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Comune di Sassuolo
venerdì, 31 Luglio 2026
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Continua la riqualificazione di via Vittorio Veneto

Continua la riqualificazione di via Vittorio Veneto

A fine marzo termineranno i lavori di pavimentazione e riqualificazione dei marciapiedi in via Vittorio Veneto. L’ultima tranche dell’intervento riguarda il tratto di strada, davanti a piazza Ciro Menotti.

La chiusura totale al traffico sarà istituita nel tratto da via Gramsci/via Santuario a via Bonicontro/via Ferri.

Verrà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata, dall’altezza dell’edicola fino al municipio, sarà consentito, quando tecnicamente possibile, il transito esclusivamente dei veicoli dei residenti e dei mezzi di soccorso. E’ istituito il doppio senso di marcia nel tratto di via Vittorio Veneto da via Bonincontro/via Ferri a via Marconi/via Statale ovest.

Continua il divieto di transito su tutta via Vittorio Veneto ai mezzi di SETA, per cui è confermata la deviazione sul percorso alternativo.

Anche a Sassuolo arriva la protesta dei ristoratori di CNA

Anche a Sassuolo arriva la protesta dei ristoratori di CNAI locali sassolesi de Il Pifferaio Magico e di MangiaMò hanno aderito all’iniziativa di sensibilizzazione lanciata da CNA in tutta la provincia e alla quale hanno aderito oltre 40 imprenditrici e imprenditori del settore, per evidenziare lo stato di crisi dei bar e ristoranti e sollecitarne la riapertura, eventualmente con protocolli più stringenti di quelli attuali. Un tavolo davanti al proprio locale con una candela, “a simboleggiare luci che stanno lentamente ma inesorabilmente spegnendosi”.

Presente, insieme al direttore CNA Sassuolo Saverio Marmo,  al segretario provinciale CNA Modena Alberto Papotti e al Presidente CNA Sassuolo Lapo Secciani, anche l’assessore allo sviluppo economico Massimo Malagoli a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione a una categoria in forte difficoltà.

“Una manifestazione partecipata e condivisa attuata nel pieno rispetto delle regole -commenta Lapo Secciani, Presidente di CNA Sassuolo- per sottolineare come, senza riaperture, questa categoria rischia di lasciare per strada centinaia di imprese; serve agire adesso. Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono allo stremo, hanno investito per mettere a norma i propri locali, ma nonostante questo gli è impedito svolgere la propria attività; a novembre il decisore politico ha chiuso i locali per permettere loro di lavorare nel periodo di Natale, nel periodo di Natale hanno detto che non si poteva riaprire perché altrimenti sarebbe salito RT, cosa per altro avvenuta nonostante le chiusure, a dimostrazione che non sono i locali i principali luoghi di diffusione del virus.”

Secondo l’Associazione, si tratta di porre rimedio alle incongruenze delle attuali limitazioni.

Ecco le richieste di CNA per il settore:

  • Immediati ristori per tutte le attività della filiera;
  • Sospensione delle bollette di luce e gas (in alternativa, la loro defiscalizzazione)
  • Possibilità di apertura nell’ora di pranzo in zona arancione;
  • Apertura serale sulla base di un rafforzamento dei protocolli: 1) distanziamento minimo tra i tavoli assicurato da separé o, in assenza, da una distanza minima di due metri 2) chiusura alle 21.30 per il rispetto del coprifuoco.

“Nel rispetto delle regole noi andremo avanti, affinché il decisore politico ascolti le nostre proposte e permetta a questo settore di poter ricominciare a lavorare” conclude Secciani.

 

L’assessore Ruini ricorda Gabriele Canotti

L’assessore Ruini ricorda Gabriele Canotti

L’Assessore alla Pubblica Istruzione e al Bilancio del Comune di Sassuolo, Corrado Ruini, si unisce al ricordo di Gabriele Canotti scomparso alcuni giorni fa.

“Ci uniamo al ricordo e al cordoglio per la scomparsa di Gabriele Canotti, 80 anni – dichiara l’Assessore – una figura molto conosciuta a Sassuolo che ha ricoperto ruoli apicali in Marazzi e Florim. Un manager che ha rappresentato un’epoca importante per Sassuolo, conosciuto e apprezzato da tanti per le sue capacità organizzative declinate con uno stile schietto e sostenuto dai valori sani e forti. Una persona che ha contribuito allo sviluppo e al successo del distretto sassolese, fortemente legato ai valori della famiglia, per lunghi anni si è speso anche per opere di volontariato presso la sua parrocchia San Pietro in Rometta che ha aiutato a crescere negli anni sotto la guida degli storici parroci che dalla sua fondazione l’hanno guidata. Lascia un esempio positivo a Sassuolo. Un pensiero alla famiglia: la moglie Paola e i figli l’ingegnere Cristiano anche lui molto conosciuto per il suo valore nel mondo ceramico ed Angelo”.

 

Il servizio civile universale, un incontro on line per presentare i progetti

Il servizio civile universale, un incontro on line per presentare i progetti

Un’opportunità on line per i ragazzi che vorranno prendere parte ad uno dei progetti di Servizio Civile presentato dai Comuni del Distretto Ceramico.

Martedì 9 febbraio, a partire dalle ore 17,30 sulla piattaforma Meet di Google, si svolgerà un incontro in cui verrà approfondito il Servizio Civile Universale e soprattutto le possibiltà offerte nei vari progetti dai Comuni del distretto ceramico.

Per ricevere il link di partecipazione basta inviare una email a massimo@serciv.it

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 31 gennaio

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 31 gennaio

Cielo coperto o molto nuvoloso, con precipitazioni da deboli a moderate sparse sul territorio, in attenuazione nel corso del primo pomeriggio. Quota neve che varia dai 500 metri dell’appennino occidentale ai 700 metri sul resto dei rilievi.

Temperature: minime in lieve aumento comprese tra 4 e 7 gradi; massime in lieve diminuzione comprese tra 6 e 10 gradi.

Venti: deboli da nord-ovest in pianura e sui rilievi, deboli-moderati da nord-est con rinforzi sul ferrarese, settore costiero e rilievi.

Mare: da mosso a molto mosso.

(Arpae)

Maranello: in bici da casa al lavoro, prorogato il “Bike To Work”

Maranello: in bici da casa al lavoro, prorogato il “Bike To Work”Oltre 2000 chilometri percorsi per raggiungere il posto di lavoro in bicicletta, 12 aziende del territorio coinvolte, un risparmio calcolato di 367 chilogrammi di anidride carbonica.
Sono i primi numeri del Bike To Work, il progetto avviato dall’amministrazione comunale che nei primi quattro mesi, tra agosto e novembre dello scorso anno, ha fatto registrare le prime adesioni all’insegna dell’obiettivo di ridurre l’impatto inquinante della mobilità negli spostamenti casa-lavoro incentivando l’utilizzo della bicicletta.

Progetto che ora viene rilanciato con la proroga dei termini per partecipare: le aziende interessate che ancora non l’hanno fatto potranno aderire dal 1 febbraio al 30 settembre di quest’anno. I contributi erogati saranno disponibili fino ad esaurimento fondi.
“Sono soddisfatta del numero delle ditte che hanno aderito”, è il commento di Chiara Ferrari, assessore a mobilità e smart city. “Mi auguro che il progetto con questa proroga possa avere nuovo slancio soprattutto in vista della primavera, con l’adesione di altre aziende del territorio”.

Invariate le modalità organizzative: il progetto prevede un contributo economico regionale, messo a disposizione dal Comune, per promuovere nuove strategie per il trasporto sostenibile negli spostamenti casa-lavoro. Ogni azienda, dopo aver manifestato il proprio interesse, aderisce all’iniziativa sottoscrivendo un accordo con l’amministrazione comunale, individuando i dipendenti che intendono prendere parte al progetto. Ad ogni dipendente che partecipa viene erogato un incentivo chilometrico relativo allo spostamento casa-lavoro nella misura massima di 20 cent/km fino ad un massimo di 50 euro al mese. Per calcolare i chilometri percorsi e per quantificare l’erogazione dell’incentivo, ogni dipendente attiva una specifica app gratuita sul proprio cellulare, che verifica il tragitto e le distanze percorse dall’abitazione alla sede del lavoro, permettendo inoltre di quantificare le emissioni di CO2 evitate.

Per le aziende è anche un modo per incrementare il proprio welfare aziendale e contribuire al percorso di sensibilizzazione del proprio personale sui temi della mobilità sostenibile e sull’esigenza della riduzione delle emissioni di gas inquinanti. Al progetto possono partecipare le imprese che hanno sede nel territorio comunale di Maranello.

Dal 31/1 l’Emilia Romagna torna gialla

Dal 31/1 l’Emilia Romagna torna giallaL’Emilia-Romagna e la gran parte delle regioni italiane in zona gialla. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà a breve nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 31 gennaio.

Saranno in area arancione Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano.

La zona gialla non significa che essere fuori dall’emergenza. Restano infatti restrizioni.

Queste le principali misure da rispettare in zona gialla:

-Coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00

-Fino al 15 Febbraio sono vietati gli spostamenti in entrata ed in uscita tra Regioni diverse o Province Autonome. Sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione

-E’ possibile il rientro presso le seconde case, solo se comprovato da un titolo con data certa anteriore al 14 gennaio 2021. La casa deve essere abitata solo da persone appartenenti al nucleo familiare dell’avente titolo. Necessario presentare copia del titolo di godimento con data certa o, eventualmente, autocertificazione. La falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

-Autocertificazione sempre richiesta dalle 22:00 alle 05:00 (ore di coprifuoco) e per spostamenti verso altra Regione o Provincia Autonoma giustificati da motivi di salute, necessità o lavoro

-All’interno della propria Regione, è fortemente raccomandato di non spostarsi, dalle 5:00 alle 22:00, salvo che per esigenze di lavoro, studio, salute, necessità e per usufruire di servizi non sospesi

-Consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata (visite ad amici e parenti), all’interno della propria Regione, una sola volta al giorno fra le 5.00 e le 22.00, nei limiti di due persone. Sono esclusi dal conteggio minori di anni 14, disabili o non autosufficienti conviventi

-Ricongiungimento tra partner consentito presso il luogo corrispondente a quello di residenza, domicilio o abitazione della coppia, escluse seconde case e hotel (eventualmente anche in un’altra Regione)

-Ristoranti aperti fino alle ore 18:00. Consegna a domicilio sempre consentita. Consentito asporto dalle 5:00 alle 22:00
Bar, gelaterie e pasticcerie aperte fino alle ore 18:00.

-Consegna a domicilio sempre consentita. Vietato asporto dopo le 18:00 (per le attività identificate da codici ATECO 56.3 e ATECO 47.25)

-Mostre e musei aperti nei giorni feriali

-Chiusi palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta salva l’erogazione di prestazioni riabilitative o terapeutiche. Restano aperti centri e circoli sportivi solo per attività sportiva di base all’aperto

-Chiusi teatri e cinema

-Chiusi sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò

-Chiuse le università salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori

-Didattica a distanza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% per le scuole superiori, salvo diversa ordinanza regionale
Didattica in presenza con obbligo mascherina per scuole elementari e medie

-Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi
Sempre aperte farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole

-Consentita assistenza a parenti o amici non autosufficienti, nel rispetto dei protocolli anti-covid

-Parrucchieri e centri estetici aperti

-Negozi aperti

-Chiese aperte e funzioni religiose consentite nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal governo

-Restano aperte le industrie ed i cantieri

-Capienza massima dei mezzi pubblici al 50%

-Smart working ove possibile

-Vietate feste al chiuso, sagre, fiere ed eventi analoghi

-Vietati sport di squadra amatoriali

-Consentiti sport individuali all’aperto

-Chiusi impianti sciistici fino al 15 Febbraio

Ondulati Maranello, l’Assessore regionale Colla: “L’azienda deve rimanere nella zona, spostarla a 90 chilometri di distanza è una delocalizzazione e non un trasferimento”

Ondulati Maranello, l’Assessore regionale Colla: “L’azienda deve rimanere nella zona, spostarla a 90 chilometri di distanza è una delocalizzazione e non un trasferimento”“La forza della Ondulati Maranello è territoriale, e le grandi competenze che sono presenti in questa azienda non si creano da un giorno all’altro: spostare il luogo di lavoro a 90 chilometri di distanza è una delocalizzazione, non un trasferimento”. Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, oggi al tavolo istituzionale di aggiornamento sulla vicenda della Ondulati Maranello Spa, alla ricerca di nuovo sito produttivo dopo la vendita dell’area attuale di insediamento al gruppo Ferrari.

Obiettivo del tavolo odierno (a cui erano presenti oltre all’assessore Colla il sindaco di Maranello Luigi Zironi, la direzione dell’azienda, un rappresentante di Confindustria Emilia Centro, le organizzazioni sindacali Cgil e Cisl territoriali, la Slc-Cgil di Modena nonché i rappresentanti dei lavoratori) verificare le soluzioni individuate dai vertici aziendali per preservare la produzione in Emilia-Romagna, dove sono presenti i principali e più importanti clienti dell’azienda che produce cartone ondulato per imballaggio.

“Per garantire la continuità produttiva sul territorio occorre ricercare soluzioni nell’area di Maranello o dei comuni limitrofi- ha ribadito l’assessore Colla-. Invito l’azienda a non creare sradicamento e turbolenza sociale, ma piuttosto a guardare alle prospettive future per un comparto, come quello del cartone, destinato a crescere di fronte all’abbandono delle plastiche”.

Le opzioni presentate oggi dall’azienda riguardano soluzioni nei territori modenese, bolognese e mantovano. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato nel corso dell’incontro la necessità di ricercare insediamenti compatibili con il mantenimento dell’occupazione, e hanno ribadito che la soluzione è praticabile solo nel territorio di Maranello o nei comuni limitrofi. Il sindaco di Maranello ha assicurato che dal punto di vista tecnico e urbanistico, è disponibile all’interno del territorio del proprio comune un’area compatibile con le esigenze aziendali.

“È interesse dalla Regione lavorare per garantire la permanenza dell’impresa e dei lavoratori sul territorio, sia per la tenuta sociale che per garantire all’azienda le competenze e le abilità necessarie a sviluppare il proprio piano industriale a servizio di importanti clienti che hanno in Emilia-Romagna- ha detto Colla-. Se questo non fosse possibile, il tavolo istituzionale regionale esaurirebbe la propria funzione e la vertenza passerebbe a un tavolo ministeriale. La Regione- ha concluso- se l’azienda rimarrà in Emilia-Romagna mantenendo i livelli occupazionali, è disponibile a sostenere gli investimenti innovativi in tecnologia e ricerca nel settore del packaging, verso una transizione green quale valore aggiunto del prodotto, ma anche dello stabilimento e del ciclo produttivo”.

(immagine d’archivio)

Il Rotary al servizio della comunità. ‘Le cure domiciliari in era COVID: il ruolo della telemedicina’ Laboratorio on line

Il Rotary al servizio della comunità. ‘Le cure domiciliari in era COVID: il ruolo della telemedicina’ Laboratorio on lineNiente sarà più come prima. La crisi pandemica sanitaria, economica e sociale ha ancor di più posto al centro dell’attenzione la salute della persona.

D’altro canto, siamo coinvolti nella quarta rivoluzione Industriale che porterà a una maggiore digitalizzazione e automatizzazione della società. Sono trascorsi meno di 10 anni dalla comparsa del termine Industria 4.0, ma già qualcuno parla di Industria 5.0 o per meglio dire Società 5.0 che si concentrerà sul ritorno delle mani e delle menti umane nel contesto industriale e sociale.

E’ la rivoluzione in cui uomo e macchina si riconciliano e trovano il modo di lavorare insieme per migliorare la vita delle persone.

Questi alcuni spunti di riflessione, alla base del laboratorio di idee online “Le cure domiciliari in era COVID: il ruolo della telemedicina, in programma sabato 30 gennaio dalle ore 10.00 alle ore 12.00, organizzato dalla Commissione Azione Internazionale e Sottocommissione Relazioni Internazionali del Distretto Internazionale Rotary Emilia-Romagna e San Marino.  L’evento moderato da Maily Anna Maria Nguyen, presidente sottocommissione relazioni Internazionali di supporto ai progetti di Club, sarà trasmesso in diretta alla pagina Facebook del Rotary Distretto 2072 al link https://www.facebook.com/events/280381707058932/

Interverranno: il governatore Adriano Maestri, il governatore nominato Luciano Alfieri; Paolo Pasini Pdg presidente Commissione Azione Internazionale; l’esperto del DRN Salvatore De Franco; il professor Antonio Vittorino Gaddi presidente della Società Italiana di Salute Digitale e Telemedicina; Mattia Altini, direttore Sanitario Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna; Gabriele Rinaldi, dirigente Authority Repubblica San Marino, Alessandro Chiari medico di Medicina Generale di Reggio Emilia; Matteo Cestari, Ingegnere Omitech Robot Padova.

Nel corso del laboratorio di idee online si condivideranno le esperienze nell’uso delle tecnologie che sono state utilizzate fino a oggi in tema di cure domiciliari. Obiettivo dell’incontro è sollecitare la creazione di iniziative pilota, migliorando quello che è già esistente, al fine di supportare il nostro territorio a far fronte alle sfide post-coronavirus cercando di creare economie di scala e di specializzazione.  Parole chiavi dell’incontro: telemedicina a sostegno della domiciliarità, per la comunità in salute, sanità sicura, fattibile, conveniente, fruibile, che riduce i tempi burocratici dei servizi e recupera spazi di cura e relazione.

“L’accentramento delle competenze ha creato in molti poli ospedalieri dei centri di eccellenza per la cura e la ricerca di malattie rare e anche diffuse – afferma il governatore Adriano Maestri del Rotary Distretto 2072 –Questo modello va salvato senza dubbi ma ciò non deve contrastare con una sanità diffusa, che la pandemia ha mostrato di essere indispensabile. La capacità di seguire i malati senza necessariamente allontanarli dalla loro abitazione può migliorare l’assistenza e la cura e ridurre i costi derivanti dall’ospedalizzazione, ma servono investimenti, specie in tecnologie oggi disponibili, per rendere efficace ed efficiente questo metodo”

Seta in merito allo sciopero del personale di Holacheck previsto lunedì 1 febbraio

Seta in merito allo sciopero del personale di Holacheck previsto lunedì 1 febbraioSeta informa gli utenti del bacino modenese che per lunedì 1 febbraio 2021 è stato indetto uno sciopero del personale di Holacheck, società che gestisce le attività di sportello delle biglietterie aziendali della provincia di Modena. I servizi di biglietteria restano comunque garantiti con le seguenti modalità:

  • Autostazione di Modena dalle ore 06:30 alle ore 08:30 e dalle ore 12:00 alle ore 16:00;
  • Altre biglietterie (Carpi, Castelfranco Emilia, Mirandola, Pavullo, Sassuolo, Vignola) dalle ore 07:30 alle ore 08:30 e dalle ore 12:30 alle ore 13:30.

Nelle fasce non garantite potrebbero verificarsi disagi.

Per l’acquisto di biglietti e/o la ricarica degli abbonamenti restano regolarmente operativi tutti gli altri canali di vendita:

  • biglietteria online
  • emettitrici automatiche (disponibili nelle biglietterie di Modena Autostazione, Modena FS, Mirandola, Pavullo, Sassuolo, Vignola)
  • rivendite autorizzate
  • sportelli bancomat Unicredit e Gruppo Intesa Sanpaolo
  • app SETA e Roger

Sui mezzi urbani è possibile acquistare il biglietto mediante le emettitrici automatiche (le macchinette non danno resto: si consiglia di munirsi di moneta adeguata).

Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare il servizio di informazioni telefoniche di SETA al numero 840 000 216 oppure via WhatsApp al numero 334 2194058.

Ridotto dalla legge nazionale, da 400 a 300, il numero minimo di alunni iscritti perché una scuola possa avere proprie figure dirigenziali

Ridotto dalla legge nazionale, da 400 a 300, il numero minimo di alunni iscritti perché una scuola possa avere proprie figure dirigenzialiUna buona notizia per il mondo della scuola, soprattutto per le strutture più piccole: è stato portato a 500, e a 300 in caso di complessi situati nei comuni montani, il numero di studenti iscritti per avere diritto all’assegnazione del dirigente scolastico e del direttore dei servizi generali e amministrativi.

La modifica alla normativa nazionale, introdotta con la Legge di bilancio e già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, permette di tirare un sospiro di sollievo anche in Emilia-Romagna, dove alcune scuole delle aree montane – tra cui quelle nei comuni di Bedonia (Parma) e Pennabilli (Rimini) – correvano il rischio di perdere nuovamente queste figure fondamentali e di vederle sostituite con dirigenti scolastici reggenti, incaricati presso altre istituzioni. Dal prossimo anno scolastico (2021/2022) potranno, infatti, superando la quota di 300 alunni, richiedere quanto tolto nell’anno in corso.

Un risultato ottenuto anche grazie all’impegno della Regione, delle Amministrazioni comunali e delle stesse scuole, da mesi impegnate con il Governo per ottenere questa modifica.

“Siamo soddisfatte perché, anche grazie a un proficuo lavoro di squadra svolto sul territorio, è stato raggiunto un risultato molto importante per le nostre comunità appenniniche- sottolineano le assessore regionali alla Scuola, Paola Salomoni, e alla Montagna, Barbara Lori-. Era una battaglia giusta, perché è giusto che le leggi vengano fatte non solo sulla base dei numeri, ma delle esigenze e delle peculiarità dei territori, soprattutto quando si parla di aree, come quelle montane, rispetto alle quali l’impegno di questa Regione per evitarne lo spopolamento e rafforzarne i servizi è massimo. Ci auguriamo vivamente- concludono Salomoni e Lori- che le soglie minime introdotte sul numero di alunni vengano mantenute anche per i prossimi anni”.

La precedente normativa prevedeva ‘l’acquisizione e il mantenimento della personalità giuridica’, con la conseguente assegnazione di un dirigente scolastico e di un direttore dei servizi generali e amministrativi, per gli istituti di istruzione con popolazione scolastica di almeno 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Con il cambiamento introdotto, per l’anno 2021/2022 si passa a 500 unità, che vengono ridotte a 300, appunto, per le scuole situate nelle piccole isole, nei comuni montani (è il caso dell’Emilia-Romagna) o nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Agricoltura, proposta una nuova ripartizione dei fondi del Programma di sviluppo rurale

Agricoltura, proposta una nuova ripartizione dei fondi del Programma di sviluppo ruraleNessun “scippo verso le regioni del sud”, come sostenuto in un comunicato uscito nei giorni scorsi a firma di europarlamentari del Movimento 5 Stelle, ma una nuova ripartizione, più equa e oggettiva, delle risorse del Programma di sviluppo rurale, che tenga conti di criteri di merito.

Comincia quest’anno il biennio di transizione verso la nuova programmazione che assegnerà i fondi europei agli Stati membri per sostenere la crescita e l’occupazione in agricoltura – settore fondamentale per l’economia e la sopravvivenza dei territori, come ha ben dimostrato l’emergenza sanitaria -, attraverso una revisione della ripartizione delle risorse messe a punto dalle Regioni italiane che hanno rivisto criteri e parametri fermi a più di 20 anni fa.

Un lavoro necessario per adeguare le leve di sviluppo del Psr alla realtà del settore che, in questo periodo, ha cambiato in modo considerevole il proprio volto in un mondo trasformato sia dai traguardi raggiunti nella ricerca e nell’innovazione, sia per le mutate condizioni derivanti dal cambiamento climatico.

La nuova ripartizione è proposta e condivisa dai tre quarti delle Regioni italiane, cioè 15 regioni: Emilia-Romagna, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Province Autonome di Bolzano e di Trento.

Obiettivo, appunto, una divisione oggettiva delle risorse che non si affidi più soltanto su criteri storici superati, ma tenga conto anche di altri parametri, criteri oggettivi e misurabili come quelli di de minimis, popolazione rurale, produzione lorda vendibile, superficie agricola, numero di imprese.

“Le risorse del Psr devono essere utilizzate al meglio da tutte le Regioni nell’interesse delle imprese agricole italiane- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- e per far questo bisogna prendere a riferimento parametri nuovi. Questa nostra proposta non è certo uno scippo al Sud da parte dell’Emilia-Romagna ma accomuna la gran parte di territori rappresentativi di tutto il Paese e di tutte le appartenenze politiche, ed è il frutto di una mediazione che contempla una parte di criteri storici e oggettivi proprio per arrivare gradualmente al 2023 con criteri che riguardano il merito. Consente di utilizzare al meglio e al massimo le risorse europee che ci vengono destinate come sistema Paese e che tiene conto della fotografia reale dell’agricoltura dei territori, anziché di una foto d’epoca. Spiace constatare che ci sono rappresentanti italiani nelle istituzioni europee che, non conoscendo il merito delle proposte, si pronunciano in modo così sommario”.

“L’Emilia-Romagna ha usato tutti i fondi della precedente programmazione- chiude Mammi-, ed è importante applicare questo modo di lavorare per distribuire alle imprese e alle filiere tutti i fondi a disposizione. Il sistema agricolo nazionale deve fare un passo avanti e deve dimostrare di essere responsabile e maturo per usare al meglio i fondi Ue”.

Coronavirus, aggiornamento (29/1): su oltre 23mila tamponi effettuati, in regione 1.320 nuovi positivi (5,7%)

Coronavirus, aggiornamento (29/1): su oltre 23mila tamponi effettuati, in regione 1.320 nuovi positivi (5,7%)
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 216.065 casi di positività, 1.320 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.361 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate e, quindi, il numero totale delle persone vaccinate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 175.621 dosi, di cui 6.701 oggi; sul totale, 45.393 sono seconde dosi, cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite la scorsa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 561 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 397 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 579 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,4 anni.

Sui 561 asintomatici, 346 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 48 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 22 con gli screening sierologici, 12 tramite i test pre-ricovero. Per 133 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 272 nuovi casi; poi Modena (233), Reggio Emilia (164), Rimini (130); seguono Ferrara (102), Parma (101), il territorio di Cesena (82), Ravenna (80), l’area di Forlì (58), infine Piacenza (49) e il circondario di Imola (49).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 14.448 tamponi molecolari, per un totale di 2.963.932. A questi si aggiungono anche 135 test sierologici e 8.913 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.447 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 159.293.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 47.345 (-192 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 44.964 (-122), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 65 nuovi decessi: 20 a Bologna (11 uomini di 70, 73, 79, 81, 82, 84, 87, 88, 90, 91 e 95 anni e 9 donne di cui due di 69 anni, due di 85 e le restanti di 72, 79, 82, 83 e 87 anni), 12 in provincia di Forlì-Cesena (8 uomini di 51, 54, 63, 84, 86, 89, 95 e 98 anni e 4 donne di 84, 86, 87 e 91 anni), 9 a Reggio Emilia (6 donne di cui due di 87 anni e le restanti di 76, 81, 86 e 92 anni e tre uomini di 82, 88 e 90 anni), 7 a Ravenna (4 donne di 80, 82, 92 e 95 anni e 3 donne di 80, 90 e 95 anni), 6 a Ferrara (5 donne di cui due di 89 anni e le altre di 86, 90 e 92 anni e 1 uomo di 91 anni), 5 a Modena (3 uomini di cui due di 86 anni e uno di 81 anni e 2 donne di 90 e 92 anni), 4 a Piacenza (2 donne di 77 e 94 anni e 2 uomini di 88 e 91 anni), 2 a Parma (2 uomini di 67 e 72 anni). Non si registrano decessi in provincia di Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.427.

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati è stato eliminato 1 decesso dalla provincia di Reggio Emilia, in quanto deceduto non a causa del Covid.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 209 (stabili rispetto a ieri), 2.172 quelli negli altri reparti Covid (-70).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (invariato rispetto a ieri), 43 a Modena (invariato), 41 a Bologna (+2 rispetto a ieri), 14 a Imola (invariato), 26 a Ferrara (+1), 9 a Ravenna (-1), 2 a Forlì (+1), 2 a Cesena (-1) e 23 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.260 a Piacenza (+49 rispetto a ieri, di cui 33 sintomatici), 15.188 a Parma (+101, di cui 63 sintomatici), 28.747 a Reggio Emilia (+164, di cui 72 sintomatici), 38.111 a Modena (+233, di cui 163 sintomatici), 42.704 a Bologna (+272, di cui 162 sintomatici), 6.837 casi a Imola (+49, di cui 29 sintomatici), 12.496 a Ferrara (+102, di cui 22 sintomatici), 16.427 a Ravenna (+80, di cui 46 sintomatici), 8.109 a Forlì (+58, di cui 36 sintomatici), 9.203 a Cesena (+82, di cui 60 sintomatici) e 19.983 a Rimini (+130, di cui 73 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni precedenti, sono stati eliminati 2 casi, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare. Sono stati eliminati anche 7 casi, comunicati nei giorni precedenti, in quanto giudicati casi non Covid-19.

Dall’1 febbraio tampone rapido o il test sierologico in farmacia senza ricetta medica e prezzo calmierato

Dall’1 febbraio tampone rapido o il test sierologico in farmacia senza ricetta medica e prezzo calmieratoCresce ancora di intensità la lotta contro il virus. Per i cittadini dell’Emilia-Romagna arrivano nuovi strumenti. E questo grazie all’impegno della Regione che, mentre prosegue la campagna vaccinale, non arretra e anzi avanza nelle azioni di screening e prevenzione.
A partire da lunedì 1° febbraio, chiunque – purché iscritto al sistema di assistenza sanitaria regionale – potrà effettuare il test antigenico rapido nasale (tampone rapido) e il test sierologico nelle farmacie convenzionate al prezzo calmierato di 15 euro.

Non sarà necessaria la ricetta medica: basterà prenotarsi in farmacia e presentarsi all’appuntamento, a condizione naturalmente non si abbia febbre o altra sintomotologia respiratoria, e non si siano verificati contatti recenti con persone affette da Covid-19.

È una delle tante novità previste da un atto approvato dalla Giunta regionale che, oltre a offrire quest’opportunità ai cittadini,allarga ulteriormente la platea dei destinatari della campagna di screening volontaria e gratuita – voluta per contrastare la diffusione del Covid-19, soprattutto in ambiente scolastico e familiare – con il tampone rapido in farmacia. Alle categorie che già ne hanno diritto si aggiungono educatori che lavorano a contatto con giovani e giovanissimi, istruttori e allenatori di società sportive giovanili, volontari del Terzo settore che assistono anziani soli o persone con disabilità, caregiver familiari che si prendono cura di anziani soli o disabili.

Non solo: si stabilisce inoltre che determinate fasce della popolazione già coinvolte nello screening  e precisamente scolari e studenti (0-18 anni e maggiorenni se frequentano la scuola secondaria superiore), universitari, studenti dei percorsi di IeFP, personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado e dei servizi educativi 0-3 anni e personale degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di IeFP – potranno ripetere il tampone rapido in farmacia, sempre a carico del Servizio sanitario regionale, ogni 15 giorni. Per le altre categorie la frequenza per effettuare il test resta mensile.

“Mentre la campagna vaccinale va avanti, proseguiamo e rafforziamo ulteriormente il nostro impegno per prevenire, circoscrivere e contrastare la diffusione del virus- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Il fatto che chiunque, a un prezzo favorevole, possa recarsi in farmacia per fare un tampone rapido o un test sierologico dopo una semplice prenotazione è un’opportunità importante per tutti i cittadini, uno strumento veloce per capire se sono venuti in contatto con il virus o se lo hanno in quel momento”.

“Non solo- proseguono-: come Regione ampliamo ulteriormente le ‘fila’ di chi può accedere gratuitamente allo screening, inserendo persone vicine ai più giovani, agli anziani e ai portatori di disabilità, dunque più fragili ed esposte. Quest’ulteriore passo avanti- concludono Bonaccini e Donini-, sempre grazie agli accordi sottoscritti con le Associazioni di categoria delle Farmacie convenzionate, è un ulteriore segno concreto della volontà di non lasciare nulla di intentato per combattere il virus”.

Le novità

Tamponi e sierologici in farmacia per tutti a prezzi calmierati

Da lunedì 1^ febbraio 2021, dunque, anche i cittadini che non rientrano nei target degli aventi diritto a ricevere gratuitamente la prestazione, purché iscritti al sistema di assistenza sanitaria della Regione Emilia-Romagna, potranno effettuare nelle farmacie convenzionate, a pagamento, i tamponi rapidi, con oneri a carico dei cittadini stessi.

A partire dalla stessa data, i test sierologici rapidi per la ricerca degli anticorpi anti SARS-CoV-2, eseguiti in farmacia, non saranno più a carico del Servizio sanitario regionale, ma potranno essere eseguiti a pagamento.

La farmacia dovrà garantire l’applicazione di un prezzo calmierato uguale a quello già definito a carico del Servizio sanitario regionale (15 euro a test esente Iva), sia per il tampone rapido che per il sierologico, e assicurare la tracciabilità e la visibilità dei dati al medico di medicina generale del cittadino e ai Dipartimenti di sanità pubblica dell’Azienda Usl di assistenza tramite un apposito applicativo elettronico.

Non sarà necessaria la ricetta medica; basterà prendere appuntamento in farmacia e presentarsi senza alcuna sintomatologia in atto. Non si può effettuare il test in farmacia, infatti, se negli ultimi 10 giorni si sono avuti contatti stretti con persone affette da Covid-19, se si ha febbre superiore a 37,5° C o sintomatologia respiratoria; per cittadini che si trovano in queste condizioni sono attivi altri percorsi, naturalmente a carico della sanità pubblica.

Tamponi rapidi gratuiti: cresce la platea di chi ne ha diritto

In base all’accordo dello scorso dicembre, dal 21 dello stesso mese è stato possibile effettuare gratuitamente tamponi rapidi in farmacia per tutta una serie di target identificati: scolari e studenti (0-18 anni e maggiorenni se frequentano la scuola secondaria superiore); relativi genitori, anche se separati e/o non conviventi e tutori/affidatari degli scolari/studenti; sorelle/fratelli degli studenti; altri familiari conviventi di scolari/studenti; nonni non conviventi di scolari/studenti;  studenti universitari anche se frequentano atenei fuori regione; studenti dei percorsi di IeFP (Istruzione e Formazione Professionale); personale scolastico delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi 0-3 anni; personale degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di IeFP; farmacisti che partecipano al progetto; persone con disabilità, che collaborano e sono in grado di indossare la mascherina; familiari conviventi delle persone con disabilità.

In aggiunta a queste fasce della popolazione, la Giunta regionale ne ha individuate altre, e precisamente: educatori che operano nei servizi parascolastici, in centri di aggregazione giovanile, oratori, scout, ludoteche, e istruttori ed allenatori di società sportive giovanili presenti nel territorio; volontari delle associazioni del Terzo settore che assistono anziani soli o persone con disabilità; caregiver familiari che si prendono cura di anziani o di persone con disabilità.

Tampone rapido ogni 15 giorni: per chi

Infine, alunni, studenti, personale scolastico e degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di IeFP potranno sottoporsi al tampone rapido ogni 15 giorni anziché una volta al mese: questo per garantire maggiore tutela a fronte della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Chiusure programmate in Tangenziale a Bologna e in A14

Chiusure programmate in Tangenziale a Bologna e in A14Per consentire lavori sulla viabilità ordinaria, di competenza del Comune di Bologna, sarà necessario chiudere, sulla Tangenziale di Bologna, lo svincolo 12 “SS65 della Futa”, in entrata verso Casalecchio di Reno – A1 Milano-Napoli, dalle 7:00 alle 17:00 di domenica 31 gennaio. In alternativa si consiglia di utilizzare lo svincolo 11 bis “Castenaso”, o lo svincolo 13 “SS9 Via Emilia”.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire attività propedeutiche al progetto di potenziamento del sistema stradale e della Tangenziale di Bologna “Passante di Bologna”, previste in orario notturno, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

  • nelle due notti consecutive di lunedì 1 e martedì 2 febbraio, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Bologna Borgo Panigale, verso la A1 Milano-Napoli.
    Ciò comporterà anche la chiusura delle stazioni di Bologna San Lazzaro e Bologna Fiera, sulla stessa A14 e di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova, in entrata verso la A1 Milano-Napoi.
    Sarà chiuso, inoltre, lo svincolo di immissione dalla A13 Bologna-Padova, per chi proviene da Padova, sulla A14 Bologna-Taranto, verso la A1 Milano-Napoli.
    In alternativa, chi da Ancona deve raggiungere Milano, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, potrà percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare a Bologna Borgo Panigale, mentre, chi da Ancona deve raggiungere Firenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, potrà percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare a Bologna Casalecchio.
    Chi, infine, da Padova deve raggiungere Milano o Firenze, dovrà uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare rispettivamente a Bologna Borgo Panigale, sulla A14, o a Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio;
  • nelle due notti consecutive di mercoledì 3 e giovedì 4 febbraio, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale e Bologna San Lazzaro, verso Ancona/Pescara.
    Ciò comporterà anche la chiusura delle stazioni di Bologna Borgo Panigale e di Bologna Fiera sulla A14, di Bologna Casalecchio sul Raccordo di Casalecchio e di Bologna Arcoveggio sulla A13, in entrata verso Ancona.
    Inoltre, sul Raccordo di Casalecchio, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna Casalecchio e l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona.
    In alternativa, chi da Milano deve raggiungere Ancona/Pescara, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Borgo Panigale, potrà percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare a Bologna San Lazzaro, mentre, chi chi da Firenze deve raggiungere Ancona/Pescara, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, potrà percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare a Bologna San Lazzaro. Chi invece da Padova deve raggiungere Ancona/Pescara, potrà uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare a Bologna San Lazzaro, sulla A14.

 

Il presidente Lapam Gilberto Luppi è il nuovo vicepresidente vicario di Confartigianato Emilia Romagna

Il presidente Lapam Gilberto Luppi è il nuovo vicepresidente vicario di Confartigianato Emilia RomagnaIl Consiglio di Confartigianato Emilia Romagna, riunitosi in via telematica giovedì 28 gennaio, ha eletto il ravennate Davide Servadei nuovo presidente regionale (prende il posto di Marco Granelli, ora presidente nazionale Confartigianato) che ha poi nominato il presidente Lapam, Gilberto Luppi, come vicepresidente vicario, mentre Graziano Gallerani di Ferrara e Luca Morigi di Forlì come altri vicepresidenti. Luppi è presidente Lapam Confartigianato dal 2017 e ha un lungo percorso nell’associazione che associa oltre 11mila imprese tra Modena e Reggio Emilia.

“Le scelte sono state condivise da tutti e questo è molto importante, soprattutto in questo momento – sottolinea Luppi -. Questa è una fase in cui dobbiamo mettere da parte i personalismi e dare importanza ai corpi intermedi, come la nostra associazione. I risultati non si ottengono con i forconi o indossando un gillet giallo, ma lavorando con impegno e facendo valere le esigenze delle imprese: penso agli emendamenti promossi da Lapam Confartigianato per migliorare il Superbonus 110%, al lavoro proficuo sui protocolli Covid a livello regionale, come per parrucchiere ed estetiste, a quello che stiamo facendo a livello nazionale sui codici Ateco per l’accesso ai ristori. E penso anche all’accompagnamento delle imprese, soprattutto nei confronti degli istituti di credito, e a tanto altro che stiamo cercando di fare per sostenere gli imprenditori in questo passaggio drammatico. C’è ancora tantissimo lavoro da fare – conclude Luppi -, a cominciare dalla lotta a una burocrazia che continua a essere troppo pervasiva. In più nella nostra regione dovremo essere bravi anche a intercettare le risorse del Recovery Plan e fare in modo che una parte di queste arrivino alle imprese che vogliono diventare più sostenibili e virtuose”.

 

 

Nasce il “Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna”

Nasce il “Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna”Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno firmato oggi un’intesa per la realizzazione di una campagna di comunicazione denominata “Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna” diretta al comparto automotive e ai settori collegati in 26 Paesi prioritari, che si svolgerà in occasione del Gran Premio Formula 1 di Imola (Bo) del 18 aprile prossimo.

Partner dell’iniziativa saranno, oltre al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale e la Regione Emilia-Romagna, anche l’Ice-Agenzia e l’Agenzia di promozione regionale (Apt Servizi Emilia-Romagna). Dopo il lancio al GP F1 di aprile, l’iniziativa sarà ripetuta in occasione degli altri appuntamenti della stagione motoristica della regione Emilia- Romagna: Moto GP, Mondiale Superbike di Misano Adriatico e “Motor Valley Fest”.

Nel commentare l’intesa, il ministro Di Maio ha sottolineato che “l’accordo inaugura un’inedita sinergia tra istituzioni, a livello nazionale e regionale, per il rilancio dell’export. Il nostro obiettivo è quello di potenziare, nell’ambito di un evento di altissimo richiamo internazionale, l’immagine e la competitività dei prodotti e delle tecnologie italiane, attraverso il connubio tra sport e turismo, tra passione per i motori, creatività, bellezza e territorio”.

A sua volta, il presidente Bonaccini ha commentato, a margine della firma: “Lo sport può diventare protagonista di ripresa e rinascita del territorio. L’Emilia-Romagna crede in questa opportunità, che diventa volano anche per l’economia”.

Il settore dell’automotive, trainante per il comparto della tecnologia, dell’innovazione e della manifattura italiana, ha registrato nel 2019 un fatturato di quasi 50 miliardi di euro e un export di oltre 21 miliardi. Solo in Emilia-Romagna, con la Motor Valley e i suoi marchi iconici (Ferrari, Ducati e Maserati) conta oltre 16mila imprese con più di 66mila addetti.

L’iniziativa si collega idealmente al prossimo lancio della campagna straordinaria di comunicazione promossa dalla Farnesina fra le misure del “Patto per l’Export”, un programma dedicato al sostegno all’internazionalizzazione dei settori economici particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria globale.

 

Volley: Serie B2, Green Warriors in trasferta a Mirandola

Volley: Serie B2, Green Warriors in trasferta a MirandolaSeconda giornata di campionato per le giovanissime della Green Warriors Sassuolo impegnate nel campionato di Serie B2: dopo la vittoria casalinga conquistata nell’esordio dello scorso sabato contro il Volley Academy Modena, questo weekend capitan Mammini e compagne saranno impegnate nella prima trasferta stagionale e faranno visita alla ben quotata Volley Stadium Mirandola, che nella prima giornata aveva affrontato in trasferta la Scuola di Pallavolo Anderlini, cedendo 3-0.

Per quanto riguarda le atlete neroverdi convocate, questi i nomi scelti da coach Venco per la seconda giornata: le palleggiatrici Alessia Couchond e Francesca Mammini, gli opposti Flavia Angelini e Camilla Ferrari, le centrali Alessia Bisegna, Maya Borlengo e Vittoria Fornari, le schiacciatrici Iman Ariss, Francesca Magazza, Giorgia Micelli, Asja Tassini ed Aneta Zojzi, i liberi Viola Montagnani Federica Pelloni.

La partita si disputerà a porte chiude presso la Palestra Bonatti di Mirandola, con fischio di inizio alle 18.00 e sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Volley Academy Sassuolo.

Il Presidente della Provincia di Modena Tomei ha incontrato l’Associazione ristoratori

Il Presidente della Provincia di Modena Tomei ha incontrato l’Associazione ristoratori«La situazione di ristoranti e bar è ormai insostenibile, per questo occorre iniziare a garantire anche un minimo di continuità dell’attività, se necessario con regole più stringenti sulla sicurezza». Lo ha affermato Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena, incontrando in videoconferenza, venerdì 29 gennaio, il direttivo  dell’Associazione ristoratori di Modena e provincia, che rappresenta quasi 100 attività commerciali, tra ristoranti, bar e attività simili, nata lo scorso anno da un gruppo di imprenditori con l’obiettivo, ha spiegato il presidente Luca Milanti, di «sostenere le istanze e le esigenze di una categoria pesantemente penalizzata dalle chiusure anti Covid che si sente abbandonata. Abbiamo bisogno di ripartire al più presto ma non a singhiozzo come avvenuto finora. Se necessario siamo pronti ad applicare regole anche più severe ma fateci riaprire».

Nel corso dell’incontro si parlato delle difficoltà attuali delle aziende, a partire dai ritardi nelle liquidazioni dei ristori e della cassa integrazione ai dipendenti, il tema degli affitti, fino alle bollette energetiche per le quali gli imprenditori chiedono almeno una dilazione dei pagamenti ai gestori o altre forme di sostegno anche per evitare l’interruzione delle utenze in caso di difficoltà delle imprese; su questi temi Tomei si è impegnato a promuovere un incontro con le aziende di servizio per verificare quali provvedimenti siano realizzabili.

La Provincia, inoltre, si impegna  a proseguire il coordinamento delle azioni dei Comuni sui temi delle tasse locali, a partire da quelle sui rifiuti, per eventuali nuove misure a favore delle imprese perché, ha sottolineato Tomei, «occorre sostenere una ripresa delle attività che si annuncia non facile, pensando a misure di sostegno anche a medio periodo. I ristoranti forniscono un servizio importante per tutta la comunità, senza trascurare il tema dei tanti lavoratori sui cantieri o artigiani in viaggio per lavoro che non hanno un posto caldo dove mangiare».

I rappresentanti dell’associazione hanno chiesto anche una maggiore attenzione sui controlli per il rispetto delle regole, «perché le difficoltà del settore non possono giustificare la trasgressione della legge», mentre sulle proposte di un eventuale annullamento delle cartelle esattoriali  i ristoratori hanno chiesto di «individuare le soluzioni al fine di non penalizzare chi finora, pur nelle difficoltà, ha sempre versato tutte le imposte».

 

Coronavirus, i dati dei ricoveri. Neurologia e neuroradiologia al tempo del Covid19

Coronavirus, i dati dei ricoveri. Neurologia e neuroradiologia al tempo del Covid19In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti COVID positivi, sono 205 i posti attivi Covid in degenza ordinaria di cui 141 al Policlinico e 64 all’Ospedale Civile e 72 tra intensiva/semintensiva, di cui 42 al Policlinico e 30 all’Ospedale Civile.

Ad oggi, il numero dei ricoveri Covid è di 206. Di questi, 155 ordinari in degenza ordinaria (109 al Policlinico e 46 all’Ospedale Civile), 51 tra intensiva e semintensiva (30 al Policlinico e 21 all’Ospedale Civile di Baggiovara).

 

Neurologia e Neuroradiologia

Il prof. Stefano Meletti (a sinistra), direttore della Neurologia dell’Ospedale Civile ha sottolineato come anche la sua struttura abbia dovuto adattarsi alla realtà della pandemia, modificando i percorsi (in urgenza e non) per garantire gli accessi alle cure nella massima sicurezza. I ricoveri sono rimasti sostanzialmente gli stessi, c’è stato un leggero calo delle attività diagnostiche in parte compensato da percorsi di telemedicina che in futuro saranno da implementare perché costituiscono un importante strumento di diagnosi. Per alcune patologie acute tempo dipendenti come lo stroke, l’attività è addirittura aumentata. Il prof. Meletti ha poi ricordato come uno dei sintomi più tipici del COVID 19, la perdita di gusto e olfatto, abbiano origine neurologica, mentre non esistono al momento evidenze di un’infezione del virus sul sistema nervoso centrale. Piuttosto, vi sono evidenze sul fatto che la risposta immunitaria al virus provochi encefaliti o patologie infiammatorie. “Sappiamo che la risposta immunitari al virus induce un aumento dell’infiammazione e della coagulazione che può favorire l’insorgenza di eventi ischemici. Questo aspetto è stato studiato soprattutto durante la seconda ondata, dove anche a Modena abbiamo osservato diversi casi di persone con COVID19 che hanno sviluppato patologie ischemiche. Infine, la sensazione è che negli ultimi mesi i cittadini abbiano meno paura a recarsi in ospedale, grazie anche ai percorsi che sono stati messi in atto per garantire a tutti un accesso sicuro”.

Il dottor Stefano Vallone (a destra), Direttore della Neuroradiologia dell’Ospedale Civile ha sottolineato come la necessità di sanificare le apparecchiature da un utilizzo all’altro, oltre che la necessità di creare percorsi separati tra pazienti COVID e non COVID abbia rallentato l’attività, considerando che per quanto riguarda le urgenze, i pazienti non possono attendere la verifica della positività o meno al virus. “Siamo comunque riusciti a mantenere stabile il numero di pazienti gestiti grazie a una gestione di rete. Abbiamo infatti gestito col territorio gli esami sui pazienti esterni, cercando di garantire di eseguire a Baggiovara le urgenze e le procedure più complesse. Per quanto riguarda l’attività di diagnostica interventistica, l’attività non si è ridotta ma è addirittura implementata, salvavita su patologie cerebrali. Con oltre 200 procedure, nel 2020 siamo stati il primo centro in Italia come trombectomia”. Infine, il dottor Vallone ha confermato che i cittadini possono stare tranquilli: “I percorsi sono scuri”.

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nella foto (per esigenze modificata) Meletti-Vallone 

 

Formigine: da lunedì Hera avvia tre cantieri per lavori sulla rete idrica

Formigine: da lunedì Hera avvia tre cantieri per lavori sulla rete idricaA Formigine, Hera, in accordo con l’Amministrazione Comunale, sta proseguendo i lavori di miglioramento della rete idrica. Oltre al rinnovo in corso in centro storico, da lunedì 1 febbraio saranno avviati altri 3 cantieri, per un investimento complessivo di circa 750.000 euro, a carico della multiutility.

Il primo sarà aperto per rinnovare un importante segmento di rete su via S. Antonio, nel tratto compreso tra via Viazza di Sopra e via Salviola. L’intervento prevede la posa, per una lunghezza di quasi 1.400 metri, di una tubazione di 30 cm di diametro.

Si tratta di un altro importante tassello del progetto di interconnessione idraulica tra gli acquedotti pedecollinari a cui Hera sta da tempo lavorando e che permetterà un miglior utilizzo e distribuzione della risorsa idrica. In questo modo il sistema acquedottistico sarà più resiliente e sostenibile, grazie al riequilibrio dei prelievi dalle principali falde acquifere della provincia.

Contemporaneamente a questo intervento, che vede a carico Hera un investimento stimato in 450.000 euro, saranno rinnovate le reti interne a Formigine, così da garantire una distribuzione della risorsa idrica più efficiente e omogenea su tutto il territorio comunale.

In particolare, un cantiere riguarderà il rinnovo delle condotte poste in via Costrignano, Savoniero, Monchio e in una parte di piazza Roma; un altro, invece, quelle situate nelle vie Vanoni, Treves e Fanin.

Gli importi previsti, a carico di Hera, sono di 110.000 euro per il primo cantiere e di 190.000 euro per il secondo.

I tre cantieri avranno diverse durate: la posa della condotta su via S. Antonio comporterà circa quattro mesi di lavoro, così come il rinnovo di rete in via Treves. L’altro cantiere avrà una durata di circa tre mesi.

La viabilità subirà modifiche in base a quanto verrà imposto dagli enti preposti; saranno comunque garantiti gli accessi ai residenti e ai mezzi di soccorso.

Durante i lavori potranno verificarsi brevi interruzioni del servizio idrico; eventuali sospensioni dell’erogazione protratte nel tempo saranno preventivamente comunicate alle utenze interessate.

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