29.2 C
Comune di Sassuolo
sabato, 8 Agosto 2026
Home Blog Pagina 1345

Scuole Ferrari di Formigine, Gruppo M5S: “nessun “successo” ma grave ritardo dell’Amministrazione”

Scuole Ferrari di Formigine, Gruppo M5S: “nessun “successo” ma grave ritardo dell’Amministrazione”“Solo in vista delle riaperture scolastiche l’Amministrazione Costi – dopo le nostre ripetute sollecitazioni sia in Commissione bilancio a ottobre e novembre 2019 che in Consiglio Comunale a dicembre 2019 – si è mossa per individuare risorse e mettere a bando i lavori per il rifacimento dei servizi igienici di una delle principali scuole del nostro territorio, con un inspiegabile ritardo rispetto alle prime segnalazioni di genitori ed insegnanti. La situazione infatti era ormai diventata davvero indecorosa per un Comune – come Formigine – che da qualche tempo si fregia anche dell’appellativo di Città”.

Così il Gruppo M5S Formigine che aggiunge: “L’aspetto più singolare di questa faccenda è che a fronte di tale ingiustificabile lentezza nell’affrontare il problema (ricordiamo che il Sindaco era a conoscenza della situazione da anni) e dare concrete risposte ai cittadini, nell’ultimo periodo sui quotidiani locali è stato raccontato in pompa magna l’inizio di questi lavori quasi si trattasse di un grande risultato e non un tardivo intervento che sconta l’inefficienza di chi avrebbe dovuto mettere al primo posto nell’ordine delle priorità la cura degli studenti”.

“Naturalmente questi lavori non sono l’unico esempio di manutenzioni ordinarie su cui la precedente e l’attuale Amministrazione Costi sono in forte ritardo: rotonda in via Stradella, marciapiedi dissestati in pieno centro storico, riqualificazione del centro storico di Casinalbo e lungo la via Giardini, ciclabile via Palazzi (e ci fermiamo qui..), mentre invece si trovano sempre risorse per molte altre iniziative, lodevoli certo, ma magari meno urgenti e comunque rinviabili.

Nel pubblico dibattito in questi mesi sono emersi diversi strumenti di finanziamento a cui i Sindaci possono far riferimento per l’edilizia scolastica.

All’Assessore competente ne segnaliamo alcuni anche e soprattutto degli scorsi anni.

– La Legge di Bilancio 2017 ha istituito un Fondo per lo sviluppo delle infrastrutture valido fino al 2032. Il Fondo può essere utilizzato per interventi sull’edilizia pubblica, compresa quella scolastica e di prevenzione del rischio sismico.

– il Decreto Legge 86/2018 le regioni possono continuare a stipulare i mutui trentennali, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, con enti come la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cassa depositi e prestiti.

– Il Fondo unico per l’edilizia scolastica (D.L. 124/2019 ), che destina 10 milioni annui di euro dal 2020 al 2025 alla messa in sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici scolastici pubblici.

– Il Fondo “Asili nido e scuole dell’infanzia” istituito nella Legge di Bilancio 2020 per finanziare interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione di edifici pubblici o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, così distribuiti: 100 milioni di euro annui dal 2021 al 2023 e 200 milioni di euro annui dal 2024 al 2034”.

“Comunichiamo anche a mezzo stampa – conclude il Gruppo M5S Formigine – che presso la scuola materna Neri ci vengono segnalate problematiche di infiltrazioni sui muri, genitori ed alunni si aspettano un intervento che non abbia tempi biblici come accaduto presso le scuole Ferrari ma che sia risolutivo e tempestivo”.

 

L’Emilia-Romagna si conferma al primo posto nazionale nella raccolta pro-capite di carta e cartone: 85,2 kg/anno

L’Emilia-Romagna si conferma al primo posto nazionale nella raccolta pro-capite di carta e cartone: 85,2 kg/annoCon in media 85,2 kg a testa, gli oltre 4,5 milioni di abitanti dell’Emilia-Romagna si confermano al primo posto nazionale per contributo alla raccolta differenziata di carta e cartone. A certificare la pratica virtuosa di Emiliani e Romagnoli, superiore sia alla media nazionale pro-capite (57,5 kg) sia alla media nelle regioni dell’Italia Settentrionale (64,2 kg), è il 25° Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia curato da COMIECO, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica.

“Nel 2019 in Emilia-Romagna sono state raccolte 386.427 tonnellate di carta e cartone (-2% rispetto al 2018): l’11% della raccolta differenziata effettuata sull’intero territorio nazionale.” – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco – “Di queste, oltre 235.000 tonnellate sono state gestite dal circuito Comieco in forza delle convenzioni stipulate con i Comuni che, di ritorno, hanno ricevuto dal Consorzio 14,7 milioni di euro in corrispettivi economici.”

 

I dati per provincia

Analizzando il dato di raccolta generale, che beneficia di una politica regionale da alcuni anni improntata all’assimilazione che la porta ad essere la regione con la maggiore produzione di rifiuti urbani per abitante in Italia, e disaggregandolo per provincia abbiamo: Bologna con 87.932 tonnellate di carta e cartone raccolte, pari a una media pro-capite di 84,5 kg; Ferrara con 24.294 tonnellate e 65 kg pro-capite; Forlì-Cesena con 33.128 tonnellate e 83,7 kg pro-capite; Modena con 56.019 tonnellate e una media pro-capite di 79,8 kg; Parma con 37.916 tonnellate e 83 kg pro-capite; Piacenza con 26.849 tonnellate e 93,2 kg pro-capite; Ravenna 27.722 tonnellate e 70,7 kg pro-capite; Reggio Emilia 57.676 tonnellate con una media pro-capite di 107,2 kg e Rimini con 34.889 tonnellate raccolte e 100,8 kg pro-capite. Se dal punto di vista quantitativo la Regione offre buoni risultati, c’è ancora molto da fare solo il profilo qualitativo in fase di raccolta.

 

Un’abitudine virtuosa consolidata

È lecito affermare che il primato complessivo nella raccolta pro-capite di carta e cartone in Emilia-Romagna vada interpretato come una pratica virtuosa che risponde concretamente e razionalizza una coscienza ambientale largamente diffusa nella Regione.

Secondo una recente ricerca demoscopica condotta da Astra Ricerche per Comieco, infatti, il 47% degli intervistati in Emilia-Romagna si dichiara “molto preoccupato” per i temi ambientali e un ulteriore 44% “abbastanza preoccupato”, sostanzialmente in linea con il dato nazionale.

A fronte di queste preoccupazioni, il 76% degli abitanti dell’Emilia-Romagna ritiene di essere attento e impegnato per migliorare l’ambiente adottando comportamenti sostenibili tra i quali spicca, al primo posto con l’85%, la raccolta differenziata; attività in cui i cittadini si danno un voto ben più che sufficiente, attestandosi – in una scala da 1 a 10 – su una media di 7,58.

Qualche dubbio comunque persiste, ma anche in questo caso gli Emiliano-Romagnoli dimostrano di non perdersi d’animo e di avere le risorse per affrontare e risolvere i piccoli dilemmi quotidiani in tema di raccolta differenziata controllando la guida cartacea fornita dal Comune (40%), cercando sui motori di ricerca (37%) o sui siti dei consorzi per il riciclo come Comieco (17%), il 13% chiede a famigliari ed amici, il 16% usa addirittura una app specifica. Quando non sa cosa fare, per fortuna, solo il 7% degli intervistati dichiara di non informarsi e di mettere tutto nell’indifferenziata.

 

La raccolta differenziata di carta e cartone in Italia: un anno di crescita quantitativa e qualitativa

Le performance ottenute in Emilia-Romagna rappresentano un tassello importante nel +3% di crescita fatto registrare nel 2019 dalla raccolta differenziata di carta e cartone nel nostro Paese, che ha superato complessivamente la soglia dei 3,5 milioni di tonnellate.

Lo stato di salute eccellente del settore trova conferma anche nel tasso di riciclo degli imballaggi a base cellulosica attestatosi all’81%, in linea con l’obiettivo europeo fissato al 2030 (85% tasso di riciclo). Nel 2019, inoltre, è emerso un importante miglioramento sotto il profilo qualitativo dei materiali avviati al riciclo, con l’incidenza delle impurità nella raccolta differenziata di carta e cartone svolta dalle “famiglie” torna sotto la soglia del 3%, mentre viene confermata l’eccellente qualità delle raccolte sui circuiti “commerciali”.

 

Morto Giuseppe Mussini Ceo di Panaria Ceramica

Morto Giuseppe Mussini CEo di Panaria CeramicaE’ scomparso oggi all’età di 57 anni  al termine di una lunga malattia Giuseppe Mussini Ceo di Panaria Ceramica. I funerali si terranno domani dalle ore 15 nella Chiesa di San Giorgio a Sassuolo.

Mussini lascia la moglie e tre figli.

“Una persona solare, amante dello sport e della sua città, un imprenditore brillante ed al tempo stesso un amico per i suoi dipendenti e per tanti di noi”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani ricorda Giuseppe Mussini, Ceo di Panaria Ceramica.

“Anche nei difficili momenti della malattia – prosegue il Sindaco – ha sempre dispensato sorrisi ed ottimismo, mancherà a tutti noi. Alla famiglia, ai tanti amici, ai dipendenti di Panaria Ceramica e di tutto il Gruppo, vanno le più sincere e sentite condoglianze da parte dell’intera Amministrazione Comunale ed a nome dell’intera città di Sassuolo”.

———————————————

Condoglianze dell’amministrazione comunale di Fiorano alla famiglia Mussini

Questa mattina è deceduto Giuseppe Mussini, membro della famiglia che ha fondato e condotto Panariagroup, importante impresa ceramica, che sul territorio di Fiorano Modenese è presente con la ceramica LEA.

Il sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, informato della triste notizia, ha inviato alla famiglia un telegramma di condoglianze a nome di tutta l’amministrazione comunale, aggiungendo al cordoglio queste parole: “La numerosa famiglia di Giuliano Mussini vive oggi un momento particolarmente doloroso. Alle capacità imprenditoriali che hanno portato alla costruzione di Panariagroup, diffuso nel mondo il nome e la qualità del nostro territorio, la famiglia Mussini associa la testimonianza ai valori positivi che sono stati alla base delle imprese familiari del nostro distretto. Anche per questo Le rivolgiamo il nostro ringraziamento e la vicinanza della comunità fioranese in questo momento difficile, nel ricordo delle capacità, della forza d’animo e dell’ottimismo di Giuseppe. Siamo vicini alla moglie e ai figli, ai genitori, ai fratelli e all’intera famiglia di Giuliano Mussini.”

 

 

Corso di Ceramica di I livello al Museo del Castello di Spezzano

Corso di Ceramica di I livello al Museo del Castello di SpezzanoDa giovedì 24 settembre, alle ore 20.30, parte il Corso di Ceramica di I livello presso il Castello di Spezzano di Fiorano. Nella sede del Museo della Ceramica, durante i cinque incontri previsti (tutti di giovedì), di due ore ciascuno, verranno spiegate le principali tecniche per manipolare l’argilla allo scopo di creare vasellame e complementi di arredo.

Il corso inizierà con la creazione dell’impasto ceramico e proseguirà con la sperimentazione di alcune tecniche di foggiatura a mano. Tra le sue tappe, è inclusa la visita guidata del Museo, ma non sarà preso in esame l’utilizzo del tornio, se non a puro scopo dimostrativo.

Gli oggetti creati dai corsisti saranno cotti nel forno in dotazione al Museo stesso e riconsegnati ai partecipanti.

L’orario di ogni lezione è previsto per le 20.30, ad un costo complessivo di 100 euro, tenute dal ceramista Andrea La Torre. Il Museo della ceramica è sito in Via del Castello 12 (Spezzano di Fiorano, MO).

La partecipazione è consentita solo dopo essersi prenotati tramite la mail castellospezzano@gmail.com o il numero 335 440372 (dal lunedì al venerdì;  9.00-13.00 / 14.30-18.00) ed è necessario essere muniti di mascherina. Infine, il corso si attiverà al raggiungimento di n.7 iscritti, per un massimo di 10 partecipanti.

 

CALENDARIO INCONTRI: giovedì 24/09, 01/10, 08/10, 15/10, 22/10 – ore 20,30

 

Chiusura notturna sulla A14 per lavori di pavimentazione

Chiusura notturna sulla A14 per lavori di pavimentazioneSulla A14 Bologna-Taranto, per lavori di pavimentazione, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di venerdì 18 alle 6:00 di sabato 19 settembre, sarà chiusa la stazione di Cattolica, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Pescara/Ancona. In alternativasi consiglia di utilizzare la stazione di Riccione o di Pesaro.

 

Sport, voucher per le famiglie. Le domande entro il 18 settembre

Sport, voucher per le famiglie. Le domande entro il 18 settembreVoucher a sostegno delle attività sportive di bambini e ragazzi. Il Comune di Maranello sostiene la ripresa dell’attività sportiva per la nuova stagione: entro il 18 settembre le famiglie possono presentare domanda per l’assegnazione di voucher a sostegno delle spese che sosterranno per l’iscrizione dei figli ai corsi, attività e campionati sportivi nella stagione 2020/2021, grazie al contributo messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per sostenere la pratica motoria e sportiva.

Il valore del voucher varia a seconda della composizione del nucleo familiare: 150 euro con un solo figlio, 200 con due figli e 250 con tre figli. Se il nucleo familiare è formato da quattro o più figli è possibile beneficiare di un voucher di 150 euro dal quarto figlio in poi. I voucher sono rivolti a famiglie con Isee da 3 a 17mila euro (fino a tre figli) e da 3 a 28mila euro (da quattro figli in su). Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del Comune.

 

Dal Governo altri 20 milioni di euro per il nuovo ospedale di Piacenza. La Regione stornerà dal progetto la stessa cifra per destinarla al potenziamento della rete sanitaria provinciale, piccoli ospedali e servizi territoriali

Dal Governo altri 20 milioni di euro per il nuovo ospedale di Piacenza. La Regione stornerà dal progetto la stessa cifra per destinarla al potenziamento della rete sanitaria provinciale, piccoli ospedali e servizi territorialiNella sua ultima visita a Piacenza, il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva preso un impegno con gli amministratori locali. E oggi in Conferenza Stato-Regioni è arrivata l’intesa sui 20 milioni di euro che il Governo destina alla sanità piacentina, in particolare a copertura dei costi per la realizzazione del nuovo ospedale nel capoluogo emiliano (investimento da oltre 156 milioni di euro). Ciò permetterà alla Regione Emilia-Romagna, a sua volta, di stornare una cifra di pari importo dal progetto del nuovo nosocomio a favore della rete sanitaria provinciale, a partire dagli ospedali minori e dai servizi territoriali, che potranno così contare su 20 milioni di nuovi fondi per potenziare i servizi a favore di cittadini e utenti.

E il ministro Speranza sarà già nei primi giorni di ottobre a Piacenza insieme al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per l’intesa operativa sugli investimenti da definire sempre insieme al territorio.

Il via libera odierno in Stato-Regioni riguarda anche l’Hospice Area Centro Modena che sorgerà a Baggiovara, a cui vengono destinati 4 milioni e 705mila euro, 1 in più rispetto ai contributi ipotizzati inizialmente.

“Il Governo ha accolto le nostre proposte e premiato la nostra progettualità. Grazie quindi all’esecutivo e, soprattutto, al ministro Speranza per aver rispettato l’impegno che avevamo preso con sindaci e amministratori del piacentino, la provincia più colpita dalla pandemia, che merita di poter ripartire con tutto il sostegno possibile- affermano il presidente Bonaccini e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-, anche di fronte al lavoro encomiabile svolto dagli operatori e dai professionisti della sanità in quella provincia e in tutta l’Emilia-Romagna. E come Regione faremo altrettanto, destinando una cifra di pari importo al potenziamento dei piccoli ospedali e dei servizi territoriali del piacentino, per una medicina di prossimità vicina ai cittadini e a chi ha bisogno di cura e assistenza”.

“Vogliamo una sanità pubblica che già ora guardi al futuro- proseguono- sulla quale investire per dare risposte sempre più efficaci alle nuove esigenze di cura e assistenza. L’accordo raggiunto oggi in Conferenza Stato-Regioni ribadisce ancora una volta la qualità degli investimenti che proponiamo insieme ai territori e alle comunità locali: da un lato un ospedale nuovo di zecca, come quello di Piacenza, progettato anche sulla base delle nuove necessità che sono emerse durante e dopo la pandemia, e strutture di prossimità, che umanizzano le cure e riducono le ospedalizzazioni, come l’hospice di Baggiovara. Siamo davanti a due interventi condivisi con gli Enti locali e le Aziende sanitarie: il modo di fare sanità in Emilia-Romagna è questo- chiudono Bonaccini e Donini– un gioco di squadra fondamentale per ripartire insieme”.

Il nuovo ospedale di Piacenza

Per quanto riguarda il Nuovo Ospedale di Piacenza, l’Ausl locale ha predisposto da tempo uno studio di pre-fattibilità e si sta ora muovendo insieme al Comune per individuare l’area di costruzione; sempre l’Ausl è pronta a indire una gara per l’affidamento del progetto di fattibilità tecnico-economica, con una stima di 156,3 milioni di euro come costo complessivo della struttura, tecnologie escluse, in gran parte già coperto da fondi statali e regionali.

L’Hospice Area Centro di Modena

Dall’accordo in Conferenza Stato-Regioni arrivano in Emilia-Romagna anche 4,7 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Hospice dell’Area Centro di Modena, che sorgerà a Baggiovara nello storico Palazzo Montecuccoli: si tratta di un intervento che tra ristrutturazioni e ampliamenti interessa più di 1.700 metri quadrati di struttura, per ampliare la rete delle cure palliative provinciali e far fronte all’assistenza dei malati in fase terminale con patologie oncologiche e non oncologiche. La struttura permetterà di accogliere i pazienti in un contesto più idoneo alle loro necessità evitando ospedalizzazioni inappropriate. Con questo investimento si potrà infatti superare l’attuale hospice che si trovava nel Policlinico. Il piano finanziario dell’opera prevede 4,7 milioni di finanziamenti statali – con un incremento di 1 milione rispetto ai 3,7 inizialmente ipotizzati-, un finanziamento regionale di 235.250 euro e co-finanziamenti per 959.750 euro, per arrivare a un costo totale dell’opera di 5,9 milioni di euro.

Mercoledì in A1 per lavori chiuso il tratto compreso tra Rioveggio e località Aglio, in direzione di Firenze

Mercoledì in A1 per lavori chiuso il tratto compreso tra Rioveggio e località Aglio, in direzione di FirenzeSulla A1 Milano-Napoli Panoramica, per lavori di pavimentazione, dalle 8:00 alle 18:00 di mercoledì 16 settembre, sarà chiuso il tratto compreso tra Rioveggio e località Aglio, in direzione di Firenze.
Saranno contestualmente chiuse le stazioni di Pian del Voglio e Roncobilaccio, in entrata verso Firenze e in uscita per chi proviene da Bologna.
Inoltre, dalle 7:00 alle 18:00, sarà chiusa l’area di servizio “Roncobilaccio ovest” situata all’interno del tratto.

Chi da Bologna è diretto verso Firenze, potrà percorrere la A1 Direttissima.
Per gli spostamenti locali diretti verso Pian del Voglio e Roncobilaccio, si consiglia di percorrere la A1 Direttissima e uscire alla stazione autostradale di Badia.

 

Sciopero nazionale sanità privata del 16 settembre. Pesidio a Bologna davanti sede Confindustria Emilia

Sciopero nazionale sanità privata del 16 settembre. Pesidio a Bologna davanti sede Confindustria Emilia“Continua da parte di AIOP e ARIS – dichiarano Puglia, Battini e Palmarini di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL- il gioco a rimpiattino scaricando sulle Regioni la responsabilità del mancato rinnovo di un contratto scaduto ormai da 14 anni e che aveva visto la sottoscrizione di una preintesa il 10 giugno scorso”.

“Il tavolo è saltato -precisano i segretari regionali- perché AIOP ed ARIS non si sono presentate per la sottoscrizione definitiva, disattendendo tutti gli impegni assunti ai tavoli contrattuali ed istituzionali”.

“Altro che emergenza, altro che eroi, altro che professionisti da premiare. Qua vediamo solo datori che spremono da 14 anni i propri dipendenti, che macinano utili e che negano il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro da troppo tempo. E’ inevitabile assistere all’uscita di professionisti con esperienza verso il pubblico e questo deve far riflettere anche le Regioni che tramite la collaborazione con il privato vogliono offrire servizi che siano ai livelli di eccellenza – rimarcano i segretari-. Finalmente si era raggiunta l’intesa sulla parità salariale tra pubblico e privato e ora si negano protraendo una situazione indegna del rispetto del lavoro che fa male ai dipendenti, al sistema sanitario e ai cittadini“.

“In questi ultimi giorni abbiamo assistito anche a dichiarazioni inaccettabili da parte di presidenti AIOP. In pratica per loro gli aumenti salariali andrebbero pagati dalle regioni e il contributo che loro vorrebbero metterci come datori di lavoro che fanno profitto con soldi pubblici verrebbe riconosciuto con benefit e prestazioni integrative erogate da soggetti che sono legati alle loro strutture. Così sono bravi tutti a fare gli imprenditori.”

“Mercoledì 16 a partire dalle 10 saremo davanti a Confindustria perché riteniamo che il comportamento di queste organizzazioni datoriali che non ha precedenti nelle relazioni sindacali degli ultimi 20 anni avrebbe dovuto vedere una ferma condanna da parte di Confindustria stessa e non dichiarazioni che hanno dimostrato come neanche conoscesse la vertenza nella inaudita gravità”

Infine, chiudono i segretari, “Chiediamo altresì alla Regione di recepire formalmente le indicazioni avanzate nella conferenza delle Regioni e a farsi carico del 50% dei costi relativi al rinnovo del contratto per le strutture private accreditate che applicano il CCNL ma vincolando gli aumenti alle sole strutture che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro rinnovati e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative“.

(FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Emilia Romagna)

 

Cultura di pace e diritti, la Regione sostiene con quasi 200mila euro 17 progetti di associazioni ed enti locali

Cultura di pace e diritti, la Regione sostiene con quasi 200mila euro 17 progetti di associazioni ed enti localiSeminari, pubblicazioni, festival, spettacoli di musica e danza, piattaforme interattive, eventi sportivi e didattica a distanza più che mai necessaria nell’era Covid, per raccontare storie che fanno la differenza.

Sono 17 i progetti messi in campo da associazioni ed enti locali, realizzati con creatività e innovazione, per parlare di pace e diritti nel 2020. Le iniziative sono  finanziate da un provvedimento della  Giunta regionale, con 190 mila euro nell’ambito del bando per la promozione della cultura della pace. Dieci progetti sono stati presentati dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore e sette da enti locali.

Il bando 2020, in continuità con gli anni precedenti, sostiene progetti finalizzati a sensibilizzare la comunità regionale, con particolare attenzione ai giovani, alla cultura della pace e della non violenza, a promuovere lo sviluppo dei diritti umani, la non-discriminazione e la valorizzazione delle diversità, a incentivare il dialogo interreligioso e promuovere una riflessione su cultura, economia ed ambiente come fattori generatori di contesti di sviluppo inclusivi e sostenibili.

Sono pervenute in tutto 35 proposte: 19 presentate da associazionismo e terzo settore e 16 da Comuni, Unioni di Comuni e Province.

Nel corso degli anni, grazie ai contributi previsti dalla Legge regionale per promuovere una cultura di pace (la numero 12/2002), sono stati realizzati importanti momenti di riflessione di rilievo regionale come il Popoli Pop Cult, incontro tra generazioni, popoli e culture attraverso la musica a Bagnara di Romagna, il Festival Francescano, spettacoli, attività didattiche e momenti di spiritualità, il Festival dei Diritti di Ferrara e ancora iniziative rivolte alle scuole, tra cui il Premio per la Pace Giuseppe Dossetti, e poi mostre, laboratori e spettacoli teatrali.

I progetti 2020

Tra i progetti finanziati dalla Regione al mondo dell’associazionismo e del Terzo settore (Ong, Onlus, Cooperative sociali e associazioni di promozione sociale) troviamo tra gli altri “Graphic journalism. Documentare e raccontare le discriminazioni per una nuova cultura dei diritti e della pace”, presentato da Cefa e articolato su più province, che tra le varie attività propone un workshop con Claudio Calia, uno dei principali autori italiani di giornalismo a fumetti. Quindi “#dirittoalcuore – teatro, danza e parole di pace” presentato da Educaid di Rimini, che valorizza nella riflessione sulla pace l’integrazione delle persone diversamente abili; “Most – un ponte permanente per la pace e i diritti umani tra Reggio Emilia e i Balcani” presentato da Iscos ER, con una riflessione su una guerra recente per costruire nuove consapevolezze future. E ancora “Storie di pace per tutt* – On line” dell’Associazione Centro documentazione Handicap di Bologna con la sua piattaforma digitale che punta sul valore della narrazione, delle storie condivise e della lettura del libro come spazio di incontro e dialogo e “Welcome project” presentato da Uisp ER, che mette al centro lo sport ed il “terzo tempo” come elemento di integrazione e non violenza.

E poi da segnalare “Un futuro possibile. Riflessioni su una società inclusiva e sostenibile” della cooperativa sociale riminese Fratelli, in partnership con il Comune di Santarcangelo, il Comune di Poggio Torriana e Acer Rimini; “Vittime Civili di guerra. Strumenti per una didattica della pace e della cittadinanza globale” dell’Associazione nazionale Vittime Civili di guerra; “Cittadin* del Mondo per una cittadinanza globale e consapevole”, presentato da Ex Aequo Bottega del Mondo di Bologna ed altre realtà del commercio equo-solidale regionale; le edizioni 2020 di due Festival ormai consolidati, il “Festival dei diritti di Ferrara” presentato da Nexus ER e il Festival Francescano con i suoi nuovi percorsi di “economia gentile” presentato dall’associazione cesenate Il Pellicano, partner del festival.

Altrettanto ricca e diversificata è la proposta degli enti locali: “Salute e salvezza: problematiche interculturali e inter-religiose del post-Covid” presentato dal Comune di Bologna e un ampio partenariato, che si caratterizza anche come momento di riflessione su come la recente emergenza sanitaria abbia modificato la fruizione di spazi pubblici quali i luoghi di cura, di culto e di sepoltura; “Parma Città Globale” a titolarità del Comune di Parma che ha l’obiettivo di valorizzare e competenze ed esperienze di diversi attori territoriali nell’ambito della promozione dell’Educazione alla Cittadinanza Globale; “Musica in chiave di pace” presentato dal Comune di Piacenza in collaborazione con il mondo della scuola, per riportare al centro il valore dell’agire insieme e del fare rete e “Viaggio nella memoria dei diritti negati” del Comune di Campogalliano, riflessione sulla guerra e sulla labilità dei diritti rivolta a ragazzi tra i 12 e i 18 anni.

Il territorio ravennate propone tre progetti: “In cammino verso i diritti”, “Il Mondo Intorno – III Edizione. Laboratorio di diritti, storie, idee” e “Popoli Pop Cult Festival: ponti Web per un dialogo fra popoli, culture e generazioni” presentati rispettivamente da Unione della Romagna Faentina; Comune di Ravenna e Comune di Bagnara di Romagna.

Per maggiori informazioni in merito alle attività e ai progetti in corso e conclusi è disponibile la sezione Pace e Cittadinanza globale del portale Fondi europei e cooperazione al link: https://fondieuropei.regione.emilia-romagna.it/pace-e-cittadinanza-globale.

Effetto Covid sull’export dell’Emilia-Romagna

Effetto Covid sull’export dell’Emilia-RomagnaNel secondo trimestre 2020 si è verificata l’attesa flessione delle esportazioni regionali per effetto della pandemia (-25,3 per cento). L’Emilia-Romagna si conferma però la seconda regione italiana per valore delle esportazioni e ha contenuto i danni al meglio. La caduta del commercio estero è analoga in Veneto, leggermente superiore in Lombardia, del 27,8 per cento a livello nazionale e ancora più elevata in Toscana e soprattutto Piemonte. L’andamento settoriale è molto disomogeneo. Aumenta l’export agricolo e segna un boom la farmaceutica, tiene l’alimentare e bevande, ma i mezzi di trasporto perdono il 36,0 per cento e la moda oltre il 40 per cento. La perdita risulta attorno a un quarto sui mercati di tutti i continenti, ma l’andamento è differenziato per la diversa intensità con cui la pandemia ha colpito ogni singolo paese di destinazione

 

Secondo i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna, tra aprile e giugno si è avuto l’atteso calo dovuto alle conseguenze della pandemia. Le esportazioni emiliano-romagnole sono risultate pari a poco più di 12.709 milioni di euro, equivalente al 14,3 per cento dell’export nazionale, e hanno fatto segnare una caduta del 25,3 per cento. La flessione ha dimensione importante, tuttavia più contenuta rispetto alla diminuzione del 28,9 per cento riferita al secondo trimestre del 2009. Tra le regioni grandi esportatrici e maggiormente colpite dalla pandemia, l’andamento non è affatto omogeneo. L’Emilia-Romagna ha contenuto i danni al meglio e si conferma la seconda regione italiana per quota dell’export nazionale. Le esportazioni si sono ridotte del 25,4 per cento nel Veneto e del 26,9 per cento in Lombardia, ma quelle della Toscana hanno perso il 29,2 per cento e quelle del Piemonte addirittura il 35,7 per cento.

I settori. Il segno rosso ha prevalso in tutti i comparti principali, con la sola eccezione dell’agricoltura (+0,6 per cento). Il principale contributo negativo è venuto dalle esportazioni del settore dei macchinari e apparecchiature meccaniche (-26,7 per cento), seguito dai mezzi di trasporto, che perde il 36,0 per cento delle vendite estere, e delle industrie della moda (-41,4 per cento), che registrano la più ampia caduta tra i settori considerati. Tengono meglio le esportazioni dell’aggregato delle altre industrie manifatturiere (-15,0 per cento), grazie all’industria del tabacco (-8,9 per cento), quelle delle industrie chimica, farmaceutica e delle materie plastiche (-8,0 per cento), sostenute da un incremento del 34,2 per cento dei farmaceutici avvantaggiatisi della pandemia, e quelle dell’industria alimentare e delle bevande (-6,0 per cento).

Le destinazioni. I risultati ottenuti sui diversi mercati hanno risentito della differente composizione dell’export regionale e della diversa intensità con la quale il Covid19 ha colpito ogni singolo paese. La caduta dell’export regionale si colloca attorno a un quarto, leggermente minore sui mercati dell’Oceania (-23,8 per cento) ed europei (-24,0 per cento), più ampia sui mercati asiatici (-26,9 per cento), americani (-27,9 per cento) e dell’Africa (-31,1 per cento).

In ognuna di queste macroaree, la minore intensità della pandemia in alcuni Paesi ha però permesso di contenere la discesa.

In merito singoli Paesi si segnalano la più contenuta flessione in Germania (-15,6 per cento), quella quasi doppia in Francia (-28,4 per cento) e Spagna (-28,2 per cento) e quella più che doppia nel Regno Unito (-37,4 per cento). È risultato pesante il mercato statunitense (-28,0 per cento), ma meglio sostenuto quello canadese (-14,9 per cento). La diminuzione dell’export è stata più marcata in Cina (-24,7 per cento), ma più contenuta in Giappone (-17,8 per cento).

 

Ancora un arresto della Polizia locale di Sassuolo

Ancora un arresto della Polizia locale di SassuoloSabato scorso, 12 settembre, il personale del nucleo di polizia giudiziaria della Polizia Locale ha provveduto ad eseguire un ordine di cattura nei confronti di un cittadino extracomunitario J.S., di 34 anni, su cui gravava un divieto di dimora nella provincia di Modena per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e rapina.

Si tratta dell’uomo arrestato sempre dal nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Sassuolo nella giornata di lunedì 7 settembre e processato per direttissima la mattina seguente perché sorpreso a cedere hashish ad un acquirente, trovato in possesso di altri 200 grammi di hashish e di 2.200 euro in contanti provento dell’attività illecita, oltre che per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Il Gip, visti i precedenti di Polizia e l’abituale capacità nel delinquere, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere eseguita dal personale del nucleo di Polizia Giudiziaria assicurando lo stesso alla custodia del Carcere di Sant’Anna.

“Siamo più che mai determinati a perseguire chi viene nella nostra città per delinquere – afferma il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – e sono contento che il Gip abbia deciso di disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti di chi, evidentemente, non si curava di un divieto di dimora. Questa persona resterà in carcere fino al processo e non avrà più la possibilità di commettere atti criminali”.

 

Continuano i controlli della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie dell’Emilia-Romagna

Continuano i controlli della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie dell’Emilia-Romagna3.071 persone identificate, 2 arrestate, 20 denunciate in stato di libertà, 1 soggetto segnalato all’Autorità Amministrativa, 7 minori non accompagnati rintracciati e riaffidati alle rispettive famiglie o collocati presso strutture protette, di cui 1 denunciato, 22 violazioni amministrative elevate, di cui 9 in materia di sicurezza ferroviaria e decine di stazioni controllate con circa 304 pattuglie impiegate.

Questi i risultati della settimana appena conclusasi che ha visto un’intensificazione dei servizi di vigilanza, il consueto incessante impegno per le donne e gli uomini della Polizia di Stato in servizio presso il Compartimento Polizia Ferroviaria Emilia Romagna, sia per la quotidiana opera di prevenzione e repressione dei reati nelle stazioni ed a bordo dei treni, che per le particolari misure adottate per garantire la sicurezza dei viaggiatori in concomitanza delle prime due settimane di settembre.

A tal riguardo particolare rilevanza assume, nel quadro della cennata attività preventiva, la Railpol Rail Action Week, settimana di controllo straordinario disposta dal Servizio Polizia Ferroviaria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, finalizzata al contrasto di attività illecite in ambito ferroviario.

Nell’ambito di tali controlli si segnala in particolare che a Ferrara, un cittadino rumeno di quarant’anni è stato denunciato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione e sanzionato amministrativamente per ubriachezza e atti contrari alla pubblica decenza; un cittadino marocchino è stato indagato in stato di libertà per furto con strappo e per l’offerta di sostanza stupefacente ad un minorenne, in concorso con un complice non ancora identificato. Veniva altresì sanzionato in quanto in stazione FS senza motivo e privo di titolo di viaggio. Sempre a Ferrara un cittadino rumeno è stato sanzionato in quanto all’interno della stazione estense era privo del previsto D.P.I. (mascherina), in violazione delle normative di contrasto alla diffusione epidemiologica COVID-19 e sanzionato ai sensi del Regolamento di Polizia Ferroviaria, poiché all’interno di area ferroviaria senza motivazione e privo di regolare titolo di viaggio. Nel corso di ulteriori accertamenti, lo stesso è stato inoltre trovato in possesso di uno smartphone rubato. A seguito di questi fatti il cellulare è stato sequestrato in attesa di disposizioni dell’A.G. ed il rumeno denunciato per il reato di ricettazione.

A Bologna invece un cittadino italiano è stato arrestato per un ripristino delle misure cautelari e un cittadino originario del Bangladesh è stato denunciato per violenza sessuale, per aver a più riprese palpeggiato e cercato di baciare una collega di lavoro, contro la sua volontà.

 

Scuola, la ripartenza in Emilia-Romagna. Il presidente Bonaccini: “Finalmente, indispensabile e doveroso ricominciare”

Scuola, la ripartenza in Emilia-Romagna. Il presidente Bonaccini: “Finalmente, indispensabile e doveroso ricominciare”“Finalmente si riparte. La scuola è un patrimonio, uno degli assi portanti, dei pilastri di questo Paese: era importante riaprire, ci auguriamo e siamo fiduciosi che tutto possa andare per il meglio”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che questa mattina, in occasione del primo giorno di scuola per alunni e studenti dell’Emilia-Romagna, ha partecipato all’inaugurazione della “Scuola in fiera”, a Bologna.

“Due giorni fa- ha ricordato Bonaccini- Vasco Rossi ha detto che aprire una scuola è condannare l’ignoranza, io la penso esattamente come lui. Abbiamo riaperto pressoché tutte – o quasi – le attività economiche, diverse già da parecchi mesi, era indispensabile e doveroso far ripartire l’anno scolastico. La scuola è un patrimonio, uno degli assi portanti, dei pilastri di questo Paese, per il contributo che dà, certo, alla crescita educativa, conoscitiva e di apprendimento. Ma non solo. La scuola- ha sottolineato- è anche socialità, stare insieme, confrontarsi. Certo, non sarà un anno semplice, ne siamo consapevoli. Come Regione stiamo facendo, e abbiamo fatto, tutto il possibile, sapendo che la scuola è statale, non regionale. Ma ci siamo dati da fare, e devo dire che qui c’è anche l’esempio di come potrà essere la scuola del futuro: spazi belli, dove si può stare distanziati e in piena sicurezza. Dopodiché, credo sia l’unico caso in Italia di una Fiera in cui una parte degli spazi viene predisposta per la scuola. Un’eccezione, certo, visto il momento, e noi vogliamo che tornino presto le condizioni affinché tutti i ragazzi e le ragazze possano tornare nelle loro scuole, ma certo la dimostrazione della volontà comune di riprendere un percorso interrotto per troppo tempo”.

Bologna, che con il progetto “Scuola in fiera” nel padiglione 34 ospita in 75 aule 1.600 studenti di tre istituti superiori, ma anche tutte le altre province dell’Emilia-Romagna: l’intera Giunta regionale e la Regione, infatti, questa mattina era presente sul territorio, da Piacenza a Rimini, in 22 istituti diversi, per ripartire insieme agli studenti, ai docenti e a tutto il personale scolastico. E sempre oggi ha preso il via la campagna di comunicazione della Regione, “Torniamo tutti a scuola”, con uno spot radio, uno spot tv, una locandina, banner per testate web e un sito – www.torniamoascuolaer.itin costante aggiornamento, su cui trovare le informazioni utili per il rientro in sicurezza.

Un impegno, quello della Regione, che Bonaccini ha voluto ricordare: “Era importante riaprire: abbiamo lavorato molto, con Comuni e Province, la Città Metropolitana di Bologna, l’Ufficio scolastico regionale e un tavolo settimanale con i sindacati e i dirigenti scolastici. Abbiamo cercato di mettere insieme più temi, come il trasporto pubblico e i protocolli sanitari, e di lavorare in sinergia con tutti gli assessorati coinvolti”.

“Ci auguriamo- ha proseguito il presidente- che tutto vada per il meglio; certo, qualche quota di rischio necessariamente c’è, ma non potevamo tenere a casa ancora i nostri ragazzi. Un pensiero particolare va a chi insegna: dobbiamo gratitudine ai tantissimi docenti che in questo Paese ci permettono di ripartire e mettono sé stessi al servizio di un percorso educativo, sapendo anche quali rischi si corrono nel momento in cui si riparte”.

Anche dall’assessore regionale alla Scuola e Università, Paola Salomoni – presente con il presidente a Bologna – è arrivato il saluto e l’augurio: “In Emilia-Romagna l’anno scolastico comincia con molti tasselli già a posto. Come poi tutti sanno, ci sono procedure che richiedono ancora un po’ di tempo per arrivare a compimento, come quella del reclutamento dei docenti. Però- ha rimarcato l’assessore- l’anno inizia con fiducia. Le istituzioni continuano a lavorare, ora entrano in gioco i veri protagonisti: gli studenti, il personale e le famiglie”.

La Giunta sul territorio all’apertura dell’anno

Con il presidente Bonaccini a Bologna era appunto presente l’assessore Salomoni, che successivamente si è recata a Forlì, alla scuola primaria “Bersani” e all’Istituto tecnico tecnologico “Marconi”, e all’Istituto di istruzione superiore “Francesco Alberghetti” di Imola (Bo). La vicepresidente Elly Schlein ha partecipato all’inizio delle lezioni dell’Istituto di istruzione superiore “Archimede” di San Giovanni in Persiceto (Bo). Il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Davide Baruffi, ha presenziato in due scuole, lo IAL – Centro per l’Automazione la Meccanica e i Servizi di Modena, e la scuola primaria “Leonardo Da Vinci” di Carpi. Paolo Calvano, assessore al Bilancio, è stato al Liceo scientifico “Roiti” e alla scuola primaria “Carducci” di Ferrara, e all’associazione Cnos/Fap di Forlì. Giornata piacentina per l’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, presente da Tutor Formazione – società consortile a responsabilità limitata (ente a partecipazione pubblica dei Comuni) e all’ente Endo-Fap “Don Orione Borgonovo”.

E ancora: l’assessore ai Trasporti e Turismo, Andrea Corsini, si è recato all’Itis “Nullo Baldini” di Ravenna, mentre l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, a Casalecchio di Reno (Bo) all’Istituto tecnico commerciale statale “Salvemini”. Mauro Felicori, assessore alla Cultura, ha partecipato all’inizio del nuovo anno scolastico del Liceo scientifico “Fermi” di Bologna. L’assessore alla Montagna e Pari opportunità, Barbara Lori, è stata all’Istituto comprensivo “Toscanini” di Parma e all’Istituto comprensivo di Corniglio (Pr). All’istituto agrario “Zanelli” e all’istituto tecnico “Scaruffi/Levi/Tricolore” di Reggio Emilia è andato l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, mentre l’assessore all’Ambiente, Irene Priolo, è stata alla scuola secondaria di 1° grado “Simoni” di Medicina (Bo) e all’Istituto di istruzione superiore “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme (Bo). Infine, la presidente dell’Assemblea Legislativa, Emma Petitti, era a Rimini al Liceo scientifico “Einstein”.

Fondo sicurezza Camera di Commercio: nel 2020 a Formigine 13.500 euro per le imprese esposte a reati

Fondo sicurezza Camera di Commercio: nel 2020 a Formigine 13.500 euro per le imprese esposte a reatiIl Comune di Formigine aderisce al Fondo per la sicurezza istituito dalla Camera di Commercio e rivolto alle piccole imprese maggiormente esposte a fatti criminosi. Il progetto è partito nel 2001; dal 2016 sono stati 20 gli interventi finanziati. Per l’anno 2020, sono destinati contributi per 9 aziende, per un totale di quasi 13.500 euro da parte di Camera di Commercio e Comune.

Il bando si rivolge alle attività aperte al pubblico e con flusso di denaro e permette il finanziamento di sistemi di sicurezza come sistemi antirapina collegati con le Forze dell’Ordine, videosorveglianze a circuito chiuso, antifurti e nebbiogeni, sistemi passivi (casseforti, blindature, antitaccheggio, inferriate, vetri antisfondamento e sistemi integrati di verifica, contabilizzazione e stoccaggio del denaro).

 

Gli orari di apertura dell’ufficio elettorale a Fiorano Modenese

Gli orari di apertura dell’ufficio elettorale a Fiorano ModeneseIn occasione del referendum in programma domenica 21 e lunedì 21 settembre, l’ufficio elettorale del Comune di Fiorano Modenese, in piazza Ciro Menotti, 1, sarà aperto, per chi deve rinnovare la tessera elettorale o l’ha smarrita, oltre che nei soliti orari, anche venerdì 18 e sabato 19 settembre dalle 8.30 alle 18.00, con orari continuato, domenica 20 settembre dalle 7.00 alle 23.00 ininterrottamente e lunedì 21 settembre dalle 7.00 alle 15.00.

Gli elettori si recheranno a votare nella sezione indicata sulla facciata della loro tessera elettorale. Le sezioni elettorali a Fiorano Modenese sono ubicate nella scuola primaria Enzo Ferrari (nn. 1-2-3-4-5-6); nella scuola primaria Luisa Guidotti a Crociale (nn. 7-8-11-12) e nella scuola primaria Ciro Menotti a Spezzano (nn. 9-10-13-14-15).

 

“Suoni di terra” e “Puliamo il mondo”: due nuove iniziative alle Salse di Nirano

“Suoni di terra” e “Puliamo il mondo”: due nuove iniziative alle Salse di NiranoSabato 19 settembre, alle ore 18.30, “Suoni di terra: passeggiata e concerto” alle Salse di Nirano. Passeggiata sonora all’interno dell’area protetta, ricercando suoni e rumori della Riserva al tramonto, catturandoli con idrofoni ed altre tecniche. Giunti a Ca’ Rossa verrà creato un tessuto sonoro attraverso un concerto/laboratorio espressivo che musicherà liberamente i suoni raccolti durante il tragitto, integrandoli ai ritmi prodotti da strumenti di tutto il mondo. Un’esperienza che andrà a comporre una nuova, originale voce della Riserva Naturale.

Materiale necessario: stuoia, tappeto per la sistemazione in terra, abbigliamento comodo, con scarponcino da trekking o da ginnastica, felpa. Ritrovo presso il parcheggio delle Salse di Nirano. Evento, a cura di Giacomo Barbari e Lorenzo Mantovani del progetto POAN.

Domenica 20 settembre, alle ore 15.30, avrà luogo, invece, l’iniziativa “Puliamo il mondo”. In occasione della Giornata Nazionale di Impegno Ecologico, presso l’area delle Salse, sono previsti volontari interventi di pulizia dei sentieri.

A seguire “Le Avventure di Re Ciclaggio!”: un entusiasmante spettacolo di magia per spiegare ai piccoli spettatori la trasformazione dei rifiuti domestici e il loro viaggio attraverso il regno del riuso e del riciclo. Al termine, merenda per i più piccoli.

È richiesto equipaggiamento adeguato con scarpe da ginnastica/trekking. Entrambe le attività sono a cura di Ecosapiens e Ideanatura.

Tutte le iniziative sono gratuite e a numero chiuso. La partecipazione prevede l’obbligo di indossare la mascherina. Necessaria la prenotazione sul sito fioranoturismo.it o tramite la segreteria eventi: 0522 343238 – 342 8677118.

 

 

Protocollo anti Covid per le palestre sassolesi

Protocollo anti Covid per le palestre sassolesiUn protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale, le scuole proprietarie di palestre, le società sportive che le utilizzano e la Provincia di Modena.

La Giunta del Comune di Sassuolo, con delibera n°158 dell’8 settembre scorso, pubblicata all’Albo Pretorio, ha approvato lo schema del protocollo volto alla prevenzione ed al contenimento del contagio da Covid-19 in relazione all’utilizzo delle palestre scolastiche in orario extrascolastico da parte delle società sportive per la stagione 2020/2021.

Il protocollo riguarda tutte le palestre scolastiche del territorio cittadino utilizzate in orario extrascolastico dalle società sportive cittadine: Leonardo Da Vinci, Pascoli, Sant’Agostino, Collodi, Vittorino Da Feltre, Ruini, San Giovanni Bosco, Stadio Comunale, Formiggini, Baggi, Don Magnani-A.Volta.

“Un protocollo indispensabile per ripartire in sicurezza con l’attività sportiva – commenta l’Assessore allo Sport del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – che punta a contenere il contagio da Covid -19 tutelando tanto gli atleti delle società sportive quanto gli studenti di quelle scuole che utilizzano le palestre in orario scolastico”.

In base al protocollo il gestore, negli orari di propria competenza, assume l’impegno di rispettare i seguenti adempimenti:

  • garantire un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da adottare, mediante uso di cartellonistica da rendere visibile all’ingresso e all’interno della palestra a tutta l’utenza;
  • redigere un programma delle attività il più possibile pianificato e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni;
  • regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchinari, anche delimitando zone al fine di garantire la distanza di sicurezza così come da raccomandazioni del Comitato tecnico Scientifico, ovvero:

– almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica,

– almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa);

  • conservare un elenco delle presenze per un periodo di massimo 14 giorni in modo da favorire il contact tracing, ovverosia la necessità di rintracciare i contatti di eventuali persone contagiate;
  • possibile rilevazione della temperatura corporea e divieto di accesso alla palestra in caso di temperatura > 37,5°C;
  • organizzare gli spazi negli spogliatoi e nella zona docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedendo postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche attraverso la regolamentazione degli accessi ai medesimi locali;
  • dotare l’impianto negli orari di propria competenza, a propria cura e spese, di dispenser con prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani dei frequentatori in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e all’uscita dei locali;
  • garantire la presenza, all’interno della palestra, di personale formato per verificare e indirizzare gli utenti al rispetto di tutte le norme igieniche e di distanziamento sociale;
  • al termine dell’utilizzo, il responsabile della struttura deve assicurare la disinfezione dei macchinari ed attrezzi utilizzati durante l’attività sportiva;
  • gli attrezzi e i macchinari che non possono essere disinfettati non devono essere usati;
  • utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo;
  • non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti asciugamani, accappatoi o altro;
  • evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali;
  • garantire la frequente pulizia e disinfezione degli ambienti, anche più volte al giorno, ad esempio tra un turno di accesso e l’altro, e comunque la disinfezione degli ambienti, degli attrezzi e degli spogliatoi (compresi gli armadietti) a fine giornata;
  • favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni, tenendo conto del numero di frequentatori presenti: può essere opportuno aprire finestre e balconi ovvero, ove presenti, mediante specifici impianti di ventilazione che movimentano aria esterna outdoor attraverso motori/ventilatori e la distribuiscono attraverso condotti e griglie/diffusori posizionati a soffitto, sulle pareti o a pavimento e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno;
  • vigilare, sotto propria responsabilità, sul pieno rispetto di tutte le norme anti-contagio da parte di eventuali associazioni/società sub-concessionarie.

 

Festivalfilosofia 2020: intelligenze umane e artificiali. Dal 18 al 20 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo

Festivalfilosofia 2020: intelligenze umane e artificiali. Dal 18 al 20 settembre a Modena, Carpi e SassuoloDedicato al tema macchine, il festivalfilosofia 2020 è in programma a Modena, Carpi e
Sassuolo dal 18 al 20 settembre. Prima edizione dopo la scomparsa di Remo Bodei, l’intero
programma del festival costituisce un grato e commosso omaggio al suo pensiero e alle sue
opere sul tema delle macchine.

Sarà un festival dal vivo che tuttavia si terrà adottando tutti i protocolli e i dispositivi previsti dall’emergenza Covid-19, per garantire la massima sicurezza di pubblico e operatori. La partecipazione alle lezioni avviene tramite prenotazione online a partire dal 20 agosto, un mese prima dell’inizio della manifestazione. L’accesso alla piattaforma di prenotazione è reso possibile dal sito del festival.
Giunto alla ventesima edizione, il format del festival prevede come sempre lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 150 e tutti gratuiti, accessibili tramite prenotazione o forme di contingentamento.
Piazze e cortili ospiteranno oltre 40 lezioni magistrali in cui grandi personalità del pensiero
filosofico affronteranno le varie declinazioni del tema, per far emergere le sfide poste da
innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a varie sfere del pensiero e dell’azione, dal
lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le
implicazioni sociali ed etiche.
L’edizione 2020, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito
filosofico, presenta diciotto voci nuove. Tre quarti degli autori stranieri sono al loro debutto
al festival. Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari (componente del Comitato scientifico del festival), Barbara Carnevali (componente del Comitato scientifico del festival), Roberto Esposito, Maurizio Ferraris (Lectio “BPER Banca”), Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Telmo Pievani (Lectio “Gruppo Hera”), Massimo Recalcati (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Stefano Zamagni (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).
Tra i “debuttanti”, Alessandro Aresu, Francesca Bria, Michele Di Francesco, Barbara Henry,
Mark O’Connell, Jeffrey Schnapp.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: studiosi e studiose eminenti, tra cui Simona Forti ed Emanuela Scribano, commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema delle macchine.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo
coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: Liliana Cavani (in una conversazione sulla sua opera), Federico Buffa (in un recital sul “2001 Odissea nello spazio”), Marco Paolini (in un reading da “Le avventure di Numero Primo”), Paolo Nespoli (in una conversazione sull’integrazione uomo-macchina nell’esperienza dell’astronauta). Non mancheranno le iniziative per bambini e ragazzi.
Oltre venti le mostre proposte in occasione del festival, tra cui la personale di Quayola prodotta da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio ricostruisce l’opera di Bernardino Ramazzini, mentre a Sassuolo una personale di Nani Tedeschi è dedicata alla simbiosi tra il pilota e la macchina.
Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di
Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena.

Un festival dal vivo e in sicurezza: patto di resposabilità con il pubblico
Quello dell’edizione 2020 sarà un festival dal vivo che tuttavia si terrà adottando tutti i protocolli e i dispositivi previsti dall’emergenza Covid-19, per garantire la massima sicurezza di pubblico e operatori.

La partecipazione alle lezioni e agli spettacoli è gratuita e avviene tramite prenotazione online attraverso la piattaforma Eventbrite a cui si accede dal sito del festival.
Per i turisti che hanno effettuato prenotazioni alberghiere per i giorni del festival è stato possibile ottenere una prelazione sull’ingresso alle lezioni compilando entro il 18 agosto un apposito form sul sito del festival.
Nelle platee vigerà il rispetto del distanziamento, che sarà attuato anche nei corridoi d’ingresso alle sedi delle lezioni.
Proprio per garantire la massima sicurezza di pubblico e operatori, l’accesso alle platee del festival avverrà in occasione della prima lezione in programma per ognuna delle tre sessioni giornaliere: mattino, pomeriggio e sera. L’accesso deve avvenire 30 minuti prima dell’inizio della prima lezione di ogni sessione; successivamente, nel caso la coda fosse esaurita, il biglietto non sarà più valido. I biglietti valgono solo per la sede di prenotazione, anche in caso di maltempo.
Le lezioni saranno proiettate anche in diretta streaming in diverse location delle tre città, per evitare assembramenti.

Per tutte le altre iniziative del festival vigeranno misure precauzionali conformi alle normative – tramite sistemi di prenotazione o altre forme di contingentamento – di cui sarà data informazione dal sito del festival.

Un impegno come questo, segnale di una socialità culturale che può contribuire a far ripartire le città del festival dopo la terribile emergenza Covid-19, non sarebbe possibile senza un patto di responsabilità che il festival intende stipulare col proprio pubblico. Del resto, il festival si pensa come una comunità e deve da sempre alla maturità e alla collaborazione dei suoi frequentatori gran parte della sua riuscita organizzativa.

Mai come in questo anno difficile e terribile, il festival si mette letteralmente nelle mani dei suoi partecipanti, certo di poter confidare sul loro ruolo attivo: sarà indispensabile che ciascuno si comporti con la massima responsabilità osservando le precauzioni individuali, rispondendo alle richieste dell’organizzazione, rispettando il principio della prenotazione senza abusarne, scegliendo con consapevolezza gli appuntamenti cui intende effettivamente partecipare.

Festivalfilosofia 2020, le lezioni magistrali: la questione delle macchine per omaggiare Remo Bodei
L’edizione 2020 sarà imperniata sulla parola chiave macchine. In oltre 40 lezioni magistrali saranno affrontate le varie declinazioni di questo tema, per far emergere le sfide poste da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a varie sfere del pensiero e dell’azione, dal lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le implicazioni sociali ed etiche.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti. Si tratta di un terreno di riflessione cui ha dedicato contributi essenziali Remo Bodei, compianto Presidente del Comitato scientifico del festival, di cui l’intero programma costituisce un grato e commosso ricordo.

     1. Dominio, sottomissione e libertà
In una prima pista si mostrerà come la questione delle macchine sia sempre connessa a una complessa relazione tra dominio, sottomissione e libertà. Mentre filosoficamente il tema della macchina rinvia all’artificializzazione del mondo, e quindi alla questione del produrre e della tecnica, sul piano dei rapporti sociali è evidente che il lavoro fissa confini tra dominio ed emancipazione, con le macchine che possono svolgere tanto una funzione di liberazione dai compiti più servili e faticosi, quanto una di sottomissione, in particolare nell’epoca in cui le trasformazioni dell’automazione implicano una nuova visione della padronanza umana sui processi di produzione. Enzo Bianchi traccerà lo scenario biblico e teologico della condanna al lavoro, mentre Umberto Curi e Ivano Dionigi ricostruiranno una genealogia greca della tecnica, nella sua ambivalenza di dono e inganno nel primo caso e per le conseguenze del prometeismo sui rapporti sociali nel secondo. Massimo Cacciari, componente del Comitato scientifico del festivalfilosofia, discutendo di lavoro dello spirito ricostruirà una linea di relazione complessa tra sapere e potere, conoscere e fare, mentre Roberto Esposito, introducendo la categoria di “macchinazione”, mostrerà i crinali attraversati dal fare al decidere.
In una prospettiva più storica, Vittorio Marchis si soffermerà sulle diverse rivoluzioni della meccanizzazione. Con un occhio all’ultima rivoluzione industriale e alle trasformazioni digitali della produzione, Giovanni Mari discuterà il potenziale di autorealizzazione insito nei lavori cognitivi, mentre Stefano Zamagni richiamerà le differenze tra la conoscenza tacita dell’intelligenza umana e quella codificata tipica delle macchine, anche di quelle “intelligenti”. Segnalando che il rapporto tra macchine e schiavitù non è un semplice tema storico, Riccardo Staglianò ripercorrerà le vicende di un nuovo sottoproletariato, quello degli espropriati digitali che lavorano per le principali piattaforme globali.
Poiché la tecnologia fornisce i mezzi, ma le economie stabiliscono gli obiettivi, Alessandro Aresu discuterà la questione geopolitica della concorrenza tecnologica mostrando come essa dipenda dalle forme di capitalismo praticate dai diversi player globali.
Nelle questioni di dominio, Umberto Galimberti ricorderà come da tempo, nel rapporto tra uomini e macchine, la guida sia passata alle macchine.

     2. Umani e artificiali
Se la questione dei corpi riguarda il campo del lavoro principalmente nel senso del crescente consolidamento di un regime “esosomatico” della produzione, il corpo si pone anche come confine tra naturale e artificiale, non nel senso di un dualismo, ma in quello, etimologico, di una comunanza, punto d’incontro tra i rispettivi limiti. Il corpo è d’altronde il primo automa, come mostrerà Carlo Sini, mentre sempre più il ricorso a protesi di diversa origine e funzione impone una riflessione sul nostro Sé: ne parlerà Silvia Vegetti Finzi. Quanto pertenga all’anima e quanto all’automa sarà la domanda posta da Maurizio Ferraris. La retorica del potenziamento impone peraltro, come sosterrà Michela Marzano, una disciplina al corpo che sottopone le persone al dominio delle convenzioni. L’intera questione del post-umano, che riguarda l’autofabbricazione resa possibile dalle tecnologie, oscilla tra potenziamento riparatore e minaccia distopica, come sosterrà Barbara Henry. Il nostro presente è stato per molti versi, d’altronde, un futuro immaginato dalla fantascienza, che ha anticipato alcune questioni chiave del rapporto tra umani e robot, come mostrerà Carlo Bordoni. In discussione con molta riflessione teorica e in controtendenza con l’immaginario più diffuso, che pensa sempre ai robot in forma umanoide e in funzione dell’umano, Jeffrey Schnapp perorerà la causa di una loro autonomia.
Barbara Carnevali, componente del Comitato scientifico del festival, si dedicherà alla questione della forma della macchina come oggetto tecnico e al tempo stesso proiezione di bellezza in cui si può esprimere e potenziare il proprio dell’umano.

     3. Coscienza, calcolo e intelligenza
Le macchine di ultima generazione sfidano il pensiero anche perché, essendo sostanzialmente non meccaniche, ma digitali, computazionali e “intelligenti”, chiedono di ripensare alcune facoltà essenziali dell’umano, quali l’idea di coscienza e di intelligenza. Roberta de Monticelli argomenterà che, essendo la coscienza il fondamento vissuto dell’intelligenza, essa è di per sé inattingibile alle macchine. In una diversa vena, Michele Di Francesco mostrerà che la mente umana ha essa stessa la forma di una rete connettiva ed estesa, in modo prioritario rispetto alle stesse macchine intelligenti. Eric Sadin discuterà il modo in cui l’intelligenza artificiale consenta – o impedisca – la formulazione di enunciati veritieri sul mondo.
Nel rapporto tra uomo e macchina, e nelle reciproche imitazioni, sono subentrate notevoli discontinuità e accelerazioni. Elena Esposito mostrerà come, in vari campi, gli algoritmi utilizzati per la previsione elaborino immense quantità di dati senza analogie con le operazioni dell’intelligenza umana e in un modo che finisce per essere ad essa opaco.
Ciò pone la questione di come stabilire convenzioni di comportamento etico nell’uso degli algoritmi, e, più in generale, di che genere di fiducia si debba costruire nei confronti del digitale per arrivare a un rapporto collaborativo tra intelligenza umana e artificiale: saranno i temi discussi, rispettivamente, da Paolo Benanti e Milad Doueihi.

     4. La vita come dato
Al cuore dell’odierna questione delle macchine vi è l’idea che la vita stessa come fenomeno naturale sia comprensibile in termini di un sistema di dati, facendo interpretare la vita come dato. Cruciale nella biologia, l’idea che i processi vitali siano in ultima istanza dei processi d’informazione ha acquisito una notevole rilevanza nel momento in cui le scienze biologiche si sono incontrate con la cibernetica. Ne è scaturita non solo una nuova riconfigurazione teorica delle scienze della vita, ma anche una promessa di conoscenza e di salute senza precedenti: la conoscenza dei dati organici e biometrici, potenzialmente raccolti su una scala quasi totale, consentirebbe di realizzare condizioni di benessere pressoché illimitate.
Proprio la riduzione della salvezza a benessere, cuore dell’odierna politica della vita, sarà il tema della lezione di Salvatore Natoli, mentre Francesca Bria affronterà la questione della democratizzazione possibile del controllo dei big data, verso l’istituzione di una sovranità civica dei dati all’interno di città intelligenti e digitali. Paolo Giordano, invece, districherà l’attendibilità della scienza dalle false promesse insite nelle fake news, sottolineando le mosse logiche che servono per rappresentarsi le evoluzioni esponenziali dei fenomeni, come per esempio nel caso dei virus. Mentre i fenomeni evolutivi del vivente trovano nell’errore e nell’imperfezione un fattore fondamentale di sopravvivenza e diversificazione, come mostrerà Telmo Pievani, le tecnoscienze possono diventare vera e propria credenza millenaristica, là dove l’attesa della singolarità promette azzeramento delle malattie e potenzialmente immortalità tramite l’uploading dei dati cerebrali nelle macchine: le avventure di questa mentalità transumanistica saranno discusse da Mark O’Connell. In una diversa vena, Alberto Oliverio si soffermerà su come il cervello possa venire potenziato tramite il ricorso a tecnologie interiorizzate che creano reti neurali miste, caratterizzate dalla collaborazione tra neuroni ed elettrodi.
In controcanto, Stefano Massini tesserà un elogio della vita dal vivo, per ricordare che la vita non è solo biologia, ma anche relazione sociale.

     5. Capitalismo della sorveglianza
Più complessivamente, la prevalenza dei dati come fenomeno tipico della nostra epoca pone la questione del regime di sorveglianza che ne può derivare. Sul piano giuridico ed economico il capitalismo dei dati, che si fonda sul cosiddetto «mercato dei comportamenti futuri», solleva dilemmi attorno alla privacy e alla titolarità delle identità individuali, con profili etici cui la filosofia non può sfuggire. Più in generale, il consolidamento dell’infosfera investe le strategie di persuasione e propaganda, collegando in modo inaudito la potenza degli algoritmi con le scelte di consumo – tanto materiale, quanto politico – dei cittadini.
Antonello Soro prenderà le mosse dalle tecnologie di contact tracing per discutere le complesse relazioni tra privacy e biosorveglianza, nonché il modo in cui esse mettono alla prova le democrazie. Giovanni Ziccardi seguirà invece il tema del monitoraggio e della tutela della riservatezza rispetto alle frontiere più avanzate della società dei sensori, come per esempio le tecnologie indossabili.
Stefano Quintarelli e Massimiliano Panarari discuteranno il tema dell’estrazione dei dati nei due ambiti dell’economia e della politica, affrontando rispettivamente la questione del marketing degli intermediari tecnologici e quella della manipolazione dei comportamenti politici attraverso la creazione di una cyberpolitica nell’epoca della post-verità.
All’esperienza del distanziamento che ha caratterizzato gli ultimi mesi, finendo per modificare le modalità del desiderio, sarà dedicata una riflessione di Massimo Recalcati.
     
     6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema “macchine”.
Emanuela Scribano si soffermerà su L’uomo di Cartesio, testo fondamentale nella costruzione dell’idea per cui l’umano è macchina, mentre Paolo Galluzzi, attraverso Galilei, mostrerà l’avvento di una meccanica come scienza, in contrapposizione all’idea artigianale e pratica della meccanica. Federico Leoni ricostruirà la teoria bergsoniana dell’istinto, luogo in cui si condensa una specifica visione dell’automatismo. Simona Forti dedicherà il proprio intervento a Günther Anders, uno dei filosofi che nel secondo dopoguerra si è maggiormente confrontato con la questione della bomba atomica e con la prospettiva della distruzione dell’umanità.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: macchine, archivi, apparati

1. Dominio, sottomissione e libertà
Tra produzione e tecnica, il lavoro fissa i confini del dominio e dell’emancipazione

Lo spettacolo di venerdì 18 alle ore 22 porta in Piazza Grande le atmosfere fantascientifiche dell’intramontabile capolavoro di Stanley Kubrick del 1968: con “L’Odissea di Kubrick”, il grande narratore Federico Buffa ci introduce alla dimensione più futuristica del rapporto tra uomo e macchina, raccontando l’odissea del regista nel dare corpo alla storia dell’umanità dalla sua alba e oltre l’infinito (Modena, con: Nidi Ensemble). Dall’intelligenza artificiale alla costruzione di automi, un’altra pietra miliare della cinematografia di fantascienza animerà un altro luogo pubblico della città di Modena: il chiostro di Palazzo Santa Margherita vedrà proiettata la pellicola “Metropolis” (1927) di Fritz Lang nella versione integrale restaurata dalla Cineteca di Bologna, con la preziosa sonorizzazione dal vivo degli artisti del progetto Soundtracks 2020 (Modena, sabato 19 ore 21, special guest: Stefano Pilia, direzione artistica di Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, a cura di: Centro Musica Comune di Modena – Progetto Sonda azione Residenze Artistiche, Associazione culturale MUSE – progetto Arts & Jam, con il contributo di Fondazione di Modena e Regione Emilia-Romagna).
Dal futuro distopico immaginato da Fritz Lang in cui le macchine, gli automi e l’industrializzazione hanno ormai soggiogato la vita dell’uomo, la mostra “La Società d’Arti meccaniche (1803-1813) e la sua eredità”, a cura dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, ci riporta al passato e alla prima fase dell’industrializzazione, con documenti, disegni, fotografie e modellini in originale del XIX secolo, tra divulgazione delle tecnologie e sperimentazione nelle arti, scientifiche e umanistiche (Modena, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena – Sala degli Specchi, curatrice: Milena Ricci).
L’installazione-laboratorio “Macchine da ricucire. Un percorso tra le trame, i volti e gli ingranaggi dell’industria tessile” ricostruisce gli ingranaggi della filiera tessile per mostrare luci ed ombre del sistema economico in cui siamo immersi (Modena, Seminario metropolitano – chiostro, a cura di: Centro missionario diocesano-animazione e formazione, venerdì 18 ore 16-21; sabato 19 ore 10-13.30; 16-21, domenica 20 ore 10-13.30; 16-21).
Un’altra mostra ci conduce a riconoscere un aspetto ulteriore delle macchine: la conformità alla regola, che accomuna le produzioni dell’uomo e l’uomo stesso. In “Seguire la regola. Disciplina e consenso negli istituti ecclesiastici” si espongono lettere e documenti tratti dagli archivi di alcuni istituti religiosi femminili che sono conservati nell’archivio diocesano, con libri della biblioteca vescovile e stampe litografiche che permettono di illustrare il rapporto tra sottomissione e libertà (Modena, Archivio storico diocesano di Modena Nonantola, curatrice: Federica Collorafi).
In “Memorie artigiane, memorie digitali” si racconta una storia di macchine costruite a partire da un sito di piccoli capannoni dove lo scambio incessante di invenzioni e saperi artigiani ha dato vita al primo Villaggio Artigiano della città di Modena (Complesso San Paolo, a cura di: Istituto storico di Modena, OvestLab – Amigdala e CivicWise Italia -, in collaborazione con: ConoscereLinux, UNIMORE – Master di Public History, AISO – Ass. Italiana Storia Orale, Laboratorio del riuso “Tric e Trac”). La mostra presenta alcuni degli esiti del progetto di ricerca Archivio delle Fonti Orali del Villaggio Artigiano di Modena Ovest, un luogo digitale che raccoglie le memorie orali, scritte, e materiali del quartiere, attraverso una narrazione corale che si svilupperà nel corso del festival anche attraverso due laboratori: il primo, venerdì 18 ore 11, è “Machine Learning e fonti storiche”, un seminario laboratoriale introduttivo sulle tecniche del machine learning per la digitalizzazione di documenti cartacei, condotto da Elia Giacobazzi e Matteo Di Cristofaro (Modena, Complesso San Paolo, a cura di: ConoscereLinux, OvestLab – CivicWise Italia -, in collaborazione con: Istituto Storico di Modena, Amigdala, UNIMORE – Master di Public History, AISO, Laboratorio del riuso “Tric e Trac”); il secondo, sabato 19 ore 11, è “Dal manuale al digitale”, un seminario laboratoriale sulla scansione e stampa 3D degli strumenti dell’artigiano, con i modelli che saranno sviluppati resi disponibili sulla piattaforma di archiviazione online di AFOr (Complesso San Paolo,  conducono: Alessandro Zomparelli, Luca Zomparelli, a cura di: ConoscereLinux, in collaborazione con: Istituto Storico, OvestLab – Amigdala e CivicWise Italia -, UNIMORE – Master di Public History, AISO, Laboratorio del riuso “Tric e Trac”). Con la mostra “Il tornio ed altre macchine”, presso il Civico Planetario di Modena verranno esposti esempi di tecnologia dalla prima metà dell’Ottocento al 1940, attraverso macchine utensili, pannelli, volumi e videoinstallazioni, nonché visite guidate nei tre giorni del festival (curatore: Tiziano Quartieri, a cura di: Amici del Corni, in collaborazione con: Modenamoremio, Civico Planetario F. Martino). Esperti di interazione uomo-macchina ed ingegneri sono a disposizione per promuovere un dialogo aperto verso la cittadinanza, con una innovativa stampante industriale, nel laboratorio “Questione di etichetta. Stampare pensieri con procedimenti industriali” (Sassuolo, URP Piazza Garibaldi, conducono: Clemente Ingenito e Carla Miselli, a cura di: Centro Studi S.T.A.S.A. Centro Studi Trasporto Aereo Sistemi Avanzati – Sicurezza e Ambiente, sabato 19 ore 16.30-21.30, domenica 20 ore 10-13).
L’etimo della parola “macchine” rimanda alla mechane greca, frutto di un’intelligenza accorta e perspicace, come quella che portò alla grande astuzia o al grande inganno del cavallo di Troia, raccontato in “Epeo nel cavallo” da Davide Bulgarelli attraverso le parole del costruttore stesso della macchina fatale, l’Epeo del mito (Modena, Fondazione Collegio San Carlo – Teatro, venerdì 18 ore 21, a cura di: Università per la Terza Età di Modena). A condurci in un excursus etimologico, concettuale e visivo nel labirinto della tecnologia tra miti antichi e moderni, sarà la rapsodica fabulazione di Vincenzo Guarracino in “Cum machinis…” con la conduzione di Carlo Alberto Sitta e Raffaella Terribile (Modena, Laboratorio di Poesia, produzione: Laboratorio di Poesia, venerdì 18 ore 15-18).
Il mito sarà protagonista anche dei laboratori per famiglie e bambini, da 0 a 14 anni, “Che storia la meccanica” a Sassuolo presso Villa Giacobazzi – Parco Vistarino: attraversando il parco, sarà possibile immergersi in una narrazione corale, dalle Ali di Icaro al Cavallo di Troia, in un itinerario pensato per tutta la famiglia, con proposte laboratoriali e “kit fai da te” per la realizzazione di piccoli manufatti e congegni meccanici semplici (a cura di: Centro per le Famiglie Distretto Ceramico – sede di Sassuolo, in collaborazione con: Servizi Educativi Comune di Sassuolo, Centro Distrettuale di Riuso “Le Radici”, Nuovamente Secchia, Concresco, Mete Aperte, Centro semiresidenziale Tana per tutti, ANFFAS, sabato 19 ore 9.30-12.30; 15- 19, domenica 20 ore 9.30-12.30; 15-19). Nello spettacolo e laboratorio sensoriale ispirato alle invenzioni tecnologiche della mitologia antica, “Macchine epiche: dalle ali di Icaro al cavallo di Troia”, si affronterà il tema dell’ingegno dell’uomo, con narrazioni, letture animate e piccole performance teatrali che si rivolgono ai bambini dagli 8 ai 12 anni, con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Galline Volanti, venerdì 18 ore 15.30; 17.30, sabato 19 ore 9.30; 11.30; 15.30; 17.30, domenica 20 ore 9.30; 11.30; 15.30; 17.30).
È Robot, parola che ha nelle sue radici il concetto di schiavitù e volontà di comando, a costituire il filo rosso che unisce le 4 proiezioni di film di fantascienza della rassegna cinematografica “Noi, robot”, a cura della Biblioteca multimediale A. Loria di Carpi: lo spettatore sarà accompagnato in una Detroit degradata del Medioevo prossimo venturo, con la storia della resurrezione tramite ricostruzione di “Robocop” (U.S.A., 1987, 103 min.) di Paul Verhoeven (Carpi, Biblioteca multimediale A. Loria Biblioteca Loria – Auditorium, venerdì 18 ore 21). Nella proiezione di venerdì 18 alle ore 22.45, la supremazia del metallo sulla carne e una mutazione uomo-macchina assediano invece Tomoo Taniguchi, anonimo impiegato, nel film cult, estremo e cronenberghiano, “Tetsuo” (Giappone, 1989, 71 min., vietato ai minori di 14 anni) di Shinya Tsukamoto. Sabato 19 alle ore 21 è il turno di “Ex-Machina” (Regno Unito, 2014, 108 min.) di Alex Garland, una pellicola di fantascienza psicologica costruita attorno ad una creatura umanoide di pelle e circuiti, non dissimile dal Golem. Sabato 19 alle ore 22.50 chiude la rassegna “Westworld” (USA, 1973,  88 min.) di Michael Crichton, con i robot-umanoidi che si ribellano alle leggi della robotica.
Un’altra rassegna cinematografica, questa volta a Modena, con accompagnamento musicale dal vivo, è congegnata per mostrarci il cuore della macchina filmica, che è l’ingranaggio: in “Le macchine-gag di Buster Keaton” sia i film che i personaggi sono ingranaggi totali, con le macchine che sfuggono al controllo, nel tentativo di riconciliare smisuratezza della tecnologia e piccolezza dell’uomo (Modena, Sala Truffaut – Associazione Circuito Cinema, curatore: Alberto Morsiani, a cura di: Associazione Circuito Cinema). Venerdì 18 alle ore 21, la copia restaurata di “The Cameraman” di Buster Keaton e Edward Sedgwick (Usa 1928, 70′), con sottotitoli italiani, accompagnamento musicale dal vivo e introduzione del curatore, ci accompagna in un mondo nel quale una cinepresa controllata e girata meccanicamente da una scimmia ha più successo di uno strampalato cineamatore che risulta sempre fuori posto. Sabato 19 alle ore 21, “The Navigator” di Buster Keaton e Donald Crisp (Usa 1924, 65′, con sottotitoli francesi e accompagnamento musicale dal vivo) mostra il protagonista alle prese con un macchinario che possiede una volontà malevola sua propria, lottando, gag dopo gag, con il mondo degli oggetti che si rifiutano di farsi usare secondo la loro funzione. Domenica 20 alle ore 18.30, con la versione musicata di “One week” di Buster Keaton e Eddie Cline (Usa 1920, 22′, copia restaurata con sottotitoli italiani), di nuovo protagonisti sono gli oggetti, questa volta di una casa pre-fabbricata, che finiscono per distruggersi progressivamente. A seguire, sarà proiettata la versione musicata di “Sherlock Jr.” di Buster Keaton (Usa 1924, 44′, copia restaurata con sottotitoli italiani), con protagonista l’operatore di cabina in un cinema, il cui doppio entra nello schermo ed esplora la natura della realtà filmica, dando vita ad esilaranti gag. Dalle macchine strampalate e ribelli di Buster Keaton, una girandola di storie e musica ci conduce alle macchine fantastiche del genio inventivo di Gianni Rodari e Bruno Munari, nello spettacolo per i più piccoli, dai 5 anni in su, “Un semaforo per le stelle” (Carpi, Teatro Comunale, Regia: Bernardino Bonzani, di e con: Monica Morini, musiche: Gaetano Nenna, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 19 ore 19, domenica 20 ore 19). Un kit laboratoriale per ricreare, a casa, una macchina inedita e originale, sarà donato ai piccoli visitatori della mostra-installazione “Le macchine di Munari” (ispirata ai libri, e all’ingegno fantastico, di Bruno Munari e a cura di: Castello dei ragazzi, Corraini Edizioni, Palazzo dei Pio – Sala Estense).

2. Umani e artificiali
Tra natura e artificio, il corpo è il primo automa, fino ad arrivare alle più recenti tecnologie, ai robot e al post-umano

Mediante l’occhiale da lui escogitato, Galileo Galilei rese possibile allargare e prolungare artificialmente la visione naturale dell’uomo fino alle stelle, ma non solo. Con lui, si inscena lo scontro moderno tra scienza, cultura e potere. Liliana Cavani, che diresse nel 1968 “Galileo”, film “scandaloso”, discuterà a Carpi, con Francesca Brignoli, del linguaggio del cinema e dei meccanismi del potere in “Cinema: linguaggio del XX secolo” (Piazza Martiri, venerdì 18 ore 22). Grazie ai materiali e ai contributi video del Fondo Cavani di Carpi, nell’esposizione “Lo sguardo, il potere e la macchina. Il Galileo di Liliana Cavani” si racconta il lavoro della regista nella messa a fuoco della figura dello scienziato, in aggiunta all’esperienza stessa della “macchina-cinema” (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala Cervi, a cura di: Archivio Storico Comunale di Carpi).
Nella mostra/evento “Petit Astra. Disegnaci una macchina per raggiungere le stelle” sarà chiesto ai visitatori di disegnare macchine di loro fantasia per raggiungere le stelle, con il supporto di esempi illustrati di grandi scrittori, poeti e scienziati e la pubblicazione attraverso i social dei disegni elaborati (Modena, Palazzo dei Musei – Galleria Estense, curatrice: Martina Bagnoli, a cura di: Gallerie Estensi). Distanze celesti e distanziamenti terrestri costituiscono il tema dell’esposizione di Jacopo Valentini “Superlunare”, che utilizza la vetrina come dispositivo e macchinario di fruizione (Modena, Galleria Antonio Verolino, produzione: Galleria Antonio Verolino).
“… tutte le macchine rovescerò” è il titolo della lezione-spettacolo Prima di andare in scena. Lo spettacolo della prova che quest’anno si concentra sulle due scene iniziali delle Nozze di Figaro (libretto di Da Ponte, musica di Mozart) per mostrare al pubblico il funzionamento della “macchina-teatro” (Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti, a cura di: Modena Città del Belcanto, con gli allievi del Master di Canto di Raina Kabaivanska, coordinati dal regista Michele Mirabella, e l’orchestra dell’ISSM Vecchi-Tonelli diretta da Paolo Andreoli, sabato 19 ore 21). Un’altra opera, l’idillio di Mario Soldati “La scuola di guida”, con musiche di Nino Rota, viene proiettata nei Giardini Ducali di Modena, nella produzione e nell’allestimento dell’Accademia Chigiana (2010), con protagonisti Raina Kabaivanska e Giuseppe Sabbatini (Modena, Giardini Ducali, a cura di: Modena Città del Belcanto, in collaborazione con: Fondazione Accademia Musicale Chigiana, venerdì 18 ore 22).
Apparati effimeri, scenici e teatrali, erano messi in opera nei palazzi, nei teatri, nelle chiese e nelle piazze, dai duchi di casa d’Este a Modena, in un susseguirsi di mirabilia, castrum doloris, macchine, caroselli, “fuochi d’allegrezza”, giochi d’acqua, tornei. Tra Seicento e Settecento, la tradizione scenografica emiliana all’origine di quei sontuosi apparati scenici ricevette un impulso decisivo dall’adozione della “scena per angolo”, di cui la mostra “La prospettiva dell’effimero. Antonio Joli e “la scena per angolo”” ci presenta un giovane innovatore, nella produzione dei primi anni (Modena, La Galleria. Collezione e Archivio Storico, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico BPER Banca).
All’eredità artistica e culturale della città di Modena è dedicata anche la mostra “Macchine dei fuochi di gioia da incendiarsi in Modena” che ripercorre la storia dei “fuochi di gioia”, spettacoli pirotecnici realizzati nella città nel corso dei secoli, attraverso la riproduzione di diversi documenti (Modena, Palazzo dei Musei – Piano Terra, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena). Fonti antiche, cronache manoscritte, trattati, progetti e splendide tavole incise documentano l’utilizzo della macchina nel teatro e nello spettacolo, l’impiego di dispositivi e meccanismi per la realizzazione di azioni sceniche particolari e per la creazione di effetti visivi e sonori nella mostra “Macchine spettacolari nelle raccolte della Biblioteca Estense” (Modena, Palazzo dei Musei – Biblioteca Estense, Sala Campori, curatrice: Grazia Maria De Rubeis, a cura di: Gallerie Estensi).

Dalla tradizione artistica all’arte contemporanea, il ritratto realizzato interamente in ceramica nella mostra prodotta da Bertozzi & Casoni “Quinta Stagione” ci conduce invece al confine tra naturale e artificiale, umano e umanoide, aggiungendosi alla serie delle Quattro Stagioni presentate in occasione del festivalfilosofia 2018 verità (Modena, Museo Bertozzi & Casoni).
A Sassuolo, il confine tra naturale e artificiale prende la forma della simbiosi tra l’umano e la macchina, con la mostra “Simbiosi. I piloti e l’epopea dell’automobile” composta dalle illustrazioni di Nani Tedeschi il cui tratto lieve sublima la potenza della macchina trasformandola in un sogno e, retrospettivamente, in una nostalgia (Sassuolo, Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, in collaborazione con: Galleria Paggeriarte).
La simbiosi tra piloti e macchine viene raccontata anche da protagonisti di spicco delle corse e dell’industria, testimoni del modo in cui la tecnica fa tutt’uno con la creatività, dando vita a un’epica che ha trovato il proprio sigillo anche nelle figurine Panini, nella conversazione “Accelerazioni. Macchine e piloti” con Paolo Barilla, Stefano Domenicali, Leo Turrini (Modena, Giardini Ducali, domenica 20 ore 21).
Al confine tra natura e artificio troviamo non solo apparati simbiotici di corpo e macchina, ma qualcosa che va oltre la simbiosi e in direzione di una vera e propria integrazione di naturale e artificiale: la protesi. La sofisticata tecnologia impiegata nella protetica, specie se legata alla dimensione della performance sportiva, è oggetto dell’esposizione “Progetti per una protesi sportiva. IED for Martina Caironi” che mette in mostra 18 progetti realizzati dagli studenti di 5 diversi Master IED, per la realizzazione di una decorazione delle protesi per Martina Caironi, atleta paralimpica fra le favorite delle Olimpiadi di Tokyo 2021 (Modena, Complesso San Paolo, a cura di: IED – Istituto Europeo di Design).
Le protesi hanno costituito delle risposte di ieri e di oggi alle mutilazioni di guerra, come illustra la mostra “Macchine di pace: dalla protesi fissa alla bionica”, attraverso pannelli, documentari, reperti storici dalle guerre del ‘900 e alcune realizzazioni d’avanguardia, attualmente utilizzate a favore delle popolazioni coinvolte nei conflitti ancora attivi nello scenario mediorientale (Modena, Casa del Mutilato, presentazione: sabato 19 ore 17, a cura di: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Modena, in collaborazione con: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Parma, AMAR Costruire Solidarietà, Istituto Ortopedico Rizzoli e AUSL Modena).
Nei laboratori “Il pensiero del cammino. La neuroplasticità permette di raggiungere obiettivi impensabili” i partecipanti potranno “vivere” i sintomi della SM che incidono sulla deambulazione e provare in prima persona le “macchine” che rendono possibile all’uomo di muoversi nello spazio anche quando la capacità di deambulazione è compromessa (Modena, Monastero di San Pietro-chiostro, a cura di: AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla onlus – Sezione di Modena, sabato 19 ore 10-11.45; 14.30-16.15).
Nella musica, gli strumenti e la voce umana vivono un incessante e mutuo scambio di ruoli, come ci dimostra il concerto di Cristina Fanelli, David Brutti, Nicola Lamon “Vox Humana. Il suono e la parola: la voce degli strumenti e gli strumenti della voce” che presenterà il carattere musicale di un barocco e di un Seicento stravagante (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 19 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie, Festival Musicale Estense).
Durante la serata presso il cortile del Teatro Tempio di Modena, con “Dieci piani per una macchina. La storia del pianoforte riprodotta in digitale” si ascolteranno dieci pianoforti, anche con l’ausilio della sofisticata tecnologia digitale Yamaha (Modena, Tempio di Modena, pianoforte: Carlo Balzaretti, a cura di: Fondazione Gioventù musicale d’Italia – sede di Modena, sabato 19 ore 20.30).

Da protesi e strumenti ai robot del nostro immaginario, il laboratorio a cura di Fondazione Modena Arti Visive “Il mio super-robot” conduce i più piccoli, dai 4 anni in su, accompagnati dai genitori, a rivivere le storie leggendarie dei mitici robottoni giapponesi degli anni ’70 e ’80, dando la possibilità di costruire la maschera del proprio personale super-robot (Modena, Palazzo Santa Margherita – FMAV, sabato 19 ore 15; 15.45; 16.30; 17.15; 18 e domenica 20 ore 10; 10.45; 11.30, su prenotazione: edu@fmav.org – tel. 059 224418 / 059 2032919). Anche la Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con GREAT Robotics, si rivolge alla tematica dei robot con lo spettacolo interattivo “Il mio amico Robotolo”, per i bambini dai 3 anni in su, attraverso una lettura animata che riprende la storia, tratta da un racconto di Isaac Asimov, dell’amicizia tra un bambino e un cane robotico, quest’ultimo interpretato da un vero e proprio robot AIBO, prodotto da Sony (Modena, Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, domenica 20 ore 16; 18, prenotazione telefonica 059 2032940).
In “La macchin-azione Congegni meccanici e parole in libertà”, un altro racconto, attraverso il genere della fantascienza, costituisce il punto di partenza della lettura teatralizzata di Sandra Tassi, liberamente ispirata al testo Il versificatore di Primo Levi (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 18 ore 21, testo e regia: Sandra Tassi, a cura di: Associazione culturale Il Leggio).
Il titolo e il significato della nuova mostra personale di Massimo Morandi, “La Robote. Il robot è capace di amare?”, prendono le mosse da L’amour à la robote, la poesia di Jacques Prévert e, su questo tema, Morandi, rielaborando gli studi anatomici di Leonardo e di Vesalio, “tratteggia con sicurezza e stile originale il robot scorticato ripreso in atteggiamenti espressivi che ne vanno a definire l’ambigua umanità”, con le parole di Nunzia Manicardi (Modena, Bottega d’Arte, a cura di: Centro d’Arte e Cultura Torre Strozzi).
A proposito del complicato ed inquietante rapporto tra produzione e macchinari d’ogni sorta, l’esposizione di LABADANzky “PIG-MAGLIONE. Installazione ibrida e perturbante” presenta un’installazione monumentale interamente realizzata a partire da oggetti che hanno ormai esaurito la loro funzione designata dal processo di produzione e consumo, tramutando rottami in tecnologia futuristica e tecnologia futuristica in rottami (Modena, Consorzio Creativo, a cura di: Consorzio Creativo Bottega). In “Evolutions. Storie di macchine e di uomini”, Marco Lombardo, Alessandro Monti, Chiara Napolitano, Ersilia Sarrecchia, Cetti Tumminia, Alberto Zecchini si confrontano, tra pittura e fotografia, tra icone pop, artifici del mito e immaginario cyberpunk, sul tema della macchina, paradigma di funzionalità ed efficacia, ma anche testimonianza storica, centro di un dibattito che dalla contrapposizione tra natura e tecnologia giunge al corpo bionico e all’intelligenza artificiale (Modena, Ranarossa 3.0, curatrice: Chiara Serri, a cura di: Ranarossa 3.0).

3. Coscienza, calcolo e intelligenza
Tra umano e digitale, le macchine di ultima generazione sfidano il pensiero e l’immaginazione

Sabato 19 alle ore 22 in Piazza Grande a Modena, Marco Paolini legge “Le avventure di Numero Primo” portandoci tra le pagine del romanzo, scritto a quattro mani con Gianfranco Bettin a partire dall’omonimo spettacolo, alternando lettura e riflessioni a voce alta, estratti dallo spettacolo e pensieri sul futuro prossimo, con la storia di uno strano bimbo un po’ Pinocchio e un po’ ET, concepito e “messo al mondo” da un’intelligenza artificiale avanzatissima (a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini). L’intelligenza artificiale e la ricerca sulle Digital Humanities è all’origine di una “rinascita”: in “La grandiosa macchina” rivive, grazie alla “macchina” tecnologica della realtà aumentata, il gigantesco monumento equestre di Francesco III d’Este, realizzato nel 1774 per la piazza di Sant’Agostino e andato distrutto poco più di vent’anni dopo (Modena, Piazza Sant’Agostino, curatori: Francesco Gherardini, Simone Sirocchi, a cura di: Centro DHMoRe).
Con una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l’occasione, nella mostra “Ultima perfezione”, l’artista Quayola si confronta con la tradizione artistica occidentale e la ripensa attraverso le più avanzate tecnologie contemporanee (Modena, Palazzo Santa Margherita – FMAV, curatore: Daniele De Luigi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Sculture meccaniche a controllo remoto sono collocate su una serie di piani di lavoro modulari che trasformano le sale della Palazzina dei Giardini di Modena in un unico palcoscenico: l’installazione site-specific è visitabile grazie ai tre appuntamenti delle Visite guidate di Upgrade in Progress per approfondire la ricerca dell’artista e performer Geumhyung Jeong (Modena, Palazzina dei Giardini – FMAV, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, venerdì 18, sabato 10 e domenica 20 alle ore 18).
Un’esperienza immersiva alla scoperta del tessuto storico industriale del nostro territorio è disponibile con “Gli archivi del futuro. Un viaggio immersivo in gigapixel nella storia del cuore manifatturiero d’Europa”, che accompagna i visitatori alla scoperta di una storia secolare di uomini e imprese attraverso archivi d’azienda con riproduzioni digitali a elevatissima risoluzione (Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali, curatore: Vittorio Cavani, a cura di: Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro, con il supporto di Haltadefinizione).
In un momento storico di confinamento domestico, la macchina tecnologica è stato il mezzo più efficace per superare i limiti fisici e le distanze imposte. Con la mostra “Wunderkammer, ‘macchina’ delle meraviglie” si presenta un’interpretazione contemporanea del tradizionale “gabinetto delle curiosità”, collezionando attraverso video-installazioni riflessioni e immagini sul vivere contemporaneo e sul ruolo futuro dell’architetto, attraverso quella mediazione tecnologica che, in tempi di pandemia, ha reso possibile creare una rete diffusa di contatti internazionali (Modena, Palazzo dei Musei – Biblioteca Poletti, curatrici: Francesca Borea, Giulia Pederzini, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Ordine degli Architetti di Modena).
Lo spettacolo musicale di Diana Hobel “Golem. Creatura creante” si interroga sulle potenzialità in ambito musicale dei programmi di Intelligenza Artificiale e sul ruolo di quella leggendaria creatura-macchina creata dall’uomo, che potrebbe arrivare, proprio con l’avanzamento dell’I.A., a somigliargli nell’atto che le era finora precluso: la creazione (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, a cura di: Amici della Musica Modena, in collaborazione con: Stefano Ruffo, Alessio Ansuini, Douglas Eck, Valerio Orlandini, venerdì 18 ore 21).
“Macchine come noi” (Modena, Giardini Ducali, con: Compagnia permanente di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, , sabato 19 ore 22) mescola dimensione narrativa, dimensione divulgativa e intrattenimento portando sul palco la mitologia, le reali problematiche e i dedali etici legati all’intelligenza artificiale, a partire da riferimenti letterari degli ultimi decenni, documentari e il pensiero filosofico che si è formato sull’I.A.
L’origine ideale degli avanzati calcoli delle macchine di nuova generazione viene mostrata attraverso un viaggio storico tra gli strumenti per la geometria con le visite guidate di “Macchine, meccanica e matematica”, che condurranno il pubblico in un percorso dagli elementi di Euclide alla teoria dei sistemi articolati per tracciare curve (Modena, Laboratorio delle Macchine Matematiche, curatori: Michela Maschietto, Marco Turrini, produzione: Laboratorio delle Macchine matematiche, Associazione Macchine Matematiche, inizio visite guidate, a numero chiuso, su prenotazione, venerdì 18 ore 11; 15.30; 18.30 e 20.30, sabato 19 ore 11; 15.30; 18.30 e 20.30, domenica 20 ore 11 e 15.30, le modalità di prenotazione sul sito www.mmlab.unimore.it). Il laboratorio collegato “Dai bastoncini di Nepero alla calcolatrice” propone un breve percorso sugli strumenti per il calcolo, fino ai nostri computer, mettendo a disposizione i bastoncini di Nepero e una versione didattica della Pascalina (Modena, Laboratorio delle Macchine Matematiche, a cura di: Michela Maschietto, Marco Turrini, produzione: Laboratorio delle Macchine matematiche, Associazione Macchine Matematiche, a numero chiuso, su prenotazione, venerdì 18 ore 9.30; 12; 14.30 e 17, sabato 19 ore 9.30; 12; 14.30 e 17, domenica 20 ore 9.30; 12; 14.30 e 16.30, le modalità di prenotazione sul sito www.mmlab.unimore.it).
La progettazione di una macchina, che si avvale del calcolo, diviene l’oggetto di una vera e propria sessione di brainstorming creativo in “Dentro il progetto. Dall’intuito all’intelligenza artificiale” che toccherà il tema dell’intelligenza artificiale, con le sue implicazioni etiche e morali (Modena, Civico Planetario F. Martino, con: Alessandro Casalgrandi, Vincenzo Aiello, a cura di: Ordine Ingegneri Modena, sabato 19 ore 16.30-18).
Dal cannocchiale di Galileo in poi, con quali macchine l’uomo ricerca i confini dell’universo? Prova a rispondere a questa e ad altre domande, lo spettacolo “Galileo. Pensare è come il correre, e non come il portar pesi”, prevedendo come ospiti astrofisici, musicisti, attori e filosofi (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete”, in collaborazione con: Centro culturale F.L. Ferrari, Fondazione Culturale Ambrosianeum, rappresentazione di: Andrea Ballestrazzi, Alessandro Pivetti e Paolo Tomassone, con: Luca Fornaciari, Andrea Cimatti, Alessandro Pivetti, Marina Brancaccio, Simone Maretti, Giovanni Ferretti, domenica 20 alle ore 21).
Il machine learning ridisegna i rapporti tra coscienza, calcolo e intelligenza: il progetto dell’artista Giovanni Gurioli “L’anima naturale della macchina tecnologica” riguarda, da un punto di vista artistico, l’apprendimento automatico della macchina e il nuovo confine del vivente (Modena, ArtEkyp Open Studio, curatori: Francesca Baboni, Stefano Taddei, produzione: ArtEkyp Open Studio). La realtà aumentata è invece presentata da Alphabox, visore di “percezione aumentata” creato dall’artista Daniele Alef Grillo in “Passengers from surmodernity”: il video all’interno del dispositivo, ispirato alla teoria dei non-luoghi di Marc Augé, conduce lo spettatore in un viaggio virtuale che racconta l’insediamento dell’uomo sulla terra, mettendo in risalto il rapporto tra l’uomo e il paesaggio tecnologico contemporaneo (Modena, GATE 26A, a cura di: GATE 26A).

4. Vita come dato
I processi vitali diventano flussi di dati, con promesse salvifiche tra reti neurali e Big Data

L’astronauta Paolo Nespoli e il giornalista Alessandro Iori varcano la porta delle stelle, guardando la vita dalla volta celeste, con lo spettacolo “Ground Control to Major Paul” (Sassuolo, Piazzale della Rosa, sabato 19 ore 22). I processi vitali dell’uomo sulla terra sono monitorati dalle macchine e in “Uomini e macchine. Viaggio fotografico nella Medicina del terzo millennio” Antonella Monzoni ripercorre, attraverso le fotografie, la Medicina di oggi, con macchine che risultano protagoniste assolute in campo diagnostico, terapeutico e riabilitativo ma che, allo stesso tempo, per funzionare non possono prescindere dalla presenza umana di medici, tecnici, infermieri (Modena, Complesso culturale San Paolo – Sala Canale, curatore: Corrado Lavini) . A ricordarci che il rapporto uomo-macchina deve prevedere l’Uomo come soggetto e la Macchina come oggetto, affinché le macchine siano davvero al servizio dell’uomo, è la mostra “L’invenzione della medicina del lavoro” che, dedicata a Bernardino Ramazzini e al suo atto istitutivo della medicina del lavoro nel 1700, quando ancora la macchina lavoro era costituita esclusivamente dal corpo umano, arriva ai giorni nostri e a temi attuali quali la prevenzione e la sicurezza dei luoghi di lavoro e i rischi professionali e ambientali che dalle attività umane derivano (Carpi, Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio, curatrici: Manuela Rossi, Tania Previdi, produzione: Musei di Palazzo dei Pio).
A Modena, presso il Complesso San Filippo Neri, con il laboratorio “Dispositivi medici che salvano vite nei contesti umanitari. Tecnologie per non lasciare nessuno indietro” si tratta dell’importante evoluzione di diagnosi e tecnologie medicali, nei contesti umanitari in cui garantire il diritto alla vita rappresenta un’enorme sfida e l’accesso alle cure mediche per tutti è ancora una chimera (a cura di: Gino Rossi, Stefano Zito, produzione: Medici Senza Frontiere, sabato 19 ore 16-17.30, 18-19.30; domenica 20 ore 10-11.30, 12-13.30). A Sassuolo, il laboratorio sull’evoluzione del soccorso “Macchine per la vita” racconta la tecnica delle macchine al servizio della salute umana, a partire da manichini e defibrillatori fino alle macchine cosiddette “intelligenti” (Sassuolo, Sala Biasin, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, sabato 19 ore 10-13, 16-19; domenica 20 ore 10-13; 16-19). L’apporto dell’intelligenza artificiale ai settori sanitari è al centro anche del laboratorio “Oltre i confini della malattia” in cui la fondazione ANT presenta i risultati di uno studio pilota e di un’app di realtà virtuale pensata per alleviare la sofferenza dei pazienti oncologici, rendendo possibile ai visitatori l’esperienza del Mondo di Yuma, ideato grazie alla collaborazione con la società Immerxive e con l’Università di Bologna (Modena, Auditorium Marco Biagi, a cura di: Fondazione ANT Italia Onlus, venerdì 18 e sabato 19 ore 15-19).
Le raccolte museali come aggregato inscindibile di dati e informazioni e come insieme eterogeneo che può essere modificato, aggiornato, integrato vengono rappresentate dall’artista Alice Padovani, nell’installazione site-specific “Archival impulse or the museum-machine” volta alla creazione, nell’arco delle tre giornate del festival, di una grande opera a pavimento, costituita da almeno 300 oggetti o frammenti di oggetti rappresentativi delle eterogenee raccolte del Museo Civico (Modena, Palazzo dei Musei – Lapidario Romano dei Musei Civici, a cura di: Musei Civici di Modena). Il work in progress realizzato nel Lapidario Romano dall’artista Alice Padovani, che recupera in modo contemporaneo l’approccio museologico classificatorio del XIX secolo, è il punto di partenza per un viaggio dedicato a bambini e famiglie fra le sale dei Musei Civici con l’aiuto di guide esperte, in “Il museo in scatola. Una collezione tutta mia” (Modena, Palazzo dei Musei – Dida – laboratorio didattico, a cura di: Dida – laboratorio didattico). Visite guidate a piccoli gruppi e su prenotazione sono invece dedicate al “complesso per cronometro a scappamento libero”, solitamente inaccessibile al pubblico e collocato all’interno della torre dell’orologio del Palazzo comunale, con “Dentro l’Orologio”, alla scoperta di Ludovico Gavioli, poeta della meccanica (Modena, Palazzo Comunale – Torre dell’orologio, a cura di: Coordinamento Unesco dei Musei Civici di Modena, venerdì 18 e sabato 19 alle ore 14.30; 19.00).
La rete biologica e i rimandi ipertestuali dei qrcode costituiscono l’ispirazione della mostra di Laura Tarugi “Alberi. Wood Wide Web” che connette diversi tipi di linguaggio in un percorso di quattro installazioni, con un gioco di luci che illumina le sculture a partire dalle ore 19 (Modena, Studio Torti).

5. Forme della sorveglianza
Tra privacy e tracciabilità, la nostra società è una grande miniera per l’estrazione di dati

La proiezione del documentario XY Chelsea (UK, 2019, 92′) di Tim Travers Hawkins e l’incontro dibattito con il regista permette di mettere a tema il rapporto tra libertà di stampa, hacking, informazione e attivismo nell’era digitale, con la storia di Chelsea Manning e della sua condanna a 35 anni di carcere per avere consegnato a WikiLeaks oltre 600mila documenti riservati o segreti dell’esercito e dell’intelligence statunitensi (Modena, Cinema Astra, a cura di: Associazione DIG – Documentari Inchieste Giornalismi, venerdì 18 ore 21).
I sistemi tecnologici sono in grado di creare scansioni in ogni settore, rielaborando i dati raccolti in modo istantaneo, individuando le necessità e indirizzando la ricerca, ma penetrando anche la sfera individuale e affettiva dell’individuo per ricavarne informazioni logistiche o di mercato, fino a trasformarsi in strumento di giudizio e di discriminazione politica e morale: le conseguenze di queste indagini pervasive sono rese dall’arte fotografica di Ascari, Castelli, De Filippo, Federzoni, Miglio, Rossi in “Panopticon. Le macchine ci servono, le macchine ci osservano” (Modena, BFI Centro Culturale G. Alberione, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì). Allo stesso modo, Thomas Kuijpers in “Dump! Eccessi dell’informazione e paradigmi visuali” cerca di orientarsi nel caotico e incontrollabile flusso delle informazioni che abitano la nostra mente, attraverso la pratica del collezionare oggetti di uso comune insieme a ritagli di giornale o riviste, volantini pubblicitari, ma anche strumenti tecnologici obsoleti, svelando, ironicamente, gli effetti dell’esposizione a narrazioni virtuali che impattano sulla nostra esperienza della realtà e condizionano i nostri comportamenti (Modena, Metronom, curatore: Gabriele Tosi, produzione: Metronom). In un mondo dove futuro distopico e realtà coincidono sempre di più “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia” presenta una selezione di corti sul rapporto tra la tecnologia e il quotidiano (Sassuolo, Crogiolo Marazzi, a cura di: Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival, sabato 19 ore 21).
Una macchina composta da specchi e che gioca con la realtà reinventandola, come la fotografia con le immagini e la musica con i suoni, è il caleidoscopio, al centro della mostra “Caleidoscopio. Macchine che ‘riflettono’ l’arte”, che propone l’esposizione di manipolazioni fotografiche dell’immagine umana, insieme a un divertissement artistico interattivo con i visitatori e la conversazione in musica di venerdì 18 ore 19-20 con l’AutoPiano, il pianoforte a rullo antenato dell’automa (Modena, Tempio di Modena, coordinamento: Chiara Casotti, a cura di: Associazione Tempio, ARTyou). Con le installazioni educative di “Imparare con le macchine”, linguistica, matematica, filosofia, arti, informatica e robotica guidano il pubblico attraverso una serie di attività interattive a cavallo tra formazione, consapevolezza e riflessione, con l’obiettivo di muoversi oltre la dimensione binaria di macchine “buone” o “cattive”, tecnologie di liberazione o di oppressione (Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali – Future Education Modena, a cura di: FEM – Future Education, venerdì 18 e sabato 19 ore 17-22; domenica 20 ore 9-13).
Una camminata filosofica fra gli ingranaggi della città è portata in scena con “ROBOTA20.20.”, performance teatrale tra macchine virtuali e automi provenienti dal futuro che affronta il tema della responsabilità umana di fronte alla tecnologia, avvalendosi dei riferimenti della letteratura fantascientifica (Modena, Foro Boario, a cura di: STED, coordinamento: Tony Contartese, Marco Marzaioli, produzione: festivalfilosofia, sabato 19 ore 18; domenica 20 ore 16).
Con il concerto di “Ologramma. Liberi perché umani” le relazioni umane – tra libertà e vincoli, gioie e sofferenze – valgono come test che non siamo robot (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, direttore: Roberta Frison, testi e regia scenica: Carlo Stanzani Produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson”, sabato 19 ore 11.30).
La perdita di dati contenuti in un Hard Disk da 2TB, con la distruzione parziale di 80.000 fotografie, diviene per Luigi Ottani in “CORROTTI // crash creativo” spunto e occasione per una nuova rilettura delle immagini stesse, avvalendosi del nuovo aspetto conferito alle immagini con la rottura del controller del disco e la modifica irreversibile delle logiche di indicizzazione dei files (Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali, curatrice: Roberta Biagiarelli, a cura di: Babelia & C. Progetti Culturali)
L’incremento attuale di dati dovuto all’evoluzione tecnologica sembra aver rimpicciolito il mondo, con comunicazioni lampo e tempi e luoghi distanti ora a portata di un click. La spettacolo teatrale “Il giro del Mondo in 80 storie. Viaggio contromano con valigia di storie e note da vagabondaggio” ci riporta sulle rotte del progresso tecnologico che hanno reso possibile attraversare il globo in un battibaleno (Modena, Monastero di San Pietro – chiostro, testi e narrazione: Isabella Dapinguente, accordéon: Claudio Ughetti, voce: Sabrina Gasparini, a cura di: Salotto Culturale Aggazzotti, venerdì 18 ore 21).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

 

 

Sabato la presentazione del libro di Simonetta Mariani “Era mio padre”

Sabato la presentazione del libro di Simonetta Mariani “Era mio padre”Sabato mattina 19 settembre, presso Cà Marta in via Regina Pacis a Sassuolo, presentazione del libro di Simonetta Mariani “Era mio padre” (Incontri Editrice) condotta da Leo Turrini. L’iniziativa inizierà alle 11:00 con un aperitivo di benvenuto e la proiezione di un video di repertorio.

“Sassuolo, anno 1955

Giorgio! Dove sei? Vieni in casa, tra un po’ tornerà la mamma e, se non ti trova, sai bene che incomincerà a preoccuparsi!”

Il piccolo di casa Mariani, avvicinandosi al grande portone del Collegio Vecchio, era pronto ad affrontare le amorevoli ramanzine di Cetta, la sorella maggiore.

Mentre saliva le scale, di quello che un tempo era stato un lussuoso collegio per i giovani nobili modenesi, che qui trascorrevano le loro vacanze, controllava lo stato del suo abbigliamento e doveva ammettere che la camicia e i pantaloncini corti, che la sua mamma Linda aveva cucito per lui, erano tempestati di macchie.

La mattinata, trascorsa nei campi a rubacchiare frutta e a lanciar sassi, era il suo passatempo preferito in quelle giornate afose di inizio estate.

Giorgio amava sedersi all’ombra di un grande fico e trascorrere un po’ di tempo da solo ad ascoltare il canto dei passeri.

Era lì che poteva sognare e pensare a tutto ciò che amava … si sentiva libero, felice: tutta la rabbia, che di solito esternava con gli amici, lasciava il posto alla sua vera indole.

I suoi pensieri e i suoi desideri correvano veloci, molto più delle sue gambe, che tutti definivano un portento.

Correva Giorgio e tirava calci al pallone, ma amava anche la boxe …“.

*****

Considerate le normative vigenti anti Covid, la presenza all’evento va confermata al 3207577784, anche tramite WhatsApp.

L’alleanza tra Clinica e Scienza Molecolare nella ricerca del COVID19

L’alleanza tra Clinica e Scienza Molecolare nella ricerca del COVID19L’alleanza strategica tra Clinica e Scienza molecolare tramite il test rapido di diagnosi del SARS-CoV-2 è al centro dell’articolo pubblicato sul numero 21 del 2020 di International Journal of Molecular Science, rivista ad accesso aperto, sottoposta a revisione paritaria, che vede tra gli autori anche la prof.ssa Maria Grazia Modena di UNIMORE, Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con Interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa, diretto dal prof. Ugo Consolo. Scopo dell’articolo, che riunisce 26 ricercatori da tutta Italia, è stato valutare l’efficacia dei test-rapidi, tramite la richiesta di dati dai diversi centri italiani impegnati nella lotta al virus. A una prima analisi, che andrà confermata al termine dell’analisi dei dati, questi sembrano dimostrare una maggiore efficacia dei test che si basano sugli anticorpi IgM o IgG virali effettuati tramite il test immunocromatografico a base di oro-colloidale (IGC), rispetto al test RT-PCR in tempo reale.

Il test di riferimento più valido rimane il tampone, ovvero il prelievo naso-faringeo diretto (con rischio anche per gli operatori) che viene esaminato con metodo RT-PCR per SARS-CoV-2. La RT-PCR è un metodo nucleare che rileva la presenza di materiale genetico di qualsiasi elemento patogeno, compresi i virus. RT-PCR per reazione a catena della polimerasi (PCR) simultaneamente amplifica e quantifica il materiale genetico del virus, in tempo reale (RT). Tra i test rapidi, quello immunocromatografico a base di oro-colloidale (IGC) è d’uso in molte patologie: si tratta di una striscia all’oro colloidale che sul sangue fornisce in 20 minuti la positività o meno dell’agente per cui è stato predisposto il dosaggio anticorpale. Viene utilizzato per diagnosi di AIDS, Clostridio, epatite C. Le IGM sono in pratica la risposta precoce (entro 7 gg) da un’infezione, le IgG le tardive (dal 14esimo giorno in poi).

“Disporre di un test rapido efficace è fondamentale per diagnosi precoce del coronavirus – ha ricordato la prof.ssa Maria Grazia Modena, che è responsabile anche del Programma Assistenziale Scompenso Cardiaco, cardiopatie dell’Infanzia e persone a rischio (PASCIA) dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena – e rimane un problema importante, poiché una corretta strategia di screening può migliorare la progettazione e l’implementazione di modelli di salute pubblica. Per questo motivo, l’OMS ha promosso lo sviluppo di nuove strategie per standardizzare la diagnosi di COVID-19 a fini epidemiologici. Solo di recente è emersa l’idea di produrre test decentralizzati point-of-care (POC) di facile utilizzo e poi di distribuirli ampiamente. Il nostro scopo è valutare l’efficacia dei test rapidi Covid-19 in contesti di vita reale proponendo un approccio che tenga conto dei diversi scenari”.

Lo studio consiste in un protocollo di ricerca pubblicato su “Clinical trial.gov” che sta partendo ora in molti centri che hanno scelto di aderire in seguito alla pubblicazione, con lo specifico end-point di creare un’alleanza fra Strutture ospedaliere e universitarie e centri periferici per convalidare un metodo rapido atto ad essere utilizzato in caso di nuova pandemia.

“Il risultato della nostra analisi – aggiunge la prof.ssa Modena – è che risulta più efficacie dal punto di vista della rapidità ed efficacia, l’approccio di rilevamento rapido mirato agli anticorpi IgM o IgG virali, con il test immunocromatografico a base di oro colloidale (ICG), rispetto al test RT-PCR in tempo reale. Il Test andrà applicato in diversi scenari (A) screening di un’intera popolazione per ragioni epidemiologiche; (B) screening di una popolazione ad alto rischio; (C) screening a stretto contatto per diagnosi, follow-up e monitoraggio dei casi; (D) diagnosi e follow-up nei pazienti sintomatici. In tutti gli scenari dei casi, il test rapido può fornire informazioni relative alla possibile immunità acquisita al coronavirus”. A inizio 2021 verrà pubblicato l’andamento dello studio che sarà messo a disposizione di tutti.

“Io mi sono occupata di concettualizzare l’analisi dei dati – ha concluso la prof. Modena – basandomi anche sull’esperienza epidemiologica maturata nella gestione dei pazienti PASCIA che si basa su stretti rapporti con e mirata ai rapporti con i Medici di Medicina Generale. Il periodo COVID e ora post COVID, ha dimostrato la necessità di una vera telemedicina, nel nostro caso telecardiologia, e la necessità anche di laboratori, e test, decentralizzati e pertanto anche sul territorio, per decongestionare l’ospedale da ricoveri inappropriati, ridurre l’esposizione degli operatori sanitari a rischio di infezione e supportare i Medici di Famiglia”.

 

 

# ora in onda #
...............