“Questa Giornata richiama un’urgenza: rimuovere gli ostacoli, visibili e invisibili, che ancora oggi limitano la piena partecipazione di donne e ragazze nei percorsi scientifici e tecnologici. I dati e l’esperienza quotidiana ci dicono che le donne rimangono sottorappresentate nelle discipline Stem e nella ricerca”.
Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alle Pari opportunità e Cultura, Gessica Allegni, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, che si celebra domani 11 febbraio. Istituita nel 2015 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con un preciso obiettivo: aumentare la consapevolezza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disparità di genere in campo scientifico e il libero accesso di donne e ragazze alla ricerca.
“Non è solo una questione di equità- aggiungono de Pascale e Allegni-, è un limite che impoverisce l’innovazione, rallenta lo sviluppo e riduce la qualità delle soluzioni che la scienza può offrire. Quando viene esclusa metà della popolazione dal contribuire pienamente alla ricerca e all’innovazione, perdiamo talenti, punti di vista, creatività e capacità di risposta alle grandi sfide del nostro tempo dalla salute al clima, dall’energia al digitale”.
Secondo i dati dell’Onu, a livello internazionale le donne e le ragazze rappresentano solo il 28% dei laureati in ingegneria e il 40% dei laureati in informatica e computer science. Dal punto di vista dell’accesso alla ricerca, viene evidenziato che la percentuale femminile di ricercatrici (stimata intorno al 33%) può contare su borse inferiori a quelle dei colleghi maschi.
“Gli stereotipi di genere si radicano fin dall’infanzia, condizionando le aspirazioni delle bambine e delle ragazze, orientandole lontano dalle carriere scientifiche- sottolineano il presidente de Pascale e l’assessora Allegni-. È nostro dovere intervenire su questo meccanismo, promuovendo modelli positivi, abbattendo gli ostacoli all’accesso nel mondo del lavoro e creando le condizioni perché ogni ragazza possa coltivare liberamente le proprie attitudini. Garantire a ogni ragazza la libertà di coltivare le proprie attitudini non è un favore, è un diritto- concludono-. E investire sul protagonismo delle donne nella scienza significa investire in una società più giusta, più competente e più capace di affrontare il futuro”.
L’impegno della Regione
Sono diverse le iniziative che la Regione Emilia-Romagna sta promuovendo proprio con la finalità di ridurre questo divario e incentivare la scelta dei percorsi di studio in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica da parte delle studentesse.
Tra queste, “Ragazze Digitali ER”, un progetto di orientamento nell’ambito delle attività di Data Valley Bene Comune – Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, che si pone come obiettivo principale l’avvicinamento delle ragazze al digitale, all’informatica e alle loro applicazioni pratiche, in modo divertente e creativo, per affermare concretamente che il digitale è anche una cosa da ragazze. Tra le proposte, non solo laboratori formativi e orientativi, ma anche visite guidate ai luoghi di eccellenza dell’innovazione tecnologica dell’Emilia-Romagna, oltre che azioni seminariali, divulgative e di sensibilizzazione.
Estensione dell’iniziativa è “Summer Camp – Ragazze Digitali ER”, che ha visto nel 2025 il coinvolgimento di oltre 300 ragazze sul territorio regionale, con un finanziamento di circa 275mila euro: le attività dei camp estivi hanno spaziato dal coding alla robotica, dall’intelligenza artificiale generativa al gaming, fino ad applicazioni legate alla transizione ecologica, con l’obiettivo di coniugare competenze tecnico-scientifiche e creatività.
Su queste tematiche è stato prodotto anche un podcast dal titolo “Women in Tech ER”: una serie di incontri su donne e digitale per affrontare i temi collegati al divario di genere, durante i quali è stato approfondito l’effetto che ha l’assenza delle donne nella cultura digitale sulla riproduzione delle disuguaglianze negli algoritmi.
Anche i webinar formativi rivolti alle e agli insegnanti hanno acceso i riflettori sul tema. In attuazione dell’Intesa sottoscritta con l’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna per promuovere nelle istituzioni scolastiche la cultura delle pari opportunità, la Regione infatti ha organizzato un primo percorso di formazione rivolto ad insegnanti delle scuole secondarie di primo grado sull’“Educazione alle pari opportunità, con particolare riferimento al superamento degli stereotipi di genere”. Per il personale docente delle scuole secondarie di secondo grado, inoltre, è stato organizzato un webinar dal titolo “Stem al femminile: trasformiamo il mondo un’equazione alla volta”, tenuto da Susanna Sancassani responsabile di Metid, servizio di Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica del Politecnico di Milano.
Dopo aver concluso un ampio ciclo di incontri, ascolto e confronto che ha interessato tutte le province dell’Emilia-Romagna, nuova tappa nel Reggiano, oggi, per l’assessora regionale a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola, Isabella Conti. Una giornata nel comune di Guastalla, con la visita a varie realtà educative del territorio, accompagnata dal sindaco Paolo Dallasta.
Un percorso che ha attraversato scuole e servizi di ogni ordine e grado, confermando la ricchezza e la solidità di un sistema educativo di comunità che nella patria del Reggio Emilia Approach® continua a distinguersi per qualità, innovazione e capacità di rispondere alle sfide del presente.
La giornata si è aperta con la visita all’Istituto comprensivo Ferrante Gonzaga, dove l’assessora ha incontrato il dirigente scolastico Stefano Costanzi e visitato gli spazi della scuola primaria e della scuola secondaria, compresa l’ex chiesa delle Cappuccine, oggetto di un progetto di riqualificazione finalizzato all’ampliamento degli spazi scolastici.
Tappa centrale del programma è stata la visita al nido d’infanzia Iride di Guastalla, una struttura d’eccellenza inaugurata lo scorso anno (definito da molti “l’asilo più bello del mondo”), nata a seguito del sisma del 2012 e progettata dall’architetto Mario Cucinella. Il nido – 1.400 metri quadrati per 120 bambini da 0 a 3 anni – è il risultato di un dialogo virtuoso tra architettura, pedagogia, psicologia e antropologia. Uno spazio altamente ecosostenibile, sicuro e tecnologico, concepito secondo l’idea dello spazio come “terzo educatore”, dove luce, colore, suono e materiali diventano parte integrante dell’esperienza educativa.
La visita è proseguita al Polo scolastico superiore di Guastalla, che riunisce l’Istituto “Russell”, l’Istituto professionale “Carrara” e il Centro di formazione professionale CFP Bassa Reggiana. Un polo che, nonostante il calo demografico, continua a registrare una crescita costante di iscritti e ad attrarre studenti da un bacino ampio che comprende anche la provincia di Mantova. Con circa 2.800 persone tra studenti e personale, il Polo rappresenta un presidio educativo strategico per l’intero territorio. I dirigenti scolastici hanno illustrato la necessità di un ampliamento degli spazi, circa mille metri quadrati aggiuntivi, per nuovi laboratori, officine, aule specialistiche e spazi polifunzionali, con un investimento stimato di 3,2 milioni di euro.
Nel corso della mattinata, l’assessora Conti ha inoltre incontrato i rappresentanti dell’Azienda speciale dei Comuni dell’Unione Bassa, realtà che da decenni garantisce una gestione pubblica e integrata dei servizi educativi 0-6, fondata su un solido coordinamento pedagogico attivo dal 1988 e orientata alla co-progettazione delle opportunità future.
“Oggi ho visitato realtà educative all’avanguardia che continuano a mantenere alta la qualità dell’istruzione, in piena relazione con il tessuto sociale- afferma l’assessora Conti-. Dai nidi d’infanzia alle scuole secondarie, ho incontrato comunità educanti vive, competenti e profondamente radicate nel territorio, capaci di innovare senza perdere il legame con i valori fondanti del nostro modello educativo. Come Regione siamo e continueremo a essere al loro fianco, sostenendo il rafforzamento degli spazi e dei servizi, per continuare a garantire un’istruzione di qualità capace di affrontare le sfide del futuro”.
In occasione della Giornata Mondiale del Malato del’11 febbraio, la FNP CISL Emilia-Romagna richiama l’attenzione sulla condizione di chi vive la fragilità della malattia. I pensionati della CISL sottolineano come la tutela della salute debba restare un diritto universale e realmente esigibile.
In questo quadro assume particolare rilievo l’impegno della CISL regionale, insieme alle categorie della Confederazione – compreso il sindacato dei pensionati – nella contrattazione con la Regione Emilia-Romagna per il rafforzamento dei servizi territoriali: potenziare la medicina di prossimità, migliorare l’integrazione socio-sanitaria e ridurre le liste d’attesa attraverso nuovi investimenti e una riorganizzazione dei percorsi di accesso alle cure. Si tratta di interventi fondamentali, che richiedono però continuità, risorse adeguate e un confronto costante.
La FNP CISL Emilia-Romagna ribadisce che ogni innovazione deve tradursi in maggiore dignità, attenzione e accessibilità per le persone malate, soprattutto per chi vive condizioni di cronicità, solitudine e fragilità economica.
«La Giornata del Malato ci ricorda che la salute è un bene irrinunciabile per ogni persona – dichiara Gina Risi, Segretaria Generale FNP CISL Emilia-Romagna. «Accogliamo positivamente gli impegni che la nostra ragione sta assumendo su questi temi, ma chiediamo che alle dichiarazioni seguano fatti, azioni concrete per garantire tempi certi, servizi territoriali realmente accessibili e fruibili da tutti. La sanità pubblica deve restare un presidio di equità e coesione: nessuno deve essere lasciato indietro».
Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A22 Brennero-Modena e Reggio Emilia, verso Milano, nei seguenti giorni e orari: nelle tre notti di martedì 10, mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio, con orario 21:00-5:00; dalle 22:00 di venerdì 13 alle 6:00 di sabato 14 febbraio.
In alternativa si consiglia di anticipare l’uscita alla stazione di Campogalliano, percorrere la viabilità ordinaria: via del Lavoro, SP13, SP13bis, SP105, SS468, via della Pace, SS72, viale dei Trattati di Roma ed entrare in A1 a Reggio Emilia.
Sabato 14 febbraio alle 21:00 al cinema teatro Astoria di Fiorano modenese Vito con il monologo di sopravvivenza gastronomica “L’altezza delle lasagne” di Francesco Freyrie e Andrea Zalone.
Il mondo della cucina con tutte le sue mistificazioni, ossessioni e derive è il fil rouge de “L’altezza delle lasagne”. Vito, attore comico da sempre appassionato gourmand e conduttore di seguitissime trasmissioni di cucina (tra cui “Vito con i suoi” su Gambero Rosso Channel), affronta con ironia e un pizzico di cattiveria un tema che gli è particolarmente caro: il cibo! Con la comicità che lo contraddistingue l’attore prende di mira tutte le manie e gli eccessi che oggi connotano l’argomento, dalla scelta delle materie prime ai ristoranti, passando per allergie, intolleranze, diete e mode alimentari. Uno spettacolo “politicamente scorretto” in cui chiunque si sentirà “preso in mezzo” e in qualche modo coinvolto! “Non offendo e non giudico nessuno” dichiara Vito “ma siamo talmente ossessionati da ciò che mangiamo o che vorremmo mangiare, che siamo diventati grotteschi”. Qualcuno vede nel futuro la possibilità che esista una decrescita felice, la cucina sicuramente ne trarrà giovamento! La morale? Resta sempre la stessa: l’AMORE! Cucinare con amore, per chi si ama (compresi se stessi), amando l’ambiente che ci circonda, senza sprechi né eccessi.
Daniele Mariani, imprenditore modenese nel settore alimentare e già Presidente di FIESA (Federazione Italiana Esercenti Specifici dell’Alimentazione) Confesercenti Modena e Presidente FIESA Confesercenti Emilia-Romagna, è stato riconfermato nella Vicepresidenza nazionale di FIESA ed è entrato a far parte anche della Giunta nazionale della Federazione. La nomina è avvenuta lunedì 9 febbraio durante la Presidenza Nazionale di FIESA, tenutasi presso la sede di Confesercenti Nazionale a Roma.
Un riconoscimento importante per Daniele Mariani, che ha fondato nel 1989 l’attività di cui oggi è socio, un negozio di alimentari, frutta e verdura a Modena, e che ha accolto la riconferma con grande soddisfazione: “Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata. Far parte della presidenza nazionale rappresenta per me un onore e una responsabilità: significa poter continuare a dare voce alle esigenze dei commercianti di prossimità e lavorare concretamente per valorizzare il ruolo strategico che ricopriamo sul territorio”.
Il Vicepresidente ha ribadito come il commercio alimentare di prossimità rappresenti molto più di una semplice attività economica: “I negozi di prossimità sono presidi sociali fondamentali per la nostra comunità. Un’insegna illuminata, una porta aperta, un luogo dove poter scambiare due chiacchiere: sono spazi in cui trovare sempre un servizio di qualità e una professionalità che fa la differenza nella vita quotidiana delle persone”.
“Grazie alla rete di commercianti che ogni giorno porta avanti le proprie attività con passione e dedizione, continuerò a portare le istanze del commercio alimentare di prossimità ai tavoli nazionali. Il lavoro da fare è tanto e le sfide sono complesse, ma sono determinato a far sentire la nostra voce e a ottenere risposte concrete per la categoria” conclude Mariani
Sulla A14 Bologna-Taranto, è stato aggiornato il programma delle chiusure notturne previsto nelle due notti di martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, come di seguito indicato:
dalle 21:00 di martedì 10 alle 5:00 di mercoledì 11 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza.
Si precisa che la stazione di Bologna San Lazzaro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni. Contestualmente sarà chiusa anche l’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel suddetto tratto.
In alternativa si consiglia: per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, percorrere la Complanare sud, la SP48, via Tolara di Sotto, via degli Stradelli Guelfi, SP19 e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso Ancona: Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso Bologna: Bologna Fiera.
Dalle 21:00 di mercoledì 11 alle 5:00 di giovedì 12 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Imola, verso Ancona, per lavori di pavimentazione.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, via San Carlo, SS9 via Emilia, SP610, via Selice e rientrare in A14 alla stazione di Imola.
“Un lavoro prezioso, fondamentale per l’Amministrazione: li ringraziamo a nome dell’intera città con l’intenzione di proseguire per molti anni ancora la collaborazione”. Il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta l’importanza dei servizi quotidiani svolti dai VOS sul nostro territorio, in occasione del rinnovo della convenzione lega l’Amministrazione al Corpo Comunale dei Volontari della Sicurezza, avvenuto questa mattina in Sala Giunta.
Una convenzione, firmata dalla Comandante della Polizia Locale Rossana Prandi, e dal Presidente dei VOS, Gian Paolo Gottardi, che non è un semplice passaggio burocratico: resterà valida fino al 31 dicembre 2030, garantendo un orizzonte di lungo periodo alle attività di presidio del territorio, a fronte di un contributo annuo di 8.000 euro.
Il valore di questa partnership è scritto nei numeri: nel corso del 2025, i volontari hanno portato a termine ben 299 servizi, vedendo l’impiego di 864 operatori su diverse turnazioni. Questi cittadini scelgono di dedicare il proprio tempo gratuitamente per svolgere attività che sono aggiuntive, e mai sostitutive, rispetto a quelle della Polizia Locale.
“La loro presenza sulle nostre strade e nelle nostre piazze – aggiunge il Sindaco – il loro lavoro quotidiano sono fondamentali per supportare non solo la Polizia Locale, ma tutte le Forze dell’Ordine: che sia durante una manifestazione, un evento di festa, o un momento di difficoltà, i loro sono occhi esperti sul territorio, in grado di fornire segnalazioni utili a migliorare la qualità della vita urbana e la sicurezza partecipata e, al tempo stesso, garantire un presidio costante, qualificato e formato, sul territorio”.
Il lavoro dei Vos, inoltre, non si ferma al nostro territorio: nel corso del 2025 hanno effettuato in totale 63 viaggi per consegnare beni di prima necessità a quei territori vittime di alluvioni o terremoti.
La convenzione definisce con chiarezza i campi d’azione dei volontari, che spaziano dalla tutela del decoro urbano alla sicurezza stradale.
Monitoraggio del territorio: vigilanza attiva in parchi, aree pubbliche, impianti sportivi e siti di valore culturale.
Sicurezza scolastica: sorveglianza e assistenza agli alunni durante l’ingresso e l’uscita dalle scuole, nonché vigilanza sugli scuolabus.
Supporto agli eventi: assistenza durante manifestazioni sportive o ricreative patrocinate dal Comune.
Gestione emergenze: supporto in caso di incidenti stradali o calamità naturali, lavorando in sinergia con la Protezione Civile.
Per consentire lo svolgimento di queste attività in piena sicurezza, il Comune si impegna a corrispondere all’Associazione un contributo annuo di 8.000 euro. Questi fondi non sono una retribuzione, ma servono a coprire i costi vivi: dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e per la responsabilità civile (con massimali fino a 1,5 milioni di euro) all’acquisto del vestiario identificativo necessario per essere riconosciuti dai cittadini.
Inoltre, l’Amministrazione continuerà a investire nella preparazione dei volontari attraverso corsi di formazione e aggiornamento normativo, assicurando che ognuno di loro, dai più esperti ai neo entrati, sia preparato a gestire con sensibilità e competenza il contatto quotidiano con la cittadinanza.
“Un lavoro prezioso – conclude il Sindaco – che necessità di passione ed energia oltre che, ovviamente, di nuove leve: nei prossimi mesi realizzeremo una giornata di presentazione proprio per invitare nuovi volontari ad aderire ai Vos, a cui seguirà un corso di formazione e certificazione”.
Questa mattina si è svolto un importante intervento di pulizia lungo il Rio Cerca, nel tratto adiacente al ponte della pista ciclabile che collega Formigine a Casinalbo. L’operazione è stata fatta per rimuovere dei macro-residui plastici (grandi teli di copertura deteriorati con ogni probabilità abbandonati da attività industriali) che, depositatisi sul letto del torrente, creavano una pericolosa barriera al regolare deflusso delle acque.
All’intervento hanno partecipato attivamente un gruppo di volontari, l’Assessora all’Ambiente Giorgia Lombardo, che ha preso parte alle operazioni di recupero, e la responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune, Antonella Sterni.
Il gruppo ha provveduto a estrarre manualmente i pesanti teli dal greto del torrente, trascinandoli fino all’ingresso della pista ciclabile. Qui i materiali sono stati stoccati temporaneamente in attesa del ritiro da parte di Hera, già allertata per lo smaltimento corretto dei rifiuti recuperati.
L’azione odierna anticipa un ulteriore intervento programmato dalla Regione Emilia-Romagna, che nei prossimi mesi si occuperà del secondo stralcio di manutenzione ordinaria del tratto con la rimozione dei rami secchi e della vegetazione infestante che ostacola il corso del fiume.
“Quello di oggi – commenta l’Assessora Lombardo – è un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e amore per il proprio territorio. Questi fogli di plastica rappresentavano un vero e proprio tappo per il Rio Cerca; rimuoverli tempestivamente significa prevenire potenziali criticità. Ringrazio di cuore i volontari per la fatica e la dedizione. Colgo l’occasione per ricordare che è ufficialmente ripartito il programma di plogging: il prossimo appuntamento è fissato per sabato 21 febbraio, con una nuova giornata dedicata alla raccolta dei rifiuti e alla distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata”.
A Fiorano Modenese parte di terzo Gruppo di Controllo del Vicinato. Dopo quello di Case Nuove e della zona dei fiumi di Spezzano, a poco meno di un anno dall’inizio del progetto, saranno i residenti di via Braida e strade limitrofe a impegnarsi nel controllo informale dell’area, in collaborazione con la Polizia locale.
Giovedì 12 febbraio, alle ore 18.30, presso la sala al primo piano di Palazzo Astoria, in piazza Ciro Menotti, si terrà l’incontro di presentazione del nuovo Gruppo a cui sono invitati tutti i residenti della zona.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Fiorano Modenese, rientra nel progetto di sicurezza partecipata che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini, Amministrazione comunale e forze dell’ordine, favorendo una maggiore attenzione al territorio e alle relazioni di quartiere.
Saranno presenti l’assessore alla Sicurezza Sergio Romagnoli, il consigliere delegato al progetto Francesco Ciccia Romito e gli agenti della polizia locale di Fiorano Modenese che seguono il controllo di vicinato.
Nel corso dell’incontro verranno illustrati obiettivi, modalità di funzionamento del gruppo e le possibilità di adesione per i residenti interessati a partecipare attivamente al progetto.
Il controllo del vicinato è uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona di residenza e la cooperazione con le forze di polizia, al fine di ridurre il verificarsi di reati e fenomeni di degrado urbano. Prevede, oltre alla sorveglianza di un’area, anche l’individuazione delle vulnerabilità ambientali e comportamentali che possono rappresentano opportunità per gli autori di reato.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale.
Ai nastri di partenza una sfida ambiziosa ed al tempo stesso prestigiosa: Sassuolo si avvia a presentare la propria candidatura per entrare nel network delle Città Creative UNESCO per la Musica. Un progetto di ampio respiro, promosso dal Comune di Sassuolo in stretta collaborazione con DHMoRe (il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities di UniMoRe), che mira a valorizzare la ricca tradizione e il fermento musicale del nostro territorio, proiettandolo su un palcoscenico internazionale.
“Diventare Città Creativa UNESCO – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – è un traguardo ambizioso che ha bisogno dell’energia, della passione e della competenza di tutte le realtà musicali del nostro territorio. Vogliamo costruire questo dossier di candidatura insieme a tutti coloro che fanno musica a Sassuolo, partendo dal basso, per raccontare al mondo l’identità di una città che ha dato i natali a Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli, Nek, che in Gaber ha un cittadino onorario e che Pavarotti sentiva come casa”.
Per dare avvio ufficiale a questo percorso partecipativo, il primo incontro si terrà giovedì 12 febbraio alle ore 18, presso il secondo piano della nuovissima Biblioteca Cionini (Via Rocca 19, Sassuolo); un appuntamento di presentazione ed in cui dare avvio al piano operativo.
All’evento parteciperà anche la Music Commission della Regione Emilia-Romagna, a testimonianza della rilevanza sovracomunale del progetto. Sarà l’occasione per illustrare le linee guida della candidatura, ma soprattutto per raccogliere idee, spunti e suggestioni direttamente dai protagonisti della scena locale.
L’invito è aperto a chiunque viva la musica, per professione o per passione. In particolare, sono chiamati a partecipare: musicisti, band e solisti di ogni genere; associazioni musicali e corali; associazioni di danza; scuole di musica e istituti formativi; organizzatori di eventi, festival e rassegne; istituzioni culturali, musicologi, appassionati e curiosi.
Al via tre differenti avvisi, approvati dalla Giunta, con contributi per oltre 200mila euro per favorire la partecipazione a fiere di settore in Italia e all’estero nel corso del 2026, altre forme di sostegno per condividere gli spazi negli stand istituzionali regionali al Salone del Libro di Torino e alla Fiera dell’editoria di Roma ‘Più libri più liberi’ e aiuti anche per la traduzione delle pubblicazioni in lingua straniera così da diffondere le opere all’estero.
Gli interventi si rivolgono a una filiera del libro vivace e di qualità che in Emilia-Romagna comprende oltre 135 case editrici, in maggioranza piccole e medie, capaci insieme di dare vita a un ampio catalogo di titoli di ogni genere, per un’offerta che ha i suoi tratti distintivi proprio nel pluralismo e nella diversificazione.
“Con questi bandi offriamo alle case editrici dell’Emilia-Romagna strumenti concreti per valorizzare il loro lavoro e aprirsi ai mercati internazionali- commenta l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Parliamo di un settore vitale per la nostra industria culturale e creativa: oltre 135 realtà che rappresentano il pluralismo e la qualità della produzione editoriale regionale. Il nostro impegno è accompagnarle nella crescita, perché investire nell’editoria significa investire nel pensiero critico e nell’identità culturale delle nostre comunità. È un patrimonio che vogliamo continuare a far crescere, dentro e fuori i confini regionali”.
I tre bandi
Il primo bando prevede lo stanziamento di 200mila euro con la finalità di sostenere la partecipazione delle case editrici emiliano-romagnole alle Fiere dell’editoria e alle Fiere specializzate che si svolgono in Italia e in altri Paesi. La scadenza per la presentazione della domanda è fissata per il 6 marzo 2026.
Il secondo avviso non include invece contributi diretti, ma vantaggi economici per partecipare al Salone del Libro di Torino in programma dal 14 al 18 maggio 2026 e alla Fiera dell’editoria “Più libri più liberi” di Roma in calendario a dicembre 2026, utilizzando gli spazi espositivi e di vendita all’interno degli stand istituzionali che la Regione ha in previsione di allestire, con l’obiettivo principale di valorizzare la filiera del libro regionale. Le case editrici in questo caso saranno sollevate dal pagamento delle spese di iscrizione, di allestimento e gestione dello stand, delle quali si farà carico la Regione stessa. La scadenza per la presentazione della domanda è il 27 febbraio 2026.
Infine, con il terzo bando che può contare su 25 mila euro di contributi, la Regione affianca le case editrici che nel corso del 2026 stipuleranno contratti con case editrici di altri Paesi, per la traduzione in altre lingue e conseguente diffusione all’estero delle opere in italiano edite sul territorio dell’Emilia-Romagna. L’avviso scade il 5 maggio 2026.
Servono solo 5,9 secondi per ricevere in Emilia-Romagna una risposta in caso di emergenza. Tanto impiega il numero unico europeo 112, che dal 3 dicembre 2024 al 1^ aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale. Un solo numero per richiedere l’intervento di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Soccorso sanitario e Soccorso in mare.
In regione, nei primi 428 giorni di operatività (dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026), con date di attivazione differenti, le Centrali Uniche di Risposta, una a Bologna e una a Parma, hanno ricevuto complessivamente 2.537.304 telefonate, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti, di cui il 46% riguardano l’emergenza sanitaria.
É il bilancio dell’attività del NUE 112 in Emilia-Romagna, per la Giornata europea del NUE, istituita nel 2009 per sensibilizzare i cittadini sul numero di emergenza valido in tutta l’Unione europea e che non a caso si celebra domani, l’11 di febbraio (112).
“Oggi il NUE 112- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massino Fabi- è diventato un punto di riferimento che ha permesso di migliorare la gestione delle emergenze nella nostra regione, grazie a un sistema complesso e ben organizzato, alla professionalità degli operatori e alla geolocalizzazione immediata. Un sistema di risposta ancora più veloce, altamente tecnologico e preciso, messo a punto con grande rigore insieme alle altre istituzioni coinvolte. A poco più di un anno dalla sua prima attivazione, i dati confermano che i cittadini, grazie anche alla campagna di comunicazione promossa dalla Regione, hanno imparato a conoscere un sistema che garantisce un punto unico di accesso alle emergenze”.
E proprio per celebrare questa giornata, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma e l’Ausl di Bologna organizzano per domani un Open Day nelle rispettive Centrali uniche di risposta, le due attive in Emilia-Romagna, collocate in via del Taglio 6 a Parma e in Largo B. Nigrisoli 20 a Bologna. L’iniziativa, che ha già fatto registrare in entrambi i casi il tutto esaurito, consente di mostrare alle cittadine e ai cittadini, con visite effettuate da accompagnatori, cosa succede quando arriva una richiesta di emergenza e come funziona il sistema di risposta.
I dati del NUE 112 in Emilia-Romagna
Al 4 febbraio 2026, nei distretti telefonici dove è stato attivato con date differenti a partire dal 3 dicembre 2024, sono complessivamente 2.537.304 le telefonate ricevute, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti (in linea con il dato nazionale), di cui 1.132.370, pari al 45%, filtrato dalle Centrali uniche di risposta. Una delle funzioni del NUE 112, infatti, è filtrare le telefonate, ovvero smaltire quelle che non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze.
Delle chiamate inoltrate, pari a 1.404.934, le richieste riguardano per il 46% Emergenza sanitaria (652.653 telefonate), 28% Carabinieri (398.718), 19% Polizia di Stato (261.144), 7% Vigili del Fuoco (101.140), 0,02% Capitaneria di Porto (279).
Le Centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, servono 59 centrali di secondo livello (di cui 3 di Emergenza sanitaria, 34 dei Carabinieri, una della Capitaneria di Porto, 10 di Polizia di Stato, 9 dei Vigili del Fuoco e 2 della Polizia Stradale). Nel 6% delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello vengono allertate più centrali contemporaneamente per garantire tempestività e rapidità di intervento. Per tutti i distretti telefonici il tempo medio di risposta al cittadino è di 5,9 secondi.
Dopo il completamento di questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e alla attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della Polizia locale tra gli enti di soccorso.
Cos’è il NUE 112
Il NUE 112 non sostituisce, ma si affianca e integra gli attuali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530), che continuano a restare attivi: i cittadini possono chiamare il 112 per qualsiasi tipo di emergenza, oppure continuare a comporre i diversi numeri abituali.
La sua introduzione recepisce la direttiva dell’Unione europea per armonizzare i servizi di
emergenza e permettere a chiunque si trovi sul suolo europeo di effettuare chiamate di emergenza componendo un unico numero di telefono valido in tutti gli Stati membri. Dopo questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e all’attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della Polizia locale tra gli enti di soccorso.
La centralizzazione delle chiamate assicura, dal punto di vista organizzativo e operativo, una gestione coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte, la tracciabilità della chiamata, la risposta multilingue e l’accesso alle persone con disabilità, anche dell’udito.
La Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il ministero dell’Interno e i vertici delle Forze dell’ordine e dei Servizi di emergenza coinvolti, ha messo a punto un modello organizzativo secondo cui tutte le chiamate effettuate ai tradizionali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118) sono convogliate e prese in carico dalle due Centrali uniche di risposta (Cur), collocate una a Bologna e una a Parma, a seconda della provenienza della chiamata. Per realizzarle, la Regione ha investito oltre 7 milioni di euro: costruite con criteri antisismici, sono dotate di una sala per la gestione delle maxi-emergenze e di spazi idonei ad ospitare tecnologie, uffici e servizi, tra cui videowall informativi per il controllo dell’evoluzione del quadro emergenziale.
Cosa succede quando si chiama il NUE 112
“Emergenza, di cosa ha bisogno”. “C’è una persona sospea”. “Emergenza, l’ho già localizzata”. “Stomale e sono sola in casa”. “In che via si trova?”. “Non abbandoni la chiamata, resti in linea con me”.
Due squilli e dalla Centrale unica di risposta, a Bologna o a Parma, rispondono con voce ferma e rassicurante. Il sistema di gestione delle chiamate permette alle Cur di ricevere in tempo reale l’identificativo e di localizzare in maniera rapida e immediata la posizione geografica dell’utente, riducendo il tempo di intervista di chi chiama. La telefonata viene processata e inoltrata al servizio di emergenza competente: solo quando le forze dell’ordine o il sistema di emergenza sanitaria vengono messi in contatto con la persona che ha chiamato, l’operatore si sgancia.
Ogni Cur, una a Bologna e una a Parma, prevede 24 postazioni di lavoro, più 8 di riserva per maxi emergenze, sulle quali si alternano, in più turni, 90 operatori tecnici (per ciascuna Cur). Gli operatori delle Cur garantiscono una prima risposta a tutte le chiamate di soccorso, che vengono classificate per tipo di emergenza e inoltrate, assieme ad una scheda contenente le informazioni anagrafiche e di localizzazione dell’utente, alle centrali operative competenti per funzione e territorio, che poi intervengono sul posto.
Nelle Cur si lavora su tre turni h24. Nella fascia diurna, dalle 8 alle 22, si registra il maggior numero di chiamate. Per ogni turno, mediamente, un operatore risponde a 150-200 telefonate. Ascolto, studio, training e test sono le fasi della formazione (che dura sei settimane) degli operatori.
La app “Where are U”
Per contattare il NUE 112 c’è anche l’app “Where are U”, scelta come applicazione di riferimento nazionale e messa a disposizione dal ministero dell’Interno tramite un accordo con l’Azienda regionale per l’emergenza urgenza della Regione Lombardia. La app, gratuita e disponibile per smartphone iOS, Android e Windows Phone, permette di mettersi in contatto con il NUE 112 in tre diversi modi: la chiamata vocale, la chiamata muta (se l’utente non può parlare perché in situazione di pericolo o perché persona con disabilità) e una chat.
112Sordi – 800.800.112: comunicazione di emergenza per le persone sorde
Un servizio pubblico gratuito, attivo da 4 anni in tutta la nazione, pensato per migliorare il supporto ai sordi da parte degli operatori NUE 112. Il servizio permette agli operatori della Cur di Saluzzo (CN), unica centrale in Italia individuata per gestire queste richieste, di sapere che la persona che sta chiedendo aiuti è sorda. Chi risponde può attuare così tutti gli accorgimenti necessari per intervenire in modo utile e appropriato, trasferendo la richiesta alle oltre 750 centrali di secondo livello presenti sul territorio italiano, tra cui le 59 della nostra regione.
L’Emilia-Romagna si apre una nuova stagione di sostegno rivolto a cittadine, cittadini e nonché territori e imprese. Tra febbraio e aprile la Regione, attraverso 29 bandi, mette infatti in campo ulteriori 310 milioni di euro di fondi europei destinati agli investimenti nel settore del commercio e dei pubblici esercizi e ai finanziamenti per l’innovazione delle imprese del turismo e culturali e creative.
E poi misure analoghe in favore degli agricoltori per sostenere la competitività delle aziende e per favorire, attirare e sostenere l’insediamento dei giovani che scelgono di lavorare nel settore.
E, ancora, agevolazioni per i servizi per l’infanzia nella fascia 0-3 anni, sostegno alle famiglie per i centri estivi, finanziamenti per l’orientamento formativo e percorsi di reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori nelle crisi aziendali, sostegno alla transizione dalla scuola al mercato del lavoro, interventi a favore dell’occupazione giovanile e finanziamenti per la prevenzione e il ristoro dei danni da dissesto idrogeologico.
“Il calendario unico dei bandi rappresenta un passaggio chiave della nostra strategia: programmare in modo integrato e permettere a tutto il sistema regionale di conoscere per tempo le iniziative e programmare bene la partecipazione di enti, imprese e persone. È, inoltre, un modo per ridurre i tempi e aumentare l’efficacia degli investimenti- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi-. L’Emilia‑Romagna continua a distinguersi per l’elevata capacità di attuare i programmi europei, trasformando risorse complesse in opportunità concrete per imprese, lavoratrici, lavoratori e comunità locali. È un impegno collettivo che valorizza il ruolo dei territori e delle comunità e conferma la solidità e la coesione dell’Emilia-Romagna”.
Nel dettaglio, grazie al Fse+ – Fondo sociale europeo Plus – sono finanziati 13 bandi, per un totale di 158,35 milioni di euro, diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune delle azioni.
Oltre 15 milioni, poi, sono a supporto dei 5 bandi previsti nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale. Il bando principale, a cui il Fesr assicura 10 milioni di euro, è destinato al finanziamento degli investimenti nel commercio e pubblici servizi, una misura molto attesa che contribuirà al sostegno e allo sviluppo del settore. Tre milioni di euro, poi, sono destinati alle certificazioni per le imprese. Mezzo milione di euro, inoltre, è riservato al sostegno alle imprese culturali e creative, mentre 750mila euro saranno a copertura dei progetti legati alla produzione e sviluppo delle opere audiovisive.
Sul fronte dell’agricoltura, sono i fondi CoPsr e Feasr ad assicurare oltre 136 milioni per gli 11 bandi previsti tra febbraio e aprile, riservando 28 milioni alla prevenzione e al ristoro dei danni da dissesto. Alle zone montane sono destinati 31,5 milioni di euro, mentre 17,5 milioni andranno a copertura di progetti per altre zone svantaggiate. Agli investimenti per la competitività sono assegnati fondi per quasi 21 milioni, mentre ai giovani agricoltori andranno 12,3 milioni per gli investimenti e 15 milioni per l’insediamento.
L’utilizzo dei fondi europei, che nel calendario unico dei bandi per il trimestre febbraio-aprile 2026 registra un ulteriore passo in avanti, rientra nel programma regionale 2021-2027 e segnala una capacità di spesa efficace da parte della Regione Emilia-Romagna. Al 31 dicembre 2025 la Regione ha già impegnato 730 milioni di euro nel Fse+, pari al 71% del totale a disposizione. Lo stato di avanzamento del Fesr, inoltre, è del 78,6%, con 805 milioni impegnati. Lo stato di avanzamento del Psr, il cui utilizzo è partito nel 2023, ha già superato il 45,1%, destinando circa 460 milioni di euro all’agricoltura a fronte di un totale di 1 miliardo a disposizione, un dato che conferma l’efficacia della capacità di impegnare i fondi.
Proprio per questa consolidata capacità di programmazione, la Commissione europea, in occasione dei Comitati di sorveglianza dei Programmi regionali Fse+ e Fesr 2021-2027, ha indicato l’Emilia-Romagna tra le Regioni più avanzate in Europa nell’utilizzo delle risorse finanziarie provenienti dalla Politica di coesione.
Cielo molto nuvoloso con deboli precipitazioni sparse, in spostamento da ovest verso est durante la mattina. Dal pomeriggio è attesa una progressiva attenuazione della nuvolosità a partire dal settore occidentale, con schiarite in serata.
Temperature minime senza variazioni significative, comprese tra 6 e 8 gradi. Massime in lieve aumento, con valori attorno a 10/11 gradi sul settore centro-occidentale e 12/13 gradi sulla Romagna. Venti nella prima parte della giornata moderati sud-occidentali sui rilievi, con temporanei rinforzi e raffiche forti sul settore romagnolo; deboli meridionali lungo la costa e settentrionali nelle zone interne di pianura. Dal pomeriggio venti deboli in prevalenza nord-occidentali. Mare poco mosso.
Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, nelle tre notti di lunedì 9, martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Imola, verso Ancona.
In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, via San Carlo, SS9 via Emilia, SP610, via Selice e rientrare in A14 alla stazione di Imola.
Si precisa che, dalle 21:00 di martedì 10 alle 5:00 di mercoledì 11 febbraio, la stazione di Castel San Pietro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni. In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Ancona: Imola; verso Bologna: Bologna San Lazzaro.
Sempre sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 febbraio, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura: -dalle 20:00 di giovedì 12 alle 5:00 di venerdì 13 febbraio, sarà chiusa l’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona; dalle 21:00 di giovedì 12 alle 5:00 di venerdì 13 febbraio, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Ancona e in uscita per chi proviene da Bologna.
In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Imola o di Bologna San Lazzaro.
Ferrari ha svelato oggi il design degli interni e annunciato il nome della sua nuova, visionaria vettura completamente elettrica: Ferrari Luce, l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante.
‘Luce’ è molto più di un nome. È una visione. Quando Ferrari parla di Luce non sta definendo una tecnologia, bensì una filosofia: elettrificazione come mezzo, non come fine – una nuova era in cui design, progettazione ingegneristica e immaginazione convergono in qualcosa che prima non esisteva. Semplice, pura e ricca di suggestioni, la Ferrari Luce diventa un simbolo di chiarezza e di ispirazione, espressione dell’approccio all’innovazione che la Casa di Maranello ha sempre avuto: visione senza compromessi, design limpido, energia che si percepisce in ogni fibra, forma scolpita dalla funzione.
La nuova strategia di denominazione inaugurata dalla Ferrari Luce simboleggia il significativo ampliamento della gamma del Cavallino Rampante rappresentato dalla vettura, che incarna la perfetta fusione tra tradizione e innovazione. Con la sua tecnologia all’avanguardia, il design unico e un piacere di guida ineguagliabile, la Ferrari Luce combina l’eredità racing di Ferrari, lo spirito senza tempo delle sue vetture sportive e la realtà in continua evoluzione dei lifestyle contemporanei, testimoniando la continua ambizione di Ferrari a superare le aspettative, immaginare il futuro e osare. Perché essere leader significa illuminare la strada davanti a sé – e la vettura incarna perfettamente questa mentalità.
L’evento di presentazione è stato organizzato a San Francisco da Ferrari in collaborazione con LoveFrom, collettivo di creativi fondato dai designer Sir Jony Ive e Marc Newson che da cinque anni lavora a 360° sul design della nuova vettura. San Francisco, capitale mondiale della tecnologia e del design, ormai da tempo rappresenta la patria dei design più innovativi al mondo nei settori dell’esperienza e dell’interfaccia utente.
La decisione di Ferrari di ideare questa vettura insieme a LoveFrom è una chiara espressione della visione del marchio per il futuro: una vettura che celebra la leggendaria eredità Ferrari, sfidando le convenzioni e reimmaginando ogni dettaglio, dai materiali e l’ergonomia all’interazione tra il pilota e la vettura fino all’esperienza complessiva. A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall’inizio la direzione del design del progetto, per tradurre un nuovo linguaggio stilistico interdisciplinare in un’autentica esperienza Ferrari.
I principali componenti degli interni offrono una prima, tangibile dimostrazione della filosofia stilistica alla base della Ferrari Luce, in cui l’innovazione incontra l’artigianalità e il design all’avanguardia. Il team si è concentrato sul perfezionamento e sull’affinamento di ogni soluzione nella sua forma più pura – non per reinventare quello che già funziona, ma per creare un’espressione di Ferrari nuova frutto di un attento studio, per un mondo in cui l’interazione assume un ruolo sempre più importante.
Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, elaborando il concept nel rispetto del suo intento originale e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target funzionali Ferrari, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.
L’abitacolo è un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso. Hardware e software sono stati sviluppati all’unisono, ottenendo così un comportamento armonioso di architettura fisica e interfaccia tra pilota e vettura. Gli elementi essenziali, come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono autonomi e organizzati in modo chiaro attorno al concetto di input (comandi) e output (display).
Questo approccio olistico è guidato da una cura dei dettagli straordinaria e plasmato all’insegna della massima efficienza dal lavoro di alcuni dei talenti più influenti nel mondo del design tecnologico. Ogni componente è stato studiato e progettato con la stessa attenzione e precisione, per offrire una funzionalità sobria ed efficiente. Tutto si integra perfettamente, formando un insieme estetico e funzionale unificato, che conserva intatta e anzi intensifica l’emozione unica di guidare una Ferrari.
Anche i processi produttivi sono stati valutati con attenzione, applicando tecnologie produttive all’avanguardia per garantire che ogni materiale si presenti nella sua forma più nobile. Il risultato ottenuto è moderno e senza tempo, con materiali che non sono solo lussuosi, bensì squisitamente autentici, a dimostrazione dell’impegno Ferrari per la qualità, l’innovazione e l’intramontabile valore della cura artigianale.
I materiali sono stati scelti per la loro resistenza e durata nel tempo. I designer hanno optato per l’alluminio a causa della sua idoneità alla lavorazione di precisione, realizzando componenti ingegnerizzati che ne esaltano qualità e bellezza. La lega di alluminio, riciclata al 100%, è fresata con cura dal pieno utilizzando una tecnologia CNC a 3 o 5 assi e successivamente sottoposta ad un processo di anodizzazione all’avanguardia. Il trattamento crea una microstruttura a celle esagonali ultrasottile sulla superficie, garantendo resistenza e durezza eccezionali e una raffinata micro-texture. Il risultato è una finitura dal colore intenso e resistente, che rimane vibrante nel tempo. Il vetro utilizzato è Corning® Gorilla® altoresistenziale, antigraffio e ad alta visibilità grazie a una levigatura di assoluta precisione.
Gli interni della Ferrari Luce sono quindi una sintesi di sapiente artigianalità, rispetto per la tradizione e innovazione intelligente. Offre una nuova scelta per i Ferraristi di oggi e domani che celebra il passato, abbraccia il futuro ed esprime il costante impegno della Casa di Maranello a garantire qualità, performance e rilevanza culturale.
Ferrari Luce (ph: Media Ferrari)
LOVEFROM
LoveFrom è un collettivo di creativi formato da architetti, artisti, ingegneri, registi, grafici, designer industriali, interaction designer, motion designer, musicisti, sound designer, designer tipografici e scrittori. È stato fondato da Sir Jony Ive nel 2019 e ha sedi a San Francisco e Londra. LoveFrom collabora strettamente con OpenAI nonché con un numero ristretto di progetti accuratamente selezionati, tra cui Ferrari.
PRESS KIT
INTERAZIONE TRA PILOTA E VETTURA
Servendosi dell’esperienza di LoveFrom – che ha plasmato l’estetica di prodotto a livello mondiale – l’interazione tra il pilota e la Ferrari Luce pone un forte accento su tattilità, chiarezza e intuitività. Il team ha dato priorità ai comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione, creando una connessione ricca di fascino tra guidatore e vettura. Sfidando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate da touchscreen di grandi dimensioni, molti dei comandi della Ferrari Luce sono meccanici e progettati con precisione per essere funzionali e di facile utilizzo, rendendo ogni interazione semplice e diretta. L’interfaccia, ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, è organizzata in modo chiaro e ridotta alle funzioni essenziali.
VOLANTE
Il volante della Ferrari Luce rende omaggio alla leggenda della Casa di Maranello pur abbracciandone le più moderne innovazioni. Il team ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l’iconico volante Nardi in legno a tre razze degli anni 50 e 60. La struttura in alluminio delle razze è intenzionalmente priva di rivestimento per mettere in evidenza solidità e finitura del materiale. La lega, realizzata in alluminio riciclato al 100%, è stata appositamente sviluppata per la Ferrari Luce al fine di garantirne resistenza meccanica e un’eccezionale qualità della superficie causata dal processo di anodizzazione. Il volante è formato da 19 componenti lavorati con tecnologia CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante di gamma Ferrari.
I controlli sul volante sono organizzati in due moduli di comando analogici che garantiscono funzionalità e chiarezza. Questa disposizione intuitiva richiama il layout delle monoposto di Formula 1. Ogni pulsante è stato sviluppato per offrire la combinazione più armoniosa possibile di feedback meccanico e acustico, sulla base di oltre 20 test di valutazione condotti insieme ai collaudatori di sviluppo Ferrari.
CHIAVE E ALLOGGIAMENTO CHIAVE
La Ferrari Luce è progettata per essere spettacolare e memorabile sin dalla messa in moto, richiamando così la consuetudine del Cavallino Rampante di creare esperienze di guida emozionanti per le sue vetture. La cerimonia di avviamento ha inizio con l’inserimento della chiave, oggetto dal design esclusivo in Corning® Gorilla®, il primo vetro automotive ingegnerizzato per garantire eccezionale durata e resistenza ai graffi a fronte di prestazioni visive eccellenti. La chiave è dotata di uno speciale display “E Ink” che usa energia esclusivamente quando cambia colore, grazie alle sue proprietà bistabili. L’implementazione di un display E-Ink è una novità assoluta nel mondo dell’automotive.
Inserendo la chiave nell’apposito vano del tunnel centrale ha inizio una sequenza coreografica attentamente studiata: il colore della chiave passa dal giallo al nero, integrandosi con la superficie vetrata del tunnel. Il pannello di controllo e il Binnacle si illuminano simultaneamente, facendo crescere la trepidazione e segnalando la messa in moto della Ferrari Luce.
DISPLAY
I tre display a bordo della Ferrari Luce – il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore – sono stati progettati con la massima cura per garantire chiarezza e funzionalità. Il team ha dedicato molto tempo alla decisione relativa all’organizzazione di input (comandi) e output (display), rendendo l’esperienza utente intuitiva e la navigazione più fluida. Un carattere sobrio e personalizzato conferisce all’interazione una voce tipografica coerente, ispirata ai font dei primi anni Ferrari e al lettering ingegneristico italiano.
BINNACLE
Il Binnacle si muove insieme al volante ottimizzando la visibilità della strumentazione da parte del pilota e facilitando così la guida. Il quadro strumenti montato sul piantone dello sterzo rappresenta una novità assoluta per una Ferrari di gamma. È dotato di due display OLED sovrapposti che offrono una grafica nitida, colori vibranti e contrasto modificabile all’infinito, per un’esperienza di visualizzazione senza precedenti in un’automobile. Fonde elementi digitali e analogici in un’unità autonoma che segue sincronicamente il movimento del volante, per un’interazione perfetta. La meticolosa attenzione ai dettagli da parte dei designer ha richiesto la collaborazione degli ingegneri di Samsung Display per creare un pannello OLED ultraleggero e ultrasottile, che costituisce una novità mondiale in cui tre grandi aperture rivelano ponderatamente le informazioni generate da un secondo display dietro il pannello superiore, creando un affascinante effetto di profondità visiva che cattura lo sguardo. Ogni apertura è protetta da una lente in vetro chiaro che aumenta ulteriormente il senso di tridimensionalità ed è incorniciata da anelli in alluminio anodizzato, i quali – richiamando lo stile strutturale del telaio del Binnacle – forniscono una sensazione di perfetto bilanciamento.
PANNELLO DI CONTROLLO
Il pannello di controllo è montato su un giunto sferico che consente di orientare lo schermo verso il guidatore o il passeggero: un elemento esclusivo, che valorizza e condivide l’esperienza Ferrari. L’attenzione ai dettagli ergonomici, incluso un poggiamani che ne consente l’azionamento, migliora l’esperienza dell’utente. Questo accorgimento consente agli utenti di interagire con i comandi senza sforzo e in modo intuitivo, senza bisogno di guardarli, dimostrando l’impegno del team a risolvere problemi complessi con soluzioni semplici e naturali.
Anche il Multigraph integrato nel display è un capolavoro di microingegneria: questo simbolo di precisione e innovazione è infatti dotato di un movimento proprietario con tre motori indipendenti che spostano autonomamente le lancette. Tre lancette in alluminio anodizzato scorrono su un quadrante minimalista protetto da vetro Corning® Gorilla®. Un avanzato sistema di controllo elettronico permette di scegliere tra quattro modalità di visualizzazione – orologio, cronometro, bussola e modalità Launch Control – con transizioni animate che ricordano i cronografi più raffinati. Il Multigraph rende omaggio alla tradizione Ferrari e ridefinisce l’esperienza di bordo, fondendo arte orologiera e tecnologia in un elemento che esprime appieno la passione e l’eccellenza che contraddistinguono la Casa di Maranello.
QUADRO STRUMENTI
La principale fonte di ispirazione per il quadro strumenti è da ricercarsi negli indicatori automobilistici storici e nella grafica chiara e funzionale tipica dell’aviazione, e in particolare di elicotteri e aerei. I display sono progettati ispirandosi agli indicatori analogici per trasmettere un senso di familiarità e interazione tattile, eppure dietro la superficie sono digitali. Il risultato è un abitacolo moderno e classico al tempo stesso, in cui ogni display comunica informazioni in modo pulito e graficamente leggibile.
La grafica del Binnacle si ispira alla chiarezza e all’eleganza dei quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Attingendo a decenni di esperienza nel design orologiero, il team ha cercato di ottenere la stessa chiarezza del quadrante di un orologio, creando un layout moderno e pulito che mette in risalto la leggibilità degli strumenti. Le informazioni vengono presentate in formato immediato e intuitivo.
L’approccio è basato sulla volontà di ridurre al minimo il carico cognitivo per il pilota: ispirandosi infatti alla semplicità dei quadranti degli orologi analogici sui quali è possibile leggere l’ora a colpo d’occhio, il team ha inteso concepire comandi e display della vettura in modo altrettanto intuitivo. La grafica è intenzionalmente minimalista e chiara, per consentire al pilota di cogliere rapidamente e senza sforzo le informazioni essenziali mantenendo sempre l’attenzione sulla strada.
SELETTORE DEL CAMBIO
Il selettore del cambio è un’opera d’arte tecnologica in vetro Corning® Gorilla®. Funzionale, resistente ed elegante, è realizzato utilizzando processi di produzione del vetro assolutamente innovativi e mai integrati prima nel design degli interni di una vettura. Al fine di ottenere il livello di precisione tipico di ogni Ferrari sono stati utilizzati laser per praticare nel vetro migliaia di minuscoli fori, larghi la metà di un capello umano, in modo da depositarvi l’inchiostro per la grafica con un livello di uniformità perfetto. Tale vetro è progettato per offrire una resistenza agli urti e ai graffi di livello superiore rispetto a un vetro convenzionale ed è utilizzato anche sul pannello di controllo, sul Binnacle e sulla superficie del tunnel centrale.
Proseguono i lavori di manutenzione delle alberature della città che maggiormente necessitano di interventi di potatura.
Questa settimana, salvo avverse condizioni meteo o impedimenti tecnici, la prima delle due squadre sarà impegnata nella conclusione dei lavori in viale Siena ed al completamento di 2/3 alberature in viale Taormina; in seguito avvierà i lavori in viale Monteverdi.
La seconda squadra, invece, darà avvio ai lavori in viale Torino.
Per garantire la sicurezza del cantiere in viale Torino, vista l’altezza delle alberature, si procederà con la chiusura totale di alcuni tratti stradali. Le chiusure seguiranno queste fasi:
Tratto da via Rometta a viale Bari.
Tratto da viale Bari a via Palermo.
Tratto da via Palermo a via Genova.
Sarà comunque garantito il transito del bus scolastico. Le chiusure saranno attive indicativamente dalle ore 08 alle ore 17/17,30.
“Diamo continuità a un impegno chiaro che questa Amministrazione aveva assunto: trasformare una delle aree più delicate della città in un nuovo polo di servizi, verde e socialità. Un progetto che unisce rigenerazione urbana, sicurezza, qualità dello spazio pubblico e attenzione alle persone, restituendo valore a Braida e a tutta Sassuolo. L’obiettivo è arrivare alla demolizione alla fine di quest’anno o l’inizio del prossimo, per avviare a ruota la nuova fase di ricostruzione”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini descrive un ulteriore passo concreto da parte dell’Amministrazione comunale nel percorso di rigenerazione urbana del quartiere Braida.
Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato la delibera di indirizzo che dà continuità all’iter per la demolizione dell’edificio ex 189, conosciuto dai cittadini come il “Palazzaccio”, e all’attuazione del progetto “Sassuolo la città prossima”.
L’intervento complessivo di oltre 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, è articolato in tre grandi macro-progetti integrati che interesseranno l’area ex 189, il Parco Amico e gli immobili comunali del Diamante.
Il progetto, complesso e articolato, è stato sviluppato dal Comune di Sassuolo con un team multidisciplinare coordinato da MC2 Architetti, che ha integrato progettazione urbanistica, sociale e architettonica, con una forte attenzione al paesaggio e alla sostenibilità ambientale, sia nella sistemazione degli spazi verdi sia nelle prestazioni ambientali dei nuovi edifici.
Un percorso che ha già visto sopralluoghi e incontri e che continuerà a prevedere fasi di co-progettazione con chi utilizzerà i nuovi spazi sociali, oltre a momenti di confronto con i referenti e gli utilizzatori del Parco Amico.
“Questo atto di indirizzo – sottolinea l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli – non è un passaggio dovuto dalla legge, ma una scelta politica precisa di questa Giunta. Abbiamo voluto anticipare e rendere pubblici fin da subito gli schemi progettuali, come segno di trasparenza e di condivisione con la città. Era un impegno che ci eravamo presi: dare evidenza del percorso, delle fasi e degli obiettivi, coinvolgendo chi vive e lavora in quest’area”.
Nel dettaglio, il progetto conferma e sviluppa l’assetto che è stato apprezzato e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna:
Il primo macro-intervento prevede la completa demolizione dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, del nuovo polo dei servizi sociali e della Casa delle Associazioni, che ospiterà anche il Centro Antiviolenza. Un mix volutamente aperto alla città, con spazi pubblici, sale per attività sociali e ricreative e una caffetteria sul fronte strada, per trasformare questa testata urbana affacciata sulla circonvallazione in un luogo vivo, riconoscibile e frequentato durante tutta la giornata: un vero “faro civico” per Braida e per l’intero distretto.
Il secondo macro-progetto riguarda il trasferimento e la rifunzionalizzazione del Centro per le Famiglie (ora in uno spazio in affitto) presso gli immobili comunali del Diamante, dove oggi hanno già sede gli uffici tecnici e soprattutto i servizi sociali del Comune di Sassuolo. In questo modo si rafforzano le sinergie quotidiane tra i servizi comunali e il Centro per le Famiglie, che diventa uno spazio “ponte” tra le funzioni pubbliche, il Parco Amico e la città. Il nuovo grande ingresso, concepito come una sorta di apertura teatrale verso il parco, è pensato per aumentare l’utilizzo degli spazi, migliorare la sicurezza del lato sud del Parco Amico e offrire nuovi servizi a chi lo frequenta in tutte le stagioni, trasformando il rapporto tra edificio e spazio verde in una vera infrastruttura sociale di prossimità.
Il terzo macro-intervento interessa la riqualificazione paesaggistica del Parco Amico, che sarà occasione anche per importanti manutenzioni straordinarie. Sono previste nuove dotazioni verdi con funzione ambientale e di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere, oltre a una migliore ridistribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni, che rappresentano da sempre il cuore delle attività del parco.
Per quanto riguarda le tempistiche, il percorso si svilupperà necessariamente su più anni: il 2026 sarà dedicato alle progettazioni nelle varie fasi previste; il 2027 vedrà l’avvio degli appalti dei lavori; i cantieri si svilupperanno progressivamente fino al 2029.
Una tempistica lunga ma necessaria per un progetto complesso, articolato su più interventi e cantieri, che deve confrontarsi con le procedure del Codice degli Appalti e con la gestione coordinata di diverse fonti di finanziamento.
In parallelo, e già a partire dai prossimi mesi grazie all’evidenza pubblica di questa delibera di indirizzo, potranno attivarsi – come previsto dalla legge urbanistica regionale – proposte di rigenerazione anche delle aree circostanti. L’Amministrazione intende favorire l’interessamento non solo di soggetti privati, ma anche istituzionali – come ad esempio per la possibile nuova sede della Guardia di Finanza – affinché l’intero comparto possa avviare un processo coordinato di riqualificazione diffusa. Un processo che sarà poi ricompreso e parte integrante dello schema strategico del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), rafforzando una visione complessiva di rigenerazione urbana.
Nei giorni scorsi sono stati completati di sistemazione delle coperture e impermeabilizzazione delle strutture presso gli appezzamenti degli orti comunali in via Cameazzo a Fiorano Modenese. L’intervento, costato oltre 14.000 euro di risorse comunali, consentirà a chi frequenta e coltiva l’area di utilizzare le strutture tutto l’anno per trovarsi e vivere momenti conviviali.
Da oltre 30 anni il Comune di Fiorano Modenese mette a disposizione di cittadini fioranesi dai 60 anni in su, la possibilità di richiedere un appezzamento di terreno da destinare a coltivazione di verdura e frutta. Lo scopo del progetto è da un lato dare la possibilità di uscire di casa per svolgere un’attività all’aria aperta che permetta anche di socializzare e dall’altra consentire di produrre modiche quantità di ortaggi e legumi per uso personale.
Gli appezzamenti destinati ad orti dal Comune sono 74, distribuiti tra via Cameazzo a Fiorano (52) e via Volga a Spezzano (23). La grandezza dei terreni varia dai 25-30 ai 70-80 metri quadri.
Attualmente sono disponibili per l’assegnazione diversi orti, soprattutto nell’area di Fiorano. La richiesta di assegnazione può essere presentata da residenti a Fiorano Modenese, che abbiano compiuto 60 anni. Per ottenere l’assegnazione occorre essere soci dell’Associazione Orti Aps che gestisce gli spazi, per conto del Comune. La richiesta va fatta all’Associazione stessa.
Una piccola quota dei terreni disponibili è riservata a persone, anche privi dei requisiti precedenti, indicate dai Servizi Sociali Territoriali e/o a progetti specifici delle scuole fioranesi o altre progettualità dell’Amministrazione comunale d’intesa con l’Associazione.
Chi ottiene in assegnazione un pezzo di terreno deve attenersi ad un regolamento comunale che disciplina l’uso degli spazi adibiti ad orti e degli spazi comuni.
Cersaie presenta il Manifesto della 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre 2026. Il visual dell’edizione 2026 rinnova e amplia il concetto di spazio architettonico, ponendo al centro una visione progettuale aperta, inclusiva e in costante trasformazione.
L’immagine rappresenta un paesaggio architettonico astratto, una città ideale costruita attraverso volumi verticali, arcate e superfici cromatiche che dialogano con elementi naturali. Le strutture evocano spazi fluidi e multifunzionali, capaci di adattarsi ai diversi modi di abitare contemporanei, mentre la presenza degli alberi tra le architetture sottolinea il ruolo sempre più centrale della natura, portatrice di benessere e qualità della vita, come parte integrante dell’ambiente costruito.
Una narrazione visiva che riflette il ruolo della manifestazione come punto di riferimento internazionale per il mondo della progettazione: un appuntamento centrale per architetti, interior designer, progettisti, contractor e operatori della distribuzione, che a Cersaie trovano un contesto privilegiato di confronto, aggiornamento professionale e sviluppo di nuove opportunità di lavoro. Un ecosistema in cui materiali, superfici e soluzioni per l’architettura e l’interior design diventano strumenti concreti per interpretare le esigenze del presente e anticipare le trasformazioni future del settore.
Le tonalità naturali del Manifesto, che spaziano da sfumature calde a toni più freddi, diventano metafora della pluralità di identità, culture e sensibilità che convivono e si intrecciano dando forma a un linguaggio estetico condiviso, inclusivo e attuale. L’immagine di Cersaie 2026, ideata da Interpromex Comunicazione, racconta così un luogo aperto al dialogo, in cui architettura e natura si rigenerano reciprocamente.