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domenica, 2 Agosto 2026
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I laboratori “da asporto” del FabLab Junior

I laboratori “da asporto” del FabLab JuniorPer le vacanze natalizie il FabLab Junior di Casa Corsini, a Fiorano Modenese, propone ai bambini che durante l’anno seguono con entusiasmo le sue attività, il ‘Christmas Camp’: ovvero tre laboratori “da asporto” da realizzare a casa.

Kit gratuiti (ma limitati come quantità) con tutto il necessario per fare tante attività, da ritirare nelle giornate di mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre, per poi creare il proprio laboratorio in famiglia, grazie ad un tutorial predisposto dalle educatrici. I laboratori sono per la fascia d’età 6 – 9 anni e riguardano pixel art, robot unplugged e circuiti. Sono realizzati grazie al contributo di Fondazione di Modena e in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese.

I kit sono già prenotabili (info@casacorsini.mo.it) e sono ritirabili a Casa Corsini, mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

I laboratori “Abbiamo creato questi kit con materiali semplici – spiega la responsabile educativa del FabLab Junior Alice Fregni – per augurare buon Natale ai più piccoli in modo tangibile e per permettere alle famiglie di svolgere un’attività comune nei giorni di festa. I laboratori sono nati per essere svolti con l’aiuto di un adulto proprio perché nel periodo natalizio c’è qualche momento in più da dedicare all’imparare e al divertirsi insieme”.

 

“Le Madri fondatrici dell’Europa”: al BLA l’ultima tappa della mostra itinerante sulle figure femminili

“Le Madri fondatrici dell’Europa”: al BLA l’ultima tappa della mostra itinerante sulle figure femminiliDal 16 al 31 dicembre il BLA di Fiorano Modenese ospita le installazioni della mostra itinerante “Le Madri fondatrici dell’Europa”, a cura di Maria Pia Di Nonno, con  ritratti dell’illustratrice Giulia Del Vecchio,

La mostra è una delle attività previste nell’ambito del progetto Vista sull’Europa. 2° edizione: Stand up women!”, promosso dalle amministrazioni comunali di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Prignano sulla Secchia, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e organizzato dall’associazione Babelia & C, a cura di Roberta Biagiarelli.

Tante le donne che hanno contribuito alla realizzazione dell’Europa unita, ma il loro ruolo fondamentale è troppo spesso dimenticato.

Esposti al BLA troviamo i loro volti e le loro storie, importanti per la creazione dell’identità europea.

Il contributo delle cosiddette “Madri fondatrici” dell’Europa dei diritti umani, della democrazia e della cittadinanza è stato insostituibile, non solo dal punto di vista teorico e politico, ma anche nella costruzione affettiva e sentimentale di un’identità europea in cui tutti i cittadini, uomini e donne insieme, potessero riconoscersi e sentirsi “a casa”. I nomi dei “padri fondatori” sono diventati sinonimi dell’Europa stessa: Non godono di stessa fama le tante personalità femminili che si batterono per questo sogno, con un forte attivismo politico, nonostante le barriere culturali che pesavano su di loro nella prima metà del Novecento. Alcune di loro, al pari degli uomini, vissero sulla propria pelle lo scempio della guerra fratricida tra paesi europei. Fu la follia di quel periodo storico a far crescere in queste anime coraggiose la consapevolezza che solo unendo le forze e battendosi in prima persona una barbarie del genere non si sarebbe più vista. Settantacinque anni di pace sono la prova che quel progetto ha funzionato, nonostante le tante incomprensioni e polemiche dovute alla coesistenza di tante percezioni diverse di cosa sia l’Europa unita. Louise Weiss, Ursula Hirschmann, Simone Veil, la reggiana Ada Rossi e la contemporanea Sofia Corradi: queste donne esemplari (provenienti da alcuni dei paesi firmatari dei Trattati di Roma) hanno dato un grande contributo teorico, politico e umano alla fondazione dell’Europa moderna.

 

Prosegue la strategia ecologica di TPER

Prosegue la strategia ecologica di TPERTper è impegnata in un percorso di decisa accelerazione della strategia ambientale di rinnovo del parco veicoli. Oltre a piani d’investimento concordati con la Regione Emilia-Romagna e gli altri Enti soci – che prevedono gare per 340 nuovi bus nei prossimi 4 anni, con un impegno complessivo di oltre 150 milioni di euro – il CdA della società ha deciso di anticipare l’acquisto di nuovi mezzi, sia esercitando diritti d’opzione previsti da una gara già svolta, sia sfruttando un’opportunità di mercato, realizzando con un anticipo di almeno un anno alcuni degli investimenti programmati.

L’ammodernamento complessivo in chiave green prevede un mix di soluzioni integrate, capaci di soddisfare ogni esigenza a seconda dei diversi contesti di servizio con il minimo impatto ambientale possibile.

–      A Bologna, dove la rete filoviaria è già oggi tra le più estese d’Italia, si punta su ulteriori veicoli a “emissioni zero” a trazione elettrica. Le filovie – tra cui quelle inserite nel Progetto Integrato della Mobilità Bolognese – rivestiranno un ruolo primario, armonizzandosi con le future linee tranviarie, in coerenza con il PUMS della Città Metropolitana.  Oltre ai mezzi ibridi e a metano, presto alcune linee saranno gestite con autobus elettrici che assicurano minori vibrazioni, minore impatto acustico e azzeramento delle emissioni inquinanti, tutti elementi di assoluto rilievo per il rispetto ambientale e la qualità urbana.

–      In ambito suburbano ed extraurbano, l’immissione progressiva di bus a metano liquido, con grande attenzione anche all’utilizzo di biocarburanti, dà il segno dell’impronta ecologica di Tper declinata sulle esigenze di lunga percorrenza con soluzioni in linea con le più avanzate tecnologie green.

In questo contesto di innovazione tecnologica ed ecologica si collocano le tre novità presentate oggi.

 

MEZZI A ZERO EMISSIONI IN AREA URBANA: ECCO I PRIMI TRE IVECO E-WAY DA 9,5 METRI IN ITALIA

E’ da pochi giorni a Bologna il primo dei 3 autobus elettrici a batterie, IVECO E-Way prodotti da IVECO BUS che Tper ha recentemente acquistato. Si tratta di un modello di autobus da 9,5 metri full electric, assolutamente innovativo sul mercato nazionale: è stato presentato all’International Bus Expo dello scorso ottobre e nel capoluogo emiliano farà, quindi, il suo debutto in Italia grazie all’acquisto condotto da Tper con la società Maresca e Fiorentino, la concessionaria bolognese dei veicoli IVECO BUS.

E’ un veicolo particolarmente indicato per avviare la transizione ecologica sulle linee urbane che si snodano in pieno centro cittadino e che necessitano di bus di più ridotte dimensioni. E’ il caso della linea 29 – che collega il centro storico di Bologna con il Parcheggio Tanari e con la zona collinare – che vedrà impiegati per primi, dalla prossima primavera, tutti i 3 nuovi IVECO E-Way.

Pur di dimensioni contenute, che li rendono versatili e agili in contesto urbano, questi bus sono capaci di accogliere fino a 69 passeggeri, 16 seduti e 53 in piedi + 1 carrozzina, e sono provvisti dei requisiti di accessibilità per persone a mobilità ridotta e di un layout interno comodo e accogliente. Sono veicoli a zero emissioni, dotati di un motore elettrico da 160 KW e di batterie agli ioni di litio da 245 KWh.

L’investimento per questi veicoli è finanziato con i fondi nazionali previsti dal “Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per le città ad alto inquinamento”, erogati dal Comune di Bologna.

 

INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE SOSTENIBILE PER LA TRAZIONE ELETTRICA IN CITTA’

I nuovi E-Way segnano l’anticipo di un 2021 che si preannuncia “elettrico”: nel corso del nuovo anno saranno consegnati anche gli e-bus di 12 metri relativi alla gara per la fornitura fino a un massimo di 20 mezzi di 12 metri con ricarica overnight. Saranno così elettrificate sia la linea 29, sia la linea 28, collegamento urbano attivo tra il centro di Bologna e il quartiere fieristico. Questo impegno guarda già oltre il 2021: la Giunta del Comune di Bologna, in linea con il PUMS e il PGTU, ha recentemente approvato lo schema di investimenti da presentare al Ministero dei Trasporti per l’utilizzo di fondi per l’elettrificazione anche della linea 37 e delle navette C e T2 e la relativa infrastrutturazione di ricarica dei veicoli.

 

LA NUOVA STAZIONE DI RIFORNIMENTO LNG E L’IMPIANTO FISSO DI PROSSIMA REALIZZAZIONE

A Bologna, presso il deposito Tper di via Ferrarese, è già in funzione da alcuni giorni la nuova stazione di rifornimento temporanea per autobus alimentati a gas naturale liquefatto. La stazione è prodotta e fornita da HAM Italia, azienda leader nella costruzione di impianti, trasporto e commercializzazione dell’LNG.

L’impianto permette di rifornire in 5 minuti un bus LNG, massimizzando un’autonomia di servizio che si aggira tra i 900 e i 1000 km, più che doppia rispetto ai modelli a gas naturale compresso e a quelli diesel. Tale maggiore autonomia permette una minore frequenza di ricarica che, a sua volta, aumenta la flessibilità di utilizzo per le lunghe percorrenze extraurbane.

Con una capacità distributiva di 14.000 kg di carburante, la nuova stazione sarà prossimamente implementata con un impianto fisso di grandi dimensioni, già deliberato dal CdA di Tper. Il futuro impianto in struttura permetterà il rifornimento di 150 autobus LNG ed entrerà in funzione entro la fine del 2021.

 

NEL PARCO MEZZI DI TPER A LNG PRESTO ALTRI 25 CITYMOOD DI INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS

La flotta Tper a Gas Naturale Liquido è composta da 46 bus (15 Interlink prodotti da Scania e 31 Citymood di Industria Italiana Autobus), attualmente riforniti presso un distributore privato della rete stradale e già in servizio su numerosi collegamenti suburbani ed extraurbani. Proprio la scelta strategica di impiegare bus LNG per le lunghe percorrenze connota Tper quale pioniere a livello nazionale di una nuova visione del trasporto locale nella direzione di una crescente efficienza, innovazione e sostenibilità non solo in area urbana ma anche in ambito extraurbano.

In linea con questo approccio, Tper imprime un’accelerazione nel piano di acquisizione di nuovi mezzi, facendo valere le opzioni contrattuali per la fornitura di altri 25 autobus Citymood LNG di INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS, in consegna nella primavera del 2021, per un investimento complessivo di 6,3 milioni di euro, finanziati al 60% con fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e per il 40% con autofinanziamento aziendale Tper. Prodotti nello stabilimento bolognese ex MenariniBus, del quale IIA ha conservato lo storico brand, i nuovi mezzi eco-compatibili garantiranno ulteriore comfort e accessibilità su diverse linee suburbane il cui servizio tra il capoluogo e l’area metropolitana si è confermato fondamentale per la mobilità delle persone anche durante questa emergenza pandemica.

I 71 autobus LNG in circolazione entro il 2021 sulle linee Tper permetteranno di ridurre di 1.775.000 litri/anno i consumi di gasolio. Un beneficio ambientale che si aggiunge alle esternalità positive già garantite dal corposo parco veicolare a metano compresso di Tper, che conta 282 veicoli in servizio a Bologna e 31 a Ferrara, operanti prevalentemente in ambito urbano.

 

LNG E LUNGHE PERCORRENZE: UNA SCELTA ECOLOGICA CHE GUARDA LONTANO

Sono già state bandite altre gare per ulteriori bus LNG nell’ambito del gruppo di acquisto delle aziende di trasporti pubblici del territorio regionale che vede coinvolte anche Seta, Tep e Start Romagna, oltre alla capofila Tper, in un processo di rinnovo delle flotte pubbliche in ottica ecologica sostenuto dalla Regione.

Con il completamento di questo primo progetto – per effetto di 150 autobus LNG a regime prevedibilmente nel corso del 2022 – il consumo di gasolio per i servizi Tper si ridurrà di 3.750.000 litri in ragione d’anno.

Ma la visione della transizione ecologica non si esaurisce: nel lungo periodo – con orizzonte 2030 – si stima che tutto il servizio di Tper sarà fossil-free. Per accompagnare questo virtuoso piano è prevista la realizzazione di altri due impianti di rifornimento LNG, uno presso il deposito di via Due Madonne, a Bologna, e uno a Ferrara, nel deposito di via Trenti.

L’utilizzo dell’LNG presenta numerosi vantaggi in termini di autonomia, costi di esercizio, prestazioni e riduzione di emissioni rispetto ai modelli diesel del 33% di NOx, del 90% di particolato e del 10% di CO2.  Non solo: la strategia di Tper si fonda anche sulla possibilità, già realizzabile, di passare da metano di origine fossile a bio-LNG avanzato, derivante dagli scarti agricoli e dai rifiuti urbani, portando all’azzeramento delle emissioni di CO2 (considerando l’intero ciclo well to wheel del combustibile), a una riduzione di emissioni di particolato e NOx, e ad un minor costo complessivo delle forniture di carburante.

 

 

DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENTE E AD DI TPER, GIUSEPPINA GUALTIERI:

“D’intesa con la Regione e le Amministrazioni del territorio abbiamo delineato un piano d’investimenti pluriennale di rinnovo della flotta di bus a cui recentemente abbiamo impresso un’ulteriore accelerazione di circa 12 mesi con le novità presentate oggi. Non ci siamo mai fermati, non solo per cercare di dare le migliori risposte per i servizi, ma anche per gli investimenti che puntano ad un servizio di trasporto pubblico sempre più accessibile, confortevole e green in città e in area metropolitana, adottando soluzioni che sono al vertice del rispetto ambientale. Con questi investimenti abbiamo raggiunto con 5 anni di anticipo gli obiettivi di flotta green prevista dagli accordi con UE e per il 2030, con gli investimenti programmati, saremo fossil-free sull’intera area metropolitana. La nostra attenzione nel combinare sostenibilità economica ed ecologica è massima: anche e soprattutto in un periodo difficile come quello che il mondo sta attraversando, non possiamo rinunciare a quegli obiettivi di sostenibilità che sono alla base di una mobilità collettiva che sia un contributo concreto alla qualità della vita nei nostri territori”.

 

IL SINDACO METROPOLITANO DI BOLOGNA, VIRGINIO MEROLA:

“Nell’alto livello di qualità della vita riconosciuto a Bologna si rispecchia quello dei servizi alle persone, tra cui quello di trasporto pubblico. Non posso che complimentarmi con Tper, che conferma di essere una realtà solida, in grado di mettere in campo importanti risorse a beneficio dei servizi, proseguendo sulla strada della massima ecosostenibilità. E’ un’azienda che non ha rinunciato, nonostante la pandemia, a lavorare per il futuro investendo in nuovi mezzi e nuovo personale”.

 

L’ASSESSORE ALLA MOBILITA’ E TRASPORTI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, ANDREA CORSINI:

“Prima di tutto voglio ringraziare il servizio di trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna per avere garantito sempre gli spostamenti alle persone, e quindi il diritto primario alla mobilità, anche in questo delicato momento caratterizzato da varie limitazioni dovute all’emergenza sanitaria in atto. La Regione crede fermamente in una mobilità pubblica sempre più efficiente ed ecologica come dimostra anche l’investimento per oltre 4 milioni di euro per i nuovi Citymood LNG. Un importante impiego di risorse volto all’ammodernamento dei mezzi attraverso un mix di soluzioni integrate capaci di soddisfare, con un impatto minimo sull’ambiente, le esigenze delle persone in tutti i contesti urbani ed extraurbani”.

 

Sulla A13 chiusure notturne del tratto compreso tra Ferrara nord e Occhiobello

Sulla A13 chiusure notturne del tratto compreso tra Ferrara nord e OcchiobelloSulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori manutenzione ai giunti del ponte sul fiume Po, in orario notturno, nelle tre notti consecutive di martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Ferrara nord e Occhiobello, verso Padova.

Nelle stesse notti, ma con orario 21:00-6:00, sarà chiusa anche l’area di servizio “Po est”, situata all’interno del tratto.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Ferrara nord, si potrà percorrere la viabilità ordinaria: Via Eridano, SS16 adriatica, Santa Maria Maddalena e rientrare sulla A13, alla stazione di Occhiobello.

 

Hera: completate le dorsali idriche plano-appenniniche anti-siccità

Hera: completate le dorsali idriche plano-appenniniche anti-siccitàTra San Michele dei Mucchietti e la frazione di Pigneto, Hera ha recentemente portato a termine un cantiere di importanza strategica tanto per il Comune di Prignano – dove le due località sono situate – quanto per la provincia modenese. Infatti, grazie ad un investimento della multiutility pari a circa un milione di euro, è stata realizzata una parte di della dorsale, denominata “Secchia”, che si aggiunge a quelle già operative su via Giardini e nella valle del Panaro e potenzia le interconnessioni strutturali tra le reti acquedottistiche di pianura e di montagna.

Le dorsali plano-appenniniche: interconnessioni che assicurano continuità

Nelle aree montane, l’approvvigionamento della risorsa idrica che alimenta gli acquedotti è prevalentemente a carattere sorgentizio. Questa caratteristica fa sì che la disponibilità d’acqua subisca una flessione proporzionale alla riduzione della piovosità, tanto che negli anni siccitosi essa può ridursi anche a solo un terzo del valore medio annuo.

Il periodo di scarsità di risorsa in Appennino si manifesta dunque tipicamente in estate. Nello stesso periodo aumentano le temperature, aumenta la presenza di persone ed aumentano di conseguenza anche i consumi. Per ridurre il rischio siccità, l’Appennino modenese necessita quindi di un’integrazione del proprio approvvigionamento idrico estivo; un’esigenza che è possibile soddisfare grazie alle dorsali, che consentono di alimentare gli acquedotti dei comuni di montagna prelevando acqua dalle falde profonde presenti sotto la pianura. Le falde infatti, a differenza delle sorgenti, hanno un regime asincrono rispetto alla pluviometria.

Il funzionamento delle interconnessioni, inoltre, è reversibile, ed esse sono progettate per portare l’acqua nei due sensi – sia da valle a monte, sia da monte a valle. Questo fa sì che sia possibile condurre la risorsa idrica verso la pianura, nei periodi in cui vi è abbondanza in montagna.

Questo sistema di mutualità e sussidiarietà, principio chiave della gestione d’ambito, entra ora in funzione anche tra Prignano e Sassuolo

L’acqua: risorsa indispensabile per lo sviluppo locale

In una prospettiva più locale, l’intervento arricchisce la disponibilità di risorsa idrica, critica soprattutto nei mesi estivi, nel territorio comunale di Prignano ed in particolare nell’area di Pigneto, quella più vicina a Sassuolo, nella quale sono previsti ulteriori sviluppi urbanistici. Inoltre, una porzione dell’opera è stata realizzata dall’Amministrazione Comunale nell’ambito dei lavori per la nuova scuola, grazie all’efficace cooperazione nelle fasi progettuali che ha reso sistemici tutti gli interventi.

Nel dettaglio, le opere sulla dorsale Secchia realizzate nel 2020 hanno riguardato il primo luogo la posa di circa 1.400 metri di condotte nel Comune di Sassuolo e di ulteriori 400 metri nel Comune di Prignano, nei pressi del Ponte del Pescale. Da lì in poi, l’opera tutta è proseguita nel Comune di Prignano, oltre il ponte del Pescale: sono stati realizzati altri 1.200 metri di condotte, parallelamente al torrente Pescarolo per poi proseguire per altri 700 metri con un tratto che conduce fino alla nuova scuola ed alla strada provinciale.

Qui è stato posato l’ultimo tratto di condotta, che si collega alla rete proveniente dal serbatoio di Guaitarola.

Sassuolo – Sassuolo 2000 2020-12-14 15:00:35

Sassuolo – Sassuolo 2000 2020-12-14 15:00:35Il Centro per le Famiglie dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico continua la sua proposta di attività creando momenti di condivisione nell’intimità delle proprie case.

Gli interessati potranno ritirare presso le sedi territoriali di Formigine, Maranello e Sassuolo il kit con tutto ciò che occorre per realizzare piccoli laboratori casalinghi per creare semplici addobbi natalizi, ma anche robot e macchinine per condividere momenti di gioco con i bambini con un pizzico di creatività.

Afferma Silvia Bertoncelli, coordinatrice del Centro: “Il nostro kit laboratoriale e creativo è ben poca cosa, ma simboleggia il nostro essere al fianco delle famiglie. Se non possiamo abitare insieme gli spazi fisici, vogliamo abitare lo spazio della relazione che continua comunque anche a distanza e lo spazio del futuro, quando potremo finalmente riprendere le nostre abituali proposte in presenza”.

Per condividere con le altre famiglie il frutto di questi laboratori, è possibile inviare le foto tramite messaggio privato sulla pagina Facebook Centro per le Famiglie Distretto Ceramico.

Per prenotare i kit è possibile telefonare a una delle sedi territoriali del Centro.

Consueto report sui controlli della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie dell’Emilia-Romagna

Consueto report sui controlli della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie dell’Emilia-Romagna1 arresto, 23 denunce, quasi 3000 persone controllate, 23 violazioni amministrative elevate, 38 veicoli controllati e 1 arma da taglio sequestrata. Sono questi i risultati dell’attività del Compartimento Polizia Ferroviaria dell’Emilia Romagna nella settimana appena trascorsa, che ha visto impegnati sull’intero territorio regionale 333 pattuglie della Specialità con 89 treni presenziati e 50 servizi di controllo lungo la linea ferroviaria di questo Compartimento Polfer, sia in uniforme che in abiti civili che hanno vigilato sulla sicurezza dei viaggiatori presenti nelle principali stazioni e a bordo dei treni.

In particolare: nel pomeriggio del 12 dicembre 2020 gli agenti del Posto Polfer di Parma hanno tratto in arresto un ventiduenne pakistano, responsabile di lesioni finalizzate alla resistenza a Pubblico Ufficiale con uso di arma impropria. Il giovane, che si aggirava in stazione senza mascherina, all’invito ad indossarla ha reagito violentemente verso gli operatori, che lo hanno poi arrestato.

Le denunce sono relative a vari reati quali: resistenza a pubblico ufficiale, violazione delle norme riguardanti il soggiorno degli stranieri in Italia, aggressione, percosse, ubriachezza, rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, false attestazioni sull’identità personale e possesso di stupefacenti.

 

Il teatro contemporaneo emiliano-romagnolo fa incetta di premi 2020 della critica teatrale con quattro riconoscimenti

Il teatro contemporaneo emiliano-romagnolo fa incetta di premi 2020 della critica teatrale con quattro riconoscimentiIl teatro contemporaneo emiliano-romagnolo brilla nell’edizione 2020 dei “Premi critica teatrale”. I riconoscimenti, assegnati dall’Associazione nazionale dei critici di teatro (Anct), sono stati annunciati al Teatro Mercadante di Napoli e vanno a premiare come ogni anno registi, attori, drammaturghi, festival, studiosi e tutti coloro che contribuiscono a far crescere, con punte d’eccellenza, il teatro contemporaneo.

Tra i quindici premiati brillano alcune stelle del teatro emiliano-romagnolo: Enzo Vetrano e Stefano Randisi per lo spettacolo ‘A cirimonia’ su testo di Rosario Palazzolo; il Teatro delle Ariette (Valsamoggia nel Bolognese), Paola Berselli e Stefano Pasquini con il loro teatro che impasta e cuoce mentre racconta e canta la vita; il Festival Tutti matti per Colorno, iniziativa internazionale di circo contemporaneo, teatro, danza e musica all’aperto che da tredici anni porta il meglio della scena internazionale nella cittadina ducale a pochi chilometri da Parma. Tra i premiati anche Leonardo Lidi, giovane attore e regista originario di Piacenza, prodotto da La Corte Ospitale di Rubiera, Centro di produzione artistica e Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna (già insignito del Premio Hystrio Anct 2020).

“Sicuramente una bella notizia che vale doppio visto il contesto attuale– commenta l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Nonostante le gravi difficoltà in cui versa il teatro italiano, duramente penalizzato dall’emergenza Covid-19 con una drastica riduzione del numero di spettacoli, l’Anct ha voluto comunque assegnare anche quest’anno il premio, esprimendo per il teatro contemporaneo dell’Emilia-Romagna un grande incoraggiamento e apprezzamento per il lavoro svolto dalle produzioni, da attrici, attori, registi, drammaturghi e da quanti concorrono col loro lavoro alla realizzazione degli spettacoli”.

Cambiamento climatico, il ruolo di Hera nell’Emilia-Romagna che si adatta

Cambiamento climatico, il ruolo di Hera nell’Emilia-Romagna che si adatta
Depuratore di Modena (ph© MARCO MEROLA ADAPTATION)

Fra le risorse naturali che maggiormente risentono degli effetti del cambiamento climatico c’è sicuramente l’acqua, un bene di fondamentale importanza che – oggi più di ieri – dev’essere consumato responsabilmente e gestito secondo le migliori soluzioni possibili, prendendo ad esempio i casi in cui esse vengono già adottate.

 

I ritardi del Paese e l’eccellenza emiliano-romagnola: le ragioni di un successo da replicare

Una proposta, in questo senso, arriva dalla prima puntata italiana, da oggi navigabile online, del webdoc Adaptation, progetto di “constructive journalism” dedicato alle migliori esperienze di adattamento al cambiamento climatico. Affrontando il caso emiliano-romagnolo e la sua situazione idrica, Adaptation mette infatti in evidenza le tante eccellenze amministrative, industriali, scientifiche e civiche grazie alle quali questa regione – in controtendenza rispetto a gran parte del Paese – si sta adattando con efficacia a una delle sfide più decisive del nostro tempo. Cruciale, in tutto questo, il ruolo di Hera, secondo operatore a livello nazionale nel settore idrico.

 

Hera, l’invisibile industria che risponde ai bisogni di 3,5 milioni di abitanti

Aprendo le proprie porte alla squadra di Adaptation, Hera l’ha condotta alla scoperta di progetti, impianti, reti, laboratori, tecnologie e interventi infrastrutturali che qualificano la multiutility come attore decisivo per l’equilibrio idrico complessivo del territorio. Un servizio spesso invisibile ma fondamentale per preservare una risorsa così preziosa e renderla disponibile ogni giorno a oltre 3,5 milioni di persone. Fin dalla sua nascita, e anticipando così gli scenari odierni, il Gruppo Hera ha infatti investito più di 100 milioni di euro all’anno in questo delicato settore, riuscendo a mettere in sicurezza il servizio idrico integrato e a garantirne la continuità anche in situazioni particolarmente critiche. Tutto questo passa attraverso un modello di business resiliente e un forte radicamento territoriale, che invita cittadini e imprese all’uso responsabile e sostenibile della risorsa e nell’ambito del quale è proprio Hera, per prima, a dare l’esempio, con una politica di costante e progressiva contrazione dei consumi idrici delle proprie attività.

 

Potabilizzazione, distribuzione e depurazione, ma anche tecnologie all’avanguardia

Fra lunghe sequenze di immagini immersive e le voci dei professionisti che ogni giorno fanno la differenza sul campo, sono davvero tanti gli aspetti esplorati da Adaptation, a partire dal tema – oggi quantomai critico – dell’acqua potabile. Come emerge dal racconto, Hera ne garantisce non soltanto la qualità, attraverso impianti di potabilizzazione e laboratori di analisi assolutamente all’avanguardia, ma anche e soprattutto la disponibilità, attraverso un sistema di acquedotti vasti e interconnessi sempre più sensibili, gestiti anche da remoto attraverso il proprio centro di telecontrollo, unico in Europa, e ulteriormente monitorati da tecnologie avanzate, come quelle satellitari, per la ricerca e la costante riduzione delle perdite idriche.

Un’altra fondamentale sfida è quella relativa alle acque reflue, che vengono trattate dalla multiutility nei depuratori secondo tecniche e tecnologie diverse, biologiche e meccaniche, affinché sia possibile restituirla all’ambiente in una forma compatibile con ulteriori usi umani, ma anche con gli ecosistemi e la loro biodiversità, perseguendo così la piena circolarità nella gestione della risorsa. Tra le eccellenze del comparto fognario-depurativo al centro di Adaptation, in particolare, il Piano di Salvaguardia della Balneazione di Rimini, il più grande intervento di risanamento fognario realizzato in Italia negli ultimi vent’anni, con l’obiettivo di eliminare gli sversamenti a mare e proteggere così, al tempo stesso, l’ambiente e la spiccata vocazione turistica dell’economia locale.

 

La sperimentazione modenese nella depurazione

Fra le esperienze emiliano-romagnole raccontate da Adaptation c’è anche il depuratore di Modena. Proprio in questo impianto, infatti, è presente uno dei sistemi più all’avanguardia per la gestione di alcune importanti fasi del trattamento dei reflui. Si tratta di un sistema di controllo applicato alle vasche di ossidazione che utilizza logiche predittive di intelligenza artificiale. Il fine? Conoscere in anticipo le concentrazioni dei flussi in uscita dall’impianto, così da regolare al meglio il processo depurativo, ottimizzare i consumi di energia e migliorare la qualità dell’acqua depurata. E poiché questi risultati non erano ottenibili con strumenti di controllo tradizionali, sul depuratore di Modena è stato impiegato in via sperimentale un controllore predittivo, basato su modelli di intelligenza artificiale. Sfruttando algoritmi di Machine Learning, questo controllore comprende la natura dinamica del sistema, ne regola automaticamente alcuni parametri e, così facendo, contribuisce ad abbattere ulteriormente rispetto ai limiti di legge la concentrazione di sostanze presenti nelle acque in uscita dal depuratore, come l’azoto.

“Di fronte al cambiamento climatico non abbiamo bisogno di catastrofismi ma di risposte resilienti ed esempi concreti – commenta Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – e per questo abbiamo apprezzato l’approccio del progetto Adaptation e deciso di fornire tutta la nostra collaborazione. Aprire le porte dei nostri impianti è stato quindi un piacere e anche motivo di orgoglio, perché il modo in cui ogni giorno gestiamo la risorsa idrica è frutto non soltanto di investimenti, pianificazione e ricerca ma anche di tanto impegno, lo stesso che ci auguriamo possa animare un dibattito pubblico che deve assolutamente tornare a mettere al centro, con serietà e senza scorciatoie, il tema del cambiamento climatico e delle strategie necessarie ad affrontarne e mitigarne gli effetti.”

Maranello: Contributi al volontariato, c’è il bando

Maranello: Contributi al volontariato, c’è il bandoContributi al volontariato per valorizzare “il ruolo insostituibile di supporto a favore della comunità” che i volontari e le associazioni di Maranello hanno svolto nei mesi scorsi e continuano a svolgere, in un anno caratterizzato dalla grave situazione  di  incertezza  e  difficoltà  causata  dalla pandemia. Proprio al mondo del volontariato e dell’associazionismo è rivolto il bando pubblicato dal Comune di Maranello, in scadenza il 23 dicembre, che mette a disposizione quasi 14mila euro, divisi tra risorse per le associazioni che operano nell’ambito del volontariato sociale (8700 euro) e quelle legate a progetti di solidarietà internazionale (5000 euro).

“Il 2020 ha visto i volontari di Maranello impegnati insieme alle istituzioni nell’emergenza sanitaria”, è il commento del sindaco Luigi Zironi. “Donne e uomini di Maranello si sono rivelati, in questo periodo difficile, una risorsa straordinaria su cui la nostra comunità ha potuto fare affidamento, e su cui può e potrà ancora contare. Per questo abbiamo deciso di continuare a sostenere le associazioni del territorio con risorse a sostegno dei loro progetti e attività”.

Il bando è dunque rivolto alle organizzazioni di terzo settore con sede a Maranello o che svolgono la loro attività sul territorio comunale. Saranno presi in considerazione progetti di promozione e sviluppo di comunità, iniziative di solidarietà sociale e di inclusione sociale rivolte a categorie svantaggiate, sensibilizzazione, promozione di progettualità e di iniziative a carattere socio-culturale, legate alla cooperazione internazionale ed al dialogo interculturale, e di informazione e formazione alla cittadinanza in ambito umanitario, di prevenzione e di salute. Saranno valutati progetti che presenteranno come requisiti fondamentali il carattere sociale, il valore per la collettività ed un ampio rilievo pubblico, da realizzarsi nel territorio comunale. Il Comune potrà poi sostenere i progetti delle associazioni anche mediante la concessione gratuita di spazi ed attrezzature. Domande da presentare entro le ore 12 del 23 dicembre, tutte le informazioni sul sito del Comune di Maranello.

 

Canne fumarie, l’invito dei Vigili del fuoco: pulirle almeno una volta all’anno

Canne fumarie, l’invito dei Vigili del fuoco: pulirle almeno una volta all’annoTra ieri sera e questa mattina due gli incendi che hanno coinvolto canne fumarie. Ieri sera alle 20.45 a Montecuccolo di Pavullo e questa mattina alle 7.40 a Sassuolo via Montale. Il pronto intervento dei vigili del fuoco ha, in entrambi i casi, limitato i danni evitando la propagazione delle fiamme.

Si invita sempre a far controllare e pulire almeno con cadenza annuale le canne fumarie degli apparecchi a legna per evitare l’accumulo di fuliggine e scorie sulle pareti, principale causa degli incendi.

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 15 dicembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 15 dicembreAncora presenza di nebbia in pianura e nelle valli in mattinata in sollevamento nelle ore centrali della giornata. Cielo generalmente nuvoloso con addensamenti più consistenti sulla parte centro-occidentale della regione. Possibilità di isolate pioviggini sul settore occidentale in giornata. Dalle ore serali precipitazioni deboli a partire dai rilievi occidentali in progressiva estensione al settore emiliano nelle ore notturne con quota neve superiore a 1500 metri. Temperature: minime intorno a 0 o 1 °C sulle aree urbane e anche inferiori sulle aree extraurbane con locali gelate mattutine; comprese tra 1 e 3 °C lungo la fascia costiera. Sulle aree collinari centro-orientali dove la copertura nuvolosa sarà meno consistente le temperature per effetto dell’ inversione termica tenderanno invece a risultare più alte che sulla pianura. Massime stazionarie attorno 6 °C nell’entroterra; attorno a 8 °C lungo a fascia costiera. Venti: deboli dai quadranti occidentali sulla pianura e tendenti a disporsi da sud-ovest lungo i rilievi.

(Arpae)

Quinta Parete: “Associazionismo, cultura e servizi educativi del territorio sassolese in grave difficoltà. Cosa fa l’Amministrazione comunale?”

Quinta Parete: “Associazionismo, cultura e servizi educativi del territorio sassolese in grave difficoltà. Cosa fa l’Amministrazione comunale?”L’Associazione Quinta Parete, dopo 10 anni di attività nel reggiano, nel 2016 si trasferisce a Sassuolo e fin da subito con passione, professionalità e conoscenza capillare del territorio, contribuisce ad arricchire il tessuto culturale e sociale del Comune con progetti che abbracciano tutta la comunità.

I servizi dell’associazione vanno ad intercettare i bisogni di ascolto e aggregazione dei bambini, ragazzi e adulti, con particolare attenzione all’inclusione delle persone fragili e con disabilità.

Attraverso il teatro Quinta Parete dimostra di sapere dialogare con le istituzioni, gli enti e le associazioni del terzo settore creando una grande rete che ha portato alla realizzazione di numerosi progetti dove il teatro, oltre ad avere un impatto culturale, è a disposizione del sociale.

Quinta Parete conta 300 associati ma soprattutto fornisce servizi e coinvolge migliaia di persone ogni anno: bambini, ragazzi, adulti, persone con fragilità e disabilità che partecipano ai corsi di teatro, ai percorsi educativi nelle scuole, alle rassegne teatrali per tutte le età, e pur avendo utilizzato in maniera responsabile e attiva gli spazi dell’Auditorium Bertoli e della Sala Teatro Temple sta vedendosi negare luoghi in cui incontrarsi e riconoscersi.

A luglio 2020, durante una riunione della Consulta Cultura e Giovani, l’Amministrazione comunale dichiara che entro la fine di agosto sarebbero usciti due bandi: uno per l’assegnazione dei locali della Sala Temple, e un altro per l’utilizzo dell’Auditorium Bertoli per tre giorni alla settimana. Entrambi i bandi sembravano l’occasione per Quinta Parete di ufficializzare la gestione dei due spazi che già ha utilizzato e contribuito a far rinascere con le sue attività fin dal suo insediamento a Sassuolo, grazie ad una convenzione con il Comune per l’utilizzo del Bertoli e una collaborazione con l’Associazione Crea, che fino a giugno 2020 gestiva la Sala Temple.

Il primo ottobre 2020 esce sul sito del Comune di Sassuolo il bando per l’assegnazione della gestione dei locali dell’immobile Sala Temple mentre quello relativo all’Auditorium Bertoli, in data odierna, non è ancora uscito. Quinta Parete partecipa al bando con l’idea di poter proseguire a svolgere il suo prezioso lavoro e crescere; l’obiettivo che la muove è continuare ad ascoltare i bisogni del territorio e creare un luogo ospitale ed aperto che possa restituire esperienze che diano valore alla comunità sassolese tutta.

“Siamo molto perplessi dalle scelte dell’amministrazione” dichiara il direttore di Quinta Parete Enrico Lombardi. “Perché la Sala Temple è stata assegnata ad una ASD (associazione sportiva dilettantistica) di Modena semi-sconosciuta sul territorio di Sassuolo? Nonostante dall’avviso pubblico emergesse chiaramente che sarebbero state prioritarie non solo la conoscenza del territorio ma anche le collaborazioni in essere con enti, scuole, associazioni ed istituzioni territoriali.”

Quinta Parete oltre ad avere un’esperienza decennale nella gestione di spazi culturali e organizzazioni di attività culturali, conduce da diversi anni progetti teatrali ed educativi nella maggior parte degli Istituti Comprensivi Scolastici di Sassuolo, ha creato collaborazioni con enti e tantissime associazioni del territorio tra cui: Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, Anffas, Meteaperte, Librarsi, Concresco, Ass. Il mondo coi miei occhi, Cooperativa Sociale Lo Spino, Associazione Emilii, Ass. Sottospirito, Ass. Scintille Dal Proscenio, Ass. Ctg, Ass. Incontromano, Ass. Crea, Cooperativa Gulliver, Centro per le Famiglie di Sassuolo, Social Point di Modena.

“Non si tratta solo del risultato del bando ma dell’assenza di politiche per la comunità che penalizza, non solo noi, ma tutti i cittadini” prosegue Lombardi.

Il direttore, i suoi collaboratori, gli associati e tutti i fruitori delle attività Quinta Parete sono esterrefatti ed amareggiati ma soprattutto non riescono a comprendere perchè, in un periodo così complesso, l’Amministrazione comunale non voglia sostenere una realtà che negli anni si è prodigata a coltivare dimensioni culturali e possibilità di incontro tra persone che credono nel lavoro di educazione e cultura diffusa.

L’Associazione Quinta Parete, in attesa dell’uscita del bando per l’utilizzo dell’Auditorium Bertoli, rimane sempre aperta al confronto per ritrovare un dialogo autentico con l’Amministrazione comunale fatto di azioni concrete e non solo parole.

La volontà dell’associazione è di continuare “ad abitare” a Sassuolo e non trovarsi costretta a dover ”cercare casa” in altri Comuni creando un grande disagio a centinaia di bambini, ragazzi, adulti, famiglie sassolesi che si ritroverebbero senza un importante servizio o obbligati a spostarsi da Sassuolo per poter continuare a partecipare alle attività culturali e di aggregazione a cui sono affezionate da tempo.

 

 

Volley, importante vittoria per Sassuolo: contro Olbia finisce 3-0

Volley, importante vittoria per Sassuolo: contro Olbia finisce 3-0Il risultato è quello dell’andata, ma a parti invertite: poco meno di un’ora e mezzo di gioco e la Green Warriors Sassuolo supera 3-0 la Geovillage Hermea Olbia (25-20 25-17 25-23). Con una regia lucida e una prova di squadra convincente, le neroverdi conquistano tre punti importantissimi in ottica playoff e si portano a 18 lunghezze in classifica generale.

F1, Gran Premio di Abu Dhabi: Charles e Seb fuori dalla zona punti

F1, Gran Premio di Abu Dhabi: Charles e Seb fuori dalla zona puntiCharles Leclerc e Sebastian Vettel hanno concluso la stagione di Formula 1 2020 con un 13° e un 14° posto nel Gran Premio di Abu Dhabi disputato sul circuito di Yas Marina. Per il tedesco si è trattato anche dell’ultima gara al volante di una monoposto di Maranello. La Ferrari conclude dunque al sesto posto nella classifica riservata ai costruttori, mentre tra i piloti Charles termina la stagione in ottava posizione, Sebastian conclude invece 13°.

Bettelli Telefonia festeggia il trentesimo anniversario

Bettelli Telefonia festeggia il trentesimo anniversario1990-2020

Bettelli Telefonia, lo storico negozio di Sassuolo, festeggia il trentesimo anniversario di attività con il nuovo WindTreStore completamente rinnovato,  con soluzioni tecnologiche all’avanguardia, come gli schermi interattivi a disposizione del pubblico e uno Spazio Aziende rinnovato negli Uffici al primo piano!

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Da parte della direzione e di tutto lo staff Bettelli il più caloroso ringraziamento a tutti i clienti Privati e Aziende!

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Scossa di terremoto 3.3 tra Castellarano e Sassuolo

Scossa di terremoto 3.3 tra Castellarano e SassuoloScossa di terremoto di magnitudo 3.3 alle 10:20:53. L’epicentro, ad una profondità di 29 km, secondo l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Roma è stato tra il reggiano e modenese, precisamente a tre chilometri dal comune di Castellarano e a quattro da quello di Sassuolo. I Vigili del fuoco non hanno ricevuto richieste d’intervento.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 14 dicembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 14 dicembreFoschie e nebbie in pianura in sollevamento nelle ore centrali della giornata; sereno o poco nuvoloso sui rilievi e Romagna con progressivo aumento della nuvolosità a partire dalle province occidentali in serata. Temperature: minime comprese tra 1 e 2 °C nei centri urbani della pianura, di qualche grado inferiori nelle aree di aperta campagna con deboli gelate mattutine. Massime stazionarie o in lieve diminuzione comprese tra 5 e 6 °C; intorno a 7/8 °C lungo a fascia costiera. Venti: deboli, prevalentemente dai quadranti occidentali. Mare: poco mosso o quasi calmo.

(Arpae)

Sicurezza, la Regione stanzia oltre 2 milioni di euro per sostenere 23 accordi di programma sottoscritti assieme ai territori

Sicurezza, la Regione stanzia oltre 2 milioni di euro per sostenere 23 accordi di programma sottoscritti assieme ai territoriOcchi elettronici intelligenti per controllare strade e viabilità, reti di telecamere per la videosorveglianza dei parchi, ma anche iniziative di controllo di vicinato. Più illuminazione nei giardini pubblici, sui marciapiedi e lungo le piste ciclabili anche installando, con attenzione all’ambiente, lampioni a led. Sistemi di controllo video e allarmi e per scuole e centri sportivi.
Portabiciclette per supportare e incentivare la mobilità dolce, manutenzione degli arredi urbani e interventi per ammodernare scale e ascensori di parcheggi sotterranei. E con una particolare attenzione agli aspetti sociali e culturali, progetti di street art rivolti ai giovani, apertura di empori solidali, restauro di murales artistici, recupero di spazi per realizzare attività ricreative e culturali, misure a sostegno delle vittime di reati nonché l’avvio di attività da parte di ex detenuti per la riparazione di biciclette in chioschi prefabbricati.

Da Piacenza a Rimini, sono numerose le attività previste da 23 interventi, per 2,7 milioni di euro di investimenti sul territorio emiliano-romagnolo, finanziati dalla Regione con oltre 2 milioni di euro. Iniziative volte a rendere più sicure e vivibili città e paesi dell’Emilia-Romagna, realizzate da enti locali: 18 progetti di Comuni e 5 di Unioni di Comuni.

Le misure sono sostenute dalla Giunta regionale grazie ad Accordi di programma sicurezza integrata 2020, sottoscritti nei mesi scorsi insieme ai territori. Attività di raccordo seguita dal capo della segreteria politica della presidenza della Giunta, Gianmaria Manghi. Si vanno ad aggiungere ai 104 ‘patti’ già stretti dal 2014 e orientati alla prevenzione integrata

Interventi che, soprattutto attraverso l’ausilio di tecnologie elettroniche, puntano ad accrescere la sicurezza nei centri urbani, e anche a ridurre il degrado sociale e ambientale con azioni di carattere socioculturale, animazione e attività di diffusione di buone pratiche per il presidio degli spazi pubblici da recuperare, sottraendoli così al degrado e alle sue conseguenze.

“Il calo generale dei fenomeni criminosi che si registra costantemente negli ultimi anni- spiega il presidente della Regione, Stefano Bonaccini– ci spinge a proseguire sulla strada intrapresa insieme agli enti locali, senza sottovalutare i problemi che ancora ci sono e il fatto che comunque non stiamo parlando di numeri ma di donne e uomini in carne e ossa e che ogni persona coinvolta in atti criminosi, soprusi e violenza porta con sé conseguenze gravissime. Persone che vogliamo continuare a sostenere attraverso la Fondazione regionale vittime di reato. Il nostro obiettivo resta quello di prevenire e promuovere lo sviluppo della qualità di vita all’interno delle loro comunità. E per questo continuiamo nel nostro impegno per accrescere la sicurezza dei cittadini, sostenendo progetti che nascono e che sono promossi e realizzati direttamente dai territori”.
“Politiche per la sicurezza urbana- chiude il presidente della Regione- che si affiancano al fondamentale lavoro di controllo, indagine e repressione portato avanti dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine, a cui va il nostro grazie e la massima collaborazione”.

Per gli Accordi di programma sicurezza integrata 2020 il contributo della Regione per finanziare le iniziative in Emilia-Romagna ammonta a 2.037.050 euro.

Fra gli interventi finanziati (in allegato l’elenco completo suddiviso per comuni e province), si va dalla riqualificazione urbana per il recupero di complessi edilizi o spazi ad alto rischio di criminalità e degrado alla installazione ex novo (o al potenziamento) di sistemi di videosorveglianza. Anche di quelli ‘intelligenti’ (i cosiddetti Ocr, Optical character recognition) in grado, per esempio, di leggere i caratteri e quindi le targhe degli automezzi, trasmettendoli in tempo reale alle autorità di pubblica sicurezza. Poi le iniziative di controllo di vicinato, come a Cento (Fe) e nell’Unione Pedemontana Parmense, con i residenti attivi nel segnalare anomalie nelle proprie zone attraverso piattaforme condivise e rimanendo in contatto con la Polizia locale. Misure di sostegno alle vittime di reato come a Formigine e Castelnuovo Rangone, nel modenese. E ancora, l’animazione sociale e comunitaria delle città finalizzata al contenimento di fattori criminogeni.

La criminalità in Emilia-Romagna

Negli anni dal 2014 al 2019 in regione si registra una diminuzione costante dei reati, con la delittuosità totale scesa di oltre il 20%. In particolare, diminuiscono sensibilmente i furti del 35%, i quali costituiscono oltre la metà dei reati denunciati alle forze di polizia. Tra questi tipi di delitti, i furti di autoveicoli scendono del –40%, quelli di oggetti sulle auto in sosta del –35%, i furti nelle abitazioni del –33%, gli scippi del –23% e i borseggi del –20%. Diminuiscono sensibilmente anche le rapine in generale del –30%, di oltre il 50% quelle ai danni degli istituti di credito, del –40 quelle in abitazione e del –27% quelle alle persone. Restano col segno positivo le violenze sessuali (+36,2%) e i reati riguardanti la normativa sugli stupefacenti (+19,3%), mentre permangono stabili gli omicidi e le lesioni dolose.

Dalla Regione 250.000 euro per potenziare la tecnologia nelle scuole di musica dell’Emilia-Romagna

Dalla Regione 250.000 euro per potenziare la tecnologia nelle scuole di musica dell’Emilia-RomagnaNessuno spenga la musica: per 66 scuole di educazione e formazione musicale dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, sono infatti in arrivo dalla Regione quasi 250.000 euro come contributi per l’acquisto di dispositivi tecnologici per la didattica a distanza, in modo da favorire la massima partecipazione e la continuità dei percorsi di crescita artistica delle ragazze e dei ragazzi in condizioni di assoluta sicurezza durante la pandemia.

A fine ottobre la Giunta regionale, in attuazione della legge del 2018 sullo sviluppo del settore musicale, aveva lanciato, e approvato con una delibera, un invito pubblico a presentare progetti di investimento per la qualificazione dell’offerta educativa e formativa musicale: ne sono arrivati 17, tutti giudicati ammissibili, per una spesa totale di 360.782,90 euro di cui 249.253,26 sostenuti dalla Regione.

Un contributo che non riguarderà solo le scuole ma anche gli studenti: l’investimento infatti permetterà agli istituti l’acquisto di dotazioni tecnologiche, dalle cuffie ai microfoni passando per i software per la didattica e i tablet, adeguati e specifici per l’attività musicale, che saranno anche resi disponibili per gli allievi in comodato d’uso. Una scelta che, oltre a sostenere la prosecuzione in sicurezza e con attrezzatture adeguate delle lezioni, vuole innovare, e quindi valorizzare, la pratica musicale, introducendo nuovi strumenti e nuovi metodi di insegnamento.

I 17 progetti coinvolgono complessivamente 66 scuole di musica: 4 a Piacenza, 7 a Parma, 10 a Reggio Emilia, 8 a Modena, 15 a Bologna, 5 a Ferrara, 5 a Ravenna, 7 in provincia di Forlì-Cesena e 5 a Rimini.

“Fare musica non è solo suonare uno strumento o esercitarsi nel canto: dedicarsi a un’arte significa per le ragazze e i ragazzi sviluppare qualità fondamentali per la loro crescita come la creatività, la dedizione, la collaborazione- commentano Paola Salomoni, assessore alla Scuola, e Mauro Felicori, assessore alla Cultura-. Sono questi i motivi per cui due anni fa abbiamo creduto in una legge dedicata allo sviluppo della musica e solo tre mesi fa abbiamo investito significativamente, per oltre 1,5 milioni di euro, per sostenerne l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado. Ed è continuando su questa linea che oggi andiamo a stanziare contributi che permettono di non interrompere il fondamentale lavoro delle scuole di musica in questi tempi di pandemia”.

“Ma in questa misura non vediamo solo una risposta all’emergenza, con questi finanziamenti pensiamo anche al futuro delle scuole di musica: vogliamo contribuire in maniera significativa all’innovazione della didattica grazie alle nuove tecnologie digitali, vogliamo che le ragazze e i ragazzi sviluppino competenze digitali che anche quando torneremo alla normalità saranno utili per completare e arricchire la formazione in gruppo e in presenza, e soprattutto- concludono Salomoni e Felicori- crediamo che ampliando le possibilità di fruizione, introducendo la modalità da remoto, avremo scuole di musica più inclusive, dando a tutti gli allievi pari opportunità”.

Formigine: il presidente Bonaccini visita il cantiere della tangenziale sud

Formigine: il presidente Bonaccini visita il cantiere della tangenziale sud

Nella sua prima uscita pubblica dopo la convalescenza, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha scelto di visitare, a Formigine, il cantiere della cosiddetta “Tangenziale Sud” (strada di collegamento via Prampolini–Ponte Fossa); un’opera da 5 milioni e 400 mila euro finanziata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (fondi FSC 2014-2020).

L’avanzamento dei lavori, a cura di due importanti consorzi modenesi CSM e CME, è in linea con le tempistiche previste; in particolare in questi giorni è avvenuta la posa in opera del manufatto del sottopasso (struttura del valore di quasi un milione di euro, del peso di 5.700 tonnellate, spinto e spostato per 68 ore da un sistema idraulico da 6.000 tonnellate di portata).

Il Sindaco Maria Costi ha sottolineato l’importanza del progetto, anzitutto nei termini dello spostamento del traffico di attraversamento, ma anche per l’attenzione alle soluzioni paesaggistico-ambientali e relative alla mobilità ciclabile. L’opera, infatti, lungo tutto il suo tracciato sarà dotata di collinette e barriere antirumore ai lati della carreggiata, varchi ecologici per il passaggio della fauna selvatica, una pista ciclopedonale in sede propria, che collegherà via Sassuolo con via Ghiarola. Saranno piantumati molti alberi e siepi, per la rinaturalizzazione delle aree residuali (progetto RER “Radici per il futuro”). Inoltre, è stata accolta una variante migliorativa, senza maggiori oneri in capo all’Amministrazione. La variante consiste nella realizzazione, all’interno del sottopasso, di una pista ciclabile in sede propria posta ad una quota più elevata rispetto al piano stradale; a collegamento di di Ponte Fossa con Formigine capoluogo.

“L’opera è andata avanti nonostante la pandemia, portando anche lavoro. Formigine ha sempre una grande capacità di realizzazione dei progetti. Tra pochi giorni firmeremo il Patto per il Lavoro e il Clima, cornice per i prossimi 10 anni per la ripartenza. Saranno destinati anche i nuovi fondi europei per i futuri sette anni, che stimiamo attorno ai 2 miliardi e mezzo di euro. Dunque l’Emilia-Romagna si deve trovare pronta: sono convinto che la nostra Regione ripartirà prima e meglio di tante altre”.

L’Amministrazione comunale ricorda che per i prossimi giorni saranno organizzate corse sostitutive al treno, per i lavori sulla ferrovia, e che via per Sassuolo rimarrà chiusa al traffico fino al 20 dicembre per consentire la prosecuzione del cantiere.

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