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Hera, via alla sostituzione di una conduttura fognaria in via Liandi a Formigine

Hera, via alla sostituzione di una conduttura fognaria in via Liandi a Formigine
immagine di repertorio

Hera comunica che partiranno lunedì 21 luglio i lavori programmati per la sostituzione di un tratto di conduttura fognaria che attraversa la linea ferroviaria Modena-Sassuolo, in corrispondenza del passaggio a livello all’altezza di via Liandi a Casinalbo, tra via Pasubio e via Giardini Nord.

L’intervento, reso possibile dalla sospensione temporanea del traffico ferroviario per manutenzioni straordinarie sulla linea, prevede la sostituzione di circa 30 metri di tubazione del diametro di 40 centimetri.

Per garantire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di cantiere, via Liandi sarà chiusa al traffico veicolare e pedonale nel tratto interessato dai lavori. La viabilità su via Giardini Nord rimarrà invece regolarmente percorribile. Sarà presente segnaletica in loco.

Il cantiere, del valore complessivo di circa 50mila euro, avrà una durata stimata di circa 15 giorni.

Le imprese dell’Emilia-Romagna propendono per gli investimenti ma dimostrano maggiore cautela per il 2025

Le imprese dell’Emilia-Romagna propendono per gli investimenti ma dimostrano maggiore cautela per il 2025L’Indagine sugli investimenti delle imprese industriali dell’Emilia-Romagna, realizzata da Confindustria Emilia-Romagna insieme alle Confindustrie e Unioni Industriali della regione, conferma la proattività del sistema produttivo regionale, nonostante l’incertezza e le criticità che caratterizzano lo scenario economico internazionale.

Le aziende emiliano-romagnole interpellate hanno investito in media il 5,3 per cento del fatturato nel corso del 2024, per un ammontare di 871 milioni di euro, e hanno puntato soprattutto su investimenti in beni tangibili e digitali. Il 68 per cento ha investito in impianti e macchinari, il 61 per cento in software e IT, il 51 per cento in formazione del personale, dimostrando in questa fase di attuare scelte strategiche volte all’innovazione incrementale e all’efficienza operativa.

Le previsioni di investimento delle imprese interpellate sono più caute per il 2025, in ragione di un contesto generale di incertezza e crescente instabilità geopolitica. L’88,5 per cento prevede investimenti nel 2025 rispetto al 92 per cento che li ha realizzati l’anno scorso. Il valore complessivo degli investimenti previsti risulta in calo dell’1,7 per cento.

«La volontà di investire degli imprenditori – dichiara la Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassiè fondamentale per contribuire alla tenuta dell’economia regionale. Oggi le imprese sono penalizzate da un costo dell’energia tra i più alti d’Europa e dal possibile inasprimento dei dazi statunitensi, una vera e propria minaccia per l’industria regionale, che dal 2000 ha quadruplicato il proprio export verso gli USA. Siamo la seconda regione del Paese dopo la Lombardia quanto a valore di export: i settori più esposti sono i mezzi di trasporto, la meccanica, l’alimentare e i minerali non metalliferi. L’attuale volatilità delle politiche commerciali statunitensi scoraggia la pianificazione di investimenti o progetti di medio-lungo periodo sul mercato USA e non solo. Le imprese dovranno diversificare i mercati di sbocco e riconvertire le produzioni, ma si tratta di scelte che richiedono tempo, risorse e visione strategica. Oggi dobbiamo ricostituire un clima di fiducia e una prospettiva che consentano di dare spinta agli investimenti.  In questo contesto la Regione è chiamata ad accompagnare il sistema produttivo con misure mirate di politiche per l’internazionalizzazione e rimuovere i tanti ostacoli burocratici che frenano le imprese, che rappresentano il primo vincolo agli investimenti industriali.  Su quest’ultimo tema abbiamo un enorme lavoro da fare nel Paese e come Confindustria abbiamo fatto – non da oggi  – specifiche proposte sia al Governo sia alla Regione».

Il 40 per cento delle imprese ha realizzato investimenti in ricerca e sviluppo nel 2024, con differenze marcate tra piccole, medie e grandi imprese. Le piccole aziende faticano ad affrontare l’elevato rischio e l’orizzonte temporale di medio lungo termine tipico di progetti di ricerca e sviluppo, oltre che sostenerne l’onere finanziario, e sono quindi più propense ad adottare tecnologie esistenti. Le medie e grandi hanno in parte sospeso o rinviato i propri programmi di investimento produttivo e tecnologico, in attesa della piena operatività della misura Transizione 5.0. L’elevato grado di complessità normativa, le incertezze interpretative e i ritardi attuativi del provvedimento hanno ostacolato l’accesso anche alle imprese più strutturate.

Più di un’impresa su quattro ha investito in digitalizzazione nel 2024 e le prospettive per il 2025 sono di ulteriore crescita. Anche in questo ambito è significativa la distanza fra piccole imprese (20%) rispetto alle medio/grandi (35%). Inoltre, le medio grandi imprese stanno investendo sull’organizzazione e i modelli di business (25%), molto meno le piccole (10%).

Tra gli ostacoli agli investimenti la burocrazia rappresenta il principale vincolo percepito dalle imprese, indicata dal 37 per cento. Subito dopo, con il 35 per cento delle risposte, l’incertezza geopolitica e la debolezza della domanda attesa, alimentate dal clima di instabilità.

La difficoltà a reperire risorse umane qualificate si conferma uno dei maggiori ostacoli alla crescita, in particolare per le grandi imprese che esprimono una domanda più articolata e specializzata di competenze. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è marcato nei profili tecnici, digitali e gestionali, essenziali per gestire le nuove tecnologie necessarie ad affrontare le sfide dell’innovazione, della transizione digitale e della sostenibilità.

Il 43% delle grandi imprese investe in iniziative di sostenibilità ambientale contro appena il 19% delle piccole. Questo divario riflette fattori strutturali importanti: le grandi imprese dispongono di maggiori risorse finanziarie e competenze tecniche, operano più spesso in mercati internazionali in cui la pressione regolatoria e reputazionale è più elevata, e sono soggette a obblighi normativi ambientali più stringenti. Le piccole imprese, pur mostrando crescente attenzione, si trovano spesso in difficoltà nel trasformarla in azioni concrete, a causa di vincoli economici, gestionali e informativi. Questa asimmetria rischia di accentuare gli squilibri competitivi, rallentando la transizione ecologica del tessuto produttivo nel suo complesso, e rende urgente un rafforzamento del supporto alle PMI attraverso strumenti mirati, più semplici e accessibili.

Circa le fonti di finanziamento le imprese realizzano gli investimenti principalmente attraverso risorse proprie, utilizzate nel 78% dei casi.  In seconda battuta ricorrono al credito bancario, mentre rimane marginale l’utilizzo di fonti alternative come i finanziamenti pubblici e il capitale di rischio. Ciò comporta potenziali criticità sia sul versante dell’efficacia degli strumenti di policy sia in termini di accessibilità, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Alla presentazione dell’Indagine sugli investimenti, che si è svolta il 17 luglio a Bologna presso la sede di Confindustria regionale, sono intervenuti – oltre alla Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi  –  il Direttore del Centro Studi Confindustria Alessandro Fontana, il CEO AMA SpA Alessandro Malavolti e il Responsabile Direzione Banca d’Impresa Crédit Agricole Italia Marco Perocchi.

 

Il micromondo delle Salse e il Castello di Spezzano

Il micromondo delle Salse e il Castello di SpezzanoDomenica 20 luglio 2025, alla Riserva naturale delle Salse di Nirano è possibile partecipare ad una attività di scoperta dal titolo “Guarda, un micromondo!”. Dalle ore 16 alle 18, presso Cà Rossa, con approccio scientifico all’esplorazione dell’ambiente e con l’ausilio di stereoscopi e lenti i piccoli partecipanti potranno osservare la natura da un altro punto di vista. Semplici schede aiuteranno a valutare il grado di naturalità e dare un nome alle piccole creature che verranno osservate.

L’attività è gratuita e adatta a tutti, adulti e bambini dai 7 anni. Per info 0522 343238 o 342 8677118.

Sabato 19 e domenica 20 luglio, dalle ore 15 alle 19 in visita libera e gratuita, è possibile anche visitare le sale affrescate del Castello di Spezzano, le sezioni dell’interessante Museo della ceramica e la mostra “Le piastrelle da piccole. 1889-1939: i primi cinquant’anni del Distretto” che, visto l’interesse suscitato, il Comune ha deciso di prorogare fino a domenica 28 settembre 2025.

Nascono i primi 63 hub urbani e di prossimità per ridare vita ai centri storici e ai borghi

Nascono i primi 63 hub urbani e di prossimità per ridare vita ai centri storici e ai borghiQualificare e innovare la rete commerciale, per dare nuova vita ai centri storici e alle aree più decentrate delle città, combattendo degrado e abbandono. E garantendo migliori servizi ai cittadini.

Sono 63 i primi hub urbani e di prossimità riconosciuti dalla Regione da Rimini a Piacenza- nelle grandi città, ma anche nei piccoli comuni delle aree interne e appenniniche- che ora potranno accedere all’assegnazione delle risorse per realizzare interventi di qualificazione, sviluppo e promozione: 14 milioni di euro che verranno assegnati dalla Regione tramite un bando in uscita entro la fine del 2025.

Al termine di una valutazione compiuta da un apposito nucleo tecnico, la Regione ha, infatti, accolto tutte le candidature di riconoscimento che erano state presentate dai Comuni entro il 31 marzo.

Nel dettaglio: in provincia di Bologna le domande arrivate riguardano 6 Comuni per 7 hub; in provincia di Forlì-Cesena, 5 Comuni per 9 hub; in quella di Ferrara 4 Comuni e 6 hub; in quella di Modena 10 Comuni e 12 hub. Passando al territorio della provincia di Piacenza, 3 Comuni hanno presentati domande per 3 hub, nel Parmense 4 Comuni per 4 hub; nel Ravennate 2 Comuni per 2 hub. In provincia di Reggio Emilia 7 i Comuni e 13 gli hub, in quella di Rimini, 3 i Comuni e 7 gli hub.

“Da parte dei Comuni e dei territori abbiamo rilevato una grande attenzione: una mobilitazione   e vivacità di proposte interessanti, che confidiamo possano dar vita a progettualità significative per lo sviluppo delle città e dei territori interessati– ha sottolineato l’assessora al Commercio, Roberta Frisoni-. Un risultato dunque molto positivo, considerando che siamo all’avvio di un nuovo percorso. Ora gli hub che hanno ottenuto il riconoscimento regionale potranno concorrere all’assegnazione dei 14 milioni di euro che metteremo a disposizione per gli interventi di qualificazione e sviluppo delle aree individuate. Mentre ulteriori hub urbani e di prossimità potranno essere candidati al riconoscimento alla scadenza prevista a marzo del prossimo anno, anche grazie agli ulteriori contributi che proprio in queste settimane stiamo assegnando per la realizzazione di nuovi studi di fattibilità. La nuova legge regionale sul commercio entra dunque nel pieno della sua applicazione, per promuovere uno sviluppo pienamente sostenibile da un punto di vista sociale ed economico, e una nuova qualità delle nostre città”.

In arrivo 14 milioni di euro per lo sviluppo e la qualificazione delle aree

Dei 63 hub urbani e prossimità, 47 sono hub urbani, dunque per lo più nei centri storici e comunque nelle aree più centrali delle città; 16 si riferiscono a hub di prossimità, vale a dire aree più decentrate, vicine ai luoghi di abitazione e di lavoro per rispondere alle esigenze quotidiane delle persone, con potenzialità di sviluppo e crescita, anche in termini di attrattività.

Tutte le nuove aree, che saranno iscritte nell’elenco regionale, potranno concorrere all’assegnazione dei 14 milioni di euro in arrivo grazie a un bando della Regione in uscita entro la fine dell’anno. Risorse destinate ai Comuni, per la riqualificazione delle aree e l’accessibilità degli hub riconosciuti, lo sviluppo innovativo e sostenibile delle imprese insediate o da insediarsi nell’area, con particolare attenzione all’imprenditoria giovanile e femminile e per attività ed iniziative di promozione delle attività, in stretta relazione con le strategie delle città e dei territori.

In assegnazione le risorse per nuovi studi di fattibilità

Sono in fase di concessione le risorse 2025 per la realizzazione da parte dei Comuni degli studi di fattibilità propedeutici al riconoscimento e alla realizzazione di ulteriori hub urbani e di prossimità: complessivamente  1,5 milioni di euro per 63 Comuni beneficiari. Nel 2024 per la realizzazione degli studi di fattibilità la Regione aveva concesso 1 milione di euro.

I requisiti per il riconoscimento di un hub urbano e di prossimità

Tra gli elementi di valutazione di un hub urbano e di prossimità, oltre al dimensionamento e alle caratteristiche territoriali dell’area con il riconoscimento della sua vocazione commerciale, anche la presenza di un accordo di partenariato tra il Comune, le associazioni di categoria, le realtà imprenditoriali già insediate nell’area e gli altri soggetti pubblici e privati interessati. Tra i requisiti anche la predisposizione di un programma triennale di sviluppo e innovazione dell’hub, che definisca tra l’altro le strategie di sviluppo; l’integrazione, l’innovazione e lo sviluppo del sistema distributivo e dei servizi; la qualificazione del contesto urbano, l’accessibilità e la mobilità sostenibile, l’aumento dell’attrattività. Ogni anno entro la fine di marzo i Comuni potranno presentare nuove candidature per il riconoscimento di nuovi hub urbani e di prossimità.

Scuola, più risorse per l’educazione musicale in Emilia-Romagna

Scuola, più risorse per l’educazione musicale in Emilia-RomagnaCresce l’impegno della Regione Emilia-Romagna per promuovere l’educazione musicale nelle scuole e negli enti di formazione professionale.

Sono 25 i progetti finanziati con oltre 2,6 milioni di risorse europee Fse+ (esattamente 2.669.555 euro), il 20% in più rispetto allo scorso anno, che coinvolgeranno, dall’anno scolastico 2025/2026, 266 istituti e oltre 7.900 studenti di tutto il territorio regionale. Sono coinvolte le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e i percorsi di istruzione e formazione professionale, con una particolare attenzione agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

I progetti finanziati, che hanno avuto il via libera dalla Giunta, sono stati presentati dalle scuole di musica riconosciute dalla Regione in sinergia con gli istituti scolastici, con l’obiettivo di portare nei percorsi educativi strumenti, laboratori, e promuovere pratiche inclusive e innovative, anche grazie al lavoro con le realtà artistiche e culturali locali. Le attività, che spaziano dal canto corale alla musica d’insieme, fino alla propedeutica musicale, si svolgeranno anche durante l’estate, in una logica di “scuole aperte”, promuovendo l’inclusione, la socialità e la continuità educativa oltre il tempo scuola.

“La musica è un pilastro del nostro sistema formativo e un potente strumento di inclusione- dichiarano il vicepresidente con delega alla Formazione professionale e al programma Por Fse+, Vincenzo Colla, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti-. Abbiamo costruito un’offerta educativa ampia e aperta al territorio per riaffermare la centralità della scuola come luogo aperto alla comunità e promotore di uguaglianza. Rispetto allo scorso anno rafforziamo l’impegno della Regione, continuando anche a garantire un’attenzione particolare alle ragazze e ai ragazzi svantaggiati o con disabilità, che possono trarre ancora maggiori benefici da un’attività di condivisione, partecipazione e socializzazione come questa”.

L’offerta coinvolge 61 enti nella provincia di Bologna, 45 a Modena, 39 a Parma, 33 a Forlì-Cesena, 22 a Reggio Emilia, 26 a Piacenza, 18 a Ferrara, 19 a Ravenna e 3 nella provincia di Rimini.

Il filo conduttore che lega le proposte è quello di promuovere le attività di educazione e pratica musicale d’insieme, incentivare la socializzazione degli studenti, favorire l’integrazione dei ragazzi con disabilità o in condizione di svantaggio e qualificare ulteriormente il sistema dell’educazione musicale regionale. L’intero impianto progettuale è infatti costruito per rispondere in modo flessibile e capillare ai bisogni dei territori: metodologie differenziate, attenzione alla disabilità, ai disturbi dell’apprendimento (DSA) e ai bisogni educativi speciali (BES), grazie al coinvolgimento di figure professionali specifiche.

FIALS Emilia-Romagna: subito bodycam per tutelare gli operatori sanitari. La Regione segua l’esempio del Veneto

FIALS Emilia-Romagna: subito bodycam per tutelare gli operatori sanitari. La Regione segua l’esempio del Veneto
Alfredo Sepe – Fials

La FIALS Emilia-Romagna lancia una proposta concreta, urgente e realizzabile: dotare tutti gli operatori sanitari e sociosanitari della Regione di bodycam tascabili, da attivare in caso di aggressioni o situazioni critiche.

La proposta prende spunto da quanto già realizzato in Veneto, dove nei Pronto Soccorso di San Donà di Piave e Portogruaro sono stati introdotti bodycam e braccialetti intelligenti per contrastare episodi di violenza. Un modello già operativo e finanziato con 4 milioni di euro dalla Regione Veneto, che ha consentito di distribuire oltre 7.000 dispositivi e avviare percorsi formativi integrati con le forze dell’ordine.

 

Aggressioni in Emilia-Romagna: numeri allarmanti

Nel 2024 si sono verificati in Emilia-Romagna 2.682 episodi di aggressione contro operatori sanitari e sociosanitari, in crescita dell’11,7% rispetto all’anno precedente.

2.247 aggressioni verbali (83,8% del totale)

691 aggressioni fisiche (25,8%)

Incidenti nei reparti di degenza (32,4%), nei Pronto Soccorso (24,1%), nei servizi psichiatrici e delle dipendenze (17,2%) e negli ambulatori (11,7%)

Le vittime sono per il 70% donne, con infermieri, OSS e medici tra i più colpiti. Una vera emergenza che mette a rischio la sicurezza del personale e la qualità dei servizi.

 

La proposta FIALS Emilia-Romagna

FIALS Emilia-Romagna chiede all’Assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, di attivare immediatamente una sperimentazione regionale delle bodycam, a partire dai Pronto Soccorso e dai reparti con maggiore incidenza di aggressioni.

La proposta include:

  • Dotazione di bodycam individuali agli operatori sanitari dei reparti a rischio
  • Fondi straordinari regionali per l’acquisto e la gestione dei dispositivi
  • Formazione obbligatoria per un uso corretto ed efficace
  • Protocollo operativo con le forze dell’ordine per la gestione degli eventi
  • Report trimestrali su numero di attivazioni, episodi segnalati e outcome legali

“Non è più tempo di convegni, tavoli e parole. Serve un’azione concreta e immediata. La sicurezza di chi lavora in corsia è una priorità non negoziabile.”

 

Una proposta firmata FIALS Emilia-Romagna

Questa proposta porta la firma politica e sindacale della FIALS Emilia-Romagna. È il frutto del lavoro costante sul territorio, delle denunce raccolte e dell’assenza totale di risposte efficaci da parte della Regione.

Chiediamo all’Assessorato:

  • l’apertura urgente di un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali,
  • la delibera sperimentale entro 30 giorni,
  • uno stanziamento immediato di risorse per avviare il progetto pilota.

 

Basta aggressioni. Proteggiamo chi cura.

La FIALS Emilia-Romagna non rimarrà a guardare mentre operatori e operatrici vengono aggrediti, minacciati, isolati. Ogni giorno, negli ospedali e nei servizi territoriali, si rischia l’incolumità personale.

Se la Regione non agisce, sarà corresponsabile di ogni futura aggressione evitabile.

Siamo pronti a un incontro operativo immediato con la Regione per attivare questo progetto. La FIALS Emilia-Romagna continuerà a fare la propria parte, con coraggio, responsabilità e autonomia.

Coldiretti: Von Der Leyen, taglio 20% alla Pac 2028-2034. È disastro annunciato

Coldiretti: Von Der Leyen, taglio 20% alla Pac 2028-2034. È disastro annunciato“Un taglio del 20% delle risorse della Pac è un disastro annunciato”. A denunciarlo sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo nel commentare la presentazione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede la diminuzione delle risorse della Politica agricola comune, con l’accorpamento delle risorse per lo sviluppo rurale in un fondo unico. Una scelta contro la quale i giovani agricoltori della Coldiretti hanno dato vita a una protesta nel centro di Bruxelles e di Roma con cartelli e grandi striscioni raffiguranti la presidente della Commissione che gioca con le stelle simbolo dell’Unione e le scritte “Benvenuti a Vonderland” e “Questa non è Europa”.

“Ha vinto la linea politica della Presidente Von der Leyen che ha imposto ai commissari tagli draconiani – attaccano Prandini e Gesmundo – Sono imbarazzanti in particolare le parole del Commissario all’Agricoltura Hansen che dichiara di aver salvato l’80% del budget Pac. Sarebbe stato più dignitoso dimettersi, ammettendo una sconfitta clamorosa con un taglio di un quinto delle risorse precedenti che ha votato anche lui, garantendo l’unanimità”.

“Ora tocca ai capi di Stato e di governo che dovranno interrompere il loro silenzio e fermare questa pericolosa deriva autocratica – proseguono – ulteriormente dimostrata da questo bilancio folle. Paradossalmente dobbiamo fare appello alla regola dell’unanimità per salvare la democrazia europea”.

“Se i governi non si opporranno – assicurano i vertici di Coldiretti – avranno anche loro la corresponsabilità di aver ucciso la politica agricola in Europa. Ormai è chiaro a tutti che in Europa comanda solo la Von der Leyen, come fa Xi Jinping in Cina, tra l’ignavia e la mancanza di coraggio e di dignità dei Commissari. Un disegno mortale per l’agricoltura e per la tenuta democratica dell’Unione, che è sempre più sempre più lontana dai suoi popoli e sempre più vicina alla sua implosione”.

“Sotto le macerie di questa implosione – aggiungono – resteranno le future generazioni i nostri figli e nipoti. Un progetto avviato da Timmermans e realizzato con spietata lucidità da Von der Leyen. Ma non finisce qui – assicurano il presidente e il segretario della prima organizzazione agricola in Europa – La nostra mobilitazione resta forte e permanente, perché non ci rassegniamo a chi vuole togliere i soldi alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati e rovinare la salute dei consumatori, depotenziando un settore strategico per l’Europa e per l’Italia in particolare, come l’agricoltura e l’agroalimentare. Abbiamo davanti due anni per combattere questa deriva – concludono -, salvare gli agricoltori e scongiurare la fine del sogno europeo. Chiediamo un incontro urgente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 18 luglio 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 18 luglio 2025Al mattino cielo irregolarmente nuvoloso per il transito di nubi medio-alte; nel pomeriggio sviluppo di locali addensamenti cumuliformi sui rilievi, che potrebbero dare luogo a occasionali e isolati rovesci.

Temperature minime attorno a 19 gradi e massime comprese tra i 27 gradi sulla costa riminese e i 34 gradi sulle aree di pianura, in locale aumento. Venti deboli di direzione variabile sulla pianura e sui rilievi; a prevalente regime di brezza sulla costa e nelle aree vallive. Mare mosso ma con moto ondoso in attenuazione nelle ore serali, fino a divenire poco mosso.

(Arpae)

Regione, nominati i nuovi direttori generali

Regione, nominati i nuovi direttori generaliAl termine di una procedura di selezione aperta per la definizione dell’elenco dei direttori generali cui attingere, oggi la Giunta regionale guidata dal presidente Michele de Pascale ha nominato i nuovi direttori generali della Regione Emilia-Romagna. Gli incarichi avranno la durata dell’intera legislatura.

Posto che alla Direzione Generale Politiche Finanziarie era già stato prorogato fino a ottobre l’attuale direttore, Onelio Pignatti, mentre alla Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare era già stato nominato Lorenzo Broccoli, queste sono le nuove nomine:

-Direzione Generale Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni: Manuela Lucia Mei (attualmente segretaria generale della Provincia e del Comune di Forlì-Cesena);

-Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca: Silvia Lorenzini (attualmente direttrice di Agrea);

-Direzione Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese: Roberto Ricci Mingani (attualmente capo settore Attività produttive della Regione);

-Direzione generale Cura del territorio e dell’ambiente: Cleto Carlini (attualmente capo area Infrastrutture Mobilità del Comune di Bologna);

Per quanto riguarda le Agenzie, a fronte delle riconferme di Sabrina Amerio alla Direzione Agenzia per lo Sviluppo dei mercati telematici (Intercent-ER) e Paolo Iannini alla Direzione Agenzia regionale per il lavoro (ARLAV), queste sono le nuove nomine:

-Agenzia per la Sicurezza territoriale e Protezione civile: Massimo Camprini (attualmente Area Infrastrutture Civili del Comune di Ravenna);

-Arpae – Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia-Romagna: Paolo Ferrecchi (direttore generale uscente Cura del territorio e dell’ambiente della Regione).

Infine, alla Direzione Agenzia regionale per le ricostruzioni viene prorogato Davide Parisi, mentre alla Direzione Azienda regionale per il diritto agli studi superiori (ER.GO) la guida è affidata a interim a Roberto Ricci Mingani. La direzione di AGREA, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, viene affidata a interim a Silvia Lorenzini.

“Abbiamo individuato profili di altissima qualità per la guida della macchina regionale: professionalità che ci garantiranno di poter affrontare quelle sfide difficili e importanti che abbiamo davanti, decisive per il futuro dell’Emilia-Romagna- spiega de Pascale-. Ci hanno guidato nella scelta tre principi: l’individuazione di valide professionalità che provengono dai Comuni – e quindi dai territori – insieme alla valorizzazione di percorsi di crescita interni alla Regione, e quello della rotazione interna dopo dieci anni nello stesso ruolo. Ci tengo- conclude il presidente- a ringraziare i direttori uscenti per l’ottimo lavoro e il contributo che hanno garantito in questi anni all’Emilia-Romagna di essere ai vertici nazionali ed europei praticamente in tutti gli indicatori di qualità amministrativa e a portare il mio in bocca al lupo ai nuovi”.

Festival e rassegne dedicate al cinema e all’audiovisivo, la Regione ne sostiene 32 attraverso il bando 2025 che ha messo a disposizione 350mila euro

Festival e rassegne dedicate al cinema e all’audiovisivo, la Regione ne sostiene 32 attraverso il bando 2025 che ha messo a disposizione 350mila euroSedici festival e sedici rassegne dedicati al cinema e all’audiovisivo che si svolgono su tutto il territorio regionale nel corso dell’anno con un’ampia diversificazione sotto il profilo dei linguaggi, dei temi trattati e dei target di pubblico. Sono in tutto 32 i progetti finanziati dalla Regione con 350mila euro, nell’ambito del bando promosso per cofinanziare e sostenere l’organizzazione e la realizzazione di manifestazioni in ambito cinematografico e audiovisivo di rilievo regionale, nazionale e internazionale.

“Stiamo lavorando per sviluppare e consolidare la rete dei festival nella nostra regione, coprendo tutte le province, da Piacenza a Rimini, e con una varietà di offerta tematica stimolante e qualificata – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni–. Con la collaborazione degli operatori continuiamo ad impegnarci per innovare le manifestazioni nel rispetto della sostenibilità ambientale. Auspichiamo per il futuro- aggiunge- anche una maggiore relazione e collaborazione istituzionale tra la Direzione Generale Cinema e le Regioni che ospitano e sostengono queste importanti manifestazioni, per definire tempi certi e per costruire insieme il panorama nazionale dei festival cinematografici”.

Il sostegno ai festival e alle rassegne amplia il contesto della promozione e diffusione della cultura cinematografica previsto dalla legge regionale 20 del 2014 e adottato dalla Regione attraverso l’operato dell’Emilia-Romagna Film Commission. In questo ambito, l’assessorato alla Cultura ha inoltre supportato le reti di festival di rilevanza nazionale e internazionale che nel triennio in corso 2024 – 2026 sono 10 (nel triennio precedente erano 5) distribuiti su tutto il territorio, per un totale di 810mila euro di contributi erogati, e la promozione della cultura cinematografica e il sostegno all’esercizio, per cui sono stati assegnati complessivamente 600mila euro di contributi. La rete dei festival è inoltre impegnata a promuovere eventi ecosostenibili, grazie ad un protocollo individuato con la collaborazione di Arpae, contribuendo così a lasciare un’eredità culturale, etica e ambientale positiva alla comunità che li ospita.

Diversi i criteri utilizzati dal Nucleo per la valutazione dei progetti – composto da Fabio Abagnato (responsabile di Emilia-Romagna Film Commission), Camilla Carra (settore Attività culturali, economia della cultura, giovani della Regione Emilia-Romagna), Giacomo Manzoli (professore Ordinario Dipartimento delle Arti dell’Università degli Studi di Bologna) – per l’assegnazione dei punteggi in coerenza con gli obbiettivi previsti dal bando, tra cui la rilevanza regionale e nazionale, la qualità della proposta progettuale, la struttura finanziaria, quella organizzativa, la strategia di formazione e ampliamento del pubblico, l’ampliamento dell’offerta territoriale e, per i soli festival, l’adozione di pratiche volte a certificare il profilo di sostenibilità ambientale della manifestazione.

 

Un anno di mandato a Fiorano Modenese

Un anno di mandato a Fiorano ModeneseA poco più di un anno dall’insediamento della Giunta di Fiorano Modenese, sindaco e assessori tracciano un primo bilancio delle attività svolte.

“Un anno segnato da un impegno costante e da un prezioso lavoro di squadra per costruire una comunità coesa e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più fragili. Abbiamo dato concretezza ai temi del territorio, del lavoro, della sostenibilità ambientale, della vitalità culturale ed aggregativa del paese, al tema delle famiglie e dei servizi per l’infanzia. Non sono risultati ultimi ma elementi da mantenere, ampliare e rendicontare ai cittadini coi quali non faremo mancare dialogo e confronto” sottolinea il sindaco Marco Biagini.

Nella prima seduta la Giunta comunale ha approvato un atto a tutela della retribuzione minima salariale nei contratti sottoscritti dal Comune di Fiorano Modenese, il cosiddetto salario minimo.

Particolare attenzione è stata riservata alle famiglie e all’infanzia, con l’apertura della nuova sezione di nido da 14 posti e il convenzionamento con il nido della Fondazione Coccapani, che ha permesso di accogliere tutte le domande delle famiglie residenti, anche di quelle con un solo genitore occupato.

E’ poi imminente la conclusione dei lavori della nuova scuola dell’infanzia a Spezzano dove potranno trasferirsi, a inizio del nuovo anno, alunni e personale di Villa Rossi. Tra inverno e primavera sono inoltre stati attivati con successo due progetti di welfare culturale a sostegno di giovani famiglie: TataBla e Cinemamme.

Sono state portate avanti importanti opere pubbliche: la bretellina di Ubersetto tra via Canaletto e via Giardini; la rotatoria tra via Viazza e via Canaletto; l’eliminazione del semaforo in via Ferrari Carazzoli per fluidificare il traffico. L’Amministrazione ha reperito i fondi necessari per portare a termine i lavori di riqualificazione dell’ala est del castello di Spezzano che renderanno la struttura più efficiente e sicura. A breve termineranno anche i lavori per il ristorante e dell’appartamento del custode. E’ stato avviato un piano asfalti per oltre 600mila euro, per migliorare la sicurezza stradale e intervenire sulle strade più ammalorate. Per ottenere ulteriori finanziamenti si sta inoltre lavorando per l’istituzione dell’Ufficio Europa distrettuale.

Anche sul fronte dell’ambiente e della sostenibilità ci sono state azioni importanti come la sostituzione delle “casette dell’acqua” con strutture più funzionali, in parte finanziate con bando Atersir. Continua inoltre la piantumazione di due alberi per ogni nuovo nato, che consente di aumentare il verde comunale. Grazie all’impegno e contributo dei cittadini è stata poi raggiunta la percentuale dell’87% di raccolta differenziata, superando i parametri definiti nel piano regionale e consentendo al Comune di ottenere da Atersir un contributo di oltre 50mila euro.

Con l’approvazione dell’accordo di programma urbanistico con Kerakoll, che prevede la rigenerazione urbana dell’area ex Interceramica, di fronte al cimitero di Fiorano, a cui si accompagna un disegno di ricucitura delle ciclabili lungo il villaggio artigiano e lungo la Statale e la rigenerazione dell’area Santa Caterina, si prosegue il riordino territoriale che tiene insieme lo sviluppo del territorio e del lavoro con la tutela del territorio e la riconquista di alcune aree verdi, per avere un Comune più attento all’ambiente e di qualità.

L’Amministrazione riconosce il valore e l’importanza dello sport per la salute, vita sociale ed educazione specie dei più giovani, per questo ha adottato la Carta Etica dello sport ed ha investito sulla riqualificazione del parco XXV Aprile, con nuovo campo da basket e da calcio, per circa 120 mila euro, la manutenzione e messa in sicurezza della piscina di Spezzano per oltre 150 mila euro e l’asfaltatura della pista Jody Scheckter per circa 60 mila euro.

Grande attenzione è stata data anche al commercio, il Comune ha ricevuto dalla Regione un contributo di 22.500 euro per attivare un hub urbano a Fiorano e un hub di prossimità a Spezzano, con lo scopo di ripensare dal punto di vista commerciale alcune zone del nostro territorio fioranese.

In tema di promozione territoriale e della socialità è stato fatto molto, attraverso eventi culturali e manifestazioni, dal Maggio Fioranese che ha visto una grandissima partecipazione al nuovo festival culturale e della comunità “Essenziale / Presente”.

Sul fronte della sicurezza è partito il progetto di “Controllo di vicinato” che ha già visto la costituzione di un gruppo.

Infine sul tema casa, in particolare per i più fragili è stata disposta la ristrutturazione e riqualificazione del bene confiscato alla criminalità organizzata, situato nel territorio di Fiorano Modenese, con il progetto Housing first. Qui verranno creati appartamenti e posti letto per persone in difficoltà a disposizione di tutto il distretto ceramico.

 

UniCredit assume 1.000 persone in Italia

UniCredit assume 1.000 persone in ItaliaContinua l’impegno di UniCredit in Italia attraverso un importante piano di assunzioni. E’ infatti partita la campagna “Segui il tuo talento. Ti porterà da noi” dedicata ai giovani under 30 che saranno impiegati nella rete commerciale italiana.

I nuovi assunti da inserire in Italia nel 2025 sono mille, di cui 700 giovani nella Rete Commerciale, e si sommano alle assunzioni già realizzate da UniCredit: dal 2021 quattromila e ottocento in Italia e novemila a livello di Gruppo.

In UniCredit crediamo nel potere trasformativo delle nuove generazioni, nell’efficacia di un ambiente intergenerazionale e nel talento a tutti i livelli, fattori chiave per la realizzazione delle aspirazioni professionali e per la crescita sostenibile della nostra Banca.

Questo investimento ha portato ad un ringiovanimento della popolazione: negli ultimi quattro anni la percentuale dei dipendenti in Italia con meno di 35 anni è quasi raddoppiata, passando dal 7,7% al 14%.

Remo Taricani (foto), Deputy Head Of Italy: “Con questa campagna vogliamo lanciare un messaggio chiaro: UniCredit è un luogo in cui il talento dei giovani trova spazio per crescere e fare la differenza. Investiamo costantemente sul capitale umano e crediamo fortemente nei giovani e nel valore del ricambio generazionale. Il loro contributo è essenziale: portano nuove idee, familiarità con le tecnologie emergenti e una visione moderna del mondo, permettendoci così di essere una banca più forte e proiettata verso il domani.”

Ilaria Maria Dalla Riva, Head of COO Italy and Head of People and Culture Italy: “Desideriamo posizionare UniCredit come la Banca nella quale ognuno, a partire dalle giovani generazioni, può esprimere il proprio talento, valorizzare le proprie unicità e sprigionare tutto il proprio potenziale, generando un impatto positivo sui nostri clienti e sulle comunità che serviamo. Insieme costruiamo il futuro.”

Per candidarsi è sufficiente accedere alla sezione carriera del sito di Gruppo, cliccando sul link sottoindicato: https://www.unicreditgroup.eu/it/careers.html

 

Fp Cgil e Uil Fpl ER: “Serve un provvedimento immediato per le educatrici! I servizi educativi sono da preservare, non da affossare”

“Quanto si sta verificando, in Emilia Romagna e nel Paese, in queste settimane è assurdo, oltre che indegno.

Il non riconoscimento, da parte delle università, delle lauree conseguite nel periodo 2017-2019 interviene pesantemente nella vita di persone che hanno regolarmente conseguito un titolo valido in quegli anni, emesso dalle stesse università che oggi lo disconoscono.

Il non riconoscimento delle lauree, oltre a gettare centinaia di persone nello sconforto, è da considerarsi un comportamento offensivo nei riguardi di professionalità acquisite, che permettono la crescita e l’educazione di bambini e per tutte le persone interessate da processi educativi.

I servizi educativi, e le loro professionalità, sono da preservare e non da affossare!

Per questo motivo vanno bene le prime disponibilità del Governo ad emettere una soluzione per via normativa, ma questa deve essere una soluzione “tombale”, totalmente risolutiva ed immediata per evitare che si generino problemi ulteriori riguardo ai posti di lavoro e ai requisiti di accesso ai concorsi pubblici e che consenta alle persone coinvolte di vedersi riconosciuto il titolo come abilitante per l’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia.

Per questo motivo FP CGIL e UIL FPL hanno scritto anche all’ANCI regionale richiedendo uno specifico incontro, chiedendo non solo una presa di posizione da parte dei Comuni della regione nei confronti del Governo, in modo da rafforzare la necessità di una soluzione immediata, ma anche di non ostacolare l’accesso alla professione da parte di chi è coinvolto in questa spiacevole vicenda.

Nella richiesta di incontro FP CGIL e UIL FPL hanno chiesto di affrontare anche l’assetto complessivo dei servizi educativi all’infanzia, riguardo alla tenuta della gestione pubblica; a processi di reinternalizzazione dei servizi; all’equiparazione dei trattamenti economici e normativi tra chi svolge la medesima attività a prescindere dalla tipologia contrattuale.

È indispensabile che tutti si adoperino nella medesima direzione per risolvere positivamente la questione”.

A Formigine lo Sportello del Cittadino si rinnova

A Formigine lo Sportello del Cittadino si rinnovaDa venerdì 18 a lunedì 21 luglio compresi, lo Sportello del Cittadino di via Unità d’Italia a Formigine resterà chiuso al pubblico per consentire l’avvio di lavori di ristrutturazione finalizzati a riorganizzare gli spazi e garantire una maggiore tutela della privacy.

Il progetto prevede la suddivisione dell’attuale spazio, ora occupato dallo Stato civile, in due ambienti separati dall’open space, con un miglioramento dell’insonorizzazione interna, così da garantire una maggiore privacy per utenti e operatori, anche nella gestione di pratiche che richiedono riservatezza. Contestualmente, verrà completato anche il processo di accorpamento dei servizi, con l’ingresso dell’Ufficio elettorale all’interno della stessa area: una scelta pensata per concentrare in un unico punto tutte le attività rivolte al cittadino.

Durante i quattro giorni di chiusura temporanea, tutti i servizi, l’URP e il centralino dello Sportello resteranno attivi telefonicamente, così come il numero per la prenotazione degli appuntamenti. L’Ufficio di Stato Civile garantirà comunque la reperibilità in caso di emergenze, gestite esclusivamente previo contatto telefonico e valutazione della non differibilità.

Accreditamento socio sanitario, Cgil, Cisl e Uil ER: ripristinare i miglioramenti dei servizi ai cittadini e del lavoro

Accreditamento socio sanitario, Cgil, Cisl e Uil ER: ripristinare i miglioramenti dei servizi ai cittadini e del lavoroSospendere in toto l’applicazione della delibera 1638/2024 significa “parcheggiare con le quattro frecce” tutto il sistema di accreditamento socio sanitario della nostra Regione, mandando a monte il lavoro di anni di confronto.

Per CGIL CISL e UIL il punto fondamentale è difendere i diritti delle persone anziane e con disabilità e delle lavoratrici e dei lavoratori indispensabili ad assicurare servizi di qualità, in un sistema a forte governance pubblica.

Non si tratta quindi di “mettere a rischio i Comuni”, né tantomeno di esporli a ricorsi, oltre agli aspetti procedurali relativi all’avvio delle procedure ad evidenza pubblica per la gestione dei servizi, nella delibera c’è tanto altro, che può e deve essere messo concretamente in atto per il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi, per migliorare le condizioni di chi all’interno dei servizi lavora e di chi viene assistito e, ancora di più, per dare una risposta a centinaia di famiglie che in questo momento si fanno carico totalmente dell’assistenza dei propri cari.

Si tratta di tradurre concretamente gli impegni presi con percorsi da attuare subito, senza aspettare fantomatiche scadenze nazionali, visto che sono stati promessi già da tempo, per poter ragionare rispetto alle opportunità di formazione di nuovo personale, difficilmente reperibile in questo momento storico, di implementare l’assistenza domiciliare, di migliorare i rapporti personale/utenti, di garantire le corrette applicazioni contrattuali e tutte le innovazioni di processo previste nella delibera.

Si tratta quindi di rendere esplicita con atti concreti una volontà politica finora ambigua,  sulla quale si può lavorare e programmare a garanzia del sistema a prescindere dai vincoli nazionali. Ci auguriamo che l’incontro convocato con l’Assessora Conti per fine mese, alla presenza del Presidente de Pascale, consenta di fare chiarezza, in un quadro di prospettiva che sappia assicurare qualità al sistema socio-sanitario regionale.

Il terzo appuntamento con i Giovedì sotto le stelle

Il terzo appuntamento con i Giovedì sotto le stelleTerzo appuntamento, domani 17 Luglio, con i “Giovedì sotto le Stelle”: la kermesse estiva di Sassuolo che, nelle serate dei giovedì di luglio, propone negozi aperti con promozioni, eventi, spettacoli e mercatini dalle ore 20 alle ore 24. Il Comitato dei Commercianti del Centro Storico e tantissime associazioni, circoli e parrocchie animano il centro storico della città con il patrocinio dall’Amministrazione Comunale e la collaborazione di Sgp.

 

Questo il programma di domani, giovedì 17 luglio

Julive Music Fest: manifestazione musicale dedicata ai giovani talenti e artisti emergenti del Distretto Ceramico promossa dal Comune di Sassuolo, a cura di Marco Dieci, Sonus Academy e CTG, con il sostegno di Fondazione di Modena. Piazza Martiri Partigiani, Piazzale della Rosa e Temple Bar a partire dalle ore 20;

Mostra d’arte “Collettiva d’Estate”: a cura del Gruppo Pittori Sassolesi Jacopo Cavedoni presso la Galleria Jacopo Cavedoni, Via Fenuzzi 12/14 dalle 20;

Insieme per la vita: una serata speciale nel cuore di Sassuolo: i ristoranti del centro si uniscono per sostenere il reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Sassuolo, grazie all’iniziativa dell’Associazione “Non è colpa mia” dalle 20;

Giochi sotto le Stelle: stand, laboratori e gonfiabili per bambine e bambini in piazza Martiri Partigiani dalle 20;

Fabrizio Dal Borgo: cover ’70-’80-’90, cena e animazione presso il bar Luana in piazza Risorgimento 31 dalle 20;

Si fes…Teggia: Raduno ed esposizione moto con aperitivo, visita guidata alla Distilleria Roteglia 1848 e dj set in piazzale Teggia dalle 20,30;

Narra-letture: incontro mensile del gruppo di lettura della Biblioteca N. Cionini dedicato a “Il mio anno di riposo e oblio” di Ottessa Moshfegh presso la corte di Villa Giacobazzi, Parco Vistarino dalle ore 20,30;

Siamo Soli Band: tributo a Vasco Rossi. Concerto di musica live in piazza Garibaldi dalle 21;

Summer Dance Party: mercatini, musica e negozi aperti in via Cavallotti dalle 21;

Raduno Harley Davidson con musica live della band Firewood in viale XX Settembre dalle 21,15;

Anima Zero Acoustic Tribute: tributo a Renato Zero presso il bar Stella, Via Mazzini 71 dalle 21,30

DJ set di Simona Gee DJ in piazza Garibaldi dalle 22,30

 

Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna

Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagnaIl Parmigiano Reggiano è il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con oltre il 21,7% della produzione totale. Lo confermano i nuovi dati forniti dal Consorzio in occasione della conferenza stampa di presentazione della 59a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (1-4 agosto): nel 2024 la produzione degli 84 caseifici di montagna della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le 884.000 forme, con un aumento del +2,6% sul 2023 e del +15,4% sul 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione di questa produzione. In crescita anche la produzione di latte, con oltre 425.000 tonnellate (+1,6% sul 2023 e +11,9% sul 2016) fornite da più di 800 allevatori attivi in montagna.

Inoltre, nel 2016 il Consorzio ha lanciato la certificazione aggiuntiva Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio. Stando agli ultimi dati disponibili, il “Prodotto di Montagna” ha superato le 230.700 forme, con un aumento del +1,78% sul 2022 e del +29,6% sul 2016. Novità del 2025 è la modifica al regolamento del progetto che prevede il riconoscimento di un premio fisso di circa 50 cent/kg (20 euro/forma), quando viene bollata a fuoco per certificarla come “Prodotto di Montagna”, ovvero dopo la selezione e l’analisi sensoriale che il regolamento fissa a 20 mesi di stagionatura. Tale provvedimento ha l’obiettivo di rafforzare il valore commerciale della certificazione e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo.

Tutti forti segnali che la politica del Consorzio continua a invertire una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Nel decennio 2000-2010, infatti, nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di ben 60 caseifici e a una riduzione del 10% della produzione del latte. Deficit che è stato azzerato a partire dal 2014 grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sia sconti specifici per produttori e caseifici situati in zone di montagna, sia il bacino “montagna” per le quote latte.

È proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano di Montagna che da venerdì 1 a lunedì 4 agosto si terrà la 59a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina: quattro giorni di concerti, dj set, balli, show cooking, visite guidate al castello di Sarzano, gare di tiro con l’arco, fuochi d’artificio e spettacoli per tutti, adulti e bambini. Nel corso della kermesse, verrà annunciata ufficialmente la nomina di Casina a Città del formaggio da parte di ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) come località rappresentativa a livello nazionale per la produzione di Parmigiano Reggiano. Istituito nel 2020, l’Albo delle Città del Formaggio, che oggi conta 43 luoghi simbolo in Italia, premia l’impegno del Comune nella promozione della propria tradizione casearia, riconoscendo il ruolo centrale che Casina ha nella produzione di formaggio della dorsale appenninica e il lavoro intrapreso per comunicare questa identità proprio tramite la fiera.

Durante la quattro giorni, saranno ben 45 i caseifici di montagna, quindi più della metà di quelli presenti nel comprensorio, a presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre presente uno stand in cui si potrà partecipare a degustazioni in abbinamento con vini, cocktail, mieli, aceti e altre eccellenze gastronomiche da tutta Italia curate da APR (Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano), e comprare il Parmigiano Reggiano di montagna prodotto nelle quattro province della zona geografica.

L’appuntamento più atteso è la 13a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”, lunedì 4 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nel quale i 45 caseifici competeranno con i Parmigiano Reggiano di montagna 24 mesi, e 12 di essi si sfideranno anche con il 40 mesi, tutti valutati da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR. I vincitori delle due competizioni verranno poi celebrati insieme agli altri 11 vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2025 con una serata evento in cui gli verrà consegnato il Casello d’Oro. Dopo i fasti della prime due edizioni del premio, svoltesi rispettivamente a Parigi e Londra, la sede della prossima è stata annunciata a Madrid a inizio febbraio 2026. Durante la fiera, si terrà inoltre l’8a gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, dalla mezza forma a un ottavo, sino ad arrivare a punte il più possibile vicine al chilo di peso l’una. È una gara che mira sia alla bellezza e alla nettezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop.

«Il Parmigiano Reggiano si riconferma un elemento chiave per fortificare l’economia e preservare l’unicità dell’Appennino emiliano», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «È il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21,7% della produzione totale concentrata in ben 84 caseifici sui 291 totali. È stato fondamentale che il Consorzio introducesse interventi per la diffusione e la valorizzazione del “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche negli anni a venire: queste aree soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi, ma la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse non solo per la comunità locale, ma per tutti. Il Parmigiano Reggiano rende possibile il mantenimento dell’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e contribuisce allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita i beni più preziosi e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Inoltre, certificazioni come il “Prodotto di Montagna” e iniziative locali come la Fiera di Casina si inseriscono a pieno titolo nel quadro del progetto per diventare un vero brand iconico globale. La valorizzazione delle distintività della Dop e il legame con il territorio sono due dei pilasti di crescita e di costruzione per rendere il Parmigiano Reggiano un love brand, amato dai consumatori di tutto il mondo per i valori che rappresenta: naturalità, sostenibilità e qualità assoluta».

«Siamo felici di essere a fianco del Consorzio nell’annunciare la 59a edizione di questa rassegna unica», ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. «Quest’anno si tratterà di una fiera particolarmente memorabile: per il numero record di caseifici partecipanti, oltre la metà di quelli presenti nel comprensorio di montagna; per l’ampio ventaglio di degustazioni in cui il Parmigiano Reggiano verrà abbinato a prodotti provenienti da tutta Italia; per la nomina di Casina a Città del formaggio ONAF, in quanto luogo rappresentativo a livello nazionale proprio per la produzione della Dop. Sarà un’occasione irrinunciabile non solo per far conoscere il nostro territorio, ma anche per comunicare il Parmigiano Reggiano di montagna: un prodotto di immenso valore non solo finanziario, dato che la Dop è la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono».

 

Fognature Hera, Volpari (Lega): spese a carico dei cittadini e convocazioni lampo, la giunta PD resta a guardare

Fognature Hera, Volpari (Lega): spese a carico dei cittadini e convocazioni lampo, la giunta PD resta a guardare

“L’ennesimo esempio di disorganizzazione, pressappochismo e totale assenza di tutela per i cittadini arriva con la comunicazione inviata dal Comune in data 7 luglio, appena sette giorni prima di un incontro tecnico fissato per il 14 luglio alle ore 19:00, per discutere dei lavori di rifacimento della condotta fognaria del Rio San Marco (via D’Annunzio, via Alfieri, via Boiardo).

I lavori, gestiti da Hera, avrebbero richiesto una concertazione preventiva, incontri informativi con adeguato preavviso e soprattutto una difesa chiara dei diritti dei residenti. Invece, la giunta a trazione PD ha scelto ancora una volta la strada più comoda: lasciare campo libero ad Hera e scaricare oneri e spese sugli utenti, senza alcuna tutela o mediazione.

Nel documento si parla apertamente di “importanti comunicazioni sugli allacci privati alla pubblica fognatura”. Parole che suonano come un avvertimento: saranno i singoli cittadini a dover mettere mano al portafoglio, per eseguire interventi su proprietà private, spesso costosi e complessi, senza che nessuno dall’Amministrazione comunale si sia premurato di informare per tempo, studiare possibili agevolazioni o anche solo ascoltare le famiglie coinvolte. E parliamo di migliaia e migliaia di euro non di cifre irrisorie.

Questo non è governare, è voltarsi dall’altra parte. Il Comune si limita a fare da passacarte tra Hera e i cittadini, assumendo un ruolo da spettatore silenzioso, quando dovrebbe essere scudo, garante e voce dei sassolesi.
Ma il PD non lo ha fatto. Ed è così che lavori importanti diventano un incubo, e la responsabilità politica finisce sotto il tappeto.

La Lega Sassuolo denuncia con forza questo atteggiamento gravemente lesivo e poco rispettoso per i cittadini, in quanto la città non è proprietà della multiutility, che nonostante dopo il malcontento della raccolta porta a porta, continua a dettare legge nelle tasche dei cittadini.

E Sassuolo non può essere amministrata in silenzio”.

Luca Volpari (Lega Sassuolo)

Presentato oggi a Bologna il Rapporto IdroMeteoClima 2024 di Arpae

Presentato oggi a Bologna il Rapporto IdroMeteoClima 2024 di ArpaeTemperature record, piogge abbondanti, ondate di calore e alluvioni. Il 2024 è stato l’anno più caldo in Emilia-Romagna dal 1961, con un’anomalia di +1,6 °C rispetto alla media storica e un incremento delle notti tropicali e delle giornate con forte disagio bioclimatico, con 19 giorni in pianura e fino a 54 in ambito urbano.

Un quadro reso ancora più critico dalle precipitazioni: mai così abbondanti da oltre sessant’anni – oltre 1.200 millimetri su base annua – con numerosi episodi intensi, inclusi eventi orari superiori a 30 millimetri e piogge giornaliere estreme. Complessivamente sono stati 19 gli eventi meteo rilevanti: temporali, grandinate, un tornado, ondate di calore e due drammatiche alluvioni, dal 17 al 19 settembre e dal 17 al 20 ottobre nel bolognese e in diverse province Romagna. In crescita anche i livelli delle acque sotterranee, che in diversi corsi d’acqua hanno raggiunto i massimi assoluti dal 2002.

È il quadro delineato dal Rapporto “IdroMeteoClima” curato da Arpae e relativo al 2024, che contiene gli ultimi dati sull’andamento meteorologico, climatico, idrologico e marino-costiero in Emilia-Romagna. Il report è stato presentato oggi a Bologna, nella Sala 20 maggio della Terza Torre. Ad aprire i lavori, la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.

“I cambiamenti climatici– afferma la sottosegretaria Rontini– non sono più una previsione lontana, ma una realtà già in atto, che modifica profondamente il nostro territorio, i nostri ecosistemi e la vita quotidiana delle persone. La politica ha il dovere di riconoscere questa sfida e affrontarla con strumenti nuovi, mettendo al centro la sicurezza delle comunità e la tenuta del territorio. Dobbiamo rivedere le nostre politiche urbanistiche, agricole, di gestione delle risorse idriche e di protezione civile. Serve un approccio integrato, che unisca prevenzione, pianificazione, gestione del rischio e capacità di intervento, e che coinvolga cittadini, istituzioni e imprese in un percorso condiviso e lungimirante”.

“L’Emilia-Romagna– prosegue– è già al lavoro su questo fronte, ma il nostro obiettivo è accelerare ancora, rafforzando gli strumenti di pianificazione, il coordinamento tra enti locali e tecnici, la manutenzione del reticolo idrografico e gli interventi strutturali per la messa in sicurezza del territorio. È una sfida impegnativa, che richiede responsabilità, scelte chiare e un impegno condiviso”.

“Con il Rapporto, che curiamo ogni anno- spiega Pier Paolo Alberoni, responsabile della Struttura Idro-Meteo-Clima di Arpae-, forniamo un’analisi di dati e indicatori fondamentali per descrivere l’evoluzione nel tempo del clima dell’Emilia-Romagna. Si tratta di aspetti molto importanti per la tutela ambientale e per il supporto alle politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, alla pianificazione territoriale e alle attività di protezione civile”.

Il Rapporto “IdroMeteoClima – dati 2024

Il 2024 si conferma come l’anno più caldo mai registrato in Emilia-Romagna dal 1961 per temperatura media e minima, mentre si colloca al terzo posto per quanto riguarda la temperatura massima, superato solo dal 2022 e dal 2023. Un andamento che si accompagna al secondo valore più elevato nella serie storica per le cosiddette notti tropicali – con un numero compreso tra 50 e 75 nei principali centri urbani – e al massimo numero di giornate con disagio bioclimatico registrato nelle aree di pianura dal 2001, con punte fino a 54 giorni in contesti urbani come Ferrara.

Anche sul fronte delle precipitazioni, il 2024 ha fatto registrare dati eccezionali: con una media regionale di 1.208,2 millimetri, si tratta del valore più alto dal 1961. Numerosi gli episodi di piogge intense e fenomeni temporaleschi di rilievo, con un totale di 19 eventi meteo rilevanti, tra cui supercelle, un tornado e due alluvioni significativem dal 17 al 19 settembre e dal 17 al 20 ottobre nel bolognese e in Romagna.

Le portate fluviali sono risultate complessivamente superiori alla norma: il fiume Po ha registrato valori ben al di sopra della media, e lo stesso vale per i principali corsi d’acqua regionali, seppur con deflussi variabili nelle diverse aree. In crescita anche il livello delle acque sotterranee, che in diversi corpi idrici ha raggiunto i massimi assoluti dal 2002, segnando un deciso aumento rispetto al 2023.

Per quanto riguarda l’ambiente marino-costiero, le temperature medie mensili del mare sono risultate simili o superiori ai valori climatici di riferimento per il periodo 2008-2023. Nell’arco dell’anno si sono verificate 19 mareggiate, nessuna delle quali classificata come severa. I livelli medi del mare si sono mantenuti pressoché stabili.

Ue, European Scoreboard 2025: l’Emilia-Romagna seconda regione italiana per tasso di innovazione

L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per performance di innovazione, con un indice superiore alla media europea. Il dato emerge dall’European Innovation Scoreboard 2025, il report diffuso dalla Commissione europea che si basa su 32 indicatori che analizzano una serie di parametri delle regioni europee, tra cui il contesto generale, i livelli di investimento, le attività innovative e gli effetti sull’economia, sull’ambiente e sulla società.

Per l’Emilia-Romagna, preceduta solo dalla Provincia Autonoma di Trento, la classificazione attribuita è quella di “forte innovatore”, che è il secondo scaglione, dopo “leader”, attribuito alle regioni in ambito europeo. Nella speciale graduatoria seguono poi altre due classificazioni, quella di regione a moderata performance – dentro cui ricadono tutte le altre regioni italiane – e quella di emergenti.

L’Emilia-Romagna ha fatto registrare un indice di performance di 115,4 punti, superiore alla media europea di 112,6, in aumento di 4 punti grazie soprattutto al numero di pubblicazioni scientifiche internazionali congiunte, agli investimenti pubblici e privati in ricerca, alla percentuale della popolazione di età compresa tra 25 e 64 anni che partecipa ad attività di apprendimento permanente, alle pubblicazioni scientifiche che rientrano tra il 10% delle più citate a livello mondiale e alla percentuale di famiglie con accesso a internet a banda larga.

“Il Report certifica la solidità delle nostre politiche di innovazione: investire in ricerca, formazione e infrastrutture digitali porta risultati concreti– dichiara Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico–. Il miglioramento rispetto al 2024 premia anche la capacità di lavorare in sinergia tra istituzioni, università, imprese e cittadini. L’innovazione è una leva strategica dello sviluppo e, come Regione, continueremo a sostenere il nostro ecosistema della ricerca per ogni attività in questa direzione”.

Nidi e Scuole dell’infanzia. 34 milioni di euro nel 2025 per sostenere e rafforzare, in Emilia-Romagna, la qualità dell’offerta educativa

Nidi e Scuole dell’infanzia. 34 milioni di euro nel 2025 per sostenere e rafforzare, in Emilia-Romagna, la qualità dell’offerta educativaBambine e bambini al centro delle politiche della Regione Emilia-Romagna: per consolidare e qualificare il sistema dei servizi 0/6, in particolare i Servizi educativi 0/3, e migliorare ulteriormente la qualità dell’offerta educativa puntando sempre più sulla formazione del personale e sulla possibilità di valorizzare le azioni innovative, con quote di incremento per i comuni montani e  in cui sono presenti bambini con disabilità.

Obiettivi da conseguire anche grazie a 34 milioni di euro, destinati per il 2025 alla qualificazione del sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni: quasi 26 milioni (esattamente 25.926.185 euro) provengono dal Fondo nazionale, e altri 8 milioni sono stati stanziati dalla Regione, in aumento rispetto al 2024. Il doppio via libera, alla programmazione delle risorse statali e alla ripartizione tra Comuni e Unioni, è arrivato nell’ultima seduta dalla Giunta, che a fine giugno, con un altro provvedimento, aveva già approvato l’assegnazione sul territorio dei contributi regionali.

“Gli investimenti per la prima infanzia- sottolinea l’assessora a Welfare, Scuola e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti- rappresentano uno dei punti cardine del nostro programma di mandato: sia i Nidi che le Scuole d’infanzia sono realtà fondamentali non solo per la cura dei bambini e delle bambine e per il supporto che forniscono alle famiglie, ma anche per la crescita, l’educazione, la socializzazione e l’integrazione dei più piccoli, in una fase molto importante e delicata della loro vita. Tali scelte contribuiscono peraltro a rendere attrattivo il territorio regionale anche in termini di investimento, sviluppo e lavoro”.

“Con precedenti interventi abbiamo stanziato 15 milioni di euro, 4 in più rispetto al 2024, per l’ampliamento dei servizi educativi tra 0 e 3 anni- aggiunge Conti- e aumentato le risorse per ridurre i costi delle rette a carico delle famiglie, che passeranno da 28 a 30 milioni. Investire sull’infanzia e sul sistema integrato di educazione e istruzione significa investire sul futuro, per costruire una comunità più giusta, coesa, capace di offrire pari opportunità a tutti i cittadini, già dai primi anni di vita. L’Emilia-Romagna è una regione dove questo sistema ha sempre rappresentato un modello, ma continuiamo a lavorare, e a investire, sia per l’ampliamento dell’accesso ai servizi, sia per l’ulteriore qualificazione dell’offerta”.

Il sistema educativo integrato per la prima infanzia in Emilia-Romagna

Come emerge dai dati del Sistema informativo servizi Prima infanzia regionale – SPI.ER, per l’anno educativo 2024/2025 in Emilia-Romagna si contano 1.297 servizi educativi di varie tipologie, con un’accoglienza di circa 38.800 bambini. In particolare sono 1.078 i Nidi d’infanzia, che comprendono anche 53 micronidi e 151 sezioni Primavera, per un totale di quasi 36.500 bambini; 219 sono i Servizi educativi integrativi, con un’accoglienza di circa 2.300 bambini, che comprendono Spazi bambino, Centri per bambini e famiglie, Servizi domiciliari (Piccoli gruppi educativi) e Servizi sperimentali. Circa il 48% dei bambini (17.520) ha un’età tra i 3 e i 23 mesi (n. 17.520), e il 52% (18.980) è in età 24-36 mesi. La diffusione territoriale dei servizi educativi raggiunge l’85% di copertura dei Comuni e Unioni di Comuni (282 su un totale di 330), e per le Scuole d’infanzia statali e paritarie, comunali e private, l’indice di presa in carico risulta, da fonti Istat, essere pari al 90,19%.

Le risorse disponibili

I 26 milioni di euro dello specifico Fondo nazionale assegnati quest’anno alla Regione Emilia-Romagna sono suddivisi secondo i criteri stabiliti dall’Assemblea legislativa e sono destinati per il 93% (24 milioni 111mila euro) a sostenere il consolidamento dei Servizi educativi (comprese le sezioni primavera che accolgono bambini 24/36 mesi) e delle Scuole d’infanzia paritarie, sia comunali che private. Il 7% dei finanziamenti statali servono a qualificare l’offerta, attraverso la formazione del personale, il coordinamento pedagogico e le azioni innovative. Sono previste quote di incremento per i Comuni montani (+2,8% del budget per le spese di gestione) e per il numero di bambini con disabilità certificata presenti nei servizi educativi e nelle scuole (+2,1%).

Gli 8 milioni di provenienza regionale – anch’essi ripartiti tra Comuni e loro forme associative – sono destinati ad ampliare, consolidare e qualificare il sistema integrato dei servizi educativi per la prima infanzia, quindi Nidi e Servizi integrativi al nido per bambini da 0 a 3 anni, pubblici e privati convenzionati accreditati.

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