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domenica, 12 Luglio 2026
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Cercano casa sette cani salvati nel parmense: l’appello dell’OIPA

Cercano casa sette cani salvati nel parmense: l’appello dell’OIPADopo essere stati sequestrati con urgenza presso una abitazione nel parmense per una detenzione assolutamente incompatibile con le loro necessità etologiche ed essere stati affidati alle cure delle Guardie Zoofile dell’OIPA di Parma con il supporto della sezione, sette cani –cinque Cirnechi dell’Etna e due Schnauzer medi – sono finalmente pronti per essere accolti in una nuova famiglia.

Recuperati lo scorso inverno dai Carabinieri Forestali di Parma, in un’operazione supportata dal Nucleo di Guardie Zoofile dell’OIPA e l’Azienda Sanitaria Locale, gli animali erano tenuti in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, costretti a vivere al buio, in spazi angusti e sporchi, tanto da metterne a rischio la salute e l’incolumità psico-fisica. Una situazione drammatica, che ha portato alla denuncia del responsabile per detenzione incompatibile di animali e produttiva di gravi sofferenze.

L’OIPA si si è fatta carico di tutte le spese veterinarie, alimentari e di pensionamento. Gli animali sono stati confiscati e riscattati definitivamente, e possono ora iniziare una nuova vita: dopo un percorso di riabilitazione psico-fisica, sono pronti per trovare una casa e una famiglia amorevole

L’OIPA lancia ora un appello a tutte le persone che desiderano offrire una seconda possibilità a questi cani: dopo aver vissuto una situazione innaturale e non idonea, cercano famiglie consapevoli e pronte a prendersi cura di loro con amore, pazienza e rispetto. Chi lo desidera può contribuire a coprire le spese già sostenute per la loro cura e il mantenimento: anche il più piccolo aiuto può fare una grande differenza.

Le donazioni possono essere inviate a questo link: sostieni.oipa.org/guardie-parma/

Per informazioni sulle adozioni è possibile contattare l’indirizzo e-mail guardieparma@oipa.org

Bando caldaie, raggiunta la capienza dei contributi regionali per la sostituzione degli impianti a biomassa: già liquidati i primi 17,9 milioni di euro, oltre 9.200 le domande

Bando caldaie, raggiunta la capienza dei contributi regionali per la sostituzione degli impianti a biomassa: già liquidati i primi 17,9 milioni di euro, oltre 9.200 le domandeGeneratori moderni, stufe a pellet a 5 stelle, ma anche pompe di calore e sistemi ibridi a basso impatto ambientale al posto di camini e vecchie caldaie. Il bando regionale 2024 per la sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato dal Ministero dell’Ambiente, ha registrato una grande partecipazione da parte dei cittadini, che hanno risposto in massa alla possibilità di migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni contribuendo al tempo stesso alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Il bando si è chiuso ufficialmente il 31 luglio scorso, avendo raggiunto la capienza prevista.

“Il bando ha avuto un ruolo chiave nel rinnovare il parco degli impianti domestici in regione- sottolinea l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo-. Un risultato che ci dice chiaramente quanto questa misura sia stata apprezzata dai cittadini e quanto possa incidere concretamente sulla qualità dell’aria e sull’efficienza degli edifici”.

Secondo il Report effettuato per la chiusura del bando, sono 9.221 domande presentate alla Regione, di cui 5.459 già ammesse e impegnate (comprese quelle dell’ultimo provvedimento in corso), 3.578 ancora in fase di istruttoria (in attesa di documentazione da parte dei richiedenti) e 184 escluse. I contributi già liquidati o in fase di liquidazione ammontano a circa 17,9 milioni di euro.

“Siamo già al lavoro su una nuova proposta progettuale attualmente in fase di presentazione al Ministero dell’Ambiente- aggiunge l’assessora-, con l’obiettivo di incentivare la sostituzione degli impianti a biomassa legnosa con pompe di calore ad alta efficienza. Un intervento che si inserisce nel quadro più ampio del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria, che punta a ridurre le emissioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e di altri inquinanti legati alla combustione di biomassa nei centri abitati”.

Le tipologie più frequentemente sostituite sono state stufe a legna, camini non certificati e caldaie a biomassa datate, tutte fonti di emissioni nocive soprattutto nei mesi invernali. Al loro posto, i cittadini hanno optato per generatori moderni, tra cui stufe e caldaie a pellet a 5 stelle, ma anche pompe di calore e sistemi ibridi a basso impatto ambientale, in linea con le tecnologie previste dai più recenti standard europei.

 

La suddivisione per province

Nel contesto del bando regionale per la sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa 2024, il report a chiusura anticipata del 31 luglio 2025 fornisce una chiara ripartizione delle domande valide per ciascuna provincia.

Le province con il maggior numero di domande valide sono Reggio Emilia e Forlì-Cesena. Rispettivamente con 1.445 e 1.405 domande. Per quanto riguarda la provincia di Bologna, il totale è stato di 1.053, a Modena di 947; a Piacenza di 928, a Ravenna di 910 domande. A seguire Ferrara che ha raccolto 840 domande valide, poi Parma con 771, e infine la provincia di Rimini con 738.

Dialogo tra culture e accoglienza, raddoppiati i fondi: 33 i progetti finanziati dalla Regione per promuovere la cultura della pace e dei diritti umani e l’educazione alla cittadinanza

Promuovere la cultura dei diritti umani e della pace, l’educazione alla cittadinanza globale, per iniziative di dialogo tra le culture e accoglienza. È l’obiettivo dei 33 progetti approvati dalla Regione e che saranno finanziati con quasi 400mila euro grazie al bando realizzato in attuazione dell’art. 8 della legge regionale 12 del 2002, “Interventi regionali per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e i paesi in via di transizione, la solidarietà internazionale e la promozione di una cultura di pace”.

“La pace si costruisce anche sostenendo iniziative culturali, di ricerca, educazione, oltre che di informazione, cooperazione e formazione- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni- con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la comunità dell’Emilia-Romagna e in particolare le giovani generazioni. Offrire spunti e riflessioni sui valori della pace, dei diritti umani, dell’educazione alla cittadinanza globale e della solidarietà internazionale, può sostenere un processo di consapevolezza positivo e virtuoso proprio in un periodo come quello attuale, segnato da drammatiche tensioni a livello internazionale”.

I progetti finanziati

Dei 33 progetti che sono stati finanziati, 13 sono stati presentati da enti locali e 20 da associazioni, fondazioni ed altri soggetti senza scopo di lucro.

Tra i progetti promossi dalle organizzazioni della società civile che riceveranno il sostegno della Regione, c’è Il progetto “Dreamers … but not the only ones!” del Centro Interculturale di Parma e provincia APS, che prevede percorsi con giovani e scuole sul senso di appartenenza alla comunità globale in ottica di ECG (Educazione alla Cittadinanza Globale), rappresentazioni teatrali su storie di vita di giovani della diaspora frutto di laboratori che saranno condotti con la tecnica del Teatro dell’Oppresso, eventi culturali con il coinvolgimento di migranti, associazioni della diaspora e rifugiati.

Altra menzione merita il progetto “Attraverso lo Sguardo dell’Altro. Percorsi di Intercultura a Modena” di Pianeta APS, volto a favorire l’integrazione e il dialogo interculturale attraverso attività creative e culturali che mettano in risalto il contributo delle comunità migranti e rifugiate. Le iniziative includono un evento musicale con artisti migranti, una mostra fotografica con workshop dedicati e proiezioni di documentari sulla migrazione, un tour guidato della città condotto da migranti in veste di guide turistiche e un tavolo di confronto con l’università. “Diaspore di pace” di Agency for Peacebuilding intende poi realizzare un percorso formativo per le associazioni della diaspora, con lo scopo di accrescere la loro capacità progettuale e organizzativa, promuovere il dialogo strutturato con le istituzioni locali, avviare un processo di rete regionale.

Santa Caterina da Siena ETS realizzerà e diffonderà con il progetto “Custodi!” nuovi strumenti educativi sul tema della pace per custodire memorie storiche dell’Emilia-Romagna, con una collana di tre libri illustrati e podcast, laboratori di protagonismo giovanile, eventi pubblici aperti alla cittadinanza e una mostra realizzata a partire dai lavori dei laboratori.

Infine, Mondo Barrio Aps con il progetto “Border: Narrazioni di confine” allestirà una rassegna cinematografica divisa in due stagioni e due spazi – d’estate sull’Appennino modenese e in autunno a Modena presso la Sala Truffaut -, con proiezioni seguite da approfondimenti culturali, musica e intrattenimento.

Molto ampia anche la proposta degli enti locali. Il Comune di Cesena realizzerà il progetto “Cesena Città Globale: Giovani Costruttori di Pace”, un‘iniziativa di educazione e di formazione con performance teatrale finale rivolta a studentesse e studenti per aiutarli a comprendere cosa significhi essere cittadini globali e sostenibili, affrontare le minacce globali alla pace e ai diritti umani e adottare un approccio nonviolento alla gestione dei conflitti.

Il Comune di Modena con “Modena Città per la Pace” intende realizzare formazioni per volontari e insegnanti, eventi di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza, come la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, il Cineforum della Pace e l’evento di apertura della ventesima edizione del Corso per volontari della cooperazione internazionale, attività ludico-educative. Un focus particolare sarà inoltre dedicato alla memoria storica, con attività sulla Seconda Guerra mondiale, il massacro di Srebrenica e le figure di Alexander Langer e Don Lorenzo Milani.

Il Comune di Ravenna con il progetto “Festival delle culture 2025 – Oltre il conflitto” si propone una riflessione condivisa sui conflitti contemporanei in Ucraina e Palestina, con due mostre fotografiche e una rassegna di concerti di artisti della diaspora palestinese, laboratori sui temi della pace, dell’inclusione e del rispetto dei diritti umani, una rassegna cinematografica sul tema della diaspora, la Conferenza nazionale sul soccorso in mare Mediterraneo oggi, con il coinvolgimento di istituzioni europee, nazionali e locali.

Infine, il Comune di Reggio Emilia prevede di realizzare “Call Malta – Rotte di Memoria”, un progetto educativo e culturale per le scuole superiori sul naufragio dell’11 ottobre 2013, attraverso l’inchiesta del giornalista Fabrizio Gatti, per un percorso di memoria, riflessione e attivazione con laboratori, incontri con testimoni, momenti creativi e una mostra conclusiva.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il portale a questo link.

Comune di Formigine, raccolti due milioni di euro nel primo anno di mandato amministrativo

Comune di Formigine, raccolti due milioni di euro nel primo anno di mandato amministrativoNel primo anno del mandato amministrativo, il Comune di Formigine ha intercettato risorse straordinarie per circa 2 milioni di euro, provenienti da bandi regionali, ministeriali e fondazioni, destinate a progetti in ambito educativo, culturale e sociale.

Uno dei principali ambiti di intervento è quello educativo e per l’infanzia, con finanziamenti che ammontano a oltre 1,1 milioni di euro. Spiccano i 900mila euro ottenuti dalla Fondazione di Modena per la costruzione del nuovo polo per l’infanzia 0-6 anni Prampolini di Casinalbo, a cui si aggiungono oltre 340mila euro dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere l’accesso ai servizi educativi per i più piccoli. Grazie a questi contributi, con 29 nuovi posti la percentuale di copertura delle domande per il nido è salita fino al 90%

Nel settore culturale, il Comune ha ricevuto 60mila euro dalla Fondazione di Modena per il progetto “A riveder le stelle”, un progetto unitario che ha trasformato la città in un grande palcoscenico culturale. Tra gli eventi più rilevanti: IDEA – Festa del pensiero, Spazi Eletti, la rassegna per ragazzi Meraviglie, Festival Giovanili e gli spettacoli del Settembre formiginese. Sempre in ambito culturale e 11.250 euro dal Ministero del Turismo per il Settembre Formiginese.

Anche la legalità e la memoria storica rappresentano un asse strategico: oltre 72mila euro dalla Regione sono destinati al secondo stralcio dei percorsi ciclistici al Parco della Legalità a Tabina, mentre circa 4mila euro finanziano le azioni del progetto distrettuale “GAL – Generazione Legale” che comprende laboratori, incontri con gli autori, progetti scolastici, spettacoli e mostre fotografiche. La digitalizzazione dell’archivio storico comunale è stata invece sostenuta con quasi 40mila euro dalla Regione.

Sul fronte del welfare abitativo, il Comune ha ottenuto 360mila euro dalla Regione Emilia-Romagna per la riqualificazione di alloggi ERP in via Colombo e via Fossa, e 25mila euro per interventi su un alloggio di via Mazzini.

Per quanto riguarda l’inclusione e l’intercultura, il progetto “Formigine senza frontiere 2024-2025” è sostenuto da un contributo di quasi 8mila euro della Regione che co-finanzia anche la partecipazione allo scambio giovanile Eurocamp.

Importanti risorse sono state ottenute anche in ambito urbanistico e infrastrutturale: quasi 47mila euro sono stati assegnati dalla Regione per la realizzazione della pista ciclopedonale di viale della Stazione, mentre 30mila euro sono destinati allo sviluppo di hub urbani e di prossimità per il commercio. Infine, in ambito protezione civile, il Comune ha ricevuto quasi 80mila euro per l’adeguamento dell’area di ammassamento locale, fondamentale per la gestione delle emergenze.

Dichiara Giulia Martina Bosi, Assessore al fundraising: “Intercettare finanziamenti pubblici e privati è oggi una delle sfide più importanti per gli enti locali. La nostra Amministrazione ha scelto fin da subito di investire energie e competenze per candidarsi a bandi in tutti gli ambiti strategici, con l’obiettivo di rafforzare i servizi alla comunità e dare concretezza ai progetti del programma di mandato. I risultati ottenuti nel primo anno sono motivo di orgoglio e dimostrano la capacità del Comune di lavorare in rete con le istituzioni e i territori, trasformando le opportunità in azioni concrete”.

Emil Banca guarda al futuro

Emil Banca guarda al futuroEmil Banca chiude un’altra semestrale positiva e guarda al futuro con l’apertura di due nuove filiali per continuare lo sviluppo nelle province di Modena e Parma, in due comuni oggi non coperti dal Credito Cooperativo.

Nei primi sei mesi dell’anno, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Iccrea presente in tutte le province emiliane e nel mantovano, ha confermato la solidità, l’efficienza e l’attrattività degli ultimi anni con un aumento di più di mille nuovi clienti registrati tra gennaio a giugno.

La fiducia che il territorio continua a concedere alla Bcc emiliana è dimostrata dalla crescita della raccolta totale che al 30 giugno 2025 ammontava a oltre 7,5 miliardi di euro, segnando un +5,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tengono anche gli impieghi, che sfiorano i 4 miliardi di euro (+1,4% sul giungo 2024). Il prodotto bancario lordo supera così gli 11,5 miliardi euro, con un aumento di circa 400 milioni di euro (+4,1%) sulla semestrale dello scorso anno. Per effetto della continua riduzione del costo del denaro e di precise politiche della Banca che hanno sensibilmente ridotto il margine di interesse, l’Utile di esercizio si riduce rispetto alla scorsa semestrale ma resta ampiamente sopra i 20 milioni di euro. 

Per aiutare imprese e famiglie abbiamo abbassato i tassi su mutui e finanziamenti e ritoccato in maniera ridotta quelli sulla raccolta – ha commentato il direttore generale, Matteo Passini – Per questo, oltre che per effetto della diminuzione del costo del denaro voluto dalla BCE, il nostro margine di interesse si è ridotto andando ad incidere così sullutile che resta però su livelli di assoluta eccellenza. Grazie soprattutto alla fiducia che il territorio continua a concedere al nostro Istituto e allefficienza che abbiamo raggiunto”. 

In un periodo in cui le grandi banche tendono a chiudere gli sportelli fisici abbandonando comunità e territori, Emil Banca va controcorrente mettendo in calendario lapertura di due nuove filiali: una in provincia di Parma e l’altra nel modenese, in due Comuni dove il Credito Cooperativo oggi non è presente. Oltre allo sviluppo verso nuovi territori, la Banca ha investito anche per ristrutturare alcune filiali storiche del bolognese e del ferrarese (Ponte Ronca, San Marino di Bentivoglio e Portomaggiore), realizzando agenzie più moderne e funzionali alle esigenze di una banca differente.

Per una Bcc avere una presenza capillare sul territorio è strategico – ha spiegato il presidente Gian Luca Galletti Per noi il presidio fisico non è soltanto una questione operativa: è lespressione concreta di un modo di fare banca basato sulle relazioni, sullascolto, sulla fiducia reciproca. Un modo di fare banca che ha dimostrato negli anni di essere motore dello sviluppo delleconomia reale e partner affidabile di famiglie e comunità. In un momento in cui lUtile è in contrazione noi investiamo – ha concluso il presidente – sulle nuove filiali e sulle persone”.    

Modena nel mirino dei dazi. Cgil: “rischio stangata su cibo, motori e piastrelle”

Modena nel mirino dei dazi. Cgil: “rischio stangata su cibo, motori e piastrelle”L’aumento complessivo della cassa integrazione del primo semestre 2025 con un più 45%  rispetto al semestre precedente (2024) preoccupa non poco la nostra organizzazione sindacale, ma non stupisce considerando sia il perdurare del calo della produzione in Italia oramai da  27 mesi consecutivi, che una mancanza di politiche industriali che di visione di sviluppo del nostro paese.

Cresce la Cigo (cassa integrazione guadagni Ordinaria) ma soprattutto cresce la CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) segno di una crisi congiunturale e strutturale.

Stiamo vivendo una profonda trasformazione dell’economia globale: si ridefiniscono gli equilibri geopolitici, si riorganizza la catena del valore e, allo stesso tempo, cresce l’urgenza di governare la doppia transizione, ecologica e tecnologica.

Se a tutto questo uniamo l’introduzione dei dazi statunitensi sui prodotti delle nostre imprese le ricadute per il tessuto economico modenese destano ancora più preoccupazione.

Nell’indagine svolta da Cgil di Modena relativa ai bilanci delle imprese modenesi già si intravedeva  un quadro per alcuni settori merceologici, in forte contrazione. Come si vede dal grafico.

Modena – Export settori 2015 – 2024 (variazione % su anno precedente)
Agro-alimentare Tessile-abbigliamento Ceramica Meccanica Biomedicale Mezzi trasporto Altri Tot
2016 3,58% 3,23% 7,89% -1,71% -4,36% 1,52% 4,34% 2,15%
2017 -0,03% -14,96% 2,64% 9,31% -1,67% 12,62% 3,53% 5,34%
2018 3,85% -10,78% -2,91% 8,27% 5,57% 1,03% 4,72% 2,42%
2019 -2,30% 18,23% -1,00% -0,22% -5,10% 6,35% 0,08% 1,90%
2020 -3,95% -20,02% -2,17% -13,11% -0,88% -5,50% 2,00% -7,00%
2021 18,89% 27,45% 18,62% 24,07% 18,04% 20,61% 15,29% 20,74%
2022 17,60% -1,10% 15,35% 17,65% 15,10% 24,14% 19,43% 18,16%
2023 7,46% -31,34% -14,59% 10,00% 22,58% 20,06% -1,37% 5,93%
2024 8,00% -12,45% -0,55% -9,40% 4,91% 2,22% -4,58% -1,85%

Fonte : CCIAA Modena su dati Istat

 

La competitività delle nostre imprese è messa a dura prova dalla combinazione tra l’aumento dei dazi e la svalutazione del dollaro. Distretti già in forte sofferenza, come quello ceramico, meccanico e del tessile-abbigliamento, rischiano un ulteriore indebolimento. Ma le ricadute potrebbero estendersi anche a settori strategici come l’agroalimentare e il biomedicale.

Il peso dell’export per tutti i nostri settori merceologici è di circa 18,2 miliardi di euro e gli stati uniti ammontano ad oltre il 17%, pari a circa 2,4 miliardi di euro.

 

Export 2015 – 2024 MO-ER-IT (in milioni)
  Modena Emila Romagna Italia
2015  11.767  55.308  412.291
2016  12.020  56.143  417.269
2017  12.661  59.999  449.129
2018  12.968  63.762  465.325
2019  13.214  66.621  480.352
2020  12.290  61.973  434.310
2021  14.839  73.380  520.771
2022  17.534  84.100  624.710
2023  18.574  85.300  625.950
2024  18.231  83.632  623.509

 

Modena – Export 2015 – 2024 aree di destinazione (%)
  Unione europea Stati Uniti Resto del Mondo Totale
2015 44,96% 14,84% 40,20% 100,00%
2016 47,51% 13,62% 38,87% 100,00%
2017 46,62% 14,26% 39,13% 100,00%
2018 47,84% 12,89% 39,26% 100,00%
2019 47,17% 13,38% 39,45% 100,00%
2020 48,00% 12,55% 39,45% 100,00%
2021 47,73% 13,26% 39,01% 100,00%
2022 47,82% 14,65% 37,53% 100,00%
2023 46,84% 15,90% 37,26% 100,00%
2024 45,62% 17,06% 37,32% 100,00%

Fonte : CCIAA Modena su dati Istat

 

Un ulteriore rischio – come ha ricordato il Segretario Generale Maurizio Landini – è rappresentato dalla pressione sulle imprese italiane affinché investano ingenti risorse negli Stati Uniti, con il concreto pericolo di dover delocalizzare parte della produzione oltreoceano.

La necessità è quella di  attivare tutti gli strumenti a supporto di lavoratrici e lavoratori e imprese, aprendo ad un Osservatorio composto da Organizzazioni sindacali, imprenditoriali, Camera di Commercio, Università, le Istituzioni, per leggere in anticipo le dinamiche che si sviluppano e trovare tutte le soluzioni possibili per le imprese e per tutte le loro filiere.

Esprimiamo forte preoccupazione anche per le ricadute che l’accordo raggiunto potrebbe avere sulle famiglie, in particolare sul fronte delle tariffe. Oggi sono soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati a sostenere il carico fiscale, contribuendo per oltre il 90% all’Irpef, mentre l’intesa prevede un passo indietro sulla Web Tax, che avrebbe colpito le grandi piattaforme digitali – le cosiddette Big Tech – che operano in Europa

Lo ripetiamo con forza ancora una volta la vocazione manifatturiera Italiana, Emiliana Romagnola e Modenese è un patrimonio da difendere con finanziamenti e  politiche industriali coerenti, aprendo canali commerciali verso i paesi del BRICS e sostenendo la domanda interna  aumentando i redditi e rinnovando i contratti scaduti, in modo da  recuperare il potere d’acquisto a partire dai contratti della pubblica amministrazione.

Non ci sarà nessuna stagione di sviluppo e di crescita per il nostro paese se l’Italia si arrenderà alla perdita della nostra manifattura.

(Cgil Modena)

“Ospedali d’eccellenza”: Sassuolo nella top 100 dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza

“Ospedali d’eccellenza”: Sassuolo nella top 100 dell’Istituto Tedesco di Qualità e FinanzaUn importante riconoscimento premia l’Ospedale di Sassuolo SpA: l’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza (ITQF), infatti, lo ha inserito nella top 100 delle strutture sanitarie italiane.

Il premio arriva dopo quello di ‘News Week’ che, per il terzo anno consecutivo, ha incluso l’ospedale sassolese nella lista World’s Best Hospitals. Lo studio dell’Istituto Tedesco, pubblicato sul mensile ‘Salute’, media partner dell’iniziativa, ha analizzato oltre 1.300 ospedali in tutta Italia, utilizzando dati pubblicamente disponibili come quelli del Programma Nazionale Esiti e un questionario su base volontaria, riferito al primo trimestre del 2025.

La valutazione del prestigioso premio ha considerato diversi criteri: trattamento medico, igiene, servizi al paziente e reputazione. L’indagine, indipendente, è stata svolta in collaborazione con l’istituto di ricerca bavarese Fact Field Health, con l’obiettivo di offrire agli utenti una guida sulle migliori strutture sanitarie presenti in ogni regione.

Complessivamente sono 10 le strutture sanitarie emiliano-romagnole inserite nell’elenco dell’Istituto Tedesco. Per la provincia di Modena è presente, oltre all’Ospedale di Sassuolo SpA, soltanto Hesperia Hospital, struttura privata accreditata. Nell’ambito dello studio, per Sassuolo, sono stati inserite anche due ‘menzioni’ speciali dedicate ad altrettante Unità Operative: l’otorinolaringoiatria e l’urologia, per la particolare rilevanza che queste specialità hanno sulla valutazione degli utenti della struttura sanitaria.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 7 agosto 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 7 agosto 2025Nelle prime ore del mattino rovesci residuali sul settore nord-orientale, con ampie schiarite previste già entro metà giornata, eccetto qualche addensamento pomeridiano sui rilievi. Sereno in serata su tutto il territorio.

Temperature stazionarie le minime con valori compresi tra 18/21 gradi, in leggero rialzo le massime in pianura con valori fino a 30/32 gradi, circa stazionarie sui 27/28 gradi nella fascia costiera. Venti generalmente deboli dai settori orientali. Mare poco mosso.

(Arpae)

La Giunta regionale stanzia 4 milioni di euro per il restauro della Garisenda

La Giunta regionale stanzia 4 milioni di euro per il restauro della Garisenda“E’ con grande soddisfazione che ieri abbiamo approvato lo stanziamento di 4 milioni di euro per salvare la Garisenda, un vero e proprio simbolo di Bologna. Nel cuore del centro storico, la Torre, insieme alla ‘gemella’ degli Asinelli, rappresenta da sempre un’immagine iconica legata indissolubilmente alla città e ai suoi abitanti: le Due torri note in tutto il mondo”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, commentano l’approvazione della delibera che stabilisce il finanziamento di 4 milioni di euro come contributo onnicomprensivo assegnato al Comune di Bologna per il restauro della Garisenda e l’approvazione dello schema di convenzione tra Regione e Comune valida fino al 30 giugno 2029.

“Siamo al fianco del Comune di Bologna dall’avvio del processo di definizione del complesso intervento sulla Garisenda- proseguono presidente e assessora-. Contribuire in modo così determinante al suo restauro, oltre che motivo di orgoglio, è anche un chiaro esempio dell’attenzione della Giunta alle Città d’arte dell’Emilia-Romagna, degli elementi architettonici che ne definiscono i profili, della loro storia e di stretta connessione con le comunità che ci vivono e lavorano. Siamo quindi felici di essere parte attiva e concreta di questa rinascita, un gesto di amore per la nostra cultura e per la nostra identità”.

Peste suina africana: a Reggio Emilia e a Modena il punto della situazione

Peste suina africana: a Reggio Emilia e a Modena il punto della situazioneDue incontri con le istituzioni, i rappresentati delle associazioni agricole e agroalimentari, il personale sanitario e veterinario (Got) e gli ambiti territoriali di caccia (Atc) locali, per fare il punto sulla gestione dell’emergenza Peste suina africana (Psa) e sulle misure messe in campo dalla Regione per tutelare gli allevamenti e la filiera suinicola nelle province di Modena e Reggio Emilia.

Sono stati questi i temi al centro degli incontri che si sono svolti oggi a Modena e a Reggio Emilia, ai quali hanno partecipato gli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alla Sanità, Massimo Fabi, insieme commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini.

“Il settore suinicolo è fondamentale per l’economia dell’Emilia-Romagna e la filiera dei salumi è la più consolidata e strutturata a livello nazionale, dove vale 20 miliardi, di cui 5 miliardi alla produzione nel nostro territorio – sottolinea Mammi-. Per difendere l’eccellenza straordinaria nell’attività di trasformazione delle carni è necessario mettere in campo tutti gli strumenti di difesa e continuare ad agire in modo unitario: seguendo una strategia nazionale, come per ogni infezione virale, che coinvolga i cacciatori, gli imprenditori agricoli, il sistema veterinario territoriale in tutto il Paese”.

“Il nostro territorio si trova lungo il fronte di espansione della malattia- prosegue l’assessore-. Si tratta di un territorio complesso da difendere, visto che si trova per la gran parte in Appennino, e la sfida per contenere la diffusione del virus è ancora lunga e difficile. Con il contenimento territoriale e il depopolamento dei cinghiali nelle province di Reggio e Modena, abbiamo ottenuto buoni risultati, anche grazie  alla preziosa collaborazione degli allevatori, che sono stati attenti e partecipi e si sono formati e al servizio veterinario territoriale, e hanno attivato le misure di biosicurezza negli allevamenti sulle quali abbiamo investito 11 milioni di euro. Ringrazio il commissario Filippini per il suo lavoro e come Regione continueremo a fare la nostra parte in tutti i territori coinvolti”.

“La Regione sta schierando tutte le sue competenze: dal sistema sanitario, all’agricoltura fino ai cacciatori per fronteggiare la malattia, con i gruppi operativi territoriali (Got) dell’Emilia Nord che stanno svolgendo un ruolo fondamentale, lavorando in maniera coordinata per lo stesso obiettivo- ha affermato Fabi-. Oltre alle barriere fisiche abbiamo disposto anche barriere operative che attraverso procedure costanti e quotidiane servono a scongiurare la presenza del virus”.

Il commissario straordinario Giovanni Filippini è intervenuto illustrando nel dettaglio la strategia di contenimento dell’infezione sottolineando l’importanza della costruzione di una linea di contenimento in Appennino, al confine con le regioni limitrofe, che permetterà di ottenere un confine libero da virus.

Le risorse messe a disposizione finora in Emilia-Romagna

Per contrastare la diffusione della peste suina africana, la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un piano articolato di interventi, combinando misure economiche, venatorie e di controllo del territorio. Sono stati attivati quattro bandi per un totale di 11,1 milioni di euro, che hanno sostenuto oltre 150 aziende colpite. A questi si aggiungono 3 milioni di euro destinati alle attività di depopolamento dei cinghiali e dei fossori, di cui 1,1 milioni alle polizie provinciali e quasi 2 milioni alla struttura commissariale nazionale, con il coinvolgimento di ditte specializzate. Sul fronte venatorio, la caccia al cinghiale è stata estesa da tre a quattro mesi, è stata introdotta la possibilità di selezione tutto l’anno con orari ampliati, e la caccia in controllo è ora consentita in qualsiasi periodo e orario, senza limiti quantitativi al prelievo. Queste misure hanno già prodotto risultati concreti: i danni da cinghiale sono passati da 800mila euro a poco più di 200mila. Inoltre, è stata istituita una rete di Gruppi Operativi Territoriali (GOT) da Piacenza a Bologna per garantire un presidio costante ed efficace sul territorio.

I numeri della filiera suinicola in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna ci sono 981 allevamenti e poco meno di un milione di capi, si macellano circa 3milioni e mezzo di suini, il 39% a livello nazionale, e operano 42 macelli specializzati.

Sono circa 250 le imprese, di cui 211 salumifici, coinvolte nella trasformazione (macelli, salumifici, affettatori) di Prosciutto di Parma DOP, Coppa piacentina DOP, Pancetta piacentina DOP, Salame piacentino DOP, Coppa di Parma IGP, Salame felino IGP, Cotechino di Modena IGP, Mortadella Bologna IGP, Zampone di Modena IGP, Salame Cremona IGP, Salamini italiani alla cacciatora DOP, Culatello di Zibello DOP, Prosciutto di Modena DOP.

Il valore alla produzione in Emilia-Romagna dei salumi DOP-IGP di carni suine è di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro (stima su dati ISMEA-Qualivita), di cui 932 milioni di euro solo per il Prosciutto di Parma.  Il valore al consumo è pari a 4,98 miliardi di euro, mentre l’export vale circa 601 milioni di euro.

Salute, privato accreditato: la Giunta regionale approva l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela della DGR 2133

Salute, privato accreditato: la Giunta regionale approva l’avvio del procedimento di annullamento in autotutela della DGR 2133La Giunta regionale, nell’ultima seduta, ha approvato l’avvio del procedimento di autotutela in merito all’annullamento della delibera n. 2133 dell’11/11/2024 “Presa d’atto della condivisione con Aiop Emilia-Romagna delle procedure applicative della Dgr 344/2020 e della Dd 9898/2020”.

In sostanza, la mera presa d’atto del 2024, presentava profili risultati inapplicabili che sono stati evidenziati dopo gli ulteriori e necessari approfondimenti di legittimità delle strutture regionali e delle Ausl visti i nuovi contenuti della “Condivisione”, non previsti dagli accordi precedenti.

“La Regione Emilia-Romagna ha attraversato gli anni della pandemia garantendo sostenibilità a tutto il sistema sanitario, dentro un quadro normativo già complesso e in continuo mutamento per il susseguirsi di dpcm e decreti legge- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Fra le misure adottate vi era stato anche un acconto di cassa per le strutture private accreditate a sostegno della loro liquidità nella prima fase emergenziale. Successivamente il Parlamento e il Governo avevano poi stabilito la facoltà e le modalità di ristoro alle strutture private accreditate fino al 90% del budget 2020, a prescindere dal suo raggiungimento. La delibera di Giunta del 2024, dopo un’attenta verifica da parte delle strutture tecniche della Regione e delle Ausl, si è dimostrata non tecnicamente applicabile, andando a prevedere indennizzi non conformi né alla legge nazionale, né alle delibere del 2020 adottate dalla Regione, e per questo non ha mai avuto concreta applicazione. Per questi motivi la Giunta, per garantire la massima trasparenza, ha dato avvio al procedimento di autoannullamento della delibera, dando 30 giorni di tempo ad eventuali parti interessate per fornire elementi utili alle decisioni. Un’amministrazione sana e trasparente è anche quella che è capace di identificare eventuali errori e correggerli prontamente senza avere nulla da nascondere”.

In particolare, nella delibera del 2024, la Giunta non aveva preso alcun impegno di spesa aggiuntiva per le spese ulteriori che l’applicazione della ‘Condivisione’ avrebbe comportato, spese che perciò la Regione non avrebbe potuto comunque garantire perché esulavano dai limiti imposti dalle leggi statali di stabilità finanziaria e di riconoscimento degli indennizzi Covid. La legge statale infatti consente alle Regioni di prevedere forme di ristoro per il Privato accreditato ma con procedure diverse da quelle previste. Inoltre, l’Ente operava allora in regime di prorogatio per via della imminente consultazione elettorale e non avrebbe potuto assumere atti se non di ordinaria amministrazione. Per tutte queste ragioni nessuna Ausl ha mai recepito e attuato la delibera regionale.

L’avvio del procedimento sarà comunicato ai soggetti interessati e alle Aziende sanitarie locali. Trenta i giorni a disposizione per eventuali controdeduzioni.

Carabinieri in azione nel weekend a Sassuolo: una denuncia per aggressione, tre patenti ritirate

Carabinieri in azione nel weekend a Sassuolo: una denuncia per aggressione, tre patenti ritirateNel fine settimana appena trascorso, la Compagnia Carabinieri di Sassuolo ha intensificato i servizi di controllo del territorio, concentrando l’attenzione sui fenomeni dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcolici alla guida. L’attività straordinaria ha coinvolto militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni dipendenti, con pattugliamenti mirati nelle zone di maggiore frequentazione serale e notturna.

In particolare:

  • un 21enne di origine nordafricana, residente nel distretto ceramico, è stato denunciato per lesioni personali aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere, avendo colpito con una spranga un giovane connazionale nel corso di una lite avvenuta nel territorio di Formigine. L’arma è stata sottoposta a sequestro;
  • un 51enne modenese, controllato in serata a Maranello, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, con valori alcolemici accertati pari a 1,80 e 1,89 gr/lt. La patente è stata ritirata e l’auto affidata a terzi;
  • una 55enne residente nel comprensorio ceramico, è stata sottoposta a controllo etilometrico a Sassuolo nelle prime ore del mattino, mentre percorreva via Cavallotti a bordo di un SUV. L’alcoltest ha evidenziato un tasso pari a 0,75 g/l. La patente è stata immediatamente ritirata, con contestuale segnalazione alla Prefettura per i provvedimenti di competenza;
  • un 25enne reggiano, fermato in via Palestro a Sassuolo, è stato sanzionato amministrativamente per guida in stato di ebbrezza lieve (tasso alcolemico di 0,58 gr/lt). Anche per lui è stato disposto il ritiro immediato della patente di guida.

L’azione di controllo dei Carabinieri proseguirà per tutto il periodo estivo, con particolare attenzione alle fasce orarie serali e notturne, per garantire maggiore sicurezza e prevenire condotte pericolose per l’incolumità pubblica.

Il fatturato 2024 su un campione di imprese associate Lapam Confartigianato

Il fatturato 2024 su un campione di imprese associate Lapam ConfartigianatoCom’è andato il fatturato 2024 delle micro, piccole e medie imprese del territorio? Un interrogativo che si è posta Lapam Confartigianato che, tramite una ricerca effettuata dall’ufficio studi associativo, ha analizzato l’andamento di fatturato di alcuni settori nell’anno passato. L’associazione ha fornito servizi di contabilità in maniera continuativa durante gli anni 2023/2024 a 5.680 imprese associate che costituiscono il campione d’indagine. Secondo l’analisi, durante il 2024 il campione di imprese esaminato ha emesso fatture per vendita di prodotti o servizi per un valore di 2,2 miliardi di euro, in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Studiando il campione in base ai sei principali macrosettori di attività, il commercio al dettaglio registra un calo complessivo del 4,6%, con i negozi (il 62,1% del commercio al dettaglio) che segnano un -6,9%. Tra i servizi alle persone (tra cui rientrano istruzione, sanità, attività artistiche, sportive e di intrattenimento e altre attività di servizi) il fatturato del 2024 è cresciuto del 4,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare i servizi di barbieri e parrucchieri registrano un incremento del 2,2%, mentre i servizi degli studi medici e odontoiatrici segnano un +6,1% del fatturato.

Il comparto alloggio e ristorazione registra complessivamente un +1,6% rispetto al 2023, trainato dal +3% dei servizi di ristorazione.

Le costruzioni evidenziano un calo contenuto di fatturato che si ferma al -1,8%. Il settore è composto per il 16,2% da imprese che si occupano di costruzione di edifici, che segnano un -14,9% sull’anno precedente. Questo calo a doppia cifra viene però compensato dalla dinamica positiva dell’82,6% del campione che si occupa di lavori di costruzione specializzati (+2%). Tra questi, si osserva un incremento per le attività di demolizione e preparazione del cantiere edile che vedono una forte crescita e compensano il calo di fatturato di impiantisti e muratori.

Focalizzandosi sui servizi alle imprese (tra cui rientrano: trasporto e magazzinaggio, servizi di  formazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, noleggio e servizi di supporto alle aziende), il fatturato del 2024 cala complessivamente del 4,4% sul 2023. Nel dettaglio, le attività immobiliari segnano un -10,4%, le attività professionali, scientifiche e tecniche un -19,2%, di cui le attività di ingegneri e geometri un -36,3%.

Il comparto della manifattura segna il calo complessivo più marcato, pari al -11,6% del  valore del fatturato rispetto al 2023. Tra i principali settori maggiormente rappresentati, la meccanica osserva un -22,2%, mentre la moda segna un -13,1%.

Considerando la dimensione aziendale delle imprese con dipendenti, le micro imprese con 1-4 dipendenti, che rappresentano il 66,3% del campione in esame, risultano mantenere livelli stazionari di fatturato. Si osservano invece variazioni negative sia per le micro imprese con più di 5 ma meno di 10 dipendenti (-2,1% rispetto al 2023) sia tra le piccole imprese con 10-49 dipendenti (-3,3%).

«L’analisi evidenziata dall’ufficio studi – commenta in conclusione Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato – testimonia come nel 2024 alcuni settori abbiano sofferto più di altri: è il caso del commercio, ma anche della manifattura. Nel contesto attuale, caratterizzato da grandi incertezze e politiche commerciali instabili, mantenere la competitività risulta essere una grande sfida: questi studi, però, devono servire alle istituzioni per capire che le imprese del territorio hanno bisogno di sostegno, di incentivi e soprattutto di politiche che aiutino a valorizzare il made in Italy e a garantirne quel simbolo di eccellenza mondiale che ci permette di essere riconoscibili e apprezzati all’estero».

A Modena e provincia vendite in stallo. Confesercenti: “la ripresa resta un auspicio”

A Modena e provincia vendite in stallo. Confesercenti: “la ripresa resta un auspicio”E’ in stallo il quadro economico provinciale, con una ripresa che, al momento, rimane un obiettivo auspicato ma non ancora concreto. I dati relativi al commercio al dettaglio, in linea con il trend nazionale, evidenziano segnali contrastanti: Confesercenti Modena rende noto che il mese di giugno ha registrato un lieve recupero congiunturale rispetto a maggio, ma il confronto su base annua mostra una flessione media del -0,7% in volume, che si accentua fino al -3,5% per le imprese operanti su piccole superfici, secondo le stime dell’associazione.

Il bilancio del primo semestre 2025 risulta particolarmente critico: si rileva una contrazione media del -1% in volume, che raggiunge il -2,5% per le piccole attività commerciali. Le vendite di giugno, inoltre, sono state influenzate negativamente dall’“effetto attesa” legato all’avvio dei saldi estivi.

Il commercio al dettaglio tradizionale continua a perdere quote di mercato, a vantaggio della grande distribuzione e dei discount, che mostrano segnali di maggiore dinamismo. In particolare, nel comparto alimentare, le piccole superfici registrano un calo delle vendite in volume vicino al -4,5%, aggravando ulteriormente le difficoltà delle attività di vicinato.

Secondo Confesercenti Modena “lo scenario al ribasso si inserisce in un contesto segnato da forte incertezza geopolitica, in particolare per la questione dazi”. Per l’associazione sono necessari interventi urgenti a sostegno del mercato interno e della ripresa dei consumi. “Rinnoviamo l’appello alle istituzioni per una riforma fiscale che alleggerisca il carico sulle famiglie e per l’introduzione di misure mirate a tutela delle piccole imprese locali – sottolinea Confesercenti – solo così si può evitare che l’attuale fase di debolezza si trasformi in stagnazione economica nei prossimi mesi”.

 

 

 

Il ‘Lions Club’ dona un elettrocardiografo all’Ospedale di Sassuolo

Il ‘Lions Club’ dona un elettrocardiografo all’Ospedale di SassuoloCon un’importante donazione destinata all’Ospedale di Sassuolo, il Lions Club Sassuolo conclude l’anno lionistico 2024/2025. Martedì 5 agosto è stato consegnato ufficialmente all’Ospedale di Sassuolo un nuovo elettrocardiografo, strumento fondamentale per la diagnosi e il monitoraggio delle patologie cardiovascolari. Il nuovo strumento è stato affidato all’Area Verde, reparto di Medicina diretto dal Dott. Stefano Pederzoli.

Alla cerimonia di consegna, che si è tenuta stamattina presso la struttura ospedaliera, erano presenti Angela Ninzoli, presidente uscente del Lions Club Sassuolo, Maurizio Agradi, nuovo presidente, alcuni soci del Club, la Direzione del Reparto e la Direzione Sanitaria della struttura.

“L’iniziativa si inserisce all’interno delle numerose attività di service che il Lions Club promuove sul territorio a favore della comunità, volendo quindi concludere l’anno con un gesto tangibile di vicinanza all’Ospedale di Sassuolo, con la consapevolezza dell’importanza che la diagnosi precoce riveste nella cura delle malattie cardiovascolari” – spiega Angela Ninzoli. “Il Lions Club Sassuolo conferma così il proprio impegno a favore del benessere della comunità, rinnovando la propria missione di servizio con attenzione alle reali esigenze del territorio” prosegue.

Un grazie sincero per questa donazione, sentirsi sostenuti nel nostro lavoro è davvero prezioso. Ed è gratificante anche per i nostri operatori” ha voluto sottolineare il Direttore Sanitario Silvio Di Tella.

 

Desertificazione bancaria in Emilia-Romagna, First Cisl ER: a rischio fasce deboli della popolazione, territori e imprese

Desertificazione bancaria in Emilia-Romagna, First Cisl ER: a rischio fasce deboli della popolazione, territori e impreseOltre 35mila cittadini emiliano-romagnoli risiedono in comuni totalmente privi di sportelli bancari, e più della metà di loro ha perso l’accesso al servizio nell’ultimo decennio. A questi si sommano ulteriori 214mila residenti che vivono in territori serviti da un solo sportello, con un incremento di oltre 17mila persone nell’ultimo anno: segnale inequivocabile della progressiva rarefazione della rete bancaria.

Non meno preoccupanti sono le ripercussioni sul tessuto produttivo regionale: 2.400 imprese operano in comuni privi di sportelli, e altre 15mila in aree dove è presente un’unica filiale, a testimonianza di un indebolimento delle condizioni minime di accesso al credito e ai servizi finanziari.

Pur mantenendo una percentuale di comuni desertificati (8,2%) inferiore alla media nazionale, l’Emilia Romagna non è immune da rischi: su 303 comuni, 27 risultano completamente desertificati e altri 70 contano un solo sportello, delineando uno scenario in cui oltre un quinto dei comuni potrebbe, in assenza di interventi strutturali, scivolare verso un’ulteriore emarginazione finanziaria.

La dinamica nazionale conferma la gravità del fenomeno: nei primi sei mesi del 2025 sono stati chiusi 261 sportelli e 34 nuovi comuni si sono aggiunti alla mappa della desertificazione. “Sebbene la digitalizzazione dei servizi bancari avanzi con ritmo sostenuto, essa non può sostituire in modo inclusivo la presenza fisica sul territorio, soprattutto nei piccoli centri e tra le fasce più anziane della popolazione, dove l’home banking resta poco diffuso”, sottolinea Stefano Manzi, segretario generale dei bancari (First) Cisl Emilia Romagna.

“In questo contesto – continua il leader regionale della First -, l’Emilia Romagna si distingue per una tenuta relativa, favorita dalla storica presenza della cooperazione di credito e da un radicamento territoriale che ha saputo, in alcuni casi, attenuare l’impatto delle chiusure. Il ruolo delle banche di Credito cooperativo (Bcc) si rivela qui ambivalente: da un lato partecipano, seppur marginalmente, al trend di razionalizzazione; dall’altro, conservano una presenza capillare e, in taluni contesti, offrono un presidio attivo contro la desertificazione bancaria”.

“Tuttavia, quello della desertificazione bancaria, resta un fenomeno grave che continueremo a monitorare costantemente con particolare attenzione, e non solo per intervenire in caso di tensioni occupazionali o forzata mobilità territoriale, ma anche per essere pronti a schierarci con le comunità montane e le fasce più fragili della popolazione, le più colpite dell’abbandono dei territori da parte di chi eroga servizi di primaria importanza. Anche per questo – conclude Manzi – ci impegniamo quotidianamente attraverso l’osservatorio, i convegni che organizziamo e la contrattazione decentrata nelle aziende creditizie”.

 

 

Sassuolo, “Polemiche sterili contro risultati concreti”: la maggioranza fa quadrato

Sassuolo, “Polemiche sterili contro risultati concreti”: la maggioranza fa quadrato“Ormai ogni seduta consiliare si apre con la solita richiesta di dimissioni. La prima – surreale – fu rivolta al Sindaco Mesini il giorno stesso dell’insediamento. Poi è toccato ai consiglieri Rossi e Dragonetti. Ora l’obiettivo è l’Assessore Pennacchia. Un copione stanco e ripetitivo, che ha ben poco a che vedere con la politica e molto con la propaganda.”
Così i gruppi di maggioranza replicano alle ultime richieste di dimissioni, avanzate durante l’ultima seduta da Menani e Macchioni e rivolte all’Assessore ai Lavori Pubblici Mara Pennacchia.

“Il fatto che oggi si chiedano le dimissioni proprio mentre si è chiuso con tre settimane di anticipo il cantiere più critico della città – quello di Ponte Veggia – dà la misura del livello di serietà con cui l’opposizione sta affrontando il dibattito. Chiedere le dimissioni di chi sta portando risultati tangibili è semplicemente ridicolo”.

“Noi continuiamo a preferire i fatti alle polemiche. La gestione delle opere pubbliche in questo primo anno di mandato è stata complessa, ma concreta. Abbiamo trovato criticità lasciate in eredità da chi oggi si limita a puntare il dito: progetti avviati senza copertura completa, dettagli tecnici trascurati, pianificazioni da rivedere. Abbiamo dovuto intervenire con risorse aggiuntive, ma l’abbiamo fatto, senza alzare la voce e senza cercare scuse”.

“Oggi i risultati sono evidenti: dal Ponte Veggia alla mensa della scuola Caduti per la Libertà al 189, passando per il recupero delle Paggerie, il miglioramento della viabilità e la cura del decoro urbano. Il lavoro della Giunta e dell’Assessore Pennacchia è misurabile anche nei bandi vinti e nei finanziamenti ottenuti a livello regionale e nazionale.
Sassuolo è tutto tranne che ferma.
Chi chiede dimissioni davanti a questi risultati non sta facendo opposizione: sta solo giocando al tanto peggio tanto meglio. Noi, invece, continuiamo a lavorare. Su tutti i fronti aperti. Per la città di Sassuolo”.

(City Lab Sassuolo – Movimento 5 Stelle – Partito Democratico – Sassuolo Guarda Avanti)

Crédit Agricole Italia e UniCredit al fianco di Molino Dallagiovanna per supportare uno sviluppo sostenibile del comparto agroalimentare Made in Italy

Crédit Agricole Italia e UniCredit al fianco di Molino Dallagiovanna  per supportare uno sviluppo sostenibile del comparto agroalimentare  Made in ItalySostenere concretamente le aziende del territorio contribuendo al contempo a rafforzare il comparto agroalimentare italiano: è questo l’obiettivo del finanziamento dell’importo complessivo di 12 milioni di euro che Crédit Agricole Italia (Banca agente) e UniCredit hanno erogato a favore di Molino Dallagiovanna Srl, storica azienda d’eccellenza, specializzata nella macinazione dei cereali, che dal 1832 produce farine di alta qualità nello stabilimento di Gragnano Trebbiense (PC).

L’operazione ha l’obiettivo di sostenere il piano investimenti dell’Azienda al 2025/2027, che prevede l’incremento della capacità produttiva e la disposizione di investimenti a favore di efficientamento energetico e automazione industriale. Esso permetterà la creazione di un impianto fotovoltaico che garantirà autosufficienza a Molino Dallagiovanna nella produzione di energia pulita e consentirà la realizzazione di silos dedicati allo stoccaggio di grano, con la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 e una maggiore conservazione delle materie prime senza l’utilizzo di pesticidi.

Molino Dallagiovanna Srl è uno storico mulino del territorio piacentino a conduzione familiare attivo dal 1832 nella produzione di farine di alta qualità destinate ai mercati nazionale ed internazionale. Il rispetto per la tradizione e l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente sono, insieme agli elevati standard qualitativi dei prodotti – è l’unico Molino in Italia a lavare ancora il grano con acqua –, i pilastri fondanti del business odierno dell’azienda.

Sistemi agrivoltaici, la Regione sigla una convenzione con ateneo di Bologna, Cattolica del Sacro Cuore e Associazione italiana agrivoltaico sostenibile

Sistemi agrivoltaici, la Regione sigla una convenzione con ateneo di Bologna, Cattolica del Sacro Cuore e Associazione italiana agrivoltaico sostenibileLa Regione Emilia-Romagna punta sempre più sulla transizione energetica, e in campo agricolo sceglie l’agrivoltaico come soluzione per coniugare produzione e sviluppo delle energie rinnovabili. Con una particolare attenzione alle vocazioni dei territori e al modello agricolo emiliano-romagnolo.

Sono le basi della convenzione firmata tra Regione Emilia-Romagna e sistema dell’università e della conoscenza, per sostenere lo studio e lo sviluppo dei sistemi agrivoltaici che permettono di incrementare il reddito delle aziende agricole, migliorando le performance agronomiche con una migliore qualità dei frutti grazie alla protezione dalla troppa acqua e dal troppo sole.

Partner dell’accordo, sottoscritto dal vicepresidente con delega allo Sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla, sono l’Associazione italiana agrivoltaico sostenibile, che include aziende e istituzioni pubbliche e private, organizzazioni e associazioni, cooperative e professionisti dei settori tecnologico, agricolo e agroalimentare; l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che possiede competenze di ricerca per analizzare la produzione agricola dei sistemi agrivoltaici e sviluppare tecnologie di decarbonizzazione delle filiere agroalimentari dell’Emilia-Romagna; l’Università di Bologna, col Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, che ha sviluppato progetti di ricerca sui frutteti agrivoltaici, con gli effetti dell’ombreggiamento sulle piante e le strategie migliorative per la crescita dei frutti.

“Abbiamo l’obiettivo- spiega il vicepresidente Colla- di realizzare la transizione verso un’economia sostenibile che si misuri con le grandi sfide in campo ambientale investendo su innovazione, ricerca e conoscenza, nel pieno rispetto e valorizzazione delle colture di pregio. Proprio per sostenere le scelte strategiche in questo ambito promuoviamo, attraverso strumenti come questa convenzione, la collaborazione con soggetti negli ambiti della ricerca e dell’impresa, per costituire un vero e proprio patrimonio di conoscenza e studio aggiornato e trasparente”.

La corretta integrazione dell’agrivoltaico con le colture richiede sperimentazione, ri­cerca e innovazione, per migliorare e rendere questa nuova tecnologia sempre più compatibile e coerente con le produzioni agricole, e anzi di supporto nell’a­dattamento delle stesse ai cambiamenti climatici mediante l’ombreggiamento, il ri­sparmio idrico, la protezione dall’irraggiamento eccessivo e dagli eventi metereolo­gici dannosi.

È quindi essenziale studiare l’agrivoltaico e raccogliere dati sugli impianti e sulle sperimentazioni, per svi­luppare le possibilità di innovazione delle tecniche di coltura verso l’agricoltura di precisione, attraverso l’efficientamento dei consumi e la produzione di rinnovabili, e trovare le giuste forme di inserimento nel paesaggio.

La Regione per energie rinnovabili e Green economy

In coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi, la Regione si è dotata di un Piano energetico regionale e di un contesto normativo e programmatico per la transizione del sistema territoriale ed economico verso le energie rinnovabili e la Green Economy, nonché di obiettivi specifici di decarbonizzazione entro il 2050. Il sistema agrivoltaico è stato individuato come tecnologia di produzione di energia da fonti rinnovabili associabile alle colture che rivestono importanza fondamentale nell’economia regionale, e che pertanto con questa tecnologia possono essere valorizzate e generare nuova ricchezza per il territorio.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 6 agosto 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 6 agosto 2025Soleggiato al mattino, addensamenti pomeridiani sui rilievi con isolati rovesci temporaleschi, aumento della nuvolosità in serata con possibilità di rovesci temporaleschi sul settore centro-occidentale.

Temperature senza variazioni di rilievo con valori minimi circa tra 16/19 gradi, massime attorno ai 29/31 gradi delle zone di pianura interne e i 27/29 delle coste e delle pianure orientali. Venti deboli variabili al mattino con tendenza a divenire generalmente moderati orientali, locali rinforzi specie sulle coste e il settore centro-orientale della regione. Mare poco mosso al mattino ma con tendenza a divenire mosso dal pomeriggio.

(Arpae)

Istituzione di una Commissione consiliare di Controllo e Garanzia, nota dei Consiglieri di PD, Sinistra Ecologista e Gruppo Civico Sassuolo dell’Unione distretto Ceramico

Istituzione di una Commissione consiliare di Controllo e Garanzia, nota dei Consiglieri di PD, Sinistra Ecologista e Gruppo Civico Sassuolo dell’Unione distretto Ceramico“In risposta alle recenti dichiarazioni del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e del suo coordinamento provinciale, desideriamo fare chiarezza sulla posizione espressa in Consiglio dell’Unione riguardo all’istituzione di una Commissione consiliare di Controllo e Garanzia.

Anzitutto, respingiamo con fermezza l’accusa di scarso rispetto dei principi democratici. Proprio per rispetto delle istituzioni e della trasparenza, abbiamo accolto con attenzione la mozione presentata, riconoscendone le intenzioni dichiarate. Tuttavia, come spiegato in sede consiliare, il nostro voto contrario non è stato dettato da logiche di partito o da una chiusura pregiudiziale, bensì da motivazioni giuridiche, istituzionali e operative ben precise.

L’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico è un ente di secondo livello, privo di rappresentanza diretta, e costituito esclusivamente per la gestione associata di alcune specifiche funzioni delegate dai Comuni aderenti.

Infatti è necessario ricordare che la principale leva di controllo e indirizzo democratico resta, com’è giusto che sia, nelle mani dei consigli comunali. Questi ultimi, infatti, non solo designano i membri del Consiglio dell’Unione, ma sono anche frequentemente chiamati a ratificare gli atti adottati in sede unionale, garantendo già oggi una verifica democratica multilivello.

Va inoltre sottolineato che già oggi esistono ulteriori e non meno importati, strumenti efficaci di controllo e trasparenza, come la pubblicazione degli atti, il controllo contabile e gestionale affidato ai revisori dei conti, e — soprattutto — il lavoro delle commissioni consiliari permanenti, in particolare quelle sul bilancio e sui servizi sociali, che svolgono un ruolo fondamentale di verifica, approfondimento e indirizzo. Proprio attraverso queste commissioni, che operano con regolarità e rigore, viene assicurata una vigilanza concreta e continua sulle scelte dell’Unione, spesso con il contributo costruttivo delle minoranze. È questo, nei fatti, il presidio democratico più attivo e utile per i cittadini.

Il Regolamento del Consiglio dell’Unione, all’art. 11, prevede la possibilità di istituire commissioni consiliari solo con riferimento a servizi esercitati direttamente dall’Unione. Laddove ciò non avvenga — come nel nostro caso, in cui la maggior parte dei servizi è di supporto o tecnico-gestionale — istituire una Commissione permanente di garanzia significherebbe sovrapporre competenze, con il rischio di appesantire inutilmente i processi decisionali.

Infine, riteniamo profondamente sbagliato e ingiustificato definire “ferita amministrativa” una scelta espressa legittimamente da un organo elettivo nel rispetto delle regole. Le Istituzioni si difendono anche rispettando il principio di proporzionalità e l’equilibrio tra costi e benefici delle strutture che si vanno a istituire.

Continueremo a lavorare con serietà, trasparenza e spirito di servizio, utilizzando e rafforzando gli strumenti già in essere per garantire controllo, pubblicità e responsabilità nell’azione amministrativa. Restiamo naturalmente aperti a confronti costruttivi su come migliorare i meccanismi esistenti, ma respingiamo ogni tentativo di delegittimare il lavoro istituzionale attraverso accuse infondate e toni allarmistici”.

(Gruppi Consiliari del PD, Sinistra Ecologista e Gruppo Civico Sassuolo)

 

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