“In controtendenza all’andamento negativo dei conti economici nazionali, nel 2020 crescono solo le esportazioni di prodotti agroalimentari che fanno segnare un aumento dell’1,4% a fronte del crollo generale del 10,8% nelle spedizioni all’estero”. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat che evidenziano la caduta dell’8,8% del Pil dovuto all’andamento negativo della domanda sia della componente nazionale che estera.
Unica eccezione – sottolinea la Coldiretti – è rappresentata da cibo e bevande che fanno segnare il record storico per il Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo nonostante la pandemia Covid. All’estero con il lockdown i consumatori stranieri non hanno fatto mancare la presenza dei prodotti più tradizionali dell’alimentare Made in Italy che – sottolinea la Coldiretti – mostra una grande capacità di resilienza nonostante le difficoltà degli operatori e dell’economia. La crescita della domanda di cibi e bevande all’estero – continua la Coldiretti – è trainata dalla Germania (+5,5%) che è il primo partner dell’Italia seguita dagli Usa (+5,2%) nonostante i dazi che hanno colpito i prodotti più significativi, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi undici mesi del 2020. Un risultato – precisa la Coldiretti – messo a segno nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia che ha rallentato gli scambi commerciali e tagliato i consumi con le chiusure della ristorazione in ogni continente per contenere il contagio.
“L’Italia deve ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’economia” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “il Recovery Plan rappresenta una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati esteri”.
Circa 6,2 milioni di euro per il sostegno ad azioni di promozione dei vini Doc e Igp, protagonisti di un’importante crescita qualitativa e sempre più apprezzati sui mercati esteri.Le risorse, nell’ambito dell’Ocm Vino (l’Organizzazione comune di mercato Ue), puntano a sostenere e accelerare il processo di qualificazione e internazionalizzazione sui mercati dei Paesi terzi, in particolare Stati Uniti, Canada, Messico, Russia Giappone e Cina, ma non mancano interventi in America Latina e nel sud est asiatico.
La graduatoria dei quattro progetti regionali e cinque multiregionali ammessi al contributo relativo al Bando Ocm vino è stata pubblicata in questi giorni.
Tutte le domande per la promozione nei Paesi extra Ue dei vini Doc e Igp dell’Emilia-Romagna sono state ammesse. Nonostante la riduzione della dotazione finanziaria nazionale – passata dai 6 milioni di euro inizialmente previsti a 5,8 – la Regione, in accordo con la Consulta agricola regionale, ha erogato un ulteriore finanziamento di 370 mila euro (previsti per la Vendemmia Verde che non viene attuata per il 2021) per un importo complessivo pari a 6 milioni e 177 mila euro. Tale importo assicurerà un contributo alle attività promozionali da aprile al 31 dicembre 2021.
“Le restrizioni dovute all’emergenza Covid non hanno fermato le nostre cantine- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi– che intendono cogliere tutte le possibilità per estendere l’export del proprio vino a nuovi mercati e consolidare quelli in cui sono già presenti, anche prevedendo nuove modalità di incontri BtoB on line e organizzando degustazioni sempre in modalità a distanza”.
“In un anno così complesso come quello che abbiamo attraversato e che ancora sta influenzando le nostre vite e le nostre opportunità di relazione- prosegue Mammi– è fondamentale sostenere la promozione nei Paesi terzi, significativi consumatori del vino made in Emilia-Romagna. Il settore vitivinicolo ha bisogno di questa iniezione di fiducia, è un’occasione per tutti i produttori e con loro lavoreremo per continuare a promuovere questo sostegno, necessario nel mercato globalizzato nel quale si trovano ad operare”.
La quota destinata ai quattro progetti regionali ammonta a 6.050.692 euro.
Tra le novità della campagna promozionale 2021, l’avvio dei cinque progetti multiregionali che prevedono il cofinanziamento da parte delle altre Regioni coinvolte – Piemonte, Lazio, Puglia e Calabria – e un contributo diretto del ministero delle Politiche agricole con un effetto moltiplicatore sulle risorse. Per finanziare al 60% i progetti multiregionali, l’Emilia-Romagna ha infatti investito 126.350 euro a fronte di una spesa progettuale complessiva pari a 471.500 euro.
Le attività riguardano promozione, pubblicità, partecipazioni a manifestazioni fieristiche ed esposizioni internazionali, degustazioni, incontri B2B, promozioni sui punti vendita e in Horeca.
Pieno accordo tra Regione e sindacati dello spettacolo sulla necessità di riaprire progressivamente i luoghi della cultura, sul sostegno all’innovazione della legislazione nazionale a tutela dei lavoratori del settore e per rendere più incisivo il ruolo dell’Osservatorio regionale sullo spettacolo.
Questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto tra l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, il responsabile del Servizio Cultura e Giovani Gianni Cottafavi e i rappresentanti sindacali del settore di Cgil (Antonio Rossa e Viviana Gardi), Cisl (Antonella Amerini) e Uil (Giuseppe Rossi).
L’assessore e i sindacati hanno concordato sulla necessità, nel pieno rispetto della priorità sanitaria, di riaprire progressivamente i luoghi della cultura con l’adozione delle misure di sicurezza ma anche su un altro punto di grande importanza, quello cioè di riprendere l’iniziativa per innovare la legislazione nazionale a tutela dei lavoratori della cultura, in particolare quelli discontinui, a partire dalla proposta di legge del 2020 “Disposizioni per la tutela dei lavoratori dello spettacolo”.
L’assessore Felicori si è impegnato a sostenere la proposta in Parlamento sia tramite il Coordinamento delle Regioni italiane che col coinvolgimento dei parlamentari eletti in Emilia-Romagna, in particolare i componenti delle commissioni Cultura e Lavoro, mentre le organizzazioni sindacali regionali coinvolgeranno a questo scopo le loro rappresentanze nazionali.
Impegno comune anche sul fronte dell’Osservatorio regionale dello spettacolo, per vagliare le possibilità per renderlo più incisivo nella rappresentazione delle forme e delle tipologie contrattuali di settore. In particolare, si potrebbe avviare lo studio di una lista di indicatori che, evitando appesantimenti burocratici, permetta di identificare le “buone pratiche” adottate dalle imprese nei rapporti di lavoro, con l’eventuale riconoscimento di una certificazione (esistente o meno), una sorta di bollino che possa anche permettere premialità nelle politiche regionali.
I rappresentanti sindacali hanno anche espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Film Commission col percorso avviato nel 2019, in particolare per l’inserimento nei bandi 2021 a sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva di una premialità per l’assunzione diretta di personale operante in regione da parte delle imprese di produzione.
“Con la progressiva riapertura dei luoghi della cultura puntiamo al ritorno alla normalità – spiega l’assessore Felicori-. Ma noi sappiamo, ce l’ha ricordato drammaticamente l’epidemia, che il settore cultura è fragile e vive anche per le tante carenze nella tutela dei lavoratori, spesso in condizione di precarietà. Allora, assieme ai sindacati dello spettacolo, dobbiamo usare i prossimi mesi per affrontare con decisione le problematiche dei diritti dei lavoratori dello spettacolo. La Regione userà le sue capacità di influenza perché le normative nazionali si muovano in questa direzione”.
La lotteria degli scontrini in provincia non decolla. Ieri, giorno del via al concorso a premi del Governo, solo un commerciante su tre aveva adeguato il registratore di cassa per permettere ai clienti di partecipare al discusso concorso, partito dopo tre anni di rinvii.
La maggior parte dei negozianti ha spiegato di essere in attesa di aggiornamenti e di non essere pronto ad avviare il servizio. Per il momento, il mancato adeguamento non sembra però essere un problema per gli avventori. Ieri quasi nessuno in città e provincia ha chiesto informazioni per tentare la fortuna con lo scontrino delle spesa nelle varie attività.
Comune, invece, la perplessità dei commercianti nei confronti delle spese affrontate per l’adeguamento. In certi casi, lettore e aggiornamento sono costati addirittura quattrocento euro più Iva, 300 la media affrontata dalle attività commerciali. “Una spesa insostenibile per chi è rimasto chiuso per gran parte del 2020 senza nemmeno vedersi cancellare i costi fissi: per ora l’unico effetto di questa lotteria è quello di mortificare le attività che si trovano già in difficoltà – sottolinea Mauro Rossi, presidente Confesercenti Modena – Proprio per questo Confesercenti aveva chiesto un nuovo rinvio fino a giugno, quando tutti gli esercenti sarebbero stati pronti con i registratori di cassa aggiornati, per poter trasmettere telematicamente i corrispettivi e poter generare biglietti virtuali validi per partecipare alle estrazioni dei premi. Invece si è preferito privilegiare ancora una volta le realtà più grandi e strutturate, che si sono già adeguate. Abbiamo quantomeno ottenuto che non siano ricompresi gli acquisti online. Ma continuiamo a sottolineare che, se l’intento è quello di disincentivare l’utilizzo del contante, occorre non penalizzare gli esercenti agendo su una consistente e reale riduzione dei costi delle commissioni legate alle transazioni digitali”.
Come funziona la Lotteria degli scontrini
La lotteria degli scontrini permette di partecipare alle estrazioni dei premi acquistando beni e servizi di almeno un euro pagati con carte di credito, carte di debito, bancomat, carte prepagate o app per i pagamenti. Gli esercenti devono trasmettere telematicamente i corrispettivi e possono così generare biglietti virtuali validi per partecipare alle estrazioni. Giovedì 11 marzo è fissata la prima estrazione mensile che distribuirà premi da 100.000 euro a 10 acquirenti e premi da 20.000 a 10 esercenti a fronte degli scontrini trasmessi e registrati al Sistema lotteria dal primo al 28 febbraio. Da giugno si aggiungeranno le estrazioni settimanali che distribuiranno ogni settimana 15 premi da 25.000 euro per chi compra e 15 premi da 5.000 euro per chi vende. A inizio del prossimo anno si terrà la prima estrazione annuale che premierà uno degli acquisti effettuati dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021 assegnando 5 milioni di euro a un acquirente e 1 milione di euro a un esercente.
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 220.575 casi di positività, 879 in più rispetto a ieri, su un totale di 28.432 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Si tratta del numero di contagi più basso registrato in Emilia-Romagna dalla prima settimana di ottobre. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,1%.
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate.
Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 212.990dosi, di cui 5.706 oggi; sul totale, 81.438 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale e sono perciò immunizzate.
Si ricorda che, alla luce delle nuove forniture di dosi di Moderna e Pfizer-Biontech,previste in Emilia-Romagna per questa settimana, anche per i prossimi giorni proseguiranno in via prioritaria i richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 386sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 299 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 416 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.
L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4anni.
Sui 386asintomatici, 260 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 27 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 6 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 88 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 215 nuovi casi; poi Modena (166), Reggio Emilia (95), Rimini (84), Ferrara (78), Cesena (66) e Piacenza (59); seguono le province di Forlì (38), Parma (31), Ravenna (24), e infine Imola (23).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 17.308tamponi molecolari, per un totale di 3.011.257. A questi si aggiungono anche 294test sierologicie 11.124 tamponi rapidi.
Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.096 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 165.681.
I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 45.312 (-1.289 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 42.938 (-1.275), il 94,8% del totale dei casi attivi.
Purtroppo, si registrano 72nuovi decessi: 7 a Piacenza (due donne di 93 e 101 anni, e 5 uomini: uno di 67, uno di 71, due di 89 e uno di 95 anni); 5 in provincia di Parma (4 donne di 66, 71, 76 e 92 anni, e un uomo di 86 anni); 2 donne in provincia di Reggio Emilia (di 78 e 86 anni); 6 nella provincia di Modena (due donne – di 85 e 90 anni – e 4 uomini di 52, 72, 86 e 91 anni); 29 in provincia di Bologna (13 donne: di 75, 76, 79 anni, due di 81, una di 85, una di 88, una di 90, due di 91, poi di 92, 94 e 97 anni; 16 uomini: di 53, 62, 66, 73, 79, 80 anni, due di 81, e ancora di 82, 83, 87 anni, due 90enni, due di 93 e uno di 95 anni); 5 nella provincia di Ferrara (tre donne – di 80, 82 e 86 anni – e due uomini di 78 e 83 anni); 4 in provincia di Ravenna (una donna di 93 anni e tre uomini di 66, 78 e 90 anni); 9 in provincia di Forlì-Cesena (6 donne di 85, 89, 90, 91, 92 e 97 anni; tre uomini di 84, 85 e 88 anni); 5 nel riminese (due donne di 85 e 93 anni, e tre uomini di 74, 77 e 89 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.582.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 198 (-9 rispetto a ieri), 2.176 quelli negli altri reparti Covid (-5).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (+1), 14 a Parma (numero stabile rispetto a ieri), 16 a Reggio Emilia (-2), 39 a Modena (-5), 42 a Bologna (-2), 13 a Imola (-1), 28 a Ferrara (+1), 6 a Ravenna (invariato), 2 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (-1) e 19 a Rimini (invariato).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.474 a Piacenza (+59 rispetto a ieri, di cui 37 sintomatici), 15.433 a Parma (+31, di cui 16 sintomatici), 29.306 a Reggio Emilia (+95, di cui 42 sintomatici), 38.870 a Modena (+166, di cui 108 sintomatici), 43.649 a Bologna (+215, di cui 144 sintomatici), 7.035 casi a Imola (+23, di cui 8 sintomatici), 12.831 a Ferrara (+78, di cui 22 sintomatici), 16.650 a Ravenna (+24, di cui 13 sintomatici), 8.307 a Forlì (+38, di cui 24 sintomatici), 9.501 a Cesena (+66, di cui 40 sintomatici) e a 20.519 Rimini (+84, di cui 39 sintomatici).
Il Rotary Club Sassuolo-Casalgrande fu ammesso ufficialmente nel Rotary International il 2 Febbraio 1971 e la carta fu consegnata il 7 maggio dello stesso anno. Fu il 50° Club dell’allora 186° Distretto (Emilia Romagna, Repubblica di San Marino, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia ): uno dei quattro distretti nei quali era suddiviso a quel tempo il territorio nazionale.
I soci fondatori furono 22: dott. Mauro Bellei, comm. Raffaello Benassi (Presidente), prof. Mario Bertolani, avv. Alviero Bezzecchi, sig. Alberto Bonollo, sig. Vincenzo Bortolucci, avv. Lino Castelli, cav. Mario Costi (Segretario), dott. Mario Curti, dott. Rezio della Bona, dott. Fausto Favero (Prefetto), dott. Ugo Frigieri (Vice Presidente), rag. cav. Antonio Giovanardi, dott. Remo Lasagni (Vice Presidente), prof. Armando Morini, prof. Franco Nobile, sig. Cesare Pasquinelli, ing. Mauro Poppi, dott. Francesco Preite, dott. Enzo Ricci, ing. Mario Rossi, rag. Pier Giorgio Zanfi (Tesoriere).
Da allora il Rotary Club Sassuolo si è sempre impegnato a favore del territorio con numerosi service di grande impatto, nel sociale, nella cultura e nella sanità, e, nonostante la pandemia in corso, continua a mantenere vivo e ad accrescere il numero dei propri soci. Sono entrati recentemente a far parte del sodalizio, infatti, l’architetto Elena Magarotto, dirigente nel settore ceramico, e il dottor Filippo Maggioni, dirigente nel settore edilizio.
“Abbiamo ricevuto una grande e importante eredità morale – spiega il presidente Luca Silingardi – che cercheremo di accrescere restando sempre al servizio del nostro territorio, al di sopra di ogni interesse personale, come recita il motto del Rotary International: SERVICE ABOVE SELF”.
L’ondata pandemica ha colpito duramente le attività produttive e commerciali, creando disparità tra coloro che hanno ricevuto un ristoro e chi invece non ha ancora ottenuto nulla. L’insoddisfazione e la delusione sono anche sfociate in alcune proteste non rispettose delle misure anticovid in vigore.
Per queste ragioni, e con l’intenzione di sostenere gli imprenditori di fronte alle difficoltà attuali, tutte le amministrazioni dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – spogliandosi della loro appartenenza politica e spinte da un forte senso di responsabilità – hanno attivato assieme a Confesercenti, Confcommercio, Cna e Lapam un tavolo di coordinamento in materia di commercio, proprio per mettere in campo azioni e progetti finalizzati a concretizzare gli aiuti necessari. Le stesse Associazioni di categoria hanno dato il loro contributo anche attraverso l’analisi di problematiche legate all’interpretazione delle norme e all’omogeneità degli interventi messi in campo dal tavolo, che si è arricchito della presenza dei Comuni montani, da subito molto attivi nella ricerca di soluzioni.
Il raggiungimento di un’uniformità nelle misure da definire è un auspicio raccolto e condiviso all’unanimità dalle Amministrazioni del Distretto Ceramico. E sono vari i temi che Sindaci ed Assessori al Commercio hanno deciso di mettere sul tavolo, per poterli discutere e approfondire in modo adeguato: si va dalle imposte locali che incidono sulle attività, vedi Tari e Cosap, ai regolamenti che riguardano le aree mercatali, passando per il regolamento unico per il commercio e per altre questioni legate al rilancio del settore.
La prima proposta avanzata dall’Assessore al Commercio di Maranello, Mariaelena Mililli, riguarda l’elaborazione di un intervento concreto a supporto di chi non ha ricevuto finora alcun ristoro. “Un’azione, questa, che sarà affiancata da un’indagine puntuale sulla situazione della nostra economia reale – afferma l’Assessore -. Attraverso un semplice questionario ogni Comune potrà infatti avere il polso della situazione rispetto ad alcuni fattori che maggiormente possono aver inciso sulle imprese e sugli esercizi commerciali: il calo del fatturato, l’ottenimento o no di ristori regionali e statali, l’eventuale riduzione o sospensione del canone di locazione. Informazioni estremamente utili anche per la collaborazione degli enti sovraordinati ai Comuni e con i quali abbiamo intenzione di dialogare”.
“Lavorandoci assieme – prosegue l’Assessore maranellese – siamo giunti ad una condivisione dei criteri da adottare, affinché ogni amministrazione fosse in grado entro febbraio di pubblicare un bando in soccorso di chi è rimasto senza ristori. Sappiamo che i bilanci comunali non sono in grado di supportare la totalità delle categorie economiche messe a dura prova dalla crisi, ma crediamo che questo approccio sia utile anche per dare un segnale di vicinanza a chi versa nelle condizioni più critiche, spesso vissute da esercizi commerciali, piccoli negozi di vicinato o da realtà che a causa della pandemia hanno subito un ulteriore stop alle loro attività. Non potevamo poi dimenticare le nuove imprese aperte dal settembre 2019 escluse dai ristori”.
“In tali contesti, accomunati da gravi perdite economiche subite in maniera indiscriminata, il gioco di squadra vuole anche essere d’esempio in una fase politica nazionale così convulsa come quella attuale – affermano i Sindaci della montagna Fabio Braglia, Mauro Fantini, Maurizio Paladini e Oreste Capelli – che rischia di bloccare ulteriormente i provvedimenti necessari a stare al fianco di coloro che da sempre hanno costituito la ricchezza dei centri storici, i servizi di prossimità anche fuori dai centri urbani, la ricettività di un’area che ha scommesso sul turismo legato ai motori e alle eccellenze enogastronomiche”.
“Non possiamo pensare di attuare misure locali a macchia di leopardo – aggiungono gli Assessori al Commercio Morena Silingardi di Fiorano Modenese, Corrado Bizzini di Formigine e Massimo Malagoli di Sassuolo -: la vera forza sta nel dare le stesse opportunità a tutto il territorio e a tutti i suoi protagonisti, rispettando le differenze e le disponibilità di ogni amministrazione. Un processo virtuoso che ha subito visto concordi e partecipi tutti i comuni e che speriamo continui a lavorare insieme per portare un vantaggio diffuso per tutte le nostre comunità. Avremo presto i risultati del sondaggio, così da proseguire sul percorso già iniziato e da tarare ulteriori misure, sempre in modo omogeneo, a sostegno della ripartenza”.
Davide Romani, referente provinciale della Lega Salvini Premier: “Il sindaco ha sempre operato nella legalità per il bene di Sassuolo. Condanniamo con forza il tentativo di delegittimarlo”.
Non c’è mai stato alcun dubbio sulla legittimità dell’azione del sindaco di Sassuolo, Gianfrancesco Menani. È bastato attendere la sentenza di proscioglimento
dal reato di abuso d’ufficio per – è importante sottolinearlo – “insussistenza dell’elemento oggettivo del reato”. Questo pronunciamento ha fornito la conferma di ciò che già sapevatmo, ma che il suo predecessore e l’opposizione hanno tentato in tutti i modi di mettere in dubbio: Menani è uomo delle istituzioni e per esse e per il bene della sua comunità è impegnato. Il sindaco ha sempre agito nella consapevolezza delle sue decisioni, che sempre sono prese per il bene della collettività: cosa che peraltro ha sancito anche il giudice segnalando che il primo cittadino era nel suo diritto nel nominare un nuovo amministratore unico per SGP.
Va però stigmatizzato come si sia ricorsi alla giustizia per gettare ombre su persone dedite al governo del territorio. La denuncia alla giustizia (anziché ad esempio rivolgersi a una consulenza per conoscere quali i termini in punta di diritto per le partecipate) per ottenere il discredito dell’avversario politico sta divenendo una distorta modalità di azione.
Una categoria a rischio alla volta, l’Emilia-Romagna mette al sicuro quanti più cittadini possibili dal Coronavirus. Da questa mattina infatti da Piacenza a Rimini inizia la campagna vaccinale contro il Covid-19 per gli oltre 60.000 cittadini con più di 80 anni che sono assistiti a domicilio e i loro coniugi, coinvolti in qualità di caregiver.
Saranno i servizi di cure primarie delle Aziende sanitarie, che hanno già in carico gli anziani per la loro assistenza domiciliare, a contattare direttamente i cittadini per fissare l’appuntamento per la loro vaccinazione. Per quanto riguarda i criteri di precedenza, si baseranno sulle condizioni cliniche della persona, di cui le Asl sono già a conoscenza in quanto assistiti a domicilio: priorità ovviamente per chi presenta un quadro sanitario più fragile.
Saranno utilizzati indifferentemente i vaccini Pfizer-Biontech o Moderna, a seconda della disponibilità dell’azienda sanitaria: in tutta la regione per il mese di febbraio sono attese più di 230.000 dosi di vaccino.
“Stiamo mettendo al sicuro nei tempi più rapidi possibili la generazione più colpita dalla letalità della pandemia – dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Diamo la precedenza alle persone più a rischio e facciamo tutti gli sforzi possibili per ampliare la popolazione target”.
In totale questa campagna di vaccinazione per gli anziani assistiti a domicilio coinvolgerà 62.656 anziani: 15.207 persone per i territori dell’Ausl della Romagna, 11.224 a Bologna, 9.060 a Modena, 8.616 a Reggio Emilia, 6.863 a Ferrara, 5.506 a Parma, 3.720 a Piacenza e 2.460 nel circondario di Imola. A questi numeri si devono poi aggiungere i coniugi in qualità di caregiver, che saranno quantificati al momento delle convocazioni telefoniche da parte delle Aziende sanitarie.
Per gli anziani ospiti delle Cra la campagna vaccinale è iniziata alla fine del 2020, proprio con il Vaccine day del 27 dicembre: ad oggi sono più di 20.000 le somministrazioni effettuate nelle strutture socio-sanitarie agli over 80.
E proprio agli emiliano-romagnoli con più di 80 anni che non sono né ospiti di Cra né seguiti a domicilio dalle Ausl, come già annunciato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, invierà una lettera in cui, oltre alle ragioni per cui è bene vaccinarsi, fornirà tutte le indicazioni e le tempistiche per la prenotazione: i dettagli di questa parte della campagna vaccinale saranno illustrati già nei prossimi giorni.
L’Unione Europea vuole cancellare i fondi per la promozione di carne, salumi e vino prevedendo addirittura etichette allarmistiche sulle bottiglie come per i pacchetti di sigarette. Lo denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in una lettera inviata al Commissario Europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni in riferimento al nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” all’ordine del giorno della riunione dei Commissari, con la scusa di tutelare la salute che va invece salvaguardata promuovendo una dieta equilibrata e varia senza criminalizzare singoli alimenti.
Le misure della Commissione UE nell’ambito dell’attività di prevenzione del Piano riguardano tra l’altro – riferisce la Coldiretti – la proposta di introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche prima del 2023 ma anche la volontà di eliminare dai programmi di promozione i prodotti agroalimentari, come specificatamente le carni rosse e quelle trasformate, che vengono associati ai rischi di tumore.
Una scelta che – denuncia la Coldiretti – colpisce prodotti simbolo del Made in Italy con l’Italia che il principale produttore europeo di vino ma anche il Paese più ricco di piccole tipicità tradizionali che hanno bisogno di sostegni per farsi conoscere sul mercato e che rischiano invece di essere condannate all’estinzione.
Il giusto impegno della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale – precisa la Coldiretti – va infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto.
Ad essere danneggiati sono prodotti dalla tradizioni secolari con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione, sulla biodiversità e sul territorio dove quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado. La norcineria italiana – continua la Coldiretti – è un settore di punta dell’agroalimentare nazionale grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi ma che è stato fortemente ridimensionato nel 2020 per effetto della chiusura della ristorazione che rappresenta uno sbocco di mercato importante soprattutto per gli affettati di grande qualità. Senza dimenticare il volano economico generato dal vino italiano che vale oltre 11 miliardi di fatturato lo scorso anno e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. Con una produzione di oltre 46 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il ruolo di leader mondiale davanti alla Francia la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola.
Si tratta peraltro di settori già duramente colpiti dall’emergenza Covid che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti che – continua la Coldiretti – rappresentano un luogo privilegiato di consumo di carne, salumi e vini di qualità..
Una provocazione nei confronti dell’Italia a dieci anni dal riconoscimento Unesco della dieta mediterranea fondata proprio su una alimentazione diversificata che con pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito fino ad ora agli italiani – conclude la Coldiretti – di conquistare il primato europeo di longevità.
Un aiuto nel sostenere questo momento particolarmente difficile per la cultura, l’arte e l’associazionismo. Romano e Novella Gilli, i due autori del libro “L’Angolo della Memoria”, hanno devoluto parte del ricavato della vendita del loro libro al Gruppo Pittori Jacopo Cavedoni: una donazione che consentirà all’associazione cittadina di sostenere l’affitto della sede di via Fenuzzi.
Entrambi in pensione, per Romano il passato è stato costellato dalla gestione di diversi locali per la ristorazione, sia in città che nel resto del territorio. Da oltre 30 anni si è dedicato, autodidatta, alla pittura, che oggi pratica anche con diverse varianti, una delle quali dedicata alla realizzazione di calamite con scorci di Sassuolo o dei personaggi stessi del libro. Novella, invece, ha trascorso la sua vita lavorativa per decenni come impiegata al Comune di Sassuolo con due sole passioni: l’uncinetto ed il dialetto.
I due fratelli hanno raccontato nel libro “L’Angolo della Memoria” la storia e gli aneddoti dei personaggi di Sassuolo, ma non solo: la prima parte è dedicata alle figure di sassolesi, di nascita o di adozione (tra questi ultimi due religiosi, don Ercole Magnani e padre Sebastiano Bernardini) che hanno lasciato un segno del loro passaggio in città; nella seconda brevi componimenti in dialetto.
“Un libro che riscopre le nostre tradizioni – ha commentato l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Angela Ruini – ad iniziare dal dialetto; ma che al tempo stesso fa beneficienza ad una delle associazioni culturali più vive e prolifiche della nostra città, nella speranza che questo momento possa terminare in fretta e ci si possa ritrovare presto per partecipare ad una mostra”.
Dopo l’incontro tenutosi a distanza venerdì 29 gennaio tra l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla, il sindaco di Maranello Luigi Zironi, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil e Cisl, la Slc/Cgil, la direzione di Ondulati Maranello e di Confindustria Emilia Centro, nella giornata di ieri si sono svolte le assemblee per informare i lavoratori di Ondulati Maranello in merito alla nuova ricollocazione dello stabilimento per allocare attività e lavoratori, stante la vendita avvenuta mesi fa dell’attuale capannone a Ferrari Auto.
Le organizzazioni sindacali esprimono le preoccupazioni per una situazione ancora non definita e senza garanzia sulla continuità occupazionale a Maranello. Anzi, nell’incontro del 29 gennaio, l’azienda ha lasciato intendere che ci potrebbero essere soluzioni anche fuori dalla provincia di Modena e fuori dalla Regione. Indicare ad un lavoratore di essere trasferito a 90 km di distanza, come è la prospettiva di Mantova, vuole dire determinare un licenziamento mascherato.
Sindacati, assessore e sindaco hanno invece ribadito che la soluzione deve essere trovata a Maranello o nei Comuni limitrofi, perché altrimenti sarebbe la perdita per il territorio di un sito produttivo, ma soprattutto la perdita di 110 posti di lavoro.
“L’azienda ha ottenuto una grande plusvalenza dalla vendita del capannone di Maranello così come dichiarato nella relazione di bilancio, quindi non può sottrarsi dal trovare una soluzione in loco, in modo da non mettere in crisi la tenuta sociale proprio di quel territorio che le ha consentito di realizzare questo straordinario risultato” – affermano Slc/Cgil Modena e Sassuolo.
“Le soluzioni ci sono, basta volerle. Sono state prospettate aree a Maranello e nel modenese dove sarebbe possibile l’insediamento del nuovo stabilimento nei tempi debiti.
Inoltre, Ondulati Maranello e Ferrari Auto, si dovranno adoperare perché si possa trovare una soluzione che concili l’esigenza aziendale e quella dei lavoratori, nel caso si arrivasse a ridosso del passaggio di proprietà senza aver già pronto il nuovo capannone”.
Le preoccupazioni e i timori dei sindacati sono state confermate anche dai lavoratori riuniti ieri in assemblea. I lavoratori sono preoccupati per la perdita del posto di lavoro che per diversi di loro e delle loro famiglie è l’unico sostentamento.
Se non ci saranno sviluppi positivi, le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, valuteranno tutte le iniziative possibili per tutelare i posti di lavoro.
Per il terzo anno consecutivo, il Comune di Formigine beneficia dei fondi previsti dal Decreto legge 34/2019 (il cosiddetto “DL Crescita”) per progetti relativi a investimenti nel campo dell’efficientamento energetico.
Nella pratica, si tratta di sostituire i corpi illuminanti tradizionali con nuove lampade LED a basso consumo energetico. Le strutture individuate per il 2021 sono la scuola media Fiori di Magreta (sulla cui palestra si era già intervenuti nel 2019) e la sede degli uffici comunali (sulla quale si è iniziato a lavorare lo scorso anno). L’importo dei lavori è pari a 130mila euro.
Negli ultimi tempi, il Comune di Formigine sta puntando molto sulla riqualificazione energetica, in linea con l’obiettivo numero 7 dell’Agenda ONU 2030 che prevede di migliorare le tecnologie al fine di fornire servizi energetici moderni e sostenibili.
In questa direzione, va l’intero progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica, attraverso l’Energy Performance Contract (EPC), in via di conclusione. Il contratto di prestazione energetica prevede l’affidamento a un soggetto privato della sostituzione delle infrastrutture di pubblica illuminazione, a fronte di servizi aggiuntivi offerti come il cablaggio di fibra ottica per la connessione di telecamere, varchi ed edifici pubblici come le scuole.
Ma c’è dell’altro: l’energia è il principale responsabile del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% delle emissioni di gas serra globali. Si calcola che l’operazione formiginese porti a un risparmio delle emissioni di Co² all’anno pari a 1530 tonnellate, oltre a un risparmio energetico di 2700 KWh, pari al 69% in meno del consumo precedente.
“Non si tratta soltanto di ottenere minori spese per il bilancio comunale – afferma il Sindaco Maria Costi – Il tema dell’energia è cruciale a livello globale e locale: gli esperti dicono, infatti, che il cambiamento climatico può avere effetti negativi di breve termine sulle nostre società che superano quelli provocati dalla pandemia. Per questo, anche come amministrazioni locali dobbiamo metterci al lavoro per fare la nostra parte”.
I carabinieri della stazione di Maranello, due giorni fa nel corso di un controllo alla circolazione stradale, alle 3:30 del mattino hanno fermato una autovettura condotta da una 36enne cittadina cubana, sorpresa alla guida del veicolo con un tasso alcolico di circa 1,50 g/litro. La patente di guida è stata ritirata e la donna è stata deferita per guida sotto l’influenza dell’alcol e sanzionata amministrativamente anche per la violazione del divieto di mobilità in orario notturno.
“Un risultato straordinario che sostiene il nostro piano strategico sui voli. È il segno evidente che ci avevamo visto giusto e che tutti i quattro aeroporti dell’Emilia-Romagna possono non solo convivere ma sviluppare in modo decisivo le nostre infrastrutture ed essere sempre più determinanti per i collegamenti da e per l’Europa”.
Così l’assessore regionale a Trasporti e Infrastrutture, Andrea Corsini, commenta il via libera della Commissione Ue agli aiuti di Stato per l’aeroporto Fellini di Rimini pari a 12 milioni di euro.
“Questa decisione arriva in un momento molto delicato per la crisi innescata dalla pandemia- prosegue Corsini– e proprio per questo è ancora più importante. Il rilancio dell’infrastruttura romagnola avrà infatti un impatto positivo con ricadute economiche significative sull’intero territorio regionale. Ora è necessario accelerare tutti i passaggi, a partire dal primo in Assemblea legislativa per l’approvazione della legge utile ad autorizzare i fondi di aiuto, per far sì che siano messi a terra gli investimenti previsti nel piano aziendale AIRiminum”.
L’aiuto deliberato dalla Commissione europea è finalizzato a sostenere il piano del concessionario dell’aeroporto Fellini di Rimini, AIRiminum, appunto, per gli anni 2021-2033 che ammonterà a complessivi 47 milioni di euro e mira ad aumentare la connettività e l’accessibilità del territorio romagnolo, garantendo lo sviluppo economico della regione.
“Voglio ringraziare chi ha contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo risultato- chiude l’assessore- a partire proprio dalla struttura tecnica regionale e dalle amministrazioni locali. Un ottimo lavoro di squadra, come abbiamo dimostrato di saper fare in questi anni, è la carta vincente per ottenere risorse e garantire competitività e sviluppo ai nostri territori”.
Gli interventi
Quattro gli obiettivi individuati: il primo riguarda l’allineamento dell’infrastruttura ai requisiti previsti dalla certificazione Easa per gli aeroporti, implementando entro il 2022 un piano d’azione idoneo alle operazioni di volo; il secondo è finalizzato a completare gli interventi richiesti dal cambio di status dell’aeroporto di Rimini – da aeroporto militare ad aeroporto civile – mediante la creazione di nuovi servizi per l’area civile dell’opera. Ancora un altro obiettivo riguarda il rinnovo dell’aeroporto attraverso la realizzazione di diversi interventi che erano stato accantonati dal precedente operatore prima del suo fallimento, quali, ad esempio, la ristrutturazione area cargo e area terminal, la sostituzione dei banchi check-in, l’impianto BHS e le cinture portabagagli, gli impianti di riscaldamento e condizionamento, l’impianto antincendio e così via. Infine, ultimo obiettivo, riguarda la gestione efficace dell’aumento del traffico aereo passeggeri registrato negli ultimi anni e dovuto, in larga parte, al nuovo modello di business di AIRiminum incentrato sui voli di linea.
Ancora possibile presentare domanda per il nuovo progetto di Servizio Civile a Fiorano Modenese, “Edu-Care a Fiorano 2020: prendersi cura dei contesti educativi”. La durata complessiva del servizio è di 12 mesi e ai volontari sarà riconosciuto un assegno mensile di quasi 440 euro. A essere selezionate saranno 4 persone per la sede “Servizio Istruzione” e una persona per la sede di Casa Corsini. La sintesi del progetto e maggiori informazioni si trovano sul sito del Comune, nella sezione dedicata alServizio Civile Universale.
La domanda potrà essere presentata da ragazzi di età compresa dai 18 e 28 anni e deve pervenire entro e non oltre le ore 14.00 del 15 febbraio. Inoltre occorre sia presentata esclusivamente attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo: domandaonline.serviziocivile.it.
Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema. I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero e i cittadini di Paesi extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.
È possibile chiedere informazioni rivolgendosi all’Ufficio Scuola, in Via Marconi 106 (Villa Pace). Referente, Francesca Cassiani: fcassiani@fiorano.it; tel. 0536/833410. L’Ufficio riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì ore 8,30 -13,30, giovedì orario continuato 8:30-18:00. Ulteriori informazioni sul Servizio Civile Nazionale sono disponibili sul sito ministeriale
Inoltre è stata organizzata una presentazione in videoconferenza dei progetti di Servizio Civile del Distretto Ceramico. Questa è prevista per martedì 9 febbraio, alle ore 17.30 tramite meet.google, ed è necessario scrivere a massimo@serciv.it per ricevere il link di partecipazione. Durante l’incontro si approfondirà cos’è e come funziona il servizio civile universale e le possibilità offerte nei vari progetti dai Comuni del distretto ceramico.
Siamo amministratori locali, imprenditori, cittadini attivi, studenti e rappresentanti del mondo della scuola. Crediamo che sia necessario promuovere un patto per il futuro che serve fare oggi per rilanciare un’idea di paese con al centro la parola “sinergia”. I giovani sono il fulcro essenziale per impostare una visione di futuro concreta e con un ventaglio ampio d’interventi. I punti cardine sono la formazione lavorativa e l’istruzione. Il pericolo da sventare è quello che una volta finita l’emergenza sanitaria, non si entri subito in un’emergenza generazionale, fatta di esclusione sociale e povertà. Il sogno è quello di non vedere fra qualche anno un paese povero di opportunità, ricco di giovani Neet, senza educazione e formazione e soprattutto senza aspirazioni.
I fronti sui quali intervenire sono molti partendo dalla creazioni d’incubatori con al centro uno sviluppo basato sulle richieste che provengono dal territorio, spazi in grado di cogliere le aspirazioni dei ragazzi e la loro voglia di fare. C’è un mondo di giovani e non solo pieni di genialità in grado di creare progetti e sturtup, quali nuove App per esempio, in grado di rispondere ai servizi crescenti delle persone, dell’associazione e della pubblica amministrazione, come nella sanità, ma sono ancora troppo poche le occasioni e gli strumenti messi a loro disposizione.
Siamo una terra di motori e innovazione in grado di poter sviluppare tecnologie spendibili a livello mondiale, ma sono troppo pochi gli investimenti sui luoghi ed è fondamentale la creazione di relazioni capaci di costruire dei piccoli distretti dell’innovazione. Sul lato scuole quando sarà possibile è necessario incentivare progetti pomeridiani nelle scuole che affrontino i temi di attualità quali la sostenibilità ambientale, l’innovazione digitale e anche della salute, come i progetti volti ad insegnare le tecniche di primo soccorso e il BLS. E’ necessario modernizzare i laboratori degli ITIS con stampanti 3D, implementare gli spazi con macchinari di ultima generazione e aumentare la formazione Cad con programmi recenti, necessari per lavorare nelle aziende. Inoltre è importante legare il mondo dell’istruzione a quello delle associazioni e in particolar modo legare i Licei alla cultura attiva attraverso workshop utili a sviluppare un pensiero critico e proprio, indispensabile ai giorni d’oggi.
La formazione lavorativa è il cardine che lega le opportunità alle quali i ragazzi saranno “agganciati” nei prossimi anni. Il modello di oggi non è in grado di cogliere tutte le realtà e le necessità del territorio, le disponibilità delle imprese e i futuri lavori. Poche eccellenze si distinguono e da esse dobbiamo imparare. Il modello altoatesino incentiva la formazione post diploma e si aggancia fortemente con il mondo universitario e le nuove scoperte nei campi scientifici ed umanistici, con una formazione duale funzionante e attiva.
Una sinergia di conoscenze che parte già delle scuole superiori, quando i ragazzi durante il periodo estivo legano la tecnica imparata a scuola alla pratica nelle aziende. Sere far sì che le amministrazioni locali e regionali tessano i fili con il mondo delle imprese, delle associazioni di categoria, dell’istruzione e del terzo settore per affrontare quella che sarà una stagione molto difficile per l’occupazione giovanile e per il benessere psicologico dei più giovani. Le parole che lanciamo sono investire insieme. Tra i firmatari di questa lettera ci sono il promotore Davide Nostrini, Presidente d’italia del Futuro e consigliere comunale di Maranello e i seguenti nomi che hanno l’obiettivo di non veder svanire un futuro possibile.
Arianna Rinaldini: Consigliere comunale Marano
Christian Tondi: Consilgiere comunale Marano, Presidente del Consiglio Terre dei castelli e Imprenditore nel taglio lamiere.
Cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso ma invisibile per nebbie diffuse sulla pianura nella prima mattinata in diradamento.
Addensamenti lungo le aree di crinale appenninico centro occidentali potranno dar luogo a deboli piovaschi nel corso della giornata. Tendenza ad aumento della nuvolosità in serata. Temperature: Minime in aumento comprese tra 3 e 7 gradi.
Massime comprese tra 7 e 9 gradi sull’Emilia e tra 11 e 14 gradi tra costa e Romagna. Venti: Deboli e variabili sulla pianura; da sud-ovest sui rilievi, tendenti a rinforzare nel corso della giornata. Venti da sud-ovest dal pomeriggio anche sulla pianura romagnola. Mare: Poco mosso, localmente mosso al largo.
La Regione Emilia-Romagna, col sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, era presente questa mattina all’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura Generale della Repubblica di Bologna sui mandanti e finanziatori della strage del 2 agosto 1980 alla stazione.
Alla presenza degli avvocati che rappresentano la Regione stessa e il Comune di Bologna, che si sono costituiti parte civile assieme all’Avvocatura generale dello Stato, c’è stato l’esame delle pregiudiziali e le relazioni dei Pubblici Ministeri. Nel pomeriggio, gli interventi dei legali delle parti civili.
L’inchiesta, a cura della Procura Generale, ha portato i magistrati inquirenti a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone: l’ex estremista di destra Paolo Bellini per concorso nell’attentato, l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel per depistaggio e Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili di via Gradoli a Roma, per false informazioni al Pubblico Ministero. Un quarto imputato, l’ex generale del Sisde, Quintino Spella, accusato di depistaggio, è deceduto nelle scorse settimane.
La Procura Generale ha oggi presentato le evidenze principali della propria indagine, che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati. In modo particolare, da un lato, c’è stata la ricostruzione dei flussi finanziari verso gli esecutori materiali della strage. E, dall’altro, il ruolo di Bellini nella strage, anche in riferimento alle relazioni con l’ex Procuratore di Bologna, Ugo Sisti. Senza dimenticare i ruoli e le relazioni dello stesso Bellini con altre formazioni terroristiche di estrema destra (Avanguardia nazionale, Nar, e Terza Posizione), e le azioni di depistaggio messe in campo dagli altri imputati.
I legali di parte civile, con motivazioni ed argomenti che si inseriscono in pieno nel quadro accusatorio disegnato dalla Procura Generale, hanno puntato sulle dinamiche che hanno caratterizzato i movimenti dei protagonisti della strage, in particolare sulla ricostruzione degli spostamenti di Bellini il giorno della strage, anche attraverso il suo riconoscimento da parte della ex moglie in un filmato amatoriale, girato quel giorno, e agli atti dell’indagine.
“La Regione Emilia-Romagna- ha osservato Baruffi- da sempre chiede che sia fatta chiarezza, completamente, su questa strage. Perché da essa emergono, e non da oggi, contorni sempre più inquietanti. Contorni che disegnano, nella loro drammaticità, un piano eversivo che aveva come obiettivo quello di minare le fondamenta della Repubblica stessa. E il prezzo che questo Paese ha pagato nella stagione delle stragi, in termini di vite umane stroncate, è stato altissimo”.
“Ecco perché- chiude Baruffi- assieme alle altre Istituzioni, ai familiari delle vittime e dei feriti, non ci stanchiamo di chiedere giustizia. Ecco perché abbiamo apprezzato il grande lavoro investigativo fatto dalla Procura Generale di Bologna, che ha deciso tre anni fa di avocare a sè il fascicolo dell’inchiesta a carico di ignoti sui mandanti della strage del 2 agosto 1980. Ora c’è la possibilità di far luce davvero su questa terribile ferita alla democrazia”.
“Credo di poter dire che non siamo mai stati così vicini alla verità come ora- ha detto Federica Mazzoni, consigliere comunale e delegata dal sindaco di Bologna a rappresentare l’Amministrazione comunale- L’impianto accusatorio mostra come le azioni, che poi hanno dato luogo alla strage, potessero contare su importanti flussi finanziari che hanno dato modo ad esecutori e mandanti di realizzare il loro piano eversivo”.
“Ora continueremo a restare sempre vicini, come abbiamo sempre fatto- conclude Mazzoni- alla Associazione dei familiari delle vittime, per perpetuare la loro memoria e per rendere sempre più saldo il legame tra istituzioni e società”.
Vede una nuova accelerazione in Emilia-Romagna la campagna vaccinale contro il Covid-19, dopo i rallentamenti dovuti alla decisione unilaterale di Pfizer-Biontech di ridurre le forniture: questa settimana in tutto il territorio regionale sono attese in totale 55.210 dosi di vaccino, di cui 50.310 fornite da Pfizer-Biontech e 4.900 da Moderna.
Le nuovi dosi saranno dedicate prioritariamente al richiamo del vaccino, la seconda somministrazione che permette di raggiungere l’immunizzazione, e saranno riservate alla popolazione target di questa prima fase della campagna vaccinale, cioè persone che operino a qualunque titolo in ospedale, in un’ottica di ospedali Covid-free; agli operatori sanitari e sociosanitari che operino presso le strutture pubbliche e private accreditate; agli ospiti e personale delle strutture residenziali per anziani, secondo una logica Strutture residenziali Covid-free. Concluso il richiamo, le Aziende potranno riprendere la programmazione delle prenotazioni per la prima somministrazione.
Per quanto riguarda la distribuzione per Azienda sanitaria, che non tiene conto della popolazione assoluta del territorio di riferimento ma di quella a cui è destinato il vaccino, all’Asl di Piacenza è previsto l’arrivo tra oggi e venerdì di 4.510 dosi vaccinali (di cui 3.510 Pfizer e 1000 Moderna), a Parma 6.150 (di cui 5.850 Pfizer e 300 Moderna), a Reggio Emilia 6.550 (di cui 5.850 Pfizer e 700 Moderna), a Modena 6.150 (di cui 5.850 Pfizer e 300 Moderna), a Bologna 13.970 (di cui 12.870 Pfizer e 1.100 Moderna), a Imola 1.270 (di cui 1.170 Pfizer e 100 Moderna ), a Ferrara 5.080 (di cui 4.680 Pfizer e 400 Moderna) e infine all’Asl della Romagna in totale 11.530 dosi (di cui 10.530 Pfizer e 1000 Moderna).
“La certezza del vaccino passa per forza di cose dalla certezza delle consegne, una necessità che abbiamo condiviso con il Governo dopo le difficoltà del mese scorso- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Ci attendiamo ora che la risposta delle aziende produttrici rispetti il piano delle consegne come concordato, non siamo disposti ad abbassare la guardia perché come Regione siamo pronti ad accelerare e non sono ammissibili ulteriori ritardi in questa campagna vaccinale, che è l’unica strada per porre fine alla pandemia e tornare alla normalità”.
Alle ore 17 di oggi sono state somministrate 204.941 dosi di vaccino, di cui 7.744 oggi. Complessivamente, le persone vaccinate, cioè coloro che hanno ricevuto anche il richiamo, sono 73.772.
In tutto il mese di febbraio, il piano di distribuzione dei vaccini prevede in totale 233.920 dosi: 51.400 consegnate da Moderna e 182.520 da Pfizer-Biontech.
Si conferma, anche nell’ultima settimana, l’inversione di tendenza già registrata nella settimana precedente, con un calo del numero di nuovi casi e della percentuale di positività, seppure con una curva più lenta rispetto alla prima ondata. Continua il trend in calo del numero dei degenti giornalieri, soprattutto nei reparti per acuti ma anche in quelli di terapia intensiva, anche se negli ultimi due giorni si è verificato un leggero aumento degli ospedalizzati. La pressione sulle strutture sanitarie della provincia rimane dunque pressoché costante. Ancor di più con l’ingresso dell’Emilia Romagna in zona gialla, si ribadisce l’importanza e la necessità di continuare con uno stringente rispetto delle misure di sicurezza previste.
A differenza della prima fase, viene confermato l’impegno dei posti letto di medicina anche per il ricovero di pazienti no covid che genera una riduzione della disponibilità complessiva di posti nei presidi ospedalieri. Tale circostanza testimonia il fatto che l’ospedale continua a farsi carico anche della casistica no covid.
In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi, sono attivi oltre 270 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 165 posti, leggermente ridotti in relazione alla diminuzione dei pazienti – rispetto ai 189 della scorsa settimana – per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.
Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia (quest’ultimo attualmente non utilizzato) per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.
USCA (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 12 USCA*. Nell’ultimo periodo di rilevazione (18 gennaio – 24 gennaio 2021) hanno assistito 259 pazienti per un totale di 125 medici coinvolti.
(*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni).
ANDAMENTO GENERALE
Tamponi
Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino al 29 gennaio (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 382mila tamponi. Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 1 febbraio (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 38.704 (erano 37.552 lo scorso 25 gennaio).
Casi
Al 29 gennaio, in provincia di Modena erano accertati 4386 (erano 4971 il 18 gennaio, -11,8%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 4069 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 317 ricoverati.
Ricoveri totali
Al 29 gennaio erano 317 (erano 361 il 25 gennaio, -12,2%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 203 pazienti covid positivi, 79 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 35 all’Ospedale di Sassuolo Spa.
Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)
Secondo il dato riportato oggi nel bollettino regionale, sono occupati 44 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.
Persone in isolamento domiciliare
Al 31 gennaio (ultimo dato disponibile) erano in isolamento 6451 (erano 7123 il 25 gennaio, -9,4%) persone. In particolare:
3903 (erano 4610) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 46 – numero in aumento rispetto alle scorse settimane – sono accolti presso l’hotel Tiby e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
2548 (erano 2513) contatti stretti di casi accertati in isolamento.
Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.
Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 27 gennaio)
Al 27 gennaio sono stati eseguiti in totale 198.267 test sierologici di cui 10.798 con esito positivo.
L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.
Al 27 gennaio sono state testate, almeno una volta, 128.605 persone; di queste, il 6,2% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo dell’8% registrato nel mese di gennaio. Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.
Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.
(Idati contenuti nel rapporto di oggi fanno riferimento all’andamento della pandemia condiviso questa mattina all’interno della Conferenza territoriale sociale e sanitaria provinciale e, dove possibile, all’aggiornamento regionale odierno).