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lunedì, 3 Agosto 2026
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COVID19, la situazione all’AOU di Modena Il Personale, i posti letto, la curva dei ricoveri. La parola al Pronto Soccorso

COVID19, la situazione all’AOU di Modena Il Personale, i posti letto, la curva dei ricoveri.  La parola al Pronto SoccorsoIl bollettino settimanale con le principali attività organizzative e sanitarie dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena in riferimento al COVID-19.

 

La situazione del personale – dott. Lorenzo Broccoli (foto), Direttore Amministrativo AOU di Modena

“La situazione del personale. In questi mesi il personale degli ospedali è stato potenziato con 379 assunzioni del comparto (personale infermieristico) e 62 medici, utilizzando oltre che i canali già disponibili, tutte le diverse forme di reclutamento, anche straordinarie, previste dai decreti del Governo.

Cionondimeno, resta difficile reperire sul mercato del lavoro tutti gli operatori necessari in quanto, da un lato, la domanda da parte di tutti gli enti del SSN è aumentata contemporaneamente in modo esponenziale ed inoltre il sistema formativo non è ancora sufficientemente tarato per queste nuove esigenze.

Per quanto riguarda specificatamente la nostra Azienda si sono riscontrate difficoltà, ad esempio, per reperire tutto il personale necessario per garantire il pieno funzionamento dei nuovi moduli per le terapie intensive, che, come noto, sono strutture che richiedono un numero di operatori per posto letto più alto rispetto ad altri ambiti e, peraltro, con particolare specializzazione e competenze. Ad oggi è stata risolta la dotazione del modulo di Baggiovara già pienamente in funzione, e si sta lavorando per garantire le risorse di personale per quello di prossima apertura collocato presso il Policlinico.

Nello specifico, abbiamo assunto a tempo determinato tramite bandi pubblici, medici in formazione degli ultimi anni iscritti alle scuole di specializzazione nelle discipline per le quali sono emerse situazioni di carenza di organico (in particolare Anestesia e Rianimazione, Malattie Infettive, Pneumologia, Medicina Interna, Medicina d’Urgenza). Per quanto riguarda il personale infermieristico, grazie alla collaborazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che ha consentito di concludere in tempi rapidi l’iter per i neo-laureati, sono in acquisizione nei prossimi giorni ulteriori risorse, che si andranno ad aggiungere al flusso continuo di inserimenti che vengono effettuati. Questi rinforzi hanno consentito di garantire l’assistenza nei reparti COVID dovendo ricorrere in misura minore rispetto a marzo all’impiego di professionisti operanti in settori differenti, pur tenendo conto che l’organizzazione è dinamica in base alle effettive presenze del personale in servizio.

Va ricordato, la situazione di criticità degli organici è aggravata dalla condizione di forte stress in cui opera il personale, e dal fatto che anche gli operatori si contagiano e si ammalano.

Dal 1° ottobre a oggi sono stati 222 gli operatori positivi al COVID (31 medici, 144 operatori del personale infermieristico, 30 tra specializzandi e studenti, 17 appartenenti al personale tecnico e amministrativo). Di questi ne risultano guariti 75, pari al 33%.

A questo riguardo faccio presente che l’AOU, già dalla prima fase della pandemia, ha istituito, ed ora potenziato, un servizio di consulenza e supporto psicologico agli operatori, frutto della collaborazione fra il Servizio Psicologia del Lavoro e Salute Organizzativa (diretto dalla Dott.ssa Paola Vandelli) ed il Servizio di Sorveglianza Sanitaria (diretto dalla Dott.ssa Loretta Casolari). In questa seconda fase, rispetto alla “prima ondata”, quando l’attenzione è stata particolarmente rivolta a supportare le risorse individuali degli operatori, si punta maggiormente sulla valorizzazione delle risorse di gruppo, dal momento che quelle individuali rischiano di essere in parte compromesse e logorate dal lungo periodo di stress che gli operatori stanno sopportando”.

Gli ospedali ricevono un compenso più alto per i pazienti COVID19?

“Si tratta di una fake news o, meglio, dell’interpretazione errata di un dato di bilancio assolutamente trasparente. Le Azienda Ospedaliero – Universitarie sono finanziate in base alla valorizzazione delle prestazioni che forniscono all’Azienda USL in base a un contratto di fornitura con la stessa. Ogni prestazione che l’Azienda USL acquista dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha una tariffa convenzionale definita nell’ambito del sistema di finanza pubblica per l’utilizzo più appropriato delle risorse del SSN, finanziato dalla tassazione generale.  La valorizzazione delle prestazioni calcola in via forfetaria i costi complessivi del ricovero in base alle prestazioni da effettuare e rappresenta uno strumento convenzionale di programmazione economica sanitaria utile per regolare i rapporti economici fra Azienda USL (committente) ed AOU (erogatore di prestazioni), che si muove in un sistema totalmente pubblico, dove, evidentemente, non ha senso parlare di guadagno. Peraltro, abbiamo verificato che, mediamente, le prestazioni in ricovero per COVID nell’unità operativa di Malattie Infettive hanno una valorizzazione di circa 4.000 euro. Diversamente, nello stesso reparto, i ricoveri per altre patologie tipicamente affrontate nella fase pre-COVID hanno una valorizzazione media di circa 5.000 euro. Quindi, anche se si volesse ragionare in termini “commerciali”, che si ribadisce comunque impropri in questo caso, potremmo affermare che col COVID non si guadagna.

 

Situazione posti letto, ricoveri

“L’incremento dei ricoveri di pazienti COVID positivi è stato costante anche nell’ultima settimana, determinando la necessità di mantenere i settori di posti letto attivati e le rimodulazioni delle attività differibili attuate.

Per far fronte alle necessità della provincia sono stati resi inoltre disponibili altri settori di degenza ordinaria presso il Policlinico e di semintensiva presso lo stabilimento di Baggiovara.

In particolare, per quanto riguarda l’attività chirurgica, sono sempre stati garantiti gli interventi urgenti e indifferibili, oltre alla chirurgia oncologica. Le sedute operatorie vengono pianificate in modo da dedicare spazi adeguati all’esecuzione degli interventi di classe A e in emergenza/urgenza. Sono state inoltre attivate convenzioni con strutture esterne che permettono di potenziare l’offerta chirurgica, dal momento che quota parte del personale di sala operatoria dell’Azienda è impegnato nella gestione dei pazienti COVID in area di degenza intensiva e semintensiva.

Ad oggi abbiamo attivato 298 posti di degenza ordinaria e 96 tra intensiva e semintensiva. Presso lo stabilimento Policlinico sono disponibili 188 posti di degenza ordinaria e 46 semintensivi/intensivi. Presso lo stabilimento di Baggiovara in degenza ordinaria sono dedicabili ai positivi 110 posti e 50 sono i posti di semintensiva/intensiva.

I dati di stamattina vedono 248 pazienti COVID positivi in degenza ordinaria e 85 tra terapia intensiva e semintensiva. Di questi, 193 sono assistiti presso il Policlinico e 140 all’Ospedale Civile.

Rispetto all’andamento di ricoveri e dimissioni di pazienti positivi, la settimana conclusa ha visto un miglioramento nel saldo che si attestava su uno scarto medio di circa 4/5 pazienti al giorno. Negli ultimi giorni si è registrato infatti un bilancio sostanzialmente in pari fra ingressi e uscite, che si riflette nell’andamento della curva dei ricoveri in degenza ordinaria riportata a seguire”.

Il Comune di Formigine rende disponibile la Sala Loggia per le vaccinazioni antinfluenzale pediatrica

Il Comune di Formigine rende disponibile la Sala Loggia per le vaccinazioni antinfluenzale pediatricaIl Comune di Formigine rende disponibile Sala Loggia per effettuare la vaccinazione antinfluenzale pediatrica, domani 21 novembre 2020.

A oggi, nella nostra Regione, soltanto le categorie a rischio possono usufruire gratuitamente di questo servizio. Altrimenti, sono le stesse famiglie ad acquistare il vaccino, che poi viene somministrato dal pediatra di riferimento.

“Devolveremo il compenso che ci sarebbe dovuto, da parte delle famiglie che vorranno contribuire, alla Onlus Banco Alimentare – dichiara la dottoressa Cristina Rivi, promotrice dell’iniziativa assieme ai colleghi Giulia Vivi, Sara Denti e Pierfiorenzo Varni – In questo modo, vogliamo ribadire la richiesta, portata avanti da molti noi, di rendere il vaccino antinfluenzale gratuito per tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni. Questa vaccinazione va a tutela non solo della salute del piccolo paziente, ma anche di tutta la famiglia, soprattutto se presenti soggetti fragili, come le persone immunodepresse. Soprattutto quest’anno, in piena emergenza pandemica, escludere la presenza di un’influenza, i cui sintomi sono molto simili a quelli dell’infezione da Covid-19, porterebbe a un minor carico per l’intero sistema sanitario”.

Per la giornata di domani, sono stati attivati tutti i protocolli anticontagio, compreso un triage all’ingresso.

 

Fiorano: predisposto il servizio ritiro immondizia rivolto a tutti gli impossibilitati causa Covid

Fiorano: predisposto il servizio ritiro immondizia rivolto a tutti gli impossibilitati causa CovidNel Comune di Fiorano Modenese viene predisposto il servizio di ritiro dei sacchi di immondizia rivolto a tutti i cittadini impossibilitati a uscire di casa in quanto positive al Coronavirus, oppure in stato di quarantena per aver avuto contatti stretti con altri positivi.

Il servizio viene compiuto due giorni a settimana, il lunedì e il giovedì, ed è portato avanti dagli Alpini della Protezione Civile.

Per fare richiesta è necessario telefonare allo sportello sociale 0536/833422 oppure all’ufficio ambiente 0536/833258. L’operatore spiegherà anche come confezionare l’immondizia.

 

L’Emilia-Romagna celebra la Giornata nazionale dell’albero con iniziative on line, laboratori e nuove piante donate

L’Emilia-Romagna celebra la Giornata nazionale dell’albero con iniziative on line, laboratori e nuove piante donate

– Sono già più di 182mila i nuovi alberi e arbusti che oltre 16mila tra cittadini, enti e associazioni dell’Emilia-Romagna hanno piantato dal 1^ ottobre ad oggi per la campagna, promossa dalla Regione, “Mettiamo radici per il futuro”, il piano green da 14 milioni di euro che nei prossimi quattro anni distribuirà gratis 4,5 milioni di specie arboree, una per ogni abitante.

Un grande bosco che domani saluterà la Giornata nazionale dell’albero con tante iniziative a partire dalla piantumazione dell’albero dell’Emilia-Romagna – un esemplare di Liquidambar (Liquidambar styraciflua) – nel giardino Kenzo Tange, alle ore 10.30, da parte dell’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo e della vice-sindaco di Bologna, Valentina Orioli (all’evento, che si potrà seguire in diretta Facebook sui canali della Regione, non è prevista la presenza di pubblico in ottemperanza alle norme anti assembramento).

“Sono soddisfatta della risposta campagna da parte dei cittadini e dei Comuni, che hanno aderito con slancio alla proposta di sviluppare iniziative per questa importante giornata e che stanno partecipando numerosi al progetto avviato lo scorso primo ottobre- commenta Priolo-. Questo è un grande esempio di lavoro di squadra che vede enti locali, associazioni, scuole e cittadini impegnati in prima linea per rendere sempre più verde e sostenibile la nostra regione. Ognuno di noi può fare qualcosa ed è parte di questa bella storia”.

Tra le iniziative, tutte nel rispetto delle norme anti-Covid, in programma da Piacenza a Rimini per la giornata nazionale, ci sono piantumazioni nei giardini, nelle scuole, nelle biblioteche abbinate a eventi e incontri in streaming, laboratori e proiezioni on line.

E la Regione guarda già al Natale con una specifica campagna per invitare i cittadini ad aggiungere un albero per ogni pacchetto confezionato e regalato. “A Natale aggiungi un albero ai tuoi regali”, un piccolo gesto per contribuire, e magari superare prima del 2025, al traguardo verde dell’Emilia-Romagna.

Gli alberi già piantati e prenotati provincia per provincia

Per quanto riguarda il report di monitoraggio dell’iniziativa, aggiornato al 13 novembre, si contano circa 152mila piante consegnate – e oltre 30mila già prenotate da Enti locali – e 16.600 beneficiari, di cui 16.147 sono cittadini, 160 le associazioni e 322 enti pubblici.

Si tratta di una distribuzione pari al 36,4% delle piante messe a disposizione dal bando per il 2020, corrispondente a un investimento regionale di circa 400mila euro.

Questo il dettaglio della distribuzione sul territorio: circa 15mila alberi sono andati a oltre 1.500 beneficiari della provincia di Bologna, 5.400 a 800 destinatari sul territorio di Ferrara, più di 17mila piante a 2200 utenti di Modena e provincia. E ancora 48mila alberi sono stati piantati da 5.000 tra enti, cittadini e associazioni in provincia di Parma, in quella di Piacenza circa 7500 specie per circa 850 beneficiari, a Ravenna 4.100 per più di 500 destinatari, 36.135 piante a 4mila beneficiari della provincia di Reggio Emilia, a Rimini gli alberi piantati sono più di 3.800 per 304 destinatari e quasi 14mila sono le piante ritirate da 1.387 beneficiari nella provincia di Forlì-Cesena.

Nel rispetto delle norme in merito alle limitazioni degli spostamenti previsti dal nuovo Dpcm per il contrasto al Covid-19, al momento le piante possono essere ritirate solo nei vivai del proprio comune di residenza o in quelli dei Comuni attigui. Le informazioni sullacampagna, al sito https://radiciperilfuturoer.it

Sanità, l’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali per 19 progetti di ricerca

Sanità, l’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali per 19 progetti di ricercaIl valore della ricerca, il merito di un sistema regionale capace di metterla al centro, a partire dalla sanità.

L’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali, piazzandosi al secondo posto tra le Regioni italiane, dopo il Veneto, per numero di progetti finanziati: 19.  Di fondamentale importanza gli ambiti degli studi proposti: 10 riguardano la ricerca biomedica innovativa, quindi legata all’acquisizione di nuove conoscenze (‘theory enhancing’) e 9 sono mirati allo studio di nuove strategie clinico-assistenziali e organizzative (‘change promoting’).

A stilare, e pubblicare, la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento, il ministero della Salute, dopo aver concluso l’iter del ‘Bando di ricerca finalizzata 2019’: dei 19 complessivamente finanziati alla Regione Emilia-Romagna, 8 (di cui 2 progetti ordinari di ricerca finalizzata, 4 progetti “Giovani ricercatori” e 2 borse di studio “Starting Grant”) ottengono risorse per quasi 3 milioni di euro; agli altri 11 presentati dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) vanno oltre 4,7 milioni.

I ricercatori emiliano-romagnoli che lavoreranno allo sviluppo dei progetti afferiscono alle Aziende ospedaliero-universitarie di Bologna (900mila euro), Modena (450mila), Ferrara (563mila), Parma (1.029.444 euro) e ai 4 Irccs della regione (il riconoscimento per il Policlinico Sant’Orsola, infatti, è arrivato nel 2020): Istituto ortopedico Rizzoli (1.764.490 euro) e Istituto delle Scienze neurologiche (1.651.900) di Bologna, Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (442.000) e Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (900.000).

“Complimenti alle nostre Aziende ospedaliero-universitarie e ai nostri Irccs che hanno raggiunto questo importante risultato, di cui siamo orgogliosi- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È un riconoscimento che rende merito al servizio sanitario dell’Emilia-Romagna e alla capacità di fare sistema, e soprattutto premia il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici, della cui importanza oggi più che mai siamo tutti pienamente consapevoli”.

Numerose le discipline interessate dai progetti dell’Emilia-Romagna: per l’ambito ‘avanzamento delle conoscenze’ oncologia (3 progetti), ortopedia (2), ematologia e immunologia (2), dermatologia, neurologia e psichiatria, geriatria (1 progetto in ciascun ambito). Per il settore ‘clinico-assistenziale e organizzativo’, i progetti vincitori sono mirati allo studio di nuove strategie nell’ambito della neurologia e psichiatria (3), diagnostica (2), malattie infettive (1), cardiologia – pneumologia (1), riabilitazione (1) e ortopedia (1).

A livello nazionale sono stati erogati 100 milioni, destinati a finanziare complessivamente 211 progetti di ricerca, 7 progetti di ricerca cofinanziati, 38 borse di studio under 33 e due Programmi di Rete cofinanziati dalle Regioni, cioè considerati altamente innovativi e con un elevato impatto sul Servizio sanitario nazionale, oltre a un progetto di ricerca sulla Fibromialgia che ha visto coinvolte tutte le Regioni, con il coordinamento della Liguria.

Edilizia scolastica superiore, per le manutenzioni piano della Provincia di Modena da 10 mln di euro

Edilizia scolastica superiore, per le manutenzioni piano della Provincia di Modena da 10 mln di euroLa ristrutturazione della palazzina ortogonale all’istituto Corni in largo Aldo Moro, i nuovi spogliatoi nella palestra del Muratori e i nuovi bagni al Wiligelmo e al Barozzi a Modena; i nuovi serramenti al Fanti di Carpi e il completamento della loro sostituzione al Baggi di Sassuolo e al Levi di Vignola, oltre a manutenzioni straordinarie di vario tipo, rifacimenti di impianti antincendio in numerose scuole, ammodernamenti di palestre e servizi praticamente in tutti gli istituti superiori modenesi.

Sono alcuni degli interventi che saranno realizzati dalla Provincia con risorse pari a oltre dieci milioni di euro in tre anni, previste da un fondo della legge di stabilità del 2020, pari a 885 milioni,  destinato a Province e Città metropolitane, enti competenti sull’edilizia scolastica superiore.

Dopo il via alle risorse annunciato nei giorni scorsi, la Provincia ha inviato al  ministero dell’Istruzione l’elenco degli interventi che potranno partire già dal prossimo anno, viste che diverse opere erano già programmate, ma attendevano il finanziamento.

«Abbiamo puntato – afferma Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena – sulle manutenzioni straordinarie, la sicurezza degli edifici e la necessità di mettere a disposizione degli studenti e insegnanti spazi sempre più confortevoli e adeguati alle esigenze della didattica. L’emergenza sanitaria ha reso ancora più urgente la realizzazione di un piano nazionale di adeguamento dei nostri istituti e queste risorse rappresentano anche un segnale importante visto le Province erano state penalizzate in passato. Ora – conclude Tomei – finalmente iniziamo a recuperare e ci auguriamo che altre risorse possano arrivare anche con il Recovery fund».

Tomei ricorda, inoltre, che la realtà modenese è unica in regione per la presenza di 11 poli scolastici superiori, attrattivi anche da fuori provincia, arrivati a oltre 34.600 studenti di cui quattro mila da altre province e regioni.

Nell’elenco dei lavori figurano 60 interventi, una ventina ogni anno a partire dal 2021; tra questi spiccano anche i nuovi serramenti e servizi al polo Cavazzi-Sorbelli di Pavullo e al Da Vinci di Carpi, i nuovi pavimenti al Levi di Vignola, il rifacimento delle coperture al Meucci di Carpi e le manutenzioni straordinarie allo Spallanzani di Castelfranco Emilia. E a queste risorse si aggiungeranno anche quelle messe a disposizione con i mutui della Banca europea degli investimenti. La Provincia gestisce l’edilizia scolastica superiore di 30 istituti scolastici che utilizzano 62 edifici, 25 palestre, oltre 1400 aule e 500 laboratori.

 

Con i fondi della Banca Europea adeguamenti sismici e strutturali per 25 mln di euro

Oltre alle risorse del ministero dell’Istruzione destinate alle manutenzioni per oltre dieci milioni di euro, la Provincia potrà contare sui finanziamenti della Banca europea degli investimenti (Bei), con mutui a carico dello Stato, destinati a interventi sismici e strutturali e ampliamenti degli edifici scolastici.

Nei giorni scorsi il Consiglio provinciale ha approvato, all’unanimità, l’aggiornamento del 2020 di un elenco di opere che sarà presentato a Regione e Governo, procedura necessaria per accedere alle risorse che quest’anno non sono ancora state quantificate.

L’elenco contiene 15 interventi pari a oltre 25 milioni di euro, un vero e proprio piano utile anche per accedere ai fondi per i prossimi anni.

Tra le opere spiccano il completamento dell’adeguamento sismico al Barozzi e Fermi di Modena e Formiggini di Sassuolo, l’avvio dei analoghi interventi al Levi di Vignola, al Fanti di Carpi, al Corni a Modena, allo Spallanzani di Castelfranco Emilia e al Cavazzi di Pavullo, oltre alle nuove palestre del Marconi a Pavullo e del Selmi a Modena e la ristrutturazione dell’istituto Ramazzini di Modena che sarà utilizzato dal Fermi, un’opera quest’ultima che ha un costo di quattro milioni di euro.

I mutui Bei rappresentano una linea di finanziamento già utilizzata negli anni scorsi, anche dai Comuni, che ha consentito alla Provincia di ottenere le risorse per gli adeguamenti sismici dei primi stralci del Barozzi e Fermi di Modena e del Formiggini a Sassuolo e per gli ampliamenti, in corso, del Selmi di Modena e del polo Levi-Paradisi di Vignola per oltre dieci milioni di euro complessivi.

Il CAI Sassuolo per l’anno 2021

Il CAI Sassuolo per l’anno 2021Nella speranza che la situazione contagi possa velocemente normalizzarsi e si possa tornare, pur nel rispetto di tutte le normative e precauzioni, alle normali attività nel più breve tempo possibile, il Club Alpino Italiano sezione di Sassuolo ha stilato un calendario di appuntamenti ed escursioni per tutto il 2021.

Circa 40, tra escursioni didattiche e gite, tutte consultabili sul sito internet del Cai di Sassuolo, all’indirizzo www.caisassuolo.it.

 

Resoconto della seduta del Consiglio Comunale formiginese del 19 novembre

Resoconto della seduta del Consiglio Comunale formiginese del 19 novembreA Corlo nascerà un centro di rimessaggio privato per camper e caravan: è stato infatti approvato dal Consiglio Comunale il permesso di costruire in deroga sull’area dell’ex mobilificio “Ascelina” nella frazione di Corlo, in un fabbricato dismesso da alcuni anni. Grazie all’autorizzazione un’azienda del territorio formiginese si trasferirà in quella sede ampliando i suoi spazi, aumentando i servizi al territorio nonché effettuando una bonifica dall’amianto presente nella copertura del vecchio stabile: l’attività che si insedierà creerà anche opportunità occupazionale in un momento di crisi economica, visto che si prevede la creazione di alcuni nuovi posti di lavoro.

Sarà invece gestito in convenzione fra i comuni di Formigine, Fiorano Modenese, Sassuolo e Maranello l’ufficio unico sanzioni delle Polizie Locali, dopo l’approvazione della delibera in consiglio: grazie alla nuova gestione associata anche di questo servizio, il costo amministrativo dello stesso risulterà quasi dimezzato rispetto alle precedenti gestioni in proprio da parte dei singoli comuni. Approvate dal consiglio comunale anche due delibere di convenzione per la manutenzione e vigilanza dei Percorsi Natura del Secchia e del Tiepido, stipulate fra i comuni attraversati dai corsi d’acqua, la Provincia di Modena e l’Ente Parchi Emilia Centrale: tra gli impegni principali sfalcio dell’erba e taglio della vegetazione ai lati del percorso, rimozione di alberi o rami caduti o spezzati in seguito a particolari eventi meteorologici, potature e abbattimenti di alberi allo scopo di eliminare o prevenire situazioni di pericolo per gli utenti, interventi di ripristino del fondo e di riparazione dei manufatti indispensabili al mantenimento delle condizioni di percorribilità e sicurezza, interventi di segnalazione e messa in sicurezza in caso di piene.

Violenza sulle donne, i Comuni lanciano la campagna

Violenza sulle donne, i Comuni lanciano la campagna“Io non ho paura”: con questo messaggio di coraggio, forza e opposizione netta a ogni forma di violenza i Comuni del Distretto Ceramico lanciano la campagna in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Nell’impossibilità di organizzare iniziative pubbliche a causa delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, quest’anno le amministrazioni comunali di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo propongono alla cittadinanza eventi e video online, installazioni ed esposizioni in luoghi pubblici per tenere alta l’attenzione su un tema di drammatica attualità.

Un impegno, quello contro ogni forma di violenza e discriminazione nei confronti delle donne, che i Comuni del Distretto portano avanti da tempo, e che negli ultimi anni si è concretizzato in particolare con la creazione del Centro Ascolto Donne e del Centro Antiviolenza Tina.
“Ogni giorno nel nostro Paese le donne sono vittime di violenze fisiche e psicologiche, soprusi, discriminazioni”, è il pensiero condiviso dagli amministratori con delega alle pari opportunità (Mariaelena Mililli a Maranello, Camilla Nizzoli a Sassuolo, Paolo Zarzana a Formigine, Maria Luisa Cuoghi a Fiorano Modenese). “Il ruolo degli enti pubblici è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che il lockdown imposto dalla pandemia, con le famiglie costrette tra le mura domestiche, ha purtroppo enfatizzato. Un fenomeno che ha conseguenze tragiche sulla vita di tante donne e di tanti minori anche sul nostro territorio, come testimoniano i numeri del centro antiviolenza. Con queste iniziative vogliamo coinvolgere i cittadini affinché il processo di cambiamento di cultura e mentalità si realizzi nella quotidianità di ognuno”.

Alla campagna collabora Coop Alleanza 3.0: per tutto il mese soci e clienti possono sostenere con l’1% degli acquisti di prodotti Coop della linea Solidal i centri antiviolenza e le associazioni che si occupano di donne vittime di abusi: nel Modenese ne beneficerà l’associazione Gruppo Donne e Giustizia. Inoltre, sempre per tutto il mese di novembre, i sacchetti del pane saranno portatori del messaggio ‘Per molte donne la violenza è pane quotidiano’ e del numero antiviolenza nazionale 1522. Per Rossano Gianferrari, Presidente della Zona Soci Modena Sud di Coop Alleanza 3.0, “la campagna ‘Noi ci spendiamo, e tu?’ di Coop Alleanza 3.0 è coerente con la mission della Cooperativa che è quella di essere al fianco dei territori e delle comunità. Essere una Cooperativa richiede responsabilità etica, solidarietà, vicinanza. Perché è solo pensando da comunità e per la comunità che è possibile realizzare progetti e gesti concreti”.

Queste le principali iniziative in programma. Due installazioni di grande effetto coinvolgono più comuni: “Europa, ritratti delle Madri fondatrici”, a cura di Maria Pia di Nonno, ritratti di Giulia Del Vecchio, a Formigine fino al 24 novembre nell’atrio esterno del palazzo municipale e a Maranello dal 6 al 15 dicembre nell’atrio del municipio; “Il posto di chi manca”, installazione di sedie rosse che richiama il dramma dell’assenza delle vittime, il 25 novembre a Sassuolo in Piazza Garibaldi, dal 25 al 29 a Formigine presso il Comune, dal 23 al 29 a Maranello al Mabic e in Piazza Libertà.

Fiorano Modenese il 22 novembre alle 17 su Facebook propone “Il tè delle cinque” con il video di Orazio Giannone “Love infinity” e la presentazione del libro di Giovanna Ferrari, con l’incontro con l’autrice, le letture di Annalisa Valli e l’accompagnamento musicale di Elena Montorsi, modera la giornalista Laura Corallo (replica il 25).

A Formigine dal 25 al 29 novembre il Castello si illumina di rosso, e sulle mura del municipio saranno esposti i nomi delle donne uccise in Italia nel 2020; il 10 dicembre alle 20,30, online sul canale Youtube dell’Unione, “Un fragile presente: racconto sulla violenza sulle donne e prostituzione”, stand-up history con Mirta Da Pra Pocchiesa e Vittorina Maestroni, modera Giulia Martina Bosi.

A Maranello dal 23 al 27 novembre “10 volte Io non ho paura”, dieci immagini postate sui social e installazione in Municipio e nel supermercato Coop; dal 23 al 29 gli edifici comunali (Municipio, Mabic, rotonda Cavallino) si illuminano di rosso; il 25 novembre alle 21 incontro online sui canali dell’Unione sul tema “Le donne e le economie, un confronto tra Italia ed Europa” con Gabriella Gibertini (Salvarola Terme) e Michele Antoniazzi (Ferrari). Sempre il 25 pubblicazione del video “Discriminazione e violenza contro le donne” con la voce e i pensieri di assessore e consigliere.

Sassuolo propone dal 23 al 30 novembre l’illuminazione di rosso della Torre dell’Orologio; il 25 alle 10 in Piazza Garibaldi “In silenzio per rompere il silenzio”, marcia statica e proclamazione dei vincitori del concorso creativo contro la violenza sulle donne per gli studenti delle superiori, il 29 alle 18 “Il diritto di esistere”, performance a cura dell’Associazione Non è colpa mia, online sulla pagina Facebook dell’associazione.

L’Emilia-Romagna tra le prime per maturità digitale delle imprese

L’Emilia-Romagna tra le prime per maturità digitale delle impreseL’impresa che vuole essere competitiva deve essere digitale. Soprattutto in una fase come l’attuale in cui il processo di diffusione delle tecnologie digitali è stato forzatamente accelerato dalle misure di contenimento del contagio da Covid 19.

E’ questo lo scenario in cui è stata presentata la prima indagine sui processi di trasformazione e maturità digitale delle imprese, promossa da Regione Emilia-Romagna, Unioncamere regionale, Università di Modena e Reggio Emilia, in un partecipato seminario on line organizzato in collaborazione con la rete dei PID (Punti impresa digitale) delle Camere di commercio, che hanno raccolto i questionari di assessment (valutazione) compilati da oltre 1600 imprese regionali.

Dallo studio, che esamina la digitalizzazione e la gestione dei flussi informativi in rapporto a ogni singola funzione aziendale, emerge come in Emilia-Romagna il grado di maturità digitale cresca all’aumentare delle dimensioni, tra i 250 e i 499 addetti. Il mercato B2B è quello più digitalizzato.

Il dato che la ricerca mette in luce -sostiene Giovanni Solinas docente di Economia industriale del dipartimento di Economia ‘Marco Biagi’ dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia è che un nucleo consistente di imprese – una su cinque- ha raggiunto un buon grado di maturità digitale. Il processo è trasversale: riguarda la manifattura e i servizi, grandi, piccole e medie imprese”.

Il settore informazione e comunicazione è il più aperto al digitale, ma c’è varietà elevata nella manifattura, dove più avanti sono macchinari-apparecchiature, gomma, metallurgia e autoveicoli.

Un altro dato rilevante è che il 65% delle imprese adotta almeno una delle tecnologie abilitanti 4.0. Dalla ricerca, riguardo l’aspetto della consapevolezza digitale, emerge però l’alto numero di imprese che utilizzano tecnologia senza essere formate e di qui la necessità di investire sotto questo profilo, per rispondere all’evoluzione della domanda di professioni e competenze.

La seconda parte dell’indagine è rivolta a fornire una misura di questi aspetti. Si guarda alla adeguatezza dei processi formativi all’interno delle imprese e all’andamento della domanda di lavoro.

L’analisi di oltre tre milioni di rapporti di lavoro attivati dalle imprese nelle principali filiere produttive negli ultimi 10 anni – aggiunge Solinas – evidenzia un dato di straordinaria rilevanza: a un assunto su due ha un profilo professionale che richiede competenze digitali”.

La prospettiva digitale è necessaria per le imprese e infatti sia la nuova Strategia industriale europea che il Recovery Plan mettono la digitalizzazione tra le priorità.

Nella indagine che sottolinea il ruolo della filiera produttiva, c’è una lettura attenta di tutti i fattori e delle tecnologie, della formazione e capacità di utilizzare quanto si sta realizzando dentro le nostre imprese – precisa Morena Diazzi (foto), direttore generale Economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa Regione Emilia-Romagna – La trasformazione digitale è pezzo di processo più complessivo. L’investimento sul digitale, nell’innestare processo di appropriazione di competenze e conoscenze va nella direzione del piano per lo sviluppo digitale della Regione, del data valley come bene comune. Un filone a cui si collegano la costruzione della S3 smart specialization strategy e la nuova programmazione europea Fesr-Fse di sostegno alle imprese. Occorre insistere in uno sforzo di sistema tra Regione, Università, Camere di commercio. La maturità digitale è chiaramente una condizione fondamentale per l’economia post Covid”

E’ quindi un percorso avviato, in cui c’è bisogno di costruire competenze in uno sforzo comune. La sfida è creare una rete di innovazione tra diversi attori che devono dialogare con le aziende per favorire diffusione conoscenze, creare consapevolezza, sostenere investimenti tecnologici per il decisivo cambio di passo, accompagnare ed aiutare le imprese.

L’ultima indagine Excelsior di Unioncamere Italiana evidenzia come il 60,4% della futura forza lavoro deve possedere competenze digitali di base (utilizzo di internet, strumenti di comunicazione digitale, ecc.) e il 36,2% dei nuovi occupati abilità «avanzate» (utilizzo delle tecnologie 4.0, ecc.).

Se in generale il Sistema Camerale nel periodo 2017-2019 e fino al 2020 ha stanziato oltre 110 milioni di euro, per sostenere la trasformazione digitale tramite acquisto di tecnologia ma soprattutto di formazione e consulenze – spiega Antonio Romeo, responsabile del coordinamento della rete nazionale PID-Punto impresa digitale –c’è ancora molto lavoro all’orizzonte. In base agli ultimi dati di settembre in Italia sono oltre 250.000 le imprese che hanno usufruito di servizi Pid”.

In Emilia-Romagna, tra le imprese, si riscontra un numero più basso di esordienti e apprendisti digitali, pari al 45% rispetto al 55% a livello nazionale del numero delle imprese che si collocano nei primi due step della digitalizzazione, anche se emerge un 15%, quindi qualche punto in più rispetto alla media nazionale, di imprese più performanti.

L’Emilia-Romagna si colloca tra le prime tre regioni a livello nazionale per digitalizzazione delle imprese, con un trend simile a quello della Lombardia, che è seconda, e a poca distanza dal Trentino Alto Adige, primo sul podio. Se l’Emilia-Romagna risulta anche più avanti in questo campo, seppur non di molto, di regioni come Piemonte e Veneto, è anche vero che il digitale non è per tutti. Solo le imprese che operano in filiera, infatti registrano livelli di digitalizzazione più alti. Le imprese investono di più, infatti, se sono inserite in una filiera produttiva, logistica e clienti a valle e a monte, al cui interno c’è maggiore necessità di dialogo ‘smart’ e scambio di informazioni. Quando si tratta di digitalizzare i processi interni, a partire dalle risorse umane, ci sono maggiori difficoltà, anche in Emilia-Romagna: ci riescono meglio solo le medie e grandi.

La sfida, quindi, è di rafforzare una rete di innovazione e i diversi attori devono dialogare sempre più con le imprese.

La digitalizzazione delle imprese è una priorità e si collega strettamente al livello di competitività nel mercato nazionale e nei mercati esteri, ma il lavoro da fare è ancora molto– conferma il segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Claudio Pasini (foto)L’ultimo censimento Istat, del 2019, dice che le imprese italiane non sembrano pronte a raggiungere la maturità digitale. Ben tre quarti di imprese con almeno 10 addetti, pur effettuando investimenti digitali, non riescono a essere caratterizzate da un utilizzo davvero integrato delle tecnologie disponibili. La maggior parte– nota Pasini- è riuscita ad avviare un percorso grazie agli incentivi statali e regionali ultimi anni. Ma gli imprenditori sono concentrati sugli investimenti infrastrutturali, come le soluzioni Cloud o la fibra ottica, lasciando spesso a un’eventuale fase successiva l’adozione di tecnologie applicative più complesse, che però sono quelle che avvicinano alla maturità digitale. Si tratta di un processo velocizzato negli ultimi mesi dalla pandemia. Il percorso è ancora lungo: occorre garantire supporto e accompagnamento alle imprese per aiutarle a compiere il decisivo salto di qualità nell’acquisizione di cultura digitale. In tale direzione – conclude Pasini- opera il “network nazionale Industria 4.0” che attraverso i Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, i digital innovation hub e i competence center accompagna e supporta le imprese nella trasformazione digitale 4.0”.

Giuseppe Iannaccone, segretario generale vicario Camera di commercio di Bologna che, evidenziando la necessità di fare passi avanti nella digitalizzazione ha approfondito il tema dell’utilizzo dei voucher digitali Impresa 4.0 “buono nei settori industria, servizi e, in misura minore, commercio e artigianato, ma con la nota dolente dell’agricoltura”.

Di come le tecnologie digitali siano decisive hanno portato testimonianza tre aziende di diversi settori, esempi di eccellenza, a contatto con i punti PID delle Camere di commercio nello sviluppo della propria attività: Marco Arienti (Pulsar Industry Srl), Mirco Vignoli (Blutec Srl), Giancarlo Guadagnini (Enser Srl).

Proseguono i webinar gratuiti sul Super Bonus 110%

Proseguono i webinar gratuiti sul Super Bonus 110%Dopo il successo dei primi 4 webinar realizzati sui diversi aspetti legati al Superbonus 110%, dalle regole base agli aspetti contrattuali, dal visto di conformità agli aspetti assicurativi, cessione del credito, sconto in fattura e convenienza fiscale”, prosegue il ciclo di webinar gratuiti organizzati dallo Studio DR48 in sinergia con UniCredit,  coinvolgendo le aziende del settore ceramico e con la partecipazione di Confindustria Ceramica e del Centro Ceramico.

“Ceramica e laterizi per riqualificare al 110%” è il titolo del webinar che si terrà il 1° dicembre 2020, con inizio alle 9:30.

Tutti gli interessati possono chiedere di partecipare ai webinar scrivendo a: segreteria@studiodr48.it.

L’incontro sarà aperto dai saluti introduttivi di Donatella Vitanza, commercialista dello Studio DR48; e di Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit.  Seguiranno gli interventi di Giovanni D’Anna e Alfonsina di Fusco per Confindustria Ceramica; e Barbara Mazzanti per Centro Ceramico.

“Abbiamo ritenuto utile – spiegano gli esperti dello Studio DR 48 – dopo aver offerto una panoramica dei principali provvedimenti e aver approfondito gli aspetti fiscali, promuovere gli incontri con le imprese del settore in particolare del settore ceramico per mettere in luce le caratteristiche dei prodotti utilizzabili e creare un ponte operativo tra i professionisti, i produttori dei materiali e le imprese edili”.

“Il nostro Gruppo – sottolinea Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – si è attivato da subito per assicurare ai propri clienti la fruizione dei benefici previsti dal Decreto Rilancio. L’offerta di UniCredit sul tema ecobonus e sismabonus consente infatti di semplificare l’accesso agli incentivi governativi. Ciò nell’ottica di favorire la ripartenza di un settore fondamentale per l’economia del Paese e sostenere le imprese che ne compongono la filiera produttiva, oltre a facilitare interventi importanti di riqualificazione edilizia. In questo modo possiamo dare il nostro contributo alla ripartenza economica del Paese e all’adeguamento del patrimonio immobiliare italiano, migliorandone l’impatto ambientale. UniCredit continua infatti ad essere impegnata nello sviluppo della finanza per la sostenibilità”.

“Le nuove misure fiscali del superbonus 110% introdotte con il Decreto Rilancio – rimarca Giovanni D’Anna, responsabile “Edilizia sostenibile” di Confindustria Ceramica – hanno potenziano la gamma di incentivi per l’edilizia ampliando le opportunità a favore dei cittadini, che possono quindi scegliere lo strumento più adeguato per rifare casa (e non solo) nell’ottica dei più elevati livelli di sicurezza, salubrità, efficienza energetica e sostenibilità. Ceramica e laterizi sono i prodotti che meglio identificano la cultura costruttiva del nostro Paese, essendo da sempre preferiti per il comfort, la salubrità e la sicurezza che assicurano agli ambienti, per la loro sostenibilità e durabilità e, certamente, per l’estetica ed il design. Anche nel contesto della riqualificazione sismica ed energetica degli edifici esistenti o della demolizione e ricostruzione, la ceramica ed i laterizi offrono soluzioni costruttive conformi ai requisiti richiesti dal superbonus”.

Sottolineano dal Centro Ceramico: “La ceramica è un materiale estremamente versatile, in grado di caratterizzare gli interni e gli esterni degli edifici con innumerevoli varianti di skins, in grado quindi di mettere a disposizione degli operatori in campo edilizio – dal costruttore fino all’utente privato – un’amplissima gamma di tessiture e colori. Durabilità, unita a sostenibilità, salubrità, sicurezza (a contatto con la fiamma, la ceramica non brucia e non rilascia sostanze), arricchiscono il quadro, rendendo questi materiali estremamente appetibili per il rinnovamento degli edifici. Piastrelle e lastre ceramiche si presentano quindi con tutte le carte in regola per la riqualificazione degli edifici, alla luce delle misure fiscali del Superbonus 110% contemplate nel recente Decreto Rilancio. Applicazioni concrete che possono rientrare nelle agevolazioni fiscali sono, ad esempio, i pavimenti sopraelevati (riscaldamento a pavimento) ed i rivestimenti delle pareti esterne degli edifici (cappotti o facciate ventilate), interventi che comportano non solo un rinnovamento di tipo estetico, ma anche una riqualificazione di tipo energetico”.

Green Warriors pronta per tornare in campo

Green Warriors pronta per tornare in campoA quasi un mese dall’ultima partita disputata, la Green Warriors Sassuolo è pronta per tornare in campo. Domenica le neroverdi saranno di scena in Piemonte, sul campo del Cus Torino nel match valido per la seconda giornata di ritorno. Fischio di inizio alle 17.00, con direzionale arbitrale affidata alla coppia formata da Simone Cavicchi e Michele Brunelli.

Dopo aver completato il periodo di isolamento imposto dai casi di positività nel gruppo squadra e dopo gli esiti dei test fisici a cui si sono sottoposte le atlete, questa settimana la formazione neroverde ha ripreso ad allenarsi al completo in vista del match contro Torino. Le cussine vengono a loro volta da un lungo periodo di stop, ferme ai box causa Covid-19 fin dal sesto turno di campionato, giocatosi il 18.

 

In A1 chiusure notturne per la stazione di Modena Nord

In A1 chiusure notturne per la stazione di Modena NordSulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione, previsti in orario notturno, sarà chiusa la stazione di Modena nord, nei seguenti giorni e modalità:

 

  • dalle 22:00 di lunedì 23 alle 6:00 di martedì 24 novembre, in entrata verso Milano e Bologna;
  • dalle 22:00 di martedì 24 alle 6:00 di mercoledì 25 novembre, in uscita per chi proviene da Milano e da Bologna.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Modena sud, sulla stessa A1, o di Campogalliano sulla A22 Autostrada del Brennero

Anticipo del pagamento delle pensioni per il mese di dicembre 2020

Anticipo del pagamento delle pensioni per il mese di dicembre 2020L’Inps fa sapere che anche per il mese di dicembre 2020, il pagamento presso gli sportelli postali dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e sarà distribuito su più giorni.

L’anticipo del pagamento delle pensioni è stato stabilito allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli ufficio postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.

Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario, in base alla lettera iniziale del cognome dei titolari delle prestazioni:

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 novembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 21 novembreSereno o poco nuvoloso salvo locali addensamenti sull’appennino orientale ma senza precipitazioni. Temperature: minime in calo, comprese tra 1-2 gradi delle pianure emiliane e 8-9 gradi del settore costiero. Massime comprese tra 9 e 12 gradi. Possibilità di deboli gelate nelle aree appenniniche. Venti: deboli-moderati da nord-est sulle aree di pianura, forti su mare costa e rilievi. Attenuazione del vento nelle ore serali. Mare: molto mosso, agitato al largo, con moto ondoso in attenuazione nella serata.

(Arpae)

Il Festival di Porretta Terme non si ferma: XIX edizione on line dal 1 all’8 dicembre

Il Festival di Porretta Terme non si ferma: XIX edizione on line dal 1 all’8 dicembreConcorsi, premi, anteprime, mostre, un focus sull’Emilia-Romagna. Porretta Terme non rinuncia al suo Festival del cinema e, vista la chiusura delle sale cinematografiche a causa della pandemia, lancia un’edizione speciale, dal 1 all’8 dicembre per la prima volta tutta on line, grazie alla piattaforma MYmovies.it.

La presentazione oggi via web, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, della vicesindaco e assessore alla Cultura di Alto Reno Terme, Elena Gaggioli, del direttore di FCP-Festival del Cinema di Porretta, Luca Elmi, della vicepresidente del festival,  Natalia Agostini, del fondatore di Mymovies.it Gianluca Guzzo e di Andrea Morini della Cineteca di Bologna.

Complimenti per il lavoro svolto e per la capacità di resistenza in questo momento di pandemia  e sale chiuse, sono giunti agli organizzatori del Festival da parte dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori. “Chiudiamo un triennio importante per il cinema in Emilia-Romagna- ha affermato Felicori-, di grande sviluppo e impegno da parte della Regione che ha raddoppiato e in alcuni casi triplicato i finanziamenti in ambito culturale, in un momento di tagli in tutta Italia. Ora si apre nuovo triennio, dove la scommessa è quella di dare una proiezione nazionale e internazionale ad alcuni festival di grandissima qualità, che meriterebbero di essere più conosciuti. Dobbiamo trovare il modo affinchè questo avvenga, come è stato per esempio per il Cinema Ritrovato, poiché abbiamo l’ambizione di fare di questa regione il terzo polo della produzione artistica in Italia”.

Questa terribile epoca di epidemia- ha aggiunto l’assessore-, ha portato però anche cose positive e nuove scoperte. Il cinema è stato il primo settore a scoprire le potenzialità del digitale, la musica sta finalmente sviluppandosi in questa chiave, nelle biblioteche il consumo dei servizi digitali è triplicato. Torneremo nelle sale con strumenti in più a disposizione, saremo più forti e competenti”.

In programma

Volto immaginedel festival è quello dell’eterna, forte e dolce Giulietta Masina, alla quale sarà dedicata la mostra fotografica “Inedita Giulietta”, online dal 29 novembre, in collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia.

Tra i grandi protagonisti di questa edizione i Manetti Bros, che riceveranno il premio alla carriera. Momento tra i più attesi del festival la seconda edizione del Premio Petri, che vede in gara 7 film. Un riconoscimento pensato per omaggiare un’opera contemporanea in cui sia evidente il lascito della eredità autoriale di Petri, con tematiche di denuncia sociale e politica in linea con il suo cinema. Quest’anno oltre a un film verrà premiato anche un attore. Entra inoltre a far parte della giuria del premio Jean A. Gili, professore emerito dell’Università di Parigi Panthéon-Sorbonne.

In programma anche il tradizionale Concorso Fuori Dal Giro, giunto alla VIII edizione con 5 film, fra cui un’anteprima, che hanno avuto una minor fortuna distributiva. Mentre tra le novità di quest’anno ci sarà una nuova sezione dedicata agli esordi dei registi: La prima volta di… con la proiezione di Fuga (2006) di Pablo Larraín, film mai distribuito in Italia.

L’Emilia-Romagna sarà protagonista al Festival con tre film: Gli Anni che cantanodi Filippo Vendemmiati, Quel che conta è il pensierodi Luca Zambianchi (anteprima)e Il colore di seradi Spartaco Capozzi (anteprima), interamente prodotti e girati in Regione.

Infine un omaggio alla Mostra del Cinema Libero, con la proiezione di Via Tassodi Luigi di Giannieil cortometraggio Daniel Schmid, un racconto fuori stagione di Anna Albertano, dedicato al regista svizzero.

Coronavirus, in Emilia-Romagna tamponi rapidi anche negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta

Coronavirus, in Emilia-Romagna tamponi rapidi anche negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera sceltaTamponi rapidi anche negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta dell’Emilia-Romagna. Il provvedimento, operativo tra pochi giorni e che durerà – salvo ulteriori proroghe – fino al 31 dicembre 2020, è frutto di un duplice accordo siglato oggi della Regione: con Fimmg (per i medici di medicina generale) e con Fimp e Federazione Cipe-Sispe-Sinspe (per i pediatri di libera scelta).

La “materia prima” c’è già: i quasi 45mila tamponi antigenici rapidi, forniti all’Emilia-Romagna dal Commissario per l’emergenza Covid-19 insieme ai Dispositivi di protezione individuale, sono già stati distribuiti nei magazzini delle singole Aziende Usl e a brevissimo verranno consegnati a medici e pediatri.

“Un passo molto importante per rafforzare l’attività di indagine epidemiologica- commentano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Ringraziamo i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per la disponibilità dimostrata, perché il loro impegno è prezioso e di grande rilevanza: i tamponi rapidi antigenici sono un utile strumento per contenere l’epidemia, fornire alla popolazione una risposta tempestiva e una conseguente presa in carico rispetto alla diagnosi nel caso ci sia il sospetto di Covid-19”.

“In questa situazione così critica- concludono Bonaccini e Donini- è fondamentale unire le forze e fare squadra”.

Le intese siglate dalla Regione danno attuazione agli accordi collettivi nazionali del 30 ottobre 2020, che contengono disposizioni per il potenziamento dei servizi erogati dalla medicina e dalla pediatria generale nell’attività di indagine epidemiologica attraverso l’accertamento diagnostico. Con un obiettivo preciso: contribuire a identificare rapidamente i focolai e a isolare i casi.

I tamponi rapidi dai medici di medicina generale: come funziona

In base all’accordo siglato i pazienti, per effettuare i tamponi antigenici rapidi, dovranno prenotare dopo aver fatto un triage telefonico. Potranno fare il test dal proprio medico di medicina generale – qualora operi nel proprio studio – i contatti stretti asintomatici individuati dal medico stesso oppure segnalati dal Dipartimento di Sanità pubblica in attesa di tampone rapido; e i casi sospetti di contatto che il medico di medicina generale si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido.

Qualora il medico operi in strutture rese disponibili dall’Azienda sanitaria (per esempio, in una Casa della salute), gli si potrà chiedere di ampliare il proprio target anche agli assistiti di altri medici di medicina generale, nello specifico a contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento identificati in base a una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione al medico individuato.

I medici titolari di incarichi temporanei, provvisori, di sostituzione a breve o lungo temine (compresi i medici che frequentano il corso di formazione specifica), eseguono e rendicontano le attività relative ai test con le stesse modalità dei titolari.

Nelle strutture rese disponibili dall’Azienda Usl fanno test diagnostici, in caso di necessità, anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), i medici di emergenza sanitaria territoriale (ad esempio, nel 118), i medici della medicina dei servizi (come quelli che operano negli istituti penitenziari) e i medici impegnati nelle attività territoriali programmate.

Sedi e locali

Le Aziende Usl forniscono il proprio supporto attraverso l’individuazione e l’organizzazione delle sedi idonee dove effettuare i test rapidi qualora i medici di assistenza primaria non possano eseguirli nel proprio studio. Potrà anche essere utilizzata una modalità di erogazione drive through, secondo un criterio di prossimità al bacino di utenza, con modalità definite a livello aziendale tramite specifici accordi.

Fornitura dei test e dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi)

La fornitura dei tamponi antigenici rapidi, o di altro test previsto nell’accordo collettivo nazionale del 30/10/2020, è assicurata ai medici dal Commissario per l’emergenza Covid-19 insieme ai Dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e camici). Tutto il materiale (test e dispositivi) è già stato fornito ai centri logistici indicati dalla Regione, e di qui ai magazzini delle Aziende Usl. Le modalità di consegna ai medici viene stabilita a livello aziendale. Ai medici che non effettuano i tamponi in studio, saranno in ogni caso assicurati Dispositivi di protezione individuale necessari.

Gestione dell’esito del tampone rapido

In caso di esito positivo, il medico lo comunica al paziente e lo informa sul percorso da seguire. Il medico si autentica tramite la propria cartella opportunamente integrata o tramite il portale regionale SOLE, in modo da registrare l’esito positivo; ciò anche al fine di segnalare il caso al Dipartimento di Salute pubblica. Il medico valuta, quindi, le condizioni cliniche del paziente, e lo informa sull’obbligo di rispettare l’isolamento al domicilio, ovvero di continuare il proprio stato di quarantena in attesa dell’esito del tampone di conferma (molecolare). Il medico prende dunque in carico il paziente e gli fornisce le indicazioni opportune da seguire. In caso di esito negativo, il risultato è registrato sul portale regionale SOLE e ne viene rilasciata attestazione al paziente.

Presa in carico dei pazienti

I medici di medicina generale prendono in carico i propri assistiti posti in isolamento o quarantena – con l’eventuale supporto dell’Unità speciale di continuità assistenziale (Usca) – fornendo ai soggetti interessati le informazioni igienico-sanitarie e comportamentali da seguire. Valutano l’opportunità di porre in sorveglianza attiva, con il contatto telefonico o telematico, i soggetti che necessitano di un maggior supporto, nello specifico i pazienti a rischio di complicazioni.

I tamponi rapidi dai pediatri di libera scelta

I pediatri di libera scelta utilizzano i tamponi antigenici rapidi durante l’attività ambulatoriale o domiciliare a favore dei propri assistiti. Sia che operi nel proprio studio (anche per gli assistiti di altri pediatri) o che si trovi ad operare in strutture rese disponibili dall’Azienda Usl, il pediatra esegue i test antigenici su prenotazione e dopo aver fatto un triage telefonico prioritariamente per i contatti stretti asintomatici – alla prima data utile dopo la scadenza dell’isolamento – identificati in base a una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica al medico individuato (è il target privilegiato); per i contatti stretti asintomatici individuati dal pediatra; per i casi sospetti di contatto che il pediatra visita e decide di sottoporre a test rapido.

Anche in questo caso, come per i medici di medicina generale, le Aziende Usl forniscono il proprio supporto preferibilmente attraverso l’individuazione delle sedi idonee ove effettuare i test rapidi qualora i pediatri di libera scelta siano impossibilitati a eseguirli nel proprio studio. Potrà essere utilizzata una modalità di erogazione drive through, secondo un criterio di prossimità al bacino di utenza. In considerazione delle possibili difficoltà di esecuzione dei tamponi nella fascia di età pediatrica, le Aziende Usl forniranno personale di supporto in base alle necessità.

Fornitura dei test e dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi), come per i medici di medicina generale, sono a carico del Commissario per l’emergenza Covid-19.

Gestione dell’esito del tampone rapido

In caso di esito positivo, il pediatra comunica l’esito ai genitori o familiari del paziente, informandoli sul percorso da seguire. Il pediatra si autentica tramite la propria cartella opportunamente integrata o tramite il portale regionale SOLE per registrare l’esito, valuta le condizioni cliniche e raccomanda fortemente l’isolamento al domicilio in attesa dell’esito del tampone di conferma, quando previsto. Il pediatra prende in carico il paziente e fornisce le opportune indicazioni igienico-sanitarie e comportamentali da seguire nel periodo in oggetto. Nel caso in cui il pediatra effettui un tampone su un paziente che non risulti tra le scelte in carico, comunicherà al pediatra del bambino l’esito e quest’ultimo prenderà in carico il suo paziente.

In caso di esito negativo, il risultato è registrato sul portale regionale SOLE e ne viene rilasciata attestazione al paziente.

Presa in carico dei pazienti

I pediatri di libera scelta prendono in carico i propri assistiti posti in isolamento o quarantena, con l’eventuale supporto dell’Unità speciale di continuità assistenziale (Usca), fornendo alle famiglie interessate le informazioni igienico-sanitarie e comportamentali da seguire. Valutano l’opportunità di porre in sorveglianza attiva, con il contatto telefonico o telematico quotidiano, i bambini/ragazzi che necessitano di un maggior supporto, nello specifico quelli a maggior rischio di complicazioni.

In A1 annullata la chiusura della stazione di Terre di Canossa

In A1 annullata la chiusura della stazione di Terre di CanossaSulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura della stazione di Terre di Canossa Campegine, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, giovedì 19, alle 6:00 di venerdì 20 novembre.

Il Sindaco risponde alla polemica sul taglio di carreggiata in via Valle d’Aosta

Il Sindaco risponde alla polemica sul taglio di carreggiata in via Valle d’Aosta“Lo scavo effettuato in via Valle d’Aosta poco dopo l’operazione di riasfaltatura verrà sistemato e ripristinato a nuovo a spese della ditta che ha eseguito i lavori”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani risponde alla polemica sollevata da un cittadino che lavora in un’azienda del quartiere.

“Il taglio della strada – chiarisce il Sindaco – è stato effettuato da una ditta che sta istallando centraline di ricarica per auto elettriche e che non possono essere istallate ovunque, ma solo dove la portata della corrente è tale da consentirlo. Con queste ditte non c’è un rapporto diretto: hanno ottenuto un’autorizzazione allo scavo ma non ci è dato sapere in quali tempi questo scavo avverrà. La coincidenza ha voluto che sia avvenuto poco dopo l’operazione di riasfaltatura della strada.

Per ora la ditta ha provveduto alla messa in sicurezza della strada, rattoppando il taglio con asfalto a freddo. Tra qualche settimana, quando lo scavo si sarà consolidato e non ci sarà più rischio di un abbassamento del terreno, la stessa ditta che lo ha fatto provvederà alla fresatura, per almeno un metro da entrambi i lati, ed alla riasfaltatura con colata a caldo per riportare il tutto a come era prima del taglio. Il tutto, naturalmente, a spese della ditta che ha fatto lo scavo, come da regolamento scavi. Nessuno sperpero di denaro pubblico come aveva affermato il segnalante– conclude il Sindaco – visto che non sarà speso un solo euro in più da parte del Comune di Sassuolo”.

 

Il governo accoglie la richiesta della Regione: via libera allo spostamento dei cacciatori tra Comuni

Il governo accoglie la richiesta della Regione: via libera allo spostamento dei cacciatori tra ComuniVia libera allo spostamento dei cacciatori dal territorio di un Comune a un altro, anche se appartenenti a Regioni diverse, per la prosecuzione dei piani di contenimento dei cinghiali, che causano gravi danni alle produzioni agricole, oltre a rappresentare una seria minaccia alla circolazione stradale e, soprattutto in questo momento, un possibile veicolo di diffusione della Peste suina africana.

La precisazione arriva dalla Prefettura di Bologna, alla quale proprio ieri si era rivolta la Regione per una richiesta di chiarimento sull’interpretazione delle disposizioni che riguardano l’attività venatoria contenute nel Dpcm del 3 novembre scorso. Norme che hanno causato la sospensione dei piani di controllo faunistico per l’incertezza sulle regole da rispettare, suscitando la preoccupazione delle organizzazioni agricole.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha accolto con grande soddisfazione il chiarimento: “Ringrazio la Prefettura per aver compreso il rischio che si potrebbe correre se venissero bloccati i piani di controlli del cinghiale. È un risultato importante per il territorio regionale per prevenire eventuali rischi di ordine sanitario legati all’epidemia di peste suina diffusa in altri Paesi europei, oltre che per scongiurare il ripetersi di gravi danni all’agricoltura”.

I chiarimenti della Prefettura

Può quindi proseguire l’attività venatoria rivolta alla caccia al cinghiale che viene svolta, precisa la Prefettura, “non solo dai cacciatori di selezione, che agiscono singolarmente, ma soprattutto dai cacciatori in braccata, che agiscono in gruppi composti da un minimo di 15 ad un massimo di 40 persone, oltre ai cani limieri usati per la caccia al cinghiale, con nominativi di cacciatori e zone di competenza individuati da ciascun Ambito territoriale di caccia (A.T.C.) e approvati dall’Amministrazione regionale Servizi territoriali agricoltura, caccia e pesca competenti per ciascuna Provincia (S.T.A.C.P.)”. In questo caso sono consentiti gli spostamenti dei cacciatori dal territorio di un Comune all’altro, anche se si trovano in Regioni diverse, “tenuto conto della funzione che quest’attività venatoria mira a realizzare in termini di prevenzione e controllo sanitario della diffusione della Peste suina africana, unitamente alla tutela dell’agricoltura e della prevenzione degli incidenti stradali”. Tutto ciò, ovviamente purché l’attività sia dimostrata in modo adeguato e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale contenute nel Dpcm del 3 novembre e nell’ordinanza regionale del 12 novembre.

Il parere espresso dalla Prefettura di Bologna dà via libera anche all’attività di controllo faunistico svolta dai coadiutori sotto il coordinamento delle Polizie Provinciali purché autorizzati da ciascuna Polizia provinciale e sempre nel rispetto delle misure di distanziamento sociale.

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“Accogliamo positivamente la decisione della Regione che, prima in Italia, ha ridato il via libera all’attività venatoria per chi svolge attività di controllo faunistico, sotto il coordinamento delle Polizie Provinciali”. Commenta così Coldiretti Emilia Romagna il provvedimento di viale Aldo Moro che permette la ripresa della caccia giustificata da comprovati motivi di lavoro all’interno del territorio regionale. Ciò consente ai cacciatori di selezione a e quelli individuati dagli ATC di ricominciare la caccia ai selvatici, in particolar modo agli ungulati, che, complice anche lo stop dovuto alle misure anti covid, stanno causando numerosissimi danni alle colture degli imprenditori agricoli, ma si rivelano anche un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini.

“Non più tardi di due settimane fa” continua Coldiretti regionale “avevamo denunciato il problema in seguito all’incidente che era costato la vita a un 63enne che aveva sbandato dopo aver evitato un cinghiale nel piacentino”.

L’ incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente i due milioni, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città, rappresenta inoltre un pericolo per la salute – conclude Coldiretti Emilia Romagna – anche per i rischi provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati.

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«Gli agricoltori di Confagricoltura Emilia Romagna avanzano le proprie istanze; la Regione prontamente risponde». È corale il grazie all’Assessorato regionale all’Agricoltura da parte dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, in merito all’azione intrapresa per favorire il proseguimento dei piani di controllo della fauna selvatica.

In particolare si tratta dell’attività venatoria legata al contenimento dei cinghiali sul territorio, resa alquanto difficile dalle misure anti Covid adottate a livello nazionale, ma ritenuta indispensabile al fine di scongiurare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, ingenti danni alle produzioni agricole e soprattutto impedire la diffusione della peste suina africana.

«La Regione Emilia-Romagna diventa così apripista nella gestione della fauna selvatica: per prima ha chiesto al Governo una deroga al limite comunale per gli spostamenti, almeno per la caccia al cinghiale e per dare la possibilità alle squadre di attivarsi», dichiara il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini.

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“Una nota esplicativa della Regione Emilia Romagna che dà risposta positiva alle nostre richieste, ovvero dare la possibilità ai cacciatori di cinghiale in braccata di esercitare questa forma di caccia anche al di fuori del proprio comune, ovviamente nel rispetto delle misure di distanziamento sociale disposte sia dal Dpcm del 3 novembre 2020 e dell’Ordinanza del Presidente della Regione Emilia Romagna del 12 novembre”.

Cristiano Fini, presidente di Cia Emilia Romagna, accoglie con favore il pronunciamento della Regione ai quesiti e alle sollecitazioni inoltrate all’Assessore all’Agricoltura Mammi. “Più che mai in questo periodo è necessario contenere il numero dei cinghiali per via dei danni alle colture, ma soprattutto per il potenziale pericolo di trasmissione della peste suina – precisa Fini – una minaccia in agguato visti i focolai che sono stati segnalati in Europa. Questa attività venatoria contribuisce a prevenire infezioni e contribuisce a tutelare gli allevamenti suinicoli oltre a contrastare i danni all’agricoltura. Ottima quindi l’azione di concertazione svolta dall’assessorato all’Agricoltura – conclude Fini – per raggiungere questo importante obiettivo”.

Aiuti al commercio e agli esercizi pubblici di Formigine

Aiuti al commercio e agli esercizi pubblici di FormigineProroga del pagamento della tassa sui rifiuti, agevolazioni ed incentivi per le occupazioni di suolo pubblico, maggiore copertura della spesa per le luminarie natalizie, pubblicizzazione dei servizi di delivery e asporto: sono queste alcune delle misure messe in campo dall’Amministrazione comunale di Formigine per aiutare commercianti ed esercizi pubblici colpiti dalla crisi dovuta alle nuove misure per il contenimento dell’epidemia da Covid19.

Per quanto riguarda il pagamento della TARI (Tassa sui rifiuti) per le utenze non domestiche sospese a causa dell’emergenza sanitaria, la scadenza dell’ultima rata è stata prorogata al 18 gennaio 2021. Inoltre, l’Amministrazione sta programmando con la prossima variazione di bilancio del 26 novembre ulteriori interventi per contributi (imposta sulla pubblicità e TARI),  a favore delle utenze maggiormente colpite dalla crisi, per più di 70.000 euro.

Con il “Decreto Rilancio”, emanato dal Governo, erano state previste agevolazioni ed incentivi per le occupazioni di suolo pubblico, effettuate dai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti) con l’obiettivo di consentire il distanziamento fisico.

In particolare, fino al 31 dicembre 2020, i cosiddetti “dehors” degli esercizi pubblici possono usufruire gratuitamente del suolo pubblico, previa la compilazione del modulo che si può scaricare dal sito Internet del Comune (area tematica Servizi alle imprese) e la presentazione di una planimetria che descriva gli spazi richiesti.

In linea con la normativa governativa, e a seguito di una specifica delibera del Consiglio Comunale del 25 giugno anche le attività artigianali alimentari con il consumo sul posto e le attività di commercio al dettaglio possono inoltrare all’ufficio competente la medesima richiesta di occupazione gratuita del suolo pubblico antistante la propria attività.

A questi sgravi fiscali, si aggiunge la riduzione per l’anno 2020 del 25% del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche dovuto dai titolari dei posteggi del mercato su base annua. Ulteriore abbattimento della Cosap per circa 25.000 euro a favore dei titolari dei posteggi del mercato e spuntisti, dopo la variazione di bilancio del 26 novembre.

In previsione del periodo natalizio, l’Amministrazione comunale di Formigine ha poi deciso di aumentare il supporto per il pagamento delle luminarie in centro storico e nelle frazioni, raggiungendo il 50% della spesa.

Attraverso tutti i canali di comunicazione del Comune di Formigine, sarà poi promosso il portale “Formigine a domicilio”, che riunisce le attività che offrono asporto e soprattutto delivery. I titolari delle attività che intendono promuovere questi servizi, possono contattare direttamente il gestore del portale per essere inseriti nell’elenco.

“In questi giorni di rinnovata criticità – afferma l’Assessore alle Attività produttive Corrado Bizzini – abbiamo attivato un confronto costante con i commercianti e le associazioni di categoria, che ci ha portato a fornire risposte immediate. Di prossima attivazione, un’app per gestire al meglio gli ordini per le consegne a domicilio”.

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