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sabato, 4 Aprile 2026
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Bagni in mare e passeggiate? In Emilia-Romagna non si può, almeno fino al 4 maggio

“In Emilia-Romagna non cambia nulla, per cui fino al 4 maggio prossimo non è consentito fare bagni in mare, né passeggiate. Le nostre norme, che sono pienamente in vigore, al momento non consentono di allontanarsi dalle immediate vicinanze della propria abitazione se non per comprovate e valide motivazioni. E non è prevista la possibilità di accedere all’arenile. Quindi fino al 4 maggio, come dicevo, fare un tuffo in mare, e magari la passeggiata sull’arenile, non è permesso”.

Lo precisa l’assessore regionale al Turismo e Sistemi di Mobilità, Andrea Corsini, commentando la notizia secondo la quale, invece, questa possibilità sarebbe praticabile.

“Naturalmente- conclude Corsini- dal 4 maggio qualcosa cambierà, per quanto riguarda le più stringenti misure di prevenzione per ostacolare la diffusione del Covid-19, ma fino ad allora in Emilia-Romagna valgono le norme che attualmente sono in vigore”.

Dal 27/4 chiuso al transito il ponte de La Veggia

Da domani, lunedì 27 aprile, sarà completamente chiuso al transito il ponte sul fiume Secchia che collega Sassuolo al territorio di Casalgrande, in località La Veggia, lungo via Radici in Monte. La chiusura al transito consentirà di eseguire approfonditi sondaggi programmati sul viadotto, che comunque non desta particolari preoccupazioni.

I lavori sono iniziati venerdì 24 aprile, con la posa del cantiere e l’istallazione di un impianto semaforico. Fino a sabato 2 maggio compreso il transito sul ponte sarà totalmente interdetto.

A partire da domenica 3 maggio e fino all’esito finale dei sondaggi e dell’analisi statica, indicativamente fino alla fine del mese, per non sovraccaricare il ponte in attesa dei riscontri, la viabilità sarà consentita solamente a senso unico alternato regolata da un impianto semaforico.

Mercoledì notte in A13 sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto

Sulla A13 Bologna-Padova, per programmati lavori di manutenzione al cavalcavia di svincolo, previsti in orario notturno, dalle 22:00 di mercoledì 29 alle 6:00 di giovedì 30 aprile, sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Padova.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione autostradale di Altedo o di Bologna Arcoveggio.

Ancora infrazioni nei controlli anti contagio dei Carabinieri

In tema di controlli sul rispetto delle norme anti contagio, il comando provinciale carabinieri, coordinato dalla prefettura di Modena ed in cooperazione con le altre forze di polizia dislocate su tutto il territorio provinciale, durante il ponte del 25 aprile, ha eseguito una serie di servizi, sia nei centri abitati che sulla viabilità principale e secondaria.

I servizi espletati nella zona di Sassuolo il 25 aprile, hanno fatto rilevare infrazioni nei comuni di Maranello, Formigine, Savignano sul Panaro, Sassuolo, Vignola, Fiorano modenese e Marano sul Panaro; infrazioni che hanno riguardato principalmente persone a bordo di autovetture o in giro in bicicletta.

I servizi, peraltro ancora in corso, nella zona del pavullese hanno portato ad elevare sette sanzioni amministrative, contestate a persone nei comuni di Pavullo, Pievepelago e Montese.  Anche in questo caso i trasgressori erano perlopiù in giro con le autovetture, ma non sono mancati alcuni casi nei quali i contravvenzionali erano a piedi a passeggiare. A Pievepelago c’è stato anche chi, al momento del controllo, si è giustificato dicendo di essere uscito per andare a raccogliere i fiori.

Coronavirus, anche le imprese agricole potranno accedere alle garanzie del Fondo centrale Pmi

Anche le imprese agricole potranno accedere alle garanzie del Fondo centrale Pmi, piccole e medie imprese, condizione che fino ad ora era non era consentita.

Lo Comunica Cia Emilia Romagna ricordando che il voto di fiducia della Camera dei giorni scorsi ha reso legge dello Stato una misura di particolare importanza per il settore agricolo colpito dall’emergenza Covid-19. “Il provvedimento, proposto e sostenuto dalla nostra Confederazione – commenta Cristiano Fini, presidente di Cia Emilia Romagna – è un altro importante supporto per le imprese in seria difficoltà a causa della emergenza sanitaria. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione, le imprese agricole potranno quindi avvalersi sia della garanzia Ismea (Istituto di servizi per il mercato Agrialimentare), sia di quella del Fondo Pmi – precisa ancora Fini – e la scelta dovrà essere attentamente ponderata in ragione delle della disponibilità di risorse dei singoli Fondi, della tempistica nella concessione della garanzia alla banca erogante e del costo della stessa. In questa fase – conclude Fini – sarà fondamentale il supporto e l’assistenza dei tecnici che nel supporto delle imprese agricole che intendono attivare le misure di accesso al credito previste dai provvedimenti fin qui emanati, un servizio che il sistema Cia ha attivato”.

Unimore partecipa a studio su recettori della nicotina e SARS-CoV-2

Ricercatori Unimore partecipano ad uno studio di un Consorzio internazionale su ipotizzati effetti positivi dei recettori per la nicotina nel contrasto della infezione da SARS-CoV-2.

Coordinati dal Prof. Michele Zoli, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, i ricercatori modenesi del Centro di Neuroscienze e Neurotecnologie dell’Università di Modena e Reggio Emilia sono al lavoro per testare questa suggestiva e sorprendente ipotesi di un coinvolgimento dei recettori per la nicotina nella protezione dal COVID-19.

“Ma attenzione – avverte il Professor Michele Zoli – non bisogna assolutamente confondere gli effetti farmacologici della nicotina sui suoi recettori con il fumo di sigaretta. Il fumo di sigaretta è una delle prime cause di morte evitabile nei paesi industrializzati e la nicotina è una molecola che dà dipendenza. Non va quindi assolutamente abbassata la guardia nei confronti della nocività del fumo e della pericolosità della nicotina. Sarebbe un grave errore tentare di provare a curare una malattia causandone altre non meno dannose”.

L’idea di avviare questa ricerca prende spunto da un’ipotesi avanzata dal professor Jean-Pierre Changeux dell’Istituto Pasteur di Parigi sulla base di ricerche epidemiologiche, peraltro riprese anche dalla stampa, che mostrano la percentuale relativamente bassa di fumatori tra i malati gravi di COVID-19.

“È noto che il recettore nicotinico – spiega il Prof. Michele Zoli di Unimore – può svolgere un ruolo protettivo in alcune malattie, come ad esempio alcune patologie neurodegenerative. Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato che alcune molecole, con attività biologiche analoghe a quelle della nicotina, attualmente in sperimentazione clinica, abbiano importanti attività anti-infiammatorie che risulterebbero estremamente utili per contrastare, attenuandola se non spegnendola, la tempesta di citochine osservata in molti pazienti COVID-19 positivi. L’obiettivo delle ricerche fisio-farmacologiche in corso è di validare farmaci con l’attività protettiva della nicotina ma senza gli effetti negativi di questa molecola. In conclusione, è di grande interesse indagare l’ipotesi del prof. Changeux, in quanto, se fosse fondata, sarebbero rapidamente disponibili farmaci efficaci in grado di cambiare il decorso di questa pandemia, e di ridurne l’impatto sanitario, sociale ed economico”.

Per questo studio è stato costituito un Consorzio internazionale composto da Guy Gorochov, immunologo della Sorbona (Francia), Zahir Amoura e Makoto Miyara, internisti della Pitié-Salpetrière di Parigi (Francia), Laurent Schaeffer e Christophe Marcelle, biologi cellulari dell’Istituto NeuroMyoGène di Lione (Francia), Michael Sieweke, biologo cellulare dell’Università di Dresda (Germania), Cecilia Gotti, farmacologa dell’Istituto di Neuroscienze del CNR sezione di Milano (Italia), e appunto dai ricercatori del Centro di Neuroscienze e Neurotecnologie di Unimore (Italia).

“Il coinvolgimento di un prestigioso gruppo di Unimore in questa ricerca di avanguardia sui possibili effetti protettivi dei recettori per la nicotina nell’infezione da SARS-CoV-2, non a caso frutto di una collaborazione interdisciplinare al massimo livello europeo – dichiara il Rettore Unimore Professor Carlo Adolfo Porro – testimonia il valore dei nostri ricercatori e il loro ruolo in reti internazionali di eccellenza. Il nostro Ateneo si conferma in prima fila nelle indagini sui meccanismi protettivi del danno tissutale legato all’infezione da COVID-19; in particolare, l’articolato programma di ricerca in corso di realizzazione permetterà, secondo i più rigorosi e al contempo innovativi metodi scientifici, di testare ipotesi e cercare soluzioni per la cura di questa grave patologia”.

Michele Zoli

Nato a Rimini nel 1958 si laurea in Medicina e Chirurgia e si specializza in Endocrinologia all’Università di Modena. Dal 1984 al 1987 trascorre ripetuti periodi di lavoro all’Istituto Karolinska di Stoccolma (Svezia) nel laboratorio de prof. Kjell Fuxe, e dal 1989 al 1998 lavora a tempo pieno e poi a tempo parziale presso l’Istituto Pasteur di Parigi nel laboratorio del prof. Jean-Pierre Changeux. Nel 1993 e nel 1994 è sotto-direttore associato presso il Collège de France. È nominato professore associato (1998) e quindi ordinario (2004) in Fisiologia presso Unimore. Nel 2006-2008 ricopre una Cattedra di eccellenza alla Scuola Normale Superiore di Lione (Francia). Dal 2008 è coordinatore del Dottorato in Neuroscienze e dal 2016 al 2018 è Direttore del Centro di Neuroscienze e Neurotecnologie di Unimore. Dal novembre 2018 è Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore. Coordinatore o Principal Investigator di progetti nazionali (4 MIUR FIRB, 1 Telethon, 1 CIB, 1 RF del MdS, 2 Unimore FAR) e internazionali (2 EU, 1 American Alzheimer Association). La sua attività didattica è rivolta principalmente agli studenti di Medicina e Chirurgia e Biotecnologie Mediche. Principali tematiche di ricerca sono la fisiopatologia del recettore nicotinico, ed i meccanismi cellulari e molecolari e nuovi approcci terapeutici delle malattie neurodegenerative. È autore di 299 pubblicazioni in extenso (214 su rivista internazionale) per un numero totale di citazioni di circa 15.000 e un indice-H di 57.

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Nelle foto in allegato:

Foto superiore: Michele Zoli, Silvia Alboni, Cristina Benatti, Johanna Maria Catharina Blom, Fabio Tascedda, Giuseppina Leo, Paolo Pozzi, Giulia Radighieri

Foto inferiore: Miriam Cavagnini, Chiara Colliva, Eleonora Daini, Veronica Rivi, Valentina Secco, Antonietta Vilella

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 27 aprile

Nuvolosità variabile con modesta attività cumuliforme nelle ore più calde in particolare in Appennino; intensificazione della nuvolosita’ dalla serata a partire dal settore occidentale della regione. Temperature: minime con valori tra 13 e 16 gradi nei capoluoghi, più basse nelle aree aperte di pianura; valori massimi compresi tra 20 e 25 gradi. Venti: deboli in prevalenza da ovest sulle pianure occidentali, meridionali lungo i rilievi, a regime di brezza lungo la costa con temporanei rinforzi pomeridiani. Mare: poco mosso.

(Arpae)

Gatti trovati morti, indaga la Polizia Locale di Sassuolo

Tempi difficili per i gatti, in città. Martedì, infatti, un felino ospite della colonia del cimitero nuovo è stato ucciso con una sparachiodi, ed i volontari che si occupano della struttura hanno fatto sapere che si tratta del terzo episodio nel giro di poche settimane.

Sui fatti indaga la Polizia Locale, il cui nucleo benessere e tutela animale si è visto costretto ad intervenire, ieri mattina, anche in piazzale Porrino, per raccogliere un altro gatto, trovato senza vita nella fontana. «Abbiamo controllato se avesse il chip, e abbiamo constatato che si trattava di un gatto maschio adulto castrato. Senza chip. Vista la dubbia dinamica del decesso – dicono gli agenti della municipale – abbiamo deciso di portare il gatto all’Istituto Zooprofilattico di Modena e abbiamo richiesto una autopsia che determinasse la causa della morte. Ovviamente ci sembra strano che un gatto possa cadere e poi annegare in questa fontana… ma attendiamo l’esito dell’autopsia».

Chiunque avesse visto o notato qualcosa utile alle indagini nella notte e la mattina del 24 aprile, è pregato di contattare da lunedi 27/4 il numero 328 1004492.

Gruppo consigliare PD su consiglio comunale del 27/4

Nel consiglio comunale di lunedì prossimo, finalmente convocato dopo le nostre richieste,  e dopo le nostre insistenze perché almeno nelle commissioni si affrontasse il tema della pandemia, il sindaco informerà sulle  misure prese o  da prendere per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.

Un consiglio che secondo noi doveva essere  convocato già da tempo, e interamente dedicato a discutere le emergenze sociali e le prospettive della città. Ma  per la giunta evidentemente questa urgenza non c’era. All’ordine del giorno troveremo infatti argomenti che si potevano benissimo rimandare, di certo non urgenti , come la modifica al Regolamento della Polizia Municipale, o addirittura il Regolamento per il benessere animale.

Ai cittadini che si lamentano perché la quarantena fa uscire i padroni con i cani e non i genitori con i bambini, rispondiamo che la nostra Amministrazione, in questo momento storico e in queste condizioni, dedicherà una parte consistente della seduta consigliare alla discussioni di questi regolamenti.

Oltre a questo, sappiamo che verrà portato in Consiglio il rinvio, al 1 luglio, dei termini di scadenza delle entrate comunali; un semplice rinvio. Ci chiediamo se non si può fare di più, allineandosi ad esempio a quello che viene fatto in altri comuni, con l proposta di esentare dall’IMU quei proprietari che sospenderanno l’affitto agli affittuari per i mesi di chiusura forzata, o con la sospensione della tassa di occupazione del suolo pubblico quando gli esercizi come bar e ristoranti potranno riaprire e forse occupare spazi all’aperto. o agli ambulanti.  Cosa ne sarà della Tari, tassa molto gravosa per bar e ristoranti? che in questi mesi di chiusura non hanno certo prodotto rifiuti. In generale il commercio al dettaglio pagherà un prezzo altissimo, e di certo non basterà una semplice dilazione. Chiediamo che siano studiate tutte le iniziative possibili, e che si condividano buone pratiche che sono allo studio anche in altre amministrazioni.

GRUPPO CONSIGLIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Lunedì 27/4 il Consiglio Comunale di Sassuolo si svolge in videoconferenza

Si svolgerà lunedì 27 aprile la prossima seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo: una seduta in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet di Google, come deciso durante la Commissione Capigruppo del 9 Aprile 2020, che sarà possibile seguire in diretta streaming sulla pagina facebook del Comune di Sassuolo e, dal giorno seguente, la registrazione sarà disponibile sul sito internet istituzionale.

Sono 8 i punti all’ordine del giorno del consiglio Presieduto da Luca Caselli. Si inizierà con l’informativa del Sindaco in merito all’emergenza Covid – 19 nel Comune di Sassuolo.

Al punto due del consiglio è previsto “Disposizioni in merito al rinvio dei termini di scadenza del pagamento delle entrate comunali”, a cui seguirà la “Ratifica deliberazione n. 36 adottata dalla giunta comunale in via d’urgenza nella seduta del 30/03/2020”.

Al punto 4 del Consiglio Comunale è previsto l’accorpamento al demanio stradale di aree site in via Emilia Romagna e via Campo Marzio ai sensi dell’art. 1158 codice civile, a cui seguirà l’approvazione del “Regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali e per una migliore convivenza con le persone”

Al punto 6 è prevista l’approvazione del “Regolamento comunale di polizia urbana. Modifiche ed integrazioni scaturenti da norme di legge in tema di sicurezza e Daspo urbano” a cui seguirà l’approvazione del “Piano delle alienazioni 2020-2022. Aggiornamento e integrazioni alla consistenza del piano”.

Chiuderà la seduta del Consiglio Comunale l’esame di un odg a firma del consigliere Giovanni Gasparini (Lega) ad oggetto: “Manifesto comunicazione non ostile”.

Confcommercio, appello ai Comuni, che ad oggi non hanno adottato alcuna misura di aiuto per le imprese

Nessuna riduzione dell’IMU, nessun azzeramento della TARI per i mesi di inattività, nessun taglio della TOSAP per suolo non occupato, nessuna limatura dell’imposta di pubblicità ad attività chiuse, nemmeno uno sconto sull’imposta di soggiorno per alberghi che rimarranno vuoti per mesi: è questo lo scenario locale, tracciato da una ricognizione (tabella allegata) di Confcommercio Modena sui Comuni modenesi e sui provvedimenti adottati dallo scoppio dell’emergenza Covid-19.

Si tratta di un quadro non certo incoraggiante, che ha spinto il Presidente Tommaso Leone ed altri 30 presidenti di zona e categoria a prendere carta e penna ed a scrivere a tutti i Sindaci del territorio modenese per rappresentare la situazione drammatica nella quale si trovano migliaia di imprese e di cui Confcommercio Fam chiede che le Amministrazioni Locali si facciano carico mettendo in campo provvedimenti straordinari ed all’insegna dell’equità fiscale su IMU, TARI, Tosap, imposta di pubblicità e imposta di soggiorno.

“Scriviamo questo appello – l’incipit della lettera – in rappresentanza di oltre 4mila micro piccole e medie imprese del commercio, del turismo, della ristorazione, dei servizi, dell’artigianato, delle professioni, chiuse da oltre un mese e mezzo, alle prese con una situazione che ne sta mettendo a dura prova la sopravvivenza e, nella migliore delle ipotesi, la tenuta occupazionale […] a fronte di previsioni disarmanti: il crollo del PIL nel 2020 potrebbe superare il 10% e decina di migliaia di imprese sono a rischio chiusura”.

“Il percorso di ritorno alla “normalità” – sottolinea la lettera – non sarà, come è facilmente immaginabile, veloce – per il turismo sarà in realtà lentissimo -, e le nostre imprese dovranno fare i conti con nuove “regole del gioco”, che di fatto muteranno profondamente e per tanti mesi i paradigmi economici e sociali nei quali operavano prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19”.

“Di fronte a misure varate dal Governo che si sono rivelate fino ad ora sostanzialmente inutili a dare l’ossigeno di cui le nostre imprese hanno bisogno – puntualizza il presidente provinciale Tommaso Leone – ci saremmo attesi un atteggiamento di maggiore comprensione da parte delle Istituzioni locali relativamente alla complessità nel quale si sono ritrovate gran parte delle 70 mila imprese del territorio modenese”.

“Siamo ben consapevoli – affermano i 30 firmatari nell’appello – che, come si suol dire, la coperta è corta, ma pretendere di far pagare aziende sospese ex lege per servizi non resi appare fortemente iniquo e rischia di essere una ulteriore spinta verso il precipizio per tante imprese”.

“L’appello – dichiara Leone – è perché venga colta appieno e definitivamente la drammaticità del quadro, che richiede l’adozione di misure staordinarie, con la messa in campo dei seguenti indispensabili provvedimenti: l’azzeramento della TARI dal momento della chiusura delle attività fino a quello di riapertura, la riduzione della TARI medesima proporzionalmente alla perdita di fatturato per le attività che sono rimaste aperte; la riduzione della TARI per i mesi del 2020 in cui le nostre imprese saranno attive, in modo commisurato alla certa minore produzione di rifiuti; l’azzeramento della TOSAP/COSAP dal momento della chiusura delle attività fino a quello di riapertura per tutte le attività in sede fissa e su suolo pubblico; l’azzeramento della tassa di soggiorno per tutto il 2020; la sospensione del versamento dell’acconto IMU e l’immediata apertura di un tavolo tecnico che per il 2020 rimoduli le aliquote sulle categorie che più di altre stanno subendo gli effetti dell’emergenza; la sospensione di ogni adempimento burocratico per gli allestimenti esterni per bar, ristoranti, pub, catering e l’esenzione dal pagamento della TOSAP/COSAP fino alla fine dell’anno per il suolo pubblico aggiuntivo che i pubblici esercizi chiederanno al momento della ripartenza; il taglio del 50% dell’ammontare che nel 2020 pagherà ogni attività per l’imposta sulla pubblicità”.

“Il rischio serio – conclude Leone – è che in assenza di un piano di azioni anche da parte di Comuni, faremo i conti con un inaccettabile impoverimento del tessuto produttivo locale e le Amministrazioni, paradossalmente, con conseguenti minori entrate per le casse comunali per l’anno in corso e per gli anni a venire”.

Coronavirus. Infanzia, la Regione riunisce le migliori competenze e i soggetti interessati per studiare modalità alternative e innovative per accogliere i bambini nei Centri estivi

Vagliare tutte le possibili modalità alternative per riaprire in sicurezza i Centri estivi e garantire alle famiglie l’assistenza nel momento di ritorno al lavoro. E’ l’ipotesi su cui la Regione Emilia-Romagna sta lavorando ed è stato il tema centrale di un incontro che si è svolto ieri in videoconferenza tra la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, l’assessore alla Scuola, Paola Salomoni, Enti locali e province, rappresentanti dei gestori dei servizi, coordinamenti pedagogici territoriali e alcuni esperti.

E’ più di un’ipotesi quella su cui sta lavorando la Regione assieme a tutti gli attori coinvolti, per essere pronti e fornire un contributo propositivo e operativo alla discussione che si sta tenendo anche a livello nazionale, sulla graduale riapertura dei Centri estivi e con un occhio al futuro dei servizi educativi per l’infanzia, compresi i nidi.

La necessità è evidente: permettere la programmazione dei servizi non appena sarà consentita la parziale ripresa delle attività, garantendo tutte le condizioni per la massima tutela della salute dei bambini e delle famiglie, che saranno individuate dalle direttive sanitarie.

La Regione ha già promosso in questi giorni un giro di contatti sul tema specifico dei Centri estivi con i Comuni maggiori e alcune Unioni di Comuni per capire lo stato dell’arte circa i bandi comunali destinati ai gestori e quelli destinati alle iscrizioni delle famiglie.

“Nell’interlocuzione positiva con il Governo in merito ad un piano di graduale di ripresa delle attività, abbiamo voluto evidenziare come questa riflessione debba necessariamente essere accompagnata a quella riguardante il sostegno alle famiglie nella gestione dei bambini e la graduale ripresa della loro socialità- sottolineano la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein e l’assessore alla Scuola, Paola Salomoni-.

“Anche i servizi educativi e i Centri estivi dovranno essere pronti ad accogliere i bambini con modalità alternative e innovative non appena ci saranno le condizioni. Per questo- aggiungono- come Regione, abbiamo inteso avviare con tutti i soggetti coinvolti in questo campo un ampio confronto, per individuare soluzioni creative, responsabili, sicure per una graduale ripresa della vita sociale e all’aria aperta dei più piccoli”.

“Il problema- proseguono Schlein e Salomoni- resta bilanciare il diritto all’ educazione e alla socialità dei bambini con la tutela della salute loro, degli educatori e delle famiglie, seguendo buone pratiche che facciano rispettare le norme di prevenzione. Ma, soprattutto, dobbiamo assolutamente evitare che le famiglie siano lasciate sole ad affrontare la gestione dei propri figli, anche perché non possiamo accettare alcun passo indietro nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne”.

I primi esiti di questo confronto sulle modalità alternative di svolgimento dei Centri estivi saranno presentate dal presidente, Stefano Bonaccini, già a partire dalla prossima seduta dell’Assemblea legislativa, martedì 28 aprile.

Quanto alle misure di sicurezza e di tutela sanitaria da adottare per consentire lo svolgimento delle attività, la Regione pensa innanzitutto ad una revisione complessiva dei parametri previsti dalla direttiva specifica, emanata nel 2018.

Con la riapertura dei servizi,  si confermerebbe per il terzo anno consecutivo il “Progetto per la conciliazione tempi cura lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di Centri estivi”, che prevede contributi alle famiglie per sostenere il costo delle rette e per i quali la Regione ha già stanziato 6 milioni di euro a favore dei  Comuni.

Inoltre, la riapertura sperimentale dei Centri estivi potrebbe fornire indicazioni utili per quella dei servizi educativi per la fascia 0-6, a settembre.

Sui servizi educativi per l’infanzia nella fascia 0-3, quella degli asili nido, dall’inizio dell’emergenza la Regione ha stanziato un finanziamento straordinario di 5 milioni di euro, per sostenere i Comuni nel fronteggiare le mancate entrate delle rette e consentire alle famiglie di non pagare per i servizi pubblici e privati convenzionati non resi a causa dell’emergenza sanitaria da Covid19. Sale a 12 milioni e 250mila euro per il 2020 lo stanziamento complessivo per finanziare il sistema educativo emiliano-romagnolo nella fascia di età 0-3 anni.

Larga parte delle risorse (6 milioni 525mila euro) è finalizzata alla gestione e al consolidamento dei servizi per la prima infanzia: nell’ambito di questa cifra, è previsto un incremento di 182.700 euro per i bambini iscritti ai servizi educativi di Comuni montani, e una quota aggiuntiva di oltre 137mila euro assegnati sulla base del numero di bambini con disabilità. 725 mila euro sono destinati a sostenere la qualificazione dei servizi educativi, attraverso il coordinamento pedagogico territoriale (300 mila euro) e la formazione permanente del personale (425 mila euro). I contributi saranno assegnati dalla Regione direttamente ai Comuni ed Unioni e ripartiti in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi.

Questa la ripartizione territoriale dei 12 milioni e 250 mila euro

A livello territoriale, le risorse saranno così suddivise: Bologna (3.472.749,25 euro); Modena (1.979.343,21); Reggio Emilia (1.674.655,73 euro); Parma (1.253.851,41 euro); Piacenza (497.211,56 euro); Ferrara (713.807,68 euro); Ravenna (1.111.101,26 euro); Forlì-Cesena (958.570,81 euro); Rimini (588.709,09 euro).

A queste risorse, si aggiunge sempre per la fascia 0-3 la misura “Al nido con la Regione” con cui sono stati stanziati altri 18 milioni per l’abbattimento delle rette, già erogati in anticipo sui tempi previsti.

25 Aprile. Il presidente Bonaccini a Marzabotto

La memoria di chi è stato trucidato in nome dell’odio e di una violenza cieca che tuttora si fatica anche solo a concepire. Il coraggio e la forza di chi scelse di opporsi alla dittatura e schierarsi con chi si batteva per la democrazia e la libertà. Mai come oggi, di fronte alla necessità di ricostruire che abbiamo davanti, dobbiamo rifarci ai valori usciti dalla Resistenza partigiana e sanciti nella nostra Costituzione: il rispetto della persona e dei diritti inviolabili di ciascuno, la rimozione di ogni ostacolo di ordine economico e sociale, per una ripartenza che non dovrà lasciare indietro nessuno”.

Nel 75esimo anniversario della Liberazione d’Italia, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si è recato questa mattina a Marzabotto, al Sacrario dei caduti. Con lui Valter Cardi, presidente del Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, i sindaci di Grizzana Morandi, Franco Rubini, e di Monzuno, Bruno Pasquini, i tre comuni nei quali si consumò il terribile eccidio di Monte Sole, una serie di stragi compiute dai nazifascisti nei giorni fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1944. La deposizione di alcune corone, in una cerimonia senza la partecipazione dei cittadini, così come imposto dalle misure restrittive per contrastare la diffusione del Coronavirus.

È un dovere civile prima che istituzionale essere qui oggi, perché celebrare ogni anno il 25 aprile non è né rituale né banale, anche se pare che ogni giorno qualcuno in più si aggreghi a chi vorrebbe dimenticare quella stagione che ci riportò pace e democrazia”, ha affermato Bonaccini ricordando anche l’atto ignobile di chi ieri a Cavriago, nel reggiano, ha deturpato con svastiche il municipio e altri monumenti. “Forse la pena migliore per i colpevoli sarebbe portarli qui a vedere questa drammatica sequenza di persone, nomi ed età”.

Ricordare è un dovere- ha aggiunto il presidente -, per questo rivendico con orgoglio la nostra legge regionale sulla memoria che ogni anno assegna un milione di euro a progetti portati avanti da scuole, associazioni, istituti storici. E se oggi celebriamo la Liberazione in uno scenario inedito, con piazze e strade deserte, sono tantissime però le iniziative realizzate in Emilia-Romagna e nel Paese senza arrendersi alla pandemia, online e sui social o sui balconi, prime fra tutte quelle volute dall’Anpi. Facendo comunque comunità, condividendo la volontà di resistere adesso e di rialzarsi domani. Saremo pronti a farlo, ne sono certo”.

“In questa emergenza abbiamo già pagato un prezzo altissimo: il mio e il nostro pensiero va alle tante persone che non ci sono più e ai loro cari. Nessun lutto potrà essere riparato, ma insieme ripartiremo, ricostruendo reti sociali e servizi, il lavoro e l’economia, come abbiamo fatto altre volte nel nostro passato, a partire proprio dal secondo dopoguerra. O qui, nella nostra terra, dopo il sisma del 2012. Senza rinunciare al confronto e all’esercizio della democrazia, consapevoli, sempre- ha concluso Bonaccini– che il poterlo fare lo dobbiamo a chi, 75 anni fa, si batté per lasciarci in eredità proprio democrazia e libertà, tuttora i beni più preziosi”.

A Fiorano tornano i mercati con gli alimentari

Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 22/04/2020 prevede che: “(omissis) Non sono sospesi all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici stabilmente recintati o comunque perimetrati con strutture idonee a non consentire l’accesso all’area, se non dagli ingressi autorizzati, i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari a condizione che la gestione del mercato sia disciplinata dal Comune, anche previo apposito accordo con i titolari dei posteggi.

E’ stato accertato che sussistono le condizioni per perimetrare – mediante transenne – i singoli posteggi destinati ed utilizzati per la vendita dei prodotti alimentari nei mercato di Spezzano e Fiorano e per regolamentare e contingentare l’accesso all’area di vendita del singolo operatore commerciale, garantendo il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

L’Ufficio Tecnico – sentiti gli operatori di commercio di prodotti alimentari su area pubblica operanti nei mercati di Spezzano e Fiorano – ha elaborato un progetto di riorganizzazione delle aree mercatali, come da pianta illustrativa.

I singoli banchi dovranno essere disposti in modo tale da delimitare un percorso agevole e in sicurezza per i clienti nel rispetto delle distanze indicate dalla normativa regionale e nazionale come da schema allegato alla presente;
– la perimetrazione di ogni singolo posteggio effettuato – a cura degli operatori commerciali, secondo le indicazioni dei tecnici comunali e sotto la vigilanza della polizia municipale – con transenne e nastro rosso/bianco forniti dall’amministrazione comunale;
– accesso di una persona per volta all’interno della singola area perimetrata per gli acquisti;
– differenziazione dei percorsi di entrata e di uscita.
– mantenimento in tutte le attività e delle loro fasi del distanziamento interpersonale di almeno un metro;
– ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. (in particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento);
– utilizzo di mascherine da parte degli esercenti e dei clienti;
– uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto da parte dei clienti;
– informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata;
– ogni altra misura di cautela individuata, anche successivamente, dalle competenti autorità.

Cerimonia questa mattina a Sassuolo per il 25 Aprile

Si è svolta questa mattina alle 9, in pieno rispetto dei decreti emanati per contenere il contagio da Covid 19, la cerimonia della deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti in piazza Garibaldi per celebrare il 75° Anniversario della Liberazione.

Presenti il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani e Mauro Sentimenti, autorizzato dalla Prefettura in rappresentanza di Anpi Sassuolo e delle Associazioni Partigiane Combattentistiche.

“Un compleanno che avremmo voluto celebrare in altra maniera – ha detto il Sindaco nel suo saluto – con la posa delle corone alle lapidi di coloro che hanno perso la loro vita per salvare la nostra, con mostre e conferenze. Purtroppo non è possibile a causa di un virus che ci ha confinato in casa e che rischia di riportare la nostra vita, la nostra economia, indietro di settant’anni. Ma sono sicuro che, come nel dopoguerra le donne e gli uomini del nostro paese seppero rimboccarsi le maniche per uscire dalle macerie e conquistare quel benessere che ci hanno regalato, così anche noi sapremo ripartire”.

Sassuolo: Malagoli, “si pensa alla fase 2”

Ordinodacasa.it”, il sito internet realizzato da Linea Radio Multimedia srl in collaborazione con l’Amministrazione comunale e ProLoco Sassuolo è stato il primo intervento per favorire il prosieguo dell’attività, attraverso la consegna a domicilio, del tessuto commerciale cittadino nonostante le limitazioni imposte dai vari decreti emanati per contenere il contagio da Covid-19 e, al tempo stesso, venire incontro alle esigenze dei cittadini costretti a rimanere in casa.

I numeri confermano la bontà della scelta. Dal 25 marzo al 21 aprile sono stati 18.090 gli utenti che hanno visitato il sito attraverso 32.620 sessioni con 90.078 visualizzazioni di pagina.

Sono oltre 150 i negozi presenti sul sito e che si sono proposti per consegnare a domicilio: il negozio che ha ottenuto più visualizzazioni (sempre nel periodo che va dal 25 marzo al 21 aprile) ne ha avute 1.186; quello che ne ha ottenute meno ne ha avute 20 per una media di 240 visualizzazioni per negozio.

“Una prima risposta ad una necessità impellente ed imprevista sia per i negozianti che per i cittadini – commenta l’Assessore al Commercio ed Attività Produttive del Comune di Sassuolo Massimo Malagoli – a cui necessariamente vogliamo dare seguito in quella che viene definita fase 2. Anche l’Amministrazione comunale sta ragionando al dopo emergenza, quando finalmente potremo tornare alla vita di tutti giorni in una normalità che sarà sì cauta ed attenta alle regole, ma più simile a quella precedente di quella che abbiamo vissuto negli ultimi due mesi. Per questo motivo stiamo valutando progetti che potranno contribuire alla ripartenza delle tante attività del nostro territorio e incentivare le persone a fare acquisti a Sassuolo nel rispetto totale della sicurezza imposta da un contrasto ad una pandemia che non è ancora terminato”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 26 aprile

Cielo sereno o poco nuvoloso al mattino con tendenza ad aumento della nuvolosità di tipo alto e stratificato nel corso della giornata a partire da ovest; qualche addensamento più consistente sarà possibile nel pomeriggio sui rilievi appenninici centro-occidentali, ma con scarsa probabilità di fenomeni. Temperature: minime comprese tra 10 e 12 gradi. Massime tra 23 e 25 gradi nelle pianure interne e attorno a 20 gradi sul settore costiero. Venti: deboli sud-occidentali sui rilievi con locali rinforzi; deboli di direzione variabile sulla pianura, a regime di brezza lungo la costa. Mare: poco mosso.

(Arpae)

Palazzo Ducale di Sassuolo: indagini e prospettive per il restauro del fronte meridionale

Presso il Palazzo Ducale di Sassuolo, tra i principali luoghi della cultura legata agli Estensi, si è tenuta una vasta campagna di indagini e scavi propedeutici ad un nuovo importante intervento – per un valore complessivo di 4,2 milioni di euro, di cui 3,5 provenienti dalla riprogrammazione delle economie di gara del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007/2013 – dedicato alla conservazione e valorizzazione di una delle più importanti residenze barocche dell’Italia settentrionale.

Il Palazzo fu voluto dal duca Francesco I d’Este: durante il suo ducato egli trasformò l’antico castello di famiglia in una fastosa sede di rappresentanza ufficiale della sua corte. Ancora oggi il vasto complesso architettonico, circondato da ampi spazi e giardini stile Versailles, celebra la grandezza e il potere del ducato sul territorio con le sue visuali. La percezione del grande parco i cui viali portano lo sguardo al grande Palazzo Ducale è la prima vista del Ducato di Modena quando si arriva dalla strada della Toscana, dopo la zona montuosa.

Dal 2004 il Palazzo è consegnato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; già oggetto, tra il 2009 e il 2015, di complessi lavori di restauro, l’antica dimora seicentesca è oggi interessata da un progetto di restauro del fronte meridionale dell’edificio per conservare e valorizzarne la facciata, con la finalità di ripristinare le relazioni visive e spaziali tra palazzo e giardini, per il futuro recupero di questi ultimi.

La campagna di sondaggi condotta tra dicembre 2018 e febbraio 2020 è stata finalizzata a verificare la fattibilità progettuale di alcuni interventi; ubicate nel parterre del palazzo e nei giardini, le indagini sono state seguite da ampliamenti delle aree che hanno restituito dati più significativi. Gli scavi hanno riguardato non solamente le strutture architettoniche ma anche gli elementi costituenti i Giardini Ducali, il cui recupero è già entrato nella fase esecutiva con il coordinamento del Comune di Sassuolo per il lotto del Giardino con Obelischi. In quest’area le indagini hanno rivelato la presenza di reperti delle fasi tardo medievale e moderna del complesso ducale, con mura in ciottoli e laterizi con malta. Altri sondaggi nel parterre hanno evidenziato, inoltre, la presenza di un’articolata rete di canalizzazioni idriche. I risultati di tali verifiche ed i relativi recuperi hanno integrato i presupposti storici e ampliato la base conoscitiva per affrontare in modo integrato lo studio delle fasi di vita del complesso di Palazzo Ducale, i cui lavori vedono una valorizzazione sia monumentale che paesaggistica dell’intero complesso in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico.​

Coronavirus: l’epidemia in provincia di Modena a due mesi dal primo caso confermato

Siamo entrati da alcuni giorni in una fase nuova dell’epidemia, contrassegnata da un calo dei casi positivi e da un numero di tamponi negativi sensibilmente superiore al numero dei nuovi casi. Ieri, giovedì 23 aprile, in particolare, si è registrato un record di tamponi refertati, 766 – il numero più alto di sempre –, con 63 risultati positivi e solo 18 nuovi casi (gli altri erano ricontrolli); è possibile affermare, più in generale, che ad oggi sulla nostra provincia si analizzano circa 500 tamponi al giorno con nuovi casi che da alcuni giorni rimangono sotto i 30.

La diminuzione delle positività è legata non solo all’impatto delle misure di prevenzione e contenimento previste a livello nazionale, ma anche dall’evoluzione delle condizioni cliniche dei pazienti, che stanno progressivamente migliorando fino alla completa guarigione (identificata dal doppio tampone negativo).

 

Ricoveri

L’andamento dei dati relativi alle persone presenti all’interno degli ospedali della rete modenese (Ospedali AUSL, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ospedale di Sassuolo) conferma il calo progressivo degli ultimi giorni (figura 1). Come si può notare, il picco è stato raggiunto nella settimana tra il 24 marzo e il 1 aprile – erano presenti più di 500 pazienti covid positivi di cui circa 100 in terapia intensiva – mentre i dati attuali riportano valori tipici della fase decrescente.

Un dato importante è quello dei volumi di ammissione e dimissione descritti dalle curve di figura 2. Le curve di ammissione (arancione) e di dimissione (verde) evidenziano nelle prime tra settimane di marzo un forte sbilanciamento a favore degli ammessi. L’andamento si inverte nel periodo 28-30 marzo quando il numero di dimessi ha iniziato a superare il numero delle ammissioni.

Canali di contagio

Rispetto ai canali di contagio dei nuovi casi degli ultimi giorni nella provincia di Modena, la maggior parte dei positivi (43,3%) è concentrata tra i contatti stretti di persone già ammalate.

Diventa importante dunque, in questa nuova fase, assicurarsi che l’isolamento sia effettuato correttamente, a protezione dei famigliari, seguendo le prescrizioni della Sanità pubblica sulle procedure da seguire oppure ricorrendo all’accoglienza presso gli hotel che l’AUSL metta a disposizione per coloro che non riescono ad effettuarlo presso la propria abitazione.

 

Esiti della malattia

Nella figura 3 è possibile rilevare la distribuzione dei casi in funzione degli esiti della malattia che sono suddivisi in malattia in corso (nei regimi di trattamento ospedaliero e domiciliare), guarigione o decesso. Si può notare come da inizio aprile aumenti progressivamente la quota parte dei guariti.

L’andamento giornaliero dei cittadini con malattia in corso (figura 4) evidenzia una graduale riduzione, dopo il picco registrato nei primi giorni di aprile, sia per quanto riguarda i ricoverati, con particolare riferimento ai pazienti in terapia intensiva, sia rispetto a coloro che trascorrono la malattia in isolamento sul territorio (persone mai ricoverate o persone uscite dall’ospedale per ultimare la quarantena presso il domicilio o in hotel).

Rispetto ai decessi (in figura 5 il rapporto con i guariti), l’età media (al 22 aprile) è 81 anni, per il 63% sono uomini e per il 37% donne. Il tasso di mortalità in provincia per 10.000 abitanti è del 5,1, vale a dire che si riscontrano 5 decessi ogni diecimila abitanti. Quanto ai guariti, sono alla data di ieri 1377 le persone guarite clinicamente di cui 953 quelle con doppio tampone negativo.

“In conclusione – osserva Alessandro Badiali (foto), membro del Gruppo di supporto emergenza covid della Direzione dell’Azienda USL di Modena – l’efficacia del distanziamento sociale imposto del Governo nazionale, dai governatori regionali e dalle amministrazioni locali, il controllo e la collaborazione delle Forze dell’Ordine, combinati alla maggior efficacia del trattamento terapeutico da parte dei clinici e a un potenziamento della presenza sul territorio grazie alla forte sinergia tra Medici di medicina generale, Unità speciali di continuità assistenziale e servizi di emergenza-urgenza ha permesso di reggere il picco pandemico avvenuto alla fine di marzo. Resta comunque ancora molto alta l’attenzione relativa ai possibili canali di contagio, ai trattamenti dei casi confermati e, infine, alla pianificazione di una seconda fase per la ripresa delle attività che mantenga in massima protezione la salute fisica, e psicologica, dei cittadini”.

Dati CIG in deroga, Cgil ER: “Governo allunghi ammortizzatori sociali e banche applichino protocollo per rimediare a un ritardo sconcertante e irresponsabile”

“I dati delle domande di Cig in deroga ricevute e approvate dalla Regione sono, insieme al report nazionale pubblicato ieri dall’INPS, la prima vera misura della drammatica condizione che stiamo affrontando. Uno scenario inedito per l’intero sistema regionale, ma purtroppo non inaspettato. Da settimane come CGIL Emilia-Romagna abbiamo messo in guardia rispetto a una fotografia così drammatica dell’economia regionale, che non trova paragoni, né guardando ai dati della grande crisi del 2009 né al dramma del terremoto del 2012.

E stiamo parlando di dati estremamente parziali. A questa prima mole di lavoratori interessati andranno sommate tutte le domande ancora non presentate dalle aziende o che la Regione sta processando. E poi, non dimentichiamolo, la Cig in deroga gestita dalla Regione riguarda solo un segmento del mercato del lavoro rappresentato dalle aziende sotto i cinque dipendenti e da quelle escluse dagli ammortizzatori messi in campo a livello nazionale per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Bisogna aggiungere la manifattura, l’edilizia e molti altri settori che ricadono sotto la Cig ordinaria e il Fondo d’Integrazione Salariale (FIS) gestiti direttamente dall’Inps. Ai quali vanno sommati gli artigiani e i lavoratori somministrati: parliamo in Emilia-Romagna di 78.154 artigiani (per ben 18.375 accordi conclusi) e 19.088 lavoratori somministrati coinvolti negli accordi che abbiamo finora sottoscritto per accedere agli ammortizzatori sociali.

Se il quadro complessivo è chiaro e preoccupante, non mancano i nodi da sciogliere che sono ancora tanti. Innanzitutto, la durata degli ammortizzatori sociali che dovrà essere prolungata dal Governo. Ma soprattutto, la scarsa disponibilità del sistema bancario ad attuare in tempi rapidi l’anticipazione dei trattamenti così come previsto dal protocollo regionale. Un ritardo che a noi, da sempre abituati a rispettare i patti che firmiamo, risulta sconcertante e irresponsabile. Solo ieri, con notevole e ingiustificato ritardo, l’Abi nazionale ha inviato una nuova lettera agli istituti di credito per invitarli a velocizzare le procedure. Non c’è più tempo, aggiungiamo noi, ogni ora che passa è una sofferenza in più per i lavoratori già provati dall’emergenza sanitaria e che si ritrovano anche nell’umiliante situazione di non riuscire ad acquistare beni di prima necessità per poter vivere in modo dignitoso. Tutto questo è inaccettabile, ed è anche desolante pensare che di questo passo potrebbe essere l’INPS, con i suoi tempi tecnici, a pagare i trattamenti in questione prima delle banche. Nel caso, si tratterebbe di un fallimento per il sistema bancario.

Proprio in virtù di questo, riteniamo necessario convocare il prima possibile il Tavolo che ha elaborato il Protocollo regionale”.

(CGIL Emilia-Romagna)

Avis, dove si può donare sangue in provincia domenica 26 aprile

Prosegue regolarmente la raccolta di sangue e plasma in provincia di Modena. Domenica 26 si potrà donare nelle seguenti sezioni comunali “aperte per dono”: CASTELNUOVO, CONCORDIA, FANANO, FINALE EMILIA, FIORANO, FORMIGINE, GUIGLIA, MEDOLLA, NONANTOLA, PIUMAZZO, SAN POSSIDONIO, SOLIERA. Si possono sempre donare sangue e plasma nelle sedi di MODENA, CARPI, SASSUOLO, VIGNOLA. Solo plasma su appuntamento anche a MIRANDOLA.

Gli spostamenti sono consentiti per andare a donare anche fuori dal comune di residenza per motivi di “assoluta necessità”. Si invitano i donatori a prenotare la donazione contattando la propria sede, portare con sé autocertificazione per lo spostamento e tesserino Avis, limitare il tragitto al percorso di andata e ritorno dalla sede di prelievo, ritirare al termine del prelievo la dichiarazione di avvenuta donazione rilasciata da Avis.

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