguamento delle infrastrutture (percorsi ciclabili, zone 30, portabiciclette, …) a servizio della mobilità ciclistica”.

 

Interrogazione sul piano di potatura e abbattimento degli alberi

Interrogazione sul piano di potatura e abbattimento degli alberiLa seconda interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri Vittorio Capitani e Serena Lenzotti del Partito Democratico, avente ad oggetto “Piano di potatura e abbattimento di alberi sull’intero territorio cittadino”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – in data 14 gennaio è stato annunciato un piano di potatura e abbattimento di 285 alberi presenti sul territorio urbano; in data 18 febbraio è stato dichiarato da parte dell’Amministrazione Comunale la potatura di 51 tigli e l’abbattimento di 15 presenti in via Radici in Piano; l’inizio dell’intervento in via Radici in Piano è stato dichiarato per il giorno 23 febbraio; il Sindaco Menani ha dichiarato che “non è possibile lasciare ulteriormente alberi di così grandi dimensioni in una strada come via Radici tanto trafficata dalle auto ma, anche da ciclisti e pedoni. Alberi che rischiano di cadere e di creare pericoli ai passanti”. Si interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere: quali valutazioni sono state effettuate sugli alberi in oggetto in materia di sicurezza della circolazione stradale di veicoli e persone? Quale progetto di sostituzione delle piante sostituite sono previste, alla luce dei criteri di quantità e di selezione delle specie disciplinate dal Regolamento del Verde Urbano? Quali tempistiche sono previste per tali interventi? Sono previsti lavori di miglioramento della circolazione per pedoni e ciclisti a livello della carreggiata di via Radici chiusa per lavori?”

 

Ha risposto il Sindaco Gian Francesco Menani.

“Quali valutazioni sono state effettuate sugli alberi in oggetto in materia di sicurezza della circolazione stradale di veicoli e persone?

Le alberature radicate sui fronti Est e Ovest di via Radici in Piano, nel tratto compreso tra il Cavalcavia G. da Verrazzano e via Pedemontana (in totale n. 50 esemplari), sono state sottoposte (ad opera di una figura professionale qualificata, Dr. Agronomo) a verifica di stabilità visiva e strumentale al fine di determinarne le condizioni strutturali/sanitarie e poter quindi pianificare i più idonei interventi manutentivi.

Quale progetto di sostituzione delle piante sostituite sono previste, alla luce dei criteri di quantità e selezione delle specie disciplinate dal Regolamento del Verde Urbano?

L’appalto all’interno del quale sono state inserite le essenze arboree di via Radici in Piano, che prevedrà inoltre interventi manutentivi anche sul 2° blocco di alberature (compreso tra via Pedemontana e via dell’Artigianato), da programmarsi per il prossimo autunno, visto l’imminente avvio della stagione primaverile che imporrà l’interruzione delle attività di potatura in ragione della ripresa vegetativa, non includerà, al momento, interventi di piantumazione su sede stradale, avendo come priorità la rimozione dei possibili rischi verso i fruitori (schianti, cadute, ecc.) ed interventi cesari mirati, in grado di migliorare le condizione delle piante attraverso operazioni di diradamento ed eliminazione delle branche danneggiate, evitando sulle stesse mutilazioni immotivate della chioma.

La varietà ipotizzata per le compensazioni sarà la medesima (tiglio), nel rispetto dei contenuti del Regolamento del verde in vigore c/o il Comune di Sassuolo, che individua l’area oggetto di intervento come “ambito urbano”, permettendo quindi una maggior elasticità nella scelta delle essenze, in considerazione dell’importanza attribuita ai valori estetici ed ornamentali in un contesto a forte antropizzazione.

Quali tempistiche sono previste per tali interventi?

E’ intenzione dell’Amministrazione avviare interventi di piantumazione sulle sedi stradali manutentate, compatibilmente con le risorse disponibili e l’assenza di vincoli oggettivi, quali per esempio, la presenza di sotto servizi (condutture sotterranee acqua, luce, gas, telefono, fibra ottica), purtroppo già rilevati lungo i marciapiedi pubblici posti all’interno delle vecchie urbanizzazioni ( ove risultano piantumate al loro interno le alberature) o qualora si ravvisi un inadeguato dimensionamento dei marciapiedi e delle relative aiuole di contenimento, limiti che di fatto impedirebbero il corretto attecchimento e sviluppo dell’alberatura, vanificando l’intervento di nuova piantumazione.

Sono previsti lavori di miglioramento della circolazione per pedoni e ciclisti a livello della carreggiata di via Radici chiusa per lavori?

Trattandosi di un cantiere mobile, l’impresa avrà l’onere di allestire l’area oggetto di intervento attraverso l’apposizione della necessaria segnaletica di preavviso, inoltre, operando in ambito urbano e a margine della carreggiata a doppio senso di marcia, saranno presenti n. 2 movieri, incaricati della regolamentazione dei flussi di traffico.

La durata dei lavori e la progressione continua degli stessi nell’arco della medesima giornata, non giustificherebbe interventi di modifica della circolazione attraverso la creazione di una segnaletica orizzontale di cantiere (gialla)”.

Consiglio comunale: la risposta all’interrogazione sugli alloggi ERP

Consiglio comunale: la risposta all’interrogazione sugli alloggi ERP
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La prima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri Serena Lenzotti, Maria Savigni e Vittorio Capitani del Partito Democratico, avente ad oggetto “Interventi di riqualificazione degli edifici Erp del Comune di Sassuolo a seguito delle agevolazioni da decreto legge n.34/2020, convertito in legge n.77/2020”.

“Considerato che – si legge nell’interrogazione – la gestione manutentiva degli edifici Erp è data in concessione ad Acer Modena, il quale ha la conoscenza storica dello stato degli alloggi e degli edifici e ne cura le manutenzioni ordinarie e straordinarie, si interrogano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere: quanti edifici di proprietà con appartamenti Erp possiede il Comune di Sassuolo? quanti di questi edifici sono a totale proprietà pubblica? E quanti di proprietà mista? Quali sono gli interventi previsti negli edifici Erp del Comune? Quali criteri sono stati adottati per scegliere gli edifici Erp destinatari degli interventi? Il Comune dovrà aggiungere risorse economiche per la realizzazione degli interventi in oggetto? Il Comune dovrà affiancare proprie risorse umane per la realizzazione degli interventi in oggetto? I benefici che si otterranno anche in termini di vantaggi economici nella gestione degli appartamenti (vedi ad esempio il costo delle utenze) avrà degli effetti sul calcolo degli affitti Erp e/o sulla gestione generale dei nuclei famigliari?”.

 

Ha risposto il Vicesindaco, con delega al Patrimonio, Camilla Nizzoli.

“Gli edifici nei quali è presente almeno un appartamento ERP, di proprietà del Comune di Sassuolo, sono 36.

Quanti di questi edifici sono a totale proprietà pubblica? E quanti di proprietà mista?

Gli edifici a totale proprietà pubblica sono 15 mentre gli edifici in proprietà mista sono 21

Quali sono gli interventi previsti negli edifici ERP e quali criteri sono stati adottati per scegliere gli edifici ERP destinatari degli interventi?

La prima scelta effettuata è stata quella di dare priorità agli edifici ad intera proprietà pubblica, per conformità alle norme previste dalla legge citata. Sono stati effettuati i primi sopralluoghi preliminari, al fine di inviduarne le necessità e le caratteristiche compatibili ai criteri richiesti dalla normativa.

Alla data del 15/02/2021 sono stati selezionati 4 edifici, tra quelli a totale proprietà pubblica, che contano complessivamente 86 appartamenti, edifici per i quali sono iniziate verifiche più approfondite rispetto alla possibilità di effettuare i lavori.

Le verifiche sono di 2 tipi:

–           La verifica tecnica, cioè riguardante anche i costi accessori, da aggiungere a quanto può rientrare nella detrazione al fine di valutare la spesa effettiva finale.

–           La verifica amministrativa, cioè di valutazione di tutte le pratiche occorrenti per gli affidamenti e le realizzazioni dei passaggi tecnici, edili ed economici. Infatti, essendo le scadenze normative molto ben definite e improrogabili, è necessaria un’analisi che dia risultati certi.

E’ in corso anche un confronto con ACER Modena, per verificare la possibilità di affidare loro tutta la realizzazione, con una variazione dell’attuale concessione in corso.

In tutti gli edifici si procederebbe all’isolamento termico tramite cappotto, al cambio degli infissi e all’installazione di caldaie a basso consumo ed emissione fumi. In un edificio si rifarebbe anche il tetto; mentre in un altro si stanno valutando anche interventi di consolidamento.

Il Comune dovrà aggiungere risorse economiche per la realizzazine degli interventi in oggetto?

Tutti gli interventi da Superbonus avranno costi aggiuntivi, dovuti a spese accessorie e/o non detraibili, secondo le norme attuali. La copertura dei costi aggiuntivi è assicurata dalla disponibilità canoni e dai ricavi dalla vendita degli edifici ERP di via Respighi 46 e don Minzoni 4. Si può ipotizzare che per ogni intervento ci siano costi aggiuntivi variabili tra il 10% e il 15% della cifra totale.

Il Comune dovrà affiancare risorse umane per la realizzazione degli interventi in oggetto?

E’ allo studio la possibilità di affidare all’esterno il maggior numero possibile delle attività richieste, in quanto ci sono spazi dati dalla normativa. Resterà comunque almeno un referente interno per supervisionare tutte le operazioni.

Per quanto riguarda l’ultimo quesito posto, a seguito del miglioramento della classe energetica e secondo le norme di calcolo dei canoni, è da verificare se gli stessi canoni rientreranno nei criteri di aumento previsti fino al 10-15%. La verifica dipenderà dalla classe energetica effettivamente raggiunta a seguito degli interventi di riqualificazione.  Si deve comunque considerare, che tutti gli inquilini degli edifici interessati, godranno di un risparmio dei costi di gestione delle utenze che varia a seconda dei rispettivi consumi. E’ stato inoltre comunicato da ACER Modena che ci sarà una diminuzione media per appartamento di circa 450mc all’anno di consumo del gas metano da riscaldamento e una diminuzione media di 900kg all’anno di CO2 per appartamento”.

 

 

Gli appuntamenti sassolesi per l’8 marzo

Gli appuntamenti sassolesi per l’8 marzoSi articoleranno durante tutto il mese di marzo i tre appuntamenti sassolesi organizzati dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico in occasione dell’8 Marzo, Festa della donna.

“A causa delle restrizioni imposte dal contenimento al contagio da Covid 19 – afferma l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Camilla Nizzoli – anche quest’anno non ci è stato possibile organizzare manifestazioni pubbliche o iniziative in piazza per celebrare nel migliore dei modi la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” ma abbiamo optato per tre appuntamenti capaci di coniugare il rispetto delle normative di contenimento e lo spirito di questa giornata.

Due di essi saranno on line, ai quali si potrà partecipare collegandosi al canale Youtube del Comune di Sassuolo, e offriranno testimonianze inedite di donne straordinarie e delle loro conquiste; la terza punta a lasciare un simbolo in città: una panchina colorata di quel rosso emblema della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”.

Il primo appuntamento si svolgerà lunedì 8 marzo, a partire dalle ore 20,30 sul canale youtube del Comune di Sassuolo: verrà mostrato il cortometraggio “Conciliare stanca” (11′, regia di Francesco Zarzana), sul tema della violenza di genere. Il corto, introdotto dall’Assessore alle Pari Opportunità, Camilla Nizzoli, sarà seguito da una conversazione tra il regista e l’attrice protagonista, Carmen Di Marzo.

Venerdì 12 marzo, sempre a partire dalle ore 20,30 e sempre on line sul canale youtube del Comune di Sassuolo, verrà mostrato il video-documentario “Maternità (dis)incantate. Otto storie di donne tra tempi di vita e di lavoro” (regia di Valentina Arena – Associazione Insolita), proposto dal Centro Documentazione Donna di Modena all’interno del progetto “ConciliaMO. Ricerca/azione per promuovere la conciliazione, il benessere e l’empowerment femminile nel mondo del lavoro attraverso il contrasto degli stereotipi e la condivisione del lavoro di cura tra le donne e gli uomini a Modena”. Il video-documentario, introdotto dall’Assessore alle Pari Opportunità, Camilla Nizzoli, sarà seguito da una conversazione tra Natascia Corsini del Centro Documentazione Donna di Modena e la regista.

Chiuderà il ciclo di appuntamenti organizzati in occasione delle celebrazioni per la Festa della Donna, l’inaugurazione di una panchina rossa al Parco Albero d’Oro: domenica 21 marzo a partire dalle ore 9,30 la cittadinanza è invitata a colorare di rosso una panchina presso il Parco Albero d’Oro (vialetto davanti agli orti, Via Pirandello), nel rispetto delle normative per il contenimento della pandemia. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Orti e Bonsai Albero d’Oro e Auser, all’interno del progetto #sassuolocittattiva.

Il Pd sassolese presenta in diretta Facebook l’ultimo libro dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini

Il Pd sassolese presenta in diretta Facebook l’ultimo libro dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini

“Cosa serve ai nostri ragazzi – I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti”: è questo il titolo dell’ultimo libro dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini che lo stesso autore presenterà, la sera di giovedì 4 marzo, nel corso di un incontro online organizzato dal Pd di Sassuolo.

Prenderanno parte all’iniziativa anche l’europarlamentare Pd Elisabetta Gualmini e la dirigente scolastica del Liceo Formiggini di Sassuolo Christine Cavallari. L’appuntamento per tutti è alle ore 20.30 sulla Pagina Fb Pd Sassuolo.

 

 

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