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venerdì, 31 Luglio 2026
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Comitati NoBretella e No Autostrada Cispadana: “Basta furbizie, impegnarsi per un sistema della mobilità più sostenibile”

Comitati NoBretella e No Autostrada Cispadana: “Basta furbizie, impegnarsi per un sistema della mobilità più sostenibile”“Indifferenti agli elevati tassi di mortalità per inquinamento atmosferico che caratterizzano il bacino padano – per il superamento dei livelli di polveri sottili la commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione con l’obbligo, pena sanzioni economiche, di presentare entro il 20 febbraio un piano credibile per riportare l’aria delle regioni padane entro i parametri europei – e ai sempre più frequenti eventi alluvionali provocati dal consumo di suolo e dal cambiamento climatico gli amministratori locali e regionali continuano ad insistere per realizzare infrastrutture come la Bretella e la Cispadana, che sicuramente aggraveranno questi problemi”.

Così i Comitati NoBretella e No Autostrada Cispadana che proseguono: “Sembrano del tutto incapaci anche solo di immaginare un sistema della mobilità più sostenibile, diverso dal trasporto su gomma per le merci e dell’automobile privata per le persone.

Ora, grazie all’inserimento nel Decreto “Ristori quater” e nella legge di stabilità 2021 per trasformare la Società Autobrennero in una “in house” con la liquidazione dei soci privati annunciano l’apertura dei cantieri entro l’anno.

Che la trasformazione in una società “in house” non sia conseguenza di un ripensamento del ruolo del pubblico nella gestione dei servizi e delle infrastrutture ma solo un espediente per aggirare la normativa europea e rinnovare per altri 30 anni la concessione, scaduta nel 2014, ad Autobrennero senza passare per una gara”.

“Perché Bretella e l’Autostrada Cispadana – continuano – non solo sono dannose per salute e ambiente e non danno risposte ai problemi di congestionamento e di mobilità all’interno nei territori interessanti ma si basano su piani economici finanziari poco credibili con flussi di traffico sovrastimati, di qui la necessità per Autobrennero S.p.a, il maggior azionista delle due società che hanno vinto le gare per la ostruzione e la gestione dei due nuovi tratti autostradali di poter contare sugli utili derivanti dalla concessione dell’A22.

Sul percorso per la liquidazione dei soci privati e il rinnovo senza gara della concessione ci sono problemi e ostacoli che potrebbero rallentarlo e fermarlo. Il primo riguarda il valore delle azioni dei soci privati, che loro valutano in 160 milioni di euro, mentre la Corte dei conti del Trentino-Alto Adige lo colloca in una forbice tra i 50 e i 70 milioni di euro, con l’avvertimento agli amministratori pubblici che il “riconoscimento di importi indebiti a favore dei privati, saranno forieri di profili di responsabilità erariale in capo ai soggetti che vi dovessero dare corso”.

Tutto da verificare sarà poi il giudizio della Commissione Europea sull’operazione ideata al solo scopo di sfuggire alla gara.

Molto discutibile è poi la proroga e la rateizzazione fino al 2028 concessa ad Autobrennero Spa per il trasferimento al bilancio dello Stato degli 800 milioni di euro del Fondo ferrovia, le risorse accantonate in regime di esenzione fiscale per la costruzione del tunnel di base del Brennero. Non sono soldi della concessionaria, ma dei cittadini italiani, non possono essere usati per liquidare i soci privati”.

“Per quanto ci riguarda non possiamo che ribadire la necessità di cancellare Bretella e Autostrada Cispadana puntando su un sistema della mobilità meno squilibrato che permetta di spostare merci e persone dalla gomma e dall’automobile privata alla ferrovia e al trasporto pubblico e per quanto riguarda la Cispadana scegliendo di superare il modello “autostrada” per privilegiare la costruzione di una strada a scorrimento veloce, meno impattante e permeabile anche alle esigenze della mobilità locale.

A questo, e ad opere come la Bretellina ferroviaria Dinazzano-Marzaglia, e non a infrastrutture del secolo scorso – conclude la nota del Comitato No Bretella-Si Mobilità Sostenibile e del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI’ strada a scorrimento veloce – dovrebbero dedicare le loro energie il presidente della Provincia Tomei, quello della Regione Emilia Romagna Bonaccini e l’Assessore regionale alla mobilità Corsini”.

A Formigine sono una decina i pensionati comunali che hanno deciso di continuare a prestare servizio per la comunità

A Formigine sono una decina i pensionati comunali che hanno deciso di continuare a prestare servizio per la comunitàSono una decina i pensionati del Comune di Formigine che hanno scelto di continuare a servire la comunità attraverso un servizio di volontariato, aggiuntivo e non sostitutivo delle funzioni ordinarie. Impegnati in vari ambiti del Comune, da quello culturale e turistico presso la biblioteca, l’archivio storico, il castello e l’acetaia comunale, passando per il servizio istruzione fino alla sicurezza sussidiaria, sono tutti accumunati da un forte senso di appartenenza all’Ente e ai cittadini che, come amano ricordare, sono stati i loro datori di lavoro per tanti anni.

Il veterano del gruppo è Mario Rossi, che con 46 anni di attività (negli ultimi venti è stato comandante della Polizia locale) è molto noto in città. Rossi coordina quello che viene definito “volontariato partner” nell’ambito della sicurezza e della tutela ambientale.

Toccante è la testimonianza di Mara Spezzani, educatrice, bibliotecaria e negli ultimi anni coordinatrice dei nidi: “Ritengo di aver svolto un lavoro speciale, che non può esaurirsi così – afferma Spezzani – Quando metto piede in Comune mi sento a casa! E mi fa piacere vedere tanti volti nuovi alle scrivanie: con loro c’è modo di confrontarsi perché io porto l’esperienza, loro un nuovo modo di vedere le cose. Ricordo ancora il giuramento di fedeltà all’Ente, con la mano sopra alla Costituzione. Ai miei tempi era obbligatorio, ora non si fa più. Ma credetemi: quel giuramento me lo sono portata dentro ogni giorno, per rispetto all’istituzione ma soprattutto ai cittadini di Formigine”.

Tra i volontari ci sono anche Anna Zini per il servizio elettorale; Rossella Gavioli per il castello; Cristina Villani, che permette a studiosi e studenti di consultare l’archivio storico comunale che vanta documenti antichi, come l’Estimo del 1527; Silvana Sgarbi, in aiuto ai maestri acetieri per le visite del pubblico. Hanno prestato servizio, negli scorsi anni, anche Aristide Covezzi per la tutela degli animali ed Elisabetta Tavoni, in biblioteca. E proprio legata alla biblioteca c’è anche Antonella Gibellini che, appena raggiunta la pensione, ha chiesto di continuare a dare una mano. “La biblioteca – afferma Gibellini – è un luogo che mi fa sentire bene. Qui ho scoperto l’importanza della cultura e penso che sia un luogo di benessere anche per molti altri”.

Conclude Maria Costi, Sindaco di Formigine: “Non posso che complimentarmi con queste persone per l’efficienza con la quale hanno svolto il loro lavoro e per l’entusiasmo con il quale continuano ad occuparsi del Bene Comune. Quest’affezione è davvero straordinaria!”.

L’Atto di indirizzo per la gestione del Palazzetto dello sport “A.Paganelli”

L’Atto di indirizzo per la gestione del Palazzetto dello sport “A.Paganelli”L’Atto di indirizzo per la gara d’assegnazione della gestione del Palazzetto dello sport “A.Paganelli” di via Nievo. Lo ha approvato la Giunta del Comune di Sassuolo con delibera n°12 del 26 gennaio scorso in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio.

Il Palazzetto dello sport – si legge nell’atto di indirizzo – è destinato all’attività sportiva della pallavolo ed è l’unico impianto presente sul territorio in cui possono avere luogo le attività agonistiche di livello più elevato, in quanto in possesso dell’omologazione per partite di serie A e di tribune con agibilità al pubblico fino a 1.504 posti. È prevista inoltre, tra i servizi accessori, la gestione del campo da beach-volley e la cura del verde pertineziale.

Si prevedono quindi i seguenti indirizzi a cui in soggetto affidatario della gestione dovrà attenersi:

1. Durata del contratto di 3 anni con possibilità di rinnovo di ulteriori 2, in caso di buon andamento della gestione, da adottarsi con specifico provvedimento espresso

2. Mantenimento in orario antimeridiano dalle 8 alle 14, dell’attività scolastica di educazione fisica di istituti superiori del territorio, dal lunedì al sabato, per la durata del calendario scolastico, in base a specifici accordi tra l’Amministrazione Comunale e la Provincia

3. Destinazione prioritaria all’attività agonistica della pallavolo promossa da società e associazioni sportive del territorio, riservandone l’utilizzo a squadre a partire dai 16 anni

4. Nel caso siano presenti sul territorio comunale soggetti in possesso del titolo agonistico di serie A e B, questi devono trovare spazio in via prioritaria nella struttura per le necessarie attività di allenamento e partite che non possono essere svolte altrove

5. Per la programmazione in via continuativa degli utilizzi del palazzetto dei titoli elevati di cui al precedente punto d) è previsto un abbattimento delle tariffe pari al 50%; tale riduzione potrà dare luogo ad un adeguamento del corrispettivo da porre a base di gara;

6. È dunque garantito al gestore, qualora sia esso stesso soggetto sportivo con sede nel territorio che promuove la pallavolo con proprie squadre da under 16 in su, l’utilizzo del Palazzetto dello Sport, per le proprie attività di allenamento e per lo svolgimento di manifestazioni agonistiche degli spazi rimanenti sull’impianto

7. Gli spazi che dovessero restare disponibili potranno essere concessi, a fronte di richieste in tal senso, a Gruppi Sportivi, Associazioni sportive affiliate a Federazioni sportive e/o Enti di Promozione sportiva, sempre nell’ambito della pallavolo

8. Si prevede quale requisito di partecipazione tecnico professionale di aver gestito impianti sportivi con presenza di pubblico per almeno due anni sportivi consecutivi negli ultimi 5 anni a favore di enti pubblici o privati: 2 anni di esperienza

9. Per potere sottoscrivere il contratto si prevede che l’aggiudicatario non abbia in corso situazioni debitorie nei confronti del Comune di Sassuolo

10. Si ritiene di individuare, in ordine di prevalenza, i seguenti criteri premianti di valutazione delle proposte                                                                                             • Progetto gestionale: Piano di gestione dell’impianto e modalità di conduzione

• Progetto sportivo da realizzare sull’impianto, proprio o di terzi: livello ed articolazione dell’attività sportiva e delle manifestazioni sportive

• Capacità di fare rete e di ottimizzare le potenzialità locali attraverso collaborazioni con soggetti terzi

• Capacità di progettare risposte a nuovo bisogni e capacità di veicolare valori positivi di natura educativa o di promozione sociale (attività extra sportive)

• Proposte migliorative riguardanti le modalità di svolgimento del servizio o di conduzione dell’impianto.

 

Sabato 30 gennaio partono i saldi invernali

Sabato 30 gennaio partono i saldi invernaliQuest’anno la partenza dei saldi invernali assume un significato diverso, molto particolare: l’emergenza COVID-19 ha messo e sta tuttora mettendo a durissima prova la tenuta del sistema del commercio di vicinato ed in particolare l’intera filiera della moda. Per moltissimi negozi l’andamento delle vendite di fine stagione risulterà determinante per il futuro proseguimento dell’attività. Ecco allora che quello che era un momento di “costume”, prettamente commerciale, si colora di responsabilità sociale. E’ quindi fondamentale rinsaldare il patto che lega il negozio di vicinato ad ogni singolo consumatore, nella consapevolezza che ogni euro dato ad una multinazionale che versa le sue poche tasse in un compiacente paese straniero impoverisce la nostra vita sociale.

L’auspicio è che il prima possibile l’Emilia-Romagna possa essere classificata in zona gialla o ancor meglio bianca, per ridurre al minimo le limitazioni alla libertà di spostamento delle persone.

“Da sempre i saldi sono un volano d’affari importante per l’economia e soprattutto un’opportunità per i consumatori – commenta Andrea Abbruzzese, Presidente pronvinciale di Federazione Moda Italia – che sono invogliati all’acquisto e hanno modo di comprare i prodotti tanto desiderati a prezzi ribassati. Ma non solo, perché contribuiscono anche ad aiutare i negozi. Grazie ai saldi gli esercizi commerciali incassano la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze e sono in grado di far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. E quest’anno il sostegno dei consumatori è determinante”.

“Poniamo un problema di concorrenza e di democrazia economica – conclude Abruzzese – rispetto alle politiche commerciali dei colossi del web, che ottengono nel nostro Paese grandi ricavi pagando bassissime tasse. Occorre una web tax per poter operare sullo stesso mercato a parità di regole”.

Rimangono in ogni caso di fondamentale importanza i ristori ai negozi del settore moda che, lontani dall’attenzione mediatica e politica di cui godono altri settori economici, stanno pagando più pesantemente di altri l’impatto negativo della pandemia.

SALDI

Una guida utile ai saldi e,in generale, alle vendite straordinarie (vendite di fine stagione, vendite promozionali, vendite di liquidazione).

Come funzionano i saldi

I saldi sono vendite di fine stagione e riguardano tutti i prodotti che, come recita l’art. 15 del D. Lgs. 114/98 (Decreto Bersani), se non venduti entro un certo periodo di tempo sono suscettibili di notevole deprezzamento.

Nei saldi, quindi, è interessata la merce rimasta alla fine della stagione autunno/inverno o primavera/estate. Le promozioni, invece, riguardano alcuni articoli ai quali vengono applicati ribassi di prezzo (generalmente con percentuali di sconto più basse di quelle applicate durante i saldi) per agevolare le vendite di un certo prodotto o, in generale, nel negozio.

Curiosità

Ma perché le vendite di fine stagione si chiamano saldi? Questa parola è entrata ormai nel gergo comune con una qualifica ben precisa, ma in realtà è strettamente connessa ad un lessico commerciale. Il termine “saldi” indica, infatti, la differenza tra le entrate e le uscite, nonché un “saldo” positivo o negativo; motivo per cui i saldi sono la merce che non è stata venduta in un negozio a fine stagione e la vendita stessa dell’invenduto.

Cosa sono le Vendite Straordinarie

I saldi, o vendite di fine stagione, rientrano nelle cosiddette Vendite Straordinarie. Ma cosa si intende con questa definizione?

Nella “Riforma della disciplina relativa al settore commercio” (Art. 15 del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 114) viene data la definizione di vendite straordinarie nel modo seguente:

le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.

I saldi, dunque, non sono l’unico tipo di vendita straordinaria possibile: accanto alle vendite di fine stagione sono anche disciplinate le vendite di liquidazione e le vendite promozionali.

La differenza tra Saldi, Vendite di Liquidazione e Vendite Promozionali

Come premesso, nella definizione di vendita straordinaria sono incluse tre tipologie di vendita:

·         Vendite di fine stagione (o saldi): sono le vendite che interessano i prodotti di moda o di carattere stagionale che sono soggetti a deprezzamento se restano invenduti;

·         Vendite di liquidazione: sono vendite che possono avvenire in qualunque periodo dell’anno al fine di cedere, in poco tempo, i propri prodotti ma solamente se sussistono le seguenti condizioni:

1.              cessione dell’azienda;

2.              cessazione dell’attività commerciale;

3.              trasformazione o rinnovo dei locali;

4.              trasferimento dell’azienda in altro locale.

Le vendite di liquidazione, affinché possano essere svolte correttamente, devono prima essere comunicate al Comune di competenza, che verificherà se sussistono le sopra citate condizioni.

·         Vendite promozionali: non sono vincolate ad uno specifico periodo dell’anno e avvengono per un limitato periodo di tempo. Su queste ultime la legislazione è lacunosa: il Decreto Bersani si limita a dire che le vendite promozionali possono essere effettuate per una parte specifica dei prodotti venduti e per periodi di tempo limitati.Le Regioni, pertanto, dettano regole più precise per la disciplina delle promozioni con l’obiettivo di distinguerle dai saldi e ponendo eventualmente limiti allo svolgimento nei periodi antecedenti le vendite di fine stagione (tra i 15 e i 40 giorni). In accordo con le organizzazioni locali dei consumatori e delle imprese del commercio, alle Regioni spetta il ruolo decisionale sulle modalità di svolgimento, sul periodo e la durata delle vendite di liquidazione e dei saldi e, infine, sull’adeguata pubblicità di informazione dei consumatori.

 

Che cosa è obbligatorio nei saldi?

Per un corretto acquisto degli articoli in saldo, è obbligatorio per gli esercenti esporre chiaramente il prezzo originale e quello scontato della merce, con la relativa percentuale di sconto applicata; non è invece obbligatorio il cambio dopo l’acquisto. Questo è generalmente lasciato alla discrezionalità del commerciante, a meno che il prodotto non abbia gravi vizi occulti, nel qual caso scatta l’obbligo della sostituzione o della restituzione del prezzo.

Il pagamento con carta deve essere accettato dal negoziante.

Una delle aree di sviluppo nell’ambito delle tecnologie degli ultimi anni sono senz’altro i sistemi di pagamento digitali. Il generale processo di digitalizzazione a cui tende il Paese necessita di un adeguamento anche nelle dinamiche del commercio.

Per un maggior approfondimento sui Pagamenti Digitali: Pagamenti digitali e Cashback

Quali sono le sanzioni per la violazione delle regole dei saldi?

Le diverse normative regionali che definiscono nel dettaglio lo svolgimento dei saldi, contengono anche le relative sanzioni applicabili qualora non venissero rispettate le norme dettate.

Le violazioni delle norme nazionali in materia di saldi sono punite ai sensi della Legge 114/1998, Art. 22, commi 3, 6 e 7. Le sanzioni possono andare da 516 a 3.098 euro (1.032 euro se il pagamento è immediato) e variano da regione a regione.

Ad ogni modo le violazioni indicate dalla legge sono:

·         merce in saldo senza cartellino del prezzo, dove deve essere indicato il prezzo pieno, la percentuale di sconto e il prezzo finale;

·         saldi fuori da periodo;

·         mancata separazione dei prodotti in saldo da quelli a prezzo pieno;

·         indicazioni obbligatorie poco visibili, che potrebbero ingannare il consumatore;

·         pubblicità ingannevole per il consumatore inerente la svendita in atto.

 

 

 

 

 

Lavori sulla linea ferroviaria Direttissima Bologna-Prato: al via un tavolo monitoraggio per risolvere criticità e limitare i disagi per i pendolari

Lavori sulla linea ferroviaria Direttissima Bologna-Prato: al via un tavolo monitoraggio per risolvere criticità e limitare i disagi per i pendolari

Subito la creazione di un tavolo tecnico per monitorare l’andamento dei lavori e per risolvere tempestivamente le eventuali criticità: presto a seguire la sottoscrizione di un protocollo di intesa per mettere nero su bianco obiettivi e impegni dei vari soggetti partecipanti, a partire dalle risorse da mettere in campo per la riqualificazione delle stazioni. Il tutto accompagnato da un adeguato piano di comunicazione per informare tempestivamente viaggiatori e residenti dei territori coinvolti sul calendario dei lavori e sui servizi di trasporto pubblico.

È la road map delineata dall’assessore regionale alla Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini, a conclusione dell’incontro, ieri in videoconferenza, per fare il punto sul  cronoprogramma delle opere e soprattutto per trovare in tempi rapidi soluzioni idonee per ridurre al minimo i pesanti disagi e disservizi per gli utenti derivanti dall’avvio dei cantieri sulla linea ferroviaria Direttissima Bologna-Prato, al centro di importanti lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico da parte di Rete Ferroviaria Italiana per l’adeguamento agli standard europei per il traffico merci.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Toscana, Stefano Baccelli, l’ad di Rfi, Vera Fiorani, l’omologo di Trenitalia-Tper, Alessandro Tullio, oltre ai sindaci dei comuni interessati dai lavori, partiti il 13 dicembre scorso e di durata prevista pari a 5 anni, sui due versanti appenninici.

I Comuni interessati, in provincia di Bologna, sono San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi, Monzuno e Pianoro.

“Siamo consapevoli- sottolineato Corsini- dei disagi che viaggiatori e pendolari che per motivi di lavoro o studio si spostano tra Bologna e Firenze sono costretti a subire per l’inizio dei cantieri, che stanno provocando un notevole allungamento dei tempi di percorrenza. Abbiamo già svolto un importante lavoro istruttorio, ora dobbiamo fare il passo avanti decisivo mettendo nero su bianco gli impegni precisi da assumere in tempi brevi, per individuare le cose da fare per risolvere le criticità e limitare i disagi”.

“Sono tre- ha indicato Corsini- gli ambiti su cui lavorare. In primo luogo, bisogna prevedere servizi di trasporto sostitutivi per consentire alle persone di muoversi con tempi di percorrenza paragonabili alla situazione di prima. Poi vanno realizzati al più presto gli interventi da parte di Rfi per il miglioramento dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie, come marciapiedi nuovi e ascensori per disabili, già previsti da un protocollo di intesa sottoscritto nel 2018. Infine va definito un dettagliato piano di comunicazione per informare tempestivamente la cittadinanza sul calendario dei lavori e sui servizi di trasporto”.

Del tavolo di monitoraggio, è stato concordato nel corso dell’incontro, faranno parte le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, Rfi, Trenitalia-Tper e una rappresentanza di comuni interessati dai lavori.

Il problema più urgente da affrontare sono i servizi di trasporto pubblico sostitutivi, di cui dovrebbe farsi carico Trenitalia. Per gli interventi di ammodernamento e riqualificazione delle stazioni sono invece già disponibili 38 milioni di euro da parte di Rfi. “Un primo segnale concreto-conclude  Corsini- ma non sufficiente che Rfi dovrà integrare con altre risorse. Inoltre vanno potenziati di servizi sostitutivi di Trenitalia-Tper, anche di quelli se ne deve far carico Rfi. Infine Trenitalia deve consentire ai pendolari che non possono usufruire dei treni regionali cancellati di utilizzare l’Alta Velocità, senza incremento di prezzo”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 29 gennaio

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 29 gennaioNella prima parte della giornata nuvolosità irregolare con addensamenti temporaneamente più consistenti, che potranno dar luogo a rovesci sparsi sui rilievi del settore centro-orientale ed occasionalmente in pianura; dal pomeriggio tendenza ad ampie schiarite. Temperature: minime comprese tra -1 e 4 gradi; massime comprese tra 7 e 9 gradi, con punte di 12 gradi nel riminese a causa di venti di ricaduta. Venti: in pianura inizialmente deboli di direzione variabile al mattino, tendenti a disporsi da nord-ovest e a rinforzare sulla Romagna. Lungo i rilievi inizialmente deboli, a tratti moderati da sud-ovest, tendenti a rapido rinforzo lungo il crinale del settore centro-orientale; attenuazione nel corso della serata. Mare: poco mosso al mattino, tendente a divenire mosso dal pomeriggio.

(Arpae)

Morto monsignor Alberto Rabitti

Morto monsignor Alberto RabittiLa Chiesa reggiano-guastallese ha perso un altro sacerdote, il sesto, in questo gennaio 2021 listato a lutto, stavolta in circostanze improvvise quanto drammatiche. Solo nella mattina odierna infatti si è diffusa la notizia che l’uomo novantaduenne rimasto ucciso nel grave incidente stradale verificatosi nel pomeriggio di martedì 26 in località Gargola, nel comune di Viano, è monsignor Alberto Rabitti. Il presbitero abitava da solo a Reggio Emilia e negli ultimi anni era cappellano festivo delle Suore del Buon Pastore.

Secondo di cinque fratelli – il quartogenito è monsignor Paolo, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio – Alberto Rabitti nacque a Sabbione il 3 novembre 1928 e trascorse l’infanzia a Castellarano e Sassuolo, discepolo di don Giuseppe Reverberi, uno dei presbiteri a cui si deve la sua vocazione al sacerdozio.

Frequentò come allievo il Seminario a Marola e Albinea, quindi di nuovo a Marola come alunno teologo e prefetto; negli anni del ginnasio fu compagno del futuro beato Rolando Rivi. Aveva 15 anni quando venne ucciso don Giuseppe Iemmi. Rabitti era sfollato a Felina con la famiglia, accolto nella casa nativa di don Sergio Pignedoli; aveva così potuto seguire tutto il dramma vissuto dal venticinquenne curato del luogo, ascoltare, servendogli Messa, la famosa predica della Pasqua del 1° aprile 1945 ed accoglierne non poche confidenze che sono poi confluite nella sua biografia, alla quale don Alberto ha fornito apporti e testimonianze di sostanziale spessore. Nel giorno dell’uccisione, insieme a Raimondo Zanelli e Meo Ferrari era salito alla Fosola per cercare il cadavere di don Iemmi: un’esperienza che aveva segnato un solco e una direzione alla sua scelta di diventare prete.

Anche l’essere stato accolto dal futuro cardinale Pignedoli ed essere entrato nella sua amicizia avevano dato sostegno alla sua formazione sacerdotale, compreso un notevole rafforzamento della sua voglia di studiare. Gliene era rimasta quell’impronta culturale che ha poi contraddistinto la sua vita di prete-educatore, insegnante e dirigente scolastico. Una voglia che anche ultimamente si esprimeva con il continuo aggiornamento culturale, ben visibile nel suo appartamento di Marola, ridondante delle ultime uscite librarie che volentieri condivideva con gli amici: in questo “buen retiro” per la bella stagione monsignor Rabitti continuava a manifestare lo spirito di accoglienza già sperimentato a Felina alla scuola di don Pignedoli e di don Artemio Zanni.

Don Alberto Rabitti aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale dal vescovo Socche il 6 luglio 1952, mentre era parrocchiano dello zio don Emanuele Rabitti a San Martino di Correggio. Fu vicario cooperatore a Campolungo (1952-1953), San Zenone (1953-1955), proprefetto del Battistero (1953-1954), vicario economo a Budrio (1955), vicario cooperatore a Massenzatico (1955-1956) e a San Valentino (1956-1964).

Laureato in Scienze Umane, Storia e Filosofia, con abilitazione in Psicologia, tra il 1972 e il 1985 il professor Rabitti fu insegnante di storia e filosofia in varie scuole della provincia; successivamente, dal 1985 al 1994,  ricoprì l’ufficio di preside nelle scuole di Castelnovo ne’ Monti, Reggio Emilia (Liceo Moro), Guastalla (Liceo), Scandiano (“Gobetti”) poi, dopo un anno di servizio a Trapani, ancora a Castelnovo ne’ Monti dal 1993 al 1995.

Don Rabitti fu inoltre docente di lettere presso il Collegio dei Padri Serviti a Dinazzano (1963-1965), assistente alle forze armate di Reggio Emilia (1964-1965) e dal 1965 al 1972 tornò al Seminario di Marola come insegnante, educatore e poi vicerettore. Nel frattempo venne nominato vicario economo a Succiso e Miscoso (1965-1966), vicario sostituto a Cerredolo di Toano (1967), vicario economo a Camporella (1967) e a Piagnolo (1967-1972), vicario cooperatore a Felina (1973) e a Pianzano (1974-1977); qui rimase come amministratore parrocchiale fino al 1990.

Monsignor Alberto Rabitti è stato un osservatore attento delle persone, abile ad intuirne l’animo alle prime battute della conversazione, e poi capace di amicizia profonda e duratura. E così, come preside, nonostante le apparenze di una certa austera severità, ha saputo entrare in relazione con molti giovani, accettandone, nei giusti contesti  – come ad esempio le gite scolastiche – anche scherzi che prendeva con bonaria serenità e trasformava in approfondimento dei rapporti personali e in consolidamento dell’esperienza formativa.

Non sono ancora state rese note le modalità per la celebrazione delle esequie.

Agroalimentare. Nasce il Consorzio di tutela del Lambrusco

Agroalimentare. Nasce il Consorzio di tutela del Lambrusco

“Ho seguito nei mesi scorsi il percorso di avvicinamento alla costituzione di un unico consorzio di tutela del Lambrusco, e voglio davvero complimentarmi con le cantine, le imprese vitivinicole e gli altri operatori del settore per questo nuovo assetto organizzativo che rende ancora più forte e competitiva sul mercato un’eccellenza del nostro territorio regionale come il Lambrusco”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, sulla nascita del Consorzio di tutela del Lambrusco che eletto oggi il proprio cda. Una realtà nata dalla fusione dei consorzi di tutela di Modena, Reggio Emilia e del Reno, per una produzione annua complessiva di 42 milioni di bottiglie.

“Non esiste un solo lambrusco- prosegue Mammi-, ai consumatori vengono proposte decine di bottiglie con sfumature diverse di colore, al gusto, al palato, con diverse gradazioni. Queste numerose peculiarità date anche dalle differenze territoriali e di produzione non hanno però impedito di trovare un comune denominatore nell’organizzazione della promozione e della vendita, grazie alla costituzione di un unico consorzio”.

Il comparto vitivinicolo dell’Emilia-Romagna è un settore maturo e ben organizzato, sottolinea l’assessore “capace di sviluppare progettualità molto interessanti in ambito di filiera e attraverso le singole aziende”.

“Questo ulteriore passo dimostra non solo la capacità di stare sul mercato, ma la chiara consapevolezza che la strada della competitività globale è tracciata e bisogna presentarsi forti e uniti. Le istituzioni regionali- chiude Mammi- garantiranno il proprio appoggio, nella consapevolezza degli sforzi e della volontà che è stata fatta per trovare uno spazio comune di lavoro. Infine, un ringraziamento sincero a Claudio Biondi e a Davide Frascari, presidente e vicepresidente del neonato consorzio, che hanno dimostrato una capacità di ascolto seria e attenta verso i produttori per affrontare con decisione e lungimiranza le sfide del mercato”.

Violenza di genere, oltre 2,6 milioni di euro alla rete d’aiuto dell’Emilia-Romagna

Violenza di genere, oltre 2,6 milioni di euro alla rete d’aiuto dell’Emilia-RomagnaLuoghi in cui andare e persone con cui parlare, per essere accolte, protette e non subire più. In Emilia-Romagna il servizio per sostenere le donne vittime di violenza domestica diventa sempre più forte, anche con l’obiettivo di far fronte all’emergere di situazioni di fragilità dovute alla convivenza domestica forzata, imposta dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

L’approvazione del Dpcm dello scorso 13 novembre 2020 che stanzia 22 milioni di euro a livello nazionale, assegna all’Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di finanziamenti per rinforzare la rete di aiuto su tutto il territorio, attraverso un cronoprogramma di azioni che sarà presentato entro marzo.

Le risorse saranno così distribuite: circa 900mila euro andranno al sostegno dei centri antiviolenza pubblici e privati già esistenti in regione e altri 900mila euro alle case rifugio, queste ultime beneficiarie anche di ulteriori 382mila euro per rispondere alle esigenze urgenti derivanti delle norme di contenimento anti-Covid. Infine, ammontano a 425mila euro i fondi – da utilizzarsi coerentemente con gli obiettivi previsti nel Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne – per azioni di supporto alle vittime e rafforzamento della rete territoriale, quali – fra le altre – il sostegno all’autonomia abitativa (che la nostra Regione ha scelto di finanziare con le risorse del riparto precedente), azioni di informazione, comunicazione e formazione o, ancora, programmi rivolti agli uomini maltrattanti.

“L’emergenza sanitaria ha pesato moltissimo sulle situazioni di fragilità e pericolo vissute dalle donne maltrattate- commenta l’assessore regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori-. Ecco perché l’approvazione del Dpcm 2020, che si aggiunge alle iniziative già messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna, rappresenta un ulteriore ed essenziale strumento per supportare la rete d’aiuto del nostro territorio. Una squadra consolidata e fondamentale per garantire accoglienza e risposte adeguate oltre a diffondere la cultura del rispetto nella nostra società. A marzo presenteremo il nostro programma di azioni, ma siamo già al lavoro per creare un pacchetto di aiuti concreti e rafforzare il sistema di protezione delle donne che subiscono violenza domestica”.

I numeri dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere

Secondo il report 2020 dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, in Emilia-Romagna sono operativi 21 centri antiviolenza, 41 case rifugio e 16 centri per uomini maltrattanti, di cui 7 pubblici e 9 del privato sociale.

Durante il periodo di lockdown anche il numero verde anti-violenza ‘1522’ ha rappresentato uno strumento di grande sostegno socio-psicologico. Nel periodo marzo-giugno 2020, rispetto allo stesso periodo degli anni passati, si è registrato un aumento di chiamate senza precedenti. Il numero delle telefonate avviate per chiedere aiuto, protezione o consulenza, a difesa di una violenza o stalking, è stato pari a 804 casi, più del doppio delle chiamate registrate nello stesso periodo del 2019 (365).

Per quanto riguarda l’impatto dell’emergenza da Covid-19 nel sistema dei servizi per il contrasto alla violenza di genere, è aumentata molto la frequenza dei primi contatti, passando da 289 di marzo-giugno 2019 a 683 nel 2020 (+394 casi). Le chiamate nel periodo marzo-giugno 2020 riconducibili a vittime di violenza o stalking rilevate dal numero verde 1522 in Emilia-Romagna sono 377, oltre il doppio delle 171 del periodo marzo-giugno 2019.

 

Coronavirus, la Regione proroga per altri 90 giorni l’esenzione dal ticket per gli invalidi e le persone affette da patologie croniche o malattie rare

Coronavirus, la Regione proroga per altri 90 giorni l’esenzione dal ticket per gli invalidi e le persone affette da patologie croniche o malattie rareUn provvedimento per venire incontro alle esigenze delle categorie più fragili durante la pandemia: la Regione Emilia-Romagna ha stabilito una nuova proroga, di altri 90 giorni, per le esenzioni dal ticket sanitario in scadenza dal 1 febbraio al 30 aprile 2021 per gli invalidi e le persone affette da patologie croniche o malattie rare, che quindi continueranno a non pagare nulla per visite, esami specialistici e assistenza farmaceutica.

Viale Aldo Moro, infatti, ha stabilito che il rinnovo sarà automatico e, per limitare gli spostamenti non necessari, anche dematerializzato: le persone aventi diritto non dovranno infatti né recarsi dal medico per la valutazione specialistica normalmente necessaria per la concessione dell’esenzione, né andare agli sportelli dell’Asl per richiedere o ritirare l’attestato, che sarà scaricabile in formato digitale dal proprio Fascicolo sanitario elettronico.

Dall’inizio della pandemia da Covid-19, si tratta della terza proroga approvata dalla Regione per chi è affetto da invalidità, patologie croniche o malattia rare, e fa seguito a una misura precedente che aveva avuto una durata di 210 giorni.

“In Emilia-Romagna contempliamo un solo tipo di sanità, quella pubblica e universalistica, che si prende cura di tutti e lo fa a partire dalle persone più fragili- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Questa pandemia non ha scalfito questa certezza ma anzi l’ha rafforzata, e lo dimostriamo anche oggi: con la proroga dell’esenzione dal ticket sanitario per chi è invalido o soffre di malattie croniche o rare, abbiamo anche optato per una soluzione di buon senso, eliminando una serie di passaggi come la visita specialistica, che avrebbero comportato per loro un aggravio di incombenze. Inoltre- conclude l’assessore- avviamo un processo di dematerializzazione di queste procedure che vede al centro il Fasciolo sanitario elettronico, di cui abbiamo semplificato proprio di recente l’attivazione”.

Tra le altre proroghe decise dalle Regione, è attualmente in vigore anche quella dell’esenzione per i disoccupati e per i lavoratori colpiti dalla crisi, nonché per i cittadini colpiti dal sisma del 2012: tutte le esenzioni scadute il 31 ottobre sono state per il momento prorogate alla data dell’1 marzo 2021.

Coronavirus: oggi (27/1), su oltre 23.700 tamponi, si registrano 923 nuovi positivi in regione. 38 i decessi

Coronavirus: oggi (27/1), su oltre 23.700 tamponi, si registrano 923 nuovi positivi in regione. 38 i decessiDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 213.501 casi di positività, 923 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.751 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,9%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 148.900 dosi, di cui 4.626 oggi; sul totale, 23.675 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite la scorsa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 451 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 282 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 433 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,3 anni.

Sui 451 asintomatici, 303 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 64 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 3 con gli screening sierologici, 15 tramite i test pre-ricovero. Per 66 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Reggio Emilia con 132 nuovi casi, poi Ravenna (116) e Bologna (104). Seguono Rimini (93), Ferrara (89), Piacenza (84), Forlì (69), Cesena (67), il Circondario Imolese (60). Infine, Modena (55) e Parma (54).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 14.159 tamponi molecolari, per un totale di 2.929.686. A questi si aggiungono anche 453 test sierologici e 9.592 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.918 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 156.088.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 48.106 (-1.033 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 45.615 (-1.011), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 38 nuovi decessi: 6 a Piacenza (2 donne, di 87 e 92 anni, e 4 uomini rispettivamente di 76, 87, 89 e 92 anni); 1 in provincia di Parma (un uomo di 86 anni); 3 nella provincia di Reggio Emilia (tutte donne, di 80, 82, 93 anni); 5 nella provincia di Modena (3 donne –  di 68, 82, 94 anni – e 2 uomini di 86 e 93 anni); 1 in provincia di Bologna (un uomo di 68 anni); 3 nel ferrarese (2 donne, di 85 e 89 anni, e 1 uomo di 70 anni); 8 in provincia di Ravenna (3 donne – di 72, 93 e 95 anni – e 5 uomini, rispettivamente di 48, 75, 80, 81, 91 anni); 9 in provincia di Forlì-Cesena (4 donne – rispettivamente di 85, 87, 92, 93 anni, quest’ultima deceduta però a Ravenna –;  e 5 uomini, di 65, 74, 84, 90, 91 anni), 2 nel riminese (entrambi uomini, di 80 e 93 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.307.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 210 (-10 rispetto a ieri), 2.281 quelli negli altri reparti Covid (-12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 18 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 16 a Parma (-2), 18 a Reggio Emilia (-2), 42 a Modena (-2), 41 a Bologna (-2), 14 a Imola (invariato), 26 a Ferrara (invariato), 11 a Ravenna (+1), nessun paziente a Forlì (-1), 3 a Cesena (-1) e 21 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.154 a Piacenza (+84 rispetto a ieri, di cui 33 sintomatici), 15.027 a Parma (+54, di cui 22 sintomatici), 28.389 a Reggio Emilia (+132, di cui 46 sintomatici), 37.725 a Modena (+55, di cui 45 sintomatici), 42.175 a Bologna (+104, di cui 62 sintomatici), 6.750 casi a Imola (+60, di cui 29 sintomatici), 12.304 a Ferrara (+89, di cui 21 sintomatici), 16.281 a Ravenna (+116, di cui 74 sintomatici), 7.962 a Forlì (+69, di cui 56 sintomatici), 9.044 a Cesena (+67, di cui 44 sintomatici) e 19.690 a Rimini (+93, di cui 40 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 3 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare. Sono stati inoltre eliminati 9 casi, sempre comunicati in precedenza, in quanto giudicati non Covid-19. Infine, in seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati è stata eliminata una persona deceduta in provincia di Rimini, in quanto la causa del decesso non è Covid.

Giovedì 28 gennaio Consiglio Comunale a Fiorano Modenese in videoconferenza

Giovedì 28 gennaio Consiglio Comunale a Fiorano Modenese in videoconferenzaE’ convocato per domani, giovedì 28 gennaio 2021 alle ore 19, il Consiglio Comunale del Comune di Fiorano Modenese. La seduta si terrà in videoconferenza e sarà trasmessa in differita il giorno successivo (29 gennaio), sul canale You Tube del Comune di Fiorano Modenese.

All’ordine del giorno:

1.      Interrogazione presentata dal consigliere Bastai del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Interrogazione per l’assessore alla cultura e al turismo relativa al Parco Martiri delle Foibe e alla Giornata del Ricordo 2021”.

2.      Interrogazione presentata dal consigliere Bastai del gruppo consiliare Lega Salvini Premier portante ad oggetto: “Lavori di Nirano manutenzione stradale e segnaletica”.

3.      Comunicazione del Presidente del consiglio in merito alla individuazione da parte del gruppo consiliare “Lega Salvini Premier” di nuovi componenti le commissioni consiliari permanenti a seguito di surroga.

4.      Conclusione di patti parasociali fra i soci pubblici e fra i soci pubblici di area modenese di Hera s.p.a.

5.      Presa d’atto del piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti anno 2020 e determinazioni in merito al conguaglio.

6.      Canone unico patrimoniale: disposizioni.

7.      Approvazione accordo territoriale tra la provincia di Modena e il Comune di Fiorano Modenese, finalizzato alla redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) comunale ai sensi dell’ art. 58 della L. R. 24/2017.

8.      Commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari. Nomina componente a seguito di dimissioni.

L’Emilia-Romagna è al secondo posto in Italia per quantità di RAEE gestiti da Erion WEEE

L’Emilia-Romagna è al secondo posto in Italia per quantità di RAEE gestiti da Erion WEEEL’Emilia-Romagna è al secondo posto in Italia per quantità di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestici gestiti da Erion WEEE – uno dei Consorzi di Erion, il più importante sistema multi-consortile per la gestione di tutti i rifiuti associati ai prodotti elettrici ed elettronici, nel 2020. Con oltre 26.000 tonnellate gestite, è stata evitata l’emissione in atmosfera di più di 150.000 tonnellate di CO2 (come la quantità che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 150 kmq, esteso più della superficie di Bologna) e si sono risparmiati oltre 38.000.000 kWh di energia elettrica (pari ai consumi domestici annui di una città di più di 35.000 abitanti). Grazie al corretto trattamento sono state ricavate: più di 13.500 tonnellate di ferro, pari a 39 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele; 3.300 tonnellate di plastica, pari a 1.300.000 sedie da giardino; 580 tonnellate di rame, pari a circa 650 km di cavi e oltre 400 tonnellate di alluminio, pari a 560.000 moka da caffè.

Tra i RAEE Domestici gestiti da Erion in Emilia-Romagna prevalgono lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde (Raggruppamento R2) con circa 13.600 tonnellate; più di 6.600 tonnellate sono, invece, rappresentate da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1). Terza posizione per i RAEE del Raggruppamento R3 (Tv e Monitor) con oltre 3.300 tonnellate, 2.400 tonnellate di R4 (Piccoli elettrodomestici) e, infine, R5 (sorgenti luminose) con 19 tonnellate.

“I risultati ottenuti da Erion WEEE nel 2020 sono molto importanti, non solo perché sono superiori a quelli raggiunti precedentemente da Ecodom e Remedia – i due consorzi che con la loro fusione hanno dato vita all’inizio di ottobre 2020 a Erion WEEE – ma soprattutto perché confermano che il nuovo Consorzio rappresenta una scelta vincente per accompagnare i nostri Produttori nella transizione ecologica già in atto in Europa e per rendere ancora più concreto il loro impegno continuo per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.” – ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – “Quelli del 2020 sono risultati ancora più significativi se si considerano i disagi che la pandemia da Covid-19 ha causato al Paese. Il blocco quasi totale della filiera dei rifiuti elettronici ha portato a una contrazione della raccolta nei mesi di marzo e aprile. Un calo che Erion ha saputo colmare nella seconda metà dell’anno, superando così del 4% i già ottimi risultati del 2019.”

Tra le province più virtuose troviamo al primo posto Bologna con oltre 9.000 tonnellate trattate, seguita da Reggio Emilia (3.600 t) e Modena (oltre 3.000 t) mentre Piacenza (circa 1.200 t) si posiziona in fondo alla classifica, preceduta da Ferrara (1.300 t).

Su tutto il territorio italiano nel 2020 il Sistema Erion ha gestito circa 300.000 tonnellate di rifiuti associati ai prodotti elettronici, tra RAEE domestici (più di 260.000 ton), Rifiuti Professionali (9.500 ton) e Rifiuti di Pile e Accumulatori (oltre 29.600 ton). La quantità totale di rifiuti gestiti, che supera del 4% quella registrata nel 2019 (circa 290.000 ton), è paragonabile al peso di 41 Tour Eiffel.

Erion – È il più importante Sistema multi-consortile no profit di Responsabilità Estesa del Produttore operante in Italia per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici e la valorizzazione delle materie prime che li compongono. Nato nel 2020 dalla fusione dei consorzi Ecodom e Remedia, Erion rappresenta attualmente oltre 2.400 aziende del settore dell’hi-tech e dell’elettronica di consumo, e ne garantisce l’impegno verso l’ambiente, l’economia circolare, la ricerca e l’innovazione tecnologica, Il Sistema Erion è composto da Erion WEEE, Erion Professional, Erion Energy ed Erion Packaging, quattro consorzi di settore che assicurano ai Produttori i servizi di conformità normativa e il coordinamento delle attività di gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestici e professionali, dei Rifiuti di Pile e Accumulatori e di quelli di Imballaggi. La piattaforma comune ECO (Erion Compliance Organization) armonizza le strategie operative dei consorzi e coordina le attività comuni al Sistema.

 

SPI-FNP-UILP: la campagna vaccinale non può fallire. Coinvolgere medici di famiglia, estendere la produzione

SPI-FNP-UILP:  la campagna vaccinale non può fallire. Coinvolgere medici di famiglia, estendere la produzioneIn Italia, come nel resto d’Europa, stiamo vivendo una fase di forte preoccupazione rispetto alla disponibilità di vaccini contro il Covid-19. I sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e UilP emiliano-romagnoli condividono il giudizio negativo sul rallentamento della produzione, già espresso anche dall’Unione Europea, e auspicano che a breve siano trovate modalità di produzione diversificate, che includano possibili linee produttive direttamente in Italia.

È inaccettabile, a fronte di un bilancio così pesante sul piano della salute oltre che su quello economico, che la seconda fase della vaccinazione sia messa in difficoltà a causa di problemi di produzione e di distribuzione dei vaccini. Va assolutamente garantita la regolarità del piano vaccinale per tutta la popolazione, a partire dagli over-80, che rappresentano una percentuale elevatissima di vittime.

Queste incertezze sulla fornitura di vaccini contro il Covid-19 impongono anche in Emilia-Romagna di pensare da subito a una rete vaccinale molto capillare, soprattutto in vista della seconda fase di vaccinazione.

Una sollecitazione forte arriva dai sindacati dei pensionati, da sempre interlocutori della Regione e degli enti locali sulle questioni legate alla popolazione anziana: è necessario coinvolgere in modo certo i medici di famiglia, sullo stesso modello che è alla base del sistema di vaccinazione anti-influenzale. Solo in questo modo sarà possibile raggiungere anziani fragili, persone sole, non autosufficienti e le località più lontane dai punti di vaccinazione già previsti.

Chiediamo alla Regione uno sforzo particolare rispetto all’organizzazione della fase 2 della vaccinazione, affinché sia raggiunta in tempo breve e con la massima capillarità tutta la popolazione residente in Emilia-Romagna.

Riteniamo che a questo scopo vadano impegnate tutte le forze disponibili, a partire dallo snodo centrale rappresentato dai medici di medicina generale che devono garantire la diffusione e la somministrazione dei vaccini nei loro ambulatori.

Tutti i soggetti coinvolti sono chiamati quindi a programmare da subito un sistema vaccinale più diffuso ed efficace, che sarà speriamo presto reso possibile anche dall’arrivo di nuovi vaccini che consentono la conservazione a temperature “meno estreme”, simili a quelle dei normali vaccini anti-influenzali.

Solo un’azione messa in atto sin da subito potrà mettere un argine alle centinaia di morti che ogni giorno sono vittime della pandemia di coronavirus: secondo le statistiche il 95,6% dei decessi diagnosticati Covid avviene tra gli over-60 rispetto al 4,4% degli under-60.

Ricordiamo infine la responsabilità per ogni singolo cittadino di attuare tutti i mezzi di prevenzione possibili: utilizzo delle mascherine, distanziamento fisico e lavaggio delle mani.

(Segreterie Regionali Emilia-Romagna Spi-Cgil, Fnp-Uilp, Uilp-Uil)

Al via la campagna di rilevamento con i droni degli edifici del territorio rurale formiginese

Al via la campagna di rilevamento con i droni degli edifici del territorio rurale formigineseNei prossimi giorni prenderà avvio la campagna di rilevamento fotografico con “sistema aeromobile a pilotaggio remoto (SAPR)” – cioè mediante drone – dell’edificato sparso del Comune di Formigine, ovvero gli edifici che si trovano nel territorio rurale.

Il rilevamento è necessario, nell’ambito della formazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), per l’aggiornamento del Quadro conoscitivo diagnostico dell’edificato sparso o discontinuo e delle schede di censimento degli edifici di interesse storico/architettonico/culturale/testimoniale, anche al fine della verifica dei vincoli e delle tutele comunali e delle categorie di intervento da assegnare.

Si tratta di un Piano innovativo, che riduce il consumo di suolo, incentiva la rigenerazione urbana sostenibile, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dei fabbricati e che contiene le norme per la strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale.

L’utilizzo di nuove tecnologie s’inquadra nel percorso di trasformazione digitale già da tempo intrapreso dal Comune; l’applicazione delle stesse, in campo edile, consente la creazione di un database informatizzato di fotografie degli edifici oggetto di rilievo, oltre alla loro georeferenziazione. Tali informazioni saranno disponibili per i tecnici e i proprietari che intendono intervenire sugli edifici.

L’Amministrazione comunale ha stipulato il contratto con una ditta specializzata in questo tipo di servizi. Il rilevamento fotografico sarà nel totale rispetto della normativa in materia di privacy. I voli saranno inoltre in modalità VLOS (Visual line of sight): il pilota non perde mai il contatto visivo con il drone; per tale motivo, i tecnici della società incaricata si sposteranno sul territorio oggetto del rilevamento.

 

In occasione della Giornata della Memoria, gli alunni delle elementari Guidotti di Fiorano presentano il loro progetto al Sindaco

In occasione della Giornata della Memoria, gli alunni delle elementari Guidotti di Fiorano presentano il loro progetto al SindacoStamattina, il Primo Cittadino fioranese Francesco Tosi ha fatto visita alle scuole elementari “Guidotti” in occasione della Giornata della Memoria. I bambini hanno così potuto presentare il loro progetto e conversare con il Sindaco della loro città, oltreché con l’Assessore all’Istruzione Luca Busani.

Gli alunni delle classi quarte hanno lavorato sul tema della Memoria, realizzando immagini simboli e pensieri sulla persecuzione degli Ebrei, sul valore dell’amicizia nella diversità e contro l’odio razziale. Ne sono scaturite numerose, colorate e particolari “scatole della memoria”, che sono state appese ai rami di due alberi nei pressi dell’istituto; le scatole rappresentano “contenitori” di ricordi, mentre l’albero simboleggia la vita. Uno degli alunni ha anche recitato, in presenza di Tosi e Busani, la poesia di Lucia Falbo “Il guaio di chi perde la memoria”.

“Quando la scuola – afferma il Sindaco Tosi – si occupa dei disastri compiuti dall’uomo nella storia, educando ai principi di rispetto della persona e della vita, dell’uguaglianza e della libertà, assolve alla sua funzione più alta. Uno studente potrebbe essere diligentissimo, ma se non sa come comportarsi e non conosce la responsabilità verso gli altri, allora la scuola per lui è stata inutile, e ha fallito. Ho detto ai bambini che dovranno abituarsi a distinguere il vero dal falso e il bene dal male; ho ricordato che oggi qualche dissennato addirittura nega la realtà storica dell’Olocausto, per cui nella vita si può incontrare di tutto, ma proprio per questo bisogna essere preparati e fermi sui principi che regolano una pacifica convivenza umana”.

 

Parti in sicurezza, alte competenze e sinergie in rete: così i ‘Punti Nascita’ arginano l’onda d’urto del Covid

Parti in sicurezza, alte competenze e sinergie in rete: così i ‘Punti Nascita’ arginano l’onda d’urto del CovidLa garanzia di partorire in sicurezza; il conforto dei numeri, che nonostante l’emergenza sanitaria in atto testimoniano e confermano la qualità delle strutture e dei percorsi attivati; il rinnovo degli staff, con la professionalità e la competenza del personale medico, ostetrico e infermieristico a servizio delle esigenze di mamme e neonati.

È la fotografia che riassume il 2020 dei Punti Nascita AUSL di Carpi e Mirandola e dell’Ospedale di Sassuolo, i tre centri di una rete provinciale che ha saputo fronteggiare la pandemia al fianco del Policlinico di Modena come centro di secondo livello e riferimento-covid anche nel momento del parto. L’emergenza Covid ha sicuramente influito sull’attività dei tre Punti Nascita ma l’onda d’urto è stata arginata grazie alla condivisione di percorsi dedicati alle donne in gravidanza Covid positive e alla disponibilità e professionalità assicurate dal personale sanitario. Nei tre Punti Nascita di Carpi, Mirandola e Sassuolo, dove l’anno scorso hanno visto la luce oltre 2.500 bambini, in caso di mancata ricettività dell’hub o per parti imminenti è infatti garantita l’assistenza alle donne Covid positive in fase di gravidanza o nel puerperio.

“Il 2020 è stato un anno particolare, per ovvi motivi. Lo sforzo organizzativo per fare fronte all’emergenza Covid è costante e impegnativo – sottolinea Maria Cristina Galassi, Direttore del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell’Azienda USL di Modena –, sostenuto dagli operatori sia delle Unità Operative che dei consultori, in collaborazione con i medici di famiglia e le USCA. Il lavoro che si sta facendo per continuare a garantire alle donne gravidanze e parti in sicurezza è stato ed è incessante e per questo ringrazio tutti i professionisti che con fatica, ma anche con grande senso di responsabilità e dedizione stanno assicurando un’assistenza di alto livello qualitativo. Questo si è realizzato anche tenendo conto dei cambiamenti che l’anno appena trascorso ha apportato negli organici di alcuni Punti Nascita, dove si stanno riformando team affiatati, mentre negli altri si stanno consolidando esperienze e professionalità”.

L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi da settembre scorso è diretta dalla dottoressa Giulia Pellizzari e ha visto l’arrivo di 6 nuovi professionisti in organico. Da ottobre, inoltre, è stata reintrodotta la possibilità di richiedere la partoanalgesia. Nel 2020 nel Punto Nascita carpigiano sono stati effettuati 922 parti, in linea con il calo generalizzato a cui si assiste con poche eccezioni in tutta Italia. Il tasso di cesarizzazione primaria è al 10,2%, inferiore alla soglia limite del 15% identificata dal Ministero della Salute. 937 i bambini nati, con una leggera prevalenza di sesso maschile (53%). Per quanto riguarda le partorienti, il 68% è di nazionalità italiana e poco più della metà (53%) è residente nel Distretto di Carpi, il resto proviene da altri territori, come Mirandola – con cui è forte la collaborazione in particolare per l’assistenza al parto non fisiologico –, e da altre province.

A Mirandola si è assistito a un aumento di 30 parti rispetto all’anno precedente (390 contro i 360 del 2019, con tasso di cesarei primari al 13% costante e anche in questo caso in linea con le indicazioni nazionali e regionali). Un risultato pienamente soddisfacente, a testimonianza dell’investimento dell’Azienda USL sul Punto Nascita della Bassa modenese. Così come la recente nomina a primario del dottor Alessandro Ferrari. Un percorso di crescita costante confermato anche dalla fiducia accordata dalle donne residenti nel Distretto di Mirandola, che rappresentano ben l’89% del totale delle partorienti nel Punto Nascita del Santa Maria Bianca; parte della quota restante proviene da fuori regione, segno di un’attrattività che va oltre i confini del distretto. L’età media è la più bassa della provincia – il 40% ha meno di 30 anni -, per il 43% le mamme sono di nazionalità straniera e per il 57% italiana.

Sono invece 1.190 i nuovi nati nel Punto Nascita di Sassuolo, con una percentuale di cesarei primari del 10,9%. Si conferma l’attrattività della struttura sassolese, a servizio del territorio modenese (per il Distretto di riferimento e per quelli di Vignola e Pavullo) e non (il 24,3% delle donne proveniva infatti da un’altra provincia). Dal settembre 2020 è stata introdotta e istituzionalizzata, con una garanzia di effettuazione tutti i giorni 24 ore su 24, la partoanalgesia a completamento delle richieste assistenziali delle donne in travaglio.

Fonte: CEDAP. Le percentuali presenti nella tabella sono calcolate in base al totale dei parti nel Punto Nascita a cui si riferiscono.

Il Servizio Sociale a Fiorano modenese nell’anno 2020

Il Servizio Sociale a Fiorano modenese nell’anno 2020La pandemia ha influito molto sull’attività dei Servizi Sociali per il 2020, le conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria, si sono fatte sentire. Il Servizio Sociale Territoriale di Fiorano Modenese ha ricevuto 704 domande di buoni spesa per Covid-19 e ne ha accolte 520, tramite il Servizio Sociale. Oltre ai buoni spesa assegnati dal Servizio, sono aumentati anche i contributi per i pacchi alimentari che il Comune di Fiorano Modenese ha erogato alle Caritas di Fiorano, Spezzano e Ubersetto per i pacchi alimentari alle famiglie bisognose

Il polo territoriale dei Servizi Sociali di Fiorano Modenese  ha registrato 3.807 accessi allo Sportello Sociale di Villa Pace. Il dato potrebbe essere sottostimato, visto che per quasi tutto lo scorso anno, lo Sportello ha ricevuto solo su appuntamento. Anche il dato del Centro Stranieri ha risentito delle nuove modalità di accesso, rispondendo tuttavia a 220 richieste. Sono state inoltre accolte 133 domande per assegno al nucleo familiare numeroso e 26 per assegno di maternità.

Il Servizio Politiche abitative in Unione lavora in stretta collaborazione con il Servizio Sociale Territoriale di Fiorano Modenese e anche sul versante ‘casa’ la crisi conseguente alla pandemia, si è fatta sentire.

Il Servizio ha raccolto 171 domande valide di contributo per il canone di locazione, tutte finanziate. La regione Emilia-Romagna ne ha coperte 41 con un contributo pari a 84.734 euro, le altre 130 sono state finanziate con fondi propri del Comune di Fiorano Modenese per un importo complessivo di 172.000 euro.

Dopo l’estate, sono stati stanziate ulteriori risorse per le famiglie colpite dal Covid; a novembre sono state raccolte 52 nuove domande, finanziate con un contributo regionale complessivo pari a 38.278 euro.

Acer gestisce 174 alloggi ERP di proprietà del Comune di Fiorano Modenese, nel corso del 2020, sono stati assegnati 5 alloggi seguendo la graduatoria vigente. Inoltre il Servizio Politiche abitative gestisce 5 mini alloggi comunali per l’emergenza abitativa e 25 alloggi presi in locazione da privati per le famiglie in disagio abitativo.

“Grazie all’impegno dei Servizi Sociali, il distanziamento sociale imposto dall’emergenza Covid non si è tradotto in un’impossibilità di incontrare e sostenere le persone più in difficoltà. – afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Luca Busani – Purtroppo i mesi che ci aspettano saranno ancora più impegnativi, perché le emergenze lavorative e abitative si faranno ancora più pressanti. Abbiamo voluto giocare d’anticipo, liquidando tutte le richieste raccolte sia per il bonus affitti che per i buoni spesa Covid, nella speranza che questi aiuti trovino continuità in una futura ripresa del nostro territorio”.

Formigine: due interrogazioni, tre delibere e nove fra mozioni e odg in discussione per giovedì 28 gennaio

Formigine: due interrogazioni, tre delibere e nove fra mozioni e odg in discussione per giovedì 28 gennaioÈ convocata per domani, giovedì 28 gennaio, alle 20.30 la prima seduta dell’anno del Consiglio Comunale di Formigine.

I lavori si apriranno con una interpellanza sui servizi di volontariato e una interrogazione sull’area sgambamento cani di Casinalbo. Per la parte di delibere amministrative, saranno tre gli atti in esame: patti parasociali di Hera, PEF rifiuti 2020, istituzione della disciplina provvisoria di canoni patrimoniali legati ai mercati. La seduta continuerà con nove fra mozioni e ordini del giorno presentate dai gruppi consiliari.

I consiglieri e la giunta si collegheranno da remoto, mentre come di consueto sarà attiva la diretta streaming del lavori che potranno essere seguiti sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

 

Sassuolo: il sindaco ricorda Gabriele Canotti. I funerali domani a Rometta

Sassuolo: il sindaco ricorda Gabriele Canotti. I funerali domani a Rometta“Ci ha lasciato uno dei pionieri del distretto ceramico ma al tempo stesso una persona molto impegnata nel sociale, amico di tutti e, nel suo ruolo di Presidente Rotary ricoperto in due occasioni, attento ai bisogni della città e di chi era in difficoltà”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani ricorda Gabriele Canotti, scomparso ieri all’età di 80 anni.

“Alla moglie Paola – prosegue il Sindaco – ai figli Angelo e Cristiano ed ai tanti amici che lascia, vanno le più sentite condoglianze a nome mio e della Giunta, dell’intera Amministrazione comunale e di tutta la città di Sassuolo”.

I funerali domani alle ore 10 presso la chiesa parrocchiale di Rometta.

 

Cinema, la Regione apre i bandi 2021 destinati alle produzioni cinematografiche internazionali, nazionali e regionali, con una dotazione di oltre 1,9 milioni di euro

Cinema, la Regione apre i bandi 2021 destinati alle produzioni cinematografiche internazionali, nazionali e regionali, con una dotazione di oltre 1,9 milioni di euroLa Regione Emilia-Romagna continua a investire nella crescita e nella promozione del settore cinema e audiovisivo. Dopo l’approvazione del nuovo Programma Triennale Cinema e Audiovisivo 2021-2023, ecco i tre bandi destinati a imprese di produzione locali, nazionali ed estere, che saranno gestiti in cinque scadenze complessive: due sessioni per i bandi internazionale, nazionale e regionale, un’unica sessione per quello dello sviluppo. Per uno stanziamento di 1,920 milioni di euro.

“Lo scorso 19 gennaio l’Assemblea legislativa ha approvato il programma 2021/2023 della Legge per il cinema, e già ieri la Giunta ha approvato i primi bandi che finanziano le produzioni, che ora sono pubblici– afferma l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Con questi primi atti riprende la marcia di attuazione delle numerose leggi che finanziano la cultura facendo della nostra una regione leader in Italia. L’impianto conferma i bandi del triennio scorso- aggiunge- e non a caso, visto che è stato un periodo di notevole crescita per quanto riguarda progetti presentati, opere finanziate, capacità di mobilitare risorse private, ore lavorate dalle maestranze locali, premi ricevuti nei festival”.

I bandi sono tre. Il primo, di valenza nazionale ed estera, ha l’obiettivo di attrarre le produzioni affinché scelgano di girare in Emilia-Romagna. Il secondo, a dimensione regionale, è destinato ai produttori che operano in Emilia-Romagna e un terzo per la fase iniziale del processo di produzione.

“Confidiamo- spiega Felicori– che, anche in virtù dei nostri finanziamenti e della fama di accoglienza calda ed efficiente che ci stiamo costruendo, si aprano sempre più set da noi. Resta nella mia memoria la frase del Manetti Bros- ricorda Felicori- di cui presto attendiamo il ‘Diabolik’ con riprese bolognesi, che indica bene la tanta strada fatta: ‘In Emilia-Romagna– hanno detto– ci sono ormai professionalità così precise e diffuse che ci si potrebbero girare due film contemporaneamente senza portare da Roma nessuno’”.

“Ora– conclude l’assessore– per limitarci alla Film Commission, oltre alla gestione dei bandi, gli uffici sono chiamati a un ulteriore grande lavoro: completare le banche dati di tutti i professionisti e delle imprese di servizio dell’audiovisivo operanti in Emilia-Romagna, quelle delle location, dei materiali di archivio e promuovere il supporto alle produzioni nel confronto con il mercato e la nuova dimensione delle piattaforme. Non sarà impossibile, prima o poi, che entri nell’uso comune l’idea dell’Emilia-Romagna come Cinema Valley”.

 

I bandi 2021

Per il bando imprese nazionali e internazionali sono a disposizione 1 milione e 200mila euro700mila per la prima sessione di valutazione e 500mila euro per la seconda sessione.

Per il bando imprese regionali sono a disposizione 600 mila euro: 350mila per la prima sessione di valutazione e 250mila euro per la seconda.

Al bando sviluppo sono invece destinati 120mila euro in un’unica sessione annuale.

Per entrambi i bandi destinati alla produzione, nazionale e regionale, sono previste due sessioni temporali per la presentazione delle domande: la prima partirà dalle ore 16 del 27 gennaio 2021 alle ore 16 del 15 marzo 2021. La seconda sessione è invece prevista dalle ore 16 del 1^ luglio 2021 alle ore 16 del 31 luglio 2021. Per il bando sviluppo la scadenza delle domande è fissata alle ore 16 del 28 febbraio.

 

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