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Le giornate Fai d’Autunno: la manifestazione dedicata quest’anno alla Via Vandelli

Le giornate Fai d’Autunno: la manifestazione dedicata quest’anno alla Via Vandelli

Torna il tradizionale appuntamento con le giornate Fai d’Autunno in programma sabato 15 e domenica 16 ottobre. La delegazione FAI di Modena dedica la manifestazione alla Via Vandelli, infrastruttura settecentesca candidata ai Luoghi del Cuore del FAI.

Diverse saranno le aperture allestite lungo il percorso del cammino: a Modena Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare, uno dei simboli della città, a Sassuolo, la palazzina Ducale del Belvedere, esempio di Kaffehaus settecentesca destinato a ricevere gli ospiti della corte per consumare le bevande al tempo considerate esotiche, a Pavullo nel Frignano il borgo medievale di Montebonello. Infine il gruppo FAI Bassa modenese propone invece l’apertura straordinaria di Villa Frassinesi, di proprietà della famiglia di Maria d’Arco Frassinesi, in arte “Fatima Miris”, attrice e cantante dei primi del ‘900, che divenne la regina del trasformismo.

Per Vittorio Cavani, capo delegazione Fai di Modena «si conferma il grande sforzo della delegazione Fai per far scoprire al grande pubblico luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati, in particolare quest’anno abbiamo voluto concentrare l’attenzione sulla Via Vandelli, candidata al censimento dei Luoghi del Cuore, una straordinaria infrastruttura settecentesca che da quasi tre secoli unisce Modena a Massa, fra i Cammini oggi più frequentati a livello regionale, che necessita però di urgenti interventi per la tutela e la valorizzazione. Tutto ciò come sempre grazie ai tanti volontari che ci supportano ed alla preziosa collaborazione delle amministrazioni comunali e di cittadini privati che hanno messo a disposizione le proprietà».

Per Giulio Ferrari, coordinatore del comitato Amici della Via Vandelli «dopo cinque anni di lavoro per riscoprire e promuovere la Via Vandelli, ora il mio sforzo è ricompensato da migliaia di viandanti che tutti gli anni camminano dall’Emilia alla Toscana sul percorso che ho ideato, il più aderente all’originale strada settecentesca. È venuto però il momento di far fare un ulteriore passo alla Via Vandelli, con uno slancio ancora maggiore nella divulgazione e conservazione e ciò si può fare solo insieme ad associazioni serie e attente al territorio come Fai e Cai».

Il weekend di aperture straordinarie, organizzato dalla Delegazione Fai di Modena, insieme al gruppo Fai giovani Modena, il gruppo Fai Bassa modenese, in stretta collaborazione con il gruppo Fai dell’Appennino modenese e il gruppo Fai Ponte tra culture Modena, propone un ricco programma di aperture speciali e visite, consultabili sul sito www.giornatefai.it

Giornate Fai d’autunno 2022, palazzo ducale a Modena e visite anche a Sassuolo, Mirandola e Montebonello

Il Palazzo Ducale di Modena, sede dell’accademia militare, è stata una delle regge più importanti del nord Italia e ha ospitato la corte  dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio divenendo capitale degli Stati Estensi. Splendido esempio di barocco, costruito per volontà del duca Francesco I d’Este inglobando l’antico castello, costituisce il baricentro monumentale di Modena. La visita partirà dal Cortile d’Onore e dallo  scenografico Scalone, si snoderà  attraverso  le Camere di Parata fino all’Appartamento di Rappresentanza con il grandioso Salone, la Sala di Psiche e il Gabinetto Nobile a Boisè  (Salottino d’Oro) per terminare nel cortile dell’antico castello e in quello che fu il giardino privato per concludersi di fronte alle scuderie, parti anch’esse del vasto  complesso residenziale ducale che comprendeva anche un teatro. Di questo  splendore di arte e di mecenatismo volti a rafforzare la malferma politica del casato nello scacchiere europeo resta una traccia tenue nella memoria collettiva; di qui l’importanza di far rivivere  tutto ciò al visitatore attraverso il racconto. Dal Palazzo Ducale si origina il ramo principale della Via Vandelli.

Collocata sulla sommità dell’antico poggio detto della “Fonte del Medico” spianato dai forzati per volere di Francesco III d’Este impegnato in quegli anni nel far realizzare il grande parco delle reggia sassolese, la Palazzina detta del Belvedere di San Michele si pone al termine della lunga prospettiva che prende avvio proprio dalla facciata meridionale del Palazzo di Sassuolo. Costruita tra il 1778 e il 1781 venne destinato, come la moda richiedeva, a Kaffehaus ossia a padiglione destinato a ricevere gli ospiti della corte e consumare le bevande al tempo considerate esotiche: il the e il caffe’. Da qui il nome anche di una delle stanze. La sala centrale passante a doppio volume accoglie le tempere di Lodovico Bosellini e Giovan Battista Menabue raffiguranti il ciclo delle residenze ducali. Ciò costituisce un documento di straordinario valore. Inoltre, la villa si pone a lato del tracciato della Via Vandelli. Ampliata e modificata nel corso dell’Ottocento, al fine di destinarla a residenza privata, la Palazzina del Belvedere è normalmente non aperta al pubblico.

E’ dunque grazie alla cortese disponibilità e nota sensibilità dell’attuale proprietario che in queste Giornate Fai d’Autunno è possibile visitare un luogo sorprendente non solo dal punto di vista storico artistico ma anche paesaggistico. In occasione delle Giornate FAI il Gruppo FAI Ponte tra Culture Modena organizza visite in lingua cinese, inglese, spagnolo, ucraino.

Montebonello, posto su un colle nella vallata dei torrenti Cogorno e Rossenna, è racchiuso intorno alla piazza ed ha mantenuto la struttura delle sue origini medioevali. Sul lato più scosceso del colle si innalza la possente torre, esempio significativo di torre medievale. La chiesa, posta trasversalmente ai bordi della piazza, è perfettamente orientata secondo gli antichi canoni liturgici. Sul lato meridionale costruito secondo la tecnica dell’opus quadratum sono posti i portali d’ingresso: uno quasi angusto di stile romanico con arco a tutto sesto, l’altro gotico datato 1446 e chiuso in tempi recenti e il terzo aperto all’epoca dell’allungamento della chiesa (1910-1913). Il silenzio, la penombra, le immagini affrescate dell’interno, trasportano il visitatore lontano nel tempo a sperimentare un senso del sacro ormai inusuale e a rivivere atmosfere di religiosità e di devozione dei fedeli di un lontano passato. L’interno della chiesa, infatti, conservatosi quasi integro, è un esempio di organizzazione delle immagini negli spazi di un edificio sacro del tardo Medioevo.

La Villa di Fatima Miris, sorge nella campagna della pianura modenese, nella frazione di San Giacomo Roncole del comune di Mirandola, che porta il nome d’arte della contessa Maria d’Arco Frassinesi, attrice e cantante dei primi del ‘900, determinata e temeraria, che divenne la famosissima regina del trasformismo, al pari del coevo Fregoli o del nostro Brachetti e prima donna del secolo in quest’arte, esibendosi in quasi tutto il mondo fino al 1932. A Fatima Miris, eclettica e sensibile alle nuove correnti artistiche, si deve la modernizzazione della parte di villa di proprietà della sua famiglia dal 1884 secondo il nuovo gusto Liberty.

L’intervento ha interessato gli esterni con loggia, verande, colonne in ghisa, ferri battuti e pannelli in ceramica dell’allora nota fabbrica Gregori di Treviso, ma soprattutto gli interni dove, tra lo sfarzoso salone di rappresentanza e i salotti attigui, le decorazioni di pregevole gusto Liberty – affidate negli anni 1904-1905 alla bolognese ditta Alberghini – riescono a coniugare motivi d’ispirazione internazionale a temi legati all’arte di trasformista di Fatima Miris, committente attiva allora e presente ancora oggi in ogni particolare e nell’essenza stessa della Villa.

Sanità. Liste d’attesa, prosegue a pieno ritmo il recupero: aggiornato il Piano operativo regionale

Sanità. Liste d’attesa, prosegue a pieno ritmo il recupero: aggiornato il Piano operativo regionaleIl Piano di recupero delle liste d’attesa voluto dalla Regione Emilia-Romagna prosegue a pieno ritmo: i ricoveri chirurgici hanno pressoché raggiunto con tre mesi di anticipo l’obiettivo fissato per fine anno, l’assistenza ambulatoriale supera addirittura il traguardo previsto e l’adesione agli screening oncologici è già tornata ai livelli pre-pandemia. Fermo restando che le urgenze, sia in caso di interventi che di visite, sono sempre state garantite anche nei periodi più duri della pandemia.

I dati emergono dal costante monitoraggio che la Regione svolge sull’attività delle Aziende sanitarie locali, e anche sulla base di questi numeri nell’ultima seduta di Giunta è stato aggiornato il Piano operativo regionale per il recupero delle liste d’attesa la cui tabella di marcia prevede di tornare entro il 2023 ai valori pre-pandemici.

“Dopo due anni durissimi l’Emilia-Romagna è tra le regioni che hanno recuperato più prestazioni arretrate a causa della pandemia- commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Il nostro monitoraggio ha criteri più stringenti rispetto a quello richiesto dal Piano nazionale e i dati provvisori per il 2022 sono in linea con gli obiettivi che abbiamo stabilito nel Piano operativo per il recupero delle liste d’attesa. Continueremo a dare il massimo per arrivare nel 2023, come previsto, ai livelli di erogazione pre-pandemia”.

I dati del monitoraggio

Il percorso di rientro regionale è partito nel secondo semestre del 2020 con l’aumento dei servizi erogati e il monitoraggio costante dei tempi di attesa, che la Regione ha scelto di effettuare con criteri più stringenti di quelli previsti dal piano nazionale: su base mensile per le visite ambulatoriali e trimestrale per i ricoveri. Sono tre gli ambiti di intervento su cui si è concentrato il piano: i ricoveri chirurgici programmati, le prestazioni specialistiche ambulatoriali e gli screening oncologici.  La Regione ha inviato al ministero il monitoraggio relativo al primo semestre 2022, ma in molti casi sono già disponibili dati aggiornati alla prima decade di ottobre.

Per quanto riguarda i ricoveri chirurgici l’obiettivo della Regione è tornare ai livelli pre-pandemici del 2019 entro il 2023, chiudendo il 2022 con un numero di ricoveri pari al 92% di quelli garantiti nel 2019. Obiettivo che sembra alla portata: dopo una produzione chirurgica assestata al 76% nel 2020 e all’87,6% nel 2021, la media a fine luglio 2022 è del 91%.  Nel caso dei ricoveri le Aziende devono far fronte anche al recupero dei casi di chirurgia pregressi risalenti al 2020 e 2021, rinviati nei momenti più difficili della pandemia. Ebbene, ad oggi è stato recuperato il 60% dei ricoveri in sospeso rispetto all’obiettivo di arrivare a fine anno all’80%.

Sul fronte delle prestazioni ambulatoriali i dati sono ancora migliori: l’obiettivo della Regione usa come indicatore di performance il rispetto dei tempi previsti per le prestazioni differibili o programmabili; infatti durante tutto periodo pandemico sono sempre state garantite le prestazioni urgenti improcrastinabili, quelle oncologiche e quelle di controllo e follow-up per i pazienti affetti da patologia cronica. Questo indice rappresenta la percentuale dei casi in cui viene garantita la prima visita specialistica entro 30 giorni e un accertamento diagnostico entro 60. In media, prima del 2020 questi tempi erano rispettati nel 97% dei casi, ed è a valori analoghi che la Regione vuole arrivare entro il 2023.

L’indice di performance è – per le visite specialistiche – all’82% (dati cumulativi da gennaio al 15 luglio 2022). Considerando però i valori aggiornati delle ultime tre settimane fino al 9 ottobre, si raggiunge circa il 90%, quindi l’obiettivo che ci si è posti entro fine anno.  Per le prestazioni diagnostiche 2022 i valori sono dell’88% al 15 luglio, ma si raggiunge il 95% a ottobre, superando l’obiettivo del 90% fissato per dicembre 2022. Si è insomma ben indirizzati verso il raggiungimento del 97% previsto entro la fine del 2023.

Nel caso delle prestazioni di specialistica ambulatoriale non c’è un pregresso da smaltire, perché le Aziende sanitarie già entro dicembre 2020 avevano recuperato la totalità delle prestazioni sospese nella prima fase pandemica, pari a circa 1,6 milioni.

Infine, in Emilia-Romagna torna ai livelli pre-pandemia l’adesione agli screening oncologici messi gratuitamente a disposizione dal Servizio sanitario per la diagnosi precoce e la cura di alcune delle forme più diffuse di tumore: quelli al colon-retto, al collo dell’utero e alla mammella. I dati aggiornati al 30 giugno scorso confermano che le persone delle rispettive fasce di età che hanno eseguito il test nei tempi raccomandati sono: il 71% della popolazione target femminile per lo screening mammario; il 64% per lo screening della cervice uterina, il 52% per lo screening colorettale. Dati pienamente sovrapponibili a quelli dell’epoca pre-Covid, che confermano oltre al pieno recupero dei numeri la centralità dei programmi di prevenzione e diagnosi precoce messi in campo dalla Regione.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 13 ottobre 2022

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 13 ottobre 2022Al mattino sereno o poco nuvoloso per nubi alte e sottili, con foschie anche dense e locali banchi di nebbia sulle pianure. Dal pomeriggio tendenza a nuovo aumento della nuvolosità alta e stratificata a partire da ovest.

Temperature senza variazioni significative o in lieve locale flessione. Minime comprese tra 11 gradi delle pianure interne e 15 gradi del riminese, con valori anche inferiori nelle aree extraurbane; massime tra 20 e 22 gradi.

Venti deboli variabili.

Mare poco mosso.

Nasce “GROWTH: Inside Ceramic Culture”, l’Academy del Gruppo Romani

Nasce “GROWTH: Inside Ceramic Culture”, l’Academy del Gruppo Romani

Nuove competenze e propensione al cambiamento per interpretare le esigenze del mercato del lavoro contribuendo a creare figure professionali preparate e menti appassionate. Con questi obiettivi, oggi nasce “GROWTH: Inside Ceramic Culture” del Gruppo Romani, una vera e propria Academy dedicata alla formazione e divulgazione della cultura ceramica e architettonica. “In un’epoca in cui le imprese sono orientate a investire nei processi di digitalizzazione e produzione sostenibile, è fondamentale prendere in considerazione anche la formazione dei giovani talenti”, commenta Giorgio Romani, Presidente del Gruppo.

GROWTH è un progetto strutturato, moderno e dinamico, che prende forma grazie alla volontà di Martina Romani, Direttore Marketing del Gruppo. “Crescita, sviluppo ed evoluzione sono concetti su cui ho costruito il mio percorso personale e che ora intendo proiettare all’interno dell’azienda. Sono già diverse le attività e i percorsi che abbiamo messo in campo e molte le idee per il futuro, tutte orientate alla formazione di nuovi talenti, tecnici e creativi.”

Nel 2021 e nel 2022 l’Academy del Gruppo ha collaborato con l’Università di Pavia, per volontà dell’architetto Elia Napolitano e del direttore Maurizio Ettore Maccarini, al Master di Gestione Innovativa dell’Arte, Finanza, Marketing e Strategia. Lo scorso anno è stato finanziato un Master di secondo livello in Impresa e Tecnologia Ceramica, partecipando ad una iniziativa di Confindustria Ceramica e Federchimica, organizzata con le Università di Modena, Reggio Emilia e Bologna. Il Gruppo Romani è stato inserito, quindi, all’interno del Comitato Tecnico Scientifico per sostenere le lezioni relative alla tecnologia 4.0 e alla produzione ceramica.

Il Gruppo ha recentemente collaborato anche con Nuova Cerform: dal corso di Tecnico Designer 3D per la ceramica sono stati selezionati sette giovani per svolgere uno stage in azienda. “Questi ragazzi hanno creato nuove ambientazioni e un catalogo, chiamato “Mix and Match”, trasversale ai nostri brand, per dare vita a un progetto unico, del quale possiamo ritenerci molto soddisfatti”, spiega Martina Romani. Attualmente l’azienda sta ospitando una stagista dell’UNI IAAD (Istituto d’Arte Applicata e Design) di Bologna, mentre prosegue la formazione interna, con i corsi di social media e interior design per l’ufficio marketing.

 “Capitale umano e nuove visioni fanno parte del nostro asset strategico per affrontare al meglio le prossime sfide. E’ importante accogliere idee fresche, cariche di innovazione ed entusiasmo – conclude Martina Romani -. Conoscere i valori aziendali e la filiera ceramica sono le basi, ma il futuro è tutto da scrivere.”

44ª Rassegna Corale “Città di Sassuolo” domenica 16 ottobre alla Chiesa di S. Giovanni Neumann

44ª Rassegna Corale “Città di Sassuolo” domenica 16 ottobre alla Chiesa di S. Giovanni NeumannDomenica 16 ottobre alle ore 16.00 presso la Chiesa di S. Giovanni Neumann di Sassuolo (in via Rovigo, 2 – Zona Parco) appuntamento con la tradizionale Rassegna Corale “Città di Sassuolo”, che riprende quest’anno con la sua 44ma edizione, dopo due anni saltati causa pandemia.

Saranno ospiti il Gruppo Vocale Musicanova di Levanto (La Spezia), diretto dal M° Aldo Viviani, e i cori di voci bianche Girasole (diretto da Claudia Rondelli) e Puccini Junior (diretto da Veronica Zampieri).

La Corale Puccini, con la partecipazione del soprano Yoriko Okai, presenterà una selezione del proprio repertorio lirico e leggero e vedrà i Maestri Francesco Saguatti e Simone Guaitoli alternarsi al pianoforte e alla direzione.
L’ingresso è libero.

Guasto a condotta idrica in via Regina Pacis, disagi alla circolazione

Guasto a condotta idrica in via Regina Pacis, disagi alla circolazione

Guasto oggi alla condotta idrica principale su via Regina Pacis all’altezza dell’incrocio con la Pedemontana. Disagi alla circolazione. I tecnici stanno operando da ore per riparare la tubazione danneggiata; il termine dei lavori è previsto per domattina.

“La comunità, i servizi e la rete territoriale dell’accoglienza” il tema dell’incontro al Centro per le Famiglie del 13/10

“La comunità, i servizi e la rete territoriale dell’accoglienza” il tema dell’incontro al Centro per le Famiglie del 13/10Giovedì 13 ottobre si chiuderanno gli incontri di approfondimento sul sostegno reciproco tra famiglie e le possibili forme di accoglienza.
Organizzato, come ogni anno, dal Centro per le Famiglie con la collaborazione del Servizio Sociale Tutela Minori – Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e del progetto Reti di Famiglie gestito dall’Associazione Venite alla Festa, il percorso sostiene e da risalto al grande lavoro di solidarietà e accoglienza che il territorio offre attraverso le famiglie ed i servizi.

Per l’ultimo incontro fissato alle ore 20.45 presso il Centro per le Famiglie, sede di Sassuolo Via Caduti sul Lavoro  24,  la dott.ssa Sonia Vignato Responsabile Servizio Sociale Tutela Minori  approfondirà il tema della rete dei servizi sul territorio e del rapporto con la comunità.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna (11/10): 3.258 nuovi casi

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna (11/10): 3.258 nuovi casiDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.901.635 casi di positività, 3.258 in più rispetto a ieri, su un totale di 26.625 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 13.288 molecolari e 13.337 test antigenici rapidi.

Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 12,2%.

Vaccinazioni

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 10.892.102 dosi; sul totale sono 3.800.480 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale, il 94,6%. Le dosi aggiuntive fatte sono 2.962.218.

Il conteggio progressivo delle dosi di vaccino somministrate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate.

Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/ .

Ricoveri

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 28 (-1 rispetto a ieri, pari al -3,4%), l’età media è di 67,7 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 934 (+9 rispetto a ieri, +1%), età media 75,8 anni.

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 3 a Reggio Emilia (invariato rispetto a ieri); 5 a Modena (+1); 10 a Bologna (-1); 1 a Imola (invariato); 3 a Ferrara (invariato); 2 a Ravenna (invariato); 1 a Forlì (invariato); 1 a Cesena (-1); 2 a Rimini (invariato).

Nessun ricovero a Piacenza e Parma (come ieri).

Contagi

L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 52,8 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 941 nuovi casi (su un totale dall’inizio dell’epidemia di 387.390) seguita da Modena (561 su 289.024); poi Piacenza (309 su 98.765), Rimini (281 su 178.611), Ravenna (258 su 180.202) e Reggio Emilia (201 su 215.394); quindi Cesena (192 su 107.219), Parma (180 su 161.297), Ferrara (129 su 136.378) e Forlì (124 su 88.785); infine il Circondario Imolese, con 82 nuovi casi di positività su un totale da inizio pandemia di 58.570.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 40.613 (+1.355). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 39.651 (+1.347), il 97,6% del totale dei casi attivi.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Guariti e deceduti

Le persone complessivamente guarite sono 1.891 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 1.842.930.

Purtroppo, si registrano 12 decessi, alcuni dei quali riferiti ai giorni scorsi:

  • 2 a Piacenza (una donna di 81 e un uomo di 94 anni)
  • 2 in provincia di Reggio Emilia (una donna di 98 e un uomo di 88 anni)
  • 7 in provincia di Bologna (quattro donne delle quali una di 80, due di 90 e una di 94 anni e tre uomini di 76, 89 e 90 anni)
  • 1 in provincia di Ferrara (un uomo di 77 anni)

Non si registrano decessi in provincia di Parma, Modena, Ravenna, ForlìCesena, Rimini e nel Circondario imolese.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 18.092.

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi sono stati eliminati 5 casi, positivi al test antigenico ma non confermati da tampone molecolare.

Covid: ancora in aumento gli indicatori pandemici a Modena e provincia

Covid: ancora in aumento gli indicatori pandemici a Modena e provinciaSempre in aumento gli indicatori pandemici: numero di nuovi casi, percentuale di positività, numero di persone esaminate e ricoveri quotidiani.

Sono 140 i pazienti Covid positivi ricoverati, a lunedì 10 ottobre, negli ospedali modenesi.

 

ANDAMENTO GENERALE

Casi

Il totale di positivi segnalati a livello regionale, lunedì 10 ottobre, per la provincia di Modena è di 288.464 (erano 284.707 lo scorso 3 ottobre). Al 10 ottobre in provincia di Modena sono accertati 4.413 (erano 3.079 il 3 ottobre, +43%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19.

Ricoveri totali

A lunedì 10 ottobre sono 140 (erano 105 il 3 ottobre, +33%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. Da report regionale risultano ricoverati 77 pazienti covid positivi in AOU, 14 all’Ospedale di Sassuolo e 49 negli ospedali a gestione Ausl.

Persone in isolamento domiciliare

Al 10 ottobre sono in isolamento 4.273 persone covid positive (erano 2.974 il 3 ottobre, +44%). Si riporta sotto la distribuzione sui Comuni della provincia di Modena.

Tasso di incidenza

Settimana dal 3 al 9 ottobre 2022

Il tasso settimanale di incidenza è di 506 casi per 100.000 abitanti (+34% rispetto alla settimana precedente).

Alla luce dei dati si sottolinea la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione e di proseguire nelle attività di sorveglianza e di vaccinazione.

Vaccinazioni anti-Covid

Al 10 ottobre sono state somministrate complessivamente 1.801.794 dosi di vaccino, di cui 599.836 prime dosi, 569.913 seconde dosi, 516.761 dosi addizionali e primi richiami (booster), 115.284 secondi richiami (second booster).

 

Persone in isolamento domiciliare perché positive al Covid per Comune di residenza

  10/10/2022 03/10/2022
Comune di residenza/domicilio Positivi in isolamento domiciliare Positivi in isolamento domiciliare
Bastiglia 32 13
Bomporto 43 36
Campogalliano 38 37
Camposanto 26 10
Carpi 459 287
Castelfranco E. 187 100
Castelnuovo R. 79 45
Castelvetro 85 42
Cavezzo 50 27
Concordia s/S 33 36
Fanano 5 7
Finale E. 88 48
Fiorano Modenese 96 85
Fiumalbo 2 1
Formigine 235 157
Frassinoro 9 8
Guiglia 12 13
Lama Mocogno 10 5
Maranello 110 90
Marano s/P 29 26
Medolla 44 22
Mirandola 99 94
Modena 1122 852
Montecreto 2  
Montefiorino 9 15
Montese 18 5
Nonantola 122 103
Novi di Modena 48 22
Palagano 17 18
Pavullo nel Frignano 106 93
Pievepelago 2 7
Polinago 9 9
Prignano s/S 22 17
Ravarino 56 34
Riolunato 4 5
San Cesario s/P 36 36
San Felice s/P 74 53
San Possidonio 17 8
San Prospero 23 13
Sassuolo 332 220
Savignano s/P 45 33
Serramazzoni 59 40
Sestola 11 4
Soliera 122 64
Spilamberto 66 43
Vignola 138 73
Zocca 42 18
Fuori Provincia    
TOTALE 4273 2974

 

Sassuolo, Savigni e Lenzotti (PD): “La gestione di piazza Martiri è fallimentare”

Sassuolo, Savigni e Lenzotti (PD): “La gestione di piazza Martiri è fallimentare”La maggioranza ha sovrapposto due obiettivi: il primo, quello di avere una piazza Martiri fiore all’occhiello della città, il secondo, quello di mantenere l’uso della  piazza a servizio di un mercato che doveva diventare splendido.

Questo è stato raccontato agli ambulanti e ai commercianti del centro storico. Entrambi i risultati sono però deludenti, e l’operato della giunta è stato bocciato anche da alcuni rappresentanti della maggioranza. La nota di Maria Savigni, capogruppo Pd Sassuolo, e Serena Lenzotti consigliera comunale Pd Sassuolo:

“Abbiamo denunciato da tempo la programmazione e la gestione approssimativa di un bene comune come piazza Martiri, gestione che non ha tenuto conto né di una migliore qualità della vita né dei bisogni funzionali di un mercato, e nonostante l’importante investimento quello che si è ottenuto è una piazza neanche ben gestita come parcheggio.

A fronte di tutte le lamentele che leggiamo sui giornali e sui social sorge il dubbio che la giunta pensasse in realtà di spostare il mercato. Eppure la campagna elettorale inseriva tra i punti del programma una valorizzazione del mercato, non un suo svilimento.

Agli ambulanti, nel corso di questi lunghi e angosciosi anni di pandemia, veniva chiesto di aspettare, di aver pazienza perché la nuova piazza li avrebbe accolti ‘fastosamente’.

Purtroppo però,  cessata la pandemia , e a piazza non ancora inaugurata, ci si è resi conto che le problematiche non sono tutte imputabili al Covid ma ad una mala programmazione, gestione e controllo del territorio.

Ma come è possibile che degli amministratori pensino di reinsediare il mercato in piazza se nella progettazione non si considerano gli stalli, la segnaletica da tracciare, le corsie risultano troppo strette per un pronto intervento? Non hanno pensato di sovrapporre le cartine del mercato e quelle della nuova piazza per capire se ci stava tutto? E non diamo sempre la colpa ai tecnici o a qualcun altro, perché la supervisione è responsabilità del Primo cittadino.

A fronte di decisioni sbagliate e reiterate , a rimetterci come sempre sono tutti: gli ambulanti che si lamentano a gran voce della mancata segnaletica e di un controllo costante dei vigili urbani (eppure di soldi ne sono stati investiti tanti sulla polizia locale, tanto da aspettarci un controllo costante); i residenti che giustamente lamentano di non riuscire ad uscire di casa e a muoversi perché, oltre alla dislocazione dei banchi, nessuno fa rispettare orari e spazi. Insomma a piazza Martiri regna il caos.

A fronte di tutto ciò, il secondo regolamento del mercato, approvato dalla maggioranza nel giro di due anni, pare essere la panacea di tutti i mali, almeno per gli amministratori. Ma non per chi vive direttamente un disagio che è anche di carattere economico e di questi tempi non c’è da sottovalutare il tema del lavoro, in questo caso quello degli ambulanti.

Le soluzioni facili non esistono, ma si possono trovare con il confronto con gli utenti; il confronto è sempre costruttivo, e come diciamo da ormai tre anni, occorre ascoltare i vari portatori di interesse e creare qualcosa di realmente condiviso e soprattutto funzionale”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 12 ottobre 2022

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 12 ottobre 2022Nuvolosità variabile nel corso della giornata per nubi alte e stratificate che non impediranno un buon soleggiamento; tendenza all’intensificazione della nuvolosità dal tardo pomeriggio con assenza di piogge.

Foschie mattutine lungo l’asta del Po in dissolvimento durante le ore più calde.

Temperature senza variazioni significative: minime tra 13/14 gradi della pianura e 15/17 gradi della costa.

Venti deboli, prevalentemente dai quadranti orientali.

Mare poco mosso sotto costa, mosso al largo, ma con moto ondoso in attenuazione.

Ca’ Bella entra nella rete Politecnica dell’Emilia-Romagna

Ca’ Bella entra nella rete Politecnica dell’Emilia-Romagna

Ca’ Bella – Centro di formazione tecnologica entra nella rete Politecnica dell’Emilia-Romagna. Di recente, infatti, la Regione ha approvato i percorsi dell’offerta formativa tecnica superiore 2022-2023.

All’interno di questo programma si inserisce Zenit con due corsi promossi da Ca’ Bella: il primo, con partenza fissata al 30 novembre, è l’IFTS per diventare Tecnico dell’industrializzazione sostenibile delle produzioni meccaniche; il secondo invece, in programma a marzo 2023, è il corso di formazione superiore per diventare Progettista di componenti e sistemi di advanced manufacturing – due figure molto ricercate dal mercato del lavoro.

A testimoniarlo sono senza alcun dubbio le 23 aziende partner e promotrici del territorio che sostengono i percorsi (le quali si uniscono all’Associazione di imprese 4HUB che conta 13 aderenti), nonché l’Università di Modena e Reggio Emilia (Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria) e tre istituti tecnici superiori – Ferrari di Maranello, Levi di Vignola, Marconi di Pavullo -, il Competence Center di Bologna Birex, la rete dei Laboratori Aperti della Regione Emilia-Romagna, i Comuni del Distretto Ceramico: Formigine, Sassuolo, Fiorano Modenese, Maranello e molti altri partner.

Le iscrizioni per l’IFTS sono già aperte e si chiuderanno il 15 novembre. Il corso, completamente gratuito in quanto finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus e dalla Regione Emilia-Romagna, prevede 500 ore tra aula, laboratori e visite aziendali; 280 ore di stage e 20 di Project Work. L’obiettivo, al termine del percorso, è quello di formare un tecnico specializzato capace di presidiare e gestire i processi organizzativi e produttivi delle imprese: una figura professionale completa che definisca soluzioni tecniche nel processo produttivo, curando sia l’aspetto relativo al dimensionamento e l’attrezzaggio di vari impianti di produzione, sia lo sviluppo dei cicli di lavorazione.

Per ulteriori informazioni: cabella@zenitformazione.com oppure 059-5966125.

Montagna. Acquisto casa, apre il nuovo bando regionale per giovani coppie e famiglie, dal 12 ottobre via alle domande

Montagna. Acquisto casa, apre il nuovo bando regionale per giovani coppie e famiglie, dal 12 ottobre via alle domande

Andare a vivere in montagna. Entra nel vivo il secondo bando della Regione rivolto alle giovani coppie e famiglie che vogliono acquistare una casa in uno dei 121 comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo.

Da mercoledì 12 ottobre e fino al 10 novembre sarà infatti possibile presentare domanda per ottenere un contributo a fondo perduto fino a 30mila euro.

A disposizione cinque milioni di euro, una dotazione che porta a 25 milioni i finanziamenti complessivi messi a disposizione per un’iniziativa innovativa, che punta a contrastare spopolamento, invecchiamento e a favorire nuove opportunità di sviluppo e di valorizzazione dei territori appenninici.

Un’iniziativa che ha incontrato subito un grande successo come dimostrano le quasi 700 domande finanziate con il primo bando del 2020 con il quale erano stati stanziati 10 milioni di euro, poi raddoppiati a 20.

“L’esito del primo bando conferma che abbiamo intercettato un’esigenza reale. Da qui la scelta di replicare con questo secondo avviso con il quale confermiamo e rilanciamo un impegno per la montagna, che ha visto solo in questa legislatura assegnare ai territori appenninici risorse per 750 milioni di euro, che salgono a 2 miliardi dal 2016. Investimenti pubblici di cui circa la metà direttamente dal bilancio regionale. Senza dimenticare le opportunità offerte anche dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalla nuova programmazione dei Fondi europei- hanno sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessora alla Montagna, Barbara Lori-. Un impegno che vogliamo portare avanti insieme ai territori, in stretta collaborazione con gli Enti locali e le comunità che in montagna vivono e lavorano.  E che deve vedere protagoniste le giovani generazioni, per uno sviluppo di qualità e duraturo”.

Rispetto al bando precedente che finanziava sia interventi per l’acquisto che per la ristrutturazione, questo sostiene i soli interventi per l’acquisto di una casa da adibire a residenza principale – l’opzione che peraltro era risultata già la preferita – per evitare che i contributi regionali vengano sommati e sovrapposti alle agevolazioni nazionali esistenti sulla riqualificazione di immobili, a partire dal superbonus 110%.

Il bando in sintesi

Il bando è rivolto a giovani coppie e nuclei familiari, anche composti di una sola persona. Il richiedente dovrà essere nato dopo il 1^gennaio 1982, non dovrà cioè avere più di quarant’anni; essere residente in Emilia-Romagna, o svolgere un’attività lavorativa esclusiva o prevalente in regione. L’Isee del nucleo familiare non deve essere superiore a 50mila euro. 

Il contributo è indirizzato all’acquisto di un alloggio da adibire a propria residenza abituale per almeno cinque anni.  L’acquisto deve essere fatto in data successiva all’approvazione del bando, limitatamente ad alloggi già esistenti.

I contributi sono compresi tra un minimo di 10mila e un massimo di 30mila euro e comunque non potranno superare il 50% delle spese sostenute per l’acquisto dell’immobile. 

Sono previsti punteggi aggiuntivi per chi ha uno o più figli conviventi; per chi ha meno di 30 anni; per chi ha già un’attività lavorativa in un comune appenninico; per chi abita in un Comune non montano e trasferisce la residenza in un comune montano. Tra i requisiti premianti anche quelli riferiti ad alloggi localizzati in comuni più svantaggiati per indici di decremento demografico, vecchiaia e reddito. La graduatoria rimarrà valida per 12 mesi.

 Tutte le informazioni:

https://territorio.regione.emilia-romagna.it/politiche-abitative/contributi-casa/bando-montagna-2022/bando-montagna-2022

“Convito al cinema: delizie e mise en place nei film dei grandi registi”, terzo appuntamento in Auditorium

“Convito al cinema: delizie e mise en place nei film dei grandi registi”, terzo appuntamento in AuditoriumVenerdì 14 ottobre (ore 20.30), terzo appuntamento de “Convito al cinema: delizie e mise en place nei film dei grandi registi”, a cura di Luca Silingardi per Forum UTE, all’interno della Rassegna in Auditorium – Autunno 2022.

La selezione di film propone un interessante percorso tra le pellicole cinematografiche degli ultimi quattro decenni che hanno toccato il tema del cibo e degli allestimenti da tavola, indagando il tema delle passioni sopite, della riscoperta del piacere e della meraviglia che essi possono suscitare, anche negli animi apparentemente meno disposti. Ogni film sarà preceduto da un’introduzione del curatore, che resterà a disposizione alla fine della proiezione anche per le domande del pubblico.

Venerdì 14 ottobre ore 20.30

Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante

Regia di Peter Greenaway. Un film con Richard Bohringer, Michael Gambon, Helen Mirren, Alan Howard, Tim Roth, Ciarán Hinds. Titolo originale: The Cook, the Thief, His Wife & Her Lover. Genere: Drammatico – Gran Bretagna, Paesi Bassi, 1989, durata 120 minuti.

Il gangster Albert Spica si reca abitualmente a cena a Le Hollandais, un rinomato ristorante francese di Londra, in compagnia di sua moglie Georgina. All’interno del ristorante la donna conosce Michael, un bibliotecario dai modi gentili e cortesi, ed inizia con lui una relazione clandestina con la complicità di Richard, il cuoco di Le Hollandais; ma quando Albert scopre la loro tresca, la situazione precipita…
Sceneggiato e diretto da Peter Greenaway, Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante è una delle opere più originali, suggestive ed affascinanti nella carriera dell’apprezzato regista inglese: un’allucinante commedia drammatica farcita con un ferocissimo humor nero. Ambientato quasi interamente all’interno di un ristorante di Londra, il film di Greenaway è suddiviso nell’arco di dieci giornate durante le quali vengono consumate dieci cene, in un crescendo di violenza e di orrore che raggiungerà la sua apoteosi in un finale a dir poco atroce. Protagonista assoluto della storia è, ovviamente, il cibo, al tempo stesso espressione del piacere e dell’eros, ma anche dell’escremento e della morte; un elemento emblematico, dunque, di una pellicola tutta basata sulle ambiguità e sui contrasti.
La trama del racconto ruota attorno ai quattro personaggi citati nel titolo: Richard (Richard Bohringer), il Cuoco, autore delle prelibate pietanze del ristorante Le Hollandais; Albert Spica (Michael Gambon), il Ladro, un mafioso feroce e brutale che ogni sera consuma un pasto trimalcionesco nel bel mezzo del ristorante, circondato dai suoi sgherri; Georgina (Helen Mirren), la Moglie, vittima inerme delle angherie del marito; e Michael (Alan Howard), l’Amante, un sensibile intellettuale che offre a Georgina una via di fuga da un’esistenza carica di disperazione. Su questi quattro protagonisti, Greenaway innesta una serie di antinomie che si prestano a diverse letture metaforiche: alla squallida volgarità del Ladro, che domina tutti gli altri personaggi e li sottopone alle più crudeli angherie (fino all’assassinio), si contrappone l’Amante, simbolo della Cultura e della Ragione – non a caso Michael è “l’uomo dei libri” – ed unico individuo capace di opporsi al potere del Ladro.
La fotografia del veterano Sacha Vierny gioca in modo esemplare con i colori, assegnando ad ogni ambiente una specifica tonalità: dal viola del parcheggio al verde delle cucine, dal rosso della sala da pranzo al bianco della toilette. Attraverso uno stile forzatamente barocco, accompagnato dalla colonna sonora di Michael Nyman, Greenaway costruisce un film in cui le metafore e i simbolismi trovano il loro compendio in una carnalità sfrenata, esaltata dal binomio cibo / sesso, per sfociare nell’epilogo in un perfetto punto di fusione fra gastronomia ed orrore.

 

La Regione rinnova l’impegno per i medici specializzandi

La Regione rinnova l’impegno per i medici specializzandi
foto: Roberto Brancolini

Ortopedici, pediatri e psichiatri. E ancora neurologi, specialisti di radiodiagnostica, chirurghi e infettivologi. La Regione Emilia-Romagna rinnova anche quest’anno l’impegno per i medici specializzandi, incrementando grazie allo stanziamento di risorse proprie il numero di contratti di formazione specialistica: con 1 milione e 800mila euro vengono finanziati 72 contratti, che aggiunti ai 1.393 finanziati dallo Stato e ai 10 dalle Aziende sanitarie regionali portano a 1.475 i posti disponibili su tutto il territorio per i medici che devono specializzarsi.

“La nostra Regione – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – continua a investire sulle persone e sul personale, confermando l’impegno economico per incrementare le opportunità di accesso ai corsi di specializzazione dell’area medica e dare risposta alla carenza di professionisti. Un problema che purtroppo accomuna l’Emilia-Romagna al resto del Paese. In linea con un percorso intrapreso da oltre vent’anni, a partire dall’anno accademico 2000/2001, destiniamo risorse aggiuntive per la formazione medica specialistica, così come per la specializzazione in medicina generale, cercando di intervenire soprattutto nelle branche dove si registra il più alto fabbisogno di copertura degli organici ospedalieri”.

Le risorse per Ateneo

Dei 72 contratti finanziati dalla Regione, 28 sono destinati all’Università di Bologna, per una spesa relativa al primo anno di 700mila euro; 18 all’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia, per 450mila euro; 14 all’Università degli Studi di Parma, per 350mila euro, e 12 all’Università degli Studi di Ferrara, per 300mila euro.

Le specializzazioni per Ateneo

Dei 28 contratti di formazione specialistica destinati all’Università di Bologna, 1 riguarda Anatomia Patologica, 1 Chirurgia generale, 1 Chirurgia vascolare, 1 Geriatria, 1 Malattie dell’apparato respiratorio, 1 Malattie infettive e tropicali, 1 Medicina del lavoro, 1 Medicina Fisica e Riabilitativa, 1 Nefrologia, 2 Neurologia, 1 Neuropsichiatria infantile, 1 Oncologia medica, 4 Ortopedia e traumatologia, 1 Otorinolaringoiatria, 4 Pediatria, 1 Psichiatria, 4 Radiodiagnostica e 1 Urologia.

Dei 18 contratti di formazione specialistica all’Università degli Studi di Modena – Reggio Emilia, 1 è in Chirurgia Maxillo-facciale, 1 in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, 1 in Malattie dell’apparato digerente, 1 in Oftalmologia, 4 in Ortopedia e Traumatologia, 1 in Pediatria, 5 in Psichiatria, 4 in Radiodiagnostica.

I 14 contratti per l’Università degli Studi di Parma sono così suddivisi: 1 Geriatria, 1 Malattie dell’apparato cardiovascolare, 1 Malattie dell’apparato digerente, 1 Malattie infettive e tropicali, 1 Medicina fisica e riabilitativa, 1 Ortopedia e traumatologia, 5 Pediatria e 3  Psichiatria.

Infine, i 12 contratti per l’Università degli Studi di Ferrara sono: 1 per Chirurgia vascolare, 2 Dermatologia e Venereologia, 2 Endocrinologia e Malattie del metabolismo, 1 Malattie dell’apparato cardiovascolare, 1 Medicina dello sport e dell’Esercizio fisico, 1 Neurochirurgia, 1 Neurologia, 1 Oftalmologia, 1 Oncologia medica e 1 Radiodiagnostica.

La nuova mostra del Gruppo pittori J.Cavedoni

La nuova mostra del Gruppo pittori J.Cavedoni

Si svolgerà sabato prossimo, 15 ottobre alle ore 17 presso la Galleria d’arte Jacopo Cavedoni di Via Fenuzzi 12, l’inaugurazione della mostra di pittura e scultura  di Giacomo Rossi e Franco Giordano.

La mostra dal titolo colore e metallo sarà visitabile fino al 26 ottobre.

La  Galleria sarà aperta al pubblico nei giorni di Martedì, Mercoledì, Venerdì e Sabato dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 19,00.

Le domeniche di ottobre dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 19,00.

Doppio appuntamento alle Salse

Doppio appuntamento alle SalseSabato 15 settembre alle ore 15.00 presso Cà Rossa nella Riserva delle Salse di Nirano arriva l’iniziativa “Ornitologi d’autunno” curato da La Lumaca ed Ecosapiens. Occorre sapere che il progetto portato avanti da Fiorano 100 nidi per la Riserva sostiene la nidificazione dei piccoli passeriformi per aumentare la biodiversità. Nella giornata di sabato quindi assisteremo ad una guida ambientale che assembla alcuni nidi artificiali, raccontando quali specie sono solite utilizzarli; e alla fine, insieme, si procederà col montaggio.

Domenica 16 settembre invece, sempre presso le Salse, ci aspetta “Alberi Maestri” in due turni, uno alle 15.00 e il secondo alle 16.30. Con l’ausilio di cuffie wireless ci immergeremo nella natura e nel panorama sonoro della Riserva per un’esperienza sensoriale alla scoperta del mondo degli alberi e del battito dei Vulcani di fango. Il ritrovo è presso il parcheggio principale. L’iniziativa è curata da compagnia Ma Mi Mo nell’ambito delle iniziative della Regione Emilia-Romagna “ViviIlVerde 2022”.

Per prenotarsi a entrambe le iniziative utilizzare il form online, e i link sono rintracciabili sulle pagine social o sul sito del Comune.

Info: salse.nirano@fiorano.it oppure 342/8677118.

Consigliati abbigliamento e calzature comodi, per agevolare le escursioni.

Agenda Digitale. La Regione premia gli enti locali che si sono distinti secondo i dati dell’indice DESIER

Agenda Digitale. La Regione premia gli enti locali che si sono distinti secondo i dati dell’indice DESIERHanno ricevuto ieri il Premio Agenda Digitale i Comuni e le Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna che si sono distinti nella digitalizzazione dei loro territori, secondo le misurazioni a cura dell’indice regionale DESIER (Digital Economy and Society Index Emilia-Romagna).

L’indice è uno strumento messo a disposizione degli amministratori locali che da un lato serve a monitorare lo stato di avanzamento della digitalizzazione nel tempo e tra i territori, dall’altro consente di individuare buone pratiche da diffondere, divari da colmare, ambiti prioritari su cui intervenire.

A consegnare i premi, all’Unahotels Bologna Fiera, l’assessora regionale all’Agenda digitale, Paola Salomoni, e il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi.

In totale sono stati individuati 9 premi a livello regionale per 3 Comuni capoluogo, 3 Comuni montani e 3 Unioni di Comuni. Le categorie tengono conto dei fattori che maggiormente influenzano lo sviluppo della digitalizzazione in Emilia-Romagna: dimensione demografica, caratteristiche territoriali e governo istituzionale, emersi dalle valutazioni e misurazioni che la Regione conduce da tempo.

Altri 27 premi sono assegnati a livello provinciale (per ogni provincia si premia il miglior Comune sotto i 5mila abitanti, tra i 5 e i 15mila e oltre i 15mila abitanti). Infine, una menzione particolare è riservata alla Città Metropolitana di Bologna, per essere l’ente di ambito provinciale con il maggior numero di Comuni che hanno raggiunto gli indici più elevati (circa un terzo delle posizioni di maggiore rilievo nelle classifiche stilate da Desier sono occupate da Comuni della Città Metropolitana di Bologna).

“Con  Desier- commentano l’assessora Salomoni e il sottosegretario Baruffi-  la Regione vuole offrire uno strumento in più agli Enti locali per misurare i progressi fatti sulla digitalizzazione, che è sempre più una chiave strategica per dare servizi ai cittadini e migliorare le performance delle Amministrazioni. Nonostante la dimensione demografica e le condizioni territoriali possano rappresentare tuttora dei fattori di rallentamento, in Emilia-Romagna abbiamo molti Comuni particolarmente virtuosi, anche fra i più piccoli e nelle aree montane, che possono e devono essere presi da esempio”.

“La sfida regionale della trasformazione di tutte le comunità della nostra Regione verso comunità digitali- concludono Salomoni e Baruffi-  rappresenta un banco di prova importante, che potrà avere in Desier un sistema di misurazione adeguato e capace di cogliere gli effettivi risultati”.

Comuni e Unioni premiati
Su scala regionale i comuni capoluogo (compreso Cesena) con l’indice Desier migliore sono risultati essere Bologna, Modena e Parma. Il capoluogo di regione detiene il primato indiscusso soprattutto in termini di connettività, Modena risulta avere risultati di eccellenza sul fronte dei fattori abilitanti (copertura fissa, cioè civici coperti per larghezza di banda, scuole connesse, aree produttive connesse) e sull’integrazione delle tecnologie digitali (la specializzazione operativa nei settori digitali delle imprese e l’innovatività dei loro servizi), buoni i risultati anche per il capitale umano impiegato.
Parma, oltre che nei fattori abilitanti come Modena, ha risultati di eccellenza nei servizi pubblici 
digitali (erogazione servizi on line, utilizzo dei servizi interattivi) e nella formazione superiore in ambito tecnico e scientifico.

Fra i comuni montani fino a 15mila abitanti, i risultati migliori sono raggiunti da Sasso Marconi (BO), Riolo Terme (RA) e Borgo Val di Taro (PR). Sasso Marconi raggiunge risultati di eccellenza per l’integrazione delle tecnologie, con particolare enfasi sulle imprese del settore digitale. Riolo Terme raggiunge valori significativi sulla dimensione dei servizi pubblici digitali anche grazie alle opportunità offerte dall’appartenenza all’Unione Romagna Faentina, Borgo Val di Taro infine presenta livelli migliori nel capitale umano, con riferimento alle opportunità offerte nella formazione superiore in ambito tecnico e scientifico.

Fra le Unioni di Comuni i risultati migliori si rilevano per Unione Valle del Reno, Lavino e Samoggia (BO), Unione Terre d’Argine (MO), e Unione Pedemontana Parmense (PR). L’Unione Valle del Reno, Lavino e Samoggia primeggia nell’integrazione delle tecnologie digitali e del capitale umano, l’Unione Terre Argine eccelle nella connettività. L’Unione Pedemontana Parmense si distingue invece in un utilizzo di internet che valorizza l’approccio social nel rapporto fra PA e utenti.

Di seguito, infine, la lista dei comuni premiati su scala provinciale.

Comuni con meno di 5mila abitanti
Vigolzone (PC), Varano de Melegari (PR), Rolo (RE), Bastiglia (MO), Loiano (BO), Voghiera (FE) Sant’Agata sul Santerno (RA), Montiano (FC), Talamello (RN).

Comuni fra 5mila e 15mila abitanti
Podenzano (PC), Traversetolo (PR), Guastalla (RE), Campogalliano (MO), Calderara di Reno (B0), Codigoro (FE), Cotignola (RA), San Mauro Pascoli (FC), Novafeltria (RN).

Comuni con oltre 15mila abitanti
Fiorenzuola d’Arda (PC), Salsomaggiore Terme (PR), Correggio (RE), Carpi (MO), Casalecchio di Reno (B0), Cento (FE), Faenza (RA), Cesenatico (FC), Riccione (RN).

A Fiorano va in scena un giro d’Italia tra bellezze del territorio e arte

A Fiorano va in scena un giro d’Italia tra bellezze del territorio e arteAll’interno della nuova stagione culturale proposta a Fiorano Modenese dal Centro Via Vittorio Veneto anche una rassegna dedicata al bel Paese pensata come un viaggio virtuale lungo alcuni tra i luoghi più significativi.

In questa prima edizione curata da Claudio Corrado in veste di narratore, si partirà dal Trentino e le sue meraviglie giovedì 13 ottobre dalle 20.45 per poi proseguire il 10 novembre con il Veneto (dalla Padova di Giotto alla Verona di Shakespeare); il 23 Febbraio con la Toscana (dall’Arezzo di Piero della Francesca ai luoghi di Francesco d’Assisi), il 9 di marzo la Campania (dall’eterna Pompei alla magnifica Reggia di Caserta), il 30 marzo sarà la volta della Puglia (dai trulli alla pizzica con i misteri e la bellezza di Puglia e Salento), per concludere poi questo ideale giro d’Italia con la Calabra e la Sicilia (dai Bronzi di Riace siano ad Antonello da Messina) prevista per il 13 Aprile 2023.

Per info e prenotazioni: www.centrovvv.com  mail: centrovvv@gmail.com

 

“Io non rischio – Buone pratiche di protezione civile”, 15 e 16 ottobre 2022 a Sassuolo

“Io non rischio – Buone pratiche di protezione civile”, 15 e 16 ottobre 2022 a Sassuolo

Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022, in v.le Cesare Battisti, dalle 9 alle 18, anche Sassuolo, in contemporanea con altri circa 600 comuni italiani, sarà teatro di “Io Non Rischio – Buone pratiche di protezione civile”, la campagna di comunicazione nazionale sui rischi naturali a cura del Dipartimento della Protezione Civile.

L’iniziativa vedrà impegnati circa 8.000 volontari e volontarie appartenenti a oltre 700 Organizzazioni – tra gruppi comunali, associazioni territoriali e sezioni locali di associazioni nazionali – che saranno presenti nelle piazze di tutta Italia per informare i cittadini sui rischi a cui è esposto il territorio in cui vivono e per illustrare i buoni comportamenti da mettere in pratica in caso di alluvione, terremoto, maremoto e, nelle aree interessate, anche eruzione vulcanica.

Oltre agli eventi di piazza di queste due giornate, la campagna, attiva in modo permanente, si sviluppa anche grazie al materiale informativo e ai contenuti multimediali (video, interviste, pillole di protezione civile, card sulle buone pratiche, approfondimenti) che popolano il portale https://iononrischio.protezionecivile.it/it/ e le pagine social delle Organizzazioni di volontariato che vi partecipano.

[Quella di quest’anno sarà la seconda edizione consecutiva della campagna, che per l’occasione si arricchisce di un evento digitale organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con l’Istituto Statale Cine-Tv Roberto Rossellini di Roma trasmesso in diretta streaming sui canali social della campagna e del Dipartimento la mattina di sabato 15 ottobre e che offrirà ai cittadini ulteriori spunti di riflessione e approfondimenti utili.]

Nella nostra città, le iniziative di “Io Non Rischio” si inseriscono nell’offerta di eventi culturali che animeranno il terzo appuntamento delle Fiere d’Ottobre 2022 (la Féra di Resdàur) e vedranno la partecipazione di volontari e volontarie esperti di Protezione Civile della Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, che da sempre pone fra le sue principali missioni in quest’area quella di creare e diffondere una cultura della prevenzione e della riduzione del rischio rispetto alle calamità naturali e ai sempre più evidenti effetti dei cambiamenti climatici.

Inaugurerà la postazione di “Io Non Rischio” a Sassuolo il Sindaco Gian Francesco Menani, per dare il via a questo importantissimo evento a livello nazionale. “Siamo orgogliosi di poter partecipare e collaborare in queste due giornate. Sempre più spesso siamo chiamati ad affrontare situazioni emergenziali e ci rendiamo conto che la popolazione non è preparata ad eventi estremi e non sa come comportarsi o reagire. Confidiamo nella partecipazione di tutti i cittadini, perché “il conoscere” è fondamentale per affrontare certe dinamiche e ridurre i rischi, sviluppare la resilienza per superare e riorganizzare in maniera positiva un possibile evento traumatico”. Queste le parole del Presidente di CRI Sassuolo, Carlo Alberto Venturelli.

Tutti invitati sabato 15 e domenica 16 in v.le Cesare Battisti dalle 9 alle 18 per venire a conoscere meglio i rischi naturali che il nostro territorio presenta e gli accorgimenti che si possono adottare per minimizzarne l’impatto, ascoltare testimonianze, porre domande e contribuire così a creare comunità di individui sempre più consapevoli, resilienti e capaci di prendersi cura gli uni degli altri.

Iren estende in Emilia l’apertura degli sportelli con orario continuato

Iren estende in Emilia l’apertura degli sportelli con orario continuatoNovità in casa IREN: per venire incontro alle esigenze della clientela, il tempo di apertura degli sportelli dei territori di Parma, Piacenza e Reggio Emilia viene esteso dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17.30 senza interruzioni. L’orario continuato dell’apertura al pubblico potrà quindi agevolare chi, avendo a disposizione periodi di tempo definiti, deve recarsi a sbrigare le proprie pratiche presso le sedi IREN. Rimane invariata l’apertura del sabato dalle ore 8,30 alle ore 12.30.

Si ricorda ai clienti che, utilizzando l’App IRENYOU, è possibile prenotare in anticipo l’appuntamento, evitando le code ed ottimizzando il proprio tempo a disposizione e gestire con un semplice click – senza bisogno di muoversi da casa o di interagire fisicamente o al telefono con un consulente – i propri contratti di luce, gas o acqua, ricevere o pagare le bollette da smartphone, tablet o pc.

Si rammenta, inoltre, che è sempre attivo lo sportello telefonico al NUMERO VERDE 800 969696 attivo tutti i giorni feriali dalle 8 alle 18.

 

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