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domenica, 2 Agosto 2026
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Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 17 dicembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 17 dicembreCielo prevalentemente nuvoloso per nubi basse e stratificate e locali nebbie mattutine sulle aree di pianura prossime al corso del Po. Al mattino residue deboli precipitazioni sul settore orientale; nel corso del pomeriggio deboli precipitazioni sparse interesseranno il settore più occidentale. Temperature: minime attorno a 5/6°C; massime tra 7/10°C. Venti: deboli variabili. Mare: poco mosso.

(Arpae)

Non si ferma all’alt della Municipale, arrestato a Sassuolo dopo un inseguimento ad altissima velocità

Non si ferma all’alt della Municipale, arrestato a Sassuolo dopo un inseguimento ad altissima velocitàUn inseguimento con blocco di un’auto pirata ha portato, questo pomeriggio a Sassuolo, all’arresto di un 29 enne di origini campane, proveniente dal reggiano e già noto alle Forze di Polizia, per resistenza a pubblico Ufficiale.

I fatti hanno avuto inizio a Formigine, dove nel primo pomeriggio di oggi personale della locale Polizia Locale eseguiva un posto di controllo sulla via Giardini nord, poiché dal sistema di videosorveglianza cittadino era stata segnalata in transito una Audi A3 priva di copertura assicurativa. I vigili intercettavano l’auto intimando l’alt ma l’autovettura accelerava tentando di investire l’agente, che repentinamente riusciva a spostarsi al margine della carreggiata. Iniziava un lungo inseguimento che si estendeva nella zona di Modena dove veniva agganciato anche da alcune pattuglie della Polizia locale modenese. L’auto, durante la fuga, procedeva a velocità elevatissima per i centri abitati di Baggiovara, Magreta, Colombarone, Marzaglia, Tabina, Formigine sino a Sassuolo, dove veniva intercettata da alcune autoradio della Compagnia Carabinieri che, rallentando opportunamente il flusso di circolazione per creare un “imbuto”, riuscivano a bloccarla senza che nessuno si facesse male.

Il conducente, appunto un 29enne italiano, cercava di disfarsi di una dose di cocaina e risultava privo di patente di guida, mentre l’autovettura era priva di copertura assicurativa. Anche in questa fase, il fermato ha opposto resistenza ai Carabinieri i quali si sono visti costretti ad immobilizzarlo. L’uomo è stato quindi tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, segnalato come assuntore di sostanze stupefacenti e contravvenzionato per le altre violazioni al codice della strada. L’operazione di arresto è stata svolta dal personale della Compagnia di Sassuolo con le pattuglie della Polizia Municipale di Formigine, e della Polizia Locale di Modena. Nella giornata di domani si svolgerà il rito direttissimo.

“Incredibol!”: così gli operatori culturali e creativi reagiscono alle difficoltà causate dall’emergenza sanitaria

“Incredibol!”: così gli operatori culturali e creativi reagiscono alle difficoltà causate dall’emergenza sanitariaUna televisione di rione, un podcast sociale, un gioco dedicato a pazienti cronici che necessitino di esercizio fisico continuo. E ancora, la realtà virtuale applicata all’opera lirica, progetti per la fruizione diversificata degli spazi nei locali, innovazione digitale per la musica, nuove modalità per la produzione cinematografica e per l’organizzazione dell’attività ‘in presenza’ per lo spettacolo.
Sono alcuni esempi dei progetti vincitori dell’edizione 2020 del bando Incredibol! – l’innovazione creativa di Bologna, iniziativa coordinata dal Comune di Bologna con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e realizzata in rete con numerosi soggetti pubblici e privati.

In un anno di grande difficoltà, segnato dalla pandemia, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna hanno assegnato ulteriori risorse per lo sviluppo del settore culturale e creativo: 500mila euro a chi non si è fermato, ma ha saputo reagire avviando progetti di innovazione, in reazione all’emergenza sanitaria, con uno sguardo al futuro. In particolare, la Regione ha più che raddoppiato il finanziamento per far fronte alle difficoltà del settore, stanziando 400mila euro e il Comune di Bologna, oltre a garantire il coordinamento e la gestione del progetto, ha assegnato 100mila euro aggiuntivi in contributi.

I progetti vincitorisono 34, tra i 193 pervenuti da parte di associazioni, liberi professionisti e imprese di tutta la regione. I progetti innovativi riguardano principalmente la musica (10), l’audiovisivo (8), teatro (6), ma anche l’artigianato artistico, la gestione del patrimonio culturale, le arti visive e la letteratura.Tra i 34 vincitori, 22 provengono dal territorio bolognese, 4 dalla provincia di Modena, 3 da Ravenna, 2 da Ferrara, 1 da Piacenza, 1 da Parma e 1 dalla provincia di Forlì-Cesena.
Quest’anno aumenta anche il tetto massimo dei contributi: fino a 20mila euro per ogni progetto. Inoltre, come sempre, Incredibol! offrirà alla comunità dei vincitori servizi di formazione, consulenza e promozione, oltre a spazi in comodato gratuito e opportunità di networking con i partner del progetto e a livello internazionale.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina in video conferenza alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, dell’assessore alla cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore, della direttrice regionale Morena Diazzi (DirezioneEconomia della conoscenza, del lavoro e dell’Impresa)e di Giorgia Boldrini, responsabile promozione del sistema culturale del Dipartimento Cultura e Promozione della Città, del Comune di Bologna.

“Abbiamo il sogno di replicare nel campo delle industrie creative quello che è accaduto negli anni ’70 nell’ambito dell’industria meccanica- ha detto l’assessore Mauro Felicori-, dove operai bravissimi, con belle idee, hanno imparato a gestire bilanci e fare impresa, specializzandosi in settori differenti. Dobbiamo fare stessa cosa, creando un grande distretto della cultura in grado di competere con Milano e Roma, dove gli imprenditori trovino istituzioni disponibili ad accompagnarli nella crescita e sviluppo della propria impresa”.

“Incredibol!- ha concluso l’assessore-, frutto della collaborazione fra Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, è un bell’esempio di come si possa con facilità lavorare insieme: unendo risorse finanziarie e umane, abbiamo creato una sorta di distretto istituzionale a favore delle imprese creative”.

“Bologna lavora già da dieci anni sul tema delle industrie culturali e creative, e Incredibol! è stato adottato come modello da varie realtà a livello nazionale e internazionale, ma ora la crisi legata al Covid ha fatto emergere con maggiore chiarezza le fragilità proprie di questi settori- ha commentato Matteo Lepore-. La sfida per i nostri talenti è oggi trovare nuove soluzioni, rinnovare le organizzazioni rendendole più resilienti e capaci di guardare al futuro. Servono maggiore attenzione alle capacità manageriali e gestionali e una regolamentazione del lavoro culturale, unite a nuovi sguardi progettuali capaci di coinvolgere e ampliare il pubblico tradizionale. Se sapremo farlo, dalle ceneri di questa crisi potrà nascere un sistema culturale più forte”.

“Nell’ambito della costruzione di questo distretto- ha annunciato Morena Diazzi-,  abbiamo previsto una consultazione on line sulla  piattaforma Eroi, che permetterà a tutte le persone interessante e attive nell’ambito dell’innovazione, di conoscere e dare il proprio contributo alla definizione della nuova importante strategia che guiderà la programmazione dei Fondi Strutturali in Emilia-Romagna per i prossimi 7 anni”.

I vincitori
La parte del leone è fatta dalla musica, con 10 vincitori su 34. Molti i progetti di rimodulazione degli spazi dei locali e dei club della musica dal vivo, in modo da permettere una fruizione diversificata e nuovi ambiti di attività, ma sono da segnalare anche progetti innovativi di formazione e fruizione digitale da parte di orchestre giovanili, nonché di innovazione digitale di etichette discografiche e compositori.
Seguono i progetti di innovazione legati all’audiovisivo, 8 su 34, che comprendono attività di emittenti radiofoniche, nuove modalità di produzione cinematografica e di fruizione del cinema all’aperto, nonché progetti legati alle applicazioni della realtà virtuale e dei videogames ad altri ambiti.
Sono poi 6 su 34 i progetti di compagnie teatrali e altri soggetti del mondo dello spettacolo dal vivo, che guardano sia alle potenzialità del digitale per superare la crisi momentanea legata alle chiusure, sia a nuove modalità organizzative per le attività ‘in presenza’.
Tra gli ambiti di intervento degli altri vincitori prevalgono l’artigianato artistico, la gestione del patrimonio culturale, le arti visive e la letteratura.

Nel dettaglio:

Bologna: Humus; Nuovo Cinema Mandrioli; Panicarte; Radio Città Fujiko; Argen.Ter; Il Cassero Lgbt; Intendiamoci; Locomotiv; Laminarie; Green Flamingo; Matteo Niccolò Burani; Kreizy; Senzaspine; Studio Evil; Isola Film; Box Office Emilia Romagna; Benedetto Pasquale Guidotti Magnani; Cantieri Meticci; Bo Film; Vicini D’Istanti; Bifranci Ceramica; Estragon.
Ravenna: Atlantide; Onnivoro; Young Musicians European Orchestra.
Modena: Stoff, Intendiamoci, Metronom, AppenaAppena.
Parma: On/Off.
Forlì / Cesena: 47011 Records.
Piacenza: Cool Tour.
Ferrara: Ferrara sotto le stelle; Giovanni Maria Pizzato.

Il progetto Incredibol!, coordinato dal Comune di Bologna e co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, è realizzato grazie alla collaborazione di una rete di partner pubblico-privati: Università di Bologna, Accademia di Belle Arti Bologna, Arci Bologna, Art-ER, Ban – Business Angels Network, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, Centro Musica, Città Metropolitana di Bologna – Progetti d’impresa, Cna Bologna, Demetra Formazione, Fare Lavoro, Federmanager Bologna-Ravenna, Fondazione Giacomo Brodolini, Fondazione Flaminia, Fondazione Golinelli, Fondazione Innovazione Urbana, Futura, IADD, Legacoop Bologna, PerMicro, Romagna Tech, Studio Capizzi, Studio CS – Dottori Commercialisti, Studio Legale Pellegrino.

L’appello del sindaco Menani ad Alessandro Venturelli perché torni a casa

L’appello del sindaco Menani ad Alessandro Venturelli perché torni a casa
Appello anche del sindaco di Sassuolo Francesco Menani ad Alessandro Venturelli  il giovane 20enne di Sassuolo allontanatosi da casa sabato scorso 5 dicembre, senza dare più notizie e di cui sono ancora in corso le ricerche.
Alessandro è alto 1 metro e 70 cm, occhi e capelli castani. Quando è scomparso indossava una giacca a vento blu, una felpa con cappuccio grigia, pantaloni della tuta grigi, scarpe da ginnastica chiare ed aveva con sé uno zaino di pelle nero. Ha tatuaggi sulle braccia, uno raffigura una data; lobi delle orecchie forati.
Alessandro,
siamo convinti tutti che tu non sia lontano e che tu stia bene, così come personalmente sono convinto che leggerai questo mio appello.
I tuoi genitori ti aspettano a casa per accoglierti a braccia aperte: scrivimi e ti prometto che verrò io stesso a prenderti ovunque tu sia.
Tutto si aggiusta nella vita, occorre avere coraggio per fare un passo indietro e tu, questo coraggio, ce l’hai. Sono un ottimo mediatore, se accetterai il mio aiuto ti garantisco che riusciremo a risolvere qualsiasi problema ci possa essere.
Ti aspetto: scrivimi quando vuoi e ti prometto che ti risponderò in pochi minuti. Tutta Sassuolo è in ansia per te: ascoltami, contattami e vedrai che tutto si risolverà.

Emergenza Covid, aggiornamento settimanale congiunto della rete sanitaria modenese

Emergenza Covid, aggiornamento settimanale congiunto della rete sanitaria modenese
Foto di Helena Jankovičová Kováčová da Pixabay

Nella settimana 7-13 dicembre si è registrato un calo dei nuovi positivi e dei tamponi, dovuto anche alle festività. Dopo una tendenza in calo visibile da alcune settimane, i numeri stanno ricominciando a salire rispetto alla situazione registrata fino a venerdì. Il dato di ieri relativo ai ricoveri (418) registrava una diminuzione di 5, inferiore a quelle registrate in precedenza, il dato di oggi registra un +1 rispetto a ieri. Anche le persone in isolamento, in calo fino al 12 dicembre (-61), nella giornata del 13 dicembre hanno ricominciato a risalire.

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, al 14 dicembre sono 311 i posti attivi: in degenza ordinaria sono 147 al Policlinico e 82 all’Ospedale Civile, quelli in intensiva/semintensiva sono rispettivamente 46 e 36.

Aree dedicate al Covid sono presenti negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di oltre 240 posti. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid. A ciò si aggiungono i posti letto covid disponibili negli Ospedali di comunità, in tutto 50 tra Novi, Fanano, Soliera, mentre per le persone in isolamento domiciliare sono attivati gli hotel covid (“Tiby” a Modena e “Concordia” a San Possidonio).

A differenza della prima fase, attualmente si riscontra un importante impegno dei posti letto di medicina anche a carico dei pazienti no covid. Tale circostanza testimonia il fatto che l’ospedale continua a farsi carico anche della casistica non legata alla pandemia, e che un nuovo aumento dei casi di ricoverati covid andrebbe inevitabilmente a creare una grande pressione sull’intero sistema.

Oltre alle misure messe in campo in ambito ospedaliero (AOU e AUSL), a livello distrettuale sono stati potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro della medicina di base. In particolare in queste ultime settimane si sono sviluppate su tutti i distretti le cosiddette Centrali operative distrettuali, per un maggior coordinamento delle azioni sui pazienti covid in integrazione con Medici, Pediatri, Usca e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

Sono in tutto 15 le Usca, con orari che in tutte i distretti si distribuiscono sull’intera giornata: 4 tra Modena e Castelfranco Emilia (di cui una Usca pediatrica*), 3 a Carpi, 2 rispettivamente a Mirandola, Sassuolo, Vignola, Pavullo. Sono complessivamente 105 i medici coinvolti sull’attività delle Usca.

(*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni)

 

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino al 14 dicembre (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 293mila tamponi e sono state testate oltre 164mila persone.

Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 14 dicembre (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 26.899.

A partire dalla fine di luglio il numero di tamponi giornalieri ha avuto un forte aumento per l’attivazione dello screening nei comparti della macellazione, lavorazione carni, logistica, dei viaggiatori in rientro da Paese esteri o dalla Sardegna e, a partire da metà settembre, del personale scolastico e degli studenti. Da allora si è registrato un trend in continuo aumento, più sostenuto a partire dalla seconda metà di ottobre, quando è stato raggiunto il picco massimo dei tamponi settimanali, circa 19.000. In seguito si mantengono valori più stabili con valori intorno a 18.000.

Di recente è stato avviato l’utilizzo di tamponi antigenici rapidi qualitativi come strumento di screening in diversi ambiti, tra cui Case residenza anziani (pazienti e operatori), Pronto soccorso, scuole.

Alle CRA è stata consegnata una prima fornitura (dando priorità alle strutture che dovevano effettuare lo screening a fine ottobre e novembre) di 3.680 kit, mentre una seconda, di 9.200 kit, ha consentito la copertura del fabbisogno per tutto dicembre. L’Ausl sta già lavorando per la distribuzione dei prossimi kit. Finora risulta che siano stati già utilizzati in circa 20 strutture ma si stima che per fine mese li avranno utilizzati tutte almeno una volta.

Nella giornata del 15 novembre è stata definitivamente smaltita la coda di test in lettura presso i laboratori e i tempi di refertazione sono scesi nuovamente ai livelli di ottobre. Per facilitare la comunicazione degli esiti l’Azienda USL ha previsto che il risultato sia disponibile sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e sia comunicato anche via sms in modo da raggiungere tutti i cittadini. Sono stati potenziati sia il gruppo che si occupa delle indagini epidemiologiche e quindi del tracciamento dei contatti, sia il servizio di sorveglianza attiva per mezzo di operatori appositamente formati per seguire tramite telefonate periodiche i pazienti al proprio domicilio.

 

Casi

Al 14 dicembre, in provincia di Modena erano accertati 7130 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 6712 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 418 ricoverati.

 

Ricoveri totali

A ieri sono 418 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia per Covid-19, il 59% in AOU e il 41% negli altri ospedali della rete territoriale. In AOU sono ricoverati 248 pazienti covid positivi, 177 in degenza ordinaria e 71 tra terapia intensiva e semintensiva. 124 sono negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 46 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

 

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 39 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

 

Persone in isolamento domiciliare

Il picco di nuovi isolamenti domiciliari giornalieri è stato raggiunto il 13 novembre scorso con circa 1000 nuove persone, quello raggiunto nella prima ondata, il 24 marzo, era di 357 persone.

Al 14 dicembre erano in isolamento 9749 persone. In particolare:

–       6712 persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 81 sono accolti presso gli hotel dedicati a persone positive al covid (53 al Tiby e 28 al Concordia). Circa 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.

–       Sono 3037 i contatti stretti di casi accertati in isolamento. Sono all’hotel Tiby anche 3 assistenti familiari per il periodo di isolamento precauzionale.

 

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 9 dicembre)

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 9 dicembre sono stati eseguiti 170.455 test sierologici di cui 8.043 con esito positivo. La percentuale di esami positivi è più alta tra quelli eseguiti tra marzo e aprile (7,1%), più bassa tra quelli eseguiti a ottobre (3,0%). In totale le persone sottoposte a test sono state 116.342, di cui il 4,5% risultate positive all’ultimo esame eseguito (5.249). Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale e conferma che vi è un numero molto elevato di persone ancora suscettibili di infezione.

Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

 

Pietro Ferrari, Presidente Confindustria Emilia-Romagna in merito al Patto per il lavoro e per il clima:

Pietro Ferrari, Presidente Confindustria Emilia-Romagna in merito al Patto per il lavoro e per il clima:

L’approvazione del “Patto per il Lavoro e per il Clima” è un passaggio positivo di condivisione del metodo e della visione di sviluppo sostenibile della nostra regione: lavoriamo tutti assieme per il futuro dell’Emilia-Romagna.

L’intesa si muove giustamente in una dimensione europea con cui l’Emilia-Romagna intende assumere il ruolo di protagonista per costruire politiche innovative collegate ai Fondi strutturali, al Programma Next Generation EU e all’Agenda 2030.

Alla base del Patto c’è l’obiettivo di accelerare gli investimenti e creare lavoro di qualità: i presupposti grazie ai quali la nostra regione ha raggiunto i risultati importanti di questi ultimi anni.

Lo shock legato alla pandemia ha ancora una volta dimostrato la capacità di reazione della gente e delle imprese dell’Emilia-Romagna, che nella dimensione azienda-filiera-territorio rappresentano il principale motore della crescita economica e di innovazione dell’intero sistema economico e sociale.

Il lavoro vero inizia adesso: è importante infatti condividere le linee di intervento, ma ora dobbiamo essere capaci di tradurle rapidamente in investimenti e lavoro, tenendo insieme la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

La sfida che abbiamo davanti è scegliere le priorità su cui investire, con il coraggio di evolvere e innovare come abbiamo proposto nel nostro Progetto Traiettoria 2030. Mi riferisco in particolare ad investimenti pubblici e privati sulle reti materiali e immateriali, sulla ricerca e sull’innovazione, sul capitale umano e sul welfare, sulla sostenibilità ambientale ed energetica.

 

Replica della Lega Giovani Sassuolo a Filippo Simeone del PD su sostegno economico alla piccola e media impresa

Replica della Lega Giovani Sassuolo a  Filippo Simeone del PD su sostegno economico alla piccola e media impresaSolitamente noi Giovani della Lega non amiamo polemizzare con affermazioni altrui. Ci sono però casi in cui non possono essere accettate tali prese in giro alla Cittadinanza, della nostra zona come di tutta Italia, specialmente in un periodo terribile come questo. Ebbene, “Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto un partito politico serio si veda nel momento del bisogno e il Centro-Sinistra al Governo nazionale e regionale ha dimostrato di esserci per il bene della comunità.” sono le parole utilizzate dall’esponente del PD locale Filippo Simeone in merito ai presunti meriti del Governo e della Regione retti dal suo partito nel fronteggiare le problematiche di questo periodo. Sebbene egli possa sostenere le tesi che vuole, anche le più fantasiose come questa, in questo modo ci lascia sconcertati, così come, crediamo, tutti i piccoli-medi imprenditori, ristoratori, partite IVA della nostra zona, in seria difficoltà. È dunque doveroso replicare

Come è possibile fare certe affermazioni di fronte alle molteplici questioni presentate da Lapam, che denuncia l’insufficienza del sistema degli indennizzi alle imprese in difficoltà? Di fronte a Cna Modena che richiede più rispetto verso le piccole imprese? Di fronte alle 60 imprese che solo nella nostra zona non ce l’hanno fatta e le 600 attività a rischio con circa 7 milioni di euro persi, secondo quanto riporta Confcommercio? C’è veramente stato un confronto con quegli esercenti che accusano perdite in fatturato fino al 90%? È quindi inevitabile, essendo questa la situazione nella sola nostra zona, chiedersi se i 31 milioni promessi dalla Regione saranno sufficienti (se arriveranno). Senza contare i 622mila posti di lavoro persi denunciati da Istat, nonostante evidentemente le illuminate politiche del ministro Gualtieri, membro di un Governo che a metà dicembre non ha ancora presentato neanche una bozza di legge di bilancio e ha dimostrato di trovarsi d’accordo solamente nel momento in cui bisogna distruggere i terribili Decreti sicurezza di Matteo Salvini. Un Governo “che c’è” si comporta diversamente.

Ma torniamo alla nostra realtà locale. Se a Sassuolo la crisi sembra essere stata finora meno brutale, bisogna riconoscere il merito a quegli imprenditori che, assumendosi rischi e facendo sacrifici, non si sono dati per vinti e, a costo anche di indebitarsi, hanno continuato e continuano a lottare con determinata e instancabile tenacia, nonostante e non grazie al Governo che egli tanto elogia e i cui aiuti si sono dimostrati troppe volte insufficienti e tardivi. Siamo sicuri che se avessero fatto il contrario, oggi avremmo ancora luoghi dove pranzare insieme (in sicurezza!) e dove comprare un regalo per i nostri cari? Un grande merito deve essere riconosciuto anche alla nostra cittadinanza, che si sta mostrando assai disponibile a sostenere l’economia della nostra città, che ancora una volta si mostrerà più forte di qualsiasi crisi e di qualsiasi Governo.

Crediamo doveroso richiedere a tutta la comunità del Partito Democratico locale una maggiore obiettività, perché non vengano riportate affermazioni propagandistiche e non veritiere circa una situazione terribile e persone in difficoltà che meritano rispetto, ascolto e aiuti concreti.

Andrea Nicolini

Ayoub Ouassif

Lega Giovani Sassuolo

Gettone del Consiglio comunale agli alluvinati anche da Formigine

Gettone del Consiglio comunale agli alluvinati anche da FormigineIl Consiglio Comunale di Formigine devolverà il gettone della seduta di giovedì 17 dicembre alle popolazioni colpite dall’alluvione di dieci giorni FA. La proposta è partita dal capogruppo Lega Salvini Premier, Davide Romani, ed è stata accolta trasversalmente dai colleghi alla guida dei gruppi consiliari.

“È fondamentale – sostiene l’esponente del Carroccio – che le istituzioni per prime diano un segnale forte e tangibile della vicinanza e della solidarietà che si deve alle comunità in difficoltà, come quelle vicine di Nonantola e di Castelfranco che stanno subendo il pesante contraccolpo dell’alluvione abbattutasi in piena emergenza sanitaria. Ringrazio i capigruppo per avere aderito convintamente all’iniziativa, sottolineando che proprio come esponenti del mondo istituzionale dovremo anche adoperarci per comprendere fino in fondo motivi e responsabilità dell’accaduto. Vogliamo e dobbiamo evitare di dover nuovamente correre ai ripari e, per questo, il presupposto deve essere la chiarezza”.

Romani, in qualità di referente provinciale, insieme all’attivo direttivo modenese della Lega Salvini Premier, sta conducendo anche un raccolta di materiale  e beni di prima necessità, che saranno consegnati sabato 19 dicembre. Per  informazioni è possibile contattare il numero 351 5342491.

 

Suinicoltura, riunito il tavolo interregionale Emilia-Romagna-Lombardia

Suinicoltura, riunito il tavolo interregionale Emilia-Romagna-Lombardia“Lombardia ed Emilia-Romagna vogliono affrontare in maniera decisa le criticità del settore suinicolo, uno dei comparti zootecnici più importanti della filiera agroalimentare italiana. Abbiamo riunito il tavolo interregionale per stabilire i contenuti di un documento che sottoporremo a tutti gli attori: un vero e proprio patto di filiera al quale saranno vincolati gli aiuti economici regionali”.

Così gli assessori regionali all’Agricoltura Alessio Mammi (Emilia-Romagna) e Fabio Rolfi (Lombardia) a margine del tavolo interregionale sul comparto che si è tenuto ieri sera in videoconferenza.

Il mercato suinicolo negli ultimi mesi è sotto pressione a livello europeo. La situazione di stallo e il conseguente crollo dei prezzi è stato causato principalmente da due fattori: la peste suina africana arrivata in Germania che ha causato il blocco delle importazioni di carni da parte dei maggiori Paesi importatori (Cina in primis) con conseguente surplus di carne sul mercato europeo e le misure Covid con la conseguente chiusura dei canali horeca e la perdita di buona parte delle vendite a banco.

“Ora è tempo di intervenire per uno sviluppo sostenibile della filiera suinicola nazionale- aggiungono Mammi e Rolfi-. Bisogna partire dal rafforzamento delle forme organizzative tra gli allevatori, promuovere una forma efficace di collaborazione strategica dell’intera filiera, studiare una diversificazione dei prodotti per renderli più appetibili agli occhi dei consumatori e raccontare i passi avanti fatti in termini di sostenibilità e benessere animale, investendo ulteriormente in questa direzione”.

“Nel concreto- proseguono gli assessori-, bisogna attuare strumenti come il sistema di qualità nazionale, che possano differenziare e valorizzare le destinazioni delle carni suine fresche diverse da quelle dei prodotti Dop e utilizzare le risorse del Piano di sviluppo rurale per un rinnovamento delle strutture, in modo da migliorare sia il benessere animale che la sostenibilità ambientale degli allevamenti”.

“Vogliamo valorizzare tutta la carne e non solo le parti dedicate alla produzione del prosciutto, per uscire da una logica ‘prosciuttocentrica’ e agevolare così la redditività del comparto- sottolineano Mammi e Rolfi-. Bisogna costruire inoltre una vera e propria organizzazione interprofessionale che valorizzi tutte le componenti di questa disaggregata filiera, e lavorare concretamente a una Ocm zootecnia per il rilancio del settore in un’ottica concreta e condivisa”.

“A livello economico le Regioni chiedono al governo di inserire nella legge di Bilancio l’aumento della percentuale di compensazione Iva fino al 10% per i produttori suinicoli- chiudono gli assessori-. Serve un intervento immediato a burocrazia zero per un settore che sta alla base della Dop economy dell’agroalimentare italiano e che sta soffrendo più di altri gli effetti della crisi. Intendiamo inoltre avanzare una richiesta al Ministro Bellanova affinché vengano utilizzati per il settore i saldi residui dei bandi nazionali, integrandoli con risorse aggiuntive per far fronte alle esigenze”.

Lunedì 21 dicembre ultima seduta dell’anno per il Consiglio comunale sassolese

Lunedì 21 dicembre ultima seduta dell’anno per il Consiglio comunale sassoleseSi svolgerà lunedì prossimo, 21 dicembre a partire dalle ore 20,30, l’ultima seduta per il 2020 del Consiglio Comunale di Sassuolo.

La seduta si terrà in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet Google, come deciso durante la Commissione Capigruppo: sono 6 i punti all’ordine del giorno del consiglio convocato dal Presidente Luca Caselli e che sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Sassuolo, visionabile dal giorno seguente anche sul canale Youtube e sul sito internet istituzionale.

Al primo punto del Consiglio Comunale sarà in discussione l’approvazione delle tariffe per l’anno 2021 del Tributo comunale sui rifiuti (Tari). Seguirà la discussione sulle aliquote per l’anno 2021 della nuova Imu e Addizionale Comunale all’Irpef.

Al punto n°3 del consiglio è prevista l’approvazione del Documento Unico di Programmazione 2021/2023, a cui seguirà l’approvazione del Bilancio di previsione 2021/2023.

Al punto n°5 del Consiglio è prevista l’approvazione del Budget 2021 di Sassuolo Gestioni Patrimoniali srl per l’esercizio del controllo analogo, a cui seguirà l’approvazione della razionalizzazione periodica anno 2020 ex art. 20 d.lgs. 19/08/2016 n. 175 e relazione sull’attuazione 2019 delle società partecipate del Comune di Sassuolo.

 

 

Prosegue a Fiorano la riqualificazione di via Vittorio Veneto

Prosegue a Fiorano la riqualificazione di via Vittorio VenetoContinuano i lavori di pavimentazione stradale e riqualificazione dei marciapiedi in via Vittorio Veneto.

Dopo la riapertura della strada dalla rotatoria di via Santa Caterina a piazza Ciro Menotti, l’intervento si sposta all’altro capo della strada, per lasciare libero accesso alla piazza e alle attività commerciali durante il periodo delle festività natalizie.

Fino al 18 gennaio 2021 è previsto il restringimento stradale in via Vittorio Veneto, dal civico 24 fino all’intersezione con via Statale Ovest, con possibilità di chiusure del traffico momentaneo durante i lavori, con traffico regolato da movieri ed il divieto di sosta con rimozione forzata degli stalli sosta. Inoltre è istituito il senso unico di marcia su tutta la via, in direzione da Maranello verso Sassuolo, con adeguamento di tutta la via e divieto di accesso dal via Statale Ovest su via Vittorio Veneto.

Continua poi il divieto di transito su tutta via Veneto ai mezzi di SETA, per cui è confermata la deviazione sul percorso alternativo.

 

Nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima: l’Emilia-Romagna firma l’intesa per rilancio e sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale

Nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima: l’Emilia-Romagna firma l’intesa per rilancio e sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e socialeNel tempo dell’emergenza e della lotta alla pandemia, in Emilia-Romagna si disegna un futuro diverso. Per tutti, nessuno escluso. Un progetto di rilancio e sviluppo della regione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Per creare lavoro di qualità, accompagnarla nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone, le comunità e le aree territoriali, ricucendo fratture acuite dalla crisi in atto. Con un investimento senza precedenti sulle persone, il welfare e la sanità pubblica, l’innovazione tecnologica e digitale – con la scienza al servizio dell’uomo, in ogni campo – i saperi ela scuola, la formazione, le eccellenze della nostra manifattura, l’economia verde e circolare, il turismo, il commercio, l’agricoltura, il mondo delle professioni e il terziario, la messa in sicurezza del territorio. Con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e il 100% di energie rinnovabili entro il 2035.

È il Patto per il Lavoro e per il Clima che la Regione Emilia-Romagna sigla con 55 firmatari: enti locali, sindacati, imprese (industria, artigianato, commercio, cooperazione), i quattro atenei regionali (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Parma), l’Ufficio scolastico regionale, associazioni ambientaliste (Legambiente, Rete Comuni Rifiuti Zero), Terzo settore e volontariato, professioni, Camere di commercio e banche (Abi).

Un percorso comune che nasce dalla convinzione che da questa crisi l’Emilia-Romagna debba uscire con un progetto di sviluppo nuovo. Un progetto che migliori la qualità della vita di donne e uomini e del pianeta, che punti a una reale parità di genere, che attui la transizione ecologica creando lavoro di qualità, valorizzando tutte le potenzialità e gli spazi che questo cambiamento offre al territorio e alle nuove generazioni. Senza lasciare indietro nessuno. Perché creare nuova occupazione – di qualità, dipendente o autonoma che sia, ma stabile e adeguatamente remunerata – che scaturisca e accompagni la svolta verde, non è solo possibile, è anche necessario.

Il Patto si fonda sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali. L’intera comunità regionale impegnata su obiettivi strategici definiti sulla base di una partecipazione democratica e di una progettazione condivisa, e la conseguente assunzione di responsabilità di ciascuno e dell’intera ‘squadra’. Guardando al 2030, in linea con l’orizzonte e gli obiettivi fissati dall’Agenda delle Nazioni unite e dell’Unione europea: in un tempo in cui la pandemia e la crisi costringono ad aggiornare le previsioni giorno per giorno, l’Emilia-Romagna non rinuncia ad un progetto di medio-lungo termine per orientare le scelte strategiche.

Gli obiettivi delineati nel documento saranno oggetto di ulteriori e successivi accordi per definire più nel dettaglio, con lo stesso metodo di confronto e condivisione, come programmare le risorse europee, statali e regionali, ordinarie e straordinarie, che l’Emilia-Romagna avrà a disposizione per un rilancio degli investimenti pubblici e privati, in un momento che rappresenta anche una grande occasione storica. L’Europa ha infatti battuto un colpo decisivo con il Next Generation EU, che destina all’Italia 209 miliardi di euro per il proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che per i sottoscrittori del Patto dovrà vedere protagoniste le Regioni e le autonomie locali.

Impossibile immaginare la realizzazione di un piano di ricostruzione del Paese senza il loro pieno coinvolgimento. Sulla base delle azioni indicate nel nuovo Patto, l’Emilia-Romagna è pronta a presentare al Governo proposte e progetti da finanziare con i fondi del Next Generation EU. Ci sono poi i Fondi europei della nuova programmazione 2021-2027 destinati a crescere per la nostra Regione (nel settennio precedente 2,5 miliardi di fondi strutturali e 660 milioni di euro di FSC, di cui 55 milioni gestiti dalla Regione) e quelli che il territorio saprà aggiudicarsi candidandosi ai diversi programmi europei (per il solo Horizon 2020 il contributo di cui ha beneficiato il territorio regionale è stato pari a oltre 280 milioni di euro), unitamente alle risorse regionali e statali.

Solo la Giunta regionale ha previsto nel bilancio di previsione 2021 investimenti per un miliardo mezzo di euro, nel contesto più ampio del piano di investimenti per quasi 14 miliardi di euro al 2022 presentato già prima dell’estate, anche in questo caso considerate tutte le fonti di finanziamento, per una ricostruzione partecipata e condivisa da territori, parti sociali, comunità locali.

L’Emilia-Romagna continua dunque a fare sistema. Le firme di oggi confermano e rafforzano il metodo avviato nel 2015 con la firma del Patto per il Lavoro, che in cinque anni ha permesso all’Emilia-Romagna di recuperare terreno rispetto alla lunga crisi economica apertasi nel 2008, portandosi ai vertici italiani ed europei per crescita, occupazione, export e valore aggiunto. Cinque anni nei quali il Patto per il Lavoro ha generato investimenti e movimentato risorse per oltre 22 miliardi di euro (ben oltre i 15 preventivati all’inizio).

Uno scenario radicalmente cambiato nell’ultimo anno con la diffusione della pandemia mondiale e l’esigenza, ora, di fare tesoro dalle lezioni apprese dall’emergenza e di impostare un modello di sviluppo che sia sostenibile. Per affrontare quattro sfide che l’Emilia-Romagna, al pari e più di altri sistemi territoriali, è chiamata ad affrontare: crisi demografica, emergenza climatica, trasformazione digitale, contrasto alle diseguaglianze.

“In Emilia-Romagna il futuro lo costruiamo insieme – afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Ancora una volta dimostriamo coi fatti che si possono unire le parti per un progetto condiviso di sviluppo sostenibile, che punti al lavoro di qualità e ad una transizione ecologica non più rinviabile. Mettiamo il bene comune avanti a tutto, scegliendo confronto e condivisione, patrimonio di questa terra, soprattutto nei momenti più difficili. Ringrazio tutti i firmatari, sensibilità diverse al servizio del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. Questa regione intende svolgere un ruolo primario anche nella programmazione e nella gestione delle risorse straordinarie che il Paese avrà a disposizione, in quantità mai viste prima. Come dimostrano gli stessi numeri e indicatori che ogni anno il Governo fornisce – qualsiasi Governo di qualsiasi colore -, se c’è una regione che sa programmare e spendere bene e in fretta le risorse europee e nazionali questa è l’Emilia-Romagna. Per questo, in accordo con tutte le rappresentanze del territorio, ci candidiamo a svolgere una parte importante anche nell’impiego migliore delle risorse del Next Generation EU. Per recuperare ogni posto di lavoro perduto, per potenziare ulteriormente la sanità pubblica, per investire in saperi e innovazione, per la qualità del nostro ambiente e la sicurezza del nostro territorio. Credo che l’Emilia-Romagna stia indicando un percorso di valenza nazionale- chiude Bonaccini- che farebbe davvero bene a tutto il Paese: nel momento durissimo che stiamo vivendo, qui decidiamo ancora una volta di uscirne insieme, tutti, attraverso partecipazione e democrazia, condividendo ogni risorsa disponibile in termini economici, progettuali e di conoscenze. Lo stesso che credo debba fare l’Italia”.

Il Patto per il Lavoro e per il Clima indica come proprio orizzonte il 2030, assumendo una visione di medio e lungo periodo, indispensabile per affrontare la complessità dei temi aperti, allineando il percorso dell’Emilia-Romagna agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu, dall’Accordo di Parigi e dall’Unione europea per la riduzione delle emissioni climalteranti di almeno il 55% entro il 2030.

“Adesso la transizione ecologica e la neutralità carbonica – sottolinea la vicepresidente Elly Schlein – sono obiettivi concreti e condivisi. Abbiamo dato un indirizzo chiaro e coraggioso alle scelte per il contrasto ai cambiamenti climatici e alle disuguaglianze sociali, di genere e territoriali. Questo Patto segna l’impegno condiviso a fare ciascuno la propria parte per ripartire insieme, avviando un percorso di cambiamento urgente e ineludibile per il futuro della nostra comunità e delle prossime generazioni. In un momento difficile come questo in cui nel Paese, per affrontare la crisi pandemica, sono richieste unità e responsabilità in Emilia-Romagna siamo riusciti a costruire una cornice strategica per non tornare alla normalità di prima, ma migliorare la qualità della vita delle persone e del pianeta”.

“Il Patto per il Lavoro e per il Clima si conferma un atto importante di democrazia e responsabilità condivisa, in rete con le più grandi progettazioni innovative del nostro Paese, e che si relaziona con l’Europa- sottolinea Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico, lavoro e green economy-. La grande novità di questo nuovo documento è contenuta nel titolo, che affianca al ‘Lavoro’ la parola ‘Clima, perché non c’è sviluppo senza sostenibilità ambientale, economica e sociale. Non può esistere contrapposizione fra ambiente e lavoro anzi, al contrario, proprio attraverso il green new deal e l’investimento sui saperi possiamo creare occupazione di qualità, riducendo la forbice delle disuguaglianze”.

 

Obiettivi

Il Patto per il Lavoro e per il Clima prevede quattro obiettivi strategici da raggiungere: Emilia-Romagna regione della conoscenza e dei saperi; regione della transizione ecologica; regione dei diritti e dei doveri; del lavoro, delle imprese e delle opportunità. E individua quattro processi trasversali:trasformazione digitale; Patto per la semplificazione; promozione della legalità; partecipazione.

Obiettivi strategici e processi trasversali saranno perseguiti a partire da alcune scelte di fondo:  dare priorità alle persone, in particolare ai giovani e alle donne; intraprendere una transizione ecologica giusta, che crei nuove imprese e nuovo lavoro, aggiornando le professionalità di chi  lavora per tutelarne e salvaguardarne l’occupazione; rimettere  al centro il valore dell’impresa, dalle piccole alle più grandi, e del pluralismo imprenditoriale e diffuso, a partire dalla cooperazione e dal lavoro sociale; orientare la rivoluzione digitale verso un nuovo umanesimo perché l’evoluzione della tecnologia  sia un diritto di tutte e tutti; assegnare una nuova centralità al welfare come strumento di equità sociale;  attribuire un nuovo protagonismo alle città, e con esse agli atenei, per un progetto di sviluppo che abbia un ancoraggio più forte  nei territori.

Dagli obiettivi strategici e dai processi trasversali derivano impegni concreti che andranno realizzati. Eccone alcuni, per l’Emilia-Romagna, fra quelli indicati nel Patto.

Percorso per la decarbonizzazione prima del 2050, passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035 e accelerazione del superamento delle plastiche monouso. Sostegno a una nuova mobilità sostenibile e intermodale rafforzando le reti del trasporto pubblico, 1000 km di nuove piste ciclabili, traffico motorizzato privato ridotto di almeno il 20% entro il 2025, mobilità privata verso “emissioni zero” anche attraverso l’istallazione di 2.500 punti di ricarica elettrica entro il 2025. Nuova legge regionale per il Clima. Riforestazione per 4,5 milioni di nuovi alberi. Riduzione del valore dei rifiuti non riciclati almeno a 110 kg pro-capite, con ancora più raccolta differenziata (80% al 2025). Filiera corta, agricoltura biologica e produzione integrata per oltre il 45% della superficie agricola utilizzata (Sau) entro il 2030.

E ancora: il 3% del Pil regionale investito in ricerca; la quota dei Neet (i giovani che non lavorano e non studiano) sotto la soglia del 10%; attrarre studenti e incentivarli a restare, anche col rientro di talenti.

Centralità della sanità pubblica, che si è dimostrata fondamentale nella lotta al virus, puntando ancor più sulla medicina del territorio e la telemedicina, sistema di welfare integrato di prossimità, sempre più inclusivo e partecipato (innovazione sociale, nuova occupazione, sinergie col Terzo settore, lavoro sociale qualificato).

Rete dei servizi educativi e delle scuole per l’infanzia (0-6) più forte, con l’accesso garantito a tutte le bambine e i bambini, abbattendo progressivamente liste d’attesa e costo a carico delle famiglie.

Piano pluriennale di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa della Costa.

Rafforzamento della Rete Alta Tecnologia e dell’Emilia-Romagna Data Valley bene pubblico. Dotare il territorio regionale di infrastrutture per la mobilità e la connettività.

Difesa dei posti di lavoro, nuova politica fiscale – improntata alla progressività, alla giustizia sociale e al recupero dell’elusione e dell’evasione – e costante valorizzazione della contrattazione collettiva tra le parti sociali.

Emilia-Romagna come capitale dell’industria culturale e creativa, arti che si rinnovano grazie alle tecnologie, che si aprono a un nuovo pubblico, che rigenerano il patrimonio storico e le periferie e che attraggono giovani, sfidando le grandi realtà europee.

L’opportunità di accedere a risorse straordinarie e la necessità di investirle in tempi rapidi per rimettere in moto l’economia e la società richiedono un cambio di passo nel rapporto tra Pubblica amministrazione, cittadini e imprese. Politiche e investimenti saranno supportati da un processo di semplificazione per ridurre la burocrazia e innovare la Pubblica amministrazione stessa. Non una deregolamentazione, ma un innalzamento del livello della legalità, dei diritti e della giustizia sociale, anche a fronte dei rischi crescenti di infiltrazioni criminali e mafiose.

Governance e monitoraggio

Il Patto prevede anche il coinvolgimento delle parti firmatarie per un confronto preventivo sui contenuti delle principali pianificazioni e dei principali provvedimenti da intraprendere, insieme alle rispettive dotazioni finanziarie, in attuazione e in coerenza con quanto condiviso.

Fondamentale la verifica sui risultati ottenuti rispetto agli obiettivi. Ogni sei mesi, i firmatari del Patto si riuniranno per monitorare lo stato di avanzamento delle azioni intraprese e valutarne l’impatto, per eventuali integrazioni o modifiche, a partire da nuovi scenari, nuove criticità e nuove opportunità. Oltre a promuovere a livello locale l’attuazione del Patto stesso, attraverso patti e programmi declinati su scala territoriale.

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Patto per il Lavoro e per il Clima. “È la prima e immediata risposta alla crisi, contro i cambiamenti climatici, le disuguaglianze e per una nuova occupazione di qualità”

Contro i cambiamenti climatici e le disuguaglianze, per una nuova occupazione di qualità. Terminata la prima esperienza del 2015, che ha permesso all’Emilia-Romagna di reagire con vigore alla lunga crisi economica del 2008, ecco il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima che si pone obiettivi altrettanto ambiziosi ma necessari per uno sviluppo davvero sostenibile della nostra regione.

Come CGIL CISL e UIL dell’Emilia-Romagna abbiamo lavorato sin dal primo giorno alla stesura di questo accordo e, figurando tra i firmatari, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati di questa regione, possiamo con soddisfazione evidenziare le nostre rivendicazioni confluite nel documento.

Proprio come avvenuto nel 2015, ma con uno scenario totalmente diverso.

Giusto un anno fa, in piena campagna elettorale, proponemmo le priorità del sindacato confederale per il rilancio del sistema sociale ed economico regionale, presenti ora in questo nuovo Patto assieme agli importanti obiettivi da raggiungere sul fronte climatico, che prevedono una forte spinta verso le energie rinnovabili entro il 2035 e la decarbonizzazione prima del 2050. Nel frattempo, ha fatto irruzione la pandemia sanitaria  e la conseguente crisi economica, che ha imposto soluzioni urgenti a vecchi e nuovi problemi che si sono drammaticamente presentati in questi mesi.

Il Patto per il Lavoro e per il Clima è dunque la prima vera e immediata risposta alla crisi che stiamo vivendo, e lo fa avanzando un’innovativa proposta di sviluppo sostenibile delineando quattro sfide: quella demografica, dell’emergenza climatica, della trasformazione digitale e per ridurre le disuguaglianze di genere, generazionali e territoriali.

Il lavoro è il collante di tutto, e se cinque anni fa l’obiettivo principale era garantire una piena occupazione, oggi la sfida è aggiungere a questo traguardo un’occupazione di qualità, stabile, adeguatamente remunerata e tutelata. Il nuovo Patto e i successivi accordi saranno lo strumento per definire questi obiettivi verso cui orientare le risorse disponibili e per condividere gli interventi urgenti e quelli strutturali per rimettere in moto economia e società. Per questo come CGIL CISL e UIL dell’Emilia-Romagna abbiamo chiesto e ottenuto che il nuovo Patto si faccia garante per la salvaguardia dei posti di lavoro, assicurando l’uso degli ammortizzatori sociali e la tutela dei livelli occupazionali escludendo procedure unilaterali di licenziamento collettivo, incentivando una contrattazione collettiva che avvii sperimentazioni per la salvaguardia ed il rilancio dell’occupazione anche attraverso la riduzione dell’orario di lavoro. Il nuovo Patto, come da noi proposto e auspicato, si impegna anche a promuovere l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro, individuando soluzioni per garantire la continuità dell’occupazione nei cambi di appalto.

Ma non può esserci un’occupazione così caratterizzata senza un investimento prioritario in educazione, istruzione, formazione, ricerca e cultura che oggi, grazie a questo accordo, diventano elementi strategici per il futuro dell’Emilia-Romagna.

La pandemia ha pure mostrato i tanti limiti e problemi del nostro Paese, e anche la nostra regione non può ritenersi estranea. Per questo il nuovo Patto è l’opportunità per rendere prioritario il diritto alla sicurezza sul lavoro, prevenendo i contagi da COVID e riducendo drasticamente infortuni e incidenti, contrastando forme di lavoro e di impresa che violano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, a partire dal lavoro irregolare e dal lavoro nero, con un’attenzione particolare ai fenomeni del caporalato e dello sfruttamento. Ma c’è anche il diritto alla salute che va ulteriormente garantito, e non a caso il Patto intende rafforzare il nostro sistema sanitario, e già da ora definisce il ruolo di governance e di gestione pubblica come architrave, per garantire a tutte le persone il diritto alla salute a prescindere dalle condizioni economiche e sociali.

Il nuovo Patto  mette nero su bianco l’aumento del fondo per la non autosufficienza, rende  strutturale il Fondo regionale per l’affitto e potenzia l’Edilizia Residenziale Sociale e Pubblica (ERS e ERP), nell’ottica di una integrazione tra politiche abitative e processi di rigenerazione urbana, ambientale e sociale. Riguardo al trasporto pubblico locale, c’è l’impegno a incentivare e rafforzare le reti (con particolare riferimento alle aree montane ed interne), a valorizzare la capacità produttiva regionale (sostituendo i mezzi delle aziende TPL con veicoli più ecologici) e a garantire ulteriori forme di tariffazioni agevolate (oltre a  promuovere l’uso della bicicletta anche attraverso la realizzazione di 1000 km di nuove piste ciclabili).

Infine, ma non ultimo, il tema della legalità. Per noi sindacati confederali è prioritario, tanto che in questi ultimi cinque anni siamo stati in prima linea nella lotta contro le infiltrazioni della criminalità organizzata in regione, e lo testimonia la nostra costituzione come parte civile nei numerosi processi in corso in Emilia-Romagna.

Tutti questi elementi, così definiti dal Patto, saranno protagonisti di una nuova stagione di partecipazione sia nel sistema economico-produttivo sia nella società, precondizione per rendere più solida una democrazia attraverso il contributo determinante delle parti sociali. In questo senso sarà decisivo il nostro ruolo, quelle delle nostre organizzazioni sindacali, per condividere linee strategiche, obiettivi e impegni del documento con le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati dell’Emilia-Romagna.

(Luigi Giove, segretario generale CGIL Emilia-Romagna – Filippo Pieri, segretario generale CISL Emilia-Romagna – Giuliano Zignani, segretario generale UIL Emilia-Romagna)

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Patto per il Lavoro e Clima della Regione. Il commento di Legambiente all’adesione al percorso

Legambiente segnala la propria adesione al Patto Lavoro e Clima della Regione. Un’adesione fatta con la chiara consapevolezza che non si tratta di un punto di arrivo ma solo l’inizio di un percorso di confronto che dovrà dimostrare di attuare i principi (e gli obiettivi numerici) contenuti nel documento di intenti.

Di fronte ad un documento dagli obiettivi climatici ambiziosi (il 100% di rinnovabili al 2035 è una sfida enorme) non sfuggono le tante contraddizioni oggi presenti nelle programmazioni vigenti.

“La firma del Patto non elimina dunque le diversità di vedute e di interessi in campo né la nostra contrarietà alle tante opere sbagliate che consumano il territorio e che alimentano i drammatici effetti della crisi climatica. Riteniamo invece positivo che si sia superata l’esclusione a priori del mondo ecologista dal dibattito sulle scelte economiche e sociali e il confronto di questi mesi.” – commenta Legambiente

La scelta dell’associazione è infatti parte di un percorso iniziato da tempo, con l’istanza di superare gli inconcepibili limiti del precedente Patto per il Lavoro. Nella scorsa legislatura il Patto era aperto a tutta la società regionale (compresi, scuola, università, terzo settore), tranne che al mondo ecologista.

Si trattava di un patto dove la parola ambiente e Clima erano drammaticamente assenti, e che restituiva una rappresentanza della società regionale monca di sensibilità fondamentali. Mancanze che Legambiente ha criticato e stigmatizzato pubblicamente nella scorsa legislatura e a cui ha chiesto di porre rimedio subito dopo le ultime elezioni regionali. Dunque un cambio di metodo importante.

Per questo l’associazione ritiene coerente presentarsi al confronto con altri soggetti della società regionale.

“Riteniamo comunque che gli obiettivi numerici indicati dal documento di intenti sugli aspetti climatici siano importanti. Così come le dichiarazioni su diritti, legalità ed inclusione sociale. Sulla mobilità, finalmente è stato introdotto il tema della riduzione delle auto in circolazione.

Che questi obiettivi trovino applicazione, sarà tutto da dimostrare. Anche per questo abbiamo chiesto che ci fosse un sistema di monitoraggio ed indicatori sull’efficacia del Patto. Aspetto entrato nel documento, ma che dovrà poi essere declinato in dettaglio nella pratica. “

Il primo banco di prova dell’approccio della Regione sarà l’impostazione sull’utilizzo dei fondi Next Generation UE a livello locale. Un dibattito che chiama in causa il tema del clima come le modalità di società con cui uscire dalla crisi.

“Su tutti i temi di criticità aperti  –  dalle nuove autostrade, alle levate di scudi contro l’eolico in Romagna, dai poli logistici alla tutela della naturalità fluviale, allo stoccaggio della CO2 di Eni – manterremo sempre e comunque la piena autonomia di dissenso e di vertenza” – conclude.

 

 

Altri appuntamenti per “Stories”, i laboratori online e gratuiti proposti dal FabLab di Casa Corsini

Altri appuntamenti per “Stories”, i laboratori online e gratuiti proposti dal FabLab di Casa CorsiniDue laboratori gratuiti online, uno la continuazione dell’altro, in programma per venerdì 18 e lunedì 21 dicembre alle ore 17 dal titolo: “A Fior di pelle, storie fra il visibile e l’invisibile”. Entrambi saranno condotti da Margherita Fraccon e Sara Gomel e proposti nell’ambito della rassegna “Stories”, un progetto messo in cantiere dal Comune di Fiorano Modenese e dall’Associazione Lumen di Casa Corsini. Benché divisi in due momenti diversi, si tratta di un’iniziativa unica, rivolta a bambini di età compresa dagli 8 agli 11 anni: è già possibile prenotarsi alla mail info@casacorsini.mo.it

“Se il metro è sempre stata un’unità di misura – spiega Margherita Fraccon – oggi è anche una regola e un albo illustrato scritto da Sara Gomel. È possibile creare una nuova narrazione a partire da una delle parole più pronunciate in questo periodo storico? E come trasformare un’unità di misura uguale per tutti in una storia diversa per ognuno? Con un’inusuale cassetta degli attrezzi, fatta di domande filosofiche, analisi microscopiche e suggestioni poetiche! Ogni partecipante potrà così realizzare il suo personalissimo metro, attraverso la tecnica di rilegatura del leporello, che racconta qualcosa, anzi, tante cose di sé.”

Il progetto “Stories” si compone di dodici incontri online per bambini e ragazzi, tutti gratuiti. L’intento è far interagire i più giovani con scrittori, illustratori e fumettisti dell’intero territorio nazionale: una finestra su un mondo, quello della narrazione per ragazzi, che non ha eguali e che in questo momento soprattutto può rivelarsi preziosa, oltre a rappresentare è una bella occasione per stare insieme e divertirsi.

Sara Gomel ha studiato filosofia alla Sorbona di Parigi e a Roma. Si occupa di filosofia per bambini, adolescenti e adulti e di didattica museale. Nel 2020 sono usciti i suoi primi due libri: un saggio di filosofia (“Parole mie con voce tua”, Castelvecchi) e un albo per bambini (“Un metro”, Orecchio Acerbo). Margherita Fraccon, educatrice museale, specializzata in didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico, progetta e conduce visite guidate, animate, laboratori, mediazione culturale per le scuole, famiglie e adulti. Per Margherita e Sara lavorare insieme significa condividere esperienze e intrecciare competenze dalle sfumature diverse ma dall’anima affine. I loro laboratori allenano il pensiero trasversale attraverso la potenza della parola e dell’immagine.

 

Manutenzioni straordinarie e nuovi impianti: la Città di Formigine continua ad investire sullo sport

Manutenzioni straordinarie e nuovi impianti: la Città di Formigine continua ad investire sullo sportLa Città di Formigine continua a correre nella direzione dello sport. Nei mesi scorsi infatti sono stati programmati diversi interventi di manutenzioni straordinarie e realizzazioni di nuovi impianti, che si avvicinano ora alla propria conclusione. Tra dicembre e gennaio dovrebbe vedere la luce il campo da calcio a 7 in sintetico presso il comparto sportivo di Colombaro, con la speranza di poterlo inaugurare quanto prima, mentre si chiuderanno pressoché in contemporanea anche le applicazioni di migliorie e messe in sicurezza negli altri impianti sportivi.

Dal completamento del rifacimento della copertura del Palazzetto dello Sport di Formigine, al fine di impedire infiltrazioni d’acqua, al completamento ed alla sistemazione dell’impianto di illuminazione del campo comunale da rugby, entrambi in conclusione tra dicembre e gennaio. È questione di pochi giorni invece la sostituzione dell’accumulatore dell’acqua calda degli spogliatoi sotto la tribuna dello Stadio Pincelli, mentre andranno a gennaio l’adeguamento impiantistico della Palestra comunale di Corlo ai fini del rinnovo del Certificato Prevenzione Incendi e la sostituzione di un generatore di calore di uno dei bruciatori dell’impianto termico degli impianti da tennis di Viale dello Sport.

Inps: on line la domanda per indennità Covid omnicomprensive, prorogata al 31 dicembre la scadenza

Inps: on line la domanda per indennità Covid omnicomprensive, prorogata al 31 dicembre la scadenzaLa domanda telematica per accedere all’indennità Covid Omnicomprensiva è disponibile sul sito dell’Inps e, al fine di consentire all’utenza di aderire in tempi utili al beneficio, il termine di presentazione, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato spostato dal 15 al 31 dicembre 2020.
La misura di indennizzo riguarda le categorie di lavoratori stabilite dall’art. 9 del decreto legge n. 157/2020, in particolare:

  • i lavoratori autonomi occasionali;
  • i lavoratori dello spettacolo;
  • i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • i lavoratori intermittenti;
  • i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio.

A breve verrà inoltre pubblicata la circolare di riferimento.
Rimane immutata al 18 dicembre la scadenza per chi, nelle stesse categorie di lavoratori, deve fare ancora domanda per il precedente indennizzo fissato dall’art. 15 del decreto legge n.137/2020, su cui era già stata data una proroga con circolare Inps n.137/2020.

Radioterapia, l’Emilia-Romagna protagonista al Congresso Europeo di Radioterapia Oncologica

Radioterapia, l’Emilia-Romagna protagonista al Congresso Europeo di Radioterapia OncologicaLe Aziende Sanitarie dell’Emilia – Romagna ancora una volta punto di riferimento per la ricerca in campo oncologico, con particolare riguardo al tumore della mammella. Il dottor Bruno Meduri (foto), oncologo radioterapista della Radioterapia Oncologica del Policlinico di Modena, diretta dal prof. Frank Lohr, lunedì 30 novembre ha presentato nel corso di una sessione plenaria del congresso Europeo di Radioterapia Oncologica (ESTRO 2020) i risultati preliminari dello studio IRMA. Si tratta di uno studio internazionale randomizzato sull’irradiazione della mammella, guidato dalla Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Bellaria, Azienda USL di Bologna, diretta dal dott. Giovanni Frezza, coordinatore dello studio, insieme a quella del Policlinico di Modena. Una collaborazione preziosa nell’arruolamento è arrivata anche dalla U.O. di Radioterapia dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia diretta dalla Dott.ssa Cinzia Iotti, uno dei 4 centri in regione a disporre di un apparecchio per eseguire, in casi molto selezionati, radioterapia intraoperatoria in seduta unica.

Lo studio – ha spiegato il dott. Bruno Meduri – ha valutato un innovativo approccio di irradiazione parziale della mammella con radioterapia a fasci esterni, arruolando più di 3000 pazienti tra Italia, Olanda, Israele, Svizzera e Spagna. Tale trattamento consente di ridurre notevolmente la durata complessiva della radioterapia a soli 5 giorni. Il progetto è stato ideato dal dott. Giovanni Frezza e dal Dott. Filippo Bertoni, ex direttore della Radioterapia del Policlinico di Modena, ed inizialmente co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

”L’ipotesi che lo studio vuole verificare – ha affermato il dr. Frezza – è se è possibile ridurre in maniera significativa la durata del trattamento, che negli schemi standard è di 3-5 settimane,  senza comprometterne l’efficacia”.

Partito nel 2007 come collaborazione dei principali centri di Radioterapia Oncologica della Regione Emilia-Romagna, ha poi coinvolto 35 centri a livello nazionale ed internazionale. Un lavoro di squadra che potrebbe cambiare la pratica clinica nelle pazienti sottoposte a chirurgia conservativa con neoplasia mammaria in stadio iniziale.

Il dottor Meduri ha dialogato “virtualmente” col past-president della Società Europea di Radioterapia Oncologica (ESTRO), prof. Umberto Ricardi, presentando i primi risultati. “Sono stati presentati – ha spiegato il dottor Meduri – i dati sugli effetti collaterali e sui risultati cosmetici, confrontando la terapia standard, che prevede l’irradiazione di tutta la mammella con quella sperimentale che irradia solo una parte della mammella. Entrambe le modalità di trattamento hanno presentato un basso tasso di effetti collaterali. Attualmente è in corso l’analisi dei dati di efficacia per confermare l’applicabilità di questa metodica innovativa nella pratica clinica”.

Se questa ipotesi verrà confermata – ha concluso il dr. Frezza –sarà in futuro possibile rendere il trattamento meno impegnativo per le pazienti ed aumentare il numero delle pazienti trattate nello stesso arco di tempo” 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 16 dicembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 16 dicembreCielo molto nuvoloso o coperto, con deboli precipitazioni sparse, in transito nel corso della giornata da ovest verso est. Temperature: minime comprese tra 1 e 3 °C; massime comprese tra 6 e 9°C. Venti: venti deboli occidentali. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

L’Assessore Ruini ricorda Padre Sebastiano ad un anno dalla morte

L’Assessore Ruini ricorda Padre Sebastiano ad un anno dalla morte“Il 15 dicembre dello scorso anno Padre Sebastiano ha concluso il suo pellegrinaggio terreno ed ha iniziato la vita eterna nella gloria di Cristo che ha servito testimoniato e onorato per tutta la sua lunga vita.

Ha fatto tanto per tanti, il suo spirito di uomo libero coraggioso e dotato di talenti particolari, ha lasciato un impronta indelebile su Sassuolo, oltre che negli altri posti dove ha vissuto.

Lo portiamo nel cuore con la gratitudine e l’affetto che resteranno fino al giorno in cui – a Dio piacendo – ci ritroveremo.

Ora è nella pace eterna con i suoi genitori e le sue sorelle persone che hanno testimoniato come spendere la vita per testimoniare e portare la Fede in Cristo e il suo messaggio sia la via sicura per una vita pienamente realizzata.

Oggi alle 13 insieme a Leo Turrini lo ricorderemo, il video sarà visibile sulla pagina fb del comune di Sassuolo”.

Dr.Corrado Ruini, Assessore con delega a Bilancio e Pubblica Istruzione

Volley: risolto il contratto con Sara Tajè

Volley: risolto il contratto con Sara TajèLa Società Volley Academy Sassuolo comunica di aver raggiunto un accordo per l’interruzione consensuale del contratto che legava la giocatrice Sara Tajè alla società neroverde.

Il Volley Academy ringrazia Sara per l’impegno e la professionalità espressa in questi mesi insieme e le fa i migliori auguri per il suo futuro personale e professionale.

 

Dalla meccatronica alle tecnologie dei sistemi informatici, dal digitale al biomedico: gli atenei dell’Emilia-Romagna crescono ancora, via libera all’attivazione di 26 nuovi corsi

Dalla meccatronica alle tecnologie dei sistemi informatici, dal digitale al biomedico: gli atenei dell’Emilia-Romagna crescono ancora, via libera all’attivazione di 26 nuovi corsiPiù lauree “professionalizzanti”, in modo da formare esperti immediatamente spendibili nelle realtà lavorative. Ma anche nuovi corsi sulle competenze digitali avanzate e una laurea magistrale a ciclo unico internazionale, in inglese, in Medicine and Surgery (Medicina e Chirurgia).

Sono ben 26 le proposte presentate da tutti gli atenei con sede amministrativa in Emilia-Romagna e approvate dal CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università), che aprono le porte a nuove possibilità formative su tutto il territorio regionale. Ultimato l’iter regionale, l’approvazione con il via libera definitivo all’avvio dei percorsi già per l’anno accademico 2021/22 dovrà arrivare dagli organi accademici di ogni università e poi dal ministero dell’Università. Nel dettaglio, 12 arrivano dall’Università di Bologna, 6 dall’Università di Modena e Reggio Emilia, 5 da quella di Parma e 3 da quella di Ferrara.

“Si tratta di un ulteriore, importante investimento da parte di tutti i nostri atenei, con cui si rafforza ulteriormente l’attrattività del sistema universitario dell’Emilia-Romagna- sottolinea l’assessore alla Scuola e Università, Paola Salomoni-. Attrattività peraltro confermata anche dal numero di iscrizioni in crescita, seppure in un periodo così complesso. C’è un forte desiderio di investire sulla cultura tecnica, trasversale alle proposte di tutte le nostre università, e dunque di rispondere alle esigenze delle aziende e del territorio: molti percorsi infatti accresceranno ulteriormente le possibilità di immissione diretta sul mercato del lavoro, in settori di forza dell’Emilia-Romagna, a partire dal biomedicale fino alla meccatronica e al digitale. Altra importante novità- conclude Salomoni- la proposta di attivazione, da parte dell’Università di Parma, di un nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico, in lingua inglese, in Medicine and Surgery, nella sede di Piacenza”.

Meccatronica, informatica, edilizia e territorio, appunto. Tra le nuove proposte ci sono le lauree professionalizzanti, ovvero titoli di livello universitari fortemente improntati alla formazione tecnica di base, inquadrati dalla recente normativa. Di fatto, consentono di conseguire la laurea attraverso percorsi triennali che forniscono competenze operative, formazione in laboratorio e stage aziendali concordati con le imprese dei diversi settori. L’intenzione è di attivarne complessivamente 6 su tutto il territorio regionale: 3 all’Università di Bologna, 2 all’Università di Modena e Reggio e una all’Università di Parma. Obiettivo, dare risposte al bisogno di nuove competenze e formare professionisti immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Anche le tecnologie digitali sono molto presenti nelle nuove proposte: lo dimostrano le richieste di attivazione di lauree magistrali sulle competenze digitali avanzate, come quella in Digital transformation management proposta dall’Università di Bologna (sede di Cesena) e quella in Formazione, Comunicazione e Cittadinanza Digitale dell’Università di Ferrara. L’Università di Modena e Reggio Emilia ha in programma di attivare un corso di laurea in Media education per le discipline letterarie e l’editoria (sede di Reggio Emilia).

Spazio, infine, al campo biomedico e alla medicina. L’Università di Modena e Reggio Emilia propone un corso di laurea triennale in Ingegneria dei sistemi medicali per la persona; l’Università di Ferrara un corso di laurea magistrale in Biotecnologie per la medicina traslazionale: l’obiettivo, in questo caso, è formare dei laureati con una solida preparazione culturale e metodologica nelle discipline biologiche e biotecnologiche più innovative, attraverso un percorso formativo che si caratterizza come fortemente traslazionale (utilizza, cioè, un approccio multidisciplinare con un alto livello di collaborazione che va dal laboratorio di ricerca al letto del paziente e alla comunità) nell’ottica di una medicina personalizzata.

Non ultima, la medicina: l’Università di Parma ha chiesto infatti l’attivazione di un nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico, in lingua inglese, in Medicine and Surgery, (Medicina e chirurgia) nella sede di Piacenza: un percorso estremamente innovativo, a carattere internazionale, che darà anche competenze di base tipiche dell’ingegneria biomedica e del management dei sistemi sanitari, e che si avvarrà del supporto dell’Azienda Usl di Piacenza.

Rotta del Panaro, la Giunta ha approvato oggi la Commissione tecnica speciale e 280mila euro in arrivo per i primi lavori urgenti a Nonantola

Rotta del Panaro, la Giunta ha approvato oggi la Commissione tecnica speciale e 280mila euro in arrivo per i primi lavori urgenti a NonantolaCirca 280mila euro per far partire subito i primi interventi urgenti e coprire le prime spese per l’assistenza alla popolazione di Nonantola e l’istituzione di una Commissione scientifica speciale per chiarire le cause della rotta del Panaro la mattina del 6 dicembre scorso.

Prosegue l’impegno della Regione per i territori di Nonantola, Castelfranco Emilia, Modena e Campogalliano colpiti dall’alluvione della scorsa settimana.

Dopo la richiesta di stato di emergenza nazionale formalizzata lunedì 7 dicembre dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e i due milioni di euro stanziati nello stesso giorno dalla Giunta regionale per sostenere le attività commerciali già colpite dal Covid, sono in arrivo altri due provvedimenti per i territori e i cittadini del modenese.

L’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile sta infatti definendo in queste ore, insieme ai tecnici del Comune di Nonantola, il territorio più colpito, una serie di cantieri per interventi urgenti da far partire subito che si sommano alla prime spese per l’assistenza alla popolazione per circa 280mila euro che saranno formalizzati e dettagliati nella prossima Giunta regionale.

Inoltre, è stato approvato oggi l’atto che istituisce la Commissione tecnica esterna per poter disporre di valutazioni qualificate e imparziali sulle cause che hanno portato alla rottura dell’argine in località Gaggio di Castelfranco Emilia.

“Il nostro impegno è massimo a sostegno dei territori e dei cittadini dei modenese- afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo-. Ora la nostra azione è improntata su tre priorità. Innanzitutto, dopo aver riportato le persone nelle proprie case, dobbiamo mettere in sicurezza il territorio e ripristinare il patrimonio pubblico e per questo stiamo definendo con l’Agenzia regionale per la Protezione civile insieme al Comune di Nonantola i primi interventi urgenti a sostegno della popolazione più colpita. Poi dobbiamo garantire il rimborso a cittadini e imprese e con i sindaci dei Comuni interessati, stiamo lavorando ai moduli per la richiesta di danno. Infine, non meno importante, è chiarire le cause che hanno portato alla rotta dell’argine del Panaro. Ci aspettiamo che la Commissione tecnica, delineata con il provvedimento approvato oggi dalla Giunta e composta da esperti indipendenti, possa definire in modo trasparente e definitivo cosa è successo domenica mattina sul Panaro per evitare che eventi simili possano accadere di nuovo in futuro”.

 

La Commissione tecnica

Sarà costituita dal direttore generale per la Cura del territorio e l’Ambiente, Paolo Ferrecchi, che avrà il compito di individuarne i quattro componenti: uno di Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), esperto nella gestione della fauna ad abitudini fossorie; un esperto della direzione regionale dei Vigili del Fuoco Emilia-Romagna e due docenti universitari altamente specializzati e operanti in Atenei italiani particolarmente qualificati in materia idraulica e geo-strutturale, che non abbiano intrattenuto precedenti rapporti con i soggetti coinvolti nella gestione idraulica del fiume Panaro.

La Commissione, costituita già nelle prossime ore, rimarrà in carica il tempo strettamente necessario per procedere alle valutazioni tecniche e potrà chiedere, per lo svolgimento della propria attività, al direttore Ferrecchi, la collaborazione di professionalità presenti nell’organico della Giunta della Regione Emilia-Romagna, l’utilizzo di strumentazione a disposizione delle strutture regionali, nonché avanzare proposte di acquisizione di beni o servizi esterni utili. E sarà Aipo, Agenzia interregionale per il fiume Po, a garantire la copertura necessaria per il funzionamento della Commissione stessa.

A conclusione dell’attività, la Commissione consegnerà al presidente della Regione una relazione tecnica dettagliata e una relazione di sintesi con le analisi svolte e le valutazioni.

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