17.400 abitanti: è la popolazione residente di Maranello calcolata al 31 dicembre del 2021, secondo quanto elaborato dall’Ufficio Statistica del Comune nel consueto Annuario della Popolazione.
Rispetto al 2020, quando gli abitanti erano 17.454, si registra un calo percentuale dello 0,3 per cento, mentre il dato degli ultimi dieci anni è in aumento: dal 2011 più 4,6%, un trend di crescita maggiore rispetto alla media nazionale.
Anche nel 2021 rimane leggermente superiore il numero delle donne (8.706) rispetto agli uomini (8.694).
La zona di Maranello più abitata rimane il centro con 9.656 abitanti e 4.090 famiglie, il 55,5% del totale. Seguono Pozza con 3.639 abitanti e 1.466 famiglie (20,9%), Gorzano (1.961, 11,3%), Torre Maina (1041, 6%), San Venanzio (803, 4.6%), Fogliano (148, 0,9%), Torre Oche (152, 0,9%).
Lo scorso anno il saldo naturale della popolazione – la differenza fra nati e morti – è stato di meno 50 individui, risultante da un maggior numero di decessi (194) rispetto alle nascite (144). Rispetto al 2020 si è verificato un aumento dei decessi (+18) ma anche un aumento delle nascite (+28).
Sostanzialmente invariato il saldo migratorio, cioè la differenza tra le persone che arrivano a Maranello e quelle che emigrano: nel 2021 è stata di meno quattro individui.
Nel 2021 il numero complessivo di famiglie residenti era pari a 7.187 a cui si aggiungono 8 convivenze (7.195), con un numero medio di componenti di 2,41.
Secondo i dati elaborati dal Comune, gli stranieri ammontano a 1469, l’8,44 % della popolazione, di cui 673 maschi e 796 femmine. Il flusso più consistente di immigrati proviene dall’Europa (706), seguito dall’Africa (517), poi Asia (183) e America (63). Il paese con il più alto tasso di immigrazione è il Marocco (17,48%), seguito dall’Albania (13,61%), dalla Romania (13,28%) e dal Ghana (9,74%).
Infine, una curiosità: tra i bambini nati nel 2021, i nomi più scelti sono stati Gabriele per i maschi e Margherita per le femmine.
Informazioni dettagliate sono disponibili nell’Annuario pubblicato sul sito Internet del Comune.
“Ringraziando l’amministrazione comunale per la risposta ricevuta, ci preme puntualizzare la nostra posizione, dato che ci sembra che non compresa a pieno.
Il problema più importante non è il via vai di ambulanze o di mezzi dei fornitori. Sappiamo che si tratta di una quindicina di lungodegenze, per cui pur essendoci un disagio questo sarà limitato. Ci lascia perplessi la scelta di costruire su una zona di interesse paesaggistico, quando sarebbe stato meglio puntare su un’area già urbanizzata, valutando terreni tra Maranello e Pozza, oppure tra Pozza e Gorzano. Le alternative crediamo che esistano. Tale considerazione nasce dal fatto che l’Ospedale di comunità, per il quale ricordiamo che come comunicato in Commissione Ambiente del Comune di Maranello, saranno necessari ben 6.000 (seimila) !!!!!!!!!! mq di superficie di cui un migliaio dedicati alla struttura, si inserisce in un contesto di forte cambiamento urbanistico di Maranello, in virtù anche degli investimenti che Ferrari Spa sta portando avanti. La zona individuata, di fronte agli immobili utilizzati dalla Fattoria del Parco, e stranamente non vicino a Via Brenta ma a ridosso del serbatoio dell’acquedotto, avrebbe rappresentato di certo un luogo ideale in cui inserire piantumazioni “compensative” della CO2 emessa dalle attività industriali, presenti a Maranello in modo da rispettare effettivamente le riduzioni di emissioni di CO2, previste dalle decisioni della Commissione Europea da raggiungere entro il 2030. Se consideriamo poi le nuove costruzioni della Ferrari SPA la necessità di piantumazioni è indispensabile per compensare l’utilizzo rilevante di cemento che l’intervento della Ferrari SPA, farà nei prossimi anni.
Le nostre proposte sono tre in ordine di priorità:
1 – Ipotesi. Realizzare la OSCO a fianco all’attuale ospedale di Sassuolo in quanto più funzionale alle terapie sanitarie; (Ipotesi che previlegiamo)
2 – Ipotesi. Realizzare la OSCO in un’area che non siano le colline dei terreni di proprietà del Comune, (Fattoria del Parco) ma in aree meglio raggiungibili da strade di grande comunicazione o altre aree già urbanizzate senza togliere ancora area agricola alla nostra comunità. Ad esempio nell’area Cisa-Cerdisa di Gorzano o altre zone già costruite in cui sono presenti fabbricati inutilizzati.
3 – Ipotesi. Se proprio si vuole realizzare la OSCO sui terreni di proprietà del Comune (terreni della Fattoria del Parco) allora si utilizzi l’area già edificata quale la zona dove era costruita prima le serra e il terreno occupato dall’abitazione oggi inutilizzata. In questo modo visto che i parcheggi sono già presenti si può ridurre il consumo di suolo e realizzare solo il fabbricato limitando al massimo le aree di servizio.
Riteniamo che 5.000 metri quadri di aree di servizio siano eccessivi. Crediamo pertanto che mantenere la vocazione agricola e naturalistica della Fattoria del Parco, sia una scelta importante per la cittadinanza di Maranello, mentre se anche le aree di grande pregio naturalistico le utilizziamo per costruirci, la transizione ecologica, di questo, passo, inizieremo a realizzarla nel prossimo secolo”.
(Il coordinatore di Maranello in Comune, Luca Gibellini)
Si svolgerà sabato 19 febbraio, a partire dalle ore 10 presso la Sala Conferenze di Confindustria Ceramica, la conferenza dal titolo “Le nuove sfide per la transizione ecologica del settore ceramico”.
“La conferenza sul futuro dell’Europa” è un programma di dibattiti e discussioni, promossi dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europa, finalizzato a costruire il domani del nostro continente, partendo dall’ascolto dei territori. Un’iniziativa che offre ai cittadini europei un’occasione unica per ragionare sulle sfide e le priorità dell’Europa, consentendo a chiunque, a prescindere dalla provenienza o dall’attività svolta, di essere protagonista del dibattitto in corso.
La lotta ai cambiamenti climatici è una delle principali questioni oggetto della riflessione in corso.
La filiera dell’industria ceramica italiana già da parecchio tempo ha lavorato ed investito sui temi della sostenibilità, sia ambientale che sociale. Una realtà di grande attualità e valore che si intende meglio far conoscere sia in ambito locale che internazionale grazie a questo evento.
La conferenza “Le nuove sfide per la transizione ecologica del settore ceramico” vedrà la presenza di Ugo Liberi del Comune di Sassuolo, Elisa Tonelli di Coem Spa, Claudio Casolari di Metco Srl, Giuseppe Miselli di Sacmi Impianti SpA, Mikaela Decio di Mapei Spa, Cristina Siligardi dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Andrea Canetti di Confindustria Ceramica e Giulia Pigoni della Regione Emilia Romagna. Modera l’incontro, che nasce dalla partecipazione al progetto europeo da parte della studentessa Klaudja Haskaj che sta approfondendo queste tematiche in ambito locale, Andrea Serri.
L’evento, che si tiene in modalità ibrida ( sia in diretta su Google Meet che in presenza fisica), verrà inserito sul portale del Parlamento Europeo dedicato a questo progetto.
La partecipazione in presenza è subordinata alla pre – registrazione, in ottemperanza alle normative per il contenimento della pandemia da Covid-19, ed è possibile inviando una mail a eventi@confindustriaceramica.it
Proseguono le proiezioni al Cinema Astoria. Da sabato 19 a lunedì 21 febbraio è la volta di “Ennio”, documentario sulla vita del leggendario Maestro Ennio Morricone, girato dal Premio Oscar Giuseppe Tornatore, con testimonianze di Marco Bellocchio, Carlo Verdone, Mychael Danna, David Puttnam e tanti altri. Il costo del biglietto è di 7 euro, ridotto 5 euro.
Orari: sabato: h. 21 / domenica: 18.30 / lunedì: h. 21
Giuseppe Tornatore ha collaborato col Maestro – definizione per una volta appropriata – in un arco temporale che va da Nuovo Cinema Paradiso (1988) a La corrispondenza (2016), frequentandolo per circa trent’anni. Nel 2018 ha scritto “Ennio. Un maestro” (Harper Collins), intervista fluviale e conversazione franca, a trecentosessanta gradi: in Ennio ne riprende argomenti, andamento cronologico e tono disteso, modesto, autocritico con cui Morricone si era concesso alle sue domande. Attorno a lui, nel film, una schiera di musicisti, registi, colleghi ed esperti portano testimonianze rilevanti e inerenti una carriera straordinaria, che supera il concetto di prolifico: centinaia le opere firmate, da Il federale (1961) all’unico Oscar vinto per una colonna sonora, The Hateful Eight nel 2016, a 87 anni.
L’accesso in sala è regolato dalle norme per il contenimento del Covid-19: è obbligatorio il super green pass e la mascherina FFP2. Vietato consumare cibi e bevande al chiuso All’ingresso verrà misurata la temperatura e assegnato un posto fisso.
Tutte le proiezioni sono organizzate da TIR Danza, con la collaborazione del Comune di Fiorano Modenese. Per maggiori informazioni: www.cinemateatroastoriafiorano.it.
Una lettera appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere interventi immediati per l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio, contro speculazioni e rincari. A scriverla sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Segretario generale Vincenzo Gesmundo, in occasione della grande mobilitazione con decine di migliaia di allevatori ed agricoltori che, con trattori e animali, hanno lasciato le campagne per scendere in piazza da Nord a Sud d’Italia e gridare la propria intenzione di non volersi fermare, nonostante siano sempre più strozzati dalle speculazioni.
“La difficile situazione congiunturale determinata dal significativo aumento del costo dell’energia e dal parallelo aumento dei mangimi e dei concimi – si legge nella missiva -, sta facendo venir meno una soglia di ‘soddisfazione’ per l’andamento delle imprese che stava risalendo e mettendo radici a partire dagli anni difficili che hanno fatto seguito alla grande crisi, prima finanziaria poi economica, del 2009. Una soglia di soddisfazione che nel giro di pochi mesi è crollata dal 38% al 20%. Al di là di questo vissuto, a preoccuparci, tuttavia, sono soprattutto l’oscurità e l’incertezza per il futuro, con oltre 1 impresa su 5 (21%) che si dichiara incerta circa la situazione economica della propria impresa nei prossimi 12 mesi. Coldiretti e i suoi associati nel corso della loro storia, hanno sempre saputo che la ‘stabilità’ costituisce il più prezioso dei terreni per garantire sviluppo e benessere. Il suo Governo rappresenta in questo momento, l’unica chiave di possibile stabilità per il paese anche grazie all’impegno e ai progetti del Pnrr, che offrono prospettive all’Italia. Ci rivolgiamo quindi a lei, nella consapevolezza che lei possa creare le condizioni per uscire da un’impasse, determinata dai rincari energetici e dall’affaticamento dell’apparato burocratico ministeriale. Per dare respiro al mondo agricolo e restituire ad esso traiettorie di speranza e di futuro le risorse ci sono e non sono mai state così elevate.
Le chiavi normative per farlo hanno soltanto bisogno di essere adeguatamente efficientate. È urgente che almeno una parte delle risorse del Pnrr già stanziate per l’agricoltura, come gli 1,2 miliardi per i contratti di filiera e 1,5 miliardi per il fotovoltaico senza consumo di suolo, vengano messe a disposizione quanto prima delle nostre imprese con semplici decreti ministeriali. Già così parte di un’incertezza che sta assumendo caratteri minacciosi, sarà dissolta. Se inoltre sul fronte del credito, grazie alla sua moral suasion nei confronti degli istituti bancari, riuscissimo ad incentivare operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole attraverso la garanzia del 100% pubblica e gratuita di Ismea, le nostre aziende tornerebbero a respirare. Quanto le chiediamo è quindi semplice: sbloccare in tempi brevissimi un flusso di risorse – inspiegabilmente ‘fermo’ da mesi – capace di accelerare il piano di transizione ecologica e alleviare il peso del debito, senza uccidere la capacità di investimento delle aziende. Si tratta – conclude la lettera al premier Draghi – di un passo agevole, basta dare immediata e pratica attuazione alla normativa necessaria. Coldiretti continuerà sempre a battersi per dare risposte concrete alle imprese e al Paese”.
Al mattino nuvolosità irregolare di tipo stratificato con locali nebbie in pianura, soleggiato in collina, addensamenti nuvolosi sul crinale appenninico ; ampi rasserenamenti nel corso della giornata. Aumento della nuvolosità bassa dalle ore serali con possibili deboli e irregolari piogge sui rilievi occidentali. Temperature minime in aumento, comprese tra i 2/3 gradi della pianura emiliana, con valori localmente più bassi nelle aree extraurbane e i 4 gradi del settore costiero. Massime stazionarie o in flessione comprese tra 10 e 14 gradi. Venti deboli variabili in pianura, moderati con rinforzi da sud-ovest sui rilievi. Mare poco mosso.
“La direttrice generale alla Cura della persona, salute e welfare, Kyriakoula Petropulacos – spiega una nota della Regione Emilia Romagna – è stata sospesa dall’incarico per 30 giorni, con effetto immediato. A partire da domani dovrà rimanere assente dal lavoro, mantenendo, come previsto, lo stipendio”.
“L’Ufficio Procedimenti Disciplinari della Regione ha infatti avviato un procedimento disciplinare con contestazione d’addebito a suo carico, dopo aver ricevuto dall’Assessorato alle Politiche per la salute segnalazione di fatti a lei addebitabili.
La dottoressa Petropulacos potrà sviluppare il suo diritto al contraddittorio con l’UPD secondo tempi e modalità definite per lo svolgimento del procedimento disciplinare”.
“Accogliendo la proposta dell’UPD, la Giunta regionale riunitasi nel pomeriggio – prosegue la nota – ha deliberato la sospensione cautelare della dottoressa Petropulacos a tutela dell’interesse pubblico nel dover garantire il corretto funzionamento della Direzione e degli uffici regionali.
In attesa dell’esito del procedimento disciplinare, la Giunta con un secondo atto ha nominato direttore supplente pro-tempore Luca Baldino, attuale direttore generale dell’Ausl di Piacenza. Contestualmente, nella medesima delibera ha nominato l’attuale direttrice amministrativa dell’Azienda, Giuliana Bensa, direttrice generale dell’Ausl di Piacenza, che assume il ruolo ad interim, sempre pro-tempore”.
È la prima assemblea della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano dopo l’allargamento dell’area Mab decretato lo scorso settembre dall’assemblea Unesco ad Abuja (Nigeria). Prenderà il via sabato 19 febbraio 2022 e si terrà online dalle 15: si intitola “Il valore del capitale umano e del capitale naturale nella Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino Tosco-Emiliano” ed è rivolta a 80 comuni (contro i precedenti 34) distribuiti su quasi 500 mila ettari, con oltre 1000 amministratori tra le 3 regioni di Toscana, Emilia-Romagna e Liguria. Sono invitati i cittadini delle sei province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Lucca, Massa-Carrara e Spezia.
“L’assemblea sarà forzatamente online – commenta Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva – ma è proprio il modo del web che sta decretando il primo successo dell’area Mab Unesco nei segni dell’appartenenza e dell’attaccamento. I territori della Mab, solo 20 anni fa, erano tradizionalmente considerate aree marginali. Ora, invece, dal nostro osservatorio registriamo costantemente il posizionamento verso l’alto di queste aree, con post, immagini, video e commenti sulla bellezza e l’orgoglio di vivere qui. Al mondo le aree Mab tutelate dall’Unesco sono solo 727 esprimono solo il 5% della superficie terrestre: siamo parte di tutto questo”.
La rete delle Mab, in Italia, è in crescita e l’assemblea dell’Appennino tosco-emiliano riguarda un territorio vissuto da 380.000 i residenti (di cui 56.000 under 18) dove sono operativi 875 istituti scolastici. “La formazione e la partecipazione – afferma Giovanelli – sono le sfide immediate della Mab. Grazie al capitale umano qui radicato, infatti, è possibile qualificare e sviluppare questi territori. La guida nazionale divulgata in questi giorni da Repubblica in tutta Italia ne è solo il primo, ma non unico, esempio”. L’assemblea continuerà nelle settimane a venire con 7 incontri assembleari dove chi partecipa potrà prendere la parola.
All’incontro di sabato porteranno i saluti Barbara Lori, assessore Regione Emilia-Romagna, Stefania Saccardi, vicepresidente Regione Toscana. L’approfondimento del tema del valore del capitale umano e del capitale naturale sarà affidato a due interventi: il primo a cura della professoressa Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che affronterà l’argomento “Aree interne e Capitale umano”; il secondo a cura Giorgio Vacchiano dell’Università degli Studi di Milano che illustrerà “Il valore delle foreste dell’Appennino tosco-emiliano”.
Quindi la presentazione della Guida di Repubblica dedicata alla Riserva della Biosfera Appennino tosco-emiliano, a cura del giornalista Giuseppe Cerasa, e per il “lancio” della piattaforma di compravendita dei Crediti di Sostenibilità, innovativo progetto per la Riserva della Biosfera. La piattaforma, che verrà poi illustrata nel dettaglio il 3 marzo alle 11.30 in uno specifico webinar, ha lo scopo di remunerare i servizi ecosistemici generati dalla gestione sostenibile delle foreste dell’Appennino (ed in particolare l’assorbimento della CO2) coinvolgendo imprese ed organizzazioni impegnate in percorsi di Responsabilità Sociale d’Impresa e neutralizzazione delle proprie emissioni.
PROGRAMMA ASSEMBLEA MAB
Ore 15 .00
Saluti
Barbara Lori , Assessore Regione Emilia-Romagna
Stefania Saccardi, Vicepresidente Regione Toscana
Fausto Giovanelli, Coordinatore della Riserva di Biosfera: Introduzione
Giuseppe Cerasa, Direttore delle Guide di Repubblica: Presentazione della Guida Repubblica “Appennino Regno della Biosfera”
Ore 15.45
Sabina Nuti , Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa : Aree interne e capitale umano
Ore 16.15
Giorgio Vacchiano, Professore associato all’Università degli studi di Milano: “Il valore delle foreste dell’Appennino tosco-emiliano”
A seguire Filippo Lenzerini , Punto3: “Una piattaforma per lo scambio dei crediti di sostenibilità”
Ore 16.45
Giuseppe Vignali, Direttore Parco Nazionale: Conclusioni e Calendario tavoli tematici
Ore 17.00
Dibattito
L’analisi conferma la speculazione in corso sul latte alimentare che agli allevatori viene pagato ben al di sotto dei costi medi di produzione che sono saliti a 46 centesimi al litro. E’ quanto denuncia la Coldiretti nel commentare l’analisi sui costi di produzione del latte effettuata dall’Ismea, Ente vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole. Il tema del giusto prezzo è al centro della mobilitazione organizzata dalla Coldiretti domani giovedì 17 febbraio in tutto il Paese a difesa del latte e degli altri prodotti agroalimentari Made in Italy.
L’Ismea conferma – riferisce la Coldiretti – che il settore del bovino da latte è tra i più esposti all’incremento dei costi di produzione, innescati dalle tensioni dei prezzi delle materie prime, cresciuti solo a dicembre del 13% rispetto all’anno precedente. Facendo riferimento a una delle tipologie aziendali più rappresentative dell’allevamento italiano e considerando oltre all’alimentazione e alla bolletta energetica, anche l’incidenza delle componenti fisse (ammortamenti e interessi sul capitale impiegato), il costo medio di produzione del latte risulterebbe pari a 46 centesimi/litro. Un valore molto piu’ alto di quello pagato agli allevatori che sono costretti a lavorare in perdita in quanto non è possibile fermare la produzione di latte nelle stalle.
“Se i prezzi per le famiglie corrono i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori non riescono neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’annunciare che per questo “decine di migliaia di allevatori ed agricoltori della Coldiretti con trattori e animali al seguito lasciano le campagne domani giovedì 17 febbraio dalle ore 9,00 ed invadono le città, da nord a sud del Paese, per salvare l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio”.
“Una battaglia vinta nel nome del buonsenso e di un approccio equilibrato al tema del consumo di vino, che ha scongiurato il rischio di danni molto gravi a un prodotto che è sinonimo di cultura, tradizione e lavoro della terra e a un comparto economico fatto di tanto lavoro e tante imprese, fondamentale per l’economia regionale e nazionale”.
Esprimono soddisfazione il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, dopo che il Parlamento europeo ha approvato gli emendamenti che cancellano la proposta di inserire il vino tra i prodotti con bollino nero, nell’ambito del Cancer Plan, inserendo nell’etichetta avvisi analoghi a quelli di tabacco e sigarette. Emendamenti che hanno visto co-firmatari gli europarlamentari Paolo De Castro ed Elisabetta Gualmini.
“Ha prevalso – proseguono Bonaccini e Mammi- un approccio equilibrato che distingue tra consumo moderato e consapevole e abuso di alcol, che va invece contrastato e prevenuto. E’ necessario salvaguardare gli obiettivi legati alla salute, altra cosa sarebbe stato penalizzare le filiere produttive del vitivinicolo, uno dei settori di punta dell’Emilia-Romagna e dell’Italia. Siamo tra i primi produttori ed esportatori in un comparto che racchiude storia, investimenti e tradizione. Questo è lo sguardo europeo che condividiamo: guardare al futuro e all’innovazione, mantenendo la ricchezza e il valore del nostro passato: la corretta cultura alimentare non si fa con i divieti ma con l’educazione”.
“Va mantenuta alta- chiudono presidente e assessore – l’attenzione a difesa degli alimenti Dop e Igp riguardo al sistema Nutriscore, l’etichettatura semaforica che penalizza ingiustamente il cibo e il vino made in Italy. Continuiamo a lavorare per difendere i principi le nostre filiere di qualità e i principi di consumi corretti, temi sui quali puntiamo per un coinvolgimento dei cittadini nelle abitudini salutari e in uno stile di vita sano”.
COLDIRETTI: VINO, PARLAMENTO UE SALVA IL LAMBRUSCO
Il Parlamento Europeo salva il Lambrusco e un settore che complessivamente vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone. E’ quanto afferma Coldiretti nel ringraziare per il lavoro di squadra i parlamentari italiani che hanno evitato che il Parlamento europeo inserisse il vino tra i prodotti con bollino nero.
“E’ stato respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra attraverso allarmi salutistici in etichetta già adottati per le sigarette, l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea, nell’ambito del sul “Cancer plan” proposto dalla Commissione Europea – sottolinea il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari – come richiesto da Coldiretti insieme al consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, nella lettera scritta al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici”.
Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi – sottolinea Coldiretti Modena – in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale – precisa Coldiretti – va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tuti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti. L’Italia è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino con le bottiglie Made in Italy che – sottolinea la Coldiretti – sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) di cui 8 nella provincia di Modena, 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.
Il consumo pro capite in Italia – conclude – si attesta sui 33 litri all’anno con una sempre maggiore attenzione alla qualità, alla storia del vino, ai legami con i territori che spingono italiani e stranieri anche alla scoperta di cantine e aziende.
Gemme che si ingrossano e fiori che stanno per schiudersi: la Primavera, sugli alberi di albicocco della Romagna, potrebbe non essere una bella notizia e cresce la preoccupazione tra gli agricoltori. «Sollecitiamo l’attuazione di un modello efficace di protezione dal rischio climatico – dice il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini – nuovi strumenti assicurativi, con polizze meno costose, che diano garanzie e certezze alle aziende nel momento in cui ripartono a pieno ritmo tutte le attività agricole».
Di fatto, la ripresa vegetativa pare in anticipo rispetto all’anno scorso. «Una situazione del tutto eccezionale – prosegue il presidente regionale – che rischia di esporre i frutteti a bruschi crolli di temperatura, con picchi di freddo durante la notte, mettendo così in serio pericolo le produzioni del territorio». I timori sono più che fondati visto che negli ultimi tre anni solo il 2019 è stato risparmiato dalle gelate primaverili. Una conta dei danni che è stata raccontata passo dopo passo, con perdite devastanti per la frutticoltura regionale se non addirittura disastrose per la pericoltura, in particolare.
Confagricoltura Emilia Romagna ricorda poi che, negli ultimi due anni, il comparto ha pagato caro gli effetti del cambiamento climatico e i tanti ritardi dovuti alla pandemia. «Molte aziende non sono nemmeno riuscite ad assicurarsi in tempo. E gli indennizzi sono sempre di meno – mette le mani avanti il presidente Bonvicini – quindi confidiamo finalmente in una risposta risolutiva alle richieste sindacali più volte avanzate, tra cui la modifica della 102/2004 sulle “calamità naturali” e il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale».
Nella giornata di oggi, mercoledì 16 febbraio 2022, abbiamo presentato la “Campagna di Partecipazione” relativa al PAESC pensata per i cittadini di Fiorano Modenese, alla presenza del Sindaco Francesco Tosi, dell’assessore all’Ambiente Davide Branduzzi e dell’assessore alla Comunicazione Carlo Santini.
Andando per ordine ricordiamo che l’acronimo PAESC indica il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, un insieme di misure predisposte dall’ente comunale, su indicazione nazionale ed europea, indirizzate a migliorare lo stato di salute dell’ambiente che abitiamo e dell’aria che respiriamo. Il Piano coinvolge vari ambiti, dalle infrastrutture ai mezzi di trasporto, dalla scuola alla gestione del territorio. Inoltre, illustra in che modo la comunità locale intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni Co2, al fine di rendere più salubre il nostro paese e al contempo contenere le conseguenze negative date dall’innalzamento delle temperature mondiali.
Perché l’obiettivo prefissato dal PAESC, ossia abbattere del 50% l’emissione di Co2 entro il 2030 mediante una maggiore efficienza energetica e un diffuso impiego di fonti di energia rinnovabile, possa essere raggiunto (anche accrescendo la resilienza del Comune rispetto agli effetti del cambiamento climatico), è assolutamente necessario il contributo congiunto di cittadini e imprese, di pubblico e privato. Non sarà possibile ottenere risultati tangibili senza un coinvolgimento attivo della comunità, certamente con azioni straordinarie, ma soprattutto modificando le abitudini di vita quotidiana. Ormai è chiaro, infatti, quanto grandemente esse influenzino il verificarsi di danni ambientali e climatici davvero terribili.
È proprio a questo proposito, che il Comune di Fiorano Modenese ha pensato di mettere in piedi una campagna di comunicazione efficace e incisiva, così da stimolare tutti i cittadini a introdurre la necessità di un cambiamento nel loro quotidiano, attraverso una maggiore coscienza e conoscenza della situazione attuale. E così, a cadenza bimestrale (circa), attraverso i social network e i canali di comunicazione dell’ente, saranno sottoposti brevi, simpatiche ed esaustive video-pillole sul tema PAESC e Ambiente nel suo complesso, con l’auspicio possano contribuire alla sensibilizzazione su questi temi, ogni giorno sempre più urgenti e dirimenti per la vita di ciascuno.
Domani, giovedì 17 febbraio sarà diffusa la prima di questa serie di video-pillole, dove è spiegato cos’è il PAESC e quali saranno indirizzi e modalità della sua azione. Le successive video-pillole approfondiranno invece la mobilità sostenibile, gli interventi sulle piantumazioni, l’efficientamento energetico e altro ancora.
“Ciascuno di noi sa – afferma il Sindaco Francesco Tosi – che la salubrità dell’aria che respiriamo è un tema fondamentale, tanto importante quanto difficile da risolvere. Per questo va affrontato da tutti, insieme, anche perché i comportamenti di alcuni possono vanificare gli sforzi di altri. Gli abitanti fioranesi sono 17 mila: se ognuno farà qualcosa e si muoverà nella giusta direzione, i risultati saranno percepibili, e gioveranno alla comunità intera. Solo con un mutamento di mentalità e di comportamenti riusciremo a vincere la sfida che ci attende”.
“Uno degli aspetti fondamentali del PAESC – prosegue l’assessore Branduzzi – è quello di calare su scala locale tematiche complesse, come l’aumento della temperatura del pianeta e gli effetti dei cambiamenti climatici, rendendoli più vicini e comprensibili a tutti noi. Con questa campagna di comunicazione vogliamo provare a rendere consapevole e partecipe la nostra città dello stato attuale, degli obiettivi da perseguire e delle azioni e comportamenti da adottare per rendere più sostenibile e resiliente Fiorano Modenese”.
“L’importanza dell’argomento – conclude l’assessore Santini – necessitava di uno strumento comunicativo che permettesse una divulgazione semplice, estesa a ogni fascia di età, in linea con i tempi e accattivante per tutte le generazioni. Una comunicazione agile arriva più facilmente alle persone, e questo potrà aiutare la partecipazione dei cittadini ad una delle sfide più decisive di questo tempo”.
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.154.135 casidi positività, 3.991in più rispetto a ieri, su un totale di 28.934 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 12.800molecolari e 16.134 test antigenici rapidi.
Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 13,8%.
Vaccinazioni
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 15.30 sono state somministrate complessivamente 10.034.923 dosi; sul totale sono 3.743.427 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale, il 93,2%. Le terze dosi fatte sono 2.582.236.
Il conteggio progressivo delle dosi di vaccino somministrate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento:https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate.
I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 105 (-4 rispetto a ieri, pari al –3,7%), l’età media è di 63,1 anni. Sul totale, 54non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 65 anni), il 51,4%; 51 sono vaccinati con ciclo completo (età media 60,8 anni). Un dato che va rapportato al fatto che le persone over 12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna sono oltre 3,7 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che ancora non lo hanno fatto: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato.
Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.931 (-43 rispetto a ieri, -2,2%), età media 74,4 anni.
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 6 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 9 a Parma (-2); 7 a Reggio Emilia (+2); 18 a Modena (invariato); 26 a Bologna (-2); 7 a Imola (-2); 9 a Ferrara (invariato); 9 a Ravenna (invariato); 1 a Forlì (invariato); 4 a Cesena (+1); 9 a Rimini (-2).
Contagi
L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 39,2 anni.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 995 nuovi casi (su un totale dall’inizio dell’epidemia di 235.193) seguita da Modena (466 su 180.007), Parma (445 su 93.954), Ravenna (432 su 105.964); poi Reggio Emilia (392 su 127.003), Rimini (360 su 114.539), Ferrara (329 su 78.237); quindi Forlì (199 su 54.854), Cesena (165 su 65.258), Piacenza (137 su 63.225) e, infine, il Circondario Imolese con 71 nuovi casi di positività su un totale da inizio pandemia di 35.901.
I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 71.956 (-3.499). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 69.920 (-3.452), il 97,2% del totale dei casi attivi.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Guariti e deceduti
Le persone complessivamente guarite sono 7.469 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 1.066.539.
Purtroppo, si registrano 21 decessi:
2 in provincia di Piacenza (entrambe donne di 86 e 94 anni)
3 in provincia di Parma (una donna di 77 e due uomini di 65 e 68 anni)
1 in provincia di Reggio Emilia (un uomo di 86 anni)
2 in provincia di Modena (entrambi uomini di 81 anni)
6 in provincia di Bologna (tre donne di 54 anni, 89 – il cui decesso è stato registrato a Imola – e 93 anni, e tre uomini di 66, 73 e 81 anni)
1 in provincia di Ferrara (un uomo di 92 anni)
1 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 83 anni)
5 in provincia di Rimini (quattro donne delle quali una di 93, due di 95, una di 96 e un uomo di 78 anni)
Non si registrano decessi in provincia di Ravenna.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 15.640.
Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 5 casi: 4 positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare e 1 in quanto giudicato non casi Covid-19.
I dati sulle quarantene in ambito scolastico
In allegato, una tabella riepilogativa delle classi e delle persone in quarantena in ambito scolastico (studenti e personale) con rilevazione effettuata dal 31 gennaio al 13 febbraio 2022 e relativa comparazione dei dati: nell’ultima settimana, il numero di studenti in quarantena corrisponde all’1,5% del totale, quello del personale allo 0,05% sempre del totale.
Tutti a Formigine conoscono il “Bar dei Tigli”, il “chiosco” su via san Francesco. L’immobile, di proprietà del Comune, già dagli anni ’50 era destinato alla somministrazione di alimenti e bevande.
Ora, attraverso un apposito bando, si vuole far rivivere questo posto caro a tanti formiginesi, rendendolo anche un luogo di ritrovo per i ragazzi più giovani, che si trovano a passare spesso da qui nel percorso da e verso la stazione.
Ecco allora che, a fianco dell’attività di somministrazione di cibo e bevande (ad esclusione dei superalcolici), la concessione prevede la realizzazione di iniziative di animazione e d’intrattenimento, in collaborazione con le associazioni del territorio.
Afferma Corrado Bizzini, Assessore alle Attività produttive: “Oltre al Polo di Villa Gandini, dove ci sono biblioteca, hub e sala prove musicali, i ragazzi avranno un nuovo posto dove ritrovarsi in centro! Si sente il bisogno di nuovi luoghi di aggregazione, soprattutto dopo l’isolamento causato dalla pandemia”.
La scadenza per la presentazione delle offerte è prevista per il 21 marzo alle ore 16. Il disciplinare, il bando e il link dove reperire tutti i documenti di gara è presente sul sito Internet del Comune e nella sezione “trasparenza” del sito dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico.
Il primo e terzo giovedì di ogni mese, la ludoteca comunale ‘Barone Rosso’, presso il BLA, apre le porte anche di sera per adulti e giovani dai 16 anni in su, mettendo sul tavolo il suo ampio patrimonio di giochi da tavolo e di società. Giovedì 17 febbraio, e tutti gli altri giovedì fino al 19 maggio, dalle 21 alle 23 è possibile partecipare a divertenti serate di gioco sano e intelligente, in compagnia di altri appassionati giocatori. Per chi è alle prime armi, ci sarà modo di scoprire nuovi giochi e conoscere diverse novità del panorama ludico internazionale.
Le attività sono gratuite ed aperte a tutti con green pass rinforzato, è richiesta l’iscrizione alla mail ludoteca@fiorano.it
Personale del Commissariato di P.S. di Sassuolo ha denunciato in stato di libertà una donna di 30 anni, per il reato di furto in abitazione. L’autrice è stata identificata tramite la comparazione delle impronte depositate in banca dati con quelle rilevate durante il sopralluogo dagli operatori del Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Modena presso l’abitazione in Sassuolo dove era avvenuto il furto ed dove era giunta nell’immediatezza la Volante.
I fatti risalgono a febbraio 2021. L’autrice del reato, al tempo ignota, si era introdotta nella casa dopo aver forzato la porta d’ingresso sottraendo denaro per un ammontare di 10mila euro, oltre a monili e gioielli in oro. All’esito dell’attività di indagine, grazie anche al risultato determinante del raffronto dattiloscopico delle impronte effettuato dal Gabinetto Regionale di Polizia scientifica di Bologna, si è potuto attribuire il furto alla 30enne, risultata provenire da fuori comune.
La Responsabile del progetto ‘Ri-So’ e dei Centri per l’Adolescenza, Maria Corvese
Un percorso formativo che rappresenta una risposta concreta a un fenomeno di disagio, amplificato dalla lunga fase pandemica. Si è conclusa la prima parte del progetto ‘Ri-So’, dedicato ai cosiddetti ‘eremiti sociali’, giovani che gradualmente escono da ogni dinamica sociale e relazionale, compresa la scuola, e decidono di rinchiudersi tra le mura domestiche, limitando i pochi contatti umani alle interazioni online. Nel 2021 l’Azienda USL di Modena, in accordo con l’Ufficio Scolastico provinciale, ha deciso di sensibilizzare sul tema avviando una formazione che ha coinvolto diversi istituti scolastici della provincia, le famiglie e vari servizi territoriali. Il progetto nasce con l’obiettivo di migliorare la conoscenza del fenomeno e creare una rete capace di attivare una presa in carico precoce dei ragazzi a rischio, intercettando questa tendenza all’isolamento prima che diventi cronica. La formazione è stata strutturata in una serie di webinar rivolti, in particolare, a operatori educativi, sociali e sanitari; psicologi; medici di medicina generale; pediatri di libera scelta; docenti e genitori delle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Modena.
Oggi, presso l’Auditorium dell’Ospedale di Baggiovara, si è tenuto un primo momento di bilancio sul progetto e le sue prospettive future: presenti la Direttrice Sanitaria dell’Azienda USL, Silvana Borsari; la Responsabile del progetto ‘Ri-So’ e dei Centri per l’Adolescenza dell’Ausl di Modena, Maria Corvese; la Responsabile Psicologi Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza e Polo DSA dell’Ausl di Modena, Antonella Riccò; il Direttore della Comunicazione e Promozione della Salute dell’Azienda USL di Modena, Massimo Brunetti; e la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena, Silvia Menabue. Insieme a loro sono intervenute le tre psicologhe, che in questi mesi hanno seguito il progetto e mantenuto i contatti con i vari territori coinvolti: Elena Odorici (referente per Pavullo, Vignola e Sassuolo), Rossella Benedicenti (Modena e Castelfranco Emilia) e Nicole Bedetti (Carpi e Mirandola).
Gli incontri online, ancora in corso, hanno coinvolto fino ad oggi la maggior parte delle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Modena, per un totale di quasi ottanta istituti scolastici più due istituti di avviamento al lavoro. Per quanto riguarda i partecipanti sono oltre 170 gli insegnanti collegati costantemente ai webinar, 120 gli operatori sanitari e 260 i genitori raggiunti complessivamente. Quasi 70 le ore impegnate nei vari incontri distrettuali, con 88 consulenze dedicate alle scuole, 71 per gli operatori sanitari, 91 colloqui con le famiglie e 28 casi presi in carico.
“Come Azienda USL di Modena ci siamo sentiti in dovere di approfondire questo fenomeno, che la pandemia ha ulteriormente amplificato – dichiara la Direttrice Sanitaria dell’Azienda USL di Modena, Silvana Borsari -. La distanza imposta dall’emergenza sanitaria ha avuto l’effetto di agire in maniera silenziosa su quei ragazzi che vedono nell’isolamento totale e il ritiro scolastico una risposta al disagio, alla sofferenza. Il confronto in atto con docenti, genitori, psicologi ed educatori ha l’obiettivo di definire strumenti di presa in carico sempre più precoci, in modo da intercettare in tempo i primi segnali di questo malessere e intervenire con un’azione sinergica e il più possibile efficace”.
“Il fenomeno del ritiro sociale era già presente prima della pandemia, ma nel corso dell’emergenza sanitaria ha variato le sue caratteristiche – spiega la Responsabile del progetto ‘Ri-So’ e dei Centri per l’Adolescenza dell’Ausl di Modena, Maria Corvese -. Siamo di fronte a ragazzi, tra gli 11 e i 15 anni, che tendono ad assentarsi da scuola e dai rapporti sociali in generale investendo il loro il loro interesse nel perimetro dei social media e dei videogiochi online. Il mondo virtuale diventa così l’universo dove questi giovani riescono ad intrattenere rapporti sociali senza vergogna. Il senso di inadeguatezza verso i propri pari, e non con gli adulti, è il sentimento dominante del ritirato sociale. Col Progetto ‘Ri-So’ vogliamo intercettare questa tendenza prima che l’isolamento si strutturi in maniera definitiva”.
“Il fenomeno del ritiro sociale è oggi una delle manifestazioni di sofferenza più diffuse tra gli adolescenti – aggiunge la Responsabile degli Psicologi di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza e Polo DSA dell’Ausl di Modena, Antonella Riccò, referente del progetto ‘Ri-So’ per la scuola secondaria di primo grado -. Questo progetto, trasversale a diversi servizi sanitari e sociali, ha una finalità sostanzialmente preventiva. Sono circa 3 su 1000 gli adolescenti in carico alla Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza di Modena, che presentano ritiro sociale associato a disturbi psicopatologi. Questo progetto è un’opportunità per intervenire alla prima comparsa dei segnali, prevenendo di fatto l’insorgere di psicopatologie più complesse”.
“Il progetto ‘Ri-So’ nasce dai bisogni dei ragazzi e delle famiglie. La prima domanda su questo tipo di problematica è stata posta all’interno del coordinamento provinciale di promozione della salute, in cui siedono stabilmente rappresentanti dell’ufficio scolastico provinciale e dei cittadini – afferma il Direttore dell’Area Comunicazione e Promozione della Salute dell’Azienda USL di Modena, Massimo Brunetti -. Sono state proprio le scuole a porre il problema in termini di priorità. Questo ci ha consentito di raccogliere sin da subito i bisogni dei ragazzi e di trasformarli in servizi e risposte. Fondamentale per tutto questo è stato il poter utilizzare i fondi regionali della legge 19 del 2018 sulla promozione della salute, che consentono di mettere in campo anche in modo rapido azioni di questo tipo. Ancora una volta il fare rete tipico del modello regionale emiliano romagnolo fra tutti gli attori in campo si dimostra un modello vincente per fare stare bene le persone”.
“Già nel 2018, l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna ha compiuto una rilevazione del fenomeno del ritiro sociale all’interno delle Istituzioni Scolastiche della regione, che ha fornito una prima panoramica della condizione reale. I successivi effetti causati dalla pandemia e l’alternanza tra didattica a distanza e in presenza hanno evidenziato un aumento del fenomeno dei ragazzi socialmente ritirati – aggiunge Silvia Menabue, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena -. Per fronteggiare la situazione, l’Ufficio VIII Ambito Territoriale di Modena, di concerto con l’AUSL, ha ritenuto essenziale realizzare il progetto Ri-So. Dopo una prima fase di formazione svolta nella primavera 2021, e ripresa nel periodo autunnale, il progetto è proseguito con iniziative a livello distrettuale. La scuola ancora una volta risulta essere osservatorio privilegiato per cogliere le diverse manifestazioni di disagio dei propri studenti, favorendo risposte immediate alle necessità emergenti”.
Chi sono gli ‘eremiti sociali’?
Il ritiro sociale è oggi una manifestazione di sofferenza sempre più diffusa tra gli adolescenti. Si tratta di un fenomeno assai complesso che, se inizialmente ha coinvolto i giovani in Giappone, dove il fenomeno degli Hikikomori (dal giapponese: HIKU tirarsi indietro + KOMORU ritirarsi, isolarsi) ha assunto dimensioni quasi epidemiologiche, rappresenta ormai anche in Europa e in Italia uno tra i disagi psicologici attuali, legati alla crisi evolutiva adolescenziale.
I ragazzi colpiti dal fenomeno presentano un quadro di progressivo impoverimento dei rapporti sociali, scarso investimento in attività ricreative, spesso assenti dalle lezioni scolastiche. La loro socialità tende a sostanziarsi di contatti on-line, attraverso l’utilizzo di social media e/o videogiochi, tendono a dormire fino a tardi riducendo, di conseguenza, anche i contatti con la famiglia e assentandosi dalla didattica sia in presenza sia a distanza. Quando queste situazioni arrivano all’osservazione dei servizi sanitari, il sintomo è già conclamato da molto tempo. È necessario, invece, intercettarli precocemente, ai primi segnali, generalmente psicosomatici, che li spingono ad accumulare assenze a scuola.
L’Ausl ha creato una pagina dedicata, www.ausl.mo.it/ritiro-sociale per aggiornare sul progetto e le iniziative in corso.
Mercoledì prossimo, 23 febbraio, il ponte che collega Sassuolo a La Veggia sarà completamente chiuso al transito per tutta la mattinata. Mercoledì 23 febbraio, dalle ore 9 alle ore 12, quindi, il ponte Veggia non sarà attraversabile per consentire alla ditta incaricata di eseguire alcuni rilievi di monitoraggio.
“Una buona base di partenza per un primo passo non scontato”.
L’assessore regionale al Turismo e Commercio, Andrea Corsini, commenta il via libera ieri in Consiglio dei ministri alla riforma delle concessioni balneari dopo la sentenza del Consiglio di Stato che anticipa al 31 dicembre 2023 – 10 anni prima rispetto a quanto aveva stabilito la legge nazionale n. 145 del 2018 -, la scadenza delle attuali concessioni e, di conseguenza, la predisposizione dei bandi di gara da parte delle amministrazioni comunali.
“Nella riforma licenziata ieri- spiega l’assessore- sono contenuti in buona parte i criteri che noi – Regione, Comuni costieri e associazioni di categoria – avevamo individuato come irrinunciabili e imprescindibili”.
In particolare, sono contenuti nel provvedimento del Cdm, il riconoscimento del valore aziendale dell’impresa balneare, la remunerazione degli investimenti realizzati, il riconoscimento dell’esperienza maturata negli ultimi cinque anni nella gestione degli stabilimenti, la tutela del lavoro, il riconoscimento e la salvaguardia delle piccole imprese che rappresentano la quota maggiore della nostra realtà aziendale.
“Ora però è fondamentale- prosegue Corsini- che nell’iter parlamentare della legge si ascoltino i territori perché ci sono alcune correzioni imprescindibili da inserire nel testo per far sì che la norma sia buona e giusta. Ne indico due: i tempi e le specificità”.
Sui tempi l’assessore ribadisce che “non sono congrui perché è impensabile che entro il 2023 i Comuni facciano le procedure selettive. Sempre ammesso che entro quest’anno siano approvati i decreti legislativi, occorre prevedere almeno un anno in più per predisporre le procedure selettive”.
Sempre secondo l’assessore va eliminato dal provvedimento il frazionamento delle concessioni balneari che, almeno per l’Emilia-Romagna, porterebbe a una impraticabilità della norma.
“Insisto- aggiunge l’assessore-, vanno definiti 4-5 criteri generali e poi bisogna lasciare ai territori, a Regioni e Comuni, in base alle proprie specificità, la possibilità di attribuire ulteriori punteggi da inserire nei bandi”.
Ad esempio, per i servizi collettivi di salvamento, un elemento di qualità legato alla sicurezza, e per quelli di pubblica utilità, come la collaborazione con enti del terzo settore e associazioni di volontariato.
“In Emilia-Romagna abbiamo un patrimonio di oltre mille stabilimenti balneari, sui circa 6.800 dell’intero Paese. Parliamo di 45-50mila posti di lavoro, per la nostra regione, senza contare l’indotto. È giusto- chiude Corsini- mettere ordine a un settore fondamentale dell’economia ma occorre procedere insieme, ascoltando i territori per evitare, dopo due anni di Covid e di enormi difficoltà, di penalizzare ulteriormente la capacità imprenditoriale sana del Paese. E l’Emilia-Romagna, come sempre, è pronta a dare il proprio contributo”.
Il presidente Stefano Bonaccini ha ricevuto oggi il Console generale del Regno dei Paesi Bassi, Mascha Baak, accompagnata dal vice Console, Roeland Slagter, e dal Console Onorario in Emilia-Romagna, Valentina Tepedino.
Al centro dell’incontro, i programmi e i progetti europei che vedono coinvolti i due territori, con l’obiettivo di consolidare e aumentare le collaborazioni già in atto. L’Emilia-Romagna è, infatti, la terza regione italiana partner dei Paesi Bassi per scambi commerciali in entrata (dopo Lombardia e Veneto) e la seconda in uscita (dopo la Lombardia). Nel 2020, ha importato dai Paesi Bassi beni e servizi per un valore di quasi due miliardi di euro (un miliardo e 815 milioni) e ha esportato verso i Paesi Bassi per un valore poco superiore al miliardo e mezzo di euro (un miliardo e 567 milioni).
Inoltre, attualmente è in corso il progetto europeo UserCentriCities, nell’ambito del programma “Horizon 2020”, per servizi digitali più a misura di città e cittadini. L’Emilia-Romagna vi ha aderito e tra i partner coinvolti c’è anche la città olandese di Rotterdam.
Durante l’incontro è stata ribadita la volontà comune di approfondire le relazioni economiche e istituzionali nei campi del turismo, dell’industria culturale creativa, delle manifatture e dell’innovazione tecnologica votata alla mobilità sostenibile e all’economica circolare, grazie alla presenza e allo sviluppo del Tecnopolo di Bologna.
Infine, è stato fatto il punto sulle solide relazioni esistenti tra l’Emilia-Romagna e i Paesi Bassi, a partire dal rapporto virtuoso tra il sistema delle imprese e quello della ricerca e dell’università, con l’obiettivo comune di condividere know-how e aumentare la collaborazione e la possibilità di attrarre risorse economiche a favore del tessuto imprenditoriale.
A partire da quest’anno le esenzioni dal pagamento del ticket sanitario per reddito e disoccupazione saranno rilasciate in automatico dalla Azienda sanitaria locale, sulla base degli elenchi forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo quanto previsto dalla normativa statale. In Emilia-Romagna tali esenzioni hanno cominciato a essere registrate informaticamente già dall’ottobre 2021.
Non si tratta dell’unica novità: un decreto ministeriale ha posto fine alle esenzioni con validità illimitata. A partire dal 2022, dunque, tutte le esenzioni ticket per reddito, per disoccupazione e per i nuclei familiari con almeno 2 figli a carico avranno validità annuale: dal 1° aprile al 31 marzo dell’anno successivo.
Come conseguenza di ciò, in Emilia-Romagna nel corso del 2022 saranno progressivamente chiuse le esenzioni con validità illimitata, richieste tramite autocertificazione prima del 2021, che non risulteranno confermate dal ministero.
A partire dalla seconda metà di marzo tramite Fascicolo sanitario elettronico i cittadini potranno verificare se l’esenzione è stata rilasciata d’ufficio da parte dell’Azienda sanitaria.
Chi ritenesse di aver diritto all’esenzione ma non risultasse presente negli elenchi ministeriali, può presentare una autocertificazione attraverso il Fse, in qualunque periodo dell’anno. Tali autocertificazioni saranno sottoposte a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate per controllare che il reddito non superi i limiti previsti per beneficiare dell’esenzione. Se, in seguito al controllo fatto dall’Agenzia delle Entrate e dalle Aziende sanitarie, dovesse emergere una non conformità, i cittadini riceveranno tramite Fascicolo una comunicazione che riporta anche eventuali ticket da restituire all’Azienda.
Chi dispone già di un’esenzione totale dal ticket per altri motivi non deve preoccuparsi di richiedere l’esenzione per reddito, perché in ogni caso non è tenuto al pagamento di alcun ticket. È il caso, ad esempio, delle persone invalide.