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lunedì, 3 Agosto 2026
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“Stand Up Women!” il progetto delle amministrazioni comunali di Formigine, Maranello, Fiorano Modenese e Prignano

“Stand Up Women!” il progetto delle amministrazioni comunali di Formigine, Maranello, Fiorano Modenese e PrignanoS’intitola “Stand Up Women!” la seconda edizione del progetto “Vista sull’Europa”, promosso dalle amministrazioni comunali di Formigine, Maranello, Fiorano Modenese e Prignano sulla Secchia, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e organizzato dall’associazione Babelia & C., a cura di Roberta Biagiarelli.

Quattro incontri in diretta streaming sulla pagina Facebook del progetto e sul canale Youtube dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico, un workshop di videomaking e un’installazione itinerante per conoscere le Madri fondatrici d’Europa e attualizzare sulle donne d’oggi, madri e non, alle prese con la pandemia mondiale.

S’inizia il 15 novembre, alle 20.30, con Maria Pia Di Nonno sul ruolo delle donne nelle istituzioni europee. La Di Nonno, con il progetto “Le Madri Fondatrici dell’Europa”, ha ricevuto nel 2018 il prestigioso Premio Altiero Spinelli attribuito dalla Commissione Europea.

Nel momento di maggiore devastazione europea, sono state proprio le donne a dar vita a una politica differente ed inclusiva, capace di creare welfare e senso di comunità. “Vivere la politica come un prendersi cura” è lo spunto per l’incontro del 20 novembre alle 21 “Maternage d’Europa” con Elisabetta Salvini, Gessica Sghedoni, Giuliana Marchetti e Chiara Babeli.

Il 25 novembre alle 21 due imprenditrici (Gabriella Gibertini e Rita Tocco Taccini) e il direttore delle risorse umane di Ferrari S.P.A, Michele Antoniazzi, discuteranno del gap salariale e nelle condizioni lavorative che tuttora sussiste tra uomini e donne.

Ultimo incontro il 10 dicembre (Giornata mondiale dei diritti umani), alle 20.30 con la giornalista Mirta Da Pra Pocchiesa e Vittorina Maestroni, presidente del Centro documentazione Donna di Modena, sulla violenza contro le donne; da quella domestica, resa ancora più invisibile a causa del lockdown, a quella collegata alla tratta internazionale.

Per tutta la durata della rassegna, si svolgerà un workshop cinematografico, al quale è già possibile iscriversi (telefonare al numero 3388591387). Il laboratorio, condotto dal regista Ado Hasanovic, sarà finalizzato alla realizzazione del cortometraggio dal titolo “Pandemia time”.

Infine, un’installazione sulle Madri fondatrici d’Europa, con ritratti di Giulia Del Vecchio, sarà visibile dal 16 al 24 novembre a Formigine, presso l’atrio esterno del Palazzo Municipale; dal 25 novembre al 5 dicembre a Prignano sulla Secchia, nell’atrio del Palazzo Municipale; dal 6 dicembre al 15 dicembre a Maranello, nell’atrio del Palazzo Municipale, dal 16 al 31 dicembre al BLA di Fiorano Modenese.

Info: Comune di Formigine, Ufficio Europa, tel. 059.416149, e-mail: ufficioeuropa@comune.formigine.mo.it. FB “Vista sull’Europa”.

 

Spi Cgil – Fnp Cisl- Uilp Uil Emilia Romagna: “Nuove brigate rosse. Non passeranno”

Spi Cgil – Fnp Cisl- Uilp Uil Emilia Romagna: “Nuove brigate rosse. Non passeranno”Non passeranno.

Stanno arrivando lettere minatorie firmate “nuove brigate rosse” recapitate ai Sindaci delle città capoluogo della nostra regione e allo stesso Presidente della Regione Stefano Bonaccini; parole farneticanti che evocano la possibilità di attentati e attacchi a obiettivi civili.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti i Sindaci del territorio e al Presidente della Regione, e ribadiamo la ferma volontà delle nostre Organizzazioni di contrastare e respingere qualsiasi tentativo di destabilizzazione dello Stato democratico, approfittando della situazione particolarmente delicata che il Paese e l’intera Europa stanno vivendo.

Una situazione che richiede unità e coesione, ma anche fermezza contro chi mesta nel torbido. Il sindacato pensionati, insieme alle confederazioni Cgil Cisl Uil, è sempre stato in prima linea in questa battaglia per la salvaguardia della democrazia che rappresenta la cifra costituente delle nostre organizzazioni. E in prima linea saremo anche in questa occasione, se sarà necessario.

(Segreterie Spi Cgil – Fnp Cisl- Uilp Uil Emilia Romagna)

 

Crisi da Covid: in Emilia Romagna “saltate” 2.648 imprese nel terzo trimestre. Proposta di legge della Lega

Crisi da Covid: in Emilia Romagna “saltate” 2.648 imprese nel terzo trimestre. Proposta di legge della LegaNel terzo trimestre dell’anno in Emilia-Romagna sono “saltate” 2.648 imprese a causa della crisi connessa alle misure di contrasto alla pandemia Covid 19. Per dare ossigeno agli imprenditori che, a fatica, sono riusciti a resistere al doppio lockdown, il gruppo regionale della Lega Emilia-Romagna ha presentato un progetto di Legge volto a far sì che la Regione consenta alle imprese dei settori maggiormente colpiti di imputare come credito d’imposta (per i prossimi 3 anni) il 50% dell’ammontare dell’Irap che le medesime aziende avevano pagato nel 2019.

Quasi il 40% delle imprese italiane (che occupano circa 3,6 milioni di addetti) rischia infatti la chiusura a causa della crisi connessa all’emergenza da Covid-19. È il drammatico risultato del blocco delle produzioni resosi necessario per contrastare il contagio, una sospensione che ha coinvolto quasi metà del tessuto produttivo italiano.

La situazione dell’Emilia Romagna non fa eccezione a questo quadro di estrema difficoltà: i dati che emergono dal Registro imprese delle Camere di commercio analizzati da parte dell’Ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna (27 ottobre 2020), rilevano che la crisi da Covid si è “mangiata” nel terzo trimestre dell’anno 2.648 imprese. La più ampia riduzione è per le imprese del commercio (-1.472), segue l’agricoltura (-1.066), minori le perdite nella manifattura, nel trasporto e magazzinaggio, nell’alloggio e ristorazione. Queste ultime, tuttavia, difficilmente potrebbero reggere le conseguenze di ulteriori misure restrittive, data la loro minuscola dimensione; la riduzione della base imprenditoriale è stata determinata proprio dall’andamento negativo delle ditte individuali, scese di 2.928 unità (-1,3 per cento) e dalla riduzione delle società di persone (1.893 unità, -2,5 per cento).

E’ da questi dati che prende le mosse il progetto di Legge Regionale “Sostegno straordinario alle attività produttive nei settori maggiormente coinvolti dalle misure restrittive per contrastare il Covid-19” proposta dal consigliere regionale Stefano Bargi a nome del gruppo Regionale Lega Emilia-Romagna.

Il progetto di legge proposto ricalca, per molti aspetti, la struttura della L.R. n.18/2019, avente ad oggetto il sostegno alle imprese localizzate nelle aree montane della nostra regione, pur con le dovute differenze. Il PDL proposto prevede il riconoscimento ad imprese ed a lavoratori autonomi di un credito d’imposta IRAP parametrato su quanto dovuto per il 2019, facendo riferimento alle “attività produttive attive nei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive adottate per contrastare la pandemia di Covid-19” e rinviando, per la loro concreta individuazione, ad un successivo atto dell’esecutivo.

In termini di sostenibilità della misura, nel caso del PDL proposto viene fatto rinvio al Fondo per i provvedimenti in corso di approvazione, ritenendo comunque necessario che, prima dell’approvazione della legge, vengano stanziate le necessarie risorse in bilancio e, nello specifico, quello per il periodo 2021-2023 di prossima discussione.

Chiusura notturna Parco via Di Vittorio a Spezzano

Chiusura notturna Parco via Di Vittorio a SpezzanoNegli ultimi mesi, numerose sono state le lamentele e le segnalazioni da parte dei residenti circa la presenza di assembramenti nelle ore notturne presso il Parco di Via Di Vittorio a Spezzano di Fiorano. Si tratta spesso di giovani o giovanissimi che producono rumori e schiamazzi, oltre ad alzare eccessivamente i volumi della loro musica. Inoltre sono stati riscontrati frequenti casi di abbandono rifiuti, vetri rotti e danneggiamento dei giochi per bambini. Data la conferma anche delle forze dell’ordine di una simile situazione, è stata disposta la chiusura del Parco Di Vittorio dalle ore 22 alle ore 7.30 durante i mesi estivi, dunque dal 21 marzo al 21 settembre, e dalle 19 alle 7.30 nel periodo invernale, quindi dal 22 settembre al 20 marzo.

Non solo. Viste le disposizioni per il contenimento del Coronavirus, pur garantendo le attività scolastiche, e la richiesta da parte del Miur di favorire “la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, al fine di potervi svolgere attività didattiche complementari (…), comunque volte a finalità educative”, l’Amministrazione ha deciso di dare corso alla proposta avanzata dalla dirigente dell’Istituto Comprensivo “Bursi” che prevede l’utilizzo del Parco Di Vittorio per attività scolastiche. Il Parco infatti è adiacente alle scuole elementari “Menotti” ed è accessibile direttamente senza bisogno di pericolosi attraversamenti stradali da parte dei bambini. Pertanto, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12.30, l’area rimarrà chiusa tranne che per gli alunni e per il personale scolastico assegnato al plesso, per un periodo che va da lunedì 19 ottobre 2020 a venerdì 31 gennaio 2021 (data di conclusione – ad oggi – dello stato di emergenza).

In conclusione, il Parco di Via Di Vittorio, già oggetto dell’iniziativa “Parchi Vivi” volta a riqualificare alcune aree verdi della città, sarà fruibile dalla cittadinanza solo dalle ore 7.30 alle ore 19 in inverno, e fino alle ore 22 in estate. Ma, fino al 31 gennaio, le ore mattutine saranno comunque dedicate esclusivamente alle attività scolastiche, dal lunedì al venerdì.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 12 novembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 12 novembreIniziali condizioni di cielo nuvoloso o molto nuvoloso, con possibili deboli piogge o pioviggini sull’Appennino romagnolo durante la mattina. Schiarite pomeridiane più probabili sul settore centro-orientale e fascia costiera. Temperature: minime in lieve aumento comprese tra 9 e 11 gradi; massime stazionarie intorno a 13/15 gradi. Venti: deboli settentrionali in pianura; deboli da sud sui rilievi. Mare: poco mosso o quasi calmo.

(Arpae)

“La Delizia… a piccole dosi. Storia e arte di Sassuolo”: il Castello di Montegibbio

“La Delizia… a piccole dosi. Storia e arte di Sassuolo”: il Castello di Montegibbio“La Delizia… a piccole dosi. Storia e arte di Sassuolo”: Il Castello di Montegibbio, da presidio fortificato a dimora di villeggiatura. A cura di Luca Silingardi. Per seguire la sedicesima puntata basta cliccare qui oppure copiare questo link: https://youtu.be/55UZ1s_IhDA

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Le prime fortificazioni del Mons Gibus o Gibulus (monte gibboso, gobbo), risalgono probabilmente all’inizio del X secolo, quando i canonici della cattedrale di Parma si adoperarono per difendere i propri territori, sulla riva orientale del fiume Secchia, dalle scorrerie degli Ungari. Con ogni probabilità, stando anche allo stato attuale, queste strutture difensive si adattarono alla conformazione del rilievo collinare, conferendo al complesso una forma ellittica, sviluppatasi attorno allo spazio della corte. Ai canonici parmensi si riferiscono anche l’atto del 980 con cui l’imperatore Ottone II conferma loro tali possedimenti, prima testimonianza scritta relativa all’esistenza del Castellum de Monte Gibuli, e quello analogo del 996 stilato dalla cancelleria dell’imperatore Ottone III. Entrato all’interno dei vasti possedimenti di Bonifacio di Toscana e di sua figlia Matilde di Canossa, il Castello di Montegibbio divenne parte di una triplice cerchia di castelli ubicati sulle colline modenesi e reggiane a difesa dei territori canossiani e dei relativi collegamenti viari.

All’inizio del Trecento, Montegibbio fu occupato dai nobili guelfi Della Rosa, signori di Sassuolo, che utilizzarono il castello per difendere il proprio feudo fino al 1375, quando gli abitanti si assoggettarono spontaneamente agli Este. Solo dall’inizio del XV secolo, però, gli Este consolidarono definitivamente il loro dominio anche su Montegibbio che, come comune autonomo, fu compreso nella podesteria di Sassuolo. Assieme a Sassuolo, Montegibbio fu dunque ceduto a Giberto Pio di Savoia nel 1499, ma già nel 1501, a seguito di un terremoto, il castello fu gravemente danneggiato e quasi completamente abbandonato. Ancora in rovina, come testimoniato dalla rappresentazione tardo cinquecentesca nella Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, a seguito della morte di Marco III Pio di Savoia nel 1599, nel 1609 ritornò possedimento della Camera ducale estense che, nel 1636, lo cedette ai Boschetti, nobili di Modena, dopo aver elevato il territorio al titolo di marchesato. Fu il marchese Girolamo Boschetti, alcuni anni dopo, a ricostruire il castello sui ruderi delle precedenti fortificazioni, erigendo il palazzo marchionale “sopra un colle delizioso e praticabile anche in carrozza, con circa venti camere”, come indicato in un documento dell’epoca. In questa occasione fu aperto un nuovo e più ampio portale di accesso alla corte, tamponando quello medievale, in arenaria, sul cui stipite sinistro si trova ancora una medievale figura apotropaica. Nel 1676, il castello  tornò alla Camera ducale estense che, nel 1696, lo cedette al marchese Ottavio Spolverini di Verona. In quest’epoca il complesso è descritto come “un Palazzo grande posto e situato entro il recinto delle muraglie del Castello di Montezibio coi suoi uscii e finestre con l’invetriate adesso circondate da un Giardino, che continua intorno a detto castello”. Venuta a mancare la discendenza diretta, nel 1762 tornò alla Camera ducale e, dal 1767 al 1797, anno in cui furono aboliti i feudi, appartenne a Luigi Canonici, nobile ferrarese, a cui fu conferito il titolo di marchese di Montegibbio. Divenuto proprietà della famiglia Nanni nel corso della prima metà dell’Ottocento, sotto ai quali fu abbassata di quota l’antica torre, passò nel 1851 alla nobile famiglia Borsari di Finale Emilia, che lo destinò a residenza di villeggiatura. Proprio ai Borsari, tra il 1851 e il 1872, si deve l’ultimo cospicuo intervento edilizio che tuttora caratterizza il complesso: l’ampliamento e la sopraelevazione del palazzo marchionale, la riqualificazione degli interni, arredati e decorati in un sontuoso stile eclettico, e l’edificazione di nuovi edifici di servizio. Passato ai Giovanardi di Montegibbio nel 1971, fu acquisito dal Comune di Sassuolo e, in quote minori dal Comune di Modena e dalla Provincia di Modena, nel 1972. Utilizzato come sede per i campi estivi comunali, dalla prima metà degli anni Ottanta del Novecento, è ora aperto al pubblico solamente per l’accesso alla corte, salvo aperture straordinarie del palazzo marchionale.

Il complesso, al cui interno è stata allestita anche la Donazione Toschi, con arredi e suppellettili dell’antica pasticceria Toschi di Sassuolo, sarà presto interessato da un importante intervento di restauro in corso di progettazione.

Questa sedicesima puntata della serie “La Delizia… a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo” è dedicata a questo “luogo del cuore” della nostra città.

Clicca qui oppure copia questo link: https://youtu.be/55UZ1s_IhDA

 

 

Codacons in aiuto di imprese e lavoratori della regione sui Dl Ristori Emilia Romagna

Codacons in aiuto di imprese e lavoratori della regione sui Dl Ristori Emilia Romagna
Foto di Loufre da Pixabay

Il Codacons lancia oggi in Emilia Romagna un servizio per aiutare imprese e lavoratori della regione a districarsi nel caos dei Dl Ristori varati dal Governo.

Col DL 28 ottobre 2020, n. 137 e col successivo DL del 9 novembre 2020 n. 149 il Governo ha stanziato risorse a sostegno degli operatori economici e dei lavoratori che sono direttamente o indirettamente interessati dalle misure restrittive degli ultimi Dpcm – spiega il Codacons – Centinaia di categorie professionali potranno quindi ottenere indennizzi e sussidi in relazione al danno economico subito a causa dell’emergenza Covid.

Il meccanismo dei Dl Ristori è tuttavia complesso e il sovrapporsi di norme rende difficile per professionisti, lavoratori e piccole imprese districarsi nel labirinto di disposizioni, diversificate a seconda di specifici coefficienti e della classificazione di rischio delle regioni (gialla, arancione e rossa). Il Dl Ristori bis ha poi incrementato il numero delle categorie professionali che potranno avvalersi dei contributi (oltre 130 tipologie) trasformando i decreti in un caos normativo senza precedenti.

Proprio per sostenere i lavoratori dell’Emilia Romagna e le tante piccole imprese della regione danneggiate dal Covid (dagli alberghi ai ristoranti, passando per taxi, negozi, bar, ecc.) il Codacons lancia oggi un apposito servizio di assistenza telefonica, dove un team di legali risponderà a tutte le domande relative agli indennizzi previsti dal Governo e alle procedure da attivare per richiedere i contributi a fondo perduto introdotti con i recenti decreti.

I legali spiegheranno chi può accedere ai fondi e i requisiti previsti dalla normativa, le modalità per accedere ai benefici, le possibilità di sospensione di tasse e imposte, e tutte le altre misure introdotte con i recenti Decreti.

Il forum telefonico del Codacons risponde al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14:30 alle 17.

 

Maranello, vicenda Ondulati: il Comune chiede e ottiene un tavolo in Regione

Maranello, vicenda Ondulati: il Comune chiede e ottiene un tavolo in Regione“Le informazioni raccolte in questi ultimi giorni sulla vicenda Ondulati S.p.A., insieme alla conferma dell’acquisto di un’area nel Mantovano da parte di un’immobiliare riconducibile al titolare dell’azienda – spiega una nota –  ha portato l’Amministrazione a richiedere alla Regione la convocazione di un tavolo di confronto. L’obiettivo, condiviso dalla Regione stessa, è quello di chiarire la situazione attuale e gli interrogativi che gravano su di essa – dovuti anche al fatto che la proprietà di Ondulati S.p.A. sostenga tuttora di non aver rinunciato a restare nei dintorni di Maranello – insieme a tutti gli attori coinvolti, compresi i sindacati e la proprietà della Ondulati S.p.A., in modo da cercare soluzioni che tutelino prioritariamente i posti di lavoro e l’attività produttiva sul territorio”.

“Fin dall’inizio di questa vicenda l’Amministrazione comunale ha fornito all’azienda Ondulati S.p.A. tutto il supporto tecnico e urbanistico necessario a favorirne la permanenza sul territorio, dopo la decisione assunta dall’impresa di vendere gli immobili e l’area in cui è collocata la propria sede. È emersa in particolare, fin da subito, l’ipotesi della compravendita di un terreno situato a Maranello, attualmente di proprietà di un’altra impresa, sul quale tra quest’ultima e la Ondulati S.p.A. si è aperta una trattativa.

Nel monitorare costantemente la vicenda, avendo avuto sentore di uno stallo delle trattative, l’Amministrazione ha convocato più volte e separatamente i rappresentanti delle due aziende coinvolte per fare il punto della situazione ed analizzare assieme la natura di eventuali circostanze tecnico-urbanistiche che potessero ostacolare l’accordo, proprio per creare la condizioni migliori per un esito positivo che avrebbe tutelato innanzitutto i posti di lavoro della Ondulati S.p.A. In tutto ciò, l’Amministrazione è sempre rimasta all’interno della cornice normativa che vieta tassativamente a un ente pubblico di interferire in una trattativa tra privati”.

“Il nostro impegno a tutela dell’occupazione dei dipendenti Ondulati non verrà mai meno – aggiunge l’Amministrazione comunale di Maranello -; anche nel caso in cui la Regione arrivi in seguito ad attivare un tavolo di crisi su questa vicenda, il sindaco Zironi e l’Amministrazione saranno presenti al fianco dei rappresentanti dei lavoratori per difenderne i diritti e l’occupazione.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Colla, ha accolto la nostra richiesta e convocherà a brevissimo il tavolo richiesto con l’impresa, le organizzazioni sindacali e il Comune di Maranello”.

 

Palma Costi (PD): ‘Sostenere il settore ceramico incentivando la svolta green’

Palma Costi (PD): ‘Sostenere il settore ceramico incentivando la svolta green’‘Spingere e sostenere la transizione green in cui da diversi anni è impegnato il settore ceramico per aumentarne la competitività internazionale mantenendo il radicamento territoriale’.

E’ questo l’obiettivo della risoluzione approvata oggi dall’Assemblea Legislativa dove si affrontano diverse misure per dare un sostegno ad un comparto che genera ogni anno, a livello nazionale oltre 5,3 miliardi di euro di fatturato, ed a livello regionale 4,9 miliardi e, impiega nella sola Regione quasi 18mila addetti diretti e altrettanti nell’indotto.

La risoluzione, di cui è prima firmataria la consigliera Palma Costi, è stata sottoscritta anche dalla capogruppo del partito democratico Marcella Zappaterra, e dai colleghi Francesca Maletti, Luca Sabattini, Roberta Mori, Stefano Caliandro, Marco Fabbri, Marilena Pillati, Lia Montalti, Nadia Rossi, Matteo Daffada’, Manuela Rontini, Andrea Costa, Massimo Bulbi, e da Giulia Pigoni della Lista Bonaccini Presidente.

‘L’industria ceramica – spiega la consigliera Costi – è uno dei settori che ha investito di più nella  economia circolare e nella riduzione delle emissioni, grazie anche al protocollo siglato tra Regione, provincie e comuni sulla qualità dell’aria. E’ ora necessario, anche in conseguenze alle difficoltà dovute all’emergenza Covid, sospingere la transizione low carbon del comparto e sostenerne la competitività assicurando una idonea dotazione infrastrutturale, e qualificando l’export.’

Pertanto nella risoluzione si richiede di ‘operare affinché gli adempimenti ambientali vengano calibrati alle effettive performance registrate dalle imprese, premiando comportamenti virtuosi e investimenti messi in atto. A tale fine – si legge nella risoluzione – è opportuno precedere alla omogeneizzazione e semplificazione delle AIA attuali e adottare indirizzi applicativi tesi a favorire una diffusa applicazione del regime dei sottoprodotti nel comparto ceramico e a richiedere al Governo  l’immediata revisione dell’esclusione del settore piastrelle dalle compensazioni dei costi indiretti del sistema europeo sulle emissioni di CO2 (ETS)

Un altro elemento di competitività è indubbiamene il completamento della rete infrastrutturale con l’avvio dei cantieri del collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo e il completamento delll’iter progettuale della autostrada regionale cispadana.

‘Inoltre è indispensabile – chiosa la consigliera Costi – un investimento sul ferro per creare soluzioni logistiche ancora più efficienti ed ambientalmente sostenibili realizzando il collegamento ferroviario tra lo scalo di Dinazzano e quello di Marzaglia, creando una linea merci di interconnessione tra le due piattaforme e prevedendo incentivi per far sì che venga utilizzato il mezzo ferroviario per i trasporti di materie prime tra i poli ceramici regionali e il porto di Ravenna.’

La risoluzione impegna, inoltre, la giunta a valutare ogni possibile azione in sostegno del sistema fieristico regionale, ed in particolare del Cersaie e a sostenere le attività di qualificazione e certificazione dell’export regionale come il ‘pieno riconoscimento da parte delle Autorità americane del programma “Good Phitosanitay Practices” adottato dalle imprese ceramiche per gestire le tematiche fitosanitarie di importazioni di merci negli USA’

Tutto ciò chiedendo una conferma di impegno e disponibilità del settore ceramico ad investire in ricerca, innovazione ambientale, gestione sostenibile soprattutto in relazione ai territori e alle loro comunità anche promuovendo percorsi di formazione continua dei propri operatori in campo ambientale e energia. La transizione green passa anche dal distretto della ceramica.

La rete sanitaria modenese nell’emergenza Covid-19

La rete sanitaria modenese nell’emergenza Covid-19
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

A partire dalla seconda parte del mese di ottobre il sistema sanitario modenese ha dovuto affrontare il rapido aumento dei casi di covid-19. Ciò ha posto sotto stress molte articolazioni impegnate nella gestione della pandemia. La Sanità pubblica ha visto un aumento delle necessità di testare e tracciare persone con sintomatologia o entrate in contatto con casi positivi; ciò ha influito sull’attività del Laboratorio di analisi dei test molecolari; negli ospedali si è assistito a un rapido aumento di ricoveri; ingente l’attività relativa alle scuole, che da metà settembre ha richiesto un notevole impegno al fine di poter garantire il più possibile la frequenza da parte degli alunni; importante infine il carico assistenziale sulla domiciliarità.

L’andamento epidemico degli ultimi giorni ha evidenziato in provincia di Modena un trend di crescita particolarmente rapido in termini di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri, tanto da rendere necessario, secondo il piano predisposto in estate, continuare a modificare velocemente e costantemente la struttura organizzativa delle strutture sanitarie. Ad oggi aree covid sono state allestite in tutti gli altri ospedali della rete.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha attivato 273 posti di degenza ordinaria e 64 tra intensiva e semintensiva. Presso lo stabilimento Policlinico 163 posti di degenza ordinaria e 34 per pazienti di semintensiva/intensiva. Presso lo stabilimento di Baggiovara 110 posti di degenza ordinaria e 30 di semintensiva/intensiva (espandibili rapidamente a 36). Al fine di garantire queste attivazioni, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, in coerenza con le indicazioni Regionali, mantiene la sospensione dei ricoveri programmati e differibili sia medici che chirurgici.

Aree dedicate al Covid sono presenti negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo. Di conseguenza è stata rimodulata l’attività chirurgica con alcune riduzioni necessarie per far fronte all’accoglienza dei pazienti covid, sia in termini di letti che di personale. A differenza della prima fase, attualmente si riscontra un importante impegno dei posti letto di medicina anche a carico dei pazienti no covid, che riduce la disponibilità complessiva di posti letto e aumenta il carico assistenziale sugli ospedali. Mentre durante la salita della prima curva il mix tra ricoveri covid/no covid era 90/10, ad oggi tale mix risulta 40/60.

Rispetto alla prima ondata esiste un’organizzazione strutturata che consente di seguire i soggetti nel luogo di cura quanto più possibile appropriato a seconda dei bisogni. A tale scopo è stato istituito un nuovo Ospedale di Comunità a Novi, dedicato a pazienti covid che rappresenta un presidio territoriale intermedio fondamentale, rivolto a pazienti anziani, che non necessitano di assistenza ospedaliera, ma le cui condizioni richiedono un’assistenza infermieristica continuativa, o a pazienti fragili con patologie croniche in fase di riacutizzazione. La scorsa settimana anche l’Osco di Fanano è stato riconvertito all’accoglienza di pazienti covid.  

Guardando i numeri, in base al rafforzamento progettato nel corso della prima ondata relativamente alla necessità di poter seguire quanto più possibile i soggetti tenendoli in sicurezza al proprio domicilio, è evidente il peso del carico assistenziale sulla domiciliarità: sono ad oggi oltre 5300 i pazienti positivi al domicilio, mentre nella prima emergenza si raggiunse il picco massimo di 2120. Oltre a ciò vi sono oltre 2800 persone tra contatti stretti e rientri da zone a rischio in isolamento domiciliare.

A tal proposito è stata riattivata pienamente tutta l’attività delle 7 Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) presenti nei 7 distretti (che era stata ridotta nel corso dell’estate), sono in corso di realizzazione le Centrali operative distrettuali (per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, Usca e guardia medica/continuità assistenziale), è prevista l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid+.

Lo sforzo richiesto ai cittadini di rispettare le misure di prevenzione – non solo la mascherina ma ricordare sempre il distanziamento e l’igiene delle mani – e di tutte le norme nazionali e locali è dunque indispensabile per contribuire alla riduzione della circolazione del virus e dunque ridurre il carico sul sistema sanitario modenese.

 

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

A causa del notevole sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto il Laboratorio, nelle ultime settimane si è registrato un ritardo nella refertazione dei tamponi, con una dilatazione dei tempi tra data di accettazione e data di refertazione (usualmente tra zero e un giorno). Fino a quando non sarà completata l’attività di recupero dei tamponi in arretrato sono da considerare incerte le variazioni di nuovi casi positivi registrati negli ultimi giorni.

Le aziende sanitarie sono costantemente al lavoro per ridurre il gap e contestualmente velocizzare le procedure di comunicazione dell’esito ai cittadini che da alcuni giorni avviene tramite sms (sia in caso di negatività che di positività), con relativa indicazione a avviare immediatamente l’isolamento, per sé e i propri contatti conviventi.

Considerando il totale dei tamponi eseguiti da inizio epidemia sino al 9 novembre (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti oltre 212mila tamponi e sono state testate oltre 131mila persone. Il totale di positivi segnalati a livello regionale è di 11.927 (dato aggiornato al 10: 12.563 positivi totali).

A partire da luglio il numero di tamponi giornalieri ha avuto un forte aumento per l’attivazione dello screening nei comparti della macellazione, lavorazione carni, logistica, dei viaggiatori in rientro da Paese esteri o dalla Sardegna e, a partire da metà settembre, di personale scolastico e studenti.

Il numero di nuovi casi giornalieri è notevolmente superiore a quello del picco epidemico di primavera (164 nuove diagnosi il 20 di marzo). Da inizio luglio, anche in conseguenza dell’aumento del numero di tamponi eseguiti per attività di contact tracing e screening di diverse categorie, si è registrato un costante aumento dei nuovi positivi. Questo aumento è diventato esponenziale ad ottobre, anche se fortunatamente si tratta nella maggior parte dei casi di persone asintomatiche o pauci-sintomatiche.

 

Casi

Al 9 novembre, in provincia di Modena erano accertati 5829 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19 (erano 3372 lo scorso 2 novembre). Di questi, 5377 sono in isolamento, 452 ricoverati.

 

Ricoveri

Il trend dei letti occupati da pazienti COVID+ in ospedale, dopo aver raggiunto il picco nel giorno del 29 marzo, evidenzia un successivo calo fino alla fine di luglio, sia per quanto riguarda i presenti nei reparti per acuti sia per quanto riguarda le presenze nei reparti di terapia intensiva/subintensiva. Da agosto si è assistito ad una lenta ripresa del numero di degenti nei reparti per acuti, che si è fatta decisamente più sostenta nel corso delle ultime settimane. Al 9 novembre sono 452 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia per Covid-19.

Sul totale dei ricoveri, 284 si trovano negli ospedali dell’AOU di Modena (180 al Policlinico, 104 all’Ospedale Civile di Baggiovara), i restanti 111 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 57 persone all’Ospedale di Sassuolo Spa che, come tutti gli ospedali, in queste ultime settimane ha convertito all’accoglienza dei pazienti covid alcune aree di degenza.

A questi si aggiungono 23 pazienti ricoverati nei due Osco Covid (Novi e Fanano).

 

Ricoveri in terapia intensiva

Dal 21 luglio al 21 settembre sono stati preponderanti i giorni con zero ricoverati; dal 22 settembre si è assistito a un aumento, che risulta più marcato in ottobre. Secondo il dato riportato anche oggi nel bollettino regionale, sono occupati 41 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. A questi si aggiungono 11 pazienti assistiti in setting semintensivo, tutti al Policlinico di Modena.

 

Persone in isolamento domiciliare

In rapido aumento anche la casistica positiva al domicilio (casi e contatti), sintomatici e asintomatici. Al 9 novembre erano in isolamento domiciliare complessivamente 5377 persone covid positive (erano 3107 lo scorso 2 novembre). Delle persone in isolamento domiciliare 69 sono accolte presso l’hotel Tiby dedicato a persone positive al covid presente a Modena.

Sono 2854 (1730 lo scorso lunedì) i contatti stretti di casi accertati in isolamento. Sono in isolamento presso l’hotel Tiby anche 5 assistenti familiari che stanno effettuando la quarantena preventiva a seguito di rientro dall’estero.

 

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 4 novembre)

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 4 novembre sono stati eseguiti 126.618 test sierologici di cui 7.144 con esito positivo. In totale le persone sottoposte a test sono state 84.584, di cui il 4,1% sono risultate positive (3.496). Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

Vi è dunque, secondo le stime, un numero molto elevato di persone ancora suscettibili di infezione. Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

 

 

 

 

 

 

Partecipazione, approvata dall’Assemblea legislativa la Relazione annuale

Partecipazione, approvata dall’Assemblea legislativa la Relazione annuale“Vogliamo che i cittadini dell’Emilia-Romagna diventino sempre più protagonisti del processo di costruzione e crescita delle proprie comunità, con l’intento di perseguire la maggiore trasparenza possibile e l’efficienza dei procedimenti. Con l’approvazione di oggi aggiungiamo un tassello importante per procedere rapidamente al Bando Regionale 2020 sulla Partecipazione”. Lo ha affermato l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano, oggi in aula per l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa della nona Relazione sulla Partecipazione, presentata dalla Giunta regionale.

La relazione approfondisce il tema della partecipazione sia in Emilia-Romagna che in altri contesti, rendiconta le attività svolte nell’anno precedente e disegna il programma delle iniziative in programma per il 2020-21. La Giunta in particolare ha proposto all’approvazione dell’Assemblea legislativa anche le linee di indirizzo per il Bando Partecipazione 2020, coerenti con il Documento di economia e finanza regionale.

“La nostra Regione con la legge sulla Partecipazione ha svolto un importante ruolo di ‘apri pista’- ha detto Calvano-. In primo luogo, ha dimostrato la dimensione della domanda di partecipazione espressa dai cittadini e dalle amministrazioni pubbliche del territorio, e ha inoltre rappresentato un processo di crescita istituzionale e sociale, attraverso cui la Regione agisce un ruolo di cabina di regia e trova, nella collaborazione con gli enti locali, la propria strategia di governo”.

Per quanto riguarda le attività 2020/21, la Giunta regionale punta sulle attività formative, con un nuovo corso e-learning sulla facilitazione e sulla partecipazione, ma anche con una nuova piattaforma di e-democracy, con l’Osservatorio sulla partecipazione, con i processi partecipativi promossi dalla Regione e la partecipazione ai Progetti europei.

Il Bando 2020

Con il Bando 2020 la Regione mette a disposizione circa 530mila euro per il sostegno ai processi partecipativi.
Cinque i nuovi ambiti di finanziamento prioritario che sono statiindividuati: progetti di partecipazione su temi sociali, sanitari, ambientali, territoriali, urbanistici e paesaggistici (premialità soft); progetti su alcune tematiche previste dal Documento di economia e finanza regionale (premialità più consistenti); progetti sullo sviluppo sostenibile legati all’Agenda 2030 (programma per lo sviluppo dell’Unione europea); progetti per la trasformazione/transizione digitale in tutti gli ambiti; infine, un bonus (cumulabile con i precedenti) per progetti che sviluppano azioni dedicate ai giovani.
La scadenza del Bando 2020 è fissata al 16 dicembre 2020.

La Relazione annuale sulla partecipazione

Contiene un approfondimento del tema partecipazione sia in Emilia-Romagna che in altri contesti, il rendiconto delle attività svolte nell’anno precedente e il programma di iniziative per il 2020-21.
La Giunta regionale la presenta all’Assembla legislativa consentendole di ampliare le proprie conoscenze e approfondire le caratteristiche del fenomeno partecipativo in Emilia-Romagna. In particolare, con la relazione la Giunta propone all’organo legislativo le linee di indirizzo per il Bando Partecipazione 2020, e dichiara le risorse messe a bilancio e le tempistiche di realizzazione del bando.
In base all’ultima rilevazione complessiva delle esperienze partecipative effettuata dall’Osservatorio partecipazione (settembre 2020) i processi avviati in Emilia-Romagna nel 2019 e 2020 sono in totale 140, di cui oltre la metà sono progetti certificati dal Tecnico di garanzia e finanziati dalla Giunta regionale (28 finanziati nel 2018 e 49 finanziati nel 2019 per un totale di 77). L’impegno della Regione anche in termini di disponibilità di risorse nel periodo considerato è stato assai più ampio che in passato (oltre un milione di euro in due anni) e ciò ha contribuito a favorire l’elevato numero di progetti che si distribuiscono nelle nove province emiliano-romagnole in modo sostanzialmente equilibrato.

Vita di coppia: incontri online a cura Centri per le Famiglie del Distretto

Vita di coppia: incontri online a cura Centri per le Famiglie del DistrettoIl Centro per le famiglie distrettuale organizza due incontri dedicati alla vita di coppia, dal titolo “Io&te”. Martedì 17 novembre, alle 21, l’avvocato Riccardo Nobili dell’Ordine degli avvocati di Modena approfondirà questioni legali e civili legate a “Matrimonio, Convivenza, Unioni Civili”.

Il martedì successivo, 24 novembre, gli psicologi Federica Mansuelli e Daniele Tavera parleranno della condivisione e della comunicazione come fondamento di una vita insieme.

Gli incontri si svolgeranno su Google Meet. Per iscriversi, basta contattare una delle sedi dei Centri per le Famiglie del Distretto.

 

Distretto Ceramico, Bargi (Lega): “La Giunta sostenga il rilancio del settore edile e delle costruzioni”

Distretto Ceramico, Bargi (Lega): “La Giunta sostenga il rilancio del settore edile e delle costruzioni”

“E’ inscindibile il sostegno al distretto ceramico e un rilancio del settore edile e delle costruzioni”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi presentando l’emendamento approvato alla risoluzione emendata che impegna la Giunta regionale ad operare per il rilancio della competitività e sostenibilità  del distretto ceramico anche sul fronte della internazionalizzazione.

Bargi ha ricordato, a questo proposito, i numeri drammatici del settore edile della nostra regione, che nel primo trimestre di quest’anno ha segnalato un calo delle attività pari al 10,5 per cento. “C’è quindi un vero bisogno di dare una spinta concreta – ha detto Bargi – al settore dell’edilizia interna che è il primo committente del comparto ceramico. Poi, certo, va bene anche il sostegno alla internazionalizzazione del settore, in particolar modo sul mercato americano,  ma questo aspetto non può prescindere da un aiuto al primo livello di attenzione che è tutta la filiera dell’edilizia”.

Secondo il consigliere della Lega se si vuole sostenere la ceramica non si può non prevedere un rilancio delle costruzioni e dell’edilizia con incentivi e sburocratizzazioni: “Un impegno tanto più necessario in questo momento di crisi che attraversa il mercato e che ha bisogno di un’azione su più fronti: quello delle infrastrutture, a cominciare dalla soluzione del nodo della Campogalliano-Sassuolo; e quello della spinta a “favore di tutta la filiera che dal settore, dalle ceramiche all’edilizia  – ha continuato  Bargi – che ha bisogno di interventi a favore del mondo delle costruzioni ma anche della internazionalizzazione del mondo delle ceramiche”. Bargi ha sottolineato l’importanza strategica e di valore del distretto ceramico, tra Modena e Reggio Emilia, ma anche con presenze in zone della Romagna, anche come volano per tutto  il comparto edile nel suo complesso.

Sicurezza sul lavoro, l’assessore regionale Colla annuncia una segnalazione al Ministero sul caso di una lavoratrice che sarebbe stata costretta a nascondere un infortunio

Sicurezza sul lavoro, l’assessore regionale Colla annuncia una segnalazione al Ministero sul caso di una lavoratrice che sarebbe stata costretta a nascondere un infortunio“Faremo formale segnalazione al Ministero del Lavoro per verificare i fatti e se serve anche per convocare la direzione del Gruppo e le parti sociali, al fine di determinare i comportamenti in atto, a garanzia dell’applicazione delle norme e per evitare qualsiasi rischio sui temi della sicurezza sul lavoro”.

L’assessore allo Sviluppo e Lavoro della Regione, Vincenzo Colla, ha annunciato l’impegno sul caso di una lavoratrice di un’azienda di Crevalcore che, secondo una denuncia, sarebbe stata costretta a nascondere un infortunio occorsole sul lavoro.

“Se fosse vero – ha detto Colla oggi nell’aula dell’Assemblea legislativa regionale – sarebbe un fatto molto grave, che non può avere alcuna paternità rispetto alla leale e responsabile collaborazione fra le associazioni di rappresentanza imprenditoriali e sociali consolidata in questa regione. Fatti come questi vanno isolati dal punto di vista della responsabilità personale e dei comportamenti aziendali”.

“Guardiamo con grande attenzione all’indagine in corso – ha aggiunto l’assessore-. Abbiamo piena fiducia nella Magistratura rispetto anche ai gravi rischi di imputazione penale per i responsabili. Nei luoghi di lavoro ci si deve basare su relazioni sia individuali che collettive di grande trasparenza e lealtà. È evidente che questo fatto impegna ancora di più la discussione nel Patto per il Lavoro e per il Clima, per rafforzare il ruolo e il valore del lavoro delle donne e la sua salvaguardia, anche rispetto ai rischi di intimidazioni, pressioni o forzature, contrari ai diritti sanciti dalla Costituzione”.

Medici, con un investimento da 1,8 milioni la Regione Emilia-Romagna finanzia 72 contratti di formazione per gli specializzandi, aggiuntivi rispetto a quelli statali

Medici, con un investimento da 1,8 milioni la Regione Emilia-Romagna finanzia 72 contratti di formazione per gli specializzandi, aggiuntivi rispetto a quelli statali
Foto di Bruno – Germany da Pixabay

Dalla Chirurgia generale alle Malattie infettive e tropicali, dalla Geriatria all’Otorinolaringoiatria, alla Pediatria. Anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno per far sì che i medici specializzati siano, anche in un futuro prossimo, in numero adeguato alle proprie necessità. E lo fa finanziando, con risorse proprie – 1 milione 800 mila euro – la prima annualità dei contratti di formazione specialistica, aggiuntivi rispetto a quelli garantiti dallo Stato.

Con questo stanziamento, infatti, ne sovvenzionerà direttamente 72 per l’anno scolastico 2019/2020, due in più rispetto alla passata annualità. Considerando i 1.392 contratti garantiti dallo Stato per le Scuole di specialità attivate nelle Università dell’Emilia-Romagna (su un totale di 13.400 a livello nazionale), e l’impegno di Regione e Aziende sanitarie, si arriva dunque complessivamente a 1.464 contratti di formazione specialistica sul territorio, a fronte dei 931 dello scorso anno: 533 in più.

Un incremento di oltre il 57%, che permette di raggiungere la massima capacità formativa delle Scuole di specializzazione di area sanitaria più critiche dei quattro Atenei dell’Emilia-Romagna, a partire dalle Emergenze Urgenze e Malattie infettive.

“Un impegno importante, che continuiamo a rafforzare- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. In questo modo aumentiamo le opportunità di accesso ai corsi di specializzazione dell’area medica e diamo risposta alla carenza di professionisti, soprattutto laddove registriamo, o prevediamo, il più alto fabbisogno di copertura degli organici ospedalieri. La Regione fa dunque la propria parte per fronteggiare un problema che è peraltro di carattere nazionale, nella piena consapevolezza che la salute dei cittadini è la priorità delle priorità”.

Dei 72 contratti finanziati dalla Regione, 27 sono destinati all’Università di Bologna, per 675mila euro; 13 all’Università di Ferrara, per 325mila euro; 19 all’Università di Modena-Reggio Emilia, per 475mila euro e 13 all’Università di Parma, per 325mila euro.

Le specializzazioni per Ateneo

Dei 27 contratti di formazione specialistica destinati all’Università di Bologna, 1 è in Chirurgia generale, 1 in Chirurgia toracica, 4 in Geriatria, 1 in Neurologia, 6 per Ortopedia e traumatologia, 6 per Pediatria, 2 per Psichiatria, 5 per Radiodiagnostica e 1 per Urologia.

Per quanto riguarda i 13 contratti per l’Università degli Studi di Ferrara, 1 è in Dermatologia e venereologia, 1 in Endocrinologia, 1 per Geriatria, 1 per Neurologia, 3 per Ortopedia e traumatologia, 3 per Pediatria, 1 per Psichiatria e 2 per Radiodiagnostica.

Dei 19 contratti di formazione specialistica a favore dell’Università degli Studi di Modena – Reggio Emilia, 2 sono per Geriatria, 1 per Malattie dell’apparato digerente, 5 per Ortopedia e traumatologia,1 per Otorinolaringoiatria,5 per Psichiatria, 4 per Radiodiagnostica e 1 per Radioterapia.

Infine, dei 13 contratti per l’Università degli Studi di Parma, 2 sono per Geriatria, 1 per Malattie infettive e tropicali, 1 per Medicina fisica e riabilitativa, 6 per Pediatria e 3 per Psichiatria.

L’accesso ai corsi è subordinato a queste condizioni: impegno a prestare la propria attività lavorativa nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale emiliano-romagnolo per un periodo pari almeno alla durata del corso di specializzazione frequentato, a partire dal conseguimento del diploma di specializzazione; aver conseguito il diploma di Laurea in uno degli Atenei emiliano-romagnoli, ovvero essere residente in Emilia-Romagna alla data di scadenza della domanda di iscrizione al concorso.

‘Mettiamo radici per il futuro’: più di 180mila alberi distribuiti gratis a 14mila beneficiari dopo 40 giorni dall’avvio della campagna regionale

‘Mettiamo radici per il futuro’: più di 180mila alberi distribuiti gratis a 14mila beneficiari dopo 40 giorni dall’avvio della campagna regionaleAcero, melo, pioppo, betulla, gelso, nocciolo, ontano. Sono solo alcune delle tipologie di piante che stanno trovando casa nei parchi, nei giardini e nelle zone verdi di tutto il territorio regionale, come previsto dalla campagna ‘Mettiamo radici per il futuro’ che consiste nella distribuzione gratuita di 4,5 milioni specie arboree – una per ogni abitante – nei prossimi quattro anni.

Un piano green senza precedenti dal valore di 14 milioni di euro, nato con l’obiettivo di estendere la superficie boschiva su tutto il territorio regionale e contribuire così alla lotta ai cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità dell’aria.

“Il lancio dell’iniziativa ha registrato un bel successo, anche oltre le previsioni”, commenta Irene Priolo, assessore regionale all’ambiente. “Nonostante le criticità legate alla situazione sanitaria, la  comunità dell’Emilia-Romagna ha dimostrato di cogliere il valore della sfida e in tanti si sono mobilitati per fare davvero della nostra regione il corridoio verde d’Italia”.

Presentata a Bobbio lo scorso 26 settembre con la piantumazione del primo albero da parte del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore all’Ambiente, Irene Priolo, la distribuzione gratuita delle prime 500mila piante forestali entro il 31 dicembre 2020 è ufficialmente partita.

Dal primo ottobre, infatti, i cittadini, gli enti locali, le scuole, le associazioni – e anche le imprese previo accordo con il Comune di appartenenza- dell’Emilia-Romagna possono recarsi nei 21 vivai accreditati per ritirare gratis il proprio albero.

“I primi 40 giorni di distribuzione sono solo l’inizio- aggiunge l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo-. La Giornata nazionale dell’albero, in calendario il prossimo 21 novembre, sarà l’occasione per rafforzare ulteriormente il progetto e dargli ulteriore slancio: nei giorni scorsi ho mandato a tutti i Comuni una lettera per invitarli a sviluppare iniziative locali e contribuire al grande lavoro di squadra che vedrà enti locali, associazioni, scuole e cittadini in prima linea per rendere sempre più verde e sostenibile la regione, da Piacenza a Rimini”.

In 40 giorni, più di 180mila alberi già consegnati e prenotati in tutta l’Emilia-Romagna

I dati del primo report di monitoraggio dell’iniziativa, aggiornati al 6 novembre, contano – in poco più di un mese dall’inizio della campagna- oltre 130mila piante consegnate e circa 14mila beneficiari, di cui 13.500 sono cittadini, 153 le associazioni e 287 gli enti pubblici e più di 50mila prenotate da Enti locali.

Si tratta di una distribuzione pari al 36% del valore delle piante messo a disposizione dal bando, corrispondente a un investimento regionale di circa 400mila euro.

Tutte le informazioni sullacampagna, al sitohttps://radiciperilfuturoer.it

Gioco d’azzardo patologico, dalla Regione 3.7 milioni di euro alle Ausl dell’Emilia-Romagna per rafforzare l’azione di contrasto

Gioco d’azzardo patologico, dalla Regione 3.7 milioni di euro alle Ausl dell’Emilia-Romagna per rafforzare l’azione di contrastoInformare sui rischi dell’azzardo, con una particolare attenzione ai più giovani, formare il personale sanitario e sociale e quello dei pubblici esercizi per aiutarli a riconoscere le dipendenze e sostenere una rete per il trattamento integrato che comprenda interventi ambulatoriali e residenziali. La Regione Emilia-Romagna continua a tenere alta la guardia nella sfida alla ludopatia, e anche per il 2020 stanzia alle Azienda sanitarie del territorio, da Piacenza a Rimini, oltre 3,7 milioni di euro per l’attuazione del Piano regionale di contrasto del gioco d’azzardo patologico.

Con l’approvazione – in questi giorni – di due delibere, la Giunta regionale rafforza il sistema di prevenzione e intervento contro la dipendenza patologica nei confronti di scommesse, videolottery, azzardo e tutte le altre forme di giochi con premi in denaro: con un atto viene approvato il nuovo “Piano regionale di contrasto al Gioco d’Azzardo”, che si pone in continuità con i precedenti introducendo però alcune novità e migliorie, con l’altro si assegna alle Aziende sanitarie, con un riparto basato sulla popolazione residente, la cifra complessiva di 3.715.076 euro per l’attuazione del Piano.

“Quest’anno più che mai era fondamentale tenere alta l’attenzione nei confronti del gioco d’azzardo- dichiara Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute-. Durante il periodo del lockdown la rete dei servizi si è organizzata con prontezza per offrire supporto da remoto, ma soprattutto le conseguenze sociali ed economiche della pandemia, con nuove sopraggiunte fragilità, rischiano ora di andare a ingrossare le fila di chi cede alla malattia del gioco non sano. Continuiamo a rafforzare il nostro impegno- conclude Donini- unendo strategie di prevenzione alla cura e all’assistenza, perché i dati ci dicono, purtroppo, che il fenomeno è ben lungi dall’essere sconfitto, nonostante tutti gli sforzi messi in campo”.

In totale, nel 2019, sono state 1.724 le persone assistite dai servizi per le dipendenze delle Ausl, con un incremento del 10,3% rispetto all’anno precedente e del 36% dal 2013. La maggioranza dell’utenza è di genere maschile (82%) e di cittadinanza italiana (91%). La classe di età più rappresentata è quella degli ultrasessantacinquenni, con uno specifico problema tra le persone pensionate, e seguono le classi 50-54 e 45-49.

Tutte le Ausl della Regione hanno delineato un percorso specifico di accoglienza, presa in cura e trattamento degli utenti con disturbo da gioco d’azzardo e loro familiari, e la Regione ha anche sottoscritto con i Giocatori Anonimi, gruppo di auto-mutuo aiuto sul modello Alcolisti anonimi, un protocollo di collaborazione: attualmente in Emilia-Romagna sono attivi 12 gruppi di giocatori anonimi, distribuiti in tutti i territori con un’età media dei partecipanti che si aggira sui 40 anni.

Significativi anche i dati emersi dallo studio che l’Ausl di Piacenza ha condotto, su base provinciale,per indagare gli effetti del lockdown sui giocatori d’azzardo: per oltre l’80% degli intervistati astinenza completa, nessun passaggio al gioco online o illegale e per più della metà un aumento del benessere fino alla riapertura delle slot.

Le novità del Piano regionale

Tra i nuovi aspetti introdotti nell’aggiornamento del Piano regionale di contrasto, ci sono il potenziamento dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno del gioco, così da garantire anche il monitoraggio e la valutazione dei primi risultati del Piano a livello regionale, il rafforzamento delle iniziative nelle scuole, in particolare con la formazione di docenti e operatori sul tema del gioco online e offline e del gioco “sano”, e nuove iniziative per il consolidamento di una rete competente di trattamento integrato sanitario e sociale, focalizzate sulla valorizzazione dei gruppi di auto-mutuo aiuto e sugli approfondimenti di management clinico.
Per quanto riguarda questi ultimi aspetti, il Piano si pone principalmente due obiettivi: da una parte qualificare ulteriormente la collaborazione tra servizi e i gruppi delle associazioni Giocatori Anonimi e Gruppi famigliari ‘Gam-Anon’, sostenendoli nell’apertura di nuovi gruppi nei territori dove ancora la presenza non è capillare; dall’altra approfondire il lavoro con le unità operative di neurologia per una condivisione di protocolli e check list sull’associazione significativa tra l’utilizzo di farmaci antiparkinsoniani e disturbo da gioco d’azzardo.

I fondi stanziati e la suddivisione provincia per provincia

Le risorse destinate al Piano regionale di contrasto sono complessivamente 3.715.076 euro, di cui 2.600.553 verranno assegnate ai 38 Distretti socio-sanitari in cui è suddivisa la Regione e i restanti 1.114.522 alle otto Aziende sanitarie.

La ripartizione delle risorse sui territori, che avviene in base al numero di residenti, prevede 239.290,21 euro per l’Ausl di Piacenza (di cui 167.503,15 euro in quota distretti e 71.787,06 in quota Ausl), 374.585,88 euro per l’Ausl di Parma (262.210,12 euro per i distretti e 112.375,76 per l’Azienda sanitaria), 444.356,62 euro per l’Ausl di Reggio Emilia (di cui 311.049,63 euro ai distretti e 133.306,99 all’Ausl), 585.540,13 euro per l’Ausl di Modena (409.878,09 euro per i distretti e 175.662,04 per l’Azienda sanitaria), 732.341,71 euro per l’Ausl di Bologna (di cui 512.639,20 euro in quota distretti e 219.702,51 in quota Ausl), 111.287,96 per l’Ausl di Imola (77.901,57 euro per i distretti e 33.386,39 per l’Azienda sanitaria), 289.796,16 per l’Ausl di Ferrara (di cui 202.857,31 euro per i distretti e 86.938,85 per l’Ausl) e infine 937.877,74 per l’Ausl della Romagna (656.514,42 euro per i distretti e 281.363,32 per l’Azienda sanitaria).

“Buon compleanno Gianni Rodari”, laboratorio poetico del FabLab Junior

“Buon compleanno Gianni Rodari”, laboratorio poetico del FabLab JuniorAncora un laboratorio speciale al FabLab Junior di Casa Corsini (via Statale 83, Spezzano di Fiorano). Giovedì 19 novembre, alle ore 17, è infatti in programma “Buon compleanno Gianni Rodari”, iniziativa proposta per la fascia di età 6 / 9 anni. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria tramite la mail info@casacorsini.mo.it dati i posti limitati.

Questa volta, ospite della struttura dedicata ai ragazzi e all’innovazione, sarà Margherita Fraccon, educatrice museale specializzata in didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico. La dottoressa Fraccon porterà a Fiorano Modenese un particolare momento di incontro fra creatività, arte e letteratura, dedicato ai più piccoli.

“Buon compleanno Gianni Rodari” è un’attività incentrata sullo scrittore più amato dai bambini. Con il suo linguaggio chiaro e originale, Rodari ha saputo parlare all’infanzia di grandi temi e soprattutto ha mostrato che la creatività può nascondersi ovunque, anche negli errori. A partire da letture scelte, e seguendo qualche suggerimento tratto da “Grammatica della fantasia” i partecipanti potranno cimentarsi nell‘invenzione di una piccola storia illustrata.

L’appuntamento è parte del ciclo “100 di questi giorni”, proposto da “Senza Titolo – Progetti aperti alla cultura”, che sviluppa iniziative per bambini e ragazzi su Federico Fellini, Gianni Rodari e Wayne Thiebaud in occasione dei cento anni dalla loro nascita.ì

Margherita Fraccon, dopo un Erasmus a Parigi, tra i banchi della Sorbona, durante il terzo anno universitario si scopre innamorata dell’arte. Dalla filosofia all’arte, il passo è breve: si specializza così in didattica e mediazione culturale del patrimonio artistico all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Progetta e conduce visite guidate, visite animate, laboratori, mediazione per le scuole di ogni ordine e grado, famiglie e adulti. Collabora con “Senza Titolo – Progetti aperti alla cultura”, per le esperienze dedicate alle collezioni permanenti di MAMbo, Museo Morandi, Casa Morandi, Museo per la Memoria di Ustica, Esprit Nouveau e alle mostre temporanee.

 

 

Nuovi orari e sala studio per il Centro Giovani di Maranello

Nuovi orari e sala studio per il Centro Giovani di Maranello

Con l’entrata in vigore del DPCM del 3 novembre cambiano gli orari di apertura del Centro Giovani di Maranello. Lo spazio polifunzionale di Via Vignola, dedicato alle attività di ragazzi e ragazze, è ora aperto il martedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 19 e il mercoledì dalle 18.30 alle 21.30. L’apertura in fascia serale permette di garantire l’accesso anche a chi normalmente non può frequentare il Centro negli orari diurni. L’apertura pomeridiana, anticipata di un’ora rispetto all’orario tradizionale, è invece pensata in particolare come opportunità per lo studio: con la chiusura della biblioteca, imposta dalle ultime normative nazionali, gli spazi del Centro Giovani possono accogliere, nel rispetto della sicurezza, gli studenti che normalmente utilizzavano il Mabic come luogo per lo studio pomeridiano. A questo proposito, al primo piano è stata inoltre allestita una nuova sala con wi-fi e computer.

“Adolescenti e ragazzi stanno vivendo un periodo complesso, le cui conseguenze forse ancora non riusciamo a vedere del tutto”, afferma Alessio Costetti, assessore alle politiche giovanili. “Dalla scorsa primavera con la chiusura delle scuole e la riduzione delle occasioni di incontro all’aperto, misure emanate per contrastare la pandemia, i nostri giovani stanno affrontando una situazione in cui le opportunità di relazione, fondamentali per la crescita e lo sviluppo, sono molto ridotte. E’ un contesto difficile, per certi versi anche doloroso, in cui come amministrazione comunale vogliamo provare a mettere in campo tutti gli strumenti utili per aiutare i ragazzi, coniugando la sicurezza di tutti con il diritto alla socialità e l’opportunità di avere luoghi in cui studiare in tranquillità. L’ampliamento di spazi e orari al Centro Giovani va in questa direzione”.

Aperto nel settembre 2005, il Centro Giovani di Maranello negli anni è cresciuto in termini di servizi, spazi e utenti. Rivolto alla fascia di età 13-25 anni, e dotato anche di spazi esterni, nel 2019 ha accolto oltre 3600 tra ragazzi e ragazze, è stato aperto 246 giorni e 730 ore, ha organizzato 16 iniziative pubbliche con oltre 700 partecipanti.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 novembre

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 novembreNubi stratificate con foschie e nebbie sul settore occidentale, sereno o poco nuvoloso sul resto della regione. Temperature: minime in leggero aumento sul settore occidentale, stazionarie altrove, comprese tra 6 e 10 gradi; massime in lieve diminuzione con valori compresi tra 12 e 15 gradi. Venti: deboli di direzione variabile in pianura, deboli-moderati sud occidentali sui rilievi. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

L’Emilia-Romagna resta in “zona gialla”, appello di BonaccinI

L’Emilia-Romagna resta in “zona gialla”, appello di BonaccinIMi rivolgo però a tutti i cittadini della nostra regione: noi stiamo cercando di fare tutto il possibile, stressando al massimo la risposta sanitaria; il nostro personale sanitario sta facendo ogni sforzo possibile per assicurare a tutti una risposta, in condizioni sempre più difficili, con i pronto soccorso e i posti letto sempre più affollati.

Per uscirne però abbiamo bisogno dello sforzo e della responsabilità di tutti. Mi arrivano foto di luoghi in cui le persone non rispettano il distanziamento e altre in cui non si utilizzano correttamente le mascherine.

Mi rivolgo a TUTTI: rispettiamo le regole, se non vogliamo altri ricoveri, altri lutti, altre restrizioni.
Dipende da ciascuno di noi.

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