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Cinema, la Regione apre i bandi 2021 destinati alle produzioni cinematografiche internazionali, nazionali e regionali, con una dotazione di oltre 1,9 milioni di euro

Cinema, la Regione apre i bandi 2021 destinati alle produzioni cinematografiche internazionali, nazionali e regionali, con una dotazione di oltre 1,9 milioni di euroLa Regione Emilia-Romagna continua a investire nella crescita e nella promozione del settore cinema e audiovisivo. Dopo l’approvazione del nuovo Programma Triennale Cinema e Audiovisivo 2021-2023, ecco i tre bandi destinati a imprese di produzione locali, nazionali ed estere, che saranno gestiti in cinque scadenze complessive: due sessioni per i bandi internazionale, nazionale e regionale, un’unica sessione per quello dello sviluppo. Per uno stanziamento di 1,920 milioni di euro.

“Lo scorso 19 gennaio l’Assemblea legislativa ha approvato il programma 2021/2023 della Legge per il cinema, e già ieri la Giunta ha approvato i primi bandi che finanziano le produzioni, che ora sono pubblici– afferma l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Con questi primi atti riprende la marcia di attuazione delle numerose leggi che finanziano la cultura facendo della nostra una regione leader in Italia. L’impianto conferma i bandi del triennio scorso- aggiunge- e non a caso, visto che è stato un periodo di notevole crescita per quanto riguarda progetti presentati, opere finanziate, capacità di mobilitare risorse private, ore lavorate dalle maestranze locali, premi ricevuti nei festival”.

I bandi sono tre. Il primo, di valenza nazionale ed estera, ha l’obiettivo di attrarre le produzioni affinché scelgano di girare in Emilia-Romagna. Il secondo, a dimensione regionale, è destinato ai produttori che operano in Emilia-Romagna e un terzo per la fase iniziale del processo di produzione.

“Confidiamo- spiega Felicori– che, anche in virtù dei nostri finanziamenti e della fama di accoglienza calda ed efficiente che ci stiamo costruendo, si aprano sempre più set da noi. Resta nella mia memoria la frase del Manetti Bros- ricorda Felicori- di cui presto attendiamo il ‘Diabolik’ con riprese bolognesi, che indica bene la tanta strada fatta: ‘In Emilia-Romagna– hanno detto– ci sono ormai professionalità così precise e diffuse che ci si potrebbero girare due film contemporaneamente senza portare da Roma nessuno’”.

“Ora– conclude l’assessore– per limitarci alla Film Commission, oltre alla gestione dei bandi, gli uffici sono chiamati a un ulteriore grande lavoro: completare le banche dati di tutti i professionisti e delle imprese di servizio dell’audiovisivo operanti in Emilia-Romagna, quelle delle location, dei materiali di archivio e promuovere il supporto alle produzioni nel confronto con il mercato e la nuova dimensione delle piattaforme. Non sarà impossibile, prima o poi, che entri nell’uso comune l’idea dell’Emilia-Romagna come Cinema Valley”.

 

I bandi 2021

Per il bando imprese nazionali e internazionali sono a disposizione 1 milione e 200mila euro700mila per la prima sessione di valutazione e 500mila euro per la seconda sessione.

Per il bando imprese regionali sono a disposizione 600 mila euro: 350mila per la prima sessione di valutazione e 250mila euro per la seconda.

Al bando sviluppo sono invece destinati 120mila euro in un’unica sessione annuale.

Per entrambi i bandi destinati alla produzione, nazionale e regionale, sono previste due sessioni temporali per la presentazione delle domande: la prima partirà dalle ore 16 del 27 gennaio 2021 alle ore 16 del 15 marzo 2021. La seconda sessione è invece prevista dalle ore 16 del 1^ luglio 2021 alle ore 16 del 31 luglio 2021. Per il bando sviluppo la scadenza delle domande è fissata alle ore 16 del 28 febbraio.

 

Giornata della Memoria a Sassuolo

Giornata della Memoria a SassuoloSi è svolta questa mattina, presso il parco delle Rimembranze in viale XX Settembre, la cerimonia della posa di una corona d’alloro in occasione della Giornata della Memoria 2021.

Una cerimonia ristretta, in ottemperanza alle normative volte al contenimento del contagio da Covid -19 che impongono il distanziamento sociale ed il divieto di assembramenti.

“Una giornata che va celebrata nel migliore dei modi – ha detto il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani –  ancor di più nelle scuole, tra gli studenti, affinchè atrocità del genere non si ripetano mai più”.

Lista Macchioni: voragine nelle entrate comunali, “l’ex giunta Pistoni/Savigni perde per strada più di 12 milioni di euro”

Lista Macchioni: voragine nelle entrate comunali, “l’ex giunta Pistoni/Savigni perde per strada più di 12 milioni di euro”Tuttora è in essere un’ingente situazione debitoria ereditata dalla precedente Amministrazione di Sassuolo, in materia di tributi e servizi non incassati, oggetto di contenzioso. I dati allarmanti vengono recepiti da una interrogazione del capogruppo della Lista Macchioni, Francesco Macchioni, passata nel primo consiglio comunale dell’anno.

“Parliamo proprio di loro – dice Macchioni – dei due “super eroi” (riferendosi all’ex Sindaco e alla sua vice) che fino a poco tempo fa si vantavano davanti alla cittadinanza, di avere amministrato i conti pubblici della nostra città in modo impeccabile; salvandola addirittura da morte certa.

“Alla luce invece dei dati reali emersi – continua Macchioni – quella dell’ex amministrazione a conduzione PD di Pistoni e Savigni, è indubbiamente stata la performance fra le peggiori del nostro comprensorio; lasciando gravissimi interrogativi sulla gestione delle riscossioni, con riferimento alle entrate di tributi e servizi relativi alle annualità 2014-2019.

“Perdere per strada più di 12 milioni di euro di entrate dovute, solo perché non sono riusciti, o non hanno “voluto” battere cassa, sono cifre che colpiscono e fanno ribollire il sangue di chi paga puntualmente cartelle e solleciti. Parliamo di oltre 9 milioni di euro solo di entrate tributarie, da sommare ad altri 3 milioni di euro riguardanti quelle extra-tributarie come: rette scolastiche, affitti e sanzioni per violazione del codice della strada.

L’evasione e la scarsa riscossione da parte degli enti preposti, sono due facce della stessa medaglia per le casse comunali: non attentano all’incolumità pubblica, almeno direttamente, ma sicuramente alla sostenibilità dei conti della città, e dunque, alla sua possibilità di garantire il finanziamento dei servizi comuni. Nel nostro caso specifico, annualizzando l’importo non riscosso, ci saremmo trovati 2,4 milioni di euro in più ogni anno da spalmare sul nostro territorio, a fronte invece di 5 anni di sacrifici e carenze di ogni tipo sui sevizi pubblici, vissuti dalla nostra città. In questa consapevolezza, ci deve essere la volontà da parte delle Amministrazioni, di adottare le iniziative necessarie per salvaguardare i diritti dei contribuenti onesti.

Grazie anche a politiche di accoglienza indiscriminata – afferma Macchioni – la nostra città durante la precedente amministrazione, era diventata un polo attrattivo per numerose persone, spesso, non propriamente educative sotto il profilo degli obblighi di cittadinanza. Non a caso è emerso che ad avere il ruolo più importante nel formare il monte titoli non riscosso, nel settore dei servizi, siano stati proprio loro: cittadini extracomunitari o comunque di nazionalità non italiana residenti nel comune.

Ci sono cittadini sassolesi che pagano le tasse, anche se con un grande sacrificio economico, ma ci sono anche gli evasori fiscali che non sono solo gente bisognosa ma anche mascalzoni che pensano di prendersi gioco dei cittadini onesti e delle Amministrazioni. Spesso sono anche le persone più povere a non pagare, ma altrettanto spesso il tributo non è richiesto con sufficiente efficacia. Andando oltre ai singoli casi, quando non ci sono oggettive difficoltà dei contribuenti a pagare, dobbiamo parlare di “carenze amministrative”.

Nel corso di questo periodo, riferito alla precedente Amministrazione, è stato dato seguito solo ad una parte delle ingiunzioni che era possibile avviare, o che la precedente amministrazione ha ritenuto opportuno fare avviare per il recupero del credito.

Non vorremmo pensare – ci confida Macchioni – che dietro ai buchi della precedente Amministrazione, che prima o poi saranno ripianati dalla collettività, ci sia stato banalmente la ricerca di un “consenso politico”, chiudendo uno o due occhi sugli importi dovuti.

Se i Comuni non riescono a raccogliere quanto spetta, serve a poco aumentare addizionali e tributi locali; cosa che sembra la precedente Amministrazione abbia puntualmente disatteso. La scarsa riscossione, insieme alla formazione di debiti fuori bilancio, fa parte delle criticità strutturali che possono condurre al dissesto di un comune.

A volte la politica pensa che i controlli siano vessatori, ma come Lista Macchioni, abbiamo fatto campagna elettorale promettendo di abbassare le tasse in un Comune, Sassuolo, che ha l’addizionale Irpef massima.  Per farlo, però, è necessario riscuotere il dovuto: pagare tutti per pagare meno.

Se è vero, che ci sono tanti ostacoli sulla strada della riscossione di multe e tributi locali, è anche vero che chi si rimbocca le maniche i risultati li ottiene.

Il consigliere conclude poi facendo una richiesta chiara all’attuale giunta: “siamo dalla parte delle famiglie e imprese che pagano le tasse; vogliamo che venga messo in campo tutto ciò che serve, per ottenere quello che non è stato raggiunto in questi anni dalla precedente Amministrazione”.

Coronavirus, arriva una novità per l’app Immuni: tracciamento più semplice e tempestivo grazie a un’ulteriore modalità di segnalazione di positività

Coronavirus, arriva una novità per l’app Immuni: tracciamento più semplice e tempestivo grazie a un’ulteriore modalità di segnalazione di positivitàUna telefonata. Parte da qui la seconda vita dell’app Immuni. Da lunedì 1 febbraio in Emilia-Romagna e in tutta Italia per attivare la procedura di allerta sull’applicazione e permettere di avvisare così tutte le persone a rischio contagio, sarà sufficiente una telefonata. Al tradizionale sistema di segnalazione, che prevede l’intervento del personale dei Dipartimenti di sanità pubblica, si aggiunge infatti una nuova modalità.

L’iter è semplice: chi effettua un tampone molecolare riceverà via sms un codice identificativo, che in caso di positività sarà sufficiente comunicare al numero verde dedicato 800.912491 per far partire subito la segnalazione. A quel punto comparirà immediatamente un’allerta sullo smartphone di tutti coloro che sono venuti in contatto con il caso positivo (secondo i criteri già esistenti alla base del tracciamento di Immuni), che potranno quindi rivolgersi al proprio medico di famiglia o ai servizi di Sanità pubblica per essere presi in carico.

In questo modo si andrà a rendere ancora più immediato, e di conseguenza più efficace, l’avvio dell’attività di contact tracing, alleggerendo allo stesso tempo il carico di lavoro amministrativo del personale del Dipartimento di sanità pubblica, che potrà dedicarsi ai casi non rilevati da Immuni e per cui il tracciamento richiede più operazioni.

La novità, contenuta in un’ordinanza del Commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, è già stata comunicata dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute a tutti i soggetti interessati, a partire dalle Aziende sanitarie e dai Dipartimenti di sanità pubblica, affinché possano diffondere l’informazione ai cittadini.

“La gestione di questa epidemia è sempre stata segnata da un patto di corresponsabilità tra istituzioni e cittadini, consapevoli che solo lavorando insieme si può arrivare ad un risultato- dichiara l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Nell’attesa che la vaccinazione di tutta la popolazione segni finalmente la fine di questa emergenza sanitaria, chiediamo ai cittadini un altro importante aiuto: installando Immuni e segnalandosi in autonomia in caso di contagio, con una procedura davvero semplice, ci permettono di individuare in maniera molto più rapida tutti i contatti con positivi, di prevenire e circoscrivere la diffusione del virus”.

Per quanto riguarda la diffusione di Immuni sul territorio, l’Emilia-Romagna è terza in Italia sia per numero assoluto di download (oltre 999.000 installazioni), che per la percentuale di installazione rispetto al numero di cittadini (è presente sullo smartphone del 25,4% degli emiliano-romagnoli, contro una media a livello italiano del 19,3%).

Maranello: disabili e nuovi edifici, applicato il Piano per l’accessibilità

Maranello: disabili e nuovi edifici, applicato il Piano per l’accessibilitàMaranello continua ad investire sulla “piena accessibilità”, sia con interventi per garantire la fruizione dei luoghi pubblici da parte di persone con limitata capacità motoria che con una sensibilizzazione nei confronti dei privati nella fase di progettazione, per garantire, anche all’interno degli edifici privati, il diritto alla piena mobilità. Con il Piano per l’Accessibilità Urbana, approvato nel 2018, l’amministrazione comunale si è infatti dotata di uno strumento operativo che consente un dialogo virtuoso con gli studi e i tecnici incaricati di seguire le progettazioni dei nuovi edifici, in particolare sul tema delle barriere architettoniche.

Un dialogo che si è dimostrato fruttuoso: tutti i 190 titoli edilizi rilasciati nel 2020, tra permessi di costruire, segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) e pratiche edilizie per lavori di manutenzione straordinaria, hanno recepito i contenuti del Piano per l’accessibilità comunale, con particolare riferimento all’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre alla verifica del rispetto della normativa nazionale, nei progetti più significativi il Piano si è rivelato uno strumento utile per migliorare la progettazione degli spazi di relazione sia privati sia di interesse generale: nella progettazione dei nuovi interventi il Comune ha invitato i tecnici a verificare i contenuti del Piano, con il risultato che tutte le pratiche edilizie presentate lo scorso anno contenevano prescrizioni sul tema dell’abbattimento delle barriere.
“E’ un bel risultato”, commenta Elisabetta Marsigliante, assessore a urbanistica e edilizia privata. “Il Piano per l’Accessibilità Urbana non è uno strumento urbanistico con funzione prescrittiva e il fatto che i nuovi interventi ne abbiano recepito le indicazioni è indubbiamente indice di una forte attenzione a un tema centrale. Invitare i tecnici  a verificare e ad applicare i contenuti del piano nella progettazione degli interventi sottolinea l’attenzione e la volontà di fare comunità, perseguendo gli obiettivi stabiliti dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dell’Agenda 2030”.

Oltre che sull’edilizia privata, l’applicazione del Piano, in vigore dal 2018, riguarda l’accessibilità urbana nel suo complesso. Il documento è stato redatto chiedendosi non solo cosa può costituire un ostacolo al movimento dei fruitori degli spazi pubblici, ma anche cosa favorisce il movimento e le relazioni sociali, e quindi come lo spazio può essere ripensato ed attrezzato a questo scopo: per questo motivo ha visto il coinvolgimento attivo di diverse associazioni del territorio, di cittadini residenti, di persone con disabilità, che hanno collaborato direttamente anche nelle rilevazioni e nella elaborazione di interventi correttivi e di miglioramento e che hanno fornito il loro contributo. L’analisi dettagliata degli spazi e dei percorsi pubblici, sia turistici, sia di collegamento tra i principali edifici e servizi pubblici (scuole, uffici pubblici, auditorium, farmacie, parchi, luoghi di culto, aree sportive, ecc.), ha riguardato in particolare il centro abitato di Maranello e delle frazioni di Bell’Italia, Torre Maina, Pozza, Gorzano e San Venanzio. Il Piano persegue anche la finalità di stimare i fabbisogni finanziari per la riduzione delle situazioni di impedimento, di rischio ed ostacolo per la fruizione di edifici e spazi pubblici, rappresentando il punto di partenza per coordinare specifici interventi di abbattimento delle barriere architettoniche che di volta in volta verranno programmati nell’ambito del piano degli investimenti dell’amministrazione comunale.

Chiusura temporanea della A1 Panoramica per interventi programmati di rimozione del ghiaccio dalle volte delle gallerie

Chiusura temporanea della A1 Panoramica per interventi programmati di rimozione del ghiaccio dalle volte delle gallerieSul tratto Panoramico della A1 Milano Napoli è stato temporaneamente chiuso al traffico il tratto tra Rioveggio ed il bivio con la Direttissima in entrambe le direzioni, per consentire la rimozione del ghiaccio formatosi durante le ore notturne sulla volta di alcune gallerie.
Nei giorni in cui le temperature risultano inferiori agli 0°C, infatti, è possibile la formazione di “stalattiti” di ghiaccio che è necessario rimuovere per garantire la sicurezza della circolazione.

Per far fronte a questo particolare fenomeno, sono regolarmente programmati dalla Direzione di Tronco di Firenze interventi di rimozione delle stalattiti tramite attività di battitura e successiva pulizia del manto stradale, con idonee attrezzature.
Tali interventi sono necessari prevalentemente presso le gallerie dove sono in corso le attività di assessment e monitoraggio infrastrutturale, che devono essere svolte smontando le onduline, così come stabilito dalle Linee Guida emanate dal MIT.

Gli interventi vengono normalmente eseguiti escludendo al traffico la corsia interessata. Nei tratti in cui – per consentire le attività di assessment – sono presenti scambi di carreggiata con gallerie in doppio senso di circolazione, è invece necessario disporre la temporanea chiusura del tratto.

Per contenere al minimo i disagi e preservare la sicurezza della circolazione, nei giorni caratterizzati da basse temperature il provvedimento verrà disposto dalle 9:30 alle 13:00, favorendo così gli spostamenti dei pendolari, fruitori delle stazioni di Roncobilaccio, Pian del Voglio e Rioveggio.
Si ricorda la disponibilità di una importante alternativa garantita dall’A1 Direttissima, raggiungibile dalla stazione di Badia.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 28 gennaio

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 28 gennaioSchiarite al primo mattino con tendenza ad aumento della nuvolosità nel corso della giornata, specie lungo il crinale appenninico e sulla pianura centro-orientale. Temperature: minime comprese tra 0 e 4 gradi, con valori inferiori nelle zone di aperta campagna dove saranno possibili estese gelate nelle prime ore del mattino. Massime comprese tra 5 e 8 gradi. Venti: deboli dai quadranti occidentali sulla pianura ; sud-occidentali lungo i rilievi dove, dal pomeriggio, saranno possibili locali rinforzi lungo le zone di crinale. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Una buona ripresa potrà contenere la disoccupazione

Una buona ripresa potrà contenere la disoccupazioneL’edizione di gennaio degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-  Romagna, stima leggermente meno profonda la recessione del 2020, ma prospetta una più contenuta ripresa parziale per il 2021.

La caduta stimata del prodotto interno lordo per il 2020 dovrebbe essere stata del 9,2 per cento, decisamente superiore a quella del 2009. La prospettiva per il 2021 è di una ripresa parziale del Pil pari al 5,4 per cento.

A livello nazionale, la discesa del prodotto interno lordo è stimata al 9,1 per cento nel 2020, mentre la ripresa non dovrebbe andare oltre il 4,8 per cento nel 2021.

Nel 2020 la recessione ha colpito più duramente le regioni del Nord senza particolari distinzioni, ma in misura minore l’Emilia-Romagna rispetto a Lombardia, Toscana, Piemonte e Veneto. Nel 2021 l’Emilia-Romagna ritornerà al secondo posto nella classifica delle regioni italiane, a un’incollatura dal Veneto, per ritmo di crescita che risulterà migliore rispetto a quello di Francia e Spagna. In quest’anno appena iniziato, il prodotto mondiale dovrebbe crescere del 5,1 per cento. In particolare, la ripresa dovrebbe risultare del 3,7 per cento negli Stati Uniti, del 3,9 per cento nell’area dell’euro e esplosiva in Cina (+8,8 per cento).

La crescita regionale nel 2021 sarà trainata dal ciclo positivo degli investimenti (+11,8 per cento), favorito dalla ripresa dell’attività produttiva e dai massicci interventi pubblici, quindi sarà sostenuta dalle esportazioni (+6,8 per cento), mentre sarà più contenuta la crescita dei consumi (+5,1 per cento).

 

I settori. Nel 2020, è stata l’industria ad accusare il colpo più duro (-11,9 per cento), ed anche nei servizi la recessione è risultata pesante, mentre la caduta dell’attività è stata più contenuta nelle costruzioni. Nel 2021 la ripresa sarà solo parziale soprattutto nei servizi (+4,0 per cento), che risentirà più a lungo dello shock, un po’ più pronta nell’industria (8,5 per cento), mentre le costruzioni trarranno ampio vantaggio dalle misure introdotte a vantaggio della ristrutturazione edilizia e dai piani di investimento pubblico (+10,7 per cento).

Il mercato del lavoro. Nel 2020 gli effetti della pandemia hanno condotto a una sensibile riduzione delle forze lavoro (-1,3 per cento) e dell’occupazione (-1,7 per cento), per la fuoriuscita dal mercato di molti lavoratori non tutelati, con un più contenuto aumento della disoccupazione, salita dal 5,5 al 6,0 per cento. Nel 2021 l’occupazione si ridurrà ancora lievemente (-0,2 per cento) e aumenterà ulteriormente il tasso di disoccupazione (+6,7 per cento), ai massimi dal 2016.

 

Licom: “Locali parificati alle mense in caso di contratto con aziende, bene la decisione della Regione”

Licom: “Locali parificati alle mense in caso di contratto con aziende, bene la decisione della Regione”“La decisione della Regione Emilia-Romagna di far svolgere l’attività con i requisiti delle mense (e dunque senza le limitazioni alle attività di ristorazione attualmente in vigore) ai locali che hanno un regolare contratto con aziende è sicuramente positiva e va a sanare una situazione che, già lo scorso novembre, come Licom avevamo sollevato. La risposta affermativa della Regione spiega che, per le mense e per il catering continuativo su base contrattuale le attività potranno proseguire, a condizione che garantiscano la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e vengano rispettati i protocolli o le linee guida di settore”. Daniele Casolari, segretario Licom (commercianti e pubblici esercizi aderenti a Lapam) interviene sulla decisione di rendere possibile l’attività ai pubblici esercizi nel caso che abbiano sottoscritto specifici contratti di ristorazione collettiva con le aziende.

“Come detto a novembre avevamo sollevato il problema e ora, a distanza di due mesi abbondanti, è arrivata una risposta positiva e, possiamo dire, di buon senso. Il fatto che potessero svolgere il servizio solo le attività che avevano lo specifico codice Ateco da mensa, davvero pochissime, non aveva ragion d’essere. Ritenevamo che si dovesse procedere con le modalità attivate nel lockdown di marzo, come da prassi a suo tempo indicata dalla prefettura per dare una risposta ad imprese e lavoratori rispettando le norme e i protocolli Covid-19. Ora la Regione ci dà ragione”.

#Apriremotutti: da Confesercenti Modena una campagna social, un video e un’iniziativa “luminosa” per sostenere bar e ristoranti

#Apriremotutti: da Confesercenti Modena una campagna social, un video e un’iniziativa “luminosa” per sostenere bar e ristorantiUn invito corale a guardare avanti con determinazione, insieme: #apriremotutti è la nuova campagna social di Confesercenti Modena a sostegno dei pubblici esercizi, ormai stremati da mesi di restrizioni e chiusure, da ristori insufficienti e da scarse garanzie sul futuro, e oggi anche dal ritardo della campagna vaccinale.
“A fianco di Confesercenti Nazionale, regionale e a Confcommercio stiamo lavorando incessantemente da mesi in questo senso: abbiamo chiesto più risorse e mezzi, vaccinazioni in anticipo per gli operatori, regole nuove per riaprire velocemente – sottolinea Mauro Rossi, presidente Confesercenti Modena – Esiste un solo modo per farcela: lottare insieme. Stiamo trovando soluzioni per aprire presto e aprire tutti, nella massima sicurezza”.

La campagna social #apriremotutti, supportata da un video suggestivo che l’associazione vuole rendere virale (disponibile al link https://youtu.be/-1hX8dJ5CIM), sarà lanciata dall’iniziativa “Ristoranti e bar illuminati”: venerdì e sabato sera i bar, i ristoranti e i pub resteranno illuminati fino all’alba, come silenziosa richiesta affinchè venga concesso di riaprire al più presto i locali per accogliere in sicurezza i clienti.

“E’ necessario che il Governo conceda ai pubblici esercizi di ritornare a essere un cardine della nostra economia, oltre che un punto di riferimento nel tessuto sociale delle città: il vuoto creato dalle chiusure ha portato a un aumento degli episodi di micro criminalità nei centri urbani, soprattutto in orari serali. Devono consentire di aprire con nuovi protocolli più sicuri i locali in zona arancione, anche alla sera – prosegue Rossi – Abbiamo scelto di fare parlare le immagini, che valgono più di mille parole: nel nostro video le serrande abbassate e le luci spente evidenziano il vuoto e la tristezza delle città senza pubblici esercizi aperti. Sottolineiamo anche il continuo lavoro svolto dalle associazioni di categoria attraverso gli incontri con i vertici istituzionali, per rivendicare il diritto al lavoro per le imprese della ristorazione e dei bar. Ma vogliamo essere positivi, per questo il video si chiude con immagini di speranza nella convinzione che, grazie al nostro lavoro, presto si riaccendano le luci e ritornino i clienti in sicurezza”.

Inversione di tendenza per la pandemia di Coronavirus in provincia di Modena nell’ultima settimana

Inversione di tendenza per la pandemia di Coronavirus in provincia di Modena nell’ultima settimanaNell’ultima settimana si registra un’inversione di tendenza rispetto alle settimane precedenti, con un calo del numero di nuovi casi e della percentuale di positività. In calo il numero dei degenti giornalieri, soprattutto nei reparti per acuti ma anche in quelli di terapia intensiva.

A differenza della prima fase, attualmente si conferma l’impegno dei posti letto di medicina anche per il ricovero di pazienti no covid che genera una riduzione della disponibilità complessiva di posti nei presidi ospedalieri. Tale circostanza testimonia il fatto che l’ospedale continua a farsi carico anche della casistica no covid.

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi sono segnalati a livello regionale 301 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 189 posti, leggermente ridotti in relazione alla diminuzione dei pazienti – rispetto ai 240 dello scorso novembre – per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia (quest’ultimo attualmente non utilizzato) per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale.

Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

Sono state, inoltre, potenziate le USCA* (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 14 USCA. Nell’ultimo periodo di rilevazione (11 gennaio – 17 gennaio 2021) hanno assistito 261 pazienti per un totale di 126 medici coinvolti.

*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni.

 

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino al 25 gennaio (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 375mila tamponi. Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 25 gennaio (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 37.552 (erano 36.254 lo scorso 18 gennaio).

A partire dalla fine di luglio il numero di tamponi giornalieri ha avuto un forte aumento per l’attivazione dello screening nei comparti della macellazione, lavorazione carni, logistica, dei viaggiatori in rientro da Paese esteri o dalla Sardegna e, a partire da metà settembre, del personale scolastico e degli studenti. Da allora si è registrato un trend in continuo aumento, più sostenuto a partire dalla seconda metà di ottobre, quando è stato raggiunto il picco massimo dei tamponi settimanali, circa 19.000. A dicembre, dopo un iniziale calo, si è registrata una ripresa del numero di tamponi effettuati. Occorre inoltre tenere conto che l’andamento dei tamponi nelle ultime settimane ha risentito delle festività natalizie, mostrando un’elevata variabilità.

Da alcuni mesi è stato avviato l’utilizzo di tamponi antigenici rapidi qualitativi come strumento di screening in diversi ambiti, tra cui le Case residenza anziani (pazienti e operatori), consentendo di avere un risultato in circa 15 minuti. Una prima fornitura regionale è stata di 41.000 kit, oltre ad altri 11.200 destinati ai Medici di Medicina Generale, mentre nei giorni scorsi altri 5.000 tamponi rapidi antigenici sono stati inviati per lo screening nelle strutture residenziali per disabili e nei centri diurni. Anche sulla popolazione scolastica sono stati attivati i tamponi rapidi presso i punti drive della provincia di Modena. La tecnologia adottata consente di ottenere il risultato in circa 30 minuti ed è in grado di gestire un più alto quantitativo di tamponi e tenere una tracciabilità del risultato che viene poi inviato via sms. I tamponi rapidi vengono infine utilizzati anche presso i Pronto soccorso della provincia.

 

Casi

Al 25 gennaio, in provincia di Modena erano accertati 4971 (erano 7456 il 18 gennaio, -34%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 7137 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 409 ricoverati.

 

Ricoveri totali

A ieri erano 361 (erano 409 il 18 gennaio, -11,7%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 229 pazienti covid positivi, 91 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 41 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

 

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 44 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

 

Persone in isolamento domiciliare

Il picco di nuovi isolamenti domiciliari è stato raggiunto il 18 novembre con oltre 1.300 persone, più del triplo di quello raggiunto durante la prima ondata, il 24 marzo, con 357 persone.

 

Al 25 gennaio erano in isolamento 7123 (erano 9789 il 18 gennaio, -27,9%) persone. In particolare:

  • 4610 (erano 7127) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 54 – numero in aumento rispetto alle scorse settimane – sono accolti presso l’hotel Tiby (che ospita anche 4 assistenti familiari per l’isolamento preventivo) e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.
  • 2513 (erano 2652) contatti stretti di casi accertati in isolamento.

 

Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

 

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 20 gennaio)

Al 20 gennaio sono stati eseguiti in totale 194.961 test sierologici di cui 10.476 con esito positivo.

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 20 gennaio sono state testate, almeno una volta, 127.851 persone; di queste, il 6,1% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo del 7,9% registrato in questa prima metà di gennaio. Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, parte lo studio nazionale di terapia cellulare per trattare i pazienti Covid

Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, parte lo studio nazionale di terapia cellulare per trattare i pazienti CovidTrattare i pazienti con polmonite da SARS-CoV-2 con l’infusione di cellule che inibiscono l’infiammazione. È l’obiettivo dello studio RESCAT, che partirà tra pochi giorni grazie anche ad un cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna di oltre 300mila euro e che, sotto il coordinamento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Modena con l’Università di Modena e Reggio Emilia, vedrà coinvolti gli Ospedali Meyer e Careggi di Firenze, il Policlinico Irccs Ca’ Granda di Milano con l’Ospedale Covid di Milano Fiera, l’Ospedale San Gerardo di Monza con la Fondazione Centro di ricerca Tettamanti e con l’Università Milano-Bicocca, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e l’ULSS 8 Berica. A supportare i centri per l’analisi dei biomarcatori saranno l’Istituto Mario Negri di Milano e la Fondazione Centro di ricerca Tettamanti.

Le cellule in questione, chiamate “stromali mesenchimali” (mesenchymal stem cell, MSC), sono un tipo di cellule staminali anche in grado di produrre fattori antinfiammatori che sembrano contrastare il meccanismo alla base del danno d’organo indotto dal virus.

RESCAT, “Studio prospettico randomizzato multicentrico di fase I/IIa sull’impiego di cellule stromali mesenchimali allogeniche nel trattamento di pazienti affetti da polmonite da SARS-CoV-2”, è il primo studio in Italia che utilizza le cellule MSC in sperimentazione clinica per pazienti positivi al Covid e si conferma il primo al mondo che esegue un confronto tra fonti di MSC diverse all’interno di un’unica sperimentazione controllata: cordone ombelicale, tessuto adiposo e midollo osseo.

Come commenta Raffaele Donini, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, “questa potenziale novità sul piano terapeutico, che la Regione si è impegnata a cofinanziare per un importo di oltre 300mila euro, ci rende ancora una volta orgogliosi della nostra sanità, capofila in questo caso di una rete nazionale che riunisce alcune tra le professionalità più prestigiose del nostro Paese. Siamo immersi nella gestione della pandemia da quasi un anno e l’avvio della campagna vaccinale ci dà finalmente la speranza di poter uscire dall’emergenza. Ma la battaglia è ancora dura e non bisogna abbassare la guardia. In tal senso, l’ipotesi dello studio RESCAT rappresenta una risposta che ci riempie di fiducia per tutto ciò che riguarda il fronte delle terapie contro il Covid, in attesa che inizi la vaccinazione di massa e che ci si possa al più presto lasciare alle spalle questo periodo”.

Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena e Presidente CTSS, aggiunge: “Questa sperimentazione è motivo di orgoglio per la sanità pubblica del nostro territorio. Si lavora per offrire risposte sempre più avanzate alle esigenze di cura dei cittadini. E lo si fa collaborando in rete a livello nazionale tra centri di eccellenza sanitaria e universitaria. La ricerca parte dall’esigenza di affrontare il Covid, ma guarda oltre l’emergenza. Ed è così che stiamo programmando gli investimenti sul nostro territorio, dopo che il Covid ha riconfermato la centralità di una sanità pubblica, universalistica e gratuita”.

“Con questo studio così innovativo e importante per lo scenario emergenziale attuale – riferisce Claudio Vagnini, Direttore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena –, ancora una volta la ricerca si conferma asse portante non solo della nostra azienda, ma del sistema sanitario nel suo complesso. La collaborazione e la condivisione tra centri specializzati e la volontà di mettere i risultati degli studi a disposizione della società sono pilastri imprescindibili della ricerca scientifica e clinica. Abbiamo già esperienza di come le terapie cellulari rappresentino una promessa e una frontiera per la lotta contro il cancro, in particolare per la cura dei tumori ematologici. E oggi ipotizziamo che possano fornire un contributo importante anche per trattare la patologia derivante dal virus SARS-CoV-2. Il professor Dominici lavora da ormai vent’anni sulle staminali e grazie a questa sua esperienza e competenza siamo certi che guiderà al meglio il gruppo nazionale di ricerca”.

“I nostri ricercatori si confermano all’avanguardia nella lotta contro il Covid-19 – sottolinea Carlo Adolfo Porro, Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – sulla base di elevate competenze acquisite in diversi campi come quello così rilevante delle terapie cellulari. Esprimo orgoglio e soddisfazione a nome dell’Ateneo per la capacità di creare sinergie interne alla Facoltà e all’Azienda tra ricerca di base e clinica, nonché di partecipare e a guidare reti ad alta qualificazione internazionale. Questa è la strada che intendiamo potenziare a partire dalle nostre eccellenze”.

Il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Giorgio De Santis, riferisce: “Siamo di fronte ad una possibile innovazione terapeutica anche frutto delle ricerche della nostra Facoltà. Ci riferiamo in particolare alle cellule MSC da tessuto adiposo sul quale lavoriamo per la chirurgia rigenerativa. Ora potremo verificare se il potere delle MSC da grasso sia anche sicuro ed utile per pazienti con Covid-19”.

“L’innovazione di questo studio – spiega Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio Emilia – consiste anzitutto nel mettere in rete nello stesso protocollo cinque “fabbriche di cellule” (laboratori autorizzati alla produzione di cellule per l’utilizzo nell’ambito di protocolli clinici sperimentali), che producono MSC autorizzate per l’impiego umano da fonti diverse. L’obiettivo dello studio, in quanto di fase I/IIa, consiste anzitutto nel verificare la fattibilità e la sicurezza del loro utilizzo nel trattamento della polmonite da SARS-CoV-2”.

“Ad oggi non esiste ancora un trattamento farmacologico efficace per la cura dell’infezione e della polmonite da Covid-19”, precisa Enrico Clini, Direttore della Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio. “Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati farmaci antivirali, anticoagulanti e/o antinfiammatori approvati dagli enti regolatori a seguito delle evidenze scientifiche, in aggiunta alla terapia di supporto respiratorio. Ma la letteratura ha dimostrato che le MSC possono essere in grado di agire nei confronti della sindrome da distress respiratorio, una delle conseguenze più letali dell’infezione da Sars-CoV-2”.

Gli studi cinesi condotti fino ad oggi e pubblicati nel corso della pandemia su vari pazienti affetti da Covid-19 in condizioni cliniche in rapido peggioramento hanno dimostrato l’assenza di reazioni allergiche, di infezioni secondarie o di eventi avversi legati all’infusione di MSC. Nel giro di pochi giorni è stato osservato un miglioramento dell’ossigenazione, un calo dei livelli di molecole infiammatorie e un miglioramento del quadro clinico e radiologico.

A Verona Rachele Ciccocioppo, del Dipartimento di Medicina dell’AOU Integrata e professoressa di Gastroenterologia all’Università di Verona, conta una lunga esperienza nell’ambito dell’impiego delle MSC. “Ad oggi, basandoci sugli studi che hanno utilizzato le MSC per altre patologie – precisa Ciccocioppo -, possiamo affermare che l’aspettativa è quella di una riduzione dei tempi di degenza e di una diminuzione della dipendenza dall’ossigenazione e dal suo supporto. Un’altra ipotesi da verificare riguarderà il possibile effetto a lungo termine del danno causato dalla polmonite interstiziale, in particolare sulla fibrosi, e la conseguente insufficienza respiratoria”.

RESCAT è stato approvato come studio multicentrico, aperto, randomizzato, controllato che prevede due infusioni endovenose di MSC allogeni che a distanza di 5 giorni l’una dall’altra in 60 pazienti (40 trattati e 20 come gruppo di controllo) affetti da polmonite severa da infezione da SARS-CoV-2 e ricoverati e seguiti presso le Covid Unit coinvolte (terapie intensive e semintensive).

 

 

Coronavirus: oggi (26/1) su oltre 24.600 tamponi eseguiti si registrano 993 nuovi positivi (4%) in regione. 75 i decessi

Coronavirus: oggi (26/1) su oltre 24.600 tamponi eseguiti si registrano 993 nuovi positivi (4%) in regione. 75 i decessiDall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 212.590 casi di positività, 993 in più rispetto a ieri, su un totale di 24.641 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Proprio in queste ore andrà online la versione aggiornata, che specifica anche, sul totale, quante sono le seconde dosi somministrate e quindi il numero di persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Alle 15 sono state somministrate complessivamente 140.504 dosi, di cui 4.618 oggi. Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite la scorsa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 461 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 292 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 568 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,3 anni.

Sui 461 asintomatici, 334 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 23 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 9 tramite i test pre-ricovero. Per 87 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 224 nuovi casi; seguono Rimini (145), Modena (121), Ferrara (114). Poi Reggio Emilia (95), Piacenza (83), Cesena (63), Parma (54), Forlì (48); infine Ravenna (29) e il Circondario Imolese (17).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Il report periodico sull’andamento della pandemia in Emilia-Romagna è disponibile al link https://bit.ly/2Yfp0YB.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 14.099 tamponi molecolari, per un totale di 2.915.527. A questi si aggiungono anche 382 test sierologici e 10.542 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.060 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 154.178.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 49.142 (-2.142 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 46.629 (-2.011), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 75 nuovi decessi: 6 a Piacenza (u a donna di 75 anni e 5 uomini rispettivamente di 77, 80, 84, 85, 86 anni); 4 in provincia di Parma (2 donne, di 80 e 97 anni, e 2 uomini di 84 e 88 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 90 anni e 3 uomini, rispettivamente di 77, 81 e 87 anni); 4 nella provincia di Modena (una donna di 97 anni, e 3 uomini rispettivamente di 62, 81 e 83 anni); 29 in provincia di Bologna (21 donne: 1 di 59 anni, 2 di 82, 2 di 83, 2 di 84, 2 di 86, 2 di 88, 2 di 89, 3 di 90, 2 di 94, 2 di 95, 1 di 98 anni; e 8 uomini: rispettivamente di 67, 69, 76, 84, 85, 89, 2 di 90 anni); 5 nel Circondario Imolese (3 donne di 84, 87 e 91 anni, e 2 uomini di 64 e 80 anni); 7 nel ferrarese (3 donne di 87, 91 e 92 anni, e 4 uomini: 1 di 67 anni, 2 di 72, e 1 di 83); 5 in provincia di Ravenna (4 donne, rispettivamente di 75, 76, 86, 93 anni, e un uomo di 82 anni); 11 in provincia di Forlì-Cesena (4 donne, di 81, 87, 90, 99 anni, e 7 uomini: 1 di 57 anni, 1 di 77, 2 di 80 anni, poi 81, 82, 84 anni). Nessun decesso registrato nel riminese.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.270.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 220 (-2 rispetto a ieri), 2.293 quelli negli altri reparti Covid (-129).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 19 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 18 a Parma (+3), 20 a Reggio Emilia (invariato), 44 a Modena (invariato), 43 a Bologna (-1), 14 a Imola (-1), 26 a Ferrara (+1), 10 a Ravenna (-1), 1 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 21 a Rimini (-3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.070 a Piacenza (+83 rispetto a ieri, di cui 38 sintomatici), 14.937 a Parma (+54, di cui 32 sintomatici), 28.257 a Reggio Emilia (+95, di cui 41 sintomatici), 37.679 a Modena (+121, di cui 86 sintomatici), 42.074 a Bologna (+224, di cui 153 sintomatici), 6.690 casi a Imola (+17, di cui 12 sintomatici), 12.215 a Ferrara (+114, di cui 10 sintomatici), 16.165 a Ravenna (+29, di cui 10 sintomatici), 7.893 a Forlì (+48, di cui 39 sintomatici), 8.977 a Cesena (+63, di cui 44 sintomatici) e 19.597 a Rimini (+145, di cui 67 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati, sono stati eliminati 9 casi (5 Bologna, 3 Ravenna, 1 Cesena) in quanto giudicati non Covid-19.

Bando ristori per bar e ristoranti, l’assessore Corsini: “I soldi ci sono e arriveranno nei conti correnti dei gestori di bar e ristoranti. E a breve anche delle attività artigianali di asporto”

Bando ristori per bar e ristoranti, l’assessore Corsini: “I soldi ci sono e arriveranno nei conti correnti dei gestori di bar e ristoranti. E a breve anche delle attività artigianali di asporto”“Le risorse per sostenere gli imprenditori di bar e ristoranti, così duramente colpiti dall’emergenza sanitaria, non solo ci sono ma aumenteranno. Agli oltre 21 milioni di euro che abbiamo già destinato al settore, aggiungeremo infatti a breve altri 4 milioni per le attività artigianali di asporto, quali pizze al taglio, gelaterie, piadinerie, pasticcerie. Misure che stanno funzionando bene, come dimostrano le 4.200 domande già accolte a soli sei giorni dall’avvio del bando ristori voluto dalla Regione e dalla soddisfazione espressa dalle Camere di Commercio per la piattaforma digitale messa a disposizione per velocizzare le richieste”.

Così l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini, replica ad alcuni consiglieri che criticano il bando ristori finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 21,3 milioni di euro per sostenere i gestori di bar e ristoranti penalizzati dalle chiusure imposte per contenere l’emergenza Covid-19.

“Leggo poi dichiarazioni di alcuni esponenti del centrodestra, ovviamente critiche. Capisco che quando si dice ‘basta burocrazia’ si prendono applausi, ma attenzione a non confondere la legalità con la burocrazia. Perché, applausi a parte, noi vogliamo essere sicuri che i soldi pubblici arrivino effettivamente nei conti correnti dei ristoratori che ne hanno diritto- prosegue Corsini-, seguendo quello che dice la legge, così come d’altra parte, per provvedimenti simili al nostro, stanno facendo altre amministrazioni regionali e comunali. Questo non vuol dire non ascoltare chi ha difficoltà, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Proprio per questo, nelle sedi opportune, abbiamo chiesto un intervento chiarificatore nello specifico sul Durc, per capire se possono esserci interventi dello Stato in grado di alleggerire le norme”.

“Va peraltro detto- sottolinea l’assessore- che il bando prevede per la verifica della regolarità contributiva tempi ampi e quindi l’impresa può procedere alla regolarizzazione della sua posizione e, come da normativa nazionale, il debito può essere rateizzato. Opportunità previste per andare incontro il più possibile alle diverse realtà, sempre e comunque nel rispetto della legge. Chi trova difficoltà nel compilare la domanda può sempre rivolgersi alle proprie associazioni di categoria per chiarimenti e consigli. Grazie alla convenzione che abbiamo fatto con Unioncamere- abbiamo uno strumento valido per sostenere un comparto vitale dell’Emilia-Romagna”.

“Capisco che, anche in mezzo a una pandemia- chiude Corsini- ci sia chi voglia comunque fare polemica, ma io guardo ai fatti e ai risultati. E in questo momento direi che più di flop si può parlare di boom di domande. Segno che abbiamo saputo interpretare bene i bisogni dei nostri imprenditori”.

Marco Somà al FabLab Junior

Marco Somà al FabLab JuniorTorna al FabLab Junior di Fiorano Modenese, la rassegna ‘Stories’ con due laboratori online dell’illustratore Marco Somà, vincitore del Premio Andersen Miglior Illustratore nel 2019.

Il ciclo ‘Stories’ su illustrazione e fumetto è organizzato dall’associazione Lumen che gestisce le attività per conto del Comune di Fiorano Modenese, a Casa Corsini, centro polifunzionale dell’innovazione e della tecnologia.

Lunedì 1 febbraio alle 17 è in programma “Il richiamo della palude” mentre lunedì 8 febbraio, sempre alle 17, tocca a “Il venditore di felicità”. Entrambi i laboratori, dedicati a bambine e bambini dagli 8 agli 11, sono gratuiti e i posti sono limitati.

Le iscrizioni sono già aperte a info@casacorsini.mo.it.

Nel laboratorio creativo “Il richiamo delle palude” i piccoli partecipanti lavoreranno su carta da lucido imparando a giocare con le trasparenze della carta, le forme, i colori e le dimensioni diverse degli animali che popolano i fondali acquatici dal quale proviene il piccolo Boris. Verrà mostrato ai bambini come può nascere un personaggio di una storia. Nel caso di Boris, il protagonista de “Il richiamo della palude”, l’illustratore ha combinato l’aspetto di un bambino con alcune caratteristiche dell’Axolotl, una salamandra albina che vive nel lago di Xochimilco in Messico.

Nel laboratorio creativo “Il venditore di felicità” si seguirà il filo della fantasia: con carta, matita e colori i partecipanti dovranno creare la casa e il suo piccolo abitante che riceverà la visita del Signor Piccione, “Il venditore di felicità”.

Marco Somà lavora come illustratore di libri per ragazzi, è docente d’illustrazione e svolge attività laboratoriali con i bambine e bambini.  Le sue illustrazioni sono state selezionate in numerosi concorsi internazionali tra cui la Biennale d’illustrazione di Bratislava, la mostra illustratori della Fiera del Libro di Bologna. Le illustrazioni de “Il richiamo della palude” hanno ricevuto il 2° premio al Concorso Internazionale Sharjah Children’s Reading Festival. Ha ricevuto il premio Toppi dell’Annual Autori di Immagini, il 2° premio al Concorso illustratori del Premio Letteratura Ragazzi di Cento e il Premio Andersen Miglior Illustratore nel 2019.

Lutto nel distretto ceramico: è morto Gabriele Canotti

Lutto nel distretto ceramico: è morto Gabriele CanottiE’ stato uno dei pionieri del distretto ceramico, e ha legato al suo percorso professionale ad alcune tra le più importanti aziende del comprensorio.

E’ scomparso Gabriele Canotti, 80 anni: entrato in Marazzi nel 1961, ne divenne Direttore Generale nel 1987. Negli anni ricoprì anche la carica di Direttore  Generale di Cisa Cerdisa, poi di  Finriwal con la famiglia Ricchetti, ed infine di AD di Florim, prima di dedicarsi all’attività di consulenza, soprattutto in Spagna e Francia dove era particolarmente conosciuto.  Impegnato a lungo nel sociale – fu anche Presidente del Rotary – lascia i figli Angelo e Cristiano e la moglie Paola.

PD Sassuolo: sul voto all’odg presentato dal centro destra la maggioranza respinge i nostri emendamenti

PD Sassuolo: sul voto all’odg presentato dal centro destra la maggioranza respinge i nostri emendamentiL’amministrazione condivide le sofferenze del settore terziario, ma solo in teoria. Nel consiglio comunale del 25 gennaio scorso é  stato presentato un ordine del giorno di sostegno agli operatori economici (bar, ristoranti, palestre, ecc), da parte  del centrodestra,  che si è  rivelato essere una semplice   dichiarazione di solidarietà.  Noi invece abbiamo fatto proposte concrete,  migliorative all’odg, come la  riduzione della Tari, affinché  possano essere sostenuti in modo reale  tutti gli operatori del terziario che risentono degli effetti della pandemia. Sempre nel rispetto delle norme governative, come chi governa una città ha il dovere di fare.

Ma invece nell’ultimo consiglio comunale  Sindaco e capogruppo della lega , compresa tutta la maggioranza, sostengono la campagna #ioapro senza considerare che essa contesta le normative governative in difesa della salute pubblica. E, soprattutto, l’amministrazione sembra dimenticarsi di tutte quelle attività che pur in grave difficoltà continuano a rispettare le normative e ad affidarsi anche alla mediazione delle categorie di riferimento per la contrattazione con Regione e Governo. La giunta partecipa alle manifestazioni di piazza, ma se c’è da “arrotolarsi le maniche e lavorare” per conseguire iniziative reali a supporto delle imprese  locali non lo fa: non riduce la Tari (ciò che abbiamo proposto come opposizione), non promuove il bando per il sostegno ai pubblici esercizi di somministrazioni di alimenti e bevande aperto della Camera di Commercio con risorse della regione Emilia-Romagna, come abbiamo suggerito; decide di non accogliere neppure il suggerimento di mappare le attività maggiormente in difficoltà, soprattutto  quelle presenti nelle aree frazionali e periferiche, per poi predisporre interventi possibili e mirati.

Non si può votare un ordine del giorno che si limita a dichiarazioni di principio, di vicinanza e sostegno: occorre mettere in campo azioni concrete per sostenere gli operatori economici e supportare davvero, con degli aiuti reali, chi cerca di lavorare nel rispetto delle regole. I nostri emendamenti non erano in contrasto con lo spirito dell’odg presentato dal centrodestra, ma rafforzavano l’impegno del Sindaco e della giunta: sono stati respinti. Ancora una volta un odg di sole chiacchiere senza sostanza.

Confesercenti e Confcommercio: “Via libera al servizio mensa nei bar e ristoranti per le aziende del territorio”

Confesercenti e Confcommercio: “Via libera al servizio mensa nei bar e ristoranti per le aziende del territorio”“Lo svolgimento all’interno dei pubblici esercizi dell’attività di ristorazione in favore dei lavoratori di aziende che instaurano rapporti contrattuali con gli stessi esercizi è consentita nel rispetto delle misure di contenimento del rischio di contagio e delle norme vigenti in tema di attività produttive”.

È quanto riportato in una nota del Ministero dell’Interno in risposta a uno specifico quesito della Prefettura di Latina sulla corretta interpretazione della normativa che esclude dalla sospensione le attività di ristorazione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale.

“La nota – dichiarano Confesercenti e Confcommercio Modena – come più volte richiesto dalle due organizzazioni, fa chiarezza su un punto delicato della normativa, la cui interpretazione restrittiva aveva creato sul territorio regionale diverse difficoltà a imprese e a lavoratori, soprattutto in quelle parti del territorio sprovviste di servizi di mensa e catering già strutturate. Nel contempo, rappresenta un ulteriore piccolo passo verso una situazione di normalità di cui il settore della ristorazione ha un gran bisogno.”

Il Ministero chiarisce anche, però, che tale deroga non si applica a rapporti instaurati con i singoli titolari di partita IVA o liberi professionisti non essendo configurabile, in questi casi, il connotato indefettibile del servizio mensa o catering.

Inoltre devono essere espletati tutti i passaggi necessari e più precisamente la presentazione della Notifica Sanitaria al Comune e conseguenti comunicazioni alla CCIAA ed AdE.

 

Giulia Pigoni: “Assegnazione Sala Temple: penalizzate le associazioni sassolesi”

Giulia Pigoni: “Assegnazione Sala Temple: penalizzate le associazioni sassolesi”In merito all’assegnazione della Sala Temple, la consigliera comunale di Azione Giulia Pigoni ha presentato un’interrogazione, condivisa anche con il Partito Democratico e Sassuolo Futura, discussa nella seduta consiliare di ieri sera.

“Non capisco perché in questa assegnazione non si sia preso in minima considerazione il radicamento a Sassuolo delle associazioni – ha commentato Giulia Pigoni – o le collaborazioni con le altre associazioni della città, o chi abbia partecipato alle Consulte cittadine dei Giovani e della Cultura”.

C’è un altro aspetto dirimente: “Non sono state portate avanti, ad ora, delle soluzioni alternative per quelle associazioni sassolesi rimaste senza assegnazione di locali. Le attività e le proposte del mondo dell’associazionismo locale sono preziose e vanno preservate e sostenute. Non vedo da parte dell’amministrazione la necessaria attenzione alla valorizzazione di questo patrimonio culturale”.

Nella risposta dell’assessore alla Cultura di Sassuolo, Angela Ruini, è stato ribadito che, nella sostanza, la scelta è stata determinata dalla coerenza con gli obiettivi dell’amministrazione comunale.

“Apprendo come questa sia stata la valutazione principale. Deduco quindi – ha replicato la consigliera di Azione – che gli obiettivi dell’amministrazione abbiano molto più valore del radicamento territoriale, della collaborazione con le altre associazioni, della partecipazione degli organi consultivi istituiti dalla stessa amministrazione… Rimango veramente sconcertata dalla risposta dell’assessore Angela Ruini, che trovo molto grave dal punto di vista politico perché non attribuisce il minimo peso a parametri che io ritengo fondamentali”.

Giulia Pigoni insiste sull’importanza di trovare presto soluzioni effettive per le altre associazioni culturali, che hanno dato tanto alla città e che non vanno abbondonate a sé stesse.

Piazza Martiri Partigiani: i lavori si spostano nella zona nord est

Piazza Martiri Partigiani: i lavori si spostano nella zona nord estProseguono i lavori di rifacimento di piazza martiri Partigiani che, a partire da lunedì 1 Febbraio, saranno incrementati nella zona nord-est.

Per garantire, infatti, i tempi contrattuali e contenere quanto più possibile i tempi di realizzazione, la ditta incaricata del rifacimento di piazza Martiri partigiani da lunedì prossimo aggredirà il lato nord-est della piazza lasciando comunque libero il transito veicolare tra via Pia e via Cavallotti, oltre al passaggio pedonale verso i negozi posti nella parte opposta.

I posti auto che saranno sottratti al parcheggio, come da accordi con la Soprintendenza, verranno recuperati in piazzale Della Rosa.

Saranno circa 40 i posti auto non utilizzabili durante i lavori, 75 invece quelli disponibili in piazzale Della Rosa con particolari limitazioni: il parcheggio sarà gratuito ma per un tempo massimo di 90 minuti e solo per le autovetture; sono esclusi dalla possibilità di parcheggio, pena la rimozione forzata, furgoni, camioncini e mezzi pesanti.

I posti auto saranno disponibili dal lunedì al sabato nella fascia oraria 8,30-13 e 14,30-20.

A partire da lunedì 15 febbraio, poi, si renderà disponibile alla sosta la parte sud di piazza Martiri Partigiani che, nel frattempo, sarà terminata: circa ulteriori 50 posti auto disponibili.

 

 

“I love Sasol”: città addobbata a festa fino a San Valentino

“I love Sasol”: città addobbata a festa fino a San ValentinoUn segnale di speranza che parte dall’amore per la nostra città e, al tempo stesso, uno strumento nuovo ed ulteriore per invogliare quante più persone nel venire a Sassuolo a fare acquisti.

E’ con questo duplice obiettivo che, in piazza Garibaldi nel luogo in cui fino a pochi giorni fa era stato allestito il villaggio di Babbo Natale, da oggi capeggia la scritta “Sasol” corredata da un cuore rosso.

“L’amore per la nostra città – chiarisce l’Assessore al Commercio ed al Centro Storico del Comune di Sassuolo Massimo Malagoli – per le nostre tradizioni, rappresentate dal dialetto, e quel desiderio che ognuno di noi ha di poter tornare alla normalità il più presto possibile.

E’ con questo obiettivo che abbiamo deciso, senza alcun costo aggiuntivo rispetto al contratto stipulato in dicembre, di mantenere l’illuminazione a festa anche per questo mese e mezzo: fino a San Valentino. Luminarie che, lo ricordo, sono state allestite grazie al contributo di importanti sponsor privati ed alla collaborazione di negozianti ed associazioni di categoria, che ringrazio ancora una volta di cuore a nome dell’intera città. Naturalmente gli addobbi verranno rivisti: spariranno i simboli del natale per lasciare spazio, così come già è avvenuto in piazza piccola e all’orso gigante in piazza Martiri Partigiani, al simbolo per eccellenza dell’amore e della speranza: il cuore rosso.

Quello che stiamo attraversando è il momento più difficile dal dopoguerra, sia dal punto di vista sociale che economico e commerciale: solamente restando uniti ed aggrappati alla medicina, alla scienza ed a quanto abbiamo di più caro potremo contare di uscirne l più presto possibile. L’amore per la nostra città è un sentimento che accomuna ognuno di noi – conclude l’Assessore Massimo Malagoli – il nostro non è che un piccolo segnale, a costo zero, che vuole contribuire nel suo piccolo ad avvicinarci sempre di più verso una nuova normalità”.

 

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