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lunedì, 3 Agosto 2026
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Coronavirus, in Emilia-Romagna le prime dosi di vaccino anti-Covid a 170mila operatori sanitari e ospiti delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Coronavirus, in Emilia-Romagna le prime dosi di vaccino anti-Covid a 170mila operatori sanitari e ospiti delle strutture sociosanitarie e socioassistenzialiSaranno circa 170mila, in Emilia-Romagna, gli operatori sanitari e gli ospiti delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali ad essere vaccinati contro il Covid-19.

La fornitura che il ministero della Salute ha previsto per il territorio regionale – sulla base della stima di quantitativo necessario indicata da viale Aldo Moro – sarà dunque utilizzata per le categorie più esposte e più fragili, come ha stabilito lo stesso ministero: in particolare 90mila operatori sanitari e 80mila ospiti delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali (come, ad esempio, Centri residenziali/semiresidenziali e Centri diurni per anziani e disabili, Case famiglia), tra le realtà più duramente colpite dall’epidemia.

Già definiti e trasmessi al ministero, come annunciato, i centri di stoccaggio del vaccino su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini – individuati venerdì scorso d’intesa tra assessorato alle Politiche per la salute e Aziende sanitarie e ospedaliere – e anche le strutture sanitarie che somministreranno le prime dosi, il cui arrivo è previsto nei prossimi mesi.

“Ci siamo mossi in tempi rapidi- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– per dare risposta al ministero sia sul fabbisogno di dosi stimato in Emilia-Romagna per la prima fascia di popolazione da vaccinare, sia sull’individuazione dei luoghi idonei alla conservazione e allo stoccaggio del vaccino. Quando a livello nazionale inizierà la distribuzione, saremo pronti a procedere con le vaccinazioni. Per quanto riguarda- aggiunge Donini- ulteriori dosi e coperture per una fascia più ampia di cittadini, sarà naturalmente il ministero a decidere e la nostra Regione si farà trovare pronta”.

Tratto tangenziale momentaneamente chiuso in direzione Modena causa incidente

Tratto tangenziale momentaneamente chiuso in direzione Modena causa incidenteA causa di un incidente avvenuto all’altezza del km 10,500 è chiuso al traffico un tratto in direzione Modena della strada statale 724 “Tangenziale Nord di Modena e diramazione per Sassuolo”.  Nell’incidente, le cui cause sono in corso di accertamento, sono coinvolti 4 veicoli di cui un mezzo pesante.  Il traffico è deviato obbligatoriamente allo Svincolo Baggiovara al km 12,070.

Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione del traffico e per consentire la riapertura al traffico della carreggiata nel più breve tempo possibile.

(Immagine d’archivio)

La Regione Emilia-Romagna finanzia con oltre 3,2 milioni di euro corsi per il cinema, l’audiovisivo e gli spettacoli dal vivo

La Regione Emilia-Romagna finanzia con oltre 3,2 milioni di euro corsi per il cinema, l’audiovisivo e gli spettacoli dal vivoLa Regione Emilia-Romagna continua a sostenere l’industria cinematografica e gli spettacoli dal vivo per il valore sociale, culturale e formativo e come leva determinante per lo sviluppo economico, in settori messi fortemente in crisi dalla pandemia. La Giunta vara due bandi per la formazione nello spettacolo dal vivo e in materia di cinema e audiovisivo, destinati a chi intenda intraprendere o rafforzare percorsi lavorativi in questi settori.

Sostenuti con più di 3,2 milioni di euro del Fondo sociale europeo, i bandi sono rivolti agli enti di formazione accreditati, che potranno progettare azioni in questi ambiti, anche valorizzando collaborazioni con imprese e istituzioni del territorio.

Il sistema regionale dello spettacolo dal vivo e quello del cinema sviluppano in Emilia-Romagna esperienze di eccellenza in tutti i settori. La presenza di numerosi enti, istituzioni e manifestazioni di rilievo internazionale, di corsi universitari e formativi, oltre a determinare l’alto livello qualitativo di artisti, tecnici e personale organizzativo di imprese e istituzioni, contribuisce a creare un terreno fertile per l’innovazione e la sperimentazione sia dal punto di vista artistico, sia organizzativo e finanziario. Un sistema che, nonostante la pandemia in corso, è tra i più articolati e dinamici nel panorama nazionale.

“Vogliamo continuare a investire nella formazione delle figure professionali impiegate nel settore dello spettacolo dal vivo e dell’audiovisivo.- commentano gli assessori al Lavoro e Formazione, Vincenzo Colla, e alla Cultura Mauro Felicori-, perché pensiamo che attraverso l’aggiornamento dei saperi sia possibile favorire l’uscita dall’attuale momento di crisi e riprogettare un futuro occupazionale più forte e sicuro. Il settore culturale rappresenta da sempre un fiore all’occhiello di questa regione, capace di distinguersi per il livello delle produzioni, per le innovazioni e le sperimentazioni sia sul piano tecnico che creativo.  Qualificare e innalzare le competenze degli addetti ai lavori, valorizzandone attitudini, aspettative e propensioni, è una condizione indispensabile per garantire la crescita qualitativa di tutta la filiera e per favorire l’inserimento di nuove professionalità che possano rispondere ai fabbisogni con competenze anche di alto profilo. Le operazioni candidate dovranno contribuire a far emergere un vero e proprio sistema di competenze tecniche e professionali per lo sviluppo del settore, che possano anche attrarre sul territorio regionale produzioni di qualità”.

 

Il bando per gli spettacoli dal vivo

Sono disponibili 2 milioni di euro di risorse del Fondo sociale europeo per tre tipi di interventi formativi finanziabili: percorsi di formazione (240-600 ore) per il conseguimento di una qualifica professionale dell’area “Produzione artistica dello spettacolo”, percorsi di formazione permanente (50-150 ore) per persone già in possesso di conoscenze in quell’area professionale e che abbiano necessità di nuove competenze tecniche e/o trasversali e percorsi di alta formazione (300-1000 ore) per acquisire alte competenze specialistiche. La scadenza per presentare la domanda è il 12 gennaio 2021.

Il bando per cinema e audiovisivo

L’Invito è finanziato con 1 milione e 200 mila euro di risorse, sempre del Fondo sociale europeo. Potranno essere candidati progetti riguardanti percorsi di formazione (240-600 ore) per il conseguimento di una qualifica professionale dell’area  “Produzione artistica dello spettacolo”, percorsi di formazione permanente (35-70 ore) finalizzati a  sviluppare competenze e conoscenze tecniche e professionali unitamente a competenze artistiche e, infine,  percorsi di alta formazione (240-800 ore) per l’acquisizione di capacità e conoscenze connesse ai processi tipici di lavoro del settore del cinema e dell’audiovisivo. I progetti proposti dovranno essere progettati e realizzati in stretta collaborazione con imprese e istituzioni del settore. Una attenzione particolare dovrà essere posta nel coinvolgimento attivo degli operatori economici, anche per favorire il successivo inserimento lavorativo e professionale, a conclusione dei corsi. La scadenza per presentare la domanda è il 14 gennaio 2021.

Link ai bandi

http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi-regionali/fse-2014-2020

 

 

È partito sul territorio comunale di Fiorano il sistema di videosorveglianza delle auto non “in regola”

È partito sul territorio comunale di Fiorano il sistema di videosorveglianza delle auto non “in regola”

Dal mese di novembre è in funzione sul territorio comunale “Targa System”, un sistema di videosorveglianza per il controllo dei transiti in grado di individuare i mezzi sprovvisti di copertura assicurativa, revisione, oltreché, in futuro, eventuali veicoli rubati.

Il sistema si basa sull’installazione di videocamere dotate di un software di riconoscimento targhe nei punti di accesso al territorio comunale. Si tratta dei cosiddetti “varchi”. Attualmente ne sono funzionanti 3, e controllano i transiti di ingresso nel territorio comunale. Nei prossimi anni verranno installati ulteriori varchi, al fine di garantire la copertura di tutte le direzioni di entrata nel Comune di Fiorano Modenese dai paesi confinanti.

Il sistema attualmente in funzione, oltre al controllo della copertura assicurativa e della revisione, permette di verificare se veicoli inseriti nella “black list” dalle forze dell’ordine accedano nel territorio comunale. Per l’individuazione di auto rubate è necessario il collegamento con il Sistema Centralizzato Nazionale “Targhe e Transiti” (SCNTT) del Ministero dell’Interno. Tale collegamento, in accordo con la Questura, avverrà in modo congiunto con gli altri comuni del Distretto Ceramico, in modo da attivare il servizio contemporaneamente su una corposa porzione di territorio provinciale.

“Esprimo soddisfazione – afferma il Sindaco Francesco Tosi – per questa prima importante tappa risultato di un percorso avviato dai Comuni di Fiorano Modenese e di Maranello (primi in provincia) già nel lontano 2013, e portato avanti con tenacia negli anni successivi. Il traguardo finale sarà la connessione dei varchi locali al sistema nazionale del Ministero dell’Interno, per la lettura e la segnalazione delle auto rubate che eventualmente entreranno a Fiorano Modenese e nel distretto. Per sincerità, esprimo anche rammarico – continua il Primo Cittadino – in merito ai tempi eccessivamente lunghi nella realizzazione di una iniziativa indubbiamente utile: ancora oggi infatti stiamo attendendo l’autorizzazione per attivare il progetto completo. Sia come sia, dovremmo essere vicini alla meta, e ringrazio coloro i quali stanno collaborando per raggiungere questo importante traguardo, a favore della sicurezza dei cittadini e della comunità”.

 

Modifiche viabilità in via Pedemontana

Modifiche viabilità in via PedemontanaA partire da oggi, 25 novembre, verrà eseguita la sostituzione del guard-rail in legno in via Pedemontana, all’altezza della rotatoria con via Ghiarola Nuova. Si avvisa che è stato quindi disposto un restringimento della corsia sul lato esterno, con traffico regolato da movieri, dalle ore 7.00 alle ore 18.00, fino a venerdì 4 dicembre.

È prevista presegnalazione del restringimento, e sarà data visibilità sia alla segnaletica che ai lavori anche in caso di poca luminosità.

 

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: “marcia statica” in piazza Garibaldi

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: “marcia statica” in piazza GaribaldiSi è svolta questa mattina in piazza Garibaldi a Sassuolo alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello, degli Istituti superiori del distretto ceramico, del Circolo Artemisia e dell’Associazione “Non è colpa mia”,  “In silenzio per rompere il silenzio” la “marcia statica” organizzata nel rispetto delle normative anti Covid-19 che ha visto la partecipazione delle rappresentanti del Centro Antiviolenza Distrettuale “Tina”.

Un momento di riflessione, organizzato come ogni anno in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle donne, che è culminato con la proclamazione dei vincitori del “Concorso creativo contro la violenza sulle donne”

Per la sezione testi:

1) “Un cuore, due cuori, cento cuori”, di Samuele Casolari,  II ASU Formiggini: per l’originalità del testo: chi parla, come soggetto ed oggetto, è il cuore di un carnefice, sempre più distante dal cervello. Rende in maniera forte l’idea della dissociazione che sottende i comportamenti violenti (premio: un contributo di 300 euro alla classe II ASU Formiggini e 100 euro allo studente, spendibili per materiale didattico e testi);

2) “Anime nere”, Viola Panciroli,  II ASU  Formiggini: ben congegnato e sviluppato, sia strutturalmente che nel contenuto, ha per protagonista una voce narrante maschile che è spettatrice, vittima ed infine, quasi paradossalmente, carnefice, per liberare dalla violenza (premio: un contributo di € 100,00 alla studentessa, spendibile per l’acquisto di testi);

3) “La telefonata”, Alessia Bleve, II ASU  Formiggini: per il pregevole stile narrativo e il riferimento al fatto che la donna, anche nella situazione più difficile, possa fare qualcosa per salvarsi grazie al suo coraggio e al suo spirito combattivo (premio: un contributo di € 100,00 alla studentessa, spendibile per l’acquisto di testi).

 

Per la sezione audio/video:

1) Guiglia Veronica, classe 1°C AFM Istituto ITCG “A. Baggi”: ribalta in modo positivo il messaggio contro la violenza sulle donne, sottolineandone il valore attraverso una rapida rassegna di figure di spicco, modelli di coraggio ed autodeterminazione (premio: un contributo di 300 euro alla classe della studentessa in oggetto e 100 euro alla studentessa, contributo spendibile per materiale didattico e testi);

2) IPSCT “Elsa Morante”,  classi: 4CP e 4AP: rappresenta la trappola psicologica vittima-carnefice attraverso un gioco simbolico, dal quale si può e si riesce ad uscire (premio: un contributo di € 100,00 agli studenti spendibile per l’acquisto di testi).

IL VIDEO DELLA MATTINATA: 

 

Il festival SportivaMente ritorna con la quarta edizione

Il festival SportivaMente ritorna con la quarta edizioneDopo la straordinaria quanto inaspettata “Yellow Run” di Matera, Fuori Campo 11 torna nella sua città in occasione della quarta edizione di “SportivaMente”, il festival inclusivo che attraverso le storie dei campioni dello sport paralimpico intende riscoprire il legame che unisce sport e solidarietà. Tuttavia, quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, la manifestazione dell’associazione sassolese è stata costretta a subire diverse variazioni rispetto alle passate edizioni. Infatti, in ottemperanza alle recenti normative anti-contagio, il format di successo che aveva connotato le esperienze delle edizioni 2018 e 2019 è stato modificato.

Per questi motivi non è stato possibile realizzare eventi di gioco in presenza, non potendo coinvolgere come da prassi le associazioni del territorio, che si occupano di disabilità. Inoltre, ogni evento ed incontro della manifestazione sarà trasmesso in diretta streaming, anziché in presenza, attraverso la pagina Facebook e il canale YouTube ufficiale dell’associazione. Nel frattempo, in preparazione al festival, sarà possibile consultare il programma completo della tre giorni, che potrete facilmente scaricare dal sito web https://fuoricampo11.it.

Il programma – La kermesse verrà ufficialmente presentata alla stampa e alla città di Sassuolo mercoledì 2 dicembre, a ridosso della giornata internazionale delle persone con disabilità, durante la conferenza stampa telematica in programma per le ore 11:00, che verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook ufficiale dell’associazione. L’invito è aperto a chiunque voglia partecipare, mentre per qualsiasi genere di domanda o di intervento da rivolgere agli organizzatori si prega di utilizzare i commenti, che a loro volta verranno mostrati e sottoposti allo staff di Fuori Campo 11 nel corso della diretta.

Si parte venerdì 4 dicembre con il primo appuntamento: “ISUPP: IO SONO UNA PERSONA PERBENE”. Ospite sarà Astutillo Malgioglio, ex portiere di Inter, Lazio e Roma, nonché fondatore dell’associazione Era77 per il recupero motorio dei bambini distrofici, il quale alle ore 10:00 aprirà la nostra rassegna dialogando con il giornalista di Sky Marco Nosotti.

Si prosegue sabato 5 dicembre con altri due incontri. Al mattino, il secondo appuntamento della nostra rassegna sarà “TOGLIETEMI DALL’ACQUA CHE SCATENO L’INFERNO” con Rita Cuccuru, campionessa paralimpica di triathlon in corsa per la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2021, che alle ore 10:00 risponderà alle domande di Stefano Michelini, giornalista di TRC Sport. Inoltre, in collegamento con noi ci sarà l’Istituto Superiore Volta di Sassuolo. Mentre nel pomeriggio sarà nostro ospite Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico e fisioterapista non vedente dalla nascita, che dalle 17:00 alle 19:00 presenterà insieme al giornalista della Gazzetta dello Sport, Gian Luca Pasini, il suo libro “IL VENTO CONTRO”. In collegamento ci sarà anche l’istituto Parco Ducale di Sassuolo, che precedentemente ha aderito al contest giornalistico “GIORNALISTI PER UN GIORNO”, inserito nel programma del progetto “Fuoriclasse una risposta innovativa al fenomeno del drop-out scolastico”.

Domenica 6 dicembre, invece, cala il sipario sul festival con il quarto e il quinto appuntamento. Alle ore 10:00 si parlerà di Rugby in carrozzina con “L’ALTRA META” in compagnia di Franco Tessari, direttore tecnico della Nazionale di Rugby in carrozzina, Davide Giozet, e Paolo Sessa, rispettivamente capitano e giocatore della Nazionale, i quali dialogheranno via streaming con il giornalista Gianluca Gasparini, sulla pagina Facebook dell’associazione. Dalle 17:00, invece, Nadia Bala, campionessa paralimpica di sitting volley, chiuderà la grande rassegna dell’edizione 2020 con “RUOTE ALATE”. Verrà intervistata da Sergio Santelli, fotografo e graphic e ideatore “DIVERRAI DIAMANTE”.

Gli organizzatori – «Quest’anno abbiamo fatto il possibile per continuare la programmazione del festival SportivaMente – spiega coralmente lo staff organizzatore della manifestazione, composto da Barbara Fontanesi, Franco Cosmai e Moreno Michelini – rinunciare avrebbe significato non aver capito le storie di forza e resilienza raccontate dai campioni che abbiamo conosciuto in questi anni.

A nome di tutto lo staff di Fuori Campo 11 ringraziamo l’amministrazione comunale del comune di Sassuolo, la regione Emilia Romagna, la Fispes ed i partner del territorio per averci permesso ed aiutato nella realizzazione di un evento così complesso ed importante. Il ringraziamento si estende anche ai campioni ed ai giornalisti che hanno accettato fin da subito il nostro invito».

Ulteriori informazioni e aggiornamenti sulla kermesse in programma da venerdì 4 dicembre a domenica 6 dicembre 2020 sono reperibili sul sito web ufficiale https://fuoricampo11.it e sulle pagine social dell’iniziativa, sulle quali vengono forniti contenuti e contributi multimediali in tempo reale: https://www.facebook.com/realFuoriCampo11

 

Nuovo Contratto Collettivo Integrativo del personale dipendente del Comune di Sassuolo

Nuovo Contratto Collettivo Integrativo del personale dipendente del Comune di SassuoloLo scorso 23 novembre è stata raggiunta la preintesa al nuovo Contratto Collettivo Integrativo del personale dipendente del Comune di Sassuolo, valido per il biennio 2020-2021.

Il nuovo contratto disciplina le modalità di utilizzo delle risorse destinate all’incentivazione del personale, e introduce alcune modifiche ai criteri per poter ottenere scatti economici (progressioni economiche orizzontali) e ad altre materie, necessarie per il coordinamento con gli altri Comuni dell’Unione del Distretto ceramico.

In particolare, sono state risolte positivamente alcune criticità presenti nel sistema di attribuzione degli scatti discendenti dal contratto nazionale, con l’obiettivo di completare, nel quinquennio 2017-2021, il percorso avviato nei primi tre anni,  arrivando a interessare circa l’85% del totale dei dipendenti.

“Il nuovo contratto – sottolinea l’Assessore al Personale Camilla Nizzoli – sulla base di quanto previsto dai nuovi criteri concordati, ha previsto di destinare una somma significativa per assicurare l’assegnazione delle progressioni economiche orizzontali anche nel biennio 2020-2021, nell’ottica del riconoscimento dell’impegno e della professionalità del personale comunale dipendente, e precisamente 45.000 euro nel 2020 e 15.000 euro nel 2021, per un totale di 60.000 euro nel biennio. Non si tratta, comunque, di un aumento di somme a favore dei dipendenti, ma di una loro diversa distribuzione. Prosegue inoltre anche per gli anni 2020-2021 la valorizzazione della Polizia Municipale, per l’apporto strategico al raggiungimento degli obiettivi di mandato, senza dimenticare l’impegno e le preziose competenze, per l’adempimento delle necessità dell’intera collettività.”

 

A Natale regala una spesa sospesa per l’emporio Il Melograno

A Natale regala una spesa sospesa per l’emporio Il MelogranoNegli ultimi 8 mesi, l’emporio della solidarietà Il Melograno ha aiutato una media mensile di  più di 230 famiglie, distribuendo complessivamente più di 3700 aiuti alimentari. Questo è stato possibile grazie alla generosità delle persone che lo sostengono.

Come è possibile continuare ad aiutarci? A Natale, regala una spesa sospesa. Scegli un gesto solidale e combatti lo spreco, regalando una SPESA SOSPESA per l’Emporio Il Melograno.

 

Puoi scegliere di donare la cifra che preferisci:

  • 20 euro > Regala una spesa sospesa per un nucleo famigliare di 1 persona
  • 50 euro > Regala una spesa sospesa per un nucleo famigliare di 3 persone
  • 100 euro > Regala una spesa sospesa per un nucleo famigliare di 5 persone

Riceverai il nostro ringraziamento e un cartoncino digitale che potrai personalizzare e regalare a chi vuoi!

 

Come donare:

  • 1. Compila il modulo che trovi qui: https://forms.gle/TsA2UnTBkvA5VCXd6
  • 2. Effettua la tua donazione sul conto IBAN IT24C0707267012083020113202 intestato ad Associazione Il Melograno ODV, indicando nella causale: donazione per spesa sospesa (le donazioni sono deducibili/detraibili)
  • 3.Ti contatteremo per inviarti il cartoncino digitale e per dirti grazie!

Scopri nel dettaglio cosa abbiamo fatto negli ultimi mesi e l’iniziativa della spesa sospesa per Natale 2020!

Maggiori informazioni sulle attività dell’emporio Il Melograno su www.emporiomelograno.it

Polizia di Stato: un anno di Codice rosso. Reati spia e femminicidi Campagna “questo non è amore”. App youpol

Polizia di Stato: un anno di Codice rosso. Reati spia e femminicidi Campagna “questo non è amore”. App youpol“La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Con queste parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

L’obiettivo è quella di fornire un’analisi specifica dei dati disponibili provenienti da tutte le forze di polizia perché “ogni strategia complessa, che risente peraltro di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi, deve fondarsi su di un’approfondita conoscenza delle problematiche, basata su di un solido patrimonio informativo”, sottolinea Vittorio Rizzi, alla guida della Direzione centrale della polizia criminale che ha preparato la pubblicazione.

I dati sono anzitutto quelli relativi ad un primo bilancio ad un anno dall’entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto “Codice Rosso”, legge 19 luglio 2019, n.69, che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis cpp) o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (282-ter cpp) o la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (ar. 384-bis cpp). Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte.

11 reati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis cp), altra figura introdotta dalla legge 69/2019 e volta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne.

Il reato di deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso di nuova introduzione (art. 583-quinquies cp) prevede l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono ad ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime di cui all’art. 583, comma 2, n.4 (abrogato dalla l. 69/2019) e non riconducibili alle dinamiche uomo/donna.

Ultimo reato introdotto dalla l. 69/2019 è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn (art. 612-ter cp). Dei 718 reati denunciati, l’81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell’anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

La pubblicazione prosegue con un’analisi dei cosiddetti reati spia, vale a dire di tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere (come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e le violenze sessuali).

Nel periodo gennaio-settembre di quest’anno, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si registrano numeri inferiori rispetto a quelli dello scorso anno, che risentono evidentemente anche della difficoltà di denunciare del periodo del lockdown, dove tutte e tre le fattispecie fanno registrare un calo. La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell’80% dei casi (81% nel 2019), mentre, tra le vittime straniere, predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Anche gli autori di tali reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019).

Quanto ai provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1° gennaio-19 novembre 2020, i Questori hanno emanato 1.055 ammonimenti per stalking, 956 per violenza domestica e 352 provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

Se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un aumento del 7, 3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019). Stesso trend in aumento se analizziamo le vittime in ambito familiare/affettivo che passano dal 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli).

I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. Sia nei primi nove mesi del 2020 che nello stesso periodo del 2019, l’omicida ha fatto in prevalenza uso di un’arma impropria, come un coltello o un utensile da lavoro (martello, cacciavite, ecc.), seguono l’uso di un’arma da fuoco, l’asfissia/soffocamento/strangolamento, le percosse e l’avvelenamento.

Come per i reati spia, anche per gli omicidi volontari di donne, la fascia di età più colpita nei primi 9 mesi del 2019 è quella tra i 31 e 44 anni, che è la stessa più frequente anche per gli autori. Mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è quella delle donne over 65 che rappresentano il 30% del totale delle vittime.

La parte dedicata ai femminicidi si conclude con un breve racconto delle storie riportate dalla cronaca nera di quest’anno, perché venga conservata memoria del dolore che le morti di queste donne (e spesso dei loro figli) provocano in tutta la comunità, oltre che all’interno delle famiglie.

Considerato che la Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi, rappresenta il polo operativo per la cooperazione internazionale di polizia, il report offre anche uno spaccato sulla violenza di genere nell’anno del lockdown, con tendenze registrate in vari Paesi europei ed extraeuropei.

 

La raccolta e il monitoraggio dei dati, indispensabili per tracciare le strategie di prevenzione e contrasto, richiede evidentemente un ampio ricorso alla tecnologia e la pubblicazione si chiude con l’anticipazione di un app, chiamata Scudo, in fase di ultima sperimentazione, di cui saranno dotate tutte le forze di polizia e che consentirà di possedere tutte le informazioni utili sui precedenti interventi  effettuati presso il medesimo indirizzo (presenza di minori o di soggetti  con malattie psichiatriche o dipendenti da droghe o alcol, disponibilità di armi, lesioni personali subite in passato dalla vittima) e di calibrare così nel modo migliore l’operatività.

 

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” e finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione.

Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo.

Quest’anno le restrizioni Covid non consentono la stessa diffusione capillare sul territorio, ma è stata ugualmente preparata la brochure del progetto e, per facilitare la diffusione in rete degli stessi messaggi di vicinanza della Polizia di Stato, è stato realizzato un video messaggio al quale ha preso parte anche il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli.

Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

Nell’ambito della provincia di Bologna all’esito di un raffronto tra l’anno in corso e quello precedente si registrano i seguenti dati:

– da gennaio a settembre 2019 sono avvenuti 6 omicidi, di cui 3 in contesti familiari o affettivi; si sono, inoltre, registrati 253 casi di atti persecutori, 329 casi di maltrattamenti contro familiari e conviventi e 148 di violenza sessuale;

-tra gennaio e settembre 2020 sono avvenuti 2 omicidi, di cui 1 in ambito familiare-affettivo; si sono registrati 223 casi di atti persecutori, 351 maltrattamenti contro familiari e conviventi e 100 di violenza sessuale.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 26 novembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 26 novembreAl mattino irregolarmente nuvoloso per nubi medio-alte e stratificate che, a partire dal settore occidentale, si estenderanno al resto del territorio. Foschie dense e locali banchi di nebbia sulle aree pianeggianti e lungo il litorale, al mattino e al tramonto, in parziale attenuazione durante la giornata. In serata non si escludono deboli occasionali pioviggini sugli Appennini occidentali. Temperature: in lieve aumento, con valori minimi tra 2 e 3 gradi sulle pianure centro-occidentali e tra 2 e 5 gradi sulla Romagna e lungo la fascia costiera; massime comprese tra 8 e 11 gradi. Venti: deboli occidentali lungo la costa, deboli variabili sul resto del territorio. Mare: poco mosso o quasi calmo.

(Arpae)

Violenza di genere: futura sala d’ascolto protetto presso la Compagnia Carabinieri di Sassuolo

Violenza di genere: futura sala d’ascolto protetto presso la Compagnia Carabinieri di SassuoloIl 22 novembre 2019 è stato formalizzato un protocollo d’intesa tra l’Arma dei carabinieri e l’associazione SorOptimist International Italia, volto a rafforzare ulteriormente l’azione istituzionale nel contrasto alla violenza di genere, mediante l’allestimento, all’interno delle caserme dell’Arma di locali idonei all’ascolto protetto delle vittime vulnerabili, realizzati secondo apposite linee guida.

Il rapporto tra l’Arma e l’associazione ha permesso la realizzazione di una sala d’ascolto protetto a Modena presso gli uffici del comando provinciale inaugurata il 19 aprile 2018. Un’altra sala d’ascolto protetto è  attiva presso la Compagnia Carabinieri di Carpi, realizzata grazie al contributo del Comune di Carpi e attivata il 25 novembre 2018.

Sabato scorso il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Marco Pucciatti ha incontrato la presidente di Modena di SorOptimist International,  Dottoressa Anna Maria Paone, con la quale hanno fatto un bilancio preliminare del fenomeno nella provincia secondo i dati rilevati dall’arma dei carabinieri negli ultimi due anni.

Nella circostanza sono state poste le basi per una futura realizzazione di altre due sale d’ascolto protetto presso la Compagnia di Sassuolo e quella di Pavullo nel Frignano.

La proficua collaborazione con Soroptimist che ha permesso la realizzazione delle sale d’ascolto protetto nell’ambito del progetto “una stanza tutta per sé” è stato avviato dal 2015 con il Comando Generale dell’Arma.
Sotto un profilo operativo è da evidenziare l’elaborazione e l’uso del recente “Prontuario Operativo”.
L’Arma dei Carabinieri, dal 2014 si è dotata della “rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, formata da personale appositamente addestrato operante presso i comandi provinciali.

Al Comando Provinciale di Modena sono presenti militari specializzati nella delicatissima materia (un Maresciallo Capo ed un Brigadiere Capo) quali riferimenti appositamente formati per offrire supporto ai Comandi Stazione nel trattamento dei casi più delicati e complessi.

(in foto la sala d’ascolto realizzata presso la Caserma di Carpi)

Beni culturali, in Emilia-Romagna si apre una nuova stagione: le funzioni dell’Ibacn passano direttamente alla Regione

Beni culturali, in Emilia-Romagna si apre una nuova stagione: le funzioni dell’Ibacn passano direttamente alla RegioneSi apre una nuova stagione per i beni culturali in Emilia-Romagna, patrimonio sempre più da valorizzare. Dal prossimo 1^ gennaio, infatti, le funzioni regionali passeranno dall’Istituto beni artistici, culturali e naturali direttamente alla Regione, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro avviato e consolidato in tutti questi anni dall’Ibacn.
E’ quanto prevede la legge regionale, presentata dalla Giunta, approvata oggi all’unanimità dall’Assemblea legislativa.

Sempre dal 1^ gennaio, la Regione acquisirà anche le proprietà e le risorse strumentali, e il personale dipendente in forza all’istituto verrà riassegnato alla Regione stessa. E’ previsto che gli organi dell’Istituto decadano dai loro incarichi, a eccezione del Revisore unico.

“Era indispensabile un assetto più funzionale dal punto di vista istituzionale e organizzativo, basato sull’esercizio diretto delle funzioni da parte della Regione- ha spiegato l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori nel suo intervento in Aula-. L’Ente ha visto nel tempo accrescere le proprie funzioni, che hanno giustificato originariamente l’autonomia non solo culturale ma anche statutaria dell’Istituto, ma negli anni esse hanno inevitabilmente modificato il loro peso e rilievo. Inoltre, le funzioni provinciali in materia di beni e attività culturali sono state riportate in capo alla Regione”.

“Da qui la necessità di ricondurre le attività dell’Ente in seno all’amministrazione regionale- chiude Felicori- utilizzando il personale e l’importante esperienza maturata dall’Istituto, che hanno assicurato negli anni supporto e servizi al governo regionale, al territorio e agli enti locali. Dunque, un cambiamento innovativo che parte dal grande lavoro svolto in questi anni dall’Istituto beni artistici, culturali e naturali. Ringrazio il presidente dell’Ibacn, Roberto Balzani, che ha accompagnato questo percorso con anche tanti buoni consigli, il Comitato di indirizzo e tutti i dipendenti, la cui professionalità continuerà a essere preziosa”.

La storia dell’Ibacn

L’Ibacn, allora Ibc, fu costituito dalla Regione nel 1974 quale ente pubblico regionale dotato di autonomia, di una propria personalità giuridica, diretto da un Presidente e un Consiglio di Indirizzo, col principale obiettivo di provvedere al censimento dei beni artistici culturali e naturali, costituendo un inventario regionale in collaborazione con Province e Comuni. Nel 1983 fu istituita, in seno all’Ente, la Soprintendenza per i beni librari e documentari. Nel 1995, all’Ibacn furono attribuite le funzioni amministrative di competenza regionale relative alla materia “musei e biblioteche di Enti locali”. In seguito, sono stati affidati all’Istituto nuovi importanti compiti amministrativi, mantenendo in capo alla Regione solamente l’approvazione della programmazione pluriennale in materia di musei, archivi e biblioteche, dei relativi piani annuali di intervento, nonché degli standard di qualità per i servizi culturali, sulla base delle proposte dell’Istituto.

 

I contenuti della riforma

Con la legge, di 19 articoli, la Regione riprende la Convenzione di Faro, recentemente ratificata dal Parlamento italiano, per promuo­vere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità.
La Regione assume le funzioni già assegnate all’Ibacn nel settore del patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio regionale, ossia dell’insieme dei beni artistici, culturali, architettonici, naturali e paesaggistici e, più in generale, delle risorse ereditate dal passato che le comunità regionali identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni.

In particolare, realizzerà attività conoscitiva e di ricerca, per la valorizzazione e la conservazione e la promozione del patrimonio culturale, gestendo inoltre l’inventario regionale. Promuoverà interventi di conservazione, restauro, manutenzione e valorizzazione; metterà a disposizione del pubblico, anche attraverso una biblioteca specializzata e una fototeca, la documentazione scritta, iconografica, cartografica, audiovisiva e multimediale, consentendo la consultazione delle banche dati relative al patrimonio culturale; realizzerà iniziative espositive e progetti con particolare riguardo all’educazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle giovani generazioni.
In materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali la Regione potrà attuare interventi diretti, stipulare accordi o convenzioni con soggetti pubblici e privati, acquistare e concorrere all’acquisto di beni, fondi, raccolte e collezioni di valore artistico. La Regione potrà tra l’altro definire la costruzione, ristrutturazione e restauro di edifici adibiti (o da adibire) a sedi di istituti culturali; la costituzione e lo scambio di banche dati e sistemi informativi per biblioteche, archivi e biblioteche; interventi per l’incremento, catalogazione, digitalizzazione e restauro del patrimonio culturale; la promozione del libro e della lettura; il restauro di sedi bibliotecarie, museali o archivistiche.

Un Comitato scientifico per il patrimonio culturale, istituito dalla Giunta e composto dalle migliori competenze del territorio, avrà il compito di qualificare le politiche regionali sulla relativa materia.
Anche l’attuazione della legge regionale per la salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna torna in capo alla Giunta regionale, che potrà quindi assegnare incarichi per studi e ricerche, stipulare accordi o convenzioni con università, centri di documentazione e ricerca pubblici o privati, concedere contributi per progetti in relazione al tema, istituire e assegnare premi per le tesi di laurea e di dottorato, in continuità con quanto già realizzato dall’Ibacn.

Coronavirus: 17/23 Novembre, a Modena e provincia un trend di crescita di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri

Coronavirus: 17/23 Novembre, a Modena e provincia un trend di crescita di nuovi casi positivi, contatti e ricoveriAnche nella settimana 17-23 novembre l’andamento epidemico ha evidenziato in provincia di Modena un trend di crescita di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri. Ad oggi aree covid sono state allestite in tutti gli ospedali della rete, mentre si lavora costantemente alla creazione di nuovi posti letto con la collaborazione delle strutture sanitarie pubbliche e private.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, ha attivato 298 posti di degenza ordinaria e 96 tra intensiva e semintensiva. Presso lo stabilimento Policlinico sono disponibili 188 posti di degenza ordinaria e 46 semintensivi/intensivi. Presso lo stabilimento di Baggiovara in degenza ordinaria sono dedicabili ai positivi 110 posti e 50 sono i posti di semintensiva/intensiva. Aree dedicate al covid sono presenti negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Il progressivo incremento delle necessità di ricovero di pazienti Covid  positivi con insufficienza respiratoria presso le strutture di tutta la rete ospedaliera territoriale ha comportato un notevole sforzo organizzativo e clinico finalizzato a dare una risposta a tali necessità, che si sono presentate con volumi significativamente superiori a quelli della prima ondata (il picco di ricoveri il 29 marzo era di 525 a livello provinciale, il dato aggiornato alla mattina del 23 novembre vede 567 pazienti positivi ricoverati presso le sole strutture ospedaliere della provincia, a cui si aggiungono i pazienti assistiti presso gli Ospedali di Comunità). La straordinaria circolazione del virus tra la popolazione ha inoltre causato un aumento dei casi di positività tra gli operatori sanitari.

Tutto ciò ha comportato un fortissimo stress di tutto il sistema assistenziale di prevenzione e cura che, nonostante questo, è stato fino ad ora in grado di continuare a garantire il governo dei flussi dei pazienti nelle strutture e al domicilio. Ciò grazie al piano organizzativo e di assunzioni straordinarie preparato e attuato dalle aziende sanitarie nel corso del periodo estivo.

Diversamente da quanto accaduto durante la prima ondata, quando gli ospedali hanno fatto fronte ad una casistica principalmente rappresentata da pazienti covid +, allo stato attuale il numero di ricoveri particolarmente elevato di pazienti covid si è aggiunto a quelli attesi nel periodo, rappresentati dalle esigenze di ricovero di pazienti no covid abitualmente assistiti dalle strutture sanitarie, che hanno reso necessario attivare misure straordinarie.

In primo luogo sono state ridotte gradualmente e progressivamente le attività di ricovero programmate procrastinabili, parallelamente all’aumento della curva dei contagi: questo per consentire la rimodulazione di reparti ordinari in aree covid, la creazione di aree ad assistenza semintensiva per pazienti covid, e la necessaria riallocazione di personale medico ed infermieristico. Le attività di specialistica ambulatoriale (visite, prestazioni strumentali) e di chirurgia ambulatoriale sono state ridotte in misura selettiva solo per quelle situazioni in cui le condizioni logistico-organizzative hanno reso necessario adibire risorse e spazi ad assistenza per pazienti covid (es. attività internistiche e specialistiche in AOU, attività di chirurgia ambulatoriale ed endoscopia presso alcuni ospedali della rete AUSL).

È stata inoltre rafforzata la rete di collaborazione tra il pubblico e le strutture private accreditate per l’utilizzo comune delle piattaforme chirurgiche e ambulatoriali e per l’incremento di posti letto covid e non covid.

L’Ospedale di Sassuolo garantisce l’utilizzo delle sale operatorie e relativi letti alle équipe AOU Urologia e Ginecologia mentre presso il blocco chirurgico della Casa della Salute di Castelfranco Emilia operano le équipe AUSL di Oculistica, Dermatologia e Endoscopia digestiva. Presso Hesperia Hospital operano le équipe AOU Senologia e ricostruzione e le équipe AOU e AUSL di Urologia (con utilizzo del robot). Presso la Clinica Fogliani operano le équipe AUSL Ortopedia e Chirurgia ed équipe AOU di Chirurgia della mano. Villa dei Tigli, inoltre, fornisce alla rete 30 letti di postacuzie no covid, mentre Villa Pineta fornisce alla rete assistenziale 18 letti postacuzie covid+ per situazioni che richiedano dimissioni protette dall’ospedale.

Sul versante territoriale sono state potenziate le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), una per ognuno dei sette distretti, con due-quattro squadre che escono contemporaneamente su ciascun territorio: vedono già impegnati 86 medici. È stata inoltre attivata l’Usca pediatrica. Già attive alcune delle Centrali operative distrettuali come Mirandola, Carpi, Pavullo, in via di formalizzazione le altre, per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, Usca e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid+.

Aperto nella giornata di oggi un nuovo Ospedale di Comunità (OsCo) covid con 21 posti letto a Soliera, che si aggiunge a quelli di Novi e Fanano, mentre l’OsCo di Castelfranco Emilia rimane no-covid, per un totale di 70 posti, di cui 50 per pazienti covid.

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi eseguiti da inizio epidemia sino al 23 novembre (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 248mila tamponi e sono state testate oltre 145mila persone. Il totale di positivi segnalati a livello regionale per la provincia di Modena è di 19.632 (al 23 novembre).

Di recente è stato avviato l’utilizzo di tamponi antigenici rapidi qualitativi come strumento di screening in diversi ambiti, tra cui le Case residenza anziani (pazienti e operatori), consentendo di avere un risultato in circa 15 minuti. La prima fornitura regionale è stata di 41.000 kit, oltre ad altri 11.200 destinati ai Medici di Medicina Generale. Alle CRA sono stati già forniti 3700 tamponi antigenici, cui seguirà una seconda fornitura di oltre 7000 pezzi. Ciò consentirà di proseguire lo screening già in corso con i tamponi molecolari con un passaggio progressivo alla seconda modalità.

Da oggi, martedì 24 novembre, vengono effettuati tamponi rapidi antigenici anche su tutti i sette drive through della provincia, che vengono poi processati nel punto tamponi di Modena. In questo caso i tamponi rapidi vengono processati da una tecnologia che consente di ottenere il risultato in circa 30 minuti, ma è in grado di gestire un più alto quantitativo di tamponi e tenere una tracciabilità del risultato che viene poi inviato via sms. I tamponi rapidi vengono infine utilizzati anche presso i Pronto soccorso della provincia.

Casi

Al 23 novembre, in provincia di Modena erano accertati 9106 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19 (erano 8256 lo scorso 16 novembre: +10%). Di questi, 8539 sono in isolamento (pari al 94%), domiciliare o presso altre strutture, 567 ricoverati.

Ricoveri totali

Al 23 novembre sono 567 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia per Covid-19.

I dati AOU vedono ricoverati 339 pazienti covid positivi, 255 in degenza ordinaria e 84 tra terapia intensiva e semintensiva. 151 sono negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 77 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 64 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena (62 al 17 novembre).

Persone in isolamento domiciliare

In rapido aumento anche la casistica positiva al domicilio (casi e contatti), sintomatici e asintomatici. Al 23 novembre erano in isolamento domiciliare complessivamente 8539 persone covid positive (erano 7718 lo scorso 16 novembre: +10,5%).

Delle persone in isolamento domiciliare 76 sono accolte presso hotel (67 al Tiby e 9 al Concordia, attivato lo scorso 16 novembre) dedicati a persone positive al covid.

35 pazienti sono infine ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid: 29 tra Novi e Fanano, mentre il nuovo Osco a Soliera inaugurato oggi ospita già 6 pazienti.

Sono 6234 (5232 lo scorso lunedì: +19%) i contatti stretti di casi accertati in isolamento. Sono all’hotel Tiby anche 7 assistenti familiari per il periodo di isolamento precauzionale.

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 18 novembre)

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 18 novembre sono stati eseguiti 151.518 test sierologici di cui 8.712 con esito positivo.

In totale le persone sottoposte a test sono state 104.004, di cui il 4,4% è risultato positivo (4.546). Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale. Vi è, secondo le stime, un numero molto elevato di persone ancora suscettibili di infezione. Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

Lunedì 30/11 nuova seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo

Lunedì 30/11 nuova seduta del Consiglio Comunale di SassuoloSi svolgerà lunedì prossimo, 30 novembre, la nuova seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo in videoconferenza attraverso la piattaforma Meet di Google, come deciso durante la Commissione Capigruppo del 23 novembre, in ottemperanza delle normative volte al contenimento dell’infezione da Covid-19.

Sono 9 i punti all’ordine del giorno del consiglio convocato dal Presidente Luca Caselli per le ore 20 e che sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Sassuolo, visionabile dal giorno seguente anche sul canale Youtube e sul sito internet istituzionale.

Si inizierà con quattro interrogazioni, la prima a firma del capogruppo di Forza Italia Capezzera avente ad oggetto: “Problemi di traffico veicolare presenti in zona polo scolastico Itis “A. Volta”, succursale “A. Formiggini” e Circonvallazione Sud”.

Seguirà l’interrogazione a firma del consigliere Lenzotti e altri del Partito Democratico

avente ad oggetto: “Stato di avanzamento rifacimento Piazza Martiri Partigiani” a cui seguirà l’interrogazione a firma del consigliere Capitani ed altri del Partito Democratico

avente ad oggetto: “Stato dell’implementazione dei progetti di raccolta differenziata a livello comunale”. Chiuderà le interrogazioni quella a firma del capogruppo del Partito Democratico Savigni avente ad oggetto: “Aumento delle tariffe per i servizi scolastici”.

Dopo le interrogazioni sarà in discussione l’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco – adozione dell’elenco dei soprassuoli percorse dal fuoco nell’anno 2019; a cui seguirà l’approvazione del Bilancio Consolidato per l’Esercizio 2019.

Al punto 7 del Consiglio Comunale sarà in approvazione la variazione al Bilancio di Previsione 2020/2022 e applicazione del risultato di amministrazione 2019.

Al punto 8 sarà in discussione l’affidamento del servizio di gestione globale delle sanzioni

amministrative relative alle attività di Polizia Municipale. Convenzione fra enti ex art, 30, comma 4 d.lgs. 267/2000.

Chiuderà la seduta del Consiglio Comunale l’esame di un Ordine del Giorno a firma del capogruppo del Partito Democratico Savigni ad oggetto: “Attivazione di un progetto di sostegno allo studio per famiglie in difficoltà”.

Disabilità: ventinove progetti per oltre 900 ragazzi che passano dalla scuola al lavoro

Disabilità: ventinove progetti per oltre 900 ragazzi che passano dalla scuola al lavoroSono 29 i nuovi progetti di transizione dalla scuola al lavoro che puntano ad accompagnare  giovani disabili dal percorso di studio alla dimensione lavorativa. Le iniziative sono state approvate e finanziate dalla Regione con tre milioni di euro del Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità. Di questi, 15 progetti sono rivolti agli studenti di oltre cento Istituti scolastici del territorio regionale e 14 ai giovani che hanno già terminato il percorso scolastico. In tutto sono 922 i ragazzi che saranno coinvolti da questa misura in Emilia-Romagna.

“Si tratta di azioni di orientamento e di formazione per il potenziamento delle autonomie e delle competenze. Azioni che fanno parte di una programmazione pluriennale, pensate per creare misure dedicate ai giovani con disabilità e alle loro famiglie- spiega l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Vincenzo Colla-. In Emilia-Romagna crediamo che sia fondamentale dare priorità alla piena inclusione degli studenti con disabilità, agevolando e qualificando la fase di transizione dal percorso di studio verso la dimensione lavorativa, che è la strada verso l’autonomia personale”.

I percorsi finanziati dalla Regione accompagneranno i ragazzi dagli ultimi anni del percorso scolastico o formativo fino all’ingresso nell’ambito del lavoro, rispondendo così ai loro bisogni. Le iniziative puntano a connettere istituti scolastici, servizi socio-sanitari che hanno in carico i giovani e le loro famiglie, le imprese, le associazioni delle persone con disabilità, gli enti di formazione professionale accreditati, valorizzando pienamente il contributo della cooperazione sociale.

Seconda ondata Covid, a Maranello Comune e Associazioni in campo con i volontari della spesa

Seconda ondata Covid, a Maranello Comune e Associazioni in campo con i volontari della spesaLa ‘cabina di regia’ sarà affidata al Comune, che dopo aver raccolto la richiesta di aiuto provvederà ad organizzare la risposta assieme alle associazioni, protagoniste sul campo con i propri volontari. Viene così potenziata ulteriormente la ‘rete di comunità’ a protezione dei più fragili, per affrontare la seconda ondata dell’epidemia da covid.

Il percorso, attivo da domani, avrà una porta d’accesso semplice e immediata: il numero di telefono dell’Urp comunale, lo 0536-240000.  E sarà a disposizione dei cittadini più in difficoltà, compresi i positivi al coronavirus e quelli in isolamento fiduciario, ad esempio per gli spostamenti necessari a fare la spesa o a ritirare farmaci.

Basterà chiamare l’Urp nei suoi orari di apertura (da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13, il giovedì anche al pomeriggio fino alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 12.30), lasciare i propri riferimenti e spiegare la propria esigenza all’operatore, che si attiverà immediatamente presso i Servizi sociali del Comune per coordinare l’intervento dell’associazione più indicata, pronta ad entrare in azione con i propri volontari. Nel progetto sono state coinvolte le Caritas delle Parrocchie di Maranello e di Pozza, la Croce Rossa locale e l’Avap di Maranello. Quest’ultima tra i suoi associati potrà contare anche su una quindicina di ‘Volontari della spesa’, che fecero la differenza durante il primo lockdown e che hanno accettato ancora una volta di rinnovare il proprio impegno a favore della collettività.

Gli operatori dell’Urp potranno inoltre attivare il Centro per le Famiglie per una consulenza educativa finalizzata a sostenere i nuclei familiari con bambini, messi in difficoltà dalla pandemia o in particolare dall’isolamento domiciliare. In questo caso si potrà anche chiamare direttamente il Centro per le Famiglie allo 0536-940920 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13, giovedì pomeriggio anche dalle 14.30 alle 18.30).

“L’arrivo di questa seconda ondata e l’alto numero di persone impossibilitate ad uscire di casa per motivi sanitari – spiega Luigi Zironi, sindaco di Maranello – ha portato l’Amministrazione comunale a ragionare su un incremento degli aiuti ai cittadini in termini di consegna dei beni di prima necessità. Come sempre abbiamo puntato sul gioco di squadra: il contributo delle associazioni di volontariato, che ringrazio di cuore per il costante lavoro svolto sul territorio, risulterà fondamentale anche in questo frangente, nel quale il Comune farà da primo interlocutore per dare una risposta più rapida ed efficace possibile ai bisogni delle persone”.

“L’immediata disponibilità dell’associazionismo locale – aggiunge Daniela Ottolini, assessore ai Servizi sociali – e l’entusiasmo dei volontari, molti dei quali sono pronti a rimettersi in gioco con la stessa generosità della scorsa primavera, sono una ricchezza inestimabile per la nostra città. Il loro supporto, unito all’impegno di operatori comunali che vivono il loro lavoro con grande passione, ci permette di affrontare ogni ostacolo con una marcia in più”.

 

Università, Consulta regionale degli studenti: eletti il nuovo presidente e vicepresidente

Università, Consulta regionale degli studenti: eletti il nuovo presidente e vicepresidenteUn nuovo presidente, e vicepresidente, per la Consulta regionale degli studenti, l’organismo che garantisce il coinvolgimento e l’effettiva partecipazione di chi studia negli Atenei dell’Emilia-Romagna alla realizzazione degli interventi e dei servizi. Si tratta rispettivamente di Andrea Giua (Università di Bologna) e Raffaele Marra (è la prima volta che viene eletto uno studente rappresentante delle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica).

Giua e Marra sono stati eletti, con modalità telematica, in seguito al termine del mandato del presidente uscente, Andrea Berselli.

“Desidero innanzitutto ringraziare Andrea Berselli per il prezioso lavoro svolto sinora e porgere ai nuovi eletti le mie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro- sottolinea Paola Salomoni, assessore regionale alla Scuola e Università-. Attraversiamo un periodo difficile e complesso per il mondo dell’istruzione, compreso quello accademico, e tutte le Università con l’emergenza Coronavirus hanno dovuto misurarsi con cambiamenti tecnologici e organizzativi significativi. I temi da affrontare e condividere, dunque, sono tanti e importanti. Sono sicura però- conclude l’assessore- che il senso di responsabilità e la voglia di collaborare e confrontarsi porterà a buoni risultati”.

Come stabilito dalla legge regionale 15 del 2007, che l’ha istituita, la Consulta è nominata dal presidente della Regione ed è composta da studenti rappresentanti designati dai Consigli degli studenti delle Università dell’Emilia-Romagna. Nello specifico, al suo interno ci sono sette studenti dell’Università di Bologna (con una rappresentanza anche dei poli universitari della Romagna), quattro dell’Università di Parma, tre dell’Università di Ferrara, tre dell’Università di Modena e Reggio Emilia, due dei poli del PoliMi e di UniCatt della sede di Piacenza e due degli Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). La composizione aggiornata è contenuta nel Decreto del presidente della Giunta regionale n. 196 del 13/12/2019.

I membri della Consulta durano in carica due anni e decadono qualora venga meno il requisito dell’appartenenza a uno degli organismi che li designano. Possono essere rinnovati una sola volta. La Consulta, che elegge al proprio interno il presidente, svolge una serie di funzioni, tra cui esprimere parere obbligatorio e formulare proposte in merito al piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e acquisire dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori (Er.Go) dati e informazioni utili per la formulazione di valutazioni e proposte migliorative della qualità dei servizi offerti.

Previste altre chiusure notturne in A1 e in A14

Previste altre chiusure notturne in A1 e in A14Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 27 alle 6:00 di sabato 28 novembre, sarà chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata verso Milano e Bologna e in uscita per chi proviene da Milano.
In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Parma o di Reggio Emilia.

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Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 27 alle 6:00 di sabato 28 novembre, sarà chiusa la stazione di Sasso Marconi nord, entrata verso Bologna.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Sasso Marconi, sulla stessa A1 o di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio.
Nella stessa notte, ma con orario 20:00-6:00, sarà chiusa anche l’area di servizio “Cantagallo est”, situata nel tratto compreso tra Sasso Marconi nord e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Bologna/Milano.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di ordinaria manutenzione delle barriere di sicurezza, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di venerdì 27 alle 6:00 di sabato 28 novembre, sarà chiusa la stazione di Faenza, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Pescara/Ancona.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Imola o di Forlì.

 

Nuovo piano urbanistico generale: da lunedì rilevamenti aerei tramite drone

Nuovo piano urbanistico generale: da lunedì rilevamenti aerei tramite droneL’Amministrazione comunale ha stipulato il contratto con la ditta AERODRON srl per il rilevamento mediante “sistema aeromobile a pilotaggio remoto (SAPR)” – cioè mediante drone – dell’edificato sparso, vale a dire degli edifici che si trovano fuori del territorio urbanizzato del Comune. Il rilevamento è necessario per aggiornare le informazioni su questi edifici contenute nel Quadro Conoscitivo del territorio, finalizzato alla formazione del nuovo piano urbanistico generale (PUG), ai sensi della LR 24/2017, che è in previsione per il 2021.

Si precisa che si tratta di voli di tipo “non critico”, pertanto non prevedono il volo di assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili. Questi voli saranno effettuati in modalità VLOS (Visual line of sight), cioè il drone sarà guidato a vista dal pilota da remoto: per tale motivo, i tecnici della società incaricata si sposteranno sul territorio oggetto del rilevamento indicativamente nel periodo che va da lunedì 30 novembre al 12 dicembre.

La società effettuerà il rilievo nel rispetto di tutti i vincoli di volo stabiliti nel Regolamento ENAC – Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto Ed. n. 3 del 11.11.2019, nonché nel rispetto della normativa nazionale e regionale in  materia di emergenza sanitaria COVID-19.

 

 

Durante il lockdown in Emilia-Romagna più che raddoppiate le chiamate al 1522 per denunciare abusi e maltrattamenti

Durante il lockdown in Emilia-Romagna più che raddoppiate le chiamate al 1522 per denunciare abusi e maltrattamenti
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L’emergenza Covid ha fin da subito messo in evidenza i rischi a cui sono esposte le donne vittime di violenza, in particolare nei contesti domestici. In Emilia-Romagna le chiamate al numero verde 1522 sono più che raddoppiate, passando dai 365 casi del periodo marzo-giugno del 2019 agli 804 dello stesso periodo di quest’anno. Mentre nei primi sei mesi dell’anno è cresciuto del 5% (il dato si riferisce a tutto il territorio nazionale) il numero di donne uccise, pur a fronte di un calo generalizzato degli omicidi.

È quanto emerge dal .
Il documento –  presentato dall’assessora regionale alle Pari Opportunità Barbara Lori, insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Emma Petitti in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne  – si basa sui dati elaborati dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, raccolti in collaborazione con i Centri antiviolenza per l’anno 2019, con una sezione specifica dedicata all’impatto della pandemia da Coronavirus durante il periodo del lockdown della scorsa primavera.

“L’emergenza sanitaria e la collegata emergenza sociale ed economica –  ha sottolineato l’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori – hanno acuito fragilità e problemi che ci devono spronare ad un ulteriore impegno nel contrasto alla violenza alle donne. A partire dalle azioni che stiamo realizzando per qualificare il lavoro femminile, indispensabile presupposto di autonomia e di emancipazione da condizioni di assoggettamento fisico e psicologico. L’Emilia-Romagna può contare su una rete di servizi consolidata e su un elevato patrimonio di professionalità. Da qui vogliamo partire per rafforzare ulteriormente la nostra azione per costruire una società più equa e più giusta, in grado di valorizzare le potenzialità di tutti, facendo tesoro di ogni specificità individuale”.

“Anche nella fase emergenziale legata alla pandemia l’Emilia-Romagna ha dimostrato una straordinaria capacità di fare rete nel gestire le criticità legate alla violenza sulle donne che durante i mesi di lockdown, soprattutto tra le mura domestiche, è purtroppo aumentata. In questi anni  – ha commentato la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti – la nostra Regione ha costruito un sistema di prevenzione e protezione per fronteggiare al meglio le emergenze e sono certa che si continuerà sul percorso tracciato potendo contare su punti di forza come il lavoro di squadra tra enti, le sinergie tra pubblico e privato e la piena collaborazione tra Giunta e Assemblea legislativa. Credo sia altrettanto importante agire sul fronte della prevenzione e invito le donne a denunciare: non siete sole. Esiste, ed è efficientissima, una rete di assistenza e protezione che può accompagnarvi fuori dal tunnel. Troviamo tutti quel coraggio per dire basta alla violenza”.

Se in generale il confinamento forzoso ha determinato una prevedibile flessione delle denunce per i reati riconducibili alla violenza di genere e degli accessi ai centri anti-violenza, è però dunque cresciuto del 5%  il numero di donne uccise in Italia  nei primi sei mesi del 2020: su 131 vittime, 59 sono state donne contro le 53 del 2019. Il 77% di questi omicidi si è consumato tra le mura di casa. In lieve aumento anche i delitti compiuti da partner o ex partner (da 32 a 36).  Dati tanto più allarmanti, se si considera la riduzione registrata nello stesso periodo gennaio-giugno 2020 rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente del numero complessivo di omicidi: -19%.

 

Violenza domestica e stalking: le richieste di aiuto in Emilia-Romagna

Per quanto riguarda i fenomeni di violenza domestica e stalking, pur mancando rilevazioni statistiche in tempo reale, elementi importanti sono emersi dallo studio condotto dall’Istat sulle chiamate al 1522, il numero verde attivato nel 2013 dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di offrire un primo supporto alle donne vittime di violenza. Nel periodo marzo-giugno 2020, in piena pandemia, le richieste di aiuto a cui hanno risposto gli operatori sono cresciute in maniera netta. Anche in Emilia-Romagna dovele telefonate sono più che raddoppiate: 804 contro le 365 negli stessi mesi del 2019.

Significativa è stata anche la crescita dei primi contatti avuti sul territorio regionale, pari a 683 nel quadrimestre considerato. Lo scorso anno erano stati 289. Più contenuta invece la frequenza dei contatti successivi al primo: 121 tra marzo e giugno (+45 rispetto al 2019 e +70 rispetto al 2018). Le  chiamate riconducibili a casi di violenza o stalking rilevati dal numero verde in Emilia-Romagna sono state 377: più del doppio delle 171 registrate nello stesso periodo dello scorso anno.

Le rilevazioni hanno inoltre riscontrato una concentrazione delle chiamate di notte o mattina presto (+7,4% tra le 21 e le 5 del mattino da marzo a giugno 2020), con una riduzione in concomitanza delle festività (Pasqua e Feste del 25 aprile e 1^ maggio). Elementi che dimostrano come la convivenza forzata riduca la possibilità per le vittime di chiedere aiuto. Un numero consistente di donne che si è rivolto a questo servizio ha chiesto supporto di tipo sociale e psicologico.

 

L’attività dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio durante il lockdown 

La difficoltà delle donne durante i mesi più difficili della pandemia è confermata dai dati di accesso  – in diminuzione – alla rete dei servizi presenti in Emilia-Romagna. In controtendenza rispetto al 2019 quando 5.662 donne avevano contattato un centro antiviolenza, rispetto alle 4.871 del 2018.

Nei primi 5 mesi del 2020, le donne che si sono rivolte a un Centro antiviolenza sono state 2.134 contro le  2.497 del 2019. Dimezzati in particolare i contatti avuti nel mese di marzo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – da 340 nel 2019 a 184 nel 2020 – e gli ingressi nelle Case rifugio tra gennaio e maggio: da 143 nel 2019 a 76 nel 2020. In calo anche il numero degli accessi,  sempre tra gennaio e maggio, ai Centri dedicati al trattamento degli uomini maltrattanti: da 129 a 106.

Una situazione complessa durante la quale i Centri antiviolenza hanno comunque continuato a garantire la loro operatività modificando le modalità di lavoro. Hanno nella maggior parte dei casi attivato nuovi numeri di telefono e potenziato canali di comunicazione facebook e whatsapp, assicurando comunque sempre nei casi di emergenza interventi in presenza.

Un’attività che la Regione ha sostenuto stanziando, ad aprile 2020, oltre 357mila euro per le spese straordinarie dovute all’emergenza sanitaria quali il pagamento di strutture ricettive temporanee per le donne e i figli o l’acquisto di presidi tecnologici (tablet, cellulari, attivazioni di connessioni internet, ecc.) per consentire  il contatto tra operatrici e donne.

A queste risorse si sono aggiunte quelle messe a disposizione dal Dipartimento Pari Opportunità con un bando che ha previsto un finanziamento massimo di 15mila euro per ogni Casa rifugio e 2.500 euro per Centro antiviolenza.
La rete dei servizi in Emilia-Romagna: nel 2020 risorse per 2,7 milioni di euro

In Emilia-Romagna sono operativi 21 Centri antiviolenza, 41 Case rifugio e 16 Centri per uomini maltrattanti, di cui 7 pubblici e 9 del privato sociale.
Una rete diffusa sul territorio che la Regione sostiene con quasi 2,7 milioni di euro (2.694.567,75), risorse stanziate per il 2020 dal Dipartimento nazionale Pari opportunità. Di queste circa 1 milione di euro sono stati utilizzati per il funzionamento dei Centri antiviolenza e altrettanti per le Case rifugio; 658 mila euro sono stati assegnati per finanziare interventi per promuovere l’autonomia abitativa delle donne in percorso, mentre 50 mila euro sono andati ai Centri pubblici per uomini maltrattanti.

Nel 2019 le donne che hanno contattato un centro antiviolenza per ricevere attività di sostegno e  di consulenza sono state 5.662 (nel 2018 erano state 4.871).Per quanto riguarda le Case rifugio  – strutture a indirizzo segreto o riservato, che forniscono gratuitamente un alloggio sicuro a donne vittime di violenza, con o senza figli – nel 2019 i pernottamenti totali sono stati 54.652 contro i 41.903 dell’anno precedente. Infine nel 2019 sono stati 370 gli uomini in percorso presso un Centro per uomini maltrattanti. Erano 249 nel 2018.

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